Oggetto del Consiglio n. 69 del 12 marzo 1969 - Resoconto
OGGETTO N. 69/69 - Esame e discussione del progetto di bilancio di previsione della Regione Autonoma della Valle d'Aosta per l'anno finanziario 1969.
Germano (P.C.I.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, siamo ormai al quarto bilancio preventivo regionale presentato dal Governo di centro-sinistra e siamo quindi in grado di dare un giudizio più meditato sul modo di amministrare di questa coalizione che, a mio parere, per molte ragioni, tanto male ha fatto e fa ancora alla Valle d'Aosta e alla sua autonomia ma, soprattutto, tanto male fa al Paese, nel suo complesso.
Lo sforzo che ha fatto questa mattina l'Assessore alle Finanze, Mauro Bordon, è, come per gli altri anni, di dimostrare che il numero dei miliardi sull'entrata è aumentato e che, quindi, si spende di più, risolvendo i problemi gradualmente, i problemi della popolazione, nel migliore dei modi.
Il Rag. Bordon però non dice, e non l'ha detto, che, nonostante gli impegni solenni del centro-sinistra valdostano e le altrettanto solenni promesse dei governanti di centro-sinistra romani, la legge sul riparto fiscale è sempre la stessa del 1955, giudicata da anni insufficiente da tutti i gruppi, compreso quello democristiano e Bordon non dice neanche che, se vi è qualche miliardo in più, ciò è dovuto semplicemente al fatto che i cittadini in Italia, come in Valle d'Aosta, pagano più tasse, la lira si svaluta ogni anno di più e, con i miliardi che abbiamo in più, siamo appena in grado di pagare gli aumenti degli stipendi ai dipendenti, agli insegnanti e al maggior costo delle opere pubbliche. E Bordon non avrebbe avuto difficoltà a controllare questo se avesse guardato nella relazione i proventi della quota del riparto fiscale. Sono sempre in aumento, con qualsiasi tipo di amministrazione, e non mi ricordo, non dal 1968, sono in aumento dal 1955... dal 1946, ma qui li abbiamo solo dal '55, sono sempre stati in aumento e non credo, non ricordo perlomeno, per quanto io sia stato in Consiglio regionale, che l'avvocato Marcoz prima e l'avvocato Caveri dopo, abbia ritenuto essere vanto suo se il riparto fiscale era aumentato di un miliardo e mezzo o di due miliardi. Il problema era di tutt'altro genere, perché la legge è sempre quella del 1955 e se li danno in base a quella legge.
Sul piano delle entrate, l'unico successo che può vantare, e lo ha vantato l'Assessore alle Finanze, è quello di aver ottenuto, per due anni, l'applicazione del famoso terzo comma dell'articolo 12 del nostro Statuto, che ci ha permesso di incassare tre miliardi, uno nel 1966, e due nel 1967. È però questo un successo, e lo abbiamo illustrato ampiamente nel passato, antiautonomistico perché non risolve per nulla il problema dell'autonomia finanziaria della nostra Regione e lascia al Governo centrale la possibilità, come nel passato, di chiudere la borsa a suo piacimento, perché, anche se guardiamo sul piano dell'iter legislativo, ammesso che, per il 1968, invece dei 2 miliardi si arrivi anche ai 2 e mezzo, che non sono poi i tre che abbiamo messo in bilancio, ammesso che nel 1969 arriviamo anche ai tre miliardi, sono quattro leggi che il Parlamento italiano per questo, deve approvare. Bastava farne una e sarebbe servita per sempre, per sempre.
E quindi mi pare che queste sono le prime considerazioni che volevo fare sulla relazione dell'Assessore Bordon e, se guardiamo poi a come si amministra la spesa, tutti sanno ormai che un'amministrazione moderna e democratica, che vuole agire per risolvere i problemi più gravi dei suoi amministrati, agisce sulla base di un piano economico di sviluppo, io ho ascoltato con piacere le affermazioni fatte in proposito da Pollicini e da Milanesio, che mi paiono profondamente convinti di queste loro affermazioni, e che tale piano di sviluppo deve essere l'analisi di una realtà sociale, deve sapere quali sono i nodi e le contraddizioni che impediscono lo sviluppo economico e sociale di una Regione, per indicare gli investimenti produttivi necessari nei modi e nei tempi possibili per superare queste contraddizioni e avviare la Regione e la sua popolazione verso un più alto sviluppo economico e sociale.
Ebbene, anche qui, su questo terreno, dobbiamo dire che la Giunta del Leone, all'inizio del 1966, aveva ultimato la preparazione della bozza del piano regionale. Si era già cominciato a discutere con le categorie interessate. Ebbene, insediatasi la Giunta di centro-sinistra, questa bozza di piano è stata chiusa nei cassetti di qualche ufficio della Regione ed oggi, a tre anni di distanza, non è ancora stata tirata fuori. Uno dei segreti però che non capisco, è come si continui ad essere un funzionario pagato, comandato, per programmazione, cosa faccia questo, non riesco a capire.
Già, non è stato chiuso, sbagliavo, non è stato chiuso per tre anni, mi correggo, Consigliere Lustrissy, vi è stato, a suo tempo, un aggiornamento, però adesso necessariamente ci dovrà essere un altro aggiornamento e chissà quanti altri aggiornamenti dovremo fare prima di poter discutere in Consiglio questa bozza di piano.
Così la spesa nel bilancio è impostata non su criteri programmatici, come dice la prima frase della relazione che merita proprio di essere riletta: il bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1969, predisposto dalla Giunta regionale, risponde in gran parte alle esigenze programmatiche già enunciate in Consiglio, in sede di compilazione dei bilanci preventivi dei tre anni precedenti. Sarebbe come a dire, se non risponde proprio... lo mettono, lo mettono... Dicevo, quindi, la spesa è basata non su criteri programmatici tendenti a superare le difficoltà del nostro sviluppo economico, ma basata esclusivamente su criteri a volte di ordinaria amministrazione, a volte, a seconda degli assessorati elettoralistici, tendenti a creare e ad allargare le clientele e la corruzione elettorale, invece di affrontare i problemi di fondo dell'agricoltura in crisi, dello sviluppo industriale, ove i dati dell'occupazione, soprattutto quella femminile, sono statici, del turismo, che è uno dei problemi di fondo della nostra situazione.
Si sperperano miliardi in mille rivoletti di piccoli lavori, di piccoli piaceri personali, di assunzioni inutili e costose. Valga per tutti, ha fatto un accenno questa mattina l'Assessore Bordon alle questioni del personale, dicendo: i maggiori soldi presuppongono maggior personale. Beh, io prendo il dato del Casinò: nel 1966 vi erano 15 dipendenti della Regione per il controllo al Casinò, nel 1967, 23, nel 1968, 24, e adesso avremo fra qualche mese anche il Commissario e Vice Commissario con gli stipendi che tutti voi conoscete.
Non c'è stato raddoppio, un raddoppio delle entrate nel Casinò, c'è stato un aumento, che non... questi sono piaceri personali, di carattere politico e, se andiamo poi a guardare le persone, lo comprendiamo ancora meglio.
Quindi, io direi, dette queste cose, noi non intendiamo fare una controrelazione basata su tutta una serie di proposte nostre che veda un controbilancio - no - come ha detto già il compagno Dolchi questa mattina. La nostra opposizione non tende a svilupparsi in tal senso perché, secondo noi, se si sviluppasse in tale senso, sarebbe solo un'esibizione accademica perché voi la respingereste sistematicamente. Si sente, in genere, la frase: il bilancio è fatto e quindi è stampato e quindi non deve essere corretto. Ma noi pensiamo, dopo gli interventi di questa mattina, soprattutto da parte del Partito Socialista e della Democrazia Cristiana, dico da parte loro, perché fanno parte della maggioranza, noi pensiamo di proporre alcune modifiche, alcune questioni che sono prospettive di lavoro che stanno davanti a noi, augurandoci, se è possibile, che vengano accettate, perlomeno discusse, modificate e, se non è possibile, che almeno facciano riflettere i diversi gruppi politici e i diversi Consiglieri, di modo che, con l'iniziativa politica che intendiamo portare avanti in Consiglio, con il collegamento con le categorie interessate, si possa, nel corso dell'anno, il più rapidamente possibile, modificare, trasformando questo bilancio, da una carta poco programmatica, in una carta che cominci ad affrontare le questioni più scottanti dello sviluppo economico della nostra Regione.
Cominciamo dalla prima questione di fondo, quella del riparto fiscale. Senza la soluzione di questo problema, non si potrà seriamente parlare di autonomia amministrativa che permetta di affrontare le questioni di fondo dello sviluppo economico e sociale della nostra Regione.
Abbiamo spiegato, a questo proposito, in innumerevoli interventi e in molte occasioni e credo che nel fondo della coscienza di tutti, in quest'aula, ne siamo convinti, che la situazione, che la soluzione della situazione finanziaria della nostra Regione può avvenire solo attraverso la revisione del riparto fiscale.
La nostra economia, per risollevarsi, lo può fare solo a condizione che si abbia, che si conquisti un'autentica autonomia finanziaria. Non vi citerò più Einaudi e gli altri autonomisti ma è chiaro ed evidente a tutti che, se per ogni iniziativa bisogna correre a Roma per chiedere dei fondi, soldi che poi sono nostri, perché sono versati dalla popolazione valdostana, non si può fare una buona amministrazione, si corre soltanto a Roma e si corre continuamente. E a questo proposito, ripeterei quello che ho già detto in altre occasioni: che con questo modo di agire si trasformano degli amministratori in commessi viaggiatori, disposti a pagare pranzi per avere favori, a fare dei salamelecchi, degli inchini e anche a fare dei piaceri di tutti i tipi alle personalità romane pur di realizzare qualche elemosina, pur di ottenere qualche lira in più. Purtroppo a questo proposito credo che noi conosciamo molto bene gli indirizzi dei funzionari. Sarebbe bene anche che conoscessimo anche quelli degli uomini politici, che sono poi quelli che in realtà decidono, e credo che dovremo fare un po' un cambiamento di rotta in questa direzione. Questo sistema di agire non è l'attuazione dell'autonomia o lo sviluppo dell'autonomia, questo sistema di agire è ridurre la nostra autonomia al livello più degradante ed avvilente e scusatemi un momento se sono costretto a ripetere alcune questioni. L'ho già detto, la legge che regola attualmente il riparto fiscale è quella che tutti sappiamo, del 1955, è vecchia di 12 anni e rispecchia una situazione che è arci superata dalla realtà. Già allora, nel 1955, noi criticammo quella soluzione, che era stata presentata da una Giunta composta da D.C. e capeggiata dall'avvocato Bondaz, ed era stata presentata allora come la migliore soluzione. Allora la D.C. fu d'accordo con Bondaz. Poi, dal 1960 in avanti, anche la D.C. cominciò a rendersi conto che il riparto era inadeguato e cominciò a votare con noi gli ordini del giorno perché si richiedeva al Governo un nuovo riparto che assegnasse alla Regione il 70% delle imposte riscosse dallo Stato, per attività svolte in Valle d'Aosta. Anzi, nel 1966, per il bilancio preventivo del 1966, lo stesso avvocato Bionaz si fece promotore per aumentare la richiesta per portarla al 75% e questa richiesta è un altro dei dieci punti del famoso decalogo programmatico della prima Giunta Bionaz, e anche dell'attuale Giunta.
Bisogna tenere conto che la richiesta verso il Governo non era una richiesta insostenibile perché la nostra Regione è quella che dai documenti dello Stato avere il riparto più basso fra tutte le Regioni a Statuto speciale e inoltre è l'unica che ha a suo carico, al posto dello Stato, le spese per la pubblica istruzione; abbiamo visto dei dati, siamo quasi ai 4 miliardi.
Ebbene, voi, a parole, siete sempre stati per la revisione del riparto fiscale ma nei fatti, in concreto, durante l'altra legislatura, avete votato contro la nostra proposta di revisione del riparto fiscale, non avete presentato la vostra tanto decantata e più perfetta proposta di riparto e siete stati costretti a richiedere contributi allo Stato, in base a quanto previsto nel terzo comma dell'articolo 12 dello Statuto che, come ho detto prima, è un modo illegale e antiautonomistico di affrontare la questione finanziaria.
E durante questa legislatura, direi che abbiamo fatto una specie di corsa all'inseguimento dietro a Bordon e quando finalmente...
(voce di Bordon: gamba corta...)
...e tu ce l'hai lunga e noi dovevamo correre di più per raggiungerti, e quando finalmente l'Assessore Bordon ha presentato in Commissione una proposta di riparto, che teneva conto anche dei nostri suggerimenti, noi abbiamo avuto occasione di dirgli, va bene, non si può accertare tutto sul 75%, ebbene aumentiamo le voci accertabili, in modo che si abbia un equivalente. Quando l'ha presentata in Commissione, noi l'abbiamo accettata e approvata. Poi, quando abbiamo invitato l'Assessore Fosson a presentarla in Consiglio, Bordon non ha voluto farlo. Quando allora decidemmo di farla nostra e presentarla noi, voi del centro-sinistra avete trovato il modo - non so se tutti erano molto convinti - contro lo spirito del regolamento, io ritengo, di rinviarla. Il problema però resta. A questo problema non potremo, e non potrete sfuggire in questi mesi, è per questo che io voglio fare solo alcune considerazioni sulle cifre perché Bordon, anche su questo aspetto, mi scusi se insisto con lui, ma è lui l'oggetto della discussione, non so se a volte lo fa per ingenuità o per altre ragioni, ma l'Assessore Bordon le cifre le manipola in un modo che non è giusto, non è soprattutto convincente.
Abbiamo già detto che ci sono stati gli aumenti della quota variabile, ci sono stati anche prima, anche prima che ci foste voi, gli aumenti della quota variabile. Però la quota variabile adesso è arrivata al plafond massimo, massimo, e la quota variabile è quella che deve permettere il pareggio del bilancio.
Invece il pareggio del bilancio noi lo facciamo col terzo comma dell'articolo 12 che, per Statuto, dovrebbe servire per un piano di opere straordinarie, mentre invece la legge sul riparto prevede che la quota variabile debba servire a pareggiare il bilancio normale, quindi è chiaro che non possiamo, non possiamo sfuggire a questa situazione della revisione del riparto.
Questa mattina qualcuno, credo sia Pedrini, diceva: "noi non abbiamo quello che hanno avuto a nostro disdoro, in altre Regioni a Statuto speciale". Non so, io citavo in Commissione che nel Friuli Venezia Giulia vi sono 110 miliardi in banca perché non si spendono. In Sicilia pare che questa cifra raggiunga i 280 miliardi. Beh, non illudiamoci che sia solo dovuto alla capacità della nostra amministrazione e all'opposizione che pungola. Questo è dovuto soprattutto al fatto che abbiamo la fortuna, mentre in altre Regioni autonome non hanno questa fortuna, di non avere una sezione distaccata della Corte dei Conti perché, se noi avessimo una sezione della Corte dei Conti, e non che io me lo auguro, anzi, io proporrò che si porti avanti una legge regionale per ovviare a questo pericolo, ma, se ci fosse una sezione distaccata della Corte dei Conti, il nostro bilancio non potrebbe pareggiare con i tre miliardi dell'articolo 12, dovrebbe essere ridotto di tre miliardi e noi avremmo dei residui passivi, come le altre Regioni purtroppo hanno, perché non possiamo investire dei soldi non destinati a una determinata funzione, senza un'autorizzazione.
Dicevo, però, tornando alle cifre, brevemente. Nel 1967 abbiamo iniziato una discussione con l'Assessore alle finanze. Siamo arrivati coi bilanci dello Stato, abbiamo dimostrato che, in base alle entrate tributarie dello Stato, su una quota presumibile di 15 miliardi di imposte, riscosse dallo Stato per attività svolte in Valle, sarebbero entrate, col 75% nelle tasche della Regione, 11 miliardi 250 milioni. Erano calcoli presumibili, però Bordon continua a restare a quelli, dimenticando che dopo il 1967 vi è stato il 1968 e anche nel '68 io ho fornito, in sede di Consiglio, i dati del bilancio dello Stato, in base al quale, nella Regione non entrerebbero più 11 miliardi e 250 milioni ma entrerebbero 12.650.000.000, e, se vogliamo metterci qui a fare i calcoli, sulla base delle entrate del bilancio dello Stato per il 1969, stamattina si discuteva della poca attendibilità, però l'unica cosa che viene sempre superata è l'entrata tributaria, e l'unico dato sicuro, perché nel consuntivo, viene poi superato, mentre invece nella spesa le cose sono diverse.
Dicevo, dunque, calcolando sulla base di 9/10 quale è l'aumento annuale delle entrate tributarie? Noi quest'anno dovremmo avere, sempre sulla base del 75%, un'entrata sui 13.500.000.000 o 14 miliardi. Quindi stiamo attenti che il 75% vorrebbe dire questo, non vorrebbe dare quella cifra di 10, 11 miliardi che si continua a dire. Quindi, io direi, prima proposta, ed è una cifra prudenziale, noi dovremmo mettere in bilancio, invece dei tre miliardi dell'articolo 12, terzo comma dell'articolo 12, un aumento di cinque miliardi delle entrate per la quota fissa del riparto fiscale. Si dice, e l'hanno detto molti, che è di quest'anno, ebbene, il mettere in bilancio, vuole dire fare una pressione politica, come sempre, tutte le Giunte che andavano a trattare la quota variabile, mettevano in bilancio una cifra superiore, in modo da contrattare con il Governo, in modo da realizzare.
Quindi la proposta prima che io faccio è quella di avere questo aumento nell'entrata, data da un fatto che, invece dei tre miliardi dell'articolo 12, avere i 5 miliardi di aumento della quota fissa del riparto fiscale.
Detto questo, mi limiterò ad illustrare alcuni temi che noi riteniamo importanti, di fondo, della nostra autonomia, per vedere come si dovrebbero utilizzare questi fondi che devono entrare nel bilancio della Regione in modo da qualificare questo bilancio. Ed il primo tema è quello della scuola.
La lotta degli studenti ha riproposto, con urgenza e drammaticità, il problema della scuola, della crisi della scuola, per la cui soluzione si battono da tempo le forze democratiche, dentro e fuori la scuola. In Valle d'Aosta, su questo terreno, vi è la possibilità di utilizzare l'autonomia, gli strumenti legislativi e finanziari che essa comporta, per dare a questa crisi sbocchi e soluzioni avanzate, per introdurre nelle vecchie strutture scolastiche, elementi di riforma tali da costituire passi in avanti verso la scuola profondamente diversa.
L'estrema gravità della crisi della scuola, le esigenze del profondo rinnovamento, di cui sono portatori gli studenti ed insegnanti democratici, la consapevolezza sempre maggiore dei lavoratori, che la questione della scuola è un momento essenziale nella battaglia per la trasformazione della società. A tutto ciò l'amministrazione regionale deve rispondere, e urgentemente, con una politica scolastica realmente rinnovatrice con interventi organici e decisi.
Gli obiettivi prioritari dell'intervento regionale ci sembra debbano essere i seguenti, tenuto conto dei limiti di competenza dei vincoli finanziari della Regione. Naturalmente, se aumentano le possibilità finanziarie, aumentano le possibilità di intervento e gli obiettivi prioritari dovrebbero essere questi: primo, riconoscimento pieno dei diritti democratici degli studenti e degli insegnanti all'interno della scuola e questo non costa niente.
