Oggetto del Consiglio n. 11 del 11 gennaio 1965 - Verbale

OGGETTO N. 11/65 - RICHIESTA DI SOLLECITA ESECUZIONE DEI LAVORI DI COSTRUZIONE DELLA AUTOSTRADA QUINCINETTO-AOSTA. (Mozione del Consigliere regionale Signor Benzo Carlo)

Il Presidente, MARCOZ, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione presentata dal Consigliere regionale Signor Benzo Carlo, concernente l'oggetto: "Richiesta di sollecita esecuzione dei lavori di costruzione dell'autostrada Quincinetto-Aosta, mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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Aosta, lì 20 novembre 1964

Ill.mo Signor PRESIDENTE

del Consiglio Regionale

AOSTA

OGGETTO: Autostrada Quincinetto-Aosta.

Il sottoscritto Consigliere Regionale

- esaminato il problema dell'autostrada Quincinetto-Aosta alla luce delle comunicazioni ufficiali ed allo stato attuale dei fatti;

- considerato che a tutt'oggi non sono ancora iniziati i lavori da tempo preannunciati del tronco Quincinetto -Verrès già approvato dall'A.N.A.S. ed in parte finanziato;

- constatato che l'insufficienza e l'inadattabilità al grande traffico internazionale della strada statale di fondo Valle è maggiormente aumentata con l'apertura del traforo del Gran S. Bernardo;

- ritenuto che l'anno prossimo con l'apertura del traforo del Monte Bianco la circolazione lungo la statale n. 26 sarà addirittura congestionata;

- rilevato che la realizzazione dei due trafori restituisce alla Valle d'Aosta la sua funzione di grande via di comunicazione fra l'Italia e l'Europa Nord-occidentale;

chiede cortesemente che venga posta all'ordine del giorno della prossima seduta consiliare la seguente

MOZIONE

Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta

- considerato che la costruzione dell'autostrada Quincinetto-Aosta costituisce una non procrastinabile necessità ancora non realizzata in relazione alle attuali esigenze della circolazione di fondo valle;

- constatata l'urgenza di passare alla fase esecutiva dei lavori in considerazione dell'avvenuta apertura al grande traffico internazionale del traforo del Gran San Bernardo e di quella prossima del traforo del Monte Bianco;

- ritenuto che tali lavori costituiscono per la Regione e per lo Stato una inderogabile e primaria necessità per lo sviluppo turistico e industriale nel quadro delle grandi vie di comunicazione previste dalla Convenzione Internazionale di Ginevra del 1950;

Delibera

di chiedere alla Società Autostrade Valdostane di iniziare i lavori nel tronco Quincinetto-Verrès

dà mandato

al Presidente ed alla Giunta Regionale di prendere tutte quelle iniziative presso il Governo centrale e presso la Società S.A.V. inerenti l'attuazione dei provvedimenti tecnico-finanziari ancora necessari per l'esecuzione coordinata e tempestiva degli altri tronchi autostradali.

f.to: Ing. Carlo RENZO.

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Il Consigliere CHAMONIN dichiara quanto segue:

"Indubbiamente non sono quello a cui è indirizzata questa mozione; quindi non risponderò naturalmente alla mozione perché non è compito mio, sono però grato dell'occasione che mi è offerta per chiarire alcune inesattezze che, comunemente, circolano, o che sono circolate sulla SAV che ho l'onore di presiedere, e per rispondere a tutte le "mouches du coche" che continuano di pretendere di dare consigli non richiesti e che continuano di pretendere di saper meglio risolvere dei problemi che addirittura dimostrano di non conoscere.

Ho premesso che non intendo con questo rispondere alla mozione, né tanto meno al presentatore della mozione.

Innanzitutto dirò che la SAV, Società Autostrade Valdostane, non è una Società né di avventurieri né di speculatori, non può permettersi di rischiare in decisioni azzardate i soldi dei propri azionisti, oltre a tutto in parte Enti Pubblici, sui quali grava, fortunatamente, e a scanso di equivoci, l'occhio vigile dello Stato e dei suoi organi finanziari.

Non è neanche la SAV - e per fortuna sua - una Società politica, agente in esclusiva funzione demagogica di ricerca di personale pubblicità. La SAV è un organismo quanto mai serio e quanto mai democratico, con uno statuto, grazie al cielo, chiarissimo, in fatto di attribuzioni di poteri.

L'Assemblea Generale dei soci - organo sovrano - ha preso a suo tempo delle decisioni che il Consiglio di Amministrazione ha l'obbligo ed il compito di tradurre in realtà; Consiglio di Amministrazione - sia detto "en passant" - formato, a parte la modestissima persona del sottoscritto, da un paio di professori universitari particolarmente versati nei campi finanziario ed edilizio, da Presidenti di complessi abbastanza grandicelli, da dirigenti e capi d'industria, da validi ingegneri ed altrettanto validi legali, tutti emeriti collaboratori, e tutte persone, insomma, che badano esclusivamente alla sostanza delle cose, che si interessano seriamente dei problemi veramente complessi della Società, che hanno forse il difetto di non volere fare della polemica, e di non volere ostinatamente rilevare alcune trascurabili critiche oltre a tutto denotanti la massima incompetenza, critiche ed inesattezze di cui dicevo all'inizio.

Dovere primo di chi vuole criticare è quello di documentarsi sull'argomento; ora, che si continui a dire che non si capisce come mai non incominciamo i lavori avendo noi ormai da vari mesi i fondi dello Stato a noi attribuiti, già nelle nostre casse, si deve rispondere e rispondo che prima di dire simili idiozie ci si dovrebbe documentare un po' di più, se no si rischia di fare delle figure veramente pietose.

Difatti chi si interessa seriamente di queste cose non dovrebbe confondere "promessa di credito", con "fondi in cassa", dovrebbe cioè almeno sapere che il contributo dello Stato per le opere di quel genere è commisurato in una percentuale sulla somma ammessa a contributo, da erogarsi per un determinato numero di anni, nel nostro caso specifico il 3,25 % per 30 anni, su 48 miliardi e mezzo.

Detto contributo, naturalmente attualizzato, però viene versato nelle casse della Società a stato di avanzamento dei lavori e non prima; d'altronde non si capisce come potrebbe essere diversamente, già che l'opera potrebbe costare, poniamo il caso, solo 40 miliardi e solo su questi il contributo statale è commisurato e viene erogato.

Comunque, ad erudimento di chi critica e dovrebbe sapere e non sa, leggo dall'articolo 10 della convenzione SAV-ANAS:

"D'intesa fra l'ANAS e la Società concessionaria, saranno stabilite le norme per la liquidazione del contributo da effettuare in base a certificati di acconto, rilasciati di volta in volta dalla Società concessionaria alle Imprese costruttrici, in base a regolari stati di avanzamento dei lavori, compilati secondo le modalità fissate dal regolamento 25-5-1895 n. 350, sulla direzione, contabilità e collaudazione dei lavori dello Stato, sui quali è riservata all'ANAS ogni facoltà di controllo tecnico, amministrativo e contabile.

