Oggetto del Consiglio n. 593 del 6 dicembre 1979 - Verbale
OGGETTO N. 593/79 - Rinvio dell'esame della proposta di legge statale n. 12 concernente: "Norme per il trasferimento alla Regione Valle d'Aosta e la delega al Piemonte dei poteri amministrativi per la gestione unitaria del Parco del Gran Paradiso".
Dolchi (P.C.I.) - Anche questa proposta di legge è iscritta per decorrenza di termini, non c'è i1 parere, e pertanto si ripropone il problema che si è precedentemente proposto.
La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Su questa proposta di legge però vorremmo fare due considerazioni accettando il rimando della discussione in Commissione, perché in questo caso si tratta di un provvedimento che, a nostro avviso, ha carattere di urgenza.
Dobbiamo ricordare che la Giunta regionale si era presa l'impegno di predisporre un progetto di legge di questa natura, votando una mozione che impegnava la Giunta a presentare, entro il 31 gennaio del 1979, una proposta di legge nazionale sulla disciplina generale del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Questa mozione è stata votata il 14 novembre del 1978; il 31 gennaio è passato da molti mesi e di proposte non ne sono venute.
Il significato e l'urgenza di questa legge secondo noi stanno nella necessità di portare in Parlamento una posizione della nostra Regione, del Consiglio regionale in merito al problema del Parco Nazionale del Gran Paradiso e, in merito anche alle questioni che sono controverse e che sono ogni giorno oggetto di dibattito e di controversie sulla stampa e sul luogo. Io voglio ricordare che ho trovato sulla rivista Agricoltura e ambiente del luglio 1979 la proposta di legge quadro sui parchi prevista dal "616" che - ho sentito alla radio l'altro giorno - è stata ulteriormente modificata, in cui ci sono degli aspetti che ci preoccupano seriamente. L'articolo 5 dice che: "Entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, il Governo della Repubblica è delegato ad emanare con decreti aventi valori di legge ordinaria norme per adeguare il regime giuridico dei Parchi Nazionali esistenti a quanto stabilito dalla presente legge"; dice poi: "che i confini dei Parchi Nazionali esistenti sono quelli individuati nelle leggi istitutive dei singoli Parchi con le modifiche apportate successivamente" e, in un comma più in basso, precisa, per il Parco Nazionale del Gran Paradiso, il Regio Decreto n. 1867 in data 13 agosto 1923 confermato con Decreto del Ministro dell'Agricoltura e Foreste in data 28 maggio 1977, cioè il recentissimo decreto del Ministro Marcora. Se poi andiamo a vedere anche gli altri contenuti della legge...parlo ad esempio dell'articolo 7, dov'è previsto tutto il meccanismo di gestione di questi parchi in cui, ancora una volta, le Autonomie locali sono tagliate fuori...noi siamo seriamente preoccupati da questo taglio, e crediamo che, rispetto a questo problema, sia estremamente necessario avere una nostra posizione.
Tra l'altro, voglio anche approfittare per esprimere la nostra contrarietà, il nostro disappunto rispetto anche a un comunicato che ha fatto il Comité Exécutif dell'Union Valdôtaine, dove, partendo da alcune considerazioni giuste, che sono quelle di essere solidali con il Sindaco di Valsavarenche per la vicenda che lo ha visto coinvolto, ecco, contro la gestione attuale del Parco...bisogna anche dire che è pericoloso e controproducente affermare che il decreto del Ministro dell'Agricoltura è illegittimo perché in contrasto con la legge regionale! Credo che vada dimostrato, e credo che questo...intanto oggi questo decreto è operante, checché se ne dica, e...vabbè, però in questo caso la legge costitutiva del Parco prevedeva che il budello fosse collocato all'interno della...appunto, questo è molto discutibile.
