Oggetto del Consiglio n. 196 del 14 novembre 1969 - Verbale

OGGETTO N. 196/69 - A) Ordine del giorno concernente interventi finanziari della Regione a favore delle famiglie di lavoratori in lotta per rivendicazioni sindacali. - ) Ordine del giorno concernente i fatti di Pisa.

A) Il Presidente, MONTESANO, dà la parola al Consigliere Pollicini sull'argomento riguardante interventi finanziari della Regione a favore delle famiglie bisognose di lavoratori in lotta per rivendicazioni sindacali.

Il Consigliere POLLICINI dichiara quanto segue:

"Signor Presidente, Signori Consiglieri, la lotta, che i lavoratori italiani stanno conducendo in questo periodo nel Paese, è una lotta civile che mira alla emancipazione della classe operaia, la quale intende divenire protagonista dei propri destini.

Le Organizzazioni Sindacali stanno vieppiù assumendo un ruolo autonomo dai partiti politici nel processo di sviluppo civile ed economico della Nazione.

I travagli interni dei sindacati per raggiungere una linea comune fra di loro, sono stati lunghi e anche dolorosi.

La battaglia per le incompatibilità fra le cariche politiche e quelle sindacali - ormai definitivamente vinta dalle forze autenticamente operaistiche - è stata una delle tappe fondamentali verso l'obiettivo dell'unità sindacale che costituisce una aspirazione generale del mondo del lavoro e una conquista fondamentale per la democrazia italiana.

I Sindacati hanno raggiunto ormai la maggiore età e non intendono più essere posti sotto tutela di organismi politici o governativi; tanto è vero che rifiutano persino la mediazione del Governo nella difficile vertenza in corso, poiché ritengono giustamente di poter trattare direttamente con la controparte senza intermediari, senza tutori, senza delegare alcuno in quanto sufficientemente capaci e responsabili ed in possesso esclusivo della delega dei lavoratori per portare avanti i problemi economici e sociali dei loro rappresentanti.

Le grandi lotte in corso nel paese mirano appunto alla emancipazione di tutto un mondo che sino a ieri era emarginato e che oggi vuole contare nelle scelte che lo interessano.

Oggi il problema non è soltanto il salario, ma anche la casa, la scuola, la riforma ospedaliera e un diverso tipo di rapporti civili con la società: in sintesi una nuova dignità umana.

Le forti tensioni in atto sono determinate da una profonda modificazione della coscienza politica dei lavoratori che costituisce la premessa più avanzata per una politica di trasformazione della società.

È quindi giusto l'atteggiamento del Ministro del Lavoro allorquando respinge la tesi dei moderati, e si pone con la sua azione a fianco della parte più debole, cioè dalla parte dei lavoratori, per modificare gli attuali forti squilibri sociali del paese.

Le vertenze sindacali in atto investono tutto il mondo del lavoro italiano, teso ad un salto civile di qualità tipico di un paese in crisi di crescenza che passa da una economia agricolo- medio industriale ad una economia tipicamente industriale.

L'andamento corretto delle vertenze - fatti salvi alcuni estremismi isolati - dà la misura della maturità della classe operaia italiana forgiata in 25 anni di democrazia.

Non possiamo non ricordare in questo momento quanti lavoratori nel mondo non possono, non solo scioperare, ma neppure esprimere le proprie opinioni, i quali sono considerati soltanto oggetti di un processo produttivo, in omaggio ad uno stato autoritario, il quale pensa a tutto e per tutti non consentendo alla classe operaia altra libertà che quella di produrre.

Tornando al nostro paese, non possiamo non rilevare un certo distacco fra paese reale e paese legale.

I partiti hanno in parte perduto la capacità di essere tempestivi interpreti di una nuova realtà che nel paese va muovendosi: ecco perché questo spazio oggi è occupato dai sindacati.

Occorre abbandonare una linea moderata e partitica e tornare ad un disegno politico che si articoli nelle scelte di campo e di soluzione dei problemi del paese che non possono rimanere ulteriormente irrisolti.

Occorre aver la capacità di dare uno sbocco positivo alla domanda posta soprattutto dalle nuove generazioni e dal mondo del lavoro.

Signor Presidente, Signori Consiglieri, in questo quadro generale, ove fanno spicco alcuni fatti essenziali, quali la spinta unitaria di milioni di lavoratori per ottenere un diverso assetto sociale del paese, l'azione unitaria dei sindacati per portare avanti uniti questi obiettivi, le forti pressioni della classe operaia per raggiungere l'unità sindacale.

Ebbene, in questo quadro unitario nazionale, noi ad Aosta assistiamo ad un gravissimo tentativo reazionario del P.C.I. il quale tende a dividere i lavoratori attraverso iniziative che hanno un chiaro intento demagogico e mirano soltanto a strumentalizzare la più grossa vertenza sindacale del dopoguerra.

Il P.C.I. valdostano attraverso un volantino distribuito agli operai ha voluto battere sul tempo i sindacati tentando - io mi auguro invano - di rimettere la cinghia di trasmissione ai Sindacati che era uscita dalla puleggia.

