Oggetto del Consiglio n. 254 del 19 dicembre 1969 - Verbale

OGGETTO N. 254/69 - Concessione di un contributo alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta per l'attuazione di un programma di attività pubblicitarie in favore del formaggio fontina - Approvazione ed impegno di spesa. - Delega alla Giunta.

Il Presidente, MONTESANO, dichiara aperta la discussione sulla seguente proposta concernente la concessione di un contributo alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta per l'attuazione di un programma di attività pubblicitarie in favore del formaggio "fontina", proposta trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 19 e 20 dicembre 1969:

La Presidenza della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta ha richiesto l'intervento dell'Amministrazione Regionale nelle spese per la realizzazione di un programma pubblicitario dell'anno 1969 ed inteso a valorizzare ed incrementare il consumo del formaggio "fontina".

La richiesta è stata formulata con lettera in data 10.2.1969 (di cui si allega copia).

La Giunta Regionale si è dichiarata favorevole, in linea di massima, alla concessione del contributo richiesto per l'attuazione del programma pubblicitario di cui si tratta.

Il programma proposto dalla Cooperativa prevedeva una spesa di lire 24.000.000. Dopo accurato esame, l'Assessorato dell'Agricoltura ha ritenuto idonee allo scopo le seguenti iniziative:

- partecipazione alle fiere ed esposizioni di Torino (Salone dell'alimentazione e della montagna), di Milano (Fiera campionaria), di Arona (Fiera del Lago), di Alba (Fiera del tartufo), di Genova (Fiera del tecnotel), proiezione di un film reclamistico, organizzazione del ricevimento dei salumieri in Valle d'Aosta; assunzione in servizio a tempo determinato di ragazze per le Mostre e Fiere.

Circa i 3/4 della produzione lorda vendibile agricola della Regione sono rappresentati dalle produzioni zootecniche e, fra queste, 1/3 circa sono rappresentati dai prodotti cascati (burro e formaggio).

La produzione lattiero-casearia locale è in gran parte organizzata commercialmente dalla citata Cooperativa. È evidente il rilevante peso economico assunto da questo settore nell'ambito dell'intera economia agricola. D'altra parte, la quasi totalità della popolazione attiva dell'agricoltura locale si dedica totalmente o parzialmente agli allevamenti e all'attività lattiero-casearia.

Ne consegue che ogni iniziativa o azione tendente a valorizzare commercialmente questa produzione si ripercuote positivamente su gran parte della economia e della popolazione agricola. Ciò giustifica economicamente un intervento pubblico che tenda a facilitare il collocamento del prodotto e la sua valorizzazione sui mercati.

Le spese pubblicitarie sono oggi diventate una necessità per qualsiasi azienda commerciale e il mercato è, in definitiva, il regolatore di tutta l'attività economica e, pertanto, ad esso ci si deve uniformare ed adattare.

Facilitare la Cooperativa in questa azione di conquista o, quanto meno, di consolidamento del mercato significa assicurare migliori redditi alle popolazioni agricole della Regione.

Si ritiene quindi giustificato l'intervento finanziario della Regione, in analogia a quanto previsto dalle norme dell'articolo 8 della legge 27.10.1066 n. 910, riguardanti "interventi per la commercializzazione dei prodotti", norme che prevedono fra l'altro la concessione di contributi fino al 90% delle spese complessive di gestione a Cooperative o loro Consorzi, ad Associazioni di produttori agricoli, di Enti di sviluppo o altri Enti particolarmente qualificati al fine di promuovere e favorire iniziative per la difesa economica dei prodotti agricoli e zootecnici.

La Giunta propone al Consiglio di ammettere a contributo regionale le spese per le seguenti attività pubblicitarie, per gli importi sottoindicati:

a) partecipazione della Cooperativa alle Mostre di Torino (Salone dell'alimentazione), di Milano (Fiera campionaria), di Arona (Fiera del Lago), di Torino (Fiera della montagna), di Alba (Fiera del tartufo), di Genova (Fiera del tecnotel)

L. 12.000 000

b) proiezione di un film reclamistico in circa 100 sale cinemato-grafiche

L. 3.000.000

c) spese per il ricevimento e l'organizzazione di un raduno di salumieri in Valle d'Aosta

L. 2.000.000

d) assunzione a tempo determinato di due dimostratrici per la

presentazione e l'illustrazione del formaggio "fontina"

