Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 414 del 29 settembre 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 414/81 - RIFINANZIAMENTO DELLE LEGGI REGIONALI RECANTI PROVVIDENZE IN MATERIA DI EDILIZIA ABITATIVA. (Interpellanza)

Presidente - Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Tonino e Mafrica:

INTERPELLANZA

La legge regionale 30 novembre 1965, n. 24 e successive modificazioni, recante provvedimenti per la ripresa dell'industria edilizia nel settore dell'edilizia economica e popolare, è senza finanziamenti ormai da due anni.

L'assenza di un intervento regionale a sostegno dell'edilizia si colloca in un momento di crisi del settore ed in presenza di una crescente richiesta di case da acquistare, da costruire, o da ristrutturare, anche a causa di un anomalo aumento dei canoni di affitto.

In presenza di tale situazione e tenuto conto dell'urgenza dei provvedimenti regionali, i Consiglieri regionali del Gruppo P.C.I.,

INTERPELLANO la Giunta regionale per conoscere:

1) per quali ragioni non si provvede ad uno storno di fondi del bilancio regionale verso l'edilizia a discapito di altre spese;

2) quali sono le intenzioni della Giunta in merito alla necessità di rifinanziare le citate leggi regionali ed in quali tempi si prevede di mettere in atto un provvedimento regionale in materia di finanziamento per la ripresa edilizia.

Presidente - La parola al Consigliere Tonino per l'illustrazione.

Tonino (PCI) - Visto che l'ora è tarda, risparmio al Consiglio alcune considerazioni sulla necessità di intervenire nel settore edilizio in questo momento. Soprattutto dopo la regolamentazione, la tentata regolamentazione del mercato, è cresciuta nella nostra Regione la richiesta di case in proprietà ed è cresciuta anche la disponibilità da parte di larghi strati di cittadini di convogliare una parte del risparmio nell'abitazione. È questo, secondo noi, un fatto positivo, al quale si deve affiancare un massiccio intervento, diretto, dell'ente pubblico allo scopo di favorire le forze meno abbienti. C'è la necessità perciò di favorire questa tendenza; a questa esigenza rispondeva bene, secondo noi, la legge regionale n. 24 del 1965 e successive modificazioni; sta di fatto però che questa norma è da due anni inoperante: le domande non si accettano più dal marzo del 1980, e sono state soddisfatte le richieste fino a tutto il 1979. Risulta, tra l'altro, che una parte dei finanziamenti che erano stati destinati all'attuazione di quella legge regionale sia inutilizzata - circa 400 milioni stanziati con l'ultima legge regionale - che inoltre ci sia una serie di rinunce da parte di soggetti già in graduatoria, il che fa aumentare i fondi disponibili.

L'inerzia della Giunta regionale in questi ultimi tempi è davvero sbalorditiva, perché vanno avanti con estrema lentezza gli investimenti che si possono fare con i finanziamenti statali; e questo - lo abbiamo detto in altre occasioni - per difetti della legge statale a cui si aggiungono lentezze incredibili anche da parte della Giunta regionale. Non si capisce perché, di fronte a questa situazione, gli interventi diretti della Regione non siano stati tempestivamente modificati, se il problema era nel rapporto con le banche o nei requisiti necessari per accedere ai mutui regionali, e si siano invece lasciati passare due anni senza avere in sostanza, un solo intervento finanziato con i fondi della nostra Regione. In parole povere, si può dire che da due anni a questa parte gli unici investimenti nel settore dell'edilizia sono fatti grazie a queste leggi dello Stato, mentre la Regione ha rinunciato ad un proprio intervento. Questa è secondo noi la situazione; si tratta di capirne le cause, si tratta di capire che cosa vuole fare la Giunta regionale e se questa ha delle idee in proposito.

La richiesta che facciamo con questa interpellanza è stata sollecitata - e lo sanno come me, forse meglio di me, molti altri Consiglieri, nonché gli uffici della Regione - da una gran parte di cittadini valdostani che continuano a chiedere agli Amministratori, come, quando e in quali condizioni sarà rifinanziata quella che è conosciuta nella nostra Regione come legge per l'edilizia economica e popolare. Non ho qui i dati degli interventi fatti tramite quella legge, ma sono dei dati molto significativi, che una volta abbiamo anche discusso in quest'Aula. Si tratta di capire, è questo che vogliamo sapere, se la Giunta regionale ha intenzione di ripristinare l'intervento regionale e se ha questa intenzione, quando intende farlo.

Presidente - Risponde l'Assessore alle Finanze, Ramera.

Ramera (DC) - Confesso di essere un po' imbarazzato nel rispondere, soprattutto perché alcuni mesi fa avevo visto circolare alcune proposte di legge, avanzate proprio dal vostro Gruppo, che io condividevo in gran parte e che poi si sono perse nei meandri, forse, delle Commissioni. Di questo sono dispiaciuto, perché io condividevo molte delle idee che erano state portate avanti con queste proposte. Nell'interpellanza naturalmente tutto questo non l'ho visto, quindi mi trovo un po' imbarazzato dall'intervento del Consigliere Tonino, il quale pone l'accento sulle necessità effettiva di interventi nel settore edilizio, necessità che però al momento non può essere soddisfatta: mi scusino i Consiglieri Tonino e Mafrica, ma quando mi si parla oggi di storno di fondi del bilancio regionale verso l'edilizia a discapito di altre spese, vi assicuro che una proposta del genere mi sconcerta, perché, capisco l'urgente necessità di interventi nel settore edilizio, però non so come far fronte alle tante richieste di spese che pervengono al nostro Assessorato e che non possiamo soddisfare finché non potremo disporre del riparto fiscale. Inoltre, proprio per favorire determinate spese, avevo convocato i dirigenti della nostra tesoreria, la Cassa di Risparmio di Torino, per vedere quali possibilità potevano esserci per eventuali anticipazioni di cassa proprio per accelerare anche determinate cose; purtroppo, il decreto Andreatta che ha costretto tutti gli enti pubblici a riversare nelle casse dello Stato le quote superiori al 12%, ha posto anche le banche in una difficoltà notevole, per cui se in questo momento noi dovessimo ricorrere a mutui particolari, ci troveremmo in enorme difficoltà.