I singoli certificati saranno raggruppati in un unico certificato riepilogativo da presentarsi semestralmente dalla Società concessionaria, accompagnato dalla domanda di somministrazione del contributo e sui quali l'ANAS provvederà all'iscrizione in bilancio della relativa quota di contributo trentennale".

Quindi, chi critica, o non sa e quindi non può criticare prima di documentarsi, e non è certamente il tempo di documentarsi che gli è mancato; nel caso contrario di due cose l'una: o sa veramente, ed allora è in malafede quando afferma pubblicamente delle cose che sa essere contrarie alla verità, o ci crede veramente a quello che dice ed allora vi è da rimanere esterrefatti davanti a tanta ignoranza. Fortunatamente, penso, è solo malafede.

In quanto al sollecitare l'inizio dei lavori, penso che sia facilmente intuibile che nessuno più dei soci della SAV è ansioso, non solo di cominciare, ma di terminare il più presto possibile e questo per i più svariati motivi:

le Amministrazioni pubbliche, per vedere finalmente risolte le istanze che promossero la costituzione della Società; i Soci finanziari, perché solo con il maneggio dei denaro connesso all'esecuzione dell'opera, viene espletata la loro funzione, conseguentemente il loro beneficio, ed infine il gruppo privato che con l'inizio materiale dei lavori ne esegue in proprio una larga porzione riservata, per convenzione, ad imprese di sua fiducia, con il conseguente relativo guadagno.

Non c'è quindi assolutamente bisogno di alcuna sollecitazione esterna; i lavori sono iniziati soltanto quando hanno dovuto e potuto essere iniziati, quando cioè tutte le condizioni e gli adempimenti richiesti dalla legge, sia in materia tecnica, che in quella finanziaria - parlo delle condizioni indispensabili - sono state espletate ed a conforto, ed a ringraziamento dell'opera appassionata degli organi competenti della Società, cioè dell'Amministratore delegato, Ing. Bruni e la Direzione della Società, la Direzione Tecnica, eccone alcuni, i più importanti:

il 30 marzo 1963 - approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione dell'ANAS del progetto di massima.

il 20 maggio 1963 - Il Ministero dei Lavori Pubblici emetteva il suo decreto di concessione, cioè approvava la convenzione.

il 24 ottobre 1963 - Il Consiglio di Amministrazione dell'ANAS approvava il progetto esecutivo della Quincinetto-Verrès, progetto con larghezza metri 19,10.

il 19 gennaio 1964 - Il Consiglio della SAV deliberava di proporre all'Assemblea l'emissione obbligazionaria di 24 miliardi.

il 30 gennaio 1964 - la SAV chiedeva la preventiva autorizzazione ai Ministeri del Tesoro e dell'Industria e Commercio, della Banca d'Italia, del Comitato Interministeriale del Credito e Risparmio, per questa emissione obbligazionaria di 24 miliardi.

il 24 febbraio 1964 - il Ministero dell'Industria e Commercio autorizzava per conto suo la operazione.

il 18 marzo 1964 - l'Assemblea straordinaria della SAV deliberava la emissione di Lire 24 miliardi.

Quello che poi fu la primavera scorsa, tutti possono ancora ricordarsi. Parlo di quello che fu la situazione nazionale in campo monetario ed economico.

Comunque il 28 marzo il Ministero dei Lavori Pubblici approvava il progetto esecutivo Quincinetto-Verrès, sempre a 19,10.

il 20 giugno 1964 - La SAV richiedeva la fideiussione alla Regione ed alla Provincia di Torino.

il 25 giugno 1964 - Si riuniva la Commissione istruttoria dell'ANAS

Il 26 il Consiglio di Amministrazione sempre dell'ANAS, approvava il progetto esecutivo Verrès-Aosta, con però delle varianti e delle modifiche su punti che a noi sembravano talmente essenziali per cui non fu da parte nostra sollecitata l'emissione del decreto.

il 30 giugno 1964 - la Regione rilasciava la sua fideiussione.

il 20 luglio 1964 - la Banca d'Italia, il servizio vigilanza, autorizzava l'operazione.

il 28 luglio 1964 - la Provincia di Torino rilasciava la fideiussione.

Mi spiace di fare questa elencazione di dati, abbastanza noiosi, ma sono le tappe, diciamo, essenziali che hanno permesso di arrivare al punto in cui siamo, i punti principali che nell'anno scorso sono stati dibattuti.

Questo anche per fare comprendere quale sia effettivamente stato il lavoro svolto dagli Uffici della Società Autostrade Valdostane; non dobbiamo dimenticare che tutte queste cose sono state chieste, trattate ed ottenute, facendo norma, perché non esisteva niente sull'argomento specifico, è la prima operazione questa, fatta dal gruppo che racchiude questa Società, cioè SAV, A.D.F (Autostrada dei Fiori) e SALT (la Ligure-Toscana), sono le prime operazioni fatte sulla legge sulle autostrade del 1961, e siccome ogni autorizzazione, ogni decreto fa norma per, naturalmente, le altre successive domande o richieste, è logico che ogni emissione di decreto o di autorizzazione debba essere lungamente dibattuta prima di essere accettata e stilata in un modo piuttosto che in un altro da parte dei Ministeri e degli Organi competenti; questo non si deve assolutamente dimenticare.

Il 5 agosto 1964 il Ministero del Tesoro comunicava che il Comitato Interministeriale del Credito e del Risparmio accettava, in via di larga massima, l'emissione di Lire 5 miliardi.

Il 2 settembre il Ministero del Tesoro autorizzava, per conto suo, l'emissione obbligazionaria, tramite un Consorzio Bancario, fuori sportello, cioè, non con emissione al pubblico.

Il 3 settembre 1964 ci fu la riunione a Roma della SAV con gli Enti finanziatori, alla sede dell'Istituto Centrale delle Casse di Risparmio Italiane.

Il 3 novembre ci fu l'appuntamento anche con il Ministro Mancini e - il 3 settembre voglio dire - nel corrente di settembre ci fu ancora l'approvazione da parte degli Istituti finanziatori, per le loro quote, assorbimento dell'emissione e precisamente la San Paolo per 444 milioni e trecento, la Cassa di Risparmio di Torino per 666.700.000, la Banca Popolare di Novara per 277.500.000, l'Istituto Centrale delle Casse di Risparmio Italiane per 2.222.800.000, l'Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane per 277 milioni 500 mila, l'Istituto Nazionale delle Assicurazioni per 1.111.200.000.

Il 10 settembre ci fu la riapprovazione del progetto di massima Quincinetto-Aosta a 22,60, cioè a due corsie di 7,50 di marcia, più corsia di sosta di 2,50, più banchina di 0,50, più spartitraffico centrale di 1,60.

