Oggetto del Consiglio n. 47 del 7 aprile 1965 - Verbale

OGGETTO N. 47/65 - LEGGE REGIONALE CONCERNENTE AUTORIZZAZIONE ALLA SPESA PER LA ELABORAZIONE DI STUDI E DI RICERCHE PER LA PROGRAMMAZIONE REGIONALE. - INCARICO ALLA SOCIETÀ PER AZIONI SORIS, CON SEDE IN TORINO. - VARIAZIONI AL BILANCIO PREVENTIVO DELLA REGIONE PER L'ANNO 1965.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, riferisce al Consiglio in merito al sottoriportato disegno di legge regionale concernente l'oggetto: "Autorizzazione alla spesa per la elaborazione di studi e di ricerche per la programmazione regionale. - Incarico alla Società per Azioni SORIS, con sede in Torino. Variazioni al bilancio preventivo della Regione per l'anno 1965", disegno di legge trasmesso in copia ai Signori Consiglieri, con apposita relazione, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA

PROGRAMMA DI LAVORO PER L'ELABORAZIONE DEL PIANO DI SVILUPPO DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA

Commissione di ricerche economiche e sociali per la programmazione regionale.

Consulente Scientifico: Dr. Prof. Francesco Forte.

1. Sintesi delle caratteristiche essenziali del territorio e della struttura socio-economica della Regione Valdostana.

1.1 In questo paragrafo si esporranno, sinteticamente, alcune essenziali caratteristiche del territorio e della struttura socio-economica della Regione valdostana, nel loro delinearsi a partire dagli anni 1950. Si cercherà di porre in rilievo non tanto le caratteristiche della struttura socio-economica nei suoi aspetti quantitativi quanto piuttosto in relazione alle tendenze in atto e alla problematica di sviluppo che da essa deriva.

1.2 La Regione Autonoma della Valle d'Aosta è caratterizzata da una particolare struttura geografica: essa occupa, infatti, una superficie complessiva di 326.266 ettari, riuniti in un'unica zona altimetrica di montagna.

In tutti i Comuni della Valle si riscontrano spiccati caratteri di montanità, anche se quelli posti lungo l'asse principale della Valle della Doni Baltea, da Pont Saint Martin a Pré-Saint-Didier, comprendono, lungo il fiume, anche una fascia di terreni pianeggianti di superficie però relativamente modesta.

Quest'area costituisce praticamente l'unica parte del territorio valdostano ove è possibile una agricoltura relativamente intensiva ed ove si riscontra un certo impiego dei moderni mezzi di produzione (concimi chimici, antiparassitari, mezzi meccanici).

Nelle valli laterali che si dipartono a spina di pesce dalla valle principale lungo gli affluenti della Dora Baltea, i caratteri montani si accentuano rapidamente. In queste aree, negli ultimi due lustri, quasi tutti i seminativi hanno lasciato il posto ai prati stabili ed ai prati pascoli e l'agricoltura ha assunto un indirizzo nettamente zootecnico; vi sono presenti boschi misti di latifoglio il cui interesse economico è però piuttosto modesto.

Poco al di sopra dei 1500 metri di altitudine si estende la fascia boschiva delle conifere che si arresta a circa 2000 metri per dar luogo al pascolo che occupa tutti i crinali più alti delle valli fino al limite delle morene e delle nevi perenni.

A tutt'oggi l'utilizzazione di questi pascoli conserva una notevole importanza in quanto, con la pratica dell'alpeggio, dà un sensibile contributo alle modeste disponibilità foraggere delle aziende della valle.

Se si esclude il pascolo ed il bosco, si riscontrano in tutta la Valle accentuati fenomeni di polverizzazione, frammentazione e dispersione della proprietà fondiaria. In tutta la Regione esiste, quasi esclusivamente, la piccola azienda condotta direttamente dal proprietario la cui superficie può essere più o meno arrotondata con appezzamenti assunti in affitto; in queste aziende la meccanizzazione è limitata ed interessa quasi esclusivamente le foraggere.

L'agricoltura della Valle d'Aosta presenta le caratteristiche tipiche dell'agricoltura di tutto l'arco alpino occidentale: essa è piuttosto caratterizzata da fenomeni di decadenza, di abbandono e di spopolamento, da livelli di reddito pro-capite che hanno sì registrato un certo incremento, ma sono ancora lontani dai redditi pro-capite medi della popolazione agricola italiana e da condizioni di vita e di lavoro spesso non più compatibili con un medio grado di civiltà: non a caso la popolazione abitante nelle zone essenzialmente agricole e montane è in rapida riduzione.

1.3 Per i motivi anzidetti il valore aggiunto prodotto dall'agricoltura in cui, per altro, è ancora occupata l'aliquota più notevole di popolazione attiva, rappresenta una piccola parte del valore aggiunto prodotto dalla Valle.

Produzione di energia elettrica e industria siderurgica sono le attività che maggiormente concorrono alla formazione del valore aggiunto della Valle e influiscono, in modo determinante, non solo sul livello generale dell'occupazione, ma anche sul livello dei redditi medi pro-capite della popolazione valdostana e qualificano, in modo particolarmente avanzato e moderno, il suo tessuto economico e sociale.

Tuttavia anche per queste attività, che si possono ritenere assieme al turismo le attività motrici (*) dello sviluppo economico della Valle, esistono motivi di preoccupazione. Infatti si notano preoccupanti fenomeni di stagnazione nella industria siderurgica e manifatturiera:

- l'incremento dei salari è stato inferiore a quello registrato in altre Provincie ad alto livello di industrializzazione;

- l'occupazione globale nell'industria manifatturiera si è ridotta, caso pressoché unico in Italia;

- lo sviluppo della Cogne è stato nettamente inferiore a quello dell'industria siderurgica italiana nel suo complesso.

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(*) Intendendo per attività "motrici" quelle che rispondono simultaneamente alle seguenti caratteristiche: producono aliquote importanti di valore aggiunto, occupano aliquote decisive di popolazione attiva, hanno raggiunto buoni livelli di sviluppo tecnologico e di produttività, vendono gran parte dei loro prodotti all'esterno dell'area oggetto del Piano; per attività "sussidiarie" quelle che prevalentemente soddisfano a domande di beni e/o servizi provenienti dalle attività motrici e per "complementari" quelle attività che completano i processi produttivi delle attività motrici e/o comunque utilizzano i loro prodotti per successive lavorazioni.

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Al contrario il turismo si è rapidamente sviluppato, sia in termini di presenze, sia come attrezzature specifiche: se le attuali tendenze continueranno, nel corso di pochi anni, la Valle d'Aosta potrà diventare una delle più importanti aree turistiche nazionali.

