Oggetto del Consiglio n. 11 del 15 gennaio 1970 - Verbale
OGGETTO N. 11/70 - Elaborazione di un nuovo testo di legge regionale in materia di incentivi per l'industrializzazione della Valle con l'insediamento di nuove industrie. (Ritiro di mozione)
Il Presidente, MONTESANO, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione del Consigliere regionale Signor Dolchi Giulio concernente l'oggetto: "Elaborazione di un nuovo testo di legge regionale in materia di incentivi per l'industrializzazione della Valle con l'insediamento di nuove industrie", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri in allegato all'oggetto n. 42 dell'ordine del giorno dell'adunanza del 14 novembre 1969:
Ill.mo Signor PRESIDENTE del Consiglio Regionale - AOSTA
Il sottoscritto Consigliere regionale richiede che la S.V. voglia inserire fra gli argomenti da discutersi nella prossima seduta, la seguente
MOZIONE
Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta,
RICORDATO che nel corso di passate sedute consiliari la competente Commissione veniva incaricata della elaborazione di un nuovo testo di legge regionale in materia di incentivi per l'industrializzazione della Valle con l'insediamento di nuove industrie;
TENUTO CONTO delle pressanti richieste di occupazione in special modo di mano d'opera femminile;
CONSTATATO che a tutt'oggi nessun provvedimento ha fatto seguito alla decisione succitata né risulta che appropriati studi siano stati intrapresi;
DELIBERA
di dare mandato a chi di competenza affinché tale indispensabile legge venga presentata con la massima urgenza alla discussione ed approvazione consiliare.
Aosta, lì 27 ottobre 1969
F.to: Giulio Dolchi.
Il Consigliere DOLCHI dichiara che la mozione presentata poco meno di tre mesi or sono, doveva essere discussa il 14 novembre e che, in questi due mesi, si è già avuto occasione di trattare l'argomento.
Ritiene inutile ripetere quanto da numerosi Consiglieri è già stato detto nella seduta del 19 dicembre, rammenta che in quella sede è stata confermata, sia pure con diverse valutazioni, la necessità della revisione dell'attuale legge ai fini dell'approvazione di nuovi interventi regionali più rispondenti alle attuali necessità dello sviluppo industriale considerato in una visione più globale. Fa presente di aver appreso, nella seduta del 19 dicembre, che l'apposita Commissione consiliare sta già esaminando il problema.
Ritiene che, malgrado il tempo trascorso, la mozione mantenga la sua validità.
Auspica che la mozione serva come incitamento ad una sollecita conclusione dei lavori, in modo che il Consiglio possa rapidamente discutere e approvare il nuovo provvedimento legislativo.
Il Consigliere TONINO fa presente che nello scorso mese di dicembre si sono avute varie riunioni di Commissioni per trattare il problema dell'insediamento industriale in Valle, di cui una riunione congiunta con il Comitato Tecnico della Programmazione Regionale, una con i rappresentanti dell'Associazione industriali valdostani ed un'altra con i rappresentanti dei Sindacati.
Rileva che nel corso di tali riunioni è stato evidenziato come la Giunta Regionale non abbia mai preso in seria considerazione il problema dell'industrializzazione in Valle e la conseguente occupazione, ad eccezione di qualche piccolo intervento (insediamento di alcune piccole industrie) realizzato in modo disorganico, senza avere un quadro generale della dislocazione e della disponibilità dei terreni. Aggiunge che non si è tenuto conto delle disponibilità della mano d'opera femminile e della mano d'opera maschile specializzate per installare delle industrie altamente specializzate, allo scopo di richiamare, in Valle, i pendolari che gravitano verso Ivrea e verso Torino.
Rileva che si è anche potuto appurare, nel corso delle predette riunioni, come gli Istituti professionali non diano quell'insegnamento teorico-pratico necessario per formare dei lavoratori qualitativamente preparati.
Riferisce che il Comitato Tecnico della Programmazione ha fornito varie indicazioni sul problema in esame e che interessanti proposte sono state fatte dall'Associazione industriali della Valle d'Aosta.
Dichiara che ciò che preme maggiormente, oggi, è di avere disponibili aree di terreni nelle zone da industrializzare.
Dichiara di concordare sulla necessità di modificare l'attuale legge regionale con nuove norme che tengano conto della mutata situazione in Valle e della realtà in cui vive oggi la popolazione valdostana.
