Oggetto del Consiglio n. 64 del 10 giugno 1960 - Verbale
OGGETTO N. 64/60 - APPROVAZIONE ED IMPEGNO DI SPESE PER LA COSTRUZIONE E LA ATTREZZATURA DI FABBRICATI DESTINATI ALLA RACCOLTA, CONSERVAZIONE. MANIPOLAZIONE E TRASFORMAZIONE DI PRODOTTI AGRICOLI.
L'Assessore all'Agricoltura e Foreste, FOSSON, riferisce al Consiglio in merito alla proposta di approvazione ed impegno di spese per l'attuazione di iniziative a favore della economia agricola in Valle di Aosta, proposta trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:
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Allo scopo di alleviare la crisi dell'economia agricola in Valle d'Aosta è necessario e urgente che la Regione promuova e attui iniziative varie che si rendono necessarie, ad esempio la realizzazione di razionali impianti a carattere cooperativo, destinati alla raccolta, conservazione, manipolazione e trasformazione dei principali prodotti agricoli della Regione.
La nota eccessiva frammentazione delle proprietà agricole in Valle indica nella cooperazione la soluzione economicamente e tecnicamente più conveniente del problema della raccolta, trasformazione, manipolazione e vendita dei prodotti agricoli. Ciò consentirà di mettere al servizio di più aziende agricole impianti tecnicamente bene attrezzati e destinati a lavorare quantità di prodotti tali da giustificarne la spesa d'impianto e di esercizio.
Per assicurare la funzionalità e la buona utilizzazione degli impianti non basta curarne la costruzione, ma occorre preparare adeguatamente gli agricoltori affinché risultino maturi per l'esercizio di una sana cooperazione agricola.
Senza la collaborazione e la buona volontà degli agricoltori interessati all'esercizio degli impianti cooperativi, è impossibile giungere a risultati veramente positivi sul piano pratico: si tratta infatti di opere che, sotto questo aspetto, si differenziano sostanzialmente dalle altre opere di pubblica utilità vere e proprie, strade, scuole, ecc.).
L'Assessorato dell'Agricoltura non dovrà quindi curare soltanto la semplice costruzione delle opere ma anche intervenire preventivamente nei seguenti modi:
a) scegliere le zone che, sotto l'aspetto economico, agrario e produttivo risulteranno le più idonee, promuovendo, migliorando lo spirito di iniziativa e cooperativistico degli agricoltori interessati;
b) assistere gli agricoltori nella costituzione delle cooperative (statuti, atto di costituzione, regolamenti, ecc.);
c) assistere le cooperative nei primi anni di attività.
Da quanto sopra esposto appare evidente la necessità che, in ogni caso, l'Amministrazione regionale deve poter con sicurezza far fronte ai propri impegni allorquando si riscontri la rispondenza degli agricoltori.
Diversamente si rischierebbe di sollecitare e orientare i produttori agricoli verso la soluzione di importanti problemi economici, senza poter poi far fronte tempestivamente alle esigenze.
Correre tale rischio significherebbe compromettere sin dall'inizio la importante iniziativa, creare inutili e dannose attese negli agricoltori e non poter intervenire al momento opportuno.
Per i motivi suesposti ed in considerazione del fatto che, attualmente, i settori nei quali si reputa più opportuno intervenire sono quelli lattiero-caseario, frutticolo e viticolo;
Si propone che il Consiglio regionale
Deliberi
di approvare e di impegnare sul capitolo di spesa 130 del bilancio per il corrente esercizio finanziario ("Spese e contributi per la costruzione, la sistemazione e l'arredamento di fabbricati destinati alla raccolta, conservazione, manipolazione e trasformazione di prodotti agricoli"), che presenta la necessaria disponibilità, le seguenti spese per complessive Lire 100.000.000 (cento milioni) quali primi fondi stanziati per le seguenti opere ed iniziative di interesse dell'economia agricola, da attuare nelle zone ritenute più idonee anche in relazione allo spirito di iniziativa e cooperativistico dimostrato dagli agricoltori:
a) Lire 50.000.000 (cinquantamilioni) quale primo stanziamento per la costruzione e l'attrezzatura di caseifici cooperativi fra produttori per la raccolta, la lavorazione, la conservazione e la vendita del latte e dei suoi derivati.
b) Lire 25.000.000 (venticinquemilioni) quale primo stanziamento per la costruzione e l'attrezzatura di magazzini cooperativi fra produttori, per la raccolta, la manipolazione, la conservazione e la vendita della frutta.
c) Lire 25.000.000 (venticinquemilioni) quale primo stanziamento per la costruzione e l'attrezzatura di una cantina cooperativa fra produttori per la raccolta, la lavorazione, la conservazione e la vendita di vino tipico locale.
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L'Assessore FOSSON illustra la relazione sopra-riportata e rileva la necessità che l'Amministrazione regionale promuova e attui iniziative varie intese a favorire la realizzazione di razionali impianti a carattere cooperativo, destinati alla raccolta, conservazione, manipolazione e trasformazione dei principali prodotti agricoli della Regione.
