Oggetto del Consiglio n. 582 del 5 dicembre 1979 - Verbale

OGGETTO N. 582/79 - Relazione conclusiva dei lavori della Commissione per i rapporti con la RAI, relativamente alla Convenzione Stato-RAI-Valle d'Aosta del 20 novembre 1974.

CONVENZIONE RAI-STATO-VALLE D'AOSTA DEL 20.11.1974

Premessa

Con decreto del Presidente della Repubblica 15.12.1972 si rende esecutiva una convenzione in virtù della quale la RAI dovrà installare dei ripetitori per la TV francofona in Valle d'Aosta prima del 31.12.1973 secondo un piano da adottarsi entro il 31.1.1973.

Poiché nessun fatto si verifica nel frattempo, nell'aprile 1973 il Consiglio regionale approva un progetto di legge che autorizza la spesa per l'installazione dei ripetitori di cui sopra, ma il Governo respinge la legge affermando (15 maggio 1973) che spetta alla RAI l'installazione di quei ripetitori.

Con il decreto-legge 796 del 20.12.1973, che proroga sino al 30.4.1974 la concessione del servizio radio-televisivo alla RAI, vi è un nuovo impegno a dotare la Valle d'Aosta di strutture tali da consentire la ricezione dei programmi televisivi francofoni.

Il 14 gennaio 1974 il Consiglio regionale vota nuovamente all'unanimità un disegno di legge, analogo a quello votato il 4 aprile 1973, ma il Governo respinge di nuovo la legge con le stesse motivazioni della volta precedente.

Si iniziano nel frattempo le trattative fra Regione, RAI e Ministero delle Poste per arrivare ad una convenzione che dia attuazione all'art. 6 della Costituzione.

Nel novembre 1974 il Consiglio regionale, dopo ampia discussione sullo schema di convenzione proposto, vota all'unanimità in senso favorevole e il 20.11.1974 viene firmata a Roma dal Ministro delle Poste, Giuseppe Togni, dal Presidente della RAI, Umberto Delle Fave, e dal Presidente della Giunta regionale, Cesare Dujany, la convenzione allegata.

---

Considerazioni

La Convenzione in oggetto, che pone fine ad una situazione che stava diventando quanto meno insostenibile, con una serie di trasmettitori privati che consentivano, più o meno bene, di ricevere i programmi di Antenne 2 e della Svizzera romanda, presenta subito alcune problematiche che resteranno o si aggraveranno nel tempo.

Innanzitutto non si prevede alcun intervento effettivo e realistico per la minoranza walser della Valle del Lys; in secondo luogo risultano escluse praticamente tutta la stessa Valle del Lys e una parte della Bassa Valle; in terzo luogo vengono previsti dei tempi di attuazione troppo ottimistici considerata la tradizionale lentezza della burocrazia, la situazione economica generale e il "boom" delle televisioni locali, liberalizzate dalla famosa sentenza della Corte Costituzionale; in quarto luogo non vengono definite chiaramente (stante la situazione del momento) le norme per l'eventuale ristrutturazione e presa in gestione di impianti di terzi già esistenti.

I due elementi più negativi risultano essere i tempi, con un ritardo di circa 3 anni per i ripetitori del gruppo B, e la problematica walser, per la quale non si fanno passi avanti.

---

I fatti recenti

Sulla base delle considerazioni di cui al punto precedente, il Consiglio regionale, il 14 novembre 1978, affrontando il problema del pagamento della quota dovuta ai sensi della convenzione dalla Valle d'Aosta, decide di sospendere il versamento richiesto dalla RAI e delibera la nomina di una Commissione delegando la proposta dei nominativi al Presidente della Giunta.

Questa Commissione viene nominata immediatamente ed è così composta: Salvadori (coordinatore); Cout, Dujany, De Grandis e Minuzzo (membri).

La Commissione ha come compito essenziale quello di valutare la situazione "di fatto" e promuovere tutte quelle iniziative che riterrà utili a sbloccare i punti fermi e a superare i ritardi verificatisi alla data della nomina.

Le elezioni politiche, con l'elezione a deputato di Cesare Dujany, portano alla sua sostituzione con il Consigliere Pollicini.

---

Il lavoro della Commissione

La Commissione, con una lunga serie di riunioni, ad Aosta e in Bassa Valle, inizia un nuovo tipo di rapporto con la sede RAI di Aosta e con i Comuni interessati ai problemi della ricezione televisiva, trovando nel direttore della sede RAI, dottor Costa, un interlocutore sensibile e attento e nei responsabili comunali un'apertura e una collaborazione interessanti.

