Oggetto del Consiglio n. 111 del 10 maggio 1967 - Verbale
OGGETTO N. 111/67 - Comitato regionale per la Pesca. Proposte. (Mozione)
Il Presidente MONTESANO dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione dei Consiglieri regionali Signori Casetta Giuseppe e Savioz Fabiano, concernente l'oggetto: "Comitato regionale per la Pesca. Proposte", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri in allegato all'ordine del giorno dell'adunanza del 7 aprile 1967:
Mozione
Constatato che il Comitato regionale per la Pesca ha deliberato l'aumento delle quote per i permessi di pesca di £ 4.000 annue e precisamente da £ 9.700 a £ 13.700 limitando inoltre la durata del periodo di tempo prima concesso per la pesca e provocando così grave danno finanziario ai circa 2.500 interessati in gran parte operai, pensionati, artigiani;
preso atto
che nel bilancio per l'anno 1967 della Regione, nessun aumento è previsto per i contributi al Comitato suddetto, anche se ciò era già stato fatto rilevare nel corso della discussione del bilancio in oggetto dagli scriventi
il Consiglio regionale delibera
di invitare il Comitato Regionale per la Pesca a:
1) riportare la quota annuale per il permesso di pesca alle originali £ 9.700 integrando il proprio bilancio con i maggiori contributi che la Giunta regionale si impegna di concedere.
2) di invitare il Comitato Regionale per la Pesca a rivedere, di accordo con i soci interessati, il calendario del periodo e dei giorni fissati per l'esercizio di questo sport (come già fatto per il calendario venatorio dal Comitato Regionale per la Caccia) di modo che si tenga conto del tempo libero particolarmente per gli operai e gli artigiani.
Con distinti saluti.
Aosta, lì 14.3.1967
F.ti: Casetta Giuseppe - Savioz Fabiano
Il Consigliere CASETTA dichiara che la mozione riprende un tema che era già stato affrontato nel corso della discussione sul bilancio preventivo 1967 in cui era stato fatto notare che, a fronte di un aumento di 4.000 lire per ogni tesserino per il permesso di pesca - infatti il costo del tesserino era stato portato da 6.000 lire a 10.000 lire -, non era stato previsto nessun aumento dei contributi concessi al Comitato regionale per la pesca. Fa presente che tale aumento ha causato una diminuzione di circa 400 tesserati appartenenti, in genere, alla categoria dei pensionati, degli operai e degli artigiani.
Quanto a quest'ultima categoria, osserva che il calendario della pesca prevede che essa, dal 27 marzo al 4 giugno, possa essere esercitata solo nelle giornate di giovedì e domenica, il che escluderebbe buona parte degli artigiani.
Auspica che, come fatto dal Comitato regionale per la caccia nei confronti dei cacciatori, si lasci libera la scelta dei giorni di pesca ai pescatori.
Il Consigliere SAVIOZ evidenzia le lamentele registratesi nel Direttivo del Comitato regionale per la pesca: la prima riguarda il numero insufficiente delle guardie; la seconda riguarda quelli che definisce "pescatori di mestiere" che vendono a determinati locali, anche se ciò è vietato, quello che pescano e che determinano così carenza di pesce in quelle zone per gli altri pescatori che pescano non a scopo di lucro, ma per hobby.
Richiama la raccomandazione fatta a suo tempo in sede di discussione del bilancio di modificare lo stanziamento inizialmente previsto a favore del Comitato regionale per la pesca, così come fatto nei confronti dei cacciatori, anche se è consapevole del fatto che i cacciatori, con le entrate derivanti dai permessi di caccia, coprono largamente le spese che la Regione incontra. Ritiene però che la Regione che "largheggia" nel concedere sussidi potrebbe fare un piccolo sforzo per venire incontro ai pescatori.
