Oggetto del Consiglio n. 339 del 24 novembre 1967 - Resoconto
OGGETTO N. 339/67 - Legge regionale concernente modificazioni alle norme della legge regionale 21.8.1962, n. 20, recante provvidenze per l'impianto di nuovi stabilimenti industriali in zone economicamente depresse della Valle d'Aosta.
Benzo (D.C.) - Il disegno di legge che viene oggi sottoposto all'approvazione del Consiglio tende a sollevare l'industria valdostana che da solo fornisce oltre il 50% del reddito della Regione, da quelle condizioni di ristagno in cui da qualche anno versa, con effetti negativi sull'occupazione.
Come è noto, particolarmente grave è stata nel periodo intercorrente fra i due censimenti del 1951 e del 1961, che forniscono elementi dettagliati in questo proposito, la contrazione degli occupanti nell'industria manifatturiera; abbiamo avuto meno 7,5% e nell'industria estrattiva, dove abbiamo avuto meno il 18,6%, che costituiscono due dei settori chiave dell'economia valdostana.
In particolare, per quanto riguarda l'industria manifatturiera, la responsabilità prevalente della lamentata contrazione è da attribuirsi all'industria metallurgica. Il progetto di piano di interventi per lo sviluppo economico della Valle, attualmente in fase di elaborazione, prevede, per il prossimo quinquennio, non solo il mantenimento del livello di occupazione oggi esistente, ma la creazione di altri 1200 posti, nuovi posti di lavoro.
Questo obiettivo può sembrare moderato, ma si pensi che i maggiori complessi industriali operanti nella Regione hanno, negli ultimi anni, proceduto ad un notevole sforzo di ammodernamento degli impianti per poter mantenere inalterato il numero degli occupati, o, quanto meno, per limitarne la riduzione, mentre si è venuta attenuando l'influenza di alcuni dei fattori di localizzazione che, in passato, avevano determinato il rilevante processo di industrializzazione della Valle, quali la presenza, per esempio, dei giacimenti di magnetite e di antracite e l'esistenza di notevoli disponibilità di energia elettrica.
Sinora non si è manifestata inoltre alcuna apprezzabile tendenza di decentramento industriale dell'area metropolitana di Torino verso la Valle. Si può tuttavia presumere e si deve incoraggiare una inversione di tendenza che nasca dalla favorevole posizione geografica della Valle nell'ambito della comunità economica europea e del miglioramento, del miglioramento della viabilità conseguente alla realizzazione dell'autostrada.
Talune imprese hanno impostato, e in parte già realizzato, dei programmi di ammodernamento e di incremento della produzione che devono essere incoraggiati, perché tornano a beneficio di tutta la collettività regionale; e accennerò all'ammodernamento degli impianti della Soie di Châtillon, alla costruzione del nuovo impianto della Birra Zimmermann, e, come dicono gli inglesi, last... all'imponente programma di conversione della Cogne che comporterà una spesa di numerosi miliardi di lire.
Attualmente è in corso di realizzazione una ricerca eseguita e di intesa fra l'Amministrazione regionale, la Società Nazionale Cogne, e la Ceca, tendente ad accertare la concreta possibilità di installare nella Regione nuove possibilità industriali, ed eventualmente anche la possibilità e la convenienza di integrare nella Regione i cicli lavorativi della Cogne. È evidente l'opportunità di incoraggiare iniziative del genere per consentire lo sviluppo delle attività industriali già esistenti in Valle, nonché di favorire la costituzione di nuove iniziative che valgano ed eliminare, o quanto meno, a ridurre il grado di disoccupazione ancora esistente in Valle e che, negli ultimi anni, non ha registrato una apprezzabile flessione.
D'altra parte, la formazione del reddito presenta nella Regione un tasso di sviluppo notevolmente inferiore a quello piemontese e nazionale, fenomeno questo che trova una conferma nei dati relativi ai principali indici socio-economici della Valle, i quali dimostrano come 56 comuni su 74 hanno registrato, tra il 1951 e il 1965, una diminuzione della popolazione. 62 Comuni presentano un indice di consumo, pro capite, 50 comuni, un indice di industrializzazione, ed infine in 52 Comuni un indice di valore economico, cioè il prodotto lordo, più consumo, per abitanti, inferiori a quelli nazionali.
Io ritengo che l'Amministrazione regionale in questa situazione debba decisamente intervenire, ed è per questo motivo che fin dai primi mesi del mio mandato ho impostato il provvedimento che oggi viene sottoposto al parere del Consiglio e che è stato approvato dalla Giunta regionale del mese di marzo.
Sul presente disegno di legge, si è anche chiesto, tramite il Ministero degli Affari esteri, il parere della comunità economica europea, ai sensi dell'articolo 93 del trattato di Roma. Il Ministero ha testualmente precisato di essere dell'avviso di non dover comunicare il disegno suddetto alla CEE, alla Comunità Economica Europea, in quanto trattasi di modificazioni tendenti alla effettiva realizzazione degli stessi fini perseguiti dalla legge regionale 21 agosto 1962, n. 20, già operante. Parere favorevole, inoltre, è stato espresso, in una delle ultime sedute, dal Comitato Tecnico consultivo della programmazione.
Le innovazioni previste dal disegno di legge sottoposto oggi all'approvazione del Consiglio, riguardano principalmente tre punti: primo, l'estensione dei contributi regionali anche alle imprese che già possiedono stabilimenti nella Regione e che prima ne erano esclusi.
Secondo, la concessione di contributi anche nelle spese di costruzione di nuovi stabilimenti industriali, nonché per l'ampliamento, l'ammodernamento ed il trasferimento di stabilimenti industriali già esistenti nella Regione, fino ad un massimo del 10% delle spese effettivamente sostenute, e non oltre i 100 milioni di contributo.
Terzo, la facoltà, per la Regione, di provvedere direttamente all'acquisto di aree destinate agli insediamenti industriali nelle zone previste dal piano regionale di sviluppo e dalla relativa dotazione di infrastrutture.
Il presente provvedimento legislativo si affianca, inoltre, efficacemente agli interventi previsti dalla legge n. 614 del 22 luglio 1966 a favore delle imprese industriali, la legge sulle aree depresse.
Io ritengo che questa legge si presenti nel momento particolare come un efficace strumento di progresso economico, e mi auguro che il Consiglio regionale, considerate le effettive necessità della Regione, voglia approvarla, in quanto si tratta di un provvedimento che, ci auguriamo, non solo possa permettere lo sviluppo della produzione e del reddito, ma soprattutto, a quei fini sociali a cui abbiamo sempre mirato, possa permettere la piena occupazione delle forze del lavoro, con vantaggio di tutta la popolazione valdostana, e soprattutto delle categorie lavoratrici.
Ritengo non sia il caso di dilungare oltre questa relazione che ho tenuto a fare, molto più generale di quella, sinteticamente espressa negli allegati trasmessi ai Signori Consiglieri, e presento, pertanto, questo nuovo disegno di legge.
Manganoni (P.C.I.) - In questo Consiglio, nei giorni scorsi, e nelle sedute scorse e precedenti, si è parlato molto, anzi, troppo di turismo. Si sono stanziati miliardi per il turismo, che sono stati spesi o destinati male, male, se noi pensiamo, trecento, circa, trecento milioni per la pubblicità turistica, in un anno, nel 1967, circa, adesso saranno 280, ma le cifre me le ricordo, quando, fin qui bastava che in questo Consiglio si parlasse di turismo, poi si potevano fare anche le opere le più assurde, le più inconcepibili, bastava, che si dicesse: "questo serve per il turismo".
Io ho avuto occasione allora di protestare, quando abbiamo discusso dei due miliardi e 400 milioni per le attrezzature turistiche di Saint-Vincent, ho avuto occasione di dire, ma badate che le attività economiche principali della Regione non sono il turismo, prima vi è l'industria, abbiamo circa 20.000 operai solo nell'industria, purtroppo ne abbiamo molti operai che devono andare all'estero, perché le nostre industrie, qui in loco, non sono sufficienti per assorbire tutta la mano d'opera, ora, e ne ha accennato Benzo, nella relazione, dice, il 50% del reddito è dovuto all'industria e io sarei, sono felice di prendere atto di questo dato che non conoscevo, però Le sarei stato più grato ancora se Lei questo l'avesse detto quando io dicevo che non è il turismo di fame! Se Lei mi avesse già citato quel dato avrebbe confermato allora ciò che conferma oggi, cioè che noi dobbiamo curare, sì il turismo, che è l'attività complementare dell'agricoltura, ma che non è giusto che si stanzino miliardi e miliardi tutti gli anni per il turismo, per questo turismo, che poi buona parte sono spesi male e servono per certe opere, per quelli della dolce vita. In fatto di industria non se ne è parlato mai, perché l'industria, l'industria dà del lavoro agli operai e gli operai, purtroppo, appartengono ad una categoria ignorata dall'attuale Giunta, ignorata... operai sempre stati male, di che cosa si lamentano, sono sempre stati male, cosa pretendono adesso, e quindi gli stanziamenti erano fatti in tutta altra direzione.
Quindi, mi fa piacere che oggi si parli d'industria e oggi si riconosca la necessità di sviluppare l'industria, perché l'industria è attualmente, lo era, lo è, e continuerà ad essere, l'attività economica base della Regione.
Quando giorni fa io vi dicevo che in Valle d'Aosta, che la Valle d'Aosta ha il suo meridione, che era rappresentato da quei paesi, e ve li ho citati, fatto il nome di certi paesi, Pont-Boset, Verrayes, Saint-Denis, Emarèse, ecc. e non ve li rifaccio, dove il tenore di vita era molto basso, e mi si guardava come, quasi con un senso, non dico di derisione, ma di commiserazione, oggi, oggi, Benzo ha ammesso che noi abbiamo dei comuni dove il tenore di vita è più basso del livello nazionale. Ora, quando noi vi diciamo queste verità, voi sorridete, come per dire "ma tu cadi dalla luna" dopo due giorni, questi, queste stesse tesi da noi sostenute vengono confermate dai dati citati dall'Assessore, ed allora questo dovrebbe consigliarvi, consigliare ai signori della Giunta, che le verità non è che siano il vostro monopolio, no?
Oggi, si pensa all'industria, e io me ne felicito, però, però, cos'era la vostra proposta di legge? La vostra proposta di legge ricalca la legge 21 agosto 1962 n. 20 già varata da noi allora, nel 1962; non solo, no, la ricalca, però io sto osservando una cosa, che, guardando le garanzie, cioè, noi anche qui destiniamo un numero di milioni per invogliare queste industrie a venirsi installare nella Valle d'Aosta, però dobbiamo avere certe garanzie sul buon fine di questi milioni. Ora, sulla nostra legge, all'articolo 4, forse non erano sufficienti ancora, però c'erano, noi vi chiedevamo delle garanzie; infatti l'articolo 4, al punto a) dice, dunque, l'articolo 4 dice: "i contributi straordinari previsti dalla presente legge saranno concessi e liquidati alle condizioni seguenti, perché noi avevamo messo delle condizioni: Preventivo rilascio di atto d'impegno da parte delle imprese industriali di assumere al lavoro nei costruendi stabilimenti, manodopera disoccupata tramite i competenti uffici di collocamento, in conformità alle vigenti norme di legge". Voi mi direte: c'è la legge - c'è la legge, ma in Italia le leggi sono fatte, sappiamo per chi, o no? E chi rispetta le leggi in Italia? Le rispettano i poveri tapini, ma se no, gli altri, le leggi... ed allora ribadire, ricordare che c'è una legge che prevede che la manodopera verrà assunta tramite gli uffici di collocamento, non è male, noi l'abbiamo fatto nella nostra legge, perché non lo ribadite anche voi?
Punto b) preventivo rilascio, da parte delle imprese industriali, di atto di impegno a riservare a favore della Regione il diritto di prelazione in caso di vendita degli stabilimenti industriali dei relativi terreni. Ebbene, non è molto, ma è già una piccola garanzia per la Regione. Voi questa la omettete.
Punto c) preventivo rilascio di atto d'impegno da parte delle imprese industriali, di stabilire e mantenere la sede fiscale, tecnica, commerciale e il domicilio legale in Valle d'Aosta; ha i suoi scopi se noi abbiamo richiesto questo.
Voi, non solo non confermate questo, ma mi sembra, potrei sbagliarmi, se mi sbaglio correggetemi, che voi ammettete anche quelli che hanno sedi fuori Valle; ci potranno essere delle ragioni, si potrà anche discutere su questo, si potrà anche discutere.
Punto d) Pagamento rateale dei contributi regionali, secondo le seguenti scadenze ed in base a quote percentuali dei contributi da determinare... Ora qui, io non so se mi è sfuggito, ma ho l'impressione che qui, in questa legge non si parli di rate, di pagamento, questi 100 milioni, che dovrebbero essere il massimo del contributo, quando, vengono versati? Prima di iniziare? Dopo? Nel corso dei lavori? Cioè, noi diamo all'impresa 100 milioni se questa ci dice "io faccio lo stabilimento" o glieli diamo quando ha costruito almeno lo stabilimento? Io ho l'impressione che qui di questo non se ne parla: se sbaglio correggetemi. Ora, io penso che noi non possiamo dare dei soldi, così alla cieca: 10% delle spese, fino a 100 milioni, ma stabiliamo quando li versiamo, le rate, rateizzazione, daremo un quid dopo che si è fatto un certo numero di lavori, almeno dei capannoni per l'installazione delle macchine, e il resto, aspettiamo almeno che abbia inizio, perché, vedete, noi abbiamo una triste esperienza, noi abbiamo la Fera e abbiamo visto che se la Fera l'avessimo lasciata dove era, a Torino, era molto meglio, con tutte le grane che ci ha dato, con tutti i soldi che ha pelato al BIM e vorrebbe pelarne ancora. Io vi cito un altro esempio, facciamo attenzione di non giungere anche noi lì, in Sardegna, ci sono degli industriali che hanno dei contributi della Cassa del Mezzogiorno, qui non c'è la Cassa del Mezzogiorno, ma in questo caso c'è il BIM, il contributo del BIM, contributo della Regione, hanno costruito i capannoni, hanno preso i soldi, e poi se ne sono ritornati nel continente e i capannoni sono lì vuoti.
Ora, questo è un caso limite che può avvenire in Sardegna, ma speriamo non avvenga in Valle d'Aosta, però, però, anche noi dobbiamo avere delle garanzie.
Io pensavo, faccio una proposta, un suggerimento; qui si parla dell'acquisto di terreni, ecc. e anche di cessione di terreni già di nostra proprietà; d'accordo, e noi potremmo dire che quei terreni rimangono nostri per esempio, sono ceduti a questa impresa, ma la proprietà rimane nostra, per esempio per 10 anni, per quindici anni, fino ad un certo termine, cioè, in modo che abbiamo la garanzia che se domani questo qui va in malora, perde tutto e se ne va, almeno c'è il terreno, almeno che il terreno rimanga a noi, almeno non può più portare via, non può più intascare, diciamo, il valore del nostro contributo; sarebbe una garanzia, io non mi fossilizzo su questa forma di garanzia, io vi dico, potete trovarne altre forme di garanzia, no? Io ne ho suggerita una, l'ho forse anche suggerita male; qui si può trovare la forma giuridica, ecc. Voi potete trovarne altre; abbiamo, per esempio questa famosa commissione di programmazione, ecc. lautamente stipendiata, la quale, anche, potrebbe fare delle proposte, su cui basarsi per avere delle garanzie. C'è la questione degli operai, voi qui non parlate del numero degli operai, voi dite, il 10% della spesa.
Ora, vedete, non sempre la spesa di impianto di uno stabilimento è proporzionata al numero degli operai impiegati; noi sappiamo che ci sono degli stabilimenti i cui impianti e le installazioni sono costosissime, ma che prendono pochi operai. Vi sono altre installazioni il cui costo di macchinari, ecc. è molto più limitato in confronto al numero degli operai che impiegano. Ora, noi abbiamo anche interesse, a noi interessa che vengano tutte le industrie, ma che occupino anche un certo numero di operai, non solamente che siano costosissimi gli impianti e quindi elevato il nostro contributo e poi che l'occupazione degli operai sia limitata a pochi. Ora, io non dico, escludiamo questi, no ma, secondo me è migliore il criterio seguito, per esempio, dal BIM, il cui contributo è in base agli operai occupati; invece noi qui non parliamo di operai occupati; se qui dovessero mettere fabbriche moderne, adesso io non posso citarvene, che ci costano, non so, un miliardo l'installazione e gli impianti e il macchinario e che poi occupino 10 operai, io penso che questo non porti un grande contributo.
