Oggetto del Consiglio n. 180 del 3 dicembre 1960 - Verbale
OGGETTO N. 180/60 - PROPOSTA DI ISTITUZIONE DI CORSI PER CASARI. (Mozione dei Consiglieri regionali Machet Mario e Lucat Giuseppe) - RINVIO DELLA QUESTIONE ALL'ESAME DELLA COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE PER L'AGRICOLTURA E FORESTE.
Il Presidente, FILLIETROZ, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione dei Consiglieri regionali Lucat Giuseppe e Machet Mario, concernente l'oggetto: "Proposta di istituzione di corsi per casari", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 2-3 dicembre 1960:
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Chambave, 20 ottobre 1960
Al Signor PRESIDENTE
del Consiglio regionale
AOSTA
La preghiamo di voler inserire all'ordine del giorno della prossima adunanza del Consiglio regionale la seguente mozione:
"I Consiglieri sottoscritti, in seguito all'esito negativo degli esperimenti per il miglioramento della produzione della fontina, effettuati nell'estate 1960 in sei alpeggi con l'assistenza di tecnici dell'Assessorato all'Agricoltura,
propongono
che il Consiglio deliberi:
1) di istituire un corso per casari della durata non inferiore a 4 mesi presso i locali dell'istituenda Centrale del latte di Aosta, diretto da tecnici di primo ordine;
2) di fare fronte con fondi regionali alle spese che incontrano gli allievi per la frequentazione del corso".
Distinti saluti.
F. ti: Lucat Giuseppe - Machet Mario
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Il Presidente, FILLIETROZ, invita i Consiglieri Signori Lucat e Machet ad illustrare la mozione da essi presentata.
Il Consigliere MACHET dichiara quanto segue:
"Proprio in seguito agli esperimenti di quest'estate ha origine la nostra mozione, di costituire dei corsi di casari più lunghi di quelli fatti fin'ora, poiché, dopo solo due o tre settimane di corso, è impossibile che i casari siano in grado di assolvere bene il loro compito e, forse, una delle cause dell'andamento degli esperimenti fatti è stata un po' anche questa.
La relazione del tecnico letta dall'Assessore all'Agricoltura circa l'esito di questi esperimenti mi pare molto ottimistica, se penso a quello che in effetti si è ottenuto.
Che gli scarti siano stati ridotti e la percentuale della media qualità aumentata, è una constatazione ben magra. Poiché io penso che lo scopo di questi esperimenti non sia di migliorare la qualità, partendo dagli scarti alla media, bensì dalla media alla prima qualità.
Ora, quando constato che negli alpeggi esperimentali la percentuale di prima è stata inferiore di quella di tanti altri di cui nessuno si è curato, l'esperimento mi pare sia più negativo che positivo. Comunque, questa mia constatazione non è fatta per recriminare su quello che è stato fatto, bensì perché si prendano dei provvedimenti per un'altra stagione.
Quindi, casari in grado di assolvere al loro compito; tecnici capaci, dico capaci, di intervenire in qualsiasi momento e per ogni incertezza o manchevolezza dei casari. Tecnici che non si limitino a fare una bella relazione a fine stagione, ma che seguano da vicino il lavoro di questa gente aiutandola coi loro consigli.
A chi di dovere, poi, di rendersi conto come funzionano ed, in ogni caso, di fare funzionare i loro dipendenti".
Il Consigliere LUCAT dichiara quanto segue:
"Mi risulta che gli esperimenti fatti nei sei alpeggi l'estate scorsa non sono riusciti bene. Due soli dei sei alpeggi sono riusciti a fare una percentuale di fontina abbastanza rilevante di prima qualità, perché avevano dei casari abituati a lavorare con i fermenti naturali, e mi risulta che nessuno degli alpeggi è stato seguito sia dai tecnici svizzeri, sia dai tecnici della Regione.
Allora, perché volete fare esperimenti, a danno di chi? Dei produttori?
L'Assessore Fosson non ha mai interpellato la Commissione Consiliare per sentirne il parere e tanto meno per seguire ed accertarsi se questi esperimenti si facevano con la dovuta assistenza e serietà.
Sino ad oggi, da parecchi anni, si ripetono dei corsi accelerati per casari senza risultati positivi e, perciò, la produzione di qualità tende a diminuire invece di aumentare.
