Oggetto del Consiglio n. 594 del 6 dicembre 1979 - Verbale
OGGETTO N. 594/79 - Soluzione del problema del traffico commerciale internazionale tra Aosta e Courmayeur. Organizzazione di una Conferenza regionale dei trasporti. Mozioni.
Mozione
Rilevato che il traffico commerciale lungo la Strada Statale 26, da Aosta a Courmayeur, ha ormai raggiunto punte elevatissime, insostenibili per le comunità che si localizzano lungo tale tratto stradale;
Constatato che finora l'unico progetto per la soluzione di tale problema contempla la costruzione di una autostrada da Aosta a Courmayeur mentre, secondo alcuni studi, una soluzione ferroviaria risulterebbe più economica, rapida e con minori costi sociali;
Sottolineato che il potenziamento e la ristrutturazione della linea ferroviaria favorirebbe altresì la smilitarizzazione del tratto Aosta-Chivasso con conseguente beneficio a livello occupazionale;
Evidenziato che ancora in recenti Convegni sul problema del trasporto delle merci si è sottolineata l'importanza di potenziare il trasporto tramite ferrovia;
Considerata infine l'importanza di avere a disposizione un maggior numero di elementi e di dati prima di effettuare una scelta pro o contro il progetto autostradale;
Il Consiglio regionale
Delibera
di impegnare la Giunta regionale a:
1) promuovere, in accordo con la Regione Piemonte e la Regione Lombardia un'azione per ottenere l'elaborazione, da parte delle Ferrovie dello Stato di un progetto per la completa ristrutturazione della linea ferroviaria Chivasso-Pré-Saint-Didier con tunnel sotto il Monte Bianco, in modo da renderla atta ad assorbire il traffico commerciale, nel quadro di una riorganizzazione e di un potenziamento complessivo del sistema di trasporto ferroviario in tutta l'Italia nord-occidentale;
2) non assumere nessuna decisione in merito all'autostrada Aosta-Courmayeur e non autorizzare l'inizio dei relativi lavori fino a quando non sia stato possibile operare una scelta ponderata sulla base del confronto fra i due progetti: quello autostradale e quello ferroviario; tenendo conto anche della prossima entrata in servizio dell'asse stradale del Fréjus e della possibilità di limitate modifiche all'attuale super-strada del Monte Bianco (eliminazione dei punti neri e circonvallazione sud di Aosta).
Aosta, 22 novembre 1979
F.to: Elio Riccarand
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Mozione
Il Consiglio regionale:
Visto che è stata avviata una consultazione tra i Comuni della alta valle su un nuovo tracciato autostradale che colleghi Aosta e Courmayeur, senza neppure coinvolgere preliminarmente il Consiglio regionale in un dibattito sul sistema dei trasporti della Valle d'Aosta;
Considerato che tale metodo sostanzialmente superficiale, sottintende la convinzione che una nuova autostrada rappresenti l'unica soluzione possibile per i gravi problemi del traffico sulla superstrada Aosta-Courmayeur;
Preoccupato per le conseguenze di una scelta affrettata, sicuramente sollecitata da interessi potenti (esterni ed interni alla Valle), che porti a trasformare ulteriormente la Valle d'Aosta in un corridoio percorso da nastri asfaltati sempre più estranei alla vita economica e sociale della popolazione valdostana;
Rilevata l'urgenza e l'opportunità di un ampio dibattito sulle soluzioni da adottare, tenendo conto dei risvolti sul futuro economico e sociale e sullo stesso assetto del territorio della Valle d'Aosta;
Delibera
di impegnare la Giunta regionale a promuovere, in tempi brevi, una CONFERENZA REGIONALE DEI TRASPORTI che affronti in modo approfondito e documentato tutti i diversi aspetti delle comunicazioni in Valle d'Aosta.
Aosta, 22 novembre 1979
F.ti: Tonino Alder - Igino Bajocco - Franco Carral
Dolchi (P.C.I.) - Io penso che anche la mozione n. 18 affronti questo problema; comunque, se il dibattito tiene conto di questo, le votazioni saranno comunque separate. La Presidenza ritiene di invitare sia gli illustratori, sia i colleghi che intervengono, eventualmente a tener conto delle due mozioni. Ci sono obiezioni a questo modo di procedere? Credo che serva a sveltire il discorso e forse ad essere più concreti...allora consideriamole abbinate con separazioni di voto e gli interventi possono essere sia sull'una che sull'altra mozione.
Per l'illustrazione del punto n. 17, do la parola allora al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Questa mozione nasce dalla necessità di incominciare a discutere, anche in Consiglio regionale, del costante aumento del traffico merci sulla superstrada del Monte Bianco, delle conseguenze gravi che questo comporta per la popolazione dei Comuni dell'Alta Valle e della stessa città di Aosta, delle soluzioni che si possono e si devono il più possibile velocemente individuare.
Il Presidente della Giunta affermava ieri che su problemi della stessa portata (autostrada e ferrovia) non è la Valle d'Aosta, non è la Regione che decide. Io credo invece che la Regione Valle d'Aosta abbia un ruolo ben preciso da giocare in questo campo e che, anzi, se rinuncia a giocare un ruolo decisivo proprio su questi temi che hanno un significato strategico rispetto al modello di sviluppo economico e sociale che prefiguriamo, allora ogni discorso sul potere locale, sull'autogoverno, sull'Autonomia diventa quel puro esercizio verbale ex sloganistico di cui giustamente il Consigliere Tonino ravvisava ieri nell'affermazione di Salvadori in merito alle norme di attuazione.
Una proposta di soluzione al problema del traffico con merci nell'Alta Valle è stata avanzata: se n'è fatta promotrice di questa proposta la Società Traforo del Monte Bianco, società che ha fatto redigere un progetto di autostrada fra Aosta e Courmayeur, primo passo di un disegno ancora più ambizioso che prevede il raddoppio del tunnel sotto il Monte Bianco; la soluzione autostradale di cui si fa un grande discutere in questo momento...è la società del Traforo del Monte Bianco e gli altri gruppi capitalistici direttamente interessati come la società Val Veny, come la FIAT, che propagandano tramite un uso accorto delle vittime degli incidenti stradali e dei nuovi record di transito sotto il Tunnel del Bianco, e con la solita accondiscendenza della grande stampa e degli organi d'informazione nei confronti dei grossi centri di potere.
Ecco, questo tipo di soluzione suscita in realtà numerose gravi perplessità, perplessità che riguardano i costi di realizzazione; per il progetto autostradale si parla di 300, alcuni parlano di 300-350 miliardi...una cifra che potrebbe poi aumentare ancora nel corso dell'esecuzione dei lavori, e che comunque è già ingente come cifra di partenza, i costi di gestione di questa autostrada...l'autostrada, infatti, richiederebbe una serie di dispositivi, di accorgimenti, che sono molto costosi per poter essere mantenuti in esercizio, dal momento che questa autostrada viaggia a quote relativamente alte e ha delle gallerie estremamente lunghe per un'autostrada, richiede degli impianti di ventilazione per oltre venti chilometri di gallerie a doppia canna che creano dei costi di gestione immensi. Inoltre i tratti all'aperto, gran parte dei tratti all'aperto dovrebbero essere evidentemente riscaldati, perché altrimenti gelerebbero durante la stagione invernale e si creerebbe una situazione in cui i camion ed i TIR escono a grandi velocità dalle gallerie e si trovano su un tratto ghiacciato, quindi ci sono dei costi di gestione che sono enormi rispetto al progetto autostradale.
Poi ci sono i costi sociali che questo progetto implica, i danni ambientali al paesaggio e all'assetto idrologico del territorio, con la conseguenza di produrre frane, col prosciugamento di falde acquifere, eccetera; già lavori di minore entità hanno prodotto dei danni notevoli, pur essendo dei lavori estremamente di minore entità che quelli previsti per l'autostrada. Un altro costo sociale è costituito dalla grande occupazione di suoli agricoli che si determinerebbe; infatti l'autostrada, fra carreggiata e zona di rispetto, avrebbe una larghezza di circa 40 metri. E poi, sempre fra i costi sociali, dovremmo includere i costi derivanti dagli inquinamenti: inquinamenti idrici, inquinamenti atmosferici, inquinamenti da rumore. Inoltre questo tipo di soluzione autostradale determinerebbe la perpetuazione e, anzi, un ulteriore privilegio di un sistema di trasporti, quello su gomma, irrazionale e dannoso. Il costo energetico su autostrada è già oggi 13 volte superiore a quello su rotaia e bisogna inoltre tener presente che nella percentuale di trasporto su gomma l'Italia è attualmente la più elevata fra tutti i Paesi europei: mentre in Italia si trasporta su rotaia soltanto il 14% delle merci, in Germania si trasporta su rotaia il 40%, negli Stati uniti il 41%, in Francia il 44%, in altri Paesi come la Cecoslovacchia si arriva appunto anche al 75% di merci trasportate su rotaia.
Infine l'ultimo aspetto di perplessità e di critiche rispetto al progetto autostradale è che evidentemente l'autostrada fra Aosta e Courmayeur non rappresenterebbe che il primo passo per un raddoppio del Tunnel del Monte Bianco; un raddoppio che evidentemente, una volta fatta l'autostrada, diventerebbe inevitabilmente una logica conseguenza di un'opera talmente costosa che avrebbe come conseguenza di trasformare sempre di più la Valle d'Aosta in budello attrezzato per favorire il grande transito internazionale, con delle conseguenze economiche sociali e anche a livello culturale sulla Valle d'Aosta che sarebbero disastrose. Di fronte a tutti questi rischi è bene valutare attentamente l'opportunità di consentire una simile operazione, è bene soprattutto prendere in seria considerazione ipotesi alternative a quelle autostradali, in particolare l'ipotesi che è più credibile, cioè quella ferroviaria; una soluzione ferroviaria che preveda la modifica e il raddoppio della tratta Chivasso/Aosta, la ristrutturazione completa della tratta Aosta/Pré-Saint-Didier, il tunnel ferroviario sotto il Monte Bianco, in modo da collegare la ferrovia della Valle d'Aosta a una rete internazionale.
L'ipotesi ferroviaria presenta sulla carta numerosi vantaggi: minori costi di gestione (evidentemente la ferrovia richiede senza dubbio anche minori costi in considerazione delle cose che dicevo prima, del fatto che sarebbe a canna semplice invece che a doppia canna, nel fatto che tutta una serie di attrezzature di illuminazione non sarebbero necessarie, eccetera); minori costi sociali (infatti i danni al paesaggio e all'assetto idrologico sarebbero minori, in quanto la sezione di ingombro della ferrovia è più limitata, le gallerie sono semplici e non a doppia canna, eccetera); minor occupazione del suolo agricolo (in quanto la larghezza totale della ferrovia fra massicciata e zone di rispetto è di 25 metri contro i 40 dell'autostrada); scarsissimo inquinamento. Inoltre, con la soluzione ferroviaria, ne deriva una maggiore economicità del sistema del trasporto relativamente ai costi energetici del trasporto e ci sarebbe una serie di conseguenze di riflesso che sarebbero estremamente interessanti con il miglioramento e la razionalizzazione del traffico passeggeri, che andrebbe a beneficio evidentemente di tutta la popolazione valdostana e un grosso incremento occupazionale alla Valle d'Aosta. È da tener presente che una ristrutturazione della linea ferroviaria comporterebbe quasi automaticamente una smilitarizzazione del tratto Aosta/Chivasso, con ulteriore incrementi a livello occupazionale. I costi di realizzazione, invece, non dovrebbero discostarsi molto fra il progetto autostradale e il progetto ferroviario, mentre i tempi e le realizzazioni risulterebbero più lunghi per la ferrovia, però con la possibilità di procedere gradualmente e di utilizzare via via i tronchi già fatti o fatti ex novo.
I problemi maggiori circa la soluzione ferroviaria sono costituiti sostanzialmente da...due ordini di problemi: il primo, dalla necessità di un accordo di carattere internazionale, in particolare da un accordo con la Francia, accordo che non dovrebbe così risultare difficile se si tiene presente dell'ampiezza che ha il trasporto merci in Francia (44% in Francia contro il 14% in Italia). Un secondo aspetto, un secondo problema è costituito dalla necessità di fondo di invertire una tendenza che è caratteristica dell'economia italiana che è quella di essere basata sul trasporto tramite gomma, una tendenza che è stata sviluppata ed è stata determinata da interessi capitalistici ben precisi dal ruolo che ha un'azienda, uno stabilimento come la FIAT in Italia; un'impostazione, una tendenza di fondo che ha prodotto un vero e proprio costume, una vera e propria mentalità che evidentemente è difficile modificare, ma che vanno modificati, soprattutto anche se si riflette un momento sulle conseguenze che avrà questo sistema di trasporti: la crescente crisi energetica.
Comunque l'obiettivo di questa azione non è quello di dire...infatti penso che risulti molto chiaro nella lettura sia delle premesse, sia del dispositivo della delibera "sì alla ferrovia, no all'autostrada", anche se chiaramente noi propendiamo, come Movimento, per dire sì alla ferrovia e no all'autostrada, ma nella mozione non è contenuto specificatamente questo concetto. Il motivo della mozione è quello di avere più elementi per valutare, analizzare e scegliere. Noi crediamo ad esempio che non si possa andare a chiedere ai Comuni dell'Alta Valle se sono d'accordo con l'autostrada se non si offre loro nessun'altra soluzione alternativa; è chiaro che i Comuni, pur di togliersi i TIR dalla porta di casa, dicono di sì all'autostrada se non viene fatta loro nessun'altra proposta concreta! Ai Comuni e a tutta la Comunità valdostana bisogna proporre varie soluzioni e non solo un referendum pro o contro l'autostrada che sarebbe una produzione sterile e a senso unico. Così il senso della mozione è questo, perché come esiste un progetto autostradale...anche se finora quello che è stato portato a conoscenza dei Consiglieri è solo una descrizione cartografica non corredata da descrizioni di particolari, non corredata da calcoli sui costi, non corredata da studi geologici...comunque esiste un progetto autostradale, probabilmente sarà anche più definito di quello che posso conoscere io, che possono conoscere altri Consiglieri. È necessario avere nel più breve tempo possibile un progetto ferroviario, in modo da poter fare dei confronti e poter valutare in modo preciso qual è la scelta più giusta, più corretta, più valida per la Comunità valdostana; nel frattempo si possono fare delle cose, non è necessario rimanere fermi in attesa di vedere anche un progetto ferroviario, di poter valutare differenti alternative, ci sono delle cose che possono essere fatte subito, e che io evidentemente - sono già in discussione - ripropongo in questo Consiglio, ad esempio la limitazione con ordinanza prefettizia del traffico dei TIR riducendo un...che potrebbe riguardare sia la riduzione delle ore in cui si può transitare nelle strade della Valle d'Aosta, sia impedendo il transito attraverso la Valle dei TIR che vanno oltre un determinato peso...credo che già in altri Paesi ci siano esperienze in questo senso.
Una seconda cosa che può essere avviata subito è il miglioramento dell'attuale strada Aosta/Courmayeur eliminando i punti più pericolosi. Terzo aspetto è appunto che si può cominciare ad avviare la realizzazione di una circonvallazione sud di Aosta, con una carreggiata simile a quella dell'attuale strada del Monte Bianco, cioè non con un'impostazione che, diciamo così, sia d'anticipo alla futura autostrada.
Ecco, il senso di questa mozione è appunto quello di dare al Consiglio e a tutta la Comunità valdostana...di avere i maggiori elementi per avere in particolare un progetto ferroviario, e di poter arrivare a una decisione che sia ponderata e che tenga presente tutte le possibili soluzioni alternative.
Si dà atto che dalle ore 16,52 assume la Presidenza il Vice Presidente Renato Faval.
Faval (U.V.) - Visto che il Consiglio ha accolto la proposta di abbinare la discussione delle due mozioni, penso che a questo punto sarebbe opportuno che si procedesse all'illustrazione anche della seconda mozione. Qualcuno chiede la parola? La parola al Consigliere Bajocco.
Bajocco (P.C.I.) - Durante l'arco dell'anno...non è la prima volta che il Gruppo Comunista con interpellanze e mozioni ha cercato di tallonare la Giunta per arrivare a qualcosa di concreto... Nel febbraio di quest'anno abbiamo presentato un'interpellanza che poi è stata unificata e discussa assieme alla mozione dei Democratici Popolari sull'utilizzazione del tronco ferroviario Chivasso/Aosta/Pré-Saint-Didier: il deliberato impegnava la Giunta di voler prendere contatto con il Ministero dei Trasporti per vedere la sua proposta di soppressione del tratto ferroviario Aosta/Pré-Saint-Didier, di avviare trattative per ammodernare impianti e mezzi di trasporto, e concordare tempi e modalità per l'attuazione di un trasporto ferroviario potenziato ed adeguato sulla linea ferroviaria Chivasso/Aosta/Pré-Saint-Didier. In aprile abbiamo presentato una mozione in cui si chiedeva di impegnare la Giunta a presentare, entro breve tempo, uno studio sulla linea Chivasso/Aosta/Pré-Saint-Didier, ma questo punto è stato respinto dalla maggioranza; è stato però approvato il secondo: "di impegnare altresì la Giunta regionale a promuovere un incontro con la Regione Piemonte per discutere dell'integrazione esistente, sulla questione, fra le due Regioni e per individuare eventuali scelte ed iniziative comuni o almeno non contrastanti". Nel maggio di quest'anno abbiamo ripresentato una mozione, votata da tutto il Consiglio, in cui si richiedeva di istituire un apposito Ufficio trasporti quale necessario supporto tecnico al lavoro della Giunta regionale, in grado di fornire dati precisi e conoscenze scientifiche, e di presentare, entro 6 mesi, una proposta di legge generale sui trasporti che delineasse il comportamento della Regione, degli Enti locali, degli operatori privati, con il coinvolgimento, per una politica programmata dei trasporti, delle forze politiche, sociali ed economiche, per arrivare con strumenti e procedere per la formazione di un Piano regionale dei trasporti quale inizio completo di una politica di sviluppo programmata da parte della Regione.
