Oggetto del Consiglio n. 145 del 24 giugno 1967 - Verbale
OGGETTO N. 145/67 - Aumento sussidio mensile alle persone anziane bisognose. (Ritiro di mozione)
MOZIONE
Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta
- preso atto che il precedente Consiglio aveva provveduto a raddoppiare (da £. 3.000 a £. 6.000 mensili) l'assegno mensile devoluto agli anziani residenti in Valle d'Aosta che non beneficiano di alcuna pensione:
- tenuto conto che il costo della vita è costantemente in aumento e che tutti i pensionati di qualunque ente hanno ottenuto in questi ultimi anni aumenti - anche se insufficienti - alle loro pensioni rilevando così l'urgente necessità di aumentare congruamente l'assegno mensile devoluto ai vecchi bisognosi senza pensione
Delibera
di raddoppiare il contributo mensile alle persone anziane che non fruiscono di altra pensione.
Aosta, lì 22.4.1967
F.ti: S. Caveri - Celeste Chanoux - P. Fosson - Mario Andrione - Germano Pietro - Manganoni Claudio - Casetta Giuseppe - Macheda Domenico - Artaz Giuseppe - Savioz Fabiano - Oreste Marcoz - Giuseppe Filliétroz
Montesano (P.S.D.I.) - Io vorrei chiedere, se il Consiglio non ha nulla in contrario, di abbinare a questa mozione iscritta al punto n. 17 dell'ordine del giorno l'oggetto n. 26.
Oggetto: Assistenza ai vecchi bisognosi di oltre 65 anni di età. Aumento della misura massima dei sussidi mensili di assistenza.
La legge regionale 20 dicembre 1955 n. 1 recante norme sull'integrazione dei bilanci degli Enti Comunali di Assistenza (E.C.A.) per l'assistenza ai vecchi bisognosi, prevede, all'articolo 1, che annualmente il Consiglio Regionale, in sede di approvazione del bilancio, in relazione alle possibilità finanziarie della Regione, stabilisce la somma da erogare agli Enti Comunali di Assistenza, a titolo di integrazione di bilancio per l'assistenza ai vecchi in particolari condizioni di bisogno.
Possono usufruire dell'assistenza di cui sopra i vecchi di ambo i sessi, residenti da almeno cinque anni in Valle d'Aosta, che abbiano compiuto il sessantacinquesimo anno di età, che non percepiscano pensioni od altri assegni di quiescenza o di invalidità e vecchiaia, e che siano privi di mezzi di sussistenza i cui congiunti, pure poveri, non si trovino in condizioni di provvedere all'obbligo degli alimenti.
Le norme di applicazione della sopracitata legge regionale sono state approvate dal Consiglio Regionale nella seduta del 12 aprile 1957 (oggetto n. 60) e sono state successivamente modificate con provvedimento consiliare in data 21.2.1963 n. 36; l'articolo 6 di tali norme di applicazione stabilisce le varie categorie in cui debbono essere ripartiti i vecchi da assistere e le misure dei sussidi assistenziali mensili da concedere.
La misura massima dei sussidi mensili, dal 1° gennaio 1963 in poi, è fissata in Lire 6.000 (seimila), per la prima categoria, come da deliberazione consiliare n. 37 in data 21.2.1963.
Gli assistiti appartenenti alle successive categorie seconda, terza e quarta, previste dal citato articolo 6, percepiscono rispettivamente Lire 5.000, Lire 4.000 e Lire 3.000 mensili di sussidio.
Con deliberazione consiliare n. 36 in data 21.2.1963 il sopracitato articolo 6 è stato modificato come segue: "Gli Enti Comunali di Assistenza, assunte le opportune informazioni ed accertate le condizioni indicate nei precedenti articoli 2 e 3, provvedono, in base alle condizioni economiche e di salute, alla ripartizione degli assistibili nelle seguenti categorie:
1°) categoria assistibili con il sussidio massimo;
2°) categoria assistibili con il sussidio ridotto all'80/100 del sussidio massimo;
3°) categoria assistibili con il sussidio ridotto al 60/100 del sussidio massimo;
4°) categoria assistibili con il sussidio ridotto al 50/100 del sussidio massimo.
