Oggetto del Consiglio n. 22 del 30 gennaio 1970 - Verbale

OGGETTO N. 22/70 - Ratifica di deliberazioni adottate dalla Giunta regionale in via d'urgenza.

Il Presidente, MONTESANO, invita il Consiglio a procedere all'esame ed alla ratifica di provvedimenti deliberativi adottati dalla Giunta Regionale in via d'urgenza, salvo ratifica del Consiglio, come da elenchi e copie dei provvedimenti stessi trasmessi ai Signori Consiglieri.

Dichiara aperta la discussione e chiede se qualche Consigliere intenda fare osservazioni o chiedere chiarimenti in merito ai provvedimenti di cui si tratta, in sede di esame dei provvedimenti stessi.

Deliberazione n. 4957 in data 31.12.1969

L'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, MAPPELLI, riferisce in merito alla deliberazione di Giunta di cui si tratta ed informa che, essendo in programma l'acquisto di una idonea area di terreno per la costruzione in Valle d'Aosta di un Istituto Psico-Medico-Pedagogico Regionale, si è reso necessario ed urgente approvare ed impegnare, entro la data di chiusura dell'anno finanziario 1969, la spesa di Lire 125.000.000 prevista sul capitolo 212 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1969, per l'acquisto di aree di terreni destinate alla realizzazione dei citato Istituto Psico-Medico Pedagogico Regionale.

Il Consigliere MANGANONI ricorda che in una precedente adunanza, in sede di discussione di una proposta di acquisto di appezzamenti di terreni in Comune di Sarre per la costruzione del suddetto Istituto, proposta che fu rinviata ad altra adunanza per ragioni ovvie, egli ebbe a chiedere che venisse pubblicato sui giornali locali un avviso con cui si invitavano i proprietari di terreni, ritenuti idonei per la realizzazione della predetta opera, a volerli segnalare all'Amministrazione Regionale. Precisa che detta sua richiesta era stata accolta dal Presidente della Giunta.

Lamenta il fatto che non si sia provveduto a pubblicare un tale avviso sui giornali locali e ne chiede le ragioni.

L'Assessore MAPPELLI risponde che la Commissione tecnica consultiva nominata dalla Giunta per la scelta dell'area di terreno, ha ritenuto più opportuno di dare mandato all'architetto urbanista Bellone, membro della Commissione stessa, di chiedere alle amministrazioni dei Comuni situati nella zona da Quart-St. Christophe a St. Pierre se nei territori dei rispettivi comuni vi fossero delle aree di terreni idonei ed eventualmente disponibili per la costruzione di un Istituto Psico-Medico Pedagogico Regionale.

I Consiglieri MANGANONI e SAVIOZ fanno presente che l'Assessore Mappelli aveva l'obbligo di provvedere a fare inserire sui giornali locali l'avviso in questione, dal momento che la richiesta era stata accettata dal Presidente della Giunta.

Monsieur le Conseiller CAVERI remarque que ce sont des Conseillers de l'opposition qui dans une séance précédente, lors de la discussion d'une proposition de la Junte, concernant l'achat de terrains situés sur le territoire de Sarre pour la construction de l'Institut Psico-Medico-Pedagogique Régional, ont fait noter qu'il y avait quelque chose d'irrégulier, d'équivoque et d'ambigu, raison pour laquelle le Conseil établit de sursoir à l'approbation de la proposition d'achat afin que la Junte Régionale puisse prendre les renseignements nécessaires pour éclaircir la question.

L'Assessore MAPPELLI, dopo aver ribadito le ragioni che hanno indotto la Commissione tecnica consultiva a dare all'Architetto Bellone, l'incarico di interpellare le Amministrazioni dei Comuni situati nella zona fra Quart - St. Pierre circa i terreni eventualmente idonei e disponibili per la realizzazione dell'opera di cui si tratta, dichiara che provvederà a far pubblicare sui giornali locali un avviso come proposto dal Consigliere Manganoni.

Il Consiglio prende atto.

Deliberazione n. 4847 in data 31.12.1969

L'Assessore MILANESIO comunica che la delibera in questione è stata assunta in via d'urgenza perché si trattava di impegnare la somma entro l'anno finanziario per evitare che andasse a residuo; secondariamente la delibera d'urgenza s'imponeva anche perché i lavori di cui all'oggetto erano stati praticamente eseguiti.

