Oggetto del Consiglio n. 7 del 7 aprile 1961 - Verbale
OGGETTO N. 7/61 - PROGRAMMA STRAORDINARIO DI OPERE PUBBLICHE RELATIVE ALL'APERTURA DEI TRAFORI ALPINI E DA ESEGUIRE IN VALLE D'AOSTA E NELLA CITTÀ DI AOSTA. PROPOSTA DI APPROVAZIONE DI ORDINE DEL GIORNO.
Il Presidente della Giunta, MARCOZ, riferisce al. Consiglio in merito al seguente programma straordinario di opere pubbliche relative alla apertura dei trafori stradali alpini del Monte Bianco e del Gran San Bernardo e da eseguire in Valle d'Aosta e nella Città di Aosta, per un ammontare di spesa previsto in Lire 14 miliardi e 300 milioni, da finanziare in parte con contributi dello Stato ai sensi del terzo comma dell'articolo 12 dello Statuto speciale regionale, programma trasmesso in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 7-8 aprile 1961:
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PROGRAMMA STRAORDINARIO DI OPERE PUBBLICHE RELATIVE ALL'APERTURA DEI TRAFORI ALPINI.
Compilazione a cura della Commissione temporanea presso la Presidenza della Giunta regionale
Presidente: Avv. Oreste Marcoz, Presidente della Giunta regionale.
Dr. Marcello Colombo, Assessore regionale alle Finanze.
Sig. Claudio Manganoni, Assessore regionale ai LL.PP.
Sig. Fabiano Savioz, Assessore regionale al Turismo.
Sig. Alfonso Vallino, Presidente della Commissione regionale dei LL.PP.
Sig. Vincenzo Trèves, Presidente della Commissione regionale Turismo.
Rag. Mauro Bordon, Consigliere regionale.
Geom. Luigi Vesan, Consigliere regionale.
Relatore: Dr. Arch. Franco Nosengo, Presidente Comitato regionale Urbanistica.
Dr. Ing. Graziano Luboz, Membro Comitato regionale Urbanistica.
Geom. Alberto Chamonin.
COMITATO DI STUDIO:
Gli Assessori regionali competenti: Dr. Marcello Colombo; Sig. Claudio Manganoni; Sig. Fabiano Savioz.
I Redattori: Prof. Dr. Arch. Franco Berlanda; Dr. Arch. Piero Castelli; Dr. Ing. Graziano Luboz; Dr. Arch. Franco Nosengo.
I collaboratori di settore: Geom. Alberto Chamonin; Geom. Giorgio Salluard; Geom. Luigi Vesan.
Con l'assistenza del Dr. Arch. Maria Chanoux-Castelli dell'Assessorato regionale al Turismo, e dell'Ufficio del piano regolatore di Aosta.
PRESENTAZIONE
L'apertura dei trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo pone, in modo improvviso ed imperioso, l'Amministrazione regionale della nostra Regione Autonoma di fronte a problemi nuovi ed urgenti.
La Giunta regionale, conscia di questa suprema esigenza, ha proposto al Consiglio regionale la nomina di una Commissione per lo studio di tali problemi, e la Commissione all'uopo nominata ha assolto al suo compito, presentando gli elaborati contenuti nella presente relazione.
Mi sembra che sia opportuno ricordare che già sono in corso di attuazione nell'ambito del territorio regionale opere pubbliche di esigenza primaria di notevole mole, per il cui finanziamento, molto oneroso, si dovette giocoforza fare ricorso, almeno parzialmente, a mutui passivi.
Ma, nella imminenza della apertura dei trafori, altre imponenti opere debbono essere affrontate, e, tra le molte, vi sono specialmente quelle destinate a risolvere i problemi della viabilità e della ricettività, resi attuali dalle crescenti esigenze della circolazione e del traffico.
L'apertura di due trafori, quasi simultanea, che convoglierà, improvvisamente, il flusso della circolazione nella nostra Valle - in un territorio cioè di estensione relativamente modesta - determinerà notevoli sconvolgimenti di carattere geo-economico e sociale, provocando un notevole aumento nel ritmo delle attività, come la relazione ha avuto cura di mettere in evidenza.
Ci troviamo dunque innegabilmente di fronte ad un evento straordinario ed eccezionale, tanto straordinario ed eccezionale che soltanto ad intervallo di secoli se ne possono presentare di eguali.
È questa, a nostro avviso, una situazione che si inquadra nella ipotesi prevista dallo Statuto Speciale per la Valle d'Aosta (terzo comma dell'art. 12) che prevede il finanziamento a carico dello Stato per lavori straordinari in dipendenza di opere di interesse nazionale.
I trafori appartengono a tale tipo di opere; la loro apertura avrà come diretta conseguenza l'acutizzarsi delle esigenze di nuove opere rese necessarie dalla nuova situazione che si andrà creando.
Se queste opere non saranno affrontate con la dovuta urgenza e tempestività, secondo un piano organico, si andrà incontro ad una situazione critica la quale potrà annullare gli effetti benefici e positivi dell'apertura dei trafori nei riflessi della economia regionale.
E poichè l'Amministrazione regionale ritiene valida ed applicabile, nella attuale contingenza, la norma statutaria, ha provveduto a fare elaborare le richieste contenute nella relazione.
Lo studio affidato a valorosi tecnici e competenti, tra i molti pregi presenta i seguenti:
- affronta il problema dell'influenza dei trafori sui vari aspetti della vita regionale in modo unitario, inserendo ogni singola richiesta nel quadro di una organica programmazione;
- indica un valido metodo che consiste nello studiare ogni problema in relazione con gli altri in quanto la realtà non è diversa per settori ma costituita da rapporti di interdipendenza esistente tra i vari aspetti della vita regionale;
- con la adozione di questo metodo, viene illustrata validamente la improrogabile necessità delle opere da eseguire.
Le richieste si articolano in due distinte categorie:
a) un richiamo al Governo centrale sugli impegni statutari relativi alle opere che sono di pertinenza dello Stato.
b) la richiesta di stanziamenti per opere di prima necessità le quali si impongono come conseguenza diretta della apertura dei due trafori.
Esprimo il mio plauso ed il mio ringraziamento a tutti coloro che hanno dato la loro collaborazione appassionata ed intelligente, la loro opera fattiva e competente, per la elaborazione di questo programma accurato e completo.
Esprimo il convincimento che lo Stato, per le opere qui programmate, deve e può intervenire in virtù della norma statutaria e del superiore interesse della Nazione; esprimo infine l'augurio di trovare presso il Governo della Repubblica Italiana, a cui presenteremo queste nostre richieste, sensibilità e comprensione per la soluzione di problemi che l'apertura dei trafori rende indifferibili e vitali per l'avvenire della Valle d'Aosta.
Aosta, 14 febbraio 1961
Il Presidente della Giunta regionale Avv. Oreste Marcoz
INDICE DEGLI ALLEGATI
I. - Le grandi comunicazioni europee che interessano la Valle d'Aosta.
II. - Circuiti turistici di fine settimana delle zone industriali attorno alla Valle d'Aosta.
III. - Movimento demografico nei comuni della Valle d'Aosta dal 4-11-51 al 4-12-58.
IV. - Consistenza numerica della popolazione.
V. - Ripartizione della popolazione attiva della Valle d'Aosta - Confronto con la ripartizione della Provincia di Torino.
VI. - Transito mensile di forestieri sui valichi alpini della Valle d'Aosta - anno 1957.
VII. - Incremento del traffico dei forestieri sui valichi alpini della Valle d'Aosta.
VIII. - Popolazione addetta all'agricoltura.
IX. - Ripartizione del valore della produzione agricola lorda vendibile della Valle d'Aosta.
X. - Retribuzioni medie giornaliere nei singoli settori dell'industria.
XI. - Variazione del numero indice dei dipendenti nelle principali industrie della Valle d'Aosta.
XII. - Ubicazione delle principali industrie della Valle di Aosta.
XIII. - Percentuale di incremento della produzione di energia elettrica.
XIV. - Ubicazione delle centrali idroelettriche.
XV. - Incremento della attività edilizia.
XVI. - Presenze negli alberghi della Valle d'Aosta anno 1959.
XVII. - Incremento delle presenze negli alberghi della Valle d'Aosta nel mese di massima affluenza e nel mese di minima affluenza.