Comunica che la Giunta propone, quale primo provvedimento, che il Consiglio approvi:
- un primo stanziamento di Lire 50 milioni per la costruzione e la attrezzatura di caseifici cooperativi fra produttori per la raccolta, la lavorazione, la conservazione e la vendita del latte e dei suoi derivati;
- un primo stanziamento di Lire 25 milioni per la costruzione e la attrezzatura di magazzini cooperativi fra produttori, per la raccolta, la manipolazione, la conservazione e la vendita della frutta;
- un primo stanziamento di Lire 25 milioni per la costruzione e la attrezzatura di una cantina cooperativa fra produttori per la raccolta, la lavorazione, la conservazione e la vendita di vino tipico locale.
Per quanto riguarda il primo problema, cioè la costruzione e l'attrezzatura di caseifici cooperativi fra produttori, informa che sarà ripreso in esame il disegno di legge regionale recante provvedimenti intesi a favorire la produzione, la lavorazione e la conservazione dei prodotti lattiero-caseari in Valle d'Aosta, disegno di legge già approvato dal Consiglio nel 1954 e recante norme per la costruzione di moderni caseifici in diverse zone della Valle, zone che erano state determinate (in numero di nove) e delimitate da apposita Commissione consiliare incaricata dello studio di provvedimenti atti a risolvere la crisi dell'industria lattiero-casearia e dell'agricoltura in Valle d'Aosta.
Riferisce che tale legge regionale era stata impugnata dal Governo della Repubblica innanzi la Corte Costituzionale la quale respinse l'impugnativa riconoscendo la legittimità di tale legge regionale che, però, non fu promulgata in quanto avrebbe dovuto essere modificata per la parte concernente la imputazione delle spese sul bilancio, essendo nel frattempo scaduto l'esercizio finanziario regionale.
Osserva che dal 1954 ad oggi la situazione di qualche zona è venuta a cambiare e cita ad esempio quella di Antey St. André, rilevando che il caseificio che doveva sorgere in Antey St. André è stato invece costruito nel Capoluogo di Valtournanche; osserva, inoltre, che dovrà essere riesaminata la questione concernente i fondi da stanziare.
Osserva che per le sopraesposte ragioni e per altre ancora occorre rielaborare il testo della legge regionale già approvata nel 1954, legge che rimarrebbe però sempre valida nella sua impostazione generale.
Chiarisce i motivi per cui non ritiene opportuno di indicare nel provvedimento ora in discussione le località in cui verranno costruiti gli stabili da adibire a caseifici cooperativi, a magazzini cooperativi e a cantine cooperative, precisando, fra l'altro, che l'impiego dei fondi non potrà avvenire subito, ma gradualmente, perché la realizzazione delle suddette iniziative non dipende tanto dall'Amministrazione regionale quanto dalla categoria di agricoltori interessati.
Osserva, infatti, che la Regione potrebbe anche iniziare subito la costruzione degli stabili in questione, ma che, prima di attuare una tale iniziativa, bisogna avere la garanzia che i produttori intendano servirsi di tali stabili e siano disposti a costituirsi in cooperative o in consorzi per la raccolta, conservazione, manipolazione e trasformazione dei prodotti.
Dichiara che scopo del provvedimento in esame è quello di stimolare e di invogliare i produttori a raggrupparsi in cooperative, particolarmente in quelle zone ove è maggiore la produzione di latte, di frutta e di vino tipico locale.
Rileva che, per quanto riguarda la costruzione dei caseifici, il problema dovrà essere affrontato gradualmente, perché non è pensabile che si possa, dall'oggi al domani, addivenire alla lavorazione del latte in moderni caseifici, sopprimendo di colpo le vecchie latterie turnarie.
Dichiara che l'Amministrazione regionale deve necessariamente avere una visione d'insieme del problema, e ribadisce la opportunità che i caseifici siano costruiti gradualmente, previa costituzione delle cooperative di produttori, aggiungendo che soltanto così sarà possibile avere dei caseifici funzionanti.
Comunica che accentrando la lavorazione del latte in pochi e moderni caseifici si può ottenere un prodotto migliore con minori costi di lavorazione.
Per quanto riguarda la costruzione di magazzini cooperativi convenientemente attrezzati per la raccolta, la manipolazione, la conservazione e la vendita della frutta, informa che tale iniziativa sarà affrontata, per il momento, nella zona agricola che gravita intorno ad Aosta e che ha la maggiore produzione di frutta, zona in cui, a cura del suo Assessorato, sono stati tenuti ultimamente dei corsi di frutticoltura (uno a Gressan e l'altro a Sarre).
Riferisce che, durante lo svolgimento di tali corsi, è stata illustrata l'opportunità che i produttori si raggruppino e si costituiscano in cooperative e consorzi, facendo presente che l'Amministrazione regionale verrebbe in aiuto nelle spese per la costruzione di magazzini.
Precisa che a Gressan si è già riusciti a costituire un piccolo consorzio di 25-30 proprietari, consorzio la cui attività si è limitata, per il momento, all'acquisto di un trattore e di una motopompa per i trattamenti anticrittogamici alle piante da frutta.
Sottolinea che trattasi dei primi passi che porteranno gradualmente, in un tempo non lontano, gli agricoltori a costituirsi in cooperative e in consorzi per la costruzione di magazzini cooperativi e fa presente che è necessario fare opera di persuasione in tal senso presso gli agricoltori produttori di frutta, dimostrando loro i benefici derivanti dall'attuazione di tali iniziative.
Auspica che il consorzio costituitosi a Gressan trovi nuovi aderenti anche nella zona di Jovençan, significando che si potrà così, quanto prima, addivenire alla costruzione di un piccolo magazzino per le necessità dei produttori consortisti di quella zona.
