Oggetto del Consiglio n. 110 del 10 maggio 1967 - Verbale
OGGETTO N. 110/67 - Minori ricoverati in Istituti con spese a carico totale o parziale dell'Amministrazione regionale. Proposte. (Mozione)
Il Presidente MONTESANO dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione dei Consiglieri regionali Signori Germano Pietro e Savioz Fabiano, concernente l'oggetto: "Minori ricoverati in Istituti con spese a carico totale o parziale dell'Amministrazione regionale", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri in allegato all'ordine del giorno dell'adunanza del 7 aprile 1967:
Mozione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta,
Ricordato che l'Amministrazione regionale provvede a ospitare in vari istituti bambini provenienti da famiglie in particolare stato di disagio o nelle quali non è assicurata un'adeguata educazione,
ricordato altresì che per tali provvedimenti la Regione assume in tutto o in parte l'onere della retta e di conseguenza anche la responsabilità del trattamento dei piccoli ospiti,
venuto a conoscenza che il 16 febbraio in Aosta una certa suor Amata ed il Parroco di Valgrisanche si sono recati a casa della signora BELLIZZI Carmela per riprendere il figlio Paolo dopo una breve vacanza ed il rifiuto del medesimo di rientrare nel collegio;
constatato che, in seguito al rifiuto ed alla manifesta paura del bambino la suddetta suora ed il reverendo non esitarono a passare a vie di fatto e percosse come risulterebbe dai segni lasciati sul corpo del bambino e dal certificato rilasciato dal medico dell'Ospedale Mauriziano di Aosta ove è stato visitato a seguito di forti mal di testa e febbre; certificato che riscontra lesioni guaribili in 10 giorni, salvo complicazioni,
avuta notizia della regolare denuncia presentata dalla Signora Bellizzi alla Procura della Repubblica di Aosta nonché delle lamentele già dalla stessa formulate presso gli uffici del competente Assessorato regionale dell'Assistenza,
interpretando le legittime preoccupazioni dei familiari che, - avendo dei bambini in Istituti analoghi e leggendo sui quotidiani di questi giorni notizie allarmanti sul trattamento riservato ai piccoli ospiti in Istituti di diverse città italiane -, non vorrebbero dover apprendere che analoghe tristi vicissitudini subiscano i ricoverati negli Istituti prescelti dall'Amministrazione regionale,
delibera
a) di incaricare la Giunta a fare prontamente luce sull'inaudito e inammissibile episodio del bambino Paolo Bellizzi percosso da suor Amata e dal parroco di Valgrisanche in Aosta il 16 febbraio 1967 - riferendo in proposito al Consiglio;
b) di provvedere immediatamente al trasferimento ad altro Istituto dei bambini attualmente ancora affidati alle cure di Suor Amata e del parroco di Valgrisanche la cui retta viene pagata in tutto o in parte dall'Amministrazione regionale;
c) di nominare una Commissione consiliare avente lo scopo di appurare - con opportune visite presso gli Istituti ai quali vengono affidati giovani valdostani a spese della Regione - il tenore di vita ed il trattamento riservato ai piccoli ospiti.
Aosta, lì 9.3.1967
F.ti: Germano Pietro - Savioz Fabiano
Il Consigliere Giovanna SIGGIA in BIANCO dichiara che la mozione prende le mosse da una querela che nel mese di febbraio la Signora Bellizzi ha sporto contro due religiosi di Valgrisanche, che, a suo dire, si sarebbero resi responsabili di maltrattamenti nei confronti del figlio minore Paolo.
Afferma che il Gruppo consiliare Comunista non ha intenzione di interferire con l'istruttoria e le indagini che sta svolgendo la Magistratura, ma ritiene che l'Ente pubblico, e quindi in questo caso l'Amministrazione regionale, dovrebbe preoccuparsi di svolgere una sorveglianza attiva e continua nei confronti degli Istituti che accolgono i minori, sorveglianza che diventa obbligatoria quando si tratta di ragazzi ricoverati a totale o parziale carico dell'Amministrazione regionale.
Sostiene che, quando episodi di estrema gravità come quello registrato nei confronti del minore Paolo Bellizzi vengono portati a conoscenza dell'Amministrazione regionale, incombe a ogni singolo Consigliere regionale il dovere di sapere quale sia realmente il trattamento dei minori ricoverati e di pretendere dei controlli e degli accertamenti eventualmente anche da parte di un'apposita Commissione. Aggiunge che è dovere dei Consiglieri regionali indagare se rispondono al vero le accuse mosse nei confronti dei religiosi e, in caso affermativo, occorre agire con fermezza, con decisione per evitare il ripetersi di episodi deplorevoli.
