Oggetto del Consiglio n. 179 del 3 dicembre 1960 - Verbale
OGGETTO N. 179/60 - CONCESSIONE DI PREMI AI PRODUTTORI DI FONTINA PER L'ANNO 1960. - DELEGA ALLA GIUNTA. (Mozione)
Il Presidente, FILLIETROZ, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione dei Consiglieri regionali Signori Machet Mario e Lucat Giuseppe, concernente l'oggetto: "Proposta di concessione di premi per la produzione di fontina nell'anno 1960", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 2-3 dicembre 1960:
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Chambave, 20 ottobre 1960
Al Signor PRESIDENTE
del Consiglio regionale
AOSTA
La preghiamo di voler inserire all'ordine del giorno della prossima adunanza del Consiglio regionale la seguente mozione:
"I Consiglieri sottoscritti
propongono
che il Consiglio deliberi di corrispondere ai produttori di fontina, relativamente alla produzione del corrente anno 1960, un premio di Lire 50 al Kg., provvedendo al versamento dell'importo dovuto non oltre il 31 marzo 1961".
Distinti saluti.
F.ti: Machet Mario - Giuseppe Lucat
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Il Consigliere LUCAT illustra brevemente la relazione sopra riportata e sottolinea le difficoltà finanziarie in cui versano i conduttori di alpeggi, rilevando che la loro situazione economica, anziché migliorare, va sempre più peggiorando per li fatto che le spese per la conduzione degli alpeggi diventano sempre più forti in relazione anche al maggior costo del personale, mentre, per contro, il prezzo della fontina permane troppo basso.
Fa presente che l'Amministrazione regionale deve fare ogni sforzo possibile per aiutare i conduttori di alpeggi a superare i momenti difficili che attraversano e rileva che con questo intendimento è stata appunto presentata la mozione in esame, con cui si propone che il Consiglio "deliberi di corrispondere ai produttori di fontina, relativamente alla produzione del corrente anno 1960, un premio di Lire 50 al Kg., provvedendo al versamento dell'importo dovuto non oltre il 31 marzo 1961".
Il Consigliere MACHET dichiara di concordare su quanto detto dal Consigliere Lucat per varie ragioni che illustra.
Rammenta di essersi astenuto dalla votazione, nella seduta del 9 giugno 1960 (oggetto n. 65), allorquando il Consiglio deliberò la concessione a favore dei produttori di fontina di un premio di Lire 350 per ogni forma di fontina prodotta nell'anno 1959 e regolarmente marchiata, perché già allora era dell'avviso che si dovesse concedere ai produttori di fontina un premio per ogni chilogrammo, anziché per ogni forma, di fontina marchiata.
L'Assessore FOSSON dichiara che intende proporre due emendamenti alla mozione presentata dai Consiglieri Lucat e Machet: uno concernente la concessione di un premio, anziché per ogni chilogrammo, per ogni forma di fontina prodotta nell'anno 1960 regolarmente marchiata e l'altro concernente, invece, la somma da concedere a titolo di premio per ogni forma di fontina.
Comunica che i suddetti due emendamenti sono dettati da ragioni di ordine pratico e non da altri motivi.
Concorda che sarebbe più giusto corrispondere un premio in base al peso di ogni forma di fontina, perché i[ peso di queste varia a seconda della grandezza delle forme stesse.
Osserva, però, che la concessione di un premio per ogni Kg. di fontina prodotta e marchiata comporterebbe notevoli difficoltà pratiche in sede di attuazione del provvedimento, perché, mentre è facile l'accertamento del numero delle forme di fontina marchiata, l'operazione sarebbe più complicata per quanto riguarda l'accertamento del quantitativo in chilogrammi di fontina marchiata, perché occorrerebbe far pesare tutte le forme di fontina dopo la loro marchiatura, il che richiederebbe non poco tempo.
In merito alla proposta di corrispondere un premio di Lire 50 per ogni Kg. di fontina marchiata, cifra che corrisponde, all'incirca, a Lire 500 per ogni forma di fontina, - calcolando in Kg. 10 il peso medio di ogni forma, - comunica che la spesa sostenuta per la concessione di premi ai produttori di fontina, sulla base di Lire 350 per ogni forma, per la produzione dell'anno 1959 e regolarmente marchiata, ha assorbito 19 dei 20 milioni stanziati appositamente in bilancio per tale spesa.
Precisa che nei 19 milioni è, altresì, compresa la somma spettante alla Cooperativa Produttori Latte e fontina per le forme di fontina fatte marchiare dalla Cooperativa stessa, somma che non ha potuto essere liquidata a tutt'oggi per motivate ragioni.
