Oggetto del Consiglio n. 622 del 21 dicembre 1979 - Verbale
OGGETTO N. 622/79 - Inizio esame disegno di legge n. 143 concernente: "Bilancio di previsione della Regione Autonoma della Valle d'Aosta per il triennio 1980/1982 e per l'anno finanziario 1980".
Disegno di legge regionale n. 143
REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA
LEGGE REGIONALE___________________________________________________
BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA PER IL TRIENNIO 1980-1982 E PER L'ANNO FINANZIARIO 1980.
IL CONSIGLIO REGIONALE
ha approvato
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
promulga
la seguente legge:
Articolo 1
(Bilancio pluriennale)
È adottato e approvato il bilancio pluriennale per il triennio 1980-1982 annesso alla presente legge (Allegato A).
Articolo 2
(Stato di previsione dell'Entrata)
È approvato lo stato di previsione dell'Entrata della Regione per l'anno finanziario 1980, annesso alla presente legge, in lire 187.871.000.000= (Allegato B1).
Sono autorizzate, secondo le leggi in vigore, l'accertamento, la riscossione ed il versamento nella Cassa della Regione delle entrate derivanti da tributi propri della Regione, dal gettito di tributi erariali devoluti alla Regione, dei contributi e assegnazioni dello Stato ed ogni altra entrata spettante nell'anno finanziario 1980.
Articolo 3
(Stato di previsione della Spesa)
È approvato lo stato di previsione della Spesa della Regione per l'anno finanziario 1980, annesso alla presente legge, in lire 187.871.000.000 (Allegato B2).
È autorizzata l'assunzione di impegni di spesa entro i limiti degli stanziamenti di competenza dello stato di previsione della spesa di cui al comma precedente.
Articolo 4
(Allegati al bilancio annuale)
Sono approvati i seguenti allegati al bilancio per l'anno finanziario 1980:
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Allegato 1 |
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quadro di classificazione della Spesa regionale; |
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Allegato 2 |
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quadro generale riassuntivo delle entrate e delle spese; |
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Allegato 3.a. |
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prospetto delle entrate derivanti da assegnazioni dello Stato con specifico vincolo di destinazione in base all'art. 9 della legge 16 maggio 1970, n. 221 e da assegnazioni in corrispondenza di delega di funzioni amministrative a norma dell'art. 4, 2° comma della legge costituzionale 26.2.1948, n. 4. |
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b. |
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le spese, distinte per capitoli, aventi le destinazioni di cui alle assegnazioni predette; |
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Allegato 4 |
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prospetto delle spese per l'adempimento delle funzioni normali delle spese per ulteriori programmi di sviluppo; |
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Allegato 5 |
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prospetto delle spese classificate in settori e categorie; |
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Allegato 6 |
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elenco delle spese obbligatorie; |
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Allegato 7 |
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elenco dei provvedimenti in corso iscritti sui fondi globali; |
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Allegato 8 |
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elenco delle garanzie fideiussorie principali e sussidiarie prestate dalla Regione; |
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Allegato 9 |
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dimostrazione della formazione del saldo finanziario presunto dell'esercizio 1979. |
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Articolo 5
(Erogazioni al Consiglio regionale)
I fondi iscritti nello stato di previsione della Spesa ai capitoli 20.000 e 20.050 sono messi a disposizione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale mediante mandati di pagamento da commutarsi in quietanza di versamento nel conto aperto presso l'Istituto Bancario gestore del servizio di Cassa del Consiglio stesso.
Articolo 6
(Fondi di riserva per spese obbligatorie)
Sono considerate spese obbligatorie quelle descritte nell'elenco annesso alla presente legge (Allegato n. 6).
La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore alle Finanze, è autorizzata a disporre il prelevamento di somme eventualmente occorrenti dal fondo di riserva iscritto al capitolo 50.750 per la loro iscrizione ai capitoli di bilancio relativi a spese obbligatorie.
Articolo 7
(Fondo di riserva per spese impreviste)
La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore alle Finanze, è autorizzata a disporre il prelevamento di somme dal Fondo di riserva per le spese impreviste, iscritto al capitolo 50.800, per l'iscrizione delle somme stesse a capitoli di spesa non inclusi nell'elenco di cui al precedente art. 6, a fronte di spese che abbiano carattere di assoluta necessità nell'ambito delle funzioni regionali e non impegnino in nessun modo i successivi bilanci.
Le deliberazioni della Giunta regionale devono essere presentate al Consiglio regionale per la convalida con legge regionale.
Articolo 8
(Riassegnazione di residui perenti)
I prelevamenti di somme dal Fondo (Capitolo 50.810) per la riassegnazione dei residui passivi perenti agli effetti amministrativi reclamati dai creditori e la loro reiscrizione in appositi capitoli di spese obbligatorie, sono effettuati con provvedimenti della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore alle Finanze.
Articolo 9
(Spese gestione servizi regionali)
L'approvazione, l'impegno e l'erogazione delle spese non a calcolo e delle spese per la gestione dei servizi regionali saranno deliberati, ai sensi di legge o di regolamento, dalla Giunta regionale, nei limiti complessivi di spesa annua degli appositi stanziamenti del bilancio.
Articolo 10
(Mutui passivi)
È autorizzata la contrazione, con uno o più Istituti di Credito, di un mutuo di lire 6 miliardi per il finanziamento di opere pubbliche ad un tasso massimo del 16% per un periodo d'ammortamento di anni 15.
Qualora il mutuo possa essere finanziato dalla Cassa Depositi e Prestiti, la Giunta regionale è autorizzata a derogare dalle condizioni fissate nel comma precedente. La deliberazione di Giunta dovrà essere presentata al Consiglio regionale per la convalida con legge regionale.
Articolo 11
La presente legge è dichiarata urgente a' sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel bollettino ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Autonoma della Valle d'Aosta.
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Relazione e allegati
(omissis)
Dolchi (P.C.I.) - Il Consiglio è chiamato ad esaminare il disegno di legge n. 143; come previsto ieri, affrontiamo l'articolato. L'articolo 1 riguarda il bilancio pluriennale e dice testualmente: "è adottato e approvato il bilancio pluriennale per il triennio 1980-1982 annesso alla presente legge (Allegato A)". Vi pregherei quindi di prendere con me in esame l'allegato A, che è il libro orizzontale giallo con scritto: "Progetto di bilancio pluriennale 1980-1982", di cui daremo lettura, dando atto che la lettura avviene per pagina e pertanto chiedo ai colleghi Consiglieri di interrompermi se hanno degli interventi da fare.
Dato che la trasformazione del bilancio ha fatto sì che non ci sia più la discussione generale sulle relazioni degli Assessori, ogni qualvolta si affrontava la parte relativa ad ogni singolo Assessore, interventi settoriali...sia per quanto riguarda l'articolo 1 (il bilancio pluriennale), sia per quanto riguarda poi il particolare riferimento al bilancio del 1980, cioè l'articolo 2 per l'allegato B1 e l'articolo 3 per l'allegato B2...possono essere svolti - questa è la proposta della Presidenza - in occasione dell'esame dei riepiloghi delle spese per destinazione. Per essere chiaro, gli anni scorsi facevamo una discussione generale dopo la relazione dell'Assessore: ogni volta che nell'esame degli articoli di bilancio si arrivava ad un singolo Assessorato, l'Assessore alle Finanze faceva la relazione e c'era una specie di discussione generale sulla relazione dell'Assessore, poi si passava all'esame articolo per articolo. Poiché questo non è più possibile dato il tipo di documento presentato, la proposta della Presidenza è che, se sono interventi di carattere generale, essi avvengano in sede di discussione dell'articolo 1 e dell'allegato A, nel momento in cui facciamo il riepilogo generale; dopodiché, dalla pagina 6 in avanti, daremo lettura delle poste di bilancio articolate. È chiaro? Ci sono obiezioni?
La pagina 1 è bianca, la 2 anche, la 3 e la 4 anche, nella 5 c'è il riassunto delle entrate per titoli. In base a quanto ho detto prima, c'è qualche Consigliere che intende prendere la parola, cioè per fare un intervento di carattere generale di settore? Passiamo allora all'esame della pagina 6: riassunto delle spese per destinazione.
La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Ogni tanto qualcuno ci accusa di fare un'opposizione preconcetta, invece, quando c'è qualcosa che giudichiamo di positivo nelle proposte della Giunta, non esitiamo a riconoscerlo. Abbiamo dato atto, come d'altronde hanno fatto tutti i Gruppi, che quest'anno il bilancio si presenta con una veste dignitosa: è suddiviso per settori d'intervento e corredato da uno schema di bilancio triennale, compare perfino l'elenco dei residui attivi e passivi! Si è dato finalmente corso ad una richiesta che noi, assieme ad altri, avevamo tenacemente ribadito per quasi un decennio. Dobbiamo però rilevare, come già è stato osservato da Tonino ieri, che, se si è cambiata la bottiglia, se si è messa una nuova etichetta, il contenuto è ben lontano dall'aspirare alla "denominazione di origine controllata"!
Cominciamo, visto che stiamo discutendo di questo, dallo schema di bilancio pluriennale: a nostro giudizio, il primo elemento negativo è la sua totale inattendibilità. Esaminando le voci dell'entrata, possiamo osservare che, mentre per il 1980 il totale previsto al netto delle contabilità speciali è di 180 miliardi, per il 1981 si prevedono soltanto 145 miliardi e, per il 1982, 150 miliardi. Noi contestiamo le cifre di entrata per il 1981 e per il 1982; togliamo pure dai 180 miliardi del 1980 i 20 miliardi di contributo speciale...e nessuno contesta che sui programmi definiti "progetti" che non rientrino nei normali compiti della Regione si possano richiedere anche negli anni a venire ulteriori finanziamenti in tale senso...togliamo pure i 20 miliardi di avanzo di amministrazione, anche se non crediamo che per gli anni prossimi la massa dei residui perenti e la consistenza dell'avanzo saranno inferiori, togliamo ancora i 9 miliardi previsti tramite accensione di mutui, anche se non comprendiamo perché nel 1982 non si possano prendere in considerazione dei mutui. A questo proposito, voglio sottolineare come fare il confronto tra 10 miliardi oggi e 60 miliardi da restituire in 10 anni sia un'operazione priva di significato. Al tasso del 10%, 10 miliardi oggi e 60 miliardi da restituire in 10 anni, sono praticamente equivalenti; il problema è di valutare oggi se si prevede un'inflazione crescente, o un'inflazione che tenda ad arrestarsi. Togliamo comunque dai 180 miliardi del 1980 questi 50 miliardi, ne restano 130, che possiamo considerare entrate effettive odierne; se noi prevediamo per il 1981-1982 che l'inflazione, vista la crisi sempre più grave a livello internazionale delle monete, vista la situazione di conflitto con i Paesi produttori di materie prime, viaggi intorno al 20%, prevedere per il 1981 meno di 156 miliardi, meno di 130 del 1980, più un 20%...prevedere per il 1982 meno di 188 miliardi significa non voler essere creduti!
Il Presidente ha detto ieri che si sono iscritte al bilancio solo le entrate certe, non è che sempre si sia seguito questo metodo, solo perché l'anno scorso si sono iscritti 20 miliardi, che ancora non sono stati definitivamente approvati dal Parlamento...ma già nella relazione generale si afferma che nel calcolo delle entrate non si è tenuto conto degli effetti della legge n. 196, e non si tratta di pochi soldi! Noi non riteniamo possibile che fonti di entrata da parte dello Stato, per esempio quelle relative all'agricoltura, che andranno ad esaurimento, non siano in futuro seguite da fonti sostitutive, visto che, anche se con una certa difficoltà, comunque il processo di decentramento finanziario e di deleghe verso le Regioni sta andando avanti.
Nell'esaminare alcune cifre, vogliamo mettere l'attenzione in particolare anche sullo sviluppo economico, le cifre assolute che sono destinate a questo fine sono, negli anni, così ripartite: ci sono 26 miliardi spesi nel 1979 per lo sviluppo economico, sono previsti 27 miliardi per il 1980, soltanto 15 miliardi e mezzo per il 1981 e addirittura 14 miliardi per il 1982. Qui non è più soltanto questione di inattendibilità delle cifre, qui è una questione di scelte: le cifre in bilancio dimostrano che alla Giunta regionale non sta poi così profondamente a cuore lo sviluppo economico della Valle d'Aosta. Se non vogliamo parlare di cifre assolute, comunque avrà pure un significato il fatto che soltanto 900 milioni sui 25 miliardi complessivi siano previsti per lo sviluppo economico nei fondi globali. Parliamo di percentuali, anche se non a tutti la cosa può interessare. Noi crediamo che le percentuali in questo campo siano più significative che non le cifre assolute: per lo sviluppo economico si spenderà nel 1980 il 15% delle risorse, nel 1981 il 10,7% e nel 1982 il 9,2%. In tre anni si prevede quindi una caduta di spese per lo sviluppo economico di circa il 6%; con questo ritmo quale sviluppo economico si pensa di riuscire a favorire? Se si continua di questo passo, nel 1987 le spese per lo sviluppo economico avranno raggiunto lo zero!
In questo periodo si prevede invece che le spese per il personale regionale e il personale della scuola passino da 37 miliardi e rotti a 50 miliardi e 115 milioni e queste spese del personale complessivo dal 21% passino ad una percentuale del 33,6%. Ora, io credo che si abbia un bel discutere di Aristotele, di Bacon, dell'Organon e del Novum Organum...la scelta di continuare a pagare come Regione gli insegnanti è una scelta politica! Si è poi tenuto presente il decremento del numero degli insegnanti, che sarà conseguente, soprattutto a livello di scuola elementare, all'evidente diminuzione del tasso demografico.
Noi non crediamo che sia il caso di tirare in ballo il nominalismo, neanche di scomodare la linguistica, noi stiamo discutendo le cifre del bilancio e diamo delle valutazioni politiche sulla credibilità, sulle scelte fatte e sulle scelte che non si vogliono fare. Noi non consigliamo a nessuno di andare a leggere niente e non accettiamo neanche consigli per le nostre letture; riteniamo infatti che, per quanto importante sia il Presidente della Giunta regionale, per quanto il "cesarismo" abbia nella nostra Valle una robusta tradizione, magari da conservare insieme ad altre nobili tradizioni...finora non si sia mai investita tale carica anche di poteri sacerdotali, d'altronde neanche il Pontefice Maximus era titolare dell'infallibilità, caratteristica che è attribuita soltanto al Pontefice della Chiesa cattolica.
Crediamo quindi di poter affermare che lo schema di bilancio pluriennale è inattendibile rispetto alle entrate e penso che l'anno prossimo potremo facilmente verificare che avevamo ragione. Affermiamo che questo schema non rivela alcuna scelta rispetto allo sviluppo economico regionale, limitandosi a ridistribuire per lo sviluppo economico, in modo più o meno burocratico e poco realistico, le somme che restano al di là delle spese fisse previste per il personale, al di là delle spese fisse previste per finanziare leggi preesistenti. Vogliamo fare alcuni esempi: per la costruzione di fabbricati agricoli si prevede, per il 1980, una spesa di 1 miliardo e 100 milioni; nel biennio 1981-1982 si prevedono soltanto 180 milioni per i fabbricati agricoli...in base a quale criterio? I contributi a cooperative agricole regionali: queste cooperative riceveranno, nel 1980, 335 milioni; per l'intero biennio 1981-1982 si prevedono soltanto 70 milioni. Si tratta di cose messe a caso, come io credo, oppure si vuole disincentivare la cooperazione agricola? Lo stesso bilancio di previsione per il 1980 è assai poco credibile per quel che riguarda le spese. Nel 1979, per fare degli esempi, si sono spesi per lo svolgimento di attività correnti al capitolo 21750, cioè per le pulizie, per la posta, per il telefono, per la cancelleria e per la gestione delle attrezzature...ben 1 miliardo e 140 milioni, cioè più di 800 milioni di diminuzione... Noi vorremmo sapere se la Giunta ha trovato qualche metodo per comprimere queste spese, ce lo faccia sapere, avrà la gratitudine di tutte le organizzazioni e di tutte le associazioni che si trovano ad affrontare questo tipo di spese...avrà anche la nostra gratitudine.
Al capitolo 21900 c'è poi quella che ritengo possa essere considerata "una perla": le spese per il riscaldamento e per l'illuminazione, che sono state di 540 milioni nel 1979, scenderanno, secondo le previsioni, nel 1980 a soli 400 milioni. Noi vorremmo sapere se si vogliono lasciare gli impiegati al freddo o al buio, oppure se è stato scoperto un sistema che certamente risulterebbe utile a tutti gli amministratori di condominio. In realtà, come dicevo, qui il contenuto è sempre lo stesso, anche se la veste è cambiata, anche se quell'etichetta è molto più dignitosa, si sono accorpate in settori d'intervento, come d'altronde opportunamente spiega la leggenda del bilancio, le precedenti spese per Assessorato, per gli Assessori sarà comunque facile, proprio perché c'è questa leggenda, andare a cercare il proprio numero di codice e riappropriarsi di quello che è loro stato tolto da questa stesura.