Il problema è sorto al momento dell'allestimento della mostra d'arte sacra, mostra che il Comitato organizzatore ritenne che avrebbe dovuto tenersi nei locali del Vescovado. Il nuovo Vescovo, Mons. Lari, si disse ben lieto di mettere a disposizione quei locali non solo per la mostra, ma anche per altre manifestazioni a carattere culturale ed artistico, anche non necessariamente a carattere sacro, anche per l'avvenire, facendo però presente che vi erano alcuni problemi funzionali e logistici da risolvere relativamente alla restante parte della sua abitazione.

Si redasse un progetto, a firma dell'Arch. Marchisio, progetto respinto dalla Sovraintendenza che richiese un progetto più consono al rilievo architettonico e storico del palazzo vescovile: il palazzo data del 1786 ed è tutelato ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497.

Si incaricò quindi l'Ing. Benzo che elaborò un nuovo progetto, assieme all'Arch. Marchisio, progetto che fu approvato dalla Sovraintendenza.

Fa presente che la soluzione caldeggiata dalla Sovraintendenza era molto più costosa dell'altra che, allora, si aggirava sui 18/19 milioni, ma, con l'aumento dei prezzi dei materiali da costruzione e l'aumento dei salari, il preventivo è lievitato ed è arrivato a circa 23 milioni.

Ricorda che la Giunta precedente ha adottato una presa d'atto con la quale si impegnava la Giunta e il Consiglio ad intervenire nei lavori di sistemazione con una cifra di 18 milioni.

Ritiene necessario e doveroso, tenuto conto degli impegni assunti dalla Giunta precedente, portare a compimento l'iter della pratica considerando anche che la Regione, in avvenire, potrà utilizzare quei locali.

Fa riferimento alle dichiarazioni del Vescovo che ha tenuto a far sapere che egli non voleva una sistemazione così costosa e che a lui sarebbe bastata la sistemazione progettata inizialmente, ma ricorda che è stata la Sovraintendenza a richiedere una modifica del progetto iniziale. Dichiara di concordare con la posizione della Sovraintendenza.

Termina invitando il Consiglio a votare a favore della ratifica della delibera.

Le Conseiller CAVERI annonce d'avoir des réserves à faire sur cette proposition pour des raisons d'ordre esthétiques, d'ordre pratique, d'ordre juridique.

Pour ce qui concerne les réserves d'ordre esthétique il ne considère pas que l'Évêché d'Aoste soit un chef-d'œuvre d'art ou d'architecture, mais c'est une construction assez anonyme, sans un style particulier.

Il affirme que l'architecte Marchisio ne donne pas de garanties en cette matière au Groupe de l'U.V. parce que, sauf erreur, c'est lui qui a fait le projet de la maison des œuvres paroissiales de la Cathédrale qui est une chose horrible que, selon lui devrait être abattue.

Il ajoute que le clergé qui, autrefois, à travers Georges de Challand et d'autres mécènes, savait protéger les arts, maintenant est le responsable de certaines horreurs, comme l'église de l'Immacolata où il y a tous les styles. Quant aux considérations d'ordre pratique il espère que, pour une prochaine exposition d'art sacré, l'on veuille sauvegarder la sécurité des objets exposés. À ce propos il cite son expérience personnelle: il a pu visiter l'exposition sans qu'il ait eu aucun contrôle et sans voir aucun contrôleur, sauf un agent de police qui était sur la porte de l'Évêché et qui ne pouvait donc rien voir.

Il annonce son vote contraire à cette proposition, non parce qu'il soit contraire à ce que l'Administration régionale veuille contribuer à la restauration de l'Évêché, mais parce qu'il fallait présenter le projet aux Conseillers avant et pas maintenant, après l'approbation de la part de la Junte.

Il déclare d'espérer que les autres Conseillers de l'U.V. votent contre cette proposition pour des raisons de sérieux et de régularité administrative. Il rappelle que, contre ce projet, il y a de réserves d'ordre esthétique, d'ordre administratif et d'ordre pratique.

Pour terminer il demande à l'Assesseur Milanesio quel pourcentage les 18 millions représentent sur les travaux qui ont été faits et il demande aussi de pouvoir consulter le projet de l'architecte Marchisio avant qu'on vote.

