Oggetto del Consiglio n. 1622 del 9 febbraio 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1622/XIII - Interpellanza: "Interventi a sostegno dello sviluppo rurale nelle regioni di montagna".
Interpellanza
Appreso dalle agenzie di stampa di un incontro tenutosi a Bruxelles, l'11 gennaio 2011, in merito alla riforma della politica agricola comunitaria, tra i collaboratori del commissario UE Dacian Ciolos e i rappresentati dell'Alto Adige, del Tirolo, del Vorarlberg e della Lombardia;
Tenuto conto che l'oggetto verteva sui contributi per le misure attinenti allo sviluppo rurale nelle regioni di montagna;
Evidenziata l'importanza che avrà la riforma della PAC a decorrere dal 2013, dal momento che sono a rischio indispensabili finanziamenti per il territorio regionale;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
gli Assessori competenti per sapere:
1) se la Valle d'Aosta intenda rafforzare lo spirito collaborativo fra regioni di montagna europee o se si lasci ad altre regioni condurre una battaglia a sostegno della montagna che potrebbe non tener conto delle nostre specificità;
2) se vi siano, e quali siano le strategie e le linee guida su cui condurre la nostra azione diplomatica a sostegno dell'agricoltura di montagna.
F.to: Donzel
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, potrebbe apparire una questione abbastanza tecnica, legata a quelli che sono i rapporti difficili per una piccola regione come la nostra con l'Unione europea, invece è una situazione che vuole mettere in rilievo la gravissima situazione che sta vivendo il mondo degli allevatori in questo momento. C'è da parte di questo settore un senso di sconforto, perché le notizie che arrivano non sono quelle attese, ci sono difficoltà enormi nella gestione, nell'erogazione delle contribuzioni dei fondi europei, difficoltà che, anziché diminuire, si acuiscono di anno in anno rendendo assolutamente impossibile per questi allevatori gestire le loro aziende e, dall'altra parte, arrivano minacce dall'Unione europea, per cui sembrerebbe che con la nuova politica agricola comunitaria a partire dal 2013 molti fondi destinati allo sviluppo rurale potrebbero essere messi in discussione e venire meno. Avevamo avuto occasione l'anno scorso di complimentarci con l'Assessore, perché, in occasione di iniziative prese da varie Regioni di montagna, avevamo visto presente la Valle d'Aosta, quindi l'avevamo riconosciuto; è chiaro però che noi facciamo il nostro compito di vigilanza e, quando invece vediamo che Regioni di montagna partecipano ad iniziative che coinvolgono settori di montagna nei confronti dell'Unione europea, iniziative come quella tenutasi a Bruxelles l'11 gennaio 2001 che aveva l'intento di mettere in chiaro alcuni punti, noi ci sorprendiamo se nell'elenco delle Regioni non vediamo la Valle d'Aosta. Ci farebbe piacere che è sfuggita la parola "Valle d'Aosta" al giornalista e che c'era anche la nostra Regione insieme all'Alto Adige, al Tirolo, alle Regioni dell'Austria, alla Lombardia a perorare una causa indispensabile come quella di rendersi conto che, in un momento così difficile come quello della globalizzazione, della crisi economica che colpisce tutta l'Europa, sono davvero a rischio quelle attività, come in particolare l'allevamento nei territori di montagna, che sono sottoposti ad una concorrenza spietata da parte di Regioni che hanno condizioni ambientali e climatiche profondamente diverse. Da parte nostra quindi c'era l'esigenza di interrogare rispetto al fatto se la Valle d'Aosta continuasse a rafforzare lo spirito collaborativo con le altre Regioni alpine, ossia non ci muovessimo da soli nel mare magnum dell'Unione europea, l'ho ribadito più volte, oggi come oggi, solo facendo squadra fra territori di montagna è possibile incidere sulle politiche dell'Unione europea in modo che non ci troviamo nel 2013 di nuovo a piedi, come è successo con i buoni di benzina, quindi se vi siano anche delle linee guida da parte della Valle d'Aosta, perché comunque siamo un territorio estremamente particolare, un territorio che ha delle esigenze anche diverse rispetto agli altri territori di montagna, quindi è importante che ci siamo per salvaguardare le nostre specificità.
Una cosa che ci tenevo a ribadire è che spesso è girata la voce che l'Unione europea fosse assolutamente insensibile ad alcune esigenze, fra l'altro quelle proprie della Valle d'Aosta, di riuscire ad erogare degli inventivi in forma diretta, che è la cosa più spinosa che c'è in questo momento e mi ha fatto molto piacere constatare che a sorpresa è stato il Commissario dell'Unione europea che ha aperto la possibilità di assegnazione alle aziende in maniera diretta. Naturalmente gli altoatesini hanno subito colto l'importanza di questo fattore degli aiuti in forma diretta alle aziende, perché - cito l'Assessore Berger - "significherebbe meno aiuti alle grandi aziende delle aree meglio localizzate e maggiore sostegno alle zone svantaggiate", quindi una sollecitazione ad avere le garanzie che... noi stiamo seguendo a fondo questo percorso, qui probabilmente a questa riunione o il giornalista si è sbagliato, o recupereremo al più presto il terreno perduto, perché quello che emerge è che, entro la fine del 2011, verranno emanate le nuove direttive e, vista la situazione difficile, disperata delle aziende valdostane, sarebbe opportuno che delle risposte positive arrivassero.
Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.
Isabellon (UV) - Grazie Presidente. Ho colto il senso sottile di ironia sul giornalista che si è sbagliato, io dico solo che quando abbiamo avuto modo di presentare il lavoro che si stava facendo... avevo già tutto illustrato il percorso che poi ha portato alla presentazione di questo documento, in accordo totale con noi, perché, come dalla documentazione che potrò fornire al collega Donzel, risulterà che eravamo presenti in tutte le fasi di lavoro, ma che nella delegazione che doveva andare a Bruxelles erano previsti 2 o 3 rappresentanti per ogni Stato... però lo illustrerò adesso, quindi non banalizziamo il lavoro che fa chi si occupa di queste cose, come avevo modo di dire l'anno scorso. Comunque fornirò tutta la documentazione necessaria al fine di sgomberare il campo da facili ironie.
In premessa si coglie l'occasione per precisare che nel corso del 2010 il dibattito sul futuro della PAC si è notevolmente intensificato. Ad animare lo stesso è stato l'annuncio, sia a livello comunitario che nazionale, del possibile spostamento dei pagamenti per le zone svantaggiate, la cosiddetta "indennità compensativa" relativa al sostegno dello sviluppo rurale, dal secondo pilastro al primo pilastro riguardante i pagamenti diretti. Tale scenario non è però stato condiviso dalle Regioni e Province autonome dell'arco alpino, io stesso con una nota personale e gli Assessori delle Province di Trento e Bolzano con una nota congiunta abbiamo espresso al Ministero forte preoccupazione sull'ipotesi di eliminare i premi compensativi della politica di sviluppo rurale, considerata l'importanza di tale sostegno nelle zone montane, la necessità di ponderare tali premi alle reali esigenze problematiche del territorio quali le forti pendenze, la polverizzazione delle proprietà e le difficoltà di accesso.
Sul fronte comunitario l'adesione e il supporto alle iniziative della lobby delle Regioni dell'arco alpino sta proseguendo attivamente: a tale iniziativa la Valle d'Aosta ha aderito fin dal 2009, presenziando ai Convegni internazionali di Garmisch e Alpbach e alle riunioni tecnico-politiche preparatorie alla redazione dei documenti ufficiali inviati alla commissione (ho tutta la documentazione che fornirò in copia successivamente). In particolare, con l'avvio definitivo della delicata fase di revisione della PAC post 2013, lo scorso autunno ho condiviso con il collega della Provincia di Bolzano Hans Berger l'esigenza di intensificare l'azione comune a favore dell'agricoltura di montagna e ho partecipato il 14 ottobre, assieme agli Assessori delle altre Regioni dell'arco alpino, ad un incontro politico e tecnico per elaborare una linea comune a supporto di un'efficace azione di lobbying nei confronti del Commissario europeo. A tale incontro ha fatto seguito una riunione tecnica il 5 novembre, a cui hanno partecipato due funzionari del Dipartimento agricoltura e un referente di AREA VdA. In tale occasione sono state definite una serie di richieste da presentare al Commissario Ciolo?, resosi disponibile all'esame delle stesse. Con riferimento alle proposte ricevute, l'Ufficio di Gabinetto del Commissario ha quindi promosso l'incontro tecnico svoltosi a Bruxelles l'11 gennaio scorso, che è quello a cui faceva riferimento il collega Donzel nelle premesse, al quale hanno partecipato i referenti di Baviera, Lombardia, Vorarlberg, Tirolo e Province di Trento e Bolzano in rappresentanza dell'intero gruppo delle Regioni dell'arco alpino, seguendo l'indicazione dello staff del Commissario europeo di poter interloquire con un numero congruo di rappresentanti: due o tre per ogni Stato membro. Si sottolinea che attualmente il suddetto gruppo è costituito, oltre che dalla nostra Regione e da quelle sopracitate che hanno partecipato all'incontro come da accordi, da: Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Baden-Württemberg e Land Salisburgo, quindi ci sono tutte queste Regioni. Recentemente sono stati inoltre ripresi i contatti con i rappresentanti di Savoia, Alta Savoia e Isère per condividere le linee strategiche elaborate negli ultimi mesi e per valutare una loro eventuale adesione al gruppo. Si sottolinea infine che sin dal 2009 il sostegno della nostra Regione alle varie iniziative portate avanti è avvenuto sia sul piano dei contenuti, come sopra riferito, sia sul piano pratico attraverso la traduzione in lingua francese di tutti i documenti ufficiali inviati alla Commissione europea.