Secondo, realizzazione, quanto più ampia possibile, del diritto allo studio e questo, secondo noi, è uno dei problemi di fondo.
Terzo, attuazione della scuola a tempo pieno e conseguente adozione di nuovi metodi didattici nell'ambito di programmi ristrutturati.
Diciamo fin d'ora che ciascuno di questi punti dovrà essere oggetto di iniziative legislative particolari, esaminando le quali sarà possibile un discorso approfondito e si realizzerà se sarà accompagnato dal movimento di tutti gli interessati e mi limiterò in questa sede ad alcune considerazioni di massima.
Occorre sottolineare, in primo luogo, che le tre proposte fatte sono organicamente collegate, nel senso che ciascuna di esse, presa isolatamente, perde il proprio significato rinnovatore, diventa solo un aggiustamento settoriale. Ad esempio, il riconoscimento dei diritti democratici di tutti coloro che nella scuola lavorano - diritto alla libera utilizzazione dei locali scolastici ecc... - e riconoscimento di questi diritti rappresentanti una garanzia di apertura, di democrazia, di discussione, è la condizione pregiudiziale per ogni trasformazione delle strutture scolastiche, che non voglia calarsi in esse burocraticamente, ma voglia partire da esigenze e richieste dal basso.
Con la realizzazione del diritto allo studio, si incide e si intacca uno dei meccanismi fondamentali di selezione classista che caratterizzano l'attuale sistema scolastico.
Si parla oggi molto e giustamente del classismo della scuola italiana. Alcuni si spaventano per queste definizioni e invece la nostra scuola è classista per i contenuti culturali che in essa sono trasmessi e per i modi con i quali questi contenuti sono trasmessi, sia nei voti, negli esami, ecc... A riprova di ciò, è che l'incidenza del ritardo scolastico, delle bocciature, per intendersi, è assai maggiore tra i figli di operai e di contadini che tra i ragazzi appartenenti alle famiglie medio-piccole borghesi. Questo fatto dimostra inoltre che la nostra scuola è classista per l'organizzazione, l'orario, il modo, ecc... sistemati in modo da fare sentire ai ragazzi tutto il peso negativo e positivo del condizionamento ambientale e familiare. Di qui, come diremo, la necessità della scuola a tempo pieno.
Ancora, la nostra scuola è classista per la discriminazione esercitata dall'esistenza di diversi tipi di scuola media superiore. Il figlio dell'impiegato, del professionista, va al liceo, il figlio dell'operaio va all'istituto tecnico, al professionale. Ma, prima di tutto, la nostra scuola è classista perché semplicemente, per moltissimi figli di lavoratori, non è possibile andarci perché, malgrado la Costituzione repubblicana, l'accesso all'istruzione è fortemente limitato da ostacoli di ordine economico e sociale.
Soltanto un dato: il 40% dei ragazzi su scala nazionale, per la stragrande parte figli di operai e contadini, non completa neppure la scuola dell'obbligo, è una cifra che urla, hanno scritto gli allievi di Don Milani, così come urlano le cifre sulla frequenza della scuola media superiore e dell'università da parte dei figli dei lavoratori, dei figli degli operai e dei contadini che costituiscono la grande maggioranza della popolazione, sono meno del 20% tra i giovani che arrivano ad un diploma, sono il 7, 8, a volte anche meno, per cento fra coloro che arrivano ad una laurea. Non si conoscono ancora i dati relativi alla Valle d'Aosta - e sarebbe bene che l'assessore facesse un'indagine in questo senso - tuttavia, pur ammettendo che essi siano un po' meno sconvolgenti, è ragionevole pensare che non si distacchino molto dalle medie nazionali.
Da tutto ciò risulta che l'attuale sistema assistenziale delle borse di studio è largamente insufficiente per il numero, per la consistenza, per i criteri di assegnazione. Il diritto allo studio sarà realizzato soltanto con l'istituzione del salario studentesco generalizzato, è questo oggi l'obiettivo di una battaglia che si sta allargando dagli studenti ai lavoratori e alle loro organizzazioni.
Nel frattempo tuttavia, è necessario, è urgente, è possibile intervenire regionalmente, come? Attraverso un massiccio potenziamento e la riorganizzazione delle borse di studio. Si tratta di aumentare considerevolmente, soprattutto nella scuola media superiore, il numero delle borse di studio e la loro consistenza. La cifra di 95 milioni stanziati in bilancio al capitolo, mi pare 655, è assolutamente insufficiente; e anche i due milioni in aggiunta, che sono stati mandati, non modificano affatto la situazione. Si tratta però anche di assegnare queste borse di studio sulla base di criteri diversi da quelli vigenti, nel senso di attribuire al reddito familiare un peso molto maggiore che non al rendimento scolastico, fino a prendere in considerazione soltanto il parametro del reddito, quando esso scende al di sotto di un determinato livello, per impedire che il meccanismo della selezione, cacciato dalla porta, rientri dalla finestra dal momento che, come si è vista, la bassa condizione socio-economica è correlata con il basso rendimento scolastico.
Ridotti, con l'attuazione almeno parziale del diritto allo studio, gli effetti della selezione classista, che si opera alle soglie della scuola, occorre impedire che la scuola a tempo pieno, che la selezione continui ad operare attraverso altri meccanismi all'interno stesso della scuola. Andare a scuola oggi è ancora un privilegio, cambiare il funzionamento della scuola, senza eliminare gli ostacoli che impediscono l'accesso ad essa ai figli dei lavoratori significherebbe aumentare i privilegi dei privilegiati.
D'altra parte, però, garantire la possibilità di andare a scuola ad un numero maggiore di ragazzi, senza cambiare contenuti e metodi di insegnamento, organizzazione scolastica, ecc..., significherebbe soltanto spostare il momento e il modo della selezione. Perciò, ad un deciso allargamento del diritto allo studio, deve accompagnarsi la ristrutturazione dei programmi e l'adozione di nuovi metodi didattici, nel quadro della scuola a tempo pieno in tutta la fascia dell'istruzione media.
Concludendo: diritti democratici, diritti allo studio, scuola a tempo pieno, questi sono gli impegni che le forze democratiche presenti nel Consiglio regionale devono prendere senza ritardi o incertezze nei confronti della scuola. Da calcoli fatti, la copertura di questi impegni, per quanto riguarda i diritti, non c'è nessuna spesa. Per quanto riguarda il diritto allo studio, si aggira sul miliardo. Per quanto riguarda il diritto sulla scuola a tempo pieno, tra attrezzature, nuovi insegnanti, ecc..., si aggira sui 500 milioni, e noi facciamo a questo proposito una prima proposta, che non contempla tutto, perché tra l'altro siamo già avanti nell'anno scolastico, ma lo stanziamento di un miliardo sarebbe quello che permetterebbe di avviare seriamente questi problemi.
Ed ora, brevemente, su altre tre questioni: l'agricoltura. Anche qui dobbiamo fare un discorso che potrebbe essere lungo, ma lo facciamo breve, anche per non tediarvi troppo. Ci auguriamo che sia recepito perché crediamo che gli uomini che si interessano a questo sono solo in grado di recepire queste cose.
Il discorso poi non trascureremo di farlo fra i contadini che sono i maggiori interessati e sarà la loro comprensione, sarà il loro movimento e la loro lotta l'elemento decisivo per portarlo avanti.
La prima questione è di carattere politico, e chiedo scusa se ve lo faccio, ma ho letto tre giorni fa il discorso che Rumor ha fatto a Verona, dove Rumor, Presidente del Consiglio, ex segretario della D.C., ha affermato, tra l'altro, che verso l'agricoltura dobbiamo cambiare radicalmente politica. Una confessione di pieno fallimento come questa non l'avevamo mai sentita e questo avviene dopo che, da 20 anni, vi sono governi D.C., dopo che da 20 anni il Ministro dell'Agricoltura è D.C., dopo che da 20 anni la Bonomiana ha la maggioranza che ha fra i coltivatori diretti. Ma qual è la ragione di questa affermazione, che è denuncia poi di una realtà, di una situazione? La ragione è che tutte le leggi agrarie che sono state fatte finora in Italia sono basate su sussidi e contributi, tutte in queste direzioni. E il ragionamento che si fa è pressappoco questo: tu contadino fai la domanda; io Governo esaminerò, vedrò e deciderò. Questa è la strada seguita in Italia che porta all'assoggettamento dei contadini, all'annullamento di ogni caratteristica democratica in questa importante classe lavoratrice e quindi è il ragionamento che porta alla crisi dell'agricoltura, crisi permanente che si aggrava, direi, in sostanza, in Valle d'Aosta. I nostri provvedimenti sono stati orientati pressappoco in quel senso. In meglio, dobbiamo ammetterlo, vi è il superamento delle discriminazioni più evidenti, più macroscopiche e, in altra parte, in meglio vi è anche che i nostri provvedimenti, in genere, sono quasi sempre sufficienti a soddisfare quasi tutte le richieste. Questo è il meglio nei confronti di quello che fa lo Stato ma la direzione è la medesima, sufficienti... Adesso abbiamo sentito l'insufficienza di fondi per il risanamento del bestiame e per le strade poderali ma, in genere, per tutti gli altri provvedimenti, sono in grado di soddisfare tutte queste e la prova che anche in Valle d'Aosta le cose vanno così, è che in Valle d'Aosta la crisi dell'agricoltura si fa sempre più grave e, d'altro canto, la prova è anche nel fatto che non vediamo svilupparsi un'organizzazione democratica fra i contadini con una vivacità come avviene in altre parti del nostro Paese. La campagna in Valle d'Aosta è coltivata molto per inerzia, soprattutto da donne e da vecchi, e io domando a voi Consiglieri, fra dieci anni, cosa ci sarà dell'agricoltura in Valle d'Aosta andando avanti di questo passo, con le conseguenze che sono gravi sul piano economico, per il mancato reddito, sul piano sociale, soprattutto nei riguardi dell'assetto idrogeologico del nostro territorio?
Ecco quindi che anche sul terreno dell'agricoltura è necessaria una svolta. Parlava questa mattina Milanesio, diceva, che bisogna, non ricordo più il termine esatto, bisogna essere spregiudicato e, in modo spregiudicato, dobbiamo dire che qui bisogna cambiare nel come si investono i fondi e sugli orientamenti che noi dobbiamo seguire. Abbiamo già avuto occasione di parlare di questo in una riunione comune fra la Commissione agricoltura e la Commissione affari generali. Gli studi sulla programmazione, fatti a suo tempo, ci danno su questo terreno già dei consigli e dei suggerimenti che sono validi.
Anche qui, come per la scuola, però, ci vogliono degli investimenti che siano globali, che comprendano tutti gli elementi, altrimenti faremo solo delle provvidenze settoriali e, gli elementi che sono di fondamento dell'economia contadina sono i costi parassitari a monte, quelli che arrivano dai prezzi dell'industria, sono la famosa forbice, che vede sempre di più aumentare i prezzi industriali nei confronti di quelli agricoli e che non vede, da parte agricola, un'organizzazione per superare questo ostacolo. Mentre in altre regioni d'Italia vi sono i costi parassitari, sono l'organizzazione della produzione, sono l'organizzazione e la ricerca del mercato e non dico, non faccio scoperte io, sono contenute nei nostri studi per la programmazione. Il primo passo per arrivare a questa è l'elaborazione piano di zona ed è l'attuazione del piano di zona, fatto da tecnici e da contadini assieme che tendono a portare la proprietà spezzettata e il piccolo al livello dei grandi, attraverso la cooperazione. È chiaro che questa è la strada che dobbiamo seguire e, se non seguiamo questa strada, dobbiamo avere la coscienza tranquilla che la nostra agricoltura sarà sempre asfittica, in crisi e mangiasoldi. Non c'è niente da fare, di qui la proposta, che noi facciamo, di un aumento di 500 milioni per l'agricoltura per cominciare a passare dal libro sull'agricoltura all'attuazione del piano di zona, in questa direzione, non per aumentare altri contributi, ma per andare in questa direzione, se vogliamo su questo terreno, anche, realizzare una volta.
Brevissimamente, per quanto riguarda l'industrializzazione, altro tema. Direi che su questo... per quanto riguarda l'industrializzazione, solo ora, direi, incominciamo, come Consiglio regionale, come Commissione regionale della Cogne a vedere più da vicino la Cogne. Dobbiamo ancora vedere meglio perché dobbiamo vedere assieme ai sindacati, assieme ai lavoratori ma è chiaro che bisogna esigere con più autorità, nei confronti dello Stato, unico padrone, un sufficiente, un adeguato numero di investimenti pubblici per passare dalle parole ai fatti. Durante la campagna elettorale, dal Ministro delle partecipazioni statali, al Ministro Colombo, ai dirigenti politici, ai dirigenti della Cogne, tutti sono stati d'accordo che ci voleva l'impianto di industrie e satelliti per l'ulteriore lavorazione dell'acciaio. Tutti erano d'accordo in questo senso, così hanno pubblicato i giornali, così abbiamo sentito con le nostre orecchie. Oggi, quando andiamo a vedere i piani di sviluppo della Cogne, in questa direzione non vediamo nulla, non esiste nulla. È evidente che, in questo terreno, noi dovremmo, tutti assieme, fare di più.
Ma un altro aspetto, per quanto riguarda le altre aziende, direi che in tutta Italia, da cinque o sei anni, è superata la fase degli incentivi finanziari erogati alle industrie dagli enti locali, è superata, non lo fanno più, soprattutto perché questa politica faceva accorrere le industrie meno solide, le industrie che avevano bisogno di quel contributone, gli esempi in Valle d'Aosta li abbiamo avuti. Com'è orientata invece in tutta Italia l'incentivazione per l'industrializzazione? Nel senso, mi, pare, a cui accennava anche questa mattina Pollicini, quando diceva: "aree, urbanizzazione, servizi", cioè noi dobbiamo attrezzare aree per l'industrializzazione in modo da garantire agli industriali che vogliono venire, che vi sono i servizi, che vi è l'urbanizzazione primaria e quindi sono in condizioni di impiantare in posti adatti le loro industrie. So che si discute di una nuova legge, non so se è tesa ad aumentare gli incentivi finanziari. Teniamo conto che l'autostrada, con il collegamento che noi abbiamo adesso, con i diversi paesi dell'Europa, fa sì che anche la zona valdostana diventi un'area appetibile per determinate industrie. Sapete il peso che ha il trasporto nell'industria. È anche questo un elemento di cui dobbiamo tenere conto, quini, secondo me, la Commissione, o chi per essa, dovrebbe approfondire questo, approfondire con una legge la costituzione di aree per l'industrializzazione... (voci) Guardi che abbiamo fatto una discussione io e Lei su questo, volevo che mettesse solo a quelli che vanno in queste zone, Lei si è rifiutato, ha detto: "cosa vuole? Cambiarmi le carte in tavola"? Ho la memoria buona io in questo senso, non c'è ancora, bisogna tenerne conto nella legge. Secondo me, ci vuole uno stanziamento anche qui, all'assessorato Industria e Commercio, di 250 milioni per questo obiettivo.
Infine, col turismo, rapidissimamente, non sto a fare tutta la storia che ho già fatto in altre occasioni sull'inutilità di una certa pubblicità sui giornali, sull'inutilità di certe iniziative turistiche, mentre invece, vi è una svolta importante da fare sulla questione dell'assetto del territorio, sulla questione di una legge urbanistica, sulla questione di un piano regionale, sulla questione dei piani regolatori, dove sono necessari nella Valle. Io chiedo che anche per il turismo, per questo specifico obiettivo, per il piano regolatore regionale, per la legge urbanistica, per i piani regolatori dei Comuni, ove si ritiene necessario, venga stanziata la somma di 250 milioni.
Queste sono le nostre proposte, 250 milioni... (si sente la voce di Bordon) ...non è questione di un buono, ti ho chiesto un aumento di due miliardi nell'entrata, ti ho chiesto anche dove destinarli. Capisco che l'Assessore Bordon l'ha già stampato il bilancio, quindi non cambia niente, ma io non l'ho detto con l'unica speranza che questo fosse il risultato. Io l'ho detto anche sperando che i Consiglieri, che i gruppi politici riflettano su queste questioni e si possa, nel giro di questo stesso anno, arrivare ai cambiamenti necessari per modificare questo bilancio.
Andrione (U.V.) - Bien que le budget, ou du moins la discussion du budget régional au Conseil, ait perdu de son importance sous le rapport de documents comptables, pour les raisons qui ont été expliquées, et même si cela ne rejoint pas les abîmes dans lesquels l'État est en train de s'engouffrer, il demeure vrai que la discussion du budget n'est plus une discussion comptable, c'est une discussion d'orientation générale de l'administration et c'est dans ce sens que nous voulons parler cet après-midi.
En premier lieu, nous remarquerons que, encore une fois, ce budget manque au principe même d'autonomie, tel que nous le concevons, et en renversant le discours qui a été fait par Monsieur Pollicini, et que nous comprenons très bien, nous disons que, s'il faut faire des compliments à Monsieur Bordon pour avoir obtenu des milliards sur l'article 12, il faut faire ces compliments au militant du parti démochrétien et non pas à l'Assesseur aux finances d'une Région autonome, puisque ici on mortifie l'autonomie valdôtaine et dans les discours qui ont été faits on a encore entendu une fois la vieille rengaine de l'accord entre gouvernants au centre et gouvernement local, c'est-à-dire, la main dans le dos entre gens du même parti, c'est-à-dire la négation de l'autonomie des valdôtains et l'affirmation du principe que tous les vingt ans, ou tous les vingt-cinq ans, il faudra changer de chemise en passant entre le noir et le blanc, dans l'immense gamme des couleurs que tout le monde connaît.
Ce n'est pas notre façon de concevoir l'autonomie, ce n'est pas un principe que nous puissions admettre, encore une fois, c'est de l'argent qui sert à corrompre l'âme valdôtaine, sert à faire de l'autonomie un bas instrument qui diatribe des faveurs et des services à certaines catégories et qui ne sert pas à l'élévation de notre population et à l'affirmation de ce que nous croyons être le rôle de la Vallée d'Aoste en ce moment.
Il y a un autre principe qui a été et qui est malheureusement oublié dans ce budget et c'est celui d'une saine administration. Si d'un côté il entre plus d'argent, de l'autre côté il en sort toujours plus davantage et il n'a pas besoin d'être grand clerc pour se souvenir du mythe du tonneau des Danaïdes où plus l'on renversait l'eau et moins il y en avait au fond.
C'est le principe du gaspillage, de l'argent qui entre et qui repart dans une infinité de petites rivières sans créer quelque chose, sans, surtout, être destiné aux buts principaux auxquels il devrait être. Et, dans cette matière, j'aurais aimé que l'Assesseur Bordon, qui a dit des choses justes, ait fait un rapport à travers les différents budgets sur les dépenses courantes et les dépenses capital puisque, même si nous augmentons nos dépenses et si le pourcentage reste le même et si, d'un côté, nous continuons à dépenser le 45-46-48% du budget en dépenses capital et, de l'autre côté, nous continuerons à avoir le 55 ou le 52% de dépenses courantes, il est parfaitement inutile d'augmenter ce budget parce que nous ne faisons que de la routine dans un moment où les choses changent très vite.