Pertanto, noi proponiamo che sia istituita una Scuola per casari, - a carattere permanente, - nel Caseificio annesso alla Centrale del Latte di Aosta, oppure nel Caseificio di Valtournanche, avendo inizio nel corso della prossima stagione invernale, per la durata di almeno 4 mesi. I corsi degli allievi devono avere la durata di due mesi ciascuno e per l'insegnamento siano procurati dei tecnici di primo ordine con l'aiuto, se necessario, di qualcuno dei nostri migliori casari.
Che la Valle intervenga per pagare i corsi a quegli allievi le cui condizioni economiche non consentono loro di frequentare i corsi presso la Scuola e invito pertanto il Consiglio regionale, qui riunito, a voler pronunciarsi e, conseguentemente, deliberare nel senso che ho esposto".
L'Assessore FOSSON risponde quanto segue:
"Premetto, anzitutto, che dai due interventi illustrativi dei Consiglieri Lucat e Machet traspare una certa quale acredine che induce a pensare che in essi manchi quello spirito di collaborazione che dovrebbe esistere in questo campo, se si vuol lavorare con serenità e tranquillità.
Rilevo poi che alcune delle affermazioni fatte non sono fondate, perché i risultati, anche se non sono stati quelli che noi ci ripromettevamo, sono stati comunque positivi.
Non intendo oggi ripetere la lunga esposizione da me fatta al Consiglio, nella seduta del 7 ottobre 1960, sulla questione degli esperimenti fatti in alcuni alpeggi per il miglioramento della qualità della fontina.
Mi dispiace di sentire criticare i tecnici dell'Assessorato Agricoltura proprio da quei Consiglieri che, in altra sede, hanno elogiato pubblicamente la relazione fatta dagli stessi tecnici.
Per essere chiaro, dirò che nella riunione "des arpians" tenutasi a St. Pierre, il Signor Negri, tecnico dell'Assessorato all'Agricoltura, ebbe a fare una lunga relazione proprio sul tema degli esperimenti di cui si tratta.
Al termine della relazione, il Consigliere Lucat ringraziò pubblicamente il Signor Negri per l'esposizione fatta e di questo può far fede lo stesso Presidente della Giunta, Marcoz, che era presente a tale riunione.
Questo ci fa pensare che certe persone tengono linguaggi diversi a seconda delle circostanze.
Non avrei riferito queste cose se non si fosse parlato con acredine e se non si fosse cercato di colpire deliberatamente certe persone.
Sulla sostanza della mozione sono d'accordo con i presentatori; tutt'al più, potremo discutere sui particolari per vedere insieme come possano essere attuati i provvedimenti proposti.
Il Consigliere Lucat deve darmi atto però che, prima della presentazione della mozione, e cioè nella rassegna di Torgnon, presente lo stesso Consigliere Lucat, parlando ai vari agricoltori intervenuti ho raccomandato ai casari presenti di partecipare ai corsi per casari indetti annualmente dall'Amministrazione regionale.
Analoga raccomandazione ho fatto alla rassegna di Antey, in cui era pure presente il Consigliere Lucat, ed in tutte le altre rassegne tenute in località varie.
Il corso tenuto lo scorso anno ha avuto la durata di un mese ed agli allievi casari frequentanti è stato corrisposto un quid giornaliero come agli operai che lavorano nei cantieri di lavoro.
I risultati saranno stati certamente buoni per coloro che hanno frequentato assiduamente il corso, ma non così per gli altri.
Ripeto ancora una volta che ho sempre insistito sulla necessità della istruzione professionale dei casari.
Ricordo di aver anche detto che probabilmente dovremo ripetere quanto è stato fatto dall'Amministrazione regionale nel passato inviando i casari più giovani e diligenti a frequentare corsi più completi alla Scuola di Lodi e forse anche all'estero.
Ritengo che sarebbe senz'altro un'ottima iniziativa.
Ritornando alla mozione, dichiaro di non poterne approvare la premessa introduttiva che dice: "I Consiglieri sottoscritti, in seguito all'esito negativo degli esperimenti per il miglioramento della produzione della fontina, effettuati nell'estate 1960 in sei alpeggi, con l'assistenza di tecnici dell'Assessorato all'Agricoltura...".
Vorrei che i presentatori della mozione mi spiegassero quali sono le ragioni che li hanno indotti a ritenere che gli esperimenti fatti abbiano dato esito negativo.
Mi riservo di riprendere ancora la parola in seguito per dare le prove della veridicità di quanto detto dai tecnici sull'esito positivo degli esperimenti.
In particolare, tengo a ribadire quanto ho già detto in questa aula, cioè che non si può fare in un anno quanto altri hanno fatto in dieci anni.
Un fatto, comunque, è certo ed è che l'esito degli esperimenti è stato positivo e non già negativo.