Oggi siamo di nuovo qui a discutere di questo grande e grave problema, un anno è passato e siamo al punto di partenza! Non sappiamo se è stato fatto qualcosa dalla Giunta o non fatto, o cosa intende fare la Giunta su questi problemi. Forse questo lo abbiamo capito da una riunione che vi è stata della Commissione "Lavori Pubblici": si vuole arrivare ad un'autostrada o superstrada Aosta/Courmayeur senza prima studiare a fondo il problema dei trasporti e cercare quale possa essere la soluzione migliore. Più volte abbiamo detto che la soluzione migliore è quella di fare qualcosa, ma qualcosa subito, cercando di danneggiare il meno possibile la poca agricoltura rimasta e di deturpare il meno possibile il paesaggio, che l'opera sia realizzata al più presto e con il minor costo...è inconcepibile il metodo che ha di lavorare questa Giunta! Si parla di un'autostrada o di una superstrada, ma della tangenziale di Aosta non se ne accenna; il Comune di Aosta è, per questa Giunta...come non esistesse! Il fatto che fino ad oggi - a meno che non si sia verificato in questi giorni - la Giunta regionale non si sia sentita in dovere, in obbligo di sentire il Comune di Aosta su un problema così grande...sembra che i TIR per Aosta non passino, sembra che i TIR quando arrivano all'altezza di Sarre si fermino e ci sia qualche cosa a sé che fa sì che si trovino automaticamente all'autoporto, quando noi sappiamo benissimo che passano attraverso la città, passano in diversi Comuni della Valle creando veramente disagio e pericolo! Ugualmente non si è accennato del problema dopo lo svincolo di Quart, il tratto di strada tra Quart e il cavalcavia, dove vi è, anche lì, una strada molto stretta e molto pericolosa. Il modo più assurdo...e come sono stati prima di tutto interpellati i Sindaci della Valle d'Aosta sui problemi dell'autostrada! Sono stati convocati separatamente dalla Regione, che ha messo sul tavolo il tracciato del loro solo Comune sul quale l'ANAS intenderebbe percorrere, e si è detto loro dell'urgenza, sollecitato i Consigli comunali di riunirsi al più presto per dare una risposta nel deliberato favorevole.
Noi Comunisti non accettiamo questo metodo. A nostro avviso il tempo mussoliniano è passato, ci dev'essere un metodo diverso, un metodo più democratico, se vogliamo veramente mantenere quella libertà che ci siamo conquistati nel lontano, ai Comuni su questo aspetto togliamo veramente l'autonomia. Prima di arrivare a questa soluzione...non è giusto, a mio avviso, che il provvedimento vada in discussione in questo Consiglio regionale, proprio perché nel mese di maggio avevamo presentato una mozione che impegnava la Giunta - come dicevo prima - ad istituire un Ufficio di trasporti e a presentare, entro 6 mesi, un Piano regionale dei trasporti che affrontasse globalmente la situazione del traffico stradale ferroviario...i 6 mesi sono passati, stiamo attendendo. Io spero veramente che il Presidente della Giunta oggi ci dica qualche cosa in merito dopo il dibattito del Consiglio.
A mio avviso bisognava, attraverso i Consigli comunali e le Comunità Montane, con la popolazione, investire del problema la popolazione...a mio avviso si avrebbe avuto una maggior forza a portare avanti questo provvedimento verso gli uffici competenti nazionali per poter ottenere i finanziamenti, che non sappiamo quando ci saranno e sappiamo che i finanziamenti saranno molto importanti! Se un'azione comune fosse stata portata avanti, sarebbe stata un'azione più democratica, con dei risultati diversi; a mio avviso, vedendo la documentazione...non tutti i Comuni hanno risposto positivamente al problema...abbiamo visto il Comune di Jovençan e il Comune di Courmayeur che hanno delle difficoltà e chiedono dei tracciati diversi, altri Comuni hanno risposto "nì"...sì, così, a denti stretti proprio, con la speranza...in base a quanto diceva prima il Consigliere Riccarand...per vedersi veramente portare fuori i TIR dall'interno del proprio Comune.
Non si dica che questo è il miglior tracciato proprio perché qui si parla del fatto che il 40% di questo tracciato passa in galleria! Teniamo presente che quando il lavoro sarà iniziato...dovrà per forza maggiore essere finito, e chi mi dice che il tracciato migliore sarà predisposto e non ci saranno intoppi? Non vorrei che, in corso d'opera, per ragioni di calamità naturali, non si potesse proseguire con quel tracciato...ed allora si richiederanno delle varianti del progetto dove si passerà, si passerà di sicuro in quelle aree dove attualmente i Comuni hanno risposto che non sono d'accordo di percorrere quella via, bensì per l'altra via...ma per forza maggiore, se vogliamo finire questa opera saremmo poi costretti a passare veramente su quella parte! E qui noi sappiamo molto bene che toglieranno via quella piccola fetta che veramente serve ancora in agricoltura, nella nostra Regione; per questo, a nostro avviso, era necessario - e ancora siamo in tempo - studiare e approfondire meglio il problema.
Il Gruppo Comunista ha fatto diverse assemblee nell'Alta Valle: in questa riunione, la maggioranza dei presenti...non sono stati troppo soddisfatti del problema di una nuova arteria, di un nuovo corridoio asfaltato; chiedono che ci sia un immediato...e a nostro avviso potrebbe essere la cosa migliore...un allargamento dell'attuale assetto stradale. Non vogliamo che qualcuno dica che i Comunisti credono di aver la verità in tasca perché dicono va bene l'autostrada, può costare 500 miliardi, perché si parla di 350 miliardi...oggi sappiamo che prima che verranno iniziati passeranno 7-8 anni, non è che inizino domani, perché il finanziamento non c'è, si dovranno appaltare, sappiamo bene gli iter quali sono, è logico che arriveremo a delle cifre molto più elevate, ecco. Non è con questo che noi vogliamo dire di aver la verità in tasca quando diciamo che siamo propensi a un allargamento, a un allargamento immediato per dare veramente qualche cosa subito alla gente. Noi vogliamo con questo avere un confronto aperto, dovremo avere del materiale per studiare a fondo, e siamo dell'avviso che solo con un confronto fra tutte le forze politiche si potrà portare avanti questo problema in un modo diverso. Noi siamo dell'avviso che il pericolo della strada, con tutti i TIR che passano...oggi lo vediamo molto bene, esiste, sappiamo che la ferrovia non può sopperire al disagio della strada attuale. Per questo chiediamo nel nostro deliberato "di impegnare la Giunta regionale a promuovere, in tempi brevi, una Conferenza regionale dei trasporti che affronti in modo più approfondito e documentato tutti i diversi aspetti delle comunicazioni in Valle d'Aosta". Grazie.
Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Clusaz.
Clusaz (U.V.) - Subito per controbattere due falsi del Consigliere Riccarand: primo, il progetto a cura del Traforo del Monte Bianco per conto dell'ANAS non è di autostrada, ma di superstrada, e quindi le zone di rispetto non sono quelle indicate da Riccarand; secondo, non è prevista nessuna ventilazione alle gallerie in quanto nessuna supera i tre chilometri.
Detto questo, intendo fare una premessa: il mio intervento non sarà quello ufficiale dell'Union Valdôtaine, perché a illustrare questa posizione al Consiglio spetta di diritto al mio Capo Gruppo o al responsabile della Commissione "Territorio", Faval. Detto questo, voglio però precisare che anche se il mio intervento è a titolo personale, non è comunque una voce isolata, perché - e sarà bene tenerlo in debito conto - sono autorizzato o, meglio ancora, invitato a parlare anche a nome delle Amministrazioni comunali di Villeneuve, Arvier, Avise e La Salle...con le altre non ho avuto occasione di aver contatti, per cui sarebbe disonesto tirarle in ballo. Prego comunque la Presidenza affinché questa premessa, come diceva a suo tempo Bordon...rimanga agli atti.
Veniamo alla mozione...sono perfettamente d'accordo con il primo punto dell'illustrazione, tant'è vero che mi sono detto: toh! non l'avrei mai immaginato che il collega Riccarand si fosse ravveduto fino al punto di presentare una mozione che sollecita la definizione di quest'annoso problema! In effetti, il primo punto dell'illustrazione recita testualmente: "Rilevato che il traffico commerciale lungo la Strada Statale 26, da Aosta a Courmayeur, ha ormai raggiunto punte elevatissime, insostenibili per le comunità che si localizzano lungo tale tratto stradale"...esatto, parole sante per chi ci crede ai santi, naturalmente! Ebbene, Riccarand, la mia illusione è però subito svanita, mi è bastato leggere il secondo punto per rendermi conto che quanto era scritto al "rilevato" era tutto un bluff. In effetti, il secondo punto dice: "Constatato che finora l'unico progetto per la soluzione di tale problema contempla la costruzione di un'autostrada da Aosta a Courmayeur - non è vero - mentre, secondo alcuni studi, una soluzione ferroviaria risulterebbe più economica, rapida e con minori costi sociali"; ebbene Riccarand, questo, oltre ad essere un sistema elegante per rinviare la soluzione del problema all'anno 3000 è anche in netto contrasto con il "rilevato" del punto 1, contiene delle affermazioni che definirle false e tendenziose è il minimo che si può dire, e non so fino a che punto c'entri o non c'entri per niente la buona fede!
Scrive Riccarand che finora l'unico progetto per la soluzione di tale problema contempla la costruzione di un'autostrada Aosta/Courmayeur...allora io gli rispondo: e dove lo mette l'altro progetto presentato ai Comuni da parte dell'ANAS due anni or sono? E qui invito anche il P.C.I. ad essere più prudente su questo punto...chiusa la parentesi. Sa il Consigliere Riccarand quali erano state, a suo tempo, le prese di posizione dei Comuni interessati? È chiaro che non può dire di sì, altrimenti sarebbe costretto ad ammettere che scrivendo questa mozione sapeva benissimo di essere in malafede! Allora, dato che non lo può sapere, glielo dico io: i Comuni hanno esaminato, circa due anni or sono, l'allora progetto dell'ANAS che prevedeva un allargamento dell'attuale Statale 26, tratto Aosta/Courmayeur, sottolineo "Statale 26", e non superstrada, perché quella non è una superstrada, ma la strada della morte, perché di morte si tratta! Cos'hanno risposto all'ANAS questi Comuni? Con un netto parere contrario, perché secondo loro - e giustamente, a mio avviso - quel progetto non risolveva assolutamente il problema della viabilità, semmai in molti punti lo complicava...dunque, se non lo risolveva allora, vogliamo illuderci che lo risolva ora, dopo che ogni mese si batte il record dei passaggi?
Ripeto che è falso affermare che l'attuale sia l'unico progetto esaminato dai Comuni, come non è vero sostenere - e qui mi rivolgo ad altri - che se i Comuni avessero avuto la possibilità di esaminare un progetto di riadattamento dei tracciati, sfruttando al massimo le possibilità di allargamento degli attuali, avrebbero probabilmente dato parere favorevole! Ripeto che a quel progetto i Comuni hanno risposto - se non tutti, quasi tutti - con un secco "no"!
Ho sottomano solo la delibera del Comune di Arvier, ma grosso modo erano tutte uguali...vi faccio grazia di buona parte delle motivazioni che hanno determinato il parere negativo, mi limiterò solo al succo, e il fatto stesso che una delibera consiliare sia così lunga sta a dimostrare che, contrariamente a quanto si vuole far credere, il problema è stato più che dibattuto da parte dell'Amministrazione comunale. Cosa dice, in sostanza, la delibera del Comune di Arvier di due anni or sono? E per la lunghezza penso che ve ne farò senz'altro...mi limiterò, come ho detto, ai punti essenziali; allora, è questa, è in data 23 marzo 1978, cioè di circa due anni fa: "Udita la relazione del Sindaco Presidente, dato atto in via preliminare dell'assoluta urgente necessità di risolvere il problema della circolazione stradale sulla Statale 26 nel tratto compreso fra Aosta e il Traforo del Monte Bianco, in quanto l'attuale strada è del tutto inadeguata e insufficiente a contenere il traffico sempre più ingente rappresentato in particolare dal numero sempre maggiore degli autocarri TIR dei trasporti internazionali e, di conseguenza, si fa di giorno in giorno più pericolosa; rilevato che il progetto di ammodernamento della strada in oggetto, così com'è stato predisposto, non solo non risolve, ma aumenta la pericolosità del transito sulla strada stessa, in quanto migliorando il tracciato invoglia i conducenti degli automezzi pesanti ad una maggiore e più pericolosa velocità a danno e scapito dei pedoni e degli automezzi leggeri... - e qui non sto a dire tutte le argomentazioni, mi riferisco al deliberato - ...dopo varia ed ampia ed animata discussione, a cui prendono parte tutti i Consiglieri presenti - ed erano 14 su 15, uno era ammalato - espresso in voto unanime nei modi di legge, delibera di esprimere parere nettamente contrario al progetto di massima per l'adeguamento e l'ampliamento della Strada Statale 26 fra Aosta e il Traforo del Monte Bianco, quale è stato predisposto dall'ANAS, sia per quanto riguarda il progetto in generale, che così come è stato predisposto non risolve nella maniera più assoluta il problema del traffico, e sia per quanto riguarda il tratto interessante il Comune di Arvier, dato i gravi danni che il tracciato proposto arreca al Comune stesso; di proporre in alternativa all'ANAS la costruzione di un'autostrada o, quanto meno, di una camionabile direttamente da Aosta al Traforo, eliminando sulla strada attuale il transito degli automezzi pesanti, utilizzando in sede di costruzione del nuovo manufatto quante più gallerie possibili, in modo da recare meno danno alle coltivazioni agricole...eccetera, eccetera...di dare mandato e formale incarico al Sindaco perché voglia opporsi in ogni modo ad effettuare tutti i passi necessari presso le Autorità competenti atti ad evitare che il progetto, così come è stato predisposto, possa avere pratica esecuzione". Ecco, questo era quanto diceva la delibera del Comune di Arvier, ma che, grosso modo, rispettava anche le altre Amministrazioni comunali, vedi quella di La Salle, vedi Villeneuve, tutte le altre, grosso modo le deliberazioni erano tutte così.
Ma veniamo al deliberato della mozione...e cosa dice? "di impegnare la Giunta regionale a promuovere, in accordo con la Regione Piemonte e la Regione Lombardia un'azione per ottenere l'elaborazione, da parte delle Ferrovie dello Stato di un progetto per la completa ristrutturazione della linea ferroviaria Chivasso/Pré-Saint-Didier"...e qui ritengo che non solo io, ma tutto il Consiglio sia d'accordo, siamo tutti d'accordo per questo, ma dove casca l'asino è qui: dove si dice che "con tunnel sotto il Monte Bianco, in modo da renderla atta ad assorbire il traffico commerciale", eccetera, eccetera...altro che Alice nel mondo delle meraviglie! Non sono un tecnico, ma non c'è comunque bisogno di esserlo per fare alcune considerazioni elementari così, terra a terra. Ma pensiamo per un momento di farla solo da Aosta al Tunnel del Monte Bianco; per prima cosa occorrerebbe una galleria lunga una quarantina di chilometri, perché non si può pensare che un treno con una lunghezza di 400 metri circa - e quindi col suo relativo carico - possa affrontare i dislivelli che affrontano i camion, né di sfruttare, sia pure in minima parte, quell'attuale percorso ferroviario e un convoglio lungo 400 metri (anche se sembra enorme è il minimo che si può pensare), perché in pratica arriva poi a caricare sì e no solo una quindicina di TIR e non di più, e ve lo dimostro. L'autosnodato arriva a 15-16 metri di lunghezza e l'autotreno più comunemente chiamato camion-rimorchio arriva addirittura a 19-20 metri, 8-9 metri la motrice con quattro assi, 8-9 metri il rimorchio con altri 4 assi, un metro e mezzo, due metri il timone; a questo dobbiamo aggiungere almeno un metro di tolleranza del pianale ferroviario e un metro per parte per i respingenti ed arriviamo a 22-23 metri di lunghezza ogni camion; moltiplichiamolo per 15-16 TIR più due locomotori ed arriviamo a 400 metri di lunghezza! I due locomotori sono indispensabili sia per la lunghezza del convoglio e sia per il peso che dovrebbero trainare o spingere, non meno di 1.000 tonnellate, 10.000 quintali. E anche qui lo documento subito: la portata a pieno carico e senza potenziale...il potenziale, per chi non lo sapesse, è una licenza speciale concessa da parte della Motorizzazione Civile per i trasporti in concessione per diversi tipi di merce oltre agli inerti, le cinque, dieci, quindici tonnellate a seconda del tipo degli automezzi che vanno ad aggiungersi alla normale portata dell'automezzo...dunque, dicevo, la portata a pieno carico e senza potenziale dell'autosnodato o dell'autotreno arriva fino a 44 tonnellate, anche se lo sappiamo benissimo che viaggiano quasi tutti con sovraccarico, ma non teniamone conto, né di questo, né del potenziale, ed avremo comunque oltre 700 tonnellate rappresentate dai 15-16 TIR, 150-200 tonnellate rappresentate dai pianali e 100-150 tonnellate rappresentate dai due locomotori.
Ritengo che nessuno vorrà abolire il traffico passeggero e allora i binari dovrebbero essere almeno tre, e ammesso che bastino...ma non basteranno, perché sfruttare sia pure in minima parte il tracciato attuale, ripeto, è impossibile, e per molte ragioni: sia per il problema delle pendenze, sia per il raggio delle curve, sia per il sottofondo, e sia perché tutte le gallerie sono basse di almeno un metro e mezzo o addirittura due, perché dobbiamo sommare l'altezza del pianale più l'altezza dei TIR. D'altra parte, innestare il traffico passeggeri nei binari del traffico merci è impossibile, e ve lo dimostro, non solo perché il treno merci non dovrebbe fermarsi in nessuna stazione, ma perché gli intervalli vicinissimi che questo dovrebbe avere...infatti, pur non considerando un incremento del traffico, anche se questo è pura illusione, e non considerando il traffico passeggeri, e pur ammettendo un servizio efficiente da catena di montaggio 24 ore su 24 ore, senza prevedere il minimo incidente, e Sindacati permettendo, avremmo un convoglio di 400 metri di lunghezza ogni otto minuti. Ci rendiamo conto di cosa vuol dire? E il conto, anche qui, è presto fatto: dividiamo i 2.700 TIR diviso 15, che sono la portata del treno, ed abbiamo 180 convogli al giorno; dividiamo per 1.440 primi corrispondenti alle 24 ore ed abbiamo un convoglio ogni otto minuti primi; e, ripeto, senza alcun imprevisto e senza aumento di traffico. Poi viene da chiedersi: come si fa a preparare e quindi a caricare e scaricare un convoglio del genere in otto minuti? Per presto che si possa fare non basterà certamente un'ora o un'ora e mezza, anche coi mezzi più moderni! E quindi quante piste di lancio, di carico e di scarico occorrono? Altro che la stazione centrale di Milano! E con la loro lunghezza quanto terreno porterebbero via ai Comuni di Brissogne, Pollein e Charvensod? Se si considera poi che i tre binari non saranno assolutamente sufficienti per il prossimo futuro e la dimensione che prenderebbe la stazione di partenza e arrivo, sono più che convinto, per quanto riguarda il terreno, che non solo non si risparmierebbe nulla, ma, al contrario, ne occorrerebbe molto di più!
Costo dell'opera: ritengo che non ci sia bisogno di avere fatto le scuole alte per rendersi conto che solo il tunnel verrebbe ad avere un costo di gran lunga superiore a tutto il previsto tracciato fino al Monte Bianco; se poi lo si volesse far continuare fino a Chivasso, è chiaro che i costi, già di per sé enormi sia per quanto riguarda il costo dell'opera e sia per quanto riguarda il numero dei locomotori, verrebbero moltiplicati per due o per tre. E sull'attuale autostrada Torino/Aosta si potrebbero piantare fiordalisi o non ti scordar di me, e di fronte a questi dati che nessuno può onestamente contestare si dice semplicemente: non facciamo niente, anzi peggio, perché in pratica si dice: guai se fate qualcosa, perché chi ci crede ormai più a queste solite favole? Dobbiamo discutere, fare dei dibattiti, fare dei convegni, avere più elementi a disposizione, cercare un'alternativa all'attuale progetto ANAS che non esiste...ma inventiamola!