L'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale MAPPELLI dichiara che l'episodio denunciato nella mozione è stato seguito molto attentamente dal suo Assessorato, che ha ritenuto opportuno mettere a disposizione della Magistratura tutti i documenti in suo possesso. Chiede che la discussione della mozione sia posticipata a dopo che la Magistratura avrà concluso le sue indagini.
Il Presidente della Giunta BIONAZ fa presente che il deliberato della mozione dà per scontato che l'episodio si sia effettivamente verificato nei termini della denuncia, mentre non vi è nessuna prova su di esso finché la Magistratura non si sia pronunciata, anche perché il bambino potrebbe dire il falso e fare delle calunnie. Aggiunge che l'Assessore competente Mappelli ha disposto un'inchiesta da parte degli organi della Regione.
Conclude sostenendo che la soluzione del rinvio prospettata dall'Assessore è più che logica e legittima.
Il Consigliere MANGANONI premette innanzitutto che egli non intende mettere sotto accusa tutte le Scuole private gestite da religiosi anche per esperienza personale perché sua figlia studia in un collegio gestito da suore al Villair di Quart ed egli non può che lodare il modo in cui è trattata.
Afferma che si è sostenuto che il bambino potrebbe dire il falso, però esiste un reperto medico che parla di dieci giorni di guarigione, reperto che è un dato concreto e non è frutto di fantasia infantile.
Sostiene che scopo della Commissione dovrebbe essere non solo di indagare sul fatto specifico, ma sul sistema di educazione dei Collegi che percepiscono contributi da parte della Regione per i minori ricoverati; verificare su come vengono spesi questi soldi dovrebbe essere non solo un diritto, ma anche un dovere dell'Amministrazione regionale.
Ritiene, quindi, che la Commissione vada nominata indipendentemente dal fatto specifico sul quale sta indagando la Magistratura.
Il Consigliere GERMANO chiede all'Assessore competente Mappelli quanti sono i bambini valdostani ricoverati in Istituti privati gestiti da religiosi, dove sono ubicati questi Istituti, ciò per avere un'idea della loro entità numerica.
Le Conseiller CAVERI affirme que des faits qui se sont déroulés sur le plan national ont démontré qu'on se sert de ces Institutions pour les enfants pour faire des spéculations: on demande des subsides, des contributions aux Administrations publiques et puis on nourrit d'une manière insuffisante ces enfants. Il rappelle, à ce propos, le scandale des enfants tuberculeux qu'on faisait recouvrer d'autorité en des instituts qui faisaient des spéculations. Il ajoute que le Professeur Aliotta est le médecin qui a imaginé cette grande opération, très grave, de délinquance et qu'il faut être des criminels pour spéculer sur la maladie de ces enfants pour en tirer un profit personnel.
Pour ce qui concerne la Vallée d'Aoste, il affirme que, il y a plusieurs années, il avait visité l'Orphelinat des Sœurs de Saint Joseph et il avait constaté que l'alimentation des orphelines était absolument insuffisante. C'est pour cela qu'il avait proposé à la Junte de l'époque d'allouer une somme de 80.000 lires par mois, somme qui devait servir à acheter directement auprès des bouchers de la viande, viande qui devait être consignée aux Sœurs de Saint Joseph; cette mesure a été suspendue par la Junte Bondaz.
Il demande donc avant tout si actuellement la Junte paye encore les 80.000 lires par mois pour acheter la viande pour les orphelines.
Il propose que l'on fasse des inspections sans préavis aux différents collèges privés qui reçoivent des sommes de la part de l'Administration régionale et de d'autres Administrations publiques et que l'on contrôle quelle est l'alimentation des enfants dans ces pensionnats pour éviter ces spéculations qui, malheureusement, se sont déroulées plusieurs fois hors de la Vallée d'Aoste.
Il Consigliere BARONE ritiene che i due interventi del Presidente della Giunta Bionaz e del Consigliere Manganoni non siano antitetici, infatti il Presidente della Giunta afferma che, per il caso specifico, occorre lasciare che la Magistratura svolga il suo compito; il Consigliere Manganoni, invece, insiste sulla nomina della Commissione consiliare che dovrebbe andare al di là del caso concreto e dovrebbe indagare su come si svolge la vita all'interno di questi Collegi, di questi Istituti.
