Oggetto del Consiglio n. 220 del 6 dicembre 1968 - Verbale
OGGETTO N. 220/68 - Legge regionale concernente provvidenze a sostegno di iniziative di cooperative di produttori agricoli per la valorizzazione di prodotti agricoli e zootecnici.
La necessità di favorire il sorgere, lo sviluppo ed il funzionamento delle Cooperative agricole è ormai universalmente riconosciuta e non richiede ulteriori giustificazioni, specie nelle Regioni montane, come la Valle d'Aosta, dove le modeste dimensioni aziendali ed i fenomeni di polverizzazione e frammentazione fondiaria assumono i ben noti aspetti patologici.
L'Amministrazione Regionale ha già approvato ed applica numerosi provvedimenti intesi ad incoraggiare l'installazione, da parte delle Cooperative, di attrezzature fisse o mobili, specie nel settore della lavorazione, trasformazione e vendita dei prodotti agricoli.
Anche le leggi statali 2 giugno 1961 n. 454 e 27 ottobre 1966 n. 910 prevedono interventi statali in questo settore.
L'Amministrazione Regionale non aveva, invece, ancora approvato un provvedimento legislativo recante provvidenze intese a favorire la buona gestione delle Cooperative agricole, dei loro Consorzi e delle Associazioni di produttori agricoli.
Il provvedimento legislativo proposto vuole appunto colmare questa lacuna che, con il sempre maggiore sviluppo assunto dalle Cooperative agricole, si rivelava più grave.
Un intervento nelle spese di gestione riguardanti le operazioni di raccolta, conservazione, trasformazione e vendita dei prodotti agricoli si rende necessario al fine di assicurare il buon funzionamento delle Cooperative stesse e metterle al riparo dai continui assilli di carattere finanziario cui vanno periodicamente ed inevitabilmente soggette.
L'intervento alleggerisce pesanti impegni che non possono essere rimandati senza pregiudicare l'assolvimento dei compiti affidati alle Cooperative. D'altra parte, il provvedimento torna a beneficio di tutti i soci e valorizza le produzioni fondamentali della Regione sulle quali è basata l'economia agricola.
L'azione si manifesterà in modo capillare e porrà l'agricoltura locale in migliori condizioni competitive verso altre economie agricole, che hanno minori oneri, sia nel campo nazionale che in quello dell'area del Mercato Comune.
D'altro canto, l'aiuto finanziario contribuirà ad accrescere o a ridare fiducia nel movimento cooperativo e consentirà di gestire meglio impianti esistenti per i quali la Regione e lo Stato sono precedentemente intervenuti con contributi in conto capitale ed in conto interessi.
Il disegno di legge si prefigge anche di regolamentare in modo organico e definitivo un settore nel quale le ricorrenti necessità (connesse con periodi di crisi del mercato o di difficoltà temporanee delle Cooperative) consigliavano l'Amministrazione Regionale a intervenire con provvedimenti temporanei, di carattere straordinario e, pertanto, sovente frammentari e non coordinati.
Si aggiunge, infine, che l'esigenza sentita in questa Regione è stata avvertita anche in campo nazionale, tanto che il legislatore statale ha ritenuto di intervenire mediante apposite norme della legge del Primo Piano Verde e poi, più compiutamente, della legge del Secondo Piano Verde (Legge 27 ottobre 1966 n. 910).
Il disegno di legge regionale che viene ora presentato, mentre tiene conto delle citate provvidenze già in vigore, intende essere più specifico ed aderente alle particolari necessità locali, legate al tipo di organizzazione agricola tradizionale della Regione Valdostana, totalmente montana.
Il proposto provvedimento legislativo, intervenendo sull'intera spesa di gestione delle Cooperative che attuano le citate operazioni sui prodotti, farà sentire le sue benefiche ripercussioni anche nell'importante settore della valorizzazione, sui mercati, dei principali prodotti caratteristici o tipici della Regione; azione questa che, come l'esperienza di questi ultimi anni ha dimostrato, si va rendendo sempre più indispensabile per consentire un buon collocamento dei prodotti agricoli sui mercati.
In merito al proposto disegno di legge in esame hanno espresso parere favorevole, nella seduta dell'11 novembre 1968, la Commissione consiliare per l'Agricoltura e la Commissione consiliare per gli Affari Generali e le Finanze.
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DISEGNO DI LEGGE REGIONALE
REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA
Legge regionale .............. 1968 n. ..............: Provvidenze a sostegno di iniziative di cooperative di produttori agricoli per la valorizzazione di prodotti agricoli e zootecnici.
Il Consiglio Regionale ha approvato.
Il Presidente della Giunta Regionale
PROMULGA
la seguente legge:
Art. 1
La Giunta Regionale è autorizzata a promuovere e favorire iniziative destinate alla valorizzazione, alla difesa economica e alla commercializzazione dei principali prodotti agricoli e zootecnici mediante la concessione di contributi, nelle spese per operazioni collettive di raccolta, conservazione, lavorazione, trasformazione e vendita dei citati prodotti effettuate da Cooperative agricole e dai loro Consorzi limitatamente alle produzioni dei loro soci.
Art. 2
Gli interventi finanziari previsti dalla presente legge debbono essere inclusi nel piano della programmazione economica regionale.
Per poter essere ammesse alla concessione dei contributi previsti dalla presente legge le Cooperative agricole ed i loro Consorzi devono essere regolarmente costituiti con atto pubblico.
Art. 3
Le Cooperative agricole ed i loro Consorzi possono beneficiare delle provvidenze previste dalla presente legge purché le operazioni di raccolta, conservazione, lavorazione, trasformazione e vendita di prodotti agricoli e zootecnici da effettuare rivestano notevole importanza e siano idonee a determinare un sensibile miglioramento della organizzazione di mercato e della valorizzazione dei prodotti agricoli e zootecnici locali.
In ogni caso tali operazioni devono assumere carattere collettivo ed estendersi alla maggior parte della zona o delle zone nelle quali si attuano le produzioni agricole e zootecniche oggetto delle operazioni stesse.
Le operazioni da effettuare devono riguardare esclusivamente le principali e fondamentali produzioni agricole e zootecniche locali, aventi rilevante importanza per la economia agricola della Valle di Aosta.
In particolare, le Cooperative che operano nel settore lattiero-caseario, per beneficiare delle provvidenze di cui alla presente legge devono attuare le operazioni indicate nell'articolo 1, su un quantitativo non inferiore a trenta quintali medi giornalieri o di un corrispondente quantitativo di prodotti caseari.
Art. 4
Per la realizzazione delle iniziative previste ai precedenti articoli, la Giunta Regionale è autorizzata a concedere contributi nella misura del sessanta per cento nelle spese annue di gestione riguardanti le operazioni di raccolta, conservazione, lavorazione, trasformazione e vendita dei prodotti agricoli e zootecnici, comprese le spese destinate a valorizzare commercialmente la produzione sul mercato.
L'importo dei singoli contributi non potrà superare il 10% del valore della produzione annualmente conferita dai soci alle Cooperative, valore determinato moltiplicando le quantità conferite per la media dei prezzi annui alla produzione accertati, per i vari prodotti agricoli, dall'Assessorato dell'Industria e del Commercio. In difetto di tale accertamento, vi provvederà l'Assessorato all'Agricoltura e alle Foreste sulla scorta delle informazioni assunte sull'andamento annuo medio dei prezzi alla produzione.
Art. 5
I contributi previsti all'articolo 4 non sono cumulabili con contributi analoghi previsti da leggi o da altri provvedimenti dello Stato, del Mercato Comune Europeo e da altri Enti pubblici e, in particolare, con i contributi previsti dall'articolo 8 della legge 27 ottobre 1966 n. 910 e dalla legge 2 giugno 1961 n. 454.
I contributi eventualmente concessi a' sensi delle sopracitate norme saranno conteggiati in diminuzione od a conguaglio dei contributi previsti dalla presente legge.
Art. 6
La concessione dei contributi previsti dalla presente legge è subordinata alla presentazione, all'Assessorato regionale all'Agricoltura ed alle Foreste, del programma preventivo da cui risultino le spese annue di gestione relative alle operazioni sui prodotti agricoli indicate nei precedenti articoli, nonché alla preventiva approvazione e determinazione delle spese, comprese quelle relative al programma di valorizzazione e commercializzazione dei prodotti.
La liquidazione dei contributi è subordinata alla presentazione e approvazione del bilancio consuntivo relativo all'esercizio finanziario cui si riferisce la concessione dei contributi. Il bilancio deve essere debitamente vistato dalla Cancelleria del Tribunale di Aosta, qualora l'organizzazione richiedente ne sia obbligata per legge. Dovrà, inoltre, essere prodotto ogni altro documento giustificativo ritenuto necessario dall'Amministrazione Regionale, a comprovare l'avvenuta regolare erogazione delle spese e l'attuazione delle operazioni sui prodotti agricoli.
L'entità delle spese annue di gestione ammissibili a contributo è determinata dalla Giunta Regionale, su proposta dell'Assessorato all'Agricoltura e alle Foreste.
Le spese di gestione ammissibili a contributo dovranno essere commisurate alla effettiva attività svolta e dovranno essere idonee, sotto il profilo della convenzione economica e sotto quello tecnico, al raggiungimento dei fini previsti agli articoli 1 e 3 della presente legge.
L'entità delle spese ammissibili a contributo deve essere in ogni caso commisurata alla quantità ed al valore delle produzioni conferite.
Art. 7
Alla concessione ed alla liquidazione dei contributi si provvede con deliberazioni della Giunta Regionale, su proposta dell'Assessorato all'Agricoltura ed alle Foreste, sentito il parere della Commissione consiliare permanente dell'Agricoltura.
All'Assessorato stesso è demandato il giudizio in merito alla rispondenza tecnico-economica delle operazioni alle finalità previste dalla presente legge.
Contro i provvedimenti e le proposte dell'Assessorato regionale all'Agricoltura e alle Foreste è ammesso ricorso, entro 30 giorni dalla data di comunicazione, alla Giunta Regionale, che decide con provvedimenti definitivi.
Art. 8
Le spese derivanti dagli interventi finanziari previsti dalla presente legge saranno finanziati con imputazione all'apposito capitolo 216 della Parte Spesa del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1968, avente lo stanziamento di Lire.............., capitolo la cui denominazione viene completata-modificata come segue: "Spese, contributi e premi ad Associazioni, Consorzi e privati per la tutela e l'incremento di prodotti tipici, agricoli e zootecnici", nonché al corrispondente capitolo di spesa dei bilanci preventivi della Regione per i successivi anni finanziari, entro i limiti di spesa previsti dagli stanziamenti annui del capitolo stesso.
Art. 9
La presente legge entrerà in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
La presente legge sarà inserita nella raccolta ufficiale delle leggi e dei regolamenti della Regione Autonoma della Valle d'Aosta e sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione.
Della promulgazione della presente legge sarà dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione.
Allegato
NUOVO TESTO DELL'ARTICOLO 8 DEL DISEGNO DI LEGGE
Art. 8
Le spese derivanti dagli interventi finanziari di cui alla presente legge, previste in iniziali annue Lire 60 milioni, saranno finanziate con imputazione all'apposito capitolo 216 della Parte Spesa del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1968, capitolo la cui denominazione viene modificata come segue: "Spese, contributi e premi ad Associazioni, Consorzi e privati per la tutela, l'incremento e la valorizzazione di prodotti tipici, agricoli e zootecnici", nonché al corrispondente capitolo di spesa dei bilanci preventivi della Regione per i successivi anni finanziari, entro i limiti di spesa previsti dagli stanziamenti annui del capitolo stesso.
Maquignaz (D.C.) - Con questo provvedimento legislativo si intende promuovere e favorire le iniziative destinate alla valorizzazione, alla difesa economica e alla commercializzazione dei principali prodotti agricoli e zootecnici della Regione.
Penso che tutti i Consiglieri siano d'accordo sul fatto, e se ne è già discusso del resto nelle riunioni precedenti, che oggi si debba passare a delle forme associative, a delle cooperative più efficienti, sia per la produzione, sia per la trasformazione e sia per la vendita dei prodotti agricoli.
Il provvedimento è stato studiato seguendo le direttive e secondo le conclusioni a cui si è giunti nello studio del piano quinquennale di sviluppo della Valle; infatti, nel piano di sintesi fra gli interventi a breve termine si legge che uno degli interventi è quello di sviluppare e potenziare le forme associative fra gli agricoltori, quindi rientra proprio fra questi interventi a breve termine.
Con questo provvedimento si intende favorire la costituzione però di cooperative di una certa entità e che abbiano un'importanza notevole per l'economia agricola della Regione, cioè qui si tratta di aiutare a costituire delle cooperative valide, delle cooperative che raggruppino un certo quantitativo di prodotti agricoli per fare in modo di non spezzettare, di non disperdere il bilancio regionale, e non l'invogliare alla costituzione di tante piccole cooperative che non risolverebbero certamente il problema degli agricoltori. Qui invece intendiamo proprio incentivare la costituzione di cooperative di notevole importanza.
Per il settore lattiero-caseario, abbiamo accolto la proposta avanzata dalla Commissione Affari generali ed agricoltura, di fissare un minimo di lavorazione di 30 quintali di media giornaliera. Per il settore lattiero-caseario si presentava il problema delle latterie turnarie. Ora, se questo provvedimento andava a favore di tutte le singole latterie turnarie, certamente si poteva verificare quel disperdimento di fondi di cui avevamo accennato prima; perciò le commissioni congiunte avevano rilevato questo pericolo e noi lo abbiamo accolto e abbiamo fissato quel minimo di lavorazione.