L. 5.000.000

TOTALE

L. 22.000.000

La Giunta propone, inoltre, che il Consiglio,

- visto l'art. 8 della legge 27.10.1966 n. 910;

- visto l'art. 15 della legge 10.4.1954 n. 125;

- visto il Decreto del Presidente della Repubblica 30.10.1955 n. 1269;

Deliberi

1) di approvare, in via di massima, la proposta di concessione alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, con sede in Aosta, di un contributo di lire 17.000.000 (diciassettemilioni) nelle spese per la realizzazione del programma pubblicitario indicato in premessa, ai fini della valorizzazione del formaggio "fontina";

2) di delegare alla Giunta Regionale l'adozione dei provvedimenti deliberativi per la concessione del contributo di cui si tratta, nonché per l'approvazione e l'impegno della relativa spesa di lire 17.000.000 (diciassettemilioni) sul capitolo 366 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1969 ("Spese, contributi e premi ad Associazioni, Consorzi e privati per la tutela e l'incremento di prodotti tipici");

3) di stabilire che alla liquidazione del contributo di cui si tratta di provveda, con successive deliberazioni di Giunta, su proposta dell'Assessore all'Agricoltura e Foreste, previa presentazione da parte della Cooperativa di documentati rendiconti (fatture quietanzate, dichiarazioni di partecipazione alle Fiere, eventuale documentazione fotografica, ricevute, ecc.) nonché di ogni altro documento atto a comprovare l'avvenuta realizzazione del programma e l'erogazione delle relative spese ammesse a contributo.

L'Assessore MAQUIGNAZ, in considerazione del fatto che il provvedimento in esame e quello successivo riguardante entrambi degli interventi finanziari della Regione a favore della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, chiede se il Consiglio non ritenga opportuno di fare un'unica discussione generale sui due provvedimenti in questione, fermo restando che le votazioni dovranno essere fatte separatamente.

Il Presidente, MONTESANO, accerta e comunica che il Consiglio concorda, unanime, sulla proposta dell'Assessore Maquignaz.

L'Assessore MAQUIGNAZ illustra quindi brevemente i due provvedimenti sopracitati.

A proposito della proposta di concessione di un contributo per l'attuazione di un programma di attività pubblicitarie per il formaggio fontina, fornisce informazioni in merito alle singole iniziative e spese previste per il predetto programma pubblicitario.

Fa presente che si tratta di un intervento finanziario regionale che si ripete ormai da vari anni e ritiene che non sia il caso di soffermarsi a lungo sull'importanza e sulla necessità di una adeguata azione pubblicitaria a favore della fontina, il cui quantitativo prodotto annualmente è in aumento.

Fa presente, infatti, che nel corrente anno le forme di fontina conferite alla Cooperativa ammontano a più di 100 mila e quelle non conferite ad oltre 50 mila, con un totale quindi di 150 mila forme annuali.

Per quanto riguarda la proposta di concessione di un contributo nelle spese per prestiti bancari contratti dalla Cooperativa per la corresponsione di acconti e anticipazioni agli agricoltori conferenti il formaggio fontina, fa presente che si tratta, anche in questo caso, di un provvedimento ormai ricorrente e che si basa su di una richiesta documentata della citata Cooperativa sulla base di una spesa residua di oltre 63 milioni di lire. Fa presente che la Giunta Regionale, dopo attento esame del problema, ha deciso di ammettere a contributo una spesa di soli 52 milioni di lire e di proporre la concessione di un contributo regionale di 42 milioni di lire.

Aggiunge che la riduzione di tale spesa è dovuta al fatto che la Cooperativa ha già beneficiato negli anni precedenti di contributi nelle spese in questione e che nel 1968 non tutti gli interessi passivi denunciati dalla Cooperativa stessa si riferivano agli acconti corrisposti agli agricoltori conferenti.

Dà quindi lettura delle spese contemplate nel conto profitti e perdite relativo al bilancio sociale dell'anno 1968, conto che contempla delle spese per un totale di 215 milioni di lire, notevolmente superiore alle spese sostenute dalla Cooperativa stessa negli anni precedenti.

Rileva che questo è dovuto al fatto che nel 1968 la Cooperativa ha sostenuto delle spese straordinarie particolari in quanto ebbe ad acquistare in Comune di St. Christophe un'area di ben 7.000 mq. di terreno, al prezzo complessivo di 42 milioni di lire, area da destinare alla costruzione della nuova sede sociale. Fa presente che nel conto annuale sopracitato sono incluse anche, per la prima volta, le spese di gestione del Caseificio di Valtournanche.