Da questo schema di bilancio pluriennale si sono proiettate, matematicamente suddivise, le spese previste per il 1981 e per il 1982, senza nessuno sforzo politico di previsione e di aumento delle entrate; per esempio, poteva essere presa in considerazione una revisione del riparto fiscale, si sono seguite le tendenze spontanee, l'aumento delle spese correnti, la riduzione delle spese per investimento, senza prevedere ancora modifiche nella struttura organizzativa della macchina regionale. Questo fatto è soprattutto visibile per quanto riguarda il settore economico, in quel settore la tendenza è quella di accettare le spinte del mercato, di subire gli effetti della crisi senza nulla fare e nulla proporre.
Oggi discutiamo del bilancio di previsione, discutiamo un bilancio pluriennale, eppure, visto che il bilancio dovrebbe essere uno strumento per realizzare una politica, per realizzare dei programmi, avremmo preferito discutere prima delle linee di programma di sviluppo. Queste linee, a nostro giudizio, non sono state portate alla discussione perché si temeva che si potesse facilmente verificare la loro debolezza intrinseca.
Noi crediamo di dover fare, visto che se n'è parlato anche ieri, qualche considerazione su queste linee di sviluppo; qual è lo schema seguito nel documento programmatico a cui questo bilancio dovrebbe fare riferimento? In quel documento si parte da un'analisi della situazione e delle tendenze demografiche attuali, si constata una tendenza alla diminuzione delle nascite, si constata una sostanziale parità del saldo immigrati-emigrati dalla Valle. Si constata una maggiore propensione al lavoro...della forza lavoro femminile, si ipotizza che il tasso di disoccupazione resti costante, si somma questa nuova forza lavoro che si è riscoperta...chissà come mai la propensione al lavoro...con la forza lavoro del 1978 e si trova un totale per la forza lavoro prevista nel 1983 date le condizioni demografiche attuali...saltano così fuori 2.500 posti di lavoro in più da creare nel triennio, dove reperirli? Si esaminano le tendenze spontanee dell'agricoltura, dell'industria, del terziario; si ipotizza che i rapporti tra i tre settori restino sostanzialmente quelli attuali e si ripartiscono i 2.500 nuovi posti da creare sempre in base a tendenze spontanee dei sottosettori nelle diverse attività produttive; si aggiungono in quel documento, presentandoli come indicazioni programmatiche, alcuni orientamenti che sono noti: dell'ANAS, della SITAV, dell'ALPILA, delle società per il trasporto a fune, ed ecco pronte le prime indicazioni in merito al Piano regionale di sviluppo. Come diciamo oggi per il bilancio, possiamo dire che anche quel documento è un buon lavoro tecnico, se lo vogliamo dire, possiamo anche affermare che si tratta di un buon lavoro matematico; si è determinato un possibile stato finale di un sistema, una volta date determinate condizioni iniziali e dati determinati vincoli.
Noi mettiamo però in discussione sia le condizioni iniziali, sia la scelta dei vincoli, mettiamo in discussione soprattutto il metodo asettico della proiezione banale della realtà esistente oggi, anche tra soli quattro anni. Le variabili in gioco sono molto più numerose e ce n'è una che deve essere presa in considerazione e che, invece, sia in questi documenti di bilancio, sia in quelle indicazioni per il Piano di sviluppo, è totalmente disattesa: si tratta dell'affermazione della volontà di intervento politico da parte della Regione...noi non possiamo accettare...pare che lo sviluppo economico della Regione sia fondato sulla premessa che le cose andranno così, perché ci sono oggi determinate condizioni, vi sono oggi determinati vincoli.
Una delle ipotesi base del documento è quella secondo cui, per soddisfare le richieste dei posti di lavoro necessari negli anni a venire, dovrebbero essere creati 2.500 nuovi posti di lavoro conservando un equilibrio sostanziale tra attività nell'agricoltura, attività nell'industria e attività nel settore terziario. Ora, per creare 2.500 nuovi posti di lavoro, occorre attivare investimenti per una somma compresa tra i 125 e i 175 miliardi...da dove verranno questi soldi? Nello schema pluriennale di questi investimenti per creare questi posti (2.500 posti di lavoro) non ce n'è assolutamente traccia, né nella parte delle entrate, né in quella delle spese. Gli interventi promozionali per l'industria consistono nei tre anni in 2 miliardi complessivi, quelli per l'artigianato in 2 miliardi e qualcosa, quelli per il commercio in 700 milioni, per il turismo c'è la somma più consistente di 11 miliardi e mezzo. Noi però ci chiediamo con questi investimenti quanti posti di lavoro si possono attivare quando, per creare 50 posti di lavoro nuovi a Cogne, si sono dovuti spendere 2 miliardi. Il problema delle risorse è quindi un problema che rimane nel vago, che non si vuole affrontare, per cui quell'obiettivo dichiarato di 2.500 posti di lavoro in più resta un obiettivo molto problematico...
La questione del mantenimento dell'equilibrio tra i settori produttivi: quello dell'equilibrio è certo un assunto che è lodevole e che noi condividiamo, sennonché da 15 anni in ogni documento della programmazione questo assunto viene ripetuto quasi fosse un atto di fede, quasi fosse un dogma, eppure in questi ultimi 15 anni l'agricoltura ha perso decine di punti in percentuale, lo stesso è successo per l'industria, il terziario ha occupato molto più spazio. Quello quindi dell'equilibrio tra i settori produttivi è un assunto che non può essere ritenuto credibile se non si stanziano nei bilanci, cosa che oggi discutiamo, anche spese per gli investimenti relativi; come si fa a prospettare una soglia minima non superabile del 10% per gli occupati nell'agricoltura quando non si propone una sola idea atta ad invertire una tendenza alla diminuzione costante? Come si può parlare di maggiore imprenditorialità, di maggiore organizzazione, di maggiore produttività nel settore agricolo quando non si danno indicazioni affinché tali positivi elementi comincino ad avere possibilità di esistenza, senza una revisione seria, severa, finalizzata delle leggi e dei contributi esistenti in questo bilancio? Di questa revisione non c'è traccia, la sorte dell'agricoltura rischia di essere segnata!
La Giunta regionale, ci chiediamo, ha la capacità di spostare uno solo dei contributi oggi esistenti per indirizzarlo in una determinata zona per favorire una determinata coltura. Nel documento si parla ancora di cooperazione agricola, però non si parla di questioni relative al territorio; ora, noi pensiamo che in tutte queste cose si possa rilevare quello che abbiamo già sottolineato, cioè una continua discrasia, una divaricazione tra affermazioni enunciate contenute nei documenti e comportamenti reali e scelte conseguenti. Noi riteniamo che questa divaricazione sia pericolosa se, invece di impegnarsi collegialmente in un'azione di rinnovamento e di guida della società valdostana, le forze della maggioranza baderanno soltanto a gestire il proprio piccolo "orticello elettorale", se gli Assessori saranno, come oggi capita, impegnati tutti i giorni - e magari anche i giorni festivi - a ricevere schiere innumerevoli di postulanti. Se mancherà alla Giunta il tempo per lavorare in modo collegiale, per esaminare collegialmente le scelte da fare per approfondire con i tecnici le cose che devono essere decise, noi temiamo che la vantata ritrovata "unità dei movimenti regionali" non produrrà altro che una gestione ordinaria e spicciola dei contributi da assegnare ad Enti, a gruppi, a singoli, senza nessuna capacità di direzione, di autogoverno effettivo per la Comunità valdostana. Viviamo oggi in tempi complessi e difficili, i contraccolpi di decisioni prese a Caracas, a Teheran si riflettono immediatamente sul livello di vita della nostra Regione; quest'inverno ci sono già state difficoltà per il riscaldamento, l'anno prossimo non si presenta certamente più facile.
Noi riteniamo che vada fatto uno sforzo reale per verificare come possa una Regione autonoma programmare il proprio futuro, guidare il proprio sviluppo economico e sociale senza essere costretta a subire i processi e le decisioni prese da grandi gruppi finanziari, da potentati economici. Noi non riteniamo sia valida una concezione interstiziale dell'Autonomia, secondo cui ad una piccola Regione basta soltanto adattarsi alla meno peggio allo svolgersi dei processi nazionali internazionali, senza poter far altro che ricavare qualche concessione in più, magari tramite brillanti intermediari, amici dei potenti.
Noi riteniamo che una Regione a dimensione d'uomo, come pure è la Valle d'Aosta per il numero di abitanti, per il territorio su cui è collocata, possa fare molto di più per intervenire in modo programmato nel proprio futuro; possa potenziare le proprie capacità produttive; possa utilizzare meglio le proprie risorse, senza dover dipendere in modo sempre più rilevante da scelte e decisioni che sono della FINSIDER, della Montedison, della SAGIT, dell'ANAS, della FIAT, della SITAV, e così via. In questo senso nei prossimi mesi noi ci impegneremo in una riflessione, che è già iniziata con un libro di prossima pubblicazione sui Comunisti e l'Autonomia valdostana.
Pensiamo che sia necessario delineare un progetto per la Valle d'Aosta negli anni '80, di questa volontà non riusciamo finora a cogliere alcun elemento visibile nel progetto di bilancio oggi in discussione: ecco perché critichiamo questo bilancio, non sono questioni di schieramento, non sono questioni nominalistiche; noi critichiamo questo bilancio perché vediamo in esso una direzione politica...una mancanza di scelte politiche, una cosa che riteniamo negativa per la difficoltà dei tempi che stiamo vivendo.
Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, siamo sempre a pagina 6. Procediamo nell'esame. Ci sono altri che intendono chiedere la parola? Allora procediamo: pagina 7, 8, 9, 10, 11, 12, riepilogo generale delle entrate, totale delle entrate, non sto neanche a leggere...siamo d'accordo, le diamo per lette. Il Consiglio quindi passa alla parte delle spese: spese di funzionamento istituzionale, pagina 17, 18, diamo per lette le cifre relative al totale spese di funzionamento istituzionale. Spese di intervento a carattere generale, pagina 23, il totale delle spese a carattere generale lo diamo per letto. Il Consiglio è d'accordo. Interventi di programma: pagina 26, assetto del territorio e tutela dell'ambiente.
La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Vorrei fare due considerazioni sui risultati che il bilancio dà riguardo all'intervento per l'assetto del territorio e per la tutela dell'ambiente. Le spese per questo settore riguardano, rappresentano il 12,2% rispetto alla spesa complessiva e il 14,6% se consideriamo la spesa...soltanto le spese di intervento, escludendo cioè le spese di funzionamento di carattere generale e le contabilità speciali. Queste percentuali, se poi le rifacciamo, includendo i 12 miliardi straordinari dell'articolo 12 che riguardano interventi per la difesa del suolo, salgono rispettivamente al 19% e al 22,3% della spesa complessiva. Si tratta perciò di una spesa che non è indifferente, rispetto alla quale crediamo che un piano di intervento complessivo sia più che mai urgente, sia più che mai necessario. In sostanza, noi dovremmo spendere nel 1980 ben 23 miliardi previsti nella competenza, ai quali dobbiamo aggiungere i 12 miliardi che ci arriveranno in virtù dell'articolo 12; si tratta perciò di un programma di investimenti per ben 35 miliardi in un anno. È una spesa considerevole, fatto che ha risvolti immediati sul territorio, e che facciamo ancora una volta senza delle idee chiare, almeno per quanto ci risulta, sugli effetti che avrà sul territorio.
Le relazioni che accompagnano il bilancio - e questa è una dimostrazione di tesi che abbiamo sostenuto durante questo dibattito - non si fermano sui singoli settori di intervento con un'analisi, con una riflessione; è, ancora una volta, dimostrato che si tratta di una semplice sommatoria degli interventi fatti dai singoli Assessorati e non già di una visione di intervento globale nei singoli settori, e qui non parlo tanto del bilancio pluriennale, perché questo bilancio, come abbiamo già affermato, è abbastanza insignificante. In questo caso, se guardiamo le cifre e se togliamo per il 1980 quelle due grosse somme, che sono da una parte l'intervento di 3 miliardi per l'ANAS, per la viabilità e i 2 miliardi che si stanziano nel settore dell'abitazione, rimpolpando il fondo di rotazione...per il resto abbiamo un andamento che è ripetitivo, che si riduce progressivamente, senza alcune indicazioni.
Una domanda che va fatta è: come mai per il 1981, per il 1982 non sono indicati, né previsti nuovi provvedimenti legislativi in questi settori? Si dirà: "ma il problema è delle risorse" - ed è un discorso che abbiamo affrontato, e non ripeto le osservazioni che ha fatto proprio prima di me il compagno Mafrica sulla necessità di guardare alle esigenze e poi di far fronte a queste esigenze anche con un'analisi, una ricerca sulle risorse, che oggi non è stata fatta - e si dirà anche: "ma come potevamo - ed è stato detto - fare questa riflessione sul settore della scelta del territorio...senza il piano, senza la programmazione che è partita?". Ecco, io credo che, partendo proprio da questo settore, si possa abbastanza esemplificare qual è la concezione che abbiamo noi della programmazione come metodo per la nostra Regione. Sono indubbiamente necessarie delle linee di intervento di carattere generale, la grossa strategia della Regione deve essere scelta, su essa ci devono essere delle discussioni approfondite. Credo che proprio l'intervento di Mafrica prima abbia dato già un contributo ed illustrato come sarebbe stato indispensabile discutere prima del Piano di sviluppo...che nel bilancio, dicevo, ci debbono essere perciò le grosse scelte, le grosse strategie, gli obiettivi di carattere generale.
Già oggi, però, guardando a questi singoli settori che cosa si può fare? Prendiamo questo settore dell'assetto del territorio: se noi partiamo con un'analisi su come si è speso nel 1979 e su come si intende spendere nel 1980, e questa è un'analisi che può essere fatta guardando a quello che si è fatto, ai risultati ottenuti, ad esempio nel settore dell'edilizia abitativa, facendo un confronto sugli effetti che ha avuto la nostra legge regionale per l'edilizia popolare con il nuovo flusso di finanziamenti che arriva dallo Stato...in virtù del Piano decennale, su come si concilino questi due interventi...deve essere fatta una riflessione e, conseguentemente, delle scelte. Nel caso della difesa del suolo e della forestazione è lo stesso, abbiamo fatto degli interventi, non conosciamo i risultati ottenuti, può darsi che siano buoni, può darsi che siano insufficienti...che lì vada ricercato uno sforzo e come si fa a dire: "noi, in questo Consiglio, di queste riflessioni non ne abbiamo mai fatte"!
Nel settore delle opere pubbliche si continua a parlare della possibilità di realizzare delle economie anche nella spesa del nostro bilancio, cercando altre fonti di finanziamento per i Comuni, invogliando i Comuni nella ricerca del credito agevolato, al quale hanno facile accesso. Queste riflessioni sono cose che si possono fare oggi, sono analisi che la Giunta può e deve fare con i tecnici, con gli esperti che ci sono nell'apparato regionale e, dicevo, da questa analisi possono già scaturire delle scelte di diverso peso dei singoli programmi previsti all'interno dei settori, sarebbe questo un contributo concreto alla programmazione proprio come metodo di lavoro. Ora, non so se per "programmazione" questa Giunta intende qualcosa d'altro, può darsi, se è così, è bene che ce lo dica! Anche se - e lo preciso adesso - noi crediamo che, al di là di questa analisi sui singoli settori, il problema grosso sia anche quello di cercare di spostare delle risorse da alcuni settori, soprattutto di funzionamento istituzionale, che stanno crescendo in modo pauroso, attraverso una profonda riorganizzazione del metodo di intervento della Regione; ecco, dicevo, noi dobbiamo prendere anche risorse da quei settori e convogliarle nei settori di intervento che sono evidentemente i settori più importanti. Da una riflessione di questo tipo già possono nascere alcune opzioni e, di conseguenza, alcune scelte che possono essere - queste scelte e queste opzioni - verificate anche sull'intervento nel territorio.
Questi interventi previsti in questo settore hanno un risvolto sul territorio che è evidente a tutti, anche in questo senso è impensabile che si possa continuare ad andare avanti spendendo queste cifre così rilevanti senza avere un'analisi di quali risvolti ci sono stati sul territorio: penso, ad esempio, al problema dell'edilizia abitativa, come si risolve il fabbisogno di case, come è pensabile che ancora ingenti flussi di finanziamenti siano destinati in questo modo; così come è impensabile - lo dicevo prima - pensare che si debba ancora intervenire nel settore della difesa del suolo, della difesa idrogeologica senza fare prima scelte che privilegino aree particolarmente bisognose di un intervento di questo tipo.