La percentuale di contributo è stabilita nella misura fissa del 60% sulle spese di gestione ritenute ammissibili. Questo mi pare che faciliti di gran lunga l'applicazione della legge, avendo una percentuale stabilita fissa, ed evita ogni possibilità di discriminazione fra diverse cooperative.
Abbiamo pure accolto la proposta fatta sempre dalle Commissioni Affari generali ed agricoltura: quella di stabilire cioè un plafond sull'entità dei contributi alle singole cooperative. Questo plafond lo abbiamo fissato nel 10% del valore dei prodotti conferiti alle singole cooperative. Questo evita un gonfiamento, direi, delle spese di gestione e quindi può invogliare le cooperative stesse a gestire in un modo economico, perché tanto sanno che il contributo oltre a quel 10% non può arrivare.
Io ritengo che questo provvedimento, unitamente a quello per la costruzione dei caseifici, a quello per la costruzione dei magazzini della frutta, a quello dei lattodotti, che discuteremo poi successivamente, a quello attualmente allo studio per le stalle sociali, quindi è allo studio, è ancora ... provvedimenti questi che se saranno seguiti e divulgati agli agricoltori mediante il servizio di assistenza tecnico-economico e sociale, tuttora in fase di progettazione... io penso che con questi provvedimenti noi potremmo contribuire in modo incisivo alla trasformazione della nostra agricoltura in forme più moderne. Si potrà con questi provvedimenti favorire l'aumento del reddito ai nostri contadini ed evitare l'abbandono delle attività agricole con tutte le conseguenze negative che ne possono derivare, non solo per l'agricoltura ma anche per lo sviluppo organico di tutti gli altri settori economici della Regione.
Basti pensare a che cosa sarebbe la Valle d'Aosta se l'agricoltura venisse abbandonata, quali ripercussioni negative per il turismo e quali ripercussioni agli effetti della stabilità del suolo. Noi abbiamo visto che nelle recenti alluvioni uno dei motivi è anche l'abbandono dell'agricoltura, non c'è più la sistemazione dei torrentelli di montagna, dei canali di irrigazione e succedono poi dei disastri, però uno dei motivi è anche l'abbandono dell'agricoltura.
Per il momento non avrei altro da aggiungere, vorrei solo dire che non è che con questo provvedimento noi riteniamo di salvare l'agricoltura della Valle. No, non abbiamo quelle pretese, però riteniamo che questo provvedimento possa aiutare notevolmente gli agricoltori, se poi sarà divulgato questo provvedimento, mediante il servizio di assistenza tecnico-economico e sociale, avremo certamente dei buoni risultati.
Tonino (P.S.I.U.P.) - Sul disegno di legge concernente l'oggetto in discussione, il sottoscritto, che faceva parte, che fa parte della Commissione Agricoltura, nella prima riunione dove si sono discussi questi problemi aveva posto le sue riserve sull'articolo n. 1 e gli articoli successivi, in quanto trovava una forma troppo restrittiva la voce che dice: "Principali prodotti agricoli", perché pensavo che ciò avrebbe potuto in seguito escludere da questi benefici regionali una determinata categoria di agricoltori e una determinata qualità di prodotti agricoli. Ho fatto verbalizzare questa mia dichiarazione, e la tengo qui agli atti. Nella seconda riunione della Commissione Agricoltura, che avvenne a metà di ottobre, la Commissione stessa non si trovò d'accordo sulla misura estensiva del provvedimento, proprio per il carattere limitativo che la legge stessa comportava; ricordo peraltro anche l'intervento dell'Assessore Albaney e delle sue preoccupazioni per le piccole latterie.
Successivamente, l'11 novembre, si sono riunite congiuntamente le Commissioni Agricoltura e Affari generali. Non ho potuto partecipare, perché fatta nei giorni in cui mi trovano impegnato nel mio lavoro. In quella sede si decise di presentare al Consiglio, per l'approvazione, la legge regionale in questione, che, a parer mio, è ancora più restrittiva di prima, perché se prima il provvedimento parlava di principali prodotti e che tali prodotti avessero una notevole consistenza e rivestissero notevole importanza, oggi noi addirittura dobbiamo approvare il quantitativo minimo per cui si può beneficiare dell'intervento della Regione, e questo mi pone a fare alcune considerazioni di primaria importanza sull'agricoltura in genere.
Nessuno può negare l'esodo continuo dalla campagna dei nostri agricoltori; questo esodo dalla campagna io sono convinto che non avverrebbe se, invece di essere dei piccoli agricoltori, fossero dei grandi proprietari terrieri. Per il fatto quindi che questo esodo continui tutt'oggi e proprio in ragione delle piccole proprietà terriere di cui sono proprietari i nostri agricoltori, la legge che stiamo discutendo non garantisce a questi piccoli proprietari un intervento regionale in loro favore. Io sono d'accordo che i proprietari di piccole proprietà devono necessariamente associarsi in piccole cooperative: questo è uno dei punti cardine che il nostro Partito ha posto nel suo programma, ma è impensabile che tanti piccoli proprietari riescano assieme a fare confluire i 30 quintali giornalieri di prodotto in un'unica cooperativa, ammesso che questa possa costituirsi. Conosciamo i nostri piccoli agricoltori, sappiamo che essi hanno dei giudizi da dare sui loro prodotti, che variano da zona a zona, qualcuno dice che il latte di una determinata zona è migliore di quell'altro, i formaggi di un'altra zona viene valutato migliore di quell'altra zona. Queste sono valutazioni che potrebbero influire negativamente nel trovare un comune accordo su quella globalità che il disegno di legge propone. Vi è una notevole differenza fra le zone dell'Alta Valle e della Bassa Valle, ma vi è un'altra considerazione da farsi, io vi porto un esempio e lo pongo come un problema che potrebbe avvenire: a Donnaz abbiamo quattro latterie turnarie; ammesso che due di queste latterie non trovassero l'accordo con le altre due latterie, per i motivi che ho detto prima, a Donnaz troverebbero l'accordo per questo provvedimento solo due latterie. Le due latterie non potrebbero raggiungere assieme quella quantità che il disegno di legge predispone. In questo caso un determinato numero di agricoltori non potrebbe usufruire di quell'intervento regionale, di qui la mia titubanza sul disegno di legge in discussione.
Ho avuto però, ad onore del vero, delle garanzie dall'Assessore all'agricoltura: se il provvedimento dovesse risultare non idoneo a risolvere i problemi sopraccennati, nessuno vieterebbe che il medesimo fosse ancora visto e posto allo studio per un'ulteriore valutazione nel suo complesso. Questo dà già una certa garanzia, che però non esaurisce la mia preoccupazione. Vorrei che il Signor Assessore ripetesse in quest'aula quanto ebbe a dire in altra occasione, cioè che, qualora questa legge non trovasse corrispondenza, causa le oggettive difficoltà di accordo fra agricoltori per la quantità minima che la legge in oggetto prescrive, il provvedimento verrebbe riveduto.
Ho sollevato, altresì, in sede di Commissione, l'opportunità di creare un unico centro, un magazzino per la raccolta delle castagne. In Valle d'Aosta vi sono molti castagneti, questo frutto però non viene nemmeno più raccolto o raccolto solo in parte. Perché non si raccoglie questo frutto? Perché il prezzo che i grossisti offrono per tale prodotto è di 20-30 lire al chilogrammo, per cui il tempo che s'impiega per la raccolta di un quintale di castagne non viene naturalmente a essere compensato. Ora, se noi vogliamo valutare con serietà questo problema, potremmo vedere che la castagna non è un prodotto da disprezzare. Io ho avuto occasione di vedere nelle vetrine delle città come Torino e Alessandria il prezzo che veniva fissato al chilogrammo per la vendita al consumatore di tale prodotto e vi dirò che le castagne più grosse si vendevano fino 500 lire al chilogrammo e le medie dalle 250 alle 300. So anche, attraverso dei grossisti che operano in mercati generali di Torino, che hanno venduto un determinato quantitativo di castagne al Cottolengo di Torino a lire 160 al chilogrammo.
Ora, se si riuscisse a creare un centro di raccolta per questo prodotto e aiutando a indirizzare l'agricoltore sia sulla confezione del prodotto, sia sulla vendita, noi riusciremmo a valorizzare anche questo prodotto, come d'altronde già da tempo ha fatto la Provincia di Cuneo, che, proprio attraverso questo prodotto che viene introdotto nei mercati generali attraverso delle cooperative, sono riusciti a dare alle castagne il loro pregio e naturalmente a ottenere il giusto compenso. Questo sarebbe, a mio avviso, un provvedimento che, unito a quegli altri, servirebbe a frenare l'esodo dalle campagne dei nostri agricoltori, e sarebbe altresì una prova di buona volontà di voler aiutare gli agricoltori in tutti i settori. Da questa valutazione deriva la mia titubanza verso il presente disegno di legge del quale si vuole riferire ai più importanti e principali prodotti agricoli, escludendone naturalmente altri che potrebbero essere di una discreta utilità per l'agricoltura.
Vorrei fare notare che il creare un centro di raccolta regionale per le castagne non darebbe alla Regione un peso per la gestione, trattandosi di un prodotto che non deve naturalmente subire delle trasformazioni.
Fosson (U.V.) - Nous sommes d'accord sur cette loi, d'autre part nous avons déjà manifesté notre approbation dans la Commission; je voudrais seulement faire quelques petites remarques et dire que je ne suis pas tout-à-fait d'accord avec certaines observations du Conseiller Tonino, et je ne répondrai pas moi-même mais l'Assesseur sur certains autres détails et surtout sur la question des châtaignes.
Je voudrais m'arrêter un instant sur la question des fromageries, des laiteries. Je voudrais avant tout faire une petite observation: dans la relation, on dit que: "l'Amministrazione regionale non aveva invece ancora approvato un provvedimento legislativo recante provvidenze intese a favorire la buona gestione delle Cooperative agricole". Je pense que, même si nous intervenons avec des pourcentages dans la gestion des Coopératives, cela ne veut pas dire que ce sera une bonne gestion, parce qu'il faudra voir les Administrateurs s'ils gèrent bien les Coopératives, alors je dis en tout cas on pourra dire: "per la gestione", mais "nelle spese di gestione" ma non per la "buona gestione". Celle-ci c'est seulement une observation dans le sens... parce que ce n'est pas à travers cette loi que nous déterminerons la bonne gestion, la bonne gestion restera toujours de la part des Administrateurs. C'est seulement une remarque de passage.
Sur la question de principe de favoriser la coopération, en venant à la rencontre des dépenses de gestion, nous sommes parfaitement d'accord, d'autant plus que maintenant cette loi servira a sanatoria de ce qu'on a déjà payé pour certaines Coopératives qui sont déjà en fonction et donnera la possibilité aussi à ces Coopératives, qui entrent dans le cadre qui est prévu par la loi, de pouvoir obtenir ces mêmes fonds.
Sur ce point donc nous sommes d'accord, sur les pourcentages nous sommes d'accord parce que nous les avons discutés longuement dans la Commission et nous avons dit alors les motifs qui nous portaient à ne pas dépasser le pourcentage de 60%, même si dans la loi du Piano verde est prévu un pourcentage jusqu'au 90%; nous avons dit alors tous les motifs et je pense que c'est inutile de les répéter dans cette circonstance. Nous sommes d'accord donc sur le pourcentage.
Il y a un point, et c'est celui-ci que je voulais toucher... le Conseiller Tonino, déjà dans la Commission - et il l'a répété aujourd'hui - a abordé la question de pouvoir donner aussi pour les petites laiteries. Tout en ayant la bonne volonté d'aider tout le monde, je dis que, à un certain moment, il faut avoir une vision de ce qu'il doit y être dans le futur, de voir ce qu'il est mieux de faire et c'est en cette direction qu'il faut se bouger.
Donc, aussi pour la question de mettre une limitation, un minimum de production pour constituer une laiterie, il me semble que ce soit absolument nécessaire si nous voulons faire un pas en avant pour l'organisation de nos laiteries. Nous avons déjà eu l'occasion dans le passé de traiter longuement sur ces arguments, nous tous nous reconnaissons que, au moment où on a constitué les premières laiteries en Vallée d'Aoste, on avait fait un pas en avant, parce que avant chacun travaillait le lait à la maison. Après on a commencé à travailler ensemble, ce qui a permis de faire la fontine, pas seulement dans les alpages pendant l'été, mais aussi pendant l'hiver. Ce principe qui a été accepté aujourd'hui c'est le même qui nous avait guidés quand nous avions approuvé ici, au Conseil régional, dans un secteur tout particulier, c'est-à-dire celui des laiteries, la loi du 6 du mois d'août du 1954. Nous avons alors approuvé une loi où l'on prévoyait plusieurs zones, une Commission aussi de techniciens avait étudié ce problème en pensant déjà pas à ce qu'était l'organisation alors, mais à ce qui aurait dû être une organisation qui aurait porté, effectivement, un progrès en regroupant plusieurs laiteries.