Gli importi dei sussidi spettanti agli assistibili delle categorie 2^, 3^ e 4^ sono arrotondati per eccesso a Lire cinquecento o a Lire mille".
In seguito all'applicazione della legge regionale 20 maggio 1964 n. 6, sull'assistenza integrativa regionale a favore degli invalidi civili irrecuperabili, un considerevole numero di vecchi ultrasessantacinquenni bisognosi è stato ammesso a fruire di tale nuova forma di assistenza, con conseguente cessazione dell'assistenza mediante i sussidi mensili corrisposti tramite gli E.C.A. a' sensi della legge 20 dicembre 1955 n. 1, come risulta dai dati del seguente prospetto, che riporta il numero dei vecchi assistiti, suddivisi per ogni categoria, in base ai rendiconti presentati dagli E.C.A. per il II° semestre 1962 e per il II° semestre del 1966:
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categorie |
numero assistiti al 31.12.1962 |
numero assistiti al 31.12.1966 |
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I^ |
549 |
206 |
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II^ |
67 |
16 |
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III^ |
149 |
84 |
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IV^ |
46 |
31 |
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TOTALE |
811 |
337 |
In considerazione dell'avvenuta riduzione del numero dei vecchi assistiti tramite gli E.C.A., nonché dell'avvenuto rincaro della vita e al fine di venire maggiormente in aiuto ai vecchi bisognosi, si propone di aumentare da Lire 6.000 a Lire 10.000, dal 1° luglio 1967, l'importo massimo dei sussidi assistenziali per la prima categoria, con il conseguente aumento degli importi dei sussidi mensili da corrispondere alle varie categorie di vecchi assistiti dagli E.C.A. a' sensi dell'articolo 6 delle sopracitate norme per l'applicazione della legge regionale 20 dicembre 1955 n. 1.
Con il proposto nuovo aumento, di cui si tratta, la spesa annua complessiva da sostenere dalla Regione per il corrente anno finanziario ammonterebbe a complessive Lire 26.000.000 circa, da imputare all'apposito capitolo 463 della Parte Spesa del bilancio preventivo della Regione per l'anno finanziario 1967, che presenta la necessaria disponibilità di fondi ("Spese per l'assistenza alla vecchiaia bisognosa -; legge regionale 20.12.1955 n. 1"); lo stanziamento annuo di tale capitolo di spesa non sarà aumentato per i successivi anni, in relazione all'accertata progressiva riduzione del numero dei vecchi assistiti, per effetto dell'applicazione della legge regionale 20 maggio 1964 n. 6.
L'apposita Commissione consiliare permanente di studio, nell'adunanza del 9 giugno 1967, ha espresso parere favorevole in merito alla proposta di aumento dei sussidi assistenziali di cui si tratta.
Si propone quindi che il Consiglio Regionale, a parziale modifica di quanto già stabilito con provvedimento deliberativo consiliare n. 37 in data 21.2.1963;
Deliberi
1) di stabilire, a decorrere dal 1° luglio 1967, in Lire diecimila mensili la misura massima dei sussidi assistenziali da corrispondere, tramite gli Enti Comunali di Assistenza, ai vecchi bisognosi a' sensi della legge regionale 20 dicembre 1955 n. 1 e delle relative norme di applicazione approvate con provvedimenti consiliari n. 60 in data 12.4.1957 e n. 36 in data 21.2.1963;
2) di stabilire che le spese per la concessione dei sussidi assistenziali di cui si tratta, previste per il corrente anno finanziario in complessive Lire 26.000.000 e per i successivi anni finanziari in annue Lire trentatré milioni, siano imputate sull'apposito capitolo 463 del bilancio preventivo della Regione per il corrente anno finanziario ("Spese per l'assistenza alla vecchiaia bisognosa"), che presenta la necessaria disponibilità nonché sui corrispondenti capitoli di spesa dei bilanci di previsione della Regione per i successivi anni finanziari;
3) di stabilire che al versamento agli E.C.A. delle somme per la corresponsione dei sussidi assistenziali di cui si tratta si provveda mediante ordini di pagamento dell'Assessore alle Finanze, su richiesta dell'Assessorato alla Sanità ed Assistenza Sociale.