XVIII. - Incremento dell'attrezzatura alberghiera nella Valle d'Aosta.
XIX. - Incremento dei posti letto negli alberghi della Valle d'Aosta.
XX. - Incremento delle presenze totali dei turisti in Valle d'Aosta.
XXI. - Ubicazione degli impianti meccanici di trasporto turistico.
XXII. - Sistemazione delle strade statali.
XXIII. - Strade regionali da passare all'A.N.A.S.
XXIV. - Nuove opere stradali immediatamente urgenti.
XXV. - Aosta capoluogo della Regione.
XXVI. - Attrezzatura dei comuni interessati dalle vie di grande comunicazione internazionale.
XXVII. - Centri turistici da valorizzare.
XXVIII. - Distribuzione degli allievi nei diversi gradi delle scuole della Valle d'Aosta.
XIX. - Distribuzione delle scuole superiori pubbliche e private in Valle d'Aosta.
PREMESSA
La futura apertura dei due trafori alpini del Gran San Bernardo e del Monte Bianco pone l'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta nella necessità di esaminare alcuni aspetti della vita economica e sociale della Regione ed i loro prevedibili sviluppi, e di presentare alcune considerazioni al Governo centrale come punti basilari d'esame assieme ad un "Programma di Opere Pubbliche".
Questo programma postula una esecuzione ordinata e razionale dei lavori secondo una graduatoria in ragione della loro effettiva importanza economica, sociale e turistica.
Lo scopo determinante del programma è il raggiungimento di un equilibrio fra la popolazione, l'economia ed il territorio della Valle d'Aosta, come frutto imprescindibile di un coordinamento fra le iniziative pubbliche (dello Stato, della Regione, dei Comuni e degli altri Enti a partecipazione pubblica) e della privata intrapresa.
È opportuno però premettere la sempre più urgente attuazione di quanto richiesto dal Consiglio regionale nella seduta del 13-7-1960 in merito all'aumento del provento annuo delle quote regionali di ripartizione delle entrate erariali e al finanziamento a carico dello Stato, come previsto dal terzo comma dell'art. 12 dello Statuto Speciale della Valle, dei lavori straordinari di interesse ed importanza interregionale e nazionale che si rendono necessari. Questi lavori risultano dal prospetto riassuntivo che conclude la presente relazione.
Le ragioni per le quali sono state scelte le opere che qui di seguito si descrivono risulteranno dalla lettura del testo, delle carte, dei diagrammi e delle tabelle che qui si presentano.
LA REGIONE FISICA
La superficie della Regione Autonoma della Valle d'Aosta è di ha 326.226, corrispondente all'1,8% del territorio nazionale.
Circa due terzi di questa superficie (ha 218.237) sono ricoperti da foreste o destinati a coltivazioni agricole, mentre un terzo (ha 107.989) è costituito in gran parte da terreni sterili, rocciosi e da ghiacciai.
Della superficie agraria e forestale il 46,4% è destinato a coltivazioni foraggere (ha 101.148), il 30,3% è costituito da boschi (ha 66.095), il 3,1% da coltivazioni erbacee avvicendate (ha 6.739) e il 0,8% (ha 1.814) da coltivazioni legnose; il rimanente 19,4% (ha 42,441) è occupato da incolti produttivi.
La regione è tutta di montagna ed è racchiusa da alti rilievi: il gruppo del Gran Paradiso, quello del Monte Bianco, il Cervino e il Gruppo del Monte Rosa.
Oltre alla strada di accesso che risale la valle della Dora Baltea la regione comunica: con il Piemonte unicamente con la strada del Colle Nivolet (m. 2612) non an cora completamente aperta al traffico, mentre i passi del Piccolo S. Bernardo (m. 2158) e del Gran San Bernardo (m. 2473) aperti solo per un periodo di 5 mesi all'anno collegano la valle con la Francia e la Svizzera.
L'apertura dei trafori del Monte Bianco e del Gran S. Bernardo - come risulta dagli allegati I e II - trasforma le caratteristiche di isolamento geografico di cui nei tempi moderni la valle ha sofferto.
Nell'allegato I, stralciato dal "Réseau international des routes" approvato nel 1953 dalla Convenzione di Ginevra e nel 1956 dal Parlamento Italiano, risulta evidente l'importanza delle grandi vie di comunicazione che uniscono il nord, il nord-ovest con il sud, sud-est dell'Europa e che si intersecano nella Valle d'Aosta.
Nell'allegato I, stralciato dal Réseau international di fine settimana che interessano un'area europea intensamente motorizzata e comprendente le grandi città di Torino, Milano, Berna, Ginevra, Lione, Grenoble. La Valle d'Aosta si troverà al centro di tali percorsi.
La Regione perciò perde la caratteristica di zona chiusa per gran parte dell'anno e diviene zona baricentrica e dominante negli scambi reciproci di un'area europea di ingenti traffici e movimenti.
(OMISSIS: Seguono gli allegati I e II).
LA POPOLAZIONE
Secondo i dati, del censimento del 1951 la popolazione della Regione ammontava a 94.140 abitanti di cui 47.314 maschi (50,3%) e 46.826 femmine (49,7%); la popolazione fino a 14 anni era il 21,6%, da 14 a 65 anni il 69,3% e quella oltre 65 anni il 9,1%. Rispetto all'insediamento il 65,6% erano residenti nei centri urbani, il 24,9% nei nuclei abitati ed il 9,5% nelle case sparse.
La densità inferiore ai 30 abitanti per Kmq. è la più bassa di tutte le regioni italiane.
Nella regione si verifica però un saldo attivo sia del movimento naturale che di quello migratorio per cui la popolazione dell'intera regione è in continuo incremento anche se si verificano degli spostamenti fra comune e comune e degli slittamenti di popolazione verso il fondo valle dalle zone più impervie e disagevoli. Per questo in alcuni comuni continua il fenomeno dello spopolamento o della stasi demografica.
L'esodo della mano d'opera verso i paesi stranieri, che aveva rappresentato nel passato un fenomeno notevole, è stato in gran parte frenato, ma le migliori condizioni di vita consentite dai più rimunerativi proventi dell'occupazione nell'industria continuano a spingere numerosi lavoratori della campagna a cercare una sistemazione negli stabilimenti ed inoltre gli ostacoli alla mobilità della mano d'opera costituiti dalle distanze e dalla insufficienza delle comunicazioni hanno fatto sì che gradualmente dai Comuni di montagna la popolazione si trasferisse ai Comuni di fondo valle; infine, data la difficoltà di elevare il reddito agricolo, non si sono ottenuti risultati positivi nella lotta contro lo spopolamento montano.
Nell'allegato III si riproduce la divisione della regione in comuni con il movimento demografico 1951-1958 e con la classificazione in cinque categorie: a) con decremento maggiore del 10%; b) con decremento dal 3 al 9,99%; c) da un decremento del 2,99% ad un incremento del 2,99%; d) con un incremento dal 3% al 9,99%; e) con un incremento maggiore del 10%.
Nei diagrammi allegati sono stati riportati i dati rilevati dai censimenti e dalle statistiche degli ultimi anni.
Sono stati compilati due grafici perché si possa tener conto dell'andamento di alcuni fenomeni, fra i quali per il momento ci interessano soprattutto la consistenza numerica della popolazione e la ripartizione della popolazione attiva nelle tre categorie fondamentali: agricoltura, industria e terziarie.
Nel primo caso, allegato IV, sono state inoltre avanzate delle ipotesi fino al 1970 per rendere più evidente l'andamento tendenziale che sarà ancor più accentuato dai futuri eventi.
È certamente chiaro che la prosecuzione di certe tendenze manifestatesi negli ultimi dieci anni sarà non solo assicurata dall'attuale ritmo ascendente, ma si verificherà una notevole accentuazione degli incrementi dopo l'entrata in funzione dei due trafori.
Circa il secondo fenomeno, rappresentato nell'allegato V, è stato preso come termine di confronto, e modello di futuri assestamenti, il cambiamento avvenuto nella composizione della popolazione attiva di una provincia limitrofa, come quella di Torino, nella quale si verificano alcune con dizioni ambientali che l'apertura dei trafori determinerà anche nella Valle d'Aosta.