Cette loi n'a jamais été appliquée, n'a même pas été publiée, même si la Cour Constitutionnelle, qui était investie de la voir, parce que on avait prévu que les laiteries on les auraient faites aux frais complets de l'Administration régionale, et on avait prévu qu'il devait y être un représentant de l'Administration régionale dans le Conseil des réviseurs aux comptes... sur cette question le Comitato di Coordinamento avait repoussé la loi. La loi est allée à la Cour Constitutionnelle, qui a donné raison à l'Administration régionale, parce qu'elle a dit: "si l'Administration régionale fait à sa charge totale la laiterie, il est juste qu'elle ait au moins un contrôle dans la question de la gestion de ces laiteries. La Cour Constitutionnelle a donné raison à l'Administration régionale et pour une étrange question cette loi n'a pas été publiée, après que la Cour Constitutionnelle avait donné raison à la Vallée.
Maintenant nous ne voulons pas "jeter la croix" sur l'Administration qui avait administré la Vallée après la nôtre du 1949 au 1954, mais je relève seulement, en passant, qu'il y a été une omissione di atti d'ufficio: on parle de "omissione di atti d'ufficio" pour d'autres questions, mais la non publication d'une loi qui est allée à la Cour Constitutionnelle et qui a vu la Cour Constitutionnelle donner raison à la Vallée constitue vraiment une "omissione di atto d'ufficio". Mais nous ne sommes pas ici pour faire un procès, donc je dis ces choses seulement en passant, seulement pour rappeler certains précédents.
Eh bien, dans cette loi du 1954 - dont j'ai ici les actes réguliers de l'Administration régionale, parce qu'ici il y a un verbal - dans la discussion qui avait été faite on avait vu une organisation, je parle seulement toujours des laiteries, je ne parle pas d'autres Consortium et d'autres Coopératives. Pour la question des laiteries, on avait pensé de diviser la Vallée en 9 zones, en tenant compte - on avait fait toute une étude détaillée - de la production de lait en hiver et de la production de lait pendant l'été dans les alpages, qui constituaient ces zones homogènes. On avait alors aussi fait une discussion sur l'optimum de la quantité de lait que devait travailler chaque laiterie, et alors nous étions arrivés à des résultats même plus rigides, parce que le minimum nous l'avions considéré sur les 50 quintaux par jour, et un maximum, pour être encore rentable, et pour ne pas augmenter trop le rayon pour retirer le lait, était considéré de 200 quintaux par jour, donc on allait d'un minimum de 50 à un maximum de 200.
Dans la Commission, quand on a discuté ce problème, j'ai été parfaitement d'accord avec la proposition qui a été faite de porter le minimum à 30 quintaux, parce que, à travers l'expérience de plusieurs années comme Assesseur à l'agriculture... alors quand j'avais proposé cette loi, nous l'avions étudiée ensemble à l'agriculture, mais je l'avais proposée comme Assesseur à l'industrie et commerce... eh bien, en ayant fait une pratique dans l'Assessorat de l'agriculture, je me suis rendu compte que peut-être les 50 quintaux de minimum qui avaient été fixés en 1954 il fallait les baisser et si on devait effectivement venir à la rencontre des petites coopératives, nous devrions dire: baissons encore les 30 quintaux, mais nous devons nous poser une demande: si nous baissons encore, pour venir à la rencontre de ces raisons qu'a dit le Conseiller Tonino, est-ce que nous faisons une chose bien, ou nous faisons une chose mal? Pour mon compte la réponse est très claire: nous devons... prétendre est un peu trop, mais je dis: nous devons avoir une vision de ce que doit être l'organisation future, quelle est l'organisation qui donne les meilleurs résultats à l'avantage des agriculteurs, les meilleurs résultats en tant que rentabilité et alors nous devons à un certain moment tenir aussi un peu dur et dire: comme Administration régionale, nous venons à la rencontre si vous vous mettez d'accord et vous constituez des Coopératives qui aient un minimum, et alors c'est le cas de Donnaz, par exemple, que citait le Conseiller Tonino: il y a quatre Coopératives et on dit: "si les quatre Coopératives se réunissent, elles peuvent constituer cette Coopérative qui travaille les 30 quintaux, mais si deux ne vont pas d'accord avec les autres deux, ils n'arrivent pas à la constituer".
C'est une des questions fondamentales qu'il faut chercher à dépasser, nous devons convaincre nos agriculteurs qu'ils doivent se mettre d'accord, parce que si on commence - nous comme Administration régionale dans le moment où nous donnons des contributions - à prévoir cette possibilité qu'ils n'aillent pas d'accord, avec l'individualisme qu'il y a en Vallée d'Aoste nous ne réussirons jamais à faire quelque chose qui signe vraiment une étape dans le progrès, qui doit être à la base, un peu, de ce qu'est la programmation, parce que la programmation c'est un peu une question de voir, de dire ce qu'il faut faire pour avoir un meilleur résultat.
Je dis donc à Monsieur Tonino, au Conseiller Tonino, que ce n'est pas une polémique que nous faisons certainement dans ceci... il y aura des difficultés pour certaines petites laiteries, et pour ces raisons qui existent en Vallée d'Aoste, mais nous devons les dépasser vraiment en disant: si vous êtes capables de dépasser ces questions d'individualisme, si vous êtes capables de surmonter ces contrastes qu'il y a et qui existent dans plusieurs Pays de la Vallée d'Aoste, et bien, l'Administration régionale est là pour vous aider, parce que seulement comme cela nous pouvons faire quelque chose de bon pour l'avenir, et c'est ce que nous devons faire, nous devons être rigides, parce que si on veut contenter tout le monde, on peut avoir un résultat immédiat, on peut dire: "bravo", mais tout de même on n'obtiendrait pas ces résultats techniques qu'il est absolument nécessaire d'obtenir.
Voilà, moi, dans la question générale je n'ai pas d'autre à dire, il pourra arriver que dans certaines circonstances, tout à fait particulières se présente l'occasion de devoir aider certaines Coopératives qui n'arrivent pas aux 30 quintaux; et bien, celles-là devront former une exception, on pourra discuter, rencontrer, mais la loi qui prévoit une intervention de l'Administration régionale doit être faite dans ce cadre général.
D'autre part, pour les petites laiteries qui ne pourront pas éventuellement se regrouper, il existe toujours d'autres possibilités de contribution, je pense qu'on n'a pas l'idée pour l'instant de supprimer les autres aides qu'on donne aux petites laiteries, mais cette loi doit tendre à obtenir ce regroupement des différentes laiteries.
Je disais, ces petites laiteries ont eu une fonction très grande: elles ont fait faire un pas dans le progrès du travail du lait pendant ce dernier siècle, mais nous sommes tous convaincus, nous devons être tous convaincus aujourd'hui que, à travers les frais du fruitier, à travers les différentes dépenses générales, aujourd'hui ces petites laiteries sont surpassées, parce que ce sont des petites laiteries, sauf quand elles travaillent au tour... les différents propriétaires, sans quoi s'ils doivent maintenir un fruitier et la quantité de lait est petite, les dépenses du fruitier se répercutent sur le litre, sur le lait d'une telle façon qu'il augmente le prix du produit, le prix de revient et il n'est plus économique.
Nous sommes donc dans un moment où il faut faire un autre pas et voir quelle organisation meilleure on peut substituer à celle des laiteries, des petites laiteries qui sont malheureusement... ou bien cela, selon de quel point de vue on peut les voir, mais qui ont fait leur temps et qui doivent être... qui sont surpassée aujourd'hui.
Je voudrais encore dire, mais ceci je le dirai dans l'article... il me semble qu'à l'article 8 il y a encore associazioni, nous avions parlé dans les différentes choses qu'on ne parlait pas di associazioni, peut-être c'est échappé, mais ceci c'est une question de détail.
Manganoni (P.C.I.) - Io non voglio entrare nei problemi che affliggono l'agricoltura oggi, è una questione lunga, una questione che tutti conosciamo e che è già stata discussa sufficientemente.
La crisi dell'agricoltura è in atto, alpeggi abbandonati, mayen abbandonati, buona parte dei nostri campi abbandonati, vediamo dei prati d'estate, con tutta l'erba secca, il fieno secco. Io quindi non voglio entrare in merito a questo ed è giusto che l'Amministrazione regionale si preoccupi per vedere di rimediare almeno, se non di fermare, perché sarà difficilissimo, ma almeno di frenare questo crollo, se si potesse fermare, sarebbe molto meglio, sia chiaro, ma sarebbe già un risultato ottimo quello di frenare.
Ora, lo scopo di questa legge è appunto raggruppare queste piccole latterie in modo che si seguano questi procedimenti moderni nella lavorazione, particolarmente del latte, e quindi, questo è lodevole, dobbiamo aggiornarci se vogliamo sostenere la concorrenza. L'intento è senz'altro lodevole, anche gli scopi che si prefigge, naturalmente, però io vorrei citare dei fatti: è da decenni che si continua a parlare di caseifici in sede di Consiglio regionale; si è provveduto a stanziare dei fondi, praticamente paga tutto la Regione, siamo obiettivi, per la costruzione di questi caseifici, ed è giusto che sia così, però fino ad oggi che cosa abbiamo fatto? Quanti caseifici abbiamo costruito in Valle d'Aosta, a parte quello di Valtournanche, su cui ci sarebbe molto da dire, perché se un caseificio andava costruito, non era a Valtournanche, tutto al più poteva essere o ad Antey o a Maen, tutto al più, ad Antey, ma lasciamo perdere quello di Valtournanche, sappiamo com'è uscito, com'è stato costruito, prima della costituzione del consorzio... ad ogni modo, chiuso lì, sennò quanti altri caseifici abbiamo costruito in Valle d'Aosta? Io do atto degli sforzi di convinzione che hanno fatto tutti gli Assessori all'agricoltura che si sono succeduti all'Assessorato, e ora la conclusione qual è? Che fino adesso non se n'è costruito uno, perché? Per le difficoltà, per le diffidenze, per lo spirito individualista, vero, sì... e allora, di fatto, cosa avverrà? Se non si riuscirà a superare questa mentalità, il che non è facile, io me lo auguro, ma... non è molto facile, avverrà questo: che con i limiti dei 3.000 litri, che era giusto porre nella legge per invogliarli, vero, però sennò... con questi 3000 litri si invoglierà, però, di fatto, avverrà questo: che, sempre a causa della mentalità che c'è, sarà difficile costituire questi caseifici; sia chiaro, questo non è un mio augurio, questo è il passato, l'esperienza passata che insegna, anzi, io mi felicito senz'altro, in anticipo, con l'Assessore se riuscirà a costituirne di questi caseifici, io assicuro che da parte mia avrà tutta la collaborazione, anche in fatto di convinzione presso gli agricoltori, opera di convinzione che io ho sempre fatto, che però ha ottenuto dei risultati molto soddisfacenti... Allora, di fatto, cosa succederà se non riusciamo a raggruppare queste latterie? E poi ci sono le più piccole, i piccoli produttori... continueranno a non fruire dei benefici previsti dalla legge; ora, io non è che voglia dire non va, perché l'ho premesso prima, la legge va, perché si prefigge degli scopi lodevoli, no? Ma, essendo quella la situazione, purtroppo i piccoli, cioè quelli che più dovrebbero essere aiutati, le piccole latterie, sparpagliate nei nostri villaggi, non usufruiranno di questi benefici. Chi ne fruirà? Quei Consorzi e quelle Cooperative che già esistono e sia chiaro: non è che noi li dobbiamo trascurare, noi dobbiamo cercare di tenere in piedi quelle che già ci sono, dobbiamo cercare di crearne altre, ma anche di mantenere in piedi quelle che ci sono, quindi, a mio parere, questi sono gli inconvenienti che si verificheranno di fatto, malgrado, ribadisco, il lodevole intento della legge.
Io quindi sono d'accordo su questa legge, per quegli scopi che si prefigge, però, sono perplesso per questi inconvenienti di fatto, data la situazione che c'è, che si verificheranno.
Lustrissy (D.C.) - L'argomento della cooperazione è un argomento suggestivo. Di per sé il fatto che molti Consiglieri colleghi, che mi hanno preceduto abbiano sentito il dovere di esprimere delle opinioni e degli apprezzamenti riguardo al provvedimento da adottare lo giustifica già di per sé. Se da una parte il provvedimento di legge che oggi noi stiamo esaminando viene a regolarizzare un modo di comportarsi dell'Amministrazione regionale del passato e a regolamentare tutto un settore di intervento, d'altro verso il provvedimento in sé costituisce un adempimento dei suggerimenti della programmazione sugli interventi da effettuare a breve termine nel settore agricolo valdostano.
Proprio fra questi interventi vi era il problema della cooperazione e gli interventi suggeriti sul problema della cooperazione, tenuto evidentemente conto della distribuzione del territorio in Valle d'Aosta, erano stati previsti anche in considerazione del valore della produzione lorda vendibile, conseguibile nelle diverse fasce altimetriche della regione, che era stata suddivisa, mi pare, in tre zone altimetriche. L'intervento suggerito però era di due tipi: uno di natura amministrativa, che noi stiamo esaminando oggi, intervento diretto a sopperire a certe esigenze e a venire incontro e favorire l'organizzazione cooperativistica con l'assunzione da parte del pubblico potere di una certa percentuale nelle spese di gestione.
L'altro problema però che rimane ancora da esaminare è quello dell'assistenza di natura contabile alle Cooperative. Naturalmente l'Amministrazione regionale con i suoi organismi tecnici sarebbe perfettamente in grado di produrre anche quest'assistenza in favore delle Cooperative, però il problema ha un aspetto molto diverso anche per il fatto che in pratica l'Amministrazione regionale, con l'infinità di competenze che ha soprattutto l'Assessorato dell'agricoltura, non sarebbe in grado di assicurare quest'assistenza di natura contabile e di qui l'indicazione del servizio di assistenza tecnico, economico e sociale, servizio che già si sta progettando e che quanto prima potrà essere portato all'esame della Commissione competente affinché ogni gruppo e ogni Consigliere possa esprimersi sulla natura del servizio stesso.