Precisa che i magazzini di frutta non saranno dotati per il momento di frigoriferi, cioè di attrezzature costose, ma soltanto di una attrezzatura per la cernita e il deposito della frutta.
Osserva che sarebbe assurdo sostenere delle forti spese per costruire in ogni zona dei magazzini dotati di celle frigorifere, che sono assai costose, quando, all'occorrenza, si potrà sopperire alle necessità utilizzando i magazzini generali di Aosta.
Comunica che la Regione, come viene in aiuto al Consorzio fra i produttori di frutta di Gressan, verrà altresì in aiuto a qualsiasi altro consorzio o cooperativa che venissero costituiti nella zona di Chezallet-Sarre - St. Pierre e Villeneuve o in altre zone, perché è intendimento dell'Amministrazione regionale di mettere tali consorzi e cooperative in grado di funzionare bene.
Per quanto riguarda la costruzione e l'attrezzatura di una cantina cooperativa fra produttori, per la raccolta, la lavorazione, la conservazione e la vendita di vino tipico locale, osserva che vi è una sola località ove possa sorgere, per il momento, una cantina cooperativa, e cioè quella di Donnaz, che è al centro di una zona vinicola comprendente, oltre al territorio di Donnaz, quello di Pont St. Martin nonché una parte del territorio di Perloz e di Bard.
Ritiene che la costruzione di questa cantina cooperativa, che dovrebbe essere di modeste dimensioni, conseguirebbe senz'altro buoni risultati, sia per l'uniformità della produzione vinicola in tale zona e sia per il fatto che il vino di Donnaz è già noto come vino pregiato.
Fa presente che detta cantina cooperativa contribuirebbe a far diminuire i costi di vinificazione attualmente assai elevati a cagione dell'eccessivo frazionamento delle proprietà, frazionamento che incide sensibilmente sulle spese di attrezzatura e mano d'opera.
Comunica che altre cantine cooperative potranno sorgere in un secondo tempo in altre zone, come ad esempio in quella dell'Enfer, in Comune di Arvier, ove già esiste un consorzio regolarmente costituito, la cui attività è per ora limitata alla costruzione, sistemazione e miglioramento delle strade di accesso alla zona dei vigneti detta dell'Enfer.
Rileva però che, prima di addivenire alla costruzione di una cantina cooperativa in tale zona, occorre provvedere alla ricostituzione dei vigneti, andati per la maggior parte distrutti dalla fillossera.
Conclude osservando che, se le iniziative di cui si tratta saranno favorevolmente accolte, come si spera, dagli agricoltori produttori, occorrerà stanziare annualmente, nei bilanci degli esercizi futuri, nuove somme per l'ulteriore sviluppo e potenziamento di dette iniziative.
Il Consigliere MACHET dichiara di concordare sulle proposte di costruzione di caseifici cooperativi fra produttori per la lavorazione e la vendita del latte e dei suoi derivati nonché di magazzini cooperativi fra produttori per la raccolta, la conservazione e la vendita della frutta.
Dichiara di non essere, invece, d'accordo sulla proposta di costruzione di cantine cooperative perché ritiene che, prima di attuare una tale iniziativa, si debbano stimolare, con opportuni provvedimenti, gli agricoltori a ricostituire i vigneti distrutti e ad impiantarne dei nuovi.
Rileva che, salvo in alcune località, come ad esempio quelle di Donnaz, di Pont St. Martin e dei dintorni di Aosta, i vigneti sono quasi totalmente scomparsi o si trovano in condizioni deplorevoli; accenna, ad esempio, alla zona vinicola di Champagne, che un tempo produceva centinaia di ettolitri di vino mentre ora ha una produzione insignificante.
Osserva che gli agricoltori sono restii a ricostituire i vigneti perché i lavori di impianto e di mantenimento dei vigneti sono molto costosi e anche perché occorre attendere circa 3-4 anni prima che i vigneti diano il loro raccolto.
Chiede, quindi, all'Assessore Fosson l'assicurazione che l'Amministrazione regionale verrà incontro alle necessità dei viticoltori con aiuti concreti per la ricostituzione dei loro vigneti, rilevando che soltanto quando vi sarà una buona produzione vinicola si potrà pensare alla costruzione di cantine cooperative.
Il Consigliere DUJANY dichiara di essere, in linea di massima, d'accordo sulla proposta di costruzione di caseifici cooperativi per la lavorazione del latte e dei suoi derivati e dei magazzini cooperativi per la raccolta, la conservazione e la vendita della frutta.
Afferma che la difficoltà maggiore è di riuscire a convincere i produttori a raggrupparsi e a costituirsi in cooperative per la valorizzazione e la vendita dei loro prodotti.
Rileva che, giustamente, l'Assessore Fosson ha detto che è inutile costruire dei caseifici e dei magazzini cooperativi se tali stabili non vengono poi utilizzati, come già si è verificato a Valtournanche, ove è stato costruito un caseificio che non ha ancora iniziato a funzionare.
Chiede all'Assessore Fosson di voler informare il Consiglio sulle ragioni del mancato funzionamento di tale caseificio.
Sottolinea l'assoluta necessità, per i produttori di frutta, di poter disporre di magazzini cooperativi, necessità derivante dal fatto che i singoli produttori non hanno il senso dell'organizzazione e non sanno valorizzare la frutta di loro produzione.