(OMISSIS: Seguono gli allegati III, IV, V).
I TRAFORI ALPINI
IL TRAFORO DEL GRAN S. BERNARDO
Il problema di sottopassare in galleria il massiccio del Gran San Bernardo è stato oggetto di studi e progetti fino dal 1839. Fra le proposte più importanti qui si ricordano:
- nel 1850 per una galleria lunga in. 2250 a quota 2320 sotto il colle Mercouve;
- nel 1873 per un traforo ferroviario lungo m. 5800 alla quota 1815;
- nel 1884 per una galleria di valico lunga m. 9500 alla quota 1620;
- nel 1936 con gallerie di notevole lunghezza che sottopassano il Col Ferret ad ovest del Gran S. Bernardo sfociando a Martigny.
Con i concetti attuali però è possibile sfruttare nuove strutture stradali le quali, impedendo l'innevamento degli accessi, permettono di portare i trafori a quote più alte, raccorciandone la lunghezza.
L'opera attualmente in corso è formata da:
- un tronco di accesso esterno dalla parte italiana che ha inizio a quota 1530 sulla Strada Statale 27 alla progressiva Km. 20,300 dopo St. Oyen; il raccordo è lungo circa m. 9372 con una larghezza del piano viabile di 9 m. oltre a due piccole cunette murate di m. 0,25 ciascuna all'interno dei montanti della copertura e con una pendenza che si mantiene inferiore al 5%;
- un primo ramo della galleria (italiano) lungo 2893 metri che s'imbocca a quota 1875 e che sale con una pendenza dell'1,69% alla quota 1924 dove si apre un camino di ventilazione alto 343 metri;
- un secondo ramo della galleria (svizzero) lungo m. 2960 con una pendenza del 0,2% che sbocca, presso la località Cantine d'en Haut, a quota 1918;
- un tronco di strada nuova coperta che collega lo sbocco in territorio svizzero con Bourg St. Pierre a quota 1632, lungo Km. 5,500; questo tronco potrà essere prolungato a valle del paese fino alla quota 1500.
La sezione adottata per la galleria ha un piano viabile di m. 7,50 ai cui lati sono sistemati un marciapiede di cm. 90 ed un cordone di cm. 60, ed un'altezza libera di m. 4,50 al di sopra della quale vi è un vano della sezione di mq. 15,76 per l'aspirazione dell'aria viziata e l'immissione di aria pura con una ventilazione predisposta per un traffico di 250 veicoli/ora supponendo anche punte di 300 passaggi per ora.
La distribuzione dei passaggi durante l'anno secondo la Società concessionaria è la seguente:
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8 ore |
senza traffico |
- |
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180 giorni |
12 ore |
10 veicoli/ora |
21.600 |
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4 ore |
20 veicoli/ora |
14.000 |
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8 ore |
10 veicoli/ora |
6.800 |
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85 giorni |
12 ore |
25 veicoli/ora |
25.500 |
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4 ore |
100 veicoli/ora |
34.000 |
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8 ore |
15 veicoli/ora |
12.000 |
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100 giorni |
12 ore |
80 veicoli/ora |
96.000 |
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4 ore |
200 veicoli/ora |
80.000 |
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Totale dei passaggi annui |
290.300 |
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La spesa totale dell'opera verrà ad ammontare a 8.252 milioni di lire e ciascuna delle due Società, italiana e svizzera, dovrà provvedere alla costruzione dette proprie strade di accesso e a metà della galleria.
Gli svizzeri avranno inoltre a loro carico la costruzione del camino di aereazione principale.
Il finanziamento della Impresa da parte italiana è impostato sulle seguenti basi:
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- costruzione della galleria |
Lire |
2130 |
milioni |
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- costruzione della strada coperta di accesso |
Lire |
2260 |
milioni |
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- spese di studio e progettazione |
Lire |
310 |
milioni |
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- spesa per la costituzione della Società di esercizio |
Lire |
150 |
milioni |
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Totale spesa |
Lire |
4850 |
milioni |
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dedotto il capitale azionario |
Lire |
2000 |
milioni |
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Lire |
2850 |
milioni |
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dedotto il prestito obbligazionario |
Lire |
2000 |
milioni |
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Rimanenza |
Lire |
850 |
milioni |
Per il pagamento di questa rimanenza la Società per il traforo del Gran S. Bernardo (SITRASB) conta sul contributo che lo Stato potrà dare nelle spese di costruzione della strada di accesso da considerarsi come variante alla Strada Statale n. 27.
I primi cantieri sono stati allestiti nel maggio 1958 e si prevede che il traforo sarà ultimato entro il 1961.
Si ricorda qui che la Regione Autonoma Valle d'Aosta partecipa alla Società per il Traforo del Gran S. Bernardo con una quota del 12,5% del capitale azionario, con un contributo quindi che, date le condizioni del proprio bilancio, rappresenta il notevole interesse che la Regione attribuisce a quest'opera così importante per l'economia dell'intera nazione.
IL TRAFORO DEL MONTE BIANCO
Nel 1814, per celebrare il ritorno delle provincie alla Casa Savoia dopo il regime napoleonico, tutti i Comuni del Regno Sardo furono invitati ad esprimere le loro particolari aspirazioni, quello di Courmayeur inviò la sua petizione per chiedere lo scavo di una galleria diretta con Chamonix.
Dopo di allora molte iniziative e proposte vennero avanzate, fra le altre:
- nel 1835 il primo di una serie di progetti per una galleria ferroviaria sotto il Monte Bianco;
- nel 1879 il progetto dell'ing. Chabloz con una galleria di 13.700 metri ed imbocco a quota 1074 metri;
- nel 1924 il primo progetto per un traforo stradale e ferroviario;
- nel 1930 il progetto dell'ing. francese Arnold Monod per una galleria stradale;
- nel 1946 la costituzione della compagnia per il traforo con l'affidamento della stesura del progetto al prof. Zignoli.
Finalmente il 14 marzo 1953 venne firmata a Parigi una convenzione tra l'Italia e la Francia e il 16 maggio a Roma venne firmato il verbale finanziario annesso.
Con legge n. 846 del 1 agosto 1954 il Parlamento italiano ratificò la convenzione e il 17 aprile 1957 la stessa venne ratificata dal Parlamento francese.
L'opera attualmente in corso ha una lunghezza totale di Km. 11,600 ed ha l'imbocco italiano presso Courmayeur ad una quota di 1381 metri e quello francese presso Chamonix alla quota di 1274 metri, la pendenza sul versante italiano è del 0,25% e su quello francese del .0,24%; la sezione interna della galleria finita è di 74 metri quadrati, il piano viabile correrà su un impalcato di cemento armato situato a m. 3,40 sopra il livello di base della galleria. Sotto lo stesso impalcato verranno ricavati i grandi cunicoli destinati alla ventilazione e al ricovero delle tubazioni e dei cavi. La carreggiata sarà larga 7 metri e fiancheggiata da due marciapiedi laterali di 70 cm.
Nella relazione del progetto era previsto un passaggio di mezzo milione di viaggiatori e alcune centinaia di migliaia di tonnellate di merce all'anno, gli uni e gli altri trasportati da una media di circa 500 automezzi al giorno, cioè con circa 180.000 passaggi annui.
Attraverso il traforo del Monte Bianco, Roma e Parigi si troveranno più vicine di oltre 200 Km., in tutte le stagioni. Ginevra e Torino, che d'estate distano 317 Km. e d'inverno 790, saranno sempre a 270 Km. l'una dall'altra.
La costruenda galleria sarà collegata con un accesso della lunghezza di Km. 10 alla Strada Statale n. 26 a Pré Si Didier e con un accesso della lunghezza di Km. 6 alla rete delle strade francesi presso Chamonix.
Il Governo italiano partecipa alla spesa di costruzione della galleria con un contributo di 3 miliardi, di cui 257 milioni per la partecipazione dell'ANAS al capitale azionario della Società italiana cui è affidata la concessione della costruzione della parte sud della galleria.
Nel gennaio 1959 hanno avuto inizio i lavori sul versante italiano e nel maggio dello stesso anno i lavori sul versante francese.
Nel primo anno di lavoro l'avanzamento è stato poco superiore ad un Km. nel tratto italiano per cui è lecito supporre che i lavori non saranno terminati prima della fine del 1963.