Noi crediamo che questi siano alcuni esempi di un metodo di lavoro sui singoli settori che per noi è importante. Per fare questo discorso, per realizzare meglio questa funzione della nostra Regione, noi crediamo che il metodo sia - e lo ripetiamo - quello di togliere da questi settori interventi piccoli, ripetitivi, che invischiano l'apparato burocratico della Regione, togliendo la possibilità di svolgere invece meglio la funzione di indirizzo, di programmazione e di legislazione. Per questo - e lo discuteremo con l'altro allegato - in tale settore noi prevediamo, pur mantenendo l'intervento nei singoli settori...prima di fare un'analisi seria, prevediamo che alcune di queste funzioni siano svolte dagli Enti locali, dai Comuni e dalle Comunità Montane in modo che la Regione svolga meglio la sua funzione che - ripeto - è quella di indirizzo.
Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, altri che prendono la parola? Siamo a pagina 26: assetto del territorio e tutela dell'ambiente. Nessun altro prende la parola. Passiamo quindi a pagina 27: sviluppo economico. La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Nella colonna B) di pagina 27 sono indicate le spese che poi sono relative ai fondi globali. Alcune di queste spese sono chiare, per esempio, i 100 milioni previsti per interventi promozionali per l'industria, i 100 milioni per interventi promozionali per l'artigianato, i 100 milioni per interventi promozionali per il commercio e i 100 milioni per interventi promozionali per le infrastrutture alberghiere...che credo siano quelle relative ai fidi...vorrei sapere dall'Assessore Marcoz, invece, in che cosa consistono i 400 milioni per le strutture agricole e i 100 milioni per le infrastrutture nell'agricoltura.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola? Io penso che sia opportuno dare qualche risposta strada facendo perché così...
Ramera (D.C.) - Darò qualche risposta così...sulla base degli appunti che ho preso sugli interventi di Mafrica e Tonino. Mi dispiace di non essermi aggiornato, perché non ho avuto tempo, perché due anni fa, in una stessa discussione di bilancio, dove si fa normalmente il gioco delle parti, avevo portato la documentazione della discussione fatta in aula presso le Regioni Emilia e Toscana e avevo dimostrato che lo stesso linguaggio, gli stessi discorsi fatti dal Gruppo Comunista in quelle Regioni venivano fatti dai Gruppi della Democrazia Cristiana, dimostrando in questo che si faceva esattamente il gioco delle parti, di chi sta in maggioranza o in minoranza.
Naturalmente non ho avuto questa fortuna, perché, essendo stato nominato Assessore da 48 ore, non ho potuto documentarmi nuovamente sulle discussioni avvenute...però qui si vede che abbiamo parlato a vuoto su certe cose, quando il Consigliere Mafrica continua a dire che questo bilancio pluriennale è insignificante, o avrebbe potuto essere meglio e fare riferimento, per esempio, al finanziamento previsto dalla legge n. 196 con le funzioni delegate attraverso l'articolo 49...io ho già avuto modo di dire che queste entrate non sono state quantificate fino ad oggi, tant'è vero che noi, nella proposta di revisione dell'Ordinamento finanziario dello Stato, abbiamo chiesto al Ministero delle Finanze la quantificazione precisa per la Valle d'Aosta, con nuovi parametri e che questo articolo per noi può essere abolito e la cifra venire iscritta nel nuovo Ordinamento finanziario. Il ripetere nuovamente che i 20 miliardi iscritti l'anno scorso erano fasulli...non è affatto vero, erano fasulli, ma erano finalizzati, non facevano parte del contesto del bilancio...
(voce fuori microfono) - ...finanziamento del Beauregard...
Ramera (D.C.) - ...ti spiego allora anche questo, perché sembra quasi che noi siamo qui a divertirci... Il finanziamento - la finalizzazione dei 20 miliardi - era così diviso: 6 miliardi per la difesa del suolo, 10 miliardi per il Beauregard, 4 miliardi per i Beni culturali. In sede di discussione ministeriale è stato dimostrato che i 10 miliardi del Beauregard non potevano essere inclusi come articolo 12, in quanto esistono delle apposite leggi che regolano la materia ospedaliera...per cui Mafrica o Tonino diranno: "la compiacente o il compiacente intervento di determinati amici"...di questo non me ne importa niente, perché l'interessante è quello che arriva a casa! Abbiamo modificato velocemente interpellando gli Assessorati competenti in modo da raddoppiare la cifra per la difesa del suolo, portandola da 6 a 12 e quella dei Beni culturali portandola da 4 a 8, e la cifra è rimasta identica e uguale e, con questa cifra e con questa documentazione, il Parlamento nazionale ha votato in Senato. Anche nel bilancio 1979 quindi facevano parte di una specie di settore a sé stante o di compartimento stagno: 20 miliardi in entrata e 20 miliardi in uscita, non mescolando queste cifre in altri capitoli.
Se avessimo dovuto tener conto di quanto dice Mafrica, che può anche essere giusto, non lo voglio nemmeno contestare polemicamente...sullo sviluppo economico se avessimo dovuto seguire quella scala in aumento, senza avere delle entrate certe, non saremmo riusciti neanche più a pagare il personale insegnante! Mi scusi, Consigliere Mafrica, noi siamo abituati a fare - almeno credo che lo siamo, anche nelle nostre famiglie - dei programmi in base a determinate scelte!
Io non posso andare a pensare che la svalutazione fra cinque anni mi porterà una tale diversità di stipendio per cui vado ad indebitarmi oggi pensando a queste cose; io vorrei, se non altro, che si fermasse ad un certo momento, naturalmente ci sono anche i furbi che fanno questo, che pensano alla svalutazione galoppante, quindi vanno ad indebitarsi. Anche politicamente, soprattutto, noi abbiamo ritenuto che il bilancio pluriennale messo in questo modo ci consentisse di polemizzare con lo Stato per il nuovo Ordinamento finanziario, dimostrando che i compiti che ci sono derivati dallo Stato attraverso lo Statuto speciale...se lo Stato non fa fronte ai suoi doveri, noi lo dimostriamo con le cifre, quindi sarà una carta in più da giocare nella discussione per il riparto finanziario, perché troppo spesso accade di notare - e l'ho detto ieri - certe Regioni che, per pareggiare i loro bilanci, ricorrono ai mutui e cose di questo genere, ben sapendo che non riusciranno a pagarli se non con interventi straordinari dello Stato, noi questo non lo vogliamo fare, noi siamo una Regione a Statuto speciale, lo Stato ha nei nostri confronti dei doveri e quindi questi doveri noi vogliamo che siano rispettati.
L'aggiornamento costante poi è previsto dalla legge di contabilità, quindi, non appena avremo discusso, visto e approvato il nuovo riparto fiscale, è chiaro che faremo gli aggiornamenti previsti che ci vengono anche suggeriti, ma anche qui ci possono essere idee diverse, perché potrebbe essere giusto dire che bisognava presentare un Piano di sviluppo, ma anche qui può darsi che non abbiamo le stesse idee, ad esempio, perché mentre io il Piano di sviluppo lo vedo...e quello attuale deve essere finalizzato, l'ho detto ieri, aperto al contributo di tutte le forze politiche esistenti in quest'aula.
Io ritengo che, fatto il riparto fiscale, gran parte del Piano di sviluppo che andremo insieme a formulare...io - almeno io, qui parlo a titolo personale - desidero che venga finanziato proprio attraverso ancora l'articolo 12; perché dobbiamo andare a fare un Ordinamento finanziario? Presentandogli il Piano di sviluppo, che avrà un ammontare di "x" miliardi, ed essere accontentati nel riparto fiscale e non avere più la possibilità, dopo, di accedere all'articolo 12, quando invece questo è previsto...tant'è vero che questa voce è scomparsa, quella dell'articolo 12, proprio nel programma previsto per la discussione con i Ministeri finanziari.
Tonino quando dice che bisogna far sì che i Comuni possano accedere al credito agevolato...ma noi abbiamo già fatto questo proprio invitando tutti i Comuni ad approfittare della Cassa Depositi e Prestiti! A questo scopo è già stata prevista l'apertura di un apposito ufficio, in quanto i Comuni non sono certo in grado di poter svolgere tutte quelle pratiche, quella parte burocratica che è necessaria, per cui la Regione, anziché mettere il Piano lavori pubblici, tutta quella serie di elenchi che normalmente dà luogo a tante discussioni, ha invitato i Comuni che per le parti...per le quali possono accedere al credito agevolato della Cassa Depositi e Prestiti...che la facciano direttamente, e la Regione interverrà non solo per fare disporre tutta la parte burocratica, ma anche per finanziare i contributi sui tassi che dovranno pagare alla Cassa Depositi e Prestiti. Credo che questo sia agire nell'interesse generale, se poi naturalmente la vediamo - e questo lo ammetto - con diversità di idee, di finalità, questo avremo modo di misurarlo al momento in cui si discuterà il programma di sviluppo, perché quello è il momento. Anticiparlo per me sarebbe stato bene in parte, ma anche sbagliato, proprio perché dovevamo iniziare questa discussione con il Governo centrale...avevano presentato...questi tre anni in una continua diminuzione...ci dà la forza proprio di discutere, anche perché desideriamo che questa discussione con i Ministeri finanziari avvenga in casa e non in trasferta, perché troppo spesso all'esterno della nostra Regione ci si fa un'idea sbagliata della Valle d'Aosta e si crede che la Valle d'Aosta sia tutta Courmayeur, Cervinia, Gressoney, Ayas, e cose del genere!
Noi desideriamo che i due Direttori Generali che sono stati nominati per discutere con la Regione vengano sul posto ad accertare qual è anche la vera identità della Valle d'Aosta e visitino quei Comuni che non hanno la possibilità di altri più fortunati, perché dotati dalla natura...i cui abitanti maggiormente hanno diritto di essere aiutati. Vogliamo fare questo, perché questo è un metodo sbagliato di portare avanti un discorso per aiutare la Comunità valdostana, sebbene allora la nostra polemica...vuol dire che parliamo linguaggi diversi, e certamente non potremo andare d'accordo.
Dolchi (P.C.I.) - L'Assessore all'Agricoltura deve un chiarimento. La parola all'Assessore Marcoz.
Marcoz (U.V.) - Il Consigliere Mafrica mi aveva chiesto un chiarimento sui 100 milioni del secondo punto, dunque sono i 100 milioni che...Mafrica, tu saprai che è ancora in discussione la questione della ristrutturazione della Centrale del Latte. All'articolo 1 del disegno di legge n. 142 erano elencate tutte le leggi dell'agricoltura e quindi ieri le avevamo votate in gruppo; la Giunta ha ritenuto opportuno non inserire già definitivamente la legge sulla Centrale del Latte, in quanto sai benissimo che tutta la ristrutturazione è in atto e cosa verrà fuori dalla Centrale del Latte...ci sarà ancora da discutere, quindi abbiamo messo solamente come "memoria" i 100 milioni della Centrale del Latte, mentre i 400 milioni del primo punto sono i 400 milioni della legge n. 26...i mutui di conduzione e i mutui per acquisto bestiame. Anche qui, visto il successo, visto l'indirizzo che attualmente l'Assessorato sta dando non più a prestiti a fondo perso, a contributi a fondo perso, ma a prestiti, a mutui...io ritengo - cioè l'ufficio ritiene - che i 400 milioni non saranno sufficienti, quindi abbiamo messo la voce sempre in questa parte, in quanto è prevedibile che nel corso dell'anno ci saranno ulteriori finanziamenti per questo capitolo.
Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore Chabod.
Chabod (D.C.) - Volevo chiarire la faccenda dei tre interventi per l'artigianato, il commercio e per l'industria. Artigianato: ci sono le leggi n. 30 e n. 41, le due leggi per i contributi e i mutui; poi c'è la questione della Confidi che aveva detto Mafrica per l'industria, e invece per i commercianti c'è la legge n. 59.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Due osservazioni sull'intervento di Ramera: la prima, noi non conosciamo cosa dice la D.C. nelle Regioni "rosse", noi non conosciamo cosa dice la Democrazia Cristiana nelle Regioni "rosse" quando discute il bilancio; se ci fai avere questi verbali, ci fai una cortesia, io so...
Ramera (D.C.) - ...una brevissima parentesi. Uno dei collaboratori di questo piano è la stessa persona che veniva ad illustrare al vostro Gruppo negli anni precedenti il bilancio da discutere in quest'aula...la stessa persona! Voi quindi eravate informatissimi su come si discute il bilancio, e in Emilia, e in Toscana!
Tonino (P.C.I.) - Noi abbiamo ripetuto - credo - in quest'aula in questa discussione perlomeno cinque, sei o sette volte che l'impostazione di questo bilancio è buona, è dignitosa, diceva Mafrica prima, la partenza è ottima, stiamo continuando a discutere di contenuti...è questo che non volete capire, o fate finta di non capire! E io prima facevo questo riferimento, perché? Perché io ho qui il Bollettino Ufficiale della Regione Umbria, che è una di queste Regioni "rosse" ed è il bilancio per il 1980 e il bilancio pluriennale 1979/1981, e questo te lo do subito, perché? Perché nella relazione, nei vari settori, nei singoli settori c'è un'esauriente illustrazione di che cosa intende fare nei singoli settori la Regione. C'è un continuo riferimento al Piano di sviluppo, che evidentemente lì esiste. Noi semplicemente chiediamo...non è che chiediamo di continuare a fare degli interventi ripetitivi, è sui contenuti che noi vogliamo discutere e gli interventi che abbiamo fatto testé sono interventi che si riferiscono esclusivamente ai contenuti.
Voglio fare una seconda osservazione, che è una questione anche di metodo. Io ho parlato, quando si tratta di opere pubbliche, di un'esigenza: quella di cercare di ridurre l'intervento della Regione convincendo...cercando gli strumenti affinché i Comuni abbiano accesso al credito agevolato all'interno di questo piano di intervento che viene stabilito dalla Regione. Ora, l'Assessore Ramera viene a dire: "ma noi già lo facciamo, noi ai Comuni pagheremo l'interesse per i mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti, abbiamo istituito un ufficio, abbiamo fatto una circolare"; ora, io voglio chiedere qual è il Consigliere regionale che in quest'aula era onestamente a conoscenza di questo fatto! Io non dico che questo fatto doveva essere introdotto già nel bilancio, che sarebbe stata perlomeno una scelta corretta, in un capitolo ci sarebbe dovuta essere la voce "abbattimento, pagamento degli interessi per i Comuni che fanno accesso al credito". È una questione anche di metodo, discutiamo di queste cose, non possiamo fare su tutte le voci del terrorismo: "voi state facendo una polemica stupida, perché noi queste cose già le facciamo!"...no, Assessore Ramera! Qui discutiamo di queste cose e di contenuti, evidentemente era molto più corretto dire: "noi siamo d'accordo, lo faremo questo tipo di intervento"!
Ramera (D.C.) - ...dopodiché verrà portata una legge apposta, perché è chiaro che non potremo spendere dei quattrini senza che il Consiglio regionale lo approvi.
Dolchi (P.C.I.) - Sempre sulla pagina 27: sviluppo economico. La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - L'Assessore Ramera ha fatto questo ragionamento: il bilancio rivela soltanto, il bilancio pluriennale, le spese certe, perché si vuole utilizzare questo schema ad uso dimostrativo nei confronti del Governo per poi chiedere ulteriori finanziamenti, questa è la sostanza del ragionamento che ha fatto. Questo conferma comunque che lo schema di bilancio è inattendibile in sostanza, perché è fatto ad usum delphini, ha uno scopo dimostrativo, possiamo anche dire che comprendiamo questa cosa che si voglia dimostrare che le entrate sono scarse per ottenere più facilmente...però questa sua affermazione dimostra quello che diciamo noi: che le cifre del bilancio sono nella realtà inattendibili, perché sono finalizzate a questo obiettivo che ci avete detto adesso e non ci avete detto all'inizio.
Ramera (D.C.) - ...sono attendibilissime, perché non potevamo mica inventarci delle entrate che non abbiamo! Anche se c'era qualcuno che aveva suggerito di fare questo: di mettere parte del nuovo Ordinamento finanziario nelle entrate, ma, finché non lo abbiamo discusso e finché non abbiamo i soldi in tasca, non credo che si possano mettere, perché il bilancio ci sarebbe stato biffato sicuramente e io ritengo che normalmente si fa con delle cifre esatte il bilancio...normalmente si usa gonfiare il bilancio.
Dolchi (P.C.I.) - Pagina 28: totale dello sviluppo economico, diamo per lette le cifre. Passiamo alla pagina 29: sicurezza sociale. Ha chiesto la parola il Consigliere Cout.
Cout (P.C.I.) - Un'osservazione: mi risulta che dal totale dello sviluppo economico a pagina 28 vengono iscritti nel bilancio 26.857.174.575. In quello per l'anno 1980 vengono riportati 25.957.174.575, è solo per un chiarimento, ecco.
Dolchi (P.C.I.) - Facendo riferimento, siamo a pagina 29...no, 28...abbiamo chiuso con il totale dello sviluppo economico, abbiamo dato per lette le cifre, siamo passati ad esaminare la pagina 29, sicurezza sociale...sono sei voci. Su che cosa il Consigliere Cout di queste sei...