Dà quindi lettura di una relazione predisposta dal controllore della Regione sulla gestione della Cooperativa nella quale sono illustrati i dati, relativi al periodo 1957/1968, riguardanti i conferimenti di fontina fatti alla Cooperativa stessa, i prezzi corrisposti ai produttori, le cifre riguardanti il fatturato annuo, nonché l'importo degli interessi passivi.

Osserva che dai predetti dati statistici si nota come, dopo una flessione nei conferimenti e nei prezzi della fontina negli anni 1961 e 1962, l'attività della Cooperativa sia andata continuamente sviluppandosi fino a raggiungere le 100 mila forme conferite e un importo di 870 milioni di fatturato nell'anno 1968.

Aggiunge che si prevede che nel corrente anno le cifre soprariportate subiscano un ulteriore aumento e fa presente come, di fronte a questo continuo aumento dell'attività sociale, la somma rappresentante gli interessi passivi per la corresponsione di acconti e di anticipazioni agli agricoltori conferenti sia rimasta quasi costante sui dieci milioni annui di lire.

Rileva l'opportunità di favorire il fenomeno cooperativo in campo agricolo per la salvezza dell'agricoltura valdostana.

Ricorda che, tempo addietro, il Consiglio ebbe ad approvare un disegno di legge regionale recante norme intese a favorire la cooperazione in campo agricolo nell'ambito del territorio regionale, disegno di legge che non è stato vistato dal competente organo di controllo, perché contrario alle norme regolamentari emanate dal MEC in campo agricolo.

Illustra i termini del problema e dichiara che la mancata approvazione del sopracitato provvedimento legislativo regionale ha ritardato la richiesta di nuova inclusione all'ordine del giorno delle adunanze consiliari del provvedimento di cui si tratta.

Mette in rilievo l'importanza che in Valle d'Aosta hanno il patrimonio zootecnico e i prodotti lattiero-caseari, che costituiscono il pilastro, si può dire, dell'agricoltura valdostana perché, tranne piccole zone a locazione viticola e frutticola, l'intero territorio regionale è destinato ai prati e ai pascoli.

Fa presente che, nonostante che il settore zootecnico e lattiero-caseario sia il più importante settore economico dell'agricoltura valdostana, la Giunta non ha dimenticato nemmeno gli altri settori secondari, perché ha erogato una spesa di ben 200 milioni per la costruzione di un Magazzino per la frutta a Saint Pierre e sta studiando la possibilità di costruire un secondo analogo Magazzino nella zona Jovençan-Gressan.

Riferisce, inoltre, che la Giunta, dopo aver istituito una prima cantina sperimentale ad Aosta, ed aver iniziato le pratiche per il riconoscimento della denominazione di origine dei vini tipici valdostani, continua ad intervenire finanziariamente per la costituzione di nuovi impianti di vigneti.

Dichiara, infine, di ritenere giustificate le due proposte in esame riguardanti la concessione di contributi alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta.

Monsieur le Conseiller FOSSON déclare que le Groupe de l'Union Valdôtaine est, en principe, favorable à l'allocation des deux contributions dont il s'agit.

Il pense cependant qu'il soit nécessaire de faire quelques observations sur le programme publicitaire prédisposé par la Coopérative des Producteurs de Lait et de Fontine de la Vallée d'Aoste et sur la question des intérêts sur les anticipations accordées aux producteurs.

A propos du programme publicitaire, il déclare d'être favorable à la participation de la susdite Coopérative aux différentes Expositions et Foires citées par Monsieur l'Assesseur Maquignaz, mais il observe qu'aux frais relatifs devrait contribuer aussi le "Consorzio per il Marchio d'origine", parce que, à son avis, ce dernier organisme ne devrait pas limiter son action tout simplement au contrôle, mais il devrait aussi faire une action publicitaire valable en faveur du fromage fontine, en utilisant une partie des fonds dont il dispose.

Il considère exagérée la dépense de cinq millions de lires prévue pour l'engagement temporaire de deux demoiselles en costume pour cette action démonstrative, dont a parlé Monsieur l'Assesseur Maquignaz, et d'avoir des doutes sur l'efficacité publicitaire de la réunion des charcutiers prévue dans le programme.

