Oggetto del Consiglio n. 200 del 14 novembre 1969 - Verbale
OGGETTO N. 200/69 - Legge regionale 15 maggio 1953, n. 1: "Provvedimenti per la protezione della selvaggina e per l'esercizio della caccia nella Regione Autonoma della Valle d'Aosta (Zona faunistica delle Alpi)". Proposta di modificazioni. Richiesta di informazioni. (Interpellanza del Consigliere regionale Signor Tonino Aldo)
Il Presidente, MONTESANO, dichiara aperta la discussione sulla seguente interpellanza del Consigliere regionale Signor Tonino Aldo, concernente l'oggetto: "Legge regionale 15 maggio 1953, n. 1: "Provvedimenti per la protezione della selvaggina e per l'esercizio della caccia nella Regione Autonoma della Valle d'Aosta (Zona faunistica delle Alpi)". Proposta di modificazioni. Richiesta di informazioni", interpellanza di cui copia è stata trasmessa ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:
"Ill.mo Signor Presidente del Consiglio Regionale
AOSTA
Il sottoscritto Consigliere regionale del PSIUP chiede che venga inserita all'ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio Regionale la seguente
INTERPELLANZA
Il Consigliere regionale Tonino Aldo del PSIUP, venuto a conoscenza del malcontento esistente fra i cacciatori di moltissime sezioni della Valle d'Aosta, generato dalla determinazione del Presidente del Comitato Regionale Caccia, di abrogare la legge regionale n. 1 del 15 maggio 1953, proponendone la sostituzione con una nuova, senza aver prima almeno discusso la bozza di proposta con l'Assemblea dei Presidenti di sezione;
INTERPELLA
l'Assessore regionale all'Agricoltura e Foreste per sapere:
a) quali sono i motivi che giustificano la necessità di abrogare la legge regionale n. 1 del 15 maggio 1953, sostituendola con una nuova legge regionale che eliminando la partecipazione attiva dei Presidenti di sezione sulle decisioni della vita organizzativa e amministrativa dell'attività venatoria in Valle d'Aosta, accentra in modo antidemocratico sul Presidente del Comitato Regionale Caccia tutti i poteri dell'Associazione;
b) se non sia il caso, prima che venga messa in discussione in Commissione o in Consiglio Regionale una qualsiasi proposta di modifica o sostituzione di legge in materia, che venga convocata dall'Assessore una rappresentanza di almeno dieci Presidenti delle sezioni comunali Caccia più numerosamente importanti.
Ringraziando distintamente saluta.
Donnaz, 16 aprile 1969
F.to: Tonino Aldo"
L'Assessore all'Agricoltura e Foreste, MAQUIGNAZ, dichiara che il Presidente del Comitato Caccia non può prendere alcuna determinazione per abrogare le leggi regionali, perché, come è noto, la competenza legislativa spetta solo al Consiglio regionale, e che comunque qualsiasi modifica da apportare al testo della legge regionale 15 maggio 1953 n. 1 deve essere discussa dalla Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura e Foreste, di cui fa pure parte l'interpellante.
L'Assessore Maquignaz osserva che non è certamente l'Amministrazione Regionale o il Presidente del Comitato Regionale della Caccia ad avere interesse a modificare l'attuale legge regionale sull'esercizio della caccia in Valle d'Aosta, ma solamente l'Associazione Cacciatori Valdostani, costituitasi il 19 luglio 1969.
Fa presente di avere discusso del problema con il Presidente e alcuni aderenti alla nuova Associazione Cacciatori facendo loro osservare che lo Statuto della predetta Associazione prevede gli stessi compiti che sono già devoluti per legge alla Regione e che, in base alla legge regionale sulla caccia, non è possibile dare alcun riconoscimento ufficiale all'Associazione in quanto allo svolgimento dei compiti inerenti la caccia provvedono già il Comitato Regionale per la Caccia e le locali Sezioni dei cacciatori, a' sensi della sopracitata legge regionale.
Questa Associazione - egli dice - ha chiesto di essere affiliata all'ENAL-Caccia e di poter fare parte delle Sezioni dei cacciatori e, quindi, del Comitato Regionale Caccia.
Osserva che, in base alla sopracitata legge regionale, appare assai dubbia la possibilità di poter aderire a tali richieste; infatti, l'ultimo comma dell'articolo 10 recita: "Il Comitato Regionale della Caccia ha facoltà di accettare, col consenso dell'Assessore Regionale per l'Agricoltura, i compiti di rappresentanza, nell'ambito della Regione, che la Federazione Italiana della Caccia vorrà demandarle, sempre che questi, a giudizio dell'Assessore regionale per l'Agricoltura, siano riconosciuti compatibili con le funzioni pubbliche demandate al Comitato".
Informa che, tra le richieste avanzate dall'Associazione Cacciatori Valdostani, vi era anche quella concernente la creazione, tra una riserva e l'altra, di zone-corridoio di 500 metri.
Ritiene che la predetta norma, prevista dalla nuova legge nazionale sulla caccia, non si adatti molto bene alla situazione della Valle d'Aosta, perché potrebbe addirittura mettere in dubbio la validità delle riserve.