In merito al rilievo secondo cui negli alpeggi sarebbe venuta a mancare l'assistenza dei nostri tecnici, faccio presente che quest'anno l'Amministrazione regionale ha assunto in servizio, con incarico di assistenza negli alpeggi, anche il Signor Baudin, il quale ha frequentato a suo tempo a Lodi i corsi di caseificio a spese della Regione, vincendo anche una borsa di studio del Ministero dell'Agricoltura.
Si tratta di un giovane serio il quale ha lavorato in questi ultimi anni nella Latteria di Signayes per conto della Cooperativa Produttori Latte e Fontina.
Ebbene questo giovane si è recato in tutti gli alpeggi prestando la necessaria assistenza, ha dato consigli e ha lavorato di persona con piena soddisfazione dei conduttori di alpeggi che, a mia richiesta, hanno dichiarato tutti quanti di essere stati soddisfatti dell'opera prestata dal Signor Baudin.
Penso che forse i due presentatori della mozione intendevano riferirsi, nel parlare di minore assistenza da parte dei tecnici regionali, al tecnico Signor Negri che, per contratto, lavora quale incaricato alle dipendenze dell'Amministrazione regionale soltanto per tre giorni alla settimana e non poteva, naturalmente, essere così assiduo negli alpeggi.
Per contro, come già vi ho detto, non è mancata l'assistenza del Signor Baudin che, durante i 4 mesi della monticazione, non ha fatto altro che percorrere i vari alpeggi per prestare la sua opera di assistenza e consulenza tecnica diretta.
Circa l'affermazione che gli esperimenti non sono riusciti, dirò che in una riunione di conduttori di alpeggi, dopo una discussione con i nostri tecnici, i sei proprietari di alpeggi hanno riconosciuto che gli esperimenti hanno effettivamente servito a fare un primo passo per il miglioramento della qualità della produzione di fontina.
Termino, invitando i presentatori della mozione a fornire i chiarimenti da me richiesti".
Il Consigliere BORIDON premette che è bene esaminare e discutere l'impostazione del problema in discussione, affinché i Consiglieri possano rendersi conto di come stanno effettivamente le cose.
Rileva che, nella adunanza consiliare del 7 ottobre 1960, l'Assessore Fosson, parlando degli esperimenti per il miglioramento della fontina, ebbe a dire che, se tutto non era andato proprio bene, si era comunque sulla buona strada e che se il prezzo della fontina aveva subito una flessione, scendendo da 650 a 600 lire, ciò era dovuto unicamente a delle interferenze di emissari della Cooperativa Produttori Latte e Fontina i quali, recatisi a Ginevra, avevano chiesto a commercianti svizzeri di comperare la fontina, anziché da privati, direttamente dalla Cooperativa che avrebbe potuto anche vendere ad un prezzo inferiore.
A conferma di quanto sopra dà lettura di un estratto delle dichiarazioni fatte in proposito dall'Assessore Fosson nella menzionata adunanza consiliare del 7 ottobre 1960 (oggetto n. 142). Comunica di aver inviato copia del suddetto estratto al Presidente della Cooperativa Produttori Latte e Fontina invitandolo ad accertare se le gravi affermazioni fatte dall'Assessore Fosson corrispondessero a verità.
Precisa che il Presidente della Cooperativa ha così risposto:
"La ringrazio della segnalazione che Lei mi fornisce sulle dichiarazioni che l'Assessore all'Agricoltura ha reso nella seduta del 7 ottobre al Consiglio regionale.
Concordo con Lei che le affermazioni del Sig. Fosson sono veramente gravi; perciò ho svolto un'accurata indagine presso tutti i membri del Consiglio di Amministrazione, presso tutti i dipendenti della Cooperativa, per accertarmi se fra essi qualcuno avesse avuto dei contatti con dei negozianti svizzeri e se avesse intrapreso delle iniziative a nome della nostra Cooperativa.
Nessuno ha avuto tali contatti; tutti negano in un modo reciso di aver preso delle iniziative con negozianti svizzeri, in Svizzera e in Valle d'Aosta, a nome della Cooperativa.
D'altra parte, nessun incarico in tal senso essendo stato dato a chicchessia dagli organi responsabili di questo Ente, ne consegue che siamo nell'obbligo di invitare l'Ill.mo Signor Assessore a provare le sue affermazioni con dati ed elementi precisi. (Omissis...)".
Ritiene che non si debbano fare delle affermazioni di tale gravità così alla leggera e chiede all'Assessore Fosson di fornire elementi a convalida delle sue dichiarazioni.