Fa presente che vari conduttori di alpeggi non hanno provveduto a far marchiare la loro produzione perché sono venuti a conoscenza in ritardo delle particolari provvidenze disposte dall'Amministrazione regionale a favore dei produttori di fontina.
Osserva che è da presumere, quindi, che le forme di fontina prodotte e marchiate nel 1960 supereranno di alcune migliaia quelle prodotte nel 1959 e regolarmente marchiate.
Rileva che la spesa per la concessione dei premi di cui si tratta sarà evidentemente maggiore per il 1960, anche se il premio venisse concesso sulla base di. Lire 350 per ogni forma di fontina.
Fa presente che la spesa sarebbe ancora superiore se il Consiglio accogliesse integralmente le proposte fatte dai presentatori della mozione.
Ritiene che sia giusto e doveroso, per le ragioni a tutti note, di fare un ulteriore sforzo a favore dei produttori di fontina maggiorando lievemente l'importo del premio da concedersi per il 1960, ma contenendo però la spesa entro i limiti e le possibilità di bilancio.
Propone, pertanto, che l'importo del premio per ogni forma di fontina prodotta nel 1960 e marchiata sia stabilito in Lire 400.
Il Consigliere DUJANY dichiara che le proposte fatte dai presentatori della mozione sono giuste ed eque, pur concordando con l'Assessore Fosson che la concessione di un premio in rapporto al peso di ogni forma marchiata incontrerà difficoltà all'atto pratico.
Ritiene, però, che dette difficoltà possano essere superate previ accordi con il Consorzio Produttori Fontina, cioè con l'Ente che procede alla marchiatura della fontina.
Per quanto riguarda la maggiore spesa derivante dall'aumento della misura del premio, rileva che tale maggiore spesa potrebbe essere finanziata stornando l'importo occorrente dalla somma di Lire 25 milioni stanziata per provvidenze a favore dei proprietari e detentori di bestiame soggetto all'imposta comunale sul bestiame in quanto lo Stato ha abolito l'imposta comunale sul bestiame per cui tale somma è ora completamente disponibile.
Riferendosi all'accenno fatto dall'Assessore Fosson alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina, prega l'Assessore di voler precisare le ragioni per cui l'Amministrazione regionale non ha ancora liquidato e corrisposto alla predetta Cooperativa l'importo delle somme dovute a titolo di premio per le forme di fontina prodotta nel 1959 e regolarmente marchiata.
I Consiglieri LUCAT e MACHET dichiarano di condividere quanto detto dal Consigliere Dujanv ed insistono affinché il Consiglio approvi le proposte formulate nella mozione in discussione.
Il Consigliere PAGE afferma che l'Amministrazione regionale deve compiere un ulteriore sforzo a favore della categoria dei produttori di fontina, rilevando che la maggiore spesa non deve preoccupare minimamente, perché al finanziamento della stessa si potrebbe provvedere eventualmente con i maggiori introiti derivanti alla Regione dalla Casa da gioco.
Il Consigliere BARONE fa presente che l'Amministrazione regionale, che tanto ha fatto per ottenere dallo Stato la concessione del marchio a tutela della fontina come prodotto tipico e di origine della Valle d'Aosta, deve ora attuare ogni iniziativa intesa a migliorare la qualità del prodotto.
Ritiene, pertanto, che il Consiglio debba accedere, in parte almeno, alle proposte dei Consiglieri Lucat e Machet aumentando l'importo del premio che potrebbe essere concesso, per il 1960, nella misura di Lire 400 per forma di fontina, come proposto dall'Assessore Fosson.
L'Assessore CHANTEL, pur concordando sulla necessità che la Amministrazione venga ulteriormente in aiuto dei produttori di fontina aumentando l'importo del premio per la fontina prodotta nel 1960 e regolarmente marchiata, fa presente che il problema di più importante e di più urgente soluzione e che deve interessare gli allevatori della Valle d'Aosta è quello della integrità e della salubrità del bestiame di razza valdostana che, egli afferma, è un bestiame pregiato di interesse nazionale ed internazionale.
Precisa che, se si vuol salvare il patrimonio zootecnico valdostano, occorre combattere le malattie infettive e, prima fra tutte, la maltese, perché immensi sono i danni arrecati al patrimonio zootecnico da tale malattia.
Rivolge, quindi, invito all'Assessore all'Agricoltura ed ai Consiglieri tutti a non dimenticare che, se il problema del risanamento della razza bovina valdostana non viene affrontato e risolto sollecitamente mediante stanziamento dei necessari rilevanti fondi, si assisterà gradualmente alla distruzione del patrimonio zootecnico valdostano.