Il costo dei lavori nella parte italiana dovrebbe essere superiore ai 5,5 miliardi senza contare la strada di allacciamento.
Per il traforo del Monte Bianco è stato disposto un ingente contributo a fondo perduto della Regione Autonoma della Valle d'Aosta.
CONSEGUENZE DELL'APERTURA DEI TRAFORI NELLA VITA DELLA REGIONE
La prima conseguenza dell'apertura al traffico dei trafori, che si realizzerà subito anche se in misura non immediatamente rilevantissima, è quella della continuità del traffico durante tutti i 365 giorni dell'anno, mentre, come risulta dall'allegato VI, attualmente il traffico è limitato a 5 mesi all'anno con una punta nel mese di agosto. Se poi esaminiamo l'allegato VII che riproduce l'andamento del traffico, da e per l'estero, attraverso i due colli del Grande e del Piccolo S. Bernardo, che saranno in gran parte sostituiti dai trafori e proviamo a calcolare (anche sulla scorta delle previsioni preparate dalle due società concessionarie dei trafori) il traffico annuo e quello medio derivanti, ci troviamo di fronte a cifre molto maggiori di quelle previste inizialmente.
L'aumento di questi dati infatti è facilmente spiegabile quando si consideri che negli ultimi anni è cresciuto enormemente l'indice di motorizzazione di tutti i paesi dell'Europa Occidentale, si sono inoltre create le condizioni, mediante un continuo miglioramento del tenore di vita, per una maggiore disponibilità di spese da dedicarsi alle vacanze e ultimo, ma non meno decisivo, il "turismo itinerante" sta diventando un fenomeno oramai affermato anche per le grandi masse.
L'entrata in funzione delle nuove arterie di collegamento provocherà perciò ripercussioni complesse soprattutto nella Valle d'Aosta e darà origine al manifestarsi di due serie di conseguenze dirette ed indirette.
Nella prima serie delle conseguenze dirette dovranno essere affrontati i seguenti problemi:
1) Un aumento del traffico con adeguamento di tutte le strade tanto di quelle confluenti che di quelle collegate.
2) Un nuovo sistema di pubblici trasporti con nuove concessioni e l'eventuale formazione di Società finanziarie miste a partecipazione regionale.
3) Un aumento del turismo con necessità di creazione di zone attrezzate per l'impianto di nuove iniziative pubbliche, miste e private e per la costruzione di nuovi alberghi.
4) Un aumento ed una variazione notevole nel settore commerciale con evidenti riflessi acceleratori anche per quanto riguarda la questione della "Zona Franca" e con la nascita e sviluppo di nuove iniziative e di nuove fonti di lavoro in tutto il settore delle attività terziarie.
Le conseguenze indirette della apertura dei due trafori e del successivo sconvolgimento nell'economia preesistente sono di tipo più complesso, ma secondo alcune valutazioni, dedotte da analoghe situazioni, si possono additare nei seguenti fenomeni:
1) L'aumento ed accelerazione della dinamica dello spopolamento, specie per quanto riguarda l'abbandono delle case e dei nuclei sparsi e delle forme economico-produttive, come quelle agro-silvo-pastorali, che per la loro natura non consentono, se non saranno completamente trasformate, un reddito sufficiente per una vita civile.
2) La concentrazione della popolazione, proveniente sia dai comuni della valle che immigrata da altre regioni, lungo la direttrice fondamentale di traffico (Statali 26 e 27), divenuta oramai via perenne e continua.
3) Il cambiamento della composizione percentuale della popolazione attiva, con sviluppo di professioni e mestieri collegati alla nuova realtà.
4) La nascita di iniziative economiche nuove in seguito al variare delle condizioni ambientali.
Per ovviare agli sconvolgimenti che le conseguenze dirette ed indirette della apertura dei trafori provocheranno alla vita della Regione e per preparare convenientemente il superamento delle difficoltà che una trasformazione economico-produttiva provoca negli enti e nei cittadini operanti nella Regione, si avanzeranno delle richieste alla collettività nazionale. Queste richieste comporteranno perciò sia un aiuto diretto che la richiesta di una maggiore compartecipazione ai gettiti erariali per poter far fronte, come Ente Autonomo, a tutti gli immancabili aggravamenti di carichi che dovranno essere sopportati dalla Amministrazione regionale.
(OMISSIS: Seguono gli allegati VI, VII).
ALCUNI SETTORI DELL'ECONOMIA REGIONALE
Nel quadro del futuro assetto del territorio e prima di esaminare particolarmente i capitoli sul turismo, sui lavori pubblici e sulla nuova sistemazione del capoluogo, è utile premettere alcuni dati relativi ai settori della Agricoltura, della produzione di Energia Elettrica e delle Abitazioni per esaminare le tendenze finora sviluppatesi e avanzare alcune ipotesi sulle future evoluzioni.
La scelta di questi settori che rappresentano la parte più soggetta alle influenze riflesse dal nuovo fattore geo-economico è stata effettuata perché sono indicative rispetto a quella parte, che costituisce quasi la maggioranza, della vita economica regionale che sarà profondamente variata rispetto al suo processo attuale.
AGRICOLTURA
Nell'agricoltura della Valle d'Aosta la tendenza fin qui verificata è quella dello spopolamento e dell'abbandono della occupazione agricola da parte di un numero sempre crescente di abitanti che trasferiscono la propria attività in più redditizi lavori.
L'alto numero degli addetti all'agricoltura ancora esistente all'epoca del censimento 1951 e la sua ripartizione nelle varie categorie come risulta dall'allegato VIII con la sua alta incidenza nel complesso della popolazione attiva è certamente destinato a essere ridotto.
Infatti le condizioni economiche e il reddito agrario dei valligiani, salvo rare eccezioni, sono piuttosto bassi in quanto la zona è caratterizzata da un eccesso di frazionamento terriero che provoca condizioni di vita tra le più disagiate.
Malgrado la produzione zootecnica sia in aumento e raggiunga ormai i tre quarti della produzione lorda vendibile, è invece ragionevole prevedere che altri settori, anche quello della legna da ardere che sta per essere completamente sostituita dai gas liquidi, si trovino ad essere nei prossimi anni ancor meno redditizi.
Dall'allegato IX, infatti, nel quale è rappresentato l'andamento della produzione lorda vendibile delle ultime annate, si può ricavare il valore complessivo della produzione ed è quindi agevole estrarre il reddito medio per addetto all'agricoltura.
A questo proposito è facile stabilire un confronto con il reddito medio, nella regione, di altre attività rilevabile nella retribuzione media giornaliera nei vari settori, riprodotta nell'allegato X e ricavato, con opportuni calcoli, dal notiziario statistico dell'Istituto Nazionale Assistenza Infortuni sul Lavoro.
Inoltre, se si considerano le altre provvidenze in atto per i lavoratori dell'industria e delle attività terziarie è chiaro che il desiderio di abbandonare una occupazione agricola che assorbe completamente l'individuo sia un fenomeno difficilmente arrestabile. Sarà invece più facile prevedere un arresto o almeno una attenuazione del fenomeno, nel caso che le variazioni di ambiente e le nuove possibilità di lavoro rendano attuabile una forma mista di attività che abbia come risultato quello di permettere un più elevato reddito familiare e quindi una disponibilità di capitali che si rivela sempre più indispensabile per un ammodernamento agrario.
(OMISSIS: Seguono gli allegati VIII, IX, X, XI e XII)
PRODUZIONE DELL'ENERGIA ELETTRICA
Una delle basi dell'economia regionale è costituita dalla produzione dell'energia elettrica. I suoi riflessi diretti ed indiretti attraverso le imposizioni fiscali a favore degli Enti pubblici locali (Regione e Consorzio Bacino Imbrifero Montano) sono proporzionali al ritmo di sviluppo dello sfruttamento delle Acque Pubbliche. Nel 1956 la produzione regionale (1,9 miliardi di KWh) rappresentava il 4,7% dell'intera nazione e dava un rapporto di 18.962 KWh per abitante.