Circa l'invitò, rivolto dall'Assessore Fosson ai presentatori della mozione, di illustrare le ragioni che li hanno indotti a ritenere che gli esperimenti abbiano dato esito negativo, comunica di essere in possesso di copia di una lettera, datata 4-10-1960 e di cui legge alcuni passi, indirizzata all'Assessore Fosson, nella quale si parla degli esperimenti fatti eseguire dall'Assessore regionale all'Agricoltura con accenno a responsabilità di determinate persone.
L'Assessore CHANTEL premette che i Consiglieri regionali, ed in particolare quelli che sono proprietari o conduttori di alpeggi, anziché perdersi in diatribe e discussioni di carattere politico sugli esperimenti eseguiti, dovrebbero augurarsi che gli esperimenti si moltiplichino sino al raggiungimento dello scopo che l'Amministrazione regionale intende conseguire: il miglioramento della produzione del formaggio fontina.
Osserva che le cognizioni di molti produttori in materia casearia sono ancora quelle di circa cento anni addietro ed auspica che costoro si aggiornino leggendo i resoconti dei Congressi internazionali, rilevando che in tali Congressi i problemi della produzione casearia sono trattati al livello economico e al livello del Mercato Comune Europeo.
Informa che prima della grande guerra l'Europa era divisa in due diversi campi sui problemi della fabbricazione del formaggio, campi sostenuti entrambi da scienziati e tecnici valenti.
Riferisce che si affermava, da parte degli uni, che bisognava tener conto delle condizioni di luogo, di tempo e delle tradizioni locali nella fabbricazione dei formaggi, mentre da parte degli altri si sosteneva che bisognava, invece, procedere alla fabbricazione dei formaggi secondo la tecnica più moderna e cercare di normalizzare la produzione.
Comunica che negli ultimi Congressi internazionali è stato dimostrato che, se le condizioni dell'ambiente e la tradizione hanno la loro importanza, quello che conta maggiormente è di procedere alla fabbricazione del formaggio secondo i nuovi metodi di lavorazione, cioè servendosi di fermenti che tendono a ridurre al minimo gli scarti e ad ottenere l'optimum della produzione.
Osserva che, oggi giorno, vi sono dei mercati esteri in cui si riesce a produrre quasi tutte le qualità di formaggio che si fanno in Italia; dichiara che la Valle d'Aosta non può rimanere indietro nel campo del progresso in materia casearia per cui gli esperimenti debbono continuare, perché solo attraverso gli esperimenti si può giungere al miglioramento della produzione e alla sua standardizzazione.
Osserva che è ormai provata la necessità della lavorazione del formaggio a base di fermenti, necessità affermata e ribadita anche di recente, nel Congresso di St. Vincent, dal Prof. Arnaudi, titolare della Cattedra Chimica dell'Università di Milano.
Rileva che non deve preoccupare il fatto che gli esperimenti non diano sempre i risultati voluti, perché la strada del progresso è irta di difficoltà.
Ricorda che soltanto dopo 10-12 anni di esperimenti la Svizzera è riuscita a standardizzare i suoi prodotti caseari, che hanno ora conquistato tutti i mercati; e così pure la Danimarca.
Il Consigliere MACHET, dopo aver premesso che. è personalmente favorevole alla effettuazione degli esperimenti, precisa, riferendosi al suo precedente intervento, di aver testualmente detto: "questa mia constatazione non è fatta per recriminare su quello che è stato fatto, bensì perché si prendano dei provvedimenti per un'altra stagione".
Circa il rilievo, fatto dall'Assessore Fosson, - secondo cui gli interventi dei due presentatori della mozione avrebbero lasciato trasparire "una certa qual acredine, che induce a pensare che in essi manchi quello spirito di collaborazione che dovrebbe esistere in questo campo, se si vuole lavorare con serenità e tranquillità", - osserva che preferisce sorvolare sulla parola "acredine" per soffermarsi, invece, sulla seconda parte del rilievo e osserva che per collaborare bisogna essere in due e cioè, bisogna che entrambe le parti siano disposte a collaborare.
Per quanto riguarda l'affermazione secondo la quale l'esito degli esperimenti fatti eseguire dall'Assessorato dell'Agricoltura è stato più negativo che positivo, osserva di averne già spiegato prima le ragioni e di aver fatto presente che lo scopo di questi esperimenti deve essere quello di migliorare la produzione di prima qualità e non già quella di qualità inferiore "partendo dagli scarti alla media".
