Oggetto del Consiglio n. 1967 del 21 settembre 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1967/XIII - Interpellanza: "Interventi per il miglioramento dell'assistenza sanitaria dei detenuti della casa circondariale di Brissogne".
Interpellanza
Considerato che negli ultimi mesi si sono moltiplicati i casi di aggressione ad agenti di custodia all'interno della casa circondariale di Brissogne;
Preso atto che tali episodi di violenza non fanno che confermare in maniera eclatante una situazione grave all'interno del carcere valdostano per ciò che concerne non solo la sicurezza dei lavoratori, ma anche il sovraffollamento e l'accesso alle cure mediche da parte dei detenuti, in quanto tali situazioni, più volte denunciate, non fanno che esasperare gli animi all'interno della casa circondariale;
Considerato che il Governo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la Legge regionale n. 11 del 2011 recante: "Disciplina dell'esercizio delle funzioni in materia di medicina e sanità penitenziaria trasferite alla Regione Autonoma Valle d'Aosta ai sensi del Decreto Legislativo 26 ottobre 2010, n. 192";
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
la Giunta regionale per sapere:
1) quale sia l'attuale situazione della casa circondariale di Brissogne sotto l'aspetto del sovraffollamento di detenuti rispetto alla capienza massima prevista e per quanto concerne la sicurezza del personale preposto alla custodia dei detenuti;
2) come intenda intervenire per migliorare le condizioni di salute e dell'accesso alle cure mediche da parte dei detenuti, in attesa di conoscere il pronunciamento della Corte Costituzionale sulla Legge regionale n. 11/2011.
F.to: Carmela Fontana - Rigo
Presidente - La parola alla Consigliera Carmela Fontana.
Fontana (PD) - Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i casi di aggressione ad agenti di custodia all'interno della casa circondariale di Brissogne. Tali episodi di violenza non fanno che confermare in maniera eclatante una situazione grave all'interno del carcere valdostano per ciò che concerne non solo la sicurezza dei lavoratori, ma anche il sovraffollamento e l'accesso alle cure mediche da parte dei detenuti, in quanto tali situazioni, più volte denunciate, non fanno che esasperare gli animi all'interno della casa circondariale. Considerato che il Governo ha impugnato davanti alla Corte costituzionale la legge regionale n. 11 del 2011 recante: "Disciplina dell'esercizio delle funzioni in materia di medicina e sanità penitenziaria trasferite alla Regione autonoma Valle d'Aosta ai sensi del decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 192", volevamo sapere dall'Assessore quale sia l'attuale situazione della casa circondariale di Brissogne sotto l'aspetto del sovraffollamento di detenuti rispetto alla capienza massima prevista e per quanto concerne la sicurezza del personale preposto alla custodia dei detenuti; come intenda intervenire per migliorare le condizioni di salute e dell'accesso alle cure mediche da parte dei detenuti, in attesa di conoscere il pronunciamento della Corte costituzionale sulla legge regionale n. 11/2011. Grazie.
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.
Lanièce A. - Grazie Presidente.
Una premessa prima di entrare nella puntualità delle domande che sono state poste. Prima di procedere al puntuale riscontro delle richieste, mi preme precisare riguardo alle competenze ed alle responsabilità dirette all'Amministrazione regionale. La competenza in materia di gestione strutturale penitenziaria sul territorio (anche regionale) spettano al Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia e pertanto vi sono possibilità di intervento da parte dell'Amministrazione limitate in un'ottica di collaborazione e responsabilità reciproca. Rispetto ai denunciati episodi di aggressione ad agenti di custodia all'interno della Casa circondariale, che sono stati richiamati, fortunatamente sono casi sono molto isolati, mi sono informato e si tratta di tre casi negli ultimi mesi; tuttavia, si condivide la preoccupazione per la sicurezza dei lavoratori addetti alla custodia dei detenuti. Il sovraffollamento delle carceri è un problema nazionale, a cui purtroppo non sfugge neppure la piccola realtà valdostana. Che il disagio dovuto a coabitazione forzata in spazi ristretti tenda ad esasperare gli animi è comprensibile, ma il ventilato sovraffollamento della casa circondariale di Brissogne non è tale da pregiudicare l'accesso alle cure mediche da parte dei detenuti. Su questo voglio solo aggiornare che il recente decreto ministeriale ha rivisto i posti e attualmente la casa circondariale di Brissogne, ha una capienza, in virtù del recente decreto, di 290 posti e, ad oggi, ci sono ben 280 persone.
Riguardo alla prima domanda, il problema del "sovraffollamento dei detenuti" rispetto alla capienza massima prevista è già stato sollevato dalla Regione ed affrontato con la direzione della Casa circondariale; tuttavia, il sopraccitato presunto sovraffollamento è in linea, e forse addirittura al di sotto, della media nazionale. Giova infine ripetere che il passaggio dell'esercizio delle funzioni di medicina penitenziaria non è ancora avvenuto in virtù del combinato disposto del DPCM 1° aprile 2008, ed è già stata richiamata la motivazione; adesso richiamo anche il perché. Si evidenzia, tra l'altro, che il decreto di trasferimento delle necessarie risorse finanziarie non è quindi ancora stato adottato.
