Oggetto del Consiglio n. 418 del 30 settembre 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 418/81 - RECUPERO E POTENZIAMENTO DELLE STRUTTURE IDROTERAPICHE ESISTENTI NELLA REGIONE. (Interpellanza)
Presidente - Do lettura del testo dell'interpellanza dei Consiglieri Nebbia e Tripodi:
INTERPELLANZA
Tra le attrezzature turistiche della Regione hanno sempre avuto notevole importanza i diversi impianti idroterapici che nei secoli scorsi hanno promosso il turismo nella nostra Valle.
A Pré-Saint-Didier la Regione si è impegnata già da anni al recupero degli impianti termali, senza che sino ad ora se ne vedessero i risultati, causa l'eccessivo prolungamento dei lavori.
I sottoscritti Consiglieri pertanto interpellano gli Assessori competenti onde conoscere:
a) i programmi dell'Amministrazione regionale in ordine al recupero e potenziamento delle strutture idroterapiche, anche in relazione alle notizie di interessamento di Società private;
b) la situazione dei lavori di recupero delle Terme, i motivi dell'eccessivo prolungamento dei lavori; la destinazione definitiva dei materiali recuperati aventi notevole valore (vasche in marmo, ecc.)
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia, ne ha facoltà.
Nebbia (PSI) - La motivazione generale che ha portato a questa interpellanza è la considerazione che in Valle d'Aosta ci sono delle notevoli risorse di carattere idroterapico, ci sono cioè delle sorgenti di cui attualmente alcune sono sfruttate - tipo quella di St. Vincent - mentre altre, sfruttate nel passato, sono oggi praticamente abbandonate.
Questo è un settore molto importante sia dal punto di vista sanitario che da quello turistico e sarebbe opportuno che la Regione si interessi più attivamente di questi problemi. Le terme di Pré-Saint-Didier sono un caso abbastanza sintomatico perché queste Terme, che hanno originato già da più di tre secoli lo sviluppo turistico di quelle zone, sono state abbandonate per molto tempo e la Regione in passato si era impegnata a ristrutturarle per farne un impianto definitivamente efficace e funzionale. Ma i lavori vanno avanti molto a rilento e quanto doveva essere già pronto per essere utilizzato sembra invece debba attendere ancora molto prima di entrare in funzione. L'interpellanza vuol conoscere quali sono i motivi di questi ritardi e quali le prospettive di carattere sanitario e turistico di tutta la zona, anche in funzione di programmi più ampi di cui si era sentito parlare.
Presidente - Risponderanno l'Assessore Pollicini prima e poi l'Assessore Rollandin in quanto la replica, riguardando entrambi gli Assessorati, viene divisa in due parti.
Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni culturali, Pollicini, ne ha facoltà.
Pollicini (DP) - Mi pare che l'interpellanza del Consigliere Nebbia e del Consigliere Tripodi sia più che puntuale. La tradizione termale della nostra Regione, in particolare di Pré-Saint-Didier, è nota a tutti; ho qui addirittura un libretto del 1874 dove si parla delle Terme di Pré-Saint-Didier e di Courmayeur, dell'Auguste Agentié, quindi abbiamo evidentemente un'ampia tradizione. La prima fase della costruzione dell'attuale stabilimento, quello che è stato parzialmente ristrutturato in questi ultimi tempi, risale al 1830 e la seconda fase cioè il suo completamento, al 1876-88, la Regione lo ha acquistato nel '75 dalla famiglia Marguerettaz che ne era la proprietaria. Sono chiuse al pubblico dal 1976, evidentemente erano in una condizione di vetustà e di inadeguatezza sotto il profilo igienico-sanitario tali da sconsigliare il mantenimento della gestione. Sono stati effettuati dei lavori risanamento per i quali sono stati spesi ca. Lire 150 milioni ed adesso resta ancora da fare il rifacimento del tetto, però di fronte alla prospettiva di un utilizzo più ampio di queste terme, l'allora Assessore al Turismo, Ramera, nell'aprile '79 aveva dato incarico ad una società specializzata nel campo, di effettuare delle indagini per verificare la potenzialità delle sorgenti e conoscere in dettaglio tutte le caratteristiche delle loro acque. Uno degli aspetti più importanti evidenziati dallo studio è stata la qualità del termalismo in Italia che prevede addirittura vi siano oggi almeno 400 stabilimenti termali in Italia, ed oltre 21 milioni di presenze nel '79- di cui più di tremila straniere - con una permanenza media di quindici giorni; dai dati statistici risulterebbe inoltre che sono duemila gli alberghi che operano nelle stazioni termali. Le terme sono motivo di richiamo turistico nel nostro paese e pare che generino un indotto con coefficiente moltiplicatore per otto, tanto è che nel solo '79 è stato stimato un giro di affari di Lire 900 miliardi.