Il 21 settembre ci fu il Consiglio di Amministrazione della SAV deliberante l'accettazione delle operazioni, l'approvazione del regolamento del prestito, l'approvazione dell'accordo con sottoscrittori per il collocamento, l'approvazione del contratto di tesoreria ed ultimamente la stipulazione della convenzione di tesoreria; queste, come dicevo, sono le tappe principali dei lavori amministrativi preparatori svoltisi l'anno scorso.

Si stanno attualmente montando i cantieri di Hône, non perché preoccupati da pressioni demagogiche più o meno interessate, ma perché è il momento di montare i cantieri, senza più i rischi incontrollabili di 4 mesi fa e perché abbiamo raggiunto la certezza che, nelle more purtroppo inevitabili del montaggio del cantiere, gli ultimi e minori inghippi burocratici ed amministrativi, si risolveranno.

Voglio ancora ricordare che la SAV non ha mai fissato date di inizio né all'estate, né all'autunno, né all'inverno, né abbiamo mai fatto previsioni più o meno azzardate circa la ultimazione dei lavori. Ho soltanto detto qui, in un passato Consiglio, per rispondere ad analoga domanda, e lo ripeto oggi, che tutto dipende dal susseguirsi dei finanziamenti che noi ci auguriamo debbano procedere con un determinato ritmo e che se quel ritmo si manterrà, nel 1969 l'intera autostrada sarà transitabile; ed avevo allora detto anche che il nostro programma prevedeva una prima emissione obbligazionaria di cinque miliardi entro il secondo semestre 1964, di 10 miliardi entro l'anno 1965, di 9 miliardi nel 1966 per il completamento della totale prevista emissione di Lire 24 miliardi.

Comunque, a miglior chiarimento di questo Consiglio, dirò ancora, ricapitolando anche in parte, che l'operazione per il primo finanziamento dei cinque miliardi di lire è ormai conclusa; manca ancora il decreto congiunto del Ministero del Tesoro e del Ministero dei Lavori Pubblici per la concessione della garanzia sussidiaria statale.

Per quanto riguarda un successivo e più importante finanziamento, sono state condotte trattative con importanti gruppi esteri, ottenendo affidamento di prestiti a buone condizioni, tasso 6%, in forma di mutui a somministrazione graduale. Prima però di procedere oltre i preliminari sondaggi sono state interpellate le autorità monetarie perché si pronuncino in merito all'autorizzazione delle garanzie sussidiarie dello Stato per le ulteriori operazioni, decidendo in via di principio, in pari tempo, se debbono essere impostate con operazioni interne oppure in valuta estera; il Comitato Interministeriale del Credito e del Risparmio del 12 dicembre scorso ha negato autorizzazioni nei sensi richiesti e ci è stato consigliato di aspettare qualche tempo, dovendo prima garantire lo Stato l'assorbimento di alcune emissioni, di cui la prima per 75 miliardi, in data odierna.

Inoltre i criteri seguiti dalla SAV per la acquisizione della proprietà dei terreni, attraverso singole trattative per riservare la procedura di esproprio soltanto a quei casi le cui difficoltà formali non possono essere in un altro modo superate, rendono evidentemente più graduale l'acquisizione dei terreni e quindi l'attivazione.

L'inizio dei lavori è stato inoltre ritardato per il fatto che essendo stato deciso l'ampliamento della sede stradale da m. 19,10 a metri 22,60, sono stati dovuti rielaborare i progetti e ripresentare all'approvazione dell'ANAS. Al giorno d'oggi la situazione è questa: circa due mesi fa è stato conferito il primo appalto; è in costruzione il cantiere relativo per la perforazione della galleria di Hône; da metà dicembre sono iniziati i lavori per le prime sistemazioni dei terreni sui fronti di attacco che avranno un assai rapido sviluppo; confidiamo entro febbraio di entrare in galleria.

Il programma per lo sviluppo dei lavori, subordinatamente beninteso alle decisioni del Comitato Interministeriale del Credito e del Risparmio, che deve autorizzare, come già detto, l'approvvigionamento dei capitali occorrenti, prevede l'ultimazione dei singoli tronchi dell'autostrada entro tre anni dalla relativa autorizzazione finanziaria; per il primo tronco, messo in costruzione è così previsto che esso sia ultimato entro il 1967; tuttavia si nutre speranza di poter anticipare, rispetto a questo termine, se le condizioni della roccia da perforare della galleria di Bard, risulteranno sufficientemente buone.

Ricordo ancora che il programma finanziario e sociale è articolato su tre operazioni fondamentali: finanziamenti garantiti sussidiariamente dallo Stato, per un ammontare di 24 miliardi, dei quali 5 già acquisiti; sconto del contributo statale di 30 annualità, pari ciascuna al 3,25 % del costo delle opere, man mano che detto contributo risulterà liquidabile con il procedere dello stato di avanzamento dei lavori, ed infine un mutuo ipotecario dell'ammontare di circa lire 6 miliardi, da garantirsi sull'autostrada già finita e con i quali fronteggiare le liquidazioni finali.

Qui è ancora da ricordare che i costi di costruzione dell'autostrada sono stimati con sufficiente larghezza, così che attualmente non è da prevedere che siano superati, anche tenendo conto degli aumenti di costi fino ad oggi intervenuti e di quelli in ulteriore aumento che in condizioni di stabilità monetaria potranno verificarsi in successivo tempo.

Per chiudere vorrei ancora dire che farebbero bene, tutti questi esclusivi custodi del bene pubblico, a riservare alcune pressioni alla sistemazione definitiva anche della grande viabilità ordinaria, alle statali 26 e 27, che per la Valle, per i suoi traffici interni, le sue comunicazioni, sono veramente di estrema importanza, destinate come sono a sopportare, non solo il traffico minuto, quello per intendersi di piccolo cabotaggio, passeggeri e merci, ma anche quello interno turistico.

Stiano tranquilli questi Signori, c'è già chi se la prende per loro, e per delle ragioni certamente più serie; non facciano la "mouche du coche", arriverà la SAV a concludere la sua fatica, anche senza di loro, oserei dire, forse meglio senza di loro".

Il Presidente della Giunta, CAVERI, osserva come la relazione del Consigliere Chamonin sia stata talmente dettagliata ed esauriente dal dispensarlo da parecchie considerazioni sull'argomento.

Ritiene, comunque, di dover chiarire ancora alcuni punti della questione riguardante la costruzione dell'autostrada Quincinetto Aosta.

A quanti affermano che, se si fosse adottata la soluzione prospettata dalla Società ATIVA, l'autostrada Quincinetto-Aosta sarebbe stata realizzata più rapidamente e in un modo più soddisfacente, ricorda che con quella soluzione lo sforzo finanziario per la realizzazione dell'opera, secondo gli intendimenti della Società ATIVA, - come potrebbe ben testimoniare il Presidente del Consiglio, Avv. Oreste Marcoz -, avrebbe dovuto ricadere in gran parte sull'Amministrazione Regionale, con quali conseguenze sul bilancio della Regione è facile immaginare.