Seconda domanda: "come si intende intervenire per migliorare le condizioni di salute" dei detenuti, premetto che l'Amministrazione regionale ha già provveduto a formulare puntuali controdeduzioni in merito all'impugnativa e, ad oggi, non è stato dato alcun riscontro. Apro una parentesi, per ricordare come l'impugnativa riguardava le modalità di inquadramento del personale medico, cioè avevamo posto, in termini di legge, che il personale medico doveva essere inquadrato, nell'ambito dei contratti della medicina generale, vedi "guardia medica". In realtà non c'è nulla nella legislazione, noi facciamo riferimento alle linee di indirizzo che la Commissione salute dell'Assessorato della sanità e la Conferenza Stato-Regioni aveva dato, quindi nel contratto collettivo nazionale della medicina generale si fa riferimento al fatto che i medici che lavorano nelle strutture circondariali devono avere questo contratto della medicina generale. Il Ministero delle finanze dice che questo contratto è troppo oneroso, quindi bisognerebbe mantenere il contratto precedente che è diverso e meno oneroso per l'Amministrazione. Ora, su questo, si gioca il contenzioso, tenendo conto che tanti altri istituti - quando sono stati fatti i passaggi in altre Regioni - hanno applicato il contratto della medicina generale. La nostra paura è che non troveremo nessun medico che viene a lavorare con un contratto inferiore, quindi cercheremo di sostenere quello che abbiamo messo in legge, cioè che il contratto di riferimento sia quello della medicina generale. Per quanto riguarda questo aspetto, è chiaro che finché non viene superato questo aspetto dell'impugnativa, le competenze sono sempre totalmente a capo del Ministero di giustizia. Comunque una serie di funzioni e di competenze sono già state esercitate in virtù delle norme di attuazione dello Statuto della Valle d'Aosta, si è già detto come si cerca di intervenire in diversi settori. Tutto il SERT, da anni, si prende in carico tutti gli utenti sono in carcere.
Il protocollo d'intesa sottoscritto nel 1990 fra il Ministero di grazia e giustizia e la Regione Valle d'Aosta afferma che ci deve essere un accordo di cooperazione fra la casa circondariale e l'Amministrazione regionale. Per quanto riguarda l'organizzazione regionale sono già state individuate le funzioni di coordinamento per la sanità penitenziaria tra le competenze assegnate al Servizio dipendenze patologiche, salute mentale e promozione della salute e, per quanto riguarda gli utenti specifici, al Servizio famiglia e politiche giovanili dell'Assessorato. Nel programmare l'organizzazione dell'assistenza penitenziaria da parte dell'Azienda USL è in corso la redazione di un documento di indirizzo delle linee operative ed applicative degli interventi di sanità penitenziaria, mentre al momento, non possono ancora essere previsti né finanziamenti, né programmi o progetti specifici.
In sostanza saremmo già pronti insieme all'Azienda USL per partire con l'organizzazione all'interno del carcere, chiaramente occorre attendere che si sblocchi il discorso della legge impugnata. Inoltre, si è già badato a verificare la disponibilità di locali e di idonee attrezzature all'interno della casa circondariale per la nuova attività sanitaria e di ambulatorio. Attendiamo solo gli sviluppi dell'impugnativa con il Governo e poi potremo intervenire. Aspettiamo di essere convocati o che il Ministero delle finanze ci dica quali sono i termini, le modifiche che possiamo concordare, e a quel punto può avvenire il secondo passaggio che attribuirà le varie competenze; mancherebbe quindi ancora il decreto da parte delle finanze alla Regione Valle d'Aosta per poter attuare appieno questa assistenza sanitaria nel carcere. Quindi il punto fondamentale è che finché non si sblocca l'impugnativa del Governo, noi, già da due mesi e mezzo, abbiamo fatto delle richieste di incontro, che però al momento non ci è ancora stato concesso.
Per l'assistenza penitenziaria da parte dell'Azienda USL è in corso di redazione un documento di indirizzo delle linee operative-applicative degli interventi di sanità penitenziaria.
Presidente - La parola alla Consigliera Carmela Fontana.
Fontana (PD) - Volevo ringraziare l'Assessore per le notizie che mi ha fornito, ma la mia domanda andava al di là di questo, anche perché sapevamo che c'è questa legge, che comunque la Valle d'Aosta ha fatto un buon lavoro per quanto riguarda questo.
Nella visita che avevamo fatto ad agosto come delegazione, era emerso che la problematica più grossa era l'accesso alle cure dei detenuti, per quello arrivano queste risse e questi problemi che ci sono all'interno, perché se c'è un detenuto che ha bisogno e magari la guardia è impegnata con altri...non ci sono guardie sufficienti per portarlo in ospedale, perché non hanno dei medici reperibili. Mi chiedo questo: se questa legge che hanno impugnato magari non la sbloccano subito, noi staremo a vedere?
Ritengo che sono esseri umani e hanno bisogno solo di qualche medicina, sono persone che non hanno i soldi per potersela comprare e che non sono nemmeno italiane, perché...
(interruzione dell'Assessore Albert Lanièce, fuori microfono)
...mi sembra di aver capito che non sia così, che se hanno bisogno, hanno la problematica di avere le medicine. Su questo punto volevo chiedere all'Assessore di fare un incontro, di vedere, come Regione, cosa potevamo fare per andar loro incontro, almeno su questa problematica. I problemi che vengono fuori sono proprio per le cure che devono fare i detenuti, era questo il punto, anche perché se sono altre problematiche si può anche aspettare; ma lei sa meglio di me che quando si sta male, non è così bello stare male e non avere nessuno che ti dia una mano di aiuto! Su questo punto magari si può informare bene, perché mi sembra di aver capito questo; se possiamo fare qualcosa in più come Consiglio regionale per dare almeno le medicine, nel frattempo che si sblocchi questa legge. Grazie.