Se veramente il P.C.I. intendeva andare incontro ai lavoratori avrebbe dovuto mettersi in contatto con i Sindacati e con gli altri gruppi politici del Consiglio Regionale rinunciando magari alla tentatrice presunzione di voler essere l'alfiere della classe lavoratrice e di voler assumere la parte di primo della classe anche a costo di pregiudicare i reali interessi dei lavoratori.

Il P.C.I. ha volutamente ignorato i Sindacati, li ha mortificati perché per lui prima degli interessi dei lavoratori ci sono quelli del partito.

Ha creduto di mortificare il Consiglio Regionale annunciando che oggi, 14 novembre, si sarebbe discusso di un progetto di legge presentato dal P.C.I. quando ben sapeva che ciò non era possibile in quanto in contrasto con il regolamento dell'assemblea regionale.

Ebbene, tutto ciò è semplicemente vergognoso e reazionario.

Per quanto mi riguarda, vi posso assicurare che la CISL non solo ha ignorato l'azione sostitutiva del P.C.I, ma non l'ha gradita per nulla, giudicandola una illegittima interferenza in problemi sindacali la cui rappresentanza è delegata alle Organizzazioni preposte.

Il Consiglio Regionale deve riconoscere quali rappresentanti legittimi dei lavoratori i soli sindacati e non deve prestarsi al gioco di chi tenta di mortificare lo sforzo doloroso e travagliato di crescita democratica dei lavoratori.

Dobbiamo rendere omaggio ai sindacati valdostani di essere riusciti a condurre una lotta così dura e difficile con correttezza e serietà esemplari: nessun incidente ha mai turbato i lunghi scioperi di quest'autunno.

Siamo una terra di lavoratori, non possiamo che essere con i lavoratori e poiché intendiamo realmente portare la nostra solidarietà alle categorie in sciopero, riteniamo che la Giunta - che ha già esaminato con senso di responsabilità questo problema - debba prendere contatto con le organizzazioni sindacali - ripeto le sole legittime rappresentanti dei lavoratori - al fine di decidere i provvedimenti più opportuni ed efficaci da adottare sui quali già sin d'ora il mio gruppo concorda.

L'appoggio della pubblica amministrazione non deve costituire un mero atto di assistenza, ma un doveroso atto di solidarietà per coloro che affrontano una giusta e dignitosa vertenza civile.

Signor Presidente, Signori Consiglieri, a nome della coalizione di governo regionale propongo il seguente ordine del giorno:

"Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta,

di fronte alla lotta che impegna l'intera classe lavoratrice per realizzare nel nostro paese un diverso equilibrio sociale che renda protagoniste delle scelte politiche le forze finora emarginate, che modifichi i rapporti all'interno della fabbrica al fine di esaltare la dignità umana del lavoratore, che migliorando i salari, sviluppi il nostro sistema economico, contenendo l'aumento incontrollato del costo della vita, onde non annullare i benefici salariali via via ottenuti;

constatato che le organizzazioni operaie desiderano sia riconosciuto ai lavoratori il potere di decidere in piena autonomia tutti i problemi che interessano l'attività sindacale;

considerato che tale autonomia è il presupposto di quella auspicata unità sindacale, aspirazione generale del mondo del lavoro e conquista fondamentale della democrazia italiana;

ritenuto che ogni decisione riguardante gli interessi dei lavoratori deve pertanto essere presa dagli stessi in collaborazione con i loro legittimi rappresentanti sindacali;

mentre esprime la propria adesione agli obiettivi delle lotte che i lavoratori stanno conducendo;

riafferma il pieno rispetto dell'autonomia delle organizzazioni sindacali, uniche legittime rappresentanti dei lavoratori e accoglie la richiesta delle stesse, contenuta nel documento presentato alle forze politiche valdostane di istituzionalizzare il principio della consultazione delle organizzazioni sindacali ogni qualvolta si debbono assumere decisioni che riguardano la classe lavoratrice;

esaminata inoltre la grave situazione di disagio nella quale si trovano i lavoratori valdostani in seguito alle lunghe lotte sindacali;

esprime la propria solidarietà ai lavoratori di tutte le categorie impegnate nella nostra Regione a livello nazionale nei rinnovi contrattuali;

e, nell'intento di portare il proprio doveroso contributo per alleviare i sacrifici dei lavoratori e delle loro famiglie;

sentite le dichiarazioni del Presidente della Giunta,

DELIBERA

1) di dare mandato alla Giunta Regionale di prendere di concerto con l'Amministrazione Comunale di Aosta immediati contatti con tutti gli organismi rappresentativi onde decidere i provvedimenti più opportuni e più efficaci da adottare;

2) di riferire con la massima urgenza al Consiglio le conclusioni raggiunte onde porlo in grado di prendere le decisioni che si riterranno necessarie per alleviare i disagi dei lavoratori in questo momento di particolare importanza politica, economica e sociale per il paese".

Il Consigliere TONINO dichiara di voler dedicare la prima parte del suo intervento alla proposta fatta dai Sindacati e dalla Commissione interna della Cogne per partecipare ai lavori del Consiglio Regionale del 22 novembre prossimo.

Precisa di non voler interferire su quello che è il compito del Presidente del Consiglio e di non volersi discostare dalla osservanza dei Regolamenti e delle leggi.