Et ce principe de la routine a été en partie le thème de l'intervention de Monsieur Milanesio qui, lui aussi, a fait des affirmations que, du moins personnellement, j'ai approuvées, mais j'ai trouvé une lacune dans ce qu'il a dit, c'est-à-dire que ce qu'il était admissible, ce qu'il était même excellent dans les budgets anciens, tel le budget du 1946, ce qui était encore bon en 1958, ce qui commençait à devenir critiquable en 1963, devient quand même excessivement critiquable, devient néfaste en 1969. Nous continuons à partager notre budget dans une série de compartiments étanches, dans une série de dépenses qui n'apportent rien à la Vallée d'Aoste et qui semblent institutionnaliser en certain système d'administration qui n'est que le système de la plus ordinaire des administrations.
A ce propos je voudrais dire rien qu'un mot en matière de personnel. Je dois dire que j'approuve pleinement ce que Monsieur Bordon a dit mais, encore une fois, je voudrais ajouter une chose. Il ne me suffit pas de dire, il faut, à un moment donné, mettre un point et fermer les verrous de la maison, je l'ai déjà dit une fois au Conseil et je le répète: il faut que l'administration ait un personnel compétent et efficace parce que jusqu'à ce que nous - et je parle des juntes desquelles j'ai fait partie ou bien de celle actuelle, cela n'a aucune importance, - mais, jusqu'à ce que nous partirons du principe que "l'ottimo" est un des droits syndicaux reconnu à n'importe qui travaille à la Vallée, que on pourra toujours faire abstraction de ce que l'employé fourni à l'administration, jusqu'à ce moment-là on ne pourra jamais arrêter d'embaucher d'autres personnes parce que nous avons suivi ce système et nous avons été et nous sommes des mauvais administrateurs. Là, où il y avait quelqu'un qui ne travaillait pas, on en prenait un autre et puis encore un autre et puis encore un autre, selon une chaîne qui n'en finit plus. Eh bien, si nous voulons arrêter ce système, qui va transformer - et je ne répéterai pas ce que d'autres on dit à propos d'absorbation d'autres institutions, qui va transformer la Région dans un institut de bienfaisance, dans un distributeur de traitements et salaires différenciés. Si nous voulons arrêter ce système, il faut avant tout que nous fassions de l'ordre et de la clarté chez nous. Charité bien ordonnée commence par soi-même, et c'est dans ce sens que je voudrais ajouter un dernier mot en matière de planification.
Si, en principe, nous sommes tous favorables à une planification sérieuse, j'ai personnellement, et je crois qu'il y a ici plusieurs personnes qui partagent mes craintes, j'ai personnellement la crainte que la planification faite en ce moment et dans ce système ne représente qu'une fuite en avant, c'est-à-dire la création des nouveaux organismes qui ont exactement les mêmes tares de l'organisme qu'elle devrait corriger et par conséquent dans une série encore plus dangereuse on continue de répéter dans d'autres institutions les défauts qui sont propres de l'administration régionale.
Si nous voulons faire un travail sérieux - et je crois que le débat que nous avons fait jusqu'à maintenant a été sérieux - nous devons avant tout réaffirmer le principe qui pour nous est fondamental l'autonomie et tirer un peu les rames dans la barque, refaire le point de la situation et repartir avec les idées claires. Seulement à ces conditions la politique de plan, qui postule entre autre une nouvelle répartition des impôts, seulement à ces conditions la politique de plan pourra donner des fruits qui ne seront pas empoisonnés.
Cela dit, je voudrais, et peut-être, vous voudrez m'excuser si je change brusquement de niveau, je voudrais prier Monsieur Dujany de reprendre une vieille idée que j'avais déjà illustrée lors de la discussion du budget 1967, c'est-à-dire la création de bibliothèques sur type de celles de Dogliani, faite par Monsieur Einaudi, dans de nombreux centres de la Vallée. Il y a les plans et il y a les projets à l'assessorat de l'Instruction publique, Pont-Saint-Martin, Donnaz, Verrès, Châtillon, Saint-Vincent et Morgex. Avec une dépense qui ne serait pas très grande on pourrait, et j'avais déjà pris tous les renseignements nécessaires, on pourrait faire quelque chose de très bien et surtout on pourrait, dans un domaine différent, qui n'est pas celui strictement scolaire, mais on pourrait donner à la jeunesse d'aujourd'hui les moyens de s'informer, de se former, non pas seulement dans l'école, mais aussi en dehors de l'école, en répondant en partie, bien qu'en partie, aux préoccupations dont Monsieur Germano s'est fait l'interprète aujourd'hui dans cette discussion. Si, dans différents domaines, nous arrivons à faire cette liaison entre problème de l'urbanisme, de l'industrie, de l'agriculture, nous arrivons à avoir une vision d'ensemble, qui doit partir cependant d'une vision claire de ce qu'est le gouvernement régional et l'administration régionale, nous pourrons espérer d'obtenir quelque chose en Vallée d'Aoste. Sinon ce sera la fracture, la division, le partage en des milliers de courants et de contre-courants, c'est-à-dire se sera l'anarchie et le désordre, dont malheureusement nous donnons la preuve en ce moment.
Fosson (U.V.) - En grande partie ce que je voulais dire a été dit il y a un instant par le Conseiller Andrione.
Tout de même, je voulais ajouter quelque chose et c'est vraiment en reprenant la question qu'a voulu souligner Andrione du rapport entre l'augmentation des entrées et l'augmentation des dépenses et aussi sur le fait de comme a été et de comment vient présentée la répartition entre les dépenses courantes et les dépenses qui devraient aller pour les investissements; parce que, ce matin, le Conseiller Caveri a parlé dans le champ national de peu d'attendibilité de statistiques et de certaines données qui viennent fournies dans les discussions et je pense qu'ici, sans faire un grief trop fort à l'Assesseur, nous sommes un peu dans les mêmes conditions parce que, quand nous parlons et nous comparons des pourcentages qui partent avec des chiffres différentes de base, nous portons la situation complètement, je ne voudrais pas dire un mot fort, faussé, mais certainement qui ne correspond pas à ce qui est la vérité. Si nous partons et nous voyons les augmentations du pourcentage qui vont sur les investissements et nous voyons qu'il y a une diminution des pourcentages pour les dépenses courantes, mais nous voyons et nous partons vraiment du chiffre total du budget et nous voyons que, si en augmentant toutes les années les "partite di giro" et si nous faisons une fois le pourcentage: - et je pars d'un extrême à l'autre - et prenons toujours les chiffres que nous avons aujourd'hui sous les yeux, si nous faisons le pourcentage, sur les 20 milliards, si nous faisons les pourcentages sur les 27 milliards, nous commençons à partir avec une donnée qui ne correspond plus à la vérité et alors toute les comparaisons qu'on peut faire entre les budgets du passé et les budgets actuels, elles sont complètement dépourvues de fondement et ceci c'est une question que je voulais mettre à clair, à part que plusieurs choses ont déjà été dites et cette année je dois avouer que l'Assesseur Bordon s'est préoccupé de nous faire la précisation dès le début que le budget n'était pas de 27.600.000.000, parce que 7 milliards et quelques centaines de millions sont dus à des "partite di giro". Donc ce sont des sommes qui sont mises seulement dans le budget, inscrites dans le budget à l'entrée et à la sortie mais qui ne contribuent pas à l'entrée effective de la Région.
Ceci était bien de le dire. Je suis content que je l'ai dit directement à l'Assesseur parce que les journaux locaux, sur certains journaux locaux nous continuons à voir, et ces inexactitudes qui ont déjà été publiées les années passées et qu'encore cette année ont été publiées: "bilancio della Regione 27 miliardi 800 milioni". Mais, je dois dire encore et c'est seulement pour une précision aussi ici, que nous ne devons même pas partir du chiffre de 20 milliards parce que au chiffre de 20 milliards, tout en donnant comme acquis les 2 milliards de l'article 12, nous devons enlever le milliard et 400 millions qui est pour le palais de la questure. Nous devons enlever l'autre milliard qui est celui qui n'est pas, qu'il y a des difficultés certainement à venir, donc nous devons faire compte sur 17 milliards et 500 millions, et il serait sur ce chiffre sur lequel on peut compter qu'il faudrait baser les différents pourcentages pour voir quelles sont les dépenses courantes, parce que les dépenses courantes ne peuvent pas se modifier. Et alors quand le Conseiller Caveri ce matin, en parlant des 5 milliards pour le personnel disait: nous avons un quart de notre bilan qui va pour le personnel, moi je dis que nous n'avons pas seulement un quart mais, en attendant, c'est déjà le 30 et quelque chose qui va pour le personnel. Ceci seulement pour mettre à point et à feu certaines choses et comme cela il y aurait tous les autres pourcentages parce que, si en base à ces chiffres, nous avons les pourcentages fixes qui sont pour les dépenses courantes, nous voyons que les dépenses, les pourcentages qui peuvent être destinés aux investissements, diminuent fortement parce qu'il y a vraiment la différence de 7 + 2.5, à peu près 10 milliards en moins, sur lesquels on ne peut pas faire compte.
Je comprends que, probablement, quand on a fait ces pourcentages, pour la commodité, on a pris le chiffre total du budget, on a pris cette année qui est de 27 milliards, on l'a pris l'année passée sur le total du budget, il y avait moins de partite di giro. Si nous faisons ces mêmes pourcentages dans les budgets des années avant, nous voyons que, en ayant bien moins de partite di giro, cette influence est bien plus basse.
Il l'a déjà dit Andrione que nous avons... l'Assesseur Bordon ce matin a dit: "nous avons tout de même, nous sommes réussis à porter le budget à temps d'entrées, nous donnons acte qu'on a pu obtenir un milliard dans le '66 et deux milliards dans le '67, sur l'article 12. Nous n'avions pas dit, ceci c'est une rectification que je veux faire à ce qu'a dit ce matin l'Assesseur Bordon, nous n'avons jamais dit qu'on ne pourrait pas avoir des fonds sur l'article 12. Nous avons toujours dit que nous étions contraires de demander des fonds sur l'article 12, parce que nous pensions et nous étions de l'avis qu'il fallait porter en avant la loi de la répartition des entrées pour ces buts autonomistes qui ont été si bien expliqués il y a un instant par le Conseiller Andrione.
Donc, faite cette rectification, rectifié ceci, moi je dois dire, ici ce n'est pas le cas d'attribuer soit à une administration ou l'autre des augmentations des entrées parce que j'ai sous les yeux un tableau qui va du 1946 au 1967 et il y a une augmentation constante des entrées pour la Région qui est due au fait qui a déjà été souligné de l'augmentation aussi, malheureusement, des impôts mais il y a une autre chose, il y a les dépenses qui correspondent et nous voyons que certainement - et il suffirait- et vous l'avez fait vous-même un tableau où il y a les pourcentages de la dépense pour l'école en se référant à l'entrée qu'il y avait du budget et nous voyons que, si à un certain moment, dans les années passées, bien lointaines aussi, les entrées effectives couraient pour le 200 et plus pour cent les dépenses pour l'école, nous avons aujourd'hui ce pourcentage il est bien diminué, donc il y a, d'un côté, une augmentation d'entrées, de l'autre, une augmentation de dépenses et, si nous voulons faire ce discours, comme disait il y a un instant Andrione, nous devons, je comprends aussi la nécessité de votre part de dire: "nous avons obtenu, à travers l'article 12, d'avoir ces milliards en plus". D'accord, mais tout de même, nous devons aussi, à un certain moment, voir et partir avec des bases solides pour pouvoir faire une discussion qu'il soit possible soutenir vis-à-vis des organes du Gouvernement central et faire une comparaison de ce qui est le coût des services qui effectivement ont été transférés à la Région parce que c'est seulement un principe de justice distributive.
Il y a une autre chose, effectivement, pour avoir le cadre complet qu'il serait nécessaire, qu'il aurait été nécessaire d'avoir parce que, aussi en faisant seulement la comparaison des dépenses mais seulement suer les budgets de prévision sur les bilans de prévision, ici aussi nous n'avons pas une vision claire et ce point a été souligné ce matin par le Conseiller Caveri, parce que ce serait intéressant et il serait nécessaire que tous les Conseillers puissent faire une comparaison à travers les bilans définitifs, à travers i conti consuntivi de la Région, parce que alors nous pourrions avoir, chacun de nous, les idées bien plus claires parce que nous aurions occasion, quand nous parlerons du plan des travaux publics, nous voyons que le plan des travaux publics, il y a à peu près le 25% de la somme qui a été portée sur le plan des travaux publics su 1969, que nous devons approuver, à peu près le 25% des dépenses étaient déjà inscrites sur le plan du 1968. Si nous allons voir dans le plan du 1967, nous trouvons déjà des sommes inscrites et qui ont été reportées sur le 1968 et, en allant de cette sorte, certainement que nous avons des bilans qui sont bien plus grands, avec des sommes inscrites à bilan bien plus grandes, des sommes effectives que nous avons eues à disposition. Or, c'est vraiment aussi sur ce point nous comprenons aussi les nécessités que de la part de la Junte de suivre cette méthode mais, tout de même, je pense que cette méthode n'est pas productive vis-à-vis même de ces pourparlers que la Junte doit engager avec le gouvernement parce que, à un certain moment, à travers ces données qui viennent publiées avec toute légèreté sur la presse, il semble que la Région de la Vallée d'Aoste ait à disposition, comme j'ai cherché de le démontrer dans le bilan de cette année, à peu près 10 milliards de plus de ce que sont les sommes effectives qu'elle a à sa disposition et, comme l'Assesseur Bordon ne pourra pas toujours aller à expliquer ou faire des démentis à tous les articles qui seront publiés sur les journaux d'Italie, encore une fois nous alimentons de la fable que nous vivons, ici en Vallée d'Aoste, dans un bain d'or et à travers la publication, d'un côté que nous avons les revenus plus hauts d'Italie, ce qui naturellement ne correspond pas à la vérité parce que plusieurs fois on a cherché d'expliquer, et vous êtes tous convaincus que nous n'avons pas les revenus les plus hauts d'Italie, parce que une chose c'est le revenu produit et une chose c'est le revenu consommé. Or, si à travers les différentes centrales électriques que nous avons en Vallée d'Aoste, à travers les maisons de jeu, à travers des sociétés financières, des sociétés qui gèrent des centres touristiques, à travers des sociétés industrielles qui produisent ici en Vallée d'Aoste, mais qui consomment certainement ce revenu hors de la Vallée d'Aoste, la partie qui reste en Vallée d'Aoste c'est seulement la partie qui vient distribuée ici, et elle est bien différente de la partie qui a été produite et alors ici encore c'est une autre question qu'il faut chercher de pouvoir, comment dire, de faire comprendre parce que sans quoi vous vous trouverez, vous-même en face, dans les pourparlers que vous avez à Rome, a dire ce que nous avons entendu plusieurs fois dire nous-même: "ma voi in Valle d'Aosta state già bene, non avete bisogno ancora di chiedere questo e quest'altro". Voilà, et alors aussi ici il est bien qu'on fasse ces précisions.
Je ne voudrais pas, je m'étais pris quelques autres notes de ce qui a été dit par les autres qui sont intervenus, qui sont intervenus ce matin, mais je pense que je ne ferai d'autre que de répéter ce qui a déjà été dit par qui m'a précédé.
Je pense d'avoir répondu aussi dans ce sens à ce que disait surtout le Conseiller Benzo, parce que le Conseiller Benzo avait souligné d'une façon toute particulière les investissements, le pourcentage pour les investissements et je le prierai vraiment, et il me déplait qu'il ne soit pas ici, et je prierai vraiment de faire cette comparaison entre les chiffres précises des différents budgets, et alors il verrait, il pourrait prendre connaissance que ces pourcentages ne correspondent certainement pas à la vérité parce qu'ils sont basés sur les 27 milliards, c'est-à-dire sur le total des investissements.
Montesano (P.S.U.) - Prima di dare la parola all'Assessore Bordon per le risposte, desidero chiedere ai Consiglieri se c'è ancora qualcuno che intende prendere la parola. Tonino.
Tonino (P.S.I.U.P.) - Io, senza polemizzare, vorrei rispondere al Consigliere Milanesio il quale, ogni qualvolta il sottoscritto interviene, polemizza nei miei confronti in un modo non troppo, direi quasi, educato.
Io risponderei appunto al Consigliere Milanesio, il quale dice che il mio intervento è un discorso fatto di sogni. Io vorrei dire a Milanesio che le cose che io ho detto non provengono né da un libro di sogni e tanto meno da una fantasia ma da una amara realtà di come vengono portati avanti problemi interni e questa nostra autonomia regionale, che non si discostano, ripeto, per nulla dai problemi in campo nazionale. Le rilevanti spese correnti di cui io ho pronunciato nel mio intervento di questa mattina - e che il Consigliere Milanesio ha chiamato libro dei sogni - sono stati in parte condivisi dallo stesso Assessore alle finanze, il quale diceva che, ad un certo punto, il bilancio viene bloccato dalle spese correnti. L'eccessivo aumento del personale dipendente, solo in questo ultimo anno, non parlo dell'anno scorso, dove la politica di fondo, più profonda fu condotta proprio dal tuo partito, è stato proprio la politica del sottobosco governativo, un'eccessiva in più che deriva dal personale in più sia alla Regione, sia del personale del Casinò, come giustamente diceva poco fa il Consigliere Germano nel suo intervento. Noi registriamo una spesa in più di oltre 70 milioni solo per questo personale in più alla Regione e al Casinò. A queste spese, vanno aggiunte tutte le altre eccessive spese, che poi in ultimo sono quelle che raggiungono delle spese madornali, perché sono le piccole spese, come diceva appunto in sede di Commissione il Consigliere Lustrissy, che formano le spese grosse. Io avevo detto nel mio intervento che occorrevano, per alcuni assessorati, somme almeno doppie di quelle che si trovano sul bilancio. Il Consigliere Milanesio dice che non sono realista, che faccio solo il demagogo perché le entrate sono quelle che sono e quindi è pura demagogia il richiedere delle somme che non è possibile avere. Ma Consigliere Milanesio, se tu mi accusi di leggere il libro dei sogni, io ti ripeto che le cose che ho detto nel mio intervento sono cose che potrebbero realizzarsi. Basterebbe che il tuo centro sinistra romano, che i tuoi 8 o 9 Ministri e quella D.C., si decidano di rispettare le norme statutarie che regolano il nostro Statuto speciale, ecco che allora si potrebbero avere quei denari che sono di spettanza della nostra Regione. A quest'accusa aggiungo ancora che le piccole spese, che sono contenute in conseguenza di un fitto sottogoverno, e che tutti abbiamo registrato qui in Valle d'Aosta e che qui, amico Milanesio, il tuo partito non è stato a guardare queste cose. Altra cosa che mi stupisce, in un certo senso, dei tuoi concetti nei miei confronti secondo lei io dovrei essere quel Consigliere che dice che tutto va bene, che i bilanci corrispondono alle necessità della Valle d'Aosta, che non è vero che il bilancio porta delle cifre occasionali. Ma, collega Milanesio, a questo punto io dovrei avere nella tasca la tessera del Partito Socialista. Ora, questa tessera io l'ho rifiutata nel momento in cui il Partito Socialista ha fatto un'altra scelta.
Sono d'accordo col collega Germano su delle scelte prioritarie che il Consiglio deve fare, se vi è volontà da parte del centro sinistra. Il problema scolastico..., discutere le mansioni di cui ampiamente ha illustrato il Consigliere Germano, il problema dei diritti sanciti dalla Costituzione italiana, verso i problemi della Valle d'Aosta, riparto fiscale nella sua integrità e gli altri problemi connessi ai diritti sanciti dalla Costituzione italiana. Una maggiore libertà e dignità dei lavoratori nella fabbrica, in vista di un suo proprio potere, una riforma sull'agricoltura in tutte le sue carenze che si manifestano, una politica dell'industrializzazione che tenga conto dei bisogni reali dei lavoratori, visti anche dai punti di vista concorrenziale della mano d'opera in Valle d'Aosta.