Osserva, infatti, che il bilancio della Regione sarebbe stato gravato per molti anni in un modo tale, per cui i programmi annuali regionali di opere pubbliche avrebbero dovuto essere in gran parte accantonati per molti anni.

Dichiara di aver esaminato attentamente la mozione in discussione onde coglierne l'esatto senso, soprattutto per quinto riguarda il mandato che si intende dare al Presidente della Giunta di prendere tutte quelle iniziative presso il Governo centrale e presso la Società SAV inerenti l'attuazione dei provvedimenti tecnico-finanziari ancora necessari per l'esecuzione coordinata e tempestiva dei tronchi autostradali successivi al primo tronco Quincinetto-Verrès.

Ritiene che il mandato che si intende dare al Presidente della Giunta debba consistere principalmente nell'ottenere, da parte degli Organi statali che fissano i principi della politica creditizia, l'autorizzazione alla emissione di ulteriori tranches di obbligazioni per il finanziamento dei lavori relativi alla costruzione dei tronchi dell'autostrada.

Dichiara che, allo stato attuale della politica creditizia, era sua convinzione che fossero ben scarse le possibilità di ottenere l'autorizzazione per ulteriori tranches di obbligazioni, avendo constatato le grandi difficoltà che si sono dovute superare per ottenere la autorizzazione all'emissione della prima tranches obbligazionaria di Lire 5 miliardi per il finanziamento del primo tronco dei lavori autostradali.

Comunica di aver conferito recentemente in merito al problema in esame con due Sottosegretari al Ministero del Tesoro e con un Sottosegretario al Ministero dei Lavori Pubblici e di aver avuto la conferma che in questo momento è impossibile ottenere la sopra-citata autorizzazione.

Aggiunge che le Autorità interpellate gli hanno prospettato che fra due o tre mesi potrebbe intervenire un cambiamento nella politica creditizia attuale, con conseguente rimozione o riduzione degli impedimenti oggi esistenti per la concessione della predetta autorizzazione.

Ritiene pertanto che, in questo momento, sarebbe inutile ogni azione in tale senso da parte del Presidente della Giunta presso i competenti Organi statali.

Il Presidente, MARCOZ, dichiara di voler rispondere innanzitutto all'interrogativo ripetutamente posto dalla Stampa, circa i motivi per cui non si è concordato con la Società ATIVA il prolungamento dell'autostrada del tronco da Quincinetto a Verrès.

Dichiara in proposito che, nel periodo in cui ricopriva la carica di Presidente della Giunta, aveva discusso del problema con il Prof. Chianale, Presidente della Società ATIVA, il quale gli aveva manifestato le intenzioni della Società stessa di provvedere al prolungamento dell'autostrada da Quincinetto a Verrès, a condizione però che la quota di partecipazione azionaria della Regione, in relazione al prevalente interesse della Valle d'Aosta alla costruzione del tronco Quincinetto-Verrès fosse notevolmente aumentata, lasciando chiaramente intendere che le quote di partecipazione dei vari Enti interessati alla esecuzione del sopracitato tronco autostradale avrebbero dovuto essere rovesciate in termine di percentuali in seguito all'aumento rilevante del capitale azionario della Società ATIVA.

Precisa che, in pratica, questa proposta voleva significare che la Regione partecipava alla costruzione dell'autostrada da Torino-Quincinetto con una maggiore quota percentuale del capitale della Società ATIVA.

Questo, egli aggiunge, voleva dire che la Regione avrebbe dovuto reperire e finanziare, da sola, una somma di circa 40 miliardi per il prolungamento dell'autostrada da Quincinetto ad Aosta.

Rileva ancora che il progetto redatto dalla Società ATIVA contemplava allora unicamente la costruzione del tronco Quincinetto-Verrès, mentre il progetto della Società SAV è un progetto di più ampio respiro e il solo idoneo a risolvere completamente il problema del collegamento con il capoluogo della Regione, prevedendo il prolungamento dell'autostrada fino alle porte di Aosta.

Osserva che, dopo il citato incontro con il Presidente dell'ATIVA, detta Società non si è più interessata di aver alcun contatto con l'Amministrazione Regionale, nonostante che, nel frattempo, la Regione avesse assunto l'iniziativa di costituire una nuova Società con la partecipazione di altri Enti per la realizzazione del tronco autostradale da Quincinetto ad Aosta e fosse entrata in vigore la nota legge statale nella quale è contemplata la concessione di contributi statali alle Società costruttrici di autostrade per la realizzazione di dette opere.

Fa presente che, se la Società ATIVA avesse fatto seguire alle primitive vaghe intenzioni di massima delle proposte concrete, la Regione avrebbe avuto tutta la possibilità di prenderla in esame, modificando, se del caso, i propri intendimenti in merito al problema dell'autostrada, prima di portare a conclusione le lunghe e laboriose trattative per la costituzione della Società SAV.

Dichiara pertanto che questa è la verità: la Società ATIVA voleva, bensì, acquisire il merito per il prolungamento dell'autostrada fino a Verrès, lasciando però volentieri alla Regione l'onere quasi totale delle relative spese.

Afferma quindi che i motivi fondamentali che non hanno consentito un accordo con la Società ATIVA sono unicamente di ordine finanziario, stante l'impossibilità da parte della Regione di sottoscrivere una quota azionaria così elevata come quella che le era stata prospettata e che sarebbe stata una ben rovinosa operazione per il bilancio regionale.

Riferisce di aver illustrato, a suo tempo, alla Giunta Regionale tale situazione e precisa che la Giunta stessa aveva concordemente ritenuto che non fosse conveniente di trattare con la Società ATIVA per il prolungamento dell'autostrada fino a Verrès alle condizioni di cui sopra.

Osserva ancora che, se l'operazione si fosse presentata in termini abbordabili per il bilancio regionale, vi sarebbe stata maggior convenienza ad accordarsi con una Società già costituita che non procedere alla laboriosa costituzione di una nuova Società a questo scopo.

Dichiara, pertanto, che quanto è avvenuto è da porsi in relazione unicamente alla responsabilità degli Amministratori regionali allora in carica, i quali non hanno voluto impegnare il bilancio della Regione per delle somme così elevate.

Afferma di essere lieto che gli sia stata data l'occasione di dare questi chiarimenti, in modo che tutti gli equivoci vengano dissipati e la verità sia resa nota a tutti i cittadini della Valle d'Aosta.

Osserva che molte volte l'Amministrazione Regionale è stata accusata di ritardo per la definizione del problema dell'autostrada, senza, peraltro, che venissero fornite precisazioni sulla natura del ritardo.

