Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 795 del 21 ottobre 2009 - Resoconto

OGGETTO N. 795/XIII - Interrogazione: "Programma operativo per l'attuazione del trasferimento delle funzioni in materia di sanità penitenziaria alla Regione".

Interrogazione

Ricordato che il D.P.C.M del 1 aprile 2008 ha disciplinato "le modalità, i criteri e le procedure per il trasferimento al Servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, delle risorse finanziarie, dei rapporti di lavoro, delle attrezzature, arredi e beni strumentali relativi alla sanità penitenziaria";

Ricordato inoltre che il decreto ha trasferito anche "alle regioni a statuto speciale le funzioni ed i compiti, le risorse umane, finanziarie e organizzative trasferiti dal decreto alle regioni a statuto ordinario";

Ricordato infine che il decreto è entrato in vigore il 1 ottobre 2008;

Evidenziato che la tutela della salute dei detenuti della Casa Circondariale di Brissogne è competenza della Azienda USL della Valle d'Aosta;

Preso atto che la Giunta regionale con la deliberazione n. 3856 del 30 dicembre 2008, ha istituito una commissione paritetica per l'esame delle problematiche relative alla medicina penitenziaria e per il coordinamento degli interventi di assistenza sanitaria, socio-riabilitativa e di educazione presso la Casa Circondariale;

Sottolineato che il trasferimento disciplinato dal decreto è una transizione complessa che si va ad innestare su un quadro altrettanto complicato e per certi aspetti drammatico;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore competente per conoscere:

1) il programma operativo relativo al trasferimento delle funzioni in materia sanitaria alla Regione;

2) le criticità delle problematiche sanitarie attuali;

3) le risorse finanziarie trasferite dallo Stato alla Regione.

F.to: Rigo - Donzel

Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Albert Lanièce.

Lanièce A. - Grazie, Presidente.

Per quanto riguarda il trasferimento delle funzioni in materia sanitaria alla nostra Regione, si evidenzia innanzitutto che il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1° aprile 2008, concernente la determinazione delle modalità e dei criteri per il trasferimento al servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie, delle attrezzature e dei beni strumentali in materia di sanità penitenziaria, ribadisce che per quanto riguarda il trasferimento delle funzioni sanitarie svolte dall'amministrazione penitenziaria presenta un regime differenziato fra Regioni a statuto ordinario e quelle a statuto speciale. Alle prime è stato assicurato un trasferimento automatico a partire dal 14 giugno 2008, mentre per le seconde - quindi anche per la nostra Regione - è stato stabilito che il trasferimento delle funzioni avvenga con norme di attuazione ai sensi dei rispettivi statuti. Inoltre l'articolo 8, comma 2, del medesimo decreto stabilisce che, nelle more dell'adozione delle norme di attuazione per il trasferimento delle funzioni della sanità penitenziaria al sistema sanitario, le risorse umane, finanziarie e strumentali restino temporaneamente acquisite al bilancio del Ministero di grazia e giustizia.

Si informa infine che è stata approntata la bozza di proposta delle norme di attuazione ed è stato avviato l'iter procedurale per la trasmissione alla Commissione paritetica di cui all'articolo 48 bis dello Statuto speciale. Quindi abbiamo chiesto che proprio nella prima riunione della commissione venga discusso questo importante punto. Come è già stato ricordato, è da un anno e mezzo che la commissione non si riunisce, quindi dobbiamo aspettare questo passaggio per poter procedere alla riorganizzazione.

Per quanto riguarda il programma operativo, è stato predisposto dai competenti uffici dell'Assessorato, in collaborazione con l'Azienda USL, un documento che per il momento è considerato un documento interno, che sarà portato in discussione nell'ambito della Commissione paritetica per il coordinamento degli interventi (è chiamata paritetica, ma è quella prevista dal protocollo) presso la Casa circondariale, condiviso con il direttore della Casa circondariale di Brissogne e il medico incaricato della Casa circondariale e i dirigenti degli uffici dei detenuti del Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria Piemonte -Valle d'Aosta.

Per quanto riguarda le criticità delle problematiche sanitarie attuali, nell'ambito della Commissione paritetica in materia sociosanitaria, sono stati individuati gli argomenti che necessariamente dovranno avere la precedenza nel confronto all'interno del gruppo per l'elaborazione delle linee di indirizzo e sono: l'individuazione di modelli organizzativi per il trasferimento delle funzioni in materia sanitaria, la presa in carico della strumentazione dei locali adibiti e da adibire al presidio sanitario, il trasferimento dei rapporti di lavoro delle figure sanitarie, la definizione chiara delle priorità di intervento sanitario nella comunità carceraria.

In merito alle priorità di intervento sanitario sono state evidenziate le seguenti aree di intervento: riorganizzazione del servizio per la tutela della salute mentale in carcere, incremento dell'assistenza infermieristica, incremento ed adeguamento dell'assistenza sanitaria in materia di cure odontoiatriche, potenziamento e integrazione del servizio di medicina di base e della continuità assistenziale H24, miglioramento all'accesso delle prestazioni specialistiche, assistenza cardiologica, monitoraggio infettivologico e assistenza radiologica.