Per cui dicevo la posizione nostra è che, anziché affermare soltanto come posizione di principio che questi modi di agire sono illegali, occorre invece fare in modo che questa normativa sia chiaramente modificata così com'è previsto dalla nostra legge. Siamo anche d'accordo che ci siano lì alcuni elementi in quella posizione del Ministro che non tengono conto di situazioni obiettive, che non tengono conto di alcuni poteri che sono nostri...ecco, questi sono i motivi per cui, secondo noi, questo nostro provvedimento è di estrema urgenza, proprio perché quella legge va in discussione e deve andare in discussione con una posizione del Consiglio regionale che sia chiara.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Vice Presidente Faval.
Faval (U.V.) - Il problema del Parco Nazionale del Gran Paradiso pare abbia assunto dei toni "particolarmente delicati", per definirli in termine eufemistico, in questi ultimi tempi...questo a dimostrazione della delicatezza di questo problema. Abbiamo...non mi pare sia il caso di stare a fare la cronistoria di vicende tristissime tipo quella delle norme di attuazione, con le quali siamo arrivati a considerare la popolazione della Valle d'Aosta come una popolazione di incivili, che non è in grado di salvaguardare un patrimonio, che, anche la popolazione della Valle d'Aosta e in particolare le popolazioni direttamente interessate alla zona del Parco, considerano un patrimonio di tutti.
Noi, come Comité Exécutif dell'Union Valdôtaine, a seguito di un'analisi del problema conseguente agli ultimi avvenimenti che sono stati ampiamente illustrati dalla stampa e dalla televisione, esaminati questi da una Commissione speciale che abbiamo creato all'uopo...il Comité Exécutif dell'Union Valdôtaine ha deciso di assumere un atteggiamento diverso rispetto a quello che fin qui il Consiglio regionale e tutte le forze politiche hanno ritenuto di dover tenere nei confronti di questo problema, vale a dire che in effetti finora noi ci siamo trovati a dover combattere, a dover rivendicare, nei confronti dell'atteggiamento della direzione del Parco Nazionale del Gran Paradiso...a rivendicare determinati diritti delle popolazioni locali, diritti che regolarmente venivano negati sia da parte del Consiglio di Amministrazione del Parco, sia da parte del Governo, sia da parte del Ministero competente.
Ritenuto che in fondo tutto ciò è in palese contrasto, perché poi questo è il problema di fondo, con quella che è la legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 - che è lo Statuto speciale della Valle d'Aosta che dà specifica competenza alla Regione - e detta, all'articolo 2, la competenza legislativa esclusiva in determinate materie...noi riteniamo che sia a questo punto indispensabile ribaltare la posizione della Regione Autonoma Valle d'Aosta nei confronti dello Stato, nei confronti del Ministero, nei confronti quindi del Consiglio di Amministrazione del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Pertanto, se finora il Parco ha potuto comportarsi nei confronti delle popolazioni locali, così come ha fatto, invocando la carenza di legislazione da parte della Regione, noi diciamo a questo punto - la Regione e noi, come Movimento dell'Union Valdôtaine - che ci impegniamo a presentare al più presto un progetto di legge quadro che contenga una legislazione specifica relativa a tutte le materie: caccia, pesca, urbanistica e...compagnia bella, contenute nell'articolo 2 riguardanti la zona del Parco. Questo perché vogliamo difendere il Parco, ma difendere il Parco non significa assolutamente da parte nostra rinunciare a quelle che sono le prerogative che lo Statuto speciale della Valle d'Aosta attribuisce a questo Consiglio. Quindi a quel punto sarà il Governo, sarà il Ministro, il Consiglio di Amministrazione del Parco a dirci che noi non potevamo, che noi non possiamo legiferare in quelle materie per quella zona del Parco, perché fino a prova del contrario anche quella zona del Parco fa parte del territorio della Valle d'Aosta. Quindi questo Consiglio ha il preciso dovere di legiferare nelle materie che sono di sua competenza e, a questo punto, vedremo che cosa lo Stato, il Consiglio di Amministrazione del Parco, il Ministro, saranno in grado di fare!