Riccarand ora riscopre la ferrovia, e nel frattempo dice: eliminare i punti neri sull'attuale Statale 26; vorrei invece che mi dicesse dove sono i punti bianchi, perché se ogni famiglia che ha perso un suo caro su quella famigerata strada volesse o potesse mettere una lapide, la Valle d'Aosta avrebbe un triste record: quello di possedere il cimitero più lungo del mondo, oltre 40 chilometri, per cui definire il deliberato di questa mozione "pazzesca e irresponsabile" è il meno che si possa dire! Si potrebbe accettarla come una carnevalata se a far le spese non fosse la popolazione della Valle d'Aosta e in particolar modo quella dell'Alta Valle! È chiaro che la soluzione radicale, la migliore sarebbe quella di poter mettere una putrella orizzontale, con un'altezza massima di due metri, da terra all'imbocco del tunnel, su quello siamo tutti d'accordo; ma soluzioni di questo tipo sarebbero pure illusioni e, ancora una volta, verrebbe gabbata la popolazione valdostana.
Qui mi riallaccio ad un passaggio dell'intervento di ieri del Consigliere Tonino, in occasione dell'illustrazione o della replica - non mi ricordo più - della sua interpellanza sulle linee di sviluppo del Piano regionale, quando diceva che dobbiamo avere le idee chiare...non possiamo aspettare a dire questo, non si può perché lo Stato non ha ancora deciso, o non ha i soldi o non ha le idee chiare in proposito, per cui anche noi non possiamo averle.
Per quanto mi concerne, invece, e mi riferisco al succo della mozione, le idee chiare su questo punto le ho sempre avute, per qualcuno anche troppo; basterebbe pensare che nel 1967-1968, in una riunione dei Sindaci dell'Alta Valle, a Morgex, ricevetti dei sorrisi ironici da parte di quasi tutti i miei colleghi quando sostenni che fra dieci anni sarebbero stati proprio i Sindaci che allora si dichiaravano contrari a chiedere l'autostrada, cosa puntualmente verificatasi...che poi la si chiami "autostrada", "camionabile" o "superstrada" poco importa! E coloro che sostengono così, a spada tratta, il problema della salvaguardia della nostra agricoltura, li inviterei perlomeno ad essere più obiettivi, perché se è vero, da una parte...una parte della nostra agricoltura verrà sacrificata, e questo è purtroppo l'inevitabile rovescio della medaglia, e qui sono perfettamente d'accordo che bisognerà cercare di fare tutto il possibile - dove questo è tecnicamente e compatibilmente possibile - affinché i danni vengano ridotti ai minimi termini, ma...dove sono le zone agricole maggiormente colpite? Proprio quelle interessate alla circonvallazione sud e, guarda caso, sottolineo "guarda caso", proprio lì dove sia il Partito Comunista che lo stesso Riccarand sono favorevoli! E allora diciamocelo onestamente che quello della salvaguardia agricola è un falso problema, è un falso cavallo di battaglia, perché a monte della circonvallazione sud, tolto un tratto in Comune di Aymavilles, i danni all'agricoltura sono contenutissimi.
Un'altra cosa a mio avviso che puzza lontano un miglio è quella che i più accaniti avversari della nuova arteria siano proprio quelli che non abitano in quelle località e che praticamente non si servono di quella strada, o se ne servono solamente - o quasi solamente - nei giorni festivi, quando il traffico pesante è fermo e non esiste; mentre sarebbe molto più onesto, e sottolineo "molto più onesto" e molto più corretto lasciare decidere a quelle popolazioni di quale morte vogliono morire, perché, anche qui, di morte si tratta! Quali guardiani della terra, di coloro che di quella terra vivono anche se faticosamente...e se a tale decisione sono arrivati, certamente dall'altra parte della bilancia hanno messo i pericoli mortali a cui quotidianamente sono sottoposti. Quindi se essi, tramite i loro legittimi rappresentanti, e cioè le Amministrazioni comunali, non solo sono d'accordo, ma lo richiedono, ritengo che sia vergognosamente disonesto cercare dei cavilli, dei falsi per rimandare il problema alle calende greche, o di interpretare in maniera ambigua e sleale le loro decisioni prese in perfetta autonomia.
Riepilogando un "no" fermo senza equivoci a questa mozione e un "sì" altrettanto fermo e senza equivoci alla nuova arteria proposta dall'ANAS, naturalmente confermo l'invito all'Assessore affinché in fase esecutiva non lasci nulla di intentato per ridurre al minimo i danni al territorio e alle coltivazioni agricole, specialmente nei Comuni più sacrificati; quanto detto non impegna, ripeto, il mio Movimento, ma personalmente chi vi parla e le Amministrazioni dei 4 Comuni che prima vi ho accennato. Grazie.
Si dà atto che dalle ore 17,14 riassume la Presidenza il Presidente Giulio Dolchi.
Dolchi (P.C.I.) - È iscritto a parlare il Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.
Pedrini (Ind. P.L.I.) - Grazie Signor Presidente.
Io debbo dire che non ho il piacere di conoscere a fondo, o anche in superficialità, il Consigliere Riccarand; debbo altrettanto dire con estrema onestà che l'ho seguito dal primo giorno che è entrato in quest'aula, anche se poi al Consigliere Riccarand non può interessare, comunque è un concetto che desidero esprimere: di essere sempre stato molto preparato negli argomenti che ha trattato, di aver anche avuto più volte la mia approvazione su certi punti per alcune impostazioni, e quindi di avere la mia stima...di dare la mia stima ad un collega che, sino ad oggi, si era sempre preparato veramente a fondo su tutto quello che egli aveva presentato...la cultura, specialmente su certi punti, un'intelligenza viva. Oggi debbo dire che non penso che il Consigliere Riccarand abbia fatto, lui, questa mozione, e lo dico con tutta onestà, così come qualcuno ha parlato di "disonestà politica", perché ci sono scritte su questa mozione delle cose veramente utopistiche; per cui io penso che il suo Partito, che egli ritiene un Partito con i piedi per terra, veramente questa volta non abbia saputo seguire quella strada maestra che conduce alla verità dei fatti.
Io mi richiamo soltanto...e non voglio parlare a lungo...richiamo soltanto due articoli apparsi su Il Monitore Valdostano della settimana scorsa...in anteprima, questa mattina, sul giornale che uscirà domani, su due studi fatti da persone a ciò incaricate: uno su quello che pensano i Francesi e su quello che pensano i tecnici sia sulla superstrada...noi vediamo molto meglio la superstrada che non l'autostrada...che sulla ferrovia, e verrò su questo argomento.
Riguardo poi a quello che in effetti si dice "limitazione del traffico", mi permetta, Consigliere Riccarand, questa è veramente una dittatura che si vuole imporre, perché siamo in un'Europa libera, e tutti hanno il sacrosanto diritto di fare i loro comodi quando sono su un TIR e camminare quando ritengono meglio, non essere fermati perché un Prefetto o un Presidente della Giunta ritiene che la strada non sia sufficiente, eccetera! Siamo noi Valdostani, a un dato punto, che non siamo all'altezza della situazione; è stato provato, e si sta studiando in questo momento - forse meglio che in Val d'Aosta la superstrada - il viadotto sotterraneo che da Calais porta in Inghilterra. Avremo un'autostrada che parte da Londra e arriverà fino a Palermo senza uscire un minuto solo da quell'autostrada, tranne che a Courmayeur per entrarvi poi dopo Aosta.
Questa è la vergogna, se il Consigliere Riccarand me lo permette, di questo stato di cose che abbiamo in Valle d'Aosta...limitazione del transito...noi siamo degli uomini liberi e vogliamo continuare ad essere liberi in tutti campi, senza essere checché lei, tutte le volte in cui parla, si lasci trascinare dalla demagogia e ci venga a parlare di capitalisti...la FIAT, i TIR che vengono...gli Americani, anche i Russi li vendono, li vendono tutti i Giapponesi...smettiamola di fare questa trita e falsa demagogia, parliamo veramente di cose concrete, parliamo di treni! Ma lei non ha sentito che cosa dicono i Francesi? Ma prima di porre una...cosa, bisognava sentire che cosa pensava l'altra Nazione vicino a noi! Lei non si sarebbe nemmeno sognato di scrivere una frase di treni sentendo che cosa pensano dall'altra parte...a parte poi tutte le verità che ha detto il Consigliere Clusaz sul fatto che poi nessuna ditta, nessuna azienda dei grossi capitalisti - come dice lei - si serve più dei treni. Abbiamo...a parte i ritardi, a parte tutte le cose che si potrebbero dire dei treni, facciamo semplicemente ridere quando diciamo di fare un trasporto internazionale o europeo che arriva fino in Danimarca, fino in Olanda che arriva in tutte le parti d'Europa, e noi parliamo di treni, non diciamo delle cose...io non voglio adoperare delle parole pesanti, ma veramente quando si esce così da quelli che sono i binari della logica, si vuole soltanto fare della demagogia per la demagogia o si vuole a tutti i costi rovinare ancora maggiormente la Valle d'Aosta, penso che questo sia il momento veramente di farlo e di approvare la sua mozione.
Evidentemente si parla di ferrovia, non parliamo della demordenizzazione, perché su quella ha detto bene Clusaz, siamo tutti quanti d'accordo, sappiamo, abbiamo scritto, visto, leggiamo e abbiamo detto...anche su questo, secondo me, la Giunta regionale non è abbastanza forte, non è abbastanza cattiva, non è abbastanza dura. Noi dobbiamo veramente contare qualche cosa, non battiamo mai i pugni sul tavolo, forse di qualche Ministro che magari con i pugni sentirebbe; forse siamo troppo educati, dobbiamo anche qualche volta saper mettere noi uno scarpone su qualche scrivania, questa è la realtà di fatto che abbiamo. Il mio amico Lanivi ha fatto bene un gesto...bisogna anche qualche volta minacciare, non arriviamo evidentemente alle Brigate Rosse, ma comunque qualche volta bisogna anche saper minacciare, perché è inconcepibile che evidentemente si arrivi in uno stato tale di cose per cui la popolazione dell'Alta Valle è veramente iugulata, e ha detto bene Clusaz: è iugulata in maniera che si tocca personalmente.
Il Partito Comunista cita una Conferenza dei trasporti, l'Ufficio dei trasporti...direi che più che un ufficio si potrebbe vedere una Conferenza dove veramente si dovrebbero tirar fuori dei risultati positivi, ossia andare in questa Conferenza con l'intenzione di riuscire a fare qualcosa e di riuscire a concludere qualcosa, perché se è soltanto per creare un ufficio e degli altri posti di sottogoverno, se è soltanto per fare una Conferenza in cui ognuno senta la propria voce e si compiaccia e si batta le mani da solo, io penso che questo non serva assolutamente a niente! Perché la Conferenza, se si ha da farsi la si faccia pure, anche se secondo me è totalmente superflua, e dico anche il perché...ripeto: ognuno manterrà le sue posizioni perché si andrebbe a questa Conferenza non già con la volontà di arrivare ad un qualcosa di positivo e di concreto, bensì soltanto per fare dell'altra demagogia e per dire a certi strati della popolazione, o piccoli o grandi che essi siano.
Noi abbiamo difeso i vostri interessi, noi facciamo i vostri interessi, voi ci dovete votare, questa è la realtà di fatto! Ripeto: mi spiace per il Consigliere Riccarand, probabilmente non gli importa niente del mio giudizio o del nostro giudizio, se mi permette...ossia di parecchia gente che lo aveva visto su quel banco sempre molto attento, sempre molto preciso, molto intelligente, molto preparato, direi che questa è un'enorme gaffe per l'uomo politico arrivato da poco tempo qua dentro...probabilmente avesse avuto qualche anno di più di Consiglio regionale non avrebbe fatto questa gaffe.
Io non sono per la sua malafede, io sono per la sua buona fede, perché non penso che chi le ha scritto questo lo abbia fatto in malafede, perché evidentemente dovrei allora pensare che anche lei è in malafede perché ha creduto alla malafede di quest'altro che le ha preparato questo, non voglio pensare che sia lei che lo abbia fatto. Perché liberamente, se noi lo leggiamo come ha letto Clusaz...e non lo ha letto tutto, ma ha letto solo qualche passo...ma se lo leggiamo, lo analizziamo parola per parola, veramente c'è da dire che qua non esiste niente di possibile, se non per spendere un sacco di soldi inutilmente se continuare a tenere la Valle d'Aosta su un binario morto, quello sì...se non veramente, ancora una volta, iugulare alla popolazione di tutta l'Alta Valle, questa è la verità sacrosanta, di quanto vale questa mozione.
Penso di chiudere. Aveva già parlato bene Clusaz, e non voglio continuare io tirando fuori l'impossibilità per un treno, quello che significa...andate a Bardonecchia! Io inviterei il Consigliere Riccarand, non è tanto distante, ci sono un paio d'ore di macchina, vada a Bardonecchia a vedere al Modane cosa succede...forse si renderebbe pallidamente conto di quello che succede a Bardonecchia! Già, ma a Bardonecchia pare che non si vogliano ingrassare volutamente i grossi costruttori, gli imprenditori, tutta quella classe che dev'essere demolita, tutta quella classe che deve sparire per lasciare il posto agli uomini tipo Riccarand, questa è la realtà!
Noi ci auguriamo che i treni di Riccarand funzionino bene, noi ci auguriamo che possano fare non uno, ma 10 trafori, però li vogliamo vedere all'opera, non con parole, ma con fatti; quando ci dimostreranno questo o non ci saremo più o, se ci saremo, faremo atto di contrizione e ci metteremo la testa bassa con la cenere cosparsa sopra. È triste dover ancora ammettere che nel 1979 c'è gente che impedisce o che vuole impedire la prosecuzione di un'arteria - comunque essa si chiami - che sarà la vita futura dell'Alta Valle, non soltanto come strada di scorrimento, ma perché evidentemente anche i turisti sono stanchi di venire in Valle d'Aosta, sono stanchi di venire in Alta Valle, non vengono più, dirottano da altre parti, vanno in Alto Adige, vanno nel Cuneese...Limone ha ripreso a funzionare, tutto quanto, perché ci vogliono 3 ore, 5 ore, l ora e mezza, quando va tutto bene, ma bisogna essere fortunati per fare l'Aosta/Courmayeur...e chi viene più a sciare da noi? E chi viene più in villeggiatura da noi? Questo è quanto bisogna mettere sul tappeto, questo è quanto bisogna veramente affrontare, non con parole, ma con fatti!
Ripeto: saremo naturalmente vigili...come dice qualcuno...saremo vigili affinché certi passi non vengano fatti, e adoperiamo anche noi delle frasi...se dobbiamo fare della demagogia siamo bravissimi per copiare, lo diciamo, eh...noi non siamo capaci a dire certe frasi, le dobbiamo imparare da certi giornali e da certe persone, siamo qua per impararle; però, in verità, vi diciamo con tutte le nostre forze che non le ripeteremo mai.
Dolchi (P.C.I.) - È iscritto a parlare il Vice Presidente Faval, ne ha facoltà.
Faval (U.V.) - Face à l'importance de cet argument qu'on ne peut pas penser de résoudre en disant "oui" ou "non" à l'autoroute, en disant "oui" ou "non" au chemin de fer, je vais vous lire un document voté à l'unanimité par le Comité Exécutif de l'Union Valdôtaine et qui se rattache à la position que notre Mouvement avait déjà illustrée à cet égard dans d'autres occasions. Je dois, avant de lire ce document, remarquer une chose: tout le monde qui a pris la parole jusqu'ici, n'a envisagé aucune hypothèse possible, c'est-à-dire les TIR, les poids lourds existent, les poids lourds doivent continuer à passer, même augmenter de nombre.
Nous, de l'Union Valdôtaine, nous croyons au contraire que, comme pour le problème du Parc National du Grand Paradis, il faut renverser ce problème, il faut renverser l'hypothèse. Depuis le siècle dernier les Valdôtains ont envisagé le Tunnel du Mont Blanc comme un moyen de progrès qui aurait sorti la Vallée d'Aoste de son isolement et de son retard économique et permis de maintenir des liaisons et des rapports culturels avec les francophones au-delà des monts. Que nous a-t-il apporté sa réalisation? C'est un tunnel construit avec trop de retard, en ce qui concerne l'aspect politique et socio-culturel il risque de ne pas répondre - encore aujourd'hui, et plus encore, dans le futur - aux intérêts et aux besoins du Peuple Valdôtain.
Conçu par les Valdôtains pour la cause valdôtaine réalisée par les intérêts des États desservant de nos jours le grand trafic international, ce tunnel nous a posé une série de problèmes négatifs, dont le plus urgent à résoudre et le plus visible est celui de la viabilité entre le tunnel et Aoste. Il est indéniable que la situation dans ce secteur à cause des passages des poids lourds est extrêmement grave: morts, accidents, routes bloquées, perte de temps, dégâts, pollution, ne sont que quelques aspects négatifs de ce problème. Mais cette situation ne pourra qu'empirer à l'avenir jusqu'à devenir chaotique et insoutenable, les données des passages sous le tunnel sont, en tout effet, symptomatiques (592.450 en 1966 et 1.230.960 en 1978), mais ce qui est plus significatif dans ces chiffres c'est la répartition en pourcentage du trafic annuel dans les différentes catégories de véhicules. En 1966 les voitures représentaient environ le 90% des passages, les autobus le 2,38%, les poids lourds 7,50%, et en 1978, c'est-à-dire l'année passée, la répartition entre les trois catégories donne les pourcentages suivants: 64,23% les voitures, 1,31% les autobus, 34,46% les poids lourds. L'on note donc - malgré l'accroissement du trafic - une nette diminution des pourcentages des automobiles - comme disait tout à l'heure Monsieur Pedrini - et des autobus, et une extraordinaire augmentation des poids lourds, ce qui signifie un développement croissant du trafic commercial et presque uniquement du trafic commercial: des 44.856 poids lourd de l'année 1970 on est en effet passés aux 426.984 de 1978, et on attendra les 500.000 cette année avec une moyenne d'environ 1.700 par jour.
Par une analyse de perspective l'on peut prévoir, maintenant, que le pourcentage de développement annuel de 14%...valeur moyenne des quatre dernières années...l'on attendra la chiffre d'un million - je répète - de poids lourds en 1984, c'est-à-dire: dans quatre ans, un million de poids lourds, tout en diminuant du 50% ce pourcentage de développement en tenant compte et en prévision de l'ouverture du Fréjus, c'est-à-dire de la route du Fréjus, de l'augmentation des transports, et cetera. On touchera quand même deux millions en 1989; même dans la perspective la plus optimiste, dans 10 ans nous serons donc dans l'impossibilité matérielle de circuler, 3.330 TIR par jour, 70 kilomètres de route occupée par un TIR chaque 25 secondes, plus le trafic touristique international s'il y en aura encore, plus le trafic touristique italien, s'il y en aura encore, plus le trafic interne valdôtain, s'il y aura encore la possibilité de circuler...
