Oggetto del Consiglio n. 194 del 14 novembre 1969 - Verbale
OGGETTO N. 194/69 - (Varia) - Commemorazione degli ex Assessori regionali Geom. Giulio Nicco e Prof. Giovanni Maschio, dell'On.le Giulio Pastore e di Mons. Luigi Centoz.
Il Presidente, MONTESANO, invita il Consiglio ad osservare un minuto di raccoglimento in memoria degli ex Assessori regionali Geom. Giulio Nicco e Prof. Giovanni Maschio, recentemente deceduti.
Il Presidente, MONTESANO, dichiara quanto segue:
"Signori Consiglieri, il 3 novembre scorso si spegneva, nella sua casa di Châtillon, il Geom. Giulio Nicco.
È doveroso per noi Consiglieri regionali, fra i quali molti erano legati allo Scomparso da vincoli di amicizia, ricordarlo nell'odierna seduta in qualità di componente di questo Consiglio e di Amministratore della Regione Autonoma della Valle d'Aosta. Io sono tra coloro che si onoravano della sua amicizia e della sua simpatia, così spontanea e sincera l'una e l'altra.
Figura caratteristica fra la gente valdostana, soffusa da largo sorriso e dalla parola cordiale e aperta, esprimeva le migliori doti nella difesa degli umili, dei lavoratori, dei bisognosi.
Professionista di valore, le cui mansioni aveva espletato con vera competente passione, aveva abbracciato da lunga data la vita politica quale esponente del Partito Socialista Italiano.
In tale qualità ci apparve nel primo Consiglio Regionale (espresso dal Comitato di Liberazione Nazionale) ed in esso dal 1946 al 1948 ricoprì la carica di Assessore ai Lavori Pubblici.
Eletto Consigliere regionale nel 1949, dai banchi dell'opposizione dette esempio continuo di correttezza e di critica sensata e costruttiva. Rieletto nel 1959, gli fu affidato l'Assessorato dell'Industria e Commercio, nel quale con sagacia impostò la politica di impulso per l'industrializzazione della Valle d'Aosta.
Nella sua opera di politico e di amministratore, emersero le sue doti di saggezza, di rettitudine e di volontà, soffuse permanentemente dal suo innato senso del dovere; dovere che egli compì in pace come in guerra quale Capitano degli Alpini decorato di medaglia d'argento al valor militare.
Noi, commossi e rattristati dalla sua perdita, lo ricordiamo oggi come Collega e come Amico, memori della sua opera in questo Consiglio Regionale, dove ne apprezzammo meglio le doti di animo e di mente.
Con questo spirito e con questi sentimenti, ci uniamo al dolore della Vedova, dei figlioli e dei familiari tutti, ai quali rinnoviamo l'espressione del nostro profondo cordoglio.
A questa perdita si è aggiunta improvvisamente, ieri, la dipartita dell'ex Assessore regionale Prof. Giovanni Maschio. L'una e l'altra rattristano questo Consiglio, perché molti di noi hanno conosciuto l'opera dell'Assessore Nicco e dell'Assessore Maschio.
Il Prof. Maschio, nato a Bazzola, in Provincia di Treviso, nel 1906, venne in Valle d'Aosta nel 1932, quale vincitore del concorso al posto di Vice Direttore del Dispensario Antitubercolare. Era laureato in medicina e specializzato in radiologia, in igiene e in tisiologia.
Nella sua opera professionale, noi dobbiamo ricordare l'impulso che egli dette all'opera antitubercolare, creando un organismo che soprattutto ebbe di mira la profilassi della tubercolosi, quale malattia sociale fra le più importanti.
Egli, a questo riguardo, creò in Valle d'Aosta, forse tra i primi in Italia, la profilassi medicamentosa della tubercolosi e istituì nel 1941, forse fra i primi in Italia, quel depistage schermografico della popolazione valdostana, in primo luogo della popolazione scolastica, depistage a mezzo della schermografia che, ora perfezionato, perdura quale ricordo della sua opera innovatrice.
Nel 1940 egli conseguì la libera docenza in Igiene, presentando agli esami numerosissime pubblicazioni, fra le quali alcune di notevole valore ed altre che riguardavano direttamente i problemi sanitari della Valle d'Aosta.