L'Assessore all'Agricoltura e Foreste MAQUIGNAZ precisa che l'aumento della quota associativa è stata stabilita dal Consiglio di Amministrazione del Consorzio regionale per la pesca, previa assemblea generale di tutti i Presidenti di sezione, i quali a larga maggioranza sono stati favorevoli all'aumento.
Fa presente che, per quanto riguarda la quota associativa, il problema sollevato dalla mozione è irrisolvibile perché ormai la gran parte dei pescatori l'ha già pagata. Precisa che a lui risulta che il numero dei pescatori che hanno rinnovato la quota associativa è pressoché uguale agli aderenti dell'anno scorso, ma aggiunge che si accerterà della questione.
Afferma che il mancato aumento dei contributi non corrisponde a verità: fino al 1965, infatti, nel capitolo specifico vi era solo un milione; nel 1966 la Giunta Bionaz ha elevato tale ammontare a 9 milioni perché il Consorzio regionale per la pesca era creditore della Regione della somma di 8.600.000 per allestire alcuni impianti con delle nuove vasche. Pagati tali spese si sarebbe potuti tornare al primitivo stanziamento di un milione, mentre, per l'anno 1967, si sono stanziati dieci milioni per valorizzare lo stabilimento ittico di Morgex.
Sostiene che anche la supposta limitazione del periodo per l'esercizio della pesca è un'affermazione inesatta perché il calendario 1967, per quanto riguarda il periodo, è uguale a quello del 1966 firmato dall'allora Presidente Caveri.
Sostiene infine di ignorare quanto evidenziato dal Consigliere Savioz secondo cui alcuni pescatori venderebbero quello che pescano e al riguardo si riserva di sentire gli Amministratori del Consorzio regionale per la pesca.
Il Consigliere FOSSON precisa che allo stabilimento ittico di Morgex aveva già pensato la precedente Giunta Caveri: essa, infatti, aveva deliberato i 9 milioni di aumento dello stanziamento del 1966 per l'ampliamento dello stabilimento ittiogenico di Morgex in base a un progetto presentato allora, poi però tale stabilimento ha ritenuto di orientarsi in modo diverso e lo stanziamento ha dovuto essere revocato.
Quanto al calendario, non concorda con la proposta di liberalizzazione avanzata dal Consigliere Casetta; sostiene infatti che si debba mantenere un calendario rigido perché la portata dei corsi d'acqua in cui si può pescare va sempre diminuendo senza contare il problema dell'inquinamento.
Il Consigliere CASETTA non ritiene giusto che l'Assessore Maquignaz sostenga di non essere a conoscenza di determinate cose perché la mozione è stata presentata il 14 marzo, due mesi fa, e c'era tutto il tempo per informarsi.
Si dichiara estremamente insoddisfatto delle risposte dell'Assessore Maquignaz perché i due milioni previsti nel bilancio di previsione 1967 sono rimasti due milioni: la questione era già stata avanzata in sede di discussione del bilancio, ma non è stato approvato nessun provvedimento per aumentare lo stanziamento.
La mozione è stata presentata nell'intento di cominciare a discutere della questione adesso perché si faccia qualcosa per l'anno venturo.
Il Consigliere SAVIOZ si dichiara anch'egli insoddisfatto della risposta dell'Assessore Maquignaz che ha parlato dello stabilimento ittiogenico di Morgex, ma la mozione non è stata presentata per chiedere all'Assessore come egli intende impostare il problema della proliferazione delle trote, ma il problema che la mozione intende mettere a fuoco è quello inerente all'aumento della quota associativa.
Afferma, infatti, che il problema da lui posto era se l'Amministrazione regionale non riteneva di rivedere lo stanziamento iscritto in bilancio per venire incontro ai pescatori meno abbienti che non hanno rinnovato il tesserino ed è su questo punto che l'Assessore, se intende farlo, dovrebbe rispondere.