Se confrontiamo però l'andamento della produzione regionale e nazionale degli ultimi anni, rappresentato nell'allegato XIII, osserviamo un minore incremento locale rispetto al dato nazionale e si viene così a verificare la difficoltà di una politica energetica nazionale e regionale nella quale la influenza del blocco delle concessioni a favore di alcune Società richiedenti, la lentezza di alcune pratiche burocratiche e le forti spese necessarie per i nuovi impianti, rendono ipotetico e lontano nel tempo il raggiungimento di quella possibilità produttiva per un totale di cinque miliardi annui di chilowattora che gli studi più accreditati additavano alcuni anni fa come traguardo da raggiungere per l'economia della Valle d'Aosta.
Fino a che le subconcessioni non verranno concretamente realizzate, si verificherà non solo la perdita dei relativi proventi (circa un miliardo di lire annue fra regione e comuni valdostani), ma anche delle grandi opportunità di lavoro derivanti dalla costruzione degli impianti e del loro successivo funzionamento, con personale permanente.
La dislocazione degli impianti idroelettrici è rappresentata nell'allegato XIV e dà subito l'impressione di una copertura quasi totale dell'intero territorio nel quale invece le industrie esistenti sono poche ed accentrate in tre o quattro località.
Una nuova visione regionale di tali correlazioni dovrebbe permettere di avanzare delle ipotesi per la auspicabile futura creazione di altre zone industriali che, sistemate lungo le statali, contribuiscano alla risoluzione di alcune deficienze di occupazione esistenti fin d'ora o che si verificheranno negli anni venturi anche in seguito alla apertura dei trafori.
(OMISSIS: Seguono gli allegati XIII e XIV).
ABITAZIONI
L'attività edilizia è normalmente determinata da tre fattori:
1) Il bisogno di rinnovare il patrimonio residenziale per l'avvenuto miglioramento delle condizioni economiche.
2) Il bisogno di provvedere un alloggio nuovo agli abitanti immigrati o aumentati per ragioni demografiche.
3) Gli investimenti statali o comunque sovvenzionati.
Si intende qui escludere l'attività costruttrice di case per affitto o in proprietà dedicate a scopi turistici perché è più opportuno esaminarne il fenomeno nel capitolo dedicato al turismo.
Nell'allegato XV è rappresentato l'aumento delle abitazioni costruite, distinguendo il Capoluogo, gli altri comuni ed il totale, pur mancando di una specificazione relativa alla edilizia statale e sovvenzionata che non ha però superato il 12% del totale costruito.
La mancanza di una ricerca recente sulle abitazioni malsane ed improprie ancora da demolire, non permette di precisare le necessità relative, ma tutto il capitolo dedicato alle abitazioni potrà avere una risoluzione solo se sarà inquadrato nell'azione unitaria su base regionale in modo che i vari e distinti problemi dell'edilizia residenziale per il risanamento e per la creazione di nuovi nuclei, interamente o parzialmente sovvenzionata, delle cooperative e delle abitazioni rurali, possano essere affrontati con un decisivo appoggio dell'Autorità centrale.
(OMISSIS: Segue l'allegato XV).
TURISMO
Uno dei settori che risentirà maggiori ripercussioni dall'apertura dei due trafori alpini è quello turistico
È inutile qui ripetere l'alta importanza che, ai fini dell'economia nazionale specialmente nei suoi riflessi sulla bilancia internazionale dei pagamenti, ha questo settore e quanta parte vi abbia già ora come risulta dalla " Stai del turismo " pubblicata dall'ENIT. Qui, importa presentare il fenomeno come si è sviluppato fino ad oggi con l'avvertenza che alcuni dati, come l'andamento delle presenze nei vari mesi dell'anno con i loro massimi ed i loro minimi (allegati XVI e XVII), saranno incrementati notevolmente.
Vi è stato negli ultimi anni un continuo accrescersi di iniziative che ha portato una variazione al numero dei letti divisi nei vari alberghi e le case d'affitto (allegato XVIII), con una dislocazione che, pur tenendo conto di alcune località più favorite perché sfruttate sia in estate che in inverno, trascinava però nel suo sviluppo anche piccoli paesi come risulta dall'allegato XIX.
In quest'ultima carta sono rappresentati: gli alberghi esistenti nel 1951, quelli costruiti dal 1951 al 1960 (quando in nove anni si è verificato un aumento del 100%) e gli alberghi in costruzione alla fine del 1960.
La politica dei mutui concessi per l'industria alberghiera, la notevole spinta che l'Ente Regione ed i privati hanno impresso al fenomeno, ma soprattutto il sorgere di nuovi indirizzi, ha variato profondamente la situazione turistica in questi ultimi anni. Nuovi criteri vengono ora utilizzati e dovranno ancor più essere impiegati nel futuro per far fronte ai nuovi bisogni.
Le presenze totali dei turisti sono poi riportate nell'allegato XX che conferma la tendenza all'incremento.
Lo sviluppo dell'attività turistica è stato accompagnato dal potenziamento degli impianti meccanici di trasporto turistico (funivie, seggiovie, ecc.) come risulta dall'allegato XXI.
(OMISSIS: Seguono gli allegati XVI, XVII, XVIII, XIX, XX e XXI).
OPERE PUBBLICHE DEL PROGRAMMA STRAORDINARIO
Gran parte delle necessità di lavori pubblici della Valle d'Aosta non hanno potuto finora essere soddisfatte, soprattutto per una insufficienza di stanziamenti.
In occasione dell'esame del futuro della Valle e dell'influenza che l'apertura dei trafori alpini avrà su tutta la vita e l'economia regionale, per adeguarsi ad una giusta preoccupazione di coordinamento espressa nei più recenti interventi degli uomini di governo, si trasmettono le seguenti richieste che riguardano i settori della viabilità e comunicazioni, delle opere occorrenti per il comune di Aosta, capoluogo della Regione, delle sistemazioni idrogeologiche, dei centri turistici da valorizzare e degli edifici per l'istruzione.
Per alcune delle opere elencate non si avanza qui una richiesta di stanziamento perché esse sono ,di spettanza istituzionale dello Stato.
Preme però riaffermare l'esigenza di un pronto intervento dello Stato stesso e richiedere che abbiano luogo delle consultazioni periodiche fra i competenti organi dello Stato e dell'Ente Regione per precisarne le caratteristiche di progetto e per esprimere dei pareri sullo stato dei lavori.
VIABILITÀ E COMUNICAZIONI
Nell'allegato XXII sono sottolineate le attuali Strade Statali 26 e 27 che costituiscono, su un percorso totale di Km. 142 l'asse di penetrazione e di transito nella valle.
Queste strade non sono più in grado di assolvere alla loro funzione e la necessità di un loro rifacimento è stata oramai riconosciuta da tutti.
Il desiderio più volte espresso e che qui si riafferma è che queste strade vengano trasformate in strade di grande traffico con doppia careggiata ed aiuola divisoria centrale e che debbano essere sistemate tutte le circonvallazioni, i nodi attrezzati e le opere d'arte occorrenti per assicurarne il migliore funzionamento.
Tutti questi lavori, che sono di competenza dell'Amministrazione statale, dovrebbero essere intrapresi nel corrente anno.
Ogni ritardo può infatti essere pregiudizievole, e basti pensare alla mancanza di un vincolo "non aedificandi", per temere circa la possibile attuazione. Bisogna ancora notare che la espropriazione, con eventuale demolizione di fabbricati, si presenterà in futuro sempre più difficile ed onerosa per la pubblica spesa.
Nell'allegato XXIII sono sottolineate le strade regionali delle valli di Gressoney, di Ayas, di Valtournanche e di Cogne con una lunghezza totale di Km. 113, le quali dovrebbero essere assunte in carico dall'Amministrazione statale.
Dato lo sforzo imponente esercitato negli scorsi anni dall'Amministrazione regionale, non richiedono grandi opere, ma abbisognano tuttavia di alcuni lavori anche per la protezione contro le valanghe.
Nell'allegato XXIV sono sottolineate le due strade di maggiore urgenza che devono essere aperte al traffico.
Esse costituiscono infatti un secondo sbocco della Valle d'Aosta verso la Provincia di Torino ed un raddoppio della Statale nel tratto mediano della Valle.