Altro problema che mi trova d'accordo con il collega Germano è la realizzazione di piani regolatori in tutti i Comuni, interamente finanziati dalla Regione. Uno sguardo più responsabile verso i problemi sociali della Bassa Valle e degli altri comuni, i quali si trovano in situazioni di disagio e che sentono un bisogno radicale nei confronti della loro rapida uscita dalla crisi in cui sono caduti e che costringerebbe la popolazione ad un precario e difficile avvenire.
In queste zone sono in parte valide le proposte fatte in sede di Commissione Industria e Commercio per la disposizione di aree destinate all'industrializzazione, sempre che l'assessorato disponga dei finanziamenti necessari ossia una maggiore attenzione verso i problemi turistici della Bassa Valle, mediante un'apertura turistica commerciale attraverso i trafori della Mologna. Tutti questi problemi potrebbero essere superati se vi è una volontà politica per affrontarli, e quindi, amico Milanesio, non un libro dei sogni ma un modo per fare una politica di interventi confacenti ai reali bisogni della Valle d'Aosta, sfruttando tutti i nostri averi ed economizzando nelle spese non necessariamente disponibili.
Benzo (D.C.) - Volevo dire al Consigliere Fosson che sarebbe bene che prendesse in esame la tavola 7 ter del bilancio preventivo, che è predisposta con molta chiarezza dagli uffici. Ribadisco che dal 1965 al 1969 vi è stata una notevolissima diminuzione delle spese correnti che sono state calcolate, sia le spese correnti che le spese in conto capitale, su una cifra delle spese effettive di 20 miliardi, dal 63,84% al 48,97% per le spese correnti.
Le spese in conto capitale sono aumentate dal 33,87% al 49,39%. Però aggiungo, questa mattina non ho fatto presente una cosa che ha una sua notevole importanza e cioè, sia pure di poco, ma dopo questi 5 anni finalmente le spese in conto capitale hanno superato le spese in conto corrente. Si tratta quindi di classificazione, sia in valori assoluti che in valori percentuali, fatta su delle cifre effettive. Questo per chiarezza.
Milanesio (P.S.U.) - Io voglio chiarire alcuni aspetti di quanto ho detto questa mattina. Innanzitutto non ho intenzione di polemizzare con il Consigliere Tonino e, se quando intervengo, mi riferisco a quanto il Consigliere Tonino dice, se parla prima di me, è perché, evidentemente, in quanto affermato questa mattina dal Consigliere Tonino vi era effettivamente un'indicazione di interventi ma non esisteva un'indicazione per quanto riguardava il riferimento dei fondi delle entrate. Era un discorso abbastanza generico, era un discorso che io ho considerato superficiale, un discorso che ho considerato un pochettino, diciamo così, polemico ma senza indicare i mezzi per fare fronte a questi problemi e certamente io non voglio polemizzare qui, per partito preso, è proprio il caso di dirlo, con Tonino. Però certe affermazioni in sede di discussione del bilancio della Regione, di un bilancio così importante, è meglio non farlo a mio avviso, se non si rappresentano anche i mezzi per fare fronte a queste nuove spese.
Ora, in questo quadro, devo anche dire, per esempio, che l'impostazione che ha dato il Consigliere Germano, per quello che mi riguarda, anche se condivido molte sue osservazioni e analisi, mi pare, così, un pochettino gratuita, nel senso che anche qui non si indica le entrate effettive che si dice, invece, di riferirsi all'articolo 12, mettiamo 5 miliardi per quanto riguarda la quota fissa e la quota mobile del riparto fiscale.
Io non so, Germano, se questa tua valutazione è molto prudenziale. Io so per certo, dopo aver esaminato la parte entrate di questo bilancio, e ne ho dato atto questa mattina all'Assessore, che la parte entrate del bilancio regionale è fatta con serietà, con senso di responsabilità e c'è un'effettiva commisurazione alle nostre possibilità di reperire questi fondi. Quindi, come documento finanziario, io ho detto che non vi era nulla da eccepire e poi noi vogliamo inserire delle voci di entrata che hanno il valore di un auspicio, il significato di una lotta che si deve fare per ottenere delle maggiori entrate. Però, allora, non crediamo così facendo di risolvere noi il problema della spesa riferita a queste entrate che sono solo auspicabili e auspicate.
Per cui, a questo punto, il miliardo in più che si propone per la pubblica istruzione, i 250 milioni in più per l'industrializzazione, i 250 milioni in più per i piani regolatori finiscono per diventare anche questi degli auspici e non delle indicazioni concrete di spese e di intervento. Comunque, il discorso che il Consigliere Germano ha fatto e che altri Consiglieri hanno fatto, è molto ampio e non si può evidentemente, così, replicare brevemente a questo tipo di discorso. Occorrerebbe una valutazione più approfondita di quanto è stato detto e comunque certo è che, in certi settori, così come ho detto anch'io questa mattina, occorrerebbe arrivare a una selezione della spesa, a una qualificazione della spesa e forse a un aumento anche, ma, se noi riteniamo di avere un certo livello di risorse, un aumento in altri settori, va a esaurimento del livello della spesa in altri settori ancora. Ora, io ritengo che la programmazione significa, appunto, individuare quali settori vanno incentivati e quali, al limite, vanno scoraggiati o, comunque, abbassati nel livello della spesa perché, se noi pensiamo, in una politica di programmazione, di aumentare alcuni settori considerevolmente, altri in modo, diciamo così, siderale, evidentemente continuiamo a cadere nell'equivoco che la programmazione sia l'uso della bacchetta magica o giù di lì. Io ripeto, e questo concetto penso dovrebbe essere acquisito da tutti, anche perché si verifica in tutti i paesi del mondo, i bisogni che si avvertono, che sono sempre più crescenti, sia a livello civile che sociale, sono sempre superiori ai mezzi con cui si deve provvedere. Ecco che la programmazione diventa una scelta, soprattutto, una scelta che investe delle responsabilità politiche. La programmazione responsabilizza di più tutti perché si fa una scelta non nell'arco dell'anno, cercando di tacitare certe richieste, ma la si fa su un arco più lungo di tempo, dove si evidenziano meglio certe necessità e dove si indicano anche degli obiettivi che poi si possono raggiungere completamente, si possono raggiungere a metà o non si possono raggiungere. Ad ogni buon conto, la programmazione è semplicemente assunzione di responsabilità e quindi fine del discorso demagogico o pseudo demagogico proprio perché stabilisce che le risorse sono quelle, dobbiamo stabilire come spenderle e non si può più dire, poi, io avrei messo 50 milioni di qua, 250 milioni di là, avrei aggiunto altri 500 milioni perché se questi mezzi non si individuano, evidentemente non si possono spendere.
Ciò detto io vorrei ancora, prima di concludere, dire al Consigliere Tonino che non è certo per malanimo che io intervengo e, a volte, polemizzo con lui. È perché certe affermazioni, ripeto, non mi paiono giustificate. Io ho il diritto di esercitare la critica in questo Consiglio e non l'esercito in modo maleducato, credo, ma in modo corretto, come nella prassi, diciamo così, consiliare.
Bordon (D.C.) - Stavo così tranquillo, speravo che questi piccoli battibecchi continuassero, e invece sono finiti.
Io mi auguravo anzitutto di non dover prendere più la parola, lo auguravo anzitutto a voi e a me stesso perché mi sembrava di aver detto questa mattina quello che dovevo dire e davo, e do atto ancora adesso, che gli interventi che si erano susseguiti erano interventi fondati, potevano essere discordi su determinate impostazioni, più che logico, in un Consiglio regionale dove ci sono diversi partiti, ci sono diverse impostazioni ma, in linea di massima, io non avevo alcuna osservazione da fare e, essendo avvenuto il dibattito, essendosi svolto proprio con un'amicizia, una correttezza della quale dobbiamo dare atto e ci fa veramente piacere, io ritenevo di non dover aggiungere niente altro perché, ad esempio, l'intervento del Consigliere Caveri, io lo devo quasi condividere in gran parte, l'intervento del Consigliere Caveri ha puntualizzato determinati suoi punti, ci ha ripetuto anche quest'anno che noi non abbiamo idee - insomma tutte le idee sono opinabili - ognuno dice quello che desidera e quello che vuole, è proprio per questo che è bello questo Parlamentino. Ha rilevato una cosa, che poi è stata rilevata anche dall'amico Fosson, sui conti consuntivi 1966/67, le ho segnate queste cose, quindi le ripeto, le noto, le puntualizzo. I conti consuntivi sono nelle mani dei revisori, naturalmente, saggiamente mi si è subito detto che la colpa è nostra che li abbiamo riuniti in ritardo, pazienza, prendiamo anche queste colpe. Qui si è detto che noi andavamo con una certa lentezza, un "piétiner", la parola esatta, e noi prendiamo nota di questo, ma nel complesso io sono d'accordo quasi su tutto quello che ha detto l'Onorevole Consigliere Caveri e garantisco che, per esempio, la raccomandazione che ci fa, di fare particolarmente attenzione alla IGE, come ha detto nella sua ultima frase, io voglio garantire, tranquillizzare, che è costantemente davanti ai nostri occhi, anche se ci dà un sacco di difficoltà per il sistema tributario che questa IGE accerta e quindi niente da dire sull'intervento del Consigliere Caveri.
Mi sembrava di dover dire qualche cosa sull'intervento del Consigliere Tonino. Il Consigliere Tonino aveva letto una relazione, l'aveva letta come l'ha letta un oppositore di questo centro-sinistra e che cosa volete che ci venga a dire l'amico Tonino? Che siamo veramente in gamba, che siamo dei cannoni? No, l'amico Tonino ha tirato fuori una sua relazione, anzi, è stato abbastanza preciso nella sua chiacchierata, nella sua esposizione e dice che noi abbiamo, non 20 miliardi, abbiamo 15, se non sbaglio, non sono 17,5 come ha detto bene Fosson, cioè 20 miliardi, meno 1,4, se non ci dessero quel miliardo che abbiamo messo, hai ragione tu, ma io sono sicuro che anche tu pregherai con me la sera che quel miliardo ce lo diano, perché credo che è nell'interesse di tutti. Io mi auguro che, se avessi bisogno di un colpo di mano, tu sei qui per darcelo, questo colpo di mano, perché non lo dai a noi, lo dai alla Regione. Tu avevi fatto un discorso che è logico che tu lo faccia e noi lo abbiamo sentito quando tu dici che noi non seguiamo i problemi della Bassa Valle. Signori, vogliamo fare l'Europa, ne parliamo sempre di questa Europa e, ad un certo momento, andiamo a dividerci la Regione in quei piccoli settori. Io potrei risponderti che non è vero questo, potrei dire che tu, che io, siamo dei Consiglieri per tutta la Regione, però, guarda, se ci sono degli altri Consiglieri che dicono come te, l'amico Manganoni, altri Consiglieri dell'Alta Valle che difendono l'Alta Valle, noi della Media difendiamo la Media Valle, quindi, neanche su questo punto io non avevo da riprendere niente e andavo avanti tranquillo.
Non mi sarei arrabbiato come ti sei arrabbiato tu per l'affare del libro dei sogni. Ma Tonino, io, se i sogni sono piacevoli, ne vorrei fare uno tutte le sere, per esempio, sogni di entrate nella Regione ti piacerebbero, quindi io non credo che possa essere motivo di discussione questo e io mi auguro che tu con me abbia a sognare tante entrate nell'interesse della Regione e nell'interesse di tutti quanti.
Dolchi, Dolchi aveva fatto una bella esposizione però, come già era stato fatto prima, aveva fatto una lunga chiacchierata su La Stampa, una critica sul Governo centrale. È logico che la faccia, non è il governo che desidera lui, è una critica su ciò che ha detto il Ministro Colombo, sull'attendibilità del bilancio, tutte cose che, purtroppo, sono vere, la burocrazia è quella che è. L'unica cosa che vorrei dire a Dolchi è questa: guarda Dolchi, deve essere veramente una bella patria questa nostra italiana, dove noi possiamo ancora leggere tutte queste critiche sui giornali, dove noi abbiamo ancora la fortuna di poter vedere alla televisione la tribuna politica dove si tirano fuori queste magagne perché, se mi volto intorno e guardo dal Portogallo alla Spagna ecc., vedo che ci sono tanti paesi dove questo non lo posso più fare. Quindi magagne sì, ma questa libertà vale ancora di più di queste magagne, si tratterà di vedere, di correggere queste magagne ma cerchiamo di avere sempre quella libertà che ci permette di scrivere questo. Il resto, sono cose di normale amministrazione, sono cose di passività del bilancio, fasullo più o meno, questo non ha nessuna importanza.
Ecco, amico Germano, arriviamo subito a te, quindi non è che sia stato molto lungo. A Germano ha già risposto qualche cosa Milanesio, però a me pare che qui addirittura Germano preveda l'apocalisse. Incomincia dicendo che il centro-sinistra fa tanto male alla Regione, perché noi siamo qui a dimostrare a torto che vi sono delle entrate in più ma non è vero. Il riparto fiscale è sempre quello del 1955 ma, naturalmente, tutto questo è dovuto al Governo centrale che non rispetta la nostra autonomia. L'unico successo che potremmo vantare noi, dice, è un certo aumento, un certo risultato minimo. Ma noi non vantiamo niente e non desideriamo vantare niente. Le cifre sono lì, ve l'ho detto questa mattina. L'articolo 12 addirittura è anti autonomista? Perché? Dice, questo porta dei denari ma probabilmente ci fa il danno dall'altra parte. L'autonomia nostra dovrebbe essere basata tutta su quella quota fissa di riparto. Può avere ragione lui, critica la spesa, critica il centro-sinistra perché dice, per esempio, agli effetti della programmazione, con il Governo del leone tutto era già pronto. Siamo arrivati noi e tutto è bloccato, è un'idea sua, è opinabile, non la discuto, però tutti noi possiamo dubitare se questo corrisponda al vero o no. Fa la critica su tutti gli stanziamenti, sull'agricoltura, le scuole, c'è una corruzione generale. Dice che dal 1965 al 1969 i controllori del Casinò di Saint Vincent sono aumentati di 6 o 7, nel 1965 erano 18. Benissimo, allora io potrei dirti, per esempio, che, se andiamo a vedere nell'arretrato, dal 1959 al 1965, nel 1959 erano nove o dieci. Un certo aumento c'è stato anche lì, quindi, se noi entriamo in questi particolari, mi sembra che faccia ridere. Ma andiamo avanti: l'autonomia finanziaria, dicevo prima, perché noi avremmo, e lì ti vedo, sono lieto di fare questo, perché ti garantisco che a Roma evito il viaggio, specialmente poi se non abbiamo i dirottamenti notturni, li facciamo volentieri, sono molto piacevoli, ne facciamo uno alla settimana, perché ci divertiamo, siamo diventati dei commessi viaggiatori. Benissimo, se questo vuole dire arrivare a portare dei miliardi alla Regione, ben vengano anche questi commessi viaggiatori, ma non ha importanza. Il riparto è inadeguato, fa la cronistoria sul rifiuto del riparto, il famoso riparto che noi avremmo dovuto portare qui, avremmo dovuto varare, mandare al Governo centrale per avere una discussione e una probabile bocciatura, quindi continuiamo a ripetere le stesse cose, addirittura mi si dice che io manipolo le cifre. Benissimo, se potessi manipolarle in modo da farle diventare realtà, sarebbe una cosa gradita. A ogni modo, qui sopra noi arriviamo a una certa proposta, la proposta di mettere in bilancio, anziché tre miliardi all'articolo 12, 5 miliardi alla parte quote fisse. Io ringrazio Milanesio, che già ha risposto per questo, perché sarebbe il più grosso errore che noi potremmo fare, questo errore che è stato suggerito nel 1967. Ebbene, caro compagno e amico Germano, il problema è questo ma il gettito delle imposte, sulle quote fisse, non può arrivare a questo livello se noi non abbiamo già ottenuto un riparto nuovo perché, con il gettito dell'imposta che abbiamo e le percentuali esistenti oggi, noi a questa percentuale non arriveremmo. Ecco perché ci siamo permessi di arrivare all'articolo 12. Però questi consigli tuoi noi possiamo anche tenerli presenti ma, se poi non aderiamo, tu non ti devi offendere perché noi riteniamo che quest'impostazione sia errata. Ma questo non è sufficiente, questo si può continuare con quanto tu stavi spiegando. Dici che i denari che entrano dovrebbero essere distribuiti in modo diverso e abbiamo una meravigliosa difesa della scuola. La scuola, con una critica generale, l'impostazione tutta sbagliata, ma io lo posso credere, posso anche credere che ci siano tante cose che non vanno e che si devono migliorare. Ma quando, ad un certo momento, mi si dice: noi qui signori dovremmo spostare le somme, metterle in modo tale che abbia a venire fuori, per esempio, un miliardo di più per la scuola, abbia da venire fuori 500 milioni per l'agricoltura, 250 milioni al turismo, ma io mi sto chiedendo, Germano, ma tu vuoi farci andare in aria il bilancio per quest'anno o no? Perché, se questa è la tua intenzione, cosa che io non credo, perché non posso pensare che tu arrivi lì, noi non ti seguiamo su quest'impostazione, perché noi, oggi come oggi, ti abbiamo detto, con la massima tranquillità e buona fede, che l'impostazione di questo bilancio 1969 era, purtroppo, ancora basata sull'impostazione vecchia. Ci siamo augurati che, attraverso il 1969, abbia da venire fuori la migliore impostazione e tante altre cose che non ripeteremo qui. Ma quando, ad un certo momento, arriviamo a sentirci fare delle proposte di questo genere, ti viene voglia di ridere perché, abbiate pazienza, o voi ci prendete per della gente che, insomma, sia proprio sprovveduta, io per conto mio molto sprovveduto non sono, ma arrivare a un punto di doversi dire che dobbiamo mettere delle entrate, quasi che noi dovessimo sperare di realizzarle, mentre col sistema nostro del 1965, 1966 e 1967, le abbiamo realizzate, ebbene, Germano, io posso pensare che tu veda benissimo, non ho niente da criticare, la tua idea può essere ottima ma noi non la condividiamo perché riteniamo che non potrà dare i risultati che credi di dare e di avere. Naturalmente qui ci sarebbe una lunga chiacchierata da fare, non la voglio fare perché non credo che si possa continuare, ma, se avremo da polemizzare, ci serviremo di questi appunti perché qui, ad un certo momento, io mi domando, non c'è una cosa che vada bene, è tutto sballato, la scuola non va, l'agricoltura non va, il turismo non va, io non so, attraverso tanti anni, perché poi è questa la battuta che mi viene e che non posso non dirla ma, arrivati ad un certo momento, uno che ti sente parlare dice: ma accidenti, è ferratissimo questo signore, però, arrivati ad un certo momento, ci diciamo, ma ha ben potuto anche lui, attraverso sei o sette anni di governo, esplicare tutta questa sua saggezza, e quali sono stati i risultati? Signori, ditelo voi quali sono stati. I nostri sono pochi risultati, nostri, ma sono qui, concreti, tradotti in cifre, un bilancio che è arrivato a 18 miliardi e mezzo, le crescite naturali delle quote? Quali sono state le crescite delle quote fisse e delle quote variabili? Ma noi le abbiamo lette questa mattina, forse che ce ne facciamo un vanto? Per niente, tanto i vanti non si fanno qui dentro, i vanti eventualmente li faremo in altra sede e i giudizi ce li daranno gli elettori. E, se avranno valutato bene questa nostra opera, approveranno al momento opportuno e, in caso contrario, ce ne torneremo a casa e auguriamo, già fin da adesso, a quelli che dovrebbero occupare i nostri posti, di riuscire a fare meglio di quello che facciamo noi.