Augurandosi che il Presidente del Consiglio sia sempre così preciso ed ossequioso, come lo è stato d'altra parte sino ad ora, alle disposizioni che regolano i lavori del Consiglio Regionale, dichiara di dover rilevare di ritenere eccessivo lo zelo dimostrato, oggi, dal Presidente del Consiglio nei confronti delle richieste dei Sindacati e della Commissione Interna della Cogne, che intendono partecipare alla predetta riunione del Consiglio.

Non ritiene che l'invitare persone estranee al Consiglio Regionale a prendere parte al dibattito, anche se prendessero la parola, possa costituire un precedente, in quanto la riunione del 22 novembre riveste un carattere del tutto particolare; si tratta di discutere un solo argomento: i problemi della Cogne.

Considerato che i lavori della Commissione consiliare per lo studio dei problemi della Cogne sono stati compiuti insieme con la Commissione interna della Cogne e con i Sindacati, ritiene che sarebbe del massimo interesse sentire direttamente la parte in causa per un maggior approfondimento del problema e delle valutazioni d'ordine generale che emergeranno dal dibattito.

Aggiunge poi che la riunione del 22 novembre potrebbe - a suo avviso - tenersi addirittura nell'interno degli stabilimenti Cogne, con la presenza non solo dei Sindacati e della Commissione Interna, ma di tutti i lavoratori, come ha fatto il Consiglio Comunale di Venezia, il quale avrà pure - egli dice - un suo regolamento non dissimile da quello del Consiglio Regionale valdostano.

Osserva che il Presidente del Consiglio non dovrebbe assumersi tutta la responsabilità decisionale sulla questione in esame e lo invita, pertanto, a lasciare in merito ogni decisione al Consiglio.

Per quanto riguarda il secondo argomento in discussione, fa presente di non aver potuto partecipare alla riunione dei Capigruppo, avvenuta nella giornata di ieri, ma di aver dato la sua adesione al progetto di legge illustrato da Germano, ritenendo che sarebbe stato approvato all'unanimità.

Dichiara di aver ragione di ritenere - visto che la proposta non è stata subito accettata - che nelle riunioni dei Capigruppo non vi è sempre la possibilità di portare avanti determinati problemi, perché in quella sede i rappresentanti della maggioranza fanno sì che le soluzioni proposte dalla minoranza finiscano come è finita la proposta che si sta discutendo.

Ritiene che, se talune proposte fossero portate direttamente in discussione al Consiglio, si risolverebbero meglio sia per coerenza sia perché c'è la presenza del pubblico che ascolta.

Afferma che non ha nulla da eccepire sulla prassi adottata dal Presidente del Consiglio nell'aver portato in sede di Commissione dei Capigruppo la discussione del progetto di legge presentato dai Consiglieri del Partito Comunista.

Informa poi di aver saputo che nella riunione dei Capigruppo è stato detto che il Partito Comunista ha assunto atteggiamenti demagogici per aver fatto distribuire dei volantini agli operai allo scopo di far conoscere la propria iniziativa.

Dichiara di non voler entrare in merito alla questione e fa notare che i lavoratori hanno bisogno della concreta solidarietà del Consiglio Regionale oggi e non fra sei mesi.

Si è - egli dice - alle soglie della stagione più rigida e si deve, quindi, fare presto per aiutare le famiglie dei lavoratori.

Insiste sulla necessità d'un immediato intervento da parte del Consiglio a favore degli operai in lotta.

Dichiara che il confronto fatto dal Presidente della Giunta Regionale tra operai e coltivatori diretti non regge perché oggi la situazione è assai più grave per gli operai anche se il settore dell'agricoltura è pure in crisi.

Afferma che vi sono dei provvedimenti importanti da prendere nel settore agricolo, come la cooperazione contadina, la costituzione di cooperative, ecc..., provvedimenti che da tempo avrebbero dovuto essere sottoposti all'esame del Consiglio.

Ritiene quindi che la scusa del volantino e il confronto tra operai e coltivatori diretti non giustifichino l'intransigenza di coloro che vogliono rimandare la soluzione del problema ora in esame.

Afferma che iniziative di solidarietà con gli operai in sciopero sono già state prese da molte Amministrazioni Comunali e Provinciali e che l'ultima in ordine di data, di cui si è avuta notizia dai quotidiani di stamane, è l'iniziativa presa dall'Amministrazione Comunale di Milano.

Ritiene che la proposta fatta dal Presidente della Giunta possa implicare un ritardo, mentre non si dovrebbe ritardare la soluzione di questo urgente problema.

Fa presente che se la proposta di legge presentata venisse accettata oggi, essa assumerebbe un particolare, valido significato che, ovviamente, non avrebbe più se fosse approvata fra qualche mese.

Dichiara infine che, trattandosi di lotte operaie e ritenendo che la proposta che sta per presentare al Consiglio sia pertinente alla discussione in atto, propone di approvare un ordine del giorno di solidarietà con la Giunta Comunale di Pisa.

