Oggetto del Consiglio n. 334 del 28 giugno 1979 - Verbale

OGGETTO N. 334/79 - Comunicazioni del Presidente del Consiglio.

Dolchi (P.C.I.) - Devo giustificare l'assenza del Vice Presidente Maquignaz, per motivi di salute, e l'assenza dei Consiglieri Mafrica e il Vice Presidente Faval che si trovano fuori Valle per una missione, su incarico del Presidente della Giunta e del Consiglio, ad un convegno sulle fonti energetiche. L'assenza del Vice Presidente Faval, la voglio sottolineare perché era dispiaciuto come lo è anche la presidenza che non sia presente per la trattazione, degli oggetti iscritti ai punti n. 6 e n.7 dell'ordine del giorno, oggetti che riguardano problemi di cui il Vice Presidente Faval si era particolarmente interessato in questi ultimi mesi.

Per quanto riguarda le comunicazioni del Presidente del Consiglio io faccio i soliti annunci che riguardano provvedimenti presentati e le riunioni delle Commissioni dal 23 giugno ad oggi.

Sono stati presentati:

- il disegno di legge n. 89 presentato dalla Giunta, in data 26 giugno 1979 concernente: "Interventi regionali per il salvataggio dell'ex IMVA", di cui parleremo prima dell'inizio della trattazione dell'ordine del giorno vero e proprio;

- il regolamento n. 5 presentato dal Presidente del Consiglio in data 14 giugno 1979 a seguito delle riunioni del gruppo di lavoro e della Commissione per il Regolamento, che concerne: "Regolamento interno per l'amministrazione e la contabilità del Consiglio regionale";

- il regolamento n. 6 presentato dal Presidente del Consiglio in data 14 giugno 1979, su proposta del gruppo di lavoro e della Commissione per il Regolamento concernente: "Modificazioni del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio".

Annuncio al Consiglio che in questo lasso di tempo che ci ha separati dall'ultima seduta consiliare, sono stati vistati:

- il disegno di legge n. 68 concernente: "Concessione di garanzia fideiussoria della Regione, per l'anno 1979, presso Istituti di credito per la concessione di prestiti e di fido bancario a favore dell'Azienda autonoma "Agraria regionale valdostana";

- il disegno di legge n. 69 concernente: "Proroga della garanzia fideiussoria della Regione, per l'anno 1979, presso Istituti e Aziende bancarie, per la concessione di prestiti e di fido bancario a favore della Cooperativa Produttori Latte -e Fontina della Valle d'Aosta";

- il disegno di legge n. 72 concernente: "Aumento, limitatamente all'anno 1979, della spesa per l'applicazione della legge regionale 3.1.1977, n. 1 recante norme per la concessione di contributi straordinari integrativi nel settore delle strutture finanziate dalla C.E.E. (FEOGA)";

- il disegno di legge n. 75 concernente: "Norme relative alla estinzione dei titoli di spesa-della Regione";

- il disegno di legge n. 70 concernente: "Intervento a favore dei Comuni della Valle d'Aosta per il finanziamento dei servizi di refezione e di trasporto per gli alunni della scuola materna dell'obbligo dipendenti dalla Regione";

- il disegno di legge n. 81 concernente: "Istituzione di posti presso l'Assessorato alla Sanità ed assistenza sociale";

- il disegno di legge n. 77 concernente: "Modificazione della pianta organica del personale dell'Amministrazione regionale".

Vi sono tre disegni di legge non vistati e sono:

- il disegno di legge n. 73 concernente: "Provvidenze a favore dei nefropatici cronici in dialisi iterativa e sottoposti a trapianto renale";

- il disegno di legge n. 76 concernente: "Proroga della salvaguardia all'istituzione di nuovi istituti privati di ricovero, diagnosi e cura";

- il disegno di legge n. 74 concernente: "Integrazione modificazione alla legge regionale 12 dicembre 1975, n. 43, recante norme in materia di assistenza integrativa regionale a favore degli inabili, mutilati ed invalidi civili".