Lo sviluppo delle attività turistiche può influenzare favorevolmente lo sviluppo economico e sociale della Valle non solo in relazione agli incrementi di occupazione e di valore aggiunto che può determinare nel settore alberghiero e nel settore delle attrezzature turistiche specifiche, nell'attività edilizia e nel terziario, ma anche perché sarà possibile ottenere una sempre più estesa complementarietà fra turismo, terziario e agricoltura.

Sotto questo profilo l'attività turistica, opportunamente guidata nel suo sviluppo, è in grado di svolgere una duplice azione: da un lato infatti assicura una solida base di redditi extra-agricoli alle famiglie montanare, occupando le forze di lavoro più efficienti in modo abbastanza continuativo e remunerativo e consente l'instaurarsi di un part-time farming in cui l'attività agricola utilizza prevalentemente le forze di lavoro meno efficienti e può assicurare un contributo di redditi non indifferente; d'altro canto valorizza le qualità di freschezza e di genuinità dei prodotti agricoli locali creando in sito dei centri di assorbimento degli stessi che, seppure stagionalmente, dovrebbero essere capaci di assicurare a tali prodotti uno sbocco a prezzi più soddisfacenti.

Si ricordi, inoltre, che, entro, il breve periodo di tre-quattro anni, l'intero sistema delle comunicazioni della Valle subirà una modificazione. Infatti con l'apertura dei grandi trafori alpini (Gran San Bernardo, Monte Bianco) e la costruzione dell'autostrada Ivrea-Aosta sarà definitivamente rotto il naturale isolamento della Valle rispetto alle aree circostanti sia italiane, sia svizzere, sia francesi e ciò potrà condurre a profonde modificazioni nella struttura socio-economica della Valle.

1.4 Dal sintetico panorama esposto appare evidente la profonda disomogeneità esistente nella Valle fra settore e settore e fra area e area, sia dal punto di vista del livello di reddito e di vita, sia dal punto di vista socio-culturale, sia in relazione alle prospettive di sviluppo. Si osservi che questa disomogeneità non è stata provocata (come è avvenuto nelle aree a rapido sviluppo industriale) da rotture nel tessuto-socio-economico preesistente provocate da fattori che hanno impresso a determinati settori, o aree, ritmi di sviluppo particolarmente rapidi rispetto ad altri settori o aree dello stesso territorio. Esempi tipici possono essere considerati: la Città di Torino e la sua cintura rispetto alla intera Provincia di Torino, l'industria automobilistica rispetto all'agricoltura nella stessa provincia, ecc.

In Valle d'Aosta la disomogeneità esistente è stata provocata non tanto da fattori di sviluppo, quanto piuttosto da fattori di regresso, che non sono stati controbilanciati dallo sviluppo delle attività industriali. E ciò malgrado la preesistenza di un tessuto industriale e produttivo particolarmente qualificato.

Questo è, senza dubbio, l'aspetto più preoccupante della situazione socio-economica della Regione Valdostana.

2. La configurazione del piano di sviluppo e l'azione dell'Operatore Pubblico nella Regione Valdostana.

L'Operatore Pubblico, - intendendo specificatamente con questo termine sia gli Organi dell'Amministrazione Statale, l'Ente Regione, le Amministrazioni Comunali, i Consorzi che agiscono nell'area e in particolare il Consorzio del B.I.M. della Dora Baltea, l'Ente del Parco del Gran Paradiso, ecc., sia le attività produttive le cui decisioni dipendono direttamente o indirettamente da Enti Pubblici, - dispone nella Regione Valdostana di amplissime possibilità di intervento sulla struttura socio-economica esistente.

Infatti le attività economiche essenziali (produzione di energia elettrica, industria siderurgica) dipendono direttamente da centri di decisione pubblici (ENEL, Ministero delle Partecipazioni Statali), mentre anche le altre attività essenziali, turismo e agricoltura, possono essere largamente influenzate dall'intervento dell'Operatore Pubblico, sia esso diretto o indiretto. Ciò anche senza tener conto della non trascurabile incidenza sulla formazione dei redditi derivanti dalla attività degli Istituti di assistenza e previdenziali (I.N.P.S. - I.N.A.I.L. - I.N.A.M., ecc.) che agiscono nella Regione.

È inoltre da porre in massimo rilievo il fatto che la Valle d'Aosta è costituita in Regione Autonoma; svincolata da numerose limitazioni di ordine politico e burocratico, dal Governo Centrale, anche in campo legislativo e normativo.

Proprio per questo motivo l'Amministrazione Regionale rappresenta l'organo che più efficacemente può promuovere lo studio e, successivamente, l'attuazione del Piano di Sviluppo della Regione.

Pertanto il Piano di Sviluppo della Regione Autonoma della Valle d'Aosta può configurarsi come Piano di interventi dell'Operatore Pubblico, coordinati dalla Amministrazione Regionale.

Gli interventi potranno essere:

- interventi diretti della Amministrazione Regionale e degli Enti Pubblici o consortili locali;

- azioni di "indirizzo" nei confronti degli Organi e degli Enti dell'Operatore Pubblico, il cui centro di decisione non aia locale;

- interventi di "sollecitazione" e di "incentivazione" nei confronti delle attività "private) (*).

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(*) Intendendo per "interventi di sollecitazione" quegli interventi di carattere promozionale che possono indurre privati a iniziare o sviluppare determinate attività nella Regione e per "interventi di incentivazione" quelle misure di vario ordine (normative, finanziarie, ecc.) che possono favorire l'insediamento e/o lo sviluppo di determinate attività private.

3. Gli obiettivi del Piano di Sviluppo.

- Il piano di sviluppo dovrà essere elaborato, in vista di determinati obiettivi da raggiungersi nel corso della sua attuazione e tenendo conto delle effettive possibilità di intervento dell'Operatore Pubblico.

- Si può porre come obiettivo generale del Piano lo sviluppo del reddito pro-capite, dell'occupazione e del livello di vita e di civiltà delle popolazioni valdostane, da concretarsi, in fase di studio, mediante l'individuazione di obiettivi specifici, per settore e per comprensorio.

4. Il periodo di attuazione del Piano di Sviluppo, il suo coordinamento con il Piano dello Stato.

Il periodo di attuazione del Piano di Sviluppo deve essere coordinato a quello del Piano dello Stato. Pertanto anche il Piano di Sviluppo della Valle d'Aosta dovrà essere elaborato per il. quinquennio 1965-1969 tenendo conto degli obiettivi del Piano dello Stato.

Poiché è in corso di elaborazione, da parte dell'Istituto di Ricerche Economiche e Sociali della Provincia di Torino, il Piano di sviluppo del Piemonte, potrà essere opportuno prevedere anche il coordinamento del Piano di Sviluppo della Regione Valdostana con quello Piemontese.

