Oggetto del Consiglio n. 8 del 7 aprile 1961 - Verbale

OGGETTO N. 8/61 - PROGRAMMA DI OPERE PUBBLICHE STRAORDINARIE E DI INIZIATIVE E PROVVIDENZE DI INTERESSE REGIONALE DA FINANZIARE MEDIANTE L'ASSUNZIONE DI UN MUTUO PASSIVO A LUNGA SCADENZA.

Il Presidente della Giunta, MARCOZ, riferisce al Consiglio in merito alla seguente relazione concernente la proposta di approvazione di un programma di opere pubbliche straordinarie e di iniziative e provvidenze di interesse regionale da finanziare mediante l'assunzione di un mutuo passivo a lunga scadenza, relazione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 7-8 aprile 1961:

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La Commissione di studio nominata con deliberazione consiliare n. 34, in data 7 aprile 1960, ha provveduto alla elaborazione di un programma di lavori pubblici straordinari da eseguire in Valle d'Aosta e nella Città di Aosta in relazione alla prossima apertura dei trafori alpini del Monte Bianco e del Gran San Bernardo.

Copia di tale programma viene trasmesso ai Signori Consiglieri quale allegato al precedente oggetto n. 4 dell'ordine del giorno dell'adunanza.

Per l'attuazione del predetto programma di lavori sarà chiesto l'intervento finanziario straordinario dello Stato, in relazione a quanto previsto dal terzo comma dell'articolo 12 dello Statuto speciale della Valle d'Aosta (confermato dall'art. 5 della legge 29 novembre 1955 n. 1179, sull'ordinamento finanziario della Regione Valle d'Aosta), nonché il coordinato intervento tecnico e finanziario dei competenti organi statali e regionali.

La Giunta regionale ha pure predisposto e sottopone all'esame ed all'approvazione del Consiglio l'allegato programma di opere pubbliche straordinarie e di iniziative e provvidenze di interesse regionale, da finanziare mediante l'assunzione di un mutuo passivo a lunga scadenza, come da proposta trasmessa in allegato all'oggetto n. 9 dell'ordine del giorno dell'adunanza.

Il programma in questione comprende le seguenti categorie di opere e di provvidenze, di carattere straordinario, da attuare per la soluzione di importanti problemi di interesse regionale:

VIABILITÀ

Bitumatura di strade (vedi elenco A): Km. 87 in base al costo medio chilometrico di Lire 4.600.0000

L. 400.000.000

Costruzione e sistemazione di strade (vedi elenco B): Km. 25

L. 513.000.000

Costruzione di strade di particolare interesse per zone agricole (vedi elenco C): Km. 26

L. 363.000.000

OPERE DI INTERESSE TURISTICO

Attrezzatura e valorizzazione della stazione turistica Les Fleurs-Pila (potenziamento impianti funiviari, costruzione e sistemazione di strade, costruzione di piazzali, acquedotto, telefono, fognature, ecc.)

L. 150.000.000

Completamento del Campo d'aviazione di Aosta

L. 25.000.000

Sistemazione della Torre di Bramafan a Museo regionale

L. 50.000.000

Costruzione pista di bob al Breuil

L. 25.000.000

EDIFICI PUBBLICI E SCOLASTICI

Soluzione dei problemi concernenti le Scuole Secondarie di Avviamento Professionale, le Scuole Medie Inferiori e le Scuole Professionali (vedi elenco D)

L. 355.000.000

Stanziamento di fondi per la costruzione di Scuole Elementari ed Asili infantili assolutamente urgenti (vedi elenco E)

L. 155.000.000

Stanziamento per opere di preminente interesse culturale (sistemazione ad Auditorium della Cappella del Collegio Saint Benin, di Aosta

L. 40.000.000

Ampliamento Istituto regionale Materno e Brefotrofio

L. 150.000.000

Completamento Caserma IV Corpo Vigili del Fuoco (secondo stanziamento di fondi)

L. 34.000.000

PROVVIDENZE A FAVORE DELL'AGRICOLTURA

Bonifica sanitaria del bestiame:

Piano pluriennale - Finanziamento spese per il primo biennio (come da relazione dell'Assessore all'Agricoltura e Foreste)

L. 380.000.000

Miglioramenti fondiari:

Riconversione di colture a basso reddito in colture specializzate - Costituzione stazioni di trattori - Tutela ed incremento prodotti tipici

L. 200.000.000

PROVVIDENZE A FAVORE DELL'INDUSTRIA

Acquisto di terreni per nuovi impianti industriali (come da relazione dell'Assessore all'Industria e Commercio)

L. 60.000.000

SPESE PER SOLUZIONE DI PROBLEMI URBANISTICI NELLA CITTÀ DI AOSTA

Acquisto di terreni in Aosta

L. 100.000.000

Le previsioni di spesa delle singole opere, comprese negli allegati elenchi A), B), C), D) e E) del programma in questione, sono previsioni di massima e, pertanto, suscettibili di determinazione definitiva in sede di attuazione delle opere stesse, in relazione anche alle non prevedibili risultanze delle gare d'appalto (ribassi d'asta o aumenti d'asta), fermi restando gli importi totali di spesa previsti per ogni singolo elenco (o categoria) di opere.

Si propone che il Consiglio regionale

Deliberi

1) di approvare il programma di opere di pubblica utilità, di provvidenze e iniziative di interesse regionale di cui in premessa, da finanziare sul bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1° luglio 1961 - 30 giugno 1962, per un ammontare di spese previsto in complessive lire tre miliardi, finanziabili mediante un corrispondente complessivo provento di un mutuo passivo (o di due mutui passivi) a lunga scadenza da contrarre presso gli Istituti bancari mutuanti;

2) di delegare alla Giunta regionale, - in conformità a quanto previsto dal vigente regolamento delle competenze e attribuzioni della Giunta stessa - l'adozione dei provvedimenti deliberativi di esecuzione della presente deliberazione per l'attuazione delle opere di pubblica utilità comprese negli elenchi A - B - C - D ed E del sopracitato programma, per un ammontare di spese previsto in complessive Lire 2.260.000.000, nonché per il finanziamento e la erogazione delle relative spese, in base agli stati di avanzamento e al collaudo dei lavori, nei limiti degli stanziamenti dei vari istituendi appositi capitoli di spesa del bilancio della Regione per il prossimo esercizio finanziario 1° luglio 1961 - 30 giugno 1962;

3) di rinviare a successivi provvedimenti deliberativi di Consiglio ogni decisione in merito all'approvazione ed alla attuazione delle provvidenze ed iniziative di cui al sopra-citato programma e concernenti le provvidenze a favore dell'agricoltura, dell'industria e le spese per la soluzione di problemi urbanistici nella Città di Aosta, per un ammontare di spese previsto in complessive Lire 740.000.000;

4) di stabilire che alle spese per l'attuazione del sopracitato programma di opere di pubblica utilità e di provvidenze e iniziative di interesse regionale - da finanziare con il provento di uno o di più mutui passivi a lunga scadenza per un complessivo importo di Lire tre miliardi - la Giunta regionale provveda ad avvenuta stipulazione del contratto (o dei contratti) di assunzione di mutuo, per l'importo complessivo di Lire tre miliardi.

OMISSIS: Seguono cinque allegati elenchi (A - B - C - D - E), riportati in calce al deliberato.

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Il Presidente della Giunta, MARCOZ, riferisce quanto segue:

"Signori Consiglieri,

Desidero formulare, succintamente, alcune considerazioni generali che hanno indotto e consigliato la Giunta regionale a inoltrare la proposta a questo On.le Consesso di accendere un mutuo di Lire 3 miliardi per fare fronte ad un programma di opere e di iniziative di indole straordinaria.

Vi espongo, pertanto, alcuni criteri di massima che la Giunta ha ritenuto e ritiene validi e che consigliano, a suo giudizio, questo sforzo finanziario il quale è notevole non ce lo dissimuliamo - se rapportato nel quadro di quella che è la misura del nostro bilancio regionale.