Si riesce così a sbloccare molte situazioni, relative e non alla convenzione in oggetto, affrontando anche in modo operativo il problema walser, così come dimostrato dall'allegato n° 2.

Tutto il lavoro viene svolto coinvolgendo anche il Comitato regionale per i servizi radio-televisivi, di cui un rappresentante partecipa regolarmente agli incontri e alle riunioni.

Oltre alle riunioni a livello locale, la Commissione ha incontrato a Milano il direttore generale della RAI, Bertè, cui ha prospettato i vari, delicati e urgenti problemi legati alla presenza della RAI in Valle d'Aosta oltre che la problematica della Terza Rete, il cui inizio delle trasmissioni è previsto per il 15 dicembre 1979.

La Commissione ha inoltre operato anche a livello di televisioni locali, cercando di eliminare alcuni problemi di sovrapposizioni di canali che avrebbero portato a ritardi nell'esecuzione di lavori previsti dalla RAI.

---

La situazione attuale

A seguito di una precisa richiesta della Commissione di verifica dello stato di realizzazione della Convenzione a un anno di distanza dal dibattito consiliare che aveva bloccato il versamento della quota-parte della Regione, il direttore della sede RAI di Aosta ha fatto pervenire la comunicazione di cui all'allegato n° 3 in cui si analizzano i vari punti della Convenzione e quanto realizzato.

Secondo la Commissione, che ha attentamente valutato il documento confrontandosi successivamente con il responsabile del supporto tecnico della sede RAI locale, tutti gli impianti previsti dalla Convenzione al punto 1), paragrafi a) e b), sono stati realizzati.

Inoltre sono stati completati gli impianti di Hône-Bard e Arnad ed è stata prevista l'estensione delle 4 reti previste anche nella Valle del Lys con la realizzazione della catena Pont-Saint-Martin, Perloz, Fontainemore, Issime e Gaby.

Inoltre, per quanto riguarda la Terza Rete, all'impianto di Aosta si è aggiunto quello di Saint-Vincent, il che permetterà di allargare il territorio valdostano coperto sin dall'inizio dalle trasmissioni della rete regionale.

---

I problemi aperti

Restano aperti, ad oggi, alcuni problemi: programmi televisivi in lingua tedesca per i comuni walser della Valle del Lys; alcune zone d'ombra rimaste nelle zone previste dalla Convenzione; alcuni centri abitati con popolazione inferiore ai 1000 abitanti, per i quali vi è già stato un intervento da parte di enti locali per sopperire alle necessità informative di carattere generale.

Non è ancora ben inquadrata la questione dell'eventuale ristrutturazione e presa in gestione di impianti di terzi già esistenti, ma il problema non ha una grossa consistenza.

---

Le proposte della Commissione

La parte più consistente della Convenzione è stata dunque realizzata pur se con un ritardo complessivo e parziale di circa 3 anni mentre, come si è visto nel precedente punto, restano aperti alcuni problemi fra i quali il più grave e delicato è quello della comunità walser.

La situazione generale della RAI, con il prossimo rinnovo del Consiglio di Amministrazione, l'aumento della quota di pubblicità e del canone di abbonamento ha portato la Commissione a ritenere opportuno che la Giunta regionale consideri esaurita la Convenzione del 1974 e prenda immediati contatti con gli organi competenti della RAI e del Governo per una nuova Convenzione che abbia come punti-cardini i seguenti interventi operativi: soluzione della problematica walser; copertura totale del territorio della Valle d'Aosta con i due programmi della RAI-TV e i programmi francofoni di Antenne 2 e della Suisse romande; anticipazione dei tempi di copertura previsti per la Terza rete.

La fase di preparazione della nuova Convenzione potrebbe essere curata da una Commissione consiliare speciale, nel rispetto delle competenze del Comitato Regionale per i servizi radiotelevisivi, cui delegare anche altri compiti relativi all'intera problematica dell'informazione in Valle d'Aosta.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Salvadori...aggiungo, prima che inizi a parlare, che la relazione è stata anche corredata di una serie di documenti che forse saranno stati utili ai colleghi Consiglieri che hanno voluto approfondire la materia e, come Presidente, ringrazio questa Commissione che ha svolto un lavoro attento e preciso.

La parola al Consigliere Salvadori.