Rileva, in proposito, che l'Amministrazione Regionale della Valle d'Aosta è stata tra i primi Enti che hanno inoltrato al competente Ministero la domanda di concessione del contributo statale per la costruzione dell'autostrada Quincinetto-Aosta, ai sensi delle disposizioni legislative vigenti in materia.

Ricorda che la domanda di contributo venne da lui stesso sottoscritta con carattere di estrema urgenza, senza possibilità di consultarsi in merito con l'intera Giunta.

Si rallegra, comunque, di aver assunto personalmente questa responsabilità perché, altrimenti, i finanziamenti statali per la costruzione dell'autostrada Quincinetto-Aosta avrebbero potuto essere dirottati verso altre opere autostradali.

Ritiene, comunque, che í chiarimenti forniti nella presente seduta in merito al problema dell'autostrada, soprattutto per quanto riguarda il mancato accordo con la Società ATIVA per il prolungamento della strada stessa nel tronco Quincinetto-Verrès, siano stati opportuni e atti a chiarire il problema stesso di fronte all'opinione pubblica che avrà, così, gli elementi per impostare una discussione obiettiva.

Il Consigliere BENZO si dichiara sorpreso che il Presidente, Marcoz, ed il Consigliere Chamonin nelle loro risposte si siano rivolti non al presentatore della mozione, ma a degli estranei al Consiglio e particolarmente ai giornalisti.

Dichiara, inoltre, di aver sentito nel corso della discussione delle interessanti difese dell'Amministrazione Regionale e della Società S.A.V. nei confronti della Società ATIVA.

Rammenta di avere presentato, in qualità di Consigliere regionale, dapprima una interpellanza, discussa nella seduta del 7 ottobre 1964, e di avere, in seguito, - non essendo stato soddisfatto della risposta avuta, - presentato la mozione in esame nella quale si chiede alla Società SAV di iniziare i lavori nel tronco Quincinetto-Verrès e si dà mandato al Presidente ed alla Giunta Regionale di prendere tutte quelle iniziative presso il Governo centrale e presso la Società SAV inerenti l'attuazione dei provvedimenti tecnico-finanziari ancora necessari per l'esecuzione coordinata e tempestiva degli altri tronchi autostradali.

Rileva, però, che la presente mozione reca la data del 20 novembre 1964 ed è basata su delle premesse valide all'atto della sua presentazione perché, in effetti, a quella data i lavori relativi alla costruzione del primo tronco autostradale non erano ancora stati iniziati ed il Presidente della Giunta non aveva ancora assunto quelle iniziative né avuto quegli incontri con varie personalità governative che si sono realizzate durante la sua recente permanenza a Roma per le elezioni del Presidente della Repubblica.

Il che sta a dimostrare, - egli aggiunge --, che le preoccupazioni esposte nella mozione in discussione erano attuali all'epoca della presentazione della mozione perché, in effetti, anche il Presidente della Giunta si stava allora preoccupando per l'attuazione di quei provvedimenti tecnico-finanziari che consentissero la realizzazione degli ulteriori tronchi dell'autostrada.

Si rammarica che il Consigliere Chamonin, nella sua esposizione, abbia usato parole piuttosto pesanti nei confronti dei giornalisti e degli estranei al Consiglio Regionale e osserva che un Consigliere regionale non dovrebbe mai dimenticarsi della carica che riveste.

Il Consigliere CHAMONIN dichiara che nella sua esposizione non è stato fatto alcun riferimento ai giornalisti.

Il Consigliere BENZO, dopo avere dichiarato di essersi occupato del problema dell'autostrada da diversi anni con piena coscienza e onestà e senza alcun interesse particolaristico, rileva che i precedenti oratori hanno dato molti chiarimenti sulla questione; ritiene, quindi, di dover fare anch'egli una breve cronistoria della questione in base ai dati in suo possesso.

Ricorda che il Consiglio Regionale, nella seduta del 20 luglio 1961, ebbe a prendere in esame la richiesta della Società ATIVA riguardante il prolungamento dell'autostrada Torino-Quincinetto nel tronco Quincinetto-Verrès.

Fa presente che in detta seduta vennero posti a votazione due ordini del giorno, di cui, il primo, proposto dalla maggioranza consiliare era del seguente tenore:

"Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta preso atto dell'invito rivolto dalla Società ATIVA con lettera del 23 giugno 1961 di pronunciarsi sull'opportunità del prolungamento dell'autostrada Torino-Quincinetto fino a Verrès;

(... Omissis ...)

DECIDE

di subordinare ogni decisione di sua competenza sull'invito rivolto dall'ATIVA, di pronunciarsi sull'opportunità di prolungare l'autostrada da Quincinetto a Verrès, alla effettiva realizzazione dell'allargamento delle strade statali n. 26 e n. 27",

mentre il secondo, proposto dalla minoranza consiliare era così concepito:

"Il Consiglio Regionale

preso atto delle rinnovate assicurazioni date dal Governo centrale circa la sistemazione delle statali n. 26 e n. 27 entro il 1963, mentre fa voti che detti lavori abbiano immediata esecuzione per risolvere il problema della viabilità in modo razionale,

ESPRIME

in linea di massima parere favorevole sull'opportunità della prosecuzione di una autostrada sino a Verrès, riservata ogni decisione definitiva in merito sia al tracciato che al funzionamento ed al richiesto finanziamento, appena in possesso dei dati particolareggiati relativi alla proposta opera.

DA' MANDATO

alla Giunta Regionale di richiedere alla Società ATIVA i dati necessari, prendendo altresì contatto con il Governo centrale onde armonizzare anche agli effetti del finanziamento le due opere ed ottenerne la contemporanea attuazione".

Ricorda ancora che, ai primi del mese di ottobre del 1961, il Presidente del Consiglio, Marcoz, allora Presidente della Giunta, ebbe un incontro con il Direttore Generale della ANAS, incaricato dal Ministro dei Lavori Pubblici, - Onorevole Zaccagnini -, di trattare il problema della viabilità in Valle di Aosta in relazione all'apertura dei trafori del Gran San Bernardo e del Monte Bianco.

Riferisce che, in seguito a questo incontro, la Direzione Generale dell'ANAS ebbe ad inviare alla Regione una lettera recante la data del 19 novembre 1961 in cui si davano assicurazioni circa l'ammodernamento della strada statale n. 26 fino ad Aosta, con allargamento della sede stradale a metri 7,50 e banchine di un metro, con la costruzione delle circonvallazioni e con l'ammodernamento delle due strade Aosta-Courmayeur e Aosta-Traforo del Gran San Bernardo, nonché con allargamento della sede stradale a mt. 12.

Rammenta che il Presidente del Consiglio, Marcoz, nel suo precedente intervento ha detto che, dopo il primo incontro avuto con il Presidente della Società ATIVA, Prof. Chianale, si attendeva ulteriori passi da parte della predetta Società per proseguire nelle trattative riguardanti il prolungamento dell'autostrada Torino-Quincinetto fino a Verrès.