Voi siete perfettamente al corrente, Signori Consiglieri, anzitutto, di quelle che sono le esigenze sempre più imperiose e sempre più sentite dalla vita moderna:

le strade che una volta, bene o male, soddisfacevano gli utenti - anche se rudimentali e prive di manto bituminoso - oggi più non rispondono alle mutate esigenze della motorizzazione e della intensità del traffico in progressivo sviluppo (basti pensare che i motomezzi - api e motocarri - hanno segnato la condanna a morte di quasi tutte le bestie da soma, prima numerosissime, in tutte le zone di montagna) e tutti oggi chiedono e reclamano che alla mulattiera sia sostituita la strada carrozzabile - indispensabile fattore di comodità e di progresso - mentre coloro che già sono dotati di una strada carrozzabile chiedono che la medesima sia asfaltata o bitumata.

Gli edifici scolastici di un tempo, nei quali anche coloro della mia generazione hanno studiato, sono considerati da tutti antiquati, anti-igienici, irrazionali ed insufficienti per la capienza; ragione per cui da ogni parte si invoca la creazione di costruzioni nuove e moderne, per adeguarle ed uniformarle al livello delle molte costruzioni scolastiche moderne già portate a termine nella nostra stessa Valle, dall'instaurazione della autonomia ad oggi, senza poi contare le esigenze nuove della ricettività in relazione al costante progressivo aumento del ceto studentesco.

Il Brefotrofio e l'Istituto della Maternità necessitano urgentemente di essere ampliati come potrà - in dettaglio - essere chiarito dall'Assessore alla Sanità con dati statistici alla mano.

Alcune zone turistiche - e tra le più importanti quella di Pila, la quale può e dovrebbe costituire per la sua posizione il più vicino e naturale sfogo per la città di Aosta - sono deficienti o addirittura totalmente mancanti di ogni attrezzatura elementare e di un piano razionale di sfruttamento e di ammodernamento, piano che deve essere attuato dalla pubblica Amministrazione, essendo questa la premessa indispensabile per dare l'avvio alla iniziativa privata la quale non può ovviamente fare tutto da sola, senza l'intervento delle Autorità, per quelle opere che interessano la collettività.

La nostra agricoltura ha bisogno di provvidenze in molti settori:

nel campo della zootecnia, ove le malattie del bestiame stanno falcidiando il nostro prezioso patrimonio zootecnico rendendo urgente un piano organico di risanamento della razza bovina;

nel campo delle colture, ove gli agricoltori incontrano difficoltà sempre crescenti a sbarcare il lunario, per lo svilimento dei prezzi di vendita dei prodotti agricoli e sentono la necessità di aiuti finanziari e di contributi per superare la crisi che è in atto in tutte le Nazioni, anche in quelle dove vigilano statisti celebratissimi, anche in quelle dove non giova a nulla accusare - come si fa da noi nei confronti dell'Assessore Fosson - i dirigenti delle attività agricole per trovare un alibi o per fare della demagogia a buon mercato.

Le leggi economiche hanno le loro regole ferree ed inderogabili, purtroppo!

Di fronte a queste molte pressanti esigenze, di cui al quadro che ho voluto abbozzare a rapidi cenni e che voi tutti, Signori, conoscete perfettamente, la Giunta regionale si è posto un interrogativo:

dobbiamo ignorare tutti questi gravi ed urgenti problemi, limitandoci a fare della ordinarissima amministrazione, o dobbiamo invece affrontare, con coraggio, i problemi stessi e la situazione quale essa si presenta, cercando di risolverli ricorrendo alla finanza straordinaria con l'accensione di un mutuo?

La Giunta ha optato per questa ultima alternativa nella convinzione di fare opera buona, saggia e previdente.

Da ogni parte oggi si ricorre al credito: così fanno i privati, gli Enti privati e pubblici, le Società civili e commerciali, le Amministrazioni pubbliche.

L'unico limite e l'unica remora debbono consistere nell'accorgimento e nella avvertenza di fare sì che gli investimenti - ai quali si provvede a mezzo di mutui - debbano essere investimenti produttivi.

Ora è ovvio che ben diverso è il criterio sulla produttività degli investimenti a seconda che si tratti di investimenti fatti dai comuni operatori economici - privati, Società commerciali, industriali, commercianti - oppure da pubbliche Amministrazioni.

I primi, infatti, debbono avere riguardo ad investimenti che siano produttivi di reddito immediato e diretto, mentre le pubbliche Amministrazioni non potranno mai pretendere - per la natura stessa delle opere che realizzano - che gli investimenti siano suscettibili e produttivi, nella grande maggioranza dei casi, di reddito immediato o diretto.

È quindi sufficiente che si tratti di opere utili, di investimenti sani perché essi non manchino di produrre, sia pure per via indiretta, nuova ricchezza attraverso i benefici che assicurano a tutta la collettività.

Fatte queste premesse, esaminiamo l'importo del mutuo: è proposto in Lire 3 miliardi.

Non è stata una cifra casuale, frutto di una impostazione facilona o tendenzialmente ottimista e improntata a megalomania, ma la risultante di un esame accurato delle necessità esistenti e della graduazione della natura di urgenza tra le tante necessità impellenti.

Nelle numerose adunanze all'uopo indette, la Giunta ha preso le mosse da quella specie di censimento generale di tutte le opere che sono state segnalate ad opera degli amministratori comunali fin dal decorso anno, su richiesta dell'Assessorato ai Lavori Pubblici; i singoli Assessorati hanno delibato - nel loro più ristretto ambito - i problemi di loro pertinenza e partendo appunto da quel censimento, in cui le opere assommano a 33 miliardi, la Giunta si è orientata verso un primo gruppo di opere che sono quelle previste nel piano del mutuo e che ammontano a circa un de cimo di quello che sarebbe, allo stato, il piano completo regionale di 33 miliardi.

Si sono tenuti in debito conto tutti i settori della vita economica ed amministrativa, cercando di realizzare, nel limite del possibile, una proporzione giusta secondo l'importanza dei settori medesimi con riguardo anche alle zone più bisognose, isolate e ancora economicamente depresse.

Le considerazioni che militano a favore della nostra decisione in ordine alla necessità e opportunità di contrarre questo mutuo si compendiano così:

1) Le opere da finanziare con il mutuo sono necessarie in sommo grado per lo sviluppo economico e sociale della nostra Regione.

Tale sviluppo - in piena fase di potenziamento - non deve e non può essere arrestato senza che si abbiano gravi ripercussioni nella economia pubblica e privata.

2) A queste opere è gioco-forza fare fronte con un mutuo passivo, poichè le disponibilità dell'ordinario bilancio sono insufficienti.

3) Su questa insufficienza del bilancio il Consiglio regionale già ebbe a pronunciarsi quando, con il voto del 17 luglio 1960, ad unanimità ha riconosciuto la necessità di una revisione del nostro riparto finanziario che è insufficiente.

4) Di fronte al fenomeno - proprio e caratteristico dei tempi moderni e della economia moderna - di una continua, costante - se pur lenta - svalutazione della moneta, si può costruire oggi, con 3 miliardi, una mole di opere ben maggiore di quella che si potrebbe costruire, con la stessa spesa, negli anni futuri.

I benefici che ne deriveranno alla economia generale avranno la loro decorrenza immediata e non saranno differiti e procrastinati sine die.

5) La accensione dei mutui da parte della precedente e della attuale Amministrazione - per opere pubbliche indispensabili - permette di evidenziare e di dimostrare, in opportuna sede, il buon fondamento delle nostre legittime esigenze di un più adeguato riparto finanziario, per gli anni futuri, poichè si è facili profeti quando si afferma che nella nostra Regione - di fronte anche al rivoluzionamento della nostra economia legato all'apertura dei trafori stradali alpini - matureranno sempre nuove ed accresciute esigenze in ogni campo.

6) La richiesta al Governo centrale del contributo straordinario di Lire 14 miliardi, per le realizzazioni che si presentano connesse all'apertura dei trafori alpini, troverà una giustificazione ben maggiore ed una maggiore probabilità di accoglimento, se la Regione, per la sua parte, potrà - al tavolo delle trattative - dimostrare di avere già sopportato uno sforzo considerevole per suo conto, sforzo che sarà appunto consistito in questo contributo di opere e iniziative da finanziare con il mutuo di Lire 3 miliardi.

Lascio ad altri la cura di scendere nei dettagli e mi riservo di ritornare in argomento in seguito.