Salvadori (U.V.) - Le prime pagine di questa relazione dovrebbero scrivere teoricamente la parola "fine" a una vicenda che, come tutte le migliori vicende del nostro tempo, si perde un po' nella notte dei tempi. In questo caso la notte dei tempi risale al periodo in cui l'attuale Presidente della Giunta era Assessore alla Pubblica Istruzione e riuscì a fare realizzare quel ripetitore della Punta Helbronner sul quale poi si sono inseriti i passi successivi che hanno consentito alla Valle d'Aosta di ricevere i programmi della televisione francese Antenne 2. In seguito il discorso è stato ripreso dall'allora Presidente della Giunta, Dujany, che è giunto, dopo una serie di lunghe peripezie, alla redazione di una Convenzione fra Stato, RAI e Valle d'Aosta, firmata verso la fine del 1974, che ha preso l'avvio nel 1975 e che oggi, nel 1979, dal punto di vista tecnico com'è illustrato nella relazione, risulta terminata con parecchio ritardo (dai due ai tre anni per quanto riguarda i tempi previsti dalla Convenzione), mentre rimangono aperti, come detto nel penultimo punto, alcuni problemi abbastanza grossi che erano stati dimenticati o soltanto sorvolati nella redazione della Convenzione, in particolare il problema della televisione di lingua tedesca per la Comunità Walser della Valle del Lys e tutti i ripetitori della Bassa Valle, quindi praticamente da Hône e Pont-Saint-Martin e tutta la Valle del Lys, oltre che la Valle di Champorcher.

Nel frattempo si è inserita la tematica della Terza Rete, mentre sono rimaste anche delle zone ancora scoperte perché, malgrado gli impianti realizzati, l'orografia della Valle è tale che non consente ai programmi televisivi di raggiungere con facilità, come in pianura, tutte le località. È sulla base di questo fatto che, dopo una lunga serie di riunioni, non ho messo nella relazione l'elenco delle riunioni - che avrebbe richiesto un'ulteriore pagina, rendendo magari più complicata la lettura - fatte ad Aosta e in Bassa Valle e gli "incontri politici" con il Direttore Generale della RAI e con il Direttore della sede RAI di Aosta che, credo a nome anche degli altri membri della Commissione, devo ringraziare per la sensibilità che ha dimostrato nel recepire i nostri problemi. Siamo arrivati praticamente alla considerazione che era giunto il momento di chiudere il capitolo "Convenzione 1974" per aprire un altro capitolo, sia per quanto riguarda il primo e secondo canale, i canali francofoni, i programmi di lingua tedesca che la Terza Rete che dovrebbe, in teoria, cominciare il 15 dicembre, e che coprirà però soltanto una parte limitata del territorio regionale, la fascia, diciamo, che va da Aosta a Saint-Vincent, attraverso una nuova formulazione di convenzione per riuscire a coprire tutto il territorio regionale con questi cinque canali, risolvendo finalmente il discorso della "problematica walser".

Rimarrebbero aperti ancora i problemi di quei piccoli ripetitori clandestini che, installati da privati sulle nostre montagne, avevano permesso, prima che scoppiasse il problema della liberalizzazione, ad alcuni, non molti e soprattutto residenti ad Aosta, di ricevere i programmi della televisione francese e della televisione svizzera.

Nella parte finale della relazione, dove sono riportate le proposte della Commissione, si parla dell'eventuale nomina di una Commissione speciale del Consiglio che dovrebbe discutere non solo questi problemi, ma soprattutto allargare il tema al concetto dell'informazione per quanto riguarda la Valle d'Aosta, anche perché sovente non abbiamo considerato l'importanza di questo settore.

Vorrei solo ricordare che è in discussione in questi giorni, a Roma, dopo anni di ritardo, la legge sull'editoria; c'è il rischio che ancora una volta sia ritardata, perché esistono dei problemi fra le varie componenti politiche, ma questa legge sull'editoria potrebbe dare alle informazioni in Valle, non solo per quanto riguarda i giornali locali, ma per quanto riguarda il famoso discorso del "quotidiano", delle possibilità di apertura molto più concrete che, non fino a qualche tempo fa...una commissione, quindi, che si interessasse dei problemi globali dell'informazione sarebbe estremamente utile e, lavorando d'accordo con il Comitato regionale per i servizi radiotelevisivi i cui compiti sono quelli di controllo e di indicazione dei programmi della RAI-TV, un domani, quando avremo la legge sulle televisioni, sulle radio private o locali, del controllo anche del pluralismo di queste fonti di informazione. Questo potrebbe essere un discorso estremamente interessante, anche perché potrebbe portare avanti, assieme naturalmente al Presidente della Giunta, questo discorso di rinnovo della Convenzione con la RAI-TV.