Dà quindi lettura del seguente ordine del giorno:

"Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta,

esprime alla Giunta Comunale di Pisa la sua solidarietà per aver coordinato e diretto, in accordo con le Organizzazioni Sindacali e le forze politiche, la lotta popolare democratica e antifascista contro le provocazioni e le aggressioni fasciste;

solidarizza con l'Amministrazione pisana rivendicandone il potere dei Sindaci e il ruolo delle Assemblee popolari per tutto ciò che riguarda la condizione politica e civile dei cittadini stessi;

biasima la ingiustificata presa di posizione del Procuratore della Repubblica di Firenze per l'intervento e il giudizio richiesto al Consiglio Superiore della Magistratura, il quale lede i diritti e le funzioni dell'Ente locale soprattutto in materia di ordine pubblico".

Il Consigliere FOSSON premette che, intervenendo in questo momento, non vorrebbe che le sue parole fossero interpretate male sia da una parte che dall'altra.

Osserva quindi che coloro che lo hanno preceduto nella discussione hanno citato esempi di iniziative di solidarietà verso gli operai in lotta prese in altre città e hanno parlato di primogenitura e di timore che la primogenitura spetti ad un Partito piuttosto che alla Giunta o ad altri Partiti.

Osserva che non c'è bisogno di andare a cercare esempi a Torino o a Milano o altrove, perché, come è stato accennato anche dal Presidente della Giunta, la solidarietà verso gli operai in sciopero il Consiglio Regionale l'ha dimostrata già nel 1960, quando gli operai della Cogne hanno lottato per circa 30 giorni per rivendicazioni salariali.

Rammenta che la Giunta allora in carica si è subito resa conto delle necessità urgenti che avevano gli operai e, senza presentare progetti di legge, senza particolari procedure d'urgenza, ha deciso di venire in aiuto agli operai per le più urgenti necessità del momento, deliberando di sottoporre all'approvazione del Consiglio lo stanziamento di un primo fondo di solidarietà che, salvo errore, era dell'ordine di 25 milioni di lire.

Rammenta che, per la distribuzione dei fondi, accordi precisi furono allora presi con le Organizzazioni sindacali e con la Commissione Interna in modo che, sotto la loro responsabilità, si era potuto aiutare le famiglie di quegli operai che avevano maggiormente risentito disagi economici a causa del lungo sciopero.

Fa presente di non essere consenziente alla immediata discussione del progetto di legge presentato, perché esso deve percorrere l'iter necessario ai fini della sua legittimità; dichiara di essere, però, del parere che si debba fare qualche cosa e subito per creare un fondo di solidarietà a favore degli operai in lotta al fine di sopperire con urgenza alle più impellenti necessità delle famiglie più bisognose.

Ritiene che la Giunta deve pur avere certi elementi di valutazione per poter stanziare una somma determinata; pertanto, in attesa che il disegno di legge segua il suo iter, ritiene opportuno guadagnare tempo stanziando subito un primo fondo di solidarietà per una somma minore di quella indicata nel progetto di legge.

Rammenta che qualcosa di analogo è già stato detto da chi l'ha preceduto e anche dal Consigliere Savioz.

Ribadisce che, se si attende che la legge compia il suo iter, passerà parecchio tempo e si approverà la legge quando ormai sarà tardi, cioè alla vigilia delle festività natalizie.

Considerato che esiste la volontà di venire incontro alle necessità dei lavoratori in lotta, volontà espressa da tutti i gruppi politici, almeno da quelli di cui ha sinora udito le dichiarazioni, riafferma a nome del gruppo dell'Union Valdôtaine la piena solidarietà con i lavoratori.

Ritiene che, con l'approvazione di una proposta conciliativa, nel senso da lui indicato, si possa sopperire alle necessità più urgenti delle famiglie degli operai.

Concludendo, propone un accordo fra tutti i gruppi sull'ordine del giorno presentato dal Consigliere Pollicini, inserendo eventualmente in detto ordine del giorno, perché esso abbia una immediata applicazione, la proposta di uno stanziamento immediato di fondi, che costituisca la prima parte del fondo di solidarietà destinato alle prime necessità delle famiglie dei lavoratori in lotta.

L'Assessore MILANESIO fa presente di avere l'impressione che il dibattito che si è aperto su questo importante problema sia leggermente viziato dall'impostazione che ne è stata data, per cui ne deriva che il dibattito consiliare non è sempre sereno e proficuo.

Ribadisce che il Partito da lui rappresentato non è secondo a nessuno per quanto riguarda la solidarietà e la difesa degli interessi dei lavoratori; dichiara, inoltre, di non voler fare dell'anticomunismo, con sterili polemiche, nei confronti della proposta di legge presentata dal Consigliere Germano a nome del gruppo comunista.

Non si vuole - egli dice - togliere a nessun Partito il diritto di rappresentare gli interessi dei lavoratori, né d'altro canto si pensi che questi interessi, a tutti i livelli, debbano esclusivamente essere rappresentati solo dalle Organizzazioni sindacali.

Dichiara che il modo in cui è maturato questo problema, tanto da far presentare dal Consigliere Germano una proposta di legge, è un po' strano e lascia la porta aperta a dei dubbi non sulla bontà, ma sulla genuinità della proposta.