Penso di poter concludere dicendo che l'alternativa che alla nostra Amministrazione si presenta è la seguente:

Se affronteremo con coraggio e consapevolmente questo sacrificio finanziario daremo un forte incremento ed un impulso nuovo all'economia della nostra Regione; se, invece, dovessimo essere indecisi o titubanti di fronte alle esigenze vitali dei tempi che viviamo, negli anni futuri prossimi potrebbe essere ascritta a noi la responsabilità della nostra indecisione o della nostra miopia politica ed amministrativa.

Dobbiamo quindi essere all'altezza del nostro compito, anche se talvolta questo compito è difficile, ingrato e come nel caso attuale - forse non circondato da popolarità".

L'Assessore MANGANONI illustra la parte del programma relativa ai Lavori Pubblici e, cioè, il problema della viabilità stradale, precisando che la spesa di L. 1.276.000.000 prevista in programma a tale scopo è ripartita come segue:

L. 400.000.000 per bitumatura di Km. 87 di strade (elenco A), in base al costo medio chilometrico di L. 4.600.000.

L. 513.000.000 per costruzione e sistemazione di strade (elenco B) per una lunghezza complessiva di Km. 25.

L. 363.000.000 per costruzione di strade di particolare interesse per zone agricole (elenco C) per una lunghezza di complessivi Km. 26.

L. 1.276.000.000

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Informa che i lavori stradali inclusi nei tre elenchi sono quelli che presentano carattere di maggiore urgenza e sono stati rilevati dall'elenco generale di lavori pubblici compilato lo scorso anno in base alle segnalazioni fatte dai Sindaci dei 74 Comuni della Valle; rammenta che per la esecuzione dei lavori compresi nel menzionato elenco generale era prevista una spesa di Lire 33 miliardi, di cui Lire 18 miliardi per l'esecuzione dei soli lavori stradali (bitumatura e costruzione di nuove strade).

Riferisce che nel campo della viabilità, la Valle d'Aosta è in arretrato rispetto alla Svizzera, ove non soltanto tutte le frazioni sono collegate ai capoluoghi ed al fondo valle con buone strade, ma vi si stanno costruendo strade persino per l'allacciamento degli alpeggi.

Sottolinea che la strada è apportatrice di progresso e che quindi è dovere dell'Amministrazione regionale di provvedere a collegare tutte le frazioni dei Comuni.

Precisa che così facendo, non soltanto si potenzia il turismo, ma si va incontro alle esigenze dell'agricoltura e si contribuisce a porre un freno al fenomeno dello spopolamento della montagna.

L'Assessore FOSSON riferisce in merito alle provvidenze previste nel programma a favore dell'agricoltura, rilevando che la più. importante di tali provvidenze concerne la bonifica sanitaria del bestiame, da attuarsi secondo un piano pluriennale già predisposto e che comporta una spesa di Lire 380 milioni per il primo biennio.

Rileva che ritiene superfluo sottolineare l'importanza e la necessità di affrontare il problema del risanamento del bestiame in Valle d'Aosta, poichè tutti sanno che il patrimonio zootecnico è uno dei capisaldi della economia regionale. Informa, quindi, che il piano di bonifica sanitaria è stato elaborato, per incarico della Commissione consiliare per manente per l'agricoltura, da una apposita Commissione tecnica composta dal Veterinario regionale, Dr. Margaroli, dai membri del Consiglio direttivo dell'Ordine dei Veterinari e dall'Ispettore zootecnico Dr. Cantatore.

Comunica che il suddetto piano prevede le misure e le modalità per affrontare e combattere le tre malattie che minacciano seriamente il patrimonio zootecnico della Valle d'Aosta: la tubercolosi, le mastiti, che sono causa degli scarti che si verificano nella lavorazione della fontina, e la brucellosi che, fra tutte e tre le malattie, è la più insidiosa ed è quella che arreca maggior danno al nostro patrimonio zootecnico.

Fa presente che il problema della bonifica sanitaria del bestiame sarà affrontato di comune accordo con l'Assessorato regionale alla Sanità e che si prevede un piano annuale di lavoro per quanto concerne le mastiti dei bovini e dei caprini, un piano triennale per quanto concerne la tubercolosi ed un piano decennale per la brucellosi.

Riferisce che il piano predisposto prevede, ovviamente, anche l'abbattimento degli animali infetti e non curabili, previa corresponsione ai proprietari di una determinata somma a titolo di parziale indennizzo.

Rileva che l'abbattimento dovrà, però, essere contenuto entro determinati limiti, per non depauperare eccessivamente il patrimonio zootecnico, che non può essere ricostituito mediante acquisto di bovini in altre Regioni, ma deve essere ricostituito in loco, perché il nostro patrimonio zootecnico è formato da bovini di razza valdostana.

Dopo aver fatto presente che i risultati dello studio fatto dalla Commissione tecnica saranno oggetto di esame da parte di tecnici qualificati, quali il Presidente ed il Direttore dell'Istituto Zooprofilattico di Torino, il Direttore dell'Istituto Malattie dell'Università di Torino ed il Direttore dell'Università - Facoltà di Medicina di Torino, l'Assessore Fosson legge e illustra la seguente parte finale della relazione redatta dall'apposita Commissione tecnica, concernente "provvedimenti speciali per ogni malattia":

"PROVVEDIMENTI SPECIALI PER OGNI MALATTIA

Tubercolosi - Profilassi obbligatoria. Marcatura preventiva, esecuzione della prova alla tubercolina su tutti gli animali con età superiore a mesi 4 ad opera del Veterinario Condotto, lettura del risultato, marcatura a fuoco dei capi positivi con la lettera T, abbattimento entro due mesi dall'esito della prova. In casi eccezionali (prossimità del parto, percentuale troppo alta e difficoltà di rimonta per qualche stalla) il termine per l'abbattimento potrà essere prorogato a giudizio della Commissione di valutazione. Il termine massimo non potrà in ogni caso essere superiore a sei mesi. Attestazione dell'avvenuto abbattimento a mezzo cartolina di cui alle premesse.

Disinfezioni - Per la lotta contro questa malattia si ritiene opportuno effettuare il risanamento nello spazio di tre anni procedendo a zone divise per ogni condotta.

Per i primi tre anni la prova della tubercolina dovrà essere ripetuta ogni anno; negli anni successivi i controlli saranno eseguiti su tutti i bovini ogni due anni.

Spesa per l'esecuzione dei controlli L. 500 a capo.

Tubercolina L. 15 a dose.

I anno n. 15.000 controlli circa L. 7.500.000

II anno n. 30.000 controlli circa L. 15.000.000

III anno n. 45.000 controlli circa L. 22.500.000

Spesa totale per i controlli Lire 45.000.000 per i tre anni.

Spesa per l'abbattimento: si ritiene che la somma di L. 30.000 media per capo da abbattere, sia sufficiente ad indennizzare gli allevatori. Ritenendo valida la percentuale del 10% (vedi indagini campionarie anno 1955-1956) la spesa totale ammonterebbe a L. 150 milioni ripartiti nei tre anni. Calcolando come percentuale massima il 15% la spesa ammonterebbe a Lire 225.000.000 ripartiti nei tre anni.

Brucellosi bovina: Considerata la percentuale elevata di animali infetti e la contagiosità della malattia, si ritiene opportuno iniziare il risanamento su una base volontaria; si propone di istituire in ogni condotta veterinaria un "Centro di risanamento per la brucellosi", nel quale verranno accettati gli allevatori che spontaneamente aderiscono al piano di lotta ed offrono tutte le garanzie per l'osservanza delle norme che saranno stabilite.

Verranno scelte dal Veterinario Condotto e dal Veterinario Regionale le zone e le stalle più idonee, tenendo conto delle condizioni degli allevamenti e dei ricoveri, della percentuale degli infetti che non deve essere superiore inizialmente al 10/15% e della possibilità di un costante isolamento degli animali risanati dai rimanenti; si darà la preferenza alla zona dove esistono le società di allevamento.

Il numero dei capi da sottoporre al risanamento sarà limitato a n. 5.000 capi annui in tutta la Valle, divisi in ogni condotta veterinaria e dovranno già avere subito con esito negativo le diagnosi per la tubercolosi e le mastiti.

Per la marcatura, si utilizzerà quella già effettuata per le malattie di cui sopra.