Le Conseiller MANGANONI affirme qu'il y a de vieilles maisons qu'on ne peut pas toucher parce qu'elles sont protégées par la Surintendance aux Beaux Arts et donc elles sont en train de dégringoler, mais la Surintendance ne se préoccupe pas excessivement de cela.

Il demande à l'Assesseur s'il a l'intention de se comporter, vis-à-vis de ces maisons, comme on a fait pour l'Évêché.

Il demande encore à l'Assesseur l'engagement par écrit de pouvoir utiliser, pour l'avenir, de locaux au Palais de l'Évêché pour l'organisation de manifestations artistiques, et culturelles d'un certain niveau.

Il Consigliere SAVIOZ dichiara la procedura seguita fuori del normale. Sostiene che sarebbe stato opportuno che il progetto fosse stato visto dai Consiglieri prima di essere presentato all'esame nell'assemblea. Auspica infine la conclusione di una convenzione.

Il Consigliere GERMANO sostiene l'irregolarità della procedura adottata perché la Giunta può disporre fino ad una determinata cifra oltre la quale i provvedimenti devono essere discussi in Consiglio.

Ribadisce l'irregolarità della procedura e quindi, senza entrare nel merito della questione, annuncia la sua astensione dalla votazione.

Le Conseiller CAVERI souligne que: "l'évêque s'est fait son brave appartement aux frais de la Vallée" et ceci c'est encore plus irrégulier.

Il affirme que, si l'évêque avait demandé une contribution pour arranger les salles pour le musée d'art sacré, on pourrait même être d'accord, à condition qu'on nous porte le projet avant.

Il espère vivement que les Conseillers unionistes ne voteront pas à faveur du projet. Il confirme que, personnellement, il votera contre.

Il Consigliere PEDRINI afferma che egli era favorevole al provvedimento perché pensava che i lavori riguardassero i locali destinati a mostre. Sostiene che invece il problema, come impostato dal Consigliere Caveri, cambia notevolmente e quindi dichiara di votare, sentite le spiegazioni dell'Assessore.

Il Consigliere GERMANO chiede all'Assessore Milanesio se si possa, come Amministrazione regionale, ristrutturare case di altri proprietari, siano essi il Vescovo o privati cittadini, senza avere alcun diritto su tali case.

L'Assessore MILANESIO afferma che si sentiva leggermente imbarazzato a presentare al Consiglio una deliberazione di questo tipo.

Ciò perché la correttezza avrebbe voluto che questa deliberazione fosse sottoposta all'esame del Consiglio e quindi esso potesse decidere in merito.

Dichiara di assumersi la responsabilità di questa proposta, ancorché essa non sia di sua iniziativa, ma egli abbia ereditato il dossier dalla precedente Giunta.

Fa presente che, nel corso di varie riunioni del Comitato per l'esposizione di arte sacra, era stata scelta come sede più opportuna il Palazzo Vescovile in quanto esso è di per sé stesso una testimonianza di arte sacra ed è in posizione centralissima; il Vescovo si è detto ben felice di mettere a disposizione i locali, richiedendo, però, una sistemazione diversa dei servizi di distribuzione e cucina.

Fa presente inoltre che il Presidente della Regione fece una promessa in tal senso al nuovo Vescovo, quale omaggio di benvenuto, nel giorno del suo arrivo in Valle d'Aosta.

Ricorda che l'Architetto Marchisio dispose un primo progetto di dimensioni limitate che venne esaminato e respinto dalla Sovraintendenza la quale, nel corso di un colloquio con il predetto Architetto, pose alcuni principi per un intervento rispettoso dello spazio del cortile e al fine di evitare contrasti stilistici. In seguito l'Architetto Marchisio presentò un secondo progetto che, questa volta, fu approvato dalla Sovraintendenza.

Comunica che il Vescovo ha fatto presente che egli sarebbe ben lieto di concedere il salone e le salette adiacenti in occasione di future manifestazioni artistiche o culturali, anche se non di carattere sacro.