Il Consigliere GUGLIELMINETTI, premesso che scopo della concessione del premio ai produttori di fontina è quello di invogliarli a migliorare la qualità del prodotto, fa presente che il premio in questione dovrebbe essere corrisposto soltanto ai conduttori di alpeggi, cioè a coloro che personalmente hanno lavorato il prodotto e non già ad altre persone che non conducono l'alpeggio, come ad esempio a quei proprietari degli alpeggi che, a pagamento dell'affitto, si fanno consegnare un determinato numero di forme di fontina.
Chiede se sia possibile accertare, al momento della operazione della marchiatura, da quali alpeggi provengono le forme di fontina sottoposte a marchiatura, di modo che il premio possa essere corrisposto a chi effettivamente ne ha diritto, cioè ai conduttori degli alpeggi e non ad altre persone estranee alla conduzione, anche se proprietarie degli alpeggi.
Il Consigliere LUCAT dichiara di concordare con l'Assessore Chantel sull'urgenza della soluzione del problema del risanamento del bestiame bovino di razza valdostana, ma ritiene che il problema non potrà essere affrontato prima dell'inizio del prossimo esercizio finanziario, per cui, a suo avviso, la spesa relativa all'aumento del premio nella misura proposta nella mozione non pregiudicherebbe minimamente la questione del risanamento del bestiame.
Il Consigliere MACHET osserva che produttori di fontina sono anche gli allevatori di bestiame per cui, venendo in aiuto ai produttori di fontina si aiutano, nel tempo stesso, gli allevatori di bestiame.
Il Consigliere BORDON prega l'Assessore Fosson di voler indicare i motivi per cui l'Amministrazione regionale non ha ancora liquidato e corrisposto alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina l'importo dei premi dovuti per le forme di fontina prodotta nel 1959 e regolarmente marchiate.
Il Consigliere TREVES osserva che il problema dell'allevamento del bestiame e quello del risanamento del bestiame sono indubbiamente connessi fra di loro per varie ragioni che illustra.
Comunica di concordare sulle proposte formulate dai Consiglieri Lucat e Machet, ma sottolinea, nel contempo, l'urgente necessità che sia affrontato il problema del risanamento della razza bovina valdostana.
L'Assessore FOSSON dichiara quanto segue:
"Risponderò dopo alle domande esplicite fattemi dai Consiglieri Dujany e Bordon per quanto riguarda la questione che interessa la Cooperativa Produttori Latte e Fontina.
Desidero, anzitutto, rallegrarmi con i Consiglieri Lucat e Machet per la mozione da essi presentata, mozione con cui si propone l'aumento del premio da concedersi ai produttori di fontina per la produzione del 1960.
Come ho già detto, sono favorevole a tale mozione, a condizione però che siano accettati gli emendamenti da me proposti e che concernono la concessione di un premio per ogni forma, anziché per ogni Kg. di fontina marchiata e l'ammontare del premio stesso.
Vi ho spiegato le difficoltà che incontreremmo nell'accertamento del peso delle singole forme di fontina e Vi ho dimostrato che la concessione di un premio nella misura di Lire 500 per ogni forma, che equivale all'incirca ad un premio di Lire 50 per chilogrammo, comporterebbe un aumento di spesa di Lire 9.500.000 circa in confronto alla spesa di Lire 19.000.000 sostenuta per il 1959.
Qualcuno ha osservato che alla maggiore spesa potrebbe essere fatto fronte stornando la somma occorrente dai 25 milioni stanziati per l'attuazione della legge regionale 16-7-1960 n. 6, recante provvidenze a favore dei proprietari e detentori di bestiame soggetto all'imposta comunale sul bestiame, considerato che lo Stato ha ora abolito tale imposta.
Faccio presente, anzitutto, che la legge dello Stato che abolisce l'imposta sul bestiame è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale soltanto l'altro giorno.
Rilevo poi che nello scorso esercizio finanziario si sono spesi 268 milioni per sussidi e contributi per costruzioni e ricostruzioni di fabbricati rurali.
Ciò nonostante, quest'anno, lo stanziamento di spesa relativo a tale voce è stato contenuto nella cifra di Lire 200 milioni, a causa delle limitate disponibilità di fondi.