Però, dicevo prima, l'argomento così suggestivo potrebbe prestarsi a un certo momento a delle valutazioni anche di natura demagogica, perché, quando si parla di agricoltura, si trovano molte persone disposte a consigliare e a valutare le situazioni però si trovano ben pochi disposti a dire le cose obiettivamente come stanno, perché si è portati sovente a fare della demagogia. A questo proposito mi ricordo una barzelletta vecchia dell'Onorevole Bonomi, di cui peraltro io non condivido certi aspetti politici, ma che però su questo aspetto particolare aveva un certo intuito, diceva: "l'agricoltura è la nostra malata, è la moribonda italiana e al suo capezzale si alternano parenti, familiari, amici prodighi di consigli, però i veri specialisti, quelli che effettivamente potrebbero operare degli interventi nella direzione giusta, di solito vengono lasciati lontano dal capezzale del malato, proprio perché questa schiera di Consiglieri e di amici interessati tende così, forse, con interesse appassionato, ad alleviare le sofferenze del povero malato, però con il rischio conseguente di affrettarne la morte".
Vedete, dobbiamo essere estremamente obiettivi in questa situazione; noi sappiamo che la realtà agricola della Valle d'Aosta è quella che è; d'altra parte, c'è un'esigenza che non è solo un'esigenza di un modo nuovo di concepire il modo di operare dell'agricoltore in campo economico, ma è anche dettata dall'appartenenza dell'Italia a un certo mercato comune; la grave lacuna proprio nel nostro settore lattiero-caseario potrebbe, se non si operasse con una certa tempestività e con una certa visione, creare dei guai seri alla nostra agricoltura, soprattutto alla produzione zootecnica.
La Valle d'Aosta, dalle statistiche pubblicate ultimamente, per produzione lorda rendibile per ettaro, risulta essere la terzultima fra le Regioni italiane, seguita dalla Basilicata e dalla Sardegna; con reddito più o meno, di produzione lorda rendibile per ettaro, di 105.000 lire, contro un valore medio dell'intera Nazione di 225.000 lire. Ora, se noi analizziamo la composizione della produzione lorda rendibile della Regione della Valle d'Aosta, cosa abbiamo? Che i 3/4 della produzione lorda rendibile sono rappresentati dai prodotti zootecnici; pertanto, se noi non teniamo conto della realtà e della situazione agricola della Valle d'Aosta e ci lasciamo prendere la mano dai discorsi di natura demagogica, come faceva poc'anzi il Consigliere Tonino, e come faceva anche il Consigliere Manganoni, noi operando in questo senso ci assicureremo delle responsabilità come politici, perché il favorire il perpetuare di determinati indirizzi in agricoltura che non sono produttivi ai fini che noi ci proponiamo sarebbe un delitto nei confronti degli agricoltori, perché il favorire oggi la nascita, il sorgere di entità economiche, slegate dal contesto economico generale e dalla realtà che ci sta di fronte - il mercato comune, soprattutto la situazione del mercato lattiero-caseario - sarebbe proprio un delitto nei confronti degli agricoltori, e questa è una demagogia, demagogia che è un'arma che sia l'estrema sinistra sia la destra usano molto volentieri in queste situazioni. Pertanto, se esiste un problema reale in agricoltura, è quello dell'elevazione del reddito, ma come si perviene al miglioramento del reddito? Da una parte, con la ridistribuzione delle risorse, dei sistemi previdenziali, ridistribuendo fra tutte le categorie mediante quell'invocata solidarietà intercategoriale un certo reddito mal distribuito e, dall'altra, favorendo, proprio mediante una politica economica, l'aumento della possibilità di reddito della nostra agricoltura.
Pertanto, tenuto conto delle considerazioni che avevamo fatto sulla natura, sulla composizione della produzione lorda vendibile della Valle d'Aosta, della nostra Regione, l'intervento che meglio può valorizzare la nostra economia agricola è proprio quello diretto alla valorizzazione dei prodotti lattiero-caseari. Ora, naturalmente, dobbiamo anche renderci conto che la realtà della Regione non è omogenea, abbiamo i problemi dell'alta montagna, degli alpeggi estivi, i problemi delle latterie turnarie, ed è difficile in questa situazione individuare un provvedimento che vada bene per tutte le situazioni.
Pertanto, il minimo dei 30 quintali di latte, così come proposto, non dovrebbe essere preso come un valore assoluto, perché prendiamo un Comune qualsiasi della Valle d'Aosta, prendiamo il Comune di Valgrisanche, per esempio, un Comune di alta montagna, ove la produzione del latte nel periodo invernale non raggiunge neanche i 20 quintali; allora, vorremmo escludere questa parte di popolazione della Valle d'Aosta da questo beneficio? Io dico no, perché a Valgrisanche nel periodo estivo ci sono gli alpeggi e la latteria potrebbe essere in grado di lavorare un quantitativo superiore di latte e di sorpassare quel minimo dei 30 quintali.
Ci rendiamo perfettamente conto pertanto che tutte le provvidenze in questo settore corrono il rischio di rimanere lettera morta se non si tiene presente una certa realtà, però, d'altra parte, abbiamo il dovere di favorire la nascita di certi organismi economicamente confacenti, che siano in grado di competere coi costi delle altre Regioni che ci stanno vicino, che siano in grado di competere coi costi della produzione lattiero-casearia nell'ambito del MEC, perché se noi non tenessimo presente questa realtà, cosa succederebbe? Che noi invoglieremmo i nostri agricoltori a sopportare determinate spese e determinati indirizzi economici, con l'unico risultato poi di mandarli al suicidio, perché queste rendite non sarebbero di per sé sufficienti a mantenere in piedi un'attività economica del genere.
Il provvedimento proposto in linea di massima pertanto, così come proposto e già ne abbiamo discusso nelle varie Commissioni, potrebbe rappresentare un qualcosa di nuovo, ma questo qualcosa di nuovo deve impedire a noi Consiglieri di fare dei discorsi di altra natura, di natura demagogica, perché se andiamo ad approvare un provvedimento del genere, dobbiamo favorire tutti quanti un certo progresso anche nell'agricoltura, con un discorso nuovo, alieno dalla demagogia. Tanto qua io mi rivolgo alla responsabilità di tutti quanti, stiamo adottando un provvedimento legislativo sul quale tutti quanti abbiamo espresso un parere più o meno sfumato, ma, in sostanza, positivo. Lo spirito però della legge deve essere portato in attuazione, noi tutti dobbiamo mettere un impegno, per far sì che questa legge trovi rispondenza nelle categorie interessate e non cercare con quei discorsi, tipo quelli che faceva il Consigliere Tonino, di creare, già alla nascita di un provvedimento legislativo del genere, delle perplessità che hanno un certo fondamento, che non devono distogliere l'attenzione degli agricoltori dal grave problema. Se è pur vero che esistono in Valle d'Aosta delle produzioni di natura varia, le castagne, le colture fruttifere, anche di altra natura, però rimane pur sempre vero che la base dell'economia agricola della Valle d'Aosta è il settore lattiero-caseario. Possiamo pur tener presenti queste situazioni, studiare il modo per sovvenzionare, per dare la possibilità a certe produzioni tipiche locali di avere uno sfogo sul mercato, dare la possibilità a questa gente di organizzarsi in Cooperative, ma teniamo presente che la vera realtà economica della nostra Regione è rappresentata per tre quarti dei prodotti del settore zootecnico; pertanto, se noi teniamo presente queste cose, non possiamo non essere concordi col provvedimento legislativo che stiamo per approvare e non possiamo non impegnarci a portare avanti, ognuno nel proprio settore, nell'ambito delle categorie interessate, questo discorso nuovo che ci deve vedere impegnati tutti quanti, perché qua si tratta di operare nel modo giusto, di scegliere la strada giusta e poi, soprattutto, di farla accettare alle categorie interessate, perché questo è un primo tentativo di porre ordine e di indirizzare l'economia agricola su delle basi nuove, poste dalla cooperazione, soprattutto per la valorizzazione dei prodotti che costituiscono il nerbo della nostra economia agricola.
Milanesio (P.S.U.) - Signor Presidente e colleghi Consiglieri.
Ci sono due tipi di leggi, quelle che intervengono per codificare una situazione in atto, cioè leggi che seguono, per esempio, uno sviluppo e la consapevolezza di una società civile, e la codificano, leggi, invece che vogliono precorrere e indicare nuove strade, quando la società civile o determinati strati sociali non percorrono queste strade per delle difficoltà intrinseche.
Ora, questa legge che viene proposta oggi è una legge che tende a mettere in movimento una situazione, tende a modificare uno stato di fatto, con degli incentivi opportunamente calibrati. Ritengo quindi che questa sia una legge positiva, positiva per due ordini di considerazioni: il primo, perché si intende sostenere il metodo della cooperazione, nella produzione di un settore così importante; secondo, perché si interviene con una legge equilibrata, in un settore che ha bisogno di sostegno e di razionalizzazione, e non solamente di prese di posizioni demagogiche, o considerazioni di ordine poetico.
Questa legge è stata discussa e approfondita, migliorata nel suo testo, resa più puntuale e più precisa dalle due Commissioni congiunte dell'Agricoltura e delle Finanze e Affari generali.
Io ho ascoltato con molto interesse la relazione dell'Assessore Maquignaz, che ho trovato sobria ma completa, e con altrettanto interesse l'intervento del Consigliere Lustrissy che, con una certa passione ha difeso, evidentemente, questo disegno di legge che, per la verità, non va difeso, secondo me, ma va semplicemente illustrato e ha cercato di ricordare qui in Consiglio qual è stato lo spirito che ha animato le Commissioni nell'elaborare questo disegno di legge, nel precisarlo, nell'animarlo sempre di più, e ha ricordato lo spirito con il quale la Giunta dovrà operare nell'applicare questa legge.
In effetti, l'agricoltura, oltre a essere la grande ammalata d'Italia, lo è a maggior ragione nella Valle d'Aosta, dove rappresenta una grande quota parte del reddito prodotto e, più che una grande quota parte del reddito prodotto, una gran parte della popolazione attiva che lavora nel settore. Esiste in Valle d'Aosta una legislazione abbastanza varia, abbastanza ricca in materia di agricoltura e se possiamo fare una lamentela in questo Consiglio - una lamentela che non vuole però avere nessun significato e contenuto polemico - è che l'Amministrazione regionale non ha ancora saputo dotarsi di quegli organi che io chiamerei, per semplificazione, di tipo operativo-promozionale, cioè l'Amministrazione regionale evidentemente aderisce come entità politica burocratica, ma non come entità imprenditrice, questo non lo può fare per la sua natura, almeno per la sua attuale natura.
Ora, che cosa occorre fare, secondo me, affinché questo disegno di legge, che è buono, che è in grado di affrontare con sufficiente capacità un problema molto arduo, quale quello della cooperazione in materia di agricoltura, vada a buon fine? Occorre - e questo va rilevato - una riunione di Commissioni congiunte per l'istituzione del servizio di assistenza tecnico-economica e sociale. Questo deve essere l'organo di tipo promozionale, di tipo imprenditivo che va messo tra la legge votata dal Consiglio regionale e l'organo amministrativo e politico, che è la Regione e la realtà contadina, che è quella che è, che è una realtà che non sempre ha saputo usufruire in modo opportuno e in modo completo dei contributi che venivano stanziati o delle leggi che venivano approvate a suo favore e che molte volte, per una deficienza direi generale, queste leggi sono state travisate e si è preferito fare del paternalismo, dell'intervento spicciolo, senza suscitare quell'energia imprenditoriale che bisogna suscitare nei contadini, nella classe contadina. Qualche Consigliere ha svolto delle considerazioni di ordine tecnico su questo disegno di legge e ha fatto delle considerazioni, per esempio, sulle dimensioni minime di questi Consorzi di produttori, di queste Cooperative per essere ammessi al contributo.
È stata una preoccupazione, voglio dirlo subito, della Commissione Finanze, Affari generali quella di arrivare a indicare i limiti al di sotto dei quali molto probabilmente questo intervento si sarebbe rivelato negativo, anziché essere positivo, perché noi riteniamo che la cooperazione sia una delle forme più elevate di organizzazione economica e che quindi debba porsi dei problemi di collettività e di efficienza più forti che in altre forme e tipi di organizzazione, anche perché gli utili di quest'attività vanno ripartiti in misura eguale fra i soci.
Ora, non è perché si voglia fare un discorso illuministico sugli interventi in materia di agricoltura che si è ritenuto di stabilire una dimensione minima al di sotto della quale evidentemente diventa difficile fare un discorso di cooperazione, proprio perché non esistono i presupposti per la creazione di un'azienda che abbia un minimo di apparato, di struttura per affrontare la produzione e soprattutto per affrontare il mercato, successivamente.