Prelievo del sangue ad opera del Veterinario Condotto su tutti i capi di età superiore a mesi 6 ed esecuzione delle sierodiagnosi in laboratorio; il risultato sarà comunicato al Veterinario Condotto, che provvederà a far contrassegnare a fuoco con la lettera "B" i positivi i quali verranno eliminati entro il periodo massimo di un mese, previa valutazione della commissione. In casi eccezionali (prossimità del parto o altro) potrà essere concessa una proroga all'abbattimento, a discrezione del Veterinario regionale.

Concessione dell'indennizzo a macellazione avvenuta e comprovata dall'apposita cartolina come per la tubercolosi.

Le stalle risanate dovranno subire una energica ed efficace disinfezione.

Alpeggio: Siccome alla base della profilassi contro la brucellosi sussiste, come condizione indispensabile, l'isolamento continuo degli animali risanati da quelli eventualmente infetti, si rende necessaria l'organizzazione di alpeggi esclusivamente destinati a questi soggetti. Tali alpeggi dovranno essere facilmente accessibili in modo da permettere un periodico ed efficiente controllo veterinario, inoltre dovranno essere gestiti da persone di assoluta fiducia che diano tutte le garanzie di un perfetto isolamento.

Nel caso fosse difficile reperire i suddetti alpeggi, la Regione potrebbe intervenire presso le Autorità Comunali facendo includere nei contratti di affitto degli alpeggi comunali una clausola che dia la preferenza nei contratti stessi ai conduttori che aderiscono all'opera di risanamento, accettando in alpeggio soltanto il bestiame risanato.

Il toro destinato alla monta di questi bovini sarà oggetto di particolari controlli (prova della sierodiagnosi ogni sei mesi) e sarà adibito esclusivamente alla monta dei soggetti sani.

Il tenutario del suddetto toro dovrà essere persona di assoluta fiducia, prescelto dal Veterinario regionale.

Le sierodiagnosi sui bovini dei centri di risanamento saranno ripetute annualmente.

Spesa: Controlli sanitari L. 500 a capo.

Si ritiene che per il primo anno il numero dei controlli da eseguire siano 5.000 circa, aumentando progressivamente nel periodo di 10 anni fino al controllo totale su 45.000 capi circa.

In seguito, a conclusione del piano di risanamento per la brucellosi, i controlli su tutti i bovini dovranno essere eseguiti ogni due anni.

Il controllo sulla totalità dei bovini sarà effettuato quando il risanamento volontario avrà raggiunto un risultato tale da rendere opportuna l'estensione obbligatoria a tutti i bovini.

Spesa per l'abbattimento: Si ritiene che la cifra media di L. 50.000 per capo da abbattere, sia sufficiente per l'indennizzo. Questa cifra superiore a quella fissata per la tubercolosi, si rende necessaria perché la profilassi contro la brucellosi implica l'abbattimento di una percentuale maggiore di animali giovani, quindi con danno più grave per l'allevatore.

Ritenendo probabile la percentuale del 15%, che si potrà ottenere anche scegliendo le stalle meno infette, i capi da eliminare per i primi anni sarebbero 750 circa all'anno con una spesa annua di L. 37.500.000.

Negli anni successivi quando si interverrà su animali di stalle con percentuale di infetti maggiore, la spesa aumenterà in proporzione.

Sussidio per il mantenimento del toro: Si propone che al tenutario del toro destinato esclusivamente agli animali sani del Centro di risanamento venga corrisposto un indennizzo annuo di L. 50.000, a condizione che siano osservate scrupolosamente tutte le norme stabilite al riguardo. Tale somma viene proposta perché inizialmente le bovine sane da fecondare saranno in numero ridotto, per avere la sicurezza del servizio e per il rischio di un eventuale abbattimento del toro nel caso reagisse positivamente alla sierodiagnosi eseguita ogni 6 mesi: tale soggetto dovrà inoltre essere tenuto per l'alpeggio.

Sussidio per il conduttore dell'alpeggio: Considerato che la osservanza delle norme a cui il conduttore dell'alpeggio deve sottostare determina un sacrificio economico, essendo limitata la scelta del bestiame e dovendo accettare esclusivamente animali appartenenti ai centri di risanamento, per i quali inoltre deve assicurare un continuo isolamento da quelli degli alpeggi contermini, si propone di concedere allo stesso conduttore un contributo annuo pari a L. 1.000 per ogni capo bovino sano condotto all'alpeggio.

Brucellosi ovina e caprina Profilassi obbligatoria.

Per facilitare l'opera del Veterinario, e per ovviare il più possibile ad eventuali evasioni è necessario organizzare dei raduni per ogni Comune o frazione, di tutti gli ovini e caprini. Tutti i proprietari o tenutari di ovini e caprini sono obbligati a presentare detti animali nel luogo e ora /issata per il raduno.

Detto raduno dovrà essere organizzato a cura dell'Autorità comunale d'intesa con il Veterinario condotto.

Marcatura di tutti i soggetti sottoposti al controllo sanitario con un segno particolare a tatuaggio diverso per ogni condotta veterinaria. Inoculazione dell'abortina ad opera del veterinario condotto; II raduno dopo due giorni dall'inoculazione, lettura del risultato e marcatura dei positivi mediante applicazione all'orecchio di marche metalliche numerate progressivamente.

Abbattimento dei positivi entro un mese dall'esito della prova diagnostica.

L'indennizzo verrà liquidato dietro presentazione all'Ufficio Veterinario regionale di una dichiarazione di avvenuta macellazione compilata dal Veterinario Ispettore delle carni, riportante i dati per l'identificazione del soggetto. Eventuali disinfezioni.

Si ritiene opportuno effettuare questa azione di risanamento in modo totalitario obbligatorio, in autunno, per la maggior facilità di smerciare le carni e per il maggior realizzo nella vendita al macello.

Spesa: Controlli sanitari L. 300 a capo.

Presumendo che esistano in totale n. 10.000 ovini e n. 5.000 caprini la spesa totale per il controllo ammonterà a Lire 4.500.000.

Spesa abbattimento caprini: Ritenendo valida la percentuale del 20% circa di capi infetti e concedendo un indennizzo di L. 5.000 a capo, la spesa per l'abbattimento dei caprini infetti ammonterebbe a Lire 5.000.000.

Spesa abbattimento ovini: Ritenendo valida la percentuale del 15% di capi infetti e concedendo un indennizzo di Lire 3.000 per capo, la spesa per l'abbattimento degli ovini ammonterebbe a Lire 4.500.000.

Per i soggetti di età inferiore ai sei mesi l'indennizzo sarà ridotto del 50%.

Le prove diagnostiche saranno ripetute ogni due anni.

Mastiti bovine - Marcatura preventiva. Prelievo del latte previa accurata pulizia della mammella e delle mani del personale incaricato. Il prelievo sarà unico per ogni animale e comprenderà il latte di tutti i quarti.

Tale operazione sarà eseguita dagli inservienti che già hanno effettuato la marcatura preventiva dei bovini e che avranno ricevuto opportune istruzioni e dimostrazioni pratiche.

Esame di laboratorio microscopico e colturale dei campioni.

Nei casi positivi si procederà ad un secondo prelievo per ogni singolo quarto, allo scopo di scoprire il quarto o i quarti colpiti.

Intervento terapeutico del Veterinario condotto con antibiotici specifici forniti a prezzo ridotto dalla Amministrazione regionale.

Controllo sistematico dell'esito delle cure secondo il giudizio del Veterinario curante. Eventuale ripetizione della cura. Nel caso di forme di mastite inguaribile marcatura a fuoco con la lettera M. ed eliminazione entro quindici giorni al massimo dalla marchiatura, previa valutazione della Commissione. Concessione dell'indennizzo a macellazione avvenuta, comprovata da apposita cartolina. Disinfezione, impiego di pomate profilattiche al momento della mungitura. La profilassi di questa malattia sarà resa obbligatoria e dovrà essere effettuata nel più breve tempo possibile ad evitare il permanere di fonti di infezione.

Spesa: Cura Lire 1.000 a capo, medicinali Lire 500 in media per ogni quarto ammalato. Spesa per abbattimento Lire 30.000 in media per soggetto da eliminare, tenendo conto che la vacca affetta da mastite incurabile ad uno o più quarti perde automaticamente il proprio valore commerciale.

