Oggetto del Consiglio n. 419 del 30 settembre 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 419/81 - APPLICAZIONE DELLA CONVENZIONE PER LA REGOLAMENTAZIONE DEI RAPPORTI TRA LA REGIONE E L'ORDINE MAURIZIANO. (Interpellanza)
Presidente - Do lettura del testo dell'interpellanza dei Consiglieri Mafrica e Péaquin:
INTERPELLANZA
RICORDATO che, nel Consiglio del 25 febbraio 1981, è stato approvato lo schema di convenzione tra la Regione Valle d'Aosta e l'Ordine Mauriziano per la regolamentazione dei rapporti relativi all'utilizzazione dell'Ospedale di Aosta;
VISTO che, a partire dal 1° agosto 1981, l'Ospedale di Aosta è diventato parte integrante dell'Unità Sanitaria Locale,
i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
l'Assessore alla Sanità per conoscere:
1) l'attuale stato dei rapporti tra Ente Regione ed Ordine Mauriziano, anche ai fini dell'effettiva funzionalità dell'Unità Sanitaria Locale;
2) quali punti del succitato schema di convenzione abbiano trovato applicazione e quali siano i motivi che hanno finora pesantemente ritardato le procedure in esso previsto.
Presidente - Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Péaquin, ne ha facoltà.
Péaquin (PCI) - Credo non sia neanche tanto il caso di dilungarsi dell'illustrazione di questa interpellanza in quanto questo è un problema che abbiamo già affrontato in Consiglio in diverse occasioni. Ricordiamo solo nella nostra interpellanza che il 25 febbraio è stata approvata dal Consiglio una convenzione fra la Regione e l'Ordine Mauriziano, avevamo già presentato alcuni mesi fa una mozione dove chiedevamo di portare in Consiglio il regime transitorio previsto. C'è stata l'astensione da parte della maggioranza per motivi che l'Assessore aveva spiegato e vogliamo oggi chiedere semplicemente con questa interpellanza cosa c'è di nuovo, di applicabile di quella convenzione, come sta in termini precisi la situazione.
Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - I richiami alla convenzione, che è stata approvata dal Consiglio in data 25 febbraio 1981, sono corretti ed opportuni, soprattutto tenendo conto dell'evolversi della situazione nell'applicazione della riforma sanitaria. E mi spiego meglio: al momento in cui si era discusso di questa convenzione, si era detto che le finalità erano molteplici. Una era la regolarizzazione di una proprietà, quindi di una prospettiva di permuta che impegnava le parti in un discorso programmatico di anni, e l'altra era indirizzata ad affrontare la possibilità gestionale della nostra Regione. Già da precedenti interventi ed anche a seguito di mozioni ed interpellanze, si era detto che era indispensabile poter avere il governo della parte sanitaria regionale a livello locale, cosa che, tenuto conto dei rapporti difficili, aveva visto degli alti e bassi e delle difficoltà che poi avevano incontrato degli ostacoli anche legali con ricorsi al TAR che non sto qui a ricordare. C'era stata una precisa interpellanza in cui si chiedeva che cosa sarebbe successo per l'Amministrazione e quindi per la gestione da parte dell'USL della parte ospedaliera. Da quel momento ho detto che il tutto era legato all'andamento dei rapporti con l'Ordine Mauriziano e alla possibilità effettiva di utilizzare questo strumento che seguiva il suo iter, per poter trasferire questa competenza - come era dovuto e come avviene in tutte le altre Regioni - alle USL che, è l'organo deputato a gestire questa materia. Si richiama qui nell'interpellanza che il 1° agosto queste funzioni sono state trasferite alle USL e lo sono state senza esclusioni: è stata trasferita tutta quanta la gestione sanitaria, tutte le competenze, senza fare esclusione di quella che era la competenza in materia, legata alla gestione ospedaliera. Quindi si è regolarizzato un passo, come nelle altre Regioni, grazie a questa convenzione, che non è ancora stata definitivamente approvata a livello governativo, ma solo - come sappiamo - a livello locale dagli organi di controllo, mentre l'iter a livello governativo è ancora fermo. Questo non ha impedito di portare avanti, tenuto conto di questi rapporti, la parte gestionale, che anzi è il punto più evidente di questo cambiamento di rapporti. Ora la gestione di fatto è dell'USL, e gli effetti più evidenti sono costituiti dalla possibilità gestionale che è stata affidata agli organi competenti come in tutte le altre Regioni.