Ora, noi non siamo qui per dire se questa legge sia la migliore nel senso assoluto; riteniamo che questa legge in questo momento sia in grado di inserirsi autorevolmente negli interventi a favore dell'agricoltura e sia in grado di dare una linea di tendenza, una linea di movimento, di indicazione allo sviluppo della produzione agricola. È perfettibile tutto quello che si fa; questa legge, da qui a qualche anno, può darsi che, dopo una sua applicazione pratica, possa richiedere delle approssimazioni ulteriori, dei miglioramenti; io penso che i primi a rendersi conto di questa realtà e di questa esigenza saranno i Consiglieri, sarà l'Assessore, saranno gli organi che applicheranno concretamente questa legge.
Ritengo però che noi con questa legge diciamo qualche cosa di nuovo e qualcosa di moderno anche nel settore della cooperazione agricola, quindi su questo provvedimento di legge il consenso del mio Partito è totale ed è integrale. Io però sento il dovere di aggiungere alcune considerazioni che si riferiscono alla cooperazione e che traggono spunto dall'aver portato avanti in questo settore un disegno di legge abbastanza avanzato e opportuno; ne approfitto per svolgere delle considerazioni di carattere generale sulla cooperazione, proprio in questo momento particolare, perché mi parrebbe strano, mi parrebbe assurdo che quest'Amministrazione, che è così bene intenzionata nei confronti del settore cooperativo, nell'agricoltura, dimenticasse che esistono altri settori in cui la cooperazione può e deve intervenire, che esistono altri settori dove l'intervento e l'attenzione dell'Amministrazione regionale si deve indirizzare; queste considerazioni le ho già svolte in sede di Commissione e se il Consiglio me lo consente, le voglio svolgere ancora oggi.
Con questo disegno di legge noi interveniamo a favore della categoria dei contadini, ma dobbiamo anche preoccuparci della categoria dei consumatori, che siamo un po' tutti noi, e penso che sarebbe completo un intervento della Regione quando, per esempio, per certi prodotti o per certe attività si prevedesse un sostegno a favore di quelle Cooperative, o di quegli enti che sorgono per compiere tutta la trafila che va dal produttore al consumatore per la difesa, da un lato, del produttore e, dall'altro, del consumatore, e per evitare quegli utili, talvolta grossi e comunque, spesso ingiustificati che si realizzano al momento della intermediazione.
Noi abbiamo assistito in questi giorni all'apertura di un supermercato nella città di Aosta. Era inevitabile che questo accadesse, né penso si poteva fare niente per impedirlo, però, a mio avviso, è un dovere dell'Amministrazione regionale pensare alla necessità di intervenire per sostenere i dettaglianti, per sostenere le iniziative cooperativistiche che esistono, al fine di adeguarle alle necessità e alle nuove realtà che si sono venute a determinare con l'inserimento di questo grosso organismo che opera a livello cittadino e probabilmente di altri organismi che stanno già bussando alle porte per inserirsi. Io ne parlavo prima col Consigliere Pollicini, che è il Presidente della Commissione Industria e Commercio, e io ritengo che sia meglio che l'Amministrazione regionale, nel discutere e approvare questo provvedimento di legge, non dimentichi però di considerare il problema della cooperazione in genere e del settore distributivo, che è legato al settore della produzione.
Ora, io e il Consigliere Pollicini avevamo preparato un testo di ordine del giorno - che vi leggerò e che poi vi illustrerò brevemente - che proponiamo nell'ambito di questa discussione, che riguarda questo disegno di legge a favore della cooperazione dell'agricoltura. L'ordine del giorno potrebbe suonare così:
Ordine del giorno
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, nella discussione del disegno di legge regionale concernente provvidenze a sostegno di iniziative cooperative di produttori agricoli per la valorizzazione di prodotti agricoli e zootecnici,
rileva,
al fine di un intervento coordinato e completo nel settore della cooperazione, che è necessario, in relazione anche al recente inserimento della Standa nella rete distributiva cittadina, prevedere al più presto provvidenze a favore della cooperazione di consumo e dei Consorzi di dettaglianti,
dà mandato, a tal proposito, alle Commissioni congiunte dell'Industria e Commercio e delle Finanze, Affari Generali di indire, sotto l'egida della Presidenza del Consiglio, un convegno di studio sulla distribuzione e cooperazione a cui partecipano i rappresentanti delle categorie interessate.
Ecco, io mi spiego brevemente: ritengo che sia giunto il momento di affrontare anche i problemi della distribuzione, che sono sempre stati sottaciuti o comunque ignorati, un po' anche per colpa - lo voglio dire chiaramente - delle categorie interessate, perché - e questo è il discorso che forse mi può nuocere sul piano elettorale, ma lo devo fare lo stesso - non credo che abbiamo nella città di Aosta una categoria di commercianti sufficientemente avveduta e che tiene conto delle situazioni così come si muovono nel tempo.
Montesano (P.S.U.) - Milanesio, ti pregherei di illustrare brevemente l'ordine del giorno...
Milanesio (P.S.U.) - ... trattasi di cooperazione e propongo, nell'approvare una legge, anche di votare un ordine del giorno che tratta di questo argomento. Ora, dicevo, mi pare sia necessario, in base a queste considerazioni, che il potere pubblico - in questo caso le Commissioni che sono espressione del Consiglio regionale - debba incominciare ad affrontare e a esaminare questo problema con le categorie interessate, anche per evitare che poi si sia preda e oggetto di speculazioni interessate, perché, quando succedono certe cose, sembra che la colpa sia dei poteri pubblici. I poteri pubblici non ci possono fare niente, ci sono delle leggi e queste leggi vengono applicate o dai poteri pubblici a livello locale, o dai poteri pubblici a livello nazionale. Quello che occorre fare è suscitare una serie di energie attorno a dei problemi e indicare delle soluzioni che poi possono venir fatte proprie dal potere politico. Io non dico altro e ribadisco il voto favorevole e la piena adesione al progetto di legge presentato dall'Assessore Maquignaz.
Germano (P.C.I.) - Prima di dire quello che penso sulla materia, io vorrei fare solo alcune brevi considerazioni sull'intervento del Consigliere Lustrissy, che si può suddividere in due parti: una prima parte relativa all'agricoltura, alla programmazione sull'agricoltura, dove Lustrissy accetta, direi fa proprie alcune delle osservazioni che sono state fatte in Commissione e che ci trovano concordi, che noi condividiamo. Vi è però una seconda parte, Consigliere Lustrissy, che, proprio per la stima e la considerazione che io ho... che non condivido, la parte cioè che vorrebbe essere politica, dove si parla di demagogia e di strumentalizzazione; qui mi pare che si faccia un po' come il Don Chisciotte che, per poter duellare, inventa che i mulini a vento sono dei guerrieri e fa una grande battaglia. Io non auguro la fine che ha fatto Don Chisciotte in quella situazione, ma qui siamo in Consiglio purtroppo - perché, secondo me, sarebbe sempre bene che ci fosse la tribuna piena - in tribuna ci sono poche persone, politicamente già ben definite, che nessuno di noi conquista; quindi, quando diciamo delle cose, non le diciamo per demagogia o strumentalizzazione, in Commissione e qui in Consiglio, e il Consigliere Tonino quelle osservazioni le ha fatte in Commissione senza che ci fosse pubblico e le ha ripetute qui, e non l'ha fatto evidentemente con intenzioni demagogiche, il fatto è che ha segnalato dei problemi che esistono e che ci sono. Direi quindi questa seconda parte lasciamola lì: quella della demagogia, della strumentalizzazione, quella del grande malato, che ha molta gente vicino e il più vicino al grande malato è proprio Bonomi, che porta non a un miglioramento della malattia ma a un continuo aggravamento, quindi anche la barzelletta di Bonomi bisogna prenderla com'è... Su quanto Milanesio ha detto adesso sull'ordine del giorno mi pare che ci siano alcune cose che non si riferiscono alla legge ma a uno stato di fatto che c'è nel commercio e fra i consumatori in Valle d'Aosta. Io non mi pronuncio su quello, chiederei di poter esaminare, avere una copia di quell'ordine del giorno.
Detto questo, io direi anche qui alcune brevi parole sulla legge e sulle preoccupazioni che abbiamo già avuto occasione di porre in discussione in Commissione. Poiché l'argomento è interessante, non il fatto specifico della legge, quanto la situazione dell'agricoltura e qui dobbiamo dirci le cose come stanno, perché non sono molti mesi che qualcuno lì, dai banchi della Giunta, diceva che i prezzi del MEC non avrebbero influito sull'agricoltura valdostana, invece, se prendiamo la Gazzetta di alcuni giorni fa, che riporta quello che è avvenuto alla Fiera di Châtillon, si vede che hanno invece influito, che cominciano a influire negativamente, in modo preoccupante: 300 capi in svendita alla Fiera di Châtillon, affari per 5 milioni; vi è insoddisfazione e preoccupazione tra gli allevatori, ed è una situazione che si diffonderà inevitabilmente. Io quindi direi che il problema c'è e grosso ed è bene che tutti esprimano la loro opinione, anche se la legge, in sé e per sé, è stata migliorata, approvata dalle due Commissioni. Queste considerazioni le faccio anche più volentieri perché l'interlocutore, l'Assessorato dell'agricoltura, ha dimostrato di accettare, se le considerazioni le ritiene giuste, di farle anche proprie e ha dimostrato anche di controbattere quando non è d'accordo, quindi è un discorso che si può, che si deve fare.
La nostra opinione espressa in Commissione Agricoltura è che questa legge ricalca la legge dello Stato, vi è la differenza della proporzione dell'intervento e, anche se sono state accettate le modifiche migliorative che noi abbiamo proposto - e noi voteremo questa legge proprio perché sono state accettate queste cose -, noi però dobbiamo contestare questo tipo di iniziative, perché è vero che la concentrazione economica nell'agricoltura è una cosa valida, anche se indica tutto un complesso di cose, e quindi si aiutano Cooperative di un certo peso, però è anche vero che questa legge non tocca la questione delle piccole Cooperative, dei piccoli Consorzi, non tocca le 220, o quante sono, latterie turnarie presenti nella nostra agricoltura, e non risolve completamente i problemi. Lo stesso Assessore ce l'ha detto in Commissione: la legge per ora riguarda la Cooperativa produttori fontine, riguarderà prossimamente la Cooperativa di Saint Pierre per la frutta, può riguardare, in un'ipotesi già più distante, una Cooperativa che potrebbe sorgere in Bassa Valle. I limiti della legge quindi sono questi, non c'è niente da fare.
Secondo noi, e l'abbiamo detto in Commissione - è stato fatto proprio anche dall'Assessore, anche dal Consigliere Lustrissy, anche dal Consigliere Milanesio -, oggi che vi è la programmazione, già con gli studi fatti bisogna impostare una nuova politica verso l'agricoltura, tenendo conto, come dicono gli studi della nostra programmazione, dei diversi elementi sui quali bisogna agire, a cominciare dai costi parassitari che sono a monte del prezzo dei prodotti industriali, dalle attrezzature ai concimi, ai mangimi. Gli economisti chiamano il divario fra i prezzi industriali e i prezzi agricoli la forbice per dire che continuamente vi è un distacco tra questi due prezzi, che sono l'indice, in una società industriale avanzata come la nostra, dello sfruttamento che inevitabilmente o tendenzialmente - perché vi è l'appoggio dello Stato - l'industria fa verso l'agricoltura. Un primo settore quindi è quello dei prezzi dei settori parassitari, che stanno a monte, e Consigliere Lustrissy, volevo ancora dire che su questa questione dell'intervento per la riduzione di questi costi parassitari sta la maggior parte del segreto dello sviluppo della Cooperativa agricola nell'Emilia e nella Toscana. Ormai queste Cooperative hanno una loro ragione d'essere e un loro grande sviluppo soprattutto perché su questo terreno sono riusciti, in modo originale, a produrre questi prodotti e a ridurre, con società di acquisto, il costo più alto che fanno i nostri agricoltori: sulla questione dei mangimi, per esempio, si sono realizzati dei prezzi che battono tutti i prezzi dei mangimi monopolistici e hanno le stesse e migliori qualità. Non sarebbe male, secondo me, che la nostra Commissione Agricoltura potesse fare un viaggio per esaminare la situazione e i dati di fatto della situazione agricola in Emilia e in Toscana, e allora su questo terreno vi sarebbero molte esperienze da fare, questo è il primo elemento. Il secondo elemento è la produzione e su questo, almeno in parte, per questa legge, per questo particolare settore si interviene. Il terzo elemento è il mercato, perché non basta produrre bene, bisogna poter intervenire sul mercato, bisogna arrivare al consumatore, bisogna che le merci siano collocate, non basta la conservazione, non basta avere i magazzini, bisogna collocarle e collocarle bene nell'interesse del consumatore e nell'interesse del produttore.
Se non si affrontano tutti e tre questi elementi, è evidente che la nostra agricoltura - e per la disposizione non è che siamo la Pianura padana, è evidente che è più difficile, produce meno la nostra agricoltura - sarà sempre asfittica, come lo è adesso, diventerà più mangiasoldi e fra dieci anni può anche darsi che sia liquidata, con grave danno sul piano economico - e io su questo concordo con l'Assessore - ma soprattutto con grave danno sul piano sociale, in quanto la sistemazione idrogeologica è uno degli elementi fondamentali, per questo è necessario che la coltivazione continui; è evidente, io concordo con questo.
Allora, io apprezzo quello che ha detto l'Assessore e quello che hanno detto anche gli altri intervenuti: che, per curare l'ammalato, bisogna prima visitarlo, sapere quale malattia ha e poi individuare le cure, le medicine da dare e quindi, secondo me, la base di fondo, anche della programmazione degli studi fatti, è quella dell'assistenza tecnica organizzativa: arrivare ai piani di zona, che non siano fatti dai tecnici, nel chiuso degli uffici, ma che siano fatti coi contadini, assieme ai contadini e assieme trovare quali sono i rimedi più esatti da proporre, da portare avanti.