"Se vi siano, e quali siano le strategie e le linee guida su cui condurre la nostra azione diplomatica a sostegno dell'agricoltura di montagna": come precisato nel punto precedente, il gruppo delle Regioni dell'arco alpino nel corso del mese di novembre ha elaborato e presentato alla Commissione europea un documento, di questo posso poi farne copia al collega, recante alcune linee strategiche ritenute prioritarie per l'agricoltura di montagna, in vista della prossima programmazione, in riferimento alle specificità della nostra regione.
Particolare rilevanza assumono le seguenti proposte: mantenere l'indennità compensativa nell'ambito dello sviluppo rurale, secondo pilastro, continuare ad erogare l'indennità anche agli agricoltori di montagna a tempo parziale, introdurre un premio accoppiato per i ruminanti al fine di garantire la sopravvivenza dell'attività di allevamento, prevedere l'innalzamento al 75 percento dell'intensità di aiuto per gli investimenti aziendali edilizi, prevedere un contributo per i costi di raccolta dei prodotti agricoli più elevati delle zone di montagna, questo è un aspetto molto importante condiviso da tutte le Regioni. A seguito di tale iniziativa, l'Ufficio di Gabinetto del Commissario ha chiesto di integrare il documento presentato approfondendo i seguenti aspetti (queste sono state le richieste che sono pervenute dagli uffici del Commissario Ciolo?): individuare un possibile pacchetto di misure per le zone montane, volte al raggiungimento dei tre obiettivi individuati dal Commissario Ciolo? per la futura PAC, sicurezza alimentare, utilizzo efficace delle risorse naturale, equilibrio territoriale, semplificare e migliorare le attuali misure per lo sviluppo rurale legate alla condizionalità, proporre misure di carattere ambientale e migliorare i sistemi di consulenza aziendale. In risposta alla richiesta della commissione, il gruppo delle Regioni dell'arco alpino ha redatto un documento (copia di questo documento la potrò consegnare al collega) nel quale sono state ribadite le linee strategiche di cui sopra ed è stata fornita una risposta condivisa alle tematiche suggerite che ho elencato prima, in un'ottica di semplificazione e di sostegno all'agricoltura di montagna.
Tale documento tradotto in lingua francese e inglese è stato inviato allo staff del Commissario a fine gennaio, quindi dopo la riunione dell'11; a titolo informativo si comunica che, in previsione nei prossimi mesi un nuovo incontro internazionale sul futuro dell'agricoltura di montagna a cui sarà invitato anche il Commissario europeo Ciolo?, la conferenza promossa dal Ministro federale tedesco all'agricoltura Aigner che aveva già partecipato a Garmisch e a Alpbach, si svolgerà in Baviera l'11 aprile con la partecipazione dei rappresentanti delle Regioni dell'arco alpino, quindi ci saremo anche noi.
Tengo a dire che chi ha lavorato congiuntamente con i rappresentanti delle altre Regioni anche a livello tecnico è giusto che abbia il dovuto riconoscimento del lavoro che si sta facendo in comune, senza farci le ironie, senza pensare che ci siano delle dimenticanze; ci sono i motivi per cui era stata decisa una partecipazione solo di alcuni rappresentanti, come concordato con gli uffici europei, però questo è un lavoro che è stato fatto congiuntamente e si stanno sostenendo tali punti che riteniamo importanti anche per la nostra Regione. Fornirò copia di tutti questi documenti.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Ringrazio l'Assessore per questa risposta, ma vorrei precisare - io le ribalto la facile ironia - non esiste più un addetto stampa della regione in grado di fornire informazione del prezioso lavoro che svolgono i tecnici... certo lei mi dice... sì, ma devo interpellarla, perché lei faccia un comunicato stampa e dica i tecnici della Valle d'Aosta hanno deciso queste cose?
Isabellon (fuori microfono) - ...sono lavori in corso...
Donzel (PD) - ...sono lavori in corso, ma è molto importante, qui di comunicati stampa della Giunta regionale ne siamo soffocati, le pagine sono piene di tre o quattro inaugurazioni dello stesso edificio che vengono ripetute più volte, quindi è facile ironia ma, visto che stiamo lavorando su queste cose, non è un male che la comunità sia informata se ci sono lei lavori.
Mi rallegro invece che siamo parte di questo processo, sono misure che sono ampiamente attese dal settore; ribadisco, tale apertura da parte del Commissario europeo sulla questione degli incentivi in forma diretta mi sembra davvero una cosa di estrema importanza. Adesso però non so se nella foga della risposta le è sfuggito un particolare che giudico di altrettanta importanza, che viene messo negli elenchi di queste cose da fare e che è la riduzione della burocrazia e la semplificazione delle procedure, cosa che farebbe molto piacere sentire anche al nostro settore locale, che invece di burocrazia sta morendo.