Per quanto concerne l'affermazione circa la minore assistenza dei tecnici negli alpeggi, dichiara di essersi limitato semplicemente a fare il portavoce dei conduttori degli alpeggi, e precisa che costoro gli hanno riferito che il tecnico dell'Assessorato all'Agricoltura non si è fatto vedere quest'anno negli alpeggi.
Il Consigliere LUCAT riconosce di avere, nella riunione "des arpians" tenutasi a St. Pierre, ringraziato pubblicamente il tecnico Signor Negri per l'esposizione dallo stesso fatta sul tema degli esperimenti.
Dichiara di averlo ringraziato soltanto a titolo di cortesia poiché, in effetti, non era rimasto del tutto soddisfatto di quanto detto dal Signor Negri, il quale aveva affermato che l'esito degli esperimenti era stato positivo perché si era avuto un miglioramento nella produzione di qualità media precisa di non essere di tale parere, poiché ritiene che il miglioramento della produzione si debba avere nella produzione di prima qualità e non già in quella di qualità inferiore.
Comunica che, secondo quanto gli è stato riferito dai conduttori degli alpeggi in cui sono stati eseguiti gli esperimenti, l'Assessore Fosson intendeva, in un primo tempo, affidare ad un tecnico svizzero, certo Signor Pasquier, l'assistenza di quegli esperimenti ma che, in seguito, l'Assessore ritenne invece opportuno incaricare dell'assistenza il tecnico dell'Assessorato all'Agricoltura Signor Negri.
Fa presente che gli risulta, però, che il Signor Negri non è stato visto nei suddetti alpeggi neanche una volta in tutta l'estate.
Lamenta che l'Assessore Fosson non abbia mai ritenuto opportuno di mettere al corrente la Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura e Foreste sugli esperimenti in corso.
Ricorda che le Commissioni consiliari che affiancano i singoli Assessorati sono state istituite appositamente per collaborare con gli Assessorati stessi nello studio dei problemi e delle iniziative più importanti.
Osserva che i corsi per casari tenuti annualmente sino ad oggi non hanno mai dato risultati positivi perché si è sempre trattato di corsi accelerati.
Ritiene che, se si vuole giungere a risultati concreti, sia necessario istituire una Scuola per casari, a carattere permanente, i cui corsi abbiano una durata di almeno 4 mesi.
Il Consigliere DUJANY ritiene opportuno che la questione degli esperimenti sia discussa ed affrontata dal Consiglio, perché gli esperimenti tendono a mutare l'indirizzo tecnico seguito sino ad oggi dai conduttori di alpeggi per la lavorazione della fontina.
Osserva che, ovviamente, ogni Consigliere interviene nella discussione a seconda della sua competenza e capacità, perché non tutti possono essere dei tecnici e conoscere a fondo questo problema.
Mr. le Conseiller TREVES communique que l'année dernière, à l'occasion d'une visite à Genève de la Délégation Vald6taine pour la Conférence des Tunnels et des Grands Itinéraires, le Syndic d'Aoste Mr. Dolchi et lui ont eu des pourparlers, au sujet des expérimentations, avec le Centre d'Informations de Genève.
Il relate que Mr. Brédy leur dit, à cette occasion, qu'il serait venu en Vallée d'Aoste avec des techniciens de la Migros-Suisse, qui auraient suggéré des modifications très élémentaires dans les différentes phases de la lavoration du fontine, dans le but d'apporter une amélioration qui aurait déterminé d'une façon marquante la baisse de la production de qualité inférieure et la hausse sensible de la production de première qualité.
Il informe que, après une correspondance suivie entre lui et Mr. Brédy, des techniciens de la Migros Suisse sont arrivés à Aoste où une entrevue a eu lieu entre le Président de la Junte, Mr. Marcoz, l'Assesseur à l'Agriculture, Mr. Fosson, et le chef de la Délégation des techniciens, Mr. Pasquier.
Il communique qu'une deuxième entrevue, très brève, a eu lieu dans le bureau de l'Assesseur à l'Agriculture, à laquelle étaient présents Mr. Pasquier, Mr. Brédy, Mr. Albert et les Conseillers régionaux Mrs. Machet et Lucat.
Il informe que, à la suite d'un échange de conversations entre l'Assesseur et les techniciens de la Migros, il a été convenu que six alpages auraient été mis à disposition pour des expérimentations et que, ce qui est essentiel - dit-il - ces expérimentations devaient être conduites sous la direction des techniciens suisses, qui, à leur tour, se chargeaient d'absorber toute la production si les conseils qu'ils donnaient venaient observés par les producteurs.