Guardi, Lei fa i segni, increduli, ma guardi che, con lo sviluppo dell'automazione, con lo sviluppo della tecnica, oggi ci sono stabilimenti che occupano un numero minimo di operai pur avendo una grande produzione.
Ripeto, io non vi dico di escluderli questi, si dia pure, però diamo la precedenza agli altri; non è giusto che questo stabilimento che, io vi faccio delle cifre, per farvi degli esempi, per esempio, costa un miliardo, noi dovremmo dare il 10%, cioè 100 milioni, che occupa dieci operai, no? Noi a quello diamo 100 milioni; ad un altro stabilimento in cui gli impianti, in sede di impianto, le spese costano solo mezzo miliardo e impiegano 100 operai, dovremmo dargli solo 50 milioni? Non c'è proporzione, perché lo scopo nostro qual è? Non è quello di farci spellare i soldi per l'impianto, ma è quello di occupare la manodopera, e allora è giusto che il contributo della Regione sia proporzionato al numero delle maestranze occupate e non al costo dello stabilimento, il quale costo molte volte non ha niente a che vedere col numero degli operai che occupa, quindi questi sono i suggerimenti.
In secondo luogo, io voglio chiedere se avete tenuto conto che già il Consorzio dei bacini imbriferi provvede a una forma di sovvenzionamento di queste imprese, di queste imprese e di queste industrie, che vengono installate in Valle d'Aosta. Ora, non solo, ma questo regolamento che c'era nel BIM è ancora valevole oggi? A me risulterebbe che vi è un comune, e io vi dico anche quale, Pollein, il quale dice "adesso non accetto più quel regolamento". Perché? Perché nella zona industriale di Pollein si vanno installando le industrie una dopo le altre. Cosa succede: che il Comune è tenuto a versare una quota del suo contributo annuo del BIM, e allora dice il Comune di Pollein, se io continuo così, tutti i soldi del BIM destinati a Pollein dovrei versarli lì, cioè non ne percepisco più una lira, e allora, come mando avanti il bilancio? Dice, allora, noi comune di Pollein, amministratori di Pollein, abitanti di Pollein, dobbiamo pagare, a parte che quelli che vanno a lavorare lì, pochissimi sono di Pollein, e quindi favoriamo tutti gli altri comuni e paghiamo noi; e qui questo, questa, non dico ribellione, del Comune di Pollein, ma questa presa di posizione legittima, perché il Comune di Pollein dice, io non accetto più, in questo modo viene a fare cadere questo regolamento del BIM che stabilisce e regolamenta le concessioni di questi contributi.
Ora, si è tenuto conto di questo? Avete cercato di coordinare, per esempio, questo regolamento del BIM per il contributo alle industrie e alla nostra legge.
Ora, io ho l'impressione che questo voi non l'avete previsto leggendo la legge.
In secondo luogo, da quando decorre questa legge? Voi dite, decorre dal giorno che, ecc. però io vi faccio un esempio: oggi abbiamo in Valle d'Aosta un'industria in via di installazione.
Facciamo un esempio che ha già costruito i capannoni, ha già il contributo del BIM; questa qui, noi, la sovvenzioniamo ancora? Cioè, noi diamo questi contributi solamente a quelle imprese che ancora non hanno fatto niente in Valle d'Aosta, e che intendono, in avvenire, cioè a partire dall'approvazione di questa legge, di ampliare, o di portare i loro impianti in Valle, o non intendiamo sovvenzionare anche quelli che gli impianti li hanno già fatti, o sono in costruzione, o in via di ultimazione. Adesso questo bisognerebbe precisarlo nella legge, questo, secondo me, va precisato e perché è questione anche di importo, perché se noi sovvenzioniamo tutte le industrie che si sono installate recentemente in Valle d'Aosta, non so dove andiamo a finire come cifra, come importo, vero?
Ora, a mio parere qui, questa legge, che, su cui io sono d'accordo, l'ho già detto prima, finalmente si pensa che in Valle d'Aosta ci sono anche degli operai e bisogna anche dare del lavoro agli operai, e non pensare solamente alle funivie e a quelli della dolce vita, però bisogna che noi prevediamo nella legge delle maggiori garanzie per la Regione, cioè che rimediamo, in questa legge, a quelle manchevolezze che io ho fatto rilevare.
Germano (P.C.I) - ...fare presente una questione pregiudiziale... Noi discutiamo le leggi, discutiamo i lavori del Consiglio con la passione e con le capacità modeste che abbiamo, però desideriamo anche che partecipino anche gli altri, e sia presente soprattutto la Giunta, sia presente il Presidente della Giunta, perché sappiamo poi che quando si tratta di decidere se non c'è lui non si decide, altrimenti saremo costretti anche noi a uscire e a verificare il controllo del numero legale...
Montesano (P.S.D.I.) - ...dicevo questo, Consigliere Germano...
Germano (P.C.I.) - Capisco che uno può anche aver bisogno, ma qui è un continuo, la...
Montesano (P.S.D.I.) - ... Il Presidente della Giunta c'è sempre, adesso è un momento impegnato, sempre inerente alle esigenze della sua carica, quindi scusa, fra un momento sarà qui.
Germano (P.C.I.) - Sì, ma, praticamente, siete 20, ma siete 12 presenti; ma dico, noi potremmo andare via!
Montesano (P.S.D.I.) - Con l'occasione, Consigliere Germano, io devo, mi fa obbligo di dire al Consiglio che, contrariamente a quello che si pensava, prima, noi scadiamo oggi alle ore 24, fatti i conti è così, noi scadiamo oggi alle ore 24, perché il 25 il Consiglio si è insediato.
Quindi, perciò, io propongo al Consiglio di esaminare questi disegni di legge e andare avanti nella seduta di questa sera; continuare domani se non finiamo questa sera, però sempre col grosso punto interrogativo che le leggi che vengono fatte domani, sempre in ragione di quello che è stato discusso in questo Consiglio possono essere rigettate. Noi riaffermiamo, proprio nel varare se non è possibile stasera, nei disposti legislativi domani riaffermeremo quello che è stato detto negli ordini del giorno che sono stati votati in Consiglio. Però, mi fa obbligo di avvertire il Consiglio di questa esigenza, esigenza, cioè per ragioni di sicurezza, di portare là dove è possibile, come è possibile, l'approvazione delle leggi entro questa sera. Se non potranno essere tutte approvate si continuerà domani, anche per il fatto di ribadire la potestà legislativa del Consiglio, anche dopo la scadenza; però, c'è un grosso punto interrogativo che verrà messo in controversia per quello che voi tutti sapete... (voci) Fermiamo l'orologio, è una bella cosa dire "fermiamo l'orologio", però io vi propongo di continuare la seduta, la seduta questa sera e di proseguire anche con l'esame delle leggi domani nella giornata, anche per poter uscire da questo equivoco che riguarda la potestà del Consiglio regionale e poter riaffermare quello che, mi pare unanimemente, è stato detto in questo Consiglio, e quello che riguarda la potestà legislativa dell'assemblea regionale.
Fosson (U.V.) - Prima di prendere la parola sulla legge, vorrei fare una osservazione a quello che Lei ci dice in questo momento. Mi pare che quanto ha detto il Consigliere Germano dimostra la buona volontà di tutta la minoranza di stare qui, perché, diciamolo pure chiaramente, i più assidui nel Consiglio è proprio la minoranza. Però, a parte quello che Lei ha detto, io ritengo che non si debba andare fino alle calende greche questa sera, perché siamo al quinto giorno di riunione del Consiglio, se si voleva, si poteva anticipare, invece di mettere l'orario alle 16, e trovarsi poi alle 16,30 o che, ad un certo momento bisogna pure che si dia anche il tempo di vedere quei certi allegati che ci sono stati dati all'ultimo momento e il tempo di vederli se uno partecipa attivamente alle discussioni del Consiglio, non può guardarsi anche gli allegati perché non abbiamo il dono dell'ubiquità del cervello, di seguire le discussioni in Consiglio e poi leggersi anche gli allegati. Io dico la verità, questa mattina, su certe cose del personale ci siamo abbandonati a quello che era stato deciso nelle Commissioni, perché avevamo dei rappresentanti nelle Commissioni, ma ognuno di noi non ha potuto approfondire certamente quell'allegato che ci è stato dato ieri e che abbiamo discusso questa mattina con delle variazioni ancora.
Quindi, io chiedo proprio, per la serietà del Consiglio, d'accordo le cose che ha detto il Presidente, noi abbiamo sostenuto l'altra volta, e d'altra parte anche con la migliore buona volontà di stare qui fino alle 24, non potremo passare le leggi che ci sono presentate qui. Quindi, abbiamo degli allegati che non abbiamo neanche potuto ancora vedere; io dico "si vada avanti fino ad un'ora potabile e poi si riprenda domani mattina", questo per la questione...
Montesano (P.S.D.I.) - È d'accordo sul concetto che io ho espresso? È d'accordo sul concetto che io ho espresso che noi continuiamo domani, ed è la buona occasione...
Fosson (U.V.) - Ma noi quello l'abbiamo detto fin dall'inizio, ma dico, però, stabilito questo principio che noi, per cui noi siamo d'accordo, stasera si vada via ad un'ora potabile.
Montesano (P.S.D.I.) - Io ho fatto chiamare il Presidente della Giunta, perché voglio sentire anche dalla maggioranza che cosa... Questo discorso è bene che sia fatto anche in presenza degli altri e, quindi, cerchiamo di farli venire qui.
Io ripeto, mi permetto di ripetere, adesso, in presenza del Presidente della Giunta e degli altri consiglieri, che il Consiglio scade questa sera alle 24. Io ho proposto al Consiglio l'esame delle leggi, anche facendo, rimandando poi in coda le deliberazioni, sono due le deliberazioni che ci sono qui all'ordine del giorno, e continuare i lavori, quindi, questa sera, per quello che riguarda le leggi. Naturalmente, io non m'illudo che le leggi passino tutte. Il Consiglio continua domattina, e si esaminano le leggi che rimangono per riaffermare ancora, appunto, domani, quando noi siamo scaduti, la potestà affermata in questo Consiglio sulla base legislativa dell'assemblea regionale.
Quindi, perciò io metto all'attenzione dei signori Consiglieri questa mia proposta e per modo che si faccia, si dia un parere sulla mia proposta nella continuazione dei lavori questa sera sino a un'ora in cui per il Consiglio è ragionevole, il Consiglio può rimanere e rimandare i lavori a domani.
Bionaz (D.C.) - Evidentemente, noi riaffermiamo quello che è stato detto pochi giorni fa qui, cioè che intendiamo perseguire i nostri lavori, intendiamo affermare la nostra validità, cioè la possibilità di legiferare di deliberare ancora, però, insomma, questo sospetto, questo dubbio, che si è affacciato in ordine a quella precisa richiesta, a quel preciso avvertimento che è stato fatto già nel 1963 lascia, naturalmente, un po' perplessi, per cui se si può accelerare un po' quelli che sono i provvedimenti portati all'ordine del giorno, credo che ne abbiamo soltanto da guadagnare.
Germano (P.C.I.) - Innanzitutto, non so da chi è arrivata questa notizia, che alle 24 di questa sera noi scadiamo?
Montesano (P.S.D.I.) - Sì, perché l'anno va dal 1° gennaio al 31 dicembre, non va dal 1° gennaio...
Germano (P.C.I.) - Abbiamo discusso l'altro giorno, abbiamo ritenuto che noi continuiamo e quindi questa sera non c'è niente di più di ieri sera o di domani sera... (voce di Bionaz)...abbiamo deciso di resistere tutti assieme su quella posizione.
Ad ogni modo, se ci fosse stata la preoccupazione di fare passare il maggior numero delle leggi, la maggioranza non doveva tenere l'atteggiamento che ha tenuto perché noi abbiamo proposto, fin dal primo giorno, passiamo subito tutte le leggi sulle quali siamo d'accordo, e sulle questioni dove abbiamo da perdere tempo, lasciamole dopo. Cosa, che non si è accettato. Noi eravamo dispostissimi di accettare. Sia chiaro questo.
D'altro canto, noi non siamo dei robots. Ho detto prima, la minoranza dà il suo appassionante contributo a questo, però la minoranza ritiene anche che certe regole fisiche debbano essere rispettate. Noi fino alle 8-8,30 andiamo avanti; se voi volete continuare, faremo in modo che vi sia difficile continuare, faremo quello che potremo e belle che fatto; però, non è il modo per essere tutti uniti a resistere ad una imposizione che tutti sul piano legale, abbiamo ritenuto che non era giusta.
I Comuni continuano la prorogatio, le camere continuano la prorogatio, solo perché il Consiglio regionale della Valle d'Aosta o i Consigli regionali delle regioni a Statuto speciale non devono continuarlo, perché? Per quale motivo? Che ragione c'è contro? Non c'è nessuna legge che prevede questo; abbiamo ritenuto tutti che possiamo continuare, e allora continuiamo... potevamo andare anche ieri sera, potevamo andare anche tre sere fa, perché proprio questa sera è uscita quella "puntura" lì che dobbiamo andare alle 24... insomma... perché abbiamo dovuto perdere tre ore ad eleggere un supplente che non si doveva eleggere e non abbiamo passato delle leggi.
Bionaz (D.C.) - Per chiarire e perché non ci siano equivoci: sono convinto che il Presidente del Consiglio ha fatto molto bene a fare questo avvertimento, molto bene, perché non è che noi ritorniamo indietro da quello che abbiamo già detto; no, ma se, l'eventualità fosse quella, cioè che si conoscesse che dopo la scadenza dei quattro anni, che purtroppo coincide con la data di questa sera, invalidassero i nostri deliberati e le leggi, evidentemente avremmo fatto semplicemente un cattivo lavoro. Ora, prorogare i lavori del Consiglio fino a mezzanotte, non mi sembra che sia un tour de force tale, data l'importanza anche, diciamo, dei provvedimenti che dobbiamo deliberare, un tour de force tale da non esser accettato. È un atto di buona volontà e credo che la resistenza fisica l'abbiamo, almeno fino a mezzanotte, e poi dopo, vuole dire che vedremo, vi pare... soltanto fino a mezzanotte...
Io direi, le delibere vengano, non so, proposte, e si approvino le leggi; ma del resto mi pare che non c'è niente, non c'è niente di così difficile, di così complicato, ormai le avete viste tutte e mi sembra che...
Fosson (U.V.) - Io chiedo scusa al Prof. Montesano e a quegli altri che sentiranno ripetere quello che ho detto prima, ma siccome l'avvocato Bionaz non c'era, desidero ripeterglielo.
Io ho detto che noi abbiamo preso parte attivamente alla discussione di tutti gli argomenti che sono stati portati oggi al Consiglio regionale. Ripeto che a noi sono stati consegnati diversi allegati all'ultimo momento, che non abbiamo avuto il tempo materiale di vedere; quindi, l'unico momento in cui possiamo vedere questi allegati è alla sera, dopo le riunioni del Consiglio; siamo andati avanti in queste sere fino alle 22, salvo ieri che abbiamo sospeso il pomeriggio, quindi noi abbiamo ancora diversi argomenti che dobbiamo approfondire, che dobbiamo approfondire, perché non li abbiamo avuti prima gli allegati e ho detto che questa mattina abbiamo dovuto così, passare delle cose, affidandoci a quello che avevano detto i nostri nelle Commissioni, poi qui è stato portato persino un cambio a quello che era stato stabilito ieri in Commissione, abbiamo rilevato questa maniera di procedere che è completamente fuori dal normale, abbiamo detto tutto quello che dovevamo dire su questo argomento, quindi non sto a ripetere di più, abbiamo stigmatizzato questo modo di procedere nei lavori del Consiglio. Un momento fa il Consigliere Germano si è richiamato anche, perché ha detto: "tutta la minoranza è presente, mentre una gran parte dei consiglieri di maggioranza, che non prendono attivamente parte ai lavori del Consiglio vanno tranquillamente fuori"; quindi chi segue il Consiglio attentamente, sia per fare gli interventi, una cosa e l'altra, ad un certo momento si trova anche stanco.
