Oggetto del Consiglio n. 612 del 19 dicembre 1979 - Verbale

OGGETTO N. 612/79 - Istituzione del servizio speciale di neurotraumatologia e neurologia dell'Ospedale generale di Aosta.

(Estratto deliberazione di Giunta n. 6070 in data 23.11.1979)

L'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, dr. Augusto Rollandin, richiama la deliberazione n. 398, del 31 maggio 1979, con la quale l'amministrazione dell'Ente ospedaliero regionale, in attuazione della deliberazione della Giunta regionale n. 3222 del 23 giugno 1978, richiede il rilascio di autorizzazione ad istituire il servizio speciale di neurologia.

Evidenzia come il problema dell'assistenza neurologica in Valle d'Aosta presenta una certa complessità di soluzione che va al di là della semplice istituzione di un servizio di neurologia. In particolare fa presente che oltre alle esigenze di carattere essenzialmente medico, da affrontare sia sul piano della neurologia che su quello della neurofisiopatologia, per le particolari caratteristiche geomorfologiche, socio-economiche, climatiche e di viabilità della Regione, si pone la necessità di affrontare la suddetta problematica anche sul piano chirurgico per quanto attiene in particolare i traumi cranici, la cui gravità e necessità di tempestivo intervento rende impossibile il trasferimento del paziente ad altro ospedale e pone nel contempo doveri di efficace intervento.

Considerata, pertanto, sul piano umano e politico, la rilevanza che la suddetta situazione presenta, nonché le esigenze di efficacia ed efficienza che devono caratterizzare in particolare modo la soluzione da adottare, in termini organizzativi, di personale e di struttura, propone l'istituzione presso l'ospedale di Aosta di un servizio speciale di neurotraumatologia e neurologia organizzato secondo schemi operativi che fanno riferimento, sia pure in larga massima, al dipartimento.

In relazione a quanto sopra evidenziato dall'Assessore Rollandin, la Giunta regionale, dopo discussione e ad unanimità dei voti espressi nelle forme di legge, propone che

Il Consiglio regionale

- richiamato il D.L. 8 luglio 1974, n. 264, convertito nella legge 17 agosto 1974, n. 386;

- richiamata la legge regionale 19 febbraio 1975, n. 2 e successive modificazioni ed integrazioni;

- richiamata la legge 12 febbraio 1968, n. 132 ed il D.P.R. 27 marzo 1969, n. 128;

- richiamata la legge 23 dicembre 1978, n. 833;

- rilevata l'indispensabile ed urgente necessità di provvedere alla soluzione dei problemi dell'assistenza neurologica nella Regione;

deliberi

1°) di autorizzare, ai sensi della legge regionale 19 febbraio 1975, n. 2 e successive modificazioni, l'amministrazione dell'Ente ospedaliero regionale della Valle d'Aosta a istituire il servizio speciale di neurotraumatologia e neurologia, dotato di un numero complessivo massimo di posti letto non superiore a 14 da costituirsi attraverso la trasformazione di pari unità di posti letto della divisione di ortopedia e traumatologia ed ubicati in locali adiacenti a tale divisione;

2°) di stabilire che, ferme restando le determinazioni che la Regione dovrà assumere in materia di organizzazione dei servizi sanitari in applicazione della legge 23 dicembre 1978, n. 833 e di attuazione del piano sanitario regionale, il sopraccitato servizio espleta attività di prevenzione, diagnostico-curative e riabilitative nel quadro dei servizi ospedalieri della Regione e secondo criteri di interdisciplinarietà nei seguenti settori:

- neurofisiopatologia;

- neurologia;

- neurotraumatologia;

3°) di autorizzare, quale pianta organica del personale addetto ai compiti ambulatoriali, di assistenza e di consulenza espletati dal sopraccitato servizio, l'aumento dell'organico del personale dell'Ente ospedaliero regionale di n. 14 unità cosi ripartite:

A) Personale sanitario

n. 1 primario in possesso di titolo di specializzazione in neurochirurgia

n. 1 aiuto in possesso di titolo di specializzazione in neurochirurgia

n. 1 aiuto in possesso di titolo di specializzazione in neurologia

n. 2 assistenti in possesso di titolo di specializzazione in neurochirurgia

n. 2 assistenti in possesso di titolo di specializzazione in neurologia.

Il personale sanitario opera con rapporto di lavoro a tempo pieno.

Il primario, ferme restando le vigenti disposizioni in materia di proprie attribuzioni, opera in collaborazione con il personale addetto al servizio assicurando il conseguimento degli obiettivi connessi alla costituzione ed all'esercizio dei compiti attribuiti al servizio, nonché i conseguenti adempimenti da parte del personale interessato.

B) Personale sanitario ausiliario

n. 1 capo sala

n. 6 infermieri professionali

4°) Ferma restando l'osservanza delle disposizioni di legge e contrattuali che disciplinano modalità di formazione e aggiornamento professionale del personale ospedaliero, allo scopo di garantire al personale medico ed in particolare a quello di estrazione neurochirurgica il mantenimento e lo sviluppo di livelli qualitativi operativi idonei ad assicurare la massima qualificazione professionale, il personale medico del suddetto servizio espleta la propria attività anche in collegamento con altri Centri ospedalieri di neurochirurgia, fatte comunque salve le esigenze di servizio. A tal fine, l'Assessorato regionale della sanità ed assistenza sociale promuove, d'intesa con il servizio stesso ed i competenti organi dell'ospedale, le necessarie ed opportune iniziative;

5°) di stabilire che ai fini del corretto espletamento delle attività di cui al presente provvedimento e nel quadro dello sviluppo delle attività di diagnosi espletate dai servizi sanitari della Regione, con particolare riguardo alla attrezzatura radiologica, l'Assessorato regionale della sanità ed assistenza sociale, con apposito provvedimento, sentito il servizio di radiologia dell'ospedale, promuove l'acquisto e la messa a disposizione per i servizi dell'ospedale regionale di una attrezzatura per la diagnosi radiologica computerizzata (TAC);

6°) di dare atto che alla copertura delle spese per la costituzione ed il funzionamento del servizio speciale di neurotraumatologia e neurologia si dovrà provvedere con la quota del fondo sanitario nazionale assegnato alla Regione per il corrente esercizio 1979, ai sensi della legge 23 dicembre 1978, n. 833;

7°) di impegnare l'amministrazione dell'Ente ospedaliero regionale e l'Assessorato della sanità ed assistenza sociale a promuovere ed a procedere, per quanto di competenza, ai necessari ed opportuni provvedimenti per la sollecita e compiuta applicazione della presente deliberazione.

