Oggetto del Consiglio n. 195 del 14 novembre 1969 - Verbale
OGGETTO N. 195/69 - Comunicazioni del Presidente del Consiglio regionale.
Il Presidente, MONTESANO, comunica quanto segue:
"Come prima comunicazione, informo il Consiglio che la discussione avvenuta nella seduta consiliare del 27 ottobre 1969 non è stata registrata a causa di un incidente tecnico.
Il verbale della seduta sarà, pertanto, redatto in base agli appunti presi dai Segretari.
L'altra comunicazione riguarda delle lettere che mi sono pervenute dai Sindacati, dalla Commissione interna della Cogne e dal Consigliere Germano, comunicazioni che ho già, tempestivamente, trasmesso ai Capi Gruppo, ma che ritengo opportuno ripetere in questo Consiglio per darne conoscenza ai Consiglieri che non ne sono a conoscenza. Le Organizzazioni Sindacali della CISL, CGIL, SAVT e UIL hanno scritto al Presidente del Consiglio questa lettera:
"Le scriventi Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL, SAVT e UIL, appreso che il Consiglio Regionale è convocato per il giorno 22 novembre p.v. con all'ordine del giorno un solo punto "Società Nazionale Cogne", con la presente si dichiarano disponibili a prendere parte ai lavori del Consiglio stesso per esprimere in quell'aula il parere dei lavoratori direttamente interessati ai problemi in discussione. Certi che la richiesta qui avanzata verrà favorevolmente accolta, in attesa di un cortese cenno di riscontro, porgiamo, Signor Presidente, i nostri migliori saluti".
A questa lettera ho risposto, il 10 novembre, quanto segue:
"In riferimento alla vostra lettera in data 6 novembre 1969 faccio presente che, a' sensi delle vigenti norme ed in analogia anche a quanto avviene per le adunanze della Camera, del Senato e degli altri Consigli Regionali, soltanto i Consiglieri regionali possono partecipare alle discussioni del nostro Consiglio Regionale.
Anche i due Parlamentari valdostani non possono prendere parte alle discussioni del Consiglio, ma possono soltanto "essere invitati ad assistere alle sedute del Consiglio Regionale e possono essere invitati dal Presidente, su conforme parere favorevole del Consiglio, a fare comunicazioni su problemi di interesse della Valle d'Aosta, senza interferire né intervenire nella discussione degli argomenti all'ordine del giorno del Consiglio" (articolo 91 del Regolamento interno del Consiglio).
Sono quindi spiacente di dovervi comunicare che, per le ragioni di cui sopra, questa Presidenza non può accogliere la vostra richiesta di invito a prendere parte ai lavori della seduta consiliare del 22 novembre 1969".
In data 10 novembre mi è pervenuta la seguente lettera dal Capo gruppo consiliare del Partito Comunista Italiano, Consigliere Germano:
"Signor Presidente, il Gruppo comunista ha esaminato la richiesta avanzata unitariamente dalle quattro Organizzazioni Sindacali di prendere parte ai lavori del Consiglio Regionale del 22 novembre e la ritiene opportuna.
Tale presenza, come già avviene per dibattiti interessanti le lotte e i problemi operai in numerosissime Assemblee elettive, permetterebbe ai lavoratori e ai sindacalisti loro rappresentanti diretti, di contribuire in modo nuovo, originale e responsabile al dibattito, portando nei lavori una testimonianza diretta.
Il sottoscritto si dichiara disponibile per un incontro con codesta Presidenza e gli altri Capigruppo per concertare le modalità della riunione del Consiglio, con la partecipazione dei sindacalisti".
Io ho risposto lo stesso giorno, cioè il 10 novembre:
"In riscontro alla Sua del 7 novembre 1969 ho da confermare quanto comunicato ai Sindacati, ai Signori Capigruppo consiliari, con mia lettera in data 10 novembre 1969".
In data 11 è pervenuta la seguente lettera da parte della Commissione interna della CIDEL-COGNE:
"La Commissione interna degli stabilimenti siderurgici di Aosta, a conoscenza che il Consiglio Regionale è convocato per il giorno 22 novembre per discutere sul problema relativo allo sviluppo produttivo della Nazionale Cogne e delle condizioni di vita e di lavoro dei suoi dipendenti, con la presente chiede di poter prendere parte ai lavori del Consiglio stesso per esporre in quella sede il parere dei lavoratori su problemi che direttamente li riguardano.