Affermando che, da una primissima analisi di massima, l'importo per la costruzione della nuova ala si aggirerebbe sui 15 milioni. Comunica che, quando si insediò quale Assessore, gli uffici gli fecero presente che i restauri del Palazzo vescovile erano in fase avanzata e che bisognava provvedere e intervenire per rispettare gli impegni presi col Vescovo il quale sottolineò che, se non ci fosse stato il contributo della Regione, lui non avrebbe iniziato un lavoro di questa mole.

Rappresenta che egli ha ritenuto che fosse un suo dovere, come Assessore al Turismo che ereditava una certa situazione, presentare questa proposta in Consiglio. Infatti i lavori sono stati fatti: ora l'impresa chiede i soldi al Vescovo che non dispone di questi soldi, mentre c'era stato l'impegno della Regione nei confronti del Vescovo.

Fa presente che la Giunta all'unanimità ha impegnato i soldi necessari il 31 dicembre per evitare che essi andassero a residuo: il contributo previsto è di 18 milioni su 23 milioni di spese complessive; l'intervento riguarda anche la sistemazione dell'abitazione vescovile però la conformazione del Palazzo vescovile è tale che, se l'intervento non fosse stato fatto in questo modo, sarebbe stato impossibile disimpegnare le sale che vengono concesse per le mostre.

Risponde al Consigliere Manganoni che aveva sostenuto che in tal modo la Regione regala soldi alla Curia evidenziando che il Palazzo vescovile è considerato immobile da tutelare ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497.

Chiede ai Consiglieri della maggioranza un voto favorevole.

Conclude dichiarando di comprendere e capire le osservazioni, le perplessità ed anche i rimbrotti che sono stati fatti dall'opposizione ritenendoli complessivamente giusti.

Il Consigliere CAVERI dichiara che le ultime parole dell'Assessore Milanesio gli hanno fatto capire che, ancora una volta, ci si trovi davanti a quella che definisce una "balestrata" e, a tal proposito, chiede di sapere se la delibera di Giunta è anteriore o posteriore all'inizio dei lavori.

L'Assessore MILANESIO risponde che l'Architetto Prola gli ha detto che la delibera è anteriore, ma precisa che comunque trattasi di presa d'atto.

Il Consigliere CAVERI riecheggia le dichiarazioni del Consigliere Savioz secondo cui è necessaria una convenzione a fronte dei 18 milioni che regala al Vescovo perché egli restauri il suo alloggio; tale convenzione avrebbe dovuto contenere un impegno giuridico da parte del Vescovo in cui egli si obbliga a dare in locazione alla Regione il salone del Vescovado e le sale attigue per un tempo lunghissimo dai 10 ai 30 anni.

Il Consigliere PEDRINI, per prima cosa, dichiara che è veramente inconcepibile che un Assessore chiami in aula il proprio funzionario e lo faccia sedere di fronte a tutta l'Assemblea.

Sostiene che, mentre ad Aosta si verificano queste cose, a Bard c'è gente che piange perché non può toccare le case che stanno crollando in quanto la Sovraintendenza mette i bastoni in mezzo alle ruote.

Il Presidente del Consiglio MONTESANO ricorda al Consigliere Pedrini che l'abitudine di fare intervenire in Consiglio i consulenti dei diversi Assessorato si è sempre seguita, tanto è vero che, in sede di bilancio, è sempre intervenuto in Consiglio regionale il Ragioniere Capo della Regione Peretto.

Dichiara che non sa come potrebbe impedire ad un Assessore di portarsi dietro un suo consulente per una questione di cui lui, fra l'altro, non è molto al corrente perché si è trovato a gestire una questione iniziata dal suo predecessore.

Conclude accogliendo nel fondo la protesta del Consigliere Pedrini, ricordando però la prassi che si è instaurata nei 25 anni di funzionamento del Consiglio regionale.

Il Consigliere PEDRINI dichiara di aver tollerato la presenza del Ragioniere Capo dell'Assessorato delle Finanze perché con le cifre non si può giocare, ma, in questo caso, la cosa è ben diversa.

Avanza l'ipotesi di cosa succederebbe se egli muovesse delle accuse pesantissime al Sovraintendente Prola che, in questa sede, non potrebbe rispondere.

Afferma che se ognuno degli Assessori, ogni volta che c'è un argomento, si porta dietro la bambinaia e la fa sedere ai banchi del Governo, questo non lo si può tollerare prima per la dignità del Presidente del Consiglio e poi anche per la dignità di tutti i Consiglieri.