Sur la question de la publicité, il conclut en disant que, si aujourd'hui dans le commerce la publicité est indispensable, il faut quand même faire de la bonne publicité si l'on veut obtenir des résultats positifs.

A propos des données sur la production du fromage fontine depuis l'an 1957 jusqu'à nos jours, exposées par l'Assesseur Monsieur Maquignaz, et de la crise de production qui a eu lieu dans les années 1962 et 1963, il fait présent que cette crise était due non pas à l'action de l'Administration Régionale envers la Coopérative des Producteurs de Lait et de Fontine de la Vallée d'Aoste, mais à la crise du marché du fromage qui s'était vérifiée depuis l'an 1958 jusqu'à l'an 1964 en toute l'Europe, crise qui avait poussé les producteurs de lait à élever des veaux au lieu de faire du fromage.

Il fait présent que, en ces temps-là, l'action de la Coopérative a été très utile et a rendu moins aigués les conséquences de la crise, mais il souligne que, si une crise du genre devrait se répéter en Europe, inévitablement la production de fontine en Vallée d'Aoste enregistrerait encore une diminution, parce qu'il s'agit-là d'une loi économique à laquelle personne ne peut s'échapper.

Au sujet de la question des intérêts passifs, il rappelle qu'en 1962 la Junte avait réduit, de 10.454.000 à 8 millions de lires, le montant de ces intérêts, parce que pas tout le montant de cette somme se rapportait aux intérêts passifs pour anticipations de fonds aux producteurs de fontine.

Il informe que, en effet, en cette année-là, la Coopérative avait dû payer aussi des intérêts passifs parce qu'elle n'avait pas sollicité de certains clients le payement des fournitures de fontine que la Coopérative avait faites.

Il pense que ce principe soit encore valable aujourd'hui et il recommande, par conséquent, à Monsieur l'Assesseur à l'Agriculture de continuer à le suivre, parce que ce n'est pas juste que l'Administration Régionale paye des intérêts passifs qui sont dus à des faits qui n'ont rien à voir avec les anticipations de sommes aux producteurs par rapport au temps normal de maturation de la fontine dans les magasins.

Il ajoute que ce principe a aussi le but d'aiguillonner les dirigeants de la Coopérative à faire une plus rigoureuse administration de leur organisme.

Il dit encore de partager complètement ce qu'a dit Monsieur l'Assesseur Maquignaz au sujet de l'importance de la production laitière et zootechnique dans l'économie agricole valdôtaine.

A propos de la production zootechnique, il demande à Monsieur l'Assesseur à l'Agriculture de bien vouloir lui dire quelles sont les intentions de l'Assessorat à l'Agriculture et de la Junte Régionale sur la question de l'abattage des vaches laitières, dont à la circulaire de l'Assessorat à l'Agriculture transmise dernièrement à toutes les Communes de la Vallée d'Aoste.

Il fait présent que dans cette circulaire on dit tout simplement que le MEC alloue des contributions pour l'abattage des vaches laitières, sans faire aucun commentaire à cette disposition du MEC.

Il souligne qu'il s'agit là d'une décision qui n'est pas favorable à l'économie agricole valdôtaine, qui ne peut être basée essentiellement que sur la production laitière et zootechnique, et que, par conséquent, ce problème aurait dû être examiné par la Commission de l'Agriculture avant de mettre au courant de cette disposition les producteurs intéressés qui, en ces temps très difficiles pour l'agriculture en général et pour l'agriculture de montagne en particulier, ont besoin d'avoir des idées claires à propos de leur activité.

Il Consigliere SAVIOZ, dopo aver chiesto all'Assessore all'Agricoltura di voler fargli pervenire quei documenti statistici di cui ha dato testé lettura, esprime delle perplessità sulla utilità dell'azione pubblicitaria programmata dagli organi direttivi della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, trattandosi di una spesa, dell'importo di 20-22 milioni di lire, assai elevata in relazione all'attuale situazione del mercato della fontina.

Osserva, infatti, che se da una parte una adeguata azione pubblicitaria serve ad incrementare le vendite del nostro formaggio tipico, dall'altra parte, essendo relativamente limitata la produzione di questo formaggio, crea l'inconveniente di una eccessiva richiesta che provoca una immissione sul mercato, sotto il nome di fontina, di un formaggio che non è fontina.