D'altra parte, volete mettere alla prova questa stanchezza andate pure fino alle 24, non so quale profitto ne avranno i lavori del Consiglio, perché ad un certo momento, se si vuole prendere la gente, proprio prenderla in giro, perché si dica, al mattino non possiamo cominciare alle 9, ci saranno degli impegni, una cosa o l'altra, e si comincia alle 10, per poi stare qui fino a mezzanotte, io dico, noi siamo pronti ad andare avanti e chiediamo di andare avanti fino ad un'ora che sia logica, logica, cioè fin verso le 8-8.30, in maniera che domani mattina si riprende il Consiglio e si va avanti; se voi volete imporci di andare avanti fino alle 24, noi andremo avanti fino alle 24, ma, ripeto, non so se sarà profitevole per il Consiglio, perché non si può, al quinto giorno, quando si guarda, tamburo battente e si prende parte attivamente alle discussioni, di voler tirare troppo la corda; questo io lo dico a scanso di... e chiedo formalmente al Presidente del Consiglio di tener conto di queste osservazioni.
Manganoni (P.C.I.) - Dice il Presidente della Giunta che il Prof. Montesano ha fatto bene a fare l'avvertimento. Prof. Montesano ha fatto bene a ribadire la validità del potere legislativo del Consiglio, sì, questo, che abbia fatto bene, ma se non il resto, di proseguire ecc. noi questo non lo condividiamo, e abbiate pazienza, inutile che voi vi lamentiate che adesso siamo alle corde, avevate tutto il tempo di convocare il Consiglio, perché sì avete mandato questo mucchio di roba da esaminare in pochi giorni e poi, osservate, e poi convocate il Consiglio il lunedì, potevate convocarlo quindici giorni prima. Se voi convocavate il Consiglio quindici giorni prima, e passavate le leggi e passava tutto e avevate il tempo di prepararlo... dite di aver capito, ma non avete capito niente, perché se lo aveste capito prima non vi sareste comportati così. Il vostro comportamento dimostra che non avete capito niente!
Barone (P.C.I.) - L'Avvocato Bionaz non potrà mai fare l'appunto a Barone di voler... di essere stato... Io voglio solo fare una piccola osservazione: Germano, prima ha detto "noi continuiamo fino alle otto, otto e mezza, poi dopo...", e io lascio i puntini, quello che ha detto dopo; non vorrei che quel poi dopo fosse interpretato nel senso che dopo facciamo l'ostruzionismo per l'ostruzionismo, noi faremo gli interventi, dieci, quindici interventi come abbiamo fatto finora, solo questo, perché non venga interpretato in senso malevolo insomma.
Montesano (P.S.D.I.) - Va bene, ritorniamo allora all'argomento. C'è qualche altro che vuole prendere la parola su questo oggetto. Fosson? ... sulla legge...
Fosson (U.V.) - Volevo solo sapere dal Prof. Montesano in che conto tiene le osservazioni su quell'altro affare...
Montesano (P.S.D.I.) - Le osservazioni dei Consiglieri io le tengo tutte in egual conto, perché Lei sa che non dipende da me chiudere la seduta, perché io soltanto posso proporre, ma è il Consiglio che deve approvare; quindi la decisione è al Consiglio e quindi mi rimetto a quello che i Consiglieri diranno.
Fosson (U.V.) - Io ribadisco che è bene che decidiamo sul programma di lavoro che vogliamo fare questa sera, prima di andare avanti nelle discussioni.
Bionaz (D.C.) - Andiamo avanti fino a mezzanotte o fino alle undici, almeno, io non so... se vogliono fare mezz'ora di sospensione.
Montesano (P.S.D.I.) - Io dicevo, se dopo una certa ora si volesse fare una interruzione di mezz'ora, tre quarti d'ora...
Andrione (U.V.) - Io faccio una proposta conciliante: interrompiamo alle 8 e riprendiamo alle 9 e un quarto.
Montesano (P.S.D.I.) - Benissimo, questa è una proposta che può essere accoglibile da tutti, però interrompiamo alle otto precise.
Andrione (U.V.) - Alle 9 precise riprendiamo...
Montesano (P.S.D.I.) - Allora, mettiamo ai voti articolo per articolo.
Fosson (U.V.) - Sentite, non pensiamo di passare così queste leggi, votando articolo per articolo, senza che interveniamo?
Montesano (P.S.D.I.) - ...Va bene, io non ci sono stato, quindi...
Fosson (U.V.) - Io avevo preso la parola per parlare della legge; noi abbiamo discusso di altre questioni, ma... Io vorrei, prima di entrare in merito, fare due domande precise: la legge del 1962, del 21 agosto, la numero 20, rimane in vigore tale e quale anche con l'aggiunta di queste modifiche o no? Aspetti, sono due domande; se rimane in vigore, perché qui si fa riferimenti, quindi ritengo che debba rimanere in vigore, però me lo dirà Lei.
All'articolo 2 vorrei una spiegazione, e poi mi riservo di riprendere la parola per parlare in generale di queste cose, ma per non fare una discussione che non sia fuori luogo, e questo ancora una volta la dimostrazione che non siamo qui per fare perdere del tempo, una spiegazione all'ultimo capoverso dell'articolo 2, cioè si potrà prescindere dalla concessione prevista dal capoverso lettera c) che non capisco bene questa dizione.
Casetta (P.C.I.) - L'ing. Benzo ha esordito dicendo che questo provvedimento tende a sollevare l'industria...
Benzo (D.C.) - Io aspettavo per il semplicissimo motivo che quasi tutte le domande fatte dal Consigliere Manganoni, che può darsi non abbia esattamente visto la legge e la legge precedente, sono contenute nella risposta che io le do, ma che non avrei bisogno di darle, perché, ripeto, è chiaramente scritto, la legge del 21 agosto 1962 n. 20 rimane in vigore; queste sono modificazioni, sia pure sostanziali, alle norme di quella legge. Chiaro?
Poi, alla seconda domanda, è un errore di scrittura, ed è esatto, me ne sono accorto anch'io, l'ho corretto, si potrà prescindere dalla condizione prevista dal capoverso, giustamente concessione spostava i termini del problema.
Fosson (U.V.) - ... alla legge del 20 rimangono quelle condizioni A, B, C, D, la questione delle rate rimane tutto; allora, io direi prima di tutto di essere, volevo questa precisazione sull'articolo 2 perché sarei contrario a prescindere, cioè, di abbandonare, cioè si potrebbe dare anche, tanto per chiarire bene il nostro pensiero, si potrebbe dare anche il contributo se non esiste la condizione che era prevista alla lettera c) dell'articolo 4 della vecchia legge, perché qui, per evitare delle discussioni inutili è meglio che ad un certo momento ci chiariamo bene le idee prima sul valore e sul significato delle espressioni messe.
Benzo (D.C.) - Dunque, la legge all'articolo 2, dice "si potrà prescindere... (legge) ...per le imprese industriali aventi anche stabilimenti fuori del territorio della Valle d'Aosta" e questo è un concetto che abbiamo lungamente dibattuto con i funzionari degli uffici, e noi riteniamo appunto che si possa prescindere perché l'articolo 4 della precedente legge, cosa diceva "preventivo rilascio di atto d'impegno da parte delle imprese industriali di stabilire e di mantenere la sede industriale tecnica e commerciale e il domicilio legale in Valle d'Aosta".
Ora, se si dà il caso, e Lei qui comprende, di una impresa industriale che viene a fare un nuovo stabilimento anche in Valle d'Aosta, e ha il suo domicilio fiscale là, si è ritenuto che si possa prescindere; potrebbe essere uno stabilimento di media portata nei confronti di uno stabilimento di una certa importanza, di una certa grandezza e mi pare che sia logico, non possiamo pretendere che una Pirelli, si dia il caso, trasferisse il domicilio fiscale da Milano ad Aosta per il fatto che mi crea una succursale di stabilimento. Ritengo di essere stato chiaro.
Fosson (U.V.) - Allora adesso, ancora un'altra domanda: qui, con questa legge, si darebbe a qualunque stabilimento, di qualunque grandezza e via dicendo.
Benzo (D.C.) - La legge anche qui è molto chiara: si tratta di nuovi insediamenti industriali; se una industria, in uno dei poli industriali, ed è chiaro, voi vedrete che daremo la preferenza già alle imprese che verranno a stabilirsi in queste zone industriali, prefissate già, dalla programmazione, e, indubbiamente dipenderà dall'entità e dall'importo di questo nuovo stabilimento industriale; qui non c'è limitazione di grandezza, questo è pacifico, ma siamo noi stessi che siamo limitati, sia dal punto di vista della disponibilità di terreni, sotto un certo aspetto, per delle imprese industriali di una importanza o di una grandezza tale che non ce lo permetterebbero nemmeno le nostre condizioni di aree...
Fosson (U.V.) - No... perché, praticamente, la questione che non sia definita per questi interventi la grandezza massima dell'industria eventualmente a cui, eventuale a cui, noi possiamo dare il contributo, è una pecca di questa legge, prima di tutto.
Benzo (D.C.) - È definita dalla cifra che noi abbiamo posto, Lei mi comprende, da un miliardo; noi abbiamo messo 100 milioni, in quanto se una impresa industriale, credo che sia la massima che possa venire in Valle d'Aosta, da quello che abbiamo potuto considerare, viene, fa un nuovo insediamento di un miliardo, e cioè quello che noi consideriamo circa 100 posti di lavoro, voi sapete che si considera nel rapporto capitale uomo, 10 milioni, si arriva intorno a questa grandezza per i nuovi stabilimenti industriali, noi ci troviamo nella condizione di avere 100 nuovi posti di occupazione, con un miliardo di capitale investito fino a quel massimo, vero, non è detto che la Regione accetti, consideri tutte le spese; si dice appunto, tutte le spese fatte ed effettivamente sostenute e siamo in più legati con quella chiarezza che molto bene era stata già messa nella precedente legge, all'articolo 4.
Fosson (U.V.) - A parte quel fatto della grandezza, la questione di mantenere, di lasciare questa possibilità, di prescindere dalla condizione stabilita dal punto C, per me io la ritengo che sia pregiudizievole, e io proporrei senz'altro la soppressione completa dell'ultimo capoverso dell'articolo 2, per diverse ragioni.
Noi, anche delle industrie più grandi, e parliamo della Cogne, ad un certo momento, nel passato, quando la Direzione generale, che era ad Aosta, è andata nuovamente a Torino, avevamo fatto tutta una azione, perché la Direzione generale rimanesse ad Aosta e, in quel momento, in quel momento, parlo di una azione sindacale, non abbiamo avuto il conforto, e non abbiamo trovato l'unità di tutti i sindacati per fare quella azione verso la Cogne. Mi pare che in questo momento tutti i sindacati sono ben d'accordo di richiedere che la Direzione Generale della Cogne ritorni ad Aosta, e questo per molte ragioni, sia per la sede fiscale, sia per la sede stessa della Direzione, perché, perla sede fiscale, eventualmente non si hanno più quelle difficoltà a cui accenna sempre l'amico Bordon, quando si deve andare a verificare quello che pagano fuori Valle, anche se noi siamo convinti che questa verifica a questo, si possa fare, però, avendo la sede legale direttamente in Valle d'Aosta, tutto questo è molto più chiaro, tutto questo è semplificato. Quindi, riteniamo che sia una prima cosa a favore della sede legale.
La questione che le direzioni generali e tutto, degli stabilimenti che hanno sede in Valle d'Aosta, siano qui, ha anche un altro riflesso per la parte sindacale, perché ogni volta che la Direzione generale è sul posto, quando c'è qualche vertenza di lavoro, o via dicendo, i rapporti sono molto più facile e si rendono conto maggiormente di quello che avviene nei singoli stabilimenti, e praticamente, anche per l'azione sindacale resta semplificato.
Quindi, abbiamo visto e ci siamo trovati in diverse occasioni con stabilimenti che non hanno la sede legale, che non hanno la Direzione generale in Valle, che certe vertenze che avrebbero forse potuto essere risolte molto celermente si sono trascinate per molto tempo, proprio perché bisognava... erano fuori, distanti dal posto, non sentivano completamente il polso dell'azienda e nello stesso tempo i sindacati dovevano correre spesso a Milano o in qualche altro posto.
Quindi, io su questo punto dell'articolo 2 chiederei la soppressione, per quelle ragioni che abbiamo già detto, la soppressione dell'ultimo comma dell'articolo 2.
La questione delle aree, mi sembra che sia ribadito abbastanza bene dall'articolo 4, perché si dice, si lascia una possibilità che siano anche nelle zone fuori da quelle determinate dal piano, però, di preferenza alle aziende industriali che attualmente le iniziative di sviluppo industriale indicato nell'articolo 2, nelle zone industriali previste dal piano regionale pluriennale; e questo, mi sembra che se si stabiliscono queste zone eventualmente si può mantenere la possibilità di dare un contributo alle aziende che dovessero installarsi anche fuori da queste zone, ma in quel caso bisognerebbe andare un po' cauti, perché, specialmente la messa a disposizione, la parte di messa a disposizione di quei terreni e cioè l'acquisto dei terreni da parte della Valle, con le infrastrutture necessarie, dovrebbe essere fatto e mantenuto solo nella parte, in quelle zone che vengono stabilite dal piano, perché altrimenti se ad un certo momento c'è la scappatoia di venire incontro, cedendo il terreno anche in altre zone, noi manderemmo un po' all'aria l'organicità di quelle zone che dovrebbero essere studiate in base a certi criteri.
Quindi, mantenere, posso capire di mantenere anche la possibilità di dare un contributo, ma assolutamente di non andare a dare il terreno, con quelle opere accessorie che sono necessarie fuori da queste zone che siano stabilite.
Io non sto a fare molte altre considerazioni su questo punto perché quello che mi premeva era che i criteri fondamentali della legge del 1962 fossero ancora mantenute e, come dico, una delle cose, a parte l'ammontare, una delle cose che viene a variare molto è solo al punto C dell'articolo 4, e su questo ho già detto quello che era il nostro pensiero.
Chamonin (U.V.) - In linea generale sono d'accordo sul fatto di considerare l'industrializzazione primaria attività motrice, pur con tutte le riserve che si debbono fare sulla scelta dei tipi di industrie da insediare in Valle d'Aosta, già che, ad un certo momento, alcune esempi, purtroppo avvenuti e non molto tempo fa hanno messo addirittura in forse la validità dell'iniziativa.
In line particolare, sulla legge che stiamo discutendo, vorrei soffermarmi un momento sul fatto dell'acquisto dei terreni, e cioè, sono perplesso sull'acquisto dei terreni anche si può essere un mezzo da ritenersi, in linea di massima, idoneo; sono dell'avviso, naturalmente, che eventualmente si dovessero acquistare terreni, questi siano da acquistarsi solo dopo la definizione da parte del piano, delle zone dove prevedere insediamenti industriali. D'altra parte a mio avviso, il solo fatto di prevedere determinate zone dove insediare stabilimenti industriali potrebbe portare al fatto della lievitazione dei prezzi di questi terreni, terreni da scegliersi, naturalmente, in partenza, in zone depresse e in terreni di scarso valore intrinseco, anche se agli effetti previsti debbano necessariamente essere di idonea ubicazione e con caratteristiche tale da essere abbastanza facilmente urbanizzabili, in modo da non comportare eccessivamente spese; però, rimane il fatto che certamente le zone dove il piano determinerà di dover fare stabilimenti industriali fatalmente quelle zone, anche se attualmente di nessun valore intrinseco, subiranno una fortissima lievitazione. Quindi, bisognerebbe cercare il modo di non comunque dover arrivare a pagare eccessivamente dei terreni base per queste industrie.
Casetta (P.C.I.) - L'Assessore Benzo ha esordito dicendo che questo provvedimento tende a sollevare l'industria valdostana; questo provvedimento è comunque sulla scia del vecchio provvedimento e, difatti, se ne tiene conto nella sua stesura.
Benzo ha rilevato come nella nostra Regione, sia la recessione nell'occupazione, sia in quella del reddito, abbia seguito una marcia abbastanza costante in questi ultimi anni; come ha seguito una marcia costante lo spopolamento di quelle zone a cui direi, si tentava di portare un freno, di porre un rimedio portando dei servizi, urbanizzando di più, ma creando delle infrastrutture che permettessero alla popolazione di avere un tenore di vita migliore.
Si è dimenticato, però, di dire, l'Ing. Benzo, che nella nostra Regione le condizioni di vita e di lavoro, anche negli stabilimenti attuali che esistono, sono delle pessime che si possano riscontrare e, anche in questa direzione, alla ricerca del nuovo, di nuovi insediamenti, noi dovremmo già fin d'ora preoccuparci di queste cose, perché è giusto che diciamo, diamo dei fondi per l'ammodernamento, ma se l'ammodernamento è inteso, non come aumento dell'occupazione, ma a detrimento della medesima e ha il solo fine, il solo scopo, come una elevazione dell'intensità dello sfruttamento, come avviene esattamente alla Soie, evidentemente non raggiungiamo un buon fine e non portiamo niente di buono. Le statistiche che purtroppo ci dicono che l'età media della morte degli operai della Cogne è 54 anni, chiaro è che l'ammodernamento va inteso come ricerca di migliori condizioni di vita e di lavoro.