(interruzione del Consigliere Cout, fuori microfono)
...è già chiarito. Allora c'è qualcuno che prende la parola sulla pagina 29, sicurezza sociale, sulle sei poste che sono scritte? Nessuno chiede la parola? La parola al Consigliere Péaquin.
Péaquin (P.C.I.) - Se del bilancio fino a questo momento è stato detto che le cifre in uscita potevano essere inattendibili, io credo che in questo settore particolare della sanità questa attendibilità sia reale, abbastanza reale, e mi auguro che sia così, altrimenti vorrebbe dire che gli anni a venire andremo incontro a dei momenti molto tristi per la sanità. Infatti un settore che si trova oggi nell'occhio del ciclone...con la riforma sanitaria il Consiglio ha appena finito la settimana passata di discutere tutta quella...la legge sanitaria, l'organizzazione dei servizi in Valle d'Aosta e questa è una materia molto fluida, dove sicuramente anche nel Governo centrale non ci sono ancora le idee ben chiare e le cifre definite fino in fondo. Infatti noi vediamo nel bilancio pluriennale che le cifre per gli anni 1981, 1982 sono inferiori alla cifra dell'anno 1980. Andando a vedere nel bilancio poi per l'anno 1980, ci rendiamo conto come una buona parte delle cifre in entrata, quasi 28 miliardi mi pare, siano destinate poi a quello che è il funzionamento dell'Unità Sanitaria Locale. Qui la riflessione che possiamo fare è quella come dicevo prima...crediamo intanto che la cifra non sia esatta, ma non ne facciamo naturalmente qui una colpa all'Assessore, perché, dicevo prima, tante cifre sono ancora da stabilire a livello centrale.
Ci viene anche la preoccupazione di vedere come sarà possibile poi spendere realmente queste cifre destinate all'Unità Sanitaria Locale. Il discorso potrebbe riallacciarsi alla discussione che noi abbiamo fatto sulla legge sanitaria di coinvolgimento pieno dei Comuni affinché riuscissero ad individuare quelle che sono le loro esigenze in questa materia di interventi sanitari e sociali, per poter poi nel momento decisivo rispecchiare realmente quelle che sono le esigenze della gente ed avere poi la capacità di spesa, la capacità di intervento. Non vorrei che l'anno prossimo ci trovassimo proprio su questo capitolo con dei residui passivi alti, vorrebbe dire appunto che la riforma sanitaria non sarà riuscita a svolgere il ruolo che si è prefissato.
Dicevo, ci auguriamo proprio che queste cifre siano attendibili, di qui...al di là del discorso di parte, di maggioranze, o minoranze, o opposizione, credo che tutti si augurino questo, perché è evidente come gli interventi che si dovranno fare nell'edilizia ospedaliera sul bilancio di previsione del 1980 siano del tutto insignificanti: ecco, credo che poco più di 1 miliardo e 200 milioni siano destinati ad infrastrutture di questo tipo. Sul capitolo 40400: 450 milioni per l'edilizia ospedaliera e 770 milioni per quello che riguarda spese in conto capitale per le strutture a favore delle persone anziane.
Vediamo il capitolo 40200...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...sì, mi riferisco al bilancio del 1980 per fare una discussione unica, perché ho già detto che se il bilancio pluriennale per gli anni a venire...sono in diminuzione, ancora: se su questo bilancio del 1980 non sono già previste, c'è da augurarsi che ci siano dei cambiamenti notevoli, delle entrate alternative a quanto previsto in questo bilancio.
Non c'è niente al capitolo 40200 per le strutture ospedaliere e qui sappiamo quali sono le esigenze della nostra Valle, esigenze che riguardano l'ampliamento dell'Ospedale Mauriziano; come pure al capitolo 40450 non ci sono delle cifre in bilancio per l'ultimazione del Beauregard. È evidente pertanto come ci sia da augurarsi - ripeto - da parte di tutti che questo bilancio, sia il pluriennale che il bilancio per il 1980, venga modificato in questo settore in modo particolare, in modo sostanziale, altrimenti non potremo andare a parlare di sistemazione del Beauregard, non potremo parlare di ristrutturazione di quello che è il vecchio Ospedale Mauriziano.
Dolchi (P.C.I.) - Altri sulla pagina 29? Se l'Assessore Rollandin vuole rispondere e poi in sede di esame del bilancio 1980 ne avrà la facoltà...il collega Péaquin ha posto il problema, i riferimenti specifici sono per poste di bilancio riguardanti il 1980. Chiedo all'Assessore Rollandin se intende farlo nell'esame analitico del bilancio relativo all'anno 1980. Ci sono altri che chiedono la parola sulla pagina 29? Ci potrebbe essere cioè forse una risposta generale sulla parte generale dell'intervento del collega Péaquin, rinviando poi la risposta sulle questioni particolari al 1980. Ci sono altri prima di dare la parola all'Assessore alla Sanità? La parola allora all'Assessore Rollandin.
Rollandin (U.V.) - Le osservazioni in generale riguardo alle cifre che qui risultano e all'attendibilità e quindi alla decrescenza che si nota soprattutto nell'importo finale...è da notare che sono legati essenzialmente all'ultima voce: alla voce dei servizi sociali, dove, come è già stato osservato in Commissione, c'è un calo netto dai 5 miliardi previsti nel 1980 (5.169.000.000) a 2.000.000.000, quindi di 3.000.000.000; mentre per le voci che comprendono il personale, interventi per la sanità e le altre voci conseguenti c'è...tranne il punto "sicurezza sociale-assistenza e beneficenza", dove c'è il problema di passaggio di competenze, quindi il passaggio di fondi, ma se si tenesse fermo quell'ultimo parametro, vale a dire quell'ultimo capitolo dei 5 miliardi, si noterebbe subito che la spesa del 1982, i 37 miliardi rispetto ai 38.685.000.000 del primo anno, sommati ai 3 miliardi, appunto fanno 40 miliardi, quasi 41 miliardi.
La diminuzione quindi è legata essenzialmente a questa situazione che abbiamo nel 1980, vale a dire per l'attività dei servizi sociali, in particolare per quello che riguarda i Consultori, e la conseguente inattività in questo caso delle varie Comunità e dei Comuni, che non hanno ancora potuto operare in questo settore, anche se sono pronti, quindi nel 1980 partiranno tutte per tale tipo di servizio. Ci sono però tutti questi fondi che in questo momento ci sono stati assegnati...ho già detto in sede di Commissione come, ad esempio, un dato che riguarda il previsto per il 1980, dove c'è 1 miliardo 740 milioni per quanto riguarda i Consultori...2 miliardi e fischia...è errata quella cifra, perché risulta, da conteggi che erano il nostro dato fino al momento della compilazione del bilancio, che già nell'ultima analisi che è stata fatta delle leggi che riguardano questi due settori, vale a dire la n. 405 e la n. 698...sono stati modificati, perché c'è stato un diverso parametro utilizzato dallo Stato per l'assegnazione di questi fondi, vale a dire, anziché l'assegnazione globale, verranno assegnati su alcuni fondi solo i 2/3 e sull'altro 1/3 della somma intera...per l'altra parte viene trattenuto per ridistribuire a livello del fondo sanitario. Essenzialmente quindi, mentre per le altre spese, che sono le spese sanitarie, c'è il programma di piano che serve da base, da riferimento, non è stato rispettato per l'ultima parte dei servizi sociali, ed è per questo che si nota questa discrepanza fra quello che è il 1980 e la previsione per il 1982; quindi essenzialmente questo...ripeto: per le parti analitiche risponderò poi in seguito.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola sulla pagina 29? Diamo allora per letti i totali relativi alla sicurezza sociale. Pagina 30: promozione sociale, settore IV. Qualcuno chiede la parola sulla pagina 30? La parola al Consigliere Cout.
Cout (P.C.I.) - Io vorrei premettere che sono dell'idea che, per un dibattito più proficuo per la discussione sul bilancio, sarebbe stato necessario fare una discussione anche sui capitoli in modo più generale, considerando sia il bilancio annuale che quello pluriennale, perché anche sollevando delle osservazioni sul bilancio pluriennale, visto che questo è collegato con quello annuale, cosa capiterà? Che solleveremo delle osservazioni prima ancora che ci sia l'illustrazione dei vari capitoli, che comunque dovrebbero appunto essere collegati fra di loro! È un po' difficile riuscire a discutere di un bilancio pluriennale senza andare poi ad esaminare quella che è la consistenza di quello annuale.
Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, l'intervento sul bilancio pluriennale è un intervento di indirizzo, o di sottolineature, o di variazioni delle poste tra i tre anni. Le richieste per esempio che ha fatto, che ha anticipato il Consigliere Péaquin e che riguardano rilievi alle poste di bilancio del 1980 trovano posto nel 1980; d'altra parte, la legge divide i vari articoli, che sono da esaminarsi singolarmente, uno per uno, di volta in volta...questa materia...
Io pregherei pertanto il Consigliere Cout, se ha un intervento di carattere generale, cioè di confronto, di raffronto, di valutazione politica del problema della promozione sociale riferito ai tre anni, di farlo, è questo il momento; se pone dei problemi relativi ad aumenti e diminuzioni del bilancio annuale, il momento per farlo sarà quando esamineremo il bilancio annuale.
Cout (P.C.I.) - Va bene, per me va bene lo stesso; la questione era solo che, secondo me, come si fa una discussione generale su queste cose, sarebbe stato auspicabile che ci fosse stata anche un'illustrazione generale su questo, anche per non anticipare delle osservazioni che invece potevano venire dall'illustrazione. Farò comunque anche naturalmente dei riferimenti al bilancio del 1980. L'anno scorso, quando abbiamo discusso del bilancio per l'anno 1979, in riferimento ai capitoli della Pubblica Istruzione, avevamo dato il giudizio che cercheremo di riassumere brevemente: avevamo detto che era un bilancio che tendeva ad essere un atto solo amministrativo e contabile da cui difficilmente i Consiglieri riuscivano ad evidenziare le scelte che la Giunta voleva mettere in atto. Era un bilancio che per la Pubblica Istruzione lasciava poco spazio già allora alle spese di investimento, infatti su un totale di 22 miliardi ben 18 venivano spesi per il personale e il rimanente avevamo detto che quasi tutto veniva speso in base a leggi preesistenti, a provvedimenti che vincolavano gli stanziamenti. Avevamo anche rilevato come, mantenendo quelle leggi, quei provvedimenti, un buon funzionario, un ragioniere avrebbe potuto, in base a disposizioni date, suddividere i fondi, facendo quindi dell'ordinaria amministrazione.
Avevamo anche detto però che andavano fatte delle scelte, eliminando primariamente i rami secchi, a cominciare da quelle leggi, leggine, disposizioni che ci si trova ad ereditare e che ci si è - lo diceva anche un giorno l'Assessore - accollati insieme al resto, che producono ben poco in quanto a cultura o servizi per la Pubblica Istruzione, come la stampa di certi libri, riviste e, aggiungerei volentieri, molti contributi elargiti assieme ad altro ancora. Aggiungevamo che andavano fatte delle scelte coraggiose per eliminare tutto l'eliminabile, che era necessario non affrontare più i problemi così separatamente, ma in modo nuovo, ponendosi grossi temi, obiettivi prioritari, individuando capitoli nuovi, destinando comunque quote anche cospicue per scelte nuove e produttive di cultura, di servizi, innovando, organizzando meglio, lavorando seriamente nella scuola, distribuendo gli interventi su più esercizi.
Dall'anno scorso si sono mosse solo molto timidamente alcune cose, è stato redatto un bilancio pluriennale e questa è una buona cosa, ma non vediamo ancora in esso il nuovo. D'altronde un collegamento con una programmazione regionale tanto auspicata è ancora da venire, si è in questi ultimi anni accantonato il problema e solo ora sono state approntate, come è già stato ripreso da diversi interventi, le prime indicazioni in merito al Piano regionale di sviluppo, ma ancora una volta non si è discusso prima della redazione del bilancio.
Se andiamo ad esaminare queste prime indicazioni delegate ad alcuni tecnici nella loro compilazione, senza indicazioni su scelte politiche, per quanto riguarda alcune scelte ed obiettivi prioritari da tenere presenti per quanto riguarda la Pubblica Istruzione, troviamo ben poco, per non dire niente! Noi siamo invece dell'idea che un grosso lavoro possa essere fatto in questo senso per molti dei grossi problemi della scuola, ad esempio per l'edilizia scolastica e la relativa distribuzione sul territorio di edifici scolastici, palestre, tenendosi in collegamento con gli organismi della scuola e gli Enti locali minori, e non solo, ma con un collegamento maggiore anche con gli altri Assessorati, quali Lavori Pubblici, Turismo, per piscine e campi attrezzati per l'atletica. Questo - lo ripetiamo - solamente può essere fatto se si programma in base ad obiettivi precisi in cui vanno coinvolti gli Assessorati.
Abbiamo visto che nel nuovo bilancio sono trasferiti nei capitoli della Pubblica Istruzione, sotto la denominazione "strutture scolastiche", capitoli del bilancio dello scorso anno - 5245, 5230, eccetera - che appartenevano ai Lavori Pubblici, ma non si è ancora raggiunta una gestione veramente collegata fra i vari Assessorati che lavori sugli obiettivi che devono essere prefissati. Troppo spesso, direi, abbiamo visto degli Assessorati che, divisa la torta del bilancio, viaggiavano per compartimenti stagni. Secondo noi, è da tener presente nella formazione, nella gestione del bilancio un collegamento con le scelte fatte ai livelli inferiori. Sarà necessario un maggiore collegamento per l'articolazione della formazione delle scelte e questa è una questione di democrazia, è questione di credere nell'importanza di una formazione democratica delle scelte. Noi siamo convinti che sia questa la strada da percorrere - già lo ricordavamo in altre occasioni - se siamo veramente convinti dell'importanza di rimuovere - lo dicevamo, l'abbiamo detto diverse volte - quei sintomi di delusione, di sfiducia, di perplessità sulla validità della forma di democrazia, che ci è stata prospettata con gli organismi di gestione della scuola.
È necessario non chiudere la discussione tra pochi addetti ai lavori, ma bisogna allargare il dibattito a tutti gli organismi della scuola, agli Enti locali, agli studenti, ai genitori e agli insegnanti. È necessario uscire su questi problemi dagli ambiti ristretti di decisione; possiamo dire che, per ridare fiducia, bisogna dare la possibilità ed abituare tutti coloro che sono interessati al mondo della scuola a partecipare, e quindi ad essere partecipi delle decisioni che vengono prese sui problemi della scuola. È necessario su questo dare spazio ad un "movimento" - scritto tra virgolette -, permettere la creazione di un maggiore interesse e direi anche di una giusta tensione, che è auspicabile per rinnovare la scuola ed andare a cambiare un modo accentrato di gestire, ecco perché crediamo in un processo decentrato di formazione delle scelte in una programmazione. Non diciamo tanto una programmazione scritta magari sui sacri testi, ma anche una programmazione che parta soprattutto dal basso, dagli organismi della scuola e dai Comuni; ecco perché pensiamo che sia necessario fare di tutto affinché al più presto possano essere tenuti in considerazione, ad esempio, i programmi dei Distretti, che possano essere sentiti i Comuni, presi in considerazione i loro programmi, le proposte delle Comunità Montane, confrontate con quelle dei Distretti, per arrivare quindi a quella programmazione a cui facevo cenno nel vero senso della parola: mi riferisco alle difficoltà che ancora ci sono per quanto riguarda le proposte dei Distretti per arrivare ad una formulazione di un programma in tutta la Regione. Ci sono quindi, secondo noi, ancora delle carenze notevoli in questo senso per quanto riguarda gli organismi della scuola che vanno coperte.
È necessario invertire un modo di amministrare estremizzando alcune cose per rendere più chiaro il concetto, che però rimane quello, direi, che ora le decisioni vengono prese prima del Consiglio dalla Giunta, o comunque vengono mantenute con una gestione tradizionalista dell'esistente, decisioni prese da tempo e certamente da ridiscutere. È difficile discutere delle scelte più importanti in questo Consiglio regionale. Su molti problemi le decisioni che contano...non c'è un vero e aperto dibattito, le cose arrivano in Consiglio già decise, sovente come ratifica di deliberazioni di Giunta, o comunque già inquadrate, come avviene ora, nel bilancio, determinate sovente da leggi preesistenti che si tramandano di anno in anno. Faccio un esempio: tutti gli anni viene portata in Consiglio una ratifica di una deliberazione di Giunta che, si scopre...quando ormai le scuole sono iniziate, che ancora una volta ci si deve appoggiare agli istituti retti da privati, senza essere riusciti a dare soluzioni alternative, senza essere riusciti ad avere strutture pubbliche funzionanti per ospitare i ragazzi che, per loro sfortuna, abitano in Comuni o frazioni disagiate.