Informa che nell'ordine del giorno dell'Assemblea ordinaria dell'Associazione Cacciatori Valdostani del 9 febbraio 1969, al punto terzo, era riportato il seguente oggetto: "Proposte per l'aggiornamento della legge regionale sulla caccia".
Fa presente che detta Associazione gli ha fatto pervenire di recente un memoriale recante pesanti accuse contro il Presidente del Comitato Regionale per la Caccia avvalendosi delle norme della nuova legge nazionale sulla caccia, per cui non è difficile capire chi può avere interesse a fare modificare la legge regionale sopracitata.
In merito al noto progetto di legge, che ha fatto nascere vari malintesi, informa che, dopo l'ultimo colloquio avuto col Presidente dell'Associazione Cacciatori Valdostani - il quale gli offriva la piena disponibilità della sua Associazione e gli chiedeva la collaborazione dell'Assessorato - ha aderito all'invito di fare riesaminare la legge regionale e ha incaricato il Signor Aligi Caballini di predisporre una prima bozza di proposta di legge che avrebbe dovuto servire per l'esame delle norme di cui si chiedeva la modifica.
Informa che una copia di tale bozza era poi stata consegnata in visione, a titolo di cortesia, dal Signor Caballini ad un noto professionista appartenente alla predetta Associazione, il quale, accortosi che la bozza era una proposta di nuova legge sulla caccia e non una proposta di modificazioni, ha ricambiato la cortesia in un modo che può definirsi di pessimo gusto, cioè distribuendo copie della bozza di cui sopra, ancora oggetto di primo studio, a tutti i Presidenti di Sezione e agli Amministratori regionali.
Fa presente che non aveva ancora esaminato tale bozza di legge che non era neppure stata esaminata dagli uffici dell'Assessorato.
Considerato che la sua intenzione di venire incontro alle richieste dell'Associazione Cacciatori Valdostani - in quanto gli pareva giusto modificare l'attuale legge regionale, al fine di consentire libertà di associazione - è stata frustrata dal comportamento alquanto strano dei responsabili della predetta Associazione, ritiene che in questo momento si debba soprassedere a qualsiasi modificazione della legge regionale sulla caccia, in attesa di un clima più favorevole ad una serena discussione e ad una fattiva collaborazione.
Per quanto riguarda il punto b) dell'interpellanza (che dice: "se non sia il caso, prima che venga messa in discussione in Commissione o in Consiglio Regionale una qualsiasi proposta di modifica o sostituzione di legge in materia, che venga convocata dall'Assessore una rappresentanza di almeno dieci Presidenti delle Sezioni comunali caccia più numerosamente importanti"), ritiene che si debba rispettare le istituzioni in vigore, per cui sono attualmente il Comitato Regionale della Caccia e le Sezioni dei Cacciatori che debbono occuparsi di tali problemi.
Ritiene che, qualora si venisse nella determinazione di modificare la legge, in questo caso il Comitato Regionale della Caccia dovrebbe convocare in assemblea tutti i Presidenti - non solo quelli delle Sezioni più importanti - per il riesame della legge e per formulare delle proposte concrete, mentre la Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura e Foreste potrebbe essere integrata con alcune persone del Comitato Caccia per illustrare le proposte presentate.
Il Consigliere TONINO prende atto delle risposte ed informazioni date dall'Assessore Maquignaz.
Ritiene che occorra apportare all'attuale legge regionale alcuni emendamenti, come ha già detto l'Assessore e questa è un po' l'intenzione dei Presidenti delle Sezioni locali.
Fa presente che vari cacciatori lo hanno invitato a chiedere all'Assessore come mai avesse nominato Presidente del Comitato Regionale Caccia il Signor Caballini.
Dichiara di non conoscere affatto il Signor Caballini e di avere dovuto rivolgere tale domanda per rispettare il mandato affidatogli da cacciatori valdostani.
Fa presente che il motivo determinante che l'ha indotto a presentare l'interpellanza è da ricercarsi nel malcontento espresso dai Presidenti delle locali Sezioni dei Cacciatori dopo avere sentito dire che il Signor Caballini intendeva fare cambiare completamente la legge regionale.
Propone di sentire i rappresentanti dell'Associazione dei Cacciatori prima di dare l'avvio allo studio di una nuova legge che potrebbe anche recare danno alla stessa Associazione dei Cacciatori.
Ritiene che le modificazioni da apportare all'attuale legge debbano essere l'espressione della volontà dei rappresentanti delle varie Sezioni locali dei cacciatori.
Chiede, infine, che la Commissione consiliare di studio per l'Agricoltura sia incaricata dello studio del problema in questione.
L'Assessore MAQUIGNAZ ribadisce che occorre rispettare la procedura prevista dalla legge regionale vigente, cioè si devono sentire le proposte dei cacciatori tramite l'organo appositamente costituito, vale a dire il Comitato Regionale Caccia, il quale dovrà sentire il parere dei Presidenti delle locali Sezioni e, quindi, dovrà farsi portavoce presso l'Assessorato delle proposte avanzate dagli interessati.
Il Consiglio prende atto.
