Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1777 del 4 maggio 2011 - Resoconto

OGGETTO N. 1777/XIII - Interpellanza: "Individuazione di criteri e parametri per l'assunzione dei lavoratori da parte della Società di servizi".

Interpellanza

Preso atto che all'interrogazione a risposta immediata del Partito Democratico: "Modalità di assunzione dei lavoratori da parte della Società di servizi", del 23 febbraio 2011, oggetto n. 1636/XIII, il Presidente della Regione asseriva che "dobbiamo tener conto, come voi avete sollecitato, di una serie di parametri da cui naturalmente l'esperienza acquisita, che sarà oggetto di una valutazione e della possibilità di mettere in valore un'esperienza acquisita";

Constatato che per quanto riguarda la graduatoria dei lavoratori con mansioni di custode dei castelli, musei e giardini e di assistente alle manifestazioni l'esperienza acquisita, le numerose prove concorsuali già superate, gli anni di lavoro svolto, non sono tenuti in debito conto rispetto alla valutazione di una nuova prova selettiva;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per sapere se intenda:

1) salvaguardare le professionalità acquisite e attestate dal superamento di prove per la costituzione di graduatorie temporanee;

2) chiarire se si intenda mantenere nella condizione di precariato permanente gli addetti di cui sopra o se intenda intraprendere un percorso virtuoso che garantisca loro un futuro lavorativo.

F.to: Donzel - Rigo

Président - La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, è chiaro che il tema caldo di questi giorni è certamente quello dell'occupazione e quello che riguarda la costituzione della Società dei servizi. Io ho usato il termine "Società dei servizi", perché è quello che è presente nella legge, però sappiamo che nelle dichiarazioni a mezzo stampa anche il Governo regionale ha usato l'espressione "salva precari", non è un'espressione che abbiamo coniato noi, ma è un'espressione che è stata usata nelle comunicazioni a mezzo stampa per semplificare e intendere un concetto, che anche nelle discussioni in commissione avevamo inteso essere volto ad evitare che l'applicazione della finanziaria nazionale riducesse tout court del 50 percento i posti a tempo determinato rispetto ai lavoratori delle mostre, castelli e operatori di sostegno.

Faccio solo una breve premessa: non è certo responsabilità di tale Governo aver creato questo numero consistente di precari. C'è stato un innesto di questioni, di blocco di assunzioni previsto dal Patto di stabilità, diciamo che è un'operazione che risale a Governi precedenti al suo, quindi non è che la sto chiamando in causa come responsabile della condizione di precariato. È evidente che l'Amministrazione regionale nel suo complesso ha la responsabilità di aver creato un numero di lavoratori precari non perseguendo fino in fondo quelle che potevano essere alcune possibilità legate a norme di stabilizzazione. Vi è quindi una presenza di precari che arriva per quanto riguarda mostre, castelli e operatori di sostegno, anche se si tratta di attività profondamente diverse le une dalle altre, a circa 600 unità. L'obiettivo era quello di impedire che di queste 600 unità 300 fossero escluse e 300 confermate, stante le graduatorie in essere, anche perché alcune svolgono - non se ne parla quasi mai di questi, ossia gli operatori di sostegno - un'opera indispensabile nella scuola, senza queste figure non si potrebbe davvero operare nella scuola come si opera oggi, quindi parliamo di figure indispensabili. Così come ovviamente l'apertura di un castello, una mostra, sono figure assolutamente indispensabili, ma gli operatori di sostegno per il ruolo sociale che hanno lo sono forse di più, anche se nessuno quasi mai si occupa di loro.