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INTERSINDACALE MEDICA OSPEDALIERA DELLA VALLE D'AOSTA

(A.N.A.A.O. - A.N.P.O. - C.I.M.O. - A.N.M.D.O)

Aosta, li 19 dicembre 1979

- Al Signor Presidente del Consiglio regionale

- Al Signor Presidente della Giunta regionale

- Ai Sigg.ri Assessori e Consiglieri regionali

LORO SEDI

L'intersindacale Medica Ospedaliera della Valle d'Aosta è venuta a conoscenza in data odierna della legge a titolo "Istituzione del servizio speciale di neurotraumatologia e neurologia dell'Ospedale generale di Aosta" già approvata, nei giorni scorsi, dalla Giunta regionale e presentata ora per la discussione in Consiglio regionale.

Senza poter entrare nel merito della legge, essendo mancati i tempi tecnici per un esame della stessa (la scrivente Intersindacale ne è venuta infatti a conoscenza nella giornata di oggi), a seguito di un colloquio avuto con l'Assessore regionale alla Sanità, al quale è stata anche espressa la necessità assoluta, nell'interesse sanitario della Regione, di una preventiva consultazione sistematica dei medici prima dell'approvazione di provvedimenti interessanti la sanità in generale e la professione medica in particolare, l'Intersindacale Medica chiede che venga abolito il comma dell'articolo 3° della deliberazione di Giunta proposta al Consiglio che prevede l'obbligo del rapporto di lavoro a tempo pieno (il personale sanitario opera con rapporto di lavoro a tempo pieno).

Infatti, l'obbligatorietà del tempo pieno è contraria al principio stesso del tempo pieno, che deve essere una libera scelta del medico volta a scopi di qualificazione e aggiornamento professionale. Solo una visione burocratica del tempo pieno, ormai respinta da quasi tutte le forze politiche democratiche, può intendere lo stesso come elemento di compressione del lavoro e della libertà del medico, nel quadro di una visione burocratica e sostanzialmente inefficiente della medicina pubblica.

Inoltre, mentre la grande maggioranza delle altre regioni rinuncia ad ogni obbligo di tempo pieno, cercando di offrire condizioni allettanti agli operatori medici più qualificati (e già estremamente vessati sul piano contrattuale) con l'obbligo del tempo pieno, la nostra Regione, obiettivamente non molto attraente in questo senso, diminuisce fortemente e inutilmente la propria competitività.

L'Intersindacale Medica Ospedaliera della Valle d'Aosta si augura altresì di poter avere al più presto un incontro con le forze politiche della Regione, onde poter approfondire questo delicato aspetto applicativo della riforma sanitaria.

A.N.A.A.O. - A.N.P.O. - C.I.M.O. - A.N.M.D.O.

Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore Rollandin.

Rollandin (U.V.) - A proposito della delibera che si porta all'attenzione del Consiglio e che fa presente le difficoltà che sono da tempo presenti per quanto riguarda il problema da affrontare in sede di dipartimento di emergenza e, conseguentemente, della possibilità di attuare un'assistenza adeguata a tutto il campo della traumatologia che, è chiaro, per la Valle ha un aspetto determinante e, in conseguenza di tutta questa problematica, è stato necessario stabilire dei contatti con i Centri a noi più vicini - con il Centro di Novara e il Centro di Torino - per vedere com'era possibile addivenire a una soluzione che rendesse meno farraginoso quello che è l'attuale iter dei traumatizzati e dei possibili utenti di questo servizio.

Dopo vari incontri - a vari livelli - si è formulata questa deliberazione in cui si propone di istituire il servizio in Ospedale di neurotraumatologia e neurologia con un organico che comporta: un primario, due aiuti e quattro assistenti e un personale sanitario di 6 o 7 infermieri, più una capo sala, che è naturalmente il minimo.

Ora, per svolgere questo servizio che, faccio notare, è di neurotraumatologia e neurologia...perché legato a questo c'è un altro problema grave, che parecchie volte abbiamo avuto occasione di affrontare, vale a dire, a seguito dell'approvazione della legge 180/1978 e la conseguente necessaria formazione del reparto dell'ex neuropsichiatria in servizio di psichiatria, il conseguente svincolo della neurologia da quelli che sono i problemi della psichiatria e collegata con questo, la necessità di poter operare sul territorio. Più volte abbiamo affrontato il problema della dismissibilità degli ospedali psichiatrici e della necessità di affrontare questo problema sul territorio.

Si è detto più volte che una delle carenze è quella di avere degli specialisti, vale a dire del personale che poi segua questi possibili dimessi sul territorio. È una carenza grave, perché gli esami e le indagini che ci avevano già portato ad individuare questo problema si sono poi arenati, proprio per la difficoltà di avere un appoggio medico a questa nuova destinazione sul territorio di questi dimessi dagli ospedali psichiatrici.

Ora, per tutte queste considerazioni, si propone questa delibera, sulla quale devo fare alcune osservazioni. È stata sentita solo oggi l'Intersindacale Medica, che ha alcune osservazioni in merito alla necessità - che è stata invece prospettata dalla Regione - di impiegare i medici a tempo pieno. Difatti, nella delibera, nel progetto, è previsto l'utilizzo dei sanitari a tempo pieno. Nella lettera - che penso sia giunta in questo momento - c'è una protesta dei sanitari che chiedono sia abolito l'obbligo del lavoro a tempo pieno. Ora, nell'incontro che ho avuto, io ho prospettato le ragioni dell'inserimento di questo comma, vale a dire del tempo pieno per i sanitari.

