Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 412 del 29 settembre 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 412/81 - PRECLUSIONE AI CACCIATORI DI ACCEDERE AL POLIGONO DI TIRO. (Interpellanza)

Presidente - Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Minuzzo e Pedrini:

INTERPELLANZA

Venuti a conoscenza dello stato di disagio in cui si trovano i cacciatori valdostani che avendo precluso l'accesso al poligono di tiro sono impossibilitati a provare i loro fucili;

Tenuto conto che fino a quando non sarà abolita la caccia è opportuno che i cacciatori abbiano la possibilità di "prepararsi" per la stagione venatoria;

Preso atto che diversi cacciatori per avere i fucili in ordine già nella prima giornata di caccia nei giorni precedenti l'apertura della stagione venatoria li provavano nei boschi con i pericoli che si possono immaginare;

Ciò premesso i su menzionati Consiglieri:

INTERPELLANO

il Presidente della Giunta regionale per conoscere:

1) i motivi per i quali è stato chiuso il poligono di tiro ai cacciatori;

2) se non ritiene opportuno limitare una zona nella quale i cacciatori possono provare i loro fucili.

Presidente - Chi illustra l'interpellanza? La parola al Consigliere Pedrini.

Pedrini (IPLI) - Due parole soltanto per dire che questo è un argomento che desidererei sottoporre, insieme al collega Minuzzo, all'attenzione della Giunta e del suo Presidente in particolare. Noi non abbiamo un campo dedicato al tiro: l'avevamo, è stato chiuso; c'è soltanto un poligono militare, ed è stato chiesto da parte di più persone, anche in gruppo, alle Autorità Militari di Torino di poter usufruire di quel campo ma non è stato concesso. Qui ci sono atleti che si preparano, voi lo sapete, per le gare di biathlon, cioè gare di fondo nelle quali oltre allo sci a un certo punto ci si deve fermare e sparare; c'è moltissima gente che vuole intraprendere questa disciplina, e non soltanto per gioco, ma perché ci sono i campionati italiani, ci sono le olimpiadi ed evidentemente verrebbe a mancare la possibilità di praticare una disciplina sportiva.

Vorrei dire anche che ad Arpuilles, dove c'è il campo di tiro militare, adoperano fucili che sparano fino a 1200-1500 metri, mentre i fucili dei cacciatori tirano dai 120 ai 200-250 metri... (voce incomprensibile).

Va bene, ma comunque, hanno la pallottola col piombo che quando trova un ostacolo è molto più facile che si disimpegni rispetto ai fucili militari.

Noi dunque riteniamo che veramente ci sia la necessità o di ristrutturare il vecchio poligono o addirittura di farne uno nuovo. Lasciamo naturalmente al Governo regionale di studiare la cosa, però, ritengo che si debba risolvere anche questo problema. Abbiamo finalmente risolto il problema dell'hockey su ghiaccio che sembrava una cosa quasi impossibile, e anche quello della piscina - non guardiamo i prezzi - è stato risolto; cerchiamo allora di venire incontro anche a questa necessità che ritengo primaria specie per le attività invernali.

Presidente - La parola al Presidente della Giunta per la risposta.

Andrione (UV) - Devo dire che nella mia giovinezza, quando facevo il servizio militare, e giocavo alla guerra, ho partecipato ad una gara di biathlon, e la squadra da me e da un altro brillantemente condotta è giunta quarta: bisogna anche dire che c'erano quattro squadre, era difficile far peggio!

Il motivo per il quale è stato chiuso il poligono di tiro dei cacciatori è questo: il Ministro Lagorio ha intrapreso una vasta opera per distribuire meglio le servitù militari sul territorio, in quanto attualmente esse gravano su una parte della Sicilia e soprattutto sul Friuli (?); è stato richiesto anche alla Valle d'Aosta di mettere a disposizione dei poligoni di tiro e in particolare sono stati interessati i Comuni di La Thuile e di Etroubles, i quali, a quanto mi risulta, fino ad ora hanno entrambi fermamente rifiutato l'onore: tra parentesi, avremo quindi anche dei problemi di questo genere. Comunque, tutti i poligoni militari esistenti sono stati chiusi all'utilizzazione da parte di altri utenti.

Per quanto riguarda la possibilità di limitare una zona nella quale i cacciatori possano provare i loro fucili, a parte il caso abnorme del cannone del nostro collega, che, a detta di persone di buona fede incute rispetto e timore anche a distanza, dico, a parte questo caso che è assolutamente particolare, c'è un grosso problema di sicurezza, cioè non si può permettere di sparare in una zona che non sia assolutamente delimitata. Allora, l'unica soluzione possibile, dato che siamo fermamente intenzionati, come ho già spiegato diverse volte, a recuperare i 600 milioni che sono stati allora spesi per il tiro a volo, l'unica possibilità è quella di studiare una fossa particolare in quell'ambito perché si possa sparare con queste armi e pagando una quota anche minima. È l'unica soluzione possibile, e dovrà essere Arcesaz, dovrà essere studiata in modo particolare; d'altra parte non è una soluzione per l'immediato, perché dipende dalla realizzazione di misure di sicurezza specifiche.

Presidente - Il Consigliere Minuzzo ha facoltà di parlare per la replica.

Minuzzo (PSDI) - Per dichiararmi soddisfatto della risposta del Presidente della Giunta. Vorrei anche dire che sono venuto a conoscenza, successivamente alla presentazione di questa interpellanza, del fatto che sono già in corso delle trattative con il Comitato caccia per vedere come risolvere il problema. Forse il Presidente si è dimenticato di darne comunicazione al Consiglio, ma io ho letto su un giornale per cacciatori che sono state sensibilizzate le autorità regionali per risolvere questo problema. Comunque è chiaro che la questione della sicurezza è quanto mai importante, e perciò penso sia più sicuro andare a provare i fucili in un'area delimitata - e tutti i cittadini devono sapere che quella è una zona delimitata allo scopo di provare i fucili - che lasciare che i cacciatori, prima dell'apertura della stagione venatoria, vadano nei boschi a sparare alle bottiglie e ai barattoli per provare le loro armi: attualmente sta succedendo questo! Io spero che effettivamente il Presidente voglia prendersi a cuore questo problema e che l'Assessore Marcoz - con il quale mi scuso per avergli prima tolto il merito di certe iniziative - prosegua sulla strada per risolvere questo problema.

Presidente - Passiamo alla trattazione dell'oggetto n. 23.