Accenna alle difficoltà a cui vanno incontro i produttori valdostani per la vendita e l'esportazione della frutta all'estero e insiste sulla necessità della costruzione di magazzini cooperativi, concordando che bisogna fare opera di persuasione presso i produttori affinché si costituiscano in cooperative o in consorzi.
Circa la proposta di costruzione di cantine cooperative, dichiara di condividere il punto di vista del Consigliere Machet, in quanto ritiene che, prima di addivenire alla costruzione di cantine cooperative, si debbano adottare provvedimenti atti ad invogliare gli agricoltori a ricostituire i vigneti distrutti.
Rileva che attualmente i viticoltori non hanno difficoltà a vendere il vino di loro produzione, perché la quantità è minima, tanto è vero che la richiesta è superiore all'offerta, come può essere constatato nelle cantine e nei bar, ove sovente non è possibile avere vino locale.
Dichiara che bisogna quindi che i viticoltori si costituiscano in cooperative e che queste inizino la loro attività dalla base, provvedendo cioè all'impianto di nuovi vigneti e alla ricostituzione di quelli distrutti, in modo che si possa, in seguito, costituire cantine cooperative fra produttori.
Il Consigliere BERTHOD dichiara di essere favorevole alla costruzione di caseifici cooperativi in Valle d'Aosta, ma ritiene che il funzionamento di tali caseifici non sarà cosa facile per la difficoltà di raccogliere e convogliarvi il latte prodotto negli alpeggi nella stagione estiva, in quanto gli alpeggi sono situati in località isolate e non sempre di facile accesso.
Rileva inoltre che i caseifici possono funzionare soltanto se viene loro assicurata la fornitura di un determinato quantitativo minimo di latte indispensabile per poter provvedere alla produzione di fontina.
Dichiara di essere personalmente dell'avviso che, in primo luogo, l'Amministrazione regionale dovrebbe venire in aiuto dei produttori per il rimodernamento dell'attrezzatura per la lavorazione del latte negli alpeggi; osserva che occorrerà raccomandare che la pulizia, primo requisito per ottenere fontina di qualità, sia curata al massimo.
Il Consigliere MONTESANO chiede all'Assessore Fosson se abbia già un orientamento per quanto riguarda la ubicazione dei costruendi fabbricati da adibire a caseifici-cooperativi, a magazzini-cooperativi per la conservazione e la vendita della frutta ed a cantine-cooperative per la conservazione e la vendita di vini tipici locali.
Chiede, inoltre, se sia già stato predisposto qualche progetto di massima per la costruzione di tali fabbricati.
L'Assessore NICCO, riferendosi alla richiesta di chiarimenti circa i motivi del mancato funzionamento del caseificio di Valtournanche, precisa che l'attuale Amministrazione regionale non è responsabile del fatto che il caseificio in questione sia stato costruito al capoluogo di Valtournanche, anziché nel capoluogo di Antey St. André, o nella piana di Ma?n, come previsto nel piano di ripartizione di zone approvato dal Consiglio regionale nella seduta del 6 agosto 1954 (oggetto n. 91).
Dichiara che, se vi è una responsabilità, questa responsabilità ricade su uno dei grossi casari del Breuil il quale, dopo avere reiteratamente insistito presso l'ex Assessore all'Agricoltura, Geom. Arbaney, affinché il caseificio fosse costruito nel capoluogo di Valtournanche, ora si disinteressa totalmente del caseificio stesso.
Il Consigliere DUJANY comunica di ricordare come si sono svolte le cose e, cioè, che l'attuale Assessore Nicco aveva chiesto che il caseificio fosse costruito nella località "piana di Ma?n", in Comune di Valtournanche, e non già al capoluogo di tale Comune e che l'ex Assessore Arbaney ebbe a far presente che personalmente non era contrario a tale soluzione ma che temeva che l'adozione di questa soluzione avrebbe potuto provocare lo scioglimento del consorzio già costituitosi in Valtournanche per la gestione del costruendo caseificio.
L'Assessore CHANTEL rileva che è buona norma di amministrazione, prima di costruire un caseificio, di accertare che sia assicurato il conferimento di un quantitativo di latte sufficiente per il suo funzionamento ed in secondo luogo che vi siano delle persone capaci a gestirlo e disposte a costituirsi in consorzio.
Osserva che, se si fosse seguita tale norma, non vi sarebbero oggi discussioni né sulla questione del mancato funzionamento del caseificio di Valtournanche, né su quella del costituendo consorzio per la gestione della centrale del latte di Aosta.
Raccomanda, quindi, che per l'avvenire tale norma venga messa in pratica.
L'Assessore FOSSON premette di non essere a conoscenza come la passata Amministrazione regionale sia giunta alla determinazione di costruire il caseificio di cui si tratta nel capoluogo di Valtournanche, anziché nella piana di Maen, o al capoluogo di Antey St. André.
Informa che la Commissione consiliare che nel 1954 aveva elaborato il sopramenzionato disegno di legge regionale, sulla costruzione di caseifici, aveva altresì stabilito le località in cui detti caseifici dovevano sorgere ed a tal uopo aveva ripartito il territorio della Regione nelle seguenti zone, tenendo conto della entità della produzione di latte nel periodo estivo ed invernale nelle singole zone, dell'ambiente naturale e della facilità delle comunicazioni:
Zona 1: Capo zona Morgex - Comprendente i territori dei Comuni di Courmayeur - La Thuile - Pré St. Didier - Morgex - La Salle.