A proposito della Cogne, io vorrei che il Presidente della Giunta ci portasse ulteriori notizie, a proposito dei 20 miliardi della riconversione, perché l'unica realtà che abbiamo è quella finora dell'ammortamento, l'unica triste realtà è quella della riduzione del capitale sociale, da allora non ci siamo più mossi.
Stabilimenti tipo l'Ilssa, dove le condizioni, veramente sono da galera, si può dire. Ora, uno dei discorsi che la legge presenta è quindi cercare maggiori garanzie anche per sapere a chi andranno questi fondi; è vero che possono andare in modi discriminati sia alla grande industria, sia alla piccola industria, però, purtroppo, anche Chamonin riprendeva questa triste esperienza che abbiamo compiuto in questi anni, della Fera, della Dora Baltea, che sono palle veramente di piombo, di soldi buttati da parte della nostra Regione o di organismi regionali che comunque tendevano ad incentivare l'industrializzazione della nostra Regione, ed è per questo che lo chiederei che là dove la vecchia legge dice "la seconda rata", la terza rata a saldo, tre mesi dopo la data di versamento della precedente seconda rata, perlomeno modificassimo quel comma di quella legge o ne facessimo uno aggiuntivo, nella nuova, per dire che diamo almeno ad un anno di consultivo, la terza rata, cioè, avere ancora il modo di controllare per un anno l'attività di questi nuovi insediamenti di cui andiamo alla ricerca.
Nella relazione l'Ing. Benzo dice che il provvedimento tende a tre tipi di intervento: a chi ha già una industria, quindi all'ammodernamento e all'ampliamento, all'acquisto di terreno e alla costruzione di infrastrutture per dotare queste aziende, cioè fare i terreni con i servizi.
Io ho una preoccupazione in questo senso, proprio per la lievitazione del prezzo delle aree, che la ricerca venga estesa particolarmente su terreni comunali o demaniali, perché con le amministrazioni comunali, dove vi sono possibilità di ottenere dei terreni da industrializzare il prezzo può essere un prezzo equo, certamente molto di più che da privati. Nella realtà quindi la ricerca e lo sforzo anche della programmazione di queste aree, prima di tutto la porrei come condizione perché se andiamo a creare delle infrastrutture su dei terreni da industrializzare, andiamo almeno su delle aree comunali che non ci costeranno certamente quanto ci possono costare le aree dei privati.
A me pare però che alla legge, alla relazione alla legge, alla relazione di questo provvedimento, che manca, ci sono delle proposte, cioè, qual è la prospettiva di questi investimenti?
Chiedo questo, perché so che la programmazione, so che la programmazione non ha ancora dato, almeno al Consiglio, quelle che sono le indicazioni finali del piano, e nelle sue ipotesi, perlomeno. Uno dei settori, però, dove veramente io credo che dovremmo... Benzo lamentava la recessione dei giacimenti, dice, cioè una volta i giacimenti e l'industria, l'energia elettrica attiravano in Valle d'Aosta per gli investimenti produttivi. Beh, direi che anche oggi, più che nel passato, l'energia elettrica c'è, esiste, non è che sia diminuita; vera la questione dei giacimenti ma se voi pensate che la Cogne, spende, mette a bilancio 300.000 lire all'anno per la ricerca dei nuovi giacimenti, non paga neanche un usciere a mezza giornata, invalido civile, come quelle due impiegate che avete là, a Roma, all'ambasciata, perché con 300.000 lire, quali ricerche possono fare? Ecco uno dei settori dove siamo carenti e dove anche la nostra Regione dovrebbe, parlavamo molte volte della carta geologica della nostra Regione e in questo senso la programmazione, in questo senso, l'intervento del settore dell'industria e commercio dovrebbe farci fare dei passi in avanti.
L'obiettivo dei 1200 posti di lavoro in cinque anni, può essere un obiettivo concreto, se dalla Cogne può venire il contributo più grande, perché nella realtà, solamente la creazione di industrie collaterali alla Cogne può essere uno dei capisaldi, della base veramente sicura per l'occupazione nella nostra Regione.
Il provvedimento che quindi ci trova consenzienti, io ritengo che manchi di un piano organico che solamente può venire dalla programmazione, dal piano quinquennale che ci conforti di più su questa scelta.
Montesano (P.S.D.I.) - Ora l'impegno è quello di... se vogliamo riunirci alle nove, nove e un quarto, adesso sono le 20, quindi l'impegno che ha preso il Consiglio è questo: dobbiamo riprendere la discussione, perché se vogliamo continuare allora, naturalmente, tutto l'impegno lo rimandiamo; quindi c'erano il Consigliere Caveri e il Consigliere Lustrissy che si sono iscritti a parlare, la risposta... Germano... allora è sospesa fino alle 21,15.
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Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 20,01 alle ore 21,21.
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Montesano (P.S.D.I.) - L'adunanza è aperta con 24 presenti; io avrei bisogno ancora di sapere quelli che hanno richiesto l'intervento sull'oggetto n. 21 e allora il Consigliere Fosson, Germano, Bionaz... altri? Lustrissy... Avv. Caveri, Lei ha chiesto di parlare su questo argomento, mi pare; ecco, no, no, ma siccome devo mettere in nota... allora, in ordine sono Caveri, Lustrissy, Germano, Fosson, Bionaz. La parola all'Avv. Caveri.
Caveri (U.V.) - Messieurs du Conseil, l'expérience que nous avons faite en ces dernières années à propos de l'industrialisation de la Vallée d'Aoste a été une expérience assez négative. Nous ne voulons pas jeter la pierre à personne, nous pourrions le faire, mais les polémiques serviraient à peu de choses, et je crois au lieu que nous devons méditer sur l'aspect négatif de l'expérience commune que nous avons faite, parce que, au fond, nous voyons que ce n'est pas le meilleur système d'assurer les contributions et de donner les terrains gratuits, ou demi-gratuits, à des industriels véreux qui viennent chez nous simplement attirés par ces providences, parce que les industriels sérieux, s'ils veulent ouvrir des industries ils le font quand ils ont intérêt de le faire, et que les choses soient ainsi c'est prouvé du fait que l'industrie la plus sérieuse a été celle du chocolat Davit, des industriels Rivetti de Biella qui étaient des anciens industriels expérimentés, avec un passé derrière eux, avec des réserves de capital, et avec une compétence industrielle.
Tandis que les différents représentants ou propriétaires de la vieille Fera, de la nouvelle Fera, de la Morgex Carbo, etc... ont démontré d'être des industriels qui sont arrivés ici simplement alléchés par cette forme de bienfaisance, et voilà pourquoi ces expériences, comme je disais, ont été assez négatives, et là-dessus je veux m'arrêter.
À propos de la Fera, nouvelle ou vieille, je ne voudrais pas que cette loi sur l'industrialisation soit une couverture qui devrait cacher peut-être quelques interventions en faveur de cette Fera, qui ne devrait plus être aidée, à moins qu'on veuille vraiment prendre l'argent des contribuables et le jeter de la fenêtre, parce que nous avons vu que même les syndicats et tous les trois syndicats, sans distinction, la CGIL, la CISL, et le SAVT ont demandé, ont été assez courageux ces syndicats parce que les syndicats représentants les travailleurs, et par conséquent aussi représentants des travailleurs qui travaillent dans la Fera, la vieille ou nouvelle, ont eu le courage de dire quelle est la situation de la Fera, vieille et nouvelle; ils n'ont pas fait de la démagogie. Ils ont dit la vérité, telle qu'elle est.
Et alors je ne voudrais pas que, vu et attendu que le Conseil du BIM et l'Assemblée du BIM ont eu la sagesse de ne pas écouter le chant des sirènes, et la sirène en chef dans ce cas c'était vraiment l'avocat Bionaz, qui a chanté un chant très doux aux représentants du BIM; il leur avait raconté qu'il donnait la garantie, lui et la Junte et la majorité, donnaient la garantie, mais les administrateurs du BIM, soit de la direction, soit de l'Assemblée, n'ont pas été si bête parce que, au contraire, ils ont très bien compris de quoi il s'agissait, ils ont compris qu'il n'y avait pas une vrai garantie pour le cas de la nouvelle Fera, une vraie garantie accordée au BIM, il y avait quelque chose de bien plus modeste, c'est-à-dire un engagement très vague de faire des travaux publics pour les communes si la nouvelle Fera n'avait pas rendu les 50 millions, et alors, cela c'est des blagues bonnes pour Monsieur Luca, qui, naturellement a bu à larges gorgées, ou qui a fait semblant de boire à larges gorgées les assurances de Monsieur Bionaz, de la Junte et, derrière ces assurances, il n'y avait rien de sérieux, parce qu'il n'y avait pas l'engagement de rendre les 50 millions au BIM dans le cas que le BIM perde les 50 millions, et il y avait l'assurance vague de faire des travaux publics, et cela c'était très relatif, naturellement c'était tout à fait ridicule, c'était vraiment prendre pour des imbéciles les administrateurs du BIM, parce que depuis que l'Administration de la Vallée existe, je me rappelle que en 1959, 1952, on dépensait déjà alors 1 milliard et 200 millions et l'Assesseur c'était l'Assesseur Ferdinand Bionaz, le frère de notre César Bionaz, et bien, déjà alors, on faisait des travaux publics pour un milliard et 200 millions, en 1952, et maintenant on fait des travaux pour des sommes encore plus importantes, de manière que si le BIM avait perdu les sommes passées à Don Egidio, ce nom qui sonne si mal depuis qu'Alexandre Manzoni a appelé, le bon ami de Suor Gertrude, il a parlé du "scellerato Egidio", n'est-ce-pas, Monsieur le Prof. Barone, qui enseigne ces choses tous les jours aux écoliers et aux étudiants de Verrès, le Prof. Barone sait qui c'était le "scellerato Egidio", moi je ne veux pas dire que Don Egidio de Padoue c'était un "scellerato Egidio", mais cependant: c'était un prêtre assez riche, c'est-à-dire il appartient à une catégorie qui n'est pas très digne de notre admiration, parce que nous n'avons jamais lu dans l'Evangile que les prêtres doivent devenir des hommes d'affaire, et nous savons l'épisode du Temple avec les marchands du Temple qui ont été chassés à coups de fouet, effectivement, de temps en temps il faudrait qu'il y a quelqu'un capable de prendre un bon fouet et de chasser les marchands du Temple.
Voilà, et alors, je ne voudrais pas que dans toute cette histoire il y ait, derrière le paravent de cette loi, l'intention de passer aux amis de Don Egidio le poignon, voilà, Monsieur Bordon, qui a été à Paris connait l'argot... (risées) et alors il parle très bien; il y a cette manière de dire, "la bandiera che copre la merce", je ne me rappelle plus comment c'est, voilà, alors je ne voudrais pas que dessous le drapeau, pas le drapeau rouge et noir, mais le drapeau de l'industrialisation de la Vallée d'Aoste, il n'y a pas des intentions de faire passer des marchandises frelatées, frelatées.
Et alors, voilà, je ne parle plus de ce Cottolengo de brou brou, de petits industriels véreux que nous nous sommes tirés à la maison, en créant des crises, des crises, et je l'ai dit dans une autre occasion, créer une industrie véreuse dans une zone déprimée économiquement, faible économiquement, c'est pire encore que de ne rien faire, parce que ces pauvres campagnards qui ont abandonné leur terres, ils se sont mis à faire les ouvriers, ils ne veulent plus retourner à faire les campagnards, ce sont des déracinés, ce sont des gens ruinés complètement.
Quelqu'un a parlé avant moi de la question, de la nécessité que l'Administration régionale, je ne veux pas même dire la Junte, parce que peut-être nous nous avons un peu trop de vice de dire: "la Junte doit penser ceci, la Junte doit penser cela, la Junte doit réfléchir", non, non, nous sommes tous ensemble que nous devons réfléchir, nous devons réfléchir effectivement à cette question des zones le plus aptes pour l'industrialisation de la Vallée d'Aoste. Il faudra effectivement que dans le plan régional on établisse quelle sont les zones aptes pour l'agriculture, l'élevage du bétail, quelles sont les zones les plus indiquées pour le tourisme, quelles sont les zones les plus indiquées pour l'industrialisation.
Nous devons penser que si vraiment on veut encore créer de nouvelles industries en Vallée d'Aoste, nous devons penser d'adresser ces industries ou dans les zones où il n'y a pas les possibilités, les moindres possibilités de développement touristique; mais en sommes, maintenant, sans vouloir jeter la pierre aux uns ou aux autres, pensons quel a été l'immense erreur de créer la Morgex-Carbo à Morgex; Morgex est un pays qui a une vocation touristique, éminente, et on a créé une industrie qui fait de la fumée, qui empêche l'air, une industrie qui est en train de fatiguer même les habitants de Morgex. Cela a été une grande erreur; dans la haute Vallée, dans ces communes, comme Morgex, comme La Salle, comme Pré-Saint-Didier, comme Courmayeur ou La Thuile, c'est une grande erreur de penser à une industrialisation, tandis qu'il y a des zones de la Basse Vallée, où effectivement il y a la possibilité de créer, peut-être de nouvelles industries, en tout cas on pourrait trouver des chômeurs, on pourrait trouver des personnes qui, jusqu'à présent, ont appartenu au secteur sous-développé, et là peut-être il y a la possibilité d'un développement industriel, parce que, puis, qu'est-ce que nous devons dire de la Morgex-Carbo? Avec la création de la Morgex-Carbo à Morgex, il n'y a pas eu presque d'ouvriers valdôtains qui ont voulu aller à travailler dans cette usine, aussi parce que dans cette usine de la Morgex-Carbo il y avait pour les ouvriers des conditions d'exploitation épouvantables, et alors, ces gens de Morgex, qui ne sont pas vraiment réduits à la faim, même si peut-être ils n'ont pas vraiment une activité économique très rentable, cependant ces gens se sont, plusieurs même des anciens ouvriers de la Cogne, de Morgex, ils se sont refusés d'entrer dans cette usine, parce qu'il paraît que les conditions soit d'hygiène, soit économique, de salaire ou autre, c'était des conditions qui ne les encourageait pas à entrer, tandis que, dans les zones les plus déprimées de la Vallée, comme peut-être Chambave, qui a tout cet interland de Verrayes et de Saint-Denis, qui est très pauvre, pensons même à Arnaz, il y a encore des possibilités, à Verrès, etc... dans ces régions plus pauvres de la Vallée, là effectivement une industrialisation conduite, cependant, évidemment, avec des critères de prudence, de sagesse, pour éviter le bis de la Morgex-Carbo, ou de la Fera, ou d'autres industries véreuses, effectivement ces zones de la Vallée d'Aoste devraient être considérées pour un plan régional dans lequel soit distribué l'agriculture, le tourisme et l'industrie.
Voilà ce que je voulais dire dans cette discussion générale.