Riferisce di aver avuto modo di constatare che in certe Città, quali Bordighera, Vercelli, Torino ed anche Aosta, ci sono dei commercianti che vendono sotto il nome di fontina un tipo di formaggio che non ha le caratteristiche della fontina.

Ritiene pertanto che, in luogo di finanziare una azione pubblicitaria a favore della fontina, sarebbe più opportuno intensificare l'azione di controllo sulla vendita del nostro formaggio tipico, in modo da eliminare i lamentati abusi e inconvenienti che oggi si verificano sul mercato.

Riferendosi agli accenni, fatti e dall'Assessore Maquignaz e dal Consigliere Fosson, all'attuale regolamentazione comunitaria in campo europeo dell'attività agricola, dichiara di essere molto preoccupato di questa regolamentazione, dalla quale deriveranno gravi danni all'agricoltura valdostana, la cui condizione è particolare in ordine alla conformazione del suolo e in ordine allo spezzettamento della proprietà terriera.

Aggiunge che il premio per l'abbattimento delle bovine lattifere, corrisposto dalla Comunità Economica Europea, non rappresenta altro che un esempio sintomatico di questa situazione, perché è impensabile attuare in Valle d'Aosta una politica economico-agricola che contempli una riduzione della produzione lattiero-casearia e zootecnica, in quanto essa rappresenta l'unica produzione ancora sostenibile nelle nostre condizioni ambientali, fatta eccezione di quella non rilevante produzione di frutta e di vino che è possibile ottenere in alcune località.

Richiama l'attenzione del Consiglio sul grave fenomeno del graduale abbandono della conduzione dei mayens e degli alpeggi, fenomeno che va sempre più accentuandosi e che costituisce un elemento negativo per l'attività fondamentale dell'agricoltura valdostana.

Osserva che la pesante situazione in cui versa l'agricoltura valdostana non è un fenomeno ristretto alla Valle d'Aosta, ma un fenomeno che investe tutto il territorio nazionale, perché l'entrata in vigore del Mercato Comune Europeo ha messo a contatto la realtà agricola italiana con altre realtà agricole europee molto più progredite della nostra.

Ritiene, pertanto, che i gravi problemi che travagliano attualmente l'agricoltura valdostana debbano essere esaminati molto attentamente dalla Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura, allo scopo di trovare dei validi rimedi alle presenti difficoltà.

Dichiara, infine, di concordare sull'opportunità di incoraggiare la cooperazione in campo agricolo, non solo per quanto riguarda la produzione, ma anche per quanto riguarda la raccolta, la conservazione e la vendita diretta al consumatore dei prodotti agricoli, perché questa è l'unica via da seguire per far sì che i produttori agricoli ottengano una giusta remunerazione del loro lavoro.

Il Consigliere GERMANO, dopo aver premesso che una azione pubblicitaria di carattere commerciale per un determinato prodotto ha un senso se vi sono delle difficoltà di mercato per questo prodotto, ma non ha senso in caso contrario, chiede all'Assessore all'Agricoltura di precisare quale sia l'attuale situazione di mercato del formaggio fontina, cioè se il medesimo trovi facili sbocchi di mercato e se la produzione sia facilmente assorbita in un ragionevole periodo di tempo.

Per quanto riguarda il problema generale dell'agricoltura valdostana, trattandosi di un problema di vasta portata e di notevole complessità, ritiene che sarebbe opportuno che il competente Assessorato predisponesse fin d'ora delle adeguate ricerche in campo agricolo, in modo da poter sottoporre quanto prima l'intero problema all'esame della Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura, allo scopo di trarne utili indirizzi per l'impostazione della futura politica agraria valdostana.

Ritiene ormai necessario riesaminare la lunga serie dei provvedimenti sino ad ora adottati dal Consiglio Regionale a sostegno dell'agricoltura valdostana, perché molti di questi provvedimenti probabilmente sono ormai superati dalla nuova realtà agricola che si è venuta a creare anche in seguito all'attuazione del Mercato Comune Europeo.

Per quanto riguarda i due provvedimenti in esame, dichiara, a nome del suo Gruppo consiliare, di essere favorevole all'approvazione dei provvedimenti stessi.

Raccomanda all'Assessore all'Agricoltura di usare una certa severità nell'esame delle spese sostenute dalla Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, allo scopo di assicurare una gestione economica del predetto organismo cooperativo nell'interesse dei produttori associati e della Regione.