Pare - egli osserva - che in realtà - e il Consigliere Pollicini è stato molto esplicito nell'affermarlo, il problema in discussione non fosse stato esaminato e sollecitato dalle Organizzazioni sindacali, che in questo momento sentono più di ogni altro il polso della situazione.

Questo non significa - egli precisa - che il Partito Comunista non possa fare una proposta, né si vuol dire che la proposta presentata sia una proposta a scavalco.

Dichiara che la Giunta ha esaminato e discusso il problema non solo per aver letto sui giornali quello che accadeva altrove.

Fa presente che i provvedimenti presi da varie Amministrazioni Provinciali o Comunali, per il momento non lo interessano; su questo punto dichiara di concordare con le dichiarazioni del Consigliere Fosson.

Rileva che la precedente Giunta e il Consiglio attuale sono sempre stati solidali nei confronti dei lavoratori allorquando la lotta sindacale ha raggiunto determinati gradi di intensità e di durezza.

Ritiene opportuno discutere se si debba provvedere con una legge oppure con una deliberazione.

Fa presente che con una deliberazione, assunta in via d'urgenza e successivamente ratificata dal Consiglio - prassi sinora seguite - si potrebbe in pochi giorni stanziare i fondi necessari; mentre invece la proposta di legge comporta un tempo più lungo per il prescritto iter procedurale di approvazione.

Dichiara quindi di essere contrario al sistema della proposta di legge, perché sul piano tecnico e burocratico esso si rivela il più lungo per l'approvazione e il meno idoneo per raggiungere quei precisi e immediati obiettivi che si intende di conseguire.

Dichiara di non voler anticipare quello che dirà successivamente il Presidente della Giunta; tuttavia espone alcune considerazioni, precisando che nella riunione di mercoledì la Giunta ha esaminato a fondo il problema e che, nel corso della discussione, si è manifestata l'intenzione di prendere gli opportuni contatti con le Organizzazioni sindacali, delle quali è doveroso riconoscere la funzione di rappresentatività che oggi si meritano.

Ritiene che la Giunta abbia fatto il suo dovere nell'esaminare il problema ed osserva che dovere della Giunta non è solo di discutere il problema, ma anche di proporre una rapida soluzione.

Ritiene che i Consiglieri del Partito Comunista possano prendere atto della volontà del Governo regionale di risolvere il problema in esame e possano ritirare la proposta di legge per le anzidette ragioni, associandosi all'ordine del giorno testé presentato e che potrebbe essere anche modificato, affinché la Giunta possa sottoporre al più presto al Consiglio proposte concrete dopo avere sentiti i rappresentanti delle Organizzazioni dei lavoratori.

Auspica che la discussione possa continuare su un piano di serietà e di serenità allo scopo di esaurire, nel più breve tempo possibile, la discussione del problema in esame.

Il Presidente del Consiglio, MONTESANO, ribadisce di avere permesso che l'argomento in esame, data la sua importanza e la sua urgenza, venisse discusso subito dopo le comunicazioni del Presidente, nonché di avere pure proposto al Consiglio che la discussione avvenisse con un intervento per ciascun gruppo.

Osserva che i gruppi hanno espresso il loro pensiero sulla questione ed invita il Consiglio a chiudere la discussione e a passare in seguito all'esame dell'ordine del giorno.

Fa presente che la discussione in corso non verte ancora su un determinato oggetto, ma solo su una comunicazione del Presidente del Consiglio.

Il Consigliere GERMANO dichiara che nel volantino al quale si è prima accennato i Comunisti hanno detto esattamente come stavano le cose, riportando le proposte del Gruppo comunista, che si discutono oggi in Consiglio, senza fare alcun commento.

Dichiara che intende presentare un ordine del giorno, spiegandone i motivi.

Richiamandosi alla proposta fatta dal Consigliere Fosson, osserva che nel bilancio della Regione non vi è uno stanziamento sufficiente per costituire il fondo di solidarietà di cui si parla, per cui la Giunta non potrebbe assumere il proposto provvedimento deliberativo.

Dichiara che occorre, quindi, approvare una variazione di bilancio, variazione che deve essere fatta solo con una legge.

Osserva poi che nell'intervento del Consigliere Pollicini vi sono varie contraddizioni. In primo luogo fa presente che il Consigliere Pollicini ha affermato che i Sindacati sono autonomi e sono i Sindacati che devono agire e assumere iniziative nelle questioni ora in esame.

Dichiara di essere d'accordo sul fatto che i Sindacati sono autonomi, perché si è fatto qualcosa per arrivare a questo risultato; precisa però che i Sindacati non possono proporre in Consiglio Regionale delle leggi di riflesso politico, perché questo è compito precipuo dei Partiti politici.

Osserva che il Consigliere Pollicini lamenta che i Partiti non svolgano la loro funzione, e che, allorquando i Partiti propongono iniziative pertinenti allo svolgimento delle loro funzioni, allora il Consigliere Pollicini esprime parere contrario alle iniziative stesse.

Dichiara che il Gruppo comunista ha preso l'iniziativa perché conscio dell'importanza del problema.

Dichiara che vi è un'altra contraddizione nelle dichiarazioni del Consigliere Pollicini, cioè quella di accettare supinamente ciò che propone la Giunta. Ciò significa - egli dice - che non si vuol riconoscere di fatto ai Consiglieri regionali il diritto di iniziativa legislativa.