Sostiene che in ambito educativo si deve privilegiare, rispetto al sistema brutale della repressione, il sistema preventivo della convinzione che Don Bosco fu uno dei primi ad adottare in Italia; ciò anche perché il sistema della repressione violenta suscita nell'individuo una reazione che sarà nell'immediato pregiudizievole per l'andamento degli studi e un domani pregiudizievole per la società.
Il Consigliere BERTHET sostiene che sul caso specifico non si hanno ancora delle certezze: non si sa, ad esempio, se il bambino sia stato colpito nell'Istituto o a casa sua; inoltre fa presente che la fantasia di certi bambini è molto avanzata e che essi, per non andare in Collegio, possono raccontare bubbole.
Dà atto all'ex Presidente Caveri di essere intervenuto per fornire la carne alle orfanelle ma sottolinea che la Giunta Bondaz non ha assolutamente fatto togliere la carne.
Il Consigliere CAVERI replica che, alle prime riunioni di Giunta nel dicembre 1963, chiese ai Funzionari se continuassero a pagare le 80.000 lire per la carne alle orfanelle e la risposta fu che tale misura era stata sospesa; egli la fece ripristinare, dopo una sospensione da parte della Giunta Bondaz, durata per vari anni.
Il Consigliere BERTHET replica a sua volta che a lui non risulta tale sospensione. Conclude sostenendo che non è il caso di creare delle Commissioni che vadano a indagare su fatti che probabilmente non esistono.
Il Consigliere MANGANONI risponde al Consigliere Berthet facendo presente che nella mozione è indicato chiaramente che i fatti si sono svolti a casa della Signora Bellizzi. Afferma che egli non ha assistito al fatto, ma che nella mozione sono riportati i fatti come indicati nella denuncia della Signora Bellizzi.
Il Consigliere BERTHET replica che, poiché nessuno ha assistito ai fatti, è opportuno lasciare indagare la Magistratura affinché la stessa stabilisca la verità dei fatti.
Il Consigliere MANGANONI sostiene che la Commissione non dovrebbe indagare sul fatto specifico di cui è investita la Magistratura. Fa però presente che se all'Asilo di Valgrisanche non hanno niente da nascondere, dovrebbero essere loro stessi a richiedere la Commissione perché essa non potrà far altro che esprimere giudizi positivi eliminando quei dubbi nell'opinione pubblica che possono sussistere nei confronti di questo Asilo.
Aggiunge che sui giornali molto spesso si legge di cose che capitano in case di ricovero per bambini, ma con la Commissione si potrà tranquillizzare l'opinione pubblica nel senso che ciò non avviene in Valle d'Aosta, ma solo fuori.
L'Assessore all'Industria e Commercio BENZO premette di concordare sull'impostazione data dall'Assessore competente Mappelli.
Chiede al Consigliere Manganoni come sia possibile che la Commissione possa appurare alcunché quando la mozione, alla lettera b) del deliberato, prevede che si provveda immediatamente al trasferimento ad altro Istituto dei bambini ancora presenti presso l'Istituto di Valgrisanche.
L'Assessore MAPPELLI ribadisce la sua posizione, che è quella di rinviare la costituzione della Commissione a dopo che la Magistratura avrà chiuso le sue indagini.
Sottolinea di essersi recato cinque volte presso l'Istituto di Valgrisanche prima del verificarsi dei fatti oggetto della mozione per constatare quale fosse il vitto fornito e il trattamento riservato ai quattro bambini ospiti dell'Istituto.
Risponde al Consigliere Germano che i bambini ospitati a totale o parziale carico dell'Amministrazione regionale sono 349 e fornisce l'elenco delle strutture in cui gli stessi sono ospitati.
Circa la questione della fornitura della carne al Collegio San Giuseppe, rassicura il Consigliere Caveri che tale fornitura avviene ancora attualmente.
Il Consigliere GERMANO sostiene che quello dell'Istituto di Valgrisanche è un fatto di cronaca come ne succedono molti in Italia e in esso non c'è niente di inaudito. Sottolinea che il fatto che il Professor Aliotta vendesse i bambini agli Istituti religiosi a un determinato prezzo è stato ormai provato.
Fa presente che, presso gli Istituti religiosi, ci sono suore bravissime, ma ce ne può essere anche una che si comporta male e, quando ciò succede, occorre provvedere.
Dichiara di modificare la mozione eliminando nel deliberato le lettere a) e b), soddisfacendo la richiesta di esaminare la parte riguardante il fatto specifico a risultanze della Magistratura avvenute, mantenendo però la lettera c) relativa alla nomina della Commissione.