Il fait noter que l'Administration régionale, contrairement à ces accords, a cru bien de pourvoir elle même à contrôler la production du fontine dans ces six alpages écartant ainsi les techniciens de la Migros, qui venaient par ce fait à être soulevés de cette tâche si importante.
Voilà pourquoi à la fin de l'été, conclut-il, un partiel échec s'étant vérifié au lieu du succès garanti des expérimentations, la Migros a retenu d'être délivrée de son engagement et n'a retiré qu'une partie de la production de fontine.
L'Assessore FOSSON risponde ai vari interventi dei Consiglieri che hanno preso la parola sull'argomento.
Contesta l'affermazione, fatta dai Consiglieri Lucat e Machet, secondo cui il tecnico dell'Assessorato, Signor Negri, non si è mai fatto vedere, in tutta l'estate, negli alpeggi in cui venivano effettuati gli esperimenti; precisa che il Signor Negri si è recato, almeno una volta, se non di più, nei singoli alpeggi in questione.
Circa l'esito degli esperimenti fatti, rileva che, nella lettera menzionata dal Consigliere Bordon, dopo la frase dallo stesso citata: "Selon les rapports qu'il y eut au cours de l'été toute la fabrication pouvait donner lieu à un espoir prometteur: quelle déception!", si legge: "Certes, il est à mentionner que les produits des alpages de Mrs. Petey et Bal marquent une pleine réussite; mais qu'en est-il des quatre autres alpages? Selon notre constatation, les recommandations que Mr. Jean Pasquier s'était pris la peine d'inculquer à Mr. Negri n'ont porté aucun fruit".
Rileva che è opportuno, a questo punto, un chiarimento di carattere tecnico per il fatto che il mercato svizzero preferisce la fontina più consistente, mentre invece il mercato italiano preferisce la fontina più tenera.
Precisa che la fontina prodotta dai Signori Petey e Bal era pienamente riuscita per i tecnici svizzeri appunto perché era stata confezionata dura, cioè secondo le esigenze del mercato svizzero, mentre invece negli altri alpeggi la fontina prodotta era piuttosto tenera e corrispondeva alle richieste del mercato italiano.
Fa presente che per ottenere della fontina dura, anziché tenera, basta scaldare un po' di più il latte.
Osserva che, così facendo, si corre però il pericolo di avere la "pasta tagliata", ciò che porterebbe allo scarto della fontina.
Precisa che, per non incorrere in tale pericolo, bisogna proseguire negli esperimenti per trovare il punto ottimo, cioè una pasta intermedia, né dura né tenera, che possa andar bene sia per il mercato svizzero che per il mercato italiano.
Comunica che i casari, temendo di incorrere nel pericolo menzionato, non si sono forse attenuti rigorosamente al consiglio, dato loro, di lavorare la fontina alla temperatura di 48°.
Informa che, quando ha ricevuto la suddetta lettera, ha convocato i conduttori dei sei alpeggi ove erano stati eseguiti gli esperimenti, il Can. Vaudan, il Signor Negri ed il Signor Baudin per sapere da loro come era andata la lavorazione della fontina nei suddetti alpeggi.
Riferisce che venne così a sapere che anche il Signor Petey aveva lavorato la fontina alla temperatura di 45,5° e non a 48°, come avevano dichiarato i tecnici svizzeri.
Fa presente che, desiderando sapere con esattezza quale era stato il risultato degli esperimenti, quando i tecnici svizzeri ritornarono in Valle d'Aosta per acquisto di fontina, convocò nuovamente le persone sopra nominate e le invitò a dire chiaramente alla presenza dei tecnici svizzeri, come erano andate le cose.
Informa che le risposte avute furono le seguenti:
- Il Can. Vaudan, Direttore della Scuola di Agricoltura, precisò che, a suo avviso, gli esperimenti avevano dato esito positivo, ma che bisognava continuare negli esperimenti per trovare il punto ottimo.
- I tecnici dell'Assessorato dichiararono che gli esperimenti erano positivi perché avevano contribuito ad eliminare il gonfiore precoce nelle forme di fontina e a ridurre gli scarti.
Ritornando a quanto affermato dal Consigliere Machet, secondo il quale non si è ottenuto un aumento della produzione di prima qualità, ma soltanto di quella di seconda qualità e ridotti gli scarti, l'Assessore Fosson rileva che sono proprio gli scarti che pesano attualmente sul deficit della Cooperativa Produttori Latte e Fontina e che sviliscono il prezzo della fontina.