5. L'elaborazione delle indagini preliminari al Piano e del Piano stesso: impostazione generale.

5.1 Le più recenti esperienze nel campo della programmazione regionale indicano la opportunità di procedere alla elaborazione dei Piani di Sviluppo, non tanto attraverso indagini settoriali descrittive delle singole attività economiche e dei singoli aspetti socio-culturali, quanto piuttosto attraverso indagini che mettano in luce gli aspetti decisivi della dinamica socio-economica dell'area interessata, ne chiariscano le cause e il meccanismo, le complementarietà interne, e le interrelazioni e dipendenze con le più vaste aree economiche di cui fanno parte.

È necessario procedere ad una scelta preliminare delle indagini da svolgere poiché, - mentre il panorama di indagine che si apre al ricercatore è amplissimo - le risorse finanziarie e il tempo disponibili per la preparazione del Piano sono necessariamente limitati.

Nulla impedirà, anche durante il periodo di attuazione del Piano, di raffinare ulteriormente le conoscenze sulla struttura economica e sociale dell'area in oggetto, mediante indagini particolari su aspetti, di per sé importanti, ma non necessariamente decisivi per lo sviluppo economico e sociale. Evidentemente la scelta delle indagini può essere fatta soltanto dopo aver individuato, almeno in linea di massima, gli aspetti decisivi delle situazioni economiche e sociali, la configurazione generale del Piano e i suoi obiettivi di massima.

5.2 In generale gli aspetti decisivi delle situazioni economiche e sociali di un'area sono da porre in relazione a:

- le attività motrici dello sviluppo economico dell'aera e le attività ad esse connesse (sussidiarie e complementari)

- i mercati, l'andamento della domanda e dei prezzi delle principali produzioni e, in particolare, di quelle delle attività motrici; attività e/o aree concorrenti.

- le vocazioni naturali e ambientali dei territori; la loro utilizzazione attuale; la quantità, la qualità delle loro infrastrutture e dei loro servizi, sia in relazione alle esigenze del loro sviluppo economico e sociale, sia in relazione alle esigenze dirette della loro popolazione;

- le situazioni, i territori, le attività caratterizzate da fenomeni di stagnazione e di regresso;

- gli atteggiamenti e i valori naturali presenti nell'area che possono costituire fattori di stimolo e di ostacolo al generale sviluppo socio-economico;

- le possibilità di azione e di intervento da parte dell'Operatore Pubblico e dei suoi strumenti.

6. L'Elaborazione delle indagini preliminari ai Piano e del Piano stesso: procedure, tempi e metodi.

6.1 Procedure. Per l'elaborazione del Piano di Sviluppo della Valle d'Aosta, in relazione a quanto si è indicato nel precedente paragrafo, converrà procedere suddividendo i lavori preparatori per il piano in tre fasi distinte:

PRIMA FASE:

1. Ricognizione generale socio-economico-demografica e sul territorio.

2. Studio delle metodologie adottate in Italia per la elaborazione di Piani di Sviluppo Regionali (Umbria, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Sicilia, ecc.).

3. Analisi delle previsioni e degli interventi previsti dal Piano di Sviluppo Nazionale e dal Piano di Sviluppo Piemontese.

4. Determinazione degli obiettivi-ipotesi del Piano di Sviluppo della Regione Valdostana:

- scelta dei metodi di elaborazione del Piano

- individuazione delle indagini preliminari e conoscitive da realizzare nella seconda fase e preparazione dei loro progetti operativi.

SECONDA FASE:

Elaborazione delle indagini preliminari, che in linea di massima possono individuarsi in:

1. Indagine sul movimento naturale e sociale della popolazione.

2. Indagine sull'industria e sull'artigianato nella Valle d'Aosta.

3. Indagine sulla produzione di energia elettrica.

4. Indagine sugli effetti dell'apertura dei trafori e dell'autostrada Ivrea-Aosta.

5. Indagine sulla situazione e le prospettive dell'agricoltura.

6. Indagine sulla situazione e le prospettive del turismo e le sue connessioni con il terziario, l'attività edilizia, l'agricoltura.

7. Indagine sull'azione e sulle possibilità di intervento dell'Operatore Pubblico.

8. Indagine sulle interdipendenze socioculturali connesse ai problemi di sviluppo.

9. Indagine per la formazione dei comprensori omogenei.

TERZA FASE:

Elaborazione del Piano di Sviluppo.

1. Studio delle politiche generali di intervento.

2. Individuazione delle alternative di intervento da attuarsi:

a) sulle attività motrici;

b) in vista del miglioramento generale e dello sviluppo della struttura socio-economica della Valle;

c) nei singoli territori omogenei.

3. Analisi delle disponibilità finanziarie e delle possibilità giuridico-amministrative e di iniziativa dell'Operatore Pubblico.

4. Individuazione dei metodi di coordinamento, degli strumenti di attuazione del Piano da parte dell'Amministrazione Regionale della Valle d'Aosta in relazione agli interventi diretti, agli interventi di «indirizzo», agli interventi di sollecitazione e di incentivazione da attuarsi.

5. Stima dei risultati ottenibili con l'attuazione del Piano: proposte alternative di intervento studio di scale alternative di priorità degli interventi.

6.2 Tempi di attuazione.

In relazione alle esigenze dell'Amministrazione Regionale, per ultimare il Piano di Sviluppo entro il mese di novembre 1965, sarà necessario procedere alla elaborazione del Piano stesso con i seguenti tempi:

1° fase - da elaborarsi entro aprile 1965.

2° fase - da elaborarsi entro luglio 1965.

3° fase - da elaborarsi entro settembre 1965.

6.3 Metodologia.

L'elaborazione del Piano di Sviluppo sarà attuata utilizzando i metodi dell'econometria, dell'economia spaziale, della scienza delle finanze, dell'economia agraria, della statistica, della sociologia e delle ricerche di mercato e di tecniche specifiche.

In particolare mediante:

- lo studio dei metodi utilizzati per la elaborazione dei Piani di sviluppo nazionali e regionali;

- la raccolta, la classificazione, l'elaborazione statistica dei dati e delle informazioni reperibili;

- l'utilizzazione dei metodi di raccolta e studio di dati e informazioni mediante:

a) colloqui semi-guidati a dirigenti ed esperti;

b) interviste a campioni casuali e rappresentativi di determinati universi;

- lo studio analitico dei bilanci consolidati dell'Operatore Pubblico;

- l'analisi tecnica dei processi produttivi;

- l'analisi tecnica delle possibilità di utilizzazione dei territori, in relazione alle loro caratteristiche geo-pedologiche, l'altimetria, le vocazioni, naturali;

- lo studio socio-psicologico degli atteggiamenti, ecc.

NOTA sulla elaborazione dei Bilanci consolidati dell'Operatore Pubblico.