Il Consigliere CAVERI ritiene che la mozione presentata dal Gruppo consiliare Comunista, così come modificata, possa essere accettata e votata anche dai Consiglieri di maggioranza e dalla Giunta: non c'è niente di male, infatti, nel formare una Commissione consiliare che visiti questi Istituti per accertare qual è il trattamento e il vitto riservato ai bambini ospiti di questi Istituti. Afferma che tale Commissione si limiterebbe a ripetere quanto già fatto dalla Commissione di Giunta costituita dalla Giunta da lui presieduta.
L'Assessore MAPPELLI afferma che le modifiche apportate alla mozione non lo portano a mutare posizione, chiede quindi che la mozione venga rinviata.
Il Consigliere CAVERI sostiene che l'Assessore Mappelli potrebbe riservare questo carattere tetragono ad altre occasioni perché, se si può concordare sulla necessità di aspettare la sentenza dell'Autorità giudiziaria per accertare la verità circa il fatto specifico, la nomina di una Commissione consiliare che vada a verificare qual è il vitto e il trattamento riservato ai bambini nei vari Istituti non c'entra niente con la sentenza del Tribunale di Aosta circa il caso Bellizzi.
Il Presidente della Giunta BIONAZ afferma che non vede perché si debba nominare una Commissione ad hoc quando ci sono un Assessore e dei Funzionari che sono preposti al preciso compito che dovrebbe essere attribuito alla Commissione.
Il Consigliere CAVERI ricorda che la Giunta da lui presieduta nominò una Commissione di Giunta che operò dal dicembre 1963 al giugno 1966 con gli stessi compiti che dovrebbero ora essere attribuiti alla Commissione consiliare e il Dottor Balestri, allora Assessore alla Sanità, non si sentì affatto offeso, non si adontò, come sembrano invece adontarsi ora l'Assessore Mappelli e il Presidente della Giunta Bionaz.
L'Assessore MAPPELLI afferma di non aver mai sostenuto che la Commissione non debba costituirsi. Chiede solo di rinviare tale costituzione a dopo che la Magistratura si sarà pronunciata.
Il Consigliere GERMANO fa presente che la mozione, come modificata, si limita a richiedere che il Consiglio nomini una Commissione, che non si chiamerà neanche d'inchiesta, avente lo scopo di appurare il tenore di vita e i trattamenti riservati ai piccoli ospiti nei vari Istituti.
Il Presidente MONTESANO chiede al Consigliere Germano se la Commissione da costituirsi è una Commissione consiliare o di Giunta.
Il Consigliere GERMANO risponde che quella costituita dalla Giunta Caveri era una Commissione di Giunta; questa invece, poiché la Giunta non l'ha costituita, sarà una Commissione consiliare.
Il Consigliere MARCOZ fa presente che, secondo la teoria dell'Assessore Mappelli, se avvenisse il furto in una banca, il Direttore della stessa, dopo aver denunciato il furto alla Procura della Repubblica, finché è pendente il processo, non potrebbe raddoppiare la vigilanza del suo Istituto.
Conclude sostenendo che la formula contenuta nella mozione, come modificata, è una formula blanda che non è offensiva per nessuno, né per l'Assessore, né per le suore, né per gli altri gestori dell'Istituto.
Il Consigliere CHABOD ritiene che la proposta di rinvio formulata dall'Assessore Mappelli sia la migliore. Chiede al Presidente Montesano di porre in votazione le due proposte: quella del Consigliere Germano e quella dell'Assessore Mappelli.
Il Presidente MONTESANO dichiara che la proposta formulata dal Consigliere Chabod deve essere fatta secondo il Regolamento cioè chiedendo la chiusura della discussione.
Il Consigliere CAVERI afferma che più di una volta si è accorto che da parte di alcuni Consiglieri, o da parte di impiegati regionali, o da parte di chi abbia rapporti con l'Amministrazione regionale vi è una "superstizione" consistente nel ritenere che, con un procedimento penale pendente, la Giunta o il Consiglio regionale non possano disporre un'inchiesta amministrativa, mentre, in realtà, è vero il contrario.
Sostiene che, mentre da parte dei firmatari vi è stato l'intento di non forzare in modo polemico la situazione, vi è stato un irrigidimento da parte del Presidente della Giunta Bionaz e dell'Assessore Mappelli, il quale, come avviene per gli avvocati che si preparano per il dibattimento in un senso e non sono capaci a riorganizzarsi in presenza di fatti nuovi, davanti alla posizione dei firmatari che hanno eliminato le lettere a) e b) del deliberato, continua a fare il Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento chiedendo il rinvio della mozione.
