Oggetto del Consiglio n. 3 del 15 gennaio 1970 - Verbale

OGGETTO N. 3/70 - Disegno di legge regionale recante autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio preventivo della Regione per il primo trimestre dell'anno 1970.

L'Assessore alle Finanze, COLOMBO, riferisce al Consiglio in merito al sottoriportato disegno di legge regionale concernente autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per il primo trimestre dell'anno 1970, disegno di legge trasmesso in copia ai Signori Consiglieri, con apposita relazione, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 15 gennaio 1970:

Il progetto di bilancio di previsione della Regione per l'anno 1970, approvato dalla Giunta Regionale il 29 dicembre 1969, sarà sottoposto quanto prima all'approvazione del Consiglio.

La legge di approvazione del bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1970 non potrà quindi essere promulgata prima della data di scadenza dell'anno finanziario 1969.

Allo scopo di consentire l'approvazione e l'impegno delle spese necessarie per il normale andamento dei servizi dell'Amministrazione Regionale dopo tale data, si propone che il Consiglio Regionale autorizzi l'esercizio provvisorio del bilancio per il primo trimestre dell'anno finanziario 1970, come da allegato disegno di legge che si sottopone all'approvazione del Consiglio Regionale.

(OMISSIS: segue disegno di legge regionale riportato in calce al provvedimento deliberativo).

L'Assessore alle Finanze, COLOMBO, illustra brevemente il disegno di legge in esame ed i motivi che hanno determinato la presentazione, da parte della Giunta, della proposta di autorizzazione dell'esercizio provvisorio del bilancio regionale per il primo trimestre 1970, sottolineando, in particolare, come la lunga crisi che ha travagliato la vita politica della Valle d'Aosta nel 1969 abbia avuto riflessi anche sull'andamento amministrativo della Regione.

Fa presente che negli ultimi mesi dello scorso anno si è proceduto a svolgere speditamente un non indifferente lavoro, sia pure di normale amministrazione, ciò che ha impedito di presentare - come era sua intenzione - entro il mese di dicembre 1969 il progetto di bilancio di previsione della Regione per l'anno 1970.

Riferisce che il progetto di bilancio predisposto dall'Assessorato alle Finanze, sentiti i vari Assessorati e Servizi regionali interessati e approvato dalla Giunta Regionale prevede entrate tributarie ed extra tributarie per un totale di 24.316.720.000 di lire e che, con le Partite di Giro, si raggiunge la somma di 27.101.020.000 di lire.

Precisa che i maggiori aumenti di entrata riguardano le quote fisse del riparto fiscale per lire 4.808.000.000, nei confronti di 4 miliardi 490 milioni di lire del 1969, e delle quote variabili; con l'aumento dai 3.300.000.000 dell'anno 1969 ai 4 miliardi del 1970.

Osserva che il bilancio di previsione si basa, così come è stato già impostato negli anni precedenti, sulla richiesta allo Stato, in base all'art.12 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, della somma di tre miliardi di lire a titolo di contributo straordinario.

Osserva che tale impostazione del bilancio di previsione non mancherà di risollevare il problema della revisione del riparto fiscale e soprattutto il problema del bilancio di previsione programmato.

Monsieur le Conseiller FOSSON observe tout d'abord que le Conseil adopte maintenant des procédures différentes de celle que l'on a toujours suivi. À cet égard, il remarque que les Conseillers sont appelés aujourd'hui à voter l'autorisation pour le budget provisoire de la Région sans qu'ils aient pris connaissance de ce budget.

Il déclare d'être tout à fait d'accord pour voter l'autorisation à l'exercice provisoire, car l'Administration Régionale doit continuer dans ces activités; toutefois il remarque que, chaque fois que la Junte a demandé au Conseil l'autorisation pour l'exercice provisoire, les Conseillers ont toujours reçu une documentation adéquate, tandis qu'aujourd'hui les Conseillers n'ont pas même reçu la copie de la délibération de la Junte qui approuve le budget régional.

Il affirme que le Président du Conseil n'aurait pas dû inscrire à l'ordre du jour l'argument dont il est question, sans qu'il fût accompagné d'une documentation annexée à l'objet, car poursuit-il même avec des données synthétiques les Conseillers auraient pu examiner, en toute tranquillité d'esprit, l'important problème.

Il Consigliere GERMANO ritiene che il Consigliere Fosson abbia ragione quando lamenta la mancanza di una documentazione allegata al disegno di legge in esame, poiché tale documentazione, fornita ai membri della Commissione consiliare per gli Affari Generali e Finanze, avrebbe potuto essere trasmessa anche ai Consiglieri.