In relazione al maturarsi della concezione della finanza pubblica che configura il bilancio come strumento essenziale di programmazione e di attuazione della complessa azione del potere pubblico, la legge 1° marzo 1964, n. 62. ha disposto la riforma dei criteri regolanti la compilazione del Bilancio dello Stato nel senso di una più precisa definizione delle entrate e delle spese sotto il profilo funzionale ed economico. L'articolo 6 di detta legge stabilisce inoltre: "Con decreti del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per il Tesoro, sarà provveduto, entro un anno dalla data di pubblicazione della legge, a coordinare con le disposizioni della medesima le disposizioni legislative vigenti per le Amministrazioni dello Stato, comprese quelle con ordinamento autonomo, per gli enti territoriali, nonché per gli enti pubblici di cui all'articolo 3 della legge 21 marzo 1958, n. 259, in modo da far coincidere con l'anno solare i termini di riferimento dei rispettivi bilanci e da adottare un conforme sistema di classificazione delle entrate e delle spese".

Questa prospettata estensione dei nuovi criteri di classificazione agli enti territoriali e pubblici acquista una importanza del tutto particolare specialmente se si considera che, in base al progetto di programma di sviluppo economico per il quinquennio 1965/1969, le Amministrazioni Pubbliche sono considerate soggetti attivi del programma: da questi punti di vista, è rilevante conoscere non soltanto le caratteristiche dell'attività di spendita e prelievo di ogni singolo ente in rapporto all'economia locale, ma soprattutto pervenite ad una visione globale delle attività di tutti gli Enti Pubblici operanti in un dato ambito territoriale.

Emerge cioè la necessità di pervenire ad un conto consolidato delle entrate e delle spese di tutti gli enti pubblici che operano in ogni area costituente unità geografico-amministrativa, se si voglia valutare, al netto delle duplicazioni, la incidenza del settore pubblico sull'economia e l'efficienza di espletamento delle funzioni proprie degli enti pubblici in rapporto ai mezzi.

L'elemento principale di difficoltà che un conto consolidato unico comporta è costituito dalla eterogeneità tra i problemi contabili delle imprese ed enti pubblici.

Nella relazione generale sulla situazione Economica del Paese presentata ogni anno al Parlamento compare un conto consolidato delle entrate e delle spese della P.A. nel quale sono inclusi - al netto delle partite di giro interne - i bilanci dello Stato, delle aziende autonome, delle Provincie, dei Comuni, delle Regioni, delle Amministrazioni Sociali e delle Università. Tuttavia, anche sotto il profilo conoscitivo, questo consolidamento si presta a critiche: esso infatti non include i bilanci delle "Holdings" a cui fanno capo le imprese a partecipazione statale né tutto il bilancio delle assicurazioni sociali.

Per quanto riguarda le imprese a partecipazione statale nel conto consolidato entrano soltanto i risultati finali (utili, negativi o positivi). Infine gli stessi enti locali hanno alle proprie dipendenze aziende autonome i cui conti non vengono consolidati con i bilanci degli enti locali.

In una certa misura, le stesse difficoltà permangono, se si voglia procedere ad un consolidamento in un ambito territoriale più limitato, come ad esempio la Regione; anzitutto occorrerebbe definire che cosa si intenda per "settore pubblico". Un triplice criterio di classificazione è stato proposto dalle Nazioni Unite; (1) l'ente pubblico sarebbe:

1) un organismo stabilito non dalla privata iniziativa, ma da legislazione speciale o da un atto amministrativo;

2) un organismo che deve assolvere alle funzioni stabilite in questo atto legislativo o amministrativo e dare un rendiconto del proprio operato ad un organo politico;

3) che è organizzato in maniera tale che in materie politiche è sottratto a controlli di interessi da natura non pubblica.

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(1) U .N. - "A manual for Economic and Functional Classification of Gouvernement Transactions". New York, 1958 p. 27.

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Questa definizione, benché restringa notevolmente il settore pubblico - ad esempio semplice "proprietà pubblica" ed i poteri di controllo che da questa derivano non costituirebbe un criterio sufficiente per la classificazione di un ente nel settore pubblico - è ancora troppo vasta per adottarla come punto di partenza di un tentativo di consolidamento dei bilanci del settore pubblico nella Regione, specialmente se si considera l'assoluta mancanza di modelli e punti di riferimento per una ricerca di questo tipo. In via di prima approssimazione, pertanto, si potrebbe restringere ulteriormente l'obiettivo, limitando la ricerca al consolidamento dei bilanci della Regione con i bilanci dei Comuni della Regione. Si potrebbe in primo luogo procedere alla riclassificazione dei bilanci dei Comuni secondo i criteri seguiti per la riclassificazione dei bilanci della Regione. Alcuni dei problemi che si incontreranno a questo riguardo sono costituiti dal fatto che le entrate e le spese a livello comunale sono divise non soltanto in ordinarie e straordinarie, ma anche in obbligatorie e facoltative, una distinzione che non esisteva nel bilancio della Regione; che inoltre i bilanci comunali non sono, per quanto riguarda le spese, distinti per Assessorati, come accade invece per la Regione. Il criterio metodologico fondamentale che si propone è di procedere alla riclassificazione delle spese per "funzione", poiché sussiste un certo grado di omogeneità, sotto questo profilo, tra bilancio della Regione e bilanci comunali (anche se sussiste una certa qual distinzione di compiti): la Regione si occupa della manutenzione delle strade intercomunali, il Comune della manutenzione delle strade nell'ambito della propria area territoriale; ed ancora la Regione si occupa, nel campo assistenziale, di forme speciali di assistenza sanitaria, come le malattie mentali; mentre il Comune si occupa di forme assistenziali più normali.

Il settore dei "trasferimenti" e "contributi" - che la Regione versa ai Comuni o riceve da questi a vario titolo - richiederà particolare attenzione, dovendosi distinguere i trasferimenti e contributi consistenti in somme di danaro, dai "trasferimenti" di opere eseguiti, per esempio, dalla Regione a favore dei Comuni.

Dal punto di vista metodologico parrebbe opportuno questo procedimento:

a) esame e classificazione dei bilanci di tutti i Comuni della Regione per funzione;

b) consolidamento dei bilanci comunali;

c) consolidamento dei bilanci comunali con il bilancio Regionale.

Sintesi dei preventivi di costo delle fasi di lavoro e delle indagini.