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Probabilmente diciamo delle cose molto simili, ma con delle parole differenti; da quanti sono...56 o 57 anni, il Parco sarebbe stato tenuto, vista la lacunosità della legge del 1922, che è uno di quei modelli di legge per i quali si può tirare fuori tutto e emanare un regolamento...le proposte di legge, sia quella di Cipellini, sia quella presentata dopo dai Democristiani, sia quanto almeno Marcora s'è degnato di dire per la futura legge che il Governo prevedrà, sono in realtà delle leggi che delegheranno alle Regioni secondo certi criteri di fare quello che è il regolamento del Parco, e cioè distinguere - come quasi in tutti i parchi del mondo - tra zone A di protezione assoluta, B di protezione relativa, C di minore protezione, D...e via dicendo. Ora, il punto fondamentale è un punto di fatto che, per quanto ci riguarda, considerata oasi quindi non cacciabile tutto quello che si vuole, le zone antropizzate non possono essere sottratte alle competenze normali dei Comuni o della Regione per quanto riguarda le materie che non siano strettamente legate all'esercizio della pesca e della caccia. Parlo di "zone antropizzate", il che vuol dire che per Vers Le Bois in materia di costruzioni è competente un ente e in un'altra località un altro ente, perché, come ho avuto modo di dire al Ministro Marcora, o lui mi spiega un nuovo concetto di democrazia o sennò le cose rimarranno così, costi quel che costi. Il 10 ci sarà l'interrogatorio del Sindaco di Valsavarenche dove potremmo trovare una serie impressionante di documenti, tra l'altro le contraddizioni delle amministrazioni del Parco, perché a me non piace fare delle polemiche, non voglio definire certi comportamenti, ma...insomma, lasciamo perdere, comunque dimostreremo certe cose.
Ora il problema è quello che il Parco ci interessa, siamo favorevoli alla legislazione sul Parco, però le zone antropizzate non saranno - ma proprio per definizione - di buon senso, perché non esiste da nessuna parte al mondo...non saranno competenza del Parco, questo punto e basta; che poi la striscia, la banda passi 100 metri sotto o che passi 100 metri sopra su una cartina credo a 1:100.000...ed è larga un centimetro, per cui avverrebbe questo a Rhêmes: il villaggio...sponda orografica destra, sarebbe competenza del Parco, quello di Frassiney, sponda orografica sinistra, sarebbe di competenza del...dico...la stupidità umana, anche quella deve avere dei limiti, ecco! Mentre per quanto riguarda le questioni più tipicamente faunistiche la Regione si è data una legge che ha applicato, per cui quella è oasi, e noi procediamo in base alla legge. In più il Comune di Valsavarenche ha un piano che è stato adottato dal Comune, approvato dalla Regione; quel piano è operante. Non crediamo che ci sia nient'altro da dire; se poi c'è qualcuno che vuole fare degli esperimenti giudiziari siamo disponibilissimi a farli e, come diceva quel contadino berlinese, tedesco, ci sono dei giudici...speriamo che non ci siano anche dei giudici della Cassazione italiana, ecco...ma non per quanto riguarda la Regione, certamente quel problema lì non si ferma a questi limiti, ecco...
Dolchi (P.C.I.) - Allora, altri che intendono intervenire? C'è la proposta, ai sensi dell'articolo 51, di rimandare il progetto e la proposta di legge all'esame della Commissione. Mi sembra, dagli interventi che ci sono stati, che questo si renda oltremodo necessario per un confronto prima del dibattito in aula. Ci sono obiezioni? Allora il Consiglio, ai sensi dell'articolo 51, rimanda il punto n. 16 all'esame della Commissione "Affari Generali e Finanze"...il Consiglio non ha obiezioni ed il punto n. 16, dove c'è la proposta di legge statale che porta il n. 12, viene rinviato all'esame delle Commissioni "Affari Generali e Finanze" e "Agricoltura", che decideranno poi se discuterne separatamente o, eventualmente, in seduta congiunta.
Il Consiglio prende atto del rinvio della proposta di legge statale n. 12 alle Commissioni "Affari Generali e Finanze" e "Agricoltura".