Su questo punto la Commissione ha lasciato, direi, piena libertà evidentemente al Consiglio; i pareri non erano unanimi e, anche per questo, la formulazione dell'ultimo capoverso della relazione riguardante le proposte della Commissione è stato lasciato abbastanza generico. Quindi il mio compito si chiude qui. La Commissione - ringrazio i membri che ne hanno fatto parte - ha dato prova di estrema correttezza e sensibilità. Credo che la relazione sia fatta in modo abbastanza chiaro, comunque sono naturalmente a disposizione di tutti coloro che volessero chiedere ulteriori chiarimenti.

Dolchi (P.C.I.) - È aperta la discussione sulla relazione del Consigliere Salvadori concernente i lavori della Commissione per i rapporti con la RAI e la constatazione dell'adempimento relativo alla Convenzione. Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout, ne ha facoltà.

Cout (P.C.I.) - Già ricordava il Consigliere Salvadori che la Commissione ha verificato che gli impianti che erano indicati nella Convenzione sono stati realizzati, anche se con ritardo, e quindi, se si fosse voluto eventualmente intervenire, sarebbe stato caso mai necessario farlo prima per eventuali inadempienze; a questo punto le adempienze ci sono state, i ripetitori sono installati e quindi direi che la Convenzione non è esaurita, ma va applicata, la Regione dovrà pagare questi 75 milioni di lire per gli anni successivi, e penso che è una cifra che può essere valutata. Comunque penso che, se la Regione dovesse gestire questi impianti da sola, potrebbe anche eventualmente essere maggiore, quindi è un'adempienza che a questo punto è compito della Regione portare avanti; quindi, verificato questo, penso che la discussione sul pagamento che era stata sospesa nel novembre dell'anno scorso possa essere ripresa in Consiglio.

Esistono, è vero, ancora - e lo ricordava il Consigliere Salvadori - dei problemi aperti, delle zone nella Valle che sono ancora delle zone d'ombra per quanto riguarda la televisione, esiste il problema per la Valle del Lys, per la minoranza walser e comunque il Dottor Costa, Direttore della RAI, ci ha già fatto sapere in una relazione che i ripetitori dovrebbero essere quasi arrivati a una loro soluzione, è da verificare quando effettivamente verranno realizzati questi ripetitori che comunque sono al di fuori della Convenzione, e sta caso mai alla Regione quindi trovare altre forme per sollecitare la realizzazione di questi ripetitori. Per quanto riguarda le zone d'ombra e l'intervento eventuale della Regione, vorrei solo ricordare che nella Regione Friuli Venezia Giulia è stata approvata una legge del 16 giugno 1978 concernente gli interventi regionali per il potenziamento e la massima diffusione del servizio pubblico radiotelevisivo nella Regione medesima, che è stata bloccata dal Governo e che è tuttora in discussione alla Corte Costituzionale, in cui si dice che questi compiti, in base alla legge 103/1975, vengono demandati agli Enti locali e che quindi sembra che non sia compito della Regione intervenire in questa... Secondo me, sarebbe opportuno verificare questo fatto e, nell'eventualità che ciò non fosse possibile, valutare gli oneri che ci sarebbero per la Regione per far fronte eventualmente a una nuova convenzione in cui la Regione, oltre alla gestione degli impianti, dovesse anche accollarsi la costruzione di questi ripetitori. Come dicevo, è da verificare come eventualmente si possa fare fronte a tutto questo, e direi che questo è anche un po' compito della Giunta regionale, oltre che del Consiglio, dare delle indicazioni più precise su questo problema.

