Oggetto del Consiglio n. 228 del 16 ottobre 1970 - Resoconto
OGGETTO N. 228/70 - Esame del nuovo Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio regionale (dall'articolo 1 all'articolo 20).
Montesano (P.S.D.I.) - Allora passiamo all'unico punto dell'ordine del giorno di questo Consiglio, per il quale nella seduta precedente si era stabilito che se ne parlasse specificatamente nella seduta di oggi.
Viene portato al Consiglio regionale il nuovo Regolamento interno di esso, che è stato esaminato, formulato, discusso, in sede alla Commissione appositamente costituita.
Tutti devono ricordare che il Regolamento nostro risale al 1949 e che ha subito delle modifiche marginali, nel 1959, nel 1960, nel 1963, 1964 e 1968.
Quali sono state le ragioni che hanno consigliato a rivedere il nostro Regolamento interno?
Le ragioni risalgono a una questione di fondo principalmente, e cioè che il Regolamento interno del Consiglio regionale della Valle d'Aosta si adagiava sulla legge elettorale maggioritaria e quindi con il passaggio al sistema proporzionale delle elezioni il Regolamento in molti punti era inadeguato, oppure silente su questioni di notevole importanza.
Vi era anche la ragione della incertezza e ambiguità di alcuni disposti regolamentari. Vi era l'altra ragione derivante dall'esperienza sulle applicazioni pratiche e su inconvenienti derivanti nel corso delle varie legislature.
Quindi c'è stata una riforma fatta dalla Commissione per adeguare il Regolamento allo scopo di un perfezionamento dei lavori del Consiglio.
Per un avvicinamento del nostro Regolamento più a quello delle assemblee parlamentari, che a quello delle Provincie e dei Comuni, altro scopo è stato quello di salvaguardare maggiormente i diritti della minoranza e garanzia contemporanea della sua fattiva partecipazione ai lavori del Consiglio e delle Commissioni, quindi perciò il Consiglio regionale nella seduta del primo luglio 1968 deliberò di dare mandato al Presidente del Consiglio per la nomina di una Commissione apposita per la riforma del Regolamento composta dall'Ufficio di Presidenza e da un rappresentante per ogni gruppo consiliare.
La Commissione venne nominata nel mese di agosto e cominciò i suoi lavori il 26 dello stesso mese del 1968.
Continuò i lavori per oltre un anno, in dieci sedute, alle quali hanno partecipato, sistematicamente, i componenti stessi della commissione, i quali erano così rappresentati: Consigliere Benzo quale Vice Presidente, Consigliere Personnettaz quale Vice Presidente, Consigliere Siggia quale Segretaria allora del Consiglio e i rappresentanti dei Gruppi costituiti dal Consigliere Manganone, no mi correggo, la Siggia era Vice Presidente, Manganone Segretario del Consiglio, e poi i rappresentanti dei gruppi rappresentati dai Consiglieri Caveri, Chamonin, Dolchi, Milanesio, Ramera, Tonino e Pedrini.
Ognuno di essi ha portato un valido contributo nella discussione, nella formulazione dell'articolo e anche se alla conclusione non si è raggiunto in alcuni punti un accordo, io devo ribadire che da parte di tutti i Commissari è stato dato un contributo responsabile per poter portare al Consiglio questo documento che oggi va ad essere esaminato.
Mi è grata l'occasione per esprimere ai colleghi che hanno collaborato alla stesura di questo Regolamento il più vivo ringraziamento a nome mio personale e a nome del Consiglio, il ringraziamento va esteso anche ai rappresentanti burocrati dell'Ufficio di Presidenza e anche agli impiegati d'ordine che hanno collaborato alla stesura materiale del documento.
Per poter portare il documento stesso con una certa tranquillità al Consiglio, l'Ufficio di Presidenza ritenne opportuno di chiedere la consulenza al riguardo di due funzionari della Segreteria del Senato i quali ci hanno dato utilissimi suggerimenti chee sono stati discussi e accolti in gran parte dalla Commissione.
Uno degli articoli che anticipo in questa mia presentazione del regolamento, è quello che istituisce permanentemente la Commissione per il Regolamento allo scopo di esaminare eventuali modifiche, eventuali adeguamenti per la vita futura del Consiglio, ma soprattutto per creare un organismo consiliare il quale sia chiamato a dirimere soprattutto le interpretazioni delle norme del Regolamento.
La presentazione del Regolamento al Consiglio comporterà senza dubbio un esame approfondito delle norme e delle modifiche. L'esame approfondito sarà utile per il suo perfezionamento anche perché, come dicevo avanti, la Commissione su alcuni punti non è stata unanime, e ha lasciato al Consiglio la discussione di alcuni articoli sui quali ogni Consigliere potrà prendere le decisioni e la posizione che riterrà più opportuna.