Osserva, però, che il tempo che intercorre dalla seduta consiliare del 28 luglio 1961, - nella quale venne approvato il soprariportato ordine del giorno negativo nei confronti della richiesta ufficiale della Società ATIVA per la costruzione del tronco autostradale Quincinetto-Verrès, - alla data di costituzione della Società SAV è appena di tre mesi, per cui è evidente che la Società ATIVA, soprattutto dopo il netto rifiuto del Consiglio Regionale di accogliere la sua richiesta, non ha avuto molto tempo per assumere nuove iniziative in merito.

Dichiara che la lunga cronistoria fatta dal Consigliere Chamonin circa la questione riguardante la Società SAV è interessante sotto molti aspetti, anche perché ha portato alla luce fatti di cui non tutti potevano essere a conoscenza.

Ricorda ancora che il Consigliere Chamonin, nel suo intervento, ha affermato che: "farebbero bene tutti questi esclusivi custodi del bene pubblico, a riservare alcune pressioni alla sistemazione definitiva anche della grande viabilità ordinaria, alle statali 26 e 27".

Ritiene, in proposito, soprattutto per la difesa della categoria degli Ingegneri così nobilmente rappresentata in Valle d'Aosta, di dover rilevare che, - prima ancora che il Presidente Marcoz, nella sua veste, allora, di Presidente della Giunta, avesse avuto il già menzionato colloquio con il Direttore Generale dell'ANAS, incaricato dal Ministro dei Lavori Pubblici di trattare il problema della viabilità in Valle d'Aosta, - l'Ordine degli Ingegneri della Regione, con un documento approvato in sede di Assemblea Generale straordinaria dell'Ordine stesso ed inviato per conoscenza a tutti i Ministri, aveva sollecitato la soluzione del problema riguardante la grande viabilità ordinaria della Valle d'Aosta con l'allargamento e l'adeguamento delle strade statali n. 26 e n. 27, onde renderle adatte al grande traffico internazionale.

Riferisce che detti solleciti vennero rinnovati in un nuovo ordine del giorno approvato dall'Ordine stesso nell'anno 1964.

Dichiara che la voce dell'Ordine degli Ingegneri della Valle d'Aosta ha avuto maggior ascolto al livello ministeriale e parlamentare che non al livello regionale.

Fa presente, infatti, che il Senatore Onorevole Chabod, - al quale rivolge ringraziamenti per l'interessamento avuto nella questione, - aveva dichiarato con lettera di concordare pienamente sul contenuto del primo ordine del giorno approvato dall'Ordine degli Ingegneri della Regione, ordine del giorno che, a suo giudizio, gli consentiva di insistere nelle sedi opportune per la soluzione dei problemi di cui si tratta.

Fa inoltre presente che l'Onorevole Forti, allora Sottosegretario al Ministero dei Lavori Pubblici, aveva risposto cortesemente al documento approvato dall'Ordine degli Ingegneri della Valle d'Aosta.

In particolare, ricorda la risposta del Senatore Onorevole Battista, allora Sottosegretario al Ministero per il Turismo e lo Spettacolo, il quale aveva assicurato il suo interessamento ufficiale presso l'ANAS per il sollecito inizio dei lavori sulle strade statali n. 26 e n. 27 e per la definizione della questione dell'autostrada Quincinetto-Aosta.

Ritiene, a questo punto, di dover fare osservare il comportamento dell'Amministrazione Regionale circa il problema dell'autostrada Quincinetto-Aosta, dando lettura del seguente stralcio del verbale della seduta consiliare del 9 giugno 1960, riguardante la discussione dell'oggetto n. 51: "Continuazione autostrada Torino-Valle d'Aosta fino al Comune di Donnaz" - "L'Assessore Savioz rammenta di aver detto e ribadito nelle sedute del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Direttivo dell'ATIVA che l'Amministrazione Regionale della Valle d'Aosta si è ripetutamente pronunciata contro la costruzione di un'autostrada nel territorio della Valle d'Aosta e di essere stato assai chiaro nelle sue dichiarazioni su tale problema".

Il Presidente, MARCOZ, fa presente che, nella discussione in corso, sarebbe pertinente dimostrare che il preteso ritardo per l'inizio dell'esecuzione dei lavori di costruzione dell'autostrada Quincinetto-Aosta fosse legato alle sopra riportate dichiarazioni.

Osserva che il problema dell'autostrada è stato bensì un problema molto contrastato e dibattuto, ma che tuttavia, - e questo è il punto essenziale -, contrasti e dibattiti non hanno impedito che la relativa pratica continuasse il suo regolare corso nelle sedi opportune, nel rispetto di tutti i termini prescritti dalle leggi.

Il Consigliere BENZO precisa di non avere mai parlato di ritardo in sede di Consiglio.

Osserva, però, che se la questione fosse stata definita negli anni anteriori al 1963, non vi sarebbero state difficoltà per i finanziamenti occorrenti per la costruzione della autostrada, perché in quegli anni non si era ancora entrati nel periodo della sfavorevole congiuntura economica.

A parte questo fatto, - egli dice, - noi vogliamo portare avanti questo problema, come l'abbiamo portato avanti nel passato, quando nessuno lo difendeva.

Dà atto al Presidente del Consiglio, Marcoz, del suo interessamento fattivo nel periodo in cui rivestiva la carica di Presidente della Giunta, per la soluzione del problema dell'autostrada.

Dichiara, tuttavia, di essere ancora nel dubbio nel giudicare se l'Amministrazione Regionale abbia fatto bene a riservare le proprie disponibilità finanziarie per l'attuazione dei normali programmi di lavori pubblici o se avrebbe fatto meglio ad intervenire massicciamente nel problema del finanziamento dell'autostrada.

Il Presidente, MARCOZ, osserva ancora che si sarebbe trattato di un impegno finanziario dell'ordine di 40 miliardi e questo, -- egli dice -, nessuno dovrebbe dimenticarlo.

Il Consigliere BENZO rileva che i contatti avuti a suo tempo con la Società ATIVA erano semplicemente dei contatti preliminari, che riguardavano solamente il tronco Quincinetto-Verrès, e che, in tale sede, non si era fatto alcun cenno al prolungamento dell'autostrada fino ad Aosta.

Ritornando alla mozione in discussione, osserva che le considerazioni ed i rilievi della mozione, sono tuttora validi perché, in effetti, il problema della viabilità nella Valle d'Aosta non è stato risolto e la Regione non è ancora pronta ad accogliere le correnti di traffico che i due trafori alpini riverseranno in Valle d'Aosta.

Sottolinea la gravità di questa situazione, con particolare riguardo alla alta Valle d'Aosta ed anche alle vallate laterali.

Se sono tuttora validi, - egli aggiunge, - i rilievi e le considerazioni delle premesse della mozione in esame, altrettanto valide risultano le conclusioni della mozione stessa perché, in sostanza, si rivolge l'invito al Presidente della Giunta di continuare ad interessarsi presso le sedi opportune affinché il problema dell'autostrada venga definitivamente risolto.