Quindi queste vostre critiche e, in particolare tu, noi le prendiamo così, com'è giusto che si debbano prendere in un regime democratico, osservazioni esatte, dove la scuola, per esempio, deve essere impostata in un altro modo, dove determinate cose si devono fare in un altro modo, però, non dimenticando mai che nessuno di noi ha la bacchetta magica in mano, che nessuno di noi può toccare i bottoni e trasformare le cose che voi avete lasciato immediatamente o che non riusciremo a fare neanche noi e tantissime altre cose.
Quindi, io chiedo scusa e non credo con questo di aver detto delle cose ineducate a Germano, perché mi farebbe veramente dispiacere, perché l'educazione è una delle prime cose che cerchiamo di seguire e, quando andiamo fuori, nella nostra impulsività, forse chiediamo scusa, ma non credo che oggi il caso di dire questo.
Passiamo invece agli interventi di Andrione e di Fosson.
Ebbene, qui l'atmosfera è molto diversa, qui ci sono delle osservazioni che non sono fatte soltanto per una critica per la critica. Ecco dov'è la differenza nell'impostazione e allora io penso che grosso modo, sia Fosson che Andrione, pardon, Andrione e Fosson, abbiano su per giù detto la stessa cosa. Ci sono dei principi che, per esempio, io con Andrione non posso condividere e siamo in tanti forse, quando dice che, per esempio, l'articolo 12 non è una cosa per l'autonomia della Valle d'Aosta. Dice ancora Andrione che l'autonomia nostra dovrebbe essere ancorata su determinati altri principi e, in linea di massima, potrei anche dargli ragione, lo condivido. Però io ritengo che, essendo in ballo, noi abbiamo l'interesse di portare avanti quei rapporti col Governo centrale, che molte volte ci fanno perdere la pazienza, come hanno fatto perdere la pazienza a tanti, ma la pazienza bisogna usarla e con quale risultato? Il risultato di portare qualche cosa di concreto, con l'augurio che ci facciamo sempre tutti, ad un certo momento, abbia da venire fuori questo meraviglioso riparto che tutti sogniamo, e che è sempre quello del 1955, criticato, che quando ne faremo uno nuovo sarà insufficiente, sarà insufficiente per natura, proprio, o per la sua essenza, perché io credo che non ci sarà mai un riparto che possa appagare tutti i desideri della Regione oppure lo sarà anche perché, insomma, bisogna dire che è insufficiente.
Io vorrei potermelo sentire dire che è insufficiente solo per motivi politici e non per sostanza. Vedremo quello che verrà.
Naturalmente, qui ha continuato l'amico Andrione su determinate osservazioni che possono essere condivise al 100%. Per esempio, Fosson ha fatto un'osservazione che è matematica. In questo momento Fosson dice: ci sono 20 miliardi, meno 1,4, meno quello là che è in dubbio. Ebbene Fosson, tu ti lamenti che molte volte sulla stampa locale vengono fuori delle notizie, che possono fare apparire la Regione come il paese di Bengodi, è vero. Ora, io l'ho detto tante volte, noi non possiamo qui illustrare tutte le entrate come vorremmo illustrarle. Noi sappiamo che certe piccole valvole di sicurezza che non sono di grande entità, ma le conosciamo tutte, specialmente chi è stato Assessore all'industria e commercio, come lo sei stato tu, ci sono delle valvole di sicurezza che dovrebbero darci una certa tranquillità per coprire quelle differenze che potremmo anche non avere. Ma io non voglio dilungarmi su questo punto perché ritengo che non faremmo i nostri interessi.
Quindi, in linea di massima, queste osservazioni, a parte certe stonature che si direbbe proprio che sono volute, possono anche essere seguite e dobbiamo prenderne buona nota che l'opposizione fa il suo dovere. Naturalmente, questa vicinanza forse maggiore fra l'impostazione Andrione e l'impostazione Fosson su determinati punti, sull'aumento del personale ecc. sono date forse un po' da questa nostra natura valdostana, diciamo. Vorrei dire questo, vorrei dire che, ad un certo momento, vediamo che queste spese stanno andando forse un po' su, non ci dobbiamo ancora spaventare fra le spese correnti, l'ho detto questa mattina, fra le spese correnti e quelle di investimento, perché siamo su un 49, un 51%. Voi mi direte: sono già tante queste proporzioni, ma io ritengo che, oggi come oggi, non ci sia da avere questo timore, il timore lo si vede proiettato nel futuro allorquando, su determinate impostazioni di spese correnti, noi ci vedremo quel 49% degli investimenti che si riduce a 30% e allora avremmo finito il nostro compito.
Quindi, io ripeto, questo nostro bilancio che vi ho illustrato questa mattina, per la sua parte di entrata è tranquillo. Si capisce, non bisognerebbe che domani, non so, non avessimo più i redditi del Casinò, perché allora qui potremmo aprire un largo capitolo. È veramente doloroso, per esempio, che una Regione debba basare delle entrate sue, per i suoi lavori, su una Casa da gioco, ma questo è. Io penso che tante Regioni vorrebbero avere una Casa da gioco e basare le loro entrate su questi proventi ma su questo si potrà sempre discutere in futuro e quindi io, per il momento, non ho niente altro da aggiungere.
Bancod (U.V.) - Signori, finita ormai la discussione generale di legge regionale per l'approvazione del bilancio per la Regione, non ripeterò quello che è stato già detto fino a questo momento. Mi sia solo concesso di fare qualche osservazione e chiedere chiarimenti.
Al capitolo 271, allegato F.
Montesano (P.S.U.) - Consigliere Bancod, io la pregherei, quando abbiamo chiuso la discussione generale, quando arriva a quel titolo lì, ci fermeremo titolo per titolo, capitolo per capitolo, allora è forse più opportuno, si possono dare le spiegazioni.
Bancod (U.V.) - ... mi scusi.
Montesano (P.S.U.) - Lei, se crede di accogliere il mio suggerimento che, man mano che andiamo avanti, Lei si ferma dove crede opportuno chiedere delle delucidazioni. La ringrazio.
Andrione (U.V.) - Je voudrais répondre avec la même malignité à Monsieur Bordon, à mon ami Bordon, que, depuis la campagne électorale du 1954, dont tu te souviens, nous affirmons ce principe qu'il a cité ce matin, c'est-à-dire que l'Etat doit correspondre à la Région le coût des services que l'Etat a transféré à la Région; et jusqu'à ce que cela n'est pas fait, que nous soyons à l'opposition, que nous soyons à la majorité, les actes sont là pour le prouver. Nous affirmons le même principe. Alors nous faisons l'opposition, non pas à ce niveau-ci, et cela n'en déplaise à ta personne assessorale, mais nous faisons l'opposition contre un certain système de concevoir les autonomies et, par conséquent, nous affirmons encore une fois que cette répartition des impôts n'est pas celle qu'il faudrait.
Montesano (P.S.U.) - Io credo che si possa effettivamente pensare di chiudere la discussione generale e quindi andiamo avanti così come è la prassi usata negli anni scorsi. Si dovrebbero fare delle dichiarazioni di voto, però ricordo che l'anno scorso si vollero fare alla fine. Io non ho nulla in contrario, quindi passiamo all'esame del bilancio, titolo per titolo. Come si è detto questa mattina, senza riaprire la discussione generale, però, ogni Assessore farà una piccola delucidazione, alla quale delucidazione i Consiglieri possono agganciarsi per chiedere poi spiegazioni a secondo delle voci, dei capitoli per i quali ritengono opportuno chiedere chiarimenti.
Allora, si comincia dal titolo I delle entrate. Io, come al solito, faccio leggere dal Segretario il titolo e la categoria. Ecco, se c'è qualche osservazione, il Consigliere mi chieda la parola e così andiamo avanti.
Manganone (D.C.) - (legge) Stato di previsione delle entrate per l'anno 1969 - Titolo I.
Germano (P.C.I.) - La mia proposta riguarda il punto 6 di questa categoria, il punto 10 della seconda e il punto 13 della terza. La faccio come ritenete, se ritenete faccio alla terza però preannuncio che riguarda i tre capitoli, tre articoli...
Bordon (D.C.) - Io, come ho detto prima, sconsiglio nel modo più assoluto al Consiglio di aderire a questa richiesta perché noi metteremo qui una somma che, attraverso il riparto in corso per quest'anno, previsto il gettito delle imposte e tenuto conto delle attuali percentuali, noi iscriveremmo al bilancio una cifra che non si può realizzare e, pertanto, chiedo che le cifre vengano lasciate così come sono.
Montesano (P.S.U.) - Io chiedo al Consigliere Germano se...
Germano (P.C.I.) - Io ho chiesto a lei, Presidente, se devo farlo adesso o alla seconda categoria, o alla terza. Lui risponde già senza che la faccia, mi dica come la devo fare, io lo faccio adesso o lo faccio alla terza, è lo stesso.
Montesano (P.S.U.) - Non sono io che devo dirle dove deve...
(voce di Bordon)
Germano (P.C.I.) - Io non parlavo con te, parlavo col Presidente, sei tu che parlavi con me.
Montesano (P.S.U.) - Allora, dove lo vuole mettere?
Germano (P.C.I.) - Secondo me, lo faccio subito, almeno così, dato che il discorso è cominciato, lo liquidiamo subito.
Nella sua replica all'Assessore Bordon, ha fatto delle affermazioni che ci sarebbe da ridere, perché dice: "è un grosso errore mettere una voce sul riparto fiscale, se non c'è la legge". Ma come si fa a fare questa affermazione, quando sul bilancio noi mettiamo la voce 3 miliardi sull'articolo 12? E non c'è la legge, l'abbiamo messo l'anno scorso e non c'è la legge neanche adesso; e lì Milanesio, tu sarai un bravo Presidente sul piano politico ma i bilanci bisogna approfondirli di più perché noi, se mettiamo qui 12 miliardi invece di 7, più 3, 10, il bilancio, non c'è niente di apocalissiano, come diceva l'Assessore Bordon, è semplicemente una pressione, secondo me, giusta, che noi facciamo in una direzione giusta, solo che vi è una determinata conformazione mentale, lì, che qualsiasi cosa di nuovo non è concepibile, anche le cose che fa lui, perché lui mette tre miliardi senza che ci sia la legge. Se invece lo proponiamo noi su una legge che lui ha detto che entro quest'anno si farà, che voi avete detto, che noi ci auguriamo che entro quest'anno si faccia e, se non saranno poi 12,525 o saranno 13 o saranno 11,5, vuole dire che nel consuntivo si terrà conto di questo ma abbiamo esercitato una pressione. Io non so come non possa entrare dentro questo, è una cosa molto semplice.
A ogni modo, io concludo dicendo: al posto dell'articolo 6 della categoria prima, dell'articolo 10 della categoria II, dell'articolo 13 della categoria III, che comporta la somma di 7 miliardi e 525 milioni, io scriverei una voce "Provento del nuovo riparto fiscale 12 miliardi 525.000" e mi riserverei poi, quando arriviamo alla voce "tre miliardi" sull'articolo, sul terzo comma dell'articolo 12, di chiedere la cancellazione, così lo spareggio, sarebbe nell'entrata di due miliardi. Questa è la mia proposta e chiederei che ci fosse una votazione segreta a nome di Manganoni, Tonino, Crétier, Germano e Dolchi.
Montesano (P.S.U.) - Ora, questa richiesta, a mio giudizio, dovrebbe essere messa subito ai voti perché altrimenti noi andremmo avanti senza poter poi, se non ritornare indietro su questa richiesta, e quindi io credo che sia opportuno mettere ai voti. Ora, la formulazione, chiedo la formulazione al Consigliere Germano, possibilmente per iscritto.
Milanesio (P.S.U.) - La proposta di Germano, chiedo scusa, ma voglio spiegarmi ad alta voce. Dunque, qui si tende a modificare l'articolo 6 del cat. 1, 10 della 2 e 13 della terza. L'obiettivo, secondo le dichiarazioni di Germano, se ho ben capito, è quello di reperire altri due miliardi nell'entrata per fare fronte poi all'uscita, alle spese che lui ha indicato in quei settori, o ad altri. Io chiedo solo però all'assessore alle Finanze, visto che sono Presidente della Commissione Finanze e Affari Generali, però evidentemente trattative col Ministero non ne ho mai fatte, anche perché le trattative le ha sempre fatte l'Assessore. Io chiedo se questo auspicio che Germano ha indicato, ha la possibilità concreta di realizzarsi, cioè, non è un atto, è un'affermazione di buona volontà da parte nostra, unilaterale, oppure ha la possibilità concreta di realizzarsi perché, se ha la possibilità concreta di realizzarsi, nulla osta, da parte nostra, che questo venga accettato e riferito. Se questa possibilità concreta non esistesse, allora io ho detto bene prima quando dissi: "è inutile mettere delle voci in entrata e delle voci in uscita quando queste voci sono figurative e servono solo a salvarci l'anima", per dire, abbiamo pensato a questo problema, quando poi, in realtà, non abbiamo nessuna possibilità concreta di affrontarla. Io chiedo questo all'Assessore, per esprimere il mio parere.
Montesano (P.S.U.) - Scusa Milanesio, io non vorrei scivolare su questa discussione, io voglio spiegare prima che cosa dobbiamo fare poi, se chiedete la parola, la concederò per dei chiarimenti al riguardo.
Il Consigliere Germano chiede di sostituire l'articolo 6, 10 e 13 con un articolo 6 che è intestato al provento del nuovo riparto fiscale. Quindi, dato che è un emendamento sostitutivo, è necessario che io metta prima ai voti l'inciso. Metto prima ai voti l'inciso. Leggo l'articolo: "se è sostitutivo, si pone prima ai voti l'inciso che l'emendamento tende a sostituire" è chiaro, è così. Un attimo Consigliere Bordon, scusa Assessore, questo è importante, non so se mi sono spiegato, cioè a dire se io devo mettere ai voti, metterò ai voti il mantenimento di quanto è stato proposto dall'Assessore alle finanze, se la votazione lo passa, l'approva, allora cade l'emendamento di Germano. Questa è la procedura.
Bordon (D.C.) - Mi stupisco, non mi stupisco, la domanda di Milanesio, Milanesio questa mattina ha avuto una felice espressione, oggi pomeriggio dice che qui dentro c'è della gente che porta il polverone demagogico. Questo è il polverone demagogico e, per non servirmi della tua frase, io ti dico che questo, e lo dico per quei Consiglieri che hanno interesse che l'amministrazione vada avanti bene, che questa è la piccola bombetta che ci ha tirato nei piedi l'amico Germano, questo è il cavallo di Troia che Germano vuole immettere nel nostro bilancio. Perché vi dico questo? Ma, il funzionario mi diceva, noi metteremmo lì dentro una cifra, che è stata già prevista una volta, ma io lascio giudicare a voi, noi metteremmo "probabile provento" di un riparto che abbiamo ancora da trattare, di 12 miliardi e mezzo, che non sappiamo ancora che risultato ci potrà dare e che, pertanto, in base all'elencazione delle imposte, come hai detto tu prima, perché qui, ho detto questa mattina, grazie a Dio, non possiamo fare dei voli pindarici nelle nostre discussioni. Qui si tratta di due e due fa quattro e noi abbiamo un certo aumento di imposte che tu in Commissione Affari generali hai visto ripetutamente, questo elenco di imposte che contribuisce a formare la quota fissa, dove per alcune imposte hai gli 8/10 ecc. ecc. non può superare che quei 4 miliardi e mezzo, 5, che portiamo noi adesso, perché sono già previsti con una aliquota di maggiorazione, in previsione di un aumento delle imposte. Quindi io vi ripeto, voi dovete rigettare nel modo più assoluto questa proposta, perché questa proposta potrebbe portarci in condizioni tali di vedere cadere il bilancio, e vi ripeto che è saggia e intelligente questa proposta fatta dall'oppositore Germano, ma sarebbe proprio bambinesco se noi l'accettassimo.
Germano (P.C.I.) - Voglio rispondere a questo perché, veramente, polverone demagogico, piccola bombetta, cavallo di Troia, facciamo troppo onore a una cosa seria.
Come ha fatto a sapere il risultato dei tre miliardi che hai iscritto per il 1968, quando questa mattina si dice: due miliardi sono sicuri, speriamo due e mezzo, è saltato il bilancio? Come fa a sapere il risultato di questi tre miliardi? Perché noi li togliamo quei tre miliardi. Quindi nei confronti del centro facciamo una richiesta di due miliardi in più, ma allora ciò vuole dire, se noi non mettiamo questo, che, da parte dell'Assessore, c'è la sicurezza che la revisione del riparto non si fa. Questo vuole dire e allora ce lo dica chiaramente, vuole dire che continueremo ad accusare il Governo di essere inadempiente ma, se c'è un minimo di sicurezza, i suoi dati che ci ha dato in Commissione, che erano sul 1966, portavano già a 12 miliardi, se se li portava a 9/10, come proponevo io, gli 8/10, ma erano sul 1966, fatto sul 1968. I suoi dati della legge presentata dall'Assessore porta a 13 miliardi e mezzo. Io chiedo solo dodici e mezzo, per essere prudenziale, perché non mi si accusi di voler fare alzare il prezzo per farci poi accusare di non aver rilevato tutto. No, non è questo, è una volontà di fare una pressione di carattere politico. Se non si capisce questo, Bordon, è perché si ha la testa dura, questa è la realtà.
Bordon (D.C.) - La testa dura, volevo dire all'amico Germano, sulla testa dura, Germano ha voluto volutamente la testa dura. Ebbene mi ha anticipato, vuole dire che avremo tutti e due la testa dura. L'essenziale della discussione, però, è ben altro. Mi dice, come si fa a prevedere sull'articolo 12 i due o i tre miliardi; ma noi, per Statuto, abbiamo un articolo che ci dice che per certe opere noi possiamo usufruire dell'articolo 12, che poi si ritorni indietro, perché poi adesso, abbiamo evitato la polemica fino a questo momento e io non intendo assolutamente andare avanti, ma, se voi vi divertite e andate a leggere il verbale del Consiglio del marzo del 1967, guardate che grosso modo si dicono le stesse cose, anche allora noi non dovevamo servirci dell'articolo 12, anche allora noi dovevamo portare la quota di riparto a una quota più alta. Quindi io vi sconsiglio, nel modo più assoluto, per l'ultima volta, di accedere a questa richiesta perché, se noi portiamo l'articolo 12, lo portiamo perché abbiamo un fondamento, perché abbiamo già avuto nel 1966 un miliardo, nel 1967 due e avremo certamente due del 1968, se ci fossimo accontentati di due, ma ne vogliamo due e mezzo. Invece il giudizio che esprime abitualmente Germano e che poi si rimangia regolarmente e siamo convinti che si rimangerà anche questa volta, è quello che noi non vogliamo mandare avanti il riparto. Questa è una sua idea fissa, questa. Lui desidererebbe, ad un certo momento, poterci dire: "voi il riparto non lo mandate avanti" oppure farcelo mandare avanti in un modo che piace a lui, che non abbia a passare, per fare sempre le solite discussioni contro il Governo centrale.