L'Assessore MILANESIO, intervenendo per fatto personale, chiede scusa al Consiglio e chiede scusa soprattutto al Sovraintendente Prola per le affermazioni che alcuni Consiglieri hanno fatto in modo pesante nei suoi confronti.

Afferma di aver chiesto all'Arch. Prola di entrare in considerazione della prassi instauratasi in altre circostanze e, premesso di essere maggiorenne e vaccinato, ha ritenuto opportuno di averlo al suo fianco tenuto conto del fatto che alcune delle domande che i Consiglieri gli rivolgevano lo trovavano relativamente impreparato. Ciò considerato chiede che l'Arch. Prola rimanga al suo fianco fino a che non sarà esaurito l'argomento in discussione.

Il Consigliere BALESTRI ricorda che per la mostra d'arte sacra fu istituito un Comitato ad hoc di cui facevano parte, per l'Assessorato, l'Arch. Prola e l'Arch. Bellone e forse anche il Dr. Tambosco.

Fa presente che egli sottopose al Consiglio le due soluzioni prospettate dalla Sovraintendenza che sono contenute nelle premesse della presa d'atto illustrata dall'Assessore Milanesio.

Fa presente inoltre che anche allora ci furono delle titubanze in Giunta che però si risolsero con l'approvazione della seconda soluzione proprio perché, per un fatto di dati tecnici, la Sovraintendenza propendeva per essa perché altrimenti nel Palazzo vescovile c'erano delle case che andavano deturpandosi.

Il Consigliere PEDRINI, intervenendo per fatto personale, risponde all'Assessore Milanesio che egli, a prescindere dalla persona dell'Assessore e dalla persona dell'Arch. Prola, non ritiene giusta la prassi invocata dall'Assessore Milanesio.

Il Consigliere GERMANO ricorda che, anche nel corso dell'esame del progetto di autostrada, intervenne in aula un Ingegnere per l'illustrazione del progetto. Afferma che il Gruppo comunista ha una concezione completamente diversa e non può seguire il Consigliere Pedrini su questa strada. Sostiene che, nonostante il Consigliere Pedrini affermi di non aver fatto attacchi, nella foga dell'intervento certe affermazioni potevano apparire degli attacchi.

Sottolinea che il Gruppo comunista ha criticato la Giunta passata per il metodo che seguiva e cioè di adottare delle deliberazioni di Giunta in materie di competenza del Consiglio.

Quanto all'affermazione dell'Assessore Milanesio di avere ereditato il dossier, fa presente che esso è stato ereditato nel mese di settembre e l'argomento viene portato in Consiglio il 30 gennaio; se non ci fosse stato il 31 dicembre con il rischio che i fondi andassero in avanzo di amministrazione l'argomento non sarebbe stato portato in Consiglio neanche adesso.

Il Consigliere SAVIOZ osserva che le questioni diventano spinose per il sistema adottato dalla passata Giunta.

Fa presente all'Assessore Milanesio che, considerato che in aula siede l'ex Assessore Balestri che è il padre di questa pratica, egli avrebbe benissimo potuto rivolgersi a lui perché chiarisse alcuni problemi, alcune domande che noi abbiamo posto.

Ricorda che, nel suo intervento, il Consigliere Balestri ha detto di aver portato due soluzioni all'esame del Consiglio; ma, a sua memoria, in Consiglio non è stato portato niente... (voce del Consigliere Balestri) ...va ben, allora è un lapsus, bene, va bene.

Sottolinea un'altra questione e cioè che non è stata prodotta la presa d'atto o la deliberazione di Giunta, ma c'è solo la relazione dell'Assessore Milanesio e la parte che riguarda la Sovraintendenza alle Antichità e Belle Arti.

Sostiene di essere in disaccordo con le affermazioni del Consigliere Pedrini circa le case di Bard: egli ha vissuto sette anni in mezzo alla questione delle Antichità e Belle Arti che prevedono dei vincoli terribilmente chiusi, soprattutto per la mancanza di fondi disponibili.

Insiste perché gli si risponda chiaramente sulla questione della convenzione su cui l'Assessore Milanesio non ha detto niente. Afferma di non essere d'accordo se la spesa di tanti milioni si risolvesse nel restauro di un'abitazione privata. Dichiara il suo disaccordo sulla prassi seguita, sulla mancanza della produzione dei progetti, sul fatto di aver trascinato la questione alle calende greche, di averla portata in Consiglio solo adesso senza prevedere la convenzione.