Afferma che, anche se si è cambiato il Presidente della Giunta e se qualche Assessore ha cambiato posto, in realtà nulla è cambiato e tutto procede come prima, in quanto il bilancio di previsione della Regione predisposto dalla Giunta, si fonda sugli stessi criteri seguiti per i bilanci dei precedenti anni.

Rileva poi che la presentazione al quindici gennaio della proposta per l'esercizio provvisorio del bilancio non costituisce certamente un metodo di buona amministrazione, poiché teoricamente dal primo gennaio sino alla data di pubblicazione della relativa legge regionale, l'Amministrazione Regionale non potrà effettuare pagamenti sul bilancio del 1970.

Lamenta che nella parte Entrate del bilancio sia ancora previsto il contributo straordinario speciale dello Stato, ai sensi del terzo comma dell'art. 12 dello Statuto regionale, e che, malgrado gli impegni assunti sia dalla prima Giunta Bionaz che dall'attuale Giunta Bordon, non si sia ancora provveduto ad approntare una proposta di revisione del riparto fiscale.

Ribadisce quanto già precedentemente affermato in sede di Commissione consiliare per gli Affari Generali e Finanze e, cioè, che con l'approvazione di una legge di revisione del riparto fiscale si garantirebbe per almeno un decennio una certa stabilità nelle entrate finanziarie della Regione e si eviterebbero gli inconvenienti delle richieste dei contributi annui statali speciali previsti dal terzo comma dell'art. 12 dello Statuto regionale e che sono concessi con notevole ritardo.

Informa che solo nella prossima settimana si discuterà la legge sul contributo speciale dello Stato alla Valle d'Aosta relativo all'anno 1968.

Osserva che, se nella vita politica nazionale dovesse succedere una crisi di governo o l'eventualità di elezioni anticipate, si perderà altro tempo prezioso, almeno sette od otto mesi, e si discuterà del contributo di tre miliardi per l'anno 1968 solo nel prossimo anno.

Ricorda di aver più volte ribadito con insistenza la necessità di una legge di revisione dell'ordinamento finanziario della Regione, ma che la volontà politica della Giunta è quella di non voler portare a soluzione tale problema.

Dichiara che la realtà della situazione è che l'Amministrazione Regionale si trova nella necessità di dover fare programmi pluriennali, mentre non si può sapere oggi, a distanza di due anni, quanto si potrà introitare per l'anno 1968.

Comunica che intende leggere alcuni brani del verbale della discussione avvenuta il 29 febbraio 1968, alla Commissione parlamentare del Senato per l'esame della legge concernente il contributo statale di tre miliardi, richiesto dalla Regione, in base al terzo comma dell'art.12 dello Statuto regionale per l'anno 1967.

Afferma che i passi del verbale che leggerà indicano quale è la situazione che esiste nel Parlamento italiano e la volontà del Gruppo di maggioranza di non voler risolvere determinati problemi.

Riferisce quindi che nel dibattito alla predetta Commissione parlamentare, è intervenuto il Senatore Luigi Pirastu, del P.C.I., il quale ha detto: "Questo disegno di legge meriterebbe un discorso e un esame più ampio; ma, se dobbiamo ridurci a pochissime osservazioni, dirò che il provvedimento si presenta come l'attuazione del comma terzo dello Statuto della Valle d'Aosta, il quale stabilisce che, per provvedere a scopi determinati che non rientrano nelle funzioni normali della Valle, sono assegnati alla stessa per legge contributi speciali, cioè contributi speciali che devono essere assegnati per fini e per opere che non rientrino nelle normali funzioni della Valle".

Osserva che si tratta, invece, di edifici scolastici, di opere igieniche, di opere stradali, di sistemazione di aree archeologiche, che sono opere del tutto normali, del tutto ordinarie, per cui non si può dire che questo provvedimento in effetti attui, nel suo spirito, nel suo significato, il comma terzo dell'art.12 dello Statuto; tanto è vero nel bilancio della Valle sono comprese queste opere che erano previste anche nel bilancio della Valle del 1966, del 1967; si tratta in realtà di normali contributi ad integrazione del bilancio e qui - egli dichiara - il discorso si potrebbe ampliare ma osserva che si limita ad accennarvi, anche perché lo stesso relatore non ha ritenuto di dilungarvisi.