Informa di essersi dichiarato disposto, nella riunione dei Capigruppo, a ritirare la proposta di legge da lui presentata, qualora analoga proposta fosse stata presentata dalla Giunta.

Dichiara infine di accettare l'ordine del giorno proposto dal Consigliere Pollicini per quanto riguarda tutta la prima parte, fino alla pagina 2, dove si dice: "e nell'intento di portare il proprio doveroso contributo per alleviare i sacrifici dei lavoratori e delle loro famiglie". Precisa di voler proporre a questo punto, a nome del suo gruppo, un emendamento o un ordine del giorno che comprenda tutta la prima parte già enunciata e che si conduca come segue:

"Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta, constatato che non si è realizzata la possibilità di discutere oggi stesso la proposta di legge di iniziativa comunista per la costituzione di un fondo di solidarietà a causa della opposizione democristiana e socialista, in sede di riunione dei Capigruppo, nella richiesta di procedura eccezionale e d'urgenza,

Delibera

di impegnare la Giunta, il Consiglio e le competenti Commissioni a voler pervenire nell'attuale seduta ad un concreto provvedimento per la costituzione del Comitato e del fondo di solidarietà auspicato, nonché al sollecito esame della legge".

Il Presidente, MONTESANO, richiama l'attenzione del Consiglio su quanto è emerso nel corso della discussione che ha, tra l'altro, portato a considerare le funzioni del Presidente del Consiglio per alcuni aspetti procedurali. Ritiene doveroso rilevare che il Presidente del Consiglio è obbligato a far rispettare il Regolamento interno che viene continuamente richiamato da alcuni settori del Consiglio.

Osserva che il Regolamento interno del Consiglio viene invocato solo allorquando fa comodo e, per fare un esempio, ricorda che l'altro ieri è stata presentata una proposta di legge alla Presidenza del Consiglio e che i presentatori di tale provvedimento richiedevano che si derogasse alle norme di procedura previste per l'iter delle leggi.

Fa presente che il Presidente del Consiglio, il quale si trova anche topograficamente in mezzo a due opposti settori, ha il dovere di far rispettare il Regolamento interno del Consiglio.

Il Consiglio Regionale - egli precisa - è istituzionalmente composto da 35 Consiglieri che sono gli unici delegati dal popolo valdostano a rappresentarlo in quest'aula per trattare tutti i problemi che riguardano la Valle d'Aosta.

Dichiara di essere felice di sentire la voce dei diversi settori rappresentativi della vita valdostana, però ricorda ai Consiglieri la sua posizione e l'obbligo che ha di fare rispettare, da parte di tutti, il Regolamento interno.

Dà, quindi, la parola al Presidente della Giunta, che ne ha fatto richiesta.

Il Presidente della Giunta, BORDON, sciogliendo la riserva fatta nel suo precedente intervento - cioè di fare l'intervento politico dopo la discussione di carattere amministrativo - fa presente che in tanti anni di amministrazione e malgrado le divergenze ideologiche dei vari gruppi, il Consiglio ha sempre trovato un piano di intesa per risolvere i problemi trattati; tuttavia - egli dice - chi amministra deve possedere una certa accortezza nel non prestarsi alla polemica e deve esaminare i problemi con la massima serietà ed onestà, evitando di sbagliare il meno possibile.

Siccome - egli dice - si è un po' tutti uomini di parte, uomini politici, occorre qualche volta frenarsi e cercare di non trascendere; per questo motivo dichiara che non risponderà ai Consiglieri Manganoni e Tonino perché nei loro interventi vi sono solo argomenti di natura polemica, e, quel che è più grave, è che essi riescono a fare dire agli altri quello che gli altri non hanno detto.

Fa presente al Consigliere Germano che anche la Giunta ha avuto - come lui - l'idea, non solo per averla letta sui giornali, di costituire un fondo di solidarietà e si è preoccupata della situazione dei lavoratori in lotta, ma che seriamente non si può indicare, come fa il Consigliere Germano, la somma di 120 milioni di lire quale stanziamento per il fondo di solidarietà, in quanto la somma necessaria potrebbe essere maggiore o minore. Perciò ritiene che solo dopo avere sentito i rappresentanti dei lavoratori si potrà avere sufficienti elementi di valutazione per poter fare un determinato stanziamento idoneo allo scopo.

Premesso che i Consiglieri Fosson e Savioz hanno fatto un intervento veramente costruttivo, dichiara che si sono riscontrate difficoltà varie nel ricercare la soluzione del problema in esame, ma che non per questo la Giunta - sensibile al problema come lo sono tutti - non ha intenzione di risolverlo con la necessaria tempestività.

Ribadisce che è opportuno conoscere il parere dei Sindacati e delle categorie interessate.

Aggiunge che, data una chiara e lineare impostazione al problema, si potrà passare alla seconda fase, cioè a reperire i denari necessari, il che si potrà fare quando si procederà alle variazioni di bilancio, mettendo però immediatamente a disposizione le più urgenti somme occorrenti per affrontare la situazione immediata.

Osserva che, al di sopra di ogni polemica, quello che conta sono i fatti, non le parole.