Quindi io mi rivolgo ai Consiglieri del centro-sinistra, a quelli che hanno a cuore questi problemi della Regione che non si accetti questo perché, se poi lo si vuole accettare, il bilancio non è mio, ma certamente il bilancio potrebbe andare a scatafascio.
Montesano (P.S.U.) - ... detto questo...
Milanesio (P.S.U.) - Ho fatto una domanda, mi ha risposto e voglio dire che cosa penso perché già prima non mi si è lasciato esprimere compiutamente il mio pensiero. La domanda non è una domanda retorica, perché, evidentemente, è l'Assessore al bilancio che presenta un determinato bilancio ed è lui che ha la certezza e la consapevolezza delle entrate. Per quanto riguarda la spesa, poi questa certezza, questa consapevolezza se la divide con tutta la Giunta. La mia domanda non è retorica, perché qui l'emendamento Germano tende a modificare sostanzialmente, non in modo formale, le entrate, ma in modo sostanziale, in modo quantitativo. Io ho chiesto all'Assessore alle finanze e prendo atto della sua risposta, tutto lì. Ritengo quindi, per quello che mi riguarda, che non è opportuno accogliere questo emendamento. Però ho voluto proporre questa domanda perché le trattative, evidentemente, con il Governo non le ho fatte e, quindi, dall'Assessore Bordon aspettavo e attendevo una risposta.
Montesano (P.S.U.) - Allora, la richiesta del Consigliere Germano è quella di sostituire gli articoli 6, 10 e 13. Prima di mettere ai voti la sua proposta, io metto ai voti l'articolo 6, il capitolo 6, 10 e 13 proposti dalla Giunta. Bisogna arrivare a una votazione, guardate, per quello che riguarda la procedura, non pretendete di mettere ai voti prima l'emendamento perché io vi ho letto, ben chiaro, l'articolo che riguarda gli emendamenti, che sapete a memoria, tra l'altro, a memoria lo sapete tutti. Ecco, io ve lo rileggo. Siccome si vuole fare una discussione su questo emendamento...
(rilegge)
Manganoni (P.C.I.) - È vero, ma allora io sono costretto a leggerle tutto l'articolo che non riguarda soltanto questa parte che io ho letto: "articolo 46... legge...". Quindi perciò si pone ai voti il mantenimento dell'articolo, del capitolo 6, 10 e 13. Siccome è stata richiesta una votazione a scrutinio segreto, diamo corso alla votazione a scrutinio segreto. Si vota a palline. Chi è d'accordo con la Giunta, vota pallina bianca, chi non è d'accordo, vota pallina nera.
(si procede alla votazione)
Signorina Personnettaz, io sono stato chiaro: pallina bianca vuole dire approvazione di quello che c'è scritto sul bilancio, pallina nera, vuole dire rigetto.
Caveri (U.V.) - Perché questa spiegazione particolare alla Signorina Personnettaz?
Montesano (P.S.U.) - Chiedeva spiegazioni a Lustrissy, allora...
Caveri (U.V.) - Io spero che lei non pensi che la Signorina Personnettaz sia meno intelligente degli altri 34 Consiglieri.
Montesano (P.S.U.) - Risultati della votazione: presenti 32 - votanti 32 - favorevoli 19 - contrari 13 - Il Consiglio approva.
L'emendamento Germano è respinto.
Allora, c'è qualcun altro che... Allora continuiamo nella lettura.
Manganone (D.C.) - (legge) Categoria III.
Germano (P.C.I.) - Volevo sapere l'entità della somma della quota variabile per il 1968.
Bordon (D.C.) - Ne prendo nota e te lo dico, 3.100.000.000 concordati e fin lì ci arrivo anche io, ma si prevede di arrivare a tre miliardi 250.
Germano (P.C.I.) - Qual è il gettito delle imposte oggetto di trattative per la quota variabile? Dico, se hanno trattato 3 miliardi 100 milioni, sanno quante ne sono entrate, no?
Bordon (D.C.) - Queste domande sono fatte ad arte, allora dirò che le quote variabili, che noi abbiamo preso in esame per poter arrivare a una certa cifra di 3 miliardi 250, sono tante da darti 3 miliardi 250. Punto e basta! Qui scherziamo.
Manganone (D.C.) - Categoria IV.
Germano (P.C.I.) - Oltre tutto è anche cattiva educazione. Noi sappiamo che la quota variabile è su un determinato... Se mi permette di parlare, io parlo. Vediamo un po' la legge del 1955... perdere tempo, insomma, la legge prescrive che su tante imposte noi abbiamo diritto a una parte della quota. Ora, abbiamo l'Assessore alle finanze che è andato a Roma a trattare, quanta parte spetta alla Regione? Gli chiedo quanto era il tutto, non si può sapere. Ma che cosa siete andati a trattare?
(voce di Bordon)
Ma è evidente in questo modo, è una domanda tranello, perché? Vogliamo sapere se la voce attuale corrisponde alla possibilità o meno.
Bordon (D.C.) - Se l'abbiamo messa è perché corrisponde.
Germano (P.C.I.) - Va bene e allora dobbiamo dire, arrivi alla fine, perché, se l'ha messo, è perché non si può discutere, questo è il sistema.
(si sente la voce di Bordon)
Manganone (D.C.) - Categoria IV. Categoria II.
Manganoni (P.C.I.) - Qui, al capitolo 27, si parla del provento gestione funivia Brusson-Chamois, 7 milioni. Ora, a me interesserebbe sapere, all'incirca, il numero dei biglietti venduti in un anno su questa funivia, all'incirca, per rendersi conto del numero dei clienti, cioè del numero delle persone che trasporta, anche per fare un confronto fra l'importo, cioè il costo di questa funivia e il numero dei passeggeri trasportati. Ora, io non posso pretendere che voi altri adesso sappiate neanche all'incirca questo numero, chiaro, però vi pregherei se può farmelo avere, all'incirca, approssimativo, in modo da avere un'idea del costo di trasporto per ogni passeggero.
Balestri (P.S.U.) - Questi sono sull'anno passato. Vi farò questo conto poi in Consiglio, stanno molto aumentando, per cui questo importo di previsione è molto minimo perché è molto in aumento.
Manganoni (P.C.I.) - E allora, se farà una relazione in Consiglio, io penso che la mia richiesta cade perché aspetterò questa relazione.
Milanesio (P.S.U.) - Categoria II - Proventi di servizi pubblici - articolo 26 - provento gestione regionale Istituto Materno ed Infantile di Aosta - 190.000.000. Io voglio chiedere all'Assessore se l'Istituto Materno Regionale prepara un bilancio preventivo annuo della sua attività e, se lo prepara, qual è il deficit che prevede per quest'anno.
Fosson (U.V.) - Così risponde una volta sola. Sempre sull'articolo 26, il motivo della diminuzione di 30 milioni nella previsione delle entrate dell'anno 1969, rispetto a quelle del 1968, 220.000.000 quest'anno 190.
Mappelli (D.C.) - Beh, l'Istituto Materno, le entrate sono, in generale, assicurate dalle rette che sono entrate in vigore in ogni anno. E, per il 1968, dunque, nel 1967, se voi andate indietro ancora alcuni anni, le rette hanno avuto un aumento, in questi ultimi anni, che attualmente è di 4.200 lire giornaliere. Queste rette, in base alle convenzioni che abbiamo con gli istituti e, pertanto, giustamente, non si può fare, Consigliere Milanesio, un'entrata sicura, un accertamento preventivo, perché quante sono le nascite uno può avere solo così, grosso modo, una visione globale, ma non si può accertare un accertamento. Pertanto non può essere programmata in anticipi un'entrata sicura in quel senso. È una questione che si prevede in base a una percentuale che tradizionalmente avviene in quell'Istituto.
Bordon (D.C.) - Questi 30 milioni di differenza. Nel 1965 gli incassi sono stati di 122 milioni, nel 1966 di 141 milioni, nel 1967 di 138-140 milioni, nel 1968 c'è stato un aumento di rette e alla fine di ottobre avevano già incassato 100 milioni. Tenuto conto dell'aumento di retta, tenuto conto che le mutue pagano, ma alla fine dell'anno, in linea di massima, si sono previsti questi 190 milioni di incasso, con questa variazione in meno di 30, perché non si prevede di più.
Fosson (U.V.) - Non posso essere soddisfatto neanche della risposta come... no, non sono state diminuite le rette ma dalle cifre che sono state fatte dall'Assessore Bordon, si riferiscono al '65, '66, '67 non mi ha detto quelle che erano le più importanti, del 1968, dico, il bilancio dell'anno scorso, io faccio un raffronto fra il bilancio 1968 e il bilancio 1969, sul bilancio 1968 c'erano 220 milioni.
Mappelli (D.C.) - Era una previsione, diciamo, troppo ottimistica e, purtroppo, non possiamo tenerne conto. Dunque è inutile...
Fosson (U.V.) - Non è un'effettiva diminuzione delle entrate; cioè è che l'anno scorso, quando si è fatto il bilancio, si è messo una cifra che non corrisponde a...
Bordon (D.C.) - È stato calcolato in base a una retta giornaliera di 5000/6000 lire, perché si sperava, si aspettava di arrivare a tanto, invece a tanto non siamo arrivati. Per non ripetere lo stesso errore quest'anno, abbiamo tirato via 30 milioni e forse l'anno venturo vedremo che non è ancora la cifra esatta.
Milanesio (P.S.U.) - Io non conoscevo le previsioni di entrata dell'anno scorso. Io ho fatto solo una domanda all'Assessore che è, diciamo così, un piccolo suggerimento e cioè pretendere un bilancio preventivo in quanto, io capisco che non possiamo programmare le nascite, cioè, non dipende dalla nostra volontà o forse dalla volontà di tutti quelli che hanno famiglia, però ci sono delle statistiche e si possono fare delle previsioni statistiche anche su questo. Comunque, io ci tenevo a sottolineare che sarebbe opportuno, anche in previsione della creazione dell'Ente Regionale Ospedaliero, che queste unità, diciamo così, che queste strutture sanitarie, queste strutture ospedaliere obbediscano al principio dell'autosufficienza, dell'economicità. Questo lo voglio dire perché è indispensabile che si cominci sin da oggi, sono molto breve, però devo entrare un pochettino nel merito, appunto perché la mia domanda ha una giustificazione, cioè pretendere che queste unità ospedaliere siano autosufficienti. Evidentemente, preparando un bilancio preventivo, si dimensionano anche le rette previste, prevedibili con questo bilancio preventivo, per cui si deve cercare di coprire le spese di gestione dell'ente stesso, altrimenti, poi la Regione si trova a dover sopportare gli oneri che vengono ripartiti su tutta la collettività e che in questo caso non è giusto.
Questo volevo solo fare osservare, come raccomandazione all'Assessore.
Mappelli (D.C.) - È chiaro che ogni anno si fa una specie di programma e io ce l'ho proprio qui sotto mano, ma dove giustamente si prevedono, in linea di massima, le entrate, le spese di gestione e dove si vedono anche, in base ai lavori e le modifiche che sono in attuazione, come ben saprete, all'Istituto Materno.
Io non voglio giustamente entrare nel merito dell'ente ospedaliero, perché sarà indubbiamente oggetto di un'altra discussione. Desidero, però, così, se questo può in un certo qual senso, quando Milanesio dice, una certa preoccupazione di pareggi di bilanci, ecc. è indubbio che, quando questo ente dovrà andare in funzione, l'attuale, probabilmente la Maternità, dato che non è che sia al cento per cento della sua efficienza di capacità, e, pertanto, sia perché sempre meno avvengono le nascite in case private dei nostri valligiani ecc., sia perché in altri ospedali c'è un piccolo reparto di questo genere, verrebbe concentrato lì, le infrastrutture sarebbero le medesime, il personale anche e dunque questo aumenterebbe al 100% la capacità, diciamo, di servizio e senz'altro penso che anche le entrate sarebbero maggiori.
Manganone (D.C.) - Categoria III. Proventi beni della Regione.
Fosson (U.V.) - Articolo 34. Solo una spiegazione: perché sono aumentati i proventi delle concessioni, subconcessioni, di 99 milioni in questo esercizio?
Bordon (D.C.) - Volevo dire a Peretto, bisogna leggere tutto, perché se no non è chiaro. Perché? Dunque, determinazione dell'ammontare complessivo annuo dovuto all'Enel per le derivazioni di acqua per le quali non esiste un provvedimento, forma di subconcessione, va bene? Allora, l'utenza, l'impianto di Hône, si prevede l'importo annuo di 17.917.000. Io, però, vorrei dirti, non scrivere, perché penso che abbiamo delle copie e te ne daremo una. Ma, brevemente così, senza che tu abbia a scrivere, dunque 17 milioni: St. Barthélemy 4.700.000, Quart 24.900.000, Montjovet 23.700.000, Pont St. Martin 4.000.000, Avise 33, St. Clair 30, questo fa un totale di 139 milioni. I 9/10 di questo comporta 125 milioni, che qui sono 225, perché sono assieme due anni... (voci) ...Sono dati da questo calcolo qui che io ti farà avere in copia poi c'è la rinuncia dell'Artanavaz.
Fosson (U.V.) - Si prevede di incassare questo, oppure è solo una previsione così?
Bordon (D.C.) - Si prevede di incassare quello che abbiamo messo in bilancio in base a questo calcolo qui, che io ti do oggi, e tu vedrai, perché non posso, noi abbiamo fatto il calcolo in base a quelli che sono gli importi annui, e i 9/10 fanno 125 milioni.
Fosson (U.V.) - Sì, ma l'ENEL li versa anche, siccome adesso non li ha versati... ed è risolta la questione che li verseranno, oppure è una previsione che si mette e senza assicurazione che verranno versati quest'anno? Questo volevo in definitiva sapere.
Bordon (D.C.) - No, ma esatto, giustissimo, queste sono cose di sostanza, sono decine di milioni, arretrato concordato con l'ENEL fino all'annualità 1° febbraio 1968-31 gennaio 1968, compreso. Noi prevediamo 826 milioni, che sarebbero stati concordati con l'ENEL. Voi ricorderete infatti che questo aveva suscitato una certa discussione che, ad un certo momento, noi avevamo avuto 480 milioni che avevamo perso, come maggiore entrate, perché questo è l'accordo fatto con l'ENEL per gli anni che non ha ancora versato.
Fosson (U.V.) - Mi dispiace di prolungare la discussione su questo punto ma, se non discutiamo e non abbiamo i chiarimenti in questo momento, certamente non possiamo andare avanti. Ora, la questione degli 800 e il milione che cita in questo momento l'Assessore, è un'altra cosa. Qui c'è un aumento previsto di 99 milioni dalla previsione dell'anno scorso, dal bilancio del 1968 al bilancio del 1969, quindi non possono essere 800 milioni e desideravo solo sapere da che cosa era data quella previsione in aumento di 99 milioni.
Bordon (D.C.) - Ripeto quello che ho detto: questi 126 milioni sono quelli vecchi che abbiamo sempre avuto, d'accordo? Allora, in base a questa tabella qui, noi abbiamo una previsione di 125 milioni e ne abbiamo messi 99 a titolo prudenziale, non li abbiamo messi tutti i 125 perché questi sono i canoni che noi prevediamo di incassare annualmente. Appunto, noi abbiamo sempre avuto 126 milioni qui sopra in bilancio, questo è pacifico. Allora in base a questa tabella, noi abbiamo fatto dei conteggi, abbiamo constatato che speriamo, riteniamo di avere annualmente altri 125 milioni in più dei 126 che abbiamo in bilancio e ne abbiamo messi, invece di mettere 125, ne abbiamo messi 99, perché coi 125 finiva per cinque, questo è un piccolo desiderio contabile per avere quella cifra sotto la forma di 225. Quindi noi prevediamo 125 milioni all'anno in più dei 126 che già avevamo e ne abbiamo messi solo 99.
Manganone (D.C.) - Recuperi rimborsi, totale 88 milioni - Categoria V. Trasferimenti ecc...
Fosson (U.V.) - 30 milioni della compartecipazione, questi sono assicurati, qui l'articolo 52... questi sono sicuri...
(si sente la voce di Bordon che legge)
Bordon (D.C.) - C'era già la variazione dell'anno scorso.
Manganone (D.C.) - Operazioni e interventi in campo economico.
Montesano (P.S.U.) - Un attimo di sosta, siamo a pagina 22.
Manganone (D.C.) - Piano verde.
Montesano (P.S.U.) - Qui leggiamo il totale poi ognuno può chiedere spiegazioni sulle voci... per un totale di 543 milioni.
Fosson (U.V.) - Io avrò qualche cosa da chiedere ma penso che è meglio che lo chieda ai corrispondenti capitoli della spesa, così l'Assessore...
Manganone (D.C.) - Provvidenze straordinarie per la zootecnia, 12 milioni... (legge)
Caveri (U.V.) - Io chiederei dei chiarimenti per quello che riguarda la difesa del suolo. Se l'Assessore magari vuole parlarmi dell'argomento quando si parlerà della spesa al riguardo, per me è indifferente.
Manganone (D.C.) - Totale trasferimenti globale 459.820.000 - Totale trasferimenti. (legge) Titolo III.
Fosson (U.V.) - Volevo dei chiarimenti sui proventi delle vendite dei beni patrimoniali, 164 milioni, mentre l'anno scorso avevamo 7 milioni su questa voce.
Bordon (D.C.) - Nella relazione a pagina 8, noi, ad un certo momento, dovremmo trovare quello che io non trovo. Nei confronti del 1968 si ha una maggiore entrata di lire 157 milioni, quale prima annualità dell'intervento dello Stato per l'ammortamento del mutuo da contrarsi per la... (legge) ...Fa parte di quel mutuo famoso di cui avevamo parlato...
Montesano (P.S.U.) - In questo titolo, mi pare, sul mio testo c'è una correzione: ammortamento di beni patrimoniali, 10 milioni, mi pare, anziché uno.
Savioz (P.C.I.) - E ci danno tutte queste garanzie. Sarebbe opportuno già mettere le mani avanti affinché lo Stato, ad un certo punto, non ci venga a raccontare che questo è bene demaniale dello Stato, mentre invece dovrebbe essere bene demaniale della Regione. Qui bisognerebbe riallacciarsi un po' al problema e non perdere l'autobus perché, con lo Stato, purtroppo, molte volte l'autobus si perde anche senza volerlo.
Bordon (D.C.) - È una saggissima raccomandazione però penso che un giorno o l'altro ritorneremo anche qui dentro a parlare dei beni demaniali perché questi beni demaniali, poi, ne parleremo in Commissione Affari generali e, ad un certo momento, dovranno essere affrontati di nuovo perché noi abbiamo chiesto 140 voci e non ce ne ha ammesso una. Allora, servendoci dei lumi degli avvocati, vedremo se sarà il caso di ricorrere all'Avvocatura di Stato. Però, ad un certo momento, o c'è la possibilità di fare una lotta, di resistere per averlo o, ad un certo momento, è inutile stare lì a continuare a parlare di questi beni.