Secondo me, se andiamo a vedere la situazione delle zone, non dico le cose che diceva il Consigliere Tonino, ma evidentemente vengono fuori altre iniziative sul settore cooperativo che noi dobbiamo osservare, perché è vero che la produzione lattiero-casearia è la produzione più importante, però ci sono dei settori che non sono toccati: per esempio, quello della carne, che è il secondo prodotto del nostro allevamento, non vi è nessuna iniziativa cooperativa. Il mercato è nelle mani dei commercianti e solo nelle loro mani, commercianti che hanno anzi influito sullo stesso piano di risanamento in modo negativo, facendo abbattere cose che non si dovevano abbattere, aggravando certi costi che potevano essere inferiori. Anche quando parliamo del settore lattiero-caseario, l'intervento è sulla fontina; ora, la fontina si produce da aprile-maggio, negli alpeggi, a settembre-ottobre; in altri posti si produce poi anche giù ma in molti altri posti, il latte, nel periodo da ottobre ad aprile, viene consumato in un modo diverso. Ora, qui c'è la zona bianca che porta il latte alla centrale a 76 lire, ma tutto il resto... il latte rende 76 lire? Evidentemente no. Serve per l'allevamento del vitello, serve per il consumo familiare, con dei costi che sono molto, molto più bassi e evidentemente sono anche questi settori che noi dobbiamo tenere sotto controllo se vogliamo guardare bene tutto.
Dette queste cose, io ribadisco che siamo d'accordo per la legge, in quanto sono stati accettati i miglioramenti, in quanto l'Assessorato ha fatto propri i suggerimenti della Commissione per dare attuazione all'assistenza tecnica organizzativa, quindi alla costituzione di piani di zona che ci permetteranno, secondo noi, di vedere meglio la situazione e di intervenire in modo più organico, non per un solo settore, ma per un complesso di settori.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno proposto chiederei...
Montesano (P.S.U.) - ...si sono fatte delle copie, saranno distribuite ai Gruppi...
Chamonin (R.V.) - Non voglio entrare nella discussione generale del problema dell'agricoltura; altri l'hanno fatto prima di me, altri lo faranno ancora dopo di me certamente, il problema è vastissimo, è grossissimo, se ne parla da tanto tempo. L'agricoltura, evidentemente, è un grossissimo ammalato in Valle d'Aosta, in Italia, nel mondo e, come tutti i grossissimi ammalati, ha al suo capezzale moltissimi medici, tutti si sentono capaci di risolvere in qualche modo determinati problemi del problema generale dell'agricoltura, ma, come quasi sempre - e i medici presenti in aula non l'abbiano a male -, davanti al grosso ammalato, anche se la diagnosi del male è quella, i rimedi proposti sono... come davanti all'ammalato, da parte di tutti i medici, troppe volte non concordi, ognuno vuole sostenere una propria terapia. Questo come osservazione di carattere generale ed è per questo che non entrerò in questo momento nella discussione generale del problema dell'agricoltura.
Sull'ordine del giorno dei Consiglieri Milanesio e Pollicini, desidererei, naturalmente, prenderne più approfondita conoscenza prima di pronunciarmi in proposito, non voglio dire che sia inopportuno, perché, anzi, è opportuno, forse intempestivo, certamente fuori dell'argomento in questo momento. Il problema della distribuzione comunque è un problema così grosso e di così capitale importanza per il consumatore che certamente dobbiamo prendere in considerazione anche questo problema, in questo momento, dopo questa discussione, o in un altro momento.
Io devo dire che siamo d'accordo con questa legge per due ragioni: perché è un'iniziativa presa nel campo agricolo, che è un campo che sta a cuore a tutti e perché tende a incentivare la cooperazione, altro argomento sul quale, mi pare, concordiamo abbastanza tutti.
Il Consigliere Milanesio parlava un momento fa del fatto che la Regione dovrebbe attuare non soltanto delle leggi in questo senso, ma dovrebbe anche passare ad attività promozionali, anche in questo campo. Io vorrei dare un piccolissimo suggerimento alla Giunta - e sarò brevissimo in queste mie considerazioni -, in particolare all'Assessore all'Agricoltura, a quello alla Sanità, a quello al Commercio e a quello alla Pubblica Istruzione.
Mi pare che una delle attività promozionali sulle quali la Giunta potrebbe e dovrebbe insistere è l'imbastimento di una campagna di propaganda a favore del consumo del latte. Noi sappiamo che i Paesi dove il latte è più consumato sono i Paesi che hanno subito per anni una massiccia propaganda per il consumo del latte alimentare; sappiamo tutti quanto il latte sia un prodotto ottimo dal punto di vista dell'alimentazione, dal punto di vista dietetico. Ad un certo momento quindi io penso che una campagna ben condotta, una campagna sostenuta dall'Amministrazione potrebbe portare a un'incentivazione nel consumo del latte in Valle d'Aosta, perché è vero che la Valle d'Aosta produce latte, ma consuma poco latte alimentare.
Vorrei vedere se ci fosse la possibilità - è un suggerimento questo che potrà portare a niente, è un semplice suggerimento - di un intervento diretto dell'Amministrazione presso gli asili d'infanzia, gli asili-nido, i ricoveri o altro, affinché certi sussidi, o parte di sussidi dell'Amministrazione che vanno a finire a questi Enti, siano dati invece sotto questa forma. In certe refezioni gratuite o semigratuite, dov'è ammannito latte, latte in polvere, questo potrebbe essere vantaggiosamente sostituito da latte alimentare prodotto qui nella Regione e questo vantaggio ricadrebbe su chi fruirebbe di quest'assegnazione e naturalmente sulla produzione del latte.
Noi sappiamo che in mattinata tutti gli studenti, praticamente, che incominciano scuola alle 8,00 e vanno avanti fino alle 13,00, nella pausa delle 10,00 o delle 11,00 si sgranocchiano il panino, va bene, si mangiano la banana o la mela, eccetera; non vedo perché non si potrebbe passare ai bambini durante tale pausa anche un bicchiere di latte alimentare. Non è un grosso problema di organizzazione, bisogna vedere, non è una cosa sensazionale, ma sono migliaia di litri di latte che al giorno potrebbero essere consumati in questo modo. Perché l'Amministrazione non potrebbe passare ai bambini, durante la refezione di mezza mattinata, un bicchiere di latte e, per esempio, una mela? Sono migliaia di litri di latte e migliaia di chili di frutta che potrebbero essere dati in questo modo direttamente dalla produzione al consumo. Soltanto questo volevo dire.
Tonino (P.S.I.U.P.) - Io penso di essere stato frainteso nel mio intervento, si è voluto da parte di qualcuno volutamente fraintendermi su un problema molto importante. Quando io sollevo delle titubanze sulla legge per il suo carattere restrittivo, non è che voglia dire che il provvedimento è tutto negativo. Il mio interessamento verso questo settore su determinate zone della Valle mi porta a fare queste dichiarazioni, cioè la preoccupazione che piccoli produttori ne vengono esclusi. Respingo quindi nel modo più risoluto l'addebito di fare della demagogia che il Consigliere Lustrissy ha indirizzato al sottoscritto, avrò modo di dimostrare il contrario proprio per l'attaccamento, ripeto, che ho sempre avuto verso questo delicato settore. Per quanto riguarda la migliorazione del reddito, Consigliere Lustrissy, bisogna prevederla a tutti i settori dell'agricoltura. Ripeto quindi che la mia titubanza manifestata non vuole dire essere contrario al provvedimento, semmai vuole dire suggerire una maggiore attenzione, ripeto, a tutti i settori agricoli, per la natura spezzettata dell'agricoltura che presenta la Valle d'Aosta. L'accusa che lei, Consigliere Lustrissy, indirizza al sottoscritto è smentita dal fatto che sono proprio gli agricoltori delle zone che rappresento a interessarsi presso il sottoscritto per risolvere il loro problema; è naturale che questi agricoltori si appoggino a colui che li rappresenta in quella zona per esprimere la loro titubanza. Dirò, Consigliere Lustrissy, che proprio il sottoscritto fin d'ora fa opera di persuasione verso questi agricoltori per vedere il problema non tanto sotto un aspetto globale, quanto di convincimento per accettare il provvedimento così come viene posto. È naturale però che il sottoscritto porti in questo Consiglio assieme alle proprie perplessità anche le perplessità degli agricoltori stessi e stia tranquillo, Consigliere Lustrissy, che il sottoscritto si adopererà in tutti i modi possibili per risolvere i problemi dell'agricoltura e non demagogie... Naturalmente voglio rassicurare il Consigliere Lustrissy del mio voto favorevole alla legge che discutiamo.
Pedrini (P.L.I.) - Due parole soltanto, molti oratori hanno ormai sviscerato il problema; io concordo pienamente e in un certo senso sono stato battuto sul tempo dal Consigliere Chamonin, il quale veramente ha detto due cose giuste su due prodotti nostri locali, che condivido e approvo in pieno. Se l'Assessore potesse interessarsi di questo problema così come l'ha impostato il Consigliere Chamonin, io sono convinto che anche questa sarebbe veramente una cosa che tutta la popolazione, indistintamente tutta, approverebbe toto corde e questo comune beneficio sarebbe veramente notevole, non soltanto per la nostra agricoltura, per la nostra economia ma per i bambini stessi, quindi abbiamo due piccioni con una fava sola.
Naturalmente, a nome del Gruppo Liberale, dichiaro che voterò a favore.
Bionaz (D.C.) - Io mi limiterò a due osservazioni, a quelle che ha fatto il Consigliere Tonino, il quale si preoccupa non di favorire la cooperazione, ma del fatto che quella cooperazione dia dei risultati negativi, perché, quando sento dire al Consigliere Tonino che i tremila litri di latte al giorno sono troppi, allora io debbo convenire e debbo dedurre che allora non si vuole fare nulla nel campo della cooperazione, perché lei quante vacche ci sono a Donnaz me lo sa dire? Lei non lo sa? Beh, glielo dico io: saranno sulle 400...
Tonino (P.S.I.U.P.) - So che le quattro latterie messe assieme non raggiungono...
Bionaz (D.C.) - ... saranno sulle 400. Guardi, se lei fa un conto molto... diremo anche modesto della produzione giornaliera di queste bovine lattifere, ammettiamo che almeno abbiano 8 litri di latte al giorno, o anche meno, anche 7 e mezzo, facciamo una media perché altrimenti tanto vale allevare delle capre, non delle vacche. Ora, se 400 lattifere di Donnaz si associano per la lavorazione del latte, faccia il conto, noi superiamo largamente... sissignore...
Tonino (P.S.I.U.P.) - ... l'abbiamo già visto...
Bionaz (D.C.) - ... no, non abbiamo visto niente, è perché non vogliono consociarsi, la verità è questa, abbiamo fatto un calcolo matematico, scusi, se producono almeno 3 litri e mezzo al pasto, cioè 7 litri al giorno, siamo sui 3.000. Ora, siccome evidentemente non è detto che siano solo quelli di Donnaz, possono essere quelli di Bard, quelli dei Comuni vicini, perché deve essere solo Donnaz? E lei ancora li vuole dividere in due, cioè se due latterie si associano e le altre due no... ma perché no? Se vogliamo favorire un sistema cooperativo, bisogna favorire proprio la mentalità, l'educazione cooperativa; dunque, quella ragione che lei accampa non ha nessunissima ragione di esistere, assolutamente, non è giustificata.
Lei parla delle castagne, ma lei lo sa come funziona la raccolta delle castagne nel Cuneese? Lei ha fatto un esempio, nel Cuneese, ma non credo mica che nel Cuneese la raccolta delle castagne dia quei risultati che hanno dato da intendere a lei, o lei ha constatato, io non lo so; lì c'è qualcuno che raccoglie le castagne, cioè è Ferrero, e che raccoglie delle castagne pregiatissime e sceltissime e paga naturalmente dei prezzi elevati, ma sono pochissime ed è veramente poco il prodotto che può essere scelto in quel modo, come, per esempio, in Valle d'Aosta erano rinomate quelle di Bellecombe e quelle lì avevano a suo tempo un prezzo maggiore delle altre per la grossezza, perché erano quasi prive di animelle, eccetera, insomma, avevano dei pregi particolari, perché servivano ai pasticcieri per i marrons glacés, eccetera. La castagna è un prodotto povero dal punto di vista sostanziale; ora, bisognerebbe naturalmente che si cercasse di mettere nei mangimi, eccetera, io non sono un chimico, non posso sapere questo, ma certamente, se il prezzo della castagna è quello che è, è perché è un prodotto povero che non si presta a una raccolta e a una produzione industriale, a uno sfruttamento industriale: questa è la verità, altrimenti non sarebbe così, perché una volta le mangiavano, oggi non le mangiano più, perché, e giustamente io penso, è un prodotto che trova qualche cosa di sostitutivo e di molto migliore. Ora, prima di dire: "lì esiste questa organizzazione, qui non esiste", vediamo a fondo, vediamo un po' perché nel Cuneese c'è qualche cosa che funziona in una ristrettissima zona, perché anche le noccioline le hanno coltivate in una ristrettissima zona e sono proprio quelle che assorbe la fabbrica Ferrero, la quale evidentemente ha una organizzazione, diciamo, se non mondiale, certamente europea, che consente l'assorbimento di un determinato quantitativo, molto limitato per la verità, mi creda Consigliere Tonino.