Era iscritto al Partito Socialista Democratico Italiano e, in qualità di candidato di quel Partito, fu eletto Consigliere regionale nel 1954 ed alla stessa data fu chiamato dalla fiducia del Presidente della Giunta a ricoprire la carica di Assessore alla Sanità. Di quel periodo io devo ricordare la sua azione intelligente e sagace nell'ambito dell'Amministrazione Regionale.
Egli presentò vari disegni di legge, tutti di estremo interesse sociale. Nel 1955 presentò un disegno di legge, approvato dal Consiglio, per l'integrazione dei bilanci comunali per l'assistenza ai vecchi bisognosi. Nello stesso anno presentò un disegno di legge, che fu approvato dal Consiglio, per l'effettuazione delle visite preventive ai silicotici.
Nel 1956 estese l'assistenza sanitaria ai coltivatori diretti. Nel 1956 ancora estese, con norme di attuazione, l'assistenza sanitaria agli artigiani. Fu estensore anche delle nuove norme per la disciplina dei servizi regionali e sullo stato giuridico ed economico del personale regionale.
Nel 1957 varò le norme sulla profilassi sanitaria del bestiame in Valle d'Aosta.
Fu rieletto Consigliere nel 1959 e sedette in mia compagnia fra i banchi dell'opposizione. Nel 1963 abbandonò la vita politica.
Io sono profondamente commosso nel ricordare in questa seduta la figura del Prof. Maschio per i vincoli di fraterna amicizia che mi legavano allo Scomparso e sono sicuro di interpretare i vostri sentimenti di cordoglio perché, come me, tutti voi avete conosciuto il Prof. Maschio nelle sue qualità di bontà, di sagacia, di volontà, di apertura a tutti i problemi sociali della Valle d'Aosta.
Con questi sentimenti, rinnovo l'espressione del più profondo cordoglio della Valle d'Aosta e del Consiglio Regionale.
Preannuncio che i funerali dell'Estinto si svolgeranno domani alle ore 10 e che la seduta antimeridiana del Consiglio sarà quindi rimandata al pomeriggio, a meno che il Consiglio decida altrimenti, per permettere a chi ne ha possibilità di prendere parte alle esequie".
L'Assessore MILANESIO dichiara quanto segue:
"Lunedì 3 novembre scorso è scomparso, nella sua casa di Châtillon, il Per. Ind. Giulio Nicco. La sua scomparsa lascia nella famiglia, che tanto ha amato, lascia nelle nostre file, lascia nella Valle d'Aosta tutta, un vuoto incolmabile.
Lo so, questa è una frase consunta dall'uso, ma è la sola in questo caso che ci consente di esprimere quello che la sua morte rappresenta per noi.
Infatti non è soltanto il contributo delle sue idee e della sua ricca esperienza che ci viene a mancare, ma soprattutto l'esempio, vivo in ogni suo atto, in ogni sua parola, in ogni suo comportamento, che si irradiava su di noi a ricordarci che cosa vuol dire essere socialisti.
Lo sposo fedele, il padre premuroso, il patriota coraggioso, l'indomito antifascista ed autonomista, il tenace socialista, erano così mirabilmente fusi in lui che non ci è oggi possibile mettere in risalto una sua qualità a discapito di altre.
Noi, però, lo vogliamo ricordare come democratico, come libertario, come antifascista, come socialista, come resistente, come autonomista. Se ci sono, come ci sono, i padri dell'Autonomia, il suo posto è certamente fra loro.
Egli rappresentò, infatti, il Partito Socialista Italiano nel primo Consiglio della Valle istituito dal C.L.N..
Ricoprì, dal 1946 al 1948, nella fase cioè più delicata della nostra storia postbellica - quando occorreva dare forme, istituti e contenuti concreti all'Autonomia - la carica di Assessore ai Lavori Pubblici, dando rara prova di onestà, di competenza e di abnegazione e lasciando un ricordo incancellabile nei Valdostani tutti.
Consigliere regionale dal 1949 al 1958, dai banchi dell'opposizione sostenne, con intelligenza e fermezza, le posizioni del Partito e della classe lavoratrice.
