Oggetto del Consiglio n. 1 del 7 aprile 1961 - Verbale
OGGETTO N. 1/61 - (Varia) - CELEBRAZIONE DEL CENTENARIO DELL'UNITÀ D'ITALIA. - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA, MARCOZ.
Il Presidente della Giunta, MARCOZ, dichiara quanto segue:
"È questa la prima adunanza del Consiglio regionale durante l'anno 1961.
Colgo questa occasione per rievocare un grande evento storico - la data del plebiscito del 17 marzo 1861 - e per ricordare che il 1961 è l'anno in cui ricorre il primo centenario dell'Unità d'Italia.
Ricordo a Voi, Signori Consiglieri che un ciclo di celebrazioni dell'Unità d'Italia, promosso da apposito Comitato, si svolgerà a Torino, dal maggio all'ottobre.
Il 6 maggio avrà luogo la solenne cerimonia inaugurale delle manifestazioni celebrative, con intervento del Signor Presidente della Repubblica, e faranno seguito le visite inaugurali alle tre seguenti Mostre:
Mostra Storica, Mostra delle Regioni ed Esposizione Internazionale del Lavoro.
La nostra Regione autonoma ha partecipato alla Mostra delle Regioni provvedendo ad allestire un suo padiglione.
Per la celebrazione della data del centenario del plebiscito è stata disposta la partecipazione di tre Comuni valdostani alle cerimonie che si sono svolte il giorno 27 marzo nella Capitale; il Comune di Aosta - Capoluogo della nostra Regione - il Comune di Courmayeur e il Comune di Gressoney sono stati presenti nelle persone dei rispettivi Signori Sindaci e con i labari comunali.
Nelle Scuole nostre i Professori ed i Maestri hanno ricordato e rievocato la data gloriosa.
Una folta rappresentanza delle nostre Scuole si è recata a Torino a fare visita ai luoghi sacri al culto del Risorgimento.
I Sindaci di tutti i Comuni sono stati da me invitati a festeggiare la gloriosa ricorrenza provvedendo all'imbandieramento degli uffici pubblici e privati e l'adesione a questo invito è stata spontanea, calorosa ed unanime.
Per quanto mi è dato di sapere, il programma delle celebrazioni, che è stato formulato in sede superiore, prevede, in linea di massima, una visita di pellegrinaggio dei Parlamentari d'Italia alla tomba di Cavour, a Santena, per il 6 giugno, data della morte del grande statista.
Oggi reputo doveroso, in questa sede, invitare tutti i presenti ad elevare un pensiero memore e riverente a coloro che furono gli artefici primi del grande moto risorgimentale che ha fatto l'Italia una, libera e indipendente. La Valle di Aosta ha dato a questa causa nobilissima il suo contributo di sacrifici, di sangue, di gloria.
Le figure dei nostri grandi - monarchi, statisti, pensatori, poeti, guerrieri ed eroi - debbono in questo anno centenario più che mai essere presenti alla nostra mente, al nostro spirito, al nostro cuore di italiani: le figure di Vittorio Emanuele II, il Padre della Patria, di Cavour, di Garibaldi, di Mazzini, giganteggiano più che mai e sovrastano la schiera eletta degli altri pionieri ed artefici - pur degnissimi e valorosi - del nostro Risorgimento: queste figure sono paragonabili alle stelle di prima grandezza che brillano di viva luce nel cielo della Patria ed assurgono al valore di un simbolo nella nostra storia e nella epopea gloriosa del nostro popolo.
Ma penso sia nostro dovere altresì - per degnamente celebrare il Centenario dell'Unità - non dimenticare le sofferenze, le lotte, i sacrifici, gli esili, le incarcerazioni che hanno costellato il cammino di tutto un popolo per renderlo degno di compiere felicemente quello che per tanti decenni era stato il suo sogno e la sua aspirazione verso un più alto destino, decretato dalla storia.
Rievocando oggi, esultanti e commossi, questa stupenda epopea, formuliamo tutti insieme, sulla soglia del secondo centenario della nostra unità e della nostra indipendenza, l'augurio e l'auspicio che la Nazione Italiana possa felicemente - sulle orme dei nostri Grandi che seppero consacrare tutta la vita alle fortune della Patria - proseguire nel glorioso cammino intrapreso, potenziando - nel progresso, nella democrazia e nella libertà - le sue istituzioni, attuando completamente la sua Carta costituzionale che segna una nuova grande conquista dei tempi moderni, e meritando così ancora una volta, l'appellativo di madre del diritto e maestra del vivere civile tra le genti".
Il Consiglio prende atto plaudendo, unanime, alle dichiarazioni del Presidente della Giunta, Marcoz.
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