- Direzione scientifica e coordinamento dei Gruppi di lavoro

Lire

2.000.000

- Fase prima

1.500.000

- Fase seconda:

Indagine 1:

Movimento sociale della popolazione

1.000.000

Indagine 2:

Industria

4.527.000

Indagine 3:

Produzione energia elettrica

1.584.900

Indagine 4:

Autostrade e trafori

600.000

Indagine 5:

Agricoltura

3.980.000

Indagine 6:

Turismo

3.925.000

Indagine 7:

Operatore Pubblico

5.176.400

Indagine 8:

Sulle Interdipendenze socio-culturali

3.700.000

Indagine 9:

Formazione comprensori omogenei

2.000.000

- Fase terza

5.000.000

TOTALE

34.993.300

(OMISSIS: segue disegno di legge regionale riportato in calce al deliberato).

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Il Presidente della Giunta, CAVERI, dichiara quanto segue:

"Con la proposta che oggi la Giunta sottopone all'approvazione del Consiglio Regionale, si fa un grande passo avanti verso la programmazione regionale, di cui Vi avevo parlato nel mio discorso programmatico e di cui abbiamo discusso successivamente parecchie volte e, tra l'altro, al momento dell'approvazione del bilancio preventivo delta Regione per il corrente anno.

Si fa un grande passo avanti verso la realizzazione di questo piano, di questo futuro piano di cui avevamo indicato, in sedute precedenti, le fasi, le modalità e i tempi.

Se si può fare oggi questo passo avanti il merito è anche, direi, in primo luogo, della Commissione di studio che avevamo istituito nel mese di dicembre del 1963, Commissione che ha fatto un lungo lavoro e un lavoro oscuro, nel senso che questa Commissione si è occupata del problema per oltre cento sedute, lavoro al quale non è stata data, in un primo tempo, alcuna pubblicità e quindi, per questa ragione, lavoro serio, oscuro e ingrato.

È appunto tutto questo lavoro di preparazione che ha permesso di fare il primo inquadramento del problema.

In seguito a contatti diretti da me avuti con dirigenti della Società SORIS, in data 10 febbraio riferivo alla Giunta a che punto erano le trattative da me condotte con i rappresentanti di questa Società e la Giunta si dichiarava favorevole a sottoporre all'esame e all'approvazione del Consiglio Regionale concrete proposte per l'affidamento alla Società SORIS dell'incarico della direzione e della elaborazione delle indagini e degli studi preparatori per la programmazione economica regionale e anche, in via di massima, si dichiarava favorevole a proporre la spesa relativa in 35 milioni.

La mia preoccupazione e la preoccupazione della Giunta è stata prima di tutto quella di ridurre la spesa per questo lavoro.

Noi avevamo delle preoccupazioni a questo riguardo, perché sapevamo quale era stata la spesa per lavori del genere per altri Enti pubblici, spesa che era stata molto elevata, anche in proporzione agli elementi del territorio e della popolazione.

Successivamente a questi contatti con gli Assessori in sedute di Giunta, vi sono stati contatti e parecchi incontri, in sedute comuni tra la Commissione dei sei, - io la chiamo Commissione dei sei per fare più presto -, e i rappresentanti della Società SORIS, per inquadrare il problema e per stabilire l'oggetto di questo progetto.

Vi è un allegato che i Consiglieri avranno certamente letto; io penso che i Consiglieri regionali si renderanno conto che questa proposta, elaborata con la collaborazione della Commissione dei sei, non sarà una corazza o una camicia di Nesso, perché evidentemente vi sarà la possibilità di uno sviluppo di questo lavoro nel tempo.

Voi, Consiglieri regionali, constatate che vi sono queste tra scadenze: dell'aprile 1965, del luglio 1965 e del settembre 1965.

Noi speriamo che questo lavoro si faccia entro queste scadenze, in modo che vi sia la possibilità di elaborare a tempo il piano, in modo che poi questo piano possa essere trasmesso ai Sindacati, alle Organizzazioni economiche ed ai Partiti, ai fini di una elaborazione definitiva del piano, in modo che se ne possa tenere conto per quelle scelte politiche che sono di competenza della Giunta Regionale e del Consiglio Regionale".

Il Consigliere LUSTRISSY constata con soddisfazione che finalmente viene sottoposta all'approvazione del Consiglio una proposta già più volte sollecitata anche da parte del Gruppo consiliare democristiano.

Dà atto alla Giunta di avere finalmente impostato la questione della programmazione e dichiara che tale problema si sta avviando verso una giusta soluzione.

Dichiara che non vi è molto da dire sul progetto presentato, perché si tratta di una esposizione di carattere metodologico e scientifico, che riguarda la procedura ed i tempi di attuazione del lavoro relativo alla programmazione.

Ritiene che vi sarebbe forse qualcosa da dire circa le osservazioni formulate nella relazione allegata al disegno di legge, specialmente per quanto riguarda le conclusioni sulla "profonda disomogeneità esistente nella Valle fra settore e settore e fra area e area", il che, ad un certo punto, viene imputato alla mancanza di uno sviluppo di attività industriali.

In questo campo, - egli dice, - la Regione ha le sue colpe e, quindi, queste manchevolezze non si possono imputare esclusivamente alla iniziativa privata, perché è la Amministrazione Regionale che dovrebbe prendere in mano questa situazione, indirizzare le scelte e stimolare gli investimenti produttivi.

Conclude, prendendo atto che un passo avanti si è fatto ed auspica che le scadenze siano rispettate e che si possa finalmente dare avvio a quel piano operativo di programmazione degli interventi regionali che è nella aspettativa di tutti.

Il Consigliere BENZO dichiara che desidera alcune delucidazioni dal Presidente della Giunta in riferimento alle affermazioni fatte nella seduta consiliare del dicembre scorso, in quanto nella relazione fatta dal Prof. Forte si constata che, a distanza di un anno e mezzo dalla costituzione della Commissione dei sei, si ripresentano le famose tre fasi previste per l'attuazione della programmazione e cioè la prima fase, che riguarda la ricognizione, lo studio delle metodologie e la determinazione degli obiettivi con individuazione delle indagini preliminari, e la seconda e la terza fase.

Chiede al Presidente della Giunta perché sia riportata la prima fase, dal momento che risulta, da affermazioni fatte in precedenti sedute, che non soltanto la prima fase era già stata esaurita, ma che era stato creato e formato un archivio di dati statistici e che erano stati raccolti documenti sui problemi della programmazione regionale.

Chiede se questo archivio esista veramente e se i dati che riguardavano la prima fase siano già stati consegnati al gruppo altamente qualificato della Società SORIS.

Come mai -, egli chiede -, viene ora riportata nuovamente questa prima fase di indagini?

Il Presidente della Giunta, CAVERI, conferma quanto ebbe a dire nelle precedenti sedute e, cioè che la Commissione dei sei ha fatto un lavoro di preparazione e di inquadramento ed ha raccolto dei dati.

Aggiunge che alcune delle indagini elencate nella relazione allegata al disegno di legge sono già a buon punto.