La strada della Valsavaranche si dovrà collegare al Colle del Nivolet dove è stata già aperta la provinciale che porta a Torino. Questa rotabile è ora solo in parte costruita, in lunghi tratti deve essere allargata e deve poi essere dotata di opere paravalanghe e tutta bitumata. È indispensabile disporre di una via di comunicazione uguale a quella esistente sull'altro versante, cioè con una sezione transitabile di m. 6. Il costo totale previsto è di L. 1.450.000.000.
La strada detta dell'"Envers" perché collega tutti i centri abitati situati sulla sponda destra orografica della valle, parte da Villeneuve e con nuovi tratti, sistemazioni di carreggiata, costruzione di nuove opere d'arte e bitumatura permetterà di raggiungere Châtillon, assicurando un'efficace
azione di scorrimento sussidiario oltre a valorizzare importanti zone di interesse turistico. Il costo totale previsto è di L. 700.000.000.
(OMISSIS: Seguono gli allegati XXII, XXIII e XXIV).
AOSTA, CAPOLUOGO DELLA REGIONE
Lo sviluppo della città capoluogo non è solo prodotto di nuove attività che si stabiliscono al punto di incontro delle statali 26 e 27, del trivio cioè che rappresenta il punto di unione dei due trafori e quindi delle economie che vi gravitano attorno, ma è, come si è visto a proposito dell'economia agricola, anche il prodotto di una trasformazione economico-produttiva che assume particolari aspetti in una regione come quella della Valle d'Aosta.
Se si aggiungono ai nuovi problemi derivanti dall'aumento della popolazione, del traffico, delle necessità sociali quei problemi rimasti insoluti per le insufficienti possibilità di bilancio del comune e della Regione ed ogni altra necessità che è stata ed ancor più sarà incrementata dalla apertura dei due trafori, ci si trova di fronte un complesso imponente di opere.
Nell'allegato XXV sono indicate le principali fra queste opere che comportano una spesa complessiva di Lire 3.000.000.000.
Si tratta di lavori per la viabilità e per i servizi inerenti al traffico.
L'intera maglia stradale cittadina verrà infatti sconvolta perché investita da un volume di traffico mai prima neppure considerato.
Bisognerà creare una serie di opere perché la circonvallazione nord (che fa parte delle opere previste per l'ammodernamento della Strada Statale) non rappresenti un taglio nel tessuto cittadino aggravando con una soluzione di continuità le difficili condizioni esistenti.
Bisognerà creare una seconda circonvallazione a sud del centro cittadino che possa servire quale raccoglitrice e distributrice delle percorrenze- interessate alla zona industriale, ma bisognerà anche operare ai bordi ed all'interno dell'attuale sistema stradale.
Le vie di penetrazione e le altre opere connesse all'intensificazione del traffico, come la sistemazione delle grandi strade interne, rappresentano il completamento generale (per tutto quanto è particolare il compito sarà poi assunto dalla città di Aosta) del grande complesso viario che risponde a scopi internazionali.
Ma accanto alla viabilità dinamica deve essere considerato anche l'aspetto della sosta e del servizio; mancano già d'ora le zone per parcheggiare nel centro (e potranno essere realizzate con un benefico influsso anche sulle condizioni igienico-sanitarie della città), mancano zone per lo stazionamento dei mezzi di trasporto pesanti, ma manca oltre tutto una stazione di servizio per tutte le autolinee e mancano terreni attrezzati per il soggiorno dei campeggiatori e delle roulotte che diventano sempre più numerose.
La proposta contempla tutte queste opere ed addita inoltre nella valorizzazione delle zone archeologiche l'altro grande motivo di lavori oramai affermati nella coscienza di tutti i cittadini e per l'importanza storico-culturale da considerarsi impellenti anche per l'intera nazione.
Con l'esame di queste opere per il capoluogo, si riafferma ancora una volta la richiesta che l'imprescindibile compito di solidarietà e di aiuto che il governo centrale dovrà svolgere nei riguardi della Regione della Valle d'Aosta, ha anche la funzione di riaffermare quei vincoli di storia e di cultura che le vestigia dell'antica Roma additano agli abitanti della Valle ed agli innumerevoli visitatori che vi transiteranno anche in virtù dell'apertura dei trafori alpini.
(OMISSIS: Segue allegato XXV).
COMUNI INTERESSATI DALLE GRANDI VIE DI COMUNICAZIONE
Nell'allegato XXVI sono sottolineati tutti i comuni di fondo valle i cui centri o le cui frazioni sono interessate al passaggio delle vie di grande comunicazione.
In questi comuni, che avranno un notevole incremento in seguito ai fenomeni che sono stati esaminati nei capitoli precedenti, bisogna predisporre secondo tanti programmi particolari una serie di opere connesse con l'aumento ed il servizio del traffico e bisognerà inoltre rivedere ed adeguare la viabilità di penetrazione.
I Comuni sono stati classificati in due grandi categorie secondo la posizione tangente o meno della strada di grande comunicazione rispetto all'insieme dei centri abitati, il che comporta una diversa mole di lavori per la sistemazione dei collegamenti.
Eseguita una analisi campione nei Comuni scelti come tipici per le due categorie, esemplificando il fenomeno si è ottenuto un costo totale di L. 2.550.000.000.
Non sono incluse nel computo le necessità di Aosta, Pré St. Didier e Courmayeur, che sono esaminate nei capitoli successivi.
(OMISSIS: Segue l'allegato XXV).
SISTEMAZIONE IDROGEOLOGICA
La serie di alluvioni disastrose che tanto hanno danneggiato l'economia nazionale potrà essere interrotta solo quando il territorio montano sarà completamente sistemato.
Anche nella Valle d'Aosta, malgrado siano stati già compiuti notevoli sforzi sia da parte dell'Amministrazione centrale che di quella regionale, e questo sia per il settore delle opere idrauliche di competenza dei Lavori Pubblici che per le opera di sistemazione idraulico-forestale ed idraulico-agraria, rimane ancora da compiere un'ulteriore serie di lavori.
Sarebbe certo poco preveggente realizzare nella Valle d'Aosta tante nuove opere e lasciarle poi esposte al pericolo di danni che potrebbero essere irreparabili. Necessita quindi un ulteriore sforzo e questo va fatto entro breve tempo e con una scadenza ugualmente limitata.
Sarà quindi opportuno che, sia accelerando i programmi dell'autorità centrale, che integrando con uno stanziamento straordinario le scarse disponibilità di quella regionale venga compiutamente risolto il problema.
Il piano orientativo per la sistematica regolazione delle acque, presentato al Parlamento dal Ministero LL.PP. in esecuzione della legge 19-3-1952 n. 184, prevedeva per il bacino della Dora Baltea un complesso di opere idrauliche, idraulico-forestali, idraulico-agrarie per un totale di Lire 9.230.000.000. L'alluvione del 1957 ha poi ulteriormente aggravato la situazione.
Dagli studi e preventivi approntati a cura dell'Assessorato regionale LL.PP. risulta necessario uno stanziamento per le opere di prima urgenza che ammonta a Lire 2.400.000.000.
CENTRI TURISTICI DA VALORIZZARE
Nei comuni di maggiore interesse turistico della regione sono stati predisposti dei piani regolatori; e sulla base delle indagini contenute, sono state individuate tutte le necessarie attrezzature pubbliche ed i servizi che devono essere costruiti.
La grande importanza di queste località: Antagnod, Breuil, Champoluc, Champorcher, Cogne, Courmayeur, Pré St. Didier, Gressoney St. Jean, Gressoney La Trinité, Pila, è decisiva ai fini dell'economia regionale ed importantissima anche per quella nazionale, dato l'alto numero di stranieri che frequentano questi luoghi in tutti i mesi dell'anno e che ancor più vi soggiorneranno e transiteranno dopo l'apertura dei trafori alpini.
Per queste ragioni si presenta quindi la richiesta per uno stanziamento globale di L. 1.900.000.000.
(OMISSIS: Segue l'allegato XXVII).
EDIFICI PER L'ISTRUZIONE
Le necessità attuali della edilizia scolastica della valle sono ben lontane dall'essere soddisfatte, ma i nuovi indirizzi che si dovranno seguire nei prossimi anni, a cagione delle trasformazioni previste, faranno sì che queste necessità aumentino ancora. Non basta infatti dotare tutte le località della scuola d'obbligo fino ai 14 anni, ma si dovranno prevedere gli asili e scuole materne, perché la popolazione vi farà sempre più ricorso.