Assessore regionale all'Industria e Commercio dal 1959 al 1963, dette particolare impulso all'industrializzazione della nostra Regione e sviluppò le attività dell'artigianato tipico valdostano.
Nel 1963, con una decisione che a molti dispiacque e che egli, con la modestia che gli era consueta, motivò per ragioni di età e di salute, non ripresentò la sua candidatura alle imminenti consultazioni elettorali e la Giunta Regionale, in segno di stima e di fiducia, lo designò quale rappresentante della Regione nel Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Torino, di cui fino alla scomparsa fu membro autorevole ed attivo.
Capitano degli Alpini durante la prima guerra mondiale, decorato di medaglia d'argento al valor militare, ora colonnello, avrebbe dovuto ricevere, ironia della sorte, proprio il 4 novembre le insegne di Vittorio Veneto, alle quali tanto teneva.
Io, personalmente, ho salutato il compagno Nicco a Châtillon, lo abbiamo accompagnato in diversi Assessori e Consiglieri regionali, ex colleghi di Giunta, alla sua ultima dimora. Lo abbiamo accompagnato con sincera commozione, perché siamo convinti di aver perso in Lui un compagno generoso, sincero e leale.
Non aggiungo altre parole, perché le parole molto spesso servono poco. Voglio solo porgere ancora in questa circostanza alla famiglia dell'Estinto le più sincere e sentite condoglianze del Partito. Mi associo, quindi, alle parole che il Presidente del Consiglio, a nome di tutto il Consiglio, ha pronunciato nei confronti di Giulio Nicco.
Mi associo, altresì, alle espressioni di cordoglio che il Presidente del Consiglio ha indirizzato alla famiglia del Prof. Giovanni Maschio. Non posso che approvare tutto quanto nel campo soprattutto della sanità, che gli era congeniale, il Prof. Maschio ha fatto per la Valle d'Aosta, gettando le basi di un sistema assistenziale tra i più moderni e progrediti d'Italia".
Monsieur le Conseiller MANGANONI déclare ce qui suit:
"Le décès de Jules Nicco a laissé une place vide dans la grande famille des antifascistes valdôtains.
Ce vide se fait sentir encore plus cruellement car M. Nicco était un vaillant combattant qui luttait pour les droits des pauvres, des travailleurs et qui représentait les camarades d'avangarde dans les luttes pour l'émancipation de la classe ouvrière.
Les travailleurs valdôtains lui ont démontré leur confiance en l'envoyant, de 1945 à 1963, au Conseil Régional comme défenseur de leurs intérêts.
Membre du premier Conseil de la Vallée et Assesseur aux Travaux Publics, puis Conseiller à l'opposition et encore Assesseur de 1959 à 1963, il a administré notre petite Patrie avec un profond sens du devoir et une honnêteté absolue, soutenant avec énergie les droits des ouvriers et des campagnards valdôtains.
Pour ses qualités il se mérita une grande estime de la part de ses concitoyens et l'admiration même de ses adversaires politiques.
Autonomiste convaincu, il a toujours soutenu les droits des valdôtains à leur autonomie, à leur langue, à leurs traditions.
Je veux aujourd'hui adresser, aussi de la part de mes camarades communistes, mes condoléances et mes sentiments de solidarité à sa famille.
Je veux rendre hommage à la mémoire d'un valdôtain qui mérite la reconnaissance de ses compatriotes".
Monsieur l'Assesseur DUJANY déclare ce qui suit:
"Monsieur Jules Nicco, ancien Conseiller et ancien Assesseur de l'Administration Régionale, n'est plus. Nous l'avons accompagné le jour de son enterrement avec une grande émotion. Nous rappelons en lui l'homme qui a profondément aimé son Pays et son peuple.
Administrateur loyal, honnête, esprit équilibré et plein d'humanité, il était animé de cette humeur joviale qui lui permettait de trouver, dans une ambiance de sérénité, une solution aux graves problèmes de la vie.
Militant antifasciste, autonomiste convaincu, administrateur honnête, il a toujours vécu d'une façon cohérente à ses principes et à ses idées politiques. Nous perdons en lui un homme, un administrateur, un ami sincère.