Caveri (U.V.) - Io penso che la questione debba essere risolta varando definitivamente il progetto di quella Avenue Mont Blanc che noi abbiamo sognato già 20 anni fa e cioè con la demolizione, tout court, senza stare lì a discutere della demanialità o meno di quell'edificio. Piuttosto vorrei fare una raccomandazione all'Assessore al turismo per quello che riguarda i terreni Rizzardi perché, purtroppo, la testardaggine di quei proprietari ci ha impedito di realizzare quella circonvallazione lungo le mura. Quindi bisognerebbe che l'Assessore Balestri abbia pazienza, riprenda in mano la pratica e, se vi è la possibilità di mettersi d'accordo, cominciare una procedura di esproprio.
Manganone (D.C.) - Categoria III - Rimborso partecipazione depositi vari della Regione... (legge)
Montesano (P.S.U.) - Diamo per letta la ripartizione delle entrate secondo i cespiti di provenienza. Qui siamo arrivati allora alla spesa. Così come era stato detto questa mattina, ogni responsabile di settore farà una breve illustrazione del proprio, della propria spesa.
Per la prima volta qui, nel Consiglio regionale della Valle, viene introdotto un altro settore per quello che riguarda il bilancio, che è la Presidenza del Consiglio regionale. Questo capitolo è stato da me sollecitato presso i colleghi di Giunta ed è stato anche appoggiato e richiesto dall'Ufficio di Presidenza nonché da tutti i Capigruppo del Consiglio regionale. Come vedete si tratta in gran parte di trasferimenti di capitoli dall'assessorato alle finanze alla Presidenza del Consiglio regionale ma, là dove mi interessa di indicare qualcosa, è nel capitolo 20 che porta l'importo di 22 milioni per acquisto di mobili, attrezzature e arredi di ufficio. Questi 22 milioni si riferiscono al progettato impianto dell'Ufficio verbali, impianto che sarà scelto da voi, naturalmente, da tutto il Consiglio, che rappresenta quanto di più moderno ci possa essere in questo settore. Lo studio di questa scelta, che già dura da parecchi mesi, è stato fatto da un nostro funzionario, molto diligentemente, e i risultati di queste scelte io li ho già in parte esposti all'Ufficio di Presidenza e, prossimamente, appena sarà possibile avere questa relazione e tutti gli elementi, li esporrò ai Capigruppo, dopo di che proporremo la spesa al Consiglio per poter dare corso e realtà a questo progetto che, fra l'altro, risolve uno dei problemi più impellenti e più pressanti del Consiglio regionale, quello della stampa dei verbali, e così avremo esaudito i desideri di tutti e, in primo luogo, i desideri del Consigliere Savioz.
Caveri (U.V.) - Cependant je voudrais avoir des renseignements sur ce chapitre n. 20 à page 26, de 22 millions, c'est-à-dire je voudrais savoir quelles machines on pense d'acheter et quel système.
Montesano (P.S.U.) - Consigliere Caveri, io un momento fa ho detto che è allo studio adesso, una relazione con tutti i documenti e tutte le illustrazioni che ci sono, non è mica molto facile rispondere adesso. Io porterò questo, prima di tutto, ai Capogruppo di modo che lei sarà edotto, potrà prendere con calma, anzi, io manderò un fascicolo a proposito di questo, sia la relazione, sia gli opuscoli illustrativi di questa attrezzatura. Io francamente, forse non sono neanche in grado adesso di poterle spiegare in completo tutta questa attrezzatura, e perciò mi riprometto di riportarlo a una riunione dei Capigruppo dove lei potrà avere tutti gli elementi possibili e immaginabili.
Caveri (U.V.) - Già, ma vede, la riunione dei Capigruppo è una gran bella cosa, però di questo bisognerebbe parlarne in Consiglio.
Montesano (P.S.U.) - No, ma la riunione dei Capigruppo è fatta apposta, è idonea per avere l'assenso dei Capigruppo stessi, per portarlo in Consiglio. La spesa non è di mia competenza o di competenza dei Capigruppo, la spesa è di competenza del Consiglio, quindi analizzeremo insieme questo.
Caveri (U.V.) - Quindi la proposta verrà riportata come proposta? Veramente, adesso, mi scusi, non è che io la voglio violentare, costringere a dire in che cosa consistono queste macchine, però, siccome stiamo discutendo del bilancio e nel bilancio è iscritta la spesa di 22 milioni per queste macchine, vorremmo sapere, se proprio lei non è in grado di risponderci, pazienza, ma è questa la sede, è questo il momento di avere questi chiarimenti. Vorremmo sapere se è una Offset, che cos'è, se una macchina per le lastre, se c'è una stampatrice, cosa c'è insomma.
Montesano (P.S.U.) - Ecco, è un sistema fatto in questo modo, cioè un sistema della IBM, la IBM è una industria che ha il massimo progresso di questo settore, ed è una registrazione a nastro con una ristampa dei verbali, una ristampa dei verbali con una funzione anche parzialmente mnemonica di una macchina che, appunto, lavora su questi nastri e dà la riproduzione meccanica dei verbali stessi.
In più c'è una macchina stampatrice che non è una di quelle che lei ha nominato, e poi, infine, una legatrice per comporre in volumi i verbali stessi. Come le dico, le ripeto che questo è di competenza del Consiglio, verrà riportato tutto in Consiglio.
Io non sono idoneo a fare nessuna scelta ma la farà il Consiglio.
Caveri (U.V.) - Io penso questo: che i medici e gli avvocati, in questa materia di macchine ne masticano poco e quindi, quando medici e avvocati devono dare delle precisazioni sulle macchine, dicono delle cose molto vaghe e molto generiche, come quelle che ha detto lei, e come avrei dato io se avessi dovuto dare una risposta in materia. Va bene.
Arrivés à ce point, je voudrais faire une remarque. On parle du bureau des verbaux du Conseil.
Ora, à un certain moment il semblait que la Junte aurait dû nommer un certain employé qui était employé à un assessorat et il semblait que cet employé devait être employé chef du bureau, ou en somme chargé de bureau des verbaux et il paraît que deux assesseurs de la Junte, entre parenthèse, deux assesseurs socialistes, se sont opposés à la nomination de cet employé en disant qu'il était de l'Union Valdôtaine et que, par conséquent, on n'aurait pas été sûrs du secret des verbaux du Conseil.
Or, moi je dis, des remarques de ce genre sont très étranges. Avant tout nous devons les désapprouver parce qu'elles sont faites en base à un principe de discrimination politique, première chose et, en deuxième lieu, c'est une sottise, parce que les verbaux du Conseil sont destinés à être donnés à la connaissance des Conseillers régionaux et, par conséquent, aussi du public, ce sont des actes publics et alors je ne sais pas quel secret d'Etat du SIFAR ces assesseurs socialistes voulaient défendre. Alors cet employé, qui n'était pas "persona grata" à l'assessorat de la santé, parce que Mappelli avait une espèce d'incompatibilité de caractère avec cet employé, cet employé a été envoyé à l'instruction publique.
Montesano (P.S.U.) - Rispondo al Consigliere Caveri che, a tutt'oggi, non è stato coperto, non quel posto, ci sono due posti, e io mi sono preoccupato di richiedere, proprio con una lettera, mi pare di una settimana fa, per iscritto alla Giunta, di provvedere alla copertura di questi due posti, di cui uno è il posto precedentemente tenuto dal funzionario Pramotton e l'altro, di nuova istituzione, come sintetizzatore di verbali. In più ho richiesto due stenodattilografe in più. Però, allo stato attuale, io non ho avuto ancora nessuna copertura di questi posti, quindi, perciò, e io conosco bene a cosa si riferisce lei, perché io ho avuto anche dei colloqui, il mio interesse ad avere questi due funzionari va prevalentemente, diciamo così, nella capacità di sintesi che ognuno deve avere e poi, soprattutto, una perfetta conoscenza della lingua francese. Questi sono i requisiti che... però, allo stato attuale, i posti non sono stati coperti.
Caveri (U.V.) - Se permette voglio fare ancora un'osservazione. Siccome io ho detto due Assessori socialisti, io non ho detto il nome, per non fare indiscrezioni, ma non è difficile capire chi sono. Però questi due Assessori socialisti non hanno banfato, non hanno detto niente. Io vorrei sapere, questi due Assessori socialisti cosa dicono di fronte a quest'accusa che io ho rivolto loro? Si dichiarano colpevoli o si dichiarano non colpevoli?
Perché la procedura americana, ormai è tutto americano in Europa, e quindi, il "plaide coupable", o il "plaide non coupable", vorremmo sapere se sono colpevoli, chiuso l'incidente. Se non sono colpevoli, allora troveremo delle prove, faremo loro il processo di Norimberga.
Balestri (P.S.U.) - Le informazioni che ha avuto, mi permetta avvocato, non sono esatte. C'è stata una discussione ma non c'è stata nessuna opposizione e nessuna decisione.
Montesano (P.S.U.) - Io respingo il modo con cui vengono portate avanti certe cose. Mi dispiace che non le respinga la Giunta ma le voglio respingere io perché i casi sono due: o queste affermazioni, che sono abbastanza gravi e pesanti, si dimostrano, oppure, insomma, qui si fa della maldicenza, consentitemelo, perché io sono stufo di sentire dire delle cose che poi non di dimostrano mai, è solo quello.
Andrione (U.V.) - Io ho preso la parola a proposito dell'IBM per informare che, di fronte al Federal Bureau of River, cioè in America, c'è un processo contro l'IBM perché dicono che racconta delle cucche. Questo è riportato dal New York Times e via dicendo, allora, non vorrei che, fornita d'IBM alla Regione, inventasse che i verbali, vedi Bordon quello che voglio dire.
Secondo problema è quello, leggermente più serio, che le parole dei Consiglieri sarebbero riportate tali e quali, cioè senza interpretazione e qui il mio amico Bordon voudra bien m'excuser, mais je ne crois pas que le procédé sera de son goût parce que lui qui n'aime pas les pastoie delle relazioni scritte, il risque, parfois, de paraître, ... Fatta questa premessa due punti e a capo, cela risque de ne pas être favorable aux finances, bien que nous reconnaissions d'un autre côté que tu défends les finances régionales d'une façon très bonne.
J'ai repris la parole pour une deuxième question, celle soulevée par Monsieur Milanesio. Ici il ne s'agit pas de médisance, le Conseil régional n'est pas quand même la Société des Dames de la St. Vincent de Paul, on ne fait de la médisance, on dit simplement qu'il y a une question en Junte à propos d'un certain employé, ce n'est pas de la médisance. On peut démentir, on peut ne pas démentir, c'est une affirmation et, comme telle, elle peut être vraie ou fausse.
Mappelli (D.C.) - Vu que Monsieur Caveri a bien voulu me donner des mérites qu'en ce cas je n'ai absolument pas, eh bien je voudrais bien lui répondre que, en tant que responsable de ce service de cet assessorat, avec le Monsieur dont vous venez de me parler, eh bien mon caractère n'est pas, comme certaines fois on peut dire, très amoureux, mais en tout cas on m'a jamais eu... j'ai toujours reconnu que son travail était assez bien fait. Le problème est un autre, c'est que ce Monsieur, justement, comme tous cas, à un certain moment, il voulait qu'on lui reconnaisse un certain type de travail comme B2. Je n'avais pas cette disponibilité dans mon assessorat. Il a bien cru de demander ailleurs une place de ce genre et, naturellement, je n'avais rien au contraire que lui aussi, comme tous les travailleurs, cherche de faire ses intérêts. Alors, pas de questions, en tant qu'Assesseur avec son personnel, parce que d'ailleurs vous n'avez qu'à donner un coup d'œil, vous n'avez qu'à aller à la direction du personnel pour voir que, dans les années 1967 et 1968, lorsque j'ai mis ma signature, vous pourrez très bien voir ce qu'on a écrit à ce sujet.
Germano (P.C.I.) - Quanto viene dato agli enti e quanto viene distribuito dall'Assessorato ai privati?
Mappelli (D.C.) - Questo non te lo saprei dire, sinceramente. Dunque qui ci sono 60 milioni circa agli enti.
Manganoni (P.C.I.) - La risposta di Mappelli dice questo. Non è più necessaria quella somma di 10 milioni in più. Io la prendo per buona e allora, dico io, questi dieci milioni, teniamoli ancora e aumentiamo questa miserabile pensione.
Manganone (D.C.) - (legge il bilancio)
Manganoni (P.C.I.) - Dunque, io ho letto su questo allegato ciclostilato, a pagina 9 dice: "con la... viene attribuito a ciascun assessorato... l'onere per la corresponsione delle retribuzioni al personale..." e qui sono riportate le cifre che si riferiscono al '68 e al '69 riferentesi al personale e anche alle Commissioni. Vedo qui a pagina 10 "Commissione di Coordinamento" - 1968: 4.200.000, 1969: 5.500.000. Se non che, osservando le cifre, sempre riferentesi alla Commissione di Coordinamento, a pagina 29 del bilancio, ho notato che, a pagina 29 ci sono, per la Commissione di Coordinamento, capitolo 40, sotto "indennità di missione, trasferta, indennità di missione ecc..." 3.500.000, poi, sfogliando alla pagina seguente, c'è: "stipendi e retribuzioni e altri assegni fissi al personale addetto alla Commissione di Coordinamento" 5 milioni - capitolo 72: "compensi straordinari al personale Commissione di Coordinamento" cioè, sommando tutti questi milioni, abbiamo un totale di 16.700.000. Allora, io qui mi pongo due questioni: qui le cifre che voi avete riportato su questo ciclostilato non rispondono alla realtà perché, dice, "spese per il 69, 5.500.000", per il personale. Qui tutte queste spese si riferiscono al personale, che si chiamino poi trasferte, che si chiamino missioni, che si chiamino stipendi, sono sempre per il personale, noi abbiamo 16.500.000. Allora io mi chiedo se tutte le altre cifre citate qui, a pagina 10 dell'allegato ciclostilato, hanno quest'attendibilità, io, non so perché ci sia stato presentato, primo.
In secondo luogo, vorrei sapere qual è l'aumento dall'anno scorso a quest'anno e, in terzo luogo, a me parre che 16.700.000 per la Commissione di Coordinamento sia una cifra alquanto elevata, particolarmente per questa ragione. Io vedo a pagina 23, sempre di questo allegato ciclostilato, a pagina 22: "poiché il disegno di legge non ha ottenuto il prescritto visto di legittimità della Commissione di Coordinamento", ce l'ha bocciato. A pagina 23: "poiché il disegno di legge..." e quindi un'altra bocciatura della Commissione di Coordinamento. Ora io mi chiedo se è proprio il caso di dire, di regalare milioni in quel modo perché ci boccino le leggi le une dopo le altre.
Bordon (D.C.) - La domanda è un po' complessa. Vorrei rispondere innanzitutto che sull'allegato, alla pagina 10, che ha letto Manganoni, si parla semplicemente di 5 milioni per stipendi, retribuzioni e altri assegni e 500.000 lire per compensi lavoro straordinario, quindi, i 5.500.000 corrispondono a questo importo.
Sull'attendibilità di queste cifre, che così sottilmente ci ha fatto notare il Consigliere Manganoni, diciamo che può stare tranquillo e dormire sonni tranquilli, non parlo più dei sogni di Tonino, ma qui tu troverai su tutti i bilanci, che tu avrai occasione di leggere, per ciò che è indennità di trasferte ecc... ecc... ci sono le altre voci che non sono qui. Quindi ci sono solo gli stipendi e quelle indennità. Prima domanda.
Seconda domanda. Mi sembra che tu abbia fatto il totale di svariati capitoli, esatto, che ci sono in bilancio, che ci sono sempre stati, non sono mica nati oggi, lo sono sempre stati. E la valutazione sui 16 miliardi di spese, 16 milioni di spese, che sono poche o tante, questo è un giudizio che ognuno di noi può trarre. Io non credo che si possa ridurre questa spesa, specialmente con l'impostazione di dover assoggettare lo stipendio e indennità a deliberazioni che sono approvate o meno, perché non ritengo che sia un ragionamento fatto molto bene, perché, io chiedo scusa a Manganoni, mi piacerebbe, perché anche molte delibere mie sono bocciate, poter andare a dire alla Commissione di Coordinamento: "guardi, o lei me le approva, o io non lo pago più", perché, se questo è il discorso che hai fatto tu, mi sembra che sia molto semplice questo discorso. 16 milioni di spesa che ci sono noi li abbiamo tirati fuori in base alle spese, alle richieste che abbiamo avuto tutti gli anni. Io penso che, se interessassero, si possono vedere attraverso i registri a chi sono stati versati e qual è la causale della spesa, io di più non posso rispondere.
Caveri (U.V.) - Je demande des éclaircissements et des précisions sur le chapitre 75 "stipendi, retribuzioni e altri assegni fissi al personale addetto agli Uffici di Roma" 14 millions, je voudrais un peu savoir comment on arrive à cette somme de 14 millions, plus 2.500.000 "indennità e rimborso spese di trasferta...". Je demande des éclaircissements à cet égard.
Manganoni (P.C.I.) - Io intendo parlare della categoria I, perché adesso passiamo alla categoria II e poi mi dice, addio, la categoria è superata? Quindi, mi scusi Presidente, perché? Sa perché? Perché noi conosciamo l'abilità, dice, ma siamo alla categoria II quindi la categoria I non si discute più. L'esperienza ci insegna qualche cosa. Allora, vede, il consiglio di Bordon, di dormire dei sonni tranquilli, non lo accetto perché per me le funzioni di un amministratore non sono quelle di dormire. Può darsi che queste raccomandazioni può farle ai suoi colleghi di gruppo, forse potranno anche accettarle, io no, perché penso che il compito degli amministratori regionali non sia quello di dormire dei sonni tranquilli o meno ma sia quello di interessarsi dell'amministrazione e quindi anche dei bilanci e allora io avevo posto una domanda: quest'anno siamo a 16.500.000; lo scorso anno, a che punto eravamo? Perché qui si parla di 4.500.000 e di 5 milioni 500 ma: siccome i milioni di quest'anno, anziché 5.500, sono 16.500, allora, vorrei sapere quanto abbiamo speso l'anno scorso. Primo.
In secondo luogo, dice Bordon, ma questi sono gli stipendi ecc... Ora, io dico, noi siamo tenuti a versare tutte queste cifre alla Commissione di Coordinamento? Io, avverto Bordon, ripeterò perché lui naturalmente non capisce un accidente, parla di sonni tranquilli, non avertela a male che io dopo ti ripeterò di nuovo le stesse domande, perché tu potrai rispondermi per il fatto che sei in tutte altre faccende affaccendato. Allora, ritornando qui, io vorrei chiedere a Bordon in base a quale legge, a quali disposizioni noi siamo tenuti a dare al Presidente e ai componenti della Commissione di Coordinamento 4.400.000 di indennità, di assegni e di compensi? E poi 4.500.000 di indennità di missione e di trasferte? Ma io mi chiedo questo: la Commissione di Coordinamento, per approvare le delibere della Valle, deve trasferirsi a S. Filugello? Io penso che le approvi ad Aosta e allora, quali trasferte e per che cosa, per andare a vedere Amalfi? E allora, se vuole andare ad Amalfi, che si paghi i suoi viaggi, perché, quando io vado ad Amalfi, non mi faccio pagare le spese dall'Amministrazione regionale, vado a mie spese. Ora, indennità tre milioni e mezzo di trasferte, rimborso di spese di viaggio, per quali viaggi, quale disposizione prevede che loro devono fare, tre milioni e mezzo all'anno di spese di viaggio o di trasferta o di indennità di missione?