Il Consigliere BENZO dichiara di non comprendere perché la fase relativa alle indagini, - che nella seduta del 30 dicembre 1964 era stata prospettata come prima fase e cioè "come fase conoscitiva che riguarda in specifico modo la "ricognizione" delle risorse economiche e delle condizioni sociali" - venga di nuovo, dopo un anno e mezzo di discussione da parte della Commissione dei sei, inclusa nel programma di lavori che dovrebbe essere svolto dalla Società SORIS, alla voce "prima fase: 1°) ricognizione generale socio-economico-demografica e sul territorio".

Ritiene che la Società SORIS non debba di nuovo rifare tutto da capo il lavoro che è stato già fatto dalla Commissione dei sei, lavoro di cui il Consiglio ha già preso atto.

Auspica che sia tenuto in considerazione quanto molto bene aveva detto il Presidente della Commissione, Consigliere Chamonin, nella seduta del 30 dicembre u.s., e, cioè, che sarebbe stato un grave errore, in questa fase di elaborazione della programmazione, affidare completamente la programmazione per la Valle d'Aosta ad altro Ente che potrebbe forse non tenere nel dovuto conto quelli che sono i fattori psicologici, gli usi, le abitudini e tutte le caratteristiche proprie e particolari della Regione.

Dichiara che non contesta il fatto che la Commissione dei sei debba continuare ad esistere come Commissione consultiva della Giunta, ma che desidera gli vengano spiegati i motivi per cui nel programma di studi da affidare alla Società SORIS viene riportata una fase di lavoro che lo stesso Assessore Colombo, nella seduta del 30 dicembre 1964, aveva affermato essere ormai esaurita.

Il Consigliere MAQUIGNAZ dichiara di concordare sulla proposta che il Consiglio autorizzi la spesa di Lire 35 milioni per la elaborazione degli studi e delle indagini per la programmazione regionale e per la stesura definitiva del relativo piano di sviluppo regionale per il quinquennio 1965/1969, sempre che vengano rispettati i tempi di attuazione indicati nell'elaborato trasmesso in copia ai Signori Consiglieri.

Il Consigliere CHAMONIN, riferendosi alla domanda posta dal Consigliere Benzo, precisa che la Commissione ha provveduto a preparare dei dati e dei documenti sui problemi della programmazione, ma fa presente che tale materiale va elaborato ed osserva che la ricognizione generale socio-economico-demografica e sul territorio significa appunto elaborare e tradurre in scritturai dati raccolti dalla Commissione.

Il Consigliere BENZO rileva che, nella seduta del 30 dicembre 1964, il Consigliere Chamonin precisò che la Commissione aveva curato la "formazione di un archivio di dati statistici e una raccolta di documenti sui problemi della programmazione", ripete quindi di ritenere alquanto strano che la Società SORIS debba di nuovo attendere alla prima fase di lavoro, che è una fase di individuazione dei sistemi di ricerca, mentre la seconda fase di lavoro è quella della elaborazione, cioè la fase più importante.

Ritiene opportuno affidare ad una Società di così alto livello l'elaborazione dei dati per poi arrivare ad un piano che permetta al Consiglio di addivenire a delle scelte politiche.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, afferma che non vi è alcuna contraddizione fra quanto è stato detto nella seduta consiliare del 30 dicembre scorso e quanto è riferito nella relazione allegata al disegno di legge in esame.

Fa presente che la Commissione dei sei ha lavorato seriamente ed ha raccolto dei dati facendone una prima elaborazione.

Precisa che tutto questo materiale viene ora riordinato e rielaborato dagli esperti e dagli studiosi della Società SORIS che farà qualcosa di completo e di organico ai fini della elaborazione di un piano o programma di interventi regionali.

Il Consigliere MONTESANO, riferendosi a quanto ora detto dal Presidente della Giunta, chiede se la predetta Commissione consultiva finirà il suo compito con la consegna alla Società SORIS del materiale raccolto, oppure se continuerà a funzionare.

Prega il Presidente della Giunta di voler precisare, nel secondo caso, quali saranno i compiti della Commissione consultiva regionale parallelamente allo studio che deve essere svolto dalla Società SORIS.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, precisa che, secondo gli intendimenti della Giunta, la Commissione dei sei dovrebbe continuare a sussistere ed a dare la sua collaborazione agli studiosi della Società SORIS, anche per le ragioni già dette da vari Consiglieri e, cioè, in considerazione del fatto che gli elementi ambientali, psicologici ed umani debbono essere tenuti nel dovuto conto accanto agli elementi cosiddetti tecnico-scientifici del problema.

Osserva che, malgrado tutte le indagini, tutti gli studi e le traduzioni in termini matematici di fenomeni economici, l'uomo è sempre la misura di tutte le cose e rimane il protagonista dell'economia.

Ritiene che, affinché siano tenuti presenti gli elementi psicologici, umani ed ambientali è bene che la Commissione consultiva dei sei continui a funzionare per dare la sua collaborazione agli studiosi della Società SORIS.

Il Consigliere CHAMONIN, nell'intento di chiarire eventuali dubbi per quanto riguarda la prima fase (-punto 1°): ricognizione-generale socio-economico-demografica e sul territorio), precisa che, secondo il Prof. Forte, la ricognizione generale si articola nei seguenti quattro punti principali e precisamente:

1°) punto: Analisi del reddito e dei consumi e del risparmio nella Regione; dinamica degli aggregati economici dal 1951 al 1953; occupazione e investimenti, confronti con altre Regioni.

Questo, - egli dice -, per fare comprendere quanto sia diversa l'impostazione, cioè quelle diversità esistenti fra il lavoro svolto dalla Commissione consultiva regionale, che ha preparato il materiale, e il lavoro da svolgere dalla Società SORIS, che è un lavoro di rielaborazione di questo materiale e non già un lavoro di elaborazione di un piano, che fa parte della seconda fase.

Segue poi, - egli aggiunge -, la disaggregazione dei dati sul reddito per rami di attività economica e dinamica.

2°) punto: Fenomeni demografici; individuazione dello sviluppo demografico dell'ultimo decennio delle zone a popolazione stazionaria e delle zone a popolazione in regresso; tasso di vitalità e mortalità media per la Regione e per le singole zone; tasso di accrescimento della popolazione; saggi del movimento naturale e sociale della popolazione; struttura della popolazione per età, sesso, condizione professionale.

Questo punto, - egli precisa, - è stato oggetto della ben più vasta ricerca già fatta dal Dr. Massignan sulla demografia.

3°) punto: Un primo abbozzo esplorativo concernente i principali settori produttivi: industria, con particolare riferimento alla siderurgia, agricoltura, turismo, artigianato tipico ed altre attività economiche, con un primo tentativo di identificazione delle tendenze produttive e dei problemi di fondo di ciascun settore.