Un altro esempio è quello delle strutture che mancano e si deve ricorrere ad un liceo linguistico privato, mentre - e ne discutevamo proprio in questi giorni - potrebbe essere anche prospettata una soluzione diversa; ecco, direi comunque che a quel punto, quando arriveranno queste deliberazioni di Giunta, non si potrà dire di "no" ai ragazzi, ma naturalmente il problema è un altro, direi più a monte.
Una discussione sul bilancio presentato in questo modo, secondo noi, ha quindi un valore limitato, non viene posto - direi - nei dovuti ed esatti termini. È necessario spostare il dibattito - lo ricordava un momento fa Tonino - più a monte e questo penso dovrebbe essere il compito del Consiglio e dei singoli Consiglieri, cioè riuscire a discutere piuttosto sulle scelte che stanno alla base delle cifre in bilancio e non su aspetti parziali, quando ormai le quote sono ripartite e destinate; auspichiamo veramente che questo possa essere fatto quanto prima e diventi metodo e prassi normale. È pur vero che in Consiglio, in Commissione si è discusso di alcuni problemi importanti e si potrebbero citare le questioni dei libri di testo, della sperimentazione, degli organismi della scuola ed altre questioni, molte volte perché sollecitate proprio da interpellanze, da mozioni, da nostre iniziative. Direi però che sono troppe le questioni di cui non è investito il Consiglio, o perlomeno la Commissione Pubblica Istruzione, anzi, aggiungerei che esiste sovente per i Consiglieri regionali una difficoltà ad avere delle informazioni più precise ed approfondite, manca generalmente un contatto più diretto con i problemi e con il mondo della scuola e, per ora, i contatti sono avvenuti soltanto quando si è potuto cogliere l'occasione di problemi pressanti per convocare incontri fra la Commissione stessa e varie rappresentanze, vari rappresentanti del mondo della scuola.
C'è però da ricordare che la Commissione consiliare per la Pubblica Istruzione dovrebbe essere riunita secondo il Regolamento solo per dare pareri sulle leggi presentate al dibattito del Consiglio e su poche altre questioni. Direi che è quindi necessario, assieme ad altre questioni, rivedere la possibilità di dare un ruolo diverso alle Commissioni e direi un più incisivo e proficuo ruolo al Consigliere stesso. È vero che le Commissioni svolgono un compito più allargato di quello contemplato nel Regolamento; ultimamente l'Assessore, ad esempio, ha fatto la proposta che si discuta degli organismi collegiali in Commissione, ma è necessario trovare il modo giusto per lavorare, rivedendo eventualmente anche la composizione stessa della Commissione. Si potrebbe anche valutare il fatto di allargarla a tutti i Gruppi presenti in Consiglio, affidando alla stessa Commissione dei compiti più larghi, perlomeno andrebbero previsti dei momenti diversi anche dalla Commissione affinché i Consiglieri possano essere più a contatto di questi problemi.
Direi che è necessario un dibattito diverso in Consiglio sui problemi, sulle decisioni che veramente contano se vogliamo spostare anche la discussione sul bilancio da cifre che dicono ben poco ai problemi che effettivamente rappresentano e questo dire...è il significato più saliente che vogliamo dare alla nostra critica ad un bilancio che è presentato come collegato alla programmazione, come che...almeno per gli anni futuri, nel senso che potrà essere modificato in base ad essa e come nuovo e partecipato nella formazione delle scelte ai vari livelli che invece non è ancora...
La critica di fondo che abbiamo voluto fare al bilancio regionale o, meglio, alla formazione del bilancio regionale, e specificatamente ai capitoli inerenti la Pubblica Istruzione, sta ad indicare, secondo noi, come, per cambiare effettivamente le cose, non sia sufficiente dare una veste nuova a qualcosa che è vecchio. È cambiato il nome...dell'accorpamento dei capitoli, si è passati dai capitoli dell'Assessorato della Pubblica Istruzione ai capitoli inerenti la promozione sociale, suddivisi in istruzione e attività culturali, e ci può anche andare bene, ma - torniamo a ripeterlo - va fatto qualcosa di più ed aspettiamo che ci siano provvedimenti successivi per vedere attuato, oltre al modo diverso di affrontare i problemi di fondo di cui si diceva prima, un lavoro più collegiale di Giunta, un coordinamento più puntuale tra gli Assessorati, come anche è stato ricordato da altri vari Consiglieri: dal Consigliere Nebbia, dal Consigliere Tonino.
Ricordavo a proposito il problema delle strutture scolastiche e delle strutture sportive per le attività sportive. Qui, secondo me, va fatta una riflessione di fondo, una riflessione da cui partire: se non deve essere rivisto globalmente questo modo di intervenire nei vari Assessorati, se non è necessario andare a dotare le scuole, il territorio di strutture meno mastodontiche, più funzionali, che possano servire non solo per il turismo, ma servire effettivamente per i ragazzi delle scuole, per tutta la popolazione residente, e così deve essere anche fatto in riferimento ad altre attività, ad esempio, all'attività sciistica, tanto per citarne una, alcune scelte che possano permettere ai ragazzi di usufruire a prezzi più ridotti degli impianti di risalita, noi questi li abbiamo non solo auspicati, ma più volte richiesti. Tutto, direi, sta nel voler lavorare in modo diverso, ponendosi dei fini, degli obiettivi, la ricerca del modo migliore per realizzarli. Vanno fatte alcune scelte di fondo essenziali che non abbiamo visto nel bilancio 1980 e seguenti, che non abbiamo visto nelle prime indicazioni in merito al Piano regionale di sviluppo e che sono invece più che necessarie.
Sono aumentate le spese fisse: il costo del personale passa dai 21 miliardi 444 milioni del 1979 a 24 miliardi e mezzo quasi del 1980 e passerà a 29 miliardi nel 1981 e a 34 miliardi nel 1982. C'è quindi un notevole incremento di spesa cui va fatto fronte e su questo deve essere fatta una riflessione profonda - qui è stato ricordato -, si sta lavorando per rivedere il riparto e, secondo noi, è necessario che si arrivi al più presto a questa soluzione. Per il funzionamento delle scuole, dopo un incremento delle spese del 1980, se consideriamo i 100 milioni della spesa dei libri di testo, che potrebbero essere aggiunti anche nei bilanci successivi, cosa che ci sarà permessa dalla legge finanziaria, non si vedono incrementi di un certo rilievo per gli anni 1981 e 1982. Se teniamo conto dell'inflazione, questo ci preoccupa abbastanza...come ci preoccupano, ad esempio, le spese per il funzionamento degli organi collegiali, rimangono per il 1980 di 515 milioni, come già era per il 1979, come era ad esempio per il 1978 e ci chiediamo se, come si prevede un incremento delle spese per la Regione per quanto riguarda il costo del personale, si debba, ad esempio, prevedere un incremento dei costi di tutta l'attività, l'acquisto di materiale, eccetera, per gli organismi della scuola e questo è un problema, c'è veramente...ci crediamo in questi organismi...secondo me, va esaminato un po' più a fondo.
Un altro esempio per il diritto allo studio: abbiamo un leggero incremento di 50 milioni, 50 milioni sono già per i libri di testo comunque, si passa da 1.674.000.000 a 1.729.000.000 e anche qui si può vedere come non si tenga sufficientemente in considerazione il decentramento. Come prima per gli organi collegiali della scuola, anche in questo caso i contributi ai Comuni per il finanziamento dei servizi di refezione scolastica e di trasporto nelle scuole materne e dell'obbligo rimangono di 600 milioni come per il 1979, anche qui ci terrei a sottolineare il problema dell'incremento dei costi che esiste anche per i Comuni e come per il 1981/1982 si preveda una diminuzione della spesa per il diritto allo studio, quindi ci chiediamo come poi successivamente si possa fare fronte a questa spesa.
Ci terrei anche a sottolineare che questo bilancio, che si presenta vestito di nuovo, potrà avere una sua nuova funzione solo se ci saranno scelte conseguenti di rinnovamento, di novità nella scuola, dipenderà quindi da come si agirà nel concreto facendo fruttare le somme destinate nei vari capitoli. Direi che diversi, troppi problemi rimangono ancora in sospeso, alcuni li abbiamo ricordati, li abbiamo accennati, per alcuni si intravede un timido accenno di volontà di affrontarli.
Avevamo già sollevato il problema, ad esempio, della sperimentazione in occasione delle richieste del II° Circolo. Direi che la sperimentazione rappresenta un problema importante in questo particolare momento, dovrebbe essere considerato un fatto normale, naturale e vengono invece sollevate enormi difficoltà; direi che va trovata una soluzione per questo. Si prevede per le sperimentazioni e le ricerche educative (capitolo 46150) un incremento solo di 10 milioni per l'anno 1980: si passa da 40 milioni del 1979 a 50 milioni. Ci è stato spiegato in Commissione dall'Assessore che per quest'anno non ci sono richieste di sperimentazione, quindi, caso mai, esse verranno messe nei capitoli dell'anno successivo. Intanto però noi vogliamo ricordare che c'era già una richiesta del II° Circolo e che questa richiesta era stata bocciata dalla Giunta perché non c'erano fondi e ci dà un po' l'impressione che questa sia una tecnica, un modo come un altro per rimandare decisioni che non si vogliono prendere rispetto ad un problema che è reale comunque. Il problema, secondo noi, va affrontato prendendo le cose in tempo, destinando di conseguenza le opportune quote in bilancio. Dico questo anche perché dal bilancio per le attività culturali e scientifiche, in cui è compreso il capitolo 46150 per le sperimentazioni per gli anni futuri 1981 e 1982, rimane soltanto la cifra di 365 milioni, come per l'anno 1980 e non vediamo quindi come potrà essere eventualmente aumentata la cifra per le sperimentazioni e conciliata con tutte le altre esigenze degli altri capitoli, senza superare questa quota totale di 365 milioni.
Esiste ancora un altro problema: quello dell'aggiornamento degli insegnanti. Viene prevista la cifra di 200 milioni per questo, sarebbe interessante avere il tempo sufficiente per esaminare più a fondo e per esporre, per vedere come vengono spesi questi fondi, per quali corsi; a proposito, avevamo chiesto una documentazione all'Assessore che abbiamo avuto. Secondo il nostro parere, va fatto uno sforzo maggiore per mettere al più presto possibile in piedi l'Istituto di ricerca richiamato anche nel programma della nuova maggioranza e che dovrebbe servire per dare indicazioni sia per l'aggiornamento degli insegnanti che per la sperimentazione nelle scuole. Tutto ciò, direi, per utilizzare meglio i 200 milioni previsti, affinché gli insegnanti siano veramente in grado di affrontare con sicurezza i compiti a cui sono chiamati.
Secondo noi, andrebbe fatto uno sforzo per tenere in maggiore considerazione, ad esempio, il patois, il dialetto titsch della minoranza walser e per un loro inserimento maggiore nella scuola. In Valle d'Aosta abbiamo presente veramente una realtà linguistica che si esprime in una richiesta di forme, di contenuti di enorme valore e abbiamo l'esigenza di andare ad un'educazione linguistica che tenga veramente conto del patois, ogni bambino che lo conosce dovrebbe sin dalle elementari essere posto in grado di poter partire da questo dialetto per poi confrontarlo con le altre lingue. Pensiamo che, anche se esistono delle indubbie difficoltà, anche in base alla legislazione attuale, sia dunque necessario pensare ad andare oltre gli sforzi volontaristici di aggiornamento, di ricerca, di raccolta di dati, di materiale di alcuni insegnanti, per avere invece insegnanti che utilizzino un organico programma di insegnamento che tenga maggiormente conto del dialetto e della particolare situazione linguistica. Pensiamo che all'interno di questa quota di 200 milioni possa trovare maggiore spazio questo problema.
Pur convinti della necessità dei corsi di aggiornamento sul francese, dalla risposta che ci ha dato l'Assessore, ci risulta che i corsi di francese siano - secondo noi - un po' troppo privilegiati rispetto a tutti gli altri corsi di aggiornamento. Infatti, per i corsi di francese di vario tipo, l'anno scorso sono stati spesi 163.950.000. Per tutti gli altri corsi - dico: "per tutti gli altri corsi" -, almeno dalla risposta dell'Assessore, sono stati spesi solo 15.750.000, senza contare un corso di matematica, chimica e un corso di geografia, dove non risultava il costo, ma che comunque non ci sembra molto significante su questo. Per l'unico corso di formazione sul dialetto a Saint-Nicolas per insegnanti di scuola materna ed elementare sono stati spesi 700.000. Io direi che deve farsi su questo una riflessione e per il futuro chiediamo che, oltre ad essere messo in piedi al più presto l'Istituto di ricerca, si coinvolgano maggiormente gli interessati e vengano utilizzati in modo diverso questi 200 milioni.
Direi che esistono certamente altri problemi - e non vogliamo farne un elenco -, ci vorrebbe troppo tempo; d'altronde su queste cose, come dicevamo già prima, non pensiamo che tutto si possa discutere e risolvere discutendo sul bilancio. Ricordiamo solo che però andrebbe fatto uno studio serio sulle quote in bilancio, sulle leggi cui si riferiscono i vari capitoli, per cambiare dove è necessario, cominciando ad eliminare le spese superflue e quindi poter spostare delle risorse ove più è necessario e questo è anche un po' voler portare un contributo di idee naturalmente nostre, così semplicemente come diceva ieri il Presidente Andrione.
Dolchi (P.C.I.) - Siamo sempre a pagina 30: promozione sociale. Altri colleghi che chiedono la parola? L'Assessore intende...la parola all'Assessore alla Pubblica Istruzione.
M. Ida Viglino (U.V.) - ...ho sentito, attraverso le parole del Consigliere Cout, una vasta panoramica dei problemi che riguardano la scuola, però io mi permetterei di dire qualche cosa. Il Consigliere Cout ha parlato e ha ripetuto diverse volte il fatto che il bilancio della Pubblica Istruzione è alquanto rigido a causa di leggi preesistenti. Io vorrei ricordare che è dovere anche dei Consiglieri regionali di presentare delle modifiche alle leggi che possono esistere se questo non viene fatto sempre dall'Assessore interessato, quindi io sarei felicissima se il Consigliere Cout ad un certo momento prendesse le poche leggi dell'Assessorato della Pubblica Istruzione, perché non sono molte, e, da un esame che può portare anche in Commissione Pubblica Istruzione, presentasse le modifiche necessarie! Io vorrei anche ricordare qui che, purtroppo, l'Assessorato della Pubblica Istruzione è anche l'Assessorato che gestisce il corpo insegnante, un corpo insegnante dal numero ragguardevole per la nostra Regione, perché noi abbiamo anche accolto tante sollecitazioni esterne...non è vero che non abbiamo fatto niente! L'inserimento dei bambini handicappati rappresenta uno sforzo immane da parte nostra e ha avuto come conseguenza un aumento notevole nel numero dei posti di lavoro e questo si è rispecchiato come incremento della spesa nel pagamento del personale insegnante, e non solo quello abbiamo fatto! Noi sappiamo, dovremmo sapere che, in base all'articolo 2 del decreto delegato per la Valle d'Aosta n. 861 del 31 ottobre 1975, noi questo personale lo dobbiamo gestire esclusivamente secondo norme giuridiche statali, e quindi ecco perché ci muoviamo con tanta difficoltà ed entro dei limiti molto rigidi...e qualche volta vorremmo fare, ma non possiamo!
D'altra parte, l'accenno sui 200 milioni, sulle spese che sono state fatte l'anno scorso, per essere veramente obiettivo...mi permetto di dire al Consigliere Cout che avrebbe dovuto aggiungere che l'anno scorso...quest'anno che non è ancora ultimato abbiamo dovuto dare attuazione ad un comma della legge n. 23: norme di attuazione del decreto n. 861...che ci obbligava a fare dei corsi per il personale inserito nella scuola sulla base della legge 463, il che ha voluto dire organizzare in loco e presso università francofone dei corsi di lingua francese per quasi 300 insegnanti, e questo evidentemente ha portato ad una spesa notevolmente più elevata di quanto si era potuto fare, per esempio, l'anno precedente. Se lei va a vedere l'anno 1978, lei in quel corso di aggiornamento, in quel capitolo troverà inserita una somma notevolmente minore, quindi bisogna anche essere più precisi in questo caso e intendo...
D'altra parte ricordiamo - aggiungerò solo questo, voglio essere breve - che il francese è contemplato dagli articoli 38, 39 e 40 dello Statuto come lingua equiparata alla lingua italiana e, se noi andiamo a vedere quello che spendiamo per la lingua italiana, sotto una forma o un'altra che non siano proprio, lo riconosco, corsi di aggiornamento, noi spendiamo miliardi. Sarebbe quindi ora che il francese potesse disporre di somme notevolmente maggiori, perché altrimenti è tutta facciata, tutto da ridere, perché il giorno in cui noi perderemo il francese sarà finita l'Autonomia! Questo bisogna dirlo e ripeterlo ed io intendo spendere anche di più ed assumere nuove iniziative per fare in modo che finalmente il francese sia una cosa reale e non semplicemente una facciata!
Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, pagina 30. Se nessuno più chiede la parola, diamo per letti i totali della promozione sociale. Pagina 31: formazione professionale, diamo per letti i totali della formazione professionale. Pagina 32: oneri non ripartibili, diamo per letti. La parola al Consigliere Cout sulla pagina 31: formazione professionale.
Cout (P.C.I.) - Esiste - e questo è stato fatto rilevare da diversi interventi e anche in altre occasioni - il problema di una preparazione collegata ed adeguata a scelte che tengano conto degli sbocchi professionali e di lavoro. Direi subito che manca a proposito un'analisi in questo senso ed un esempio lo abbiamo avuto nel documento per la programmazione, dove effettivamente è inesistente un riferimento preciso e puntuale e anche alcuni dati sull'occupazione sono riportati in modo inesatto, e direi che forse a proposito un'unica analisi su come trovano lavoro quelli che escono dalle scuole è stata fatta dalla Commissione per l'impiego dell'Ufficio del Lavoro ed è un esame abbastanza interessante che, secondo me, andrebbe tenuto maggiormente presente.
Direi comunque che, da un'analisi in questo settore, si potrebbe vedere come sia necessario fare una riflessione sull'importanza di rivedere alcune cose e trovare collegamenti maggiori tra istruzione professionale, formazione professionale e mondo del lavoro per quanto riguarda appunto gli sbocchi occupazionali. Sul problema grosso, da noi sempre messo in evidenza, già l'anno scorso, in occasione della discussione sul bilancio, avevamo sollevato il problema della distribuzione, quindi della dispersione; si è visto, in relazione alla funzione unitaria che dovrebbe avere, di intervento sulla formazione professionale in vari capitoli distribuiti nei vari Assessorati, che non avevano nessun collegamento tra di loro. Avevamo detto come fosse necessario accorpare tutti questi corsi, nel senso di riuscire a trovare delle linee di intervento comuni e per avere la possibilità di dare indirizzi e prendere decisioni. Secondo noi, quindi avrebbe dovuto fare capo ad un preciso centro decisionale, che poteva essere l'Assessorato della Pubblica Istruzione, almeno così avevamo detto allora.
Abbiamo visto con piacere che sono stati riuniti in un unico settore chiamato "formazione professionale" diversi interventi formativi e abbiamo sentito come il problema della formazione professionale venga anche sottolineato ad esempio nel programma della nuova maggioranza. Questo, secondo noi, sta ad indicare come ciò che già diverse volte avevamo detto sia giusto; ecco, però, non ci sembra che sia stato fatto tutto il possibile. È stata affidata alla Segreteria Generale, anche se in via transitoria e sotto il profilo tecnico, la funzione amministrativa della Regione in materia di formazione professionale e questo è stato fatto con una deliberazione di Giunta il 5 ottobre, senza che ancora se ne fosse mai discusso in Consiglio, cosa che noi invece - ripetiamo - dovrebbe essere fatta ed è più che necessaria. È stato formato un gruppo di lavoro che fa capo alla Segreteria Generale ed è stato costituito un Comitato tecnico interassessorile presieduto dal Segretario Generale o da un suo delegato, composto da un membro esperto del Comitato tecnico per la programmazione regionale e dai dirigenti, o loro delegati, degli Assessorati Agricoltura, Industria, Lavori Pubblici, Pubblica Istruzione, Sanità e Turismo.
La cosa ci può anche andare bene temporaneamente, ma va fatto un passo più avanti, perché la legge n. 196 del 16 maggio 1978 ha trasferito le funzioni amministrative per la materia in questione dallo Stato alla Regione Valle d'Aosta, perché la legge n. 845 del 1978 ha riformato l'intera materia e le ha assegnato un carattere di unitarietà anche in ordine ai centri decisionali, raccordandola con il sistema scolastico. È su quest'ultima constatazione che, secondo noi, va fatta una riflessione per andare più avanti, per portare eventuali strutture di formazione professionali, istruzione professionale che ancora sono collegati tra loro...di avere tra loro maggiori collegamenti riformandoli ove è necessario e soprattutto riuscire ad avere un centro decisionale che potrebbe far capo ad un Assessorato preciso comune. Avremo infatti ancora quest'anno la formazione professionale in un determinato settore facente capo per la funzione amministrativa alla Segreteria Generale, però abbiamo altri corsi di formazione professionale ancora distribuiti in altri Assessorati, vedi, ad esempio, i corsi per casari all'Agricoltura, la Scuola dell'Agricoltura all'Assessorato dell'Agricoltura e Foreste, altri corsi professionali in altri Assessorati, ad esempio alla Pubblica Istruzione, e l'istruzione professionale che giustamente farà capo alla Pubblica Istruzione, quindi, secondo noi, abbiamo la necessità di trovare opportuni e nuovi collegamenti.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono prendere la parola sulla pagina 31? Diamo allora per letti i totali della formazione professionale, pagina 31. Pagina 32: oneri non ripartibili, diamo per letti i totali degli oneri non ripartibili. Abbiamo a pagina 33 il riepilogo, che, se non vado errato, è identico a quello già esaminato a pagina 6 e con questo abbiamo terminato l'esame dell'allegato A.
Articolo 1. Ci sono dichiarazioni di voto sull'articolo 1? Se nessuno chiede la parola sull'articolo 1, lo metto in approvazione. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Grazie. Chi si astiene?
Esito della votazione dell'articolo 1:
Presenti: 27
Votanti: 26
Maggioranza: 14
Favorevoli: 20
Contrari: 6
Astenuti: 1 (il Consigliere Nebbia)
Il Consiglio approva.
Articolo 2. Colleghi Consiglieri, è inutile che vi legga l'articolo 2, comunque tiene conto della cifra di 187 miliardi 871 milioni delle entrate, che sono illustrate all'allegato B1. Vi prego quindi di prendere l'altro volume: quello relativo al progetto di bilancio di previsione per l'anno finanziario 1980 ed esaminare assieme a me la parte entrate.
B1, pagina 3...io leggo le pagine, colleghi Consiglieri, se qualcuno intende prendere la parola, è pregato di alzare la mano; se no, diamo per letti tutti i capitoli che ci sono in ogni pagina. Ecco, allora, il collega Segretario mi avverte se qualcuno alza la mano, io mi fermo immediatamente, i colleghi che intervengono sono pregati, trattandosi in questo caso solamente di chiarimenti che vengono richiesti relativi ai vari capitoli, di fare riferimento specifico al capitolo per il quale richiedono una risposta. Pagina 3. Pagina 4. Pagina 5. Pagina 6. Pagina 7. Pagina 8. Pagina 9.
La parola al Consigliere Riccarand sul capitolo 4500.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Capitolo 4500, cioè il capitolo relativo al finanziamento dei Consultori familiari e già in precedenza l'Assessore aveva dato alcuni chiarimenti, però non ho capito bene, cioè qui sono previsti...il bilancio assestato per il 1979 è di 1.484.000.000 contro una previsione iniziale del bilancio di previsione 1979 che era di 245 milioni; ecco poi ci sono residui attivi per 245 milioni e una competenza di 1 miliardo e 466 milioni. Vorrei capire qual è stato il reale introito nel 1979 di leggi statali su finanziamenti di consultori familiari, come sono stati utilizzati questi introiti e come mai ci sono ancora 245 milioni come residui attivi.
Dolchi (P.C.I.) - Allora altri sulla pagina 9? L'Assessore Rollandin vuole chiarire?
Rollandin (U.V.) - Ho già spiegato prima che la questione dei Consultori è legata al fatto che le assegnazioni che sono state fatte per il 1979, tra l'altro, sono definite in termini precisi solo in questi giorni...cioè l'assegnazione definitiva per il 1979 e quella di previsione, quella che abbiamo iscritto, che è di 2 miliardi, la cifra che qui si richiama, cioè 1.484.000.000, quella di previsione, il bilancio per il 1979...è quella su cui vengono fatte delle variazioni in questi giorni e quindi verranno comunicate, per cui varieranno anche quelle naturalmente di previsione per il 1980. Ora, quello che risulta di residui, quei 245 sono rispetto alle precedenti assegnazioni, cioè quelle che c'erano negli anni scorsi per il funzionamento. Siccome, come ho detto, praticamente non sono partiti, tranne quelli di Aosta, l'attività consultoriale quindi nelle altre comunità è iniziata pochi mesi in alcuni...quindi si stanno pagando adesso praticamente quelle che sono le spese fatte a livello consultoriale, i programmi partiranno effettivamente per il 1980, è chiaro che c'è questa differenza che risulta da questi capitoli.
Come ho detto, anche in conseguenza della definizione che si è fatta in questi giorni per la legge n. 405, che qui si cita, e la legge n. 194, cioè sulla legge n. 194 l'assegnazione che dovrà essere confermata, che non abbiamo ancora, che è in via ufficiosa...sarà di 74 milioni, dovrebbe essere...e l'altra assegnazione globale per la legge n. 405 dovrebbe essere di 1 miliardo e 700 milioni per un globale di 1.774.000.000, a cui dovrebbe essere tolto un terzo, che viene invece stornato e finanziato tramite il fondo, quindi sono 674 milioni, per cui risulta, com'è poi nel bilancio di previsione del 1980...come avevo già anticipato, sarebbe 1 miliardo e 100 milioni, anziché 2 miliardi e 90 milioni come risulta qui. Quello, come ho detto, al momento della stesura del bilancio non si sapeva ancora in via definitiva, non lo sappiamo ancora adesso; questo è quanto dovrà essere ratificato dopo gli incontri interregionali che si sono avuti per stabilire questi finanziamenti.
Dolchi (P.C.I.) - Altri colleghi per la pagina 9? Pagina 10. Pagina 11. Consigliere Mafrica, pagina 11, capitolo?
Mafrica (P.C.I.) - Capitolo 5600...ecco, vorrei sapere come mai tutti i fondi assegnati dallo Stato per la legge per l'occupazione giovanile risultano ancora tra i residui qui...
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Questi sono dei residui attivi, non sono ancora stati versati alla Regione.
Dolchi (P.C.I.) - Altri chiarimenti sulla pagina 11? Pagina 12. Pagina 13. Pagina 14. Pagina 15. Consigliere Salvadori...capitolo?
Salvadori (U.V.) - Capitolo 8700: si dice che il Traforo del Monte Bianco dovrebbe contribuire alla costruzione della superstrada con una certa quantità di miliardi su 400 previsti. Qui sono segnati nella competenza 1980 i dividendi sulle azioni di società: 50 milioni, che dovrebbero comprendere, almeno a quanto ci è stato detto, il Monte Bianco e la partecipazione delle società funiviarie. Vorrei sapere se questa è una cifra reale, o se è una cifra indicativa per quanto riguarda la competenza di quest'anno e, successivamente, sul provento delle concessioni e subconcessioni di acque pubbliche e miniere, come mai c'è questa diminuzione di oltre 200 milioni nella competenza del 1980 rispetto al 1979.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Era esattamente la stessa questione sul capitolo 8700.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - La previsione è esatta, perché il dato esatto è 42 milioni per il Monte Bianco, in quanto la Regione ha ufficialmente una quota molto bassa nel capitale azionario del Monte Bianco. Nel 1949 era stato versato 1 miliardo, ma quel miliardo era a fondo perso, è il miliardo che poi ha permesso tutta la pratica, eccetera, ma su quel capitale originario previsto in 7 miliardi la Regione non ha partecipazione azionaria e solo la piccola quota successiva. Il dato è stato estrapolato dalle risultanze di bilancio e questo vale anche per le società di partecipazione funiviaria.
Per quanto riguarda la seconda domanda di Salvadori, la diminuzione è dovuta alla fine del contenzioso con l'ENEL per quelle centrali in cui vi è una differenza fra potenza nominale e potenza installata, in particolare la Valgrisenche, eccetera, tra il 1976 e la fine del 1979 tutte le quote arretrate dovute alla Regione sono state pagate. I canoni esistenti adesso sono soltanto quelli ufficiali dovuti per quelle poche lire che rimangono e non degli arretrati che sono finiti.
Dolchi (P.C.I.) - Altri a pagina 15? Il Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Capitolo 9200: ci sono interessi attivi sui depositi delle casse regionali di 3 miliardi per il 1979. Questi interessi scendono solo a 1 miliardo e 700 milioni per il 1980. Ora, dato che i 3 miliardi per il 1979 corrispondono grosso modo ad una giacenza media di 30 miliardi, come mai si ritiene che per il 1980 questa giacenza media sarà così notevolmente ridotta?
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - In relazione a quanto risulta a pagina 5, il mancato introito finora da parte della Regione è di 9.784.926.570 lire, il che porta che l'indispensabile...nella situazione attuale...avanzi di Tesoreria, perché non possiamo assolutamente permetterci di andare sotto in quanto il tasso di interesse è estremamente elevato, con questi ritardi tende a diminuire, in particolare tende a diminuire verso la fine dell'anno, in cui, per questioni di Tesoreria dello Stato, siamo costretti a fare delle anticipazioni. Credo che ieri, facendo delle cifre, si sia arrivati al punto che, facendo delle percentuali, con le entrate tributarie arriviamo sì e no al 46%, al 47% o al 48% delle spese effettive correnti...quindi ci sono questi anticipi, di conseguenza la previsione è quella di una diminuzione della liquidità di Tesoreria.
Dolchi (P.C.I.) - Pagina 16. Pagina 17. Pagina 18. Pagina 19, capitolo?
Mafrica (P.C.I.) - Categoria 14a: alienazione di beni. Come mai questa consistente differenza tra i beni alienati nel 1979 e quelli di competenza del 1980?
Dolchi (P.C.I.) - Ci sono altri a pagina 18? La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - La questione di "Grugliasco". Era nostra intenzione alienarlo, come - anche se en passant, l'ho già detto al Consiglio - sono in corso trattative per quella vasta permuta che permette di trasformare "Grugliasco" in Facoltà di Agraria e Veterinaria per il Piemonte e, di conseguenza, non viene più riportato questo presunto incasso, perché comunque "Grugliasco" noi avremmo voluto venderlo, la permuta ci conviene, credo che anche il Consiglio sia d'accordo.
Dolchi (P.C.I.) - Allora pagina 18. Pagina 19. Pagina 20. Pagina 21. Pagina 22. Diamo per letti a pagina 23 i totali, il riepilogo generale e il totale che comunque, per dovere di regolarità, se volete, leggo solo nella cifra di 187.871.000.000.
Articolo 2. Colleghi Consiglieri, ci troviamo a prendere in esame l'articolo 2. Qualcuno chiede la parola sull'articolo 2 del disegno di legge? Dichiarazioni di voto? Metto in approvazione, per alzata di mano, l'articolo 2 del disegno di legge n. 143. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Grazie. Chi si astiene? Chi non è d'accordo? Grazie. Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti: trenta
Votanti: ventinove
Maggioranza: sedici
Favorevoli: ventidue
Contrari: sette
Astenuti: uno (il collega Nebbia)
Il Consiglio approva.
Articolo 3. L'articolo 3 prevede la cifra relativa alla previsione della spesa in 187.871.000.000, cioè a pareggio; cifra che viene illustrata dall'allegato B2, che vi pregherei di prendere in considerazione.
Nel corso della discussione generale sono stati presentati dal Gruppo Comunista alcuni emendamenti che riguardano l'allegato B2. La procedura che possiamo seguire è questa: alla fine dell'esame, visto che le poste non si votano, mettere in votazione...vorrei chiarire ai colleghi che discutono con me il bilancio che i chiarimenti che vengono dati...la lettura delle pagine non comporta e non implica...e non sono votazioni a consenso, dissenso dalle voci che vengono illustrate.
La Presidenza propone quindi di esaminare, come abbiamo fatto per le entrate, le poste, i capitoli relativi alle uscite, ivi comprese quelle che sono soggette a variazioni in seguito alla proposta di emendamento del Gruppo Comunista; poi alla fine dell'esame riprendere in "esame" - scusate il bisticcio di parole - gli emendamenti che vanno votati in modo...anche tutti in blocco e poi successivamente l'articolo. Questa procedura incontra il consenso, il parere favorevole del Consiglio? Così non interrompiamo ad ogni capitolo a cui fa riferimento il Gruppo Comunista con le proposte di emendamento, ma una volta sola e quindi anche l'illustrazione, le precisazioni, le risposte sugli emendamenti possono essere più semplici. Ci sono obiezioni?
Allora pagina 26: spese di funzionamento istituzionale. Qui ritroviamo, colleghi Consiglieri, le voci che abbiamo già visto nell'allegato A dell'articolo 1. Ricordo pertanto che ci sono già state fatte alcune richieste su capitoli; pregherei quindi, quando arriviamo alla pagina, di ricordarmelo in modo che possa essere richiamato o chiamato a rispondere l'Assessore competente.