Fa presente, infatti, che la differenza di prezzo fra la fontina di prima qualità e quella di seconda è contenuta nella cifra di L. 50 al chilogrammo e che, fra il prezzo della fontina di seconda qualità e quello degli scarti vi è una differenza di prezzo di circa L. 150-200 al Kg.
Ritiene che la prima cosa da fare sia, quindi, proprio quella di eliminare gli scarti e fa presente che, se tale intento è stato raggiunto nei sei alpeggi ove sono stati eseguiti gli esperimenti, non vi è dubbio che un buon passo avanti è stato fatto.
Informa che, dopo la suddetta riunione, dai tecnici svizzeri gli è pervenuta la seguente relazione degli esperimenti fatti:
"Nous référant à l'entretien verbal que Mr. Jean Pasquier, accompagné de Mr. Albert, a eu l'honneur d'avoir avec vous et avec les producteurs, le 12 courant, nous nous empressons de vous confirmer, ci-après, les divers points de cette discussion, qui a permis de tirer tonte conclusion utile quant aux résultats définitifs de l'expérience réalisée sur les six alpages choisis à cet effet.
En tonte objectivité Monsieur Jean Pasquier vous a déclaré que le résultat obtenu s'avère positif, puisqu'en cours d'exercice le gonflement butyrique a pu être pleinement enrayé, défaut à redouter chaque Pois.
Sous presse la totalité des fromages n'a pas donné lieu non plus au gonflement que provoquent les aérobactères aéreogènes ainsi que collies.
A relever également que la production des alpages de Mrs. Petey et Bal est une véritable réussite: en ce qui concerne les quatre autres alpages on n'a pas enregistré des résultats aussi satisfaisants; là en effet, par suite d'un manque de contrôle au moment voulu, il se constate à l'intérieur des pièces une ouverture multipliée et parfois une pâte trop molle, ce que devient très préjudiciable lors du transport et à la conservation.
La cause de ces défectuosités est due aux points suivants:
- manque de travail en chaudière;
- ressuyage insuffisant du grain;
- température finale trop basse d'où finalement contenance d'eau exagérée dans le résidu sec.
Selon vos explications c'est par craintre du danger de lainure qui peut surgir par moments que les fromagers ont modifié quelque peu les instructions reçues de Mr. Pasquier.
Cependant une telle précaution n'avait pas à intervenir puisque tout avait été prévu en ce sens; en effet les cultures contenaient de 80 à 90% de streptocoques.
La grande amélioration acquise s'applique surtout à la présentation extérieure du fromage, soit propreté, soit forme, et à l'agréable saveur obtenue.
Ces heureuses constatations témoignent donc d'un brillant résultat et sur une telle base la production de cette Région s'assure un avenir prometteur, cela d'autant plus si les dispositions à prendre par la suite restent imprégnées des conseils donnés jusqu'ici.
Votre effort personnel, soutenu par une bonne équipe de fromagers, se verra à coup sûr couronné du succès attendu.
Nous ne voudrions pas manquer d'ajouter que, bien entendu, nous continuerons de demeurer à votre entière disposition pour vous fournir sur demande toutes données recueillies au cours de nos expériences en la matière".
Circa la richiesta del Consigliere Bordon di fornire chiarimenti in merito alle dichiarazioni fatte nella seduta del 7-10-1960 (oggetto n. 142), precisa che quanto ebbe a dire in tale seduta relativamente a interferenze di emissari della Cooperativa Produttori Latte e Fontina gli era stato riferito dai tecnici svizzeri.
Riferendosi alla lettera inviata al Consigliere Bordon dal Presidente della Cooperativa Produttori Latte e Fontina, - nella quale si afferma che è risultato, da accurate indagini, che nessun dipendente della Cooperativa ha mai avuto contatti con negozianti svizzeri, - fa presente di non aver detto, in tale seduta, che gli emissari fossero dei dipendenti della Cooperativa stessa.
Aggiunge di non sapere se quanto riferitogli dai tecnici svizzeri corrisponda a verità.
Osserva che una cosa è certa ed è che a Ginevra vi sono delle persone che intendono speculare sulla questione della fontina e questo è provato, egli dice, dalle lettere inviate in copia al Consigliere Bordon e ad altri.
Comunica che la stessa persona che ha inviato le suddette copie di lettere gli ha scritto, riferendosi ad un articolo apparso sul settimanale "La Région Autonome", una lettera, di cui dà lettura nei punti seguenti:
"Le Comité du Centre d'Information de la Vallée d'Aoste pour la Suisse a pris connaissance avec étonnement de l'article paru dans l'hebdomadaire "La Région Autonome" n. 38, du 8 courant" - 8 novembre 1960 - " relatif à des comptes rendus montant à 50 millions, fonds mis à disposition de votre Assessorat pour l'amélioration de l'équipement agricole montagnard et le développement des produits laitiers?".