È già una elaborazione di fatto, - egli osserva -, il dover ricercare le tendenze evolutive dei diversi settori economici, servendosi del materiale dato dalla Commissione regionale consultiva.

4°) punto: Sintesi dei principali problemi della Valle; fenomeni di stagnazione o regresso, squilibri, deficienze, strozzature, identificati in questa fase dell'indagine.

Precisa che si tratta di un primo abbozzo, in quanto che non si può pensare di avere delle indicazioni precise all'inizio di una indagine, né si possono fare degli obiettivi-ipotesi del piano di sviluppo della Regione, perché tali obiettivi-ipotesi si possono avere solo alla fine dello studio del piano.

Il Consigliere BORDON osserva che la parola programmazione è ormai diventata di moda, il che significa che tutti dovrebbero accettarla come una realtà forse senza avere ben inteso quale sia il vero significato della programmazione, che, stando a quanto si sente dire, dovrebbe essere il toccasana di tutti i problemi.

Dichiara che, ciononostante, la programmazione lo lascia alquanto perplesso, pur avendone sentito parlare in termini positivi.

Dichiara di avere preso atto che la Commissione di studi e di ricerche per la programmazione regionale ha tenuto ben cento sedute e fa presente di essere convinto che detta Commissione abbia svolto veramente un buon lavoro.

Ritiene che tutti i Consiglieri approveranno alla unanimità l'autorizzazione della spesa di Lire 35 milioni per la elaborazione degli studi e delle indagini per la programmazione regionale e per la stesura definitiva del relativo piano di sviluppo regionale per il quinquennio 1965/1969.

Auspica però, che l'abbozzo di programmazione, cui ha fatto cenno il Consigliere Chamonin, entri al più presto nella fase concreta, affinché la popolazione della Valle di Aosta possa finalmente avere un'idea di quelli che saranno i risultati della programmazione.

Il Consigliere RENZO dichiara di avere preso atto con soddisfazione della comunicazione del Presidente della Giunta concernente il mantenimento della Commissione consultiva regionale per la programmazione, - mantenimento che dichiara di avere personalmente già auspicato, - perché ritiene di grande importanza che vi sia un collegamento fra la Giunta Regionale e l'organo tecnico-scientifico della Società SORIS.

Ricorda in proposito che il Presidente della Giunta, Caveri, nella seduta del 30 dicembre 1964, dopo aver rilevato che il materiale di studio raccolto dalla Commissione di studi e di ricerche per la programmazione regionale era ponderoso e complesso, precisò che soltanto per lo studio della demografia valdostana si prevedevano vari volumi e che il primo volume era ormai ultimato.

Chiede che detto primo volume sia distribuito ai Consiglieri regionali, come pure le altre monografie, man mano che saranno pubblicate, affinché possano i Consiglieri prenderne visione ed eventualmente dare il loro contributo prima della costituzione dell'organismo democratico annunciato dal Presidente della Giunta, organismo che sarà veramente il fondamento di tutto il quadro della programmazione.

Ritiene che qualche Consigliere potrà formulare delle proprie proposte in base a quei fattori umani, ambientali e psicologici che sono sentiti essenzialmente da chi vive ed opera in Valle d'Aosta.

Il Consigliere CASETTA, premesso che i tempi di attuazione del piano di sviluppo della programmazione sono indicati nella relazione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri, informa che venerdì prossimo la Commissione consultiva regionale per la programmazione discuterà la prima fase, per cui è da ritenere che la monografia concernente la prima fase potrà andare alla stampa quanto prima.

Per quanto riguarda l'indagine demografica, rileva che essa è suddivisa in tre parti (generale; per zone omogenee; per Comuni) ed informa che, disponendosi per ora soltanto di una copia unica della monografia sulla indagine demografica, - copia che era indispensabile per il completamento della prima fase di studio e che era indispensabile al gruppo di tecnici della Società SORIS -, si è ritenuto di ritardarne la stampa, essendo molto più importante portare avanti il lavoro di ordine generale.

Precisa, comunque, che tale lavoro sarà pronto entro il mese di luglio e potrà essere dato alla stampa subito dopo.

Il Consigliere DUJANY rileva che nella seduta in cui è stato discusso ed approvato il bilancio di previsione per l'anno 1965 si è parlato molto dei lavori della Commissione consultiva regionale per la programmazione, Commissione, - egli dice -, di parte politica nominata dalla Giunta, perché non vi fanno parte i rappresentanti dei vari Partiti componenti il Consiglio Regionale.

Fa presente che, in tale occasione, si disse che lo studio della programmazione era già in fase avanzata; osserva che, ad un anno di distanza della nomina della suddetta Commissione, i Consiglieri non sanno esattamente che cosa sia stato fatto.

Circa i previsti tempi di attuazione (la prima fase entro aprile 1965; - la seconda fase entro luglio 1965 e la terza fase entro settembre 1965), raccomanda vivamente alla Giunta Regionale che le date previste siano rispettate e chiede che la Giunta assuma un impegno in tale senso.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, osserva che, confrontando quanto ha detto il Consigliere Bordon cori quanto ha detto il Consigliere Dujany, appare evidente che il Consigliere Bordon ha poca fiducia nella programmazione mentre, invece, ne ha molta il Consigliere Dujany.

Ritiene che nessun Consigliere, - egli per primo, - pensi che la programmazione sia il toccasana per la risoluzione di tutti problemi della economia regionale.

Osserva che la virtù sta nel giusto mezzo e che, per quanto riguarda la programmazione, tutti gli Stati del mondo, sia i Paesi collettivisti che i Paesi dell'Occidente, cercano di programmare gli interventi pubblici e le scelte attraverso il lavoro di Commissioni di tecnocrati che preparano studi programmatici dell'attività della pubblica Amministrazione e della economia.

Rileva che anche gli industriali programmano la loro attività e ricorrono all'opera di Centri di studio e che, se persino gli industriali sentono la necessità della programmazione, a più forte ragione le Amministrazioni pubbliche devono pensare seriamente a fare eseguire delle ricerche economiche e sociali in modo da poter fare il punto della situazione.

Dichiara di essere convinto che, attraverso gli studi della Società SORIS, emergeranno degli elementi e dati di cui gli Amministratori regionali non sono ora a conoscenza.

Rispondendo, quindi, al Consigliere Benzo, dichiara che la Giunta manterrà l'impegno assunto di dare comunicazione ai Consiglieri regionali, a suo tempo, degli elaborati sulla programmazione man mano che saranno predisposti d'accordo con la Commissione dei sei e con gli studiosi della Società SORIS.

Il Consigliere BORDON, richiamandosi a quanto detto prima, ribadisce la necessità che l'abbozzo di programmazione entri al più presto in una fase concreta e dia risultati positivi.