Zona 2: Capo zona St. Pierre - Comprendente i territori dei Comuni di Arvier - Avise - Introd - Rhêmes Notre Dame - Rhêmes St. Georges - St. Nicolas - St. Pierre - Valgrisanche - Valsavaranche - Villeneuve - Aymavilles - Cogne.
Zona 3: Capo zona Aosta - Comprendente i territori dei Comuni di Sarre - Jovençan - Gressan - Charvensod - Pollein - Aosta - St. Christophe.
Zona 4: Capo zona Gignod (Variney) - Comprendente i territori dei Comuni di Allain - Bionaz - Doues - Etroubles - Gignod - Ollomont - Oyace - Roisan - St. Oyen - St. Rhémy - Valpelline.
Zona 5: Capo zona Nus - Comprendente i territori dei Comuni di Quart - Brissogne - St. Marcel - Chambave - Fénis - Nus - Pontey - St. Denis - Verrayes.
Zona 6: Capo zona Châtillon - Comprendente i territori dei Comuni di Châtillon - St. Vincent - Emarèse - Montjovet - Champdepraz.
Zona 7: Capo zona Antey St. André oppure: Valtournanche - piana di Ma?n) - Comprendente i territori dei Comuni di Valtournanche - Torgnon - La Magdeleine - Chamois - Antey St. André.
Zona 8: Capo zona Brusson - Comprendente i territori dei Comuni di Ayas - Brusson - Challant St. Anselme - Challant St. Victor.
Zona 9: della Bassa Valle - Comprendente i territori dei Comuni di Arnaz - Bard - Champorcher - Donnaz - Fontainemore - Gressoney La Trinité - Gressoney St. Jean - Hône - Issime - Lillianes - Perloz - Pont Bozet - Pont St. Martin - Verrès - Gaby - Issogne.
L'Assessore Fosson comunica che tale ripartizione non era tuttavia tassativa perché ragioni particolari avrebbero potuto suggerire in seguito di costruire caseifici in località diverse da quelle prescelte.
Precisa inoltre che la Commissione consiliare non intendeva che fosse accentrata nel caseificio la lavorazione di tutto il latte delle varie zone, quanto meno in un primo tempo; tanto è vero che all'art. 3 del citato disegno di legge regionale è detto che, per poter procedere alla costruzione di un caseificio, è necessario che da parte dei richiedenti produttori della zona, associati in cooperativa o in consorzio, sia assicurato il conferimento di un quantitativo di latte in misura non inferiore ad un terzo della produzione media della zona.
Precisa ancora che era stato previsto, in allora, che le latterie ubicate in frazioni isolate di Comuni di montagna avrebbero continuato a funzionare e che l'Amministrazione regionale avrebbe contribuito nelle spese di ammodernamento della attrezzatura delle latterie stesse.
Precisa che, dovendosi riprendere in esame il disegno di legge regionale sulla costruzione di caseifici, verrà riveduta anche la questione della ripartizione del territorio della Valle d'Aosta nelle suddette nove zone, per l'eventualità che si rendesse necessario di apportare qualche modifica alle zone stesse.
Comunica che attualmente il problema del trasporto del latte dagli alpeggi, anche i più isolati, ai caseifici non è più insolubile, perché tale problema può essere risolto con la costruzione di lattodotti che convogliano il latte direttamente ai caseifici o alle strade di accesso ai caseifici, come avviene già in Svizzera, nel Tirolo e nell'Alto Adige.
Osserva che il convogliamento del latte dal posto di produzione a quello di lavorazione a mezzo di lattodotti non comporta inconvenienti, neanche dal lato igienico, purché si abbia l'avvertenza di mantenere le tubazioni sempre scrupolosamente pulite, ciò che si può ottenere disinfettando opportunamente le tubazioni stesse dopo ogni immissione di latte.
Passando, quindi, a rispondere al Consigliere Dujany sulla questione del caseificio di Valtournanche, premette anzitutto che, secondo quanto gli risulta, le cose si sarebbero svolte come riferito dall'Assessore Nicco e, cioè, il precedente Consiglio regionale avrebbe deciso di costruire il caseificio nel capoluogo di Valtournanche perché aveva avuto assicurazione che già era stato costituito un consorzio fra i produttori locali per la gestione di detto caseificio.
Informa che tale consorzio non è mai stato costituito e che i produttori di latte sono bensì disposti a portare il latte al caseificio ma non già ad interessarsi della gestione del caseificio stesso.
Questo mi è stato dichiarato, - egli dice -, dal Signor Gabriele Maquignaz, che è la persona che aveva tanto insistito per la costruzione del caseificio nel capoluogo di Valtournanche.
Fa presente che detto caseificio ha tutte le apparecchiature occorrenti per funzionare e che bisognerà, quindi, porre i produttori di Valtournanche di fronte alla seguente scelta: o essi si decidono, previa costituzione in consorzio, a far funzionare il caseificio, sia pure a titolo di esperimento; oppure, in caso contrario, il fabbricato verrà dall'Amministrazione regionale destinato ad altri usi ed i macchinari esistenti saranno trasferiti in altra località ove verrà costituito un nuovo caseificio funzionante a cura dei produttori interessati riuniti in Consorzio.