Il Regolamento del Consiglio naturalmente - e non c'è bisogno di dirlo, ma solo di accennarlo - non è un documento che è portato da alcuna maggioranza, è un documento che è destinato a informare la vita di lavoro del Consiglio stesso, e quindi io credo che ogni Consigliere, anche appartenente a gruppi definiti, è libero di prendere le sue decisioni personali proprio perché il regolamento non investe alcun aspetto politico, ma è soltanto un documento che regolerà la vita del Consiglio regionale.
Le innovazioni fatte in questo Regolamento, richiamando anche piccole modifiche sostanziali fatte in presenza, sono rappresentate dalla costituzione dei gruppi consiliari. Gruppi consiliari i quali sono chiamati a dare il loro contributo e a rappresentare una efficiente partecipazione ai lavori della Presidenza.
Altro punto ribadito nel testo è che le minoranze sono rappresentate nelle Commissioni consiliari con un numero maggiore che in precedenza.
Vi è una regolamentazione più precisa per le Commissioni consiliari; vi è una regolamentazione di collaborazione fra l'Ufficio di Presidenza e i Gruppi consiliari, i quali sono chiamati - e lo abbiamo già attuato in precedenza - a collaborare con il Presidente e l'Ufficio di Presidenza, soprattutto per stabilire il programma dei lavori delle sedute consiliari.
Noi, in questo Regolamento, anticipiamo anche quello che è contenuto nella bozza di regolamento del Parlamento, nel quale, appunto, è inserita questa norma, che l'Ufficio di Presidenza, prima di programmare il lavoro periodico che il Consiglio dovrà affrontare, terrà delle riunioni con i Capigruppo per poter creare un'intesa sui lavori dell'Assemblea.
Esiste nel nuovo testo una maggiore disciplina, soprattutto una maggiore precisazione della disciplina delle discussioni nella limitazione degli interventi; d'altro canto con allargamento del tempo per gli interventi a un'ora e mezz'ora.
È contenuto nel Regolamento una disciplina per le sedute... nuove norme che vengono richiamate nei regolamenti dei Parlamenti e delle altre assemblee regionali, e poi nella organicità del regolamento si è creduto opportuno di raggruppare le norme con un criterio più razionale in modo da rendere più agevole anche il richiamo e la ricerca.
Quindi il documento elaborato, come dicevo, non ha ritrovato su alcuni punti l'unanimità dei pareri dei componenti la Commissione, sono punti di particolare importanza. Essi rileveranno nel corso del dibattito una particolare attenzione da parte dei Consiglieri e saranno risolti al buon fine di creare uno strumento regolamentare organico ben articolato, moderno e di agevole applicazione. Per questo, a nome mio personale, dell'Ufficio di Presidenza e della Commissione, sollecito la collaborazione di tutti voi, egregi Colleghi, sicuro che nell'esame delle norme che dovranno regolare in futuro l'attività, le procedure, le decisioni del Consiglio regionale, ci sarà tutto il vostro impegno e la vostra oculata responsabilità.
Allora si apre la discussione generale, se il Consiglio ritiene necessario, oppure si passa all'esame, articolo per articolo sui quali, naturalmente il Consiglio si deve soffermare, e io proporrei che gli articoli fossero letti dal Segretario per poter richiamare maggiormente l'attenzione dei Consiglieri.
C'è qualcuno che chiede la parola sulla discussione generale?
Allora, la parola all'Avv. Caveri.
Caveri (U.V.) - Voglio fare una brevissima osservazione, brevissima, perché le varie osservazioni verranno ripetute di volta in volta, man mano che si esamineranno i singoli articoli.
Noi Consiglieri dell'Union Valdôtaine siamo contrari allo spirito che ha ispirato questo progetto di Regolamento, che è uno spirito autoritario e liberticida, che trasforma la figura del Presidente del Consiglio in una specie di dittatore del Consiglio, dandogli dei poteri che non gli spettano nel modo più assoluto; perché dobbiamo concepire il Presidente del Consiglio come lo speaker del Consiglio e come la persona che deve dare la parola ai Consiglieri che la richiedano e dare una certa disciplina all'andamento delle discussioni, all'infuori di questo noi non ammettiamo altri poteri del Presidente del Consiglio.
Voilà. Questa è la dichiarazione introduttiva, poi per ogni articolo faremo le nostre osservazioni, non per ogni articolo, per gli articoli che noi non approviamo, faremo le nostre osservazioni.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola? Allora si passa alla lettura degli articoli.
Articolo 1
Montesano (P.S.D.I.) - Ci fermiamo all'articolo 1, c'è qualcuno che chiede spiegazioni o vuole intervenire in questo articolo uno?