Bordon (D.C.) - Io qui ringrazio l'amico Manganoni per la sua solita cortesia perché dà del cretino agli altri con una disinvoltura più unica che rara. Io non lo ripago con la stessa moneta. Dice: "non capisce niente" mi fa piacere che capisca tutto lui e quindi su questo punto sorvoliamo. Naturalmente non ero in altre faccende affaccendato, stavo chiedendo al ragioniere Peretto, perché mi sembrava che tu volessi fare un conteggio fra le varie voci dei vari capitoli, tu stavi elencando i vari capitoli che ci sono. Ora, il torto è naturalmente della finanziaria che, non prevedendo questa tua richiesta, non lo ha fatto questo conteggio perché noi dovremmo prevedere quello che voi chiedete e aver già preparato questo. E allora, signori, ci mettiamo qui e lo tiriamo giù adesso, con la massima tranquillità, se questo volete fare, perché poi, io non capisco niente ma, in linea di massima, tu sei anche molto noioso, molto uguale nel tuo modo di fare, perché guarda che queste cose le hai sempre dette, è da 20 anni che io me le sento dire, sia che una volta si chiami Commissario A, o il Prefetto B, è sempre la solita storia. Però ricordo che, quando tu eri in Giunta per 7 anni, eri molto più gentile nei rapporti con la Commissione di Coordinamento, tu sei diventato feroce soltanto in questo momento, perché allora erano le stesse spese di adesso, la stessa impostazione di adesso, le spese saranno aumentate, però, eventualmente, se questo ti turba, e allora, non più i sonni tranquilli, fai una piccola mozione e vediamo un po' di sospendere queste erogazioni. Mi si suggeriva poi che noi stiamo facendo una pratica per ottenere il 50% del rimborso di queste somme. Ora, ripeto, per Statuto c'è questa Commissione di Coordinamento, che è qui, funziona qui, è sempre stata pagata in questo modo. L'ammontare è quello che vi abbiamo detto, le previsioni di spesa sono quelle. Tu, eventualmente, non per caricarmi di questo, tu adesso mi ripeti per iscritto tutti i dati che vuoi, mi dici che cosa t'interessa e noi, forse già domani, ti daremo la risposta.
Manganoni (P.C.I.) - Io sono stupito di come si risponde; è una questione molto semplice e che noi dovremmo provvedere, e allora state lì a fare che cosa? Se non sapete rispondere alle domande dei Consiglieri, che cosa ci state a fare seduti su quelle poltrone? Perché, dice Bordon, "tu da 20 anni ripeti le stesse cose". Non è assolutamente esatto, perché, se Bordon, per fare queste affermazioni, dovrebbe dimostrarle, perché io potrei fare delle stesse insinuazioni, perché sì che queste sono insinuazioni, nei confronti di Bordon, ma non le faccio. Io, quando addebito qualche cosa a Bordon, faccio delle domande, io documento. Quando tu eri in Giunta, quando noi eravamo in Giunta, non abbiamo mai dato 17 milioni alla Commissione di Coordinamento, mai, questo sia molto chiaro e, se non vado errato, e, nel caso erri, prego di correggermi, lo stanziamento per la Commissione di Coordinamento allora si aggirava sui 5 o 6 milioni. Potrebbe darsi che mi sbagli, che non possa ricordarmi ma, se la memoria mi tradisce, dimostramelo. A ogni modo, non ammontava certamente ai 16 milioni.
In secondo luogo, quando noi eravamo in Giunta, dice Bordon, "quando tu eri in Giunta", alle domande dei Consiglieri abbiamo sempre risposto e mai una volta abbiamo detto a un Consigliere: se vuoi sapere questo, fai una mozione e ti risponderemo. Io penso che questo dimostra la più totale impreparazione perché noi abbiamo sempre risposto alle domande che ci hanno fatto i Consiglieri, di qualsiasi gruppo e non abbiamo mai risposto in quel modo perché questo denota, e io dò atto, devi darmi atto anche di questo. Se Bordon non avesse il ragioniere capo, Bordon non si trova in condizioni di rispondere a queste cose, cioè risponde: "quando tu eri in Giunta, cosa facevi tu allora"? Io chiedo cosa si fa adesso, non quello che facevamo allora, perché quello che facevamo allora ne abbiamo reso conto allora.
Bordon (D.C.) - Rispondo innanzitutto alla prima battuta: che cosa stiamo a fare qui? Stiamo a farci insultare da chi si diverte a far perdere tempo chiedendo dei dati e facendo della demagogia come sempre ha fatto da tanti anni chiedendo dei dati che noi dovremmo poter tirare fuori col centro meccanografico della IBM di cui parlavo prima. Naturalmente le allusioni, i giudizi che il Consigliere Manganoni dà non mi toccano assolutamente, mi spiace quando toccano invece i funzionari della Regione che sono sempre a posto, sempre allineati e che, ovviamente, non possono prevedere i desideri più o meno capricciosi di determinati Consiglieri che si divertono a dirci: "che cosa spendevate nel 1962/64 per la Commissione di Coordinamento? E ci dicono: noi, quando eravamo lì, spendevamo 5 o 6 milioni, per cui dimostreremmo quasi di esserci arrivati e di aver dato le prebende con la carriola. I giudizi sono tuoi, tieniteli pure, esprimi, ma che non ci toccano.
Qui, con un calcolo che io sono sicuro che è esattissimo, il ragioniere capo mi passa questi dati: spese per il coordinamento 1967: 4.344.000+2.916, fanno 7.260.000, più personale 4.175, 11.436. Quindi noi abbiamo speso, nel 1967, 11.436 per la Commissione di Coordinamento e perché lo abbiamo portato a 16? Perché abbiamo previsto una maggiore entrata. A ogni modo, vendicandomi, come fa il Consigliere Manganoni, cercherò di riprendere il ragioniere capo che non mi aveva preparato questi dati.
Manganoni (P.C.I.) - Voglio solo fare una precisazione. Bordon, le mie osservazioni non erano rivolte ai funzionari perché io ho sempre apprezzato il lavoro e l'attività dei funzionari. Quello che io ho criticato non è la capacità, l'attività dei funzionari che, ripeto, apprezzo, è quello della Giunta e, mentre faccio gli elogi ai funzionari, non posso certamente farli alla Giunta, questo sia molto chiaro. A ogni modo, dice Bordon che nel 1697 abbiamo speso 11 milioni, se ho capito bene. Quindi, nello spazio di un anno, di due anni, da 11 milioni passiamo già a 16.500.000... (si sente Bordon)
Allora, o qui giochiamo ai birilli... (voce di Bordon)
Articolo 40, 41, 70, 72.
Allora, dai 13 milioni, c'è un aumento di 2 milioni. Ora, perché l'aumento di 2 milioni in due anni? Uno, vi siete divertiti, qui è una domanda che io vi pongo assieme a tutte le altre alle quali non avete risposto e non avete risposto, per esempio, a quanto davamo noi quando eravamo in Giunta. Io ho detto 6 milioni, avete detto no, allora smentite...
(voci)
Bordon (D.C.) - Nel 1965 avete speso 12.918.000 per la Commissione di Coordinamento. Ma fate male a fornire questi dati, perché lui questa parte la fa sempre, sono le sette e mezza di sera, è l'abitudine sua e voi vi stancate a tirare fuori questo. Ad un certo momento, con certe botti che danno il vino che hanno, bisogna rispondere con lo stesso vino, lasciarli dire e non rispondere più, punto e basta, inutile stare lì, cerca di perdere mezz'ora di tempo per una discussione di questo genere. Fai una mozione, chiedi un'interrogazione che cosa sono, noi ti portiamo i dati, non c'è nessuna barba di assessore. Pensate lui quando era ai lavori pubblici, cosa vi rispondeva? Che dava dei dati uno più sballato dell'altro, non facciamo ridere...
(battibecco tra Manganoni e Bordon)
Manganoni (P.C.I.) - Penso che anche con l'ausilio dell'IBM le tue risposte non cambieranno...
(battibecco)
Bordon (D.C.) - Tu qui dentro fai sempre le scene per la galleria ma ci trovi sempre a tua disposizione perché tu hai solo più da dire: "ragazzino, tirati indietro e lasciami lavorare" e poi questa è la tua figura nel Consiglio regionale.
Manganone (D.C.) - Categoria II - Uffici centrali.
Siggia (Presidente) - Assessore Bordon, deve rispondere al Consigliere Caveri sull'articolo 75.
Bordon (D.C.) - Interverranno anche altri Assessori perché non sono mica il padre putativo della Giunta. Qui, voi sapete che, a un certo momento, abbiamo ritenuto opportuno di creare un ufficio a Roma, abbiamo creato un ufficio e un negozio, io lo chiamo in questo modo per poter fare una distinzione. Dirò subito che non ero molto d'accordo sul negozio, ero d'accordo sull'ufficio. Però, oggi come oggi, forse, sono anche d'accordo sul negozio.
Allora, in questo ufficio, ad un certo momento, abbiamo avuto un impiegato, abbiamo avuto due impiegate a mezza giornata e abbiamo avuto un autista nell'ufficio. Sotto nel negozio penso che sia competenza dell'Assessore del Turismo di rispondere quello che hanno fatto.
Oggi come oggi, nell'ufficio noi abbiamo un impiegato e un autista e stiamo cercando una stenodattilografa capace, che conosca bene il francese, perché abbiamo dovuto constatare che due delle impiegate che avevamo preso, una l'avevamo presa per pietà, forse per compassione, vedova di un valdostano, viveva a Roma con due figli e, forse, chi l'assunse, non io, si lasciò tirare dalla compassione e da pietà e prese queste persone a mezza giornata e noi condividemmo questa impostazione.
Resistemmo per un lungo periodo di tempo e poi, ad un certo momento, chiesi, forse anche su richiesta di altri, di metterci mano e licenziammo queste due impiegate a mezza giornata che non servivano per noi. Quindi, ripeto, abbiamo un impiegato, un autista e una stenodattilografa che stiamo per assumere in questi giorni.
Quindi, per quanto concerne il negozio, ad un altro Assessore la risposta. L'ammontare dei 14 milioni, io lo stavo dicendo adesso all'amico Peretto, mi sembra un po' forte. Abbiamo ripetuto la stessa cifra che avevamo l'anno scorso però, in linea di massima, io ritengo che noi non spenderemo tutto questo. Però mi sia consentito un giudizio sia sull'ufficio, che ho sempre propugnato e desidero, perché l'ufficio ci è molto utile e, se funziona, è una cosa che certamente ci aiuta. Il negozio, come ripeto, è una cosa che, oggi come oggi, forse lo guardo con un po' più di simpatia perché ha creato, effettivamente, una certa pubblicità alla Regione, ha permesso dei contatti sul posto, però sono dati che non sono miei, sono dell'Assessore Balestri.
Caveri (U.V.) - Domando la parola per dichiararmi niente affatto soddisfatto della risposta data dall'Assessore Bordon perché l'Assessore dice che, in quell'ufficio distaccato a Roma, c'è un impiegato, si pensa di assumere una stenodattilografa e poi c'è un autista. Ora, in queste condizioni, non si capisce come la spesa possa essere di 14 milioni all'anno, come non si capisce neanche come mai si possa arrivare a 2.500.000 di indennità e rimborso spese di trasferte per missioni al personale addetto agli uffici distaccati di Roma, a meno che si paghi l'indennità di trasferta se vogliono partire da piazza Barberini e arrivare, non so, in piazza del Popolo. È questo? Quindi è assolutamente ingiustificata questa cifra di 13 milioni per gli stipendi, se è vero che c'è un segretario, che si pensa di assumere una stenodattilografa e che c'è un autista. Non si capisce come mai si prevedono 2.500.000 di trasferta e poi vediamo che c'è anche un terzo capitolo 76, 500.000 lire di lavoro straordinario al personale degli uffici distaccati di Roma. Quindi, d'altra parte, l'Assessore Bordon, non sapendo troppo come giustificare queste cifre, ha finito per dire che, effettivamente, l'impostazione è esagerata. Fin lì siamo d'accordo con lui.
Balestri (P.S.U.) - Per il negozio, come lo chiama Bordon, lì siamo partiti con una certa pubblicità a Roma, che ritenevamo utile e con cui abbiamo avuto determinati risultati. Purtroppo ora le cifre non ve le posso dare ma le frequenze dei romani in Valle d'Aosta sono aumentate, sono aumentati gli acquisti di alloggi o che, e già una volta, mi sembra, portai alcuni dati, sono abbastanza eloquenti perché Roma già incomincia a dare alla Valle d'Aosta un numero di frequenze abbastanza intense.
Il negozio era composto da un dipendente, vi ricordate che avevamo preso un esperto che ci ha dato poi delle delusioni, infatti lo abbiamo subito licenziato. Non era assunto veramente, era preso in prova per un determinato periodo, a un quid forfettario mensile, e da due dipendenti. Oggi è stato ridotto ed è stato assunto il Sig. Guerraz di Aosta e la Signorina Ciocetti, quindi è composto da questi due. Crediamo di dovergli dare una certa evoluzione: o serve solo per ufficio informazioni o sarà trasformato in una specie di agenzia da poter collocare direttamente i clienti in Valle d'Aosta. Quindi è composto da due persone solamente. Io ritengo che, per la parte che compete il negozio, gli stipendi saranno di 2, 3 o 4 milioni annui, non credo che superi questo, e il risultato che ha dato per le frequenze della Valle d'Aosta è molto di gran lunga superiore.
Manganoni (P.C.I.) - Qui bisogna fare tutti i totali perché, oltre i 14 milioni, bisogna aggiungere gli 8 milioni del capitolo 115 della pagina seguente che dice "spese...". Allora, se noi facciamo questa somma, e potrebbe darsi che mi sbagli di nuovo e prego di correggermi, Bordon, tu che sei ragioniere almeno nelle somme, ti prego correggimi, io dico grazie, dovrebbe fare 25 milioni.
Ora, io non voglio aggiungere nulla a quanto ha detto l'On.le Caveri però ho fatto una constatazione, che c'è un autista e quindi ci sarà anche la macchina io penso, non andrà mica a guidare il tram quell'autista. L'autista con la macchina per che cosa? Per un segretario e una stenografa? Per andarli a prendere alla stazione? Si prendano un taxi, anche la corriera, in fondo è denaro della Regione, su certe cose si dice: "non ci sono soldi, non si può", così rispondono molti Assessori, in altri campi siamo di una generosità incredibile, sul fatto... D'altronde, dice l'Assessore Bordon, l'ufficio e il negozio, l'ha detto un po' a denti stretti, io gli dò atto di questo, è utile. A me, sempre se la memoria non mi tradisce, pare di ricordare che, non molto tempo fa, il Consigliere Ramera ha dato un giudizio sugli uffici e i negozi di Roma che non coincideva per niente col giudizio ottimista dato oggi da Bordon, mi sembra, Ramera correggi se mi sbaglio, che... (si sente la voce di Ramera) ...Mi pare che nel tuo intervento quell'ufficio è del tutto inutile, non so se ricordo bene, ma la conclusione, praticamente la conclusione era quella. Ora, io, non perché non abbia fiducia nell'Assessore Bordon, ma tendo ad avere più fiducia nelle dichiarazioni che ha fatto il Consigliere Ramera allora, quindi, io direi, vediamo, se crediamo di conservarlo, vediamo anche lì di tirare, non proprio di contare il soldo, la lira, però certe spese, autista, macchina per due segretari, non so, mi sembra un pochino forte perché, se noi dovessimo mettere qui alla Regione un numero di macchine in questa proporzione, cioè ogni 4 dipendenti una macchina, qui dovremmo avere 200 macchine, con la differenza che i funzionari della Regione devono fare sei sopralluoghi e uscire della Valle, anche fuori Valle, ma almeno in Valle devono fare dei sopralluoghi, seguire i lavori ecc., invece lì non penso che debbano andare a seguire dei lavori o le concessioni dei contributi o altro, no, tenuto conto che a Roma, oltre ai tram, agli autobus, ai taxi c'è anche un pezzo di metropolitana, no?
Ramera (D.C.) - Su quello che mi attribuisce, naturalmente, aspettavo effettivamente che il Consigliere Manganoni ripetesse tutte quelle accuse fatte gratuitamente alla mia persona nel bilancio dello scorso anno, allora aveva parlato di macchine, bionde segretarie, stipendi favolosi, ecc. ecc.
Io ritengo che la cifra fissata per l'ufficio di Roma, se al momento di oggi, come ha spiegato l'Assessore Bordon, può anche essere ritenuta superiore alle necessità, io ritengo che funzioni perché, se noi vogliamo un ufficio che funzioni realmente, dobbiamo nuovamente completarlo di quelle unità che c'erano al momento in cui è stato aperto. È questo che vi ha detto già l'Assessore Bordon annunciando l'assunzione di una nuova persona che, però, io ritengo ancora insufficiente per un ottimo funzionamento. Ma quello che mi stupisce è che proprio in questo caso si voglia fare economia o la politica della lesina quando lo sanno anche i sassi che questo ufficio di Roma, e l'ho già detto la volta scorsa, è strapagato con i soli interessi fatti guadagnare alla Regione per la celerità di certe operazioni d'incasso di miliardi, è strapagato per alcuni anni. Quindi non sono i 14 milioni o la macchina che turba i sonni dell'Assessore, dell'ex Assessore o Consigliere Manganoni, perché a seguirlo c'è da diventare pazzi, perché, a un dato momento, per i nostri funzionari che devono andare a fare il sopralluogo ci vuole la macchina, mentre a Roma, naturalmente, piccolo paese di provincia, si potrebbe girare a piedi secondo le sue idee, come se la macchina servisse poi all'eventuale dattilografa o a non so chi. La macchina serve innanzitutto a circolare a Roma, per andare ai vari ministeri, la Giunta ritengo che abbia diritto almeno di avere una macchina per potersi spostare nella città da un ministero all'altro perché, se dovessimo seguire Manganoni nei suoi discorsi e prendessero effettivamente i mezzi, alla fine vedreste quante centinaia di biglietti da mille che sarebbero da addebitare alla Regione. Io credo che la cifra sia appena sufficiente. Gli uffici si sono dimostrati non necessari ma indispensabili, sia l'uno che l'altro, perché, mentre uno ha svolto delle pratiche di enorme interesse per la Regione, l'altro in un solo anno, ha mandato in Valle d'Aosta oltre ottocento persone.
Ora, mi sembra che queste 800 persone mandate, distribuite nei vari alberghi della nostra Regione, abbiano costituito anche un certo risultato positivo dal punto di vista propagandistico.
Naturalmente è facile fare della demagogia, come l'ho sentita fare l'anno scorso, anche nella campagna elettorale. Se vogliamo fare le persone serie e affrontare i problemi seriamente, allora discutiamo, altrimenti, naturalmente dò ragione a Bordon quando qualche volta sbuffa e si rifiuta di discutere.
Montesano (P.S.U.) - Parecchi Consiglieri hanno chiesto, Consiglieri di diversi settori, maggioranza e minoranza, hanno chiesto di poter chiudere questa seduta alle 19,45. Sono le 19,47, non so perché alle 19,45. Allora il Consiglio è d'accordo? Siamo arrivati a pagina 32, categoria IV esclusa. Allora la seduta viene chiusa e viene rinviata a domani alle nove e trenta.
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La seduta è tolta alle ore 19,48.