Ritiene che la mozione così ridotta e ridimensionata non possa essere considerata una mancanza di riguardo verso l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, né possa avere il significato di un'implicita dichiarazione di colpevolezza verso il Parroco il Valgrisanche e verso la Suora coinvolti nella vicenda.
Il Consigliere LUSTRISSY dichiara di essere indotto a intervenire a seguito delle affermazioni generiche del Consigliere Caveri, il quale ha ironizzato sulla posizione dell'Assessore Mappelli, sostenendo che il "ragazzino Mappelli" si era preparato la lezioncina, ma ora che le cose sono cambiate si è trovato a disagio. Afferma che l'esercizio dell'ironia, com'era concepita dal metodo filosofico di Aristotele, presupponeva la maieutica, consistente nel fatto che la distruzione di un'idea ha come conseguenza la proposta di idee nuove atte a favorire la discussione e l'accertamento della verità su certi altri presupposti.
Non è quindi sufficiente distruggere l'argomentazione dell'Assessore Mappelli e non proporre niente di nuovo perché, se il Consigliere Caveri avesse voluto proporre qualcosa di nuovo, avrebbe potuto rendere edotto il Consiglio sui risultati della Commissione da lui nominata, che, naturalmente, è stata istituita sulla base di lamentele, di denunce di manchevolezze, di altri elementi che giustificavano l'istituzione di una Commissione del genere.
Ritiene che il carattere preminente della mozione sia esclusivamente di natura demagogica, come dimostra il fatto che essa in aula sia stata ridimensionata, limitandola alla richiesta dell'istituzione di una Commissione consiliare.
Definisce la richiesta dell'istituzione di tale Commissione una richiesta estemporanea perché tale ritiene sia il voler dar mandato a questa Commissione di andare ad accertare in tutti gli Istituti in cui sono ospitati bambini a totale o parziale carico della Regione quali sono le condizioni di vita.
Sostiene che proprio perché si tratta di una mozione esclusivamente demagogica, la sua posizione va oltre quella dell'Assessore Mappelli: invita quest'ultimo a modificare la sua impostazione e a richiedere, anziché il rinvio della votazione, la messa in votazione della mozione annunciando voto contrario alla stessa.
Il Presidente MONTESANO dichiara di voler porre in votazione la richiesta del Consigliere Chabod di chiusura della discussione in base all'articolo 49 del Regolamento.
Il Consigliere GERMANO dichiara che il comportamento del Presidente Montesano è, a suo dire, fazioso e prepotente perché egli, per sua comodità, fa dire ai Consiglieri affermazioni che gli stessi non hanno fatto.
Il Presidente MONTESANO replica al Consigliere Germano facendo presente che egli non ha impedito a nessuno di intervenire.
Il Consigliere CAVERI replica al Consigliere Lustrissy sostenendo che egli non ha dato del ragazzino all'Assessore Mappelli. Osserva che egli si guarderebbe bene dall'effettuare un tale paragone perché ritiene che tra i Consiglieri debba esserci reciproca cortesia e rispetto. Fa presente che egli ha paragonato l'Assessore Mappelli a un avvocato e non reputa con ciò di avergli mancato di rispetto, a meno che ci si possa offendere per un tale paragone. Ironizza quindi su quelle che definisce "elucubrazioni filosofiche o pseudo-filosofiche" del Consigliere Lustrissy.
Replica quindi alle varie accuse mossegli dal Consigliere Lustrissy. Quanto al non aver parlato dei risultati della Commissione di Giunta istituita sotto la sua presidenza, ricorda al Consigliere Lustrissy di aver parlato della composizione di tale Commissione, della sua attività, dei risultati e delle conclusioni cui la stessa è pervenuta.
Quanto all'accusa secondo cui la Giunta da lui presieduta avrebbe mancato di rispetto al Consiglio regionale nominando una Commissione di Giunta, sostiene che ora la minoranza chiede la nomina di una Commissione consiliare solo perché la Giunta non ha provveduto essa stessa a nominarla.