Innanzitutto, devo dire che la Regione ha facoltà di deliberare in merito all'opportunità dei vari servizi. Quello sul tempo pieno è un discorso che è legato all'aggiornamento del medico, che quindi ha la necessità di provvedere in sede a quelli che sono i determinati obblighi fissati dalla legge. In più è visto da parte della Regione - quindi da parte nostra - come una possibilità di utilizzo nell'ambito di una determinata mobilità di questo personale, anche per strutture al di fuori dell'Ospedale. Quindi, a noi sembrava che fosse necessario, soprattutto per quelle che sono le incombenze della Regione e per quelle che sono le necessità di avere questa disponibilità di questo personale che verrà in questo nuovo servizio, di proporre il tempo pieno.

Le osservazioni e quindi l'avviso contrario delle Organizzazioni che qui vengono rappresentate nell'Intersindacale, sono essenzialmente di diversa natura. Innanzitutto fanno rilevare che il tempo pieno non deve essere, non deve prefigurarsi come una condizione limitante, e quindi la possibilità di avere poi del personale che venga...che quindi scelga questa sede anziché un'altra, preferibilmente a questa, che gli conceda anche di fare l'attività di libero professionista.

Però, ripeto, oltre che naturalmente ribadito il senso che la tendenza di questi Sindacati è di evitare che in questo rapporto ci sia il tempo pieno, ma rimarrà il tempo definito. A questo ribadisco che la Regione ha necessità di avere per questi servizi il personale con questa definizione a tempo pieno. Ripeto: le considerazioni sono di diversa natura. Per noi è necessario che questo rimanga, al di là di queste considerazioni, che in parte possono essere valide.

L'altra motivazione che può essere vista, per cui proporrei di modificare parzialmente quello che è il punto 3, riguarda gli assistenti dove è detto: "in possesso di titolo di specializzazione in neurochirurgia". Ora, la motivazione di questa scelta era legata alla necessità di avere il più possibile del personale che fosse già specializzato, tenuto però conto innanzitutto delle difficoltà di reperire questo tipo di personale, mentre per l'altra c'era la necessità di avere subito degli assistenti che possono coordinare l'attività di primario aiuto.

L'altra considerazione di fondo è che del personale regionale - i nuovi assistenti - potrebbe poi prendere questa specializzazione, quindi del personale autoctono che poi potrebbe specializzarsi. Si propone di mettere "preferibilmente in possesso", vale a dire di dare precedenza a chi ha già la specializzazione rispetto a quelli che, appunto, non ce l'hanno, per dare, ripeto, questa possibilità...eventualmente se ce ne fosse...di specializzarsi, anche se ci sono parecchie difficoltà. Quindi verrebbe: "n. 2 assistenti preferibilmente in possesso di titolo di specializzazione in neurologia o almeno iscritti al relativo corso di specializzazione", vale a dire quelli che sono già magari al primo anno del corso di specializzazione di neurologia, primo o secondo anno.

Ecco, con queste spiegazioni, tenuto conto di quanto viene detto nel punto 5, che è un altro punto che noi riteniamo fondamentale a livello programmatorio, vale a dire che oltre al personale necessario, può avere i mezzi diagnostici adatti...qui si parla infatti della diagnosi radiologica computerizzata...vale a dire di avere uno strumento, quale è la TAC, su cui non starò a dilungarmi perché ci sono state conferenze e, ultimamente, penso che tutti, più o meno, siano venuti a conoscenza di quale validità abbia questo mezzo. Anche se non è il toccasana per tutto, è chiaro che come integrazione, come mezzo diagnostico di integrazione ha un'importanza notevole, legata in particolare, come dico, oltre che ai vari apparati, ai vari organi che possono essere soggetti a questo esame, in particolare, per quanto riguarda il compito di dare una diagnosi del traumatizzato, quindi le possibili lesioni celebrali. Ora, ripeto, legato a queste necessità, si propone di approvare la nuova istituzione di questo nuovo servizio per venire incontro alla necessità di dare del personale qualificato all'Ospedale e di avere un valido supporto a quello che è il servizio che dev'essere svolto sul territorio, pur non dimenticando che, in carenza di questo, saremo costretti, proprio per dare piena attuazione a quelle che sono le leggi vigenti, a essere convenzionati, ad avere del personale che possa essere comunque utilizzato per questo tipo di discorso sul territorio a cui attualmente noi diamo molta importanza. Qui purtroppo non possiamo dare la rilevanza e il risvolto pratico, proprio per la carenza di questo personale. Ci sono gli assistenti sociali...non bastano; ci dev'essere il personale medico che segua questi casi, altrimenti per la famiglia diventa insostenibile la possibilità di reinserire la persona che prima era degente in un ospedale psichiatrico.

Per questi motivi e con quella modifica che ho letto, che riguarda gli assistenti, propongo che venga approvata questa delibera.

Dolchi (P.C.I.) - È aperta la discussione. La parola al Consigliere Péaquin.

Péaquin (P.C.I.) - Su questa delibera, anche perché l'avevamo già sollecitata a suo tempo, agli inizi di quest'anno, avevamo già interpellato l'Assessore per sapere quali erano le intenzioni in merito alle istituzioni del servizio di neurologia.

Siamo favorevoli alla votazione di questa delibera. Voteremo in modo favorevole. Siamo anche favorevoli per quello che dice nella premessa, nella relazione che accompagna, quando si dice che il problema dell'assistenza neurologica in Valle d'Aosta presenta una certa complessità di soluzione, che va al di là della semplice istituzione del servizio di neurologia. Infatti, si pone la necessità di affrontare anche il problema sotto l'aspetto chirurgico. Qui le conseguenze, già avute nel passato, sopportate da alcune persone che sono state colpite da gravi disservizi, ci hanno dato la conferma che è necessario che in Valle d'Aosta si riesca ad affrontare questo problema in modo completo.

