Oggetto del Consiglio n. 4 del 11 gennaio 1965 - Verbale
OGGETTO N. 4/65 - AMPLIAMENTO DEL COMPRENSORIO DEL PARCO NAZIONALE DEL GRAN PARADISO. RICHIESTA DI INFORMAZIONI. (Interpellanza dei Consiglieri regionali Signori Berthet Amato, Chabod Guido e Mappelli Angelo)
Il Presidente, MARCOZ, dichiara aperta la discussione sulla seguente interpellanza dei Consiglieri regionali Signori Berthet Amato, Chabod Guido e Mappelli Angelo concernente l'oggetto: "Ampliamento del comprensorio del Parco Nazionale del Gran Paradiso. - Richiesta di informazioni", interpellanza trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza e di cui dà lettura:
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All'Ill.mo Signor PRESIDENTE
del Consiglio Regionale della Regione Valle di Aosta
AOSTA
I sottoscritti Consiglieri Regionali, facendosi portavoce delle popolazioni incluse nella zona del Parco del Gran Paradiso e di quelle immediatamente limitrofe, si pregiano chiedere se la Regione è stata interessata dall'Amministrazione del Parco stesso in merito all'ampliamento della zona protetta e quale è il pensiero della Regione in merito.
Ringraziando porgono distinti saluti.
Aosta, lì 16-11-1964.
F.ti: BERTHET Amato - CHABOD Guido - MAPPELLI Angelo
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Il Presidente della Giunta, CAVERI, comunica che la Regione non è stata interessata, finora, in merito all'ampliamento della zona protetta del Parco Nazionale del Gran Paradiso né dalla Amministrazione del Parco, né da altri.
Il Consigliere BERTHET osserva come il Presidente della Giunta abbia risposto all'interpellanza prima ancora che gli interpellanti avessero illustrato l'interpellanza stessa e chiarito il loro pensiero.
Fa presente che l'interpellanza di cui si tratta ha preso origine da una serie di articoli apparsi su vari giornali quotidiani, nazionali e stranieri, concernenti appunto l'ampliamento dell'attuale comprensorio del Parco Nazionale del Gran Paradiso; da un grafico apparso su uno dei predetti quotidiani, nel quale era contemplata l'inclusione nel comprensorio del Parco stesso di tutta la Valle di Cogne, compresa la destra orografica del torrente Grand'Eyvia, di tutta la Valsavaranche e di tutta la Valle di Rhêmes, fino alle frazioni alte dei Comuni di Introd, di Arvier e di Villeneuve; da due progetti di legge, di origine parlamentare, concernenti la revisione degli ordinamenti legislativi regolanti la vita dei Parchi Nazionali.
Riferisce che tutte queste iniziative hanno messo in giustificato allarme tutte le popolazioni incluse nella zona del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Osserva che le limitazioni alla libertà dell'individuo, derivanti dalle norme che regolano l'attività del predetto Parco, fino dai tempi passati, hanno creato delle pesanti condizioni di vita per le popolazioni interessate, il cui spirito di iniziativa viene frustato da divieti e obblighi di vario genere, tanto che molti abitanti, per non vivere in miseria, sono spinti ad abbandonare le loro case.
Dichiara che le continue revisioni, - sempre più sfavorevoli per gli abitanti -, dei confini del Parco Nazionale del Gran Paradiso rappresentano delle esagerazioni, che non possono non preoccupare le popolazioni locali.
Pur riconoscendo la necessità della esistenza di Parchi Nazionali e la nobiltà dei fini che i Parchi stessi si propongono, ritiene che non si debba giungere all'estremo male di allontanare l'uomo dalla propria casa per fare posto a degli animali, per quanto pregiati essi siano.
Ritiene che si debba porre la questione in termini di buon senso, impedendo che i predetti Parchi Nazionali vengano creati e si sviluppino ai danni della comunità umana e stabilendo che sia dato un equo indennizzo ai proprietari dei terreni inclusi nei comprensori dei Parchi stessi, o addirittura che sia disposto l'acquisto di detti terreni da parte dei Parchi Nazionali.