Per quanto riguarda la Terza Rete, dovrebbe interessare, quando andrà in funzione, il 47,6% della popolazione della Valle d'Aosta e si prevede che nel 1981 dovrebbe essere coperto il 98% delle utenze in Valle d'Aosta. Occorrerà verificare come questo risultato potrà essere realizzato, e caso mai spingere la RAI affinché sia realizzato, eventualmente riuscire a intervenire nei confronti del Governo affinché sia realizzato al più presto possibile. Mi risulta che, da parte della sede RAI di Aosta, ci siano delle anti-disponibilità, anch'io concordo abbastanza sul giudizio che ha dato il Consigliere Salvadori rispetto al Direttore della RAI che ha dimostrato un'ampia disponibilità e sarebbe appunto da verificare, in base al bilancio e ai programmi della sede della RAI, cosa effettivamente può essere fatto. Mi risulta che in Valle d'Aosta la RAI, se non erro almeno nelle cifre che riporto un po' così, ha avuto, nel 1978, 605 milioni di lire di entrate per pubblicità, canoni eccetera, a fronte di oltre 7 miliardi di lire di spese, di cui 6 miliardi per impianti vari e 1 miliardo e mezzo per spese di gestione e stipendi. Però direi che, prima di un intervento diretto della Regione in questo caso anche poi con il pericolo che sia bocciata un'eventuale legge, occorre vedere le effettive possibilità per spingere il Governo e la RAI a realizzare questi impianti il prima possibile ed eventualmente, in via subordinata, trovare i modi più opportuni di intervento.

Per quanto riguarda questa Commissione che dovrebbe essere istituita, il Consigliere Salvadori già lo faceva presente in occasione di dibattito nella Commissione, non sempre ci siamo trovati d'accordo sui compiti di questa Commissione che in qualche modo, secondo me, toccava anche un po' i compiti del Comitato RAI. Infatti, a seguito del disegno di legge del Friuli, c'è stata un'osservazione della Corte Costituzionale sui compiti del Comitato RAI in cui si dice che non solo il Comitato RAI ha dei compiti per quanto riguarda i problemi dell'accesso o sui programmi, ma si dice, ai sensi dell'articolo 5 della legge 103/1975, che "...Il Comitato regionale è organo di consulenza della Regione in materia radiotelevisiva; formula indicazioni sui programmi radiotelevisivi destinati alla diffusione regionale...'', non sono previste altre forme di partecipazione e, qualora assunte dalla Regione, interferirebbero nel pubblico servizio statale, quindi si mettono in dubbio alcuni compiti che eventualmente la Regione si assumerebbe.

Quindi preferirei che questo problema fosse approfondito, e direi che su questi aspetti sarebbe necessario avere un incontro anche con il Comitato radiotelevisivo per definire alcune questioni che, secondo me, sono sospese, va fatta chiarezza su questi aspetti e occorre definire per bene gli eventuali compiti del Comitato RAI e di un'eventuale Commissione che noi dovremmo mettere in piedi. Già su questo eravamo d'accordo con il Consigliere Salvadori: che sarebbe stato sentito in una riunione almeno il Presidente del Comitato RAI per definire alcune questioni e, eventualmente, si potrebbe anche vedere di formare una Commissione con i compiti dell'informazione, anche perché penso che la Giunta regionale sia carente sotto quest'aspetto. Credo che andrebbe caso mai studiata la forma migliore, però preservando comunque le competenze che in questa Commissione potrebbero essere del Comitato radiotelevisivo. Con questo non vogliamo chiudere una discussione su questi problemi, ma direi che è necessario invece aprire una discussione per approfondire meglio questi compiti e le competenze eventualmente di questa Commissione, che dovremmo mettere in piedi.

Dolchi (P.C.I.) - Altri Consiglieri intendono intervenire sulla relazione della Commissione? Nessuno è iscritto a parlare, nessuno chiede la parola?

Darei la parola al relatore, Consigliere Salvadori...vuole fare alcune considerazioni conclusive?

Salvadori (U.V.) - Sì, semplicemente perché il Consigliere Cout forse è incorso in alcune imprecisioni. A proposito dei 75 milioni di lire che dovremmo pagare come Regione, la convenzione non è esaurita in tutti i suoi punti, quando dicevo di considerarla esaurita era per arrivare ad una nuova convenzione che rivedesse anche l'impegno economico della Regione, anche perché la legge 103/1975 di riforma del servizio radiotelevisivo dice che nelle zone bilingui o mistilingui, come in pratica le zone di confine, è lo Stato che deve provvedere a dare un servizio di questo tipo, quindi non è la Regione che deve gestire, ma al limite dovrebbe essere lo Stato che fa gli impianti e gestisce. Se si è arrivati ad una convenzione è per tentare di accelerare i tempi, per esempio a Bolzano è stata addirittura costituita, si chiama "RAS", un'azienda autonoma che ha in pratica fatto lo stesso lavoro che noi abbiamo fatto tramite la convenzione in tempi estremamente ridotti e ha coperto gran parte del territorio, anche quello abbastanza tormentato, della Provincia di Bolzano che oggi riceve tranquillamente la televisione austriaca e la televisione tedesca, senza tutte le difficoltà e tutti i ritardi che abbiamo avuto.