Dà atto al Presidente della Giunta del suo passato interessamento ai riguardo, di cui fanno fede i continui contatti e la copiosa corrispondenza intercorsa fra la Regione e la Società SAV, e i telegrammi mandati alla Regione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministro dei Lavori Pubblici, nonché gli incontri avuti con personalità governative, l'ultimo dei quali avvenuto in occasione della visita in Valle d'Aosta del Ministro Pieraccini, in data 22 giugno 1964.

Ricorda che il Presidente della Giunta, nella seduta del 7 ottobre 1964, ebbe a dichiarare, in merito al problema dell'autostrada, quanto segue:

"Evidentemente, siamo passati dalla fase ministeriale ad un'altra fase; la fase ministeriale, infatti, mi pare che si possa considerare oggi esaurita e, quindi, spetta ora alla Società SAV di procedere agli atti per l'esecuzione dell'opera".

Osserva che, dalla soprariportata dichiarazione, sembrerebbe che il Consiglio e la Giunta Regionali non abbiano più nulla da fare per la questione riguardante la costruzione dell'autostrada, mentre invece rimane ancora molto da fare perché i finanziamenti già ottenuti sono limitati unicamente all'esecuzione di un primo lotto di lavori.

Dichiara che il farsi promotore di iniziative in tal senso è un dovere dell'Amministrazione Regionale, la quale dovrebbe sentire e vivere questo problema con la stessa intensità con cui lo sentono e lo vivono organismi estranei all'Amministrazione stessa, come è un dovere dell'opposizione stimolare continuamente i governanti della Regione per impedire ogni sorta di immobilismo e correggere gli errori di impostazione e di conduzione politica e amministrativa.

Ricorda ancora che il Presidente della Giunta, Caveri, nella seduta del 7 ottobre 1964, aveva dichiarato che: "Essendo ormai stata approvata l'apertura di credito per lo importo di Lire 5 miliardi, il finanziamento occorrente per i rimanenti lotti diventa una cosa automatica"; osserva che la soprariportata dichiarazione è in contraddizione con quanto affermato dal Presidente stesso nella presente seduta in merito allo stesso argomento, perché dalle sue parole si è venuti a conoscenza che gli ulteriori finanziamenti non sono affatto automatici, ma in questo momento sono addirittura bloccati.

L'Assessore BALESTRI dichiara che la Giunta Regionale, rendendosi perfettamente conto dell'importanza che l'autostrada riveste per la Valle d'Aosta, si è continuamente interessata del problema e che in molte occasioni sono stati accertati i frutti di questo interessamento.

Per quanto riguarda l'allargamento della strada statale n. 26, informa che la priorità data al piano per la costruzione di autostrade ha portato allo stralcio dei finanziamenti del Ministero dei Lavori Pubblici per l'esecuzione di altre opere di normale importanza.

Precisa che è allo studio presso la Direzione Generale dell'ANAS l'allargamento della strada statale n. 26 e che entro un mese o due si avrà conoscenza delle decisioni adottate in merito.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, rileva che nelle dichiarazioni fatte nella seduta del 7 ottobre 1964 non vi è proprio nulla di negativo né di contradditorio; rileva che le dichiarazioni stesse rispondono alla massima esattezza, in quanto è stato confermato nei successivi incontri avuti con Autorità governative che, allo stato degli atti, non vi era, a quel tempo, alcuna possibilità di ottenere altre autorizzazioni per ulteriori emissioni di "tranches" obbligazionarie.

Osserva che l'automatismo nel finanziamento per i lavori di costruzione dell'autostrada è più che mai funzionante.

Conclude, rilevando che la fase ministeriale in questo momento e per un lasso di tempo di due mesi ancora è effettivamente esaurita e riprenderà soltanto quando, - rimossi gli ostacoli frapposti dalla politica di restrizione del credito attualmente in vigore -, vi sarà la possibilità di ottenere altre autorizzazioni di finanziamento.

Il Consigliere BENZO afferma che vi è contraddittorietà tra le affermazioni del Presidente della Giunta fatte nella seduta consiliare del 7 ottobre 1964 e quelle rese nella presente seduta, in quanto in un primo tempo aveva dichiarato che la fase ministeriale era completamente esaurita, mentre ora afferma che è sospesa.

Invita, pertanto, il Presidente della Giunta ad intervenire nuovamente, nel mese di marzo, non solo presso i Sottosegretari, ma anche direttamente presso i Ministri per rimuovere gli ostacoli che ora si frappongono al reperimento di fondi per la costruzione dell'autostrada.

Osserva ancora che questa azione deve essere fatta da parte della Regione anche perché la Regione, essendo compartecipe del capitale azionario della Società SAV, è direttamente interessata alla questione.

Riferisce ancora che, nella relazione svolta dal Presidente della Società SAV al Consiglio di Amministrazione, si dice che da parte di detta Società è già stata iniziata l'organizzazione degli espropri e che sono stati già effettuati i primi stati di consistenza, cosicché, non appena sarà emanato il decreto di occupazione dei terreni, potrà senz'altro aversi la disponibilità dei terreni.

Chiede al Presidente della Giunta quando intenda procedere all'emanazione del predetto Decreto di occupazione dei terreni.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, osserva che, a' sensi dell'articolo 17 della Convenzione per la costituzione della Società SAV, non si deve procedere all'emanazione del decreto di occupazione se non è stata esaurita prima la fase di trattative con i proprietari interessati.

Sulla questione della espropriazione, segue breve discussione polemica a cui prendono parte il Presidente della Giunta, CAVERI, l'Assessore FOSSON ed il Consigliere BENZO.

Il Consigliere CHAMONIN dichiara quanto segue:

"Non intervengo più su quanto è la sostanza della discussione finora svolta.

Voglio soltanto precisare che il Consigliere Benzo mi ha fatto dire delle cose che io assolutamente non ho detto.

Preciso che non ho fatto riferimento, nel mio intervento, né alla più che benemerita categoria degli Ingegneri Valdostani, né a quella altrettanto benemerita dei giornalisti, né tanto meno, al presentatore della mozione, la quale mozione non era, naturalmente, rivolta alla mia persona e alla quale quindi non dovevo rispondere.

Ho illustrato soltanto quale è la posizione della Società SAV e nulla più, senza alcuna ironia, né alcuna acredine.

Quanto ho detto era indirizzato semplicemente a "toutes les mouches du coche" inopportune.

Penso che nessuno in questa sala si identifichi nelle "mouches du coche".

Se poi, erroneamente, criticando la Società SAV, qualcuno pensa di fare dispetto a me, si sbaglia ampiamente.

Ho presieduto una Società che ha un Consiglio di Amministrazione, grazie al cielo, responsabile, il quale prende delle decisioni altrettanto responsabili; una Società che ha un Amministratore Delegato alle più alte funzioni sociali".