La nostra idea era che alcune di queste persone che hanno lavorato...non parlo di quelle che hanno lavorato vent'anni, ma ci sono persone che hanno sicuramente più di dieci anni, hanno superato tre prove concorsuali per rimanere in servizio in questi dieci anni...secondo me, si meritavano, nel momento della costituzione della "salva precari", alcune norme di salvaguardia che permettessero loro, come è avvenuto per i cantieri forestali, che le persone che presentavano ex novo la domanda, legittimamente, perché abbiamo scoperto che c'è un grande interesse per questi lavori, legato a difficoltà a trovare lavori in altri settori...quindi permettesse a queste persone una certa tutela rispetto al continuare l'attività di precariato, perché qui parliamo di continuare ad essere personale a tempo determinato. Uno allora dice: "qui ci chiedete delle cose che non sono mai state fatte", ma io ho un'esperienza per cui lo stesso Stato ha dovuto nel caso della scuola, avendo creato un numero abnorme di precari, intervenire con delle misure specifiche di salvaguardia di questi precari e quindi intervenire affinché chi aveva una certa anzianità fosse tutelato e gli fosse garantita la possibilità di rimanere in servizio anche a tempo determinato prima del neolaureato. Esistono quindi delle procedure addirittura pubbliche - qui stiamo parlando di una società "salva precari" che ha un carattere di s.p.a. - che consentono, in situazione di emergenza, di tutelare chi ha un percorso di anzianità e quindi, a mio avviso, l'impostazione data alla tipologia di classificazione dei titoli con l'innesto di una nuova prova aggiuntiva, obbligatoria anche per chi ne ha già superate due, o tre, è a mio avviso disequilibrata e non risponde ai requisiti che erano alla base della costituzione della "salva precari". Faccio un esempio concreto: con questa modalità che è stata creata secondo cui per titoli si può arrivare intorno ai 20 punti circa - poi lei mi correggerà nei numeri -, avendo una prova che, per fortuna, grazie all'impegno delle organizzazioni sindacali è stata dimezzata da 40 a 20 punti...sta sempre a significare che un cittadino della Comunità europea a conoscenza di questo bando di concorso che viene e si iscrive e ovviamente grazie alla sua professionalità, alle sue conoscenze, eccetera, prende 20 punti nella prova può superare una persona con 10-15 anni di anzianità avendo già superato più volte prove di accesso in Valle d'Aosta. Io ritengo che questo non sia rispondente al principio base che avevamo istituito nella "salva precari", non risponda ai percorsi, che sono quelli volti a garantire chi ha per anni lavorato in una condizione di precariato della pubblica amministrazione, ma sapendo che alle volte aveva l'interruzione di un mese tanto per far scattare di nuovo un meccanismo di questo tipo.

Ritengo che si poteva e si possa ancora fare in modo diverso, che la prova di accesso debba essere fatta per coloro che vogliono avvicinarsi a questo straordinario mondo che ha tanta ricchezza professionale da offrire, ma che chi ha più volte dimostrato di saper ben operare in tale settore non debba essere nuovamente sottoposto ad una prova selettiva, che non darebbe accesso ad un posto stabile, ma di nuovo ad una graduatoria solo triennale e questa è la prima domanda: si può ragionare per salvaguardare meglio chi per anni ha operato degnamente nell'Amministrazione regionale?

La seconda domanda, non meno importante, è che l'Amministrazione...è chiaro che c'è una situazione di emergenza, riconosciuta la gravità di questa emergenza...quindi si deve procedere in condizioni emergenziali, che adesso stanno diventando anche drammatiche, se non patetiche, nel caso della dirigenza di questa "salva precari", con tutto il rispetto di chi non gode di buona salute...ma sono tanti i lavoratori che non godono di buona salute in questo momento...ecco, la domanda è: ma c'è un progetto, Presidente, per cui noi a queste persone diciamo: "superata questa fase emergenziale, c'è un futuro per voi di un qualche tipo"? Oppure cominciamo con la solita storiella del...miseria, vedo che è davvero interessante l'argomento, che proprio a nessuno dei consiglieri regionali non gliene può "fregare una mazza" del lavoro in Valle d'Aosta! So che c'è qualcuno che segue...ma vedo le assenze massime rispetto a questi temi, vuol dire che tutto va bene in Valle d'Aosta, che ce ne importa di questi precari! Ciò detto, è prassi consolidata che si venga qui solo per segnare la presenza...

Presidente - ...mi permetta, evitiamo questo genere di valutazioni, perché non è corretto, ci sono delle persone che sono sempre presenti, grazie.

Donzel (PD) - ...ma ovviamente non era riferito ai presenti: era riferito agli assenti.