Dichiara che gli Istituti professionali debbono adeguarsi alle attuali esigenze, tenendo conto dell'automazione industriale, in modo che gli allievi siano messi in grado di soddisfare alle richieste della tecnica industriale moderna.
Ribadisce che occorre impiegare mano d'opera locale e stabilire nel nuovo provvedimento legislativo l'ancoraggio dei contributi regionali da concedere al numero degli operai da occupare.
Raccomanda di prevedere, nel nuovo provvedimento legislativo, il pieno rispetto delle norme contrattuali, il diritto di assemblea all'interno della fabbrica e la soppressione di qualsiasi forma di discriminazione. Propone di sancire che gli interventi regionali siano limitati alle piccole e medie industrie, perché l'installazione di grandi industrie creerebbero considerevoli problemi di carattere strutturale e porterebbe a degli squilibri di notevole portata.
Conclude, dicendo che la mozione in esame, anche se presentata nel mese di ottobre, mantiene ancora oggi interesse, in quanto tende ad accelerare lo studio di un importante problema.
Il Consigliere MANGANONI ricorda che in precedenti sedute ha avuto occasione di citare alcuni dati statistici riguardanti l'emigrazione valdostana, che raggiunge il 66 per mille, mentre la media nazionale è del 44 per mille; cita ora altri dati statistici riguardanti il reddito lordo prodotto in Valle, rilevando che nell'anno 1968 il reddito lordo prodotto in Valle è aumentato solo dello 0,2 per cento (aumento fra i più bassi d'Italia) e che il reddito lordo dell'industria prodotto in Valle nello stesso anno è diminuito del 6,50 per cento, mentre nelle altre Regioni è aumentato.
Aggiunge che la Valle d'Aosta si trova ben ultima (inferiore persino al Molise) in questa scala di valori, desunti da statistiche ufficiali e, quindi, non sospetti.
Rileva che la Valle d'Aosta, sotto questo aspetto, si trova in una grave situazione; invita quindi l'Assessorato dell'Industria e del Commercio e la Giunta Regionale a proporre subito opportuni rimedi se non si vuole raggiungere un fallimento di vasta portata nel settore economico in esame.
Conclude, auspicando che la Commissione consiliare acceleri lo studio della nuova legge e che il Consiglio l'approvi al più presto.
Il Consigliere BANCOD, dopo aver premesso che la questione in esame merita di essere approfondita, poiché interessa vari problemi di vitale importanza per la Valle d'Aosta, fa presente che, nell'elaborare la nuova legge, si deve tener conto dell'avvenuta abrogazione dei contributi già previsti dal Consorzio dei Comuni Valdostani del Bacino Imbrifero Montano della Valle d'Aosta.
Fa presente che occorre individuare bene le zone in cui devesi promuovere nuove industrie e dare precedenza a quelle industrie che si dedichino allo sfruttamento delle risorse locali, ad esempio la lavorazione del marmo, che interessa vari Comuni della Valle.
Auspica una serie di provvedimenti intesi a risolvere, almeno in parte, il grave problema della disoccupazione e dell'impiego di mano d'opera locale; quali la lavorazione in Valle dei prodotti finiti della Nazionale Cogne, la creazione di scuole o corsi di addestramento presso gli stessi stabilimenti per la qualificazione della mano d'opera locale e, infine, l'ancoraggio dei contributi regionali al numero degli operai occupati.
Il Consigliere LUSTRISSY dichiara che non avrebbe voluto intervenire nella discussione, in quanto la mozione ripropone un tema che è stato ripreso a diversi livelli e che è già all'esame della Commissione competente.
Aggiunge, però, che certe affermazioni testé pronunciategli impongono di fare alcune precisazioni.
Osserva che in questo momento la proposta di una nuova legge per incentivare le industrie private viene e slegare tutta la politica di industrializzazione da quella che può essere una politica di piano, mentre occorre tenere presente che l'industrializzazione è legata all'insieme del tessuto economico di tutta l'attività regionale.
Dichiara che occorre distinguere il tipo di industrializzazione che può impiegare mano d'opera locale dal tipo di industrializzazione che può chiamare altra mano d'opera in Valle d'Aosta.
Dichiara di non voler entrare ora nel merito dell'argomento, perché ebbe già occasione di manifestare le idee di determinati organismi tecnici allorquando si è discusso del problema nella competente Commissione consiliare.