Dichiara che nell'art. 12 primo comma si afferma che, oltre al gettito delle entrate della Valle, sarà dallo Stato assegnato al Consiglio della Valle stessa una quota dei tributi erariali. Rileva che questo era il problema che doveva essere finalmente risolto, cioè dare alla Valle d'Aosta una quota dei tributi erariali adeguata.

Ricorda che il Gruppo comunista ha presentato un progetto di nuovo riparto fiscale e che l'attuale riparto fiscale della Valle d'Aosta è il meno favorevole rispetto ai riparti fiscali delle altre Regioni, tenuto conto dei servizi di istituto attualmente gestiti dalle Regioni, con spese a carico dei rispettivi bilanci.

Dichiara che, dopo aver sottolineato la necessità di rivedere il riparto fiscale, il Senatore Pirastu ha concluso dicendo che: "Pur constatando l'insufficienza della legge, per non aver affrontato il vero problema, non si può non essere d'accordo, sia pur prevedendo essa un contributo ad integrazione del bilancio che, in fondo, rappresenta una parzialissima riparazione di tanti torti subiti dalla Valle d'Aosta, che, tra l'altro, attende ancora oggi che venga realizzato l'art.14 dello Statuto regionale relativo alla zona franca".

Il Consigliere Germano rileva che dal verbale risulta che il Presidente della Commissione, Martinelli, ha fatto, tra le altre osservazioni, la seguente: "Intanto avrei avuto il piacere di conoscere l'esatto ammontare delle entrate della Valle d'Aosta. La Valle d'Aosta ha un suo bilancio ordinario, per quel poco che ne so, non è certo molto esiguo, e che meriterebbe di essere tenuto presente quando ci troviamo di fronte a richieste piuttosto vistose per una Regione che ha centomila abitanti".

Informa, inoltre, che dal predetto verbale risulta che il Sen. Pirastu ha insistito dicendo che il riparto fiscale della Valle d'Aosta è inferiore agli altri riparti, mentre il Relatore Pennacchio ha detto che in effetti la concessione del contributo speciale esce un po' dal quadro dell'art. 12 dello Statuto regionale, non trovandosi nella fattispecie dei provvedimenti adottati per raggiungere scopi non rientranti nelle funzioni normali della Regione.

Dopo aver dato lettura di altri passi del citato verbale, il Consigliere Germano osserva che, dalla lettura testé fatta di alcuni passi del verbale della Commissione parlamentare, risulta che vi era, già nel 1968, l'impegno e il riconoscimento che bisognava affrontare la revisione del riparto fiscale della Regione Valle d'Aosta.

Ribadisce che queste dichiarazioni provengono da rappresentanti ufficiali del Governo e della maggioranza per cui non vede come si debba continuare a ricorrere all'applicazione del terzo comma dell'art. 12, che incontra varie opposizioni in Parlamento.

Afferma che la realtà della situazione è che non si vuole che tutti i gruppi assieme esercitino la loro pressione perché si dia finalmente una autonomia finanziaria alla Valle d'Aosta.

Dichiara che lo stesso ragionamento si può fare per quanto riguarda il problema della programmazione regionale.

Rileva che non si ha ancora un bilancio programmato e che si tenta di giustificare tale grave mancanza accampando pretesti e cavilli; aggiunge che oggi esiste solo il Comitato Tecnico della Programmazione, mentre la Commissione non è stata ancora formata a distanza di più di un anno dall'approvazione della legge sugli organi della Programmazione.

Conclude, affermando che anche nel campo della programmazione regionale la Giunta non intende affrontare e risolvere i problemi di fondo, preferendo seguire per l'impostazione del bilancio gli stessi orientamenti e gli stessi indirizzi delle Giunte precedenti.

Il Consigliere TONINO osserva che è diventata ormai una prassi per l'attuale Giunta di ricorrere all'esercizio provvisorio del bilancio.

Rileva che, mentre si è chiuso un esercizio finanziario che, per la natura artificiosa e la poca credibilità del suo bilancio, ha dovuto limitare l'intervento della Regione nei vari settori di attività, ora - egli aggiunge - la Giunta, anziché predisporre un nuovo bilancio regionale che consenta di affrontare i gravi problemi della Valle tuttora insoluti, propone al Consiglio di autorizzare l'esercizio provvisorio del bilancio senza che i Consiglieri sappiano quali siano le scelte di fondo che si intende effettuare con il nuovo bilancio, e quali siano gli interventi regionali previsti nei vari settori.