Savioz (P.C.I.) - Credo che non ci sia bisogno di illustrazioni, è talmente chiaro... Sentiamo cosa dice l'Assessore, poi, caso mai risponderemo.
Mappelli (D.C.) - Io vi ringrazio che vogliate abbinarla; mi pare che il Consigliere Fosson abbia chiesto di esaminare la mozione assieme alla deliberazione iscritta all'oggetto n. 26. È l'unica questione - ne parleremo poi in quel momento -, qui si parla di raddoppio: noi, come avete visto negli allegati, abbiamo portato a 10, anziché a 12, per il semplice fatto che, ad esempio, i coltivatori diretti devono pagare i contributi e hanno la pensione di 12 mila lire. D'altra parte, questi vecchi - e poi ve lo dimostrerò in cifre -, quelli che sono in condizioni, diciamo fisiche, particolari, hanno la possibilità di inserimento negli invalidi civili e dunque mi pare che il discorso possa anche andar bene in questo senso. Praticamente la mozione è accettata. C'è quella valutazione che abbiamo fatto in sede di Commissione, ma, ad ogni modo, se vogliamo fare la discussione sull'oggetto n. 26, sono ben lieto di farla in quel senso.
Fosson (U.V.) - Voglio solo chiedere una cosa: se abbiniamo i due punti e la discussione la facciamo adesso, o se abbiniamo e la discussione la facciamo dopo perché noi avevamo capito che il Presidente... facciamo adesso la mozione e il punto n. 26. Allora lasciamo che l'Assessore ci dia i dati e io prenderò la parola dopo.
Mappelli (D.C.) - Allora io preciso alcune cosette. Qui al 1° comma è scritto: "preso atto che il precedente Consiglio aveva provveduto a raddoppiare da 3.000 a 6.000 mensili l'assegno mensile degli anziani...", eccetera.
Per la cronaca, le cose starebbero in questo senso: l'importo massimo dell'assistenza mensile per i vecchi bisognosi oltre i 65 anni è stato fissato inizialmente a lire 2.500 dal 1° aprile 1954. Tale importo ha subito i seguenti aumenti: da 2.500 a 3.000 lire dal 1° gennaio 1959 con deliberazione di Giunta del 19 novembre 1958. Vi è stata poi una seconda deliberazione di Giunta, esattamente il 19 luglio 1961, che da 3.500 l'ha portata a 4.000 lire. L'ultima modifica, prima di questa, è intervenuta il 21 febbraio 1963 questa volta con deliberazione non più di Giunta, ma del Consiglio, da 4.000 a 6.000 lire. Questo per quanto riguarda l'iter di questa legge.
Montesano (P.S.D.I.) - Guardi, Assessore Mappelli, io vorrei precisare che qui non si tratta di una legge ma di una delibera, perché sia chiaro anche per la votazione.
Mappelli (D.C.) - Sì, è una delibera. Noi pertanto abbiamo provveduto tenendo conto appunto di quelle preoccupazioni che giustamente prima vi avevo sottolineato, cioè il fatto che portano l'assegno mensile a 12 mila lire. Andiamo a pareggiare con gli agricoltori, coltivatori diretti, che hanno la pensione di 12.000 lire, però loro, per acquisire questa pensione, devono continuamente fare dei versamenti. Noi pertanto abbiamo pensato, anche in sede di Commissione, di portare il sussidio al massimo a 10.000 lire.
