Oggetto del Consiglio n. 524 del 20 dicembre 1978 - Verbale

OGGETTO N. 524/78 - COMUNICAZIONI SULLE ELEZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO.

Il Presidente DOLCHI concede la parola al Consigliere Dujany il quale intende effettuare una comunicazione.

Il Consigliere DUJANY, a seguito delle comunicazioni del Presidente del Consiglio sull'inizio dell'esame, da parte della Camera, del disegno di legge statale regolante le elezioni del Parlamento Europeo, chiede quali sono gli intendimenti della Giunta in proposito.

Gradirebbe conoscere anche la posizione al riguardo della D.C. e del P.C.I..

Il Presidente della Giunta ANDRIONE comunica in risposta che la Giunta non è contraria a che il quorum minimo per l'elezione di un candidato valdostano collegato con le liste dei Partiti nazionali venga abbassato a 30.000 preferenze.

Il Consigliere FOSSON garantisce l'impegno della D.C., nelle sedi opportune, affinché la Valle d'Aosta possa avere una propria rappresentanza al Parlamento Europeo.

Il Consigliere MAQUIGNAZ afferma che il Movimento dei Democratici Popolari ritiene che alla Valle d'Aosta un rappresentante al Parlamento Europeo spetti di diritto, per cui respinge il compromesso rappresentato dall'emendamento.

Ritiene che Democratici Popolari e Union Valdôtaine, nonostante le polemiche anche aspre che li hanno divisi, potrebbero condurre una battaglia comune al fine di ottenere che la Valle d'Aosta, in quanto minoranza etnico-linguistica, abbia un proprio rappresentante.

Il Presidente della Giunta ANDRIONE fa presente che un primo emendamento presentato dal Senatore Fosson tendeva appunto all'istituzione di un Collegio elettorale uninominale per la Valle d'Aosta, in analogia a quanto già accade per le elezioni per il rinnovo del Parlamento, ma il Senato, dopo aver respinto tale emendamento, ne propose un altro, poi approvato, in cui si prevede la possibilità che i rappresentanti delle minoranze etniche collegati con un Partito nazionale possano risultare eletti in sostituzione dell'ultimo eletto qualora ottenga almeno 50.000 preferenze, la qual cosa è senz'altro fattibile per l'Alto Adige, ma non altrettanto può dirsi per la Valle d'Aosta, per cui si è pensato di richiedere un ulteriore abbassamento delle preferenze necessarie a 30.000.

Il Consiglio prende atto.

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