Dopo aver rilevato che in queste condizioni non è possibile esprimere un giudizio positivo, dichiara che la responsabilità per l'attuale situazione finanziaria della Regione non è da imputarsi alla crisi regionale dell'anno scorso, ma ricade invece sulla maggioranza di centro-sinistra, che non ha saputo portare a termine alcun impegno, disattendendo così le legittime attese della popolazione.

L'Assessore COLOMBO dichiara che la presentazione del documento relativo all'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio regionale per il primo trimestre del 1970, è stata fatta su indicazione degli Uffici e che alle proposte trasmesse in passato ai Consiglieri per l'esercizio provvisorio non era mai stata allegata la deliberazione di Giunta riguardante il progetto del bilancio di previsione.

Tuttavia, afferma di non avere nulla in contrario a fornire ai Consiglieri anche la deliberazione di Giunta relativa al progetto di bilancio di previsione della Regione per il 1970, che ha testé illustrato; al riguardo, precisa di avere dato le necessarie disposizioni affinché copie della deliberazione di Giunta di cui si tratta siano subito distribuite ai Consiglieri.

Circa le osservazioni che sono state fatte, ribadisce che l'attuale bilancio riflette ancora l'impostazione dei bilanci precedenti, e ciò a causa della lunga crisi che ha travagliato l'Amministrazione Regionale nel 1969, per cui non è stato possibile predisporre un progetto di bilancio, con impostazione diversa.

Osserva che i Consiglieri Germano e Caveri sanno che il problema del nuovo riparto fiscale è all'ordine del giorno della Commissione consiliare permanente per gli Affari Generali e Finanze e dichiara essere sua ferma intenzione di portare tale problema alla discussione della predetta Commissione e di sottoporre quindi all'approvazione del Consiglio Regionale un disegno di legge sulla revisione del riparto fiscale.

Dichiara di assumere analogo impegno anche per quanto concerne il problema della programmazione, i cui lavori, dopo un periodo di rallentamento, dovuto alla lunga crisi del 1969, stanno procedendo nuovamente e si sono già avute alcune osservazioni sull'impostazione del bilancio regionale che saranno utili per il prossimo bilancio.

Il Consigliere CAVERI rammenta che l'anno scorso, in una seduta del mese di gennaio, la maggioranza non ha voluto discutere il disegno di legge relativo al nuovo riparto fiscale - argomento che era iscritto all'ordine del giorno - sostenendo la tesi che era necessario fare degli ulteriori accertamenti.

Chiede all'Assessore alle Finanze, se, dopo un anno, la Giunta ha avuto modo di fare gli accertamenti di cui si tratta.

Il Consigliere POLLICINI dichiara di augurarsi - come ritiene che si augurino tutti i Consiglieri - che il prossimo bilancio preventivo della Regione sia impostato secondo le indicazioni della programmazione (organo che ora funziona solo sul piano di un ristretto gruppo tecnico) il cui piano sta per essere ultimato come impostazione di studio e che dovrà essere aggiornato.

Dichiara che la maggioranza voterà a favore del disegno di legge in esame e osserva che la discussione vera e propria sul bilancio della Regione si dovrà fare quando tale documento sarà portato all'esame del Consiglio.

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Si dà atto che viene consegnata ai. Consiglieri la copia della deliberazione di Giunta relativa all'approvazione del progetto di bilancio preventivo della Regione per l'anno 1970.

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Il Consigliere CAVERI dichiara che è inutile giustificare l'immobilismo della Giunta e dell'Amministrazione, anche nel settore dell'ordinaria amministrazione, invocando continuamente la crisi regionale dell'anno scorso; occorre invece - egli aggiunge - mettersi al lavoro con maggiore serietà ed impegno.

Chiede al Presidente della Giunta, prima Assessore alle Finanze, se siano stati fatti per il nuovo riparto fiscale quegli accertamenti di cui si era discusso già l'anno scorso e senza i quali non si poteva perfezionare il disegno di legge sul nuovo riparto fiscale.

Il Presidente della Giunta, BORDON, riferisce che sono stati fatti tutti gli accertamenti necessari per conoscere il gettito delle entrate erariali ammissibili nel nuovo riparto fiscale.

Aggiunge che si è esaminato in particolare il gettito dell'imposta generale sull'entrata per quanto riguarda i versamenti in Valle e fuori Valle.