Ramera (D.C.) - Dato che nel corso delle sedute di questa Commissione abbiamo appreso che si trova al Parlamento il disegno di legge per i cinque anni, e vorrei che fosse già automatico di provvedere la modifica di questo articolo se passasse quella legge, perché altro non credo che ci sia.
Fosson (U.V.) - Vorrei solo dire brevissimamente che per intanto noi non possiamo prevedere i cinque anni perché sarebbe in contrasto con lo Statuto che prevede quattro anni, quindi, eventualmente, quando passerà alla Camera questa legge, e se passerà, si modificherà automaticamente, perché sarà una trasformazione anche dello Statuto.
Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro chiede la parola? Io sono d'accordo con il Vice Presidente Fosson, in quanto... per quelle ragioni contenute nello Statuto, vuol dire che sarà adeguato dovesse passare.
Richiamo l'attenzione dei Signori Consiglieri sull'articolo 19 dello Statuto, il quale richiede, per l'approvazione del Regolamento e quindi dei diversi articoli, una maggioranza specifica, cioè chiede la maggioranza assoluto dei suoi componenti.
Quindi chi approva l'articolo 1 alzi la mano. Chi non l'approva? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Articolo 2
Montesano (P.S.D.I.) - Chi vuole intervenire su questo?
Io vorrei fare soltanto una domanda ai Signori Consiglieri: nell'articolo seguente mi richiamo all'articolo susseguente per potermi spiegare meglio, viene detto che come primo atto delle funzioni di Consigliere esiste la convalida delle elezioni dei Consiglieri stessi. Siccome appunto nello Statuto è contenuto che le funzioni di Consigliere si possono svolgere soltanto dopo aver prestato giuramento, io chiedo al Consiglio, ritenuto che anche la convalida, a mio giudizio, è un atto di espletamento delle funzioni di Consigliere perché viene dato con un voto, se il Consiglio non ritiene opportuno che prima della convalida i Consiglieri debbano prestare giuramento.
La mia è una domanda, la quale ha uno scopo, che è quello di ravvisare, anche la parte D.C. lo volesse, un ligio vizio di forma, negli eventuali ricorsi per le cause di ineleggibilità.
Io non propongo, domando al Consiglio se non ritiene opportuno per maggiore chiarezza, che il primo atto che il Consigliere deve fare sia il giuramento, così come il Sindaco, per esempio, non può esercitare le sue funzioni se non ha prestato il giuramento davanti al Sindaco e come i Consiglieri comunali non possono esercitare le loro funzioni se non hanno fatto la prova dell'alfabetismo.
Nelle altre Regioni il primo atto che il Consigliere fa è il giuramento. Nel nostro regolamento esiste come atto susseguente alla convalida e quindi il Consiglio è pregato da me di porre attenzione a questa procedura per le ragioni che io ho verificato in avanti.
Chi chiede la parola? Germano.
Germano (P.C.I.) - È naturale, al Parlamento il primo atto è la convalida della Giunta delle elezioni... (voce di Montesano) ...facciamo le ipotesi: noi ci troviamo qui nella prima seduta dopo le elezioni, prima cosa giuriamo, a me pare un assurdo, perché poi io dico Ramera non è nelle condizioni di eleggibilità, bisogna che vada via, quello ha giurato, quello è Consigliere.
(Voce in lontananza) ...no, ma anche lì è previsto ineleggibilità sopravvenuta.
Montesano (P.S.D.I.) - Germano, io volevo soltanto dirti che per esempio in tutte le altre Regioni esiste la Giunta delle elezioni, la quale convalida i Consiglieri anche dopo 15 giorni.
Noi convalidiamo direttamente, quindi perciò non siamo obbligati, noi possiamo lasciare anche così com'è formulata, però io ho voluto prospettarla.
Germano (P.C.I.) - A me pare che vada bene così.
Andrione (U.V.) - L'osservazione... prendere il Consiglio sulla Giunta delle elezioni, osservazione esatta, mi sembra che dia la chiave per risolvere il problema nel senso che il Consiglio regionale, cioè, le persone, i Consiglieri regionali dichiarati eletti, nel primo atto, in cui si ritrovano come Consiglio, fanno la Giunta delle elezioni, dopo di che iniziano i lavori del Consiglio con il giuramento. Mi sembra che quell'esatto riferimento del Presidente indichi la strada per poter prima di iniziare i lavori del Consiglio, stabilire che quelli che saranno dichiarati eletti debbono o non debbono essere convalidati.