Sostiene che l'aumento della quota associativa è stato approvato dall'Assemblea generale proprio perché tale Assemblea è costituita in maggioranza da elementi che hanno una certa interessenza nell'ambito del commercio e, in secondo luogo, essi sono i più abbienti per cui, eliminando i pescatori meno abbienti, troveranno più trote all'anno.
Sostiene quindi che l'aumento della quota associativa non è dovuto solo al fatto della modifica delle assicurazioni nei confronti dei guardiapesca e all'aumento del loro numero.
Il Consigliere LUSTRISSY esordisce dichiarando che egli prende la parola in quanto membro della Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura, che fu convocata dal suo Presidente subito dopo la discussione avvenuta in sede di bilancio per esaminare la situazione; nel corso di tale riunione sono stati auditi i Dirigenti del Consorzio regionale della pesca ed è stato esaminato il bilancio di tale organismo, facendo luce, in particolare, sul mancato pareggio di bilancio dovuto principalmente ai nuovi oneri di natura previdenziale disposti in favore dei dipendenti.
Fa presente che i Dirigenti del Consorzio regionale della pesca, interpellati in merito a un'eventuale riduzione della quota associativa per l'anno in corso, hanno escluso tale possibilità, pregando l'Amministrazione regionale di lasciare autonomia all'organismo e aggiungendo che la decisione di aumentare la quota associativa era stata presa a ragion veduta e non era il caso di rivedere la decisione assunta.
Fa inoltre presente che la Commissione consiliare non poteva imporre ai Dirigenti del Consorzio regionale della pesca l'accettazione del contributo.
Conclude sostenendo che, se l'Assemblea generale non riterrà conformi alla sua volontà le decisioni assunte dai Dirigenti del Consorzio regionale della pesca, potrà sfiduciarli.
Il Consigliere CASETTA dichiara di essere più soddisfatto di prima perché certe spiegazioni che avrebbero dovuto essere fornite dall'Assessore Maquignaz le ha fornite il Consigliere Lustrissy, membro della Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura, di cui i presentatori della mozione non fanno parte. Afferma che essi quindi non potevano essere a conoscenza delle cose riferite dal Consigliere Lustrissy e sostiene che, non appena saranno messi a disposizione i nastri del suo intervento, sarà loro cura informare gli interessati.
Il Consigliere SAVIOZ afferma che dall'intervento del Consigliere Lustrissy si evince che una regolare convocazione di tutti i pescatori non è mai stata effettuata, si è solo tenuta una riunione di loro rappresentanti, eletti non si sa da chi, e sono questi rappresentanti che hanno deciso di aumentare la quota associativa.
Aggiunge che, quando questi rappresentanti sono stati auditi dalla Commissione consiliare Agricoltura, è stato loro prospettato un aumento del contributo regionale, ma essi hanno rifiutato.
Evidenzia che egli ha ormai un'esperienza ventennale di Amministratore pubblico e che in tale lasso di tempo è la prima volta che dei rappresentanti di un Ente rifiutano un contributo della Regione, cosa che, a suo dire, è enorme.
Ribadisce la propria insoddisfazione perché avrebbe voluto che quanto riferito dal Consigliere Lustrissy fosse detto dall'Assessore Maquignaz.
Ricorda che egli nel corso della discussione sul bilancio aveva posto il problema in modo informale, mentre evidentemente avrebbe dovuto richiedere una votazione, che avrebbe potuto ricevere i voti favorevoli anche della maggioranza, come dimostra il fatto che dopo il bilancio si sentì il bisogno di convocare la Commissione consiliare Agricoltura per audire i rappresentanti dei pescatori offrendo loro un aumento dei contributi.
Sostiene infine che, non avendo egli chiesto la votazione, ha prestato il fianco a quei rappresentanti dei pescatori che, invece, hanno approfittato della situazione per silurare i loro colleghi e i loro compagni che hanno lo stesso hobby.