Non si può prevedere la spesa totale non conoscendo la percentuale delle varie forme di mastiti e il numero dei capi che dovranno essere eliminati. Si presume, in via pura mente indicativa, che la cifra di Lire 60.000.000, sia sufficiente per la profilassi totale contro le mastiti.

Spese generali: Oltre alle spese specifiche relative ad ogni singola malattia, bisogna prevedere le seguenti spese generali: gestione del Centro Diagnostico, stipendi del personale addetto alla marcatura, disinfezioni, schedatura, indennità alla Commissione di valutazione".

L'Assessore Fosson comunica che la spesa per la bonifica sanitaria del bestiame è prevista per il primo biennio in complessive Lire 380 milioni, di cui Lire 200 milioni circa per il primo anno, Lire 150 milioni circa per il secondo anno e la differenza, 30 milioni circa, per la istituzione e gestione di un Centro diagnostico veterinario, funzionante presso il Laboratorio regionale di Igiene e Profilassi.

Precisa che il piano per il risanamento totale del bestiame bovino sarà attuato in dieci anni e che l'attuazione di tutto il piano sanitario costerà complessivamente un miliardo e 300 milioni circa di lire.

Circa la seconda voce inserita in programma ed interessante l'agricoltura "Miglioramenti Fondiari", con una previsione di spesa di Lire 200 milioni, chiarisce che in tale voce generica sono compresi i miglioramenti da apportare nel settore dell'agricoltura, come costruzione di strade poderali, bonifiche, trasformazioni di colture, impianti di irrigazione ed altre opere ed iniziative.

Ricorda che, in una seduta dello scorso anno, si è già discusso in Consiglio sul problema della riconversione di colture a basso reddito in colture specializzate e che si è concordato sull'opportunità di concedere contributi rilevanti per la sistemazione dei terreni (lavori di scasso, ricostruzione di muri, ecc.) nelle zone ove fosse possibile indirizzare la coltivazione di vitigni per la produzione di vini tipici locali.

Accenna, ad esempio, alla zona detta "Enfer", in Comune di Arvier, già rinomata per il suo vino ed ora per la gran parte incolta, precisando che la ricostituzione dei vigneti in tale zona comporta una spesa rilevantissima, perché occorre, innanzitutto, procedere alla ricostruzione dei numerosi muri di sostegno che sono in gran parte crollati.

Precisa che nella stessa seduta consiliare era stato pure discusso il problema della frutticoltura e che, da parte sua e di alcuni Consiglieri, era stata sottolineata l'opportunità di non continuare secondo il vecchio sistema di colture promiscue, cioè di prati alberati, perché gli alberi da frutto necessitano di ripetuti trattamenti anticrittogamici, per cui si perde gran parte del raccolto prativo (erba) e, per contro, non si riesce ad ottenere della frutta sana.

Rileva che, oggigiorno, bisogna indirizzare i nostri agricoltori verso la coltivazione di frutteti specializzati, con piante a basso fusto, perché molto più redditizi e meno costosi, sia per quanto riguarda la spesa per i trattamenti anticrittogamici che per quanto riguarda la spesa di potatura e di raccolta della frutta.

Ritiene che anche per la costituzione di frutteti specializzati l'Amministrazione regionale dovrà venire in aiuto agli agricoltori con contributi o sussidi più rilevanti di quelli concessi sino ad oggi.

Circa la sottovoce "Costituzione di stazioni di trattori", informa che la Giunta regionale, anche per evitare il ripetersi di inconvenienti vari, è venuta nella determinazione di costituire, in alcuni centri comunali o frazionali, delle stazioni di trattori, dotati di trattori acquistati a cura e spese della Regione e che saranno dati gratuitamente in uso agli agricoltori che ne avranno bisogno.

Circa la sottovoce "Tutela ed incremento di prodotti tipici", si riserva di fornire chiarimenti in seguito, se sarà necessario.

L'Assessore CHANTEL, dopo aver rilevato che l'Assessore Fosson ha illustrato essenzialmente, nella sua esposizione, i riflessi economici del problema della bonifica sanitaria del bestiame, illustra, a sua volta, la parte sanitaria del problema, precisando, anzitutto, che il problema del risanamento del bestiame è strettamente collegato al problema sanitario in genere e della profilassi umana.

Riferisce brevemente sui risultati delle statistiche delle malattie infettive del bestiame rilevando, fra l'altro, che, in occasione di visite fatte dal Veterinario regionale per l'approvazione di torelli atti alla monta, su 1317 torelli visitati ben 86 furono riscontrati affetti da malattie infettive.

Fa presente che tale cifra è assai indicativa e preoccupante, se si pensa che trattasi di animali ancora molto giovani.

Altro indice significativo è dato - egli dice - dalla statistica della brucellosi, di cui furono riscontrati e accertati 17 casi nel secondo semestre 1959 e ben 19 nel 1° semestre 1960.

Ripete che l'attuazione della bonifica sanitaria del bestiame ha riflessi diretti sulla salute dell'uomo, il che, egli osserva, è tutto dire.

Passando ad altro argomento, e cioè alla proposta di ampliamento dell'Istituto regionale Materno e del Brefotrofio annesso, per una previsione di spesa di Lire 150 milioni, l'Assessore Chantel osserva che l'Istituto regionale Materno è ora modernamente e convenientemente attrezzato e dotato dei necessari mezzi di ricerca scientifica, sì da far onore all'Amministrazione regionale, e non è secondo ad altre Cliniche materne del genere.

Riferisce brevemente circa i dati statistici relativi ai ricoveri effettuati nel 1959 e nel 1960, ponendo in rilievo il notevole incremento dei ricoveri e degli interventi chirurgici verificatosi in questi ultimi due anni.

Accenna pure brevemente alle accresciute necessità del Brefotrofio regionale e al problema della istituzione di reparti di isolamento per le malattie infettive.

Conclude, sottolineando l'urgente necessità dell'ampliamento dell'Istituto regionale Materno e del Brefotrofio e ricordando che, con la prossima apertura dei due trafori alpini del Monte Bianco e del Gran San Bernardo, la popolazione della Città di Aosta e di altri Comuni della Valle subirà un incremento notevole, per cui si rende necessario provvedere sin d'ora ad ampliare il predetto Istituto regionale, nel reparto materno e nel brefotrofio, tenendo presenti le future esigenze di ricettività del predetto importante Istituto ospedaliero.

L'Assessore GEX, premesso che l'edilizia scolastica in Valle d'Aosta è già in notevole grado di sviluppo, perché molto si è già fatto, comunica che per risolvere definitivamente il problema occorre affrontare una spesa rilevante, che si prevede fra i 2 miliardi e mezzo ed i 3 miliardi di lire.

Informa che la Commissione consiliare permanente per l'Istruzione Pubblica, dopo aver proceduto ad una graduatoria di massima delle opere di più urgente esecuzione per un importo di spesa complessivo di circa Lire 1 miliardo, ha dovuto contenere la spesa nella cifra di Lire 550 milioni in relazione al fatto che bisognava tener conto anche delle esigenze e necessità degli altri Assessorati.

Rileva che tale cifra è stata così ripartita:

L. 355.000 000 per la soluzione dei problemi concernenti le Scuole secondarie di avviamento professionale, le Scuole medie inferiori e le Scuole professionali (elenco D);

L. 155.000.000 quale stanziamento per la costruzione di Scuole elementari e Asili infantili assolutamente urgenti (elenco E);

L. 40.000.000 quale stanziamento per opere di preminente interesse culturale (sistemazione ad Auditorium della Cappella dell'ex Collegio St. Benin, di Aosta);

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L. 550.000.000

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Precisa che le opere incluse nell'elenco D e le opere incluse nell'elenco E presentano carattere di assoluta urgenza, come pure la sistemazione ad Auditorium della Cappella dell'ex Collegio St. Benin, che oggi è adibita a palestra.

Il Presidente della Giunta, MARCOZ, richiama l'attenzione dei Signori Consiglieri sulle seguenti ultime due voci del programma:

PROVVIDENZE A FAVORE DELL'INDUSTRIA

- Acquisto di terreni per nuovi impianti industriali L. 60.000.000

SPESE PER LA SOLUZIONE DI PROBLEMI URBANISTICI NELLA CITTÀ DI AOSTA

- Acquisto di terreni in Aosta L. 100.000.000

Dopo aver sottolineato l'opportunità che la Regione possa disporre di terreni per la soluzione di problemi di interesse pubblico, concernenti la viabilità o l'edilizia o per eventuali permute come si è già visto in passato, osserva che non è possibile prevedere, oggi, se la cifra di Lire 60 milioni per l'acquisto di terreni per nuovi impianti industriali sia sufficiente, come pure quella di Lire 100 milioni prevista per l'acquisto di terreni in Aosta.