Per quanto riguarda le zone d'ombra, la legge del Friuli Venezia Giulia è stata bloccata dal Governo come ha bloccato tutte le iniziative che abbiamo fatto per quanto riguarda l'informazione, la famosa legge sulle "pagine della Valle", perché in teoria questa è di competenza dello Stato; noi abbiamo aggirato l'ostacolo con interventi di Comuni e Comunità Montane. Sappiamo benissimo che le Comunità Montane Grand Combin e Gran Paradiso e molti Comuni anche della Bassa Valle hanno speso dei soldi della comunità per dare in definitiva un servizio che avrebbe dovuto essere di competenza dello Stato, quindi il discorso dei 75 milioni di lire all'anno che noi dovremmo pagare, che sarebbero di più in quanto i costi, secondo parametri previsti dalla convenzione allegata alla relazione, rischiano di portarci a delle cifre molto superiori...per cui direi di metterla in discussione nella redazione della nuova convenzione.

Per quanto riguarda la Terza Rete, dicevo che era importante inserirla nel discorso della nuova convenzione, in quanto nel 1976-1977, quando si è cominciato a parlarne, l'impegno che era stato preso dal Governo e dalla RAI era che la Terza Rete avrebbe avuto la precedenza assoluta per quanto riguarda non solo i Capoluoghi di Provincia, ma il territorio nelle zone di confine. Ancora una volta ci siamo trovati a essere messi sullo stesso livello degli altri, anzi, viste le difficoltà di coprire il territorio, siamo ancora indietro, per cui noi dobbiamo fare un'azione decisa in questo senso se vogliamo che la Terza Rete, che in teoria dovrebbe essere una Terza Rete regionale e quindi gestita dalla comunità locale, abbia la possibilità di essere ricevuta in tutta la Regione.

Il Consigliere Cout ha anche detto che l'anno scorso la RAI ha speso molto di più di quanto ha incassato, ed è vero, e probabilmente ha speso di più anche l'anno precedente, ma per quarant'anni prima, per quanto riguarda la RAI e per venticinque anni per quanto riguarda la televisione, i valdostani hanno continuato a sborsare centinaia di milioni senza avere dalla RAI nessun servizio concreto! Ricordiamo che la sede RAI è nata da un anno, un anno e mezzo, e quindi se facciamo il bilancio di questo tipo di discorso, facciamolo globale e non limitato ad un anno, perché chiaramente allora dobbiamo vedere l'insieme delle cose.

Sul discorso della Commissione, mi compiaccio che il Consigliere Cout abbia leggermente attutito il tiro negativo nei confronti della Commissione per l'informazione, perché credo che sia un discorso estremamente importante che dovrebbe essere fatto da questa Commissione. È necessario approfondire evidentemente i compiti e i rapporti con il Comitato per i servizi radiotelevisivi e la riunione che doveva essere svolta ieri sarà svolta molto probabilmente domani o dopodomani, ma ritengo che un discorso di questo genere sia importante per il Consiglio, perché i temi che dobbiamo affrontare riguardano tutti, e quindi il Consiglio in prima persona dovrebbe occuparsene.

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, è conclusa così la discussione. Ricordo al Consiglio che, con oggi, trova conclusione il lavoro di quella Commissione che era stata nominata per esaminare lo stato dell'attuazione e l'esecuzione della Convenzione con la RAI. Pertanto il Consiglio è chiamato a prendere atto del lavoro che si può ritenere positivo. Mi sembra che i Consiglieri che non hanno preso la parola forse non l'hanno fatto perché ritengono positivo il lavoro fatto dalla Commissione, fermo restando che ulteriori attività di Commissione Speciale Consiliare o di Commissione Consultiva della Giunta saranno determinati con provvedimenti del Consiglio o della Giunta a seconda dell'iniziativa che sarà presa in proposito. Non c'è quindi altro da aggiungere, se non proclamare che il Consiglio prende atto della relazione della Commissione effettuata dal collega Consigliere Salvadori.

Il Consiglio prende atto della relazione.

Dolchi (P.C.I.) - Il Consiglio è chiamato quindi a trattare il punto n. 10 dell'ordine del giorno.