Osserva che si sta ora discutendo l'esercizio provvisorio e che allorquando si discuterà il problema del riparto fiscale, saranno forniti i dati e i risultati degli accertamenti di cui si tratta; dichiara che la soluzione del problema del nuovo riparto fiscale, necessaria per la stabilità delle finanze regionali, è voluta sia dalla maggioranza che dalla minoranza, la quale però dal 1959 al 1965 non ha risolto il problema del nuovo riparto fiscale.

Conclude, dichiarando che oggi si discute l'esercizio provvisorio e non il bilancio di previsione della Regione.

Il Consigliere GERMANO osserva che la discussione che si sta facendo è molto deludente e che non si perderebbe del tempo se si fosse portato oggi in aula il bilancio di previsione anziché l'esercizio provvisorio del bilancio della Regione.

Lamenta che si stia discutendo un disegno di legge che autorizza una spesa di 6 miliardi di lire, su 24 miliardi di spese effettive previste nel bilancio regionale del 1970, senza che si faccia, da parte della Giunta e della maggioranza consiliare, un discorso serio sui problemi fondamentali, e questo perché - egli afferma - non si vuole affrontare le questioni di fondo, non si vuole passare dalle chiacchiere all'azione, ma si preferisce il "sistema dei rubinetti" e del ricatto elettorale.

Il Consigliere DOLCHI dichiara che, indipendentemente dal fatto che si siano, o non, allegati al disegno di legge in esame, la discussione non ha portato ad alcuna chiarificazione sulle questioni di fondo che sono state sollevate dal Gruppo consiliare comunista; pertanto, annunzia già il voto contrario del suo Gruppo all'autorizzazione dell'esercizio provvisorio, soprattutto perché dall'impostazione della parte "ENTRATE", secondo quanto è stato illustrato dall'Assessore alle Finanze, risulta che mancano quella volontà e quell'orientamento necessari per la risoluzione del problema del nuovo riparto fiscale e perché si ricorre ancora una volta alla previsione del contributo speciale dello Stato ai sensi del terzo comma dell'art.12 dello Statuto regionale, sulla cui applicazione, come è stato già detto, possono sorgere vari dubbi e difficoltà in sede parlamentare.

Conclude, rilevando che anche quest'anno non si avrà un bilancio programmato, come era stato assicurato dalla Giunta Regionale nel corso della discussione del bilancio di previsione per l'anno 1969.

Il Consigliere PEDRINI annuncia, a nome del Gruppo Liberale, l'astensione dal voto.

Il Presidente, MONTESANO, dopo aver accertato e dichiarato che i tre articoli del disegno di legge in esame sono stati dal Consiglio approvati con tre separate votazioni per alzata di mano, invita il Consiglio a votare a scrutinio segreto per l'approvazione del sottoriportato disegno di legge nel suo complesso.

Procedutosi alla votazione finale, a scrutinio segreto, ed allo spoglio dei voti, con l'assistenza degli scrutatori Consiglieri Signori Chabod, Crétier e Lustrissy, il Presidente accerta e comunica i seguenti risultati della votazione:

- Consiglieri presenti: trentadue;

- Consiglieri votanti: trentuno,

- Voti favorevoli: venti;

- Voti contrari: undici;

- N.1 astenuto (Pedrini).

Il Presidente, MONTESANO, in base all'esito della votazione, dichiara che il Consiglio Regionale ha approvato il sottoriportato disegno di legge regionale concernente l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per il primo trimestre dell'anno 1970:

Disegno di legge regionale n.1

REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA

LEGGE REGIONALE ............ N........ : AUTORIZZAZIONE ALL'ESERCIZIO PROVVISORIO DEL BILANCIO DELLA REGIONE PER IL PRIMO TRIMESTRE DELL'ANNO FINANZIARIO 1970.

Il Consiglio Regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta Regionale

PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1

È autorizzato l'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno finanziario 1970 fino a quando sia formalmente approvato ed applicabile - con la promulgazione e pubblicazione della relativa legge regionale di approvazione - il bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario stesso e, comunque, non oltre il 31 marzo 1970.

Art. 2

L'approvazione e l'impegno di spese durante l'esercizio provvisorio non potranno superare mensilmente un dodicesimo dell'importo delle spese previste nei vari capitoli di spesa del progetto di bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1970, deliberato dalla Giunta Regionale in data 29 dicembre 1969 e da sottoporre all'approvazione del Consiglio Regionale.

Art. 3

La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'art. 31 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, promulgato con legge costituzionale 26 febbraio 1948 n. 4, ed entrerà in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

Della promulgazione della presente legge sarà dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

Aosta, li