Il Consigliere LUSTRISSY dichiara che la programmazione non va accettata come una necessità, ma deve essere considerata come l'unico mezzo per poter indirizzare l'economia regionale nel modo migliore possibile, sull'esempio dato dagli industriali, i quali si sono resi conto che, per poter conseguire determinati obiettivi, è indispensabile la programmazione.

Il Consigliere DUJANY ricorda di avere chiesto che la Giunta assuma un impegno per quanto riguarda i tempi di attuazione del piano di programmazione e ritiene che la risposta data dal Presidente della Giunta possa essere interpretata come un impegno da parte della Giunta a rispettare i tempi di attuazione indicati nella relazione.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, precisa che una cosa è la indicazione dei tempi e delle scadenze previste nell'elaborato trasmesso in copia ai Signori Consiglieri, scadenze che è nell'intenzione di tutti possano essere rispettate, ed altro conto è la questione della trasmissione ai Consiglieri regionali degli elaborati che saranno predisposti dalla Società SORIS in collaborazione con la Commissione consultiva regionale per la programmazione.

Dichiara che gli elaborati della Società SORIS saranno trasmessi ai Consiglieri man mano che saranno pronti.

Il Presidente, MARCOZ, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende chiedere chiarimenti o formulare osservazioni di carattere generale sul disegno di legge nel suo complesso, dichiara chiusa la discussione generale ed invita il Consiglio a procedere all'esame ed alla approvazione, per alzata di mano, dei singoli articoli del disegno di legge.

Articoli 1 e 2

Si dà atto che gli articoli 1 e 2 sono approvati, con separate votazioni, dal Consiglio ad unanimità di voti favorevoli e senza discussione (Consiglieri presenti e votanti: trentatre).

Articolo 3

L'Assessore FILLIETROZ propone che la spesa sia imputata non già al capitolo 6, ma al capitolo 55 di bilancio e che, pertanto, la formulazione della lettera B) dell'articolo 3 sia modificata come segue:

"B) variazione allo Stato di previsione Alla parte SPESE:

lo stanziamento del capitolo 55 ("Compensi ad estranei all'Amministrazione Regionale per speciali incarichi, perizie e studi nell'interesse della Regione, ecc.») è aumentato della somma di Lire 30.000.000 (trentamilioni)".

Si dà atto che l'articolo 3 è approvato dal Consiglio ad unanimità di voti favorevoli con la modificazione proposta dall'Assessore FILLIETROZ (Consiglieri presenti e votanti: trentatre).

Articolo 4

Si dà atto che l'articolo 4 è approvato dal Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli, con la analoga modifica del capitolo 6 in capitolo "55" del bilancio (Consiglieri presenti e votanti: trentatre).

Articolo 5

Si dà atto che l'articolo 5 è approvato dal Consiglio ad unanimità di voti favorevoli e senza discussione (Consiglieri presenti e votanti: trentatre).

Il Presidente, MARCOZ, dopo aver accertato e dichiarato che i cinque articoli del disegno di legge in esame sono stati dal Consiglio approvati ad unanimità di voti favorevoli, espressi con cinque separate votazioni per alzata di mano (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: trentatre), invita il Consiglio a votare, a scrutinio segreto, per l'approvazione del sottoriportato disegno di legge nel suo complesso.

Procedutosi alla votazione finale, a scrutinio segreto, ed allo spoglio dei voti, con la assistenza degli scrutatori Consiglieri Signori ARTAZ-DOTTO, CASETTA e MAPPELLI, il Presidente, MARCOZ, accerta e comunica i seguenti risultati della votazione:

- Consiglieri presenti e votanti: trentacinque;

- Voti favorevoli: trentacinque.

Il Presidente, MARCOZ, in base all'esito della votazione, dichiara che il Consiglio Regionale ha approvato il sottoriportato disegno di legge regionale concernente: "Autorizzazione alla spesa per la elaborazione degli studi e ricerche per la programmazione regiornale. - Incarico alla Società per Azioni SORIS, con sede in Torino. - Variazioni al bilancio preventivo della Regione per l'anno 1965".

Disegno di legge regionale n. 3

REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA

Legge regionale 1965, N. : AUTORIZZAZIONE ALLA SPESA PER L'ELABORAZIONE DEGLI STUDI E DELLE INDAGINI PER LA PROGRAMMAZIONE REGIONALE - INCARICO ALLA S.p.A. SORIS, CON SEDE IN TORINO. VARIAZIONI AL BILANCIO PREVENTIVO DELLA REGIONE PER L'ANNO 1965.

Il Consiglio Regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta Regionale

Promulga

la seguente legge:

Art. 1

È autorizzata la spesa di L. 35.000.000 (trentacinquemilioni) per la elaborazione degli studi e delle indagini per la programmazione regionale e per la stesura definitiva del relativo piano di sviluppo regionale per il quinquennio 1965/1969.

Art. 2

L'incarico della elaborazione degli studi e delle indagini di cui al precedente articolo sarà affidato alla Società SORIS - S.p.A. (ricerche di mercato - studi economici), con sede in Torino, ed a gruppi di ricerca e di studio dipendenti dalla Società stessa o ad essa collegati; tale incarico sarà approvato con deliberazioni della Giunta Regionale alle condizioni e con le modalità da stabilire dalla Giunta stessa, ad avvenuta promulgazione della presente legge.

Art. 3

Al finanziamento della spesa di Lire trentacinquemilioni, di cui al precedente articolo 1 si provvede mediante le seguenti variazioni allo stato di previsione della parte ENTRATE ed allo stato di previsione della parte SPESE del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1965:

A) variazione allo stato di previsione della parte ENTRATE:

lo stanziamento del capitolo 6 ("Provento quote fisse di ripartizione, fra lo Stato e la Regione, delle Entrate erariali previste dall'articolo 2 della legge 29-11-1955 n. 1179"), è aumentato della somma di Lire 30.000.000 (trentamilioni);

B) Variazione allo stato di previsione della parte SPESE: lo stanziamento del capitolo 55 ("Compensi ad estranei all'Amministrazione Regionale per speciali incarichi, perizie e studi nell'interesse della Regione, eccet.") è aumentato della somma di Lire 30 000.000 (trentamilioni).

Art. 4

All'approvazione, al finanziamento ed alla liquidazione della spesa autorizzata con la presente legge, provvederà la Giunta Regionale con motivate deliberazioni, con imputazione della spesa stessa sul sopracitato capitolo 55 del bilancio preventivo per l'anno 1965.

Art. 5

La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del 3° comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, promulgato con legge costituzionale 26 febbraio 1948 n. 4, ed entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

La presente legge sarà inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei regolamenti della Regione Autonoma della Valle d'Aosta e sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

Della promulgazione della presente legge sarà dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

Aosta, lì

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