Per quanto riguarda il secondo interrogativo, cioè "quali punti del succitato schema di convenzione abbiano trovato applicazione ecc." i punti che erano richiamati non hanno ancora trovato applicazione e non possono trovarla di fatto, fintanto che non c'è la definitiva applicazione da parte governativa di questa convenzione. Avevo già detto allora che una applicazione parziale non è possibile, il regime transitorio cui ci si riferiva e che giustamente era stato richiamato in diverse occasioni e che doveva regolare questi rapporti, doveva tener conto delle difficoltà legate al momento contingente. Avendo superato questa fase - essendo passata la gestione a livello di USL - rimane aperto solo il problema di regolare in ottemperanza delle famose sentenze del Consiglio di Stato, tutti gli altri rapporti che sono in pendenza.
Presidente - Ha chiesto di parlare i Consigliere Péaquin per la replica, ne ha facoltà.
Péaquin (PCI) - Dovrei dichiararmi soddisfatto per le parole dell'Assessore quando dice - onestamente d'altronde le cose stanno così e non c'è possibilità di dimostrare altro - che i punti della convenzione fatta dal Consiglio non sono applicati, in quanto ci sono degli intoppi dagli organi competenti ad approvare questa convenzione. Sono soddisfatto intanto per questa risposta ma insoddisfatto per la situazione nella quale ci troviamo, e quando l'Assessore ci spiega che le competenze sono passate alle U.S.L. come avviene in tutte le altre Regioni, questo è vero, ma mi chiedo: è passato cosa? È passato solo quel pasticcio di rapporti che esisteva fra la Regione e Ordine Mauriziano, l'U.S.L. ha oggi la possibilità di gestire queste strutture per assolvere le sue funzioni di politica sanitaria ma si trova nella condizione di vedere cosa succederà. Insomma è un tirare avanti così come ha tirato avanti il Consiglio regionale per tutti questi anni. Ci sarà da discutere ancora per molto tempo su questa situazione e lo abbiamo detto in occasione dell'approvazione della convenzione, che secondo noi quella non è la strada che ci avrebbe portato in tempi brevi e forse neanche in tempi lunghi a risolvere il problema dell'ospedale Mauriziano ed ad utilizzare le strutture. Lo abbiamo già detto ma ci teniamo a ripeterlo ancora molto decisamente: crediamo che la strada giusta sia quella del rapporto con il Parlamento. Abbiamo avuto altri esempi, abbiamo parlato anche in questi giorni del riparto fiscale dove il Parlamento ha modificato la volontà del Governo e crediamo di dover battere quella strada, chiedere cioè che il Parlamento rispetti quanto aveva approvato con la legge riforma 833, dove nell'art. 41 si dice che con legge dello Stato sarà fatta una legge di riordino al Mauriziano. Il Piemonte sta portando avanti un'azione per riuscire ad avere approvata questa legge di riordino, ed anche noi come il Piemonte - e non perché questa Regione è amministrata dalle sinistre, ma perché ha problemi ospedalieri nel riguardo del Mauriziano che per alcuni versi sono uguali a quello di Aosta - dobbiamo cogliere le forze necessarie per far approvare questa benedetta legge di riordino che, come dice l'art. 41, è restata in accordo con le Regioni dove ci sono problemi ospedalieri. Diversamente sarà impossibile avere approvata quella convenzione, anche perché a noi risulta, seppure al momento a livello ufficioso, che la Commissione intercamerale appositamente costituita per verificare lo stato di attuazione della riforma del nostro Paese non abbia dato notizie positive della possibilità di approvazione di questa convenzione, e che - questo può saperlo l'Assessore meglio di noi - da parte del Ministero dell'Interno sia stata espressa la volontà di non volere approvare questa convenzione, perché in contrasto con tutta una politica economica e sanitaria. Se ci sono novità più positive gradirei saperle, tanto più che la situazione economica attuale italiana è ben difficile, prima ne faceva cenno anche l'Assessore e credo sia stato questo l'oggetto di discussione nella sua giornata di ieri a Roma, dove si vanno facendo pesanti tagli nei diversi settori, ma particolarmente nel settore sanitario. Il piano sanitario nazionale medesimo non prevede nuovi posti letto per la Regione Valle d'Aosta, ma al riguardo l'Assessore ci aveva già spiegato che il discorso di attuazione di quella convenzione era tutto particolare.
Ribadiamo che è opportuno riprendere la strada del Parlamento per chiedere la approvazione di farsi promotore di iniziative e noi riprenderemo con forza la proposta di una legge di riordino dopo che ci era stata bocciata dalle Commissioni cui era stata presentata.
Presidente - Passiamo alla trattazione dell'oggetto n. 25.