Pagina 26. Pagina 27. Pagina 28. Pagina 29. Pagina 30. Pagina 31.
La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - In merito al capitolo 21750, avevo chiesto come fosse possibile prevedere una così rilevante diminuzione nelle spese per lo svolgimento di attività quali la pulizia, le spese postali, le spese telefoniche, telegrafiche, di trasporto, l'acquisto di cancelleria, carta, la gestione di mobili, macchine e spese varie d'ufficio. Mi sembra proprio questa una visione che, con l'aumento complessivo di questo tipo di spese, non risulta molto credibile.
Dolchi (P.C.I.) - Risponde l'Assessore Ramera. Ci sono altri che chiedono la parola per quanto riguarda la pagina 31 in modo che la risposta poi possa essere unica? La parola all'Assessore Ramera.
Ramera (D.C.) - È una valutazione di massima in quanto si ritiene da parte degli uffici di contenere notevolmente le spese di cui ha fatto cenno il Consigliere Mafrica, mentre per alcune c'è un trasferimento ad altri capitoli; proprio la Pubblica Istruzione, per esempio, non fa più parte di questo capitolo, ma fa parte di un capitolo a sé stante.
Dolchi (P.C.I.) - Pagina 32? Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Analoga domanda per i capitoli 21800, 21900, 21950, in particolare sul capitolo 21900, relativo a spese per canoni di locazione, oneri condominiali, illuminazione, riscaldamento...in base a quale criterio si pensa ad una così consistente diminuzione di queste spese che, diciamo, a conoscenza di tutti i cittadini, sono proprio in aumento continuo?
Dolchi (P.C.I.) - Altri sulla pagina 32? Le richieste allora riguardano i capitoli 21800, 21900, 21950. La parola all'Assessore Ramera.
Ramera (D.C.) - Sul capitolo 21900 c'è una riduzione di spesa, in quanto dopo l'acquisto dell'albergo Jockey, che dovrebbe entrare in funzione durante l'anno, naturalmente vengono disdetti affitti di appartamenti all'esterno, mentre per il riscaldamento è stata passata una certa quota, per le scuole nell'apposito capitolo della Pubblica Istruzione...anche qui si cerca di contenere la spesa visto l'invito all'austerità, cerchiamo di conservare le macchine un po' più a lungo, invece di cambiarle un po' troppo sovente, magari.
Dolchi (P.C.I.) - Dalla pagina 32 passiamo alla 33. La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Il capitolo 22200 è un nuovo capitolo che raggruppa cinque capitoli del vecchio bilancio distinti. Il capitolo corrisponde al vecchio capitolo 385 del bilancio di previsione del 1979 - che erano le indennità (medaglie di presenza e rimborso spese) ai componenti gli organi di programmazione -; ora, io vorrei sapere quanto è stato speso l'anno scorso su questo capitolo. Una cosa poi che non capisco è per quale motivo è stato raggruppato in questo nuovo capitolo il vecchio 1475: gestione di fondi per il servizio contingentamento zona franca, che non comprendo in che modo sia riconducibile a questo nuovo capitolo.
Dolchi (P.C.I.) - Altri sulla pagina 33? Pagina 34. Pagina 35. La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Qui ci sono le spese complessive e si nota come, diciamo, si passi complessivamente per il funzionamento istituzionale da 14 miliardi e mezzo a 16 miliardi e qualcosa. Noi riteniamo che qui si sia forzatamente diminuito quello che è l'ammontare delle spese di funzionamento per riuscire a coprire le spese di personale, che aumentano da 9.800.000.000 a 12.700.000.000. Vorremmo sapere il personale attualmente a quanti dipendenti ammonta, cioè questa previsione di 12 miliardi, per essere più chiari, prevede uno sviluppo dell'organico o semplicemente l'adeguamento degli stipendi?
Dolchi (P.C.I.) - Altri sul riepilogo delle spese di funzionamento istituzionale? La risposta allora all'Assessore Ramera.
Ramera (D.C.) - Mi si dice che dovremmo essere vicini alle 1.500 unità, però la cifra indicata di 12 miliardi è relativa semplicemente agli aumenti previsti e alla contingenza, quindi nessun sviluppo ulteriore di assunzioni, o cose del genere.
Dolchi (P.C.I.) - Diamo per letti i totali di pagina 35 e passiamo alle spese di intervento: spese di intervento a carattere generale. Pagina 38. Pagina 39. Salvadori e poi Tonino. Il Consigliere Tonino ha la facoltà di parlare.
Tonino (P.C.I.) - Sulla pagina 38 noi abbiamo presentato un emendamento che, se ho capito bene la prassi, noi illustreremo e poi voteremo alla fine. Lo spirito degli emendamenti l'avevamo già spiegato in sede di discussione generale e anche in sede di illustrazione dei vari settori di intervento. Noi crediamo che sia possibile con questo bilancio in sintesi operare delle economie per finalizzare dei fondi ad alcuni interventi urgenti che non sono previsti nel bilancio stesso. Abbiamo individuato, come intervento di estrema importanza, quello della ristrutturazione del Quartiere Cogne, sul quale si sta sviluppando anche un dibattito tra le forze sociali, gli abitanti del Quartiere, gli Enti locali. Sarà indubbiamente necessario in quel campo un intervento programmato della Regione e cioè di più anni, quello del Quartiere Cogne è un nodo importante. Dicevo dunque delle economie per poter finanziare questo progetto e in seguito vedremo invece delle riduzioni di spesa da inserire nei fondi globali ai fini di provvedimenti, di decentramenti e di delega di funzioni dei Comuni, di Comunità Montane.
Questo primo capitolo che...in cui proponiamo una riduzione...è emblematico di come si possa intervenire anche in questo campo con una certa politica di austerità. Nelle spese, nelle pubblicazioni che fa la Regione noi riteniamo ci sia spesso dello spreco e si possano, crediamo, più oculatamente risparmiare dei fondi; del resto, nel 1979 la previsione per questo capitolo è stata di 70 milioni, 26 milioni sono a residuo, c'è perciò effettivamente la possibilità di ottenere dei risparmi. Proponiamo pertanto su questo capitolo di stralciare, per il 1980, 100 milioni che poi vedremo vanno finalizzati in quel modo.
Dolchi (P.C.I.) - Il collega Tonino ha parlato del capitolo 23000 a pagina 38. Pagina 39. Collega Salvadori e poi Tonino...no, Tonino sul capitolo 23250, se non sbaglio.
Tonino (P.C.I.) - Valgono le considerazioni fatte prima evidentemente...un miliardo e mezzo per l'acquisto e la costruzione di beni patrimoniali. Ora, se è vero che aumentare il demanio pubblico è sempre un fatto positivo, è tuttavia innegabile che troppo spesso queste scelte vengono fatte in un modo che non è sempre ben comprensibile. Noi, del resto, proponendo lo stralcio di soli 500 milioni su questo capitolo, non è che diciamo di venir meno a questo principio, diciamo semplicemente che di quel miliardo e mezzo per la collettività è bene che mezzo miliardo venga utilizzato per l'acquisizione di questo Quartiere e perciò per avere un polmone, una riserva di abitazioni nella città di Aosta, dove il problema è il reperimento delle aree che diventa ogni giorno più drammatico e le vicende di questi ultimi tempi lo hanno dimostrato. Non veniamo dunque meno ai principi della necessità di aumentare il patrimonio pubblico, ma vogliamo che siano finalizzati in quel modo.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Mafrica, poi al Consigliere Riccarand.
Mafrica (P.C.I.) - Al capitolo 23350 c'erano in previsione 2.850.000.000 che andavano ai Comuni; nell'allegato di schema di bilancio pluriennale si vede che per il 1980 si prevedono 2.677.000.000...vorrei sapere come mai non c'è niente a residuo nelle previsioni del 1980, cioè se questi soldi sono stati spesi tutti, poi come mai c'è questa diminuzione tra quello che si è speso effettivamente nel 1979, quello che si prevede nel 1980, poi nel 1981 e nel 1982 si prevedono solo 2 miliardi e mezzo.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - È ancora sull'ultimo capitolo di pagina 38: il 23200. Questo nuovo capitolo corrisponde a tre capitoli dell'anno scorso, che complessivamente avevano una previsione di spesa all'inizio del 1979, bilancio di previsione approvato dal Consiglio, di esattamente 545.000.000; ora, vedo che la previsione assestata arriva invece a 2.445.000.000, quindi vi è stato un aumento di quasi 2.000.000.000. Ecco, prima vorrei sapere come mai c'è questa difformità fra la previsione e la previsione assestata; in secondo luogo, se appunto conoscendo le cause...se questa cosa non è destinata a ripetersi dal momento che c'è una competenza di 700 milioni, o se questa competenza di 700 milioni corrisponde alle reali previsioni di spesa e quindi che tipo di interventi a carattere generale sono stati fatti l'anno scorso e hanno determinato questo aumento spropositato rispetto ai capitoli di previsione.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta sul capitolo 23200.
Andrione (U.V.) - Sì, sono IMVA e COGNE, qui sono previsti anche i fondi che il 28 dicembre spenderemo per l'acquisto dell'immobile IMVA e sono previsti tutti i fondi da stanziare per le operazioni immobiliari adottate per l'IMVA e per la Sottini a Cogne. Oggi la previsione di spesa è tenuta...in queste previsioni che dovrebbero essere sufficienti per la rata annuale delle opere che si dovessero fare per i terreni di cui, tra l'altro, si è discusso l'altro ieri come acquisto. Evidentemente se ci dovessero essere aggravamenti di crisi o possibilità...anche questa cifra potrebbe essere aumentata, ma questa sarebbe una variazione che il Consiglio discuterebbe in relazione alle possibilità del bilancio e alla volontà del Consiglio stesso di intervenire in quei casi.
Per quanto riguarda la domanda di Mafrica, il 23350, una prima diminuzione è dovuta al verde agricolo, che abbiamo pagato un anno solo...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...23300, chiedo scusa...trasferimento ai Comuni 23150. Una prima diminuzione è dovuta a quello, la seconda diminuzione...dovremmo poi evidentemente discuterne in Consiglio, è che è stata respinta dal Coordinamento, perché non avevamo competenza in materia di Ordinamento comunale, la previsione di dare un contributo per l'indennità dei Sindaci, quindi probabilmente dovremo studiare la legge in maniera differente per vedere di aggirare l'ostacolo e la previsione è diminuita corrispondentemente. Ci siamo limitati a fare la "prospezione" di 2 miliardi e mezzo negli anni susseguenti, salvo poi quando il Consiglio deciderà in relazione alle questioni dei fondi comunali.
Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore Borbey.
Borbey (D.C.) - Sulla richiesta del Consigliere Riccarand inerente al capitolo 23200, a completamento di quanto ha già detto il Presidente della Giunta inerente a quanto...risulta ancora un residuo passivo di 1 miliardo e 396 milioni. Ancora, dicevo, sulle voci che ha già citato il Presidente della Giunta...sono da sommare la ristrutturazione del fabbricato di proprietà regionale in località...in Comune di Gressoney-Saint-Jean, dove sono stati appaltati lavori per 205.000.000 e sino ad oggi abbiamo pagato soltanto 30.000.000; inoltre la ristrutturazione della Caserma Ménabréaz, dove abbiamo fatto un appalto di 285 milioni e non abbiamo ancora pagato niente, i lavori sono iniziati soltanto da 15 giorni e, inoltre, per 283 milioni l'appalto della ristrutturazione dell'Ospedale Regionale Maternità per adibire a reparto psichiatrico, dove su 283 milioni attualmente l'impresa Crea ha eseguito lavori per circa un centinaio di milioni, ma abbiamo fatto pagamenti soltanto per 30-40 milioni.
Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore Marcoz.
Marcoz (U.V.) - C'è anche una parte di competenza dell'Assessorato dell'Agricoltura, infatti il capitolo 23200 è sdoppiato con il capitolo 23250, qui interessano le famose "casermette forestali". Voglio solamente far presente ai Consiglieri regionali che attualmente con il nuovo organico del potenziamento dei forestali siamo veramente carenti di alloggi, di abitazioni per i forestali. Vedrei quindi per quest'anno le richieste di nuovi alloggi o di nuove costruzioni di casermette forestali che incideranno su questo capitolo di bilancio.
Dolchi (P.C.I.) - Allora le pagine 38 e 39 le abbiamo esaminate con le risposte fornite. Pagina 40, la parola al Consigliere Salvadori.
Salvadori (U.V.) - Per quanto riguarda i capitoli 23650 e 23700, questi argomenti avevano sollevato qualche tempo fa l'ira funesta e legittima del Consigliere Pedrini, il quale, come tutti quanti, si chiedeva come mai Aosta, almeno dal punto di vista climatologico, era considerata in maniera diversa dalla Rete 1 e dalla Rete 2 e, all'interno della stessa Rete 1, in maniera diversa se era mattino o pomeriggio; ecco, volevo sapere se dipendeva dal fatto che ci sono dei residui superiori alle voci di stanziamento, o se dipende dagli arcani misteri che esistono nella sede della RAI di Roma.
La seconda domanda, anche così a livello di battuta, era sul capitolo 23600...ma questa "L.R." 1885, che dovrebbe voler dire "Legge Regia", siamo ancora obbligati a seguirla?
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Martin.
Martin (U.V.P.) - Mi ha anticipato, perché la mia domanda era appunto sul capitolo 23600. Io volevo soltanto chiedere cosa significa questa voce.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola sui capitoli della pagina 40? La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Sempre sul capitolo 23600, se le previsioni assestate nel bilancio 1979 ammontavano già ad oltre 18 milioni, visto che mi sembra che queste spese siano proporzionali al numero di abitanti, com'è possibile prevedere una diminuzione di questa spesa in competenza per il 1980?
Dolchi (P.C.I.) - Altri? La parola, allora, al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - In ordine, allora, la legge del 1885...viene prima comunicato, perché è una percentuale legata alla zona che teoricamente gravita sul Porto di Genova, un preventivo e, in base a quel preventivo, viene stanziata, prevista la spesa relativa. Successivamente l'Intendenza di Finanza comunica il consuntivo, in base alla percentuale, la cifra esatta che deve versare: questo è il motivo per il quale il preventivo essendo di 15 milioni...noi abbiamo scritto 15 milioni, potrebbe anche essere, sono capitati degli anni in cui il preventivo è stato rispettato; questo a seconda delle differenti spese che l'Ente Autonomo del Porto di Genova può fare.
Per quanto riguarda gli altri capitoli, laddove c'è un aeroporto, è previsto, per legge, che l'Aeronautica abbia la possibilità di avere una stazione climatologica. Da noi è sempre mancato, purtroppo, l'Ufficiale capace di dare delle notizie che venissero accettate dalla RAI, dalle altre stazioni metereologiche e cose di questo genere. Da poco tempo c'è un appassionato in materia - tra l'altro, è il figlio di un "famoso" che si interessava di calcio - e quindi qualche volta le stazioni dell'Aereonautica dell'alta Italia accettano la notizia e danno quella che è la temperatura di Aosta; ecco da qualche tempo, non so quant'è...un anno e mezzo a questa parte, c'è una piccola "cosa", non è che la guardi sempre, ma ho visto che qualche volta viene data.
La questione della differenza dei residui è dovuta all'acquisto di materiale che non è stato fatto completo, di materiale per poter fare le differenti misurazioni idrobarometriche, eccetera. Avevamo speso 20 milioni due o tre anni fa, c'era ancora un residuo, perché certi apparecchi devono ancora arrivare, essere fatturati e pagati, è per questo che ci trasciniamo dietro dei residui addirittura del 1977 o 1978...1977 credo.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Salvadori.
Salvadori (U.V.) - Il discorso era che con questo Signor Pozzo, che dovrebbe essere Sottufficiale a quanto pare, i dati vengono dati alla televisione e la televisione li trasmette alla Rete 1, ecco non si capisce perché non vengono trasmessi anche alla Rete 2, che dovrebbe essere collega di casa, sono dello stesso piano presumo, almeno...l'ho vista giù a Roma qualche volta, quindi... Mi sembra strano che, visto che abbiamo trovato questa persona, che gentilmente fa un servizio pubblico, misteriosamente arrivato al primo piano, dove c'è la Rete 1, non arriva al secondo piano...era quello: vedere se era possibile allargare, fare una piccola scala.
Dolchi (P.C.I.) - Pagina 41. La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Al capitolo 23800 si nota che c'era una previsione di spesa per il funzionamento del Comitato Regionale per il Servizio Radiotelevisivo di 5 milioni; si continuano a prevedere 5 milioni, però a residuo ci sono 10 milioni. Io vorrei sapere se dipende dal fatto che per due anni questi del Comitato Regionale non hanno speso niente, o dipende da ritardi di amministrazione il fatto che ci siano queste cifre a residuo.
Dolchi (P.C.I.) - Altri sulla pagina 41? Allora capitolo 23800 risponde l'Assessore Ramera.