Ne consegue che i 25 milioni menzionati dovrebbero essere stornati, se disponibili, a favore della voce "fabbricati rurali", come pure ogni eventuale disponibilità degli stanziamenti di spesa della parte di bilancio che interessa l'Agricoltura e Foreste, perché i 200 milioni stanziati sono del tutto insufficienti e le domande di contributi per la costruzione e il riattamento dei fabbricati rurali sono in continuo aumento.
Non è quindi per cattiva volontà, ma proprio per ragioni di bilancio, che io ho proposto e propongo che il premio da concedersi ai produttori di fontina per la produzione del 1960, regolarmente marchiata, sia stabilito in Lire 400 per ogni forma, anziché in Lire 500.
Dobbiamo tener conto di quanto detto dall'Assessore Chantel, il quale ha richiamato l'attenzione dei Consiglieri e dell'Assessore all'Agricoltura sulla urgenza del problema del risanamento del bestiame.
Io penso che, per quanto mi concerne personalmente, l'Assessore Chantel abbia inteso farmi un richiamo amichevole, ben sapendo che il problema del risanamento è stato già discusso dalla Commissione Consiliare permanente Agricoltura e Foreste, che ha dato incarico ad una Commissione di tecnici di studiare la questione e di formulare proposte concrete da sottoporre all'esame della predetta Commissione consiliare.
La Commissione dei tecnici è già molto avanti nel suo lavoro, e appena lo avrà portato a termine la Commissione Consiliare permanente dell'Agricoltura e Foreste tornerà a riunirsi per esaminare e discutere le conclusioni e le proposte della predetta Commissione di tecnici.
Se vorremo affrontare già nel corrente esercizio finanziario il problema del risanamento del bestiame, dovremo necessariamente istituire una apposita nuova voce nella parte "SPESA" del bilancio e stanziare una determinata somma, previo storno dell'importo relativo da altri capitoli di spesa del bilancio.
La soluzione del problema del risanamento del bestiame richiederà fondi notevoli, perché occorrerà indennizzare particolarmente i proprietari di bestiame per i capi che verranno abbattuti ed impegnerà i bilanci dell'Amministrazione regionale per parecchi esercizi finanziari.
Permettetemi di fare una breve parentesi: tre sono le malattie principali da cui è colpito il nostro bestiame e che occorre combattere e debellare.
In primo luogo la mastite che, pur essendo assai diffusa, può essere curata, per cui pochi saranno i casi di abbattimento di capi bovini affetti da mastite.
Segue la tubercolosi, in percentuale relativamente bassa se facciamo confronti con zone di altre Regioni, ma che difficilmente può essere curata, per cui non vi è altra soluzione che l'abbattimento del capo infetto.
Secondo le nostre previsioni, il piano di risanamento del bestiame affetto da tubercolosi dovrebbe essere attuato entro un periodo di tre anni e pertanto, calcolando che per ogni bovina da abbattere debba essere corrisposta al proprietario una somma media di Lire 20.000 a titolo di indennizzo, la spesa necessaria per risolvere tale problema sarà assai elevata.
Abbiamo, infine, la brucellosi che costituisce il problema più grave, perché è la malattia che è diffusa in percentuale altissima.
Si prevede che il piano per combattere e debellare tale malattia potrà essere attuato soltanto in un lasso di tempo assai lungo, e cioè in circa 10 anni, con spese assai rilevanti.
Cercheremo di accelerare i tempi per quanto possibile, ma per far ciò bisognerà stanziare ogni anno in bilancio una somma più consistente.
Molto opportuno, quindi, è stato il richiamo dell'Assessore Chantel che ha inteso dirci: aumentiamo pure la misura del premio, ma pensiamo anche che occorre costituire un fondo per far fronte alle spese di risanamento del bestiame.
Prego vivamente i presentatori della mozione ed i Consiglieri tutti di valutare nella loro giusta misura le considerazioni che ho esposto, tenendo presente che noi veniamo incontro ai produttori di fontina, oltreché con la concessione del premio in questione, anche con una azione di assistenza tecnica intesa a migliorare la loro attrezzatura.
L'azione del risanamento del bestiame è una azione parallela e complementare che svolgiamo.
Per risolvere questo problema ci troveremo certamente in difficoltà maggiori di quelle incontrate in altre zone in cui si è provveduto al risanamento di altre razze bovine, ad esempio della razza bruna-alpina, per la quale si è avuto il vantaggio di potersi approvvigionare di bestiame sano in Svizzera.
Noi questo non lo possiamo fare, perché il nostro bestiame non è d'importazione, ma è una razza bovina di origine valdostana, per cui non abbiamo possibilità di approvvigionarci di bestiame di razza valdostana in altre zone.