Propone, pertanto, che le predette due voci siano unificate nella seguente nuova voce "SPESE PER PROVVIDENZE A FAVORE DELL'INDUSTRIA E PER SOLUZIONE DI PROBLEMI DI INTERESSE DELLA CITTÀ DI AOSTA E VALLE - Acquisto di terreni Lire 160.000.000".

Fa presente che, in tal modo, qualora le spese per provvidenze a favore dell'industria fosse superiore alla cifra di Lire 60 milioni, sarà possibile finanziare la maggiore spesa senza dover ricorrere alla adozione di apposito provvedimento legislativo per il cambiamento di destinazione dello stanziamento previsto in programma per la soluzione di problemi urbanistici di interesse della Città di Aosta.

Il Consigliere MONTESANO osserva che dalla relazione risulta che le opere previste nel programma sono connesse con l'apertura dei trafori stradali del Monte Bianco e del Gran San Bernardo quali, ad esempio, quelle concernenti bitumature ed opere accessorie su strade di particolare interesse (elenco A), nonché la costruzione e sistemazione di strade (elenco B) e la costruzione di strade di particolare interesse per zone agricole (elenco C).

Dichiara quindi che, mentre le opere riguardanti l'attrezzatura e la valorizzazione della stazione turistica Les Fleurs-Pila sono effettivamente collegate con l'apertura dei due trafori alpini, come pure il completamento del Campo di aviazione di Aosta e la costruzione di una pista di bob al Breuil, ritiene, invece, che non altrettanto possa dirsi degli edifici scolastici, che non hanno alcun diretto rap porto, egli dice, con l'apertura dei due trafori stradali alpini.

Per quanto riguarda le provvidenze proposte a favore dell'agricoltura, dichiara che l'attuazione della bonifica sanitaria del bestiame esula dalle competenze dell'Assessorato all'Agricoltura e rientra, invece, fra quelle dell'Assessorato alla Sanità e Assistenza Sociale, come risulta dalla legge regionale 28 luglio 1956 n. 3, recante norme sull'ordinamento dei servizi regionali e sullo stato giuridico ed economico del personale della Regione; precisa che i servizi sanitari riguardanti il bestiame e la profilassi delle malattie, ai sensi dell'articolo 57 di tali norme, sono di competenza dell'Assessorato della Sanità e Assistenza Sociale.

Ritiene, quindi, che competente ad attuare il risanamento del bestiame sia il predetto Assessorato alla Sanità e non già l'Assessorato all'Agricoltura, che verrebbe a trovarsi in difficoltà per la realizzazione di un programma di così vasta portata, quale è quello della profilassi del bestiame, perché mancherebbero degli organi di attuazione specifici di questa importante opera di profilassi del bestiame.

Ricorda che lo stesso Assessore Fosson ha dichiarato che per l'attuazione del risanamento del bestiame verrebbero chiamati come consulenti alcuni sanitari, Veterinari e Medici.

Insiste sulla questione di principio, su cui richiama l'attenzione del Consiglio, rilevando che la bonifica sanitaria del bestiame, che è strettamente connessa con la profilassi umana, ? come giustamente è stato osservato dall'Assessore Chantel - deve essere attuata con gli organi dei servizi veterinari che sono alle dipendenze dell'Assessorato alla Sanità e non già dell'Assessorato all'Agricoltura.

Passando all'elenco B) del programma ("Costruzione e sistemazione strade"), rileva che in tale elenco sono comprese, per quanto riguarda la Città di Aosta, le seguenti tre opere: circonvallazione sud e ponte sul Buthier (per Lire 125 milioni), prolungamento via Festaz, lato ovest (per Lire 75 milioni) e sottopassaggio ferroviario Aosta-Pré St. Didier, per accesso al ponte Suaz (per Lire 75 milioni). Ammontare complessivo delle spese: Lire 275 milioni.

Fa presente che le suddette tre opere risultano comprese anche nel programma di lavori da finanziare sul bilancio di previsione del Comune di Aosta chiede quindi all'Assessore ai Lavori Pubblici se le somme preventivate in programma per la realizzazione delle suddette tre opere saranno versate al Comune di Aosta a titolo di contributo per l'esecuzione delle opere stesse o se le predette tre opere saranno eseguite direttamente dalla Regione.

Conclude dichiarando di essere personalmente contrario sia all'approvazione del programma in esame che alla accensione del mutuo di Lire 3 miliardi per il finanziamento del programma stesso.

Il Consigliere BONDAZ dichiara che intende, anzitutto, fare un intervento di carattere preliminare, che ha la sua ragione di essere nel fatto che la maggioranza del Consiglio ha deciso che la discussione del programma in esame (oggetto n. 5 dell'ordine del giorno) avvenga separatamente da quella del mutuo passivo da accendersi per il finanziamento delle opere portate nel programma in parola (oggetto n. 9 dell'ordine del giorno).

Ritiene che si possa sostenere validamente e seriamente la esistenza di una diretta interdipendenza fra il programma ed il mutuo che si vuole accendere, proprio perché il programma di lavori deve essere finanziato con il provento del mutuo.

Aggiunge che, se si vuole avere una visione esatta delle necessità della Regione e delle sue possibilità finanziarie, bisogna riconoscere che esiste, altresì, una interdipendenza fra il programma in esame e il bilancio di previsione del prossimo esercizio finanziario 1961-1962.

Rileva che il Presidente della Giunta, Marcoz, nella sua relazione introduttiva ha fatto un quadro generale delle molte ed importanti opere che si devono eseguire in Valle d'Aosta, sottolineando la necessità di ricorrere all'accensione di un mutuo per il finanziamento di dette opere.

Dichiara di concordare sul principio che si debba ricorrere alla accensione di mutui passivi in casi di particolare necessità e sempre che si tratti di investimenti sani.

Ritiene però che, in questo caso, prima di procedere alla discussione del programma di lavori, che deve essere finanziato con i proventi di un mutuo, si debba esaminare il problema di contemperare le necessità della Valle di Aosta in rapporto alle possibilità finanziarie della Regione.

Per fare questo, egli dice, bisogna avere un panorama esatto di tutte le necessità, che sono grandissime, e sapere sino a che misura tali necessità possono essere finanziate con i fondi ordinari e straordinari del bilancio annuale della Regione.

Propone, pertanto, che il Consiglio rinvii ogni decisione in merito al programma di lavori in esame, in attesa di discuterlo unitamente alla questione del mutuo passivo allorquando il Consiglio discuterà il progetto di bilancio di previsione della Regione per il prossimo esercizio finanziario, in modo che i Signori Consiglieri abbiano una visione completa di quelle che sono le possibilità finanziarie e le necessità della Regione.

Il Presidente della Giunta, MARCOZ, osserva che la questione di principio enunciata dal Consigliere Bondaz potrebbe essere valida se sul bilancio annuale di previsione della Regione si potesse stanziare, per i lavori pubblici, una spesa di circa 3 miliardi ed il mutuo che si intende accendere fosse di 500 milioni, perché, in tal caso, si potrebbero analizzare bene le varie voci di bilancio ed esaminare la possibilità di evitare di ricorrere al mutuo.

Fa presente che la situazione è, però, ben diversa perché gli stanziamenti iscritti annualmente in bilancio per i lavori pubblici si aggirano sui 500-600-700 milioni al massimo, mentre le opere straordinarie che si debbono finanziare comportano una spesa di Lire 3 miliardi, che non può assolutamente essere finanziata con le disponibilità del bilancio regionale.

Ritiene che la eventuale accettazione della proposta del Consigliere Bondaz, di soprassedere ad ogni decisione sulla questione del programma, costituirebbe solo una perdita di tempo perché è impossibile finanziare la spesa di Lire 3 miliardi mediante le normali possibilità del bilancio annuale della Regione.

