Oggetto del Consiglio n. 796 del 21 ottobre 2009 - Resoconto
OGGETTO N. 796/XIII - Interrogazione: "Estensione della rete viaria valdostana".
Interrogazione
Richiamate le interrogazioni discusse in Consiglio nel maggio e luglio 2005, OGGETTO N. 1347/XII e OGGETTO N. 1382/XII, riguardanti l'estensione della rete viaria valdostana;
Ricordato che nell'occasione la rete stradale valdostana è risultata composta da: autostrade 90 km, strade statali 150 km, strade regionali 500 km, strade comunali 2.100 km e strade interpoderali 2.222 km;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
gli Assessori competenti per sapere:
1) a quanto ammonta attualmente il chilometraggio delle singole tipologie di strade nella nostra regione;
2) se si ritiene l'estensione attuale sufficiente, in particolar modo per quanto riguarda le piste forestali e strade interpoderali.
F.to: Bertin - Chatrian
Président - La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Isabellon.
Isabellon (UV) - Grazie, Presidente.
L'interrogazione richiama delle precedenti interrogazioni che nel 2005 hanno riguardato lo stesso oggetto. In linea generale, in questi quattro anni non ci sono stati grandi cambiamenti nei numeri, più che altro quello che andrò a rappresentare sono delle precisazioni legate all'evolversi del sistema di indagine che si è svolta in questi quattro anni. Per quel che è della parte di risposta che sarebbe di competenza dell'Assessorato ai lavori pubblici vado a fornire dei dati che la direzione interessata ha trasmesso.
Per quel che riguarda le strade regionali il dato preciso allo stato attuale è 497,988 km, che è in linea con i 500 km già individuati in occasione di quelle interrogazioni richiamate; strade statali 152,733 km; autostrade gestite RAV 32 km, gestite SAV 64 km, di cui 7,9 il raccordo Gran San Bernardo. In merito alle strade comunali non hanno rilevato dei dati nuovi, anche sentito il consorzio degli enti locali, quindi rimane valido quel dato che già nel 2005 era stato individuato, ovvero 2.100 km.
Per quel che riguarda la competenza dell'Assessorato dell'agricoltura, agli uffici della direzione politiche comunitarie e miglioramenti fondiari risulta che i chilometri di strade interpoderali indicate dai consorzi di miglioramento fondiario che le gestiscono ammontano a 1.776; qui è importante dire che soprattutto negli ultimi due anni si è avuto un censimento molto più preciso di questa rete di strade interpoderali gestite dai consorzi, in quanto questo è un dato necessario al fine della determinazione dei tetti massimi ammissibili per le spese di gestione, che è una novità degli ultimi tempi, dopo l'approvazione della legge 32. Questo è un dato che nel 2005 non avevamo in maniera così dettagliata, quindi può apparire discordante da quanto è emerso dalla rilevazione effettuata dal Corpo forestale nel 2005, riferito quindi ai soli chilometri dei consorzi di miglioramento fondiario.
All'epoca era stato individuato un macrodato che riguardava 2.222 km di piste - ho qui una nota del direttore che all'epoca si occupava del settore - che raggruppava tutte le piste sterrate presenti sul territorio, in quanto non esisteva una classificazione specifica delle diverse tipologie di piste (interpoderali, forestali, antincendio boschivo, di servizio, agricole e piste di accesso private presenti sul territorio). Poi i 2.222 km sono comprensivi anche dei 173 km di piste forestali attualmente stimate: questo è un dato specifico relativo alle piste che hanno questa caratteristica. La rimanenza dovrebbe attribuirsi a strade private, vicinali, di competenza di altri enti.
Si precisa inoltre che i chilometri di strade interpoderali gestite direttamente dai consorzi potranno subire una variazione in più, in quanto quell'indagine che richiamavo prima è ancora in corso, in relazione alla risoluzione di quei tratti di strade sterrate non ancora definite nelle competenze, quindi c'è ancora una parte di strade che sono oggetto di valutazione per le competenze. Non ultimo, è da ricordare che un po' tutti i Comuni sono ancora in fase di elaborazione del piano regolatore comunale e spesso c'è una trattativa fra i consorzi e i Comuni per definire le competenze esatte di strade che hanno una multifunzionalità, cioè sono strade magari realizzate come piste interpoderali o forestali, ma poi raggiungono dei nuclei abitati dove è prevalente la presenza di strutture abitative, che non hanno più i requisiti di ruralità soltanto, ma sono defunzionalizzate all'uso agricolo. Molto spesso c'è la necessità di riconoscerle come strade comunali, in quanto - quando si realizzano interventi edilizi -giustamente i proprietari, pagando gli oneri di urbanizzazione, chiedono di avere dei servizi che sono migliori rispetto alle necessità di una strada interpoderale, quindi sollecitano il Comune di riferimento ad adottare un'acquisizione di queste strade. Comunque questo è in fase di definizione. La lunghezza delle piste forestali ammonta - ripeto - a circa 173 km.