Una delle difficoltà che incontreremo sarà quella della monticazione, perché il problema del risanamento comporta la separazione del bestiame sano da quello ammalato e, quindi, dovremo separare gli alpeggi dei capi bovini sani da quelli dei capi bovini ammalati.
Ritornando alla mozione in discussione, desidero precisare che sono lieto di constatare che è stato favorevolmente accolto il principio del "premio alla produzione", cioè del premio per invogliare i conduttori di alpeggi a migliorare qualitativamente la produzione.
Questo dimostra che l'indirizzo da noi assunto è quello buono.
Il Consigliere Guglielminetti ha chiesto se sia possibile accertare, all'atto della marchiatura, se le forme di fontina siano sottoposte alla marchiatura dai conduttori di alpeggi o dai proprietari di alpeggi, rilevando che il premio dovrebbe essere corrisposto ai primi e non già ai secondi, in quanto la finalità del premio è quella di invogliare i produttori di fontina a migliorare la qualità del prodotto.
Osservo, al riguardo, che il personale dell'Assessorato all'Agricoltura e Foreste è già troppo oberato di lavoro e non ha, quindi, la possibilità di effettuare controlli intesi ad accertare quanto richiesto dal Consigliere Guglielminetti, tanto più che detti controlli sarebbero tutt'altro che semplici.
Per quanto riguarda il premio spettante ai produttori per la fontina prodotta nell'anno 1959 e regolarmente marchiata, ricorderete certamente che nella seduta del 9 giugno 1960 ebbi a dare assicurazione che il premio sarebbe stato liquidato e corrisposto immediatamente a quei produttori che avessero potuto documentare il numero di fontine prodotte e marchiate nell'anno 1959; così è stato fatto, salvo per quanto concerne la Cooperativa, alla quale non abbiamo ancora liquidato nulla e ve ne spiego le ragioni.
In primo tempo abbiamo chiesto al Consorzio Produttori Fontina di trasmetterci i verbali di marchiatura delle forme di fontina prodotte nel 1959, conferite dai produttori alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina e da questa fatte marchiare.
Siamo così venuti a conoscenza del numero di fontine marchiate per conto della Cooperativa, ma abbiamo ritenuto che fosse, altresì, opportuno sapere come erano state classificate dalla Cooperativa tali forme di fontina e, sulla base degli elementi comunicatici, abbiamo constatato che le forme di fontina marchiate superavano di circa tre mila il numero delle forme di fontina classificate di prima e di seconda categoria dalla Cooperativa.
Questo ci ha fatto pensare che forse erano state marchiate anche forme di fontina classificate di terza categoria.
Abbiamo chiesto spiegazioni in merito alla Cooperativa adducendo, a giustificazione, che non avremmo voluto che venisse frustrato il principio, stabilito dal Consiglio, di premiare coloro che avessero prodotto fontine di qualità e marchiate allo scopo di invogliare i produttori a migliorare sempre più la loro produzione.
La Cooperativa, da noi invitata a trasmetterci la distinta nominativa dei conferenti delle fontine marchiate, ci ha risposto che non si trovava nella possibilità di trasmetterci gli elenchi richiesti, perché i numeri che contraddistinguevano le forme di fontina, e che servivano ad individuare i produttori, non erano più per la gran parte leggibili.
Così stando le cose, abbiamo fatto presente alla Cooperativa che, in base agli elementi trasmessici si poteva desumere che le forme di fontina marchiate fossero tutte di prima e seconda categoria e, cioè, che non fossero state marchiate forme di fontina classificate di terza categoria.
Conseguentemente, se la Cooperativa avesse concordato su questo criterio, avremmo provveduto a corrispondere il premio per le forme di fontina classificate di prima e di seconda categoria.
La Cooperativa ci ha risposto in questi termini:
"...non è possibile, altresì, stabilire quante forme di prima o di seconda siano state marchiate, poiché anche forme classificate di prima, dopo una lunga stagionatura, per cause diverse, possono venire declassate e passare di scarto, come quelle di seconda A e di seconda B.
Ne consegue che le deduzioni che avete fatto al punto quarto ed al punto terzo non sono esatte".
Noi avevamo scritto alla Cooperativa: "Vi chiediamo di volerci indicare gli aventi diritto, tra i conferenti, la cui merce figura classificata in seconda B ".
In data 26 ottobre 1960, abbiamo scritto nuovamente alla Cooperativa dicendo: "Prendiamo nota che non tutte le forme di fontina dei vostri soci, da voi a suo tempo classificate di prima, di seconda A e di seconda B sono state marchiate.