Con la certezza che la presente richiesta verrà favorevolmente esaminata, in attesa di una cortese urgente risposta, gradisca, Signor Presidente, distinti saluti".
Nella stessa giornata rispondevo in questi termini:
"Così come di già fatto per i Sindacati che avevano avanzato analoga richiesta di prendere parte ai lavori del Consiglio Regionale nella prossima seduta che tratterà dei problemi della Nazionale Cogne, comunico a codesta Commissione interna che la stessa vostra richiesta non può essere accolta per ragioni di carattere istituzionale, costituzionale e regolamentare che riguardano il Consiglio Regionale, ai cui lavori possono prendere parte esclusivamente i Consiglieri regionali.
Con distinti saluti".
Devo fare un'altra comunicazione. Devo premettere, però, che questa comunicazione ha un carattere eccezionale, nel senso che riguarda un progetto di legge presentato dal Consigliere Germano. Non è mai stata fatta comunicazione da parte del Presidente del Consiglio dei progetti di legge presentati alla Presidenza stessa. Tuttavia, dato che l'argomento assume una rilevante importanza in questo periodo, comunico, in via eccezionale, al Consiglio quanto fattomi pervenire dal Consigliere Germano.
"Il sottoscritto Consigliere regionale Pietro Germano, Capogruppo comunista, a nome anche di tutti i colleghi del Gruppo stesso, si pregia inoltrare una proposta di legge regionale, con relativa relazione, avente per oggetto la costituzione di un Comitato di solidarietà per i lavoratori in lotta, per i rinnovi contrattuali ed il finanziamento delle iniziative. È indubbio che tale provvedimento ha efficacia ed ottiene risultato se adottato con tempestività che la situazione impone ed è in questo spirito che mi permetto di chiedere che la S.V. voglia, data la eccezionalità del caso, adottare una procedura straordinaria ed urgente tale da permettere la discussione e l'approvazione della legge già nella seduta convocata per il 14 corrente mese.
Le vie che la S.V. meglio di me potrà valutare possono essere: l'aggiunta telegrafica dell'argomento al punto 1 bis - inserimento tra le comunicazioni del Presidente; la convocazione dei Capigruppo per un preventivo accordo sulla procedura; la convocazione della Commissione Affari Generali e Finanze mezz'ora prima del Consiglio, per il parere.
Mi rendo conto che sto chiedendo un iter straordinario ed eccezionale, ma straordinaria ed eccezionale è la situazione di oltre 6.000 capi famiglia che lottano per giuste rivendicazioni e che hanno già visto decurtata di oltre 120 ore la loro busta paga.
Sono certo che la sensibilità della S.V. saprà valutare appieno l'iniziativa e superare le difficoltà procedurali in modo che sia possibile al Consiglio Regionale decidere l'auspicato intervento.
Grato per l'interessamento distintamente ossequio".
Il Consigliere Germano ammette lui stesso le difficoltà procedurali della presentazione di questo progetto di legge. Abbiamo cercato di aderire, almeno parzialmente, alle sue richieste convocando telegraficamente i Capigruppo, che hanno discusso nella riunione di ieri l'oggetto presentato dal Consigliere Germano.
Dò assicurazione che la legge stessa è stata trasmessa, nella giornata di ieri, alla Commissione Affari Generali e Finanze, che dovrà dare alla Presidenza del Consiglio, e quindi al Consiglio, il suo parere.
L'ultima breve comunicazione che devo farvi, perché di questo problema ve ne parlerà l'Assessore all'Industria e Commercio, riguarda una lettera pervenuta dall'On.le Ollietti, con allegata una risposta del Ministro delle Finanze sulle direttive della C.E.E. per i regimi di zone franche.
Tutti conoscono questo argomento, che vi sarà - nella risposta del Ministro trasmessa dall'On.le Ollietti - comunicato dall'Assessore all'Industria e Commercio, in occasione della discussione di una mozione che tratta di questo argomento.
Dò la parola a chi ne fa domanda.
Il Consigliere GERMANO dichiara quanto segue:
"Per brevità non affronto la questione relativa alla partecipazione dei Sindacati e della Commissione interna alla seduta del 22 novembre. Penso che questo argomento lo affronteremo più ampiamente in quella sede, in occasione di quella seduta consiliare.