Il Consigliere BONDAZ dichiara di non aver affermato che non si debba ricorrere alla accensione di un mutuo per il finanziamento di opere straordinarie, tanto più che anche la precedente Amministrazione regionale, da lui presieduta, è ricorsa allo stesso sistema per il finanziamento di lavori di carattere straordinario.

Precisa che la sua proposta non è astratta né defatigatoria, ma di ordine pratico per varie ragioni che illustra.

Fa presente, fra l'altro, che potrebbe darsi che determinate opere, che a suo avviso non sono di carattere straordinario, possano essere finanziate con i fondi da stanziare nella parte straordinaria del bilancio di modo che - egli osserva - con il provento del mutuo di Lire 3 miliardi, che la maggioranza intende accendere, potrebbero essere finanziate altre opere non previste in programma e che sono veramente di carattere straordinario.

Il Presidente della Giunta, MARCOZ, osserva che se il Consigliere Bondaz avesse partecipato alle sedute della Giunta regionale in cui è stato discusso e compilato il programma in esame non avrebbe, oggi, di certo eccepito che forse alcune delle opere comprese nel programma possono essere finanziate con le disponibilità del bilancio regionale perché saprebbe che gli elenchi di opere presentate in Giunta dall'Assessore Manganoni comprendevano un numero assai rilevante di altre opere, che la Giunta ha dovuto stralciare dovendo contemperare le necessità dell'Assessorato ai Lavori Pubblici con le necessità degli altri Assessorati.

Il Consigliere BONDAZ insiste sulla sua proposta di soprassedere alla discussione del programma in esame, in attesa che detto programma possa essere discusso, unitamente alla proposta di assunzione del mutuo passivo, in sede di discussione del bilancio di previsione della Regione per il prossimo esercizio finanziario 1961-1962.

Il Consigliere VESAN, premesso che intende porre una questione di ordine pregiudiziale, constata che il Consiglio è chiamato a pronunciarsi su un programma straordinario di opere di pubblica utilità, di provvidenze ed iniziative di interesse regionale, per un ammontare di spesa previsto in complessive Lire 3 miliardi, programma che non è stato sottoposto prima all'esame della competente Commissione consiliare permanente per i Lavori Pubblici.

Ricorda che le Commissioni consiliari permanenti, che affiancano i singoli Assessorati, sono state istituite, all'inizio dell'attuale legislatura, proprio per iniziativa e su proposta della attuale maggioranza consiliare.

Fa presente che il programma in esame avrebbe dovuto essere sottoposto preventivamente al vaglio della competente Commissione perché comprende parecchi importanti elenchi di opere pubbliche comportanti una spesa rilevantissima.

Chiede, quindi, che il Consiglio si pronunci sulla seguente pregiudiziale: "se non sia opportuno che il Consiglio soprassieda ad ogni decisione in merito al programma in esame, in attesa che il programma stesso sia sottoposto all'esame della competente Commissione consiliare permanente".

Il Consigliere PALMAS osserva che il Consiglio è chiamato oggi a decidere sulla attuazione di un programma di opere pubbliche straordinarie e di iniziative e provvidenze di interesse regionale da finanziarsi con l'accensione di un mutuo passivo a lunga scadenza.

Fa presente che tale decisione comporta l'impegno di contrarre il mutuo stesso, in quanto le due questioni sono collegate l'una all'altra, come risulta dall'oggetto della relazione e dall'oggetto n. 5 dell'ordine del giorno.

Rileva che il Consigliere Bondaz ha dichiarato che, per poter discutere il programma, bisognerebbe prima sapere quali sono le disponibilità del bilancio del prossimo esercizio finanziario per poter decidere se le opere portate in programma debbono essere tutte finanziate con il provento di un mutuo o se possono essere finanziate in parte con le normali disponibilità di bilancio, sia pure di carattere straordinario.

Osserva che al riguardo ha già risposto esaurientemente il Presidente della Giunta, Marcoz, il quale ha concluso osservando che la proposta del Consigliere Bondaz significherebbe soltanto perdita di tempo.

Sottolinea che la decisione che il Consiglio deve assumere è una decisione di carattere politico-amministrativo e non soltanto di carattere amministrativo, perché trattasi di approvare un programma la cui attuazione viene ad impegnare finanziariamente l'Amministrazione regionale per molti anni.

Ricorda che dal Presidente della Giunta sono state elencate in modo chiaro e sintetico le necessità della Regione, la impostazione politica-amministrativa del problema ed i vantaggi che la Regione trarrà, dalla stipulazione di un mutuo a lunga scadenza e dalla realizzazione tempestiva del programma di opere in esame.

Pone in rilievo che tutte le Amministrazioni pubbliche - e lo Stato per primo - sono ormai indirizzate verso l'attuazione di programmi di lavori che impegnano i bilanci delle Amministrazioni stesse per parecchi anni.

Propone che, dato il carattere eminentemente politico e amministrativo della deliberazione da assumersi, il Consiglio respinga la proposta fatta dal Consigliere Bondaz.

Il Consigliere BONDAZ rammenta di avere sostenuto che il programma di opere pubbliche straordinarie in esame e la questione del mutuo sono interdipendenti fra di loro e di aver aggiunto che, a suo avviso, era necessario avere una visione completa di quella che è la politica amministrativa, prima di iniziare la discussione del programma.

Dichiara che i Consiglieri della minoranza sono favorevoli ad una politica amministrativa a largo respiro, ma che insistono nella affermazione che non si può scindere la discussione del programma da quello del mutuo.

Dichiara che la sua proposta è fondata perché, se accolta, permetterebbe a tutti i Consiglieri di avere una visione panoramica più esatta e più completa di quelle che sono le possibilità finanziarie e le necessità della Regione.

Il Presidente della Giunta, MARCOZ, ribadisce quanto già detto rilevando che è più logico discutere ed approvare in primo luogo il programma di opere pubbliche straordinarie da finanziarsi con l'accensione di un mutuo e successivamente la questione del mutuo stesso; osserva che, se si procedesse in senso contrario, si potrebbe correre, in ipotesi, il rischio di approvare l'accensione di un mutuo di Lire 3 miliardi per il finanziamento di un programma che, in sede di discussione, potrebbe venir ridotto e limitato nella spesa, ad esempio, a Lire 2 miliardi e 200 milioni.

L'Assessore GEX, riferendosi alla critica fatta dal Consigliere Montesano al programma dei lavori, dichiara che non è esatta l'affermazione che gli edifici scolastici non abbiano alcun rapporto con la prossima apertura dei due trafori alpini stradali del Monte Bianco e del Gran San Bernardo, perché con l'apertura dei suddetti trafori aumenterà la popolazione della Città di Aosta e, per riflesso, la popolazione scolastica.

L'Assessore MANGANONI premette che nell'adunanza odierna, in sede di trattazione dell'oggetto n. 7 (Programma straordinario di opere pubbliche relative alla apertura dei trafori alpini e da eseguire in Valle d'Aosta e nella città di Aosta), l'Assessore Savioz - rispondendo agli interventi di numerosi Consiglieri che sottolineavano la necessità di provvedere alla valorizzazione non soltanto dei centri turistici di maggiore importanza, ma anche di quelli di minore importanza e poco noti - precisò che la possibilità o meno di provvedere alla valorizzazione di tali centri dipendeva dall'ammontare del contributo che sarebbe stato erogato dallo Stato a tale scopo, ai sensi del comma terzo dell'art. 12 dello Statuto regionale.

Osserva che la realizzazione di ogni opera è direttamente subordinata all'ammontare dei fondi a disposizione e fa presente che tutti i Consiglieri dovrebbero essere favorevoli alla accensione del mutuo di Lire 3 miliardi che consente anche di accelerare la soluzione del problema della valorizzazione delle zone turistiche e, prima fra tutte, della stazione turistica Les Fleurs-Pila.

In merito al rilievo del Consigliere Montesano, secondo cui non tutte le opere comprese nel programma sono connesse con l'apertura dei due trafori stradali alpini, fa notare che nell'oggetto della relazione al programma non si fa accenno ai trafori, poichè tale oggetto dice testualmente: "Programma di opere pubbliche straordinarie e di iniziative e provvidenze di interesse regionale da finanziare mediante l'assunzione di un mutuo passivo a lunga scadenza".

Fa presente che il rilievo di cui sopra viene quindi a cadere.