Di fronte alla situazione di fatto ci preoccupiamo di fare in modo che siano rispettati, almeno nella sostanza, i criteri che hanno informato il noto provvedimento del Consiglio regionale.
Per avere un quadro più completo della situazione, saremmo grati se vorrete fare conoscere il più esattamente possibile la entità dei declassamenti subiti dalle singole categorie di merce al momento della marchiatura.
In attesa...".
La Cooperativa ci ha risposto in data 17 novembre 1960:
"In riscontro alla vostra del 26 ottobre 1960 chiediamo, innanzitutto, scusa per il ritardo con cui rispondiamo alle vostre richieste.
Tale ritardo è giustificato dal fatto, già accennatovi a voce, che per avere una situazione più esatta possibile dei declassamenti avvenuti nel 1959 abbiamo dovuto desumerla da ogni singola bolletta di vendita, operazione che ci ha impegnati per molti giorni.
Da tale controllo è risultato che le fontine di alpeggio, classificate di prima scelta, furono 14.919 e che, di queste, numero 5.536 furono vendute di prima scelta".
Questo è un dato sbalorditivo. È vero che in precedenti sedute di Consiglio io avevo detto che una delle ragioni del deficit della Cooperativa era da ricercarsi in questo declassamento di forme di fontina, ma mai più pensavo che i declassamenti potessero portare a delle cifre simili.
Le fontine classificate di seconda scelta furono 33.200 e furono vendute come tali 22.537; ne furono marchiate 22.494.
Qui notiamo che il numero delle forme di fontina marchiate corrisponde a quelle vendute di seconda scelta ed abbiamo quindi un dato certo.
Le fontine di latteria classificate di prima scelta furono 16.000 e vendute come tali n. 9.450.
Quelle classificate di seconda scelta furono n. 9.887, vendute di seconda scelta n. 14.909; con l'aggiunta di quelle declassate della prima scelta ne furono marchiate n. 21.086.
Questi dati si riferiscono alle operazioni dal 1° gennaio 1959 al 31 dicembre 1959.
La lettera continua fornendo altri particolari e termina così: "...speriamo di avere, con quanto sopra,
risposto il più esaurientemente possibile alle vostre richieste e che venga presto liquidato il contributo".
Come avete sentito, abbiamo un quadro da cui risulta che le forme marchiate di seconda categoria corrispondono a quelle vendute.
Nel numero di 21.086 forme marchiate sono comprese le 9.887 forme vendute di seconda scelta ed una parte di quelle classificate di prima categoria e successivamente declassificate.
Ci troviamo, quindi, nell'impossibilità di individuare i proprietari delle varie partite di fontina prodotta nel 1959 e conferita alla Cooperativa e marchiate.
Noi vorremmo definire la questione e procedere sollecitamente al pagamento alla Cooperativa di quanto dovuto a titolo di premi per le forme di fontina marchiate.
Rimane il fatto che le forme di fontina classificate di prima qualità vengono pagate come prima qualità anche se, successivamente, vengono declassate e considerate come scarto.
Si potrebbe, in certo qual modo, passare sopra a questo se la percentuale di forme di fontina declassate fosse minima, ma la percentuale invece è molto alta e, quindi, è inconcepibile che si continui con un simile sistema.
Abbiamo invitato il Presidente della Cooperativa ad esaminare la possibilità di ovviare ad un così grave inconveniente.
Concludendo, la lettera di cui vi ho dato lettura non chiarisce ancora la situazione delle fontine marchiate ad iniziativa della Cooperativa e non so tanto come fare per giungere ad una definizione della questione".
Il Consigliere DUJANY fa presente che l'accoglimento delle proposte formulate dai presentatori della mozione comporterebbe, in sostanza, una maggiore spesa dai 5 ai 10 milioni, che assorbirebbe soltanto in parte lo stanziamento di spesa di Lire 25 milioni disposto per il finanziamento delle spese derivanti dalla applicazione della legge regionale 16-7-1960 n. 6, recante provvidenze a favore di proprietari e detentori di bestiame assoggettati alla imposta comunale sul bestiame, stanziamento che ora è totalmente disponibile avendo lo Stato abolito l'imposta sul bestiame.
Osserva che, in deprecata ipotesi, rimane sempre la probabilità di finanziare la maggiore spesa con un maggiore provento della Casa da gioco di St. Vincent.