Quanto ai presupposti circa la nomina di una Commissione, sostiene che, affinché i presupposti sussistano, è sufficiente che Giunta o Consiglio ravvisino tale opportunità e, nel caso di specie, tale opportunità consiste nel fatto che un'amministrazione pubblica dovrebbe avere il diritto/dovere di esercitare un controllo sugli Istituti sovvenzionati dalla stessa; definire "estemporanea" la richiesta di istituire una Commissione con tale scopo, significa mancare di quello che oltre Pont Saint Martin si chiama senso dello Stato e che, in Valle d'Aosta, più modestamente, si può chiamare senso della Pubblica Amministrazione.
Quanto all'accusa che la sua sia una proposta demagogica, sostiene che egli si è limitato a prender atto del fatto che i firmatari hanno eliminato le lettere a) e b) del deliberato, mantenendo la sola lettera c), che parla della nomina di una Commissione per controllare qual è il trattamento e qual è il vitto che viene distribuito ai bambini e ai ragazzi dei Collegi privati.
Afferma che le accuse di demagogia non lo toccano perché gli pare che nel precedente intervento egli avesse parlato in modo molto distensivo, molto conciliante, dicendo cose più che ovvie, più che pacifiche ed egli si aspettava che alla fine il Presidente della Giunta Bionaz, l'Assessore Mappelli e i Consiglieri della maggioranza accettassero il suo punto di vista.
Il Presidente MONTESANO interpella il Consigliere Chabod in merito alla conferma della richiesta avanzata in precedenza.
Il Consigliere CHABOD conferma che egli intende chiedere la votazione di chiusura della discussione in base all'articolo 49 del Regolamento.
Il Consigliere GERMANO chiede di poter intervenire in base all'articolo 45 del Regolamento, che dispone che il proponente di una mozione ha diritto alla parola prima della chiusura della discussione.
Il Presidente MONTESANO concede la parola al Consigliere Germano.
Il Consigliere GERMANO dichiara di aver deciso di intervenire a seguito dell'atteggiamento del Consigliere Lustrissy, il quale, partendo da Aristotele, ha definito la mozione demagogica perché si basa su delle "sciocchezzuole", mentre vi sono 10 giorni di malattia certificati dall'Ospedale, è stata presentata una denuncia e la Magistratura sta indagando.
Sostiene che, quando si presenta una mozione, non si fa della demagogia, ma si fa il dovere di Consigliere. Dichiara che se i proponenti della mozione avessero voluto fare della demagogia, sarebbero partiti in quarta riempiendo le pagine dei giornali sul fatto, invece essi non sono interessati allo sfruttamento politico della vicenda; afferma che essi non si sentono in torto nell'occuparsi di questi bambini, soprattutto perché molti di essi sono orfani.
Aggiunge che dal Consigliere Lustrissy è emersa quella che definisce "faziosità clericale": si è toccato un Istituto religioso e l'Assessore e la Giunta si sentono messi sotto giudizio, si sentono offesi. Fa presente, a questo proposito, che le cose sono giudicate in modo diverso dalla stessa Chiesa cattolica che le guarda in modo più avanzato di quanto faccia il Consigliere Lustrissy.
Presenta il seguente emendamento:
"Nelle premesse eliminare tutti i capoversi successivi ai primi due; nel deliberato eliminare le lettere a) e b): di conseguenza l'unico punto del deliberato rimasto non è più necessario che sia preceduto dalla lettera c)".
Chiede che la mozione così emendata sia messa in votazione e si augura che non tutti siano come il Consigliere Lustrissy e ci siano Consiglieri che vedano che la richiesta prevista dalla mozione è fatta nell'interesse della Regione e non per fini demagogici.
Il Presidente, MONTESANO, invita il Consiglio a votare, per alzata di mano, sulla proposta di approvazione della mozione nel seguente nuovo testo modificato come da proposta dei Consiglieri Signori Germano e Savioz, testo di cui dà lettura:
Mozione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Ricordato che l'Amministrazione regionale provvede a ospitare in vari Istituti i bambini provenienti da famiglie in particolare stato di disagio o nelle quali non è assicurata un'adeguata educazione;
Ricordato altresì che per tali provvedimenti la Regione assume in tutto o in parte l'onere della retta e di conseguenza anche la responsabilità del trattamento dei piccoli ospiti;
delibera
di nominare una Commissione consiliare avente lo scopo di appurare - con opportune visite presso gli Istituti ai quali vengono affidati giovani valdostani a spese della Regione - il tenore di vita ed il trattamento riservato ai piccoli ospiti.
Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente accerta e comunica che il Consiglio, con voti contrari diciassette e voti favorevoli quattordici (Consiglieri presenti e votanti: trentuno), ha respinto la mozione di cui si tratta.
Il Consiglio prende atto.