Fa presente che il Comitato Tecnico della Programmazione nel 1966-1967 aveva già indicato quelli che dovevano essere i criteri ispiratori di una nuova politica di industrializzazione in Valle d'Aosta, criteri e principi che sono ancora validi oggi.
Ritiene che la mozione sia da ritenersi superata per il semplice fatto che la Commissione consiliare competente sta già esaminando il problema e sta raccogliendo la documentazione necessaria.
Afferma che stupisce il fatto che si venga a proporre certe mozioni, slegando un problema così importante da tutto il contesto dei problemi che comporta la pianificazione dell'attività economica regionale.
Dichiara che occorre una buona volta decidere quale tipo di politica economica si deve fare in Valle d'Aosta, cioè se si deve potenziare le industrie private, se si deve richiedere l'intervento delle industrie dello Stato, delle Imprese pubbliche, o se si vuole ad un certo punto abbandonare questa via ed imboccare la via del potenziamento dell'industria turistica.
Fa presente al Consigliere Manganoni che vi sono delle rilevazioni statistiche ufficiali, fatte da Istituti appositamente attrezzati e autorizzati, e che molte notizie pubblicate dai vari giornali sono informazioni e statistiche che molte volte non citano neanche la fonte di provenienza e, pertanto, sono di scarsa attendibilità.
Fa presente che, se si continua ad andare avanti per settori - oggi il turismo, domani l'industria, dopodomani l'agricoltura - si avrà soltanto una visione per scomparti, non si riuscirà mai a collegare tutti questi vari settori di attività economica locale, non si avranno mai le idee chiare e si continuerà ad adottare provvedimenti legislativi non in grado di incidere su quello che è l'economia locale, in base a fini di programmazione regionale.
Conclude, dicendo che la mozione è da considerarsi superata per i motivi testé indicati.
Il Consigliere POLLICINI dichiara di concordare sulla prima parte dell'intervento del Consigliere Tonino, cioè sulle indicazioni che sono già state impostate dalla Commissione consiliare e accettate unanimemente.
Fa presente che la Commissione consiliare per l'Industria e il Commercio sta lavorando assiduamente da oltre due mesi per elaborare il testo della nuova legge sugli interventi nel campo dell'industrializzazione e ha in gran parte già acquistato gli elementi necessari per l'elaborazione del provvedimento legislativo stesso.
Riferisce poi che la Commissione ha ritenuto opportuno di sentire tutti gli organismi che operano in Valle (dal Comitato Tecnico della Programmazione ai Sindacati) e che fra un paio di mesi si dovrebbe raggiungere la fase conclusiva del lavoro e, quindi, presentare il testo del disegno di legge regionale.
Invita quindi il presentatore della mozione a considerare l'opportunità di ritirarla.
Il Consigliere MANGANONI fa presente che non si vuole richiamare in Valle altri lavoratori, il che creerebbe altri gravi problemi, ma si vuole dare lavoro alla mano d'opera locale per frenare l'emigrazione di lavoratori valdostani all'estero e verso le zone industriali di Ivrea e di Torino, zone queste ultime verso le quali gravitano lavoratori pendolari.
Dichiara che la situazione attuale è allarmante e tenderà sempre più ad aggravarsi, se non si corre ai ripari con interventi regionali adeguati e concreti.
Fa presente che i dati statistici testé citati sono stati desunti dal giornale "24 ore", che li ha rilevati dall'"ISTAT", cioè da un organismo ufficiale, per cui sono dati attendibili e validi.
Dichiara che non occorre attendere il risultato di altri particolari studi programmatici per approvare i provvedimenti urgenti che la situazione oggi richiede.
Dopo aver ricordato che dai lavori della programmazione sono già state indicate - prevalentemente nella bassa Valle - le zone da industrializzare, osserva che tutti i valdostani sanno che nella bassa Valle occorre creare delle industrie, perché in quelle zone si avverte manifestamente la disoccupazione e si verifica un forte movimento di lavoratori pendolari.
Ritiene che, se si continua a rivedere o a coordinare piani settoriali o globali, ad escogitare nuovi metodi di rilevazione statistica, ecc., si finirà per intervenire quando sarà ormai troppo tardi, quando le giovani forze del lavoro si saranno create una occupazione stabile e una famiglia fuori della Regione e, allora, non ritorneranno più in Valle d'Aosta.