Per quanto riguarda la questione concernente i premi alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina per le forme di fontina prodotte nell'anno 1959 e regolar mente marchiate, rileva che, - come ad ogni privato che ha provveduto di sua iniziativa a fare marchiare le forme di fontina l'Amministrazione regionale ha corrisposto il premio spettante, sulla base di Lire 350 per ogni forma di fontina marchiata, senza fare accertamenti sul prezzo di vendita e su eventuali declassamenti delle forme di fontina premiate -, altrettanto l'Amministrazione regionale dovrebbe fare, per un criterio di giustizia, anche nei confronti della Cooperativa, poiché risulta dai verbali trasmessi dalla Cooperativa il numero delle forme di fontina fatte marchiare dalla predetta Cooperativa.
L'Assessore COLOMBO, premesso che da parte di alcuni Consiglieri è stato accennato alla possibilità di ricorrere, per il finanziamento di maggiori spese, ai maggiori introiti della Casa da gioco, raccomanda al Consiglio di non nutrire troppe speranze al riguardo, perché in sede di elaborazione e di approvazione del bilancio di previsione del corrente esercizio finanziario già si è tenuto conto del presumibile incremento degli introiti della Casa da gioco, aumentando sensibilmente lo stanziamento della previsione di entrata per "Provento gestione degli stabilimenti speciali di St Vincent".
Per quanto riguarda la mozione in discussione, dichiara di essere dell'avviso che la mozione dovrebbe essere modificata come da emendamenti proposti dall'Assessore Fosson, nel senso, cioè, di corrispondere ai produttori di fontina un premio di Lire 400 per ogni forma di fontina marchiata, anziché un premio di Lire 50 per ogni Kg. di fontina marchiata.
Ricorda che il Consiglio dovrà affrontare quanto prima il problema del risanamento del bestiame per là soluzione del quale saranno necessari fondi assai rilevanti.
Il Consigliere LUCAT osserva che ciò che influisce maggiormente sulle spese di conduzione degli alpeggi è il costo sempre crescente del personale qualificato, e fa presente che, aumentando a 50 lire al chilogrammo di fontina l'importo del premio, si darebbe la possibilità ai conduttori di alpeggi di assumere personale veramente qualificato, particolarmente per quanto riguarda la lavorazione della fontina e la mungitura.
Osserva che la mungitura è strettamente connessa con il problema del risanamento del bestiame, perché la mastite, malattia che è assai diffusa nel bestiame bovino valdostano, è provocata proprio dalla cattiva mungitura.
Rileva che l'assunzione di un mungitore provetto e capace contribuisce, quindi, ad evitare il pericolo della mastite ed a migliorare la qualità della fontina.
Il Consigliere BORDON dichiara di concordare sulle proposte fatte dai presentatori della mozione per varie ragioni, che illustra.
Fa notare che, in sostanza, la concessione del premio nella misura di Lire 50 per ogni chilogrammo di fontina marchiata comporterebbe, secondo quanto detto dall'Assessore Fosson, una maggiore spesa di circa 5-10 milioni, spesa che non è rilevante e sulla quale tutti i Consiglieri dovrebbero essere d'accordo, trattandosi di un aiuto concesso ai produttori di fontina per migliorare la qualità della produzione.
Rileva che, giustamente, il Consigliere Lucat ha fatto, presente che tale aiuto ha riflessi positivi anche per quanto riguarda la lotta contro la mastite.
In merito al premio relativo alla produzione regolarmente marchiata dello scorso anno. precisa che è assai grave il fatto che a tutt'oggi nulla sia stato ancora corrisposto alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina dei premi dovuti per le forme di fontina marchiata ad iniziativa della Cooperativa stessa, perché l'aiuto è venuto a mancare proprio nel momento in cui tale Ente si trovava in difficoltà finanziarie.
Osserva che la questione della classifica delle fontine in prima, seconda e terza categoria è una questione interna della Cooperativa, che interessa soltanto i soci della Cooperativa stessa e non già l'Amministrazione regionale, che avrebbe dovuto provvedere a corrispondere immediatamente alla Cooperativa l'ammontare dei premi dovuti in base al numero delle forme di fontina marchiate, desumendo i dati dai verbali di marchiatura, in analogia a quanto fatto per i singoli conduttori di alpeggi.
Raccomanda vivamente all'Assessore Fosson di voler definire al più presto tale questione, affinché la Cooperativa possa riscuotere sollecitamente i premi di cui si tratta.
Il Consigliere SOUDAZ osserva che il problema della fontina e il problema del risanamento del bestiame sono due problemi distinti, perché il risanamento del bestiame interessa tutti gli allevatori della Valle d'Aosta, mentre invece il problema della fontina interessa soltanto un numero limitato di conduttori di alpeggi.