Io volevo porre alcune domande soltanto. Al punto 7 si dice di impegnare l'amministrazione dell'Ente Ospedaliero per una sollecita e compiuta applicazione della presente deliberazione. Qui mi chiedo fino a che punto può incidere il decreto del Presidente della Giunta in merito e se sarà ancora possibile mandare avanti...se ci saranno da fare i concorsi, ecco, se non ci saranno degli intoppi in questo senso, se non si dovrà andare ancora per le lunghe per queste cause. Poi volevo anche chiedere in modo preciso, l'Assessore ne ha già accennato...ma al punto 5 si afferma la volontà di acquistare quell'apparecchiatura, la TAC per la diagnosi, come si chiama...la diagnosi radiologica computerizzata...abbiamo sentito delle conferenze in merito, e sappiamo che per questa attrezzatura, se ricordo bene, la cifra è piuttosto elevata.

Questa dichiarazione di volontà è destinata...dovrebbe essere finanziata con il Fondo Sanitario Nazionale. Vediamo però che in questi tempi parecchie cose vengono finanziate con quel fondo. Ci sarà la reale possibilità dell'acquisto di quest'apparecchiatura, il cui costo, mi sembra, si aggiri sull'ordine di un miliardo di lire, sugli 800 milioni o giù di lì? Oppure quest'apparecchiatura sarà destinata ad essere, per il momento, scritta sulla carta, ma non trovare poi un'applicazione vera e propria?

Ecco, sul problema dell'istituzione del servizio di neurologia, molto legato a quel problema di psichiatria, l'Assessore ne ha accennato adesso, che, sì, la volontà è quella di istituire finalmente delle équipe che lavorino sul territorio in modo da poter concretamente venire incontro a queste esigenze di servizio. Ecco, mi limito a queste richieste di chiarimento.

Dolchi (P.C.I.) - Altri? La parola al Consigliere De Grandis.

De Grandis (P.R.I.) - Sono d'accordo sulla globalità del provvedimento, perché è un'esigenza sentita a livello regionale. Non capisco, però, pur avendo compreso le ragioni che ha addotto l'Assessore alla Sanità, perché si chiede il tempo pieno a questi medici. Se chiediamo il tempo pieno a questi medici, realizziamo una disparità di trattamento con gli altri medici dell'Ospedale e qui la cosa si fa più grave. O il problema del tempo pieno lo affrontiamo per tutti gli operatori sanitari che ci sono nell'Ospedale, per tutti i medici...e allora si può fare una scelta di un certo tipo, evidentemente...ma realizzarlo soltanto per una parte, significa adottare una disparità di trattamento, che è abbastanza grave. Questa è una cosa che bisogna chiarire in maniera definitiva.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Lustrissy.

Lustrissy (D.P.) - Anche noi siamo, in linea di massima, d'accordo su questa proposta, sull'esigenza di porre in essere questo servizio presso il nostro Ospedale regionale. Anch'io, però, debbo ribadire quanto detto dal collega De Grandis per quanto riguarda l'occupazione dei sanitari prevista in questa deliberazione; cioè qua il quadro relativo all'occupazione dei medici è abbastanza confuso, quale quello che è, oggi, il rapporto tra sanitario e organizzazione Ente Ospedaliero. Anche perché non credo che in questo problema, del tempo pieno, si siano presi dei provvedimenti tali da poter ricondurre tutte le esigenze del servizio a quella del tempo pieno. Credo che sia la prima volta che un atto deliberativo del Consiglio regionale stabilisca il tempo pieno per i sanitari. Ecco perché si potrebbe evidenziare...non so se questo è vero, ma vorrei dei chiarimenti da parte dell'Assessore, perché se questo fosse vero, si creerebbe una disparità di trattamento tra sanitario e sanitario all'interno dell'organizzazione ospedaliera. Anche perché il problema è di interesse non solo dell'Amministrazione regionale e dell'Amministrazione Ente Ospedaliero, ma coinvolge anche gli interessi sindacali di una categoria che ha rappresentato - anche con una lettera inviata ai Consiglieri regionali - queste esigenze. Quindi non vorrei che in questa occasione ci fosse una dichiarazione unilaterale da parte dell'Amministrazione regionale solo per questo servizio e per i sanitari addetti a questo servizio di tempo pieno e nel contesto generale della situazione un po' occupazionale dell'altro personale sanitario, che si trova a operare in altre divisioni, in altro settore, una scelta di tipo diverso. La scelta sia lasciata alla libertà dell'operatore sanitario.

Anch'io vorrei sottolineare il problema posto dal punto n. 7. Sappiamo qual è la situazione dell'Ente Mauriziano nei confronti dell'Ente Ospedaliero al punto che - almeno, a quanto dicono gli esperti - l'Ente Ospedaliero è come se non ci fosse. Quindi l'Ente Mauriziano ha detto e ha affermato che avrebbe impugnato tutte quante le deliberazioni dell'Ente; poi il risultato sarebbe di pregiudicare l'attività dell'Ente stesso. Pertanto su questo problema...non so, bisognerebbe ancora chiarire un pochino gli aspetti, nel senso che noi demandiamo all'amministrazione dell'Ente Ospedaliero di fare qualcosa e questo qualcosa potrebbe essere messo nella...cioè l'Ente Ospedaliero potrebbe essere messo nella situazione di non poter operare a causa della situazione che si è verificata tra Mauriziano e Amministrazione regionale. Al riguardo, però, non ci sono delle certezze. Ci sono solo delle notizie che si raccolgono qua e là. Sta di fatto che l'Ente Mauriziano, per il momento, ha assunto un atteggiamento che non è certo quello di sbloccare la situazione.

Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Riccarand. Ha la facoltà di parlare il Consigliere Riccarand. Altri che si iscrivono per parlare?

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Noi diamo parere favorevole a questa delibera, che affronta un problema aperto da parecchio tempo e che, quindi, era quanto mai urgente affrontare.