Per quanto concerne i convegni e i congressi voi sapete che:

- è stata effettuata, con successo di partecipazione sia qualitativa che quantitativa, la conferenza regionale per la programmazione della RAI;

- ci sono stati incontri tra i rappresentanti del Consiglio e una delegazione della Regione Piemonte, accompagnata da personalità sovietiche;

- la Regione è stata ufficialmente rappresentata al Quirinale alla consegna dei premi Saint-Vincent di giornalismo, effettuato dal Presidente della Repubblica;

- la Presidenza del Consiglio ha provveduto, anche a nome vostro, a esprimere gli auguri, la solidarietà e l'auspicio di buon lavoro ai Presidenti del Senato e della Camera eletti nella prima seduta del Parlamento italiano eletto il 3 e 4 giugno.

Infine, sempre tra le comunicazioni il Presidente del Consiglio, vi dò notizia delle riunioni delle commissioni che si sono riunite nel frattempo:

- due riunioni della Commissione Affari generali;

- una riunione congiunta delle Commissioni Affari generali e Turismo;

- una riunione della Commissione Agricoltura;

- due riunioni della Commissione Industria e Commercio;

- una riunione della Commissione Pubblica istruzione;

- una riunione della Commissione Turismo;

- una riunione della Commissione per il Regolamento del Consiglio;

- una riunione del gruppo di lavoro per l'elaborazione del regolamento del personale della Casa da Gioco di Saint-Vincent;

- due riunioni della Commissione speciale ENEL;

- una riunione del gruppo di lavoro per la preparazione delle modifiche al Regolamento interno del Consiglio;

- una riunione della Conferenza dei Capi Gruppo e dell'Ufficio di Presidenza congiuntamente.

In quest'ultima riunione che ha avuto luogo ieri è stata confermata per il 12 e 13 luglio l'ultima seduta del Consiglio regionale prima della vacanza estiva, inoltre nella seduta di ieri è stata presa in esame, nello spirito di solidarietà e di partecipazione al dramma che stanno vivendo i profughi del Vietnam, la eventualità di appoggiare e essere presenti in tutte quelle iniziative che da ogni parte, ivi compreso il Consiglio e la Giunta regionale, possono venire per alleviare questo dramma, ed infine sempre nella seduta di ieri, la Conferenza dei Capi Gruppo ha ascoltato una delegazione dei rappresentati della categoria dei dirigenti, i quali hanno esposto alla Conferenza dei Capi Gruppo, la loro situazione, le ragioni dell'agitazione, dello sciopero in atto e il malessere della categoria. Queste sono le comunicazioni della Presidenza del Consiglio, su cui, non dico apro la discussione, ma chiedo se ci sono dei Consiglieri che hanno qualche cosa da aggiungere o da sottolineare.

La parola al Consigliere Nebbia.

Nebbia (P.S.I.) - Io volevo solo richiamare l'aspetto sopracitato dal Presidente del Consiglio circa la responsabilità che ci deve competere nei confronti del dramma o dell'olocausto, come è stato anche detto, di migliaia e migliaia di uomini che in altra parte del mondo a noi molto lontana stanno vivendo e a questo proposito, e se necessario formalizzerò la richiesta, chiedo sin da ora che venga posto all'ordine del giorno del prossimo Consiglio l'argomento in modo che da una discussione approfondita si possa valutare quali possibilità ha il Consiglio regionale e ha la nostra Regione di operare per alleviare, nella misura che sarà possibile, a questo grave fatto che certamente turba la coscienza di tutto il mondo.