Vorrei solo brevemente illustrare il perché della presentazione, con procedura d'urgenza, di quella legge di cui ha dato notizia il Presidente del Consiglio e presentata in relazione alla situazione del Paese, ed anche della nostra Valle, contrassegnata da dure lotte operaie, per il rinnovo dei contratti. Dure lotte operaie caratterizzate da giusti motivi: per gli operai si tratta di ottenere più rispetto al lavoro che essi svolgono e di contare di più nella fabbrica e nella società; del resto il Consiglio stesso ha, nella passata seduta, su proposta di tutti i Capigruppo, espresso una solidarietà ai lavoratori in lotta.
Ora, però, di fronte a queste cose si cominciano a fare i conti, si comincia a vedere quanto costa alla classe operaia.
Queste lotte per i metalmeccanici rappresentano 120 ore di sciopero, e 120 ore significano 30-40 mila lire al mese in meno nella busta paga. Per coloro che percepiscono 80, 90, 100, 110 mila lire, 30-40 mila lire al mese in meno per una famiglia vogliono dire tanto, soprattutto quando consideriamo cosa avviene nel nostro Paese, prima della firma dei nuovi contratti: gran parte degli aumenti finanziari che verranno da questi contratti sono già stati assorbiti dall'aumento, già avvenuto, del costo della vita. Non vi voglio più tediare con l'elencazione di tante cifre, che voi tutti conoscete, ma che ritengo ugualmente utile ricordare in questa sede: nel primo quadrimestre del 1969 abbiamo avuto un aumento nei generi alimentari del 2%; nei prodotti ortofrutticoli, lattiero-caseari, ecc. un aumento che va dal 3 al 6%; nelle abitazioni, del 5,2%; nei trasporti del 2,9%. Sappiamo tutti che il pane è aumentato di 20 lire, che il burro, da 1.400 è passato a 1.600, che il caffè è aumentato, che il latte è aumentato e così via.
Ebbene, di fronte a questi conti che si cominciano a fare, abbiamo avuto, in questi ultimi giorni, esempi e iniziative da tutte le Amministrazioni interessate, Comuni e Province, di sinistra, di centro-sinistra, di diverse colorazioni politiche. In queste iniziative c'è sempre stata anche la proposta del Partito Comunista, come a Milano, per esempio, dove 300 milioni sono stati stanziati dalla Giunta di Centro-sinistra, su proposta del Partito Comunista.
Per questo non c'è stato nessun scandalo, perché queste iniziative sono un diritto e un dovere dei Comunisti.
È un diritto, perché lo Statuto speciale della Regione prevede l'iniziativa legislativa da parte del Presidente della Giunta, a nome della Giunta e da parte dei singoli Consiglieri; dovere perché il Partito Comunista è un Partito della classe operaia e, come tale, deve per primo assumere tutte le iniziative immaginabili e possibili - quando le ritiene necessarie - nell'interesse della classe operaia; il che vuol dire, in altri termini, nell'interesse dello sviluppo economico del Paese e per la funzione nazionale che svolge la classe operaia.
Dicevo che il nostro Gruppo ha presentato al Presidente del Consiglio una proposta di legge, richiedendo la procedura d'urgenza, che prevedeva un esame della legge da parte della Commissione Affari Generali e Finanze, convocata prima della seduta di questo Consiglio, per poter arrivare in questa sede alla votazione ed approvazione della legge stessa.
L'obiettivo che ci proponevamo era quello di fare seguito all'ordine del giorno di solidarietà espresso nella passata seduta, fare seguito, cioè, con una solidarietà più concreta che i tempi richiedono.
Si chiedeva la costituzione, sotto l'egida della Presidenza del Consiglio, di un Comitato di solidarietà, nel quale fossero rappresentate tutte le forze politiche presenti in Consiglio, che svolgessero un lavoro - come bene è stato fatto, per esempio, l'anno scorso, per le alluvioni che hanno colpito il Paese - cioè un'opera attiva di completa solidarietà.