Devant ces données impressionnantes une solution radicale et urgente s'impose: laquelle? De plusieurs côtés on a fait des propositions qui peuvent être rapportées aux suivantes: a) élargissement de l'actuelle Route d'État n° 26; b) autoroute; c) grande route; d) route réservée aux camions; e) chemin de fer. Voyons d'en examiner brièvement les avantages et les inconvénients: a), un élargissement de l'actuelle route est indispensable, chemins compromis par les constructions existantes, nécessité de traverser les pays ou de construire dans chaque Commune des routes, des ceintures très longues, ce qui signifie...dans la réalité construire la Route d'État, et cetera...par contre, l'ANAS devrait entretenir cette route et la douer d'un branchement routier à l'embouchure des Vallées latérales afin de la rendre plus sûre; b) et c), la construction d'une autoroute ou d'une grande route: elles devraient passer obligatoirement sur la rive droite de la Doire, de Villeneuve à Courmayeur, et elles pourraient être construites en grande partie en tunnel (cela ne posera pas de grands problèmes du point de vue agricole et écologique, mais ce choix porterait, au contraire, de graves dégâts à l'agriculture de Villeneuve jusqu'au raccordement avec l'autoroute A5...l'une et l'autre pourraient résoudre momentanément le problème du trafic). Elles canaliseraient non seulement le trafic commercial, mais aussi celui touristique, des Communes de la Haute Vallée et des Vallées latérales (c'est ce que la Basse Vallée approuvait à l'ouverture de l'autoroute Aoste/Ivrée) et, au rythme de croissance actuelle, elles aussi seront très bientôt engorgées et inutiles. Une route camionable à péage à plus faible largeur réduirait l'occupation des terrains agricoles. Canalisant obligatoirement tout le trafic commercial, elle pourrait résoudre le problème de l'actuelle Route de l'État n° 26, sur laquelle roulerait uniquement le trafic touristique, sauvegardant les intérêts économiques de l'Haute Vallée. Elle pourrait en outre déclarer sous douane et relier ainsi directement la frontière avec l'autoroute de Pollein et ensuite l'autoroute A5 (sa réalisation demanderait aussi un temps très long qui, comme pour les solutions précédentes, serait - nous croyons - de 10 à 15 ans). Le chemin de fer sera très probablement le moyen de transport vers lequel on s'adressera: dans le futur l'augmentation du prix du pétrole et la rareté de ce produit à l'avenir défavoriseront certainement les transports routiers en faveur de ceux par voie ferrée: containers, et cetera... Mais une solution prévoyant les transports par chemin de fer en Vallée d'Aoste exige le redoublement de l'actuelle voie ferrée et son raccordement à deux grands n?uds ferroviaires; or, il est assez impensable de pouvoir obtenir la solution de cette nouvelle voie qui entraînerait des coûts extrêmement élevés, car avec des dépenses beaucoup inférieures il suffirait de développer la ligne Chambéry/Modane/Turin. Ça serait de toute façon une législation qui ne pourrait certainement pas voir le jour avant l'an 2000...ainsi tous les types des solutions envisagées comportent un temps de réalisation extrêmement long, face auquel nous devons nous poser des questions qui ont besoin de réponses immédiates.
Que faisons-nous en attendant ces réalisations? De quelle façon pourrons-nous porter le trafic si celui continue à augmenter selon le rythme actuel (qui sera déjà plus tolérable de nos jours)? Pouvons-nous - en attendant que l'on décide quelle solution faut-il adopter, que l'on commence les travaux et que l'on termine l'?uvre - supporter tous les dégâts actuels? Les habitants de la Haute Vallée et des Communes de Sarre, d'Aoste, ne doivent plus pouvoir sortir de chez eux, ils doivent supporter ce drame pour les bénéfices, les intérêts qui ne les touchent même pas face à cette question et, à d'autres...voilà donc la nécessité, au-delà des avantages et des inconvénients et des difficultés, de trouver une solution rapide.
Pour l'Union Valdôtaine le choix ne doit pas être dicté uniquement par les problèmes techniques, il est et doit être uniquement politique, il doit évidemment tenir compte des facteurs réels, mais il ne doit pas être conditionné par ceux-ci. La Vallée d'Aoste, si elle veut sauvegarder sa physionomie, ses intérêts, son autonomie, ne doit pas s'adapter aux situations réelles du moment. Elle doit, au contraire, modifier ses situations mêmes. La Vallée d'Aoste ne doit pas obéir aux règles économiques des États et des multinationales, mais s'opposer à sa colonisation progressive. Or, toutes les solutions envisagées précédemment feront de notre communauté territoriale un couloir de transit de marchandises au multiple. La solution ne réside donc pas dans le choix d'un moyen permettant aux marchandises de couler plus facilement; elle réside uniquement dans la diminution du trafic commercial, ainsi nous rendrons à la Vallée d'Aoste sa vocation touristique faisant ses intérêts. En attendant, il faut qu'il y ait de la part de l'ANAS et des autorités compétentes un engagement sérieux pour diminuer les malaises actuelles de la Route n° 26: signalisation routière, et cetera, éclairage de la ville, chaines obligatoires sur les routes enneigées, contrôle de vitesse, réservation de gazoline à la sortie des TIR, et cetera. C'est avant tout dans cette perspective que nous devons engager notre bataille. Le choix du type de voie de communication viendra immédiatement après s'il sera encore nécessaire.
Dans ce sens l'Union Valdôtaine s'engage à présenter un projet de loi d'État d'initiative régionale visant à diminuer les passages des poids lourds. Nous ne ferions dans ce cas que nous confirmer à ce que la Confédération Suisse a déjà fait; en effet, sur son territoire elle a interdit le passage des camions dépassant les 250, 300 et...ce qui explique pourquoi le trafic à travers le Tunnel du Grand-Saint-Bernard est resté acceptable, sans cette limitation le Tunnel du Grand-Saint-Bernard aussi aurait posé les mêmes problèmes de circulation.
Évidemment cette bataille doit être aussi transposée sur le plan international: pour cela l'Union Valdôtaine s'engage à prendre des contacts immédiats avec les représentants des autres peuples de l'Arc Alpin Italien avec les mouvements écologistes, avec les mouvements et les représentants de la Savoie, de la Suisse romande, de la France et de la CEE, afin d'étudier le problème et de trouver des alternatives pour les transports des marchandises vers les ports italiens. D'ailleurs ce trafic devrait être réparti sur tout l'Arc Alpin et emprunter différents points de communications et de pénétration; bientôt ce sera le Fréjus, mais pourquoi ne pas construire ces voies que d'autres populations désirent pour sortir de leur isolement économique? La Val d'Ossola demande son autoroute, une grande ligne entre les Pays industrialisés du Nord Europe et Trieste pourrait par exemple revitaliser ce port, un des plus importants de la Méditerranée et redonner la vie à son arrière-pays. Devant ceux qui soutiennent la construction d'une voie ferrée contre l'autoroute ou d'une camionable contre les deux premières et vice versa, il ne faut donc pas se borner, mais envisager une solution plutôt qu'une autre; en effet, au rythme actuel du trafic commercial et touristique et face au spectre du passage d'un million de TIR en 1984-1989 (ce qui ne change pas beaucoup nos perspectives), la solution doit être trouvée ailleurs.
Si nous ne voulons pas nous retrouver avec une solution revenue inutilisable au moment de sa réalisation, pour n'importe quelle solution il faut en effet prévoir des temps très longs de 10 à 15 ans au moins. Donc, après l'augmentation qu'on a prévue, si nous voulons que la solution choisie ne soit pas imposée par les intérêts intérieurs d'États et du grand capital, mais qu'elle réponde à nos besoin réels, si nous voulons surtout être nous à organiser la situation en Vallée d'Aoste, le choix ne peut être qu'un seul: limiter le trafic commercial. Le choix d'autres solutions est certainement plus facile. Si l'on veut faire de la démagogie notre proposition est certainement la plus difficile, lorsqu'on engage et on dépend de la volonté du Gouvernement, des Partis et de l'État italien...c'est aussi l'unique qui ne soit pas dictée par les intérêts extérieurs, mais seulement par les Valdôtains et "pour les Valdôtains".
Dolchi (P.C.I.) - È iscritto a parlare il Consigliere Lustrissy, ne ha facoltà.
Lustrissy (D.P.) - Può darsi che il problema del quale discutiamo oggi fra qualche tempo diventi non più attuale alla luce delle ultime vicende delle signorili tangenti dell'ENEL. Comunque non è la prima volta che questo Consiglio si trova a discutere del problema della viabilità, non solo dell'Alta Valle, ma del problema della soluzione viaria e dei trasporti nell'intera Regione della Valle d'Aosta.
Io, dopo aver ascoltato certe conoscenze...la costruzione di dati statistici, le previsioni future, tutte cose credo che da molti anni a questa parte diligentemente abbiamo accumulato nelle nostre discussioni...e ricordo che la stampa, puntuale, di fronte all'inerzia dei poteri pubblici, riporta sovente per dimostrare come su questo settore della viabilità ci sia una grossa assenza da parte di chi deve decidersi...io qui, con tutta la discussione che ho sentito fino adesso, devo convenire, da una parte, di essere grato ai presentatori delle mozioni per avere riportato nell'alveo, sede naturale di questa discussione, il Consiglio regionale; dall'altra, devo altresì convenire che le uniche proposte sagge e concrete fino a questo momento udite in questo Consiglio non possono essere che quelle del Consigliere Pedrini che ci ha richiamato nella realtà delle cose, che è quella che ci sta davanti.
Le varie interpretazioni filosofiche e poetiche sul traffico e sul rimpianto di certi mezzi di trasporto che ormai hanno fatto il loro tempo...qualcuno ha tentato di rimettere in funzione vecchie linee internazionali, però come viaggio per il mondo dell'alta società, ma non certo per risolvere il problema del traffico internazionale per costruire in film di ambiente di epoca...io avrei gradito - come forse tutti noi avremmo gradito -, dato atto dell'opportunità della presentazione di queste mozioni, sentire anche da parte dell'Esecutivo qual era la situazione agli atti. Purtroppo la colpa è del Presidente del Consiglio che premia sempre i Consiglieri e castiga l'onorevole Giunta, ahimè! Quanto...questo al dibattito, perché da molti anni a questa parte, per un motivo o per un altro, per dovere professionale, o perché noi che siamo dell'Alta Valle, caro Clusaz, dobbiamo fare i conti con quei mostri del traffico che, se abbiamo ancora oggi, non so, la fortuna di sedere in questo Consiglio regionale, è perché la divina provvidenza fino adesso ci ha aiutato, credo che non molti si rendano conto del problema e della dimensione dello stesso com'è nella realtà, diciamocelo chiaramente!
Io non sto a ricordare né statistiche, né altre cose, dico semplicemente che allo stato degli atti non è che si parta di fronte a questo problema con niente di fatto, ci sono state delle proposte; disgraziatamente, però, queste proposte finora sono state esterne a questo Consiglio, tant'è vero che questo Consiglio, nonostante per molti anni abbia discusso con interpellanze o mozioni del problema della viabilità - e qui mi limito per un momento a parlare della viabilità dell'Alta Valle - il problema non è mai venuto in questo Consiglio. Eppure abbiamo sentito dalle televisioni locali, dalla stampa, che gli Assessori si stanno occupando del problema, diversi Assessori si sono occupati di questo problema.
Ci sono state molte consultazioni con le Amministrazioni comunali che sono iniziate già nel periodo dell'Assessore Manganone, con prime consultazioni, con una proposta di soluzione di viabilità di fronte alle quali le Amministrazioni comunali hanno dato una prima risposta, un primo parere. La Giunta, per conto suo, ha assunto su quelle proposte delle determinazioni e credo che il Consiglio superiore dell'ANAS abbia già preso in esame una proposta di soluzione...se poi non sono...diciamo fedele interprete degli avvenimenti in Consiglio, il collega Manganone potrà rettificare le cose. Successivamente si sono prodotte altre situazioni per cui abbiamo appreso dai giornali che le Amministrazioni comunali dell'Alta Valle hanno discusso del problema della viabilità a fronte non di niente, ma di una proposta di progetto elaborata all'esterno del Consiglio regionale, e qui apro una parentesi.
Qualcuno dirà: ma la viabilità nazionale ed internazionale non è competenza di questo Consiglio regionale perché della spesa deve farsene carico lo Stato, ma - vivaddio! - abbiamo anche credo la potestà, come Consiglio regionale, di poter esprimere una nostra opinione sulle soluzioni possibili di un problema che interessa tutta la Comunità valdostana! Per cui sarebbe opportuno più che di una Conferenza regionale dei trasporti, che si sappia veramente in questo Consiglio a che punto stanno le cose, e mi limito ancora al traffico dell'Alta Valle.
Vorremmo sapere dalla Giunta, a questo punto, dove siano finite le progettazioni, quando si intende interpellare il Consiglio per poter finalmente dire agli organi competenti - sia esso lo Stato, sia il Traforo del Monte Bianco - che la soluzione maturata per il problema da parte del Consiglio regionale è di questo tipo, oppure il Consiglio regionale è dell'avviso che le soluzioni da darsi al problema sono di questo tipo; finora tutti questi interventi, dico, sono stati esterni al Consiglio e il Consiglio non ha mai preso atto di qualsiasi stato di consistenza dei lavori di progettazione dell'arteria di collegamento per l'Alta Valle. E qui non sto più a fare della poesia, né della retorica, perché le statistiche e le cifre sono lì, purtroppo...a dimostrare, da una parte, la pericolosità del traffico in questa zona e, dall'altra parte, la grave situazione in cui si trovano costretti gli utenti della strada, non solo gli utenti del traffico commerciale, ma anche gli utenti del turismo o gli utenti che abitano in quelle zone.
C'è però un dato di fatto che abbiamo potuto constatare e che era sfuggito alle osservazioni di tutti: che da 15 anni a questa parte, cioè dopo l'apertura del Tunnel del Monte Bianco, nessuno ha previsto quello che sarebbe successo con l'apertura del tunnel...questa purtroppo è la realtà delle cose! Se nessuna previsione probabilmente sarà in grado oggi di dire a noi quale sarà il traffico fra 15 anni su quest'arteria...però, purtroppo, anche la vita umana ha dei limiti, è breve, noi ci troviamo a vivere in quest'epoca, in questo tempo, dobbiamo dare una risposta al problema per quello che si presenta oggi con la sua faccia, con la realtà che è una realtà che non sto più a descrivere, perché è già stata sufficientemente descritta!
Ora, ritengo di dire una cosa sola: che gli utenti della strada, soprattutto coloro che abitano nell'Alta Valle, sono un pochino stanchi di questa situazione e vogliono che una soluzione sia presa, non tanto con conferenze e organizzazioni per il traffico o per soluzioni da darsi a tutti i problemi del traffico in Valle d'Aosta, ma una prima soluzione che riguardi in modo particolare il traffico dell'Alta Valle, che sarà poi quello che il Consiglio regionale riterrà opportuno. Io personalmente sono dell'opinione che sarà inevitabile la soluzione del traffico dell'Alta Valle - visto come vanno le cose - di un'arteria stradale più confacente che dia la possibilità di risolvere il problema almeno per un numero di anni sufficienti per ammortizzare l'investimento.
E qui non sono più d'accordo con tutte le altre proposte che ritengo abbastanza cervellotiche; è vero, potremmo anche...e qui mi riferisco solamente al problema del traffico stradale dell'Alta Valle...è vero, potremmo pensare...l'hanno pensato anche i nostri antenati di vedere un collegamento ferroviario con il cuore dell'Europa; certo, questa è una soluzione che, se gli organi pubblici che gestiscono questi mezzi di trasporto saranno in grado di fare un certo discorso, di rinnovamento di questo sistema di trasporto, che risponda di più alle esigenze della società attuale, del traffico commerciale, e del traffico turistico, allora sono d'accordo che un'altra soluzione possa essere anche quella della ferrovia, ma le due non è detto che si escludano.
Al momento l'unica soluzione possibile e rapida è quella di una nuova arteria stradale, non c'è altro da fare, poi giriamo intorno al problema finché vogliamo, ma su questo problema dobbiamo al più presto pronunciarci affinché poi, anche presentando una proposta di legge allo Stato e al Parlamento nazionale...perché saranno necessari dei fondi per finanziare queste opere, perché il costo sarà abbastanza elevato, credo che qui siamo tutti d'accordo, ci faremo diligenti interpreti di questa esigenza. Come per altro è stato assicurato un finanziamento all'ANAS per altre soluzioni di questo tipo, credo che anche per la Valle d'Aosta si possa trovare il modo di finanziare quest'opera, anche perché la società che gestisce il Traforo del Monte Bianco in fin dei conti non è una società a fine di lucro, ma è una società che gestisce un servizio pubblico, bisognerà ricondurlo nell'alveo del discorso dei servizi pubblici, perciò i profitti o super profitti realizzabili grazie ad un aumento continuo di tariffe che vanno ad incrementare il bilancio di una società in termini a noi non immaginabili...perché non sappiamo neanche noi Consiglieri qual è, oggi, il bilancio della società del Traforo del Monte Bianco, ma che certamente questo aumento continuo di tariffe che permette alla società di realizzare alti profitti facendo pagare i costi agli utenti non trovi un riscontro sul piano dell'istituzione di questo servizio pubblico. Non è concepibile che si dia la possibilità a una società così di "approfittare" - scusatemi per il termine - di una situazione particolare per realizzare degli alti profitti e per condizionare tutta una serie di altri investimenti attorno a questi profitti che realizzano... È giusto allora il discorso di chiamare questa società a concorrere assieme alle pubbliche amministrazioni alla soluzione del problema, perché non ce lo siamo creati noi questo problema, anche se abbiamo concordato in quel tempo...e son certo che nessuno di noi tornerà indietro su questo, di aprire questa via nel cuore dell'Europa...però oggi noi dobbiamo riconoscere che, una volta aperta questa via, non è che lì dobbiamo permettere ancora il permanere di un insegnamento di una società di un certo tipo che realizzi solo dei profitti a danno della comunità! Credo che questa sia una considerazione che dobbiamo ben avere presente.