Dolchi (P.C.I.) - Dal punto di vista puramente formale, penso che l'osservazione del Presidente del Consiglio abbia una sua validità per un Consiglio regionale dove si presta giuramento. E cioè ho ritenuto particolarmente la sua osservazione che eventuali ricorsi in sede di convalida potrebbero trovare questo vizio di procedura nella rigidità dell'art. 2 e cioè il Consigliere nell'atto di convalida ha espletato le sue funzioni di Consigliere e poi ha giurato successivamente quando l'art. 2 dice tassativamente che l'esercizio delle funzioni del Consigliere è condizionata alla prestazione del giuramento.
Penso che se accettiamo questa preoccupazione del Presidente del Consiglio si possa ovviare mettendo per iscritto quello che mi sembra è un po' la prassi, e cioè emendare l'art. 2 in questo senso: "l'esercizio delle funzioni di Consigliere regionale, ad eccezione dell'atto di convalida, è condizionato alla prestazione del giuramento", regolamentiamo questa procedura che è quella normale e così evitiamo con la chiarezza del testo scritto quelle che possono essere le diverse interpretazioni.
Montesano (P.S.D.I.) - Vediamo cosa dice lo Statuto. "Art. 23 - I Consiglieri regionali prima di essere ammessi all'esercizio delle loro funzioni..." si tratta appunto di stabilire se le funzioni, se le convalide, se la convalida è uno degli esercizi delle funzioni di Consigliere.
Prestano giuramento gli... ecc. ecc.
Avvocato Caveri, Lei ci può dare dei lumi in questo.
Caveri (U.V.) - C'è gente in Italia che ha giurato fedeltà almeno 12 volte e ha sempre violato... quindi non serve proprio a niente. (Voci in lontananza)
Montesano (P.S.D.I.) - Allora il Consiglio vuole lasciare l'articolo 2 com'è?
Va bene. Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Articolo 3
Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola? Chi approva alzi la mano.
Contrari? Dolchi chiede la parola?
Dolchi (P.C.I.) - ... mi sembra che sia opportuno, proprio per rimanere aderenti all'art. 23 dello Statuto, che nella elencazione, visto che si fa la precisa elencazione, sia messo al comma b) al giuramento in base all'art. 23 dello Statuto, cioè "il Consiglio procede:
a) alla convalida delle elezioni dei Consiglieri;
b) al giuramento in base all'art. 23 dello Statuto;
c) alla elezione del Presidente del Consiglio;
ecc. ecc.".
Montesano (P.S.D.I.) - Ma c'è l'art. 6 che è dedicato al giuramento... (voci in aula) Altre osservazioni? Allora chi approva l'art. 3 alzi la mano. Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
TITOLO II - COSTITUZIONE DEL CONSIGLIO
Articolo 4
Montesano (P.S.D.I.) - Ci sono delle osservazioni? Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.
Articolo 5
Caveri (U.V.) - Stabilire un termine per l'ultimo comma, togliere un certo numero di giorni prima della seduta di Consiglio nella quale si discute...
Montesano (P.S.D.I.) - Sul comma terzo, dice Lei. Mi pare sia contenuto nella legge, io non ricordo bene... prevede un termine, mi sembra che sia dieci giorni.
Caveri (U.V.) - Come si mette dieci giorni al primo comma, tanto vale mettere dieci giorni anche al terzo comma.
Così come è detto al primo comma.
Montesano (P.S.D.I.) - Per favore il microfono, Avv. Caveri, perché qui non si sente bene.
Caveri (U.V.) - Propongo di aggiungere in fondo al terzo comma la stessa cosa che c'è alla fine del primo comma, cioè: "e con invito a presentare eventuali controdelucidazioni entro dieci dalla data di ricevuta della comunicazione".
Insomma ripetere le tre ultime righe; il primo comma aggiungerlo al terzo comma.
Montesano (P.S.D.I.) - C'è qualcuno che fa osservazioni; quindi l'emendamento aggiuntivo del Consigliere Caveri, è accolto dal Consiglio.
Ci sono altre osservazioni.
Andrione (U.V.) - Sì va bene, è previsto anche dalla legge elettorale.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora viene messo a votazione l'art. 5 con l'emendamento aggiuntivo del Consigliere Caveri.
Chi approva alzi la mano, contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Articolo 6
Dolchi (P.C.I.) - Il problema che è sorto anche in una delle ultime riunioni del Consiglio regionale per la convalida e l'immissione in aula del Consigliere Chantel.
Mi sembra che il terzo comma che dice che i Consiglieri che non sono presenti e i Consiglieri eletti per sostituzione prestano giuramento nello stesso modo nella successiva adunanza del Consiglio, ovvero nella prima adunanza alla quale partecipano, sia soprattutto per la frase "nella successiva adunanza del Consiglio" questa frase sia riferita al fatto soprattutto dei Consiglieri che non sono presenti