J'exprime, ici, mes condoléances les plus émues à toute sa famille".
Il Consigliere SAVIOZ dichiara quanto segue:
"A nome del Gruppo Comunista, mi associo alle parole pronunciate dal Presidente del Consiglio che illustrano in un modo chiaro le qualità e le capacità del Prof. Maschio, recentemente scomparso.
Mi permetterei di aggiungere che non solo la Valle d'Aosta perde un capace e valente studioso di problemi sanitari, ma che soprattutto i più poveri, i meno abbienti, che perdono in lui il medico capace, l'amico, l'uomo disinteressato. Queste affermazioni le faccio perché ho avuto più volte occasione di conoscere a fondo le qualità del Prof. Maschio quando ero Sindaco della Città di Aosta e quando, purtroppo, in molte circostanze, i meno abbienti difficilmente potevano curarsi perché mancava loro il denaro necessario. Ebbene, quest'uomo senza vantarsene, senza trarne vantaggi di natura politica od altro, ha sempre curato, in molti casi anche gratuitamente, ammalati che si trovavano anche in una situazione di disagio economico.
Io ero legato a Lui da sentimenti di amicizia e di riconoscenza per il bene che ha fatto e sono profondamente addolorato per la sua morte improvvisa.
Nel porgere alla famiglia i nostri sentimenti di riconoscenza per la sua opera e di condoglianze sincere, non possiamo che ricordarci di lui e cercare, nell'ambito del possibile, di seguirne l'esempio".
Il Consigliere TONINO dichiara quanto segue:
"Mi associo alle parole di cordoglio espresse dal Presidente del Consiglio e di coloro che mi hanno preceduto nel commemorare la figura dello scomparso ex Assessore regionale Giulio Nicco. Ho conosciuto il Geom. Nicco, quando assieme militavamo nel P.S.I. Ho potuto valutare, allora, le sue doti di socialista e di combattente per la causa del socialismo. Non più di due anni or sono, sono stato a casa sua ed abbiamo discusso con calore dei problemi del socialismo.
Posso essere garante che in quella discussione era emersa nella figura del compagno Giulio Nicco tutta la sua volontà di voler portare avanti quel sentimento di fedeltà al socialismo che non gli era più possibile attuare in considerazione sia della sua età, sia soprattutto in riferimento al livello di degradazione in cui detto Partito era sceso partecipando responsabilmente come copertura al governo di Centro-Sinistra.
Mi sono rimaste impresse queste sue ultime parole, che ebbi l'onore di sentire durante quel colloquio e che mi fecero capire il suo dramma, la sua alta fedeltà al socialismo, la sua speranza che pochi fossero coloro che fino in fondo avrebbero tradito la causa del socialismo.
Giulio Nicco era uno di coloro che sperava che il P.S.I. avesse ben presto ripreso la sua libertà, per ridiventare degno dei suoi 70 anni di storia. Non gli fu possibile vedere realizzarsi questa sua speranza. La morte lo privò di questo suo sogno, cioè, di vedere il risorgimento del socialismo, proprio nel momento in cui i nodi venivano al pettine.
Resta comunque per noi, socialproletari, il ricordo di un compagno che credeva nel socialismo e che ad esso aveva dato e dedicato gran parte della sua vita.
Mi associo anche alle parole di condoglianze che sono state espresse ai familiari dello scomparso Prof. Maschio e formulo alla famiglia i sentimenti del mio profondo cordoglio".
Monsieur le Conseiller CHAMONIN déclare ce qui suit:
"Je m'associe aux expressions de condoléance qui ont été prononcées avant moi, ici, par Monsieur le Président du Conseil et par d'autres Conseillers en rappelant l'activité de Monsieur Jules Nicco et de Monsieur Giovanni Maschio, honnêtes et valides administrateurs.
J'exprime aux familles des disparus toutes les condoléances les plus émues".
Il Consigliere LUSTRISSY dichiara quanto segue:
"Il Gruppo della Democrazia Cristiana si associa alle nobili parole del Presidente del Consiglio per la scomparsa dell'ex Assessore Prof. Giovanni Maschio e porge i più deferenti ossequi e condoglianze alla famiglia dello scomparso".