In molte altre Regioni o Comuni d'Italia, ma direi che abbiamo notizie anche, per non andare molto lontano, di iniziative prese in Francia e nella città di Parigi di enti che, non sono i governi nazionali, hanno fatto delle proposte e stanno attuando dei provvedimenti per poter intervenire direttamente. Chiedo pertanto che il Consiglio regionale, nella prossima seduta del 12 e 13 luglio, si possa esprimere con proposte concrete, serie e non demagogiche che si risolverebbero queste ultime in una presa in giro semplicemente su fatti che invece sono molto gravi, diciamo fare delle proposte che possano alleviare queste sofferenze.

Un altro aspetto che vorrei sottolineare molto rapidamente è a proposito dell'assemblea dei Capi Gruppo di ieri per quanto riguarda la funzionalità dell'Amministrazione regionale. E' opportuno che l'organo esecutivo assuma delle iniziative direttamente e prenda i provvedimenti che gli competono, per risolvere il problema dell'agitazione del gruppo dirigente dell'amministrazione, con questo intendo dire che, almeno da quanto ci è stato comunicato ieri da alcuni Consiglieri, è opportuno che la Giunta regionale faccia lei delle proposte per uscire da questa situazione.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Anch'io volevo intervenire brevemente sulla questione dei profughi vietnamiti e del sud-est asiatico, perché, al di là dei giudizi politici che possiamo dare sul perché si è determinata una simile situazione, credo che ci sia l'urgenza e la necessità da parte anche della Regione Valle d'Aosta di incominciare ad interessarsi seriamente del problema e non limitarsi a stare a guardare. La lettera che è stata mandata dall'Unione per la lotta contro l'emarginazione sociale mi trova fondamentalmente consenziente. Quindi sono d'accordo con la proposta del Consigliere Nebbia di inserire all'ordine del giorno del prossimo Consiglio questo punto in modo che ci possa essere una discussione più approfondita e siano fatte alcune scelte precise. Fin d'ora però raccomanderei, se possibile, la Giunta, nel senso appunto della richiesta dell'unione per la lotta contro l'emarginazione sociale, di far presente al Governo italiano che esiste la disponibilità da parte della Giunta regionale, da parte della Regione Valle d'Aosta di ospitare un certo numero di profughi vietnamiti o di altri paesi del sud-est asiatico, se il Governo italiano ritiene appunto di promuovere un'azione coordinata a livello nazionale, un'azione che coinvolga tutte quante le Regioni e che non sia lasciata al volontariato dei singoli, ma che abbia un retroterra un piano organizzativo, tale da permettere un domani un inserimento effettivo di questi profughi nella realtà valdostana, o nella realtà italiana.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Pedrini.

Pedrini (Ind. P.L.I.) - Signor Presidente sono perfettamente d'accordo con l'impostazione data dal collega Nebbia, vorrei essere leggermente più concreto, io sono già qua a portare, a nome di cinque famiglie di Pont-Saint-Martin compresa la mia, la nostra ricezione, saremmo disposti ad ospitare una coppia per ogni famiglia trovando loro del lavoro o direttamente o tramite le nostre conoscenze.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Lustrissy.

Lustrissy (D.P.) - Anche noi Democratici Popolari, dimostriamo la nostra solidarietà nei confronti del dramma che sta vivendo una parte della popolazione sud vietnamita e concorderemo con tutte le iniziative valide che saranno poste in essere da parte dell'Amministrazione regionale per cercare di alleviare le pene e le sofferenze di quella popolazione.