Fosson (U.V.) - Io prima di tutto devo dire che evidentemente la nostra mozione è servita a qualche cosa perché non abbiamo potuto discuterla il 6 giugno e discutendola oggi c'è insieme anche una proposta di aumento che noi caldeggiavamo, quindi non abbiamo che da essere contenti e soddisfatti di aver presentato questa mozione.
Non è che vogliamo fare qui delle richieste impossibili. Si era pensato di richiedere il raddoppio di questo sussidio, portandolo da 6.000 a 12.000 lire, non è che vogliamo formalizzarci, vedremo un po'. Noi ritenevamo che, data l'incidenza che ha sul bilancio regionale, si potesse anche accettare il raddoppio del sussidio, portandolo da 6.000 a 12.000 lire, anche considerando che vediamo che l'Assessorato della Sanità largheggia molto nei sussidi agli invalidi civili e passa molti di questi anziani, che non sono invalidi totali, su quell'altra legge dandogli 15.000 lire.
Riteniamo quindi che tanto vale accettare questo aumento a 12 mila per questi e non fare quel giochetto che serve all'Assessore Mappelli esclusivamente per propaganda elettorale perché si preoccupa lui di andare a cercare tutti questi casi e dire: "guarda che noi ti passeremo da questa categoria a quell'altra e così tu ci guadagnerai, quindi tu devi mostrare riconoscenza verso di me". Questi sono metodi che noi approviamo, metodi che abbiamo già denunciato in altre occasioni in questa sede e che quindi non possiamo approvare. Ad ogni modo, io non ho da dilungarmi su questo punto. Abbiamo fatto questa richiesta, c'è una proposta dell'Assessore: noi chiediamo ancora, se è possibile, di arrivare a 12 mila lire.
Filliétroz (U.V.) - Io concordo con quanto ha detto il Consigliere Fosson. Vorrei però rilevare che i motivi, le giustificazioni addotte dall'Assessore Mappelli per la diminuzione dell'importo da 12.000 a 10.000 lire non sono sufficienti a dimostrare la validità di tale assunto, perché, effettivamente, i coltivatori diretti versano dei contributi, ma ci sono anche dei coltivatori diretti che versano i contributi solo per un anno. Tutti poi sono d'accordo che la pensione dei coltivatori diretti è insufficiente, essi, infatti, hanno chiesto di aumentarla. Io non vedo quindi perché si debba diminuire il sussidio alle persone anziane bisognose da 12.000 a 10.000, quindi io contesto tale diminuzione. Ora ciò che conta non è l'importo dei contributi, ma l'effettiva situazione dell'invalido, la situazione di chi ha superato i 65 anni e non ha nessun mezzo di sussistenza.
Germano (P.C.I.) - Io direi che il ragionamento fatto dalla Commissione Sanità è un ragionamento incompleto perché per chi è stata assunta questa delibera? Per quelli che non hanno nulla e che non hanno pensione; per quelli che vivono con questo sussidio che sono i coltivatori diretti, che, per avere la pensione, devono avere proprietà e devono pagare...
(Voce) - ... no, proprietà!
Germano (P.C.I.) - ... sono in una situazione diversa, non è che non hanno nulla. Il problema è che questi, che sono poi 320, mi ha dato i dati l'Assessore, non so... sono i 354 che hanno meno risorse in tutta la Valle d'Aosta. Perché lesinare qui le due mila lire? Quando qui questo aumento comporta in un anno 7 milioni in più di quanto avete previsto adesso; quando abbiamo, un momento fa, approvato di spendere 15 milioni al posto dello Stato. Quando dovremo approvare 6 milioni per una corsa di tre ore che interessa a chi? Con la situazione che c'è oggi nelle corse! Quando abbiamo uno stanziamento in bilancio di 470 milioni per impianti sportivi, che adesso si stanzi la miseria di questi 6 milioni per 350 persone che, effettivamente, sono quelle che più hanno bisogno, io direi: mettiamoci tutti d'accordo, portiamo il sussidio a 12.000 lire e, se possiamo, poi, dato che il loro numero si ridurrà ulteriormente perché la gente che ha diritto alla pensione aumenta sempre e questi, purtroppo, muoiono anche, cerchiamo nei prossimi anni di concedere loro anche qualche cosetta in più.