Il Consigliere PEDRINI dichiara quanto segue:
"Il Presidente del Consiglio ha illuminato molto bene la figura sia del Prof. Giovanni Maschio che dell'ex Assessore Giulio Nicco e penso che non ci sia alcuna altra cosa da aggiungere se non da mettere in chiaro come queste due persone hanno veramente dato parte della loro vita per la nostra Regione.
Presentiamo, a nome del Partito Liberale, alle loro famiglie le nostre più sentite condoglianze".
Monsieur le Conseiller FOSSON déclare ce qui suit:
"C'est une bien triste circonstance que celle de devoir commémorer ensemble deux anciens Assesseurs régionaux qui viennent de nous quitter.
Au nom des Conseillers de l'Union Valdôtaine, je m'associe aux paroles qui ont été prononcées pour rappeler les anciens Assesseurs Jules Nicco et Giovanni Maschio.
C'est avec une émotion particulière que je me souviens de l'expert Jules Nicco, que j'ai eu l'occasion de connaître dès le début de notre Autonomie retrouvée et avec lequel je me suis trouvé durant quatre années à travailler sur les mêmes bancs de la Junte Régionale
Le souvenir de son œuvre et de sa jovialité restera toujours parmi nous!
Je renouvelle à Madame Nicco et à sa famille nos condoléances les plus émues. Nous présentons également et avec les mêmes sentiments nos condoléances à la famille du regretté Prof. Maschio".
Il Consigliere POLLICINI dichiara quanto segue:
"Signor Presidente, Signori Consiglieri, la morte dell'Onorevole Giulio Pastore, sindacalista e Ministro, ha suscitato nel mondo sindacale e politico i sentimenti di vivo cordoglio e una sincera commozione.
Giulio Pastore era nato a Genova il 17 agosto 1902. Operaio e autodidatta a 18 anni prende parte attiva alla vita del movimento sindacale sotto la guida di Achille Grandi.
Nel 1920 diviene Segretario dell'Unione di Varallo e, quindi, di Monza.
Pastore è uno di quei sindacalisti cattolici che intuiscono subito il pericolo che il regime totalitario rappresenta per le organizzazioni e per la causa dei lavoratori: nel 1927 il giornale "Il Cittadino", da lui fondato qualche anno prima, viene soppresso dal Prefetto di Milano.
Scoppia la guerra. Pastore è membro della Direzione clandestina della D.C. costituita nel 1943 e, dopo l'8 settembre, comincerà ad organizzare il movimento operaio cattolico.
Nel marzo 1944 organizza lo sciopero generale per l'eccidio delle fosse Ardeatine e viene arrestato e rinchiuso nelle carceri di Regina Coeli.
Dopo la liberazione Pastore fonda le ACLI e ne diviene il primo Segretario Generale.
Fu propugnatore dell'unità sindacale ed elaborò, con Achille Grandi e Bruno Buozzi, il Patto di Roma.
Nel 1947 è Segretario della C.G.I.L., ma nel 1948 - proprio in difesa della libertà del Movimento Sindacale Italiano - denuncia a nome della corrente cristiana il patto di unità di azione e fonda la L.C.G.I.L., che nel 1950, con la confluenza della F.I.L., si unificherà nel sindacalismo libero sotto l'insegna della C.I.S.L., di cui diventa Segretario Generale.
Nel 1958 l'On.le Pastore lascia il sindacalismo attivo per dedicarsi interamente all'attività politica nelle file della D.C. ricoprendo più volte l'incarico di Ministro.
Chiunque ha seguito le molteplici vicende della D.C. sa di averlo sempre trovato in prima posizione, nel ruolo congeniale di protagonista e di plasmatore di azioni e di linea politica. E la storia dirà quanto a lui debbono i lavoratori, la D.C. e il Paese.