Je me réserve de prendre la parole dans la discussion article par article, mais dans cette discussion générale je veux terminer un argument que je développerai dans la discussion spéciale, article par article, c'est-à-dire, chers amis de la Junte, vous souvent vous me regardez un peu par travers, et vous pensez que nous sommes méchants parce que nous, de temps en temps nous vous disons des vilaines choses, et alors vous dites "cependant" regarde comme ils sont méchants ces gens, ils ont eu le courage de nous dire ceci et cela... Cependant, écoutez, nous, il n'y a un moment, il y a une heure, et nous nous sommes ici à parler comme disent les toscans "col boccone in gola", ce n'est pas une chose très sympathique, n'est-ce pas, bien que, avec l'aide d'un verre de vin on finit pour être peu plus éloquent, mais vous avez des mines très tristes ce soir, moi je le vois, vous êtes de mauvaise humeur, vous êtes un peu déprimés, et nous comprenons que vous êtes déprimés, parce que vous vous avez cru de faire les trop fins. Il ne convient jamais en ce moment de faire les trop fins, parce que nous nous vous faisions un tas de motions, et ces motions vous mettaient pas mal en embarras, vous avez cru de faire les fins, et alors vous avez toujours renvoyé d'Hérode à Pilate, aux calendes grecques les séances du Conseil, en ajoutant toujours de nouveau arguments, et nos motions allaient toujours à la queue, à la queue, elles ne passaient jamais, mais cependant il y avait quelqu'un... "chi è causa del suo mal pianga sé stesso", parce que vous vous avez cru de faire les fins, vous avez toujours renvoyé nos motions présentées au mois de janvier, et dans la meilleure des hypothèses étaient discutées au mois de juillet. Les motions que nous avons présentées au printemps du 1967 sont allées finir au mois d'octobre et au mois de novembre, en certain cas, certaines motions, naturellement, parce que dans la vie politique, comme dans la vie économique il y a un essor, il y a un mouvement, et quelques-unes de nos motions, pour votre grand plaisir étaient même surpassées par les évènements; mais après vous vous êtes trouvés al "quia", vous vous êtes trouvés aux cordes, et puis au dernier moment, en ne prévoyant pas, en espérant toujours de renvoyer les élections au 1968, et puis du 1968 au 1969 et ainsi de suite, naturellement que vous avez attendu le dernier moment, et maintenant vous vous trouvez un peu dans une mauvaise posture, vous vous trouvez acculé aux cordes, contre le mur, vous êtes, vous ne savez comment faire, maintenant, bientôt, maintenant c'est 9 heures et 40 minutes, et minuit va sonner bientôt, et nous nous avons entendu à Saint-Ours souvent à minuit, à l'heure, le jour de Noël, la suave voix de ténor de l'avocat Bondaz, chanter "Minuit chrétiens, c'est l'heure solennelle..." (risata) eh bien, bientôt d'ici deux heures ce sera minuit, pas démochrétiens, parce que vous n'êtes pas tant chrétiens, mais minuit démochrétiens, c'est l'heure solennelle...
Eh bien, je voulais vous dire encore une dernière chose, et voilà, et alors vous avez fait ces choses de course, il y a les élections au printemps, mon Dieu, ce Moro quelle mauvaise idée qu'il a ce Moro parce que il paraît que c'est Moro qui vous oblige à faire les élections au printemps, je ne sais pas, oui, oui, à travers le Préfet Giovenco, que vous avez trouvé... au fond, préfet Giovenco c'est un beau nom, parce que surtout dans un pays comme la Vallée d'Aoste où il y a tant d'élevage de bétail, le nom du préfet Giovenco est une idée très sympathique.
Voilà, voilà, en voulant faire les choses à grande vitesse vous savez, faire la question de la Pila, et vous avez fait un de ces pâtés vraiment très indigeste, et vous, vous n'étiez pas préparé, nous vous l'avons démontré, nous ne voulons pas être méchants, nous ne voulons pas retourner sur cet argument, et alors, vous dites, il faut faire une loi pour les nouvelles industries, parce que comme cela les ouvriers votent pour nous. Il faut faire la loi de l'urbanistica, comme cela tous ceux qui font les projets, les constructeurs ils seront pour nous, ils voteront pour nous, mais en faisant les choses comme cela, en vitesse, on fait des textes législatifs qu'on ne sait pas ce qu'ils veulent dire, et je me permets de dire que cette loi sur l'industrialisation est une loi qu'à certains articles on ne sait vraiment pas ce qu'on a voulu dire. Eh bien, ce qui nous réconforte beaucoup c'est quand nous demanderons des explications à l'Assesseur Benzo, lui qui chantera toujours son refrain, nous connaissons le refrain de l'Ingénieur Benzo: "ma è tutto chiaro, è tutto chiarissimo", et puis ils ne savent pas où était le Jardin Public, il croyait que l'Eau Froide c'était où il y a Beutère et que Beutère était où était Eau Froide, et Fosson, qui connaît ces endroits là très bien, eh bien il demandait des explications, et Monsieur Benzo continuait à dire: "ma no, è tutto chiaro, è tutto charissimo" alors, je sais déjà ce que me répondra, Monsieur Benzo, quand on fera la discussion article par article.
Pour le moment, la discussion, pour mon compte, sur la partie générale je crois de l'avoir faite, naturellement il ne faudra pas que Monsieur Benzo me tire par les cheveux, parce que alors je lui réplique, et alors je serai un peu plus méchant de ce que j'ai été jusqu'à présent.
Lustrissy (D.C.) - ...dopo il volo pindarico dell'avvocato Caveri, certo è difficile scendere dalla dolce nuvoletta rosa, ma comunque mi limiterò a proporre una leggera modifica all'articolo 3, che mi pare che questo tipo di proposte debbano essere presentate prima della chiusura della discussione generale.
Alla penultima riga dell'articolo 3 è detto che le aree di terreno da assegnare saranno valutate in base al prezzo di acquisto maggiorato dell'importo delle spese, sostenute per la dotazione di infrastrutture; da questa dizione pare che le spese di infrastrutture debbano essere attribuite tutte all'acquirente. Ora, mi pare che in questo campo sia chiaro che una parte delle spese, cioè delle infrastrutture, cioè dell'urbanizzazione sono a carico della pubblica amministrazione e una parte sono a carico dell'acquirente. Pertanto, sarebbe meglio modificare in questo senso, al prezzo di acquisto maggiorato della quota parte delle spese per l'urbanizzazione... non mi formalizzo, è la stessa cosa, il concetto è generale, comunque, non mi formalizzo, o le spese per l'urbanizzazione, o le spese per la dotazione di infrastrutture, è la stessa cosa, è più chiaro...
Germano (P.C.I.) - Due brevi osservazioni, do atto che, pur confusa la legge alcune indicazioni della programmazione sono giuste, sono giuste e sono contenute nella legge, ma contenute più che altro in modo indicativo, io parlo per esempio dell'articolo 4, dove le provvidenze regionali previste ai precedenti articoli saranno concesse, di preferenza, alle aziende industriali che attueranno iniziative di sviluppo industriale, previsti nel piano pluriennale di sviluppo della Valle.
Ora, il discorso su questo punto è questo: va bene che noi di preferenza questi contributi li diamo alle aziende che trasferiscono le loro aziende in zone della Valle previste dal piano per lo sviluppo dell'industrializzazione; però, se noi diciamo, "di preferenza", diamo solo una indicazione; invece il problema del trasferimento delle aziende è quello di darlo alle aziende che andranno nei punti indicati dal piano, dove vi sono dei problemi; zona bassa Valle, dove c'è un problema di disoccupazione, il piano sceglierà una zona, o zona della media Valle, dove sceglierà una zona, o zona dell'alta Valle, dove sceglierà una zona, invece di dire è di "preferenza", darle alle aziende che trasferiscono in quelle zone previste dal piano. Primo argomento, e presenterò un emendamento in materia, all'articolo 4.
L'altra questione riguarda l'articolo 2, qui andiamo alla, un pochino, genericità della legge; qui sono previsti i contributi, pari al 10%, fino a 10... fino a 100 milioni, che corrisponderebbe ad un investimento di un miliardo, per rammodernamento, ampliamento o trasferimento, ma non è legato al problema dell'occupazione. Tutti siamo d'accordo che questa legge serve per creare, diceva l'Assessore Benzo 1200 posti in cinque anni in più, però, se non lo leghiamo al posto, è come se non l'avessimo fatto, come se dessimo dei soldi a degli industriali. Colombo sa, è stato sindacalista per molti anni, che il rammodernamento delle aziende, molte volte, cosa significa? Significa uno sviluppo tecnico, e una riduzione dei posti di lavoro, una espulsione di gente dal posto di lavoro; allora, invece di facilitare, se noi non lo prescriviamo, invece di aiutare l'occupazione, la danneggiamo, e allora, è evidente, anche qui io presenterei un emendamento, se vogliamo che la legge serva per questo scopo, bisogna legarla... contributo ai posti di lavoro che si creano; diamo fino a 100 milioni, a condizione che si creino cento posti di lavoro, calcolando a 10 milioni, come diceva l'Assessore Benzo, un posto di lavoro, su quei 10 milioni noi favoriamo un industriale accollandosi un milione noi, ma se noi non mettiamo questo, evidentemente corriamo il rischio inverso, cioè di dare soldi ad aziende che rammodernano la loro azienda e che riducono i posti di lavoro, il che non credo che sia nello spirito che tutti noi abbiamo nell'apportare questa legge.
Queste erano le due osservazioni; io non mi dilungo ad illustrare, mi pare che siano abbastanza comprensibili, e proporrei gli emendamenti.
Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Germano, se vuole per favore mettere per iscritto l'emendamento in modo che lo possa avere...
Germano (P.C.I.) - C'è nell'Assessore un orientamento per l'accettazione, allora non ho bisogno di ...
Fosson (U.V.) - Io ritorno sull'argomento un momento perché, prima della sospensione del Consiglio mi ero dimenticato di riaffermare un altro punto che mi ero annotato, ma mi ero dimenticato di dirlo e nello stesso tempo, in base a quello che è stato detto, sia dal Consigliere Lustrissy e dal Consigliere Germano, fare qualche osservazione per vedere di dare un contributo alla soluzione di alcuni problemi.
Dunque, non ripeto quello che ho detto prima, che ho detto nell'altro intervento e vorrei però che fosse chiaro la non cumulabilità dei contributi del BIM e della Regione; questo dovrebbe essere un principio da sancire, cioè, la non cumulabilità, assessore Benzo, la non cumulabilità dei contributi del BIM e dei contributi della Regione.
Parlando di questo massimo di 100 milioni, parlando delle zone industriali, secondo il piano dove mi pare avevo già manifestato il mio punto di vista prima, quindi per quelle che sono industrie di una certa importanza, certamente bisognerebbe orientarli di installarsi, di insediarsi in quelle zone industriali che verranno definite, e non ancora, sono abbozzate, ma non sono ancora ben definite dal piano, quindi, nella legge, siccome non si citano, fa riferimento a quello.
Però, non sono forse completamente d'accordo con quanto dice il Consigliere Germano, e forse conviene di meditare un momento e questi sono gli inconvenienti di dover discutere queste cose senza una certa preparazione; una certa possibilità di intervento anche in altre zone dovrebbe essere permesso e faccio degli esempi, per quelli che sono industrie di una certa importanza, io ritengo che devono andare nelle zone industriali; questo, indubbio; però c'è una cosa che noi dovremmo meditare e quando avremo occasione di parlare anche con la Commissione consultiva della programmazione mi permetterò di sottolineare, ed è quella di vedere se possiamo trovare un impiego di mano d'opera locale, sotto una forma diversa da quella dello stabilimento industriale anche noi abbiamo degli esempi, e noi prendiamo la vicina Savoia, la Valle sotto Chamonix, del décolletage, Clusaz, Sallanches e tutto, non è artigianato, è questo, perché c'è una parte che può passare come artigianato, c'è una parte che veramente è industriale, piccola, piccole industrie; ora, questo è uno degli aspetti che noi dobbiamo esaminare per la Valle d'Aosta, proprio perché permette anche a dei lavoratori che hanno una certa altra attività, proprio ridotta, cioè che hanno una sottoccupazione, una sottoccupazione, di impiegare tutto il loro tempo, avendo il lavoro comodo, o a casa o nelle vicinanze. Ora, in questi casi, in questi casi, oltre l'esempio che abbiamo qui, nella vicina Valle di Chamonix, c'è tutte le zone della Svizzera o dell'Austria dove ci sono le fabbriche d'orologio, e una gran parte, molti lavori o montaggio vengono dati a casa, o in piccoli stabilimentini dove ci sono pochi operai; ora, questa è una forma che bisognerebbe tenere presente, e in questo caso, adesso non si può parlare in questa legge, però, lasciare la possibilità di un intervento in questo senso, se invece noi siamo, tassativi, che si dà solo in quelle zone industriali, bisognerebbe forse fare una distinzione e dire un po' più chiaramente che per le industrie di una certa importanza devono installarsi in quelle zone, invece per le altre, lasciare questa possibilità solo per le altre, non so se mi può dire questo, perché, vedete, delle industrie, del resto questo mi sembra che anche dalle premesse del piano non si prevedano delle grandi industrie manifatturiere, oggi in Valle d'Aosta, quindi bisogna orientarsi in quelle altre; quindi non cumulabilità dei contributi del BIM e della Regione, vedere di favorire il sorgere di queste piccole industrie e di questo lavoro dato dal "decolletage" e qui probabilmente si potrebbe fare un buon lavoro anche per le industrie che sono fuori Valle, e poi il concetto, invece, sarei perfettamente d'accordo col concetto espresso dal Consigliere Germano di vedere la questione, di legare ai posti di lavoro, perché effettivamente potrebbe darsi il caso che in certe industrie noi dessimo anche il massimo che è previsto di 100 milioni, che è il 10% di un investimento di un miliardo, ma varia moltissimo da industria a industria, noi se prendiamo, possiamo dare quella media di 10 milioni per posto di lavoro, se prendiamo una industria manifatturiera normale, ma se noi andiamo ad altre industrie, può darsi che ci siano delle industrie chimiche, che, ad esempio, i posti di lavori con questa spesa siano molto, ma molto inferiori e allora noi faremmo una spesa senza avere la contropartita; quindi anche questo, perché quello che interessa a noi è, sono i posti di lavoro quindi, anche questo...
Bionaz (D.C.) - Due parole, il Consigliere Casetta mi ha detto che voleva sapere quelle notizie sui 20 miliardi della Cogne; domani mattina Le darò delle notizie.
Chamonin (U.V.) -È forse sul problema di fondo che bisognerebbe tornare; penso che abbiamo fatto degli interventi finora non idonei, cioè siamo partiti con delle elemosine credendo di rendere appetibili gli insediamenti in Valle, o il trasferimento in Valle di industrie insediate altrove. Mi ricordo che in riunione, tenutasi a Roma, l'anno scorso, in maggio, al Ministero degli affari esteri, alla quale partecipai per conto della Regione con alcuni funzionari dell'Amministrazione, per rispondere ad alcune domande, in merito alle perplessità sollevate dagli altri paesi membri della comunità europea sulla possibile illecita concorrenza che alcune industrie italiane avrebbero potuto sviluppare in sede comunitaria, verso altre industrie dello stesso genere, insediate in altri Paesi membri, senti che in alcune zone d'Italia, fruenti delle provvidenze oltre che della Cassa del mezzogiorno anche delle provvidenze delle singole regioni a Statuto speciale, le industrie che vi si insediavano a godere addirittura dell'85% delle spese di insediamento.
Naturalmente, in questo modo, si possono anche scegliere le industrie fra quelle sane, economicamente parlando, perché diventa veramente appetibile il trasferirsi anche per grosse e serie industrie.
Invece, noi diamo contributi modesti, ricercati da piccoli, o piccolissime industrie, che vanno alla caccia di pochi milioni e vivono, l'hanno dimostrato, quasi come le rose, l'espace d'un matin, perché non credo che possa essere seria veramente l'azienda che fa conto per il suo insediamento, o il suo trasferimento, di pochi milioni, ben sapendo tutti che giustamente il rapporto unità uomo, impianti industriali va da 10 milioni a 20 ed oltre per gli impianti a particolare specializzazione; quindi l'azienda che vale veramente alcuni miliardi e con i rapporti soprammenzionati è facile arrivare a quelle cifre, e che è veramente serie, non è invogliata a trasferirsi, e fatalmente noi dovremo vedere altri casi dolorosi, dolorosi per l'economia della zona, dolorosi, soprattutto per i fattori sociali che coinvolgono.
Quindi, il problema dell'industrializzazione, secondo me, o avrebbe dovuto orientarsi in quel senso e naturalmente impostare congruamente i bilanci futuri, o tornare sull'idea, dell'artigianato industriale, se così si può chiamare, tipo decolletage, testé ricordato anche dal Consigliere Fosson.
Casetta (P.C.I.) - Solo una domanda: i contributi previsti in questa legge s'intendono cumulabili con quelli del BIM?
Benzo (D.C.) - Cercherò di essere conciso, breve e chiaro, per fare piacere all'avvocato Caveri.
La legge è chiara, io cercherò di seguire un po', a seconda degli interventi dai quali sono partiti anche, se ho potuto constatare... prendo atto con soddisfazione tutti i consiglieri che sono intervenuti finora si sono espressi d'accordo, su quello che era il fondo della legge. Ringrazio in modo particolare il Consigliere Chamonin di aver centrato quella che è stata la preoccupazione effettiva che abbiamo avuto, non alla fine delle legislatura, ma purtroppo all'inizio di un brevissimo termine di legislatura, di presentare un provvedimento di legge che fosse veramente fondamentale per quello che poteva essere il problema dell'industrializzazione della Valle e della piena occupazione, un programma che, in effetti, rispondeva, sotto certi aspetti, anche se è molto più ampio e di più ampio respiro a quelle che erano le previsioni, chiamiamole così, che in allora erano state fatte dal piano di programmazione regionale, dal piano di sviluppo economico della Regione.