L'Assessore MAQUIGNAZ, riferendosi alle richieste fatte dai Consiglieri Fosson e Savioz, assicura che farà loro pervenire i documenti dai quali egli ha tratto i dati statistici di cui ha dato testé lettura al Consiglio Regionale.

Per quanto riguarda la questione della tutela della denominazione di origine del formaggio fontina, precisa che l'attività di tutela di questo nostro prodotto tipico spetta al Consorzio per il marchio di origine e non già alla Cooperativa, alla quale, a suo avviso, spetta invece l'azione pubblicitaria per la commercializzazione del prodotto stesso. Dichiara quindi di concordare sulla necessità di aumentare il controllo delle spese per evitare gli abusi segnalati dai Consiglieri Fosson e Savioz.

Informa che il programma pubblicitario è stato concordato tra l'Assessorato all'Agricoltura e la Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, la quale aveva avanzato delle richieste per una spesa complessiva di lire 24 milioni, ridotta a lire 17 milioni in seguito al controllo dell'Assessorato all'Agricoltura.

Fa presente che, in sede di esame di tali spese, venne soppressa la realizzazione di nuovi documentari pubblicitari, in quanto l'Assessorato all'Agricoltura disponeva già di documentari adatti allo scopo; venne ridotta la spesa per la partecipazione a Mostre ed Esposizioni, nonché la spesa per l'assunzione a tempo determinato di due ragazze in costume per lo svolgimento di un'azione pubblicitaria a favore del formaggio fontina.

In merito ai dati riguardanti l'andamento della produzione e dei prezzi della fontina dal 1957 ad oggi, fa presente di avere semplicemente esposto tali dati senza fare alcun commento, senza cioè attribuire dei meriti o dei demeriti a questa o a quella parte politica.

Ritiene, però, indubbio che, se il mercato della fontina oggi si trova in buona situazione e se la Cooperativa può corrispondere oggi ai conferenti un prezzo di lire 1000 il kg. per il prodotto di prima qualità, questo è dovuto alla valida azione esplicata dalla Cooperativa stessa, in difesa del nostro formaggio tipico, anche attraverso la pubblicità finora svolta e che ha fatto conoscere ed apprezzare la fontina da un numero sempre più vasto di consumatori.

In base ai risultati ottenuti, che hanno fatto sì che annualmente la Cooperativa riuscisse a vendere tutto il prodotto conferito, ritiene che si debba proseguire nell'azione pubblicitaria finora svolta.

Per quanto riguarda la questione della concessione di un contributo nelle spese derivanti da interessi passivi per acconti e anticipazioni ai produttori conferenti, osserva che nella determinazione dell'importo di tale contributo si è seguito appunto quell'indirizzo di severità testé indicato dai Consiglieri Fosson e Germano, perché, oltre ad aver ridimensionato la richiesta iniziale della Cooperativa che contemplava una somma di oltre 63 milioni di lire a tale titolo, riducendola a 52 milioni di lire, la Giunta propone di concedere un contributo dell'80% su quest'ultimo importo ridotto di spesa.

Rileva ancora che la costanza negli anni dell'importo annuo degli interessi passivi in questione, nonostante che vi sia stato nel frattempo un raddoppio della produzione, sta a dimostrare che la Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta ha svolto una oculata amministrazione in questo senso, ricuperando i propri crediti il più celermente possibile.

A proposito dei rilievi fatti sull'invio della circolare riguardante la concessione di contributi da parte del MEC per l'abbattimento di bovine lattifere, fa presente che detta circolare è stata inviata senza alcuna relazione illustrativa perché, all'atto della trasmissione della circolare stessa, non si era ancora a conoscenza delle norme applicative della disposizione comunitaria di cui si tratta.

Aggiunge di aver ricevuto in questi giorni due regolamenti della CEE su tale materia ed assicura che sarà sua cura di inviare ai Consiglieri regionali, ai Sindaci ed ai Presidenti di Società di allevamento copia dei predetti regolamenti comunitari, in modo che tutti abbiano conoscenza del nuovo indirizzo di politica agraria nell'ambito del MEC.

Illustra quindi brevemente le norme regolamentari in questione, precisando che le medesime contemplano due specie di contributi, una per l'abbattimento delle bovine da latte e l'altra per la non commercializzazione, da parte dei produttori, del latte e dei prodotti lattiero-caseari.