Condividiamo anche la scelta, che è contenuta in questa delibera, di richiedere il tempo pieno al personale sanitario addetto a questo servizio, e quindi voteremo a favore di questa delibera.

Le uniche perplessità riguardano un po' il numero di posti letto che sono previsti. Il numero massimo di 14 posti letto ci pare elevato. Contemporaneamente, ci sembra abbastanza limitato il fatto di prevedere soltanto 6 infermieri professionali. Ecco, questo rapporto - 7 personale sanitario ausiliario contemporaneamente a 7 medici - ci sembra un po' squilibrato. Vorrei quindi, se possibile, avere qualche chiarimento in merito.

Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono prendere la parola? Se non c'è più nessuno che intende prendere la parola, consideriamo chiusa la discussione generale e diamo la parola, allora, all'Assessore Rollandin per le risposte.

Rollandin (U.V.) - Per quanto riguarda le osservazioni fatte, dal Consigliere Péaquin e anche da altri che sono intervenuti successivamente, rispetto al punto n. 7, vale a dire sulla dizione che viene qui riportata di impegnare l'Amministrazione dell'Ente Ospedaliero regionale, è chiaro che, al momento attuale, come ho avuto modo di dire in occasione della legge e, quindi, nell'illustrazione dei rapporti esistenti tra Regione e Ente, tra Regione e Mauriziano, l'Ente Ospedaliero regionale esiste, ha le sue competenze. Difatti, da parte nostra, non è stato trasmesso alcun atto o, comunque, alcun ordine che venga meno, perché è di nomina consiliare. Non è stato detto di ridurre, se non in quanto le precisazioni, per determinati atti di competenza...che devono limitarsi a quella che è la normale amministrazione.

Questa è una scelta regionale che viene poi illustrata, quindi, se viene presa in questo senso dal Consiglio, viene trasmessa all'Ente, il quale deve andare nell'esigenza che viene prospettata dal Consiglio. Quindi, per quanto riguarda i concorsi, non c'è un blocco, in quanto con il Mauriziano la "disputa" - se possiamo chiamarla così - e comunque i chiarimenti che si sono resi necessari, erano legati all'interpretazione della copertura di posti già esistenti ante 1970. Faccio l'esempio: se c'era da coprire un posto di medicina - quindi con relativo concorso da espletare per un posto di aiuto medico, di assistente medico - si poneva il problema se la Commissione avesse dovuto essere integrata da un membro del Mauriziano, in quanto poteva riguardare la copertura di ex posto del Mauriziano. Questi sono posti di nuova istituzione che la Regione fa propri, quindi è una progressione, è un andamento voluto dalla Regione, che poi demanda a livello di attuazione a quello che è l'Ente Ospedaliero Regionale. Quindi questa prassi non è stata toccata per nulla da quelli che sono i rapporti con il Mauriziano. I concorsi che sono da espletare, si espleteranno normalmente. L'unica remora è di chiarire quali sono questi posti, e su questo stiamo lavorando. Quindi questi non c'entrano niente. Noi lo diciamo all'Ente Ospedaliero perché l'Ente Ospedaliero esiste; attualmente c'è, quindi non possiamo dire: "Demandiamo a un futuro commissario". Se questo verrà commissariato, una volta approvata la legge, sarà il commissario che manderà avanti questa prassi e quindi l'espletamento di concorso e tutto il resto. È chiaro quindi questo, per quanto riguarda i concorsi e quindi la processualità degli atti.

Per quanto riguarda la questione della TAC che veniva sollevata, è vero che l'acquisto...innanzitutto, la cifra non si riporta sul miliardo, cioè quella era la cifra iniziale; attualmente il costo di questa apparecchiatura si aggira sui 550 milioni, quindi è già molto ridimensionato.

La possibilità di reperire i fondi - che viene ricordato - con il Fondo Sanitario...però a questo proposito vorrei ricordare che anche da altre parti c'è stato...proprio per questo tipo di intervento, sulla possibilità di meccanizzazione di quello che è il "sistema di accettazione", chiamiamolo così, quindi di possibilità diagnostiche per i vari traumi. Quindi, sulla costituzione dell'équipe è chiaro che questi dovranno fare parte integrante, cioè l'équipe medica dovrà essere il supporto, quindi questi sanitari dovranno occuparsi anche di quella che è la medicina sul territorio, dovranno seguire anche questa parte.

Sul problema che è stato richiamato sia dal Consigliere De Grandis che da Lustrissy sul tempo pieno, vorrei far presente una cosa: è vero che la Regione deve deliberare in questo senso, cioè come presa di posizione globale su quello che è il tempo pieno, però attenzione, non si stratta di disparità, perché già attualmente a livello di Ospedale - questo per libera scelta - attualmente ci sono dei sanitari a tempo pieno e dei sanitari a tempo definito. Non ho detto il contrario. In questo caso, è l'Amministrazione che...ripeto: io ho cercato di spiegare le motivazioni che hanno indotto a prospettare questa delibera già impostata su una scelta di tempo pieno, perché la valutazione globale dei servizi che un domani, secondo le esigenze...potrebbe essere prospettato dal Consiglio di portare al tempo pieno e viceversa. Teniamo conto che l'impostazione del tempo pieno nel futuro contratto è che non è fisso, cioè chi è entrato a tempo pieno potrebbe, un domani - sempre se la linea sia questa -, scegliere di passare a tempo definito. Ripeto: l'impostazione che noi riteniamo di dare è quella del tempo pieno. Questo non per creare delle disparità, ma per venire incontro ad un'esigenza che noi sentiamo profondamente. L'esigenza è quella di avere del personale che possa avere, nell'ambito di quello che è il contratto - e quindi della mobilità del personale - che possa attuare, con del personale a tempo pieno, anche la possibilità di coprire quelle gravi carenze che ci sono sul territorio. Se un domani questo non si verificherà o se sarà possibile aumentare...noi qui partiamo con un minimo di personale sanitario, perché ci rendiamo conto che non è così facile reperire il personale sanitario; quindi noi speriamo di poter coprire tutta questa pianta organica. Questo sarebbe già un grosso passo avanti. È chiaro che ci rendiamo conto della difficoltà che ci sarà sulla scelta del tempo pieno. Teniamo però presente che noi non possiamo già partire e dire: "Venite a tempo definito". Noi vogliamo che sia a tempo pieno perché, oltre all'aggiornamento, che riteniamo sia utile e necessario soprattutto in questo campo, riteniamo di dover avere la possibilità di intervenire, quindi di disporre di questo personale, anche in questo senso. Non sarà cosa gradita. Non dico che questo sia l'alto gradimento da parte dei sanitari, di questo me ne rendo conto, anzi...ma spareranno alle gambe...ma la questione fondamentale è di scelta. Noi non possiamo dire che non è una necessità, almeno, io penso che su questo punto tutti vedano quelle che sono le carenze. Noi dobbiamo, penso, intervenire in questo ordine di idee, anche se mi rendo conto che è una scelta abbastanza vincolante, però le necessità sono tali e tante che non mi sento di dire di riportare a tempo definito.