Ciò premesso, rispondo brevemente alle domande precise e cioè: per quanto riguarda la cumulabilità degli interventi essa non è possibile in quanto è prevista nella stessa legge del BIM la non cumulabilità; ciò doveva essere a conoscenza, in quanto era già prevista per la precedente legge... mi permetto di dirlo e di ricordarvelo ancora.
Premesso ancora, fondamentalmente, che queste, se voi leggete, sono modificazioni a quella legge, indubbiamente modificazioni di tale sostanzialità, perché la precedente legge riguardava tout court, un intervento che abbiamo potuto notare che in sei anni si è configurato in una piccola, media azienda, chiamiamola così, per Arnaz, ma non prevedeva un vero piano di sviluppo che era quello che Lei giustamente chiamava il bilancio, ma in allora non potevo ancora rispondere; quando nel marzo, la Giunta regionale ha approvato questa legge che potesse avere il suo iter perché avevamo la grave preoccupazione che gli organi comunitari non ce la approvassero, proprio per quei motivi che sono stati configurati dal Consigliere Chamonin, in effetti abbiamo avuto la grande soddisfazione di vedere che il Ministero degli esteri che, si vede, ha questi contatti permanenti con la Comunità europea, ha risposto che questa legge, esattamente come vi dissi poc'anzi, configura, dice testualmente "trattasi di modificazioni tendenti all'effettiva realizzazione degli stessi fini perseguiti dall'altra legge"; indubbiamente, configurati in un piano di gran lunga superiore; si tratta di investimenti, come voi potete vedere, di 15 miliardi nello spazio di 10 anni.
Noi ci auguriamo che, in vista di quello che è stato predisposto, anche in considerazione di quelle che sono state le idee espresse dai singoli Consiglieri, e la legge stessa ne fa fede, questo intervento configuri, l'arrivo, chiamiamolo così, in Valle, in queste zone di sviluppo, predisposte dal piano, di industrie di notevole importanza, che diano garanzia e sicurezza; e a proposito di quello, e qui rispondo, mi dispiace, Consigliere Manganoni, forse avrà già capito dell'intervento precedente, anche del Consigliere Fosson che, dato che la legge è basata sugli articoli della precedente, l'articolo 4 diventa un caposaldo fondamentale, non sto a risponderLe a tutte le sue domande. Io la faccenda del suggerimento che voi avete portato, sulla questione della... di Germano, prima di tutti da Lei, poi da Fosson che ha detto che era d'accordo, per la questione di legare la legge ai posti di lavoro, permettetemi di dirvi che l'abbiamo esaminata approfonditamente, ne ho discusso anche a Roma di questa questione proprio in sede di Commissione, di comitato di programmazione, ma ad un certo momento non è possibile, non è possibile mettere questo termine, chiamiamolo, fisso, nel dire 10 milioni un operaio, tanto è vero, tanto è vero, ne fa fede, che lo stesso piano di sintesi parla di possibilità di interventi da 6 a 20 milioni, il rapporto diciamo, capitale - uomo.
Ad un certo momento, fissare questo termine, noi abbiamo la possibilità di industrie che ci potrebbero anche consentire, con un miliardo di investimenti, come succederà facilmente per industrie con cui abbiamo contatti, di avere anche 150, 200 operai; quindi, non possiamo legarci; io personalmente ritendo, e con questo sono stato confortato anche dai collaboratori di uffici, l'abbiamo esaminata questa questione di fissare questo termine; mi pare che la considerazione verrà esatta lo stesso, perché, di massima, mediamente riusciremo ad avere questo 120, 150 operai, se queste aziende, indubbiamente se verranno ad effettuare insediamenti, investimenti di un miliardo, e la Regione intenderà e darà come massimo questi 100 milioni, non è detto che li dia.
La decorrenza della legge, per quanto chiedeva... è chiarissima; mi pare che è prevista dall'entrata della data in vigore della stessa.
Per quanto riguarda la richiesta del Consigliere Fosson circa la soppressione dell'ultimo capoverso dell'articolo 2, non sono d'accordo in quanto ho ben precisato il valore e anche il perché è stato messo questo capoverso, cioè che si possa prescindere da quella condizione prevista dall'articolo 5, dell'articolo 4, in quanto, ripetiamo, noi non possiamo prendere che una grande industria, non possiamo pretendere, diciamo meglio, che una grande industria che abbia intenzione di creare una sua succursale validissima e noi vogliamo avere delle industrie sane, ad un certo momento gli si dica, ho fatto il caso della Pirelli, "trasferisca la sua sede fiscale, il suo domicilio, ecc... in Valle d'Aosta"; mi pare che sia una cosa, effettivamente, non sostenibile.
Quindi, per quanto riguarda quella soppressione noi non saremmo d'accordo.
Per quanto riguarda, invece, la richiesta fatta dal Consigliere Casetta, io ritengo che sia esatta; quella forse è la parte più importante, quella che ci deve preoccupare di più e che concerneva quelle preoccupazioni che abbiamo avuto anche noi, delle garanzie, tanto è vero che avevo previsto anche di rivedere questo articolo 4, ma poi, sia i nostri funzionari competenti e la segreteria generale, se voi vedete bene, guardate che abbiamo dei punti molto precisi: sia il preventivo rilascio di atto d'impegno da parte di imprese di assumere lavoro nei costruendi stabilimenti mano d'opera disoccupata, tramite i competenti uffici di collocamento, in conformità delle vigenti norme - preventivo rilascio, sempre da parte delle imprese, di atto d'impegno di riservare a favore della Regione il diritto di prelazione; in caso di vendita degli stabilimenti industriali e dei relativi terreni e pertanto, anche questa è la garanzia, e mi è stato detto che è stato lungamente dibattuto nel 1961/1962, è stato trovato che questo era il massimo che la Regione poteva richiedere come garanzia, cioè avere prelazione sul diritto di vendita dei terreni.
Pagamento rateale, invece, richiesto da Casetta, io concordo, e penso di richiedere, questo emendamento aggiuntivo, all'articolo 4 della legge, all'articolo 5 anzi, il primo comma, metterei un primo comma all'articolo 5 che richiederebbe così: l'ultimo capoverso della lettera d) dell'articolo 4 della legge regionale 21 agosto 1962 n. 20 è modificato come segue: "terza rata a saldo: un anno dopo la data di versamento della precedente seconda rata".
Io ritengo che questo sia effettivamente una cosa che ci garantisse, perché è giusto che i soldi che la Regione determinerà di dare, in base, come ripetiamo, a tutte queste precise documentazioni e addirittura, alla fine quasi della costruzione dello stabilimento, che ci siano queste garanzie; ma mi pare che queste garanzie vadano prese a priori, appunto, in vista, non del piccolo e buon provvedimento, quello che c'era, quello che poteva essere il provvedimento per le piccole industrie, di questi mutui, ma di fronte alla ricerca di nuovi insediamenti, di imprese di altra mole, non perché creino, perché non è nemmeno possibile nel nostro territorio, ma creino delle succursali, oppure la stessa grande impresa, e qui concordo anche con Casetta ma mi permetto di dire che l'ho detto nella relazione, cioè, prevediamo almeno questa possibilità di tipo integrativo di lavorazione che la nostra società principe, la società nazionale Cogne possa fare.
Io su questo vedo, che, insomma, sul problema di fondo siamo d'accordo; per quanto riguarda, ripeto, il merito delle piccole questioni richieste, mi permetto, prima, non accettare la soppressione dell'articolo, dell'ultimo capoverso dell'articolo 2, accettare questa modifica, questo emendamento aggiuntivo all'articolo 4 e, per quanto richiesto ancora da Germano, se la memoria mi sovviene, all'articolo 4 siamo anche qui molto chiari, e infatti ho notato che il Consigliere Fosson anche in questo concordava con il sottoscritto; lasciamo pure quel "di preferenza"; noi sappiamo che avremo un piano di sviluppo economico, questo piano determina già, ha già determinato... e l'avvocato Caveri stesso li ha elencati così bene che si vede che lo ha letto, questo piano, diciamo le zone, diciamo le zone, diciamo, non quelle più grandi di polarizzazione, ma, indubbiamente anche le piccole, ha fatto bene a ricordarle.
Comunque, non dimentichiamoci, le zone industriali previste dal piano sono la piana di Aosta, non Aosta comune, che non ne ha più, ma la piana di Aosta, cioè i comuni limitrofi, Verrès, - cioè quelli esistenti con possibilità ancora di espansione, le zone industriali esistenti, da razionalizzare, sono quelle di Pont-Saint-Martin, e le zone industriali di riserva "Châtillon, Pontey, e indubbiamente io sono con l'Avvocato Caveri, ci sono anche quelle zone di Arnaz, di Champagne - esattamente - molto piccole e con questo mi ricollego anche - e vi devo dire che è stata una preoccupazione, anche mia preoccupazione in questo brevissimo lasso di tempo di prendere contatti con la Savoia e col Sindaco di Sallanches, per questa questione del "décolletage". Non tutto si è potuto fare, non siamo arrivati ancora a configurare esattamente ancora questo problema, ma ritengo che questa legge sia di gran lunga superiore ancora a quella; se si potrà, o chi lo farà, sarà bene che prenda in esame perché si potrà vedere, come reddito integrativo, anche dei nostri artigiani, di renderli artigiani industriali. Stiamo facendo anche in quel campo qualche cosa, ma il problema del "décolletage" penso che sia un problema da esaminare attentamente e se possibili da imitare. Mi dicono che, da quel poco che ho potuto ancora vedere in Savoia ho visto che effettivamente dà delle buone possibilità a chi partecipa a questo tipo di lavorazione.
Ritengo con questo di aver risposto a tutto, mi permetto di dire, chiudendo, che, mi collego forse alla frase che ha detto l'On.le Caveri: non è un drapeau; questa è una legge chiara, una legge fondamentale per l'industrializzazione, se vogliamo chiamarla così, ma per la piena occupazione, se vogliamo essere veramente pensosi a quello che vogliamo arrivare, ai fini sociali a cui vogliamo tendere. Questo è lo spirito con la quale questa legge è stata fatta, la sostanza, ripeto, è configurata in articoli ben precisi, ben chiari, tanto è vero che, come vediamo, sono state pochissime le richieste di modifiche a questa legge.
Caveri (U.V.) - Fosson nous a parlé de décolletage de la Savoie. Il y a vingt jours j'ai eu occasion de visiter les localités où cette industrie du décolletage connaît un certain essor, et j'ai voulu visiter des établissements, en général ce ne sont pas de grands établissements, ce sont de petits établissements, puisque c'est une activité mi-industrielle e mi-artisanale, mais quand on parle d'activité mi-industrielle et mi-artisanale on risque de se tromper quand on interprète ces mots, parce que en réalité c'est de la mécanique de grande précision. Les établissements de décolletage travaillent beaucoup pour les usines qui fabriquent les avions, par exemple, parce qu'ils préparent des parties d'avions, qui servent pour la construction des avions, des parties pour lesquelles est nécessaire une grande précision mécanique.
Vu que dans cette Vallée, dessous Chamonix, du côté de Clusaz, et du côté de Bonneville, depuis un certain temps il y a toute cette activité de décolletage le Gouvernement français a créé une grande école nationale de mécanique de précision où 1100, 1200 élèves arrivent dans cette région de la Savoie, de toutes les zones de la France.
En réalité, cette industrie du décollage c'est un peu greffée sur un certain développement qui dans le passé s'était effectué dans cette partie de la Savoie, dans l'industrie de l'horlogerie; il y avait alors, dans les anciens temps une industrie d'horlogerie à domicile, qui s'était formée, je pense à cause de l'influence et du voisinage avec la Suisse; évidemment l'orientation, mon orientation personnelle qui est plutôt disons, humaniste, ne n'a pas permis de comprendre des choses que j'aurais compris si j'avais compris si j'avais une spécialisation dans la branche industrielle.
Cependant j'ai eu l'impression que ces ouvriers et cettes ouvrières des établissements que j'ai visité, j'ai eu le soupçon pour le moins que ces ouvriers et cettes ouvrières ne sont pas mal exploités, parce que c'est un travail qui rend nécessaire une grande attention et une tension nerveuse particulière, et j'ai remarqué que ces ouvriers et cettes ouvrières avaient un aspect assez minable, disons.
D'autre part, j'ai parlé avec des industriels de cette branche du décolletage qui ne m'ont pas caché leur grande préoccupation pour l'avenir, parce que ces industrielles craignent que le marché commun rendra très difficile pour eux le problème des prix de revient; ces industriels savoyards craignent la concurrence d'autres pays plus préparés qu'eux du point de vue industriel.
Or, j'ai parlé de marché commun, cela doit nous faire comprendre que c'est vite fait de parler de l'industrialisation de la Vallée d'Aoste, mais cela rend nécessaire une étude très attentive sur la qualité des industries que l'on veut voir surgir en Vallée d'Aoste, et malheureusement notre Assessorat à l'industrie et commerce n'a pas les radars suffisants pour identifier quelles sont les industries qui, au fur et à mesure que le marché commun est en train de se développer, sont encore possible dans notre pays.
Alors, c'est toute une étude très sérieuse et très analytique qu'il faut faire; il faut voir quelles sont aujourd'hui les industries qui peuvent encore, disons, d'une manière victorieuse surpasser l'obstacle de la concurrence de pays industriels qui ont de plus grandes traditions industrielles qu'en notre pays et qui sont surtout un outillage qui est plus parfait que le nôtre.
Alors c'est un grave problème; effectivement je pense que pour les administrateurs régionaux, quelle que soit leur couleur, que ce soit la Junte actuelle, que ce soit demain une Junte d'une autre couleur, cependant les administrateurs régionaux se trouvent certainement toujours en de graves difficultés, parce que nous, administrateurs régionaux, n'avons pas ayons le courage d'être, de dire la vérité, nous n'avons pas la préparation peut-être, pour identifier les industries qui sont adaptés pour notre pays, qui sont en relation à tous les problèmes du marché commun, et nous avons vu que les renseignements des banques, aujourd'hui n'ont plus aucune valeur, parce que vous savez très bien que sur le compte de Monsieur Pagella, de la Fera, les banques de Turin et de Milan avaient les meilleurs renseignements, et nous avons vu que ces renseignements n'avaient aucune valeur parce qu'on a pu établir après le désastre, on a pu savoir que Monsieur Pagella, quand il est parti de Turin il était déjà en état de faillite et il était déjà dans cette condition que l'on appelle, dans le droit commercial italien, "stato di cessazione di pagamenti".
Et alors, voyez-vous pas, et général, une grande compétence dans cette matière et nous manquons des organes, des organes qui puissent servir de radar pour identifier quelles sont les industrielles saines, et quelle sont les industries qui ont la possibilité ou de survivre autour, dans ce climat très difficile de la concurrence étrangère, surtout maintenant que les douanes sont en train de s'écrouler avec le marché commun.
Et alors, vous voyez, c'est un problème très difficile, très délicat et il faudra étudier, il faudra demander des conseils et demander des lumières à ceux qui peuvent nous les sonner.
Voilà ce que je voulais dire encore en matière générale, disons, dans ce problème de l'industrialisation.
Manganoni (P.C.I.) - Sarò breve, solo due..., io malgrado la risposta dell'Assessore Benzo sono sempre del parere che il contributo debba esser ancorato, ma all'importo totale, ma al numero degli operai che verrebbero occupati; ad ogni modo...
Poi c'è un altro fatto: il genere delle industrie. Ora, qui la legge non ne parla, forse non sarà il caso di parlarne sulla legge, però è un problema da tenere presente; noi quando arriviamo a Milano dall'autostrada, quando siamo in quella Regione che si chiama Pero, mi sembra, si sentono certi odori, che non ne parliamo; quindi, facciamo in modo che quelle industrie chimiche petrolchimiche, non so cosa sono, che quelle industrie, stiano alla larga della Valle d'Aosta, non solo non dare i contributi, ma addirittura impedirne l'installazione, perché quelle poi rovinerebbero tutto. Quindi questo, io non dico tutte, però teniamo presente questo fattore, dato che la legge non esclude.
Poi, un'altra questione ancora, che è l'ultima: la questione della ricerca delle aree comunali, perché vi sono dei comuni, parlo dei comuni che potrebbero essere compresi nelle zone industriali, si capisce, mica i comuni, mica a Rhêmes, sappiamo, che a Rhêmes, per esempio, non si possono impiantare delle industrie, ma nei comuni che possono rientrare in quelle zone, che possiedono dei terreni comunali, allora noi eviteremmo in questo modo di passare sotto le esose pretese di certi privati che ci farebbero delle speculazioni; se invece noi riusciamo a reperire dei terreni già di proprietà comunali, siamo certi che, ad un prezzo accessibile, e poi non c'è il privato che ci specula.