Dichiara di non essere molto favorevole all'applicazione incondizionata e su larga scala in Valle d'Aosta della politica agraria comunitaria, perché la situazione locale non si può prestare alla sostituzione delle bovine da latte con bovine da carne.

Osserva però che, in alcuni casi, le norme regolamentari in questione potrebbero essere utili anche in Valle d'Aosta, soprattutto allorquando si intende raggiungere la costituzione di Cooperative agricole contemplanti la costruzione di stalle sociali, tra proprietari di piccole aziende.

Rileva che si tratta di norme da esaminare con molta attenzione non solo da parte della Giunta, ma anche da parte della Commissione Consiliare permanente per l'Agricoltura e da parte dello stesso Consiglio Regionale.

Fa presente che il problema dell'agricoltura ha un'importanza tutta particolare perché investe anche, di riflesso, altri settori economici, quale il settore turistico che trae degli indubbi vantaggi da una agricoltura prospera, tanto che, a suo avviso, l'agricoltura deve essere considerata in Valle d'Aosta quasi come un servizio sociale da salvare ad ogni costo.

Con riferimento alle preoccupazioni espresse dal Consigliere Savioz sugli effetti negativi che l'attuazione delle norme del MEC avrà sull'agricoltura valdostana, dopo aver condiviso in parte tali preoccupazioni, comunica che recentemente, da parte delle Regioni a Statuto speciale e delle Amministrazioni Provinciali dell'arco alpino, si è tenuta una apposita Conferenza a Trento, a cui parteciparono anche i rappresentanti del MEC, nel corso della quale vennero appunto dibattuti i problemi creati all'agricoltura alpina dall'entrata in vigore delle norme comunitarie della CEE.

Informa che, in tale sede, ebbe a svolgere una relazione nella quale sottolineò il fatto che non era possibile pensare che tutto il territorio della Valle d'Aosta fosse considerato come una zona marginale dal punto di vista agricolo.

Pur riconoscendo che la Valle d'Aosta non potrà fare molto per modificare le predette norme comunitarie, dichiara che è comunque positivo l'aver fatto sentire la propria voce in quella sede.

Sul problema dell'abbandono degli alpeggi e dei mayens, cui ha fatto cenno il Consigliere Savioz, osserva che, se per i mayens non è possibile fare molto per impedirne l'abbandono, dato che si tratta di piccole aziende che al giorno d'oggi non hanno più una loro ragione economica se non vengono abbinate con altri pascoli, per gli alpeggi è invece possibile compiere una valida azione, soprattutto cercando di raggruppare questi alpeggi in nuclei di 100-200 capi, che anche oggi possono economicamente sopravvivere.

Al Consigliere Germano, il quale aveva chiesto ragguagli sulla situazione di mercato del formaggio-fontina, risponde che la Cooperativa oggi vende annualmente il prodotto annuale conferitole dai produttori.

Aggiunge però che, per raggiungere questo risultato, è stata assai utile l'azione pubblicitaria che è opportuno continuare.

A proposito di films pubblicitari, fa presente che la Giunta ha stralciato dal preventivo delle spese pubblicitarie la spesa relativa alla produzione di un nuovo documentario perché l'Assessorato all'Agricoltura dispone già di validi documentari cinematografici da usare per la pubblicità della fontina.

Il Consigliere FOSSON, a proposito della circolare riguardante la concessione di contributi da parte del MEC per l'abbattimento delle bovine da latte, fa presente che non è suo intendimento prolungare in sede consiliare la discussione su tale argomento, dal momento che l'Assessore ha dato assicurazione che del problema sarà investita la Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura e lo stesso Consiglio Regionale.

Dichiara che le osservazioni fatte a proposito di detta circolare devono intendersi come una raccomandazione all'Assessorato all'Agricoltura a non ripetere più l'errore di portare a conoscenza dei produttori interessati delle circolari ministeriali o comunitarie concernenti argomenti così importanti senza accompagnarle con adeguata illustrazione per non creare allarme o ansia o aspettative illusorie tra gli agricoltori.

Il Consigliere MANGANONI ritiene possibile compiere una valida azione per impedire o attenuare il fenomeno del graduale abbandono dei mayens, cercando di promuoverne la gestione in forma cooperativa, per ottenerne dei risultati validi dal lato economico.