Il Consigliere Nebbia vuol sapere innanzitutto qual è il programma della Regione. La Regione è in trattative con il Comune per la messa a punto di un programma alla base del quale sta quello studio che è stato commissionato alla società specializzata di cui facevo cenno prima e che deve essere ancora verificato; avremo elementi fra non molto tempo per dare un giudizio su questo studio e stabilire quale sarà il programma futuro. Nell'eventualità che fossero riconosciute le caratteristiche necessarie per la balneazione, l'indirizzo generale della Giunta è che l'Amministrazione regionale si accollerebbe il compito delle terme, mentre tutto quello che è attorno, cioè gli alberghi, sarebbe compito dei privati.
In questo senso vi sono delle trattative in corso collegate alla riapertura ed al rilancio delle terme, anzi alcune sono giunte a buon termine, per cui la società Val Veny ha già acquistato il vecchio albergo Universo, che era chiuso da prima della guerra, e dal rapporto che ha avuto questa società con il Comune di Pré-Saint-Didier e con la Regione è che costruirebbe un nuovo Universo, come albergo termale non ca. duecento posti letto, mentre il vecchio Universo verrebbe ristrutturato come para albergo, cioè un albergo esistenziale a gestione unitaria - pare siano ca. centottanta i posti letto - e forse si potrebbe costruire un secondo albergo da duecento posti letto nelle vicinanze della piscina. Sono stati fatti altri controlli attraverso uno studio speciale, mi sono recato proprio nella sorgente a verificare assieme ai tecnici gli esami che sono stati effettuati per vedere qual era la portata di queste acque termali. Le acque - penso che qualcuno di voi sia abbastanza pratico - sgorgano in una galleria a forma di Y scavata sulla destra orografica della Dora di Ratuy, nella quale sgorga una piccola quantità di acqua a 22°C, acqua tiepida; mentre la galleria più importante è quella a sud-ovest che termina con due vasche: la vasca di destra raccoglie la sorgente di acqua calda a 36°C, mentre la vasca di sinistra accoglie la confluenza delle acque calde e di quelle meno calde, per cui la temperatura media di queste è 29,5°C. I risultati delle misurazioni sono stati fatti con lo stramazzo di Bazin per verificarne la portata: la sorgente di acqua calda a 36°C ha una portata di 2,2 lt/sec. - quindi ca. 8000 lt/h - mentre la portata della vasca dove confluiscono l'acqua calda a 36°C e le altre acque raggiungendo una temperatura media di 29,5°C, è di lt/sec 7,2. Si possono fare alcune considerazioni sullo sfruttamento di queste acque per uso terapeutico: se noi consideriamo la necessità per l'uso della terapia per quanto concerne ad esempio gli eczemi ecc., pare che occorrano ca. 250 lt. per ogni cura, pertanto se prendiamo in considerazione solo la sorgente a 36°C, possiamo avere nelle otto ore 250 cure al giorno; se invece abbiamo delle vasche di accumulo dove tener l'acqua, si possono raggiungere quindi 750 cure al giorno. Se vogliamo poi usare tutta insieme l'acqua delle due vasche, possiamo addirittura fare 830 cure al giorno, considerando 250 lt. ca. per ogni bagno. Per cui con le vasche di accumulo si può raggiungere addirittura 2500 cure al giorno. Quindi se vi sono le caratteristiche chimico-fisiche dell'acqua, le possibilità di utilizzare questo tipo di recupero ci sono tutte, e queste considerazioni sono importanti perché riteniamo che vada considerata la possibilità di rilancio non solo del Comune di Pré-Saint-Didier ma anche dei Comuni vicini, e questo centro, corredato anche di quella stupenda piscina sotto utilizzata che è la piscina di Pré-Saint-Didier, potrebbe rappresentare uno dei motivi principali di recupero e di equilibrio fra Courmayeur - oggi sbilanciato in alto - e Pré-Saint-Didier, praticamente il parente poverissimo di Courmayeur stessa. Per quanto riguarda la situazione attuale dei lavori a cui ho accennato, vi sono attualmente 24 vasche e il motivo del prolungamento eccessivo di questi lavori è da attribuire al fatto che siamo in attesa dell'esame eseguito dalla società di cui parlavo prima, che non dovrebbe tardare perché ormai i dati sono stati in parte consegnati, vanno verificati e controllati, dopo di che saranno prese delle decisioni. Per quanto concerne invece la destinazione definitiva dei materiali delle vasche - l'ho già detto in una precedente interrogazione o interpellanza - vi sono 16 vasche di marmo, 13 sono state recuperate e sono depositate presso il magazzino dei Lavori Pubblici, regione aeroporto, una è andata distrutta da uno sgombraneve che operava nella zona, una è stata rotta durante il trasporto ad Aosta ed una è misteriosamente scomparsa. Mi pare di avere dato la risposta complessiva sia pure in maniera succinta a quelle che erano le domande inserite nell'interpellanza.
Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza sociale, Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Per quel che mi riguarda, ad integrazione di quanto è stato detto da parte dell'Assessore Pollicini sui programmi annessi alla struttura, a quella parte che dovrebbe essere essenziale e legata alla finalità di una struttura termale, questa dovrebbe essere ricollegata a quanto si dice nel primo paragrafo dell'interpellanza, cioè la funzione idroterapica dell'impianto che poi ha come conseguenza una serie di interferenze oltre che promozioni a livello turistico. Attualmente va considerato purtroppo l'annuncio della sospensione di tutte le possibilità di usufruire delle strutture idrotermali per quanto riguarda l'anno in corso, cioè l'82, cioè nel momento in cui si tenta di valorizzare delle strutture che hanno un carattere in parte preventivo ed in parte terapeutico, riabilitativo, ci viene detto che dal prossimo anno non ci saranno più agevolazioni perché non ci sono i soldi. Come nell'anno internazionale dell'handicappato - e ne parleremo dopo - si annuncia che l'anno prossimo non si pagheranno le protesi, questo è l'annuncio per la celebrazione dell'anno internazionale dell'handicappato. Ora a questo livello, ripeto, permangono queste grosse perplessità sull'effettivo utilizzo e finalizzazione per quello che è lo spirito delle terme nell'indirizzo corretto; per il resto la parte che spetta alle Regioni è quella di accertare che le terme abbiano le caratteristiche idroterapiche in accordo con i regolamenti vigenti - e di questo accertamento è stata incaricata la società di cui parlavo prima - per valutare se effettivamente sono giustificati tutta una serie di investimenti. Una volta accertata quella finalità, la parte sanitaria si ferma lì. L'indotto segue chiaramente un'altra serie di considerazioni. Ci sono già state ultimamente segnalazioni, proteste, telegrammi da parte di tutte le società termali che sono intervenute in questo discorso per segnalare quale può essere il pericolo di un intervento di questo genere, trovarsi cioè di fronte a degli abusi da parte di coloro che utilizzano il periodo termale per farsi le ferie suppletive e quindi godono di agevolazioni in un modo non proprio corretto; d'altra parte c'è anche da dire che una quantità di gente invalida, o gente che ha bisogno di un periodo di riabilitazione, può utilizzare questo mezzo terapeutico perché viene favorita da determinate agevolazioni finanziarie. Tolto questo, chiaramente il discorso si ridurrà a tenere conto del discorso generale delle terme, che per le terme di St. Vincent solamente il 60% dei fruitori attuali era legato all'utilizzo per quanto riguarda la parte sanitaria, terapeutica, di convenzioni; cioè era gente che veniva e utilizzava la possibilità di avere in loco le terme perché aveva questa possibilità finanziaria.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia per la replica, ne ha facoltà.
Nebbia (PSI) - Ringrazio gli Assessori per la risposta documentata e completa. Vorrei solo rilevare alcune cose: da una parte sollecitare il completamento dell'esame di questo piano - l'Assessore Pollicini ha detto che i lavori sono stati sospesi in attesa di un esame completo del piano - perché si arrivi rapidamente a delle conclusioni e conseguentemente alla costruzione delle attrezzature relative; dall'altra vorrei anche suggerire alla Giunta, proprio nella prospettiva di una maggiore utilizzazione delle risorse regionali a fini idroterapici, di approntare studi analoghi di possibile utilizzazione delle restanti cinque - forse quattro perché una pare sia quasi scomparsa - sorgenti di acque più o meno minerali situate nel Comune di Courmayeur.
(Intervento fuori microfono incomprensibile)
Nebbia (PSI) - Il piano comprende tutto? Scusate non ero a conoscenza di questo, pensavo fosse limitato solo alla sorgente di Pré-Saint-Didier.
Per quanto riguarda le preoccupazioni legittime dell'Assessore alla Sanità Rollandin, credo che non dovremo molto preoccuparci di questo fatto, non perché non sia grave che delle possibilità di prevenzione e riabilitazione offerte dalla natura non vengano utilizzate, o meglio, non si dia loro il giusto peso, ma perché spero che la situazione possa migliorare negli anni prossimi i quanto questa decisione dovrebbe essere limitata nel tempo essendo conseguente ad una serie di fattori distorcenti l'economia ed anche all'utilizzazione delle strutture pubbliche relative alla Sanità, non conseguente alle strutture idroterapiche, ma semmai alla cattiva funzionalità delle strutture sanitarie, tanto è vero - mi pare sia un dato della conferenza di ieri - che i giorni di presenza negli ospedali italiani mediamente sono tredici, mentre in quelli stranieri sono cinque e quindi noi abbiamo un costo di 2,6 dell'attrezzatura sanitaria rispetto agli ospedali stranieri. D'altra parte bisogna rilevare che le attrezzature idroterapiche sono nate ben prima dell'assistenza generalizzata sul piano sanitario ed hanno anche una prospettiva certamente ridotta anche in futuro se non ci saranno questi sostegni di carattere economico.
Queste le considerazioni che volevo fare e gradirei fosse reso noto al Consiglio il rapporto dello studio finale quando sarà fatto, in modo da rendersi meglio conto della situazione e delle prospettive.
Presidente - Passiamo alla trattazione dell'oggetto n. 24.