Il ragionamento per concludere allora è il seguente: abbiamo in mente un percorso per chiudere ragionevolmente, con i tempi che saranno necessari, questo percorso infinito di precariato a vita che è stato costruito nel passato? Al di là della "salva precari", c'è l'idea per cui queste persone verranno poi assunte a tempo indeterminato? Dovranno nuovamente superare un'altra prova selettiva dopo tale calvario?

Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.

Rollandin (UV) - Il tema che ritorna oggi all'attenzione del Consiglio con riferimento alla Società di servizi...personalmente l'ho sempre chiamata Società di servizi e quindi come tale è...vorrei ricordare che i dati non portano ai numeri che il collega ha specificato: non sono 300, 660 sono i precari, perché sono sia...

(interruzione del Consigliere Donzel, fuori microfono)

...ha detto 300, può darsi che abbia capito male, comunque 660 sono solo quelli del settore dell'agricoltura, poi ci sono quelli del settore dei lavori pubblici, ci sono gli assistenti alle mostre e i custodi, ci sono quelli dei servizi relativi al sostegno alla scuola e in più, quando avevamo parlato di quello che a livello nazionale succede, della riduzione del 50 percento delle spese relative a questi settori, ne avevamo tenuto conto.

Venendo a noi, il tema che qui viene riportato è quello del ruolo della Società di servizi. Nei criteri per il reclutamento da parte della Società di servizi del personale per l'assistenza all'attività di valorizzazione e custodia di beni culturali nella gestione di attività culturali e fieristiche, oggetto di concertazione con le organizzazioni sindacali lo scorso 15 aprile - hanno firmato tutti tranne la CGIL -, è previsto un punteggio derivante dalla valutazione dei titoli che pesa per il 58 percento nella redazione della graduatoria. I titoli valutabili comprendono i servizi già prestati nei profili professionali di assistenza alle manifestazioni e di custodi presso l'Amministrazione regionale e in altri enti nel comparto unico. I titoli di studio, le idoneità conseguite in precedenti concorsi o selezioni per figure professionali inerenti agli stessi settori di attività, valorizzando la professionalità acquisita...non so se il collega ha seguito quello che è scritto nella delibera conseguente a questo accordo, dove i punteggi specificano proprio la professionalità acquisita, oltre che l'età...quindi tutto questo è già puntualmente previsto dalla delibera attuativa. Ai fini della graduatoria, il restante 42 percento sarà dato dalla valutazione di una prova di selezione, un testo con risposta multipla inerente il settore di attività. La domanda che si pone è: perché per gli assistenti alle mostre si fa una prova, mentre per gli operai forestali non si è fatta? Vorrei sottolineare che, per gli operai forestali e quelli dei cantieri edili, fino ad oggi non si erano neppure fatte le valutazioni per titoli, come è stato fatto tenendo conto dell'anzianità, tenendo conto dell'esperienza...tutto quello che è stato fatto quest'anno per fare quella graduatoria che è oggi definitiva. Non era mai stata fatta una graduatoria in tal senso e non era mai stata fatta una prova di qualsiasi tipo, si era sempre aderito a delle richieste che erano state fatte dai singoli all'Assessorato competente. Per quanto riguarda invece gli assistenti alle mostre, si è sempre fatta nel tempo una prova di selezione per la conoscenza delle materie oggetto di esame. Per lungo tempo ogni due anni le persone per l'assistenza alle mostre facevano una nuova prova per essere di nuovo inserite nell'elenco provvisorio degli assistenti alle mostre e questo è successo per tutto il periodo antecedente a questa prova che noi chiediamo. Perché la prova? Perché se uno non ha mai fatto l'assistenza alle mostre, deve fare una prova, altrimenti non so come classificarlo, la prova è indispensabile ed è lì la differenza; qui le prove sono sempre state fatte, mentre per gli altri no e continua nello stesso modo. Viene fatta una prova semplificata, nemmeno più una prova scritta, ma una prova orale, una prova che è a moduli, molto più semplice, ma un minimo di conoscenza deve averla, perché non si capisce come si potrebbe equiparare e valutare le prove di qualcuno date dieci anni fa con una commissione diversa, rispetto a colui che fa una prova oggi con una commissione del tutto nuova. Io mi iscrivo per la prima volta, faccio la prova, perché non è possibile non farla in quanto devo dimostrare che qualcosa conosco per fare assistenza alle mostre, e ho un punteggio, poi riprendo ed equiparo un punteggio dato 6 o 10 anni fa con un'altra commissione e con un criterio del tutto diverso...preso dal collega che ha già esperienza. Era impossibile! Ecco perché abbiamo dovuto fare questo tipo di selezione: per riuscire ad avere dei requisiti omologhi, in modo che non ci fossero difficoltà nello stilare una graduatoria che premia largamente la possibilità di valutare anzitutto l'anzianità, che è collegata anche con l'esperienza di lavoro, quindi tali criteri sono stati ampiamente visti, valutati e approvati nella delibera di cui parlavo; queste sono le ragioni per cui il tutto avverrà con tali criteri. Per questo particolare settore di attività, al fine di rispettare i principi di trasparenza e imparzialità, una prova di selezione meritocratica è come ho detto non necessaria, ma indispensabile per valutare le capacità e le attitudini salvaguardando allo stesso tempo le esperienze già acquisite.