Poi, non ho capito quali siano gli esperti che parlano delle...a cui si riferiva Lustrissy sul Mauriziano. Quali sono gli esperti? Comunque, a parte questo, si parlava di esperti che dicono...non ho capito a chi si riferisse...ma non penso che abbiano fatto delle affermazioni di quel genere. Questo perché, quanto ai rapporti che ci sono con il Mauriziano, legati ai concorsi, ho già detto da parte del Mauriziano di premurarsi che, quando si tratta di copertura di posti che possono implicare quello che era il vecchio ordinamento del Mauriziano, ci sia da parte loro un assenso o comunque una presa di posizione legata a questo...non si tratta di nuovi posti. Questo è quanto.

Per quanto riguarda, invece, l'osservazione di Riccarand legata ai posti letto, si è detto al massimo 14...innanzitutto per difficoltà logistiche. Poi teniamo conto che la necessità non è tanto di fare subito una neurochirurgia, cioè saranno gli interventi...perché ho parlato prima di contatti e di primo filtro che deve essere fatto a livello di Dipartimento di emergenza, quindi di diagnostica. Questo per evitare che tutti siano trasportati con urgenza a Novara o a Torino e che poi ce ne rimandino su la metà dicendo: "Questo non era il caso di mandarcelo", mentre magari il caso grave non sappiamo se va mandato o meno. Quindi deve esserci la possibilità di intervenire, nel caso si debba intervenire. Abbiamo anche messo dei punti di possibilità di intervento congiunto, quindi di lavorare assieme a questi 200 che verranno convenzionati, proprio per avere un certo lasso di tempo per organizzarci, perché è chiaro che c'è tutto da rivedere anche all'interno (sale chirurgiche, personale che deve seguire). Quindi il personale minimo è legato a questo primo inizio di funzionalità, è chiaro che il rivedere questo...

Poi c'è un altro punto fondamentale, che è il personale infermieristico, che attualmente è molto carente, cioè ci sono molti posti scoperti. La difficoltà di aprire nuovi reparti è legata proprio a questa difficoltà. È per questo che abbiamo autorizzato, anche ultimamente, dei nuovi corsi per infermieri, anche per infermieri generici, per vedere di coprire, perché altrimenti non si arriva più a dare il giro all'interno dell'Ospedale. Manca proprio il personale paramedico. C'è una difficoltà oggettiva: prevederne 15, se poi non si copre, non aveva molto senso. Qui si è cercato di attenersi per lo meno a delle possibilità realistiche di intervenire, quanto prima, su questo campo che, effettivamente, sta scoppiando, sta diventando di una gravità eccezionale. Non sto a ricordare quanto accennavo già prima, che la casistica di traumatizzati, la casistica di interventi a questo punto è altissima. Noi, purtroppo, siamo legati ai centri periferici. Non abbiamo nessun mezzo per intervenire, non sappiamo come fare la dialisi, non c'è nemmeno più la reperibilità...effettivamente è un disastro il portare avanti questo problema.

Speriamo quindi che, quanto prima, con questa nuova pianta organica si possa integrare quello che è il personale medico, che attualmente si occupa di questi problemi con un aggravio. Ora ci sono i due sanitari che si occupano delle reperibilità neurologica ai quali si continua a chiedere dei sacrifici, di continuare a fare reperibilità, di continuare ad essere disponibili. È chiaro che anche loro hanno diritto a fare un determinato periodo di riposo. Non possono essere disponibili per questo servizio per mesi e mesi, 24 ore su 24! È necessario che ci sia del nuovo personale che dia ossigeno a queste strutture.

Dolchi (P.C.I.) - Ci sono dichiarazioni di voto? La parola al Consigliere Lustrissy.

Lustrissy (D.P.) - Brevemente. Per quanto riguarda il punto n. 7, possiamo anche accettare l'interpretazione data dall'Assessore. Speriamo che le cose vadano nel senso indicato. Per quanto riguarda invece il punto n. 3, cioè il problema, la questione relativa al tempo pieno, vorrei ancora dire che la perplessità esiste. Noi voteremo comunque la deliberazione, ma permane comunque un problema di perplessità per il motivo che, non avendo la Regione - come ricordava l'Assessore - assunto sul problema nessuna determinazione, in effetti e sul piano concreto, si verifica una disparità di trattamento. Essendo questo un atto unilaterale dell'Amministrazione regionale che impone il tempo pieno a una categoria di sanitari, li mette in una condizione diversa da quelli che, a suo tempo, hanno potuto fare una scelta opzionale sul tempo pieno o sul tempo determinato. Il problema della disparità - non so se mi sono spiegato - consiste proprio in questo: non avendo assunto sul piano generale questo orientamento del tempo pieno si crea, di fatto, questa differenza di trattamento; per cui, sotto questo profilo, la deliberazione è debole e si presterà comunque, volendo, anche ad impugnative da parte del personale interessato.