Rileva che, indubbiamente, la località più indicata per la costruzione di un caseificio nella Valle di Valtournanche era, e rimane tuttora, quella di Antey St. André, perché essendo situata in una zona centrale e di comodo accesso, è facile convogliarvi la produzione di latte dei Comuni di Torgnon, di La Magdeleine, di Chamois (a mezzo della funivia) e di Valtournanche, tanto più che, in alcune stagioni, la produzione di latte del Comune di Valtournanche viene, per la maggior parte, destinata al consumo locale, data la forte affluenza di turisti nella conca del Breuil.
Circa la richiesta del Consigliere Montesano, - intesa a sapere se vi sia già un orientamento per quanto riguarda l'ubicazione dei costruendi fabbricati da adibire a caseifici cooperativi, a magazzini cooperativi per la conservazione e la vendita della frutta e a cantine cooperative per la conservazione e la vendita di vino tipico locale, - precisa che i fabbricati verranno costruiti, in primo luogo, in quelle località in cui si constaterà un maggior spirito di iniziativa per quanto riguarda la costituzione e la gestione delle cooperative, sempre che in tali località vi sia una produzione sufficiente e tale da giustificare la costruzione in loco o di un caseificio cooperativo o di un magazzino cooperativo per la conservazione e la vendita della frutta o di una cantina cooperativa per la produzione e la vendita di vino tipico locale.
Comunica che, durante le rassegne di bestiame attraverso i vari Comuni della Valle, ha avuto occasione di parlare di queste iniziative a vari produttori invitandoli a studiare la possibilità di attuare tali iniziative e assicurandoli che l'Amministrazione regionale sarebbe venuta in loro aiuto per la costituzione e per il funzionamento delle cooperative nei primi anni di attività.
Riferisce che, da parte dei produttori di Arvier, è stata segnalata la necessità della costruzione di un piccolo caseificio in tale Comune, significando che in detto caseificio potrebbe essere convogliata e lavorata la produzione di latte di Arvier e parte di quella di Avise e della Cascina Champ Roatard.
Poiché non sarà facile addivenire molto presto alla costruzione dei caseifici previsti nelle varie zone, la richiesta può essere presa in considerazione; rileva però che, se la costruzione di un piccolo ma moderno caseificio costituisce già un certo qual progresso, un decisivo passo avanti sarà compiuto solo quando si riuscirà a costruire i grandi caseifici moderni di cui ha parlato prima.
Informa che una delle zone in cui potrebbe sorgere un grande caseificio è quella di Morgex, che è già prevista nella ripartizione del territorio della Valle in nove zone approvata a suo tempo dal Consiglio regionale.
Comunica che il Comune di Morgex sarebbe disposto a cedere gratuitamente il terreno per la costruzione di detto caseificio, al quale potrebbe affluire tutta la produzione di latte dei Comuni di Courmayeur, La Thuile, Pré St. Didier, Morgex e La Salle.
Per quanto concerne la seconda proposta, - cioè la costruzione di magazzini cooperativi fra produttori per la raccolta, la manipolazione, la conservazione e la vendita della frutta, - rileva di aver constatato, con soddisfazione, che tutti i Consiglieri intervenuti nella discussione si sono dichiarati pienamente d'accordo su detta proposta.
Osserva che anche in Valle d'Aosta la soluzione del problema della frutticoltura presuppone la soluzione del problema dei trattamenti alle piante da frutto, che vanno notevolmente intensificati.
Fa presente che, per poter effettuare razionalmente i trattamenti, che usano ormai preparati sempre più tossici e quindi letali per il bestiame, bisogna non tenere alcun conto del foraggio ricavabile dai frutteti, per cui bisogna arrivare ad una soluzione radicale che è quella di sostituire gradualmente i frutteti a coltura mista (piante da frutto e foraggio) con frutteti specializzati a unica coltura.
Comunica che si conseguirebbe, così, un duplice risultato in quanto sia la parte di terreno coltivata esclusivamente a prato che la parte di terreno coltivata esclusivamente a frutteto darebbero una maggior resa, rispettivamente, di foraggio e di frutta, con il vantaggio che si potrebbero effettuare tutti i trattamenti necessari al frutteto ottenendo una produzione di maggior pregio.
L'Assessore Fosson risponde, infine, ai rilievi formulati in merito alla proposta di costruzione di una cantina cooperativa fra produttori, debitamente attrezzata per la raccolta, la lavorazione, la conservazione e la vendita di vino tipico locale.
Precisa anzitutto che l'adozione del provvedimento proposto non esclude affatto l'adozione di quegli altri provvedimenti che si riterranno necessari per stimolare ed indurre i viticoltori a ricostituire i vigneti distrutti e ad impiantarne dei nuovi.
Dichiara di aver preso buona nota della raccomandazione fatta dal Consigliere Machet e intesa ad ottenere che l'Amministrazione regionale vada incontro alle necessità dei viticoltori con aiuti più concreti per la ricostituzione dei loro vigneti e dà assicurazione in merito.
Dichiara che l'Amministrazione regionale non lesinerà il suo aiuto per la ricostituzione dei vigneti nelle zone ove si produce del vino buono, ma non incoraggerà il reimpianto di vigneti nelle zone in cui la produzione vinicola lascia a desiderare.