Io sono molto sensibile alle richieste che arrivano al mio Assessorato, ma credo che il problema non si possa risolvere se non nella prospettiva del prossimo riparto fiscale.

Bisogna però anche riconoscere che la legge regionale va riesaminata; io ricordo, già quando ero in minoranza, di aver sottolineato - e lo sottolineo anche oggi come Assessore alle Finanze - che quella normativa andava rivista perché realmente ci fosse per gli utenti la possibilità di accedere all'acquisto di un alloggio, di un immobile: perché quei 16 milioni, oggi, non so a che cosa possano servire! Tanto è vero che proprio negli ultimi quindici giorni mi sono visto rifiutare una decina di questi mutui, e preoccupato magari di certe manovre bancarie ho chiamato singolarmente coloro che avevano rinunciato per conoscere le ragioni.

Praticamente, tranne il caso di una persona che era assillata dalla prospettiva di un onere ventennale, la ragione delle rinunce è il tasso bancario del 14% a carico dell'utente, perché noi paghiamo il 5% di differenza; l'ultimo mutuo che era stato acceso con la Cassa di Risparmio era indicizzato, e se andiamo a vedere chi è richiede questi mutui troviamo soprattutto lavoratori a stipendi non certo alti che sono naturalmente spaventati da questo tasso del 14%. Bisognerà naturalmente fare qualche cosa tutti insieme, su questo siamo d'accordo; perciò vorrei che ritornassero in ballo le vostre proposte per discutere insieme e porre a confronto le possibilità che emergeranno.

Io non sono così pessimista come il Presidente della Giunta che pensa ad una crisi di Governo, io spero proprio che ciò non avvenga perché altrimenti saremmo veramente allo sfacelo, ma non accetto l'accusa di inerzia che avete fatto alla Giunta, perché effettivamente noi facciamo quello che possiamo con il fieno che abbiamo da mangiare in questo momento. Quindi, è chiaro che abbiamo il dovere di rispondere a quanto chiedono i cittadini valdostani nel campo dell'edilizia popolare, ma senza quattrini non si può fare niente. Anzi qualcosa si può fare: la Commissione ad hoc potrà esaminare eventuali proposte e così potrà fare l'Assessorato per confrontarci in Commissione sulle singole tesi, in attesa che il riparto fiscale fornisca i fondi necessari per portare a parziale soluzione questo delicato problema che assilla centinaia di famiglie. Altro non posso dire né promettere; ritengo però che a quelle proposte che voi stessi vi siete premurati, mi sembra un anno fa, di portare avanti e che io in parte condividevo anche, bisognerà confrontarci per definire dei nuovi strumenti legislativi da utilizzare non appena disporremo dei fondi del riparto fiscale.

Presidente - Replica il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Assicuro all'Assessore che abbiamo chiesto alle Commissioni di disseppellire le nostre proposte di legge, che al più presto potremo discutere entrando finalmente nel merito del problema. Vi ricordo fin d'ora che uno degli aspetti delle proposte di legge era semplicemente quello di coordinare l'intervento regionale; davano per scontato, e diamo anche oggi per scontato, che quel tipo di intervento fatto con la legge 24 del '65 ha dato i suoi frutti e ha risolto un sacco di problemi. Oggi, però, è evidentemente necessario rivedere la cifra di 16 milioni stabilita due anni fa; tra l'altro, piccolo particolare, ho saputo oggi che i 16 milioni deliberati nel 1979 vengono liquidati in questi giorni ad alcuni assegnatari presenti nella graduatoria. È evidente che dobbiamo mettere mano al problema della funzione della Regione: da una parte, nella predisposizione di procedure più snelle e dall'altra nei rapporti con la banca per accelerare la concessione dei mutui, perché arrivano con due anni di ritardo è chiaro che hanno poi ancora un altro valore: questa è la situazione attuale. Su questa parte perciò siamo d'accordo con l'Assessore e ne discuteremo tutti insieme.

Noi siamo invece soddisfatti su due aspetti: il primo è questo, che siamo sempre d'accordo a discuterne insieme, ma non è concepibile che la Giunta per due anni non faccia niente, non abbia un'idea su come intervenire in questo settore: e questa è una delle cose che riteniamo inaccettabile. La seconda questione è quella dell'inerzia: l'inerzia sta nel fatto che neanche i fondi disponibili cui facevo riferimento prima vengono utilizzati e non c'è neanche il tentativo di stornare i pochi soldi che ci sono ad esempio aumentando l'intervento che si può fare con la legge n. 457 del Piano Decennale. Ecco, io non so se negli oscuri meandri del bilancio regionale questi 400 milioni siano già stati utilizzati in qualche altro modo, vista la carenza di fieno, però resta il fatto che al settore dell'edilizia sono stati destinati dei fondi che non utilizziamo. E questo, secondo noi, è indice di una certa inerzia.

Presidente - Passiamo all'ultima trattazione e cioè quella dell'oggetto n. 28.