Vi è poi il Consigliere Germano che si lamenta che gli altri fanno della demagogia, ma il suo intervento è stato solo demagogico, perché soltanto di demagogia lui ha parlato e naturalmente ci ha ficcato dentro Bonomi, evidentemente non si può fare a meno quando si parla di agricoltura e si vuole criticare una certa... diremo organizzazione sindacale. Si parla di Bonomi, come si fa a non parlare di Bonomi, ma mi rincresce che non ci sia Germano, che Bonomi dà delle lezioni a lui e ai suoi Compagni, perché nessuno si è preoccupato di dare la mutua e le pensioni e gli assegni familiari ai coltivatori diretti se non c'era Bonomi: questa è la verità! Evidentemente, non trattandosi della stessa parrocchia... lasciamo stare la parrocchia perché non è appropriato, della stessa cellula, se volete, evidentemente bisogna dargli addosso e non perdere mai le occasioni per stigmatizzare quello che è stato fatto per una categoria che io ritengo, senza esagerazione, sia la più meritevole, lo vediamo in casa nostra: se non ci fossero i coltivatori diretti qui, vorrei vedere chi va ancora a coltivare i campi di segale, che non rendono più niente, se non quelli che hanno ancora l'amore, la passione di coltivare il loro piccolo pezzo di terra.
Il Consigliere Germano poi, naturalmente, spazia anche nel mercato europeo, perché lui è enciclopedico e dice: "avete visto a Châtillon quello che è successo?". A Châtillon è successa una cosa molto semplice: che non c'è stata richiesta di animali di allevamento, perché? Perché quest'anno c'è una produzione piuttosto scarsa di foraggi nelle zone che assorbivano il bestiame valdostano, solo per questo.
Non è mica diminuito il prezzo della carne e voi lo sapete meglio di me; ora, non è vero che il mercato comune, l'importazione delle carni dall'estero abbiano fatto diminuire il prezzo della carne, no, qui manca veramente - sono d'accordo con il Consigliere Milanesio - l'organizzazione proprio in questo campo, e ci vorrebbe, sono d'accordo. Anche qui si ritorna sul problema della cooperazione, perché, quello che io dicevo poco tempo fa e che oggi mi viene ricordato... c'è qualcuno che ha detto che non avevamo nulla da temere dal mercato comune, non abbiamo nulla da temere per quello che riguarda i prodotti originali e se sono fabbricati bene, Consigliere Germano, non abbiamo nulla da temere perché il prezzo della fontina non è diminuito, né la produzione, né il consumo; produciamolo bene. Non c'entra proprio niente la questione dagli animali, perché la carne al consumo è diminuita? Lei lo saprà tanto come lo so io, magari lei va personalmente a comprarla, è diminuita la carne dal macellaio? Me lo vuole dire? E allora ...(voci)... cosa c'entro, ecco che bisogna attualmente educare la gente alla cooperazione, questo ci vuole, non indicare soltanto il male, senza indicare quale può essere la medicina o il rimedio, questo vi dico. Il fatto che a Châtillon non si sia assorbito il bestiame che era presentato alla Fiera autunnale è uno di quei normali avvicendamenti che il commercio subisce proprio per la ragione che nelle zone di assorbimento di quel bestiame - e non è tutto bestiame, diciamo, pezzato rosso, pezzato nero - è perché nelle zone di assorbimento c'è stata una scarsa produzione di foraggio, soltanto per quello.
Il Consigliere Germano dice: "ma vedete le Cooperative emiliane come funzionano", noi non vogliamo andare a ficcare il naso nelle Cooperative emiliane, sappiamo solo una cosa: se producessero a prezzi inferiori agli altri stabilimenti... perché non importiamo i mangimi emiliani in Valle d'Aosta? Perché la vostra Cooperativa valdostana, che si dibatte negli stessi problemi difficili nei quali si dibattono tutte le alleanze cooperative, non importa in Valle d'Aosta i mangimi emiliani? Insomma, ci sarebbe da travolgere tutti i produttori di mangimi, perché non lo fa? Perché costa, li fanno pagare come tutti gli altri, né più, né meno che tutti gli altri, ecco; quindi qui la legge del commercio è una sola: è quella della domanda e dell'offerta e quella dei rincari. Purtroppo, non siamo noi che possiamo porre dei rimedi, noi possiamo correre a dei ripari e indicare, caso mai, dei mezzi per aiutare, per sovvenire in casi gravi, ma quello che ci vuole è proprio la mentalità cooperativa. Ora, se questa mentalità della cooperazione deve farsi strada, non bisogna evidentemente spezzettarla e non bisogna creare delle difficoltà a un maggiore assorbimento e a una maggiore produzione in comunità; questa è la verità, questo noi dobbiamo fare.
Sono ottime le proposte che ha fatto il Consigliere Chamonin, bisognerebbe incentivare il consumo della frutta, il consumo del latte d'accordo, ma insomma, ci sarebbe chi potrebbe dire: "ma io penso che bisognerebbe incentivare anche il consumo del vino, perché anche quello è un prodotto dell'agricoltura". Ad ogni modo, insomma, quella del latte e della frutta indubbiamente è una cosa che si indicherebbe anche meglio perché, insomma potrebbe favorire, per esempio, nelle scuole, il consumo da parte dei giovani e dei bambini.
Un ultimo accenno - ed è quello che ha voluto fare il Consigliere Gemano - alla zona bianca. Vi ricordate che, quando si è trattato qui di modificare la convenzione della Regione con la società che gestisce la Centrale del latte, si proponeva di affidare la gestione della produzione, cioè del lato produttivo del latte, non quello del latte alimentare, quello del latte industriale a una cooperativa, tutti sono saltati su: "ma come mai, la società che gestisce la Centrale può benissimo trasformare i superi". Noi dicevamo: no, la società che gestisce la Centrale deve gestire la Centrale del latte, deve reperire il latte nella zona bianca, che si può, è una cosa un po' fatta a fisarmonica, si può allargare come restringere ma chi deve produrre e deve trasformare il latte industriale deve essere un ente che lo produce e che è in grado di fornirlo anche alla Centrale, perché sono i superi... è la produzione dei superi che rende deficitaria la gestione della Centrale e qui il rimedio dovrà ricercarsi per forza in quella direzione, cioè la Centrale reperisce il latte alimentare nella zona bianca, e soltanto il latte alimentare; la produzione, la trasformazione del latte industriale lo deve fare qualcun altro. Non è neanche detto, Consigliere Germano, che il latte trasformato in fontina costi meno, o venga pagato meno di quello che viene consumato nell'alimentazione, perché, oggi come oggi, con il prezzo che noi vediamo che la Cooperativa dei produttori di fontina paga la fontina siamo lì, se non addirittura è anche superiore. Vedo che il rimedio c'è, si tratta semplicemente di far fare a ognuno il proprio mestiere e specialmente di favorire l'educazione cooperativa e di educare i nostri produttori, almeno nei limiti, in quelle zone in cui questa produzione può avere una certa importanza, ad associarsi di modo che non vi sia lo spezzettamento dei nostri produttori in tante piccole associazioni con un solo risultato: quello di moltiplicare le spese e non certamente migliorare i ricavi.
Montesano (P.S.U.) - Io vorrei ancora una volta richiamare l'attenzione del Consiglio sul fatto che il tempo passa e che se andiamo avanti di questo passo, dovremo riformare ancora l'articolo 21 e dire che il Consiglio siede permanentemente, se vogliamo dare corso a quello che c'è da discutere e a quello che man mano si accumula, perché continuamente... quindi rendiamoci conto di queste cose, io non dico più niente, e andiamo avanti. Quando vedremo che gli oggetti non verranno esauriti, allora dovremo riformare ancora l'articolo 21 e dire che insediamo il Consiglio due volte alla settimana, e poi arriveremo alle sedute permanenti. Io dico questo soltanto perché ognuno sia cosciente che il tempo passa.
Sono iscritti a parlare i Consiglieri Chabod, Freppaz, Manganoni e l'Assessore Maquignaz. Faccio osservare che è un disegno di legge che è passato alla unanimità in Commissione, perché guai se non fosse passato all'unanimità... La parola al Consigliere Chabod.
Chabod (D.C.) - Io non farò perdere del tempo ma volevo solo chiedere all'Assessore Maquignaz e anche all'Assessore al Turismo, Balestri, se fosse possibile portare in Commissione Turismo e Agricoltura la questione del latte che viene da Torino e Milano. Noi vediamo che in tutti i nostri centri turistici, purtroppo, non si beve del latte valdostano, ma si beve del latte che viene da Torino e da Milano. È una questione molto interessante perché si fa una propaganda turistica, specialmente vendendo del latte buono, non che si voglia dire che quello che viene da Torino o Milano non sia buono, ma il nostro sarebbe molto più genuino e nello stesso tempo si darebbe la possibilità alla gente del posto di venderlo, solo quello.
Freppaz (U.V.) - Sono d'accordo, naturalmente, alla formazione di Cooperative, come lo ha dichiarato per l'Union Valdôtaine l'ex Assessore all'Agricoltura e Foreste, Fosson; dubito però sulla possibilità di raggruppare un così forte quantitativo di 30 quintali e a questo punto proporrei piuttosto che in certe zone, come, ad esempio, in Bassa Valle e particolarmente la Valle du Lys, la Valle di Champorcher, le Traverse di Arnaz, eccetera, vi fosse la possibilità di ridurre sensibilmente la quantità, in modo particolare e facendo anche piuttosto un'eccezione per certe zone.
Manganoni (P.C.I.) - Io rinuncio...
Montesano (P.S.U.) - ...guardi, perché se dovete rispondere tutte le volte che uno fa così con la mano, stiamo...
Tonino (P.S.I.U.P.) - Vorrei rispondere perché ho dei dati precisi, Signor Presidente, lei si dice sicuro che Donnaz raggiunga quel quantitativo; io le dico che mi sono interessato presso coloro che attualmente dirigono le latterie, che mi hanno dato queste cifre: latteria di Tréby, quintali 8 nel periodo più confacente; latteria di Clapey 7, latteria di Vert 6, latteria di Pramotton 2,5; quindi in tutto 23 quintali e mezzo, ecco che non possono raggiungere sulle quattro latterie quel quantitativo che la legge prevede.
Bionaz (D.C.) - ... mettete della Cooperativa anche di fuori...
Germano (P.C.I.) - L'intervento del Presidente della Giunta, almeno per la parte che ho sentito, meriterebbe una risposta, ma per il suo carattere provocatorio io non la faccio e continuo a ribadire che il discorso si può fare con molti della maggioranza, però non si può fare con questo uomo, col quale è impossibile parlare...
Bionaz (D.C.) - ... io non sono attirato dal dialogo con lei, sa io sono...
Germano (P.C.I.) - ... ma perché vuole sempre che io le risponda? Mi lasci stare, io non la tocco mica...
Maquignaz (D.C.) - Per non dilungare troppo, risponderò brevemente solo a quelle osservazioni più importanti e che, secondo me, meritano una precisazione.
Il Consigliere Tonino dice che questa legge esclude alcuni prodotti agricoli e ha fatto riferimento alle castagne. Io dico che questa legge non lo esclude affatto, cioè all'articolo 3 si dice: "le operazioni da effettuare devono riguardare esclusivamente le principali e fondamentali produzioni agricole e zootecniche locali, aventi rilevante importanza per l'economia agricola della Valle d'Aosta", cioè se per la Bassa Valle la produzione delle castagne assume questa particolare importanza, rientra perfettamente nelle finalità della legge e ha diritto al contributo; quindi non è che si esclude, caso per caso si potrà esaminare se rientra o meno.
Io le dico che - e questo vale anche per il limite dei 30 quintali stabilito al giorno -, dopo quanto è stato confermato qui dai diversi Consiglieri che hanno preso la parola, per il momento il provvedimento non va modificato. Se nell'applicazione di questa legge però si noteranno degli inconvenienti per raggiungere questo quantitativo, può essere portata in Commissione dell'Agricoltura, esaminata e prendere un provvedimento a parte per queste particolari zone. Come linea generale però, secondo me, devono rimanere i 30 quintali al giorno, perché ha detto bene il Presidente: noi dobbiamo creare questa mentalità cooperativistica, quindi se veniamo meno in sede di approvazione di una legge regionale, non facciamo certamente il nostro dovere e non aiutiamo certamente gli agricoltori. Le zone particolari invece, secondo me, si possono esaminare caso per caso, quando si vedrà che non si raggiunge quel limite di 30 quintali non per mancanza di buona volontà, ma solo perché ci sono delle particolari esigenze e situazioni... perché se è solo per mancanza di buona volontà, non si può accettare, se invece in quella zona non si riesce ad arrivare a quel quantitativo e l'ingrandimento di queste cooperative comporta delle spese di trasporto, in quei casi può essere ragionevole scendere sotto i minimi.