Io direi: diamo queste 12 mila lire e facciamo un'opera che non è criticata da nessuno! Mentre, invece, si può discutere sui 470 milioni stanziati per impianti sportivi o per opere che facciamo al posto dello Stato o per una corsa di cui discuteremo poi, se è proprio il caso di stanziare 6 milioni per una corsa di 2 o 3 ore.
Savioz (P.C.I.) - Io non ho molto da aggiungere a quanto ha detto il Consigliere Germano. Ribadisco il concetto che, seppur non è simpatico, in genere la gente nei nostri confronti fa la politica del confronto e quindi i confronti escono ad ogni piè sospinto, perciò togliamo questa piccola questione. Mentre da una parte spendiamo decine di milioni, per non dire centinaia, che possono anche essere discutibili, forse stiamo a discutere su queste due mila lire che ci mettono in condizione, di fronte all'opinione pubblica, di essere criticati abbastanza aspramente.
Io perciò inviterei la Giunta e l'Assessore competente a mettere il necessario nel bilancio affinché sia coperta la cifra di 12 mila lire e 12 mila lire per un individuo che non ha nient'altro significano appena assicurargli la continuità della vita, assicurargli non di vivere, ma di mantenerlo in piedi.
Mappelli (D.C.) - Consigliere Fosson, con estrema sincerità le rispondo questo: io non ho mai cercato nessun cliente e non ho mai, sino ad oggi, suggerito delle soluzioni; con estrema sincerità, ripeto, mi creda.
Il Consigliere Filliétroz sostiene che non è sufficientemente giustificata la diminuzione di 2 mila lire del sussidio. Quando mi parlate di queste cose, vi faccio presente che io so cosa vuol dire non aver sempre sufficientemente da mangiare e purtroppo è vero che le due mila lire non sono granché ed è altrettanto vero che su questo capitolo di bilancio non possiamo coprire le 12 mila lire.
Io vi inviterei pertanto a voler gentilmente far questo: approviamo questa deliberazione che fissa l'importo del sussidio a 10 mila lire, vediamo che, come voi avete constatato, nel giro di questi anni abbiamo avuto una notevole diminuzione per i vari fattori: chi è deceduto, eccetera. Possiamo fare così: per il prossimo bilancio o aumentare il capitolo, oppure portarlo a 12 mila lire, adesso non abbiamo i soldi.
(voci)
(voce) - ... una piccola variazione di bilancio...
Mappelli (D.C.) - ... sì, ma quando? Bisogna fare una legge. Io dico: guardate, adesso fissiamo l'importo a 10 mila lire, dopo io preparo una variazione di bilancio e la porto all'approvazione del Consiglio, mi pare che non si cada mica dall'alto...
Filliétroz (U.V.) - Si possono prelevare 5 milioni dal fondo di riserva.
Bordon (D.C.) - ... molto facile perché il bilancio non è di Bordon, ma è di tutta l'Amministrazione regionale. Mi sembra che l'Assessore Mappelli abbia detto una cosa molto esatta. Non sono i 7 o 8 milioni che possono avere importanza perché è facile il compito, siamo tutti d'accordo, penso che non si debba avere nessuna sensibilità particolare per dire che a questi nostri concittadini - la parola che mi veniva era un'altra - si dovrebbero dare 12 mila lire anziché 10.
Io penso che il Consigliere Germano ha perorato questa causa come l'avrebbe perorata qualsiasi altro in quanto con le 12 mila lire - non è una boutade, non si può scherzare su delle cose gravi così - li facciamo morire più lentamente perché, se non hanno niente, immaginatevi con 12 mila lire al mese che cosa ne viene fuori. Qui era solo questione di buon senso.