A parte poi il discorso che il tempo pieno non accettato vorrebbe dire non coprire i posti che sono qui indicati come sanitari, potrebbe anche succedere che non si trovi nessun sanitario disponibile ad occupare a tempo pieno questi posti. Non dico che non possa essere una scelta generale, da parte di questo Consiglio regionale, dell'Amministrazione, del tempo pieno, però, stante la situazione, si potrebbe verificare anche questo inconveniente per quei motivi già indicati.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere De Grandis.

De Grandis (P.R.I.) - I chiarimenti che ha fornito l'Assessore sul punto 3, sulla questione del rapporto di lavoro a tempo pieno, a mio avviso non sono sufficienti. Oltre alla disparità di trattamento, che è innegabile - non si può dire che non c'è disparità di trattamento quando alcuni medici possono liberamente scegliere fra il tempo pieno e il tempo ridotto, mentre altri sono costretti a fare il tempo pieno -, ma l'altro punto ancora più grave, secondo me, è proprio quello che riguarda la possibilità che a coprire questi posti si presentino a concorrere dei medici qualificati, nel senso pieno del termine, e non che si corra il rischio che al concorso che verrà predisposto si presenti un numero inferiore di aspiranti a quelli che sono i posti messi a disposizione. Se arriviamo anche a questa stortura, avremo fatto un pessimo servizio con questa deliberazione. Io credo che valga la pena di rimeditare un momento su questo punto, di eliminarlo, dopo di che io sono disponibile a votare questo provvedimento, perché nella sua globalità mi va bene.

Chiedo, anche, se non si tenga conto del fatto che, probabilmente, la questione del tempo pieno verrà sollevata, a termine non lunghissimo, per tutto il personale ospedaliero. Allora, in quei termini, rientrerà anche il personale della neurochirurgia. Non vedo perché debba rientrarci adesso, con anticipo sugli altri, perché poi significa anche innescare, all'interno dell'amministrazione ospedaliera - che è già piuttosto turbolenta da quanto so - degli altri motivi di malcontento, di diatriba, di scontro, di contrapposizione, e non ce n'è bisogno. C'è bisogno di fare le cose nel modo più lineare e pacifico possibile, se vogliamo che funzioni, altrimenti si comincia a nascere col piede sinistro. Io affermo che, se non togliamo questo comma, io non voto a favore di questa deliberazione.

Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono prendere la parola? Allora conclude l'Assessore Rollandin.

Rollandin (U.V.) - Io mi rendo perfettamente conto che impostare la deliberazione includendo il tempo pieno non sia...non dico popolare, ma non veda l'assenza...

(interruzione della registrazione)

...tempo pieno per questi. Abbiamo detto: "Guardate che noi abbiamo la necessità di avere delle consulenze e vogliamo che, chi è in servizio, possa garantire questo servizio anche al di fuori dell'Ospedale". Per fare questo, è necessario che i sanitari che saranno impiegati siano a tempo pieno. È chiaro che è un caso, ma, caso per caso, perché non è mica detto che...al momento in cui la Regione può valutare servizio per servizio, divisione per divisione, caso per caso, non è mica detto che la Regione debba valutare...abbiamo adottato poco tempo fa alcune deliberazioni, non abbiamo mica messo "a tempo pieno", perché, in quei servizi, la necessità di avere del personale a tempo pieno, è chiaro che non era avvertito come per questo, che è un servizio nuovo. Noi chiediamo che per questo servizio nuovo, il sanitario che sceglie, che opta per questo tipo di servizio, sappia che ha un determinato impegno. Noi non possiamo dire che non c'è, che poi un domani glielo faremo presente dopo...questa è una realtà, è un'incombenza che c'è già. Lo so che non è piacevole andare a fare queste considerazioni in un ambiente che ha già delle rivendicazioni che sono di diversa natura. D'altra parte, però, io penso che stia alla Regione far presente le sue incombenze. Non è che vada contro la legge, non è che faccia una scelta che non può fare, ecco, questo lo vorrei precisare.

È vero che si troverebbe del personale nuovo, del personale che quindi viene, sapendo di venire a tempo pieno. Non è che, a personale già incluso, noi automaticamente, solo per uno...diciamo prima di avere preso la globalità, diciamo adesso che questi passano a tempo pieno. Questo non l'abbiamo mai fatto per del personale nuovo. Tra l'altro, tengo a precisare che nei contratti che abbiamo avuto sia a Novara, quindi con il Professor Gemma, sia a Torino, quindi con il Professor Fasano, si è prospettato questo problema e loro hanno detto che, se si impostava un nuovo servizio, era necessario che si impostasse con questa direzione. È chiaro che, ripeto, una scelta di questo genere, non troverà mai il favore dei sanitari. Come non trovano il favore determinate limitazioni di orario, che adesso si attueranno, legate a determinati contratti, per cui adesso alcuni dovranno ridurre il monte ore di libera professione, di professione ambulatoriale esterna. Questo non troverà il favore, perché è comunque una limitazione all'attività. Non entro, adesso, nel merito singolo di ogni cosa, però, su questo tipo di servizio, io ritengo che sia indispensabile avere dei sanitari che siano con questo rapporto di servizio e non a tempo definito...non per castigare qualcuno, ma per esigenze e necessità della Regione, non per, ripeto, fare delle discriminazioni. Tutto lì. Quindi, non ritengo che si possa togliere...dire "tempo definito", solo perché la categoria si risente del fatto che si è scelta un'impostazione che potrebbe essere pericolosa, che un domani potrebbe coinvolgere gli altri. L'ho già spiegato anche a loro. Ho detto: "Questa è una scelta precisa di indirizzo in questa materia, che per noi è particolarmente spinosa e che deve trovare una soluzione, altrimenti facciamo solo delle parole". Altrimenti continueremo a dirci: "Perché non parte l'assistenza? Perché non vengono dismessi gli attuali ospedali psichiatrici? Perché non ci sono i medici? Perché non c'è nessuno che fa questo tipo di servizio?". Ci mordiamo la coda! Questo motivo dico...