Fa presente che la questione sarà, comunque, studiata da parte della Commissione consiliare permanente per l'agricoltura.
Per quanto riguarda la proposta di costruzione di una cantina cooperativa, ricorda di aver detto che detta cantina dovrebbe sorgere a Donnaz ed informa che, per il momento, tale cantina cooperativa non avrebbe un precipuo scopo commerciale, perché relativamente scarsa è la disponibilità di vino da vendere. Lo scopo principale sarebbe quindi di mettere a disposizione di numerosi piccoli viticoltori una più economica e moderna attrezzatura per migliorare la lavorazione del loro prodotto, al fine di ottenere un vino pregiato che possa essere convenientemente conservato, quindi imbottigliato e venduto ad un prezzo più remunerativo.
Riferisce che, da una indagine esperita presso i viticoltori della zona di Donnas, zona comprendente anche i vigneti di Bard, di Perloz e di Pont St. Martin, risulta che la produzione vinicola in tale zona è di una certa importanza e giustifica senz'altro la realizzazione della cantina prevista.
Comunica che la relazione illustrante i risultati di tale indagine sarà senz'altro di aiuto alla Commissione consiliare per lo studio del problema della viticoltura locale.
Informa che il consorzio fra i produttori della zona dell'Enfer, in Comune di Arvier, - la cui attività si è limitata per ora alla costruzione di strade di accesso alla località dell'Enfer con l'aiuto della Regione, - prima di ricostituire i vigneti distrutti dalla fillossera deve ancora costruire un impianto di irrigazione a pioggia perché la zona è priva d'acqua.
Osserva che è prematuro, quindi, per il momento, pensare a costruire una cantina cooperativa per la zona vinicola dell'Enfer.
Il Consigliere MONTESANO dichiara di condividere il punto di vista dell'Assessore Chantel per quanto riguarda l'attuazione delle iniziative in discussione, ritenendo cioè che occorra promuovere la costituzione dei consorzi e delle cooperative prima di costruire i fabbricati da adibire a caseifici cooperativi, a magazzini cooperativi e a cantine cooperative.
Precisa che il quesito prima rivolto all'Assessore Fosson era inteso essenzialmente a sapere quali fossero gli intendimenti dell'Assessore stesso relativamente al consorzio dell'Enfer, in Comune di Arvier, consorzio già regolarmente costituito.
Dichiara di essere rimasto soddisfatto dei chiarimenti dati dall'Assessore Fosson per quanto riguarda tale consorzio, rilevando che bisogna incoraggiare la costituzione di cantine cooperative nelle località in cui la produzione vinicola è pregiata, come quella della zona dell'Enfer; raccomanda, quindi, che l'Amministrazione regionale vada ulteriormente incontro, per quanto possibile, alle necessità del predetto consorzio, affinché possa essere costruita, quanto prima, una cantina cooperativa fra produttori per la raccolta, la lavorazione, la conservazione e la vendita del vino tipico della zona dell'Enfer.
L'Assessore FOSSON rammenta di aver anche detto che il consorzio dell'Enfer deve provvedere alla installazione di un impianto di irrigazione a pioggia nella zona dell'Enfer prima di ricostituire i vigneti e di costruire una cantina cooperativa.
Riferisce, in proposito, che il problema della irrigazione a pioggia della suddetta zona dell'Enfer è collegato con il completamento dei lavori di costruzione del canale "Eau Sourde", per il cui finanziamento l'Amministrazione regionale ha stanziato a suo tempo parecchi milioni, lavori che saranno eseguiti nel prossimo autunno.
Il Consigliere DUJANY informa che la questione della costruzione di un caseificio nel capoluogo di Valtournanche è stata discussa dal Consiglio regionale nella seduta del 30 luglio 1956 e, richiamandosi al verbale di tale seduta, dà lettura delle seguenti dichiarazioni sue e del Consigliere Nicco Giulio nonché della risposta dell'Assessore Arbaney:
"Il Consigliere DUJANY chiede all'Assessore Arbaney di riesaminare la questione della ubicazione del costruendo caseificio di Valtournanche, perché i conduttori degli alpeggi di Torgnon, La Magdeleine, Chamois e Promiod preferirebbero veder sorgere il caseificio nei pressi di Antey o, comunque, in una zona meno lontana di quella di Valtournanche.
Il Consigliere NICCO Giulio, dopo aver premesso di essere d'avviso che si debba realizzare al più presto possibile anche il caseificio di Valtournanche, esprime parere, - in relazione anche alla richiesta formulata dal Consigliere Dujany, - che il suddetto caseificio possa essere meglio ubicato, nell'interesse di tutti gli alpigiani; segnala la zona della piana di Maën, località meno distante e di più comodo accesso per gli alpigiani delle zone di Torgnon, La Magdeleine, Chamois e Promiod.
.... Omissis....
L'Assessore ARBANEY osserva che la costruzione del caseificio di Valtournanche in una località diversa da quella prescelta e prevista in progetto incontrerebbe difficoltà perché il caseificio deve essere gestito dai conferitori del latte e potrebbe darsi che i conduttori degli alpeggi delle varie zone dell'alta Valtournanche, - i quali già hanno dato la loro adesione per il conferimento al caseificio nella località prevista in progetto, - rifiutino di conferire il latte qualora il caseificio venisse costruito in un'altra località più lontana ".
Il Consigliere Dujany rileva che ogni iniziativa incontra delle difficoltà di attuazione ed esprime l'avviso che, nel caso specifico, bisogna agire con un po' di pazienza e di persuasione e non già porre ai produttori di Valtournanche l'ultimatum cui ha accennato l'Assessore Fosson.
Osserva che nella relazione illustrante le proposte della Giunta si dice, fra l'altro, che l'Assessorato all'Agricoltura deve assistere gli agricoltori nella costituzione delle cooperative; raccomanda, quindi, all'Assessore Fosson di non porre in atto il suo ultimatum, ma di fare ulteriori pressioni presso i produttori della Valtournanche affinché si costituiscano in cooperativa o consorzio per la gestione del caseificio e si decidano a far funzionare il caseificio stesso, quanto meno per un certo periodo a titolo di esperimento.
L'Assessore FOSSON assicura che non è suo intendimento di agire in forma draconiana nei confronti dei produttori di Valtournanche.
Fa, però, presente che, dal momento che l'Amministrazione regionale ha costruito il caseificio nel capoluogo di Valtournanche proprio in seguito alle insistenti richieste dei produttori di latte di tale Comune, è logico e doveroso che costoro si assumano una buona volta la responsabilità di far funzionare il caseificio, sia pure per un breve periodo e a titolo di esperimento.
Dichiara che l'Assessorato regionale all'Agricoltura non mancherà di aiutare, per quanto possibile, i produttori sia per quanto riguarda l'espletamento delle pratiche per la costruzione della cooperativa che per quanto riguarda il funzionamento del caseificio nei primi anni di attività.
Precisa che, se la gestione del caseificio sarà passiva, bisognerà avere anche il coraggio di prendere le necessarie decisioni, perché l'Amministrazione regionale non può, ovviamente, intervenire a sanare permanentemente i deficit di tutti quegli enti che dopo avviati dovrebbero essere in grado di camminare da soli.
Osserva che, in tal caso, non rimarrebbe altra soluzione che quella di far cessare il funzionamento del caseificio e di destinare il fabbricato ad altri usi, previo trasferimento del macchinario ad altro caseificio.
Il Consigliere VESAN informa che la scelta della località in cui doveva sorgere il caseificio in questione, costruito poi nel capoluogo di Valtournanche, ha dato luogo a suo tempo a lunghe discussioni; precisa che, personalmente, era dell'avviso che fosse più opportuno costruirlo nel Comune di Antey St. André, oppure a Châtillon, in quanto nel fondo Valle è più facile fare confluire la produzione di latte della zona di Antey St. André.
Comunica che sulla determinazione a suo tempo presa dal Consiglio, - di costruire il caseificio nel capoluogo di Valtournanche anziché ad Antey St. André, - hanno influito i proprietari conduttori di alpeggi di Valtournanche che, in una riunione, si sono pronunciati tutti in tal senso, dichiarandosi disposti a costituirsi in cooperativa per la gestione del costruendo caseificio.
Dà atto che l'Amministrazione regionale non può e non deve subentrare ai produttori di Valtournanche nella gestione del caseificio e ritiene che costoro debbano, quindi, essere invitati a far fronte agli impegni che si sono assunti con il richiedere la costruzione del caseificio nel capoluogo di Valtournanche anziché in Antey St. André.
Il Presidente, FILLIETROZ, pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione delle proposte della Giunta.
Il Consigliere MACHET dichiara di essere soddisfatto della assicurazione data dall'Assessore Fosson che l'Amministrazione regionale verrà in aiuto ai viticoltori per la ricostituzione dei vigneti.
Procedutosi alla votazione, per alzata di mano,
IL CONSIGLIO
- preso atto di quanto riferito dall'Assessore all'Agricoltura e Foreste, FOSSON;
- ritenuta la necessità della sollecita attuazione delle iniziative in questione intese ad alleviare la crisi dell'economia agricola in Valle d'Aosta;
- ad unanimità di voti favorevoli, espressi per alzata di mano (Consiglieri presenti e votanti: trentatre)
DELIBERA
di approvare e di impegnare sul capitolo di spesa 130 del bilancio per il corrente esercizio finanziario ("Spese e contributi per la costruzione, la sistemazione e l'arredamento di fabbricati destinati alla raccolta, conservazione, manipolazione e trasformazione di prodotti agricoli"), che presenta la necessaria disponibilità, le seguenti spese per complessive Lire 100.000.000 (centomilioni) quali primi fondi stanziati per le seguenti opere ed iniziative di interesse dell'economia agricola, da attuare nelle zone ritenute più idonee anche in relazione allo spirito di iniziativa e cooperativistico dimostrato dagli agricoltori:
a) Lire 50.000.000 (cinquantamilioni) quale primo stanziamento per la costruzione e l'attrezzatura di caseifici cooperativi fra produttori per la raccolta, la lavorazione, la conservazione e la vendita del latte e dei suoi derivati;
b) Lire 25.000.000 (venticinquemilioni) quale primo stanziamento per la costruzione e l'attrezzatura di magazzini cooperativi fra produttori, per la raccolta, la manipolazione, la conservazione e la vendita della frutta;
c) Lire 25.000.000 (venticinquemilioni) quale primo stanziamento per la costruzione e l'attrezzatura di una cantina cooperativa fra produttori per la raccolta, la lavorazione, la conservazione e la vendita di vino tipico locale.
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