Occorrerà inoltre prevedere un certo numero di scuole e di istituti di tipo professionale e tecnico per preparare quelle leve di lavoratori e tecnici qualificati per una struttura moderna e industriale. Non si dovrà infine dimenticare di proseguire e completare, sistemando definitivamente anche le strutture esistenti, l'attrezzatura per i corsi di tipo alberghiero che tanto interesse rivestono per la intera regione.
L'attuale popolazione scolastica della regione è rappresentata dagli allegati XXVIII e XXIX ed appare quindi chiara la sua insufficienza, tenendo conto anche della direttiva che opportunamente è stata espressa dalle maggiori autorità.
Come il Governo Centrale ha predisposto con il vasto disegno del "Piano della Scuola", allo stesso modo e con la preoccupazione di una maggiore urgenza è stato condotto lo studio delle esigenze di Edifici per l'Istruzione.
In seguito alle domande presentate dai Comuni di fondo valle, quelli cioè maggiormente sollecitati dall'apertura dei trafori, ed in seguito alle richieste dell'Assessorato per l'Istruzione è risultato un preventivo globale pari a Lire 2.500.000.000.
(OMISSIS: Seguono gli allegati XXVIII e XXIX).
PROSPETTO RIASSUNTIVO DEGLI INTERVENTI STATALI RICHIESTI
A) Opere di spettanza dello Stato
1) Sistemazione delle strade statali n. 26 e 27 a doppia carreggiata ed aiuola divisoria centrale, con circonvallazione dei centri abitati, nodi attrezzati ed opere d'arte.
2) Sistemazione delle strade regionali delle valli di Gressoney, Ayas, Valtournanche e Cogne che devono passare in carico all'ANAS.
3) Sistemazioni idrogeologiche dell'asse principale della Dora Baltea.
B) Opere per le quali si richiede uno stanziamento dello Stato
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1) |
Lavori per l'apertura, la sistemazione e la protezione contro le valanghe delle strade dell'"Envers" (Villeneuve-Châtillon) e della Valsavaranche (Bivio di Rhêmes-Colle del Nivolet |
Importo |
L. 2.150.000.000 |
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2) |
Lavori nel comune di Aosta per le strade di penetrazione, per la sistemazione delle grandi vie interne e per le opere connesse alla intensificazione e ai servizi del traffico |
Importo |
L. 2.900.000.000 |
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3) |
Lavori nei comuni, attraversati dalle vie di grande comunicazione, per le opere necessarie alla viabilità di penetrazione e connesse alla intensificazione ed ai servizi del traffico |
Importo |
L. 2.550.000.000 |
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4) |
Lavori per le sistemazioni idrogeologiche di protezione della sicurezza del territorio e del traffico con opere idrauliche, idraulico-forestali ed agrarie, nei tratti a carico della regione |
Importo |
L. 2.400.000.000 |
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5) |
Lavori di valorizzazione dei centri turistici con il completamento delle attrezzature pubbliche e dei servizi previsti nei piani regolatori adottati |
Importo |
L. 1.900.000.000 |
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6) |
Lavori di costruzione degli edifici per l'istruzione (asili, scuole d'obbligo, istituti professionali) |
Importo |
L. 2.500.000.000 |
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Importo totale degli stanziamenti richiesti |
L. 14.300.000.000 |
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Il Presidente della Giunta, MARCOZ, informa che il programma straordinario di opere pubbliche in esame è stato redatto dagli Architetti Franco Berlanda, Piero Castelli, Franco Nosengo e dall'Ing. Graziano Luboz, in collaborazione con i Geometri Alberto Chamonin, Giorgio Salluard e Luigi Vesan rileva che detto programma straordinario è uno studio di massima, suscettibile di modificazioni, delle opere pubbliche da eseguire in Valle d'Aosta e nella Città di Aosta in relazione alla prossima apertura dei trafori stradali alpini del Monte Bianco e del Gran San Bernardo.
Informa che, in occasione di una sua recente visita a Roma, ha provveduto a far avere ad ognuno dei Ministeri competenti, nonché al Presidente del Consiglio, On. Fanfani, copie del suddetto programma straordinario a stampa precisa che la copia rimessa all'On. Fanfani era accompagnata da una lettera nella quale si precisava che la Regione Valle d'Aosta faceva particolare assegnamento sul suo personale intervento presso i vari Ministeri per la soluzione sollecita dei problemi prospettati nel programma stesso.
Conclude, ribadendo che si tratta di uno studio di larga massima e formulando voti affinché il Governo della Repubblica promuova i provvedimenti legislativi necessari per la assegnazione da parte dello Stato alla Regione dei contributi straordinari occorrenti per l'attuazione delle opere previste nel programma.
L'Assessore GEX rileva che nell'allegato n. XXVII (cartina) del programma sono elencati i centri turistici da valorizzare con il contributo che viene richiesto allo Stato e cioè: Courmayeur, Pré St. Didier, Pila, Gressan, Cogne, Breuil, Champoluc, Gressoney La Trinità, Gressoney St. Jean e Champorcher.
Osserva che in tale elenco non figurano le zone di La Thuile e di Arpy, che sono zone di preminente interesse turistico, né varie altre zone turistiche, come Valgrisanche e Val di Rhêmes.
Comunica che, da informazioni avute in via ufficiosa da alcuni membri del Comitato di studio, gli risulta che le località di La Thuile e di Arpy sarebbero comprese nella zona di Pré St. Didier, che è inclusa nel suddetto elenco.
Aggiunge che gli è stato precisato dai suddetti membri che, trattandosi di fare una richiesta specifica di fondi allo Stato per l'esecuzione di opere pubbliche connesse con l'apertura dei trafori stradali alpini, il Comitato di studio ha ritenuto che nell'allegato citato dovessero essere elencati soltanto i centri turistici il cui piano regolatore già esiste ed è in corso di elaborazione, per dimostrare che la richiesta è pienamente motivata.
Dopo aver rilevato che l'impostazione data al programma dal Comitato di studio può avere la sua giustificazione, osserva che, stando alla dizione dell'allegato XXVII "centri turistici da valorizzare (con programmi in fase di avanzata elaborazione)", i Consiglieri potrebbero essere indotti a pensare che i centri turistici da valorizzare siano soltanto quelli espressamente elencati nel suddetto allegato, con esclusione di ogni altro centro.
Ad evitare la possibilità di una tale interpretazione, chiede che si precisi, dandosene atto a verbale, che l'elencazione dei centri turistici da valorizzare riportata nell'allegato XXVII è stata fatta soltanto in via di massima ai fini dell'ottenimento del contributo che viene richiesto allo Stato per l'attuazione delle opere previste in programma.
Fa presente che in tal modo risulterà chiaro che, oltre ai centri turistici elencati nell'allegato XXVII, vi sono altre importanti località turistiche da valorizzare e per le quali, se non sarà sufficiente il contributo richiesto allo Stato, si provvederà con i fondi della Regione.
Il Presidente della Giunta, MARCOZ, concordando con l'Assessore Gex, rileva che, qualora il contributo richiesto allo Stato per l'attuazione delle opere previste in programma venisse concesso, come è da sperare, sarà sempre il Consiglio che deciderà in ordine alla precedenza delle opere da eseguire ed ai centri turistici da valorizzare.
Il Consigliere MONTESANO, concordando con quanto detto dall'Assessore Gex, rileva che è nota a tutti la notevole importanza turistica delle località di La Thuile e di Arpy e propone che dette località siano inserite nell'elenco dei centri turistici da valorizzare (allegato XXVII).
Il Consigliere DUJANY constata che fra le località turistiche non comprese nell'elenco di cui si tratta vi è quella di Valtournanche, la cui valorizzazione è strettamente collegata con la valorizzazione della conca di Cheneil e, in prosieguo di tempo, con la valorizzazione della conca di Chamois.
Il Presidente della Giunta, MARCOZ, ribadisce che il programma in esame è uno studio di larga massima, elaborato per fini essenzialmente finanziari e, cioè, per ottenere dallo Stato i fondi necessari per l'esecuzione di opere pubbliche connesse con l'apertura dei trafori stradali alpini del Monte Bianco e del Gran San Bernardo.