Per quanto riguarda il futuro, riteniamo che le valutazioni sul sistema dei precari siano corrette, però voglio dire che solo ieri abbiamo fatto il Consiglio per le politiche del lavoro, laddove, con la presenza del Presidente Comé - che ha seguito, fra l'altro, un gruppo specifico su questo tema -, si è visto che, rispetto ai 10.000 iscritti nelle liste di collocamento, hanno risposto alle richieste di lavoro 2.400 persone e di queste alcune, rispetto ad un discorso di lavoro ad una certa distanza, addirittura hanno rifiutato. L'osservazione puntuale, per la prima volta ci dà l'anagrafe totale della situazione della Valle d'Aosta, e porta ad avere una disoccupazione oggi in Valle del 4,3 percento. Questo non significa che tutto va bene, ma significa che la percentuale è la metà del tasso nel resto delle altre regioni. Ora, questo tipo di osservazione è il risultato di un dato puntuale fatto dal Dipartimento del lavoro e dalla Commissione politiche del lavoro, a cui partecipano tutti, prima partecipava anche il collega Rigo; oggi noi abbiamo la fotografia corretta della situazione del lavoro. Sicuramente ci sono problemi nell'ambito del lavoro e sicuramente per il discorso dei precari, altra cosa che è emersa, sono aumentate di nuovo le assunzioni, ma sempre - e qui vengo al tema che è stato sollecitato dal collega -, in termini precari, ossia non ci sono più, o sono sempre meno le assunzioni a tempo indeterminato. Perché dico questo? Perché anche le pubbliche amministrazioni oggi sono in una situazione di divieto di completare le piante organiche o di aumentarle. Come il collega sa, anche l'Amministrazione regionale ogni due persone che vanno in pensione, sempre rispettando il Patto di stabilità, ne assume una, quindi con una progressiva erosione del numero di dipendenti e questo vale per tutte le pubbliche amministrazioni. Il discorso della stabilizzazione è un tema importante, ma va fatto non illudendo la gente, perché oggi non possiamo creare dei piani che prevedono di stabilizzarne dieci, cento o cinquanta; quello che sarà possibile lo facciamo, figurarsi se non c'è la volontà di tutti di farlo, ma deve essere possibile e oggi non lo è con le norme esistenti! Non è che dipenda da una non volontà! Nei piani verrà chiaramente prevista una possibilità in futuro di ottenere anche questo. Voglio anche precisare, per quanto riguarda la Società di servizi, che almeno con questo sistema abbiamo tre anni di certezza per chi ha fatto quest'anno...è nella graduatoria e lavora, per i prossimi tre anni lavora e non era mai successo. Darò poi le copie al collega.