Germano (P.C.I.) - L'Ing. Benzo è proprio sempre un tipo strano; rubo l'idea all'On.le Caveri che dice che assomiglia molto al Figaro del Barbiere di Siviglia, che dalla sua... aggettivi, soprattutto al superlativo assoluto, non tanto positivo o comparativo, ma soprattutto "chiarissimo"... altro dice "pianissimo", ma Lei "chiarissimo" è sempre chiarissimo. Sì, ma mi dica, di dica solo questo. Come fa a dire questo è un piano, che è scritto lì, di industrializzazione, ma è di piena occupazione, quando poi, immediatamente dopo dice "non è possibile ancorare ai posti di lavoro", come fa? Mah? Se siamo noi che diamo questi contributi, come, chi ci impedisce di ancorarli ad un posto di lavoro, chi ci impedisce questo? Non vedo nessuna, non ho mai visto nessuna amministrazione locale che ha dato dei contributi senza ancorarli ai posti di lavoro; si può essere, non so, più abbondanti, meno abbondanti, valutare di più, valutare di meno, su questo discutere, e io non dico, però, senza ancorarli, non si può, soprattutto quando nella legge si dice "ammodernamento e ampliamento; dice, le aziende ci danno le massime garanzie, perché le garanzie non sono mai garanzie, sono sempre massime garanzie, che, di massima, e mediamente, avremo i cento posti; ma se avremo cento posti in meno, cosa ci viene a dire? Assessore Benzo, se avremo cento posti in meno, cosa potremo dire a questo industriale, a cui abbiamo, dato i 100 milioni, cosa gli potremo dire, niente, perché la legge è fatto così; uno che voglia rammodernare la sua azienda, chiede un miliardo, noi glielo diamo, cosa può dire? Ma se noi glielo leghiamo a dei posti di lavoro è evidente che deve anche preoccuparsi di questo, e il contributo ce lo chiede se a anche questo, e noi glielo diamo se risolviamo quel problema; ma rendiamoci conto di queste cose, sennò, sennò, sa cosa mi sembra, ing. Benzo, mi sembra un po' la leggenda di Narciso, che era talmente bello, talmente perfetto, talmente chiarissimo, che si è innamorato di sé stesso, si è trovato lì sulla vasca a specchiarsi, si è visto, e si è abbracciato ed è annegato nella vasca; finiamo così, finiamo così, talmente bello e perfetto, chiarissimo che si va a finire così.
Io, ad ogni modo penso che qui non facciamo delle cose tanto per farle, e non possiamo dare dei contributi se non li leghiamo a dei posti di lavoro. Io per la discussione generale non avrei più niente da dire, e porterò i due emendamenti al Presidente.
Montesano (P.S.D.I.) - Bene, guardi, io col suo intervento chiuderei... con suo intervento vorrei chiudere la discussione.
Benzo (D.C.) - ... almeno così, in linea generale, d'accordo con l'avvocato Caveri, su quello che ha voluto dire, su quello che sarà stato lo studio analitico che deve essere fatto eventualmente su questa industria che può essere ancora concorrenziale, questo è un principio importante, indubbiamente. Manganoni, d'accordo anche nel tenere presente i tipi, si ricollega poi a quanto ha detto l'avvocato Caveri, i tipo di industria, ma; nella mia relazione iniziale avevo detto anche questo, i tipi di industria nell'insediamento di questi poli industriali, chiari che se potremo intervenire per i solo terreni comunali, cioè terreni pubblici, sarà tutto di guadagnato, e per quanto riguarda l'altra questione finale, non pigliamo in esame perché ci sono troppe regioni a Statuto speciale che questi interventi hanno fatto. Comprate l'ultimo numero di Epoca, vi renderete conto di quello che ha fatto il Friuli Venezia Giulia in questo settore, in questi interventi, e senza alcun legame, indubbiamente a questi posti di lavoro.
Germano (P.C.I.) - ... questo... ci sia, perché non c'è nessun provvedimento che non sia legato ai posti di lavoro; io non dico la misura, però, non c'è nessun provvedimento per l'incentivazione per l'industrializzazione che non sia legato a questo.
Manganoni (P.C.I.) - ... prendiamo il regolamento del BIM che regola queste sovvenzioni qui del BIM, è ancorato, non già all'importo, ma è ancorato al numero dei posti di lavoro... e quel regolamento, certamente è stato fatto bene...
Fosson (U.V.) - ... ai posti di lavoro, se noi lasciamo l'articolo 2 così come è messo, così come è messo, noi possiamo tranquillamente spendere 10 milioni per l'ammodernamento o il trasferimento di uno stabilimento, senza ottenere un posto di lavoro di più, anzi, ottenendo una riduzione; quindi in questo caso la legge otterrebbe l'effetto contrario di quello che si prevede di ottenere; quindi, ad un certo momento, bisogna pur vedere, io non ho detto, quando ho detto "ancoramento" ai posti di lavoro, e Lei ha risposto dicendo "non sappiamo", perché alle volte ci sono 10 milioni per posti di lavoro, alle volte 20; io non discuto su questo, c'è effettivamente una certa elasticità, ma bisogna che noi, modificando una legge che esiste e volendo aumentare il contributo, dobbiamo avere la sicurezza, non l'esattezza di avere, se noi diamo 100 milioni e calcolare i 10 milioni al posto, o i 20 milioni o i cinque, però avere la sicurezza che ci sia un miglioramento in posti di lavoro, quindi da un certo plafond in su che ci sia una garanzia, perché altrimenti noi possiamo trovarci domani proprio con l'applicazione della legge, ad avere meno posti di lavoro di quello che avevamo prima, e qui basta vedere l'articolo 2, l'ampliamento, e se c'è un ampliamento si può presumere che ci sia anche un aumento di posti di lavoro, non sempre l'ampliamento vuole dire aumento di posti di lavoro, ma per quanto concerne l'ampliamento, in genere dovrebbe esserci l'aumento dei posti di lavoro; ma poi l'ammodernamento e il trasferimento di stabilimenti industriali già esistenti nel territorio della Valle, ora l'ammodernamento...
Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Fosson, guardi che questa discussione è stata fatta, è stato presentato un emendamento per i posti di lavoro, quindi non ripetiamo una discussione che per i posti di lavoro è stata fatta da Germano; ha presentato l'emendamento e l'emendamento è qui, quindi l'illustrazione l'ha fatta Germano, e io non vorrei che Lei si ripetesse, si ripetesse su un argomento che è stato già presentato come emendamento. Io voglio leggere così, perché Lei sappia, ecco, dice questo: emendamento all'articolo 2, secondo comma. L'importo dei contributi previsti dal presente articolo verrà erogato, purché comportino un proporzionale aumento dei posti equivalenti ad un milione di contributo per ogni posto di lavoro.
Poi c'è, all'altro comma, "i contributi non potranno superare la somma di Lire 100 milioni per ciascuna impresa industriale." Mi sembra che questo dica lo stesso di quello che è sulla legge. Quindi, perciò, questo emendamento è stato presentato, se Lei crede di...
Fosson (U.V.) - D'accordo, io mi ricollego a quell'emendamento, senz'altro, però, siccome un momento a l'Ingegnere Benzo, rispondendo ha detto che non è possibile ancorare i posti di lavoro, mi permettevo di rompere ancora una lancia in questo senso, mettendo in evidenza che non è un capriccio questo, e rispondendo a quanto aveva detto dell'ammontare esatto del costo di un posto di lavoro, noi non ci formalizziamo e vedo che l'emendamento che è stato presentato, parla di proporzionale aumento dei posti, quindi lascia quell'elasticità, ma vorrei solo fare rilevare ancora una volta, eventualmente prima della votazione dell'emendamento, che lasciando l'articolo 2, così come è, noi potremmo avere l'ammodernamento e il trasferimento di stabilimenti industriali già esistenti nel territorio della Valle d'Aosta, quindi con l'ammodernamento, in genere vuole dire diminuzione di posti, salvo che ci sia l'ampliamento, e allora non è sempre detto che ci sia l'aumento di posti anche con l'ampliamento, e il trasferimento, il trasferimento, non è detto, non dice niente di dover aumentare i posti di lavoro, perché se una industria che si trova ad Aosta va ad un certo momento nella zona industriale che sarà creata non so, a Chambave e ha qui 10 operai, fa il suo trasferimento e può avere i 10 operai, però, con la dizione letterale se c'è qui all'articolo 2, ha diritto ad avere il contributo, anche senza aumentare di uno il posto di lavoro, se non ci si garantisce nell'altro senso.
È questo, e siccome il Consigliere Germano ha anche presentato un emendamento per la parte dell'articolo 4 e, con quell'emendamento si verrebbe un po' a precisare che questi contributi si danno per le industrie che vanno ad insediarsi nelle zone che saranno previste dal piano pluriennale, io aggiungerei allora un altro emendamento, che mi permetto di dare al Presidente, cioè, marcherei un po', se viene condiviso quel concetto che abbiamo accennato, del décolletage che fuori delle zone industriali previste dal piano regionale pluriennale di sviluppo, le provvidenze regionali dovranno essere indirizzate ad incoraggiare il sorgere di piccole industrie specializzate nel lavoro di décolletage, in maniera che ci sia una affermazione anche nella legge in questo senso.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora, io desidererei domandare all'Assessore Benzo se questi emendamenti hanno la possibilità di essere accolti per cui alcune proposte sono anche, insomma, da valutare con una certa obiettività e quindi, è bene che l'Assessore all'Industria avanzi anche il suo pensiero sull'accoglimento oppure no, di questi emendamenti.
Benzo (D.C.) - ... articolo 1 niente, articolo 2, non accettabile la soppressione dell'ultimo comma. Per quanto riguarda anche il secondo capoverso, mi sono consultato anche un po', resterebbe come sta, senza l'accettazione dell'emendamento, non so se aggiuntivo o sostitutivo.
All'articolo 3 l'emendamento presentato dal Consigliere... cioè, l'articolo due rimane come sta e giace.
Montesano (P.S.D.I.) - Cioè, Lei non accetta l'agganciamento ai posti di lavoro...
Benzo (D.C.) - Articolo 3...
Casetta (P.C.I.) - ...Ingegnere... se l'Ilssa Viola chiede di rammodernare, noi gli diamo 100 milioni, per un investimento di un miliardo, e scarica 100 operai, noi cosa facciamo?
... (discussione generale)...
Benzo (D.C.) - I contributi possono, essere concessi... Vorrei ben vedere che con la legge si partisse già così; qui è la Regione che deciderà e, indubbiamente, se ci troveremo di fronte a delle situazioni di quel genere, che mi pare siano portate veramente al limite... comunque, è tutto subordinato alle decisioni della Regione.
All'articolo 3, le aree di terreno, l'emendamento del Consigliere Lustrissy che dice "le aree di terreno da assegnare saranno valutate al prezzo di acquisto, maggiorato della quota parte delle spese sostenute per la dotazione di infrastrutture"; d'accordo coì perché effettivamente...
All'articolo 4, io proporrei una correzione che può venire incontro a quello che voi dite, e cioè potremo dire "le provvidenze regionali previste ai precedenti articoli saranno concesse di preferenza alle aziende industriali che daranno garanzia di una maggiore occupazione e che attueranno le iniziative di sviluppo industriale indicate nell'articolo 2.
Quindi... poi c'è solo una correzione da richiedere per una errata battitura: all'articolo 6...
Montesano (P.S.D.I.) - ... bene, dopo quando si passerà agli articoli, poi bisogna coordinare un po', vedere in ordine, e proporle al Consiglio.
Caveri (U.V.) - Volevo fare una modestissima osservazione e cioè, senza parlare dell'Assessore Benzo di articolo 2, di articolo 3, di articolo 4, ma io vorrei sapere se è già cominciata la discussione sugli articoli...
Montesano (P.S.D.I.) - Siccome l'hanno fatto tutti, non è cominciata, ma tutti i Consiglieri hanno fatto osservazioni sugli articoli e quindi è continuata così, allora, riordinando l'articolo 1, rimane quello che è; allora, al Consigliere Caveri...
Caveri (U.V.) - Io sono un po' arrabbiato con il Consigliere Germano perché gli ho fatto delle confidenze e lui le ha spiattellate in pubblico, ma visto ormai che questo non è più una notizia segreta adesso che discutiamo degli articoli uno a uno, io devo chiedere dei chiarimenti all'Assessore Benzo, il quale veramente rassomiglia molto a quel personaggio di Figaro del Barbiere di Siviglia, il quale, con quelle cravattine che sono conosciute da tutti dice: "tutti vogliono, tutti mi chiamano, tutti mi vogliono, qui la barba, qui la parrucca", e poi dice "bravo, bravissimo, fortunatissimo"; invece, Benzo dice chiaro, chiarissimo, però sono sempre dei superlativi, e questi superlativi li pronuncia molto facilmente, perché evidentemente il nostro Benzo è un ottimista tutto facile, tutto chiaro, tutto chiarissimo, bravo, bravissimo fortunatissimo!
Beh, adesso, dopo questi spunti e queste reminiscenze poetico musicali, passiamo all'articolo 1.
Io chiedo dei chiarimenti in relazione all'articolo 1, che mi permetto di collegare all'articolo 2, perché qui, questa direzione non è chiara chiarissima, sarà fortunatissima, ma non è chiara chiarissima, perché l'articolo 1 dice "i contributi straordinari previsti dalla legge regionale 21 giugno 1962, n. 20 per l'acquisto di terreni destinati all'impianto di nuovi stabilimenti industriali, possono essere concessi anche alle imprese che intendono provvedere all'ampliamento e al trasferimento di stabilimenti industriali già esistenti in Valle d'Aosta"; questo è l'articolo 1.
Poi si dice, all'articolo 2: "è autorizzata la concessione..."
Montesano (P.S.D.I.) - Articolo 1, avvocato Caveri, articolo 1.
Caveri (U.V.) - Sì, lo so, ma l'articolo 1 sono obbligato a metterlo in relazione con l'articolo 2, perché io devo chiedere dei chiarimenti, perché mi pare che il voler separare due articoli diversi, delle cose che sono molto rassomiglianti, non mi sembra che sia un sistema chiaro, chiarissimo, di esporre delle cose... mi permetta... io non faccio la discussione generale, anche se parlo del Barbiere di Siviglia, non è questa discussione generale; e allora, l'articolo 1? Mi pare che non può non essere esaminato in relazione all'articolo 2, il quale articolo 2 dice: è autorizzata la concessione di contributi straordinari ai sensi della legge regionale 21 agosto 1962 n. 20, anche nelle spese per la costruzione di nuovi stabilimenti industriali e per la trasformazione, l'ampliamento, e l'ammodernamento e il trasferimento di stabilimenti industriali già esistenti nel territorio della Valle d'Aosta, sino all'ammontare massimo del 10% delle spese ammesse ed effettivamente sostenute.
Io avevo notato altresì che l'ultimo comma era incomprensibile, perché nell'ultimo comma si diceva: "si potrà prescindere dalla concessione prevista dal capoverso, ecc..."; questo comma era, con quella dizione, assolutamente incomprensibile e sembrava che non si usasse in modo proprio la lingua italiana, ma mi pare che il chiarimento ultimo dell'Assessore Benzo, il quale ha precisato che si potrà prescindere dalla condizione prevista, questa correzione dell'Assessore Benzo rende più facile la comprensione di questo comma.
Sul merito, però, di questo comma, di questo ultimo comma, noi non siamo affatto d'accordo, perché ci sembra che sia male distaccarsi da quella condizioni di cui alla lettera c) dell'articolo 4 della legge regionale 21.8.1962, n. 20, per cui io credo che noi, nevvero, Fosson, dobbiamo presentare un emendamento soppressivo di questo, comma, perché questa condizione della lettera c) dell'articolo 4, della legge del 1962, questa condizione dovrebbe rimanere come ci riserviamo di dimostrare più oltre nella nostra esposizione.
Comunque, io mi domando se non sarebbe meglio di studiare insieme la possibilità di concentrare l'articolo 1 e di fonderlo con il primo comma dell'articolo 2, perché allora, la comprensione di questi due articolo oggi staccati sarebbe più agevole.