In relazione a quanto sopra esposto, dichiara di attendere ulteriori precisazioni da parte della Giunta Regionale, soprattutto in ordine ad eventuali iniziative che la Giunta stessa intendesse assumere in tale senso per tranquillizzare le popolazioni interessate. Rileva che il Consiglio Regionale ha dei propri rappresentanti in seno al Consiglio di Amministrazione del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Il Presidente della Giunta, CAVERI, dichiara che la Giunta Regionale ritiene che debbano essere risarciti i danni arrecati ai proprietari di terreni dalla fauna del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Informa che, su sua personale proposta, la Giunta ha provveduto ad un primo stanziamento di fondi, dell'importo di Lire 1 milione 500 mila per il risarcimento dei danni di cui si tratta.
Precisa che i proprietari interessati dovranno inoltrare domanda di risarcimento alla Direzione del Parco che, previ accertamenti, trasmetterà alla Regione le proposte di liquidazione delle relative indennità.
Il Consigliere MAPPELLI osserva che il Presidente della Giunta non ha precisato se si tratta del risarcimento dei danni per i terreni all'interno del comprensorio del Parco Nazionale del Gran Paradiso o dei danni per i terreni confinanti con il Parco stesso.
Rileva, comunque, che la questione non può essere risolta da una simile forma di intervento regionale e che, se la Regione finora non è stata interessata direttamente del problema, a maggior ragione deve farlo ora.
Fa presente che non si tratta di essere pro o contro il Parco Nazionale del Gran Paradiso, ma bensì di migliorare i rapporti che intercorrono fra le popolazioni residenti all'interno ed ai confini del comprensorio del Parco e la Direzione del Parco stesso.
Fa presente che i proprietari dei terreni inclusi in detto Parco si sono costituiti in Consorzio per la salvaguardia dei loro diritti, per cui sarebbe opportuno che i rappresentanti della Regione in seno al Consiglio di Amministrazione del Parco nazionale venissero nominati su designazione di questo Consorzio, che potrà così essere sicuro di avere in tale sede delle persone che sappiano effettivamente difendere gli interessi dei proprietari.
Ritiene che rientri nel mandato dei Consiglieri regionali preoccuparsi di questa situazione, affinché non ne abbia scapito anche lo sviluppo turistico, soprattutto della zona di Cogne, già notevolmente vincolata da regolamentazioni sulla protezione del paesaggio, per cui ogni ulteriore vincolo derivante dal Parco Nazionale del Gran Paradiso sarebbe veramente eccessivo.
Rileva ancora che la sicurezza della fauna del Parco Nazionale non è da porsi in stretta relazione con l'estensione del comprensorio del Parco stesso, perché l'esperienza del passato dimostra che, allorquando la zona protetta era limitata a determinati alpeggi, il numero degli animali era superiore all'attuale.
Insiste nel ritenere che il problema, attualmente, si pone soprattutto in termini turistici perché, se a Cogne si continua a sottoporre a vincoli costruttivi nuove zone di terreno, si impedirà ogni sviluppo turistico della vallata, con conseguente danno agli abitanti che dal turismo debbono ricavare una notevole parte del loro reddito.
Afferma che la questione può venire risolta soltanto modificando gli attuali rapporti tra la popolazione locale e la Direzione del Parco Nazionale del Gran Paradiso che, da parte sua, si dimostra non molto propensa a subire i vincoli di carattere generale, come sta a dimostrare la questione relativa alla costruzione del fabbricato denominato "Paradisia".
Conclude dichiarando che la Regione deve finalmente interessarsi della questione.
Il Presidente della Giunta, CAVERI, rileva come l'intervento del Consigliere MAPPELLI non riguardi l'interpellanza in discussione con la quale non si chiede all'Amministrazione Regionale di intervenire per modificare i rapporti tra l'Amministrazione del Parco Nazionale del Gran Paradiso e le popolazioni e Amministrazioni comunali locali, ma si chiede semplicemente se la Regione sia stata interessata dalla Amministrazione del Parco stesso in merito all'ampliamento della zona protetta.
Invita, pertanto, il Consigliere Mappelli a presentare una interpellanza sul nuovo argomento da lui ora trattato.
Il Consigliere MAPPELLI si riserva di presentare una mozione su detto argomento; dichiara, però, di ritenere che non solo non si debba consentire un ulteriore ampliamento del comprensorio del Parco Nazionale del Gran Paradiso, ma che sia necessario ridurre la superficie dell'attuale comprensorio onde salvaguardare l'avvenire turistico di determinate zone della Valle di Cogne.
Il Consiglio prende atto.
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