Président - La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, a parte la divagazione sui dati della disoccupazione, che poi riaffronterò volentieri in altre interpellanze per un confronto e altre considerazioni, io rimango al tema, visto che spesso sono stato chiamato in causa per uscire dal tema, ma ritornerò nel corso di una prossima adunanza consiliare sulla questione della disoccupazione. Guardi Presidente, lei ha parlato di criteri per l'assunzione per titoli che portano al 58 percento del punteggio contro il 40 percento della prova; la prova va già al 42 percento, ma la cosa curiosa è che, per accedere a quel 58 percento - e la cosa mi fa veramente piacere -, serve la laurea. I titoli allora, come dice lei, hanno delle limitazioni, per cui non è un punteggio...io le dico, guardi vada a vedere quello Stato di cui spesso si parla così male...nel riconoscere la professionalità, in alcune graduatorie vengono riconosciuti i punteggi progressivi per gli anni dati, qui invece esiste sempre un tetto, per cui uno che ha lavorato al di là di un certo numero di anni ha lo stesso punteggio di quello che ne ha lavorati meno, quindi lavorare 20 anni, o lavorarne 15 sempre quella tipologia di punteggio hai. Riconosco che è stato fatto uno sforzo per inventarsi una graduatoria, ma l'altra questione...è ovvio e lapalissiano che il nuovo aspirante che arriva debba superare una prova, ma noi dicevamo: perché colui che già ha superato la prova deve rifarne un'altra, sapendo che l'ha rifatta più volte?

Lei mi ha detto: "ci sarà una stabilità di tre anni", ma guardi che per queste persone è come vivere in un romanzo di Kafka, è da almeno dieci anni che c'è un incontro fra le forze sindacali, vari Assessori, una volta alla sanità, una volta alla cultura, perché gli operatori di sostegno se li sono "strappati per i capelli" gli Assessorati dell'istruzione e gli Assessorati della sanità precedenti al suo caso! È una storia lunga, Assessore Lanièce, queste persone ne hanno viste di tutti i colori...e ogni due anni dovevano rifare una prova. Adesso gli si dice: "state tranquilli, la prova è ogni tre", ma questi veramente dicono: "ma state scherzando?". Non lo dicono, perché sono lì nel terrore di perdere il posto di lavoro, ma è una situazione drammatica, per cui non si può dire ad una persona che adesso la si mette a posto, perché, invece di fare le prove ogni due anni, le farà ogni tre! "Visto che hai fatto dieci prove, visto che ne hai fatte già cinque per mantenerti il posto di lavoro, ci sembra corretto che tu ne rifaccia un'altra insieme ad altre persone che mai hanno lavorato, perché bisogna creare una situazione omogenea", ma guardi che anche nel settore dell'istruzione chi ha superato un concorso una volta ha accesso a delle graduatorie senza rifare all'infinito questi concorsi, perché è un titolo che ha acquisito. Insomma se tale persona sa fare l'operatore di sostegno e lo ha fatto per dieci anni, o c'è un'inadempienza dell'Amministrazione regionale che non ha verificato che questo individuo non era in grado di fare quel mestiere, o questo mestiere lo sa fare e allora ha titolo di accesso diretto alla graduatoria e gli si dia il punteggio per titoli, ma che ragionamento è: "per i forestali non abbiamo mai fatto graduatorie, quindi introduciamo la graduatoria, gli altri hanno sempre fatto la prova e quindi la rifanno"?

Sono d'accordo con lei quando dice che per i nuovi che arrivano deve esserci la prova di ingresso, ci mancherebbe! Ma chiedere di fare un'ulteriore prova a chi l'ha già fatta altre due, o tre volte, o di più - perché fra gli operatori di sostegno c'è gente che ha fatto cinque prove - è dire che questo è nelle regole? Secondo me, no, si doveva trovare un'altra strada. Sul mio blog poi, che non è stato oscurato, ma è diventato inaccessibile per i dipendenti regionali, qualche mese fa avevo scritto e poi riportato anche nel giornale Le travail: "questa società non salva i precari" e questo infatti viene confermato dal Presidente che dice: "parliamo di società dei servizi e non di società "salva precari"". Siamo di fronte alla dichiarazione evidente che quello che è stato promesso sei mesi fa con una legge non verrà mantenuto!