Ritiene quindi che l'ordine del giorno proposto dal Consigliere Pollicini possa essere una valida linea di condotta da seguire per la risoluzione del problema.

Dichiara che l'impegno della Giunta è quello di adoperarsi per portare avanti al più presto il problema e che, in caso di difficoltà, la Giunta stanzierebbe una prima somma - la cui entità dovrà essere precisata - per la costituzione del fondo di solidarietà di cui si tratta.

Il Consigliere GERMANO, preso atto delle dichiarazioni del Presidente della Giunta e dell'impegno di consultare sollecitamente i Sindacati e di sottoporre al più presto al Consiglio concrete proposte per il reperimento della somma necessaria per la costituzione del fondo di solidarietà, in sede di variazione del bilancio, dichiara che in questo caso il Gruppo comunista non presenterebbe il proprio ordine del giorno e potrebbe votare l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Pollicini.

Il Presidente della Giunta, BORDON, fa presente che l'Assessore alle Finanze, il quale segue il problema con particolare attenzione, potrà spiegare, in sede di discussione sulle variazioni di bilancio, già discusse in Commissione, come si possa aumentare lo stanziamento di un capitolo del bilancio dell'Assessorato della Sanità ed Assistenza Sociale per reperire i fondi necessari per la risoluzione del problema in esame.

Richiamandosi alla proposta del Consigliere Fosson, dichiara di essere dell'avviso di deliberare un primo stanziamento, che potrebbe essere dell'ordine di una trentina di milioni, per le necessità più immediate.

Ritiene che per fare un discorso serio e proposte concrete sia opportuno sentire le indicazioni che daranno le categorie interessate ed i Sindacati.

Il Consigliere GERMANO ribadisce che, se vi è l'impegno da parte del Presidente della Giunta di avere con urgenza un colloquio con i Sindacati e di stanziare i fondi nella prossima seduta in cui si discuterà sulle variazioni di bilancio, il suo gruppo ritirerà il proprio ordine del giorno e voterà quello presentato dal Consigliere Pollicini.

Il Consigliere FOSSON fa presente di aver richiesto quale sia l'importo della somma che si prevede di avere immediatamente a disposizione, cioè nel momento in cui si effettueranno le variazioni di bilancio; dichiara che, conosciuto tale importo, proporrebbe una modifica dell'ordine del giorno in questione nel senso di precisare al punto primo tale somma quale primo stanziamento e dando poi mandato alle Organizzazioni sindacali di esaminare le questioni di dettaglio, vale a dire come addivenire alla ripartizione e distribuzione della somma stanziata.

Si avrebbe - egli dice - come risultato un primo stanziamento con il quale si potrebbe venire incontro alle immediate necessità dei lavoratori, per proseguire poi con maggior conoscenza di dati alla definitiva soluzione del problema.

L'Assessore COLOMBO dichiara di voler prendere la parola soprattutto in relazione alla proposta testé fatta dal Consigliere Fosson.

In considerazione della impostazione che la Giunta ha dato al problema con la proposta cioè di sentire le Organizzazioni sindacali, ritiene che sia prematuro in questo momento fissare già nell'ordine del giorno una determinata somma.

Dichiara che subito dopo il colloquio che si sarà avuto con i rappresentanti dei Sindacati e aumentando di una trentina di milioni lo stanziamento del capitolo 758 del bilancio regionale (contributi e sovvenzioni, ecc.) si avrà una certa somma immediatamente disponibile per fare fronte alle immediate necessità delle famiglie dei lavoratori.

Fa presente che la maggiore preoccupazione della Giunta sia quella di trovarsi nella condizione di poter erogare al più presto i fondi stanziati, reperibili mediante la predetta variazione del capitolo 758 del bilancio della Regione.

Conclude, proponendo che, in base ai chiarimenti forniti e alla buona disposizione della Giunta nei confronti delle richieste delle Organizzazioni sindacali, il Consiglio approvi l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Pollicini che, a suo parere, garantisce la solidarietà di tutti i gruppi consiliari verso i lavoratori in lotta.

Il Presidente del Consiglio, MONTESANO, propone ai Consiglieri Pollicini, Fosson, Germano, Tonino, all'Assessore Colombo e agli altri Capigruppo, di trovare subito un accordo sull'ordine del giorno in discussione e, a tale scopo, sospende la seduta per cinque minuti.

Si dà atto che la seduta viene sospesa alle ore 12,33 e viene riaperta alle ore 13,02.

Il Presidente, MONTESANO, dichiara riaperta la seduta e comunica al Consiglio che gli è stato presentato ora l'ordine del giorno del Consigliere Pollicini, modificato come da accordo intervenuto fra i diversi gruppi consiliari.

Il Consigliere POLLICINI informa che vi è ancora una variante al sesto capoverso, là dove sta scritto: "Riafferma il pieno rispetto dell'autonomia delle Organizzazioni sindacali"; precisa che a questo punto va aggiunta la frase seguente: "e degli organismi rappresentativi, unici legittimi rappresentanti".