Volevo inoltre dire alcune cose sulla comunicazione del Presidente del Consiglio relativa all'agitazione di un gruppo di dirigenti regionali che vede l'unitarietà della manifestazione e coinvolge tutta la carriera direttiva dell'Amministrazione regionale. Di fronte a una situazione del genere credo che sia dovere dell'Esecutivo coinvolgere il Consiglio in proposte di soluzione al problema, in quanto il Consiglio regionale ha come competenza specifica la carriera direttiva. Naturalmente le soluzioni di merito che potranno essere date al problema dovranno essere ponderate, valutate, però non possiamo non riconoscere oggi che nel settore del pubblico impiego in questi ultimi anni si è sviluppata, parimenti a quanto è avvenuto nel settore privato, una serie di contrattazioni collettive che hanno visto dare un assetto nuovo e diverso alla problematica del rapporto di lavoro nel pubblico impiego. Pertanto credo che, se ho ben inteso le proposte indicate da coloro che hanno fatto le rivendicazioni della carriera direttiva dei dipendenti dell'Amministrazione regionale, il discorso rientra nella logica della contrattazione generale del pubblico impiego così come si è svolta in questi ultimi anni nel nostro paese. E non possiamo certo non dire che nella Regione autonoma Valle d'Aosta non si debba inserire una categoria di lavoratori in questa logica della contrattazione collettiva, è quanto meno strano, almeno mi sono apparse strane certe posizioni che tendono a disgiungere la problematica del rapporto di lavoro del pubblico impiego dalla problematica generale come si è sviluppata nei nostro paese. Non vogliamo né creare aree di privilegio né aree contrarie, però vogliamo soprattutto che questo discorso, così come è stato posto secondo me in modo abbastanza serio, richiamando l'attenzione dell'Amministrazione regionale su alcuni problemi di fondo che coinvolgono proprio la carriera direttiva nell'organizzazione dell'apparato Amministrazione regionale.

Credo che sia necessario arrivare, proprio anche in considerazione dell'occasione offerta, ad una ridefinizione dei ruoli e delle funzioni della carriera direttiva nel contesto dell'Amministrazione regionale, per poi pervenire a quel famoso disegno di riorganizzazione, di ristrutturazione di tutto l'apparato finalizzato a un discorso di produttività e di efficienza, a un discorso nuovo che è stato anche accettato a livello parlamentare con la famosa proposta di legge-quadro e con la conseguente mozione approvata al Senato di delega al governo di fine legislatura. Pertanto se è vero come è vero che nel pubblico impiego, nell'ambito della contrattazione collettiva si sono evidenziati alcuni problemi e tra quelli posti vi è il distacco della carriera dirigenziale, con una serie di proposte e di soluzioni a livello di qualifiche e di livelli, dal contesto dei ruoli tradizionali della pubblica amministrazione e qui si pone anche il problema di riconsiderare nel complesso le funzioni della carriera direttiva, ricreando quell'area di formazione, di professionalità all'interno del ruolo regionale, di gruppo direttivo dal quale dovrebbe poi nascere il livello dirigenziale.

Secondo noi il problema, così come è stato posto, è serio, è un problema risolvibile nella logica della contrattazione che si è sviluppata nel pubblico impiego, dobbiamo trovare una soluzione che sia conseguente a questa logica in quanto non vogliamo. favorire nel nostro paese né aree privilegiate, né aree contrarie nella trattativa della categoria. Inoltre chiediamo che la Giunta regionale, dopo aver mediato le proposte non solo con le parti che hanno legittimato ad agire le organizzazioni sindacali, cioè gli iscritti alle organizzazioni sindacali tradizionali, ma anche con coloro che si sono organizzati in assemblea e che hanno legittimato ad agire altre organizzazioni sindacali, perché sarebbe un comportamento altamente discriminatorio e antisindacale il voler trattare solo con alcune organizzazioni sindacali senza tener conto che nel contesto della problematica del rapporto di lavoro o all'interno della pubblica amministrazione in modo particolare dell'Amministrazione regionale, esistono anche delle aree di legittimazione che non fanno capo ai sindacati tradizionali, ma che fanno capo a dei rappresentanti del personale perché è un rapporto fiduciario, è un rapporto diciamo così tra delegante a delegato. E' legittima l'aspettativa di coloro che chiedono di essere sentiti nella veste di delegati di una parte del personale; ed è logico che la trattativa venga avviata con tutte le rappresentanze del personale anche disgiuntamente da quella che è la logica tradizione dell'organizzazione confederale dei sindacati, perché nel nostro paese in questi ultimi anni si è sviluppato una serie di sindacalismo, diciamo così, forse alla rovescia, ma sarà dovuto anche ad errori politici, ad errori di condotta sindacale che però dobbiamo tener conto nella realtà delle cose se non vogliamo incappare proprio noi, Amministrazione regionale, nelle sanzioni previste dall'art. 23 dello Statuto dei lavoratori. Non vogliamo certo metterci in queste condizioni, allora se non vogliamo metterci in queste condizioni, dobbiamo prendere il problema, affrontarlo alla radice e dargli una soluzione nel contesto della contrattazione generale che si è sviluppata nel pubblico impiego.

Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Siamo anche noi d'accordo che per i profughi del Vietnam si faccia una discussione in Consiglio che sfoci in alcune proposte concrete.

Relativamente all'incontro che ieri ha avuto la Conferenza dei Capi Gruppo con i dipendenti regionali della carriera direttiva, noi crediamo vada sottolineato il fatto positivo dell'incontro, perché ha fornito utili elementi di riflessione sullo stato della categoria direttiva della Regione. Sui problemi aperti abbiamo sentito con interesse le proposte avanzate e credo di poter dire di avere particolarmente apprezzato tutta la parte relativa sia ai problemi della funzionalità della macchina regionale che ai problemi del miglioramento della professionalità. Dunque un fatto positivo che si inserisce nella linea che noi approviamo di vedere il momento consiliare sempre aperto ai problemi che escono nella società valdostana, credo vada però fatta una necessaria distinzione, noi siamo dell'avviso che su questo problema, e concordo con le osservazioni fatte dal Consigliere Nebbia, debbano al più presto conoscersi quali sono le proposte che fa la Giunta, alla quale spetta il compito di vedere il problema in una visione più generale ed organica, di tutta la situazione del personale; noi siamo perché il problema sia visto in tutta la sua globalità e chiediamo alla Giunta che del problema siano investite tutte le forze politiche presenti in Consiglio. Noi siamo naturalmente disponibili ad un confronto serio, l'incontro di ieri è stato per noi anche occasione di approfondimento e di riflessione, stiamo riflettendo sul problema, lo stiamo approfondendo e siamo perciò disponibili a qualsiasi confronto.

Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Fosson.

Fosson (D.C.) - Esprimo anch'io, a nome del gruppo della Democrazia Cristiana, solidarietà ai profughi del Vietnam, sono migliaia, decine di migliaia di profughi, di persone che si trovano espulse da una comunità in cui non si riconoscono più e in cui non hanno spazio, mi pare che non sia questo il momento di fare delle polemiche sulla pelle di chi soffre, altri in altri tempi hanno saputo farne a iosa di polemiche, proprio sulla pelle di chi soffriva e di chi pativa, non è nel nostro stile e non intendiamo farne. Tuttavia ci sia soltanto permesso dire che in fondo l'arrivare di un certo tipo di comunismo, di un certo tipo di marxismo, portato agli estremi eccessi, o per meglio dire alle estreme logiche conseguenze porta queste situazioni, questo sia un monito per tutti quanti. Detto questo io penso e sono d'accordo con il Consigliere Nebbia sulla proposta di trovare delle formule pratiche, reali per raccogliere i profughi dal Vietnam. Non è un problema sicuramente facile, c'è la Coldiretti e la Confagricoltura che pare abbiano messo a disposizione un certo numero di posti di lavoro, ma pare che i profughi non siano tutti agricoltori, anzi la maggior parte sono artigiani, piccoli professionisti o commercianti, e pare siano famiglie intere, quindi non è soltanto un problema di ospitare o di adottare degli orfani è un problema complesso che va sicuramente studiato in maniera adeguata.

Per quanto riguarda l'altro problema accennato nelle comunicazioni dal Presidente del Consiglio sulla dirigenza della Regione, ecco, ieri nella riunione dei Capi Gruppo abbiamo preso atto delle proposte, delle dichiarazioni, dei problemi di queste persone, e riteniamo che la Giunta possa fare del buon lavoro e in Consiglio eventualmente sulle proposte della Giunta faremo ulteriori proposte.

Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola? Il Consigliere De Grandis ha la parola.

De Grandis (P.R.I.) - Volevo associarmi alla proposta che ha fatto il Consigliere Nebbia, perché mi sembra che, al di là delle lodevoli iniziative di carattere concreto che ci ha esposto il collega Pedrini relative alle cinque famiglie di Pont-Saint-Martin, sia estremamente necessario che il Consiglio regionale dibatta e poi trovi delle soluzioni, delle proposte di carattere generale per coordinare tutte quelle che possono essere le spinte positive che vengono dai singoli, dalle singole famiglie o dalle singole comunità, e coordinare il tutto anche a livello nazionale in accordo quindi con le iniziative che verranno assunte a livello nazionale. Il dramma è quello che tutti conosciamo dalle notizie che ci dà la stampa e quindi è senz'altro un problema di cui ci dobbiamo fare carico perché altrimenti non possiamo neanche più avere il diritto di chiamarci comunità civile.

Per quello che riguarda il problema dei dirigenti, che la Conferenza dei Capi Gruppo ha ascoltato ieri, io non vorrei ripetere molte delle cose che sono già state dette, vorrei solo richiamare l'attenzione dei colleghi Consiglieri su un fatto, che è il nodo di tutto questo problema grave, gravissimo, secondo me, perché investe la funzionalità di un ente pubblico, e quindi investe un servizio che noi diamo alla popolazione. Il nodo, dicevo, da sciogliere è quello di invertite quella tendenza che fino ad oggi ha portato a considerare tutti i lavoratori su un piano di una strana eguaglianza che non è nella realtà delle cose, è anzi una forma di egualitarismo che, secondo me, è ottusa, oltre che falsa, che ha visto un appiattimento di carattere generale. E' quell'appiattimento che ha portato quel disastro nella pubblica amministrazione di fronte al quale tutti noi ci troviamo. La funzionalità della pubblica amministrazione è un obiettivo che noi ci dobbiamo porre in maniera primaria e questo obiettivo passa attraverso il riconoscimento e l'esaltazione della professionalità e passa anche attraverso l'attuazione di quella selezione meritocratica che ci siamo costantemente dimenticata in questi ultimi anni, rincorrendo delle forme di egualitarismo, che, come dicevo, non hanno né senso né significato. Occorre che ciascuno operi con le proprie capacità, si veda riconosciute le proprie capacità, e sotto l'aspetto giuridico e normativo e anche sotto l'aspetto economico, perché non è pensabile che ognuno di noi si assuma maggiori responsabilità, maggior carico di lavoro, maggior carico di preoccupazioni, senza averne un riconoscimento, né sotto l'aspetto morale, né sotto l'aspetto normativo, né sotto l'aspetto economico.

Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio? Allora credo di poter concludere, richiamandomi all'art. 37 del Regolamento che dice: "Il Presidente del Consiglio fissa gli oggetti ed iscrive all'ordine del giorno, tenendo in considerazione i voti espressi dal Consiglio" Anche se il Consigliere Nebbia non ha formalizzato uno specifico oggetto, la sua proposta è stata, mi sembra o dal silenzio dei Consiglieri o dall'adesione esplicita degli altri Consiglieri come un invito a che nella prossima seduta consiliare sia inserito un oggetto che può anche essere generico come le iniziative varie nei confronti del dramma dei profughi del Vietnam e che in quella sede il Consiglio possa non solo ampiamente discutere, ma anche giungere a dei voti a delle conclusioni concrete. Quindi se non ci sono obiezioni di tipo particolare, concluderei con l'impegno che il prossimo ordine del giorno contenga un oggetto specifico che permetta al Consiglio di discutere e pronunciarsi su questo problema. Passando al punto n. 2 dell'ordine del giorno non ci sono comunicazioni del Presidente della Giunta.