È vero che nell'articolo 1 si parla di contributi straordinari per l'acquisto di terreni destinati all'impianto di nuovi stabilimenti e che possono essere spesi anche per stabilimenti già esistenti e che debbono essere ampliati; di questo io ne do atto che nel primo si parla di contributi necessari per l'acquisto di terreni, mentre nell'articolo 2 si parla di concessione di contributi straordinari, ai sensi sempre della solita legge, anche nelle spese per la costruzione di nuovi stabilimenti industriali e per la trasformazione, ampliamento, ammodernamento, trasferimento, ecc, ecc, e si ripetono le stesse espressioni di cui all'articolo 1.
Quindi, io chiedo, e suggerisco, cioè, chiedo all'Assessore Benzo se sarebbe possibile studiare un articolo che fonda l'articolo 1 e l'articolo 2, con una formula che potrebbe essere chiara, questa volta.
Benzo (D.C.) - Gli uffici e la Segreteria generale che hanno rivisto la legge, è molto chiara così.
Montesano (P.S.D.I.) - Dunque, passiamo alla discussione degli articoli, sui quali io richiamerò gli emendamenti che sono stati presentati e che porterò alla votazione, man mano che verranno all'esame degli articoli stessi.
Articolo 1 - Altre osservazioni?
Caveri (U.V.) - L'Assessore Benzo ha accettato la proposta di fusione dei due articoli?
Montesano (P.S.D.I.) - Osservazioni? Chi è favorevole alzi la mano.
Ripetiamo, chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva con 31 voti.
Articolo 2: Allora qui bisogna che ci armiamo di altri occhiali per - Articolo 2 c'è un emendamento del Consigliere Germano, un emendamento aggiuntivo, mi pare - Secondo comma, là dove dice "l'importo dei contributi previsti..." viene modificato così dall'emendamento Germano: "l'importo dei contributi previsti nel presente articolo verrà erogato, purché comporti un proporzionale aumento dei posti... 1 milione di contributo per ogni nuovo posto di lavoro; i contributi non potranno superare la somma di Lire 100 milioni per ciascuna impresa industriale".
Caveri (U.V.) - ... poi tagliato fuori, perché l'esperienza ci insegna che... (Montesano: no, ma lei scavalca...) ...No, non scavalco niente; no, io voglio solo che il Dr. Montesano mi assicuri di questo, che possiamo poi sempre discutere e votare la soppressione dell'ultimo comma. Comunque, per evitare sorprese, io, cioè non io, noi domandiamo la soppressione dell'ultimo comma dell'art. 2.
Montesano (P.S.D.I.) - Guardi, io ho segnato qui, Consigliere Caveri; Consigliere Fosson domanda emendamento soppressivo terzo comma art. 2... (Caveri: ...quindi sarà messo ai voti...) ...Lo ha domandato il Consigliere Fosson, quindi lo metterò ai voti.
Caveri (U.V.) - Ma posso illustrare la necessità di questa soppressione? Ecco.
Allora se mi consente io illustro questa necessità... (Montesano: ...brevemente, eh?) ...Brevemente, ma io non so perché lei fa... fa proprio a me quella... io sono sempre sintetico come l'acqua ossigenata.
Dunque l'articolo... cioè la lettera c) dell'articolo 4 della legge del 1962 sulle zone industriali, cioè sui nuovi stabilimenti industriali in zone economicamente depresse della Valle d'Aosta dice, prevede questa condizione, è vero, Ing. Benzo? E la condizione è questa: "preventivo rilascio di atto di impegno da parte delle imprese industriali di stabilirsi e mantenere la sede ufficiale, tecnica e commerciale e domicilio legale in Valle d'Aosta".
E detto questo è detto tutto; perché noi ci siamo sempre battuti per ottenere il riparto sulle imposte delle industrie che hanno stabilimenti e centrali in Valle d'Aosta, se noi rinunciamo a questa posizione delle lettera c), noi rinunciamo a qualche cosa che per noi ha una importanza enorme, per molte ragioni, tra le quali anche la ragione fiscale, la ragione della ripartizione delle imposte tra Stato e Regione.
Quindi a me pare un non senso rinunciare a una posizione di cui alla lettera c).
Montesano (P.S.D.I.) - Avvocato Caveri, stavamo parlando, e stavamo votando l'emendamento di Germano; lei è passato al terzo che dovevamo votare, pure quello di Fosson; perciò io dico, non lo scavalcavo affatto perché mi ero fermato all'emendamento Germano. Allora io metto ai voti...
Germano (P.C.I.) - ... cioè che questo emendamento è l'emendamento qualificante della legge. Se la legge... (Montesano: ...va bene, lo mettiamo ai voti) ...Permetta, permetta, io posso illustrare, non voglio fare perdere tempo; ho detto tre minuti, due secondi... è qualificante per la legge; se non viene approvato questo, è evidente che noi ci accingiamo solo a dare dei contributi all'industriale, e quindi lo spirito della legge viene alterato.
Perciò chiedo la votazione segreta sul mio emendamento, a nome di Manganoni, Casetta, Barone ecc...
Montesano (P.S.D.I.) - Va bene, allora si procede alla distribuzione delle palline.
Risultato della votazione: contrari 17; il Consiglio respinge.
Caveri (U.V.) - Io propongo, oltre a quell'emendamento soppressivo che lei sa, propongo un emendamento aggiuntivo che ora la prego di scrivere... no, no, "i contributi predetti..." (Montesano: ...ma quale articolo?) Al 2 no? (Montesano: ...no, lo stiamo votando) E beh, io allora propongo un nuovo articolo 3 che dice: "i contributi predetti saranno concessi...". Ma insomma io ho la parola, lasciatemi parlare... (Voce di Montesano) Io propongo un nuovo articolo 3.
Montesano (P.S.D.I.) - Avvocato Caveri, io respingo l'emendamento all'art. 2. Se l'Avv. Caveri propone un nuovo articolo 3 aggiuntivo, non lo posso impedire. Ecco. Avanti. (Voce di Caveri) Lo proporrà, Avvocato Caveri, lo proporrà dopo aver finito l'articolo 2, perché per l'articolo 2 non glielo accetto.
Caveri (U.V.) - Ma un momento, tanto per intenderci. L'emendamento soppressivo è stato votato?
(Montesano: no, l'emendamento soppressivo...) Va bene, allora per quanto dica il Sig. Lustrissy, io proporrò il nuovo articolo 3, e su questo sono d'accordo col Dr. Montesano.
Montesano (P.S.D.I.) - Va bene, io non posso impedirglielo, però, le dico che l'emendamento soppressivo, devo metterlo ai voti se cade l'articolo, cioè cade l'inciso quando... è vero così, è vero? Io posso mettere ai voti il soppressivo dopo la caduta dell'articolo, se l'articolo non cade, l'inciso soppressivo non viene votato. Almeno questo è il regolamento. D'accordo?
Allora, sull'articolo 2 non ci sono più emendamenti aggiuntivi; quindi io metto in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole alzi la mano, così come è stabilito dal... Contrari? Risultato della votazione... rifare.
Allora, favorevoli 18, contrari 14, astenuti 1. Il Consiglio approva. L'emendamento Fosson cade.
Allora articolo 3. È regolare, no?
Caveri (U.V.) - Dunque, l'articolo 3 è questo: "I contributi predetti di cui agli articoli 1 e 2 saranno concessi dalla Giunta regionale sentito il Consiglio regionale".
Perché presento questo articolo? Perché il difetto di questa legge è di rimettere tutto il problema della concessione di contributi straordinari per le industrie a chi? Alla Giunta regionale.
Ora questo è un assurdo, perché? Abbiamo visto come questo problema è grave e delicato, come occorra un'istruttoria, come occorra avere delle conoscenze, come bisogna preoccuparsi della questione competitiva della concorrenza. E allora ci pare che non è male che questi contributi straordinari siano decisi bensì dalla Giunta regionale, ma sentito il Consiglio regionale, il quale può apportare dei lumi per quanto modesti, saranno dei piccoli lumini ad olio, ma insomma non respingete questa piccola collaborazione dei nostri lumini.
Montesano (P.S.D.I.) - Va bene, allora lo metto ai voti, lei ha letto... Fournier per favore il testo.
Questo lo chiamiamo emendamento di articolo aggiuntivo.
Benzo (D.C.) - Volevo dire all'Avv. Caveri che è già precisato nella legge stessa che è il Consiglio regionale che delibera, non sentito. Si legga la legge: "ai sensi della legge 1962, l'articolo 3...".
Montesano (P.S.D.I.) - Si lasci mettere in votazione, perché altrimenti poi andate per le lunghe... sì, con le votazioni, se il Consiglio accoglie, accoglie, se no... l'articolo 3; poi se viene approvato, l'articolo 3 diventa articolo 4. Chi è favorevole alzi la mano; contrari? Astenuti? Risultato: favorevoli 14, contrari 19; il Consiglio respinge.
Allora il vecchio articolo 3 rimane articolo 3.
A questo articolo 3 c'è un emendamento, mi pare del Consigliere Lustrissy, il quale propone che venga aggiunto a quale posto, per favore, vuol precisare ancora... Alla parola "maggiorato" va aggiunto "della quota parte per l'urbanizzazione". (Voce: ...no, della quota parte delle spese sostenute...)
Articolo 3: bisogna dettarlo, allora.
Benzo (D.C.) - Dunque allora: le aree di terreno da assegnare saranno valutate in base al prezzo di acquisto maggiorato, e qui c'è un inciso, della quota parte delle spese sostenute per la... c'è un inciso: della quota parte... (Montesano: ...è una modifica dell'articolo).
Montesano (P.S.D.I.) - Lo accoglie Lei? (Benzo: ...io sì) Va bene, allora lo mettiamo ai voti, così senza fare una votazione a parte, perché non è una aggiunta, è una modifica, è una piccola modifica a una parola.
Allora chi approva alzi la mano, l'articolo 3? Contrari? Astenuti? Risultato della votazione: maggioranza 17, favorevoli 33. Il Consiglio approva all'unanimità.
Qui abbiamo l'articolo 4, degli emendamenti del Consigliere Germano e dell'Assessore Benzo; emendamento del Consigliere Germano, seconda riga dell'articolo 4, alla parola "concesse" oltre che "alle aziende esistenti che intendano ammodernare e ampliare i loro stabilimenti ed anche alle aziende che attueranno..." poi continua.
Germano (P.C.I.) - Chiedo solo la votazione segreta.
Montesano (P.S.D.I.) - Risultato della votazione; favorevoli 16, contrari 17. Il Consiglio respinge.
Allora prego i Signori Consiglieri di prendere nota che c'è una modifica all'articolo proposta dall'Assessore.
Nella seconda riga, dopo la parola "che", "alle aziende industriali che..." bisogna aggiungere "daranno garanzia di maggiore occupazione e che attueranno le iniziative ecc. ecc."
Preciso così?
Allora l'articolo così... al secondo rigo dopo "industriali", "daranno garanzia di una maggiore occupazione" e poi continua "e che attueranno le iniziative di sviluppo industriale".
Allora chi è favorevole all'articolo così modificato alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva con 33 voti.
Articolo 5.
Montesano (P.S.D.I.) - All'articolo 5 c'è un emendamento del Consigliere Fosson e poi c'è una modifica... siccome è un emendamento aggiuntivo lo mettiamo ai vori prima dell'articolo.
L'emendamento all'articolo 5 presentato dal Consigliere Fosson dice (a che punto bisogna aggiungere questo "fuori dalle zone industriali"?) ah! Vuole proporre un articolo nuovo.
Allora, dopo l'articolo 4 c'è la proposta di un articolo nuovo, che si chiamerebbe 5, fatta dal Consigliere Fosson, che dice questo: "fuori dalle zone industriali, previste dal piano regionale, pluriennale di sviluppo, le provvidenze regionali dovranno essere ad incoraggiare il sorgere di piccole industrie specializzate nel lavoro di colletage".
Allora, chi è favorevole all'articolo alzi la mano. Contrari? Astenuti?
Risultato della votazione: favorevoli 15, contrari 18; il Consiglio respinge.
L'articolo 5 porta una modifica presentata dall'Assessore Benzo che dice questo: all'ultimo capoverso della lettera d) dell'articolo 4... ma scusi, Assessore Benzo, guardi, l'art. 5 ha un rigo e mezzo, me lo dica lei dove bisogna aggiungere questo.
Benzo (D.C.) - ... all'ultimo capoverso della lettera d) dell'art. 4 della legge regionale 21 agosto 1962, n. 20 è modificato come segue: "terza rata a saldo: un anno dopo la data di versamento della precedente seconda rata". Primo comma dell'art. 5.
Montesano (P.S.D.I.) - Dopo viene quello che è scritto: le norme della presente legge andranno in vigore nel periodo dal gennaio del 1968 al 31 dicembre 1977.
Mettiamo in votazione questo... consigliere Fosson.
All'articolo 5, viene aggiunto un capoverso che diventa primo, quell'attuale diventa secondo. (Voce di Fosson).
L'ultimo capoverso della lettera d) dell'art. 4 della legge regionale 21 agosto 1962 n. 20 è modificato come segue: "terza rata a saldo: un anno dopo la data di versamento della precedente seconda rata".
Così modificato, l'articolo viene messo ai voti.
Chi è favorevole alzi la mano. (Caveri: ...voi ce le respingete tutte le nostre). Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva con 33 voti all'unanimità.
Un attimo, mi pare che non ci sono più emendamenti.
Articolo 6.
Benzo (D.C.) - Dove dice: lire 50.000.000: in lire 100 milioni, sono approvate nella parte Spesa del bilancio, lire 100 milioni, per il primo anno del 1968.
Germano (P.C.I.) - Dove li piglia?
Benzo (D.C.) - ... nella legge in corso di approvazione, e gli altri dal capitolo 283.
Germano (P.C.I.) - ... milioni, e cinquanta li prendiamo... erano...
Benzo (D.C.) - Erano già stato destinati nell'ultimo allegato della legge, f), e lo conferma il Segretario Generale e il Ragioniere capo. Questo è stato un lapsus. Guardi che questa è rispondenza di quanto detto dal Consigliere Segretario e dal ragioniere capo.
Germano (P.C.I.) - Il 283, come diventa allora; diventa 200... 283 del nostro bilancio è 150; nella legge... (Benzo: legga tutto, legga tutto).
Benzo (D.C.) - Per il finanziamento delle spese derivanti a carico della Regione nell'applicazione della presente legge per l'anno finanziario 1968, previste e autorizzate in lire 100 milioni. Questo per la legge. Sono approvate le seguenti variazioni, della parte spesa del bilancio di previsione, per l'anno 1968, e cioè la diminuzione del capitolo di spesa 283 è modificata come segue: "spese e contributi, concorsi in spese ecc. di... lo stanziamento annuo del predetto capitolo di spesa è aumentato di 50 milioni". Una cosa è l'aumento che si fa sul capitolo, e una cosa è la destinazione dei fondi per la legge. Quindi va a 200 milioni, in parole povere, questo capitolo, di cui 100 per questa legge e 100 per...
Germano (P.C.I.) - Ah ecco, allora in questo capitolo deve essere per due cose. Posso chiedere spiegazioni, soprattutto perché si cambia quello che c'era qui; prima non capivo bene.
Montesano (P.S.D.I.) - Altre osservazioni? Chi è favorevole alzi la mano. Allora Assessore Benzo, dia ancora una piccola spiegazione... (Voci confuse)
Fosson (U.V.) - Praticamente c'è già sotto al punto b) che si va a 200 milioni.
Germano (P.C.I.) - ... Io volevo chiedere però una spiegazione sulla cifra che ha detto lei, Ing. Benzo, prima. Aveva detto: con questa legge si prevedono in cinque anni stanziamenti per 15 miliardi... mi permetta, ho detto...
Benzo (D.C.) - Non in cinque, va al 1977, se lei legge. Ma insomma questa legge l'avete letta? (Germano: per dieci anni, 100 milioni, fanno... non quindici) No scusi, se lei ... sono 150 milioni all'anno per nove anni, fa un miliardo 450 milioni.
Cento milioni per il primo anno, Consigliere Germano, permetta; se va a leggere avanti, legge... ne parliamo poi all'articolo 7? Legga l'articolo 7 e poi vedrà.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva con 33 voti all'unanimità.
Articolo 7.
Il Consiglio approva con 33 voti.
Articolo 8 - Il Consiglio approva.
Si passa alla votazione a scrutinio segreto.
Risultato: favorevoli 31, contrari 2. Il Consiglio approva.
Allora si passa all'esame dei numeri susseguenti.
La parola all'Assessore Balestri.