Ritiene che, come si viene in aiuto ai produttori di fontina, si debba altresì venire in aiuto ai produttori di altri formaggi.
Il Presidente della Giunta, MARCOZ, riferendosi al rilievo, fatto dal Consigliere Guglielminetti, secondo cui il premio in questione dovrebbe essere corrisposto soltanto ai conduttori di alpeggi, cioè a coloro che di fatto lavorano la fontina e non anche ai proprietari degli alpeggi per le forme di fontina avute in pagamento dell'affitto, rileva che i prezzi in genere dipendono da una legge economica, per cui nulla cambierebbe anche se il Consiglio accedesse alla proposta del Consigliere Guglielminetti.
Precisa infatti che, qualora si stabilisse che il premio spetta soltanto ai conduttori di alpeggi, i proprie tari degli alpeggi stessi penserebbero logicamente di aumentare i canoni di affitto.
L'Assessore FOSSON comunica che, qualora il Consiglio approvi la mozione modificata come da emendamenti da lui proposti (concessione di un premio di Lire 400 per ogni forma di fontina prodotta nell'anno 1960, regolarmente marchiata), il Consiglio dovrebbe altresì delegare alla Giunta l'adozione di ogni successivo provvedimento deliberativo di esecuzione, sia per quanto si riferisce agli accertamenti per la designazione dei produttori da premiare, sia per la concessione e la liquidazione del premio di cui si tratta.
Il Presidente, FILLIETROZ, invita il Consiglio a votare, per alzata di mano, per l'approvazione degli emendamenti proposti dall'Assessore Fosson e per la delega alla Giunta regionale per l'adozione di ogni successivo provvedimento deliberativo di esecuzione.
Il Consigliere MACHET fa la seguente dichiarazione di voto:
"Per coerenza alla posizione da me assunta nella seduta del 9-6-1960 (oggetto n. 63), - in cui mi sono astenuto dalla votazione sulla proposta di concessione di un premio di Lire 350 per ogni forma di fontina prodotta nell'anno 1959 e regolarmente marchiata, perché avevo chiesto che il premio fosse concesso nella misura di Lire 50 per ogni chilogrammo -, dichiaro di astenermi anche oggi dalla votazione per la stessa ragione e perché, comunque, il premio viene concesso nella misura di Lire 400, anziché nella misura di Lire 500 per ogni forma di fontina".
Il Consigliere DUJANY, a nome dei Consiglieri della minoranza, fa la seguente dichiarazione di voto:
"Noi ci asteniamo dalla votazione, in quanto siamo favorevoli alle proposte fatte dai due presentatori della mozione".
Il Consigliere LUCAT dichiara di astenersi dalla votazione per le ragioni da lui illustrate in precedenza.
Dichiarano pure di astenersi dalla votazione i Consiglieri TREVES e GUGLIELMINETTI.
Procedutosi alla votazione per alzata di mano, il Presidente, FILLIETROZ, accerta e comunica che il Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri votanti e favorevoli: diciassette Consiglieri astenutisi dalla votazione: tredici - AILLON, BERTHOD, BORDON, DUJANY, MONTESANO, PETIGAT, VESAN, GUGLIELMINETTI, LUCAT, MACHET, NICCO Anselmo, TREVES e VUILLERMOZ) ha approvato gli emendamenti proposti dall'Assessore Fosson alla mozione in discussione nonché la delega alla Giunta regionale per l'adozione di ogni successivo provvedimento deliberativo di esecuzione.
Il Presidente, Fillietroz, pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione della seguente nuova mozione in base alle proposte formulate dall'Assessore all'Agricoltura e Foreste, Fosson.
Procedutosi alla votazione,
IL CONSIGLIO
ad unanimità di voti favorevoli, espressi per alzata di mano (Consiglieri votanti e favorevoli: diciassette; Consiglieri astenutisi dalla votazione: tredici - AILLON, BERTHOD, BORDON, DUJANY, MONTESANO, PETIGAT, VESAN, GUGLIELMINETTI, LUCAT, MACHET, NICCO Anselmo, TREVES e V UILLERMOZ);
DELIBERA
1) di approvare la proposta di concessione a favore dei produttori di formaggio fontina di un premio di Lire 400 per ogni forma di formaggio fontina prodotta nell'anno 1960, regolarmente marchiata;
2) di delegare alla Giunta regionale l'adozione di ogni successivo provvedimento deliberativo di esecuzione della presente deliberazione per la concessione e la liquidazione del premio di cui sopra ai produttori di fontina nonché per la approvazione e il finanziamento delle relative spese.
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