A proposito di films pubblicitari, fa presente che l'Assessorato al Turismo, nel programmare la sua serie di documentari pubblicitari sulla Valle d'Aosta, avrebbe dovuto tenere conto della possibilità di utilizzare una parte di detti documentari anche per una pubblicità a favore dell'agricoltura, in modo da raggiungere contemporaneamente due obiettivi validi e che si completino l'un l'altro.

Rileva che gli investimenti regionali fatti finora nel settore agricolo sono in parte serviti anche per il settore turistico, come ad esempio gli investimenti per la costruzione di strade poderali, che hanno aperto al turismo vaste zone della Valle d'Aosta, per la costruzione di acquedotti rurali e per la costruzione, ricostruzione e sistemazione di fabbricati rurali, che hanno creato valide infrastrutture per lo sviluppo delle attività turistiche.

Osserva che il problema agricolo valdostano, come d'altra parte il problema agricolo di molte altre zone d'Italia, è di una gravità tale che necessita di un approfondito studio in tutte le sedi competenti, per evitare che l'agricoltura valdostana continui ad essere sostenuta solo dagli interventi finanziari della Regione.

Aggiunge che questo è tanto più necessario perché oggi la Regione interviene tuttora nel settore agricolo con provvedimenti che talvolta risalgono ai primi anni dell'autonomia regionale, provvedimenti che non sono più adeguati alla nuova realtà economica che, nel frattempo, si è venuta a creare anche in Valle d'Aosta.

Ritiene quindi necessario predisporre nuovi strumenti di intervento finanziario regionale per farsi che l'agricoltura valdostana possa mantenersi su di un piano concorrenziale con l'agricoltura di altre zone.

Il Consigliere SAVIOZ, riferendosi all'accenno fatto dall'Assessore Maquignaz alla conferenza dei rappresentanti degli enti territoriali dell'arco alpino tenutasi recentemente a Trento, dichiara di ritenere necessaria una concordata linea di azione verso la Comunità Economica Europea da parte degli enti territoriali dell'arco alpino, che hanno difficoltà e problemi analoghi ai nostri in seguito all'entrata in vigore delle norme sul mercato comune europeo.

Raccomanda, pertanto, di continuare in questo tipo di azione comune, che rappresenta l'unica via da seguire per poter raggiungere un qualche risultato positivo.

Chiede, infine, all'Assessore all'Agricoltura di voler fargli pervenire una copia dell'intervento fatto dall'Assessore stesso nella sopracitata conferenza di Trento.

Il Presidente, MONTESANO, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sull'argomento in discussione, dichiara chiusa la discussione generale ed invita il Consiglio a procedere alla votazione sulla proposta di Giunta concernente la concessione di un contributo alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta per l'attuazione di un programma di attività pubblicitaria a favore del formaggio fontina.

IL CONSIGLIO

visto l'articolo 8 della legge 27 ottobre 1966 n. 910;

visto l'articolo 15 della legge 10 aprile 1954 n. 125;

visto il Decreto del Presidente della Repubblica 30 ottobre 1955 n. 1269;

viste le precedenti deliberazioni adottate nei precedenti anni per la concessione di analoghi contributi regionali nelle spese di cui si tratta (per l'anno 1968 si cita la deliberazione di Giunta n. 405 del 7.2.1968);

ad unanimità di voti favorevoli, espressi per alzata di mano (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: ventotto);

DELIBERA

1) di approvare, in via di massima, la proposta di concessione alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, con sede in Aosta, di un contributo di lire 17.000.000 (diciassettemilioni) nelle spese per la realizzazione del programma pubblicitario indicato in premessa, ai fini della valorizzazione del formaggio "fontina";

2) di delegare alla Giunta Regionale l'adozione dei provvedimenti deliberativi per la concessione del contributo di cui si tratta, nonché per l'approvazione e l'impegno della relativa spesa di lire 17.000.000 (diciassettemilioni) sul capitolo 366 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1969 ("Spese, contributi e premi ad Associazioni, Consorzi e privati per la tutela e l'incremento di prodotti tipici");

3) di stabilire che alla liquidazione del contributo di cui si tratta si provveda, con successive deliberazioni di Giunta, su proposta dell'Assessore all'Agricoltura e Foreste, previa presentazione da parte della Cooperativa di documentati rendiconti (fatture quietanzate, dichiarazioni di partecipazione alle Fiere, eventuale documentazione fotografica, ricevute, ecc.), nonché di ogni altro documento atto a comprovare l'avvenuta realizzazione del programma e l'erogazione delle relative spese ammesse a contributo.