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, se non ci sono dichiarazioni di voto, io metterei in approvazione la deliberazione iscritta al punto n. 11.

Faccio presente che l'Assessore...non so se li mantiene, aveva fatto presente, in sede di discussione generale, due emendamenti, che non sono stati distribuiti perché si tratta solo dell'aggiunta di due parole che riguardano, se avete il testo sotto mano, il 3° punto, comma a), dopo "2 assistenti" aggiungere: "preferibilmente in possesso di titoli di specializzazione in neurochirurgia o almeno iscritti al relativo corso di specializzazione". La stessa aggiunta vale anche per gli altri assistenti, cioè: "preferibilmente in possesso di titoli di specializzazione in neurologia o almeno iscritti al relativo corso di specializzazione".

Ci sono particolari osservazioni? Possiamo mettere in approvazione il testo emendato o volete, per eccesso di precisione, mettere in approvazione gli emendamenti? Allora, il testo definitivo è quello che ho letto adesso, con l'aggiunta delle cinque o sei parole che riguardano gli assistenti e che deve essere letto: "preferibilmente in possesso di titoli di specializzazione in neurochirurgia o almeno iscritti a relativo corso di specializzazione", così anche per i due assistenti, al punto successivo, riguardanti la neurologia. È chiaro?

Allora, con queste varianti, rettifiche, emendamenti correttivi, la deliberazione è messa in approvazione per alzata di mano. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Grazie. Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti: 28

Votanti: 28

Maggioranza: 15

Favorevoli: 27

Contrari: 1

Il Consiglio approva con le correzioni tecniche apportate dall'Assessore Rollandin.

Il Consiglio

delibera

1°) di autorizzare, ai sensi della legge regionale 19 febbraio 1975, n. 2 e successive modificazioni, l'amministrazione dell'Ente ospedaliero regionale della Valle d'Aosta a istituire il servizio speciale di neurotraumatologia e neurologia, dotato di un numero complessivo massimo di posti letto non superiore a 14 da costituirsi attraverso la trasformazione di pari unità di posti letto della divisione di ortopedia e traumatologia ed ubicati in locali adiacenti a tale divisione;

2°) di stabilire che, ferme restando le determinazioni che la Regione dovrà assumere in materia di organizzazione dei servizi sanitari in applicazione della legge 23 dicembre 1978, n. 833 e di attuazione del piano sanitario regionale, il sopraccitato servizio espleta attività di prevenzione, diagnostico-curative e riabilitative nel quadro dei servizi ospedalieri della Regione e secondo criteri di interdisciplinarietà nei seguenti settori:

- neurofisiopatologia;

- neurologia;

- neurotraumatologia;

3°) di autorizzare, quale pianta organica del personale addetto ai compiti ambulatoriali, di assistenza e di consulenza espletati dal sopraccitato servizio, l'aumento dell'organico del personale dell'Ente ospedaliero regionale di n. 14 unità cosi ripartite:

A) Personale sanitario

n. 1 primario in possesso di titolo di specializzazione in neurochirurgia;

n. 1 aiuto in possesso di titolo di specializzazione in neurochirurgia;

n. 1 aiuto in possesso di titolo di specializzazione in neurologia;

n. 2 assistenti preferibilmente in possesso di titolo di specializzazione in neurochirurgia o almeno iscritti al relativo corso di specializzazione;

n. 2 assistenti preferibilmente in possesso di titolo di specializzazione in neurologia o almeno iscritti al relativo corso di specializzazione.

Il personale sanitario opera con rapporto di lavoro a tempo pieno.

Il primario, ferme restando le vigenti disposizioni in materia di proprie attribuzioni, opera in collaborazione con il personale addetto al servizio assicurando il conseguimento degli obiettivi connessi alla costituzione ed all'esercizio dei compiti attribuiti al servizio, nonché i conseguenti adempimenti da parte del personale interessato.

B) Personale sanitario ausiliario

n. 1 capo sala

n. 6 infermieri professionali

4°) Ferma restando l'osservanza delle disposizioni di legge e contrattuali che disciplinano modalità di formazione e aggiornamento professionale del personale ospedaliero, allo scopo di garantire al personale medico ed in particolare a quello di estrazione neurochirurgica il mantenimento e lo sviluppo di livelli qualitativi operativi idonei ad assicurare la massima qualificazione professionale, il personale medico del suddetto servizio espleta la propria attività anche in collegamento con altri Centri ospedalieri di neurochirurgia, fatte comunque salve le esigenze di servizio. A tal fine, l'Assessorato regionale della sanità ed assistenza sociale promuove, d'intesa con il servizio stesso ed i competenti organi dell'ospedale, le necessarie ed opportune iniziative;

5°) di stabilire che ai fini del corretto espletamento delle attività di cui al presente provvedimento e nel quadro dello sviluppo delle attività di diagnosi espletate dai servizi sanitari della Regione, con particolare riguardo alla attrezzatura radiologica, l'Assessorato regionale della sanità ed assistenza sociale, con apposito provvedimento, sentito il servizio di radiologia dell'ospedale, promuove l'acquisto e la messa a disposizione per i servizi dell'ospedale regionale di una attrezzatura per la diagnosi radiologica computerizzata (TAC);

6°) di dare atto che alla copertura delle spese per la costituzione ed il funzionamento del servizio speciale di neurotraumatologia e neurologia si dovrà provvedere con la quota del fondo sanitario nazionale assegnato alla Regione per il corrente esercizio 1979, ai sensi della legge 23 dicembre 1978, n. 833;

7°) di impegnare l'amministrazione dell'Ente ospedaliero regionale e l'Assessorato della sanità ed assistenza sociale a promuovere ed a procedere, per quanto di competenza, ai necessari ed opportuni provvedimenti per la sollecita e compiuta applicazione della presente deliberazione.

Si passa alla trattazione del punto n. 12 dell'ordine del giorno.