E, allora, detto questo, anche per non dilungarmi oltre dato che il problema è stato ampiamente discusso, credo che se ci deve essere una risoluzione di questo Consiglio è di invitare la Giunta a portare al più presto questo problema al Consiglio regionale, affinché il Consiglio regionale ne prenda atto e si parta immediatamente in fase operativa per realizzare al più presto quest'arteria e, se questa sarà la maggioranza del Consiglio, e se si vorrà realizzare questa nuova arteria che io ritengo indispensabile, checché se ne dica, è la soluzione più concreta e più pratica, perché poi il discorso ecologico ha dei limiti. Siamo tutti d'accordo che dev'essere salvaguardata la natura nel migliore dei modi...e chi non lo vuole questo? chi più lo vuole di chi abita in quella zona che è una zona turistica? vuole salvaguardare il turismo, ma vuole anche vivere in pace, vuole anche poter utilizzare queste arterie nel modo più confortevole da non essere condizionato da un traffico internazionale che pesa per la presenza di un'infrastruttura di questo genere che noi abbiamo voluto. Non dobbiamo permettere, però, ripeto, che una società realizzi dei profitti ai danni della Valle d'Aosta e della sua comunità.
Per quanto riguarda le mozioni, per venire al concreto, se c'è questo impegno della Giunta di portare in Consiglio perlomeno dico subito il problema della viabilità dell'Alta Valle...io mi sono limitato a parlare della viabilità dell'Alta Valle, ma è chiaro che va visto in raccordo con l'uscita dell'autostrada, non c'è altra soluzione al problema dopo un ampio dibattito...credo che il Consiglio sarà in grado di esprimere una linea precisa e, secondo questa linea, la Giunta avrà l'autorità poi nei confronti degli altri organi che assieme a noi dovranno decidere, lo Stato e la Società del Traforo, di poter portare a soluzione il problema con il confronto e l'aiuto di tutte le forze politiche presenti in Consiglio. Però è un problema urgente, oggi non possiamo più rinviare e non possiamo più palleggiarci le responsabilità, né stare ancora a discutere se è meglio la ferrovia o è meglio l'arteria in quella zona, perché fare la scelta in alternativa all'arteria stradale...io non parlo di "autostrada", perché nessuno ha mai parlato di autostrada, se n'è parlato all'inizio, Clusaz, e la maggior parte dei Sindaci era forse contro, poi se n'è riparlato, ma credo che poi la soluzione da darsi sia quella di una superstrada, superstrada intesa non più come quella del tipo attuale, ma una superstrada che sia confacente al traffico. Per quanto riguarda perciò questa parte, credo che non sia possibile da parte nostra votare la mozione così com'è stata presentata dal Consigliere Riccarand.
Per quanto riguarda il punto n. 2, pur non escludendo la realizzazione di un'opera estremamente importante come quello di un collegamento ferroviario col cuore dell'Europa, credo che però la risposta oggi non sia tanto di scegliere l'una o l'altra possibilità o di portarle avanti tutte e due, ma di perseguire l'obiettivo a lunga distanza, e questo è un discorso di programmazione di un certo tipo di infrastrutture e di investimenti, possiamo anche rappresentarci l'idea di migliorare questo sistema di trasporto per ferrovia pensando a una soluzione di questo tipo...però, come dico, per me e per noi il problema è la soluzione più concreta che si deve dare oggi a questa situazione.
Per quanto riguarda la prima parte della mozione, devo convenire che è la parte più importante in questo momento come proposta di soluzione e la lascio per ultima, perché ritengo che sia importante. Qui saremmo d'accordo a votare la prima parte della mozione perché la trascuratezza di questa ferrovia è una cosa che fa spavento, perché questa ferrovia Torino/Aosta è qualcosa di mostruoso, io l'ho usata sovente in questi ultimi tempi e vi dico che il ritardo minimo che si realizza su questi 100 chilometri di percorso, è perlomeno di mezz'ora, è una cosa inaudita! L'altro giorno mi sono trovato a viaggiare con due Signori, uno veniva da Bologna, l'altra da Genova, si sono trovati a Torino e dovevano venire in Valle d'Aosta, e mi facevano un certo tipo di discorso dopo aver parlato del servizio delle ferrovie, i soliti discorsi che si fanno in treno: la mancanza di coincidenze, di tutte queste situazioni...ma dicono: "però voi siete una Regione a Statuto speciale, lo Stato proprio vi vuole male qua, si capisce come lo Stato vi vuole male, perché vi mantiene isolati in una situazione di questo tipo...voi, che siete una Regione turistica, vi trovate in questa situazione per quanto riguarda il trasporto ferroviario?"...al che io non ho saputo che cosa rispondere, e dico: "cara Signora, noi abbiamo fatto di tutto per cercare di risolvere questo problema, però ci sono delle gravi inadempienze da parte dello Stato" e queste riflessioni, in ultima analisi, che facevano così, subito a caldo questi passeggeri, erano: "ma lo Stato non vi considera perché siete Regioni a Statuto speciale". Ecco come si forma, alle volte, l'opinione di fronte ai problemi e alla realtà, è un vero scandalo che questa ferrovia funzioni come funzioni, ed ecco perché questa prima parte della mozione deve essere approvata, e dobbiamo tutti assieme, la Giunta e l'Esecutivo, operare nella sede opportuna affinché si trovi una soluzione a questo problema; perché il traffico ferroviario con Torino per noi è estremamente importante, per molti motivi, non solo sotto il profilo turistico, ma sotto molti profili, perché abbiamo dei contatti con quella città che si svolgono a tutti i livelli: a livello di studente, a livello di lavoratore, a livello di commercio...insomma, comprende un po' tutta quanta la situazione sociale della nostra Regione.
Naturalmente non so qualcuno avrà interesse - e qui non voglio fare della demagogia - a mantenere il collegamento ferroviario in questa situazione, perché sappiamo che ci sono altre concessioni per il trasporto passeggeri, può anche darsi che ci siano delle situazioni di questo tipo, perché è indubitabile che non c'è mai stato un intervento positivo, nonostante...e mi ricordo ordini del giorno fatti dal Consiglio e quanti ne abbiamo fatti, contati e presi, e quanti ce ne sono stati, però la realtà è che questo traffico ferroviario è rimasto quello che è, e non è migliorato di un niente. Ecco perché è necessaria, oggi più che mai, un'azione decisa e politica da parte di questo Consiglio regionale, da parte dell'organo esecutivo, affinché all'interno, in accordo con le altre Regioni che hanno interesse a far sì che sia rivitalizzato questo traffico, si ponga finalmente mano al riordino di questo tratto di ferrovia da Chivasso ad Aosta.
Per quanto riguarda la mozione del Partito Comunista, credo di averlo già anticipato, dovrebbe essere intesa nel senso, secondo noi, più che di un'organizzazione di una Conferenza per i trasporti...nel senso di impegnare la Giunta a svolgere due funzioni: la prima dovrebbe essere quella più immediata, dato che sappiamo per quello che leggiamo, non tanto per quello che possiamo sapere all'interno di questo Palazzo, c'è un progetto allo studio, non so a che punto sia, una soluzione della viabilità dell'Alta Valle, che questa proposta venga esaminata dal Consiglio, venga assunta una decisione e dopo si possa partire con una soluzione; perciò impegno la Giunta di portare al più presto in Consiglio la discussione della "soluzione traffico Alta Valle" e forse anche come punto n. 2 di ritrovarci magari, o come Conferenza, o in una successiva seduta, per esaminare una proposta più generale per quanto riguarda l'intero sistema della grande viabilità nella nostra Regione. Ecco, credo di aver espresso quelle che sono le nostre considerazioni su queste due proposte su cui siamo chiamati ad esprimere la nostra votazione.
Dolchi (P.C.I.) - Effettivamente, dopo le illustrazioni dei proponenti le due mozioni, si era iscritto a parlare il Presidente della Giunta. Avevamo ritenuto che gli interventi da parte dei Consiglieri avrebbero potuto portare elementi al dibattito...e, come normalmente, il Presidente della Giunta avrebbe potuto chiudere la discussione; mi sembra che, invece, sollecitati da vari interventi, sono ancora iscritti a parlare i Consiglieri Mafrica e Nebbia. Io chiederei al Presidente della Giunta se ritiene, indipendentemente dalla sua facoltà di concludere il dibattito, di intervenire...allora seguiamo l'ordine degli interventi: sono iscritti a parlare il Consigliere Mafrica ed il Consigliere Nebbia; se ce ne sono altri, io pregherei di segnalarmelo, in modo che possiamo coordinare i lavori. Allora sono iscritti a parlare i Consiglieri Mafrica, Nebbia e Martin...ha facoltà di parlare il Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - La mozione presentata dal nostro Gruppo e quella presentata dal Consigliere Riccarand credo abbiano aperto un dibattito molto vivo e mi sembra che, in questo senso, si tratti di un dibattito centrale anche per il futuro della nostra Regione; noi, come Partito, avevamo questa intenzione, quindi crediamo di aver raggiunto lo scopo con la presentazione di questa mozione. C'era stato un nostro documento dell'8 novembre che già voleva stimolare le altre forze politiche a presentarsi a dire la propria posizione, a presentare pubblicamente quello che ritenevano opportuno fare...oggi questo sta avvenendo. Abbiamo fatto questo perché la procedura seguita finora dalla Giunta regionale per discutere di queste cose ci risulta molto oscura; quindi vogliamo...e avremmo piacere se l'Assessore ed il Presidente della Giunta ci chiarissero questi nostri dubbi.
Innanzitutto vorremmo sapere chi ha sottoposto ai Comuni questo progetto di superstrada (o autostrada, che dir si voglia); è un progetto ANAS, e sul progetto c'è scritto: progetto redatto dall'ANAS per conto della Società Italiana per il Traforo del Monte Bianco. Noi vorremmo sapere che relazione esiste tra questo progetto redatto dall'ANAS per conto della Società del Traforo del Monte Bianco e il fatto che l'Assessore, senza aver mai portato la questione in Consiglio, senza aver mai prodotto relazioni su questo argomento, abbia avallato questa consultazione che mi sembra essere dell'ANAS, rispetto ai Comuni...questa è la prima domanda.
La seconda domanda? Qual è l'indirizzo della Giunta...in questo sono d'accordo con quanto diceva prima il Consigliere Lustrissy: rispetto a questo problema, nel documento programmatico delle linee di sviluppo c'è scritto che è prevista un'autostrada a quattro corsie e che è necessaria ed indispensabile questa opinione della Giunta. Oggi ho sentito un intervento fatto a nome dell'Union Valdôtaine dal Consigliere Faval che mi pare non dicesse queste cose...qual è la posizione effettiva della Giunta? Esiste o non esiste? Io ho trovato molto interessante l'intervento del Consigliere Faval e questa posizione che ha la maggioranza, che ha la Giunta...
Un'altra domanda ancora sul documento delle linee programmatiche per il Piano di sviluppo: si sostiene che è indispensabile l'Ufficio trasporti...in questa Regione avevamo già fatto, 6 mesi fa, una richiesta di questo tipo. Perché non si è dato corso all'attuazione di questo Ufficio che avrebbe potuto preparare relazioni contenenti i dati necessari, i calcoli finanziari che certamente avrebbero portato dei dati utili al dibattito?
Nel documento che noi abbiamo approvato l'8 novembre erano poste alcune domande: vorremmo sapere l'opinione della Giunta su queste domande; una di queste domande non ci pare irrilevante e non ci sembra neanche che possa essere sfuggita a chi sceglie una soluzione decisa a favore dell'autostrada...la domanda è prevedibile, con questa situazione delle fonti energetiche che ci sia uno sviluppo del traffico su gomma con gli stessi ritmi attuali...l'Iran ha praticamente dimezzato la produzione di petrolio, abbiamo visto in questi giorni che mancheranno, l'anno prossimo, per l'Italia, ben 25 milioni di tonnellate di petrolio, i Paesi produttori hanno scelto come politica generale loro quella di conservare il più a lungo possibile la loro materia prima, la loro risorsa. Tra Iran e Stati uniti d'America, per fare questo esempio, su questa questione si è aperto un conflitto che è molto pericoloso per la stessa pace nel modo.
Noi, qui, diamo per scontato che continuino a passare centinaia di migliaia di TIR, milioni di TIR all'anno, e siamo favorevoli a questa ipotesi, la riteniamo fondata e riteniamo di dover intervenire in questo senso...l'autostrada che qualcuno sostiene a spada tratta è una soluzione immediata come si dice, quali sono i tempi di costruzione dell'autostrada, ci sono dei dati su questo? È stato in questi tempi aperto il Traforo del Fréjus, è stata anche data la disponibilità del Governo a congiungere questo nuovo traforo con il traffico del Paese...quale effetto avrà sui flussi di traffico questa deviazione possibile per i TIR? Ecco, non ci sarà nessuna parte del flusso di traffico che andrà a finire su quella direttrice...
C'è poi un'ulteriore questione, forse può sembrare fantascientifica, qualcuno l'ha detto: l'ipotesi sostenuta da alcune forze che la ferrovia sia oggi un'alternativa effettiva all'autostrada per il traffico ferroviario sulla linea Aosta/Chamonix; esistono delle difficoltà di collegamento con la rete ferroviaria francese, non esistono per esempio con la rete ferroviaria svizzera. Rispetto a questo problema del miglioramento della sicurezza e della rapidità del traffico ferroviario tra Chivasso e Pré-Saint-Didier e di possibili collegamenti con altre reti di traffico che cosa abbiamo da dire? Ecco, chiediamo anche le opinioni dell'Esecutivo, nel nostro documento.
Dicevamo che, a nostro giudizio, potevano essere previste delle misure amministrative per rallentare o diminuire il traffico nel nostro territorio; mi pare che la proposta dell'Union Valdôtaine abbia dato un certo rilievo a questo tipo di misure. In effetti, in Svizzera e attraverso il Traforo del Gran San Bernardo, il traffico è più ridotto proprio perché in Svizzera la quantità, il tonnellaggio, la portata massima consentita ai TIR è molto inferiore a quella consentita nel nostro Paese...è possibile intervenire in questo senso? Noi facciamo delle domande e vogliamo sapere se questi problemi sono degni di esame o meno, proprio perché vogliamo valutare anche quale sia l'intervento più efficace e più immediato; interventi immediati sono necessari, a nostro avviso, quelli principali sono oggi rispetto alla tangenziale sud di Aosta, e rispetto all'eliminazione dei nodi stradali più pericolosi come gli accessi alle vallate laterali, come il ponte dell'Equilivaz, come alcuni tunnel, come il sottopassaggio di Morgex.
Per le questioni di finanziamento, per le questioni di autorizzazione è più facile oggi ottenere i 300 miliardi, i 350 - non si sa - per l'autostrada da Aosta a Courmayeur, o è più facile ottenere delle cifre per interventi immediati che subito possano essere messi in atto? Questa è una domanda che ci facciamo. Per quel che riguarda il divieto posto da una legge, la costruzione di nuove autostrade nel nostro Paese, ecco, come si pensa di intervenire? Ci sono stati contatti con il Governo, ci sono state iniziative in questo senso? Sono tutte domande che noi facciamo ed è con questo scopo che abbiamo proposto la Conferenza, perché le diverse forze avessero modo di pronunciarsi, perché in questa Conferenza fossero fornite delle risposte.
La nostra posizione quindi non è un "no" pregiudiziale all'autostrada e un "si"...diciamo acritico alla ferrovia, è nell'esame, proprio punto per punto dei problemi...noi siamo per gli interventi immediati e vogliamo discutere cifre alla mano. La Giunta regionale e l'Esecutivo non ci hanno finora consentito di fare questa discussione, questa discussione che è molto importante.
È stato rilevato anche nel documento del Comité Exécutif dell'Union Valdôtaine, perché su questo problema c'è, sì, la questione dei territori, ma c'è soprattutto il problema del ruolo della nostra Regione, di quale ruolo debba avere la nostra Regione. È una Regione che ha un suo territorio da salvaguardare e da difendere oppure è una Regione a disposizione delle iniziative altrui dell'ANAS, del Traforo del Monte Bianco, del Casinò di Chamonix, dell'Autoporto, dell'ALPILA, e così via? Vogliamo dire qual è l'interesse che, come Consiglio regionale, vogliamo difendere? Io ho posto queste domande e mi riservo eventualmente di intervenire.
Voglio fare soltanto un'osservazione che riguarda l'intervento del Consigliere Pedrini, che mi dispiace non sia più in aula, capita spesso che sia assente, che vada e venga, ma vuol dire che è a sua disposizione, perché è scritto...nel dopoguerra, ricordo c'era una collezione di vecchi dischi che recavano sopra l'immagine di un cagnolino vicino a un vecchio grammofono a tromba e su questi dischi, come voi sapete, c'era scritto: "La voce del padrone"...Pedrini, nel suo intervento molto accorato, ha detto: "dobbiamo essere noi Valdostani a decidere, noi siamo uomini liberi...chi le ha scritto, Consigliere Riccarand, questo intervento?"...Il Monitore Valdostano è uscito la settimana scorsa e viene citato questo, come posizione del Consigliere Pedrini, a caratteri cubitali, due pagine intere a favore di un'autostrada che colleghi Aosta a Courmayeur. Ora io mi chiedo quanto sia libero l'intervento del Consigliere Pedrini e a nome di chi parla, dato che, parola per parola, la relazione fatta da Pedrini a Chamonix è riportata su Il Monitore Valdostano, parola per parola, comprese le virgole, sono contenute in una relazione tecnica del Traforo del Monte Bianco... Questo per andare anche a capire quando si va a proporre una soluzione che si rappresenta e che cosa si difende, ecco. Forse qui, in Valle d'Aosta, non ci sono ancora le "Brigate Verdi ecologiche", certamente questa è la mia opinione, qui ci sono le quinte colonne di interessi esterni a questo Consiglio e che non fanno...così come non sono portati certamente gli interessi della popolazione valdostana.
Noi abbiano proposto la Conferenza, vogliamo che la Giunta ci dica come ha proceduto finora, vogliamo che ci dia delle risposte, e vogliamo che si trovi una soluzione a problemi che sono effettivi e immediati; in questo senso abbiamo trovato molto interessanti le posizioni del Comité des Traditions Valdôtaines e la stessa posizione dell'Union Valdôtaine, adesso, e ci auguriamo che da queste posizioni possa anche emergere poi un immediato intervento per risolvere questo drammatico problema della nostra comunità.
Dolchi (P.C.I.) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia e ne ha facoltà.
Nebbia (P.S.I.) - La posizione del Partito Socialista a proposito di questo argomento è stata proprio in questi giorni evidenziata anche dagli organi di stampa e, in questa sede, ritengo di precisarne alcuni aspetti...e anche, se mi è permesso, visto che intervengo quasi in coda al dibattito, di fare alcune considerazioni.
Dico innanzitutto che ritengo molto opportuna la mozione del Partito Comunista a proposito della Conferenza regionale dei trasporti, perché forse potrebbe essere un'occasione per chiarire molte idee che mi pare, in questo Consiglio...anche perché molte delle idee sono di carattere tecnico e para-tecnico...mi sembra siano molto confuse.