Il Consigliere Manganoni diceva: "come mai non si sono fatti dei caseifici e se ne parla da tanto tempo?". Io ritengo che i caseifici non si sono costruiti proprio perché mancava un provvedimento che desse un po' di assicurazione nel finanziamento delle spese di gestione; basta citare che, siccome la popolazione è al corrente di questo provvedimento, noi abbiamo visto già delle iniziative che sorgono adesso, in questo momento, si chiedono le modalità per poter costituire delle Cooperative efficienti. Abbiamo avuto una prima riunione a Villeneuve l'altro giorno con la partecipazione di tutti i Comuni limitrofi, i quali hanno veramente intenzione di formare una Cooperativa, perché sanno che 'c'è una piccola assicurazione di finanziamento. Io ritengo che questo sia un motivo. Nella Valle d'Ayas e a Verrès non hanno minimamente criticato il quantitativo fissato, chiedono solo le modalità da seguire per poter passare alla costituzione di queste Cooperative; quindi, io penso che il motivo per cui non si sono fatti i caseifici era proprio quello che gli agricoltori avevano il timore di sobbarcarsi un impegno non indifferente, se non c'erano delle garanzie, delle assicurazioni per la copertura di una parte delle spese di gestione.
I Consiglieri Lustrissy e Milanesio avevano accennato a questa necessità di avere dei provvedimenti promozionali, che è poi in pratica il servizio di assistenza tecnica, economica e sociale, secondo me, quel provvedimento deve essere promozionale, o divulgatore lo chiamerei di più ancora. Posso assicurare che la Giunta ha già deliberato per affidare l'incarico della progettazione di quel servizio, cioè io lo chiamo progetto esecutivo, non so se è la parola esatta... il costo è di 1.500.000 e la società ha provveduto già a fare tutte le ricerche e gli studi; appena noi avremo questo studio, lo passeremo alla Commissione dell'Agricoltura, che lo esaminerà e poi lo porteremo in Consiglio.
Consigliere Germano, mi fa dire delle cose che io non ho detto, perché, quando mi dice: "in Commissione ha detto che questo provvedimento serve per la Cooperativa produttori latte e fontina", non è vero, lei mi ha chiesto: "in questo momento quali sono le Cooperative che avrebbero diritto a questo contributo?". Io l'ho detto, in questo momento c'è la Cooperativa produttori latte e fontina, domani ci sarà la Cooperativa di Saint Pierre, se sorgerà una Cooperativa nella Bassa Valle, ci sarà quella Cooperativa, perché noi vogliamo che non ci sia solo una Cooperativa, ma per i diversi settori ci siano veramente delle Cooperative, però, ripeto, delle Cooperative valide, perché noi aiuteremo proprio i piccoli, come diceva Manganoni, noi li aiuteremo solo se loro aderiranno a delle Cooperative di una certa entità, a delle cooperative valide; se prima abbiamo riconosciuto che le piccole latterie hanno fatto il loro tempo, cioè non sono più adeguate, dobbiamo passare ad altre forme cooperative più valide, più efficienti, più ampie. Secondo me, quindi l'interesse dei piccoli Consorzi lo facciamo proprio con questo provvedimento.
Sulla questione zona bianca, che accennava il Consigliere Gemano, ha già risposto il Presidente, comunque le ripeto anch'io che se notiamo anche noi che certi agricoltori possono avere dei prezzi di 76, 78, 80 lire al litro, mentre altri non ricavano nemmeno 50 lire al litro, questo provvedimento dovrebbe ovviare a questo inconveniente, dovrebbe, perché, come ripeto, dopo ci vorrà tutta l'azione divulgativa, l'azione persuasiva e tutta l'assistenza necessaria per arrivare a queste forme di cooperative, ma questo è il progetto che prevede questa possibilità di avere una certa uguaglianza per la questione lattiero-casearia, e non solo, perché non è solo per il lattiero-caseario, ma per tutti i settori agricoli: vale per la frutta, vale per la vite, quindi questo vale per tutti i settori e anche per la vendita del bestiame. Si può quindi benissimo costituire delle Cooperative anche per la vendita del bestiame e sappiamo che è un problema grave, sappiamo che non sempre i prezzi sono remunerativi, però ci vuole proprio questa unione, questa collaborazione, questo senso cooperativistico da parte degli agricoltori. La legge prevede anche questa possibilità.
Sulla proposta di Chamonin, come ha già detto prima il Presidente, anch'io sono veramente consenziente, penso che una propaganda in tal senso sia possibile e si debba fare; lui ha dato un suggerimento pratico che va esaminato, ma io ritengo - e, del resto, anche il Consigliere Chabod propone la stessa cosa e noi siamo d'accordo - che si debba cercare di utilizzare i nostri prodotti agricoli, possibilmente in Valle; quindi sono cose che esamineremo, ne terremo conto, ne parleremo in Commissione dell'Agricoltura, ma mi pare che sia una cosa giusta e che si debba fare.
Il Consigliere Freppaz aveva fatto presente le difficoltà nella zona che lui conosce, mi pare che vale quanto detto prima al Consigliere Tonino, che noi questo lo esamineremo quando vedremo che non si possono raggiungere quei quantitativi proprio perché le condizioni di quel posto, di quel Paese, di quella zona non lo consentono.
Montesano (P.S.U.) - Allora, consideriamo chiusa la discussione generale, mi sembra che le dichiarazioni di voto siano state fatte nel corso della discussione stessa, anche perché sono tutti unanimi nell'approvare questa legge. Passiamo all'esame articolo per articolo e alla sua approvazione.
Articolo 1.
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
... allora chi è che vuole parlare... e allora ci faccia una proposta di modifica... Assessore Maquignaz? Niente? Allora ripetiamo la votazione... Se non ci sono osservazioni, io lo do per approvato.
Articolo 2: stesso risultato. Articolo 3: stesso risultato. Articolo 4: stesso risultato. Articolo 5: stesso risultato. Articolo 6: stesso risultato. Articolo 7: stesso risultato.
L'articolo 8 è modificato come nell'allegato che è stato testé distribuito un momento fa.
La parola al Consigliere Fosson.
Fosson (U.V.) - All'articolo 8 la dizione del capitolo che c'è circa i premi a consorzi e privati, la dizione del capitolo sul bilancio... non è che sia previsto che si dà anche ad associazioni...
Maquignaz (D.C.) - Siccome qui si fa riferimento per la spesa al capitolo 216, allora noi abbiamo integrato questa dizione del capitolo 216, che prevede interventi anche ai privati come si vede qui nella dizione, quindi è solo un'integrazione della dizione prevista al capitolo 216.
Montesano (P.S.U.) - Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
L'articolo 9, primo comma, è modificato dalla finalità dell'urgenza, così come viene rilevato dall'allegato distribuito. Osservazioni?
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 30
Il Consiglio approva all'unanimità.
Si passa alla votazione a scrutinio segreto che, nonostante sia stata approvata la modifica di Regolamento, deve essere fatta col metodo tradizionale perché ancora non siamo pronti col tavolo, con una mezza cabina, eccetera, proprio materialmente, non è fatta...
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: 31
Il Consiglio approva all'unanimità.
Il Consiglio approva il sottoriportato disegno di legge n. 16
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Disegno di legge regionale
REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA
Legge regionale ...... 1968 n. ...: Provvidenze a sostegno di iniziative di cooperative di produttori agricoli per la valorizzazione di prodotti agricoli e zootecnici.
Il Consiglio Regionale ha approvato.
Il Presidente della Giunta Regionale
PROMULGA
la seguente legge:
Art. 1
La Giunta Regionale è autorizzata a promuovere e favorire iniziative destinate alla valorizzazione, alla difesa economica e alla commercializzazione dei principali prodotti agricoli e zootecnici mediante la concessione di contributi nelle spese per operazioni collettive di raccolta, conservazione, lavorazione, trasformazione e vendita dei citati prodotti effettuate da Cooperative agricole e dai loro Consorzi limitatamente alle produzioni dei loro soci.
Art. 2
Gli interventi finanziari previsti dalla presente legge debbono essere inclusi nel piano della programmazione economica regionale.
Per poter essere ammesse alla concessione dei contributi previsti dalla presente legge le Cooperative agricole ed i loro Consorzi devono essere regolarmente costituiti con atto pubblico.
Art. 3
Le Cooperative agricole ed i loro Consorzi possono beneficiare delle provvidenze previste dalla presente legge purché le operazioni di raccolta, conservazione, lavorazione, trasformazione e vendita di prodotti agricoli e zootecnici da effettuare rivestano notevole importanza e siano idonee a determinare un sensibile miglioramento della organizzazione di mercato e della valorizzazione dei prodotti agricoli e zootecnici locali.
In ogni caso tali operazioni devono assumere carattere collettivo ed estendersi alla maggior parte della zona o delle zone nelle quali si attuano le produzioni agricole e zootecniche oggetto delle operazioni stesse.
Le operazioni da effettuare devono riguardare esclusivamente le principali e fondamentali produzioni agricole e zootecniche locali, aventi rilevante importanza per l'economia agricola della Valle d'Aosta.
In particolare, le Cooperative che operano nel settore lattiero-caseario, per beneficiare delle provvidenze di cui alla presente legge, devono attuare le operazioni indicate nell'articolo 1, su un quantitativo non inferiore a trenta quintali medi giornalieri o di un corrispondente quantitativo di prodotti caseari.
Art. 4
Per la realizzazione delle iniziative previste ai precedenti articoli, la Giunta Regionale è autorizzata a concedere contributi nella misura del sessanta per cento nelle spese annue di gestione riguardanti le operazioni di raccolta, conservazione, lavorazione, trasformazione e vendita dei prodotti agricoli e zootecnici, comprese le spese destinate a valorizzare commercialmente la produzione sul mercato.
L'importo dei singoli contributi non potrà superare il 10% del valore della produzione annualmente conferita dai soci alle Cooperative, valore determinato moltiplicando le quantità conferite per la media dei prezzi annui alla produzione accertati, per i vari prodotti agricoli, dall'Assessorato dell'Industria e del Commercio. In difetto di tale accertamento, vi provvederà l'Assessorato all'Agricoltura e alle Foreste sulla scorta delle informazioni assunte sull'andamento annuo medio dei prezzi alla produzione.
Art. 5
I contributi previsti all'articolo 4 non sono cumulabili con contributi analoghi previsti da leggi o da altri provvedimenti dello Stato, del Mercato Comune Europeo e da altri Enti pubblici e, in particolare, con i contributi previsti dall'articolo 8 della legge 27 ottobre 1966 n. 910 e dalla legge 2 giugno 1961 n. 454.
I contributi eventualmente concessi a' sensi delle sopracitate norme saranno conteggiati in diminuzione od a conguaglio dei contributi previsti dalla presente legge.
Art. 6
La concessione dei contributi previsti dalla presente legge è subordinata alla presentazione, all'Assessorato regionale all'Agricoltura ed alle Foreste, del programma preventivo da cui risultino le spese annue di gestione relative alle operazioni sui prodotti agricoli indicate nei precedenti articoli, nonché alla preventiva approvazione e determinazione delle spese, comprese quelle relative al programma di valorizzazione e commercializzazione dei prodotti.
La liquidazione dei contributi è subordinata alla presentazione e approvazione del bilancio consuntivo relativo all'esercizio finanziario cui si riferisce la concessione dei contributi. Il bilancio deve essere debitamente vistato dalla Cancelleria del Tribunale di Aosta, qualora l'organizzazione richiedente ne sia obbligata per legge. Dovrà, inoltre, essere prodotto ogni altro documento giustificativo ritenuto necessario dall'Amministrazione Regionale, a comprovare l'avvenuta regolare erogazione delle spese e l'attuazione delle operazioni sui prodotti agricoli.
L'entità delle spese annue di gestione ammissibili a contributo è determinata dalla Giunta Regionale, su proposta dell'Assessorato all'Agricoltura e alle Foreste.
Le spese di gestione ammissibili a contributo dovranno essere commisurate alla effettiva attività svolta e dovranno essere idonee, sotto il profilo della convenzione economica e sotto quello tecnico, al raggiungimento dei fini previsti agli articoli 1 e 3 della presente legge.
L'entità delle spese ammissibili a contributo deve essere in ogni caso commisurata alla quantità ed al valore delle produzioni conferite.
Art. 7
Alla concessione ed alla liquidazione dei contributi si provvede con deliberazioni della Giunta Regionale, su proposta dell'Assessorato all'Agricoltura ed alle Foreste, sentito il parere della Commissione consiliare permanente dell'Agricoltura.
All'Assessorato stesso è demandato il giudizio in merito alla rispondenza tecnico-economica delle operazioni alle finalità previste dalla presente legge.
Contro i provvedimenti e le proposte dell'Assessorato regionale all'Agricoltura e alle Foreste è ammesso ricorso, entro 30 giorni dalla data di comunicazione, alla Giunta Regionale, che decide con provvedimenti definitivi.
Art. 8
Le spese derivanti dagli interventi finanziari di cui alla presente legge, previste in iniziali annue lire sessantamilioni, saranno finanziate con imputazione all'apposito capitolo 216 della Parte Spesa del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1968, capitolo la cui denominazione viene modificata come segue: "Spese, contributi e premi ad Associazioni, Consorzi e privati per la tutela, l'incremento e la valorizzazione di prodotti tipici, agricoli e zootecnici", nonché al corrispondente capitolo di spesa dei bilanci preventivi della Regione per i successivi anni finanziari, entro i limiti di spesa previsti dagli stanziamenti annui del capitolo stesso.
Art. 9
La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, promulgato con legge costituzionale 26 febbraio 1948 n. 4, ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
La presente legge sarà inserita nella Raccolta Ufficiale delle leggi e dei regolamenti della Regione Autonoma della Valle d'Aosta e sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
Della promulgazione della presente legge sarà dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