"Le Comité du Centre se permet de vous rappeler que, grâce à son intervention et à son travail, des expériences ont pu être faites sur six alpages valdôtains, expériences couronnées de succès ainsi que le prouvent les rapports établis et les comptes rendus?".
"Le Comité du Centre s'étonne que l' Assessorat à l'Agriculture n'ait jugé bon jusqu'ici".
"Le Comité du Centre pense que la somme de 2 millions 675.000 lires qui lui devrait être versée par vous justifierait au grès du gouvernement central que votre Assessorat a au moins réalisé une action en faveur des Valdôtains qui travaillent depuis de longues années à l'étranger pour le bien de nos agriculteurs souvent dans des situations difficiles.
Le Comité vous serait gré de penser au règlement des Pais susmentionnés qui lui ont été occasionnés par l'action qu'il a entreprise pour l'amélioration de la fabrication du fontine, le travail qu'il a fourni et les tractations qu'il a conduites pendant plus d'une année et dont on connaît les résultats".
L'Assessore Fosson precisa che l'azione svolta dall'autore della lettera sopra riportata in favore del miglioramento della qualità della fontina è stata quasi nulla, poiché l'unica cosa da lui fatta è stata quella di presentare al Presidente della Giunta regionale e all'Assessore all'Agricoltura i due tecnici svizzeri; dopo di che nessun contatto egli ebbe più con l'Amministrazione regionale sulla questione degli esperimenti per il miglioramento della produzione di fontina.
Ritornando infine alla mozione, l'Assessore Fosson ribadisce di non poterne accettare la premessa, perché in essa si afferma che l'esito degli esperimenti è stato negativo, mentre, invece, noi sosteniamo, egli dice, che l'esito è stato positivo, confortati in questo dalle testimonianze dei conduttori degli alpeggi ove sono stati eseguiti gli esperimenti e dai tecnici dell'Assessorato nonché dal riconoscimento del Prof. Arnaudi, titolare della Cattedra Chimica dell'Università di Milano.
Per quanto riguarda la sostanza della mozione, dichiara di essere favorevole alla istituzione di corsi per casari, ma di non poter dir nulla, oggi, circa l'inizio e la durata di tali corsi, che dovrebbero essere tenuti, secondo i proponenti, presso i locali della Centrale del latte di Aosta, - perché la Centrale non è ancora entrata in funzione.
Concorda che è necessario che i casari seguano corsi di perfezionamento e ritiene che sarebbe, anzi, opportuno inviare qualcuno dei casari più diligenti a frequentare la Scuola di Lodi od anche a perfezionarsi in Savoia, ove vi è un'ottima Scuola, oppure in Svizzera.
Dichiara di essere pure pienamente d'accordo sulla proposta di far fronte con fondi regionali alle spese che incontrano gli allievi per frequentare il corso e rileva che già in passato l'Amministrazione regionale si era assunto a suo carico le spese per l'invio di giovani casari a frequentare la Scuola per casari di Lodi.
Il Consigliere BORDON dichiara di aver preso atto dei chiarimenti dati dall'Assessore Fosson sulle dichiarazioni fatte nella seduta del 7 ottobre 1960 relativamente a voci riferitegli dai tecnici svizzeri.
Il Vice Presidente, VUILLERMOZ, rileva che la discussione sulla mozione presentata dai Consiglieri Lucat e Machet è stata lunga ed esauriente; propone, quindi, nell'intento di addivenire ad una conclusione, che il Consiglio rinvii all'esame della apposita Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura e Foreste i provvedimenti proposti nella mozione.
Il Presidente, FILLIETROZ, pone ai voti, per alzata di mano, la proposta di rinviare all'esame dell'apposita Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura e Foreste i provvedimenti di cui alla mozione in esame.
Procedutosi alla votazione.
IL CONSIGLIO
ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti e votanti: ventinove), espressi per alzata di mano;
DELIBERA
di rinviare all'esame della Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura e Foreste le proposte di provvedimenti di cui alla mozione in discussione.
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Si dà atto che l'adunanza ha termine alle ore diciannove e minuti cinque.
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Letto, approvato e sottoscritto.
IL PRESIDENTE
(G. Fillietroz)
IL CONSIGLIERE SEGRETARIO
(A. Chabod)
IL SEGRETARIO ROGANTE
(A. Brero)