Venendo al punto 2: "se si ritiene l'estensione attuale sufficiente, in particolar modo per quanto riguarda le piste forestali e strade interpoderali", si può affermare che allo stato attuale il numero e le caratteristiche tecniche e di sicurezza delle strade interpoderali siano quasi sufficienti alle moderne esigenze delle aziende zootecniche, legate all'allevamento in particolare delle lattifere per quel che riguarda la monticazione. La maggior parte delle richieste di contributo pervenute all'ufficio miglioramenti fondiari infatti ha come oggetto il riattamento o la sistemazione della viabilità esistente. Tuttavia è importante ricordare che alcuni consorzi aventi sede soprattutto nella Bassa Valle, dove sappiamo che la conformazione del territorio negli anni ha creato più problemi nel momento in cui si doveva andare a realizzare della viabilità, hanno inoltrato richieste di costruzione ex novo e di opere viarie, segno evidente che alcune zone della nostra regione ne sono ancora sprovviste. È importante ricordare che le proposte sono oggetto di esame da parte degli uffici competenti dell'Assessorato con attenta verifica, caso per caso, con priorità da riconoscersi nei casi di accesso a mayen e alpeggi che prevedono la monticazione di bestiame produttivo, quindi lattifere, ed è sicuramente comprensibile il perché di questo tipo di priorità.
Le piste forestali invece, insieme con quelle private e con le strade poderali che attraversano zone boscate, consentono un sufficiente accesso alla maggior parte dei comprensori forestali della regione. Tuttavia si ritiene che la viabilità forestale non sia sufficiente, in quanto vi sono comprensori che non risultano essere serviti oppure vi sono situazioni in cui la viabilità esistente necessita di miglioramenti per consentire un migliore accesso e l'esbosco di assortimenti legnosi di maggiore valore. Non ultimo, la cura del bosco, in quanto nella nostra regione è risaputo che la maggior parte dei comprensori boscati riguardano foreste di protezione piuttosto che di produzione. Però alla luce di fenomeni che si verificano di difficoltà legate a conseguenze di eccessi di precipitazioni o quant'altro, danno importanza anche ai boschi di protezione che vanno anch'essi mantenuti in efficienza.
Sarebbe inoltre necessario incrementare anche la viabilità secondaria, vale a dire le piste trattorabili.
Si dà atto che dalle ore 9,40 assume la presidenza il Vicepresidente André Lanièce.
Presidente - La parola al Consigliere Bertin.
Bertin (VdAV-R) - Grazie, Presidente.
L'obiettivo di questa interpellanza è quello di avere il quadro aggiornato dei chilometraggi della rete stradale valdostana. In particolar modo mi aveva impressionato il dato relativo alle strade interpoderali, 2.222 km, quattro anni fa. Un dato che lascia piuttosto impressionati: con 2.200 km se si va ad ovest si arriva fino a Lisbona, se si va ad est a Kiev, se si va a nord fino ad Oslo, se si va a sud non basta neanche la Sicilia. A mio avviso questo chilometraggio potrebbe rappresentare un dato sufficiente, se non altro per chiudere una fase nella quale l'intervento più semplice era realizzare una strada.
Oggi quasi tutti gli alpeggi e le località hanno una strada e sono raggiunti da strade, pertanto la ricchezza di queste località è, in prospettiva, proprio quella di non avere una strada. Pertanto, negli anni a venire, a mio avviso bisogna avere il coraggio di trovare soluzioni alternative e usare la strada proprio come ultima soluzione, quando le altre non sono possibili. In questo senso immagino il caso di Comboé o di San Grato, dove le ipotesi alternative soprattutto per Comboé erano state prospettate, e più che un ricorso contro la sentenza del TAR, sarebbe necessario approfondire un'eventuale ipotesi alternativa. Continuare così è certamente più facile, ma a lungo andare rischia di essere il modo più dannoso per la Valle d'Aosta.