Comunica, inoltre, che la pagina 2 è stata sostituita, in quanto si è cambiato il dispositivo del deliberato con la seguente nuova dizione concordata, di cui dà lettura:

"di dare mandato alla Giunta Regionale:

1) di provvedere ad urgenti interventi finanziari per alleviare - d'intesa con le Organizzazioni sindacali - i disagi delle famiglie dei lavoratori provati dalla lunga vertenza sindacale in corso;

2) di prendere contatti con l'Amministrazione Comunale di Aosta per analoghe iniziative".

Il Presidente, MONTESANO, chiede se vi sono dichiarazioni di voto.

Il Consigliere MAGHETTI dichiara che il Gruppo Liberale approva l'ordine del giorno del Consigliere Pollicini per considerazioni che vanno poste su un piano umano, sociale e non politico.

Il Presidente, MONTESANO, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola per chiedere chiarimenti o formulare osservazioni sul sottoriportato ordine del giorno presentato dal Consigliere Pollicini e modificato come da emendamento concordato fra i gruppi consiliari, pone ai voti l'approvazione dell'ordine del giorno stesso.

Procedutosi alla votazione per alzata di mano, il Presidente accerta e comunica che il Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: trenta), ha approvato il sottoriportato ordine del giorno:

"Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta,

di fronte alla lotta che impegna l'intera classe lavoratrice per realizzare nel nostro Paese un diverso equilibrio sociale

che renda protagoniste delle scelte politiche le forze sinora emarginate,

che modifichi i rapporti all'interno della fabbrica al fine di esaltare la dignità umana del lavoratore,

che, migliorando i salari, sviluppi il nostro sistema economico, contenendo l'aumento incontrollato del costo della vita, onde non annullare i benefici via via ottenuti;

constatato che le Organizzazioni operaie desiderano sia riconosciuto ai lavoratori il potere di decidere in piena autonomia tutti i problemi che interessano l'attività sindacale;

considerato che tale autonomia è il presupposto di quella auspicata unità sindacale, aspirazione generale del mondo del lavoro e conquista fondamentale per la democrazia italiana;

ritenuto che ogni decisione riguardante gli interessi dei lavoratori deve pertanto essere presa dagli stessi in collaborazione con le loro legittime rappresentanze sindacali;

mentre esprime la propria adesione agli obiettivi delle lotte che i lavoratori stanno conducendo;

riafferma il pieno rispetto dell'autonomia delle Organizzazioni sindacali e degli Organismi rappresentativi, unici legittimi rappresentanti dei lavoratori, e accoglie la richiesta delle stesse, contenuta nel documento presentato dalle forze politiche valdostane, di istituzionalizzare il principio della consultazione delle Organizzazioni sindacali ogni qualvolta si debbono assumere decisioni che riguardano la classe lavoratrice;

esaminata inoltre la grave situazione di disagio nella quale si trovano i lavoratori valdostani in seguito alle attuali lunghe lotte sindacali;

esprime la propria solidarietà ai lavoratori di tutte le categorie impegnate nella nostra Regione e a livello nazionale nei rinnovi contrattuali;

e, nell'intento di portare il proprio doveroso contributo per alleviare i sacrifici dei lavoratori e delle loro famiglie;

sentite le dichiarazioni del Presidente della Giunta,

DELIBERA

di dare mandato alla Giunta Regionale:

1) di provvedere ad urgenti interventi finanziari per alleviare - d'intesa con le Organizzazioni sindacali - i disagi delle famiglie dei lavoratori provati dalla lunga vertenza sindacale in corso;

2) di prendere contatti con l'Amministrazione Comunale di Aosta per analoghe iniziative".

Il Consiglio prende atto.

Il Presidente, MONTESANO, pone quindi ai voti per alzata di mano l'approvazione del sottoriportato ordine del giorno concernente i fatti di Pisa presentato dal Consigliere Tonino:

"Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta

ESPRIME

alla Giunta Comunale di Pisa la sua solidarietà per aver coordinato e diretto, in accordo con le Organizzazioni sindacali e le forze politiche, la lotta popolare, democratica e antifascista, contro le provocazioni e le aggressioni fasciste;

SOLIDARIZZA

con l'Amministrazione pisana rivendicandone i poteri dei Sindaci e il ruolo delle Assemblee popolari per tutto ciò che riguarda la condizione politica e civile dei cittadini stessi.

BIASIMA

la ingiustificata presa di posizione del Procuratore della Repubblica di Firenze per l'intervento e il giudizio richiesto al Consiglio Superiore della Magistratura il quale lede i diritti e le funzioni dell'Ente locale soprattutto in materia di ordine pubblico".

Procedutosi alla votazione per alzata di mano, il Presidente accerta e comunica i seguenti risultati della votazione:

Consiglieri presenti: ventinove;

Consiglieri votanti: tredici;

Voti favorevoli: tredici;

Astenutisi dalla votazione i Consiglieri Albaney, Benzo, Bordon, Chabod, Chamonin, Dujany, Lustrissy, Manganone, Mappelli, Maquignaz, Montesano, Personnettaz, Pollicini, Quaizier, Ramera e Rollandoz.

In base all'esito della votazione, il Presidente comunica che, ai sensi dell'articolo 21 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, il soprariportato ordine del giorno non risulta approvato.

Il Consiglio prende atto.