Ramera (D.C.) - La legge prevede 5 milioni, purtroppo ci trasciniamo dietro residui per spese che non sono ancora state pagate, perché mancano di documentazione. Appunto per la legge del 1978 è due anni che ci trasciniamo questi residui, in quanto la documentazione delle spese non è ancora stata presentata, quindi noi continuiamo a mettere 5 milioni e ci trasciniamo questi residui che un altro anno dovranno per forza scomparire.
Dolchi (P.C.I.) - Diamo per letti allora i totali degli interventi a carattere generale iscritti a pagina 41. Spese di intervento a carattere specifico: assetto del territorio e tutela dell'ambiente, pagina 44. Nessuno chiede la parola? Pagina 45. La parola al Consigliere Berti.
Berti (Art. e Comm. Vald.) - Al capitolo 25250, dove c'è tutta la serie delle leggi regionali per contributi per la ripresa dell'industria edilizia nel settore dell'edilizia economica e popolare...c'è un residuo enorme di 1.360.000.000 rispetto alla previsione sia del bilancio del 1979 e alla previsione del 1980, non so se quel residuo...viene detratta quella cifra di 193.000.000...allegata sempre all'ordine del giorno di questo Consiglio...o se sono dei residui per la mancanza di tempo che la Regione non ha pagato il contributo di interesse...perché è un anno che sono ferme quelle leggi lì, cioè volevo appunto chiarire tutta quella cifra residua come mai...mentre le pratiche sono ferme da tutto il 1979.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Al capitolo 25350 in competenza per il 1980 non vi è più registrata alcuna cifra. Io vorrei sapere se è una scelta, oppure se dipende da una previsione di una diminuzione di queste domande sui fondi regionali di rotazione per lo sviluppo dei villaggi rurali; ecco, come mai non si prevede un flusso costante anche in questo meccanismo che potrebbe avere risultati pratici per le abitazioni rurali.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Pedrini.
Pedrini (Ind. P.L.I.) - Capitolo 25300: 200 milioni per costruzioni di tetti in lose, balconi tipici, eccetera, mi risulta che ci sia una valanga di domande e che questi 200 milioni non siano sufficienti, vorrei soltanto, se possibile, avere un'assicurazione che si integrerà se possibile.
Dolchi (P.C.I.) - Altri sulla pagina 45? Ci sono allora le domande dei Consiglieri Berti, Mafrica e Pedrini. La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Allora a Pedrini, nella misura del possibile...ecco, è una discussione che avviene da molti anni, siamo andati da 100 a 200. Mafrica, i 2 miliardi e 21 milioni previsti qui sono la nuova dotazione, dello stesso fondo, che deve avvenire per il fondo di rotazione della Regione in seguito all'accensione di quel mutuo di cui si è parlato precedentemente in altro Consiglio. Questa è una dotazione, perché le operazioni relative al fondo di rotazione non figurano in bilancio, i rientri avvengono automaticamente in banca, oppure per quei anticipi che abbiamo fatto sui fondi di cassa rientrano direttamente alla Cassa regionale, alla Tesoreria; questa quindi è la previsione della nuova dotazione del fondo di rotazione.
La domanda di Berti...Berti, questi fondi sono in banca, cioè man mano che le banche fanno gli anticipi e firmano i mutui e tutto quanto, noi diamo la disponibilità corrispondente. In questo momento c'è stata quell'incertezza sul tasso d'interesse e vari problemi, si stanno licenziando i vari mutui, anzi, so che diverse pratiche sono andate in porto, anche con una certa rapidità, per cui con la chiusura del bilancio queste cifre sono destinate a diminuire notevolissimamente, anzi, poi votiamo di nuovo la legge con la quale rimettiamo dei soldi e continueremo a finanziare in questa maniera, ma i fondi votati nel 1979 e i mutui verranno accesi verso la fine del 1980, non prima e noi avremo la relativa dichiarazione di accensione al voto nel 1981.
Dolchi (P.C.I.) - Pagina 46. La parola al Consigliere Berti.
Berti (Art. e Comm. Vald.) - Questa precisazione del Presidente della Giunta...d'accordo, i residui allora verranno poi integrati successivamente, però anche una questione un po' anomala di 680 milioni...e 680 milioni in previsione del 1980 con raddoppio di domande penso che sarebbe bene...sono circa 300 domande rispetto alle 180 giacenti in primavera...perlomeno vedere in una prossima variazione integrale, perché è l'unico settore che con 300 domande equivalgono a 300 appartamenti, quindi è bene tener presente in una prossima formazione di integrare la cifra.
Dolchi (P.C.I.) - È chiusa allora la discussione concernente la pagina 45. Pagina 46. La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Solo una domanda, perché ho l'impressione che sia un errore: al capitolo 25400 i fondi per i conduttori meno abbienti dell'equo canone sono arrivati quest'anno a 19 milioni, è reale la previsione dell'arrivo di 89 milioni?
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...appunto perché qui le altre sono uguali.
Andrione (U.V.) - Purtroppo dev'essere un errore di stampa.
Tonino (P.C.I.) - Ho capito.
Dolchi (P.C.I.) - 25400...allora controllare... La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Al capitolo 25500 per i contributi per la costruzione di fabbricati danneggiati da calamità naturali ed incendi in previsione c'erano 600 milioni, ne sono stati spesi 580, per l'anno prossimo se ne prevedono solo 100...cos'è? una previsione scaramantica?
Andrione (U.V.) - Per un'alluvione all'anno...eh, Mafrica, sarebbe meglio!
Dolchi (P.C.I.) - Pagina 47. La parola al Vice Presidente Faval.
Faval (U.V.) - Capitolo 26.000: già l'anno scorso ebbi occasione di notare come nel bilancio di previsione fossero destinate delle somme molto elevate a questo capitolo (spese per opere stradali di interesse regionale eseguite a carico della Regione) e in quell'occasione feci notare come - il Consiglio sembrava essere d'accordo - in questo settore, agendo in un certo modo, si fossero fatti dei grossissimi guasti sul territorio della Regione. Notammo tutti, abbastanza concordi, che in effetti nella Regione Autonoma Valle d'Aosta di strade ce ne sono già abbastanza, se non addirittura troppe! Dopo aver fatto questa riflessione, chiesi all'Assessore ai Lavori Pubblici che venisse fornito al Consiglio un piano di intervento per sapere esattamente quale tipo di strade, dove queste strade vanno fatte...anche perché, in effetti, ci sembra che anche quest'anno le somme destinate a tale tipo di intervento siano eccessive rispetto a quelli che possono essere considerati i veri bisogni della Regione Autonoma Valle d'Aosta. Vorrei sapere se l'Assessore è disposto, perlomeno quest'anno, a darci questo piano.
Dolchi (P.C.I.) - Altri sulla pagina 47? La parola all'Assessore Borbey.
Borbey (D.C.) - Io in parte mi stupisco dell'intervento di Faval, perché, se c'è un Assessorato che ogni anno presenta un piano, è proprio l'Assessorato dei Lavori Pubblici con il piano annuale, con il programma dei lavori pubblici. Si spende...l'anno scorso avevamo 250 milioni in bilancio, siamo arrivati con l'assestamento a 3 miliardi, come vedete. Quest'anno prevediamo 2 miliardi, qui sono spese che la Regione fa per strade regionali, strade comunali, dove i 74 Comuni chiedono interventi su strade comunali, o allargamento di strade, o rifacimento di strade, o nuove strade e gli asfalti che normalmente in Valle d'Aosta saranno... Io penso che facciamo gli asfalti bene come in altre Regioni, ma, per la natura climatica, una cosa e l'altra, per strade ripide che sono soggette a corrosione, purtroppo, in linea di massima, spendiamo sul mezzo miliardo all'anno di asfalti. Il fare un conteggio quindi...io posso concordare con il Consigliere Faval che di strade in Valle d'Aosta ce ne sono abbastanza, però i Comuni sono 74 e, se facciamo un calcolo di 30 milioni per ogni Comune, sono già 2 miliardi (30 milioni x 74 sono già 2 miliardi).
Lasciando stare le strade poi regionali, perché io penso che tutti i Consiglieri siano sensibili...vedere un ammodernamento, un allargamento di una strada regionale della Valgrisenche, vedere di intervenire...e non parlo di paravalanghe...di riuscire almeno ad ultimare la strada regionale di Saint-Nicolas che mancano 300 milioni di opere...di poter un domani ultimare la strada regionale di Champorcher, la quale strada regionale...manca un allargamento per quattro chilometri, ma ci sono dei tratti...adesso dovremo fare delle opere di paravalanghe, diciamo opere di viadotti, dove non potremo arrivare con i prefabbricati, perché a Valle la strada è troppo stretta. Lasciamo stare poi le strade di Saint-Denis, di Verrayes, che, in effetti, sono strade regionali e sono strettissime; questo quindi per un discorso generale.
Io ammetto che in Valle d'Aosta di strade ce ne sono già sufficientemente, però il dramma è questo: che in tutti i Comuni - e voi potete controllare le delibere dei Comuni - come ordine prioritario c'è la costruzione di strade. Io chiedo a tutti i Consiglieri regionali di fare opera nel proprio territorio...di fare opera anche di convincimento agli Enti locali di non più chiedere strade, perché, se chiedono strade come opere prioritarie...io, come Assessore, non mi sento di scavalcare il Comune che mi chiede l'opera prioritaria per la strada comunale per andargli a mettere invece il cimitero che non mi è chiesto.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Vice Presidente Faval.
Faval (U.V.) - Un breve chiarimento, anche perché stavamo parlando della pagina 47, mi sono soffermato su di essa, però chiaramente il capitolo relativo agli interventi non si ferma a tale pagina, prosegue alla pagina 48, per finire alla pagina 49 con qualcosa come oltre 7 miliardi di lire.
Ora, quello che io chiedevo all'Assessore...non chiedo assolutamente che si interrompano gli interventi di un certo tipo di ripristino, di riparazioni, eccetera...quello che noi chiediamo e vorremmo sapere sono...è un piano organico circa gli interventi per la costruzione di nove strade...che sono quelle che fanno i disastri. È questo che chiediamo: di sapere esattamente qual è l'indirizzo che la Regione, la Giunta regionale ha in questo settore specifico, che a noi pare rientri, da una parte, in una doverosa presa di coscienza da parte dell'Amministrazione regionale, da parte del Consiglio di limitare gli interventi sul territorio, perché abbiamo constatato come questo tipo di interventi provochi anche delle frane, provochi addirittura delle valanghe...limitare agli interventi che si rendono assolutamente necessari per l'agricoltura e per altre attività, che non si vada a soddisfare delle esigenze che, in effetti, non sono così valide.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - È solo per dire che concordiamo con l'impostazione espressa adesso da Faval, che però questa impostazione è in un certo senso...prescinde dalla somma di denari che vengono investiti, perché, oltre a quello che ha detto Faval - ed è giusto -, quali sono le linee sulle quali ci muoviamo? Quelle di completare laddove è indispensabile - se mi permette Faval - il "senso" di una strada, l'esempio tipico è quello di Fontainemore, dobbiamo arrivare a quel villaggio, quella strada costerà l'ira di Dio, ma non ha senso lasciarla...
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...no, e finisco solo dicendo questo: l'altro aspetto fondamentale è quello di recuperare le strade esistenti trasformandole...parlo di vecchie polemiche...sono pochi i Consiglieri che si ricordano di quelle polemiche, delle famose piste che in gran parte sono colpevoli dei disastri di cui ha parlato giustamente Faval, perché erano fatte senza cunette, senza i tombini. Ecco, da quelle famose piste in...delle strade, con l'ultimo avvertimento che renderemo responsabili i Comuni, in particolare certi Comuni, dell'abbandono totale delle strade, che sono richieste - qui ha ragione Borbey - in modo prioritario poi...se c'è un sasso che va nella cunetta, non c'è nessuno che lo sposta e, quando c'è la frana, si telefona all'Assessorato dei Lavori Pubblici, che deve andare su di fronte al disastro, perché non c'è nessuno che faccia neanche lo sforzo di togliere la pietra!
Perdonatemi, questi sono dati di fatto, e allora la spesa che noi prevediamo è in questo quadro per arrivare ad avere una rete stradale che sia una rete stradale e che non siano quegli "scassi"...anzi con l'Assessore Marcoz abbiamo già anche parlato di vedere in certi casi di arrivare a rimboschire, a rinfoltire certe scarpate che qualche volta, viste proprio con occhio sereno, sono un pugno, un colpo a cuore!
Dolchi (P.C.I.) - L'Assessore Borbey.
Borbey (D.C.) - Tanto così per completare il discorso, perché in effetti Faval ha delle ragioni, è chiaro che non possiamo avere tutti ragione al 100%, ma volevo soltanto ancora specificare questo: i 7 miliardi che Faval menziona...cioè io mi sento in dovere di sottolineare di andare piano nel dire...perché un domani anche i Comuni, gli amministratori comunali diranno: "ma il Consigliere Faval ha fatto degli interventi e ha detto: ci sono 7 miliardi a disposizione sul bilancio 1980 per la viabilità in Valle d'Aosta"...questo no, un momento, andiamoci piano!
(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)
...no, senz'altro, io penso...perché immaginiamoci un po' prima che il Consigliere Salvadori faccia l'intervento...ha già fatto il giornale, perché sa già tutto quel che succede dopo, quindi la questione è questa: abbiamo 2 miliardi sul bilancio del 1980 previsti per strade comunali, asfalto e strade regionali e la cifra è molto bassa, perché i costi sono enormi e purtroppo dove dobbiamo fare delle strade...sono anche abbastanza in alta montagna, ne parlava prima il Presidente, Fontainemore, Lillianes per la strada dell'Adret. Oggigiorno con lotti di 100 milioni in quelle zone lì si fa ben poco, dove, purtroppo, oggigiorno il lavoratore costa 45.000-48.000 o 50.000 al metro cubo. Il fatto dei 7 miliardi...assommiamo allora i 3 miliardi, è previsto sempre il famoso mutuo dell'ANAS e non è detto ancora...come per gli altri anni, non li abbiamo usati soltanto per le strade, ma li abbiamo usati per le fognature, acquedotti, e via dicendo. Inoltre sul capitolo 26400 abbiamo 800 milioni, sono i famosi "cantieri di lavoro", dove nei cantieri di lavoro inoltre paghiamo i palisti, quelli del magazzino, quindi ci sono anche stipendi, non è soltanto...; inoltre abbiamo 700 milioni per la manutenzione di strade regionali, ma la spesa più grossa è per lo sgombero neve delle strade regionali. Volevo quindi specificare questo: sono 7 miliardi per la costruzione o la sistemazione di strade, ma purtroppo siamo ridotti a 2 miliardi.
Faval (U.V.) - Si tratta soltanto di questo, mi va benissimo quello che è stato detto sia dal Presidente della Giunta che dall'Assessore Borbey. In particolare, per quanto riguarda le piste, la preoccupazione è questa: che di queste piste di recente ne sono state iniziate altre, prima di tutto, e dico "iniziate", perché sono iniziate, poi sono rimaste abbandonate e questo è ancora peggio che terminare la pista stessa, per cui il problema è quello prima di tutto di evitare di fare degli interventi di questo genere e, nel caso in cui si renda veramente indispensabile fare altre piste, dico a "questo punto" - tra virgolette -, tenuto conto delle osservazioni che faceva il Presidente della Giunta, lo si sappia prima in modo che correttamente si possa valutare quali in effetti sono necessarie. Per il resto va benissimo, è chiaro che, se si devono fare degli interventi di manutenzione, si devono finire le strade che sono iniziate e avanti di questo passo, per carità!
Dolchi (P.C.I.) - Allora, colleghi Consiglieri, pagine 47, 48 e 49 con il relativo totale. La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Sulla pagina 49 al capitolo 26500 vi proponiamo di stornare questi fondi a favore dei Comuni, proprio nella linea che indicava il Presidente della Giunta, e cioè che i Comuni per la manutenzione di queste strade non si mettano a telefonare alla Regione, ma siano responsabilizzati, abbiano un fondo, magari gestito a livello di Comunità Montana, e sia tolta questa funzione che noi riteniamo spicciola, dispersiva nella Regione.
Dolchi (P.C.I.) - Colleghi, allora abbiamo terminato l'esame della pagina 49, il totale è di 7.339.151.195 e la proposta della Presidenza è di sospendere i lavori con l'inizio della pagina 50.
Ricordo ai colleghi dell'Ufficio di Presidenza ed ai Capi Gruppo la riunione fissata oggi, alle 15.
I lavori dell'Assemblea, che sospendiamo adesso, riprendono invece alle ore 16 precise. Vi raccomanderei la puntualità, perché, oltre il bilancio, abbiamo ancora molti argomenti iscritti all'ordine del giorno e l'intenzione sarebbe di finire questa sera, anche con una seduta prolungata.
La seduta è tolta.
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La seduta termina alle ore 12,51.