Voi vedrete che ci sono altre richieste per aumenti di altri sussidi, dei contributi ai ciechi. Voi sapete che le richieste, effettivamente, sono continue. Con la Giunta avevamo fatto presente: fino a ieri l'assegno mensile devoluto agli anziani era di 6 mila lire. Oggi come oggi, vorremmo portarlo a 12, lo vorremmo poi portare almeno a 15.000 come tanti altri, però, in fondo in fondo, noi ci siamo permessi di osservare: questo primo aumento c'è stato perché vedrete che, quando discuteremo del turismo, si parlerà di quei 430 milioni, che qualche volta si ricordano qui, e vedremo che anche allora ci sarà qualche Consigliere che dirà che non sono sufficienti neanche quelli. Perché, si capisce, la cassa è quella che è: il Consigliere Filliétroz è stato Assessore alle Finanze e ricorda perfettamente che le richieste affluiscono tutte lì. Amichevolmente possiamo ricordare in quest'aula che gli Assessori competenti desidererebbero avere i loro bilanci raddoppiati, triplicati, perché più ne hanno più lavori potrebbero fare e più contributi potrebbero dare, però le necessità sono quelle che sono.
Naturalmente io, come mi sono permesso di dire a loro, lo dico qui davanti al Consiglio che è sovrano in materia: non sono le due mila lire che risolvono il problema. Mi sembra che la proposta onesta sia stata questa: da 6.000 lire avevate chiesto 12, arriviamo a 10 mila quest'anno, partendo dal 1° luglio. Con questo possiamo fare la variazione, tutto quanto è necessario fare, i soldi li preleviamo dal fondo di riserva. L'essenziale è solo questo! Voi mi potrete dire: invece di prelevare "X", prelevane +7 e siete belle a posto. Io vi dico, invece, facciamo una cosa: quest'anno portiamo l'assegno a 10 mila lire, se è possibile, subito a gennaio lo porteremo a 12. Io allora però proporrò di portarlo a 15, non per cercare di tirar su, ma proprio per fare quel piccolo sforzo di arrivare a dargli almeno quelle 500 lire al giorno, perché sennò non c'è possibilità... Questa è la richiesta che io vi faccio. Sapete come abbiamo discusso il bilancio, com'è stato predisposto, perché quello che è stato fatto nel 1965 si è cercato di farlo per il 1966, per il 1967. Le necessità dei bilanci, quindi, voi le conoscete meglio di me.
Non per essere contrario a questo, perché ho voluto precisarlo molto bene, siamo stati d'accordo tutti quanti in Giunta... noi chiederemmo, se possibile, per adesso di portarlo a 10.000 lire aumentando l'importo di 4.000 lire e, appena possibile, vale a dire nel bilancio del 1968, io proporrei di fare un sacrificio, togliendo eventualmente qualche cosa in altri settori perché non si possono accontentare tutti, di portare l'importo almeno a 15 mila lire, che sia almeno una cosa che ne vale la pena. Ecco la proposta che mi sono permesso di esplicitare.
Germano (P.C.I.) - Vorrei dire che su questa questione dovremmo essere tutti d'accordo che il problema non è di fare delle speculazioni politiche: chi ha avanzato prima la richiesta, chi l'ha avanzata dopo. Io direi: mettiamo da parte le speculazioni politiche in questa questione. Facendo i conti, le due mila lire in più, per sei mesi, vogliono solo dire tre milioni, perché avremmo da pagare solo gli ultimi sei mesi dell'anno.
Allora io direi questo: noi ritiriamo la mozione, voi vi impegnate a presentare al prossimo Consiglio una deliberazione che porti a 12 mila lire da luglio l'assegno mensile e accompagnate la deliberazione con la variazione di bilancio necessaria e così non facciamo politica su queste cose e facciamo un'opera che credo sia doverosa, ecco.
(Voci)
Montesano (P.S.D.I.) - D'accordo?
(Voce) - ... d'accordo.
Il Consiglio prende atto.