In un primo tempo pensavo che questa Conferenza regionale dei trasporti dovesse concernere prevalentemente i trasporti locali (che sono carenti sotto tutti gli aspetti, da quello ferroviario a quello stradale, a quello per autobus, urbani ed extraurbani), ma dagli interventi mi sono convinto che forse potrebbe essere l'occasione per fare delle discussioni più approfondite, per conoscere alcuni aspetti tecnici che qui sono stati toccati e mi riferisco, in particolar modo, ad un aspetto che mi ha molto interessato della relazione di Faval, ripreso da Mafrica ultimamente circa la diminuzione del traffico commerciale, che potrebbe avvenire, da un lato, per carenze di combustibile e, dall'altro lato, per ostacoli che nell'ambito della Regione si potrebbero creare (nell'ambito della Regione o altrove).
Io ricordo alcune cose per quanto riguarda la carenza di combustibile...do un po' delle risposte, faccio delle domande, non è che adesso voglia asserire delle verità, assolutamente; ricordiamo che il motore diesel, che attualmente funziona a gasolio, può funzionare con un'infinità di altri combustibili, persino degli olii vegetali, e ricordo che il prototipo di diesel del suo motore funzionava a polvere di carbone. Ora, sembra che nel mondo ci sia carbone almeno per 500 anni. Non so se questo potrebbe essere un argomento...ripeto, questo è un accenno che potrebbe essere approfondito in sede di questa Conferenza. D'altra parte - mi riferisco a quanto diceva Faval, a quanto per bocca di Faval dice l'Union Valdôtaine - ci sono altre possibilità di trasporti che non passino solo per la Valle d'Aosta o che non utilizzino solo il mezzo su gomma.
Sappiamo benissimo che il mezzo su gomma nella scala del costo dei trasporti è più o meno a livello intermedio, perché il trasporto in senso assoluto che costa di meno è quello via acqua; da qui il minimo costo dei trasporti via mare e il relativo costo dei trasporti via canali che si trovano in una rete vastissima in Inghilterra, primo Paese industriale, in Francia e in Germania e, ultimamente, mi pare di ricordare di aver letto che si sia ipotizzato anche un canale navigabile tra Trieste - è questo cui accennava forse Faval - e il centro Europa. Ci sono anche altri tipi di trasporti: via tubo, e si parlava sempre nel caso di Trieste di trasportare il carbone polacco mediante una canalizzazione che utilizzava l'acqua come propellente, diciamo così. Ora, questo per dire che successivamente poi il trasporto ferroviario...e su questo sono d'accordo con molte delle considerazioni fatte...e il trasporto su gomma, effettivamente, è uno dei più costosi. Ha il grande vantaggio dell'enorme elasticità del trasporto "porta a porta" che ha permesso in questi anni lo sviluppo enorme di questo tipo di trasporto, che permette di trasportare delle merci in due giorni da Rotterdam al sud Italia, mentre per ferrovia o per nave ci vogliono almeno 15 giorni. Ed è questo costo complessivo del trasporto, non solo costo tecnico, che è preso in considerazione dagli operatori per valutare le loro iniziative. Ci sono anche altre possibilità, aveva accennato Faval, possibilità tipo il Traforo del Fréjus che, per la cronaca, ha una sezione del 50% maggiore di quella del Monte Bianco, cioè a tre corsie (alternativamente quella centrale può essere usata in un senso o nell'altro); si parla...e qui mi riferisco ad un'altra cosa che ha detto Mafrica...si parla del Traforo Autostradale del Sempione, però ricordiamoci che bisogna completare l'autostrada cosiddetta "dei trafori" sino a Gravellona Toce, che invece è rimasta bloccata dalla famosa legge di Stato che bloccava tutte le iniziative autostradali.
Voglio ricordare...visto che questo Consiglio non è solo da oggi che si occupa di queste cose, ma più di trent'anni fa si era discusso del Traforo del Monte Bianco...voglio ricordare che le relazioni che allora erano state fatte in questo Consiglio, che le relazioni allegate ai disegni di legge che sono passate poi in Parlamento, parlavano della caratteristica tipica del Traforo del Monte Bianco di accorciare ogni altro collegamento tra la zona nord-ovest dell'Europa e la Pianura Padana e i Balcani di circa 200-250 chilometri rispetto al Passo del Moncenisio, qualcosa di meno rispetto al Sempione. Perciò, anche in un domani, dico "in un domani"...perché sappiamo che il Traforo del Fréjus, pur essendo completato, ha delle reti stradali insufficienti che lo servono almeno dalla parte italiana e altrettanto dalla parte francese, perché si sono verificati degli smottamenti di alcuni tratti della strada...diciamo anche che in un futuro il passaggio del Monte Bianco sarà il più rapido in termini chilometrici. E questa non è una cosa nuova, era già stata presa in considerazione nel secolo scorso, quando, dopo il Traforo ferroviario del Fréjus, si doveva costruire un secondo passaggio...c'erano in alternativa il Sempione e il Monte Bianco, ed era stato optato per il Sempione per maggiore facilità di costruzione; per cui il Traforo ferroviario del Monte Bianco non è una cosa poi tanto fantascientifica se ci avevano già pensato nel secolo scorso e l'avevano preso in considerazione...è un fatto che potrebbe ancora essere riconsiderato oggi.
Questo per dire che - e inoltre vorrei ricordare, anche già dall'epoca romana - la caratteristica geografica della Valle d'Aosta sembra quella di essere stata in mezzo all'Europa, di aver costruito un passaggio quasi obbligato, e sappiamo quali effetti ha invece avuto la ferrovia nel secolo scorso, quando la Valle era diventata un'enclave, non era più un passaggio, i Passi del Grande e del Piccolo San Bernardo erano quasi inutilizzati; per cui riteniamo che la Valle...questa è un'istanza politica, diciamo così...che la Valle debba utilizzare queste possibilità e trovarsi queste sue caratteristiche di trovarsi nel cuore dell'Europa per aprirsi nei confronti delle Regioni circonvicine, e aprirsi in tutti i sensi, non cercare di ritornare invece a questa enclave, a questa società chiusa, che mi sembra...forse sto sbagliando, ma mi sembra di avere intravisto in alcune proposte.
La nostra proposta è forse un po' più complessa e non in alternativa rispetto a quelle che sono state fatte in questo senso: chiede un'analisi abbastanza precisa dei fatti e delle cose; si può valutare come la ferrovia attuale non possa essere assolutamente - come qualcuno propone - utilizzata per un trasporto ferroviario futuro, cioè non è possibile il raddoppio, assolutamente, per questioni di tracciato, per questioni plani-altimetriche, per cui una nuova ferrovia, una ferrovia adatta ai mezzi attuali di trasporto avrebbe un tracciato completamente nuovo per tutta la lunghezza della Valle.
Riteniamo che la ferrovia attuale debba, in futuro - e ne abbiamo già discusso in questo Consiglio - avere una funzione di trasporto locale, di trasporto a piccolo raggio, e di trasporto quasi con caratteristiche urbane, cioè con velocità elevata, con un numero elevato di fermate e che possa essere un'alternativa nella Valle al trasporto su gomma, al trasporto su auto, al trasporto con autobus che è una linea questa che serve l'80-90% della popolazione valdostana; quindi la funzione che noi attribuiamo alla ferrovia attuale è di questo tipo. D'altra parte riteniamo che il traffico su cui tutti hanno disquisito sia da incanalare, sia anzi da qualificare, cioè il traffico che passa per due trafori, perché non dobbiamo dimenticare che esiste il Traforo del Gran San Bernardo, il quale, se ha delle ridotte capacità di traffico queste non sono dovute solamente al fatto che la Svizzera abbia penalizzato i suoi trasporti, ma anche alla quota elevata, alla strada molto pendente, alla strada non adeguata su tutta la sua lunghezza e al fatto - non ultimo - che la Svizzera è al di fuori del Mercato Comune, perché prevalentemente i trasporti avvengono all'interno del Mercato Comune.
Dicevo quindi che occorre differenziare il traffico, cioè il traffico pesante, traffico merci, da quello viaggiatore. A questo proposito ricordo anche un altro fatto, se non altro per onore di cronaca, circa le previsioni che erano state fatte a suo tempo per il traffico dei due Trafori, quello del Gran San Bernardo e quello del Monte Bianco, ricordando che il Gran San Bernardo era stato, lui, sì, sostenuto da una multinazionale (la FIAT), finanziato dalla Provincia di Torino, dalla Camera di Commercio di Torino, mentre l'iniziativa per il Traforo del Monte Bianco era stata un'iniziativa...direi di alcuni finanzieri, e forse anche di alcuni scopritori della Valle d'Aosta...se cito il Conte Lora Totino, è il Conte che allora evidentemente...è stato quello che ha fatto le Funivie del Monte Bianco e le Funivie del Cervino. Le previsioni davano per il Traforo del Monte Bianco una prevalenza di transito turistico e solamente di 15 mila autocarri l'anno e non il mezzo milione che c'è oggi, mentre per il Traforo del Gran San Bernardo era tutto il contrario; ricordo, a questo proposito, che il Traforo del Fréjus è stato sostenuto sempre dalle stesse forze che avevano già sbagliato allora le previsioni, quindi non dobbiamo neanche addentrarci troppo nelle previsioni, perché abbiamo, così, per esperienza...visto che sono fallaci.
Tornando invece al traffico, riteniamo che si debba suddividere il traffico pesante da quello dei viaggiatori, da quello turistico, e si debba trovare una sede idonea e separata per il traffico pesante. Non so se in questa sede debba essere idonea una camionabile a due corsie, se debba essere una superstrada a quattro corsie...ma questa è più che altro una questione tecnica, da verificare...l'importante è separare i due tipi di traffico.
Per ultimo sulla questione ferrovia...ferrovia internazionale. Noi siamo completamente d'accordo, nel senso che, pur uscendo questo - come molte altre cose che oggi stiamo discutendo - dalle competenze dirette della Regione, è opportuno che la Regione abbia delle iniziative presso gli organi competenti, in modo tale da sollecitare...come si dice? di tenere "in caldo" questo argomento. Perché? Il motivo è molto semplice: la ferrovia sta riguadagnando terreno e, specialmente in Francia, il trasporto ferroviario non solo di merci, ma di viaggiatori, ha delle caratteristiche di qualità molto elevate; i trafori che ci collegano con questa zona dell'Europa risalgono tutte e due all'800 quindi credo che nell'arco di 70-80 anni delle evoluzioni ci siano state. Gli stessi motivi di riduzione delle lunghezze che avevano generato il Traforo del Monte Bianco valgono comunque anche per le linee ferroviarie.
Rilevo solo un fatto: che non vorrei...e per questo mi dichiaro d'accordo, almeno...escluso questo punto per il primo comma della mozione di Riccarand, non si tratta solamente di parlare di un traforo ferroviario sotto il Monte Bianco, ma forse può essere più valido, più attuale il Traforo ferroviario sotto il Gran San Bernardo, com'era già ipotizzato da studi del Piano territoriale per il Piemonte più di dieci anni fa, che avrebbe il vantaggio di raccordarsi subito ad una linea di grande comunicazione all'altezza di Martigny...sarebbe l'Aosta/Martigny diretta. Noi riteniamo quindi che in prospettiva questa sia un'ipotesi da tenere in considerazione. Nel 1948 il Consiglio regionale aveva discusso del Traforo del Monte Bianco, questo è stato realizzato 20 anni dopo...non è detto che fra 20 anni non possa essere realizzato anche il collegamento ferroviario!
Ultima considerazione che faccio: purtroppo è vero che la Valle d'Aosta è un canale e diventerà forse sempre più un canale di trasporti, ma potrà essere una cosa positiva se a questo canale di trasporti riusciremo ad allacciarci. Nel caso della ferrovia sarà la possibilità di dare a tutti i Valdostani questo grande atout di avere l'Europa raggiungibile in poche ore di treno, e quindi aprirsi ad un mondo culturale molto più ampio e, d'altra parte, di offrire al mercato turistico molto più ampio dell'Europa le nostre possibilità.
Ecco, credo di avere illustrato la posizione del nostro Partito, che è quella - ripeto - di affrontare rapidamente in termini molto ristretti il problema attuale e risolverlo nel modo più economico possibile da un lato e meno rovinoso per il territorio, ma, d'altra parte, di cominciare a pensare chiaramente e profondamente per il futuro.
Dolchi (P.C.I.) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Martin, ne ha facoltà.
Martin (U.V.P.) - Premetto che sono favorevole alla ristrutturazione della ferrovia Chivasso/Pré-Saint-Didier; però bisogna anche rimanere con i piedi per terra, e quindi cercare di dare un contributo reale alla risoluzione del grave problema della viabilità.
Concordo con Nebbia sui diversi tipi di trasporto che esistono e che potranno diventare di attualità negli anni futuri, con o senza i combustibili attualmente usati, ma concordo anche con Clusaz e Lustrissy quando dicono che bisogna dare oggi una risposta ai Comuni dell'Alta Valle, perché da troppo aspettano una risposta.
Onestamente io non penso che sia attuabile il progetto prospettato nella mozione di Riccarand, e cioè quello del potenziamento della ferrovia con conseguente realizzazione di un tunnel ferroviario sotto il Monte Bianco. E, oltre a tutte le perplessità sollevate da Clusaz prima e da Nebbia poi circa la realizzazione di questo progetto, mi chiedo come potrebbe andare in porto una simile soluzione, quando dall'altra parte delle Alpi i Francesi stanno portando l'autostrada o superstrada - come la chiamano loro - fino a Chamonix! È chiaro, infatti, che noi dobbiamo tenere conto anche di quello che esiste dall'altra parte delle Alpi, quindi dobbiamo vedere di potenziare la viabilità stradale. Penso che la soluzione migliore potrebbe essere rappresentata dalla costruzione di una camionabile, lasciando sulla Statale 26 solamente il traffico leggero locale e turistico. Questa soluzione potrebbe essere sfruttata validamente anche in campo turistico, perché non dimentichiamo che la domenica il traffico pesante è fermo, e quindi proprio la domenica, quando il traffico turistico è più intenso, quest'arteria potrebbe tornare oltremodo utile come alternativa.
La proposta elaborata dall'Union Valdôtaine può aver senz'altro la sua validità e quindi va attentamente valutata. Ritengo però che, proprio per i numeri di autocarri transitati sotto il Bianco fornitici dal Consigliere Faval, pur limitando i transiti, sarà probabilmente ugualmente necessario procedere alla costituzione di una camionabile in alternativa alla Statale n. 26.
Dolchi (P.C.I.) - Allora la parola all'Assessore Borbey.
Borbey (D.C.) - Prendo la parola per rispondere ad alcune precise domande da parte del Consigliere Mafrica. Riccarand ha fatto la sua esposizione, Bajocco la solita: che quello che fa la maggioranza è sempre malfatto, per lui ci sono sempre delle procedure oscure...ma mi riferisco proprio al discorso di Mafrica: che questa Giunta sta facendo delle procedure oscure per un determinato...diciamo per vedere quale può essere la soluzione viabile dalle porte di Aosta sino al Traforo del Monte Bianco.
Noi, proprio perché siamo impegnati a dover coinvolgere quelli che per primo il Partito Comunista ci chiede da sempre, di coinvolgere appunto gli Enti locali, abbiamo ritenuto doveroso e riteniamo di aver fatto una cosa giusta: appena abbiamo ricevuto il progetto da parte dell'ANAS, e poi l'ANAS ha dato l'incarico al Traforo del Monte Bianco di studiare un progetto...ma questa è una prassi normale, perché se noi aspettiamo 1'ANAS questa non eseguirà mai nessun progetto...e non mi sembra che sia anche prassi normale che ad esempio per i vari paravalanghe sia la Regione che paga i progetti...fa fare i progetti la Regione stessa per poi consegnarli all'ANAS, perché se aspettiamo l'ANAS i progetti non vengono fatti! Quindi è interesse dell'Amministrazione regionale alcune volte dare determinati elaborati, come per le varianti...
Mafrica (P.C.I.) - ...cosa significa "per conto"? Va bene che l'italiano è una lingua non del tutto naturale in questo Consiglio, ma qui c'è scritto che l'ANAS fa un progetto per conto della Società Italiana del Traforo del Monte Bianco...è l'ANAS che fa per conto o è la Società del Traforo del Monte Bianco che fa per conto dell'ANAS? È oscuro...
Borbey (D.C.) - ...noi, come Regione, abbiamo ricevuto un progetto di massima redatto da una società, che è la SPEA, e che è una società di progettazione. Questa società è stata incaricata dall'ANAS...a noi risulta che facilmente, invece, questo progetto sarà pagato dal Traforo. Che poi il Consigliere Mafrica, anche come Segretario del Partito, venga a sottilizzare su come fosse la copertina del progetto, quando lui è al corrente di questa situazione, come penso tutti i Partiti e Movimenti siano al corrente della situazione viabile e di come sono le procedure...sappiamo benissimo che la SPEA...lo hanno ricordato sia il Consigliere Clusaz, sia il Consigliere Lustrissy: già un anno e mezzo fa i Comuni dell'Alta Valle sono stati interessati da un progetto fatto dalla SPEA, la quale sarà pagata dal Traforo del Monte Bianco dietro incarico dell'ANAS...ecco, questa è la realtà! Come per la variante di Gignod ed Etroubles, se non è la Società del Traforo del Gran San Bernardo che fa le progettazioni...ad un certo punto 1'ANAS non fa queste progettazioni perché non ha i tecnici sufficienti e, dato che sul Piano triennale ci sono le varianti di Gignod e Etroubles, la SITRASB che ha un interesse - e le progettazioni costano - si accolla questa spesa, ma questo non vuol dire...
Io rifiuto ad un certo punto questa impostazione che il Partito Comunista vuol dare a questo aspetto, e cioè che un domani le Società del Traforo del Monte Bianco e del Gran San Bernardo vorranno farci calare sulla testa un determinato tracciato. Questa è una cosa assurda, perché altrimenti mi permetterete di dire quel che penso, personalmente: mi sembrate delle persone complessate, perché ritenete che la Regione, il Consiglio regionale, tutte le Amministrazioni comunali non possano far valere i propri diritti. Come ha proceduto la Giunta regionale? Quando ha ricevuto questo progetto di massima l'ha inviato a tutti i Comuni interessati...mi sembra che la prassi sia logica, normale, prima anche di arrivare a delle conferenze o dei dibattiti ampi. Poi, avute da parte dei Comuni interessati le delibere, si intende portare questo progetto di massima dopo aver sentito la Commissione Lavori Pubblici, la quale è già stata sentita due volte, e quindi mi viene da dire che, almeno da parte del Partito Comunista...perché c'è un suo rappresentante, anche da parte del Consigliere Lustrissy, perché c'è un rappresentante dei Democratici Popolari, in seno alla Commissione Lavori Pubblici!
Noi abbiamo già fatto due riunioni per questo problema. Aspettiamo queste delibere e poi porteremo il progetto - che è sempre un progetto di massima - in discussione in Consiglio regionale. Perché riteniamo che sia indispensabile avere da parte dei Consigli comunali la loro approvazione, perché i Consigli comunali, nelle loro delibere, se lo approvano, devono impegnarsi ad introdurlo nel loro strumento urbanistico, e quindi è una cosa di loro competenza. Inoltre è inutile che noi veniamo in Consiglio regionale a discutere di un progetto quando non sappiamo ancora qual è la posizione degli Enti locali...perché io sono convinto che l'Esecutivo sarebbe stato accusato da parte della minoranza del fatto che veniamo qui a discutere un determinato elaborato senza aver sentito prima gli Enti locali.