Ulteriori criticità sono legate al rapporto medico-paziente, che è diverso da quello che si realizza nel mondo esterno, la struttura carceraria e le procedure di sicurezza, che impongono il rispetto di rigidi protocolli di sicurezza. Altre criticità, seppure presenti, possono essere risolte o quanto meno ridotte con alcuni interventi correttivi; ci si riferisce a criticità strutturali quali condizioni igieniche carenti, spazi destinati all'attività sanitaria anche di tipo riabilitativo, che sono insufficienti, e microclima inadeguato. Da questo punto di vista, ricordo che ho già fatto un sopralluogo operativo quest'estate con i dirigenti dell'USL e con il direttore del carcere, proprio perché il Ministero di grazia e giustizia ha sollecitato il fatto di rendersi conto di quali siano i lavori da effettuarsi per migliorare l'assistenza sociosanitaria. Questi lavori saranno finanziati dal Ministero stesso. Durante il sopralluogo abbiamo già individuato dei locali diversi da quelli attuali in quanto non adeguati per tutta una serie di motivi igienici.

Infine occorrerà tener conto nella programmazione dell'attività sanitaria all'interno della Casa circondariale di tre aspetti:

1) la prestazione medico-legale in favore del personale di polizia penitenziaria;

2) l'utilizzo da parte dell'Azienda USL di locali adibiti all'esercizio delle funzioni sanitarie;

3) il trasferimento dei rapporti di lavoro nel sistema sanitario del personale sanitario operante in materia di sanità penitenziaria.

Attualmente, le risorse trasferite dallo Stato ammontano ad Euro 44.000 ed Euro 37.960, rispettivamente sull'esercizio finanziario 2007-2008 per l'assistenza sanitaria ai detenuti tossicodipendenti che sono stati dislocati dall'Azienda e che tramite il SERT provvede all'assistenza dei detenuti tossicodipendenti. I farmaci sono stati sempre erogati dall'Azienda sanitaria anche in questi anni.

Per quanto riguarda invece il trasferimento di somme dedicate alla sanità penitenziaria, le stesse saranno oggetto di successive contrattazioni secondo i dettami dell'articolo 8, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio il quale stabilisce che, nelle more dell'adozione delle norme di attuazione per il trasferimento delle funzioni di sanità penitenziaria al sistema sanitario e delle risorse umane, finanziarie e strumentali, restano temporaneamente acquisite al bilancio del Ministero di grazia e giustizia.

Président - La parole au Conseiller Rigo.

Rigo (PD) - Grazie, Presidente. Grazie, Assessore.

Abbiamo già ricordato che ad un anno dall'entrata in vigore della riforma, che avrebbe dovuto attuare il riordino del decreto legislativo n. 230/1999, la sanità penitenziaria naviga a vista. Una riforma comunque importante, bisogna riconoscerlo, una delle poche negli ultimi anni in materia penitenziaria. Una riforma che riguarda la salute della popolazione detenuta, ma che riguarda anche la salute della collettività. Senza cure efficaci, le migliaia e migliaia di malati di epatite B e C e quelli sieropositivi e la recrudescenza della tubercolosi sono un pericolo, certo, per i detenuti, ma anche per tutta la popolazione. Circostanza, questa, che riguarda anche noi, la Valle d'Aosta, la Casa circondariale di Brissogne, stritolata dall'emergenza sovraffollamento e il compito ingrato di curare persone che entrano ed escono dal carcere, spesso straniere e spesso con problemi di droga. La fase di transizione si sta rivelando troppo lunga anche in Valle d'Aosta.

Con questa iniziativa volevamo dare una piccola spinta per fare in modo che la riforma della sanità penitenziaria diventi finalmente una realtà concreta. Abbiamo ascoltato la relazione sullo stato dell'arte, ne prendiamo atto. Non possiamo però non rimarcare il nostro disappunto per i ritardi nell'adozione delle norme di attuazione e quindi invitiamo l'Assessore e il Governo regionale a sollecitare questo intervento. Dalle parole dell'Assessore, mi sembra ci sia da parte della Regione la volontà di attuare nella nostra regione una vera riforma. Una sfida quindi da non perdere e non sarà facile in una situazione difficile e complessa, che i consiglieri conoscono, avendo da poco effettuato un sopralluogo a Brissogne.

Non credo che in questi anni si sia mai fatta prevenzione in carcere, né ad Aosta, né altrove, né sugli ambienti di vita, né sulle malattie. Ci si limita alla medicina di attesa, al medico che visita il detenuto solo se chiamato. Oggi spero che le ambizioni dell'Azienda USL e quelle della Regione, attenta alla salute e al benessere di tutte le persone, siano quelle di una sanità penitenziaria della cura e della riabilitazione, di un sistema che entra in carcere per fare indagini e raccogliere informazioni per prevenire le malattie. Insomma la sanità delle buone pratiche che devono diffondersi anche nella Casa circondariale.

Mi sembra che la positiva risposta all'interrogazione, le linee di indirizzo e anche i modelli organizzativi indicati e da attuare per il trasferimento delle funzioni in materia sanitaria, indichino una strada attenta ad un'effettiva riorganizzazione del servizio, in linea anche con la promozione della salute che è in atto in questa regione. Grazie.