In questo improvviso, doloroso e inatteso congedo, avvenuto mentre tutto pareva ormai rivolto al meglio, ci è difficile fermarci a delineare profili o a trarre bilanci, come è consuetudine. Pensiamo anzi che essi siano del tutto superflui, poiché opere e pensieri restano perenni a ricordare del suo passaggio tra noi, rendendo testimonianze assai migliori di quanto non possono esprimere le nostre parole che, del resto, suonerebbero inutili per l'intima consuetudine che ci aveva affratellati - ognuno al suo posto - in una quotidiana battaglia. Vogliamo dare soltanto testimonianza del nostro dolore, come uomini a lui uniti non soltanto da una identica milizia politica e sindacale ma anche dall'affetto e dai ricordi che questa milizia ha costruito e ha dato a ciascuno di noi, nell'intento di dare al Paese un volto più consono a quell'ideale di democrazia per il quale Giulio Pastore, operaio, ha speso l'intera sua esistenza ed ha sacrificato, è il caso di dirlo, la sua vita.
Auspichiamo, per noi, di essere degni eredi della sua lezione morale e politica".
Monsieur l'Assesseur MAPPELLI déclare ce qui suit:
"Monsieur le Président, Messieurs les Conseillers, le 27 octobre, à St. Pierre, est décédé un illustre Valdôtain, S.E. Monseigneur Louis Centoz, Archevêque titulaire d'Odesse, ancien Nonce Apostolique et Vice-Camerlingue de Sa Sainteté.
D'autres avant moi, en rappelant Mgr. Centoz, ont souligné les qualités morales, les vertus de cette âme d'élite. En cette salle, se déroulent les séances du petit parlement de notre Région Autonome en présence des représentants attitrés de tous les citoyens de la Vallée. C'est un devoir, pour nous, de donner, au nom des valdôtains, un témoignage de notre admiration et de notre reconnaissance à Mgr. Centoz. Et cela, surtout parce que, grâce à lui et à ses éminentes qualités morales, le nom d'Aoste et de sa Vallée a été à l'honneur, que ce soit au centre de la Catholicité ou bien auprès des autorités religieuses et politiques de nombreux Etats d'Amérique Centrale et du Sud, aussi bien à Berlin qu'en Lituanie! Quand nous voulons faire connaître la Vallée d'Aoste à l'étranger il nous faut recourir à des moyens de propagande qui changent d'un jour à l'autre et qui exigent des sacrifices financiers assez lourds.
Le petit berger de Rhêmes Notre Dame, devenu prêtre et vicaire de Pont-Bozet, répondant un jour à une invitation de son Evêque et du Pape, va à Rome et à la Secrétairerie d'Etat et poursuit son voyage à travers le monde. Son nom même indique que ce Nonce Apostolique, ce représentant du Pape, est un italien issu de cette Région bilingue qu'est la Vallée d'Aoste. Et quand dans ces pays lointains il peut être donné à notre petit pays de se faire connaître, non seulement par des publications touristiques ou publicitaires, mais également par les dons du cœur de l'un de nos concitoyens, comme ce fut le cas de Mgr. Centoz, alors on peut dire que les vœux des plus exigeants sont exaucés.
Les qualités morales de Mgr. Centoz étaient celles d'un montagnard, ce qu'il était, appartenant à une famille chrétienne qui lui avait transmis les vertus ancestrales des campagnards, vertus qui se développèrent ici à Aoste.
L'appel de l'Eglise, quoiqu'on dise parfois, reste toujours libre dans ses choix, de façon à élever à la plus haute responsabilité certains petits bergers, des enfants de la campagne, par ailleurs comme elle l'a fait avec Pie X et Jean XXIII; Pie XII, qui était noble, prend près de lui ce petit berger, le nomme Evêque et l'envoie en qualité de représentant à travers le monde.
La Providence Divine conduit les hommes et les événements: voilà ce qui explique la grandeur de cet illustre fils de notre Vallée qui vient de nous quitter.
A lui, une fois encore, notre admiration et notre souvenir reconnaissant. Au nom de la Junte Régionale et à mon nom personnel les condoléances les plus émues à la famille et au Clergé Valdôtain".
Intervengono altresì i Consiglieri GERMANO, FOSSON, CHAMONIN, MILANESIO, PEDRINI ed il Presidente, MONTESANO, per associarsi alle espressioni di cordoglio pronunciate dal Consigliere Pollicini e dall'Assessore Mappelli per la scomparsa dell'On.le Giulio Pastore e di Mons. Luigi Centoz.
Il Consiglio prende atto.