La proposta che noi facevamo prevedeva, quale fondo di solidarietà, una somma di 120 milioni reperibili, lo vedremo più avanti quando discuteremo le variazioni di bilancio al capitolo 16 ("Proventi della Casa da gioco di St. Vincent") che presentava la disponibilità. Infatti, nel corso della riunione della Commissione Affari Generali e Finanze ci è stata data notizia che al 1 novembre i proventi di questo capitolo 16, già versati, erano 3.994.000.000, mentre la previsione era di 3.800.000.000; quindi vi erano già al 1 novembre 94 milioni in più.
L'anno scorso, in novembre e dicembre, i proventi di questo capitolo sono stati di 900 milioni e l'anno scorso abbiamo incassato meno di quest'anno, per cui era prevedibile un aumento attorno al miliardo. Alla Commissione Affari Generali e Finanze si è previsto un aumento di soli 700 milioni, lasciando quindi 300 milioni disponibili; pertanto i 120 milioni che noi proponevamo sono largamente coperti da questa disponibilità.
La nostra proposta però di accelerare i tempi e votare la legge in questa stessa seduta di Consiglio, che ha avuto l'appoggio del Gruppo del PSIUP, non è stata accettata dai Capigruppo del Partito Socialista e della Democrazia Cristiana, sotto 10, specioso pretesto che i Comunisti avrebbero fatto della demagogia.
Non vi ripetiamo in questa sede, con tutta la serietà necessaria, che queste sono affermazioni ridicole e che è diritto e dovere del nostro gruppo di presentare tutte le proposte di legge che ritiene opportuno nell'interesse della popolazione, soprattutto nell'interesse della classe operaia.
Noi abbiamo anche proposto, dato che c'era questo problema della primogenitura, che se la Giunta presentava lo stesso progetto di legge o un progetto con analoghe finalità e con quegli obiettivi, noi avremmo ritirato il nostro progetto e avremmo lasciato andare avanti quello della Giunta. Neanche questa proposta è stata accettata. Ad ogni modo lo discuteremo anche in Commissione e penso che, anche in questa stessa seduta, troveremo il modo di affrontare questo problema.
Io, però, voglio dire molto francamente alla Democrazia Cristiana e al Partito Socialista che, se interpretano in questo modo l'attività legislativa del Consiglio Regionale, cioè se interpretano che solo alla maggioranza o solo alla Presidenza della Giunta compete la presentazione di leggi e che proposte di legge non possano essere presentate dai singoli Consiglieri, si ricordino che noi cominciamo ad annunciarvi che porteremo avanti l'iniziativa per quanto concerne le questioni contenute nella piattaforma sindacale per quanto riguarda la salute dei lavoratori, il diritto alla casa, l'accesso a tutti alla scuola, la questione dei trasporti e tutti gli altri problemi posti in evidenza dalla lotta della classe operaia.
Quindi portatele avanti anche voi perché, in caso contrario, vi troverete sempre in questa situazione.
Noi non possiamo non essere con i lavoratori e con coloro che cercano di dare sbocchi politici positivi a queste lotte. Noi non vogliamo sbocchi avventuristici, vogliamo sbocchi positivi; quindi noi continueremo a presentare e a portare avanti l'iniziativa in questo modo.
E l'augurio che vi facciamo è che lo facciate anche voi, in modo che, dal confronto di queste cose, si trovino le soluzioni migliori nell'interesse della classe operaia, dei lavoratori e della popolazione tutta".
Il Presidente della Giunta, BORDON, fa presente che intende portare a conoscenza del Consiglio alcune notizie che concernono proprio l'intervento fatto dal Consigliere comunista Germano.
Dichiara che, per la sua posizione, il Presidente della Giunta deve dividere l'intervento del Consigliere Germano in due parti: una essenzialmente amministrativa e l'altra di natura politica.
Osserva che sarebbe più portato a fare una disquisizione sulla parte politica, specialmente su determinati aspetti dell'intervento di Germano, allorquando, ad esempio, parla di primogenitura, parla di portare avanti i problemi dei lavoratori come se soltanto un settore del Consiglio Regionale sentisse queste necessità e gli altri Consiglieri non le sentissero; dichiara, però, che si limiterà a parlare della parte amministrativa del problema, che ritiene la più seria per chi amministra i denari della Regione.
Osserva che nessuno può monopolizzare la solidarietà e che, al di sopra di ogni considerazione di parte, il problema di fondo è quello di vedere che cosa si può realmente fare per questa categoria di lavoratori che sta scioperando per vincere una battaglia che ritiene giusta e che anche il Consiglio ritiene giusta.