Conclude, affermando che è indispensabile ed urgente porre rimedi a questa grave situazione con dei provvedimenti regionali concreti ed immediati.
Il Consigliere TONINO dichiara di non avere affermato che il Comitato Tecnico della Programmazione Regionale non ha fatto niente, ma che la Giunta Regionale non ha recepito le indicazioni del predetto Comitato.
Chiede all'Assessore all'Industria e Commercio se sia a conoscenza delle voci che corrono circa l'acquisto dello stabilimento "Fera" da parte della Fiat o dell'Olivetti.
Fa presente che gli ex operai del predetto stabilimento non hanno ancora percepito il salario degli ultimi due mesi di lavoro e la liquidazione.
Chiede infine se la Giunta intenda interessarsi di questo problema.
Il Consigliere GERMANO dichiara che la mozione non è da ritenersi superata, perché l'attuale legge regionale che autorizza la concessione di contributi per l'incentivazione dell'industria privata non sancisce l'obbligo di creare nuovi posti di lavoro nelle aziende beneficiarie dei contributi regionali e non indica le zone in cui si deve promuovere lo sviluppo economico e sociale.
Dopo aver ribadito che è necessario ed urgente approvare una nuova legge regionale che sia più rispondente agli interessi dello sviluppo industriale della Regione, fa presente che il suo Gruppo non è favorevole all'incentivazione dell'industria privata, ma alla creazione di nuove industrie finanziate da organismi finanziari statali.
Afferma poi che il suo Gruppo si batte per l'approvazione di un piano regionale di sviluppo organico, per un bilancio regionale programmato perché la programmazione funzioni e perché vi sia una volontà politica che la realizzi.
Ribadisce che occorre cambiare il metodo di politica amministrativa sin qui seguito e che occorre affrontare i problemi con scelte prioritarie, esaminando quelli che bisogna affrontare subito e con quale peso finanziario.
Aggiunge che, per operare in tale senso, occorre una precisa volontà politica, che oggi non esiste nell'attuale maggioranza consiliare.
L'Assessore ALBANEY afferma che il problema dell'elaborazione di una nuova legge in materia di incentivi per l'industrializzazione non preoccupa solo il Consigliere Dolchi, ma la Giunta e tutto il Consiglio Regionale.
Riferisce che l'apposita Commissione consiliare di studio si è già riunita numerose volte e che, dalle varie discussioni, è emersa la convinzione unanime di portare avanti questo importante problema.
Considerato che tutti gli elementi sono ormai in possesso della Commissione, dichiara di impegnarsi a presentare al più presto possibile al Consiglio il disegno di legge di cui si tratta. Precisa che la Giunta non ha nulla in contrario a votare la mozione; tuttavia, considerato l'impegno testé assunto invita il Consigliere Dolchi a ritirare la mozione.
Rispondendo alla domanda del Consigliere Tonino, riferisce che non gli risulta, così come non risulta alla Giunta, che lo stabilimento della "Fera" stia per essere acquistato da qualche grande industria.
Afferma che il problema sollevato dal Consigliere Bancod, cioè il potenziamento dell'industria marmifera in Valle d'Aosta, è un problema che deve essere tenuto nella dovuta considerazione.
Il Consigliere DOLCHI osserva che la mozione è stata presentata il 27 ottobre, cioè prima che la predetta Commissione iniziasse i suoi lavori.
Rileva quindi che oggi, a due mesi e mezzo di distanza, si può dare atto del lavoro svolto dalla Commissione, come si può dare atto che esistono problemi complessi da inquadrare nel piano di sviluppo regionale, in base ad elementi statistici attendibili.
Ribadisce che lo scopo della mozione era di sollecitare l'esame e l'approntamento di un provvedimento legislativo ritenuto indispensabile per ovviare alle deficienze della legge in vigore.
Conclude, dichiarando che in seguito all'impegno testé assunto dall'Assessore Albaney e dal Consigliere Pollicini, Presidente della Commissione, aderisce all'invito a ritirare la mozione, confidando, proprio per la gravità e l'importanza del problema, di non dover ripresentare in seguito un'altra mozione.
Il Presidente, MONTESANO, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sulla mozione in esame, dichiara chiusa la discussione.
Il Consiglio prende atto.