L'Assessore MAQUIGNAZ afferma che, proprio per tener fede all'impegno preso in Consiglio, convocò la Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura e in tale sede il Presidente del Consorzio regionale della pesca dichiarò che, pur accettando l'eventuale aumento del contributo regionale - cosa che dimostra che egli non rifiuta il contributo -, egli non può esimersi dall'aumentare l'importo del tesserino perché il continuo aumento dei pescatori, sia locali sia provenienti da fuori Valle, impone una maggiore valorizzazione ittica delle acque e un maggior controllo nell'esercizio della pesca, potenziando il servizio di sorveglianza.
Conclude sostenendo che, se il Consorzio regionale della pesca non ritiene che l'aumento del contributo regionale possa determinare la riduzione della quota associativa, la Giunta regionale può prendere il deliberato della mozione come una raccomandazione a esaminare più approfonditamente la questione, ma non può disattendere una regolare deliberazione del Consiglio di Amministrazione del Consorzio regionale della pesca, deliberazione del resto ribadita dal Presidente del Consorzio.
Il Consigliere SAVIOZ dichiara che i proponenti richiedono che la mozione sia posta in votazione emendando il punto n. 1 del deliberato nel senso di riportare la quota annuale per il permesso di pesca alle originali 6.000 lire.
Ribadisce la necessità di aumentare il contributo regionale, ciò non costituisce un'interferenza, ma è un aiuto concreto, positivo, umano nei confronti di chi, a seguito dell'aumento della quota associativa, non è riuscito a rinnovare il permesso di pesca.
Fa presente che il discorso portato avanti dal Consigliere Lustrissy di non interferire con le decisioni assunte dal Consorzio regionale della pesca è, a suo avviso, demagogia pura.
Il Presidente MONTESANO, sulla base di quanto dichiarato dal Consigliere Savioz, propone i seguenti emendamenti alla mozione in questione:
Emendamenti
- il primo capoverso delle premesse è così modificato:
"Constatato che il Comitato Regionale per la Pesca ha deliberato per l'anno 1967 l'aumento delle quote per i permessi di pesca di £. 4.000 annue, creando disagio fra i pescatori meno abbienti;";
- il secondo capoverso delle premesse, preceduto dalle parole "preso atto" è eliminato;
- nel punto 1 del deliberato la cifra "£. 9.700" è sostituita dalla cifra "£. 6.000" e la dizione "la Giunta Regionale si impegna di concedere" è sostituita con le parole "la Giunta Regionale potrà concedere";
- è aggiunto il punto 3 del seguente tenore: "3) di diminuire i permessi giornalieri nelle riserve del Lago Verney, dell'Orrido e di altre località".
Il Presidente MONTESANO invita il Consiglio a votare, per alzata di mano, sulla proposta di approvazione della mozione nel seguente nuovo testo modificato:
Mozione
Constatato che il Comitato Regionale per la Pesca ha deliberato per l'anno 1967 l'aumento delle quote per i permessi di pesca di £. 4.000 annuale, creando disagio fra i pescatori meno abbienti;
il Consiglio regionale delibera
di raccomandare al Comitato Regionale per la Pesca di esaminare la possibilità per l'anno prossimo:
1) di riportare la quota annuale per il permesso di pesca alle originali £. 6.000 integrando il proprio bilancio con i maggiori contributi che la Giunta Regionale potrà concedere;
2) di invitare il Comitato Regionale per la Pesca a rivedere, di accordo con i soci interessati, il calendario del periodo e dei giorni fissati per l'esercizio di questo sport (come già fatto per il calendario venatorio dal Comitato Regionale per la Caccia) di modo che si tenga conto del tempo libero particolarmente per gli operai e gli artigiani;
3) di diminuire i permessi giornalieri nelle riserve del Lago Verney, dell'Orrido e di altre località.
Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente accerta e comunica che il Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli, ha approvato la mozione nel nuovo testo sopra riportato (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: ventinove).
Il Consiglio prende atto.