Il Consigliere BENZO si dichiara lieto delle precisazioni del Consigliere Chamonin verso il quale è legato da profonda stima, che ritiene reciproca.

Riconosce che le critiche rivolte alla Società SAV possano avere irritato il Consigliere Chamonin nella sua qualità di Presidente di detta Società.

Ritiene, però, che queste situazioni debbano essere superate con un po' di spirito inglese, soprattutto non portando su di un piano personale delle questioni che non sono mai state trattate con spirito personalistico.

Il Consigliere TORRIONE, richiamandosi all'articolo 17 della Convenzione per la costituzione della Società SAV, rileva come la Regione, con lodevole preoccupazione abbia stabilito che si giunga all'espropriazione solo nei casi in cui non sia stato possibile raggiungere un accordo amichevole tra le parti.

Osserva, però, che questo articolo contrasta con la relazione del Presidente di detta Società al Consiglio di Amministrazione, svolto in data 21 settembre 1964, là dove si dice: "così che, non appena sarà emanato il Decreto di occupazione, si potrà senz'altro avere la disponibilità dei terreni".

Fa presente che una simile affermazione potrebbe anche intendersi come un tentativo della Società SAV di eludere lo spirito dell'art. 17 della citata Convenzione, svelando in questo modo il volto che talora assumono certi gruppi privati, quali sono quelli appartenenti alla categoria C della Società stessa, i quali si dimostrano liberali solo quando si toccano le questioni proprie.

Nel caso che tale interpretazione corrispondesse alla realtà, invita il Presidente della Giunta e il Presidente della Società SAV a compiere i passi che si ritengono opportuni, quanto meno per impedire che si creino delle opinioni contrarie a quella che è la realtà.

Riferisce ancora che nei circoli vicini a questi Gruppi di categoria C facenti parte della Società SAV, si è affermata chiaramente l'intenzione di dilazionare il più possibile l'inizio dei lavori di costruzione dell'autostrada, perché detti Gruppi, in questo momento, troverebbero delle notevoli difficoltà per reperire i mezzi di finanziamento.

Ritiene che una simile affermazione potrebbe anche essere non priva di fondamento, dal momento che si vive in un periodo di restrizioni creditizie.

Osserva, però, che ai Gruppi stessi dovrebbe essere fatto presente che non è pensabile eseguire delle importanti opere solo con il contributo statale.

Ritiene, pertanto, che uno stimolo allo inizio dei lavori dell'autostrada sarebbe quanto mai appropriato in questo momento.

Il Consigliere CHAMONIN, per quanto riguarda la questione dell'occupazione dei terreni, dichiara che non si deve dimenticare che il Presidente della Società SAV ed i Consiglieri del Gruppo A, appartenenti alla Società stessa sono stati nominati soprattutto per difendere gli interessi della popolazione valdostana; quindi anche e soprattutto per fare rispettare nello spirito e nella lettera l'articolo 17 della Convenzione.

Circa presunte difficoltà dei Soci appartenenti alla categoria C di reperire i fondi necessari al finanziamento della costruzione dell'autostrada, fa presente che tali difficoltà non esisterebbero, in quanto presso le Banche si sta riformando una liquidità veramente notevole.

Rileva che sono, infatti, gli organi che determinano la politica creditizia statale che non concedono le autorizzazioni per attingere i fondi a detta liquidità per l'esecuzione di opere autostradali, anche in considerazione che in questo periodo il mercato finanziario dovrà già assorbire altri notevoli prestiti per il finanziamento di iniziative di maggiore importanza.

Riferisce che queste sono le dichiarazioni fatte dalla massima autorità monetaria dello Stato alle quali occorre adeguarsi.

Dichiara priva di fondamento la voce, riportata dal Consigliere Torrione, secondo la quale i soci della Società SAV appartenenti al gruppo C non avrebbero alcuna intenzione di dare l'immediato inizio ai lavori di cui si tratta.

Il Consigliere BENZO dichiara che non intende ritirare la propria mozione, nella quale poi, in fondo, non si chiede altro che di sollecitare presso la Società S.A.V. l'inizio dei lavori dell'autostrada e si dà mandato alla Giunta Regionale di continuare a seguire con particolare cura tutta la questione.

Il Consigliere GERMANO osserva che la mozione in discussione è inattuale, perché quanto si chiede nella medesima è già stato realizzato.

Ritiene pertanto che detta mozione debba essere ritirata.

Il Consigliere BENZO conferma di essere contrario al ritiro della mozione anche perché la mozione medesima viene discussa a troppa distanza dalla data di presentazione.

Osserva che, in pratica, i lavori di cui si tratta non hanno ancora avuto inizio e non avranno inizio prima del mese di febbraio.

Ritiene normale che si dia mandato alla Giunta di continuare a sollecitare presso i competenti Organi statali le autorizzazioni per il finanziamento dell'intera opera.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, dichiara di avere dimostrato che le sollecitazioni che dovevano essere fatte sono state fatte.

Osserva che, data la particolare precaria situazione economica attuale, si è costretti ad attendere ancora qualche mese prima di intervenire ulteriormente nelle opportune sedi per ottenere le già citate autorizzazioni.

Conclude dichiarando che la mozione in discussione è ormai svuotata di contenuto.

Il Consigliere LUSTRISSY osserva che vi sarebbero maggiori garanzie se il Presidente della Giunta, Caveri, in luogo di riferire di contatti e di incontri avuti con Autorità governative, avesse dato lettura di documenti scritti riguardanti la questione; allo stato attuale, invece, - egli dice -, non si può aderire all'invito a ritirare la mozione.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, fa presente che agli incontri cui ha fatto cenno nella sua esposizione erano presenti i Parlamentari Valdostani Onorevole Chabod e Onorevole Gex, i quali sono garanti di quanto sopra ha riferito.

Il Consigliere BENZO osserva che il Presidente della Giunta, Caveri, ritiene di dover continuare il suo interessamento nella questione riguardante l'autostrada, ma non desidera che gli sia dato con una mozione della minoranza il mandato di continuare ad occuparsi del problema in esame.

Dichiara di essere convinto di quanto affermato dal Presidente della Giunta in merito agli incontri avuti con le Autorità governative sul problema di cui si tratta e precisa che, con la mozione in discussione, si intende solo invitarlo a continuare nel suo interessamento.

Il Presidente, MARCOZ, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sulla mozione in oggetto, invita il Consiglio a votare, per alzata di mano, sulla proposta di approvazione della mozione presentata dal Consigliere regionale Signor Benzo Carlo.

Procedutosi alla votazione, il Presidente accerta e comunica che il Consiglio, con voti favorevoli quindici e voti contrari diciotto (Consiglieri presenti e votanti: trentatré) , ha respinto la mozione soprariportata.

Il Consiglio prende atto.

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