Afferma che fin dal 10 novembre era a conoscenza, per notizie pervenute o per aver letto i quotidiani, che si stavano costituendo in diverse città fondi di solidarietà a favore dei lavoratori in lotta, per cui anche la Giunta pensava di promuovere in Valle d'Aosta simili iniziative.
Fa presente che la Giunta ha attentamente esaminato il problema nei suoi vari aspetti e ha riscontrato alcune difficoltà che hanno impedito di portare, oggi stesso, in Consiglio una proposta di legge.
Informa poi come la Giunta Regionale abbia dovuto anche esaminare sotto il profilo della legittimità la possibilità di stanziare fondi con denaro pubblico da destinare a determinate categorie di lavoratori in sciopero.
Fa presente che la Giunta ha discusso anche sulla opportunità di sentire in merito il parere di altre categorie di lavoratori non in sciopero, come i coltivatori diretti, le Associazioni e i Sindacati, nonché sulla opportunità di raccogliere i dati precisi necessari per mettere in condizione gli amministratori regionali di concretizzare l'intervento regionale con lo stanziamento di determinate somme.
Aggiunge, per quanto riguarda la legittimità di tale stanziamento, di essersi tranquillizzato perché esiste un precedente nell'anno 1960, e si sono avuti altri interventi in analoghe occasioni.
Concludendo, dichiara di non voler per il momento aggiungere niente altro e di non voler entrare per ora nella discussione sull'argomento.
Dichiara che la Giunta Regionale ha preso in esame la questione, ha intenzione di risolverla, di discutere i problemi che vanno discussi e che, come si è fatto nel 1960, si dovrà stabilire il modo ed i tempi per alleviare il disagio economico dei lavoratori in sciopero.
Il Consigliere MANGANONI premette di non voler polemizzare in quanto ritiene che le discussioni debbano essere serene e costruttive e che, anche se i punti di vista sul problema non concordano, è bene che essi siano discussi e dibattuti.
Dichiara di concordare che non debbano esserci diritti di primogenitura e che nessuno debba monopolizzare la solidarietà verso i lavoratori in sciopero.
Aggiunge che se un qualsiasi gruppo del Consiglio avesse presentato una proposta di legge analoga a quella presentata dal suo gruppo, egli avrebbe dato il suo appoggio.
Osserva che, mentre gli operai non fruiscono di alcuna provvidenza finanziaria, diretta o indiretta, dell'Amministrazione Regionale, salvo i benefici dei generi contingentati che sono estesi a tutta la popolazione valdostana, altre categorie di lavoratori (artigiani, operatori turistici, commercianti, coltivatori diretti...) possono ottenere agevolazioni e contributi finanziari dalla Regione.
Chiede che - se non si vogliono accogliere le proposte del suo gruppo - dalla Giunta Regionale o da qualsiasi altro gruppo, siano prese con urgenza iniziative a favore dei lavoratori in sciopero, dichiarandosi disposto, in tale caso, a ritirare la proposta avanzata dal suo gruppo, purché si tratti di iniziative sostanzialmente analoghe.
Ricorda che il problema in esame ha una importanza fondamentale per la Valle d'Aosta ed investe anche direttamente altre categorie che vivono dei salari degli operai.
Conclude lamentando l'eccessiva prudenza della Giunta nell'esaminare questo urgente problema.
Il Consigliere SAVIOZ dichiara che ogni qualvolta gli operai scendono in lotta, ciò è sempre dovuto alle conseguenze di una situazione diventata pesante ed insostenibile.
Osserva che gli operai non lottano per ottenere il di più, ma per avere quel tanto necessario che permetta loro di poter far fronte alla situazione che è venuta a determinarsi con gli aumenti degli affitti, della luce, dei tributi, ecc.
Ricorda che la lotta degli operai si protrae ormai da mesi, investendo tutta l'Italia e che i danni economici che ne derivano al Paese sono ingenti.
Osserva che è molto importante di arrivare in tempo, cioè di stanziare - come si è fatto nel 1960 - immediatamente una somma a favore degli operai in sciopero, che soffrono e che hanno bisogno oggi, non domani, della solidarietà del Consiglio Regionale.
Afferma che, se si procrastina il provvedimento, ogni beneficio ricevuto sarà senza efficacia.
Il Consiglio prende atto.