Circa il secondo rilievo del Consigliere Montesano, il quale ha constatato come all'elenco B) del programma sono incluse tre opere interessanti il Comune di Aosta (circonvallazione nord e ponte sul Buthier; prolungamento Via Festaz, lato ovest; sottopassaggio ferroviario Aosta-Pré St. Didier per ponte Suaz), opere che risultano pure previste nel bilancio di previsione del suddetto Comune -, osserva che è logico che un Comune preveda nel proprio bilancio di previsione, le spese per opere di pubblica utilità che prevede potranno essere eseguite entro l'anno finanziario a cui si riferisce il bilancio.

Ricorda che il Consigliere Montesano ha dichiarato di essere personalmente contrario sia alla approvazione del programma in esame che alla accensione del mutuo.

In merito ricorda di avere con i suoi colleghi - allorquando nella passata legislatura sedeva ai banchi dell'opposizione - votato a favore dell'accensione di un mutuo di Lire 1 miliardo e 500 milioni proposto dalla maggioranza, perché tale mutuo serviva per il finanziamento di opere di pubblica utilità di carattere straordinario.

Aggiunge che, in tale occasione, la minoranza aveva rivolto un elogio alla precedente Giunta per la proposta di accensione del mutuo ed aveva altresì rivolto invito a proporre l'accensione di altri mutui per il finanziamento di opere pubbliche nell'interesse della collettività.

Circa la proposta fatta dal Consigliere Bondaz - di soprassedere alla discussione del programma in esame, per discuterlo unitamente alla proposta di assunzione del mutuo passivo, in sede di discussione del bilancio di previsione della Regione per il prossimo esercizio finanziario - afferma che, come giustamente rilevato dal Presidente della Giunta, Marcoz, l'accoglimento di una tale proposta si concreterebbe soltanto in una notevole perdita di tempo che farebbe ritardare di un anno l'inizio della esecuzione delle opere previste in programma, perché per il perfezionamento della pratica del mutuo occorre molto tempo ed i lavori non possono essere eseguiti nel periodo invernale.

In merito alla questione pregiudiziale posta dal Consigliere Vesan, ricorda che anche il programma di opere pubbliche straordinarie predisposto a suo tempo dalla passata Amministrazione regionale, finanziato con il provento di un mutuo di Lire 1 miliardo e mezzo, non era stato sottoposto, allora, all'esame di alcuna delle pur numerose Commissioni consiliari nominate durante la precedente legislatura.

Il Presidente della Giunta, MARCOZ, riferendosi alla richiesta di chiarimenti fatta all'Assessore ai Lavori Pubblici dal Consigliere Montesano - per quanto riguarda le tre opere di rilevante importo di interesse del Comune di Aosta e comprese pure nel bilancio di previsione del suddetto Comune - dichiara che l'orientamento della Giunta è che tutti i lavori ed opere di pubblica utilità, compresi nel programma, debbono essere eseguiti direttamente dall'Amministrazione regionale, salvo casi eccezionali debitamente giustificati.

Circa il rilievo fatto dal Consigliere Montesano, secondo cui non tutte le opere incluse nel programma hanno connessione con la apertura dei trafori stradali alpini del Monte Bianco e del Gran San Bernardo, osserva, in aggiunta a quanto già detto in merito dall'Assessore Manganoni, che è il programma di lavori pubblici straordinari da eseguire in Valle d'Aosta e nella Città di Aosta, di cui al n. 4 dell'ordine del giorno della adunanza, che è in relazione all'apertura dei due trafori, e non già il programma di opere pubbliche straordinarie ora in discussione, iscritto al n. 5 dell'ordine del giorno della adunanza e che concerne essenzialmente opere di interesse regionale.

Precisa che ciò non significa però che molte di tali opere non abbiano connessione con l'apertura dei trafori; cita, ad esempio, le opere di interesse turistico e quelle della viabilità.

Fra le prime, cita la valorizzazione della stazione turistica Les Fleurs-Pila, rilevando che detta valorizzazione è di primaria importanza ed indispensabile perché la zona di Pila costituirà una attrattiva turistica sia nel periodo invernale che nel periodo estivo per i turisti che affluiranno numerosi in Aosta in seguito alla apertura dei due trafori stradali alpini.

Fa presente che anche la soluzione del problema della viabilità avrà riflessi positivi in campo turistico, per varie ragioni che illustra, sottolineando che molto opportunamente l'Assessore ai Lavori Pubblici ha proposto la costruzione di strade di particolare interesse per varie zone agricole perché anche tali strade servono per il turismo.

L'Assessore CHANTEL, riferendosi al rilievo del Consigliere Montesano secondo cui l'attuazione della bonifica sanitaria del bestiame è di competenza esclusiva dell'Assessorato alla Sanità ed Assistenza Sociale, osserva che il problema del risanamento del bestiame va visto sotto un duplice aspetto: quello sanitario, che è di competenza dell'Assessorato alla Sanità, e quello della zootecnia, che è di competenza dell'Assessorato all'Agricoltura e Foreste e che concerne la ricostituzione del patrimonio zootecnico pregiato della Valle d'Aosta.

L'Assessore FOSSON, in aggiunta a quanto detto dall'Assessore Chantel relativamente al menzionato rilievo dei Consigliere Montesano, comunica che in campo nazionale non è ancora stato stabilito quale è il Ministero che dovrà provvedere alla attuazione della bonifica sanitaria del bestiame.

Fa presente che in campo regionale l'attuazione del risanamento del bestiame sarà attuato di comune accordo fra l'Assessorato alla Sanità e Assistenza Sociale, per la parte riguardante la profilassi delle malattie e dall'Assessorato all'Agricoltura, per la parte che riguarda la zootecnia (valutazione del prezzo dei bovini infetti e da abbattere, controllo dei bovini, ecc.).

Il Consigliere MONTESANO, dopo aver ribadito che l'attuazione della profilassi delle malattia è di competenza dell'Assessorato alla Sanità, dichiara di non aver nulla da eccepire circa l'affermazione che in Valle d'Aosta la bonifica sanitaria del bestiame sarà attuata di comune accordo fra l'Assessorato alla Sanità e l'Assessorato all'Agricoltura.

Precisa che la cosa essenziale è che si affronti e si risolva il problema del risanamento del patrimonio zootecnico in Valle d'Aosta.

Ritornando poi sulla questione delle tre opere di importo rilevante di interesse del Comune di Aosta, previste nel programma in esame e nel bilancio di previsione del predetto Comune, dichiara che una tale impostazione non è corretta, almeno per quanto riguarda il Comune, perché, non essendo prevista la concessione dei relativi contributi al predetto Comune per la realizzazione delle tre opere, le stesse non avrebbero dovuto figurare nel bilancio di previsione del Comune.

Il Presidente, FILLIETROZ, invita il Consiglio a votare sulla proposta, fatta dal Consigliere Bondaz, di soprassedere alla discussione del programma di opere pubbliche straordinarie e di iniziative e provvidenze di interesse regionale in questione, in attesa che detto programma possa essere discusso, unitamente alla proposta di assunzione del mutuo passivo, in sede di discussione del bilancio di previsione della Regione per il prossimo esercizio finanziario.

Procedutosi alla votazione per alzata di mano, il Presidente Fillietroz, accerta e comunica che il Consiglio, con voti contrari ventitré e voti favorevoli dieci, ha respinto la proposta del Consigliere Bondaz (Consiglieri presenti e votanti: trentatré).

Il Consiglio prende atto.

Il Presidente, Fillietroz, invita quindi il Consiglio a votare sulla proposta, fatta dal Consigliere Vesan, di soprassedere alla trattazione dell'argomento in discussione e di rinviare il programma in questione all'esame della Commissione consiliare permanente per i Lavori Pubblici.

Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente, Fillietroz, accerta e comunica che il Consiglio, con voti contrari ventitré e voti favorevoli nove, ha respinto la proposta del Consigliere Vesan (Consiglieri presenti: trentatré; votanti: trentadue; astenutosi dalla votazione il Consigliere GUGLIELMINETTI).

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Si dà atto che, su proposta del Presidente, FILLIETROZ, il Consiglio sospende e rinvia la continuazione della discussione sul programma di cui si tratta alle ore 15,30 (seduta pomeridiana).

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