Il Consigliere BERTHET segnala la zona turistica di Ozein-Pila, informando che già è stato elaborato un programma per la valorizzazione di detta zona.
Il Consigliere VESAN lamenta di non essere mai stato interpellato nella sua qualità di collaboratore di settore.
Circa il programma in discussione, rileva che, mentre tra le località da valorizzare figurano quelle di Champoluc-Antagnod, del Comune dì Ayas, sono stati invece del tutto dimenticati il capoluogo di Valtournanche, i centri turistici di Torgnon, di Chamois, di La Magdeleine e di St. Barthélemy.
Il Presidente della Giunta, MARCOZ, osserva che, secondo quanto ebbe a riferirgli l'Architetto Nosengo, le località contrassegnate nella cartina dell'allegato XXVII sono più che altro località terminali che servono ad individuare, nel loro insieme, le varie zone da valorizzare.
Il Consigliere PALMAS ricorda che con legge regionale del 28 aprile 1960, n. 3, tutto il territorio della Valle d'Aosta è stato dichiarato bellezza naturale di pubblico interesse e zona di particolare importanza turistica ritiene che non sia, quindi, il caso di fare in questa sede discussioni in merito alla valorizzazione dei vari centri turistici.
Afferma che l'elencazione dei centri turistici da valorizzare riportata nell'allegato XXVII ha solo valore esemplificativo.
Il Consigliere BORDON dichiara di condividere quanto detto dal Presidente della Giunta, Marcoz, in merito al programma di opere pubbliche in esame.
Per quanto riguarda l'elencazione dei centri turistici da valorizzare, fa presente che tale elencazione ha soltanto un valore esemplificativo essendo stata fatta solo per i fini esposti nella relazione al programma.
Aggiunge che non si potevano, ovviamente, elencare tutte le località da valorizzare, perché l'elencazione sarebbe stata troppo lunga e, d'altra parte, non avrebbe conseguito alcun risultato, poichè, come è stato detto, l'elencazione ha solo un valore esemplificativo.
Il Consigliere TREVES, concordando su quanto detto dal Presidente della Giunta, raccomanda alla Giunta che, allorquando si passerà allo studio delle zone turistiche da valorizzare, si tenga presente che il turismo a compartimenti stagni non esiste più e che occorre, quindi, procedere alla valorizzazione di tutte le zone turistiche dei singoli settori della Valle d'Aosta.
Osserva, a titolo di esempio, che, per quanto riguarda la Valle di Valtournanche, lo studio delle località da valorizzare non dovrà essere limitato alla sola conca del Breuil, ma dovrà estendersi a tutte le località comprese fra il Colle Teodulo ed il Monte Zerbion.
L'Assessore SAVIOZ informa che il Comitato di studio, che ha elaborato il programma straordinario in esame, era in un primo tempo incerto se predisporre un programma di lavori dettagliato e completo, oppure un programma di larga massima.
Precisa che il Comitato di studio ritenne di dover attenersi alla seconda soluzione perché l'elaborazione di un programma completo e dettagliato avrebbe richiesto un tempo troppo lungo.
Aggiunge che il Comitato si è preoccupato di predisporre sollecitamente un programma chiaro nella sua impostazione, pratico e corrispondente allo scopo per cui doveva servire e, cioè, un programma che desse una visione immediata delle principali opere da realizzare in Valle d'Aosta e nella Città di Aosta in relazione alla prossima apertura dei trafori alpini del Monte Bianco e del Gran San Bernardo.
Conferma che si tratta di uno studio di massima, avente soltanto valore indicativo, per cui il Comitato di studio dovrà ancora continuare la sua opera ed elaborare un programma completo di lavori.
Fa presente che le preoccupazioni espresse da alcuni Consiglieri, per la non avvenuta inclusione di determinate località turistiche nell'allegato XXVII, non devono quindi essere mantenute perché il Comitato di studio terrà presenti tutte le zone turistiche della Valle d'Aosta.
Conclude, significando che l'attuazione del programma straordinario di opere pubbliche in esame potrà avvenire in relazione all'ammontare del contributo che la Regione otterrà dallo Stato a' sensi del comma 3° dell'art. 12 dello Statuto regionale.
Il Consigliere BONDAZ premette che il programma straordinario di opere in esame deve essere inteso come uno studio di massima predisposto allo scopo di documentare la richiesta di fondi che viene fatta al Governo centrale per l'esecuzione di opere pubbliche da realizzare in Valle d'Aosta e nella Città di Aosta in relazione all'apertura dei trafori stradali alpini del Monte Bianco e del Gran San Bernardo.
Osserva, quindi, che una critica può essere fatta obiettivamente, cioè che si sia aspettato sino ad oggi a predisporre tale lavoro, considerato che l'articolo 12 dello Statuto regionale dà la possibilità alle Valle di Aosta di richiedere l'assegnazione di contributi speciali per provvedere a particolari esigenze che non rientrino nelle funzioni normali dell'Amministrazione regionale.
Raccomanda alla Giunta che faccia cortese insistenza presso il Governo centrale per l'ottenimento del contributo statale richiesto e precisato in Lire 14.300.000.000, contributo necessario per la realizzazione delle opere previste in programma.
Il Presidente della Giunta, MARCOZ, dichiara di non poter accettare la critica di intempestività fatta dal Consigliere Bondaz e ciò per varie ragioni che illustra.
Dichiara che tale critica dovrebbe, se mai, essere fatta alla precedente Amministrazione regionale per non aver provveduto ad impostare il programma in esame e a richiedere il finanziamento occorrente al Governo centrale allorquando furono firmate le convenzioni per l'apertura dei trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo.
Comunica che la Giunta accetta, invece, di buon grado la raccomandazione di insistere e di fare pressioni presso il Governo centrale per la concessione del contributo statale straordinario.
Fa presente che è appunto per sollecitare, per quanto possibile, la concessione del contributo di cui si tratta che nella sua recente visita a Roma si è premurato di consegnare al Presidente del Consiglio, On. Fanfani, ed ai singoli- Ministeri competenti copia del programma di opere straordinarie in esame, la cui attuazione interessa non soltanto la Regione, ma anche lo Stato.
L'Assessore CHANTEL rileva che è interesse di tutti i valdostani che siano attuate le opere straordinarie previste in programma e propone, pertanto, che il programma sia approvato all'unanimità dal Consiglio e che tutti i Consiglieri, a qualunque partito o movimento politico appartengano, si interessino personalmente ed a mezzo dei rispettivi Partiti per l'ottenimento del contributo statale straordinario richiesto al Governo centrale.
Il Consigliere PALMAS propone che il Consiglio esprima il proprio compiacimento ai compilatori del programma in esame.
L'Assessore FOSSON, riferendosi agli interventi dei Consiglieri che hanno preso la parola sull'argomento, dichiara di ritenere che il Consiglio approvi all'unanimità la richiesta di un contributo di Lire 14.300.000.000 al Governo centrale, a' sensi del comma 3° dell'art. 12 dello Statuto regionale, per il finanziamento e l'esecuzione delle opere straordinarie previste in programma.
Propone, quindi, di concordare un ordine del giorno, da approvarsi dal Consiglio, nel quale, dopo aver preso atto del programma straordinario di opere pubbliche in esame, si esprima il compiacimento del Consiglio per il lavoro presentato e si formulino voti affinché il Governo della Repubblica promuova i provvedimenti legislativi necessari per la tempestiva assegnazione da parte dello Stato alla Regione del contributo di Lire 14.300.000.000 per l'attuazione del programma.
Aggiunge che l'ordine del giorno potrebbe essere sottoposto all'approvazione del Consiglio nella adunanza pomeridiana.
Il Presidente, FILLIETROZ, invita il Consiglio a votare, per alzata di mano, sulla proposta dell'Assessore Fosson di rinviare alla adunanza pomeridiana l'approvazione di un concordato ordine del giorno concernente il programma straordinario di opere pubbliche relative alla apertura dei trafori stradali alpini ed auspicante l'assegnazione di un contributo straordinario alla Regione, da parte dello Stato, per l'attuazione del programma stesso.
IL CONSIGLIO
preso atto di quanto sopra, concorda unanime (Consiglieri presenti e favorevoli: trentacinque) di rinviare alla adunanza pomeridiana l'approvazione dell'ordine del giorno in questione.
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