Signori, Bajocco diceva che bisogna coinvolgere tutti: le forze sociali, la popolazione, una cosa e l'altra...noi abbiamo coinvolto gli Amministratori comunali che sono stati eletti da tutta la popolazione e che hanno il dovere di assumersi determinate responsabilità, come noi, Consiglio regionale, avremmo il dovere di prenderci altrettante responsabilità. Perché il discorso di "ferrovia sì, ferrovia no", vuol dire rinviare il problema al 2000, se non al 2005! Noi abbiamo un dovere, che è contingente, ed è quello che è la realtà attuale di ogni giorno: se riteniamo che un domani, per la possibilità che avremo di ottenere i finanziamenti...ed il discorso di Mafrica che chiede: "ci dica l'Esecutivo se ha già preso contatti"...i contatti sono stati presi, ma se non ci sarà a monte un progetto di massima approvato dal Consiglio di Amministrazione dell'ANAS, non ci sarà nessun discorso a livello di Governo per il finanziamento! Quindi non possiamo parlare di "finanziamento" se non abbiamo ancora un progetto e la Regione Autonoma Valle d'Aosta non si...vanno d'accordo di fare una determinata opera. Questo poco, ma sicuro: mi sembra di averlo già ribadito in altre occasioni che l'ANAS non ha nessun interesse e nessuna voglia di fare un'ulteriore strada in Valle d'Aosta...va bene, anche perché è senza quattrini e il Governo gliene dà pochi, questa è una realtà, quindi io non mi dilungo.
Voglio soltanto dire che, secondo il mio punto di vista, l'Esecutivo si è comportato bene, e un'altra cosa che voglio dire - dato che prendo la parola anche come rappresentante della Democrazia Cristiana, prendo la parola a nome del Capo Gruppo - è che la Democrazia Cristiana è favorevole a fare una nuova arteria completamente nuova da Aosta sino al Traforo del Monte Bianco, perché siamo convinti che se noi rinviamo di nuovo questo problema...e siamo già stati amministrativamente incoscienti quando abbiamo restituito quattro miliardi e mezzo allo Stato e non abbiamo fatto la tangenziale di Aosta, questo è un fatto reale accaduto in Valle d'Aosta, l'unico caso che è successo in tutta Italia...noi abbiamo il timore, il grossissimo timore di dover di nuovo rinviare questo problema. Crediamo, come Partito della Democrazia Cristiana, che adesso sia un momento particolarmente favorevole per poter ottenere dei quattrini, perché mi sembra che la Regione Piemonte, che forse politicamente ne può chiedere di più della Valle d'Aosta, o forse perché è una Regione a Statuto ordinario...qualche Consigliere diceva che ha già ottenuto dei finanziamenti, che poi...forse non finanzierà l'ANAS, perché questa è un'azienda istituita con legge speciale.
La Regione Piemonte ha però interpellato il Governo, il Ministro dei Lavori Pubblici è stato sul posto: chiedono la deroga alla legge del 1975 per continuare l'esecuzione di autostrade. Noi, attualmente, abbiamo presentato invece un progetto di statale, quindi non facciamo ancora il discorso di "autostrada", e non vogliamo farlo perché secondo il nostro punto di vista è meglio fare una statale e non l'autostrada, proprio perché la Valle è stretta e i vincoli sarebbero eccessivi anche per le probabili costruzioni, quindi noi riteniamo di esserci comportati correttamente.
Il discorso del progetto...verrà in Consiglio regionale, e io mi auguro che sia la prima quindicina di gennaio; come Assessore speravo di portarlo già a fine novembre o nella prima quindicina di dicembre. Ho ricevuto una richiesta da parte del Movimento dell'Union Valdôtaine di ritardare la mia intenzione e oggi, inaspettatamente, sento la lettura di un documento che per me è nuovo e ritengo che bisognerà approfondire...ma per noi è nuovo questo documento...ritengo che sia una cosa utilissima, però dovremmo approfondirla, quindi non mi dilungo di più.
Ritengo soltanto di informare il Consiglio che per i contatti che abbiamo preso a livello nazionale questo è il momento favorevole, non è che vi diciamo che siamo sicuri di un determinato finanziamento...è un momento particolarmente favorevole, perché le grosse società italiane sono senza lavoro e, guarda caso, lo Stato italiano, quando siamo in una grossa e profonda crisi, non è che si può trovare e dare di nuovo lavoro agli Italiani e rilanciare di nuovo un po' l'economia...bisogna di nuovo dare del lavoro all'edilizia...ecco, la realtà è questa, e questo attuale Governo è impostato ed è orientato verso questa soluzione...ma qui parlo allora di nuovo come rappresentante del Gruppo della Democrazia Cristiana...ognuno si prenderà le proprie responsabilità se vorremmo rinviare di nuovo a chissà quando questo problema!
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Siamo favorevoli a una Conferenza regionale dei trasporti, dove quanto è stato detto adesso possa essere - io spero - più autorevolmente che da parte nostra spiegato.
Mi è stato chiesto che cosa ha fatto la Giunta regionale: in seguito a un'altra mozione presentata prima, alcuni giorni dopo sono stato a Torino e ho avuto una lunga conversazione con il compagno Baiardi, circondato da carte e da tecnici, che mi ha fatto vedere come la ferrovia entra in Torino facendo un'enorme ansa e che in quest'ansa a spina di pesce si inseriscono una serie di collegamenti ferroviari; per cui sulla linea Chivasso/Aosta non è ipotizzabile aggiungere un solo treno allo stato attuale delle cose, e non è ipotizzabile neanche di accelerare il servizio...problema di orari, gravi e lunghe discussioni con le Ferrovie dello Stato per vedere perché è solo a due binari, Santhià, Chivasso, la Canavesana, Asti, e cose di questo genere, solo a due binari...problema che, non appena il Piemonte avrà finito, il suo piano ha promesso di mandarlo alla Regione Valle d'Aosta...evidentemente saremmo interessati nella parte dell'elaborazione, comunque viene tenuto presente anche il problema dell'innesto a Chivasso della Ferrovia Aosta/Pré-Saint-Didier.
L'Ufficio trasporti verrà istituito dopo la nuova legge sul personale; vedremo di formulare la legge per l'Ufficio dei trasporti. Non ci sembra che sia possibile, oggi, discutere di alternative tra ferrovie e strade come se la ferrovia eliminasse il trasporto stradale, non è affatto vero, e tutte le esperienze esistenti - sia il Gottardo, dove la Confederazione svizzera si è costruita l'autostrada avendo da numerosi anni la ferrovia con i treni a letto, che l'esperienza di Bardonecchia con il Traforo del Fréjus, quale sia la sua attività - dimostrano che ferrovie e strade sono parallele là dove sono possibili, e che, per quanto riguarda la Valle d'Aosta, oltre a quanto ha detto Nebbia, non è prevista come asse ferroviario, perché già nel 1975 sono stato ricevuto da diversi Ministri francesi, ed è un documento pubblico perché pubblicato nel sixième plan e sarà ripetuto nel septième plan... Basta prendere una carta geografica per capire che la Francia passa attraverso la Valle del Rodano con la ferrovia (Losanna, Pontarlier, Dijon, Paris, Milano) e passa dall'altra parte (Paris, Lyon, Chambéry, Bardonecchia, Torino) e non ha nessun interesse a farsi una terza linea in mezzo...che poi questa linea, ammettendo di superare il Bianco, come è stato detto e quasi urlato a Chamonix, dell'esistenza di un trenino a scartamento ridotto, che in 20 chilometri precipita di 670 metri...vale a dire: si dovrebbe fare una galleria elicoidale di non so io che cosa, oppure si dà da fare l'unico progetto serio alternativo, che sarebbe quello di fare una galleria diretta, Villeneuve/Le Fayet, passando sotto les Pyrénées...io non so chi possa sostenere che questo progetto è realizzabile, ma dico...poi urta contro una specifica volontà della Repubblica francese che pubblica i suoi atti e che non prevede assolutamente di fare una ferrovia di quel genere! Quando noi diciamo che ci sono delle decisioni che non competono alla Regione, non è questione di autonomismo di facciata o altre cose di questo genere, è prendere atto di una realtà di fatto: che le "strategie" - o altre parole difficili - non cambiano...non so, ecco.
Rimane invece un fatto concreto, che è quello della viabilità tra Les Iles e Aosta, tra Les Iles e la Statale 27, tra Les Iles e il Monte Bianco e, per quanto oggi sia drammatico e imperioso il problema dei TIR, a noi sembra che il discorso delle infrastrutture - parlo esclusivamente come Esecutivo - debba essere fatto indipendentemente dall'utilizzazione attuale o da quelle previste, anche dando atto che tutte le previsioni sui TIR sono state sbagliate. Dato che noi crediamo che la Valle d'Aosta sia in Europa e che sappiamo che da nord a sud esistono ampie reti autostradali, anche limitando il traffico commerciale (che può essere più noioso), anche immaginando soltanto un traffico leggero, ci sembra che il collegamento Les Iles/Monte Bianco, fatto con sede idonea da discutere in Consiglio è da vedere, sia una cosa necessaria, in quanto europei, per valorizzare sia la rete a nord, sia la rete a sud. Non so se mi sono spiegato, ma le autostrade oggi in Europa sono delle infrastrutture esistenti e noi crediamo che, facendo parte di questo contesto, di queste infrastrutture, ne abbiamo non degli svantaggi, ma dei vantaggi, in quanto non crediamo di poter onestamente lavorare, vivere, eccetera, con delle strozzature che impediscono addirittura quel tipo di traffico qualificato che invece interessa a noi, su un milione di macchine...parliamo solo di autoveicoli che passano il Traforo del Monte Bianco...ce ne sarà il 10-15% che si ferma in Valle d'Aosta, e quello che a noi interessa è che questa fermata possa essere fatta nelle migliori condizioni possibili, e non fatta per obbligo in lunghe file dietro camion che puzzano o roba di questo genere! Sì, il Prefetto può bloccare il traffico e può bloccarlo per 24-48 ore, secondo delle precise motivazioni...e quando la Francia, nell'Alta Savoia, ha pulito la barriera? Siamo stati informati con 48 ore di anticipo, invece sarebbero stati deviati gradatamente nel traffico internazionale...e quando qui han fatto saltare quel roccione sopra Pierre Taillée? Abbiamo avvertito l'Alta Savoia che rallentassero il flusso di TIR, perché la strada è un flusso...non è possibile che domani, svegliandomi, io guardi e dica: qui ci son troppi TIR, devono passarne solo la metà, vuol dire che ci sarà una coda lunga 40 chilometri dall'altra parte...e quindi il problema deve essere tenuto presente come una continuità e dobbiamo dare a questo tipo di traffico, ripeto, "nel quadro europeo", una risposta che sia una risposta valida e giusta.
È stato calcolato, ma questo calcolo può essere preso così, come dato, che il Fréjus diminuirebbe del 25% il traffico del Bianco, in quanto, per quanto già spiegato egregiamente da Nebbia, il Fréjus finirebbe per motivi geografici per essere un traffico locale, anche se di grande importanza, e cioè l'asse Lyon/Torino, mentre il Bianco - sempre per la geografia - è il percorso più breve, percorso più breve che tra l'altro spiega l'enorme importanza durante il Medioevo della via per i Romani che passava per quella glaciazione, era più indietro, e la relativa minore importanza del Monginevro e l'affetto speciale che i Savoia hanno sempre avuto per l'Alta Valle fino al ponte dell'Equilivaz...ci sono degli affetti che si spiegano con dei dati storici economici precisi, questo tipo di rapporto fa sì che quale che sia il traffico, anche a 15.000 camion all'anno, a noi sembra che sia opportuno rispondere e dire: vorremmo che la situazione fosse sbloccata in adatta maniera con un asse idoneo, discutere se sia la camionabile se sia a quattro corsie dove deve passare, e cose di questo genere.
Qual è la situazione di fatto? E qui probabilmente le note sono più dolenti...la situazione di fatto è che esiste un blocco legislativo che impedisce la prosecuzione di tutte le autostrade, è stato fatto presente da parte non solo del Presidente della Giunta della Valle d'Aosta, ma da parte di altri Presidenti di Giunta: perlomeno ci dovrebbe essere una clausola per la quale il completamento di autostrade internazionali concordate e fatte a seguito di trattati internazionali...dovrebbe essere permessa una soluzione, un'ipotesi...per ora nessuna risposta! Per contro...presentazione nel mio ufficio di due almeno consorzi di sceicchi arabi che offrono di finanziare l'eventuale autostrada, quindi pensano ancora di fornire del petrolio! In materia di petrolio mi sia permessa una brevissima nota: di petrolio ce n'è, e tanto, e per tutta la guerra che si sta facendo adesso sono cose abbastanza...fa sì che il costo del petrolio del Medio Oriente aumenti ancora di due dollari, diventano competitivi gli scisti bituminosi, e se uno pensa a questo si spiegano molte cose, ivi compresa la caduta verticale del dollaro, perché con la competitività degli scisti bituminosi gli Stati Uniti sono completamente autonomi...anche in Europa ce ne sono, e tutta la Bassa Loira scorre su scisti bituminosi. Quindi non è sulla penuria di petrolio che noi puntiamo per trovare delle soluzioni; evidentemente la crisi può esserci, ci potranno essere degli anni in cui i TIR troveranno - come ho visto io nel 1944 - i camion che andavano con dietro un grosso bidone dove veniva tagliuzzata legna di betulla per fare del gas e poi alla fine, in salita, il camion invece di andare avanti veniva indietro...però il fatto di avere la possibilità di una crisi non prevede che un'infrastruttura che è prevista per secoli non debba e possa essere realizzata.
La questione è grave perché su questa soluzione autostradale nessuno ha risposto, tranne il Ministro Nicolazzi che ha parlato della Torino/Savona e del Fréjus, e ne ha parlato dopo avere incontrato per caso l'avvocato Agnelli ed altri interessati, evidentemente interessati più a quel tipo di asse stradale che a quello del Monte Bianco, seconda soluzione che è stata patrocinata dall'ANAS, e che è stata in un certo tempo promessa...i cento miliardi promessi per realizzare l'idonea sede stradale tra Aosta e il Monte Bianco. È in relazione a questa promessa la stesura di un progetto che, rispetto ai progetti precedenti, rappresenta un enorme miglioramento, anche se continua ancora dal punto di vista territoriale...delle questioni gravi che devono essere esaminate. Nessuno nasconde che un'infrastruttura di questo genere rappresenti una grossa minaccia sotto questo profilo.
Ora, il nostro dubbio come Esecutivo - dubbio che è stato avanzato, a mezze parole, anche in questo Consiglio - è che questi soldi non ci siano di fatto, e che, con metodi tipici della nostra Repubblica, si stia giocando a scaricare il barile per sapere a chi dare la colpa del fatto che il trattato che prevedeva il Traforo del Monte Bianco...la Francia ha già persino pronto il progetto di raddoppio, esiste, è già depositato fin dal 1965 e che prevedeva, così come per il Sempione...chi era che parlava di Gravellona Toce prima dell'autostrada? Non è stato rispettato, i Francesi stanno facendo la loro parte e stanno salendo, e allora cosa si chiede...si chiede il parere dei Comuni della Regione, perché è successo recentemente che qualcuno, a Sion, ha detto che se non si fa la variante di Gignod - ed era qualcuno dell'ANAS - la colpa sarebbe stata della Giunta regionale che non era d'accordo...se lo è inventato evidentemente! Nei pochi minuti che hanno preceduto l'inizio della riunione, noi, quindi, sollecitati da un Ente di Stato come l'ANAS che fa fare per conto proprio i progetti dal Traforo del Monte Bianco, abbiamo sottomesso questo progetto ai Comuni interessati e lo sottoporremo al Consiglio, ne discuteremo abbondantemente.
A nostro avviso devono essere assolutamente approvate almeno due varianti: una che riguarda Courmayeur, perché bisogna passare per l'orografica destra e non sinistra, e una che riguarda il tratto Aosta/Jovençan, così, detto a grossi punti, che però è un progetto sul quale si può già discutere, mentre il primitivo progetto, quello cui ha fatto allusione Borbey, era semplicemente un allargamento nella strada, non era assolutamente una soluzione...del resto i Comuni interessati avevano respinto, questa è la situazione di fatto. Queste, secondo noi, le responsabilità reali che il Consiglio deve prendere, che non impedisce affatto che si continui a discutere per quanto riguarda il riammodernamento della ferrovia e - se i tempi lo permetteranno - di quel collegamento con la Valle di Bagnes, perché gli Svizzeri la loro parte l'hanno fatta, i binari sono standardizzati e non come invece dall'altra parte...e si può arrivare comodamente a Bagnes, il che sarebbe un tipo di collegamento ferroviario secondario, perché si arriva nella Valle del Rodano, si arriva a Losanna, grande capitale ferroviaria per l'asse Parigi/Milano.
Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, credo che abbiamo fatto una discussione generale ampia. Io...non per interrompere questa discussione, ma neanche perché questa discussione anticipi la Conferenza che è stata proposta e che è stata anche già accettata, o perlomeno su cui ci sono dei pareri favorevoli, chiederei ai colleghi Consiglieri di voler intervenire - quelli che chiedono la parola - sulle due mozioni che sono state presentate, in modo che alla fine di ogni serie di interventi si possa arrivare al voto. Ci sono obiezioni per questo modo di procedere? Allora, per quanto riguarda il punto 17, ha chiesto la parola...poi potrà richiederla ancora, ma comunque credo, per giungere poi al pronunciamento sul punto n. 17...la parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Io volevo solo rispondere brevemente ad alcune osservazioni che sono emerse durante il dibattito sulla mozione e vorrei rilevare che una serie di reazioni di tipo viscerale come quella del Consigliere Clusaz e quella del Consigliere Pedrini sono, a mio avviso, indicative di come dietro un'apparente sicurezza su un certo tipo di decisione, visto una convinzione che apparentemente è...in realtà ci sono dei profondi dubbi e delle profonde incertezze, altrimenti non si spiegherebbe per quale motivo il Consigliere Clusaz deve venire in Consiglio a dire che chi non è d'accordo con l'autostrada è in malafede ed è disonesto...ecco, io non capisco questo tipo di affermazione!
L'unico progetto concreto su cui si sta discutendo in questo momento...allora, se tu vieni a dirmi...stiamo parlando adesso non negli anni passati, perché negli anni passati ci sono stati tantissimi progetti; oggi, infatti, l'unico progetto su cui discutere è questo qui, e non esiste un altro progetto ad esempio ferroviario che evidentemente andrebbe confrontato con questo tipo di progetto!
Ora, sempre il Consigliere Clusaz, afferma di non essere un tecnico, però poi dopo dà tutta una serie di informazioni di principio categoriche sul fatto che la ferrovia non può essere realizzata, sui costi che avrebbe l'autostrada, sui costi che avrebbe...non sto qui a riprendere, perché evidentemente sarebbe un po' lungo, la discussione ci ha già portato molto avanti. Ecco, quello che io vorrei rilevare è questo: che né il Consigliere Clusaz, né il Consigliere Pedrini che si dichiarano così convinti, così sicuri che la soluzione autostradale sia l'unica soluzione valida, sono disposti ad accettare il contenuto della mozione, mozione che chiede una semplice cosa, che non chiede di pronunciarsi contro l'autostrada, che chiede semplicemente che sia elaborata, che ci sia un impegno da parte della Giunta regionale perché venga elaborato un progetto ferroviario e che ci possa essere un confronto e un approfondimento reale su un progetto ferroviario. Questo è il contenuto, questa è la richiesta della mozione, non è che si chiede in questa mozione di dire "no", chiede di avere tutti gli elementi per fare una scelta che sia ponderata, questo è il succo! Vuol dire muoversi come si è già chiesto nelle precedenti mozioni, come si continua a chiedere, che ad esempio ci sia un certo tipo di pressione nei confronti dello Stato (che sul Piano ad esempio delle Ferrovie dello Stato intervenga), che la Regione dia il suo parere e non che, ad esempio, rimanga in silenzio come si è fatto in passato! Questo si chiede: si chiede che ci sia un impegno affinché venga elaborato uno studio preciso sulle possibilità che può avere una ferrovia di carattere nazionale in Valle d'Aosta, queste sono le richieste. Questa azione può benissimo procedere parallelamente a tutta un'altra serie di iniziative che prima io ho elencato e che in parte ho ritrovato ad esempio nell'intervento di Faval e nella posizione dell'Union Valdôtaine, che ad esempio sono: quella della possibilità di cercare di limitare da subito il passaggio dei TIR attraverso la Valle d'Aosta, quella della possibilità di allargare l'attuale sede stradale...Clusaz non è d'accordo, e vedo che Faval ha fatto un'affermazione di questo genere: quella di fare la circonvallazione di Aosta...è tutta una serie di cose che si possono fare subito, ma nel frattempo bisogna lavorare verso una prospettiva di più lungo periodo.
Per quanto riguarda le affermazioni fatte dal Consigliere Faval, a parte il fatto che io condivido questa proposta che emerge qui, di studiare la possibilità di ridurre il traffico commerciale, ritengo che questa proposta sia tanto più valida se si prefigura un ruolo preciso da parte della Regione in questa prospettiva qua. Ecco, quello che mi stupisce un pochino da parte dei Consiglieri dell'Union Valdôtaine in questo Consiglio è che tre membri dell'Union Valdôtaine che si sono alzati hanno espresso tre posizioni diverse: Clusaz ha detto una cosa, Faval ne ha detta un'altra e il Presidente della Giunta ne ha detta un'altra ancora...ecco, credo che questo è perfettamente legittimo, però può diventare anche strumentale, perché se ognuno nella sua zona, a seconda del fatto che sia collocato in Alta Valle o ad Aosta, a seconda delle funzioni che ha, assume poi una posizione che diventa comoda...ecco, cerchiamo anche di arrivare ad una sintesi, a una posizione chiara su queste cose per non prendere in giro la gente, ecco! No, però può anche essere un fatto positivo...
In merito a quanto ha osservato il Consigliere Lustrissy, che sostanzialmente dice "autostrada subito e ferrovia in futuro", ecco, io credo che...cioè non so se esattamente mi sembrava che fosse questo il significato di superstrada, comunque non credo che un concetto sia molto diverso...in realtà il progetto è un progetto autostradale, non è un progetto autostradale se si vuole pensare ad altri progetti che devono venire, non so, questo è un progetto autostradale, ha tutte le caratteristiche del progetto autostradale in cui non si paga, però è un progetto autostradale. Ecco, io credo che non sia giusto, non sia corretto oggi dire "autostrada sì" e poi, in futuro, parallelamente vedremo un problema ferroviario... Si tratta di un problema di scelta strategica, cioè noi dobbiamo vedere, individuare subito degli interventi che si possono fare, e vedere in prospettiva qual è l'alternativa fra queste due, autostrada e ferrovia, perché altre strade, secondo me, non ce ne sono. È un'alternativa di carattere strategico che riguarda il modello di sviluppo che vogliamo dare alla nostra società se si vuole perpetuare, diciamo così, andare nel senso della società dell'automobile che, diciamo così, è il settore trainante di tutta quella che è stata l'economia italiana, oppure se si vuole andare in altro senso, cercare di imboccare una strada che è in alternativa ed evidentemente più complessa, che richiede dei...diciamo così, anche un cambio di mentalità oltre che di impostazione ormai radicale.
Ora, il Consigliere Mafrica diceva che sono necessari degli interventi concreti...ecco, io credo che questi interventi immediati, a parte quelli già indicati...cioè studiare la possibilità di limitare il traffico, studiare la possibilità di intervenire sulle strade come sono oggi, fare la Conferenza sui trasporti, visto che anche su questi problemi qui, all'interno del Consiglio, sono emerse posizioni diversissime.
C'è chi dice che oggi più nessuno usa la ferrovia (come affermavano i Consiglieri Pedrini e Lustrissy); c'è chi, invece (come Nebbia), sostiene che la ferrovia sta riguadagnando terreno...sono delle posizioni contrastanti su cui bisognerebbe avere dei dati più precisi, andare più a fondo, capire come stanno le cose.
Quindi penso che una Conferenza di questo genere sia una cosa concreta se fatta in modo serio, preparato e documentato. Io credo che però una cosa concreta - e ribadisco che è il senso della mozione - è l'impegnarsi per avere dei progetti concreti sul problema ferroviario, perché sennò credo proprio che vuol dire che si è già fatta una scelta se non si decide l'impegno ben preciso per avere dei progetti sul campo nazionale, vuol dire che si è già fatta una scelta sull'autostrada.
Per quanto riguarda quello che ha affermato il Presidente della Giunta, cioè della difficoltà che avrebbe un progetto ferroviario (anche perché dalla parte francese non si hanno progetti di questo tipo e ci sono soluzioni di altro tipo), ecco, io credo che evidentemente i progetti francesi sono correlati a un certo tipo di realtà che esisteva e che esiste in Valle d'Aosta, che esiste in Italia; se si modifica la realtà in Valle d'Aosta si modifica in...può modificarsi anche un progetto a livello...evidentemente questo...ecco, io credo che qui, come Regione, dobbiamo cercare di avere un ruolo in questo senso qui, perché è un problema di carattere strategico.
Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, allora ci troviamo di fronte alla mozione n. 17. Ci sono dichiarazioni di voto in proposito? La parola al Consigliere Lustrissy.
Lustrissy (D.P.) - Brevemente, tanto le cose sono già state dette: che sulla mozione presentata dal Consigliere Riccarand noi voteremo a favore se viene chiesta la votazione disgiunta per punti; voteremo a favore per il punto 1 (per i motivi che abbiamo già espresso) e ci asterremo sul punto 2. Poi vorrei anche precisare al Consigliere Riccarand che la problematica posta non era tanto "autostrada contro ferrovia", la problematica che io ho posto era di questo tipo: dato che al punto 2 si tende a portare tutto in discussione, cioè prima di assumere delle decisioni esaminiamo un momento quale soluzione sia più adeguata come risposta a questo problema, io dico "no". Oggi come oggi, ci troviamo di fronte ad una proposta già in fase avanzata di progettazione che non è autostrada, perché autostrada e superstrada sono due concetti ben diversi. Non voglio star qui ad elencare le differenze che ci sono fra i due tipi di progettazione, comunque ci saranno dei problemi sotto il profilo territoriale, ci saranno naturalmente molti problemi, ma credo che con l'aiuto di tutti - come è già avvenuto esaminando già due tipi di progettazione - si possa solo arrivare e convenire che la soluzione concreta in questo momento, indipendentemente da quello che sarà il traffico del 2000, è di soddisfare un'esigenza di traffico di oggi che è quello di un'infrastruttura più adeguata che è quella in una realtà di oggi. Che poi con l'apertura del Traforo del Fréjus ci sia una ristrutturazione di traffico su strada e trasporto pesante, questo può anche darsi che succeda, può anche darsi che non succeda, perché fare delle previsioni...e l'ho detto prima...la Società del Tunnel del Monte Bianco aveva fatto delle previsioni sulla distanza, ma le previsioni si sono rilevate, dopo 5 o 6 anni, tutte errate rispetto alla realtà.
Direi perciò: riportiamoci alla concretezza del problema, vediamo di portare avanti il discorso, una soluzione che ci viene proposta, non trascurando certamente quella discussione che al punto 2 viene anche sollecitata sull'esigenza della ferrovia finalizzata ad un discorso più ampio, che si venga proiettati nel contesto europeo come servizio ferroviario. Già il Presidente della Giunta Andrione era al corrente di alcune situazioni del genere, ha anticipato che ci sono purtroppo delle grosse difficoltà, perché dall'altra parte, nei piani, non hanno previsto niente del genere e purtroppo qua abbiamo da fare con degli Stati nazionali...già abbiamo delle difficoltà ad operare in termini di rapporti con lo Stato nazionale che ci riguarda più da vicino! Certamente il problema non deve essere lasciato cadere, perché non è da oggi che se ne parla, ma dev'essere meglio approfondito; però dobbiamo anche nello stesso tempo renderci conto che una soluzione, perlomeno per il momento, è indispensabile, e non è che questa strada che noi prevediamo oggi durerà, questo è dimostrato poi dai traffici internazionali che talvolta diminuiscono anche...questo chi lo sa? Nessuno è in grado di prevederlo, però diciamo che la strada che adesso è lì non serve più al traffico di oggi, dobbiamo rivederla in qualche modo, questa è una prima statuizione completa.
Per quanto riguarda la seconda proposta del Partito Comunista, siamo d'accordo che si organizzi una Conferenza regionale dei trasporti, però l'invito che io avevo rivolto...e vedo che la Giunta ha anche raccolto questo invito di portare al più presto in discussione, in questa sede del Consiglio regionale, tutta quanta l'istruttoria che c'è stata in rapporto al problema del collegamento dell'Alta Valle, e anche quello - se sarà possibile - del collegamento della Strada Statale n. 27. Però non è detto che sia contestuale...appena c'è qualcosa di pronto, appena si può esaminare un qualcosa di positivo, che venga fatto il dibattito in Consiglio regionale, e che si prenda una determinazione al più presto, perché l'inverno è alle porte e si riprodurrà la stessa situazione (già lo sappiamo, a distanza di un anno): blocco del traffico, le solite difficoltà della viabilità invernale che fino ad oggi il tempo clemente ci ha risparmiato, però annualmente ci ritroviamo di fronte agli stessi problemi e non è facile - né pensabile - risolvere questi problemi con una riduzione del traffico commerciale... Sì, sul piano teorico è possibile che si possa, oggi, come Prefetto, dire: mah, oggi la strada non è percorribile, riduciamo il traffico...ma non è possibile una soluzione di questo tipo permanente del traffico commerciale, perché non credo sia nelle nostre possibilità ridurre il traffico commerciale con un atto dispositivo del Prefetto che ha delle competenze illimitate, non è che possa, in un certo qual modo, incidere su quello che è il traffico quotidiano commerciale...potrà ovviare a degli inconvenienti quotidiani, ma non è che in via permanente possa - a una risoluzione della Regione Valle d'Aosta espressa dal suo Presidente - dire che da oggi in Valle d'Aosta il traffico è ridotto a 400 TIR, non credo sia possibile, o sia perlomeno fantasiosa una soluzione di questo tipo!
Io direi: siamo aderenti alla realtà e vediamo di risolvere il problema nella concretezza e spero che il problema venga portato in questo Consiglio al più presto; è questo che noi ci auguriamo.
Dolchi (P.C.I.) - Io cercherei, se possibile, di arrivare alla votazione del punto 17. Chiederei ai colleghi Consiglieri di intervenire facendo anche la dichiarazione di voto in riferimento al punto 17; la Presidenza fin d'ora è d'accordo sulla votazione separata. Hanno chiesto di parlare i colleghi Faval, Lanivi e Mafrica...allora la parola al Vice Presidente Faval.
Faval (U.V.) - En ce qui concerne la motion de Monsieur Riccarand, l'Union Valdôtaine vote la partie que je vais lire: "promuovere, in accordo con la Regione Piemonte e la Regione Lombardia, con una azione per ottenere l'elaborazione da parte delle Ferrovie dello Stato di un progetto per la completa ristrutturazione della linea ferroviaria Chivasso/Pré-Saint-Didier", puisqu'elle a déjà été votée par le Conseil régional lors d'une motion qui a été présentée par le Conseiller Salvadori.
Le restant de la motion nous ne pouvons pas le voter, parce qu'il ne va pas dans la direction que nous souhaitons, c'est à dire il n'affronte pas le problème de fond: l'équilibre entre les nécessités de la Vallée d'Aoste et les droits de la Vallée d'Aoste, la possibilité de vivre d'une certaine façon de la Vallée d'Aoste et les prétentions de tous ceux qui voudraient faire passer des millions de TIR dans notre Vallée et parce qu'ils croient que le problème peut être résolu avec des choix (autostrada superstrada, ferrovia) en alternative.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Lanivi.
Lanivi (D.P.) - Un suggerimento ai Consiglieri che si vogliono occupare del problema: nel volume che l'Istituto di Geografia Alpina di Grenoble ha fatto nel 1970, c'è un'ampia ricerca sulla Valle d'Aosta, nel volume n. 6, "Traffici e vie di comunicazione", che è stato compilato da uno dei maggiori esperti europei sui problemi delle comunicazioni, il Professor Chamussy, e che potrebbe essere una lettura interessante anche per le considerazioni che fa rispetto a questi problemi.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Noi siamo d'accordo sulla mozione del Consigliere Riccarand e voteremo, oltre che la prima parte (mi sembra che nessun altro abbia dubbi), anche la seconda, considerandola - come ha detto lui - una sollecitazione ad affrontare, dati alla mano, il problema della ferrovia, in aggiunta al collegamento con la nostra proposta di questa Conferenza dei trasporti che ha un esame più approfondito della questione.
Credo di dover una risposta all'Assessore Borbey. Io avevo parlato di una "procedura oscura" e continuo a credere che sia oscura, e voglio spiegare che cosa significa: oscura rispetto alla volontà politica della Giunta...a nostro giudizio, se le cose sono andate come dice Borbey - e non lo metto in dubbio - su questo progetto ci doveva essere scritto: "fatto dalla SPEA per conto della Regione Autonoma Valle d'Aosta". Come mai non si è scritto quello? Poteva anche essere pagato, non è che ci interessi, ma la sostanza è che la Giunta non si è ancora voluta assumere la paternità politica di questa cosa, e...perché dico questo? Perché due Partiti che fanno parte dell'Esecutivo...per la SPEA per conto dell'ANAS, su incarico della Giunta regionale della Valle d'Aosta...va bene. La sostanza del problema è che l'Assessore Borbey ha detto: "la Democrazia Cristiana è d'accordo", il Comité Central de l'Union Valdôtaine ha detto cose differenti!
Il Presidente qui ha sostenuto una posizione che io ho inteso a sostegno di quella che noi chiamiamo "soluzione autostradale", la chiamiamo autostradale perché ci possono circolare determinati mezzi e non altri! Al di là delle questioni dei vincoli, secondo noi si tratterà di chiarire questa contraddizione, è un problema del Movimento dell'Union Valdôtaine, ma ci interessa anche rilevare dal punto di vista politico questo fatto: che all'interno dell'Esecutivo ci sono delle forze che dicono cose diverse e che c'è all'interno del Movimento di maggioranza relativa una differenziazione tra ciò che pensa un rappresentante dell'Esecutivo e ciò che pensa l'organo direttivo del Movimento.
Un'ulteriore osservazione e poi termino: è giunto il momento, credo, di affrontare con serietà il problema della ferrovia, perché per quel che mi risulta, quando è stato redatto il progetto di riforma del Piano ferroviario nazionale dalla Regione Valle d'Aosta non sono giunti dei particolari riferimenti, quindi oggi diventa più difficile agganciarsi...non è mai troppo tardi, comunque credo che sia un limite che non deve essere superato.
Dolchi (P.C.I.) - Allora io chiedo al Consigliere Riccarand - sulla proposta del Vice Presidente Faval - se è d'accordo che il deliberato della sua mozione sia diviso in tre parti, perché normalmente, a termine di Regolamento, io posso dividerlo in due parti, anzi dovrei metterlo sempre con votazioni separate. Le deliberazioni si mettono in votazione complessivamente quando ci sono richieste; in questo caso c'è una richiesta ulteriore, quindi bisognerebbe che il proponente...in questo caso lui solo me lo può dire, se ritiene che si possa fare questo deliberato in tre parti, in modo che ci possano essere tre votazioni differenti: la prima parte cioè fino a "Pré-Saint-Didier", la seconda "con un tunnel sotto il Monte Bianco", e così il punto 2 diventerebbe 3.
La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - No, io credo che sia inutile dividere in tre la votazione, perché se si vota solo la prima parte che ha detto Faval sono cose che sono già state votate in Consiglio, quindi è inutile solo per avere l'unanimità su questa parte che la si voti; è diverso il discorso di questo capoverso: è di chiedere un progetto per una linea ferroviaria che abbia un carattere internazionale, che è il significato non di far soltanto una ristrutturazione della linea, questo è il significato, quindi va votato tutto insieme, quindi è inutile stare...
Dolchi (P.C.I.) - Allora, a termine di Regolamento, visto che il presentatore non modifica, io metto in approvazione il punto n. 17 dell'ordine del giorno, la mozione del Consigliere Riccarand, con votazioni separate.
Allora, primo punto della mozione del Consigliere Riccarand. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti: 29
Votanti: 28
Maggioranza: 15
Favorevoli: 12
Contrari: 16
Astenuti: 1 (Nebbia)
Il Consiglio non approva.
Metto quindi in votazione il punto secondo della mozione del Consigliere Riccarand. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti: 29
Votanti: 25
Maggioranza: 15
Favorevoli: 8
Contrari: 17
Astenuti: 4 (Lanivi, Lustrissy, Maquignaz e Pollicini)
Il Consiglio non approva.
Per quanto riguarda il punto n. 18 dell'ordine del giorno, la mozione dei Consiglieri Tonino, Bajocco e Carral, ci sono ancora dichiarazioni di voto o c'è qualche Consigliere che intende intervenire? Allora si tratta di un punto solo: "...delibera di impegnare la Giunta regionale a promuovere, in tempi brevi, una Conferenza regionale dei trasporti che affronti in modo approfondito e documentato tutti i diversi aspetti delle comunicazioni in Valle d'Aosta".
Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità.
Il Consiglio approva pertanto la soprariportata mozione dei Consiglieri Tonino, Bajocco e Carral.