Il Consigliere ANDRIONE afferma che bisogna tenere distinto il fatto estetico dal fatto amministrativo; il fatto estetico è di competenza della Sovraintendenza mentre il problema è che qualcuno ha impegnato il bilancio regionale con dei mezzi che non sono idonei ad impegnare il bilancio regionale, perché non è stata adottata una delibera di Giunta, ma solo una presa d'atto.

Propone, dato che la Regione pagherà il 78,2% delle spese affrontate per il restauro, di rinviare brevemente la questione in attesa che l'Assessore Milanesio ottenga da Mons. Vescovo un impegno sull'uso delle sale.

Il Presidente del Consiglio MONTESANO precisa che il fatto personale non ha la precedenza sulla questione principale; esso può essere fatto presente, ma nella debita iscrizione che segue la richiesta di intervento.

L'Assessore MILANESIO propone che il Consiglio adotti una deliberazione aggiungendo un terzo punto nel quale si potrebbe dire di subordinare alla stipulazione di apposita convenzione tra il Vescovo e la Regione per l'uso dei locali resi disponibili per la mostra d'arte sacra, la liquidazione della somma di 18 milioni di lire.

Afferma che tra l'Amministrazione e il Vescovo sono stati assunti degli impegni non solo morali, ma anche abbastanza formali per cui si è deciso di portare avanti una delibera in tal senso, ma poiché si era nell'ultima settimana di dicembre la sola via era quella di deliberare, in via d'urgenza, in Giunta.

Si scusa con il Consiglio e precisa che non si tratta di una prassi che intende seguire perché non la ritiene giusta in quanto menoma i diritti del Consiglio.

Il Consigliere FOSSON dissente dalla proposta dell'Assessore Milanesio.

Sostiene che la cosa corretta da fare è di tenere in sospeso la ratifica in attesa che l'Assessore e la Giunta presentino in Consiglio la convenzione.

Il Consigliere CAVERI esordisce invitando l'Assessore Milanesio a fare un corso di diritto ecclesiastico e di diritto canonico per vedere chi è competente ad assumere un impegno da parte della Curia se il Vescovo, o il capitolo della Cattedrale, o chi altro.

Ribadisce la proposta del Consigliere Fosson sostenendo che è assurdo che ci sia la ratifica prima e la convenzione dopo; dato che il Consiglio concorda circa la necessità di una convenzione si può rinviare la ratifica a quando la convenzione sarà predisposta.

Il Consigliere POLLICINI dichiara che la maggioranza concorda sulla proposta dell'Assessore Milanesio.

Sostiene che, con la sua proposta, l'Assessore Milanesio ha recepito un suggerimento del Consigliere Caveri.

Il Consigliere CAVERI dichiara di non essere per niente d'accordo e di mantenere tutte le perplessità espresse nei suoi precedenti interventi.

Sostiene la necessità di cessare col metodo di attribuire dei contributi alla vigilia delle elezioni per ottenere appoggi in sede di campagna elettorale così come è stato fatto col mezzo milione concesso a tutti i parroci della Valle d'Aosta.

Il Consigliere POLLICINI fa presente che esistono una maggioranza e una minoranza apposta per prendere delle decisioni.

Il Consigliere SAVIOZ constata che ancora una volta si va avanti a colpi di maggioranza.

Fa presente che la minoranza chiedeva soltanto di pazientare qualche giorno in modo di consentire di redarre la convenzione.

Sostiene che è sempre un pessimo affare pagare prima e fare le convenzioni dopo. Dichiara l'astensione del Gruppo comunista.

Il Consigliere FOSSON dichiara che, poiché la proposta conciliante non è stata accolta, il Gruppo comunista voterà contro.

Il Consigliere PEDRINI dichiara l'astensione del Gruppo liberale.

Il Presidente del Consiglio MONTESANO pone in votazione la ratifica della deliberazione in questione.

Risultato della votazione: votanti 24; favorevoli 18; contrari 6; astenuti 8.

Il Consiglio approva.

---

La seduta è tolta alle ore 13,24.

______