Oggetto del Consiglio n. 62 del 9 giugno 1960 - Verbale

OGGETTO N. 62/60 - GESTIONE DELLA NUOVA CENTRALE DEL LATTE DI AOSTA - COMUNICAZIONI DELL'ASSESSORE ALL'AGRICOLTURA E FORESTE.

L'Assessore all'Agricoltura e Foreste, FOSSON, riferisce che, leggendo la stampa avversaria, ha visto riprodotta una certa fotografia recante sotto la dicitura: "Che cosa ne facciamo della Centrale del latte?".

L'Assessore Fosson dichiara, quindi, quanto segue:

"Noi non abbiamo alcuna difficoltà a riferire al Consiglio su quelli che sono i nostri intendimenti relativamente alla Centrale del latte di Aosta, anche perché è bene che i Consiglieri ne siano edotti.

Cercherò dunque di dire brevemente che cosa si è fatto per la Centrale del latte e quale è la situazione al momento attuale.

Il problema della Centrale del latte è una questione vecchia e, non volendo riassumere qui tutti i precedenti, mi limito a dirvi che ho sottomano i verbali delle riunioni della vecchia Commissione consiliare che ha trattato a suo tempo il problema, riunioni che sono state tenute il 27 ottobre, il 15 dicembre 1953, il 28 gennaio, il 16 febbraio e il 25 maggio 1954.

Facevano parte della Commissione l'ex Assessore all'Agricoltura e Foreste, Geom. Arbaney, il Prof. Negri, il Dr. Bionaz, il Dr. Barbero, il Signor Lucianaz, il Signor Gnemaz, il Signor Farinet, il sottoscritto e dei funzionari dell'Assessorato all'Agricoltura.

La Commissione ha studiato lungamente il problema che, d'altra parte, era già stato dibattuto nel 1950 e 1951, quando si era presentata la possibilità di avere dall'Organizzazione Aiuti Internazionali il macchinario occorrente per il funzionamento della Centrale, macchinario che poi, ad un dato momento, è stato stornato da Aosta per il Meridione.

Da un lato dobbiamo essere contenti che questo sia avvenuto, perché la Centrale del latte di Torino, che era sorta poco tempo prima e alla quale noi ci eravamo rivolti per avere un indirizzo per la soluzione del nostro problema, ha dovuto sostituire tutto il macchinario avuto dagli Aiuti Internazionali (macchinario che, tra parentesi, non era gratuito perché doveva essere pagato da forniture di latte per un determinato numero di anni) perché si trattava di macchinario sorpassato.

Per una volta è stato bene che non si siano fatte le cose troppo in fretta, perché così abbiamo una attrezzatura, in fatto di macchinario, che è fra le più moderne oggi esistenti, specialmente per quanto riguarda il pastorizzatore, impianto che conta di più in una Centrale del latte.

Ho voluto accennare brevemente alle vicissitudini della Centrale del latte perché anche in questa questione, come per altre, vi è stata molta incertezza su quanto si doveva fare; infatti, inizialmente, si era preso una direzione, poi si è cambiato strada ed, infine, si è ritornati sull'orientamento iniziale.

È necessario, quindi, che vi dica in poche parole quale è stato il concetto informatore al quale si è indirizzata definitivamente la Commissione consiliare per la realizzazione della Centrale del latte.

L'impianto ed il funzionamento delle Centrali del latte è disciplinato dalla legge 16 giugno 1938, n. 851, recante appunto: "Norme per l'impianto ed il funzionamento delle Centrali del latte".

Quando si discusse, in allora, la questione della Centrale del latte di Aosta, si era addivenuti, dopo lunghe discussioni, alla decisione di istituire la Centrale del latte in base alle norme della citata legge perché la Centrale del latte ha diritto ad avere il monopolio della vendita del latte solo se viene costituita secondo le norme previste da tale legge. È da tenere presente che la lavorazione-pastorizzazione del latte comporta una spesa che incide sul prezzo di vendita nella misura di Lire 12-13 al litro. Se la Centrale non avesse il monopolio, i lattai potrebbero, quando loro aggrada, fare dannosa concorrenza ai produttori giungendo anche a prendere il latte fuori della Valle, come è già avvenuto.

Ad un certo momento il Presidente dell'Associazione Agricoltori si era orientato verso la creazione di un Centro latte, anzichè verso la creazione della Centrale del latte come previsto dalla legge; però la Commissione all'unanimità, compreso quindi il Presidente dell'Associazione Agricoltori, venne poi nella decisione di istituire la Centrale del latte in base alle norme della menzionata legge.

In base a detta legge, per creare una Centrale del latte è necessario inoltrare domanda al competente Ministero della Sanità corredata, fra l'altro, dal piano finanziario di impianto e di gestione.

Al momento di iniziare le pratiche per la costruzione della Centrale prevalse di nuovo la tesi di creare un Centro latte. Ora, quale è la differenza tra il Centro latte e la Centrale del latte? La Centrale del latte, costituita in base alla legge, provvede a raccogliere il latte alimentare, cioè destinato al consumo diretto; gli eventuali superi vengono lavorati e trasformati in formaggi freschi.

L'Amministrazione regionale, condividendo in un primo tempo il parere della Commissione, aveva provveduto ad acquistare i terreni occorrenti per la costruzione della Centrale del latte nella zona sita nelle vicinanze della Scuola di Agricoltura, con l'intendimento di istituire anche una Scuola per casari per poter fare lavorare i superi di latte.

Però, in un secondo tempo, è prevalso, come già detto, di nuovo l'indirizzo di istituire un Centro latte e si è pensato di incrementare la capacità del caseificio ed, in effetti, si è costruito un caseificio che è in grado di lavorare 40-50 q.li di latte al giorno e la cui capacità di lavorazione potrebbe essere, all'occorrenza, raddoppiata.

I macchinari occorrenti, che erano stati quasi tutti ordinati, sono pervenuti in parte nell'estate dell'anno scorso e gli ultimi questa primavera e sono stati man mano installati. Soltanto una Ditta ha atteso, prima di provvedere al montaggio, che fosse costruita la fognatura per lo scarico delle acque, opera che aveva subito un po' di ritardo perché si era dovuto attendere il nulla-osta dell'ANASS per l'attraversamento della strada statale.

Per quanto riguarda l'installazione dei macchinari la Centrale è quindi ormai completata; rimane soltanto da eseguire qualche lavoro di finitura, come il piano a rulli, lavoro che sarà studiato ed eseguito dall'Ente gestore.

Sono quindi da espletare le pratiche di ordine burocratico e, ciò che è più importante e nel tempo stesso molto difficile, occorre giungere alla creazione dell'Ente gestore.

A tal fine ho provveduto a riunire, nel mese di gennaio 1960, la Commissione di studio, che è attualmente costituita dal sottoscritto, dall'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Chantel, dall'Assessore all'Industria e Commercio, Nicco, dal rappresentante del Comune di Aosta, dai rappresentanti dell'Associazione Agricoltori nelle persone dei Signori Bus, Quendoz e Avv. Bionaz, dai rappresentanti dei venditori di latte Signori Farinet, Gnemaz, Davisod, Machet, dal Medico regionale Dr. Barbero, e dai dirigenti dell'Assessorato all'Agricoltura e Foreste e Industria e Commercio.

La Commissione, - che in parte era costituita dagli stessi componenti della Commissione del 1953-54 -, visto che in allora vi erano due diversi orientamenti, - quello di creare una Centrale del latte e quello di istituire un Centro latte -, ha ripreso in esame il problema ed è giunta, nella sua prima riunione del mese di gennaio 1960, alle seguenti decisioni:

"1) - istituzione e gestione della Centrale del latte di Aosta secondo le norme previste dalla legge 16 giugno 1938, n. 851.

I rappresentanti delle categorie interessate alla gestione, e cioè produttori, rivenditori di latte e Comune di Aosta, dichiararono incondizionatamente di voler entrare a fare parte del futuro ente gestore della Centrale de latte di Aosta;

2) - iniziare a fare funzionare la Centrale del latte di Aosta per la produzione di latte destinato al consumo alimentare con la raccomandazione al futuro ente gestore di studiare il modo più idoneo per utilizzare, sia pure gradualmente, le attrezzature dell'annesso caseificio;

3) - rimandare ad una prossima riunione l'esame delle modalità di partecipazione nel futuro ente gestore delle singole categorie interessate;

4) - l'Assessorato all'Agricoltura e Foreste aggiornerà i dati di produzione di latte per la zona interessata alla Centrale; i rappresentanti dei venditori di latte, i produttori ed il Comune di Aosta si impegnano di raccogliere, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, tutti gli elementi possibili sulla produzione e sul consumo di latte e a trasmetterli all'Assessorato all'Agricoltura e Foreste;

5) - iniziare la preparazione della documentazione da sottoporre alla Commissione e da inoltrare successivamente al Ministero dell'Interno secondo la procedura prevista dalla legge per ottenere il nulla-osta per il funzionamento della Centrale del latte di Aosta".

È da tenere presente che la legge prevede che si chieda singolarmente ad ogni categoria interessata se vuole far parte dell'ente gestore e soltanto nel caso di rinuncia esplicita, di una o più categorie, le altre categorie hanno la facoltà di gestire la Centrale del latte.

Qualora nessuna categoria volesse prendere parte alla gestione, il Comune potrà provvedere, in via eccezionale, a far funzionare la centrale del latte.

Questo è il primo punto sul quale ci siamo trovati d'accordo.

Mi permetto, ora, di fare un piccolo commento riferendomi ai due orientamenti diversi a cui ho accennato in precedenza.

Con l'istituzione del Centro latte si pensava di raccogliere tutto il latte nel caseificio, che poi ne avrebbe passato un determinato quantitativo alla Centrale del latte, il che è dalla legge escluso tassativamente. La legge prevede, infatti, che quando vi è una Centrale e vi sono degli stabilimenti industriali che lavorano il latte nella zona in cui funziona la Centrale, è questa che fornisce il latte agli stabilimenti industriali e non viceversa.

Può venire, volta per volta, concessa deroga, per l'ottenimento della quale deve essere inoltrata domanda al Prefetto, - in Valle d'Aosta al Presidente della Giunta regionale -, chiedendo sia autorizzata l'immissione del latte nello stabilimento industriale senza passare attraverso la Centrale del latte.

La questione che più ci preoccupava, nel caso che si fosse addivenuti alla creazione di un Centro latte, era che non avremmo potuto avere il monopolio del latte perché il Centro del latte provvede soltanto alla pastorizzazione del latte e non ha diritto al monopolio.

Abbiamo l'esempio del Centro latte di Varese che non ha potuto funzionare e che, proprio in questi giorni, ha fatto fallimento provocato dal fatto che, non avendo il monopolio del latte, alcuni produttori si sono raggruppati, hanno comperato un vecchio pastorizzatore e hanno venduto il latte pastorizzato ad un prezzo inferiore a quello del Centro latte.

Nella riunione del gennaio 1960, la Commissione era in possesso dei dati relativi alla produzione di latte degli anni 1953-1954, ma, per iniziare le pratiche intese ad ottenere dal Ministero della Sanità il nullaosta per l'istituzione della Centrale del latte, occorreva avere i dati aggiornati e, cioè, quelli relativi alla produzione di latte negli anni 1959-1960.

Abbiamo quindi richiesto i dati in questione alle categorie interessate, alcune delle quali li hanno forniti subito, altre invece soltanto dopo vari mesi. Noi, però, abbiamo assunto anche dirette informazioni per conto nostro, desumendole dai registri delle latterie funzionanti nei Comuni di Aosta, Sarre, Gressan, St. Christophe, Gignod, Pollein e Charvensod e altre indagini abbiamo svolto attraverso i rappresentanti dei produttori.

Dopo lunga attesa, abbiamo ricevuto anche i dati dei lattai e così abbiamo potuto fare un quadro completo della produzione di latte negli anni 1959-1960, quadro che ci è servito per fare la relazione che abbiamo inoltrato al Ministero della Sanità a documentazione della domanda per la istituzione della Centrale.

Devo dire che i dati relativi alla produzione 1959-1960 non variano di molto da quelli relativi alla produzione 1953-1954; ci troviamo però in condizioni particolarmente difficili rispetto a quelle delle altre Centrali del latte.

Abbiamo una produzione che è più o meno accentrata in pochi mesi dell'anno e la concentrazione dei parti in un breve periodo, in quanto vi è l'alpeggio del bestiame, e non abbiamo quindi una elasticità nella produzione; basti dire che la produzione del Comune di Aosta durante il periodo invernale è largamente superiore al consumo di latte alimentare nella Città di Aosta in tale periodo, mentre negli altri periodi dell'anno la produzione è di molto inferiore al fabbisogno ed occorre, quindi, che il latte sia fatto pervenire o dagli alpeggi o dalle località limitrofe o da zone fuori Valle.

Sulla base dei dati raccolti la Commissione, nella sua seconda riunione, alla quale ha partecipato pure la Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura, dopo aver esaminato attentamente il problema, ha preso le seguenti decisioni:

"1) relativamente alla richiesta di autorizzazione ad istituire e a gestire la Centrale del latte, a' sensi degli articoli 2 e 5 della legge 16 giugno 1938, n. 851, da parte di un Consorzio di Comuni o da parte del solo Comune di Aosta, si è deciso per questa ultima soluzione".

È stata dibattuta lungamente la questione se la domanda al Ministero della Sanità per l'istituzione della Centrale del latte dovesse essere fatta dal Comune in cui sorge la Centrale o da un Consorzio di Comuni interessati alla Centrale ed infine, per ragioni di praticità, la Commissione ha deciso che la domanda fosse fatta dal Comune di Aosta, anzichè da tutti i Comuni interessati, perché in questo caso si sarebbe dovuto prima creare un Consorzio di Comuni e per fare questo si sarebbe dovuto attendere che ogni Comune deliberasse di aderire al costituendo Consorzio. Il problema dovrà ancora essere ulteriormente approfondito, perché certamente non tutti i Comuni viciniori potranno entrare a far parte della Centrale del latte di Aosta.

"2) all'inoltro della domanda al Ministero della Sanità per ottenere il nulla-osta previsto dal secondo comma dell'articolo 2 della legge 16 giugno 1938 n. 851 si provvederà tramite il Comune di Aosta nel più breve tempo possibile;

3) la documentazione da allegare a corredo della domanda di cui al punto precedente sarà predisposta nel più breve tempo possibile a cura dell'Assessorato dell'Agricoltura e delle Foreste avvalendosi della collaborazione, per le rispettive competenze, dell'Ufficio del Medico regionale, dell'Assessorato all'Igiene e alla Sanità e del Comune di Aosta.

4) considerato che i rappresentanti dei rivenditori locali di latte non hanno fornito né intendono fornire i dati mensili relativi al consumo di latte alimentare della Città di Aosta, gli stessi si impegnano però di trasmettere all'Assessorato all'Agricoltura e Foreste l'elenco e l'indirizzo di tutti i rivenditori di latte della Città di Aosta".

Tale elenco è stato presentato, al termine della riunione, dal Sig. Farinet Maurizio: il fatto è che i rivenditori non volevano dare pubblicità a questo elenco.

"5) l'Assessorato all'Agricoltura e Foreste, nel limite delle proprie possibilità, cercherà di raggiungere, mediante rilevazione diretta e compatibilmente con le esigenze dei servizi, i quantitativi mensili di latte alimentare consumati nella Città di Aosta e a perfezionare, se possibile, i dati di produzione già esibiti alla Commissione".

Per quanto concerne la delimitazione della zona bianca di cui all'articolo 11 della legge 16 giugno 1938, n. 851, si sono concordati i seguenti criteri di massima, aventi valore orientativo:

a) l'ampiezza della zona bianca dovrà essere strettamente condizionata dal fabbisogno di latte alimentare che fornirà la Centrale del latte di Aosta;

b) l'area della zona bianca dovrà essere ridotta il più possibile, per i motivi illustrati nella discussione di cui sopra;

c) per sopperire alle eventuali esigenze stagionali di latte prodotto nella zona bianca, si esaminerà la possibilità di autorizzare allevatori residenti fuori della zona bianca a conferire il latte alla Centrale; a tal fine saranno tenuti in particolare considerazione quei produttori già attrezzati che normalmente forniscono il latte alimentare per il consumo nella Città di Aosta;

d) sulla scorta dei dati di produzione di cui si è discusso risulta che la zona bianca comprenderà tutto il territorio del Comune di Aosta, nonché alcune località dei Comuni limitrofi.

In base alle decisioni di cui sopra, si è quindi passati alla elaborazione della relazione e del regolamento, si sono sentiti i pareri previsti dalla legge e tutta la pratica si trova già al Ministero della Sanità per il rilascio del nulla-osta all'apertura della Centrale del latte.

Rimane da affrontare il problema e a provvedere alla costituzione vera e propria dell'ente gestore della Centrale.

A tal fine si dovrà promuovere la formazione di un Consorzio fra i produttori di latte interessati alla Centrale e i venditori di latte e, come previsto nel piano finanziario inviato al Ministero della Sanità, si provvederà a costituire l'ente gestore della Centrale con il concorso finanziario dell'Amministrazione regionale e del Comune di Aosta.

Ho detto prima, e lo avete notato dalle conclusioni, che tutti siamo stati d'accordo che dovranno essere lavorati esclusivamente i superi di latte che vi saranno.

Non vi è, in effetti, la possibilità di scindere il Caseificio dalla Centrale del latte, essendo stato costruito un unico stabilimento; quindi ci verranno forse fatte delle osservazioni al riguardo, perché non sarebbe consentito il funzionamento di un caseificio industriale annesso alla Centrale del latte.

Vedremo, comunque, di superare anche questo ostacolo in quanto non è possibile la lavorazione separata del latte conferito perché l'attrezzatura è unica, per quanto riguarda l'ammissione del latte, la centrale termica e la centrale frigorifera e si avrebbero delle gravi complicazioni se si volesse fare una lavorazione a parte, come se si trattasse di due enti e stabilimenti separati.

Poiché anche il caseificio ha una attrezzatura idonea per una produzione che è sufficiente, per il momento, e che potrà, se necessario, essere raddoppiata in un secondo tempo, si cercherà per intanto di lavorare i superi di latte e, piano, piano, si vedrà di orientare l'ente gestore ad aumentare la immissione di latte alla Centrale, in modo da avere dei superi più forti da lavorare.

Questo perché io ritengo che, dal momento che si è anche realizzato il caseificio, bisogna utilizzarlo.

Si potrà eventualmente lavorare una certa quantità di latte anche in conto di terzi, senza tenerne però conto nella gestione dello stabilimento e pretendendo soltanto un quid che dovrebbe essere determinato in base alle spese di trasformazione del latte, per non sollevare il problema dei due prezzi, cioè del prezzo del latte alimentare e del latte industriale, problema che porterebbe a delle discussioni a non finire e ad un urto fra le due categorie economiche interessate.

Questo, ad ogni modo, farà parte delle discussioni future. Provvederemo a convocare la Commissione appena avremo approfondito ancora la questione con il competente Ministero, per sapere se vi siano eventualmente difficoltà da superare. Riteniamo senz'altro che per questo prossimo autunno si possa già cominciare almeno la lavorazione del latte alimentare".

Il Consigliere BORDON dichiara che tutta la popolazione di Aosta è interessata al funzionamento della Centrale del latte e formula l'augurio che la Centrale possa iniziare il suo funzionamento nel prossimo autunno, come comunicato dall'Assessore Fosson, quanto meno per la parte riguardante la lavorazione del latte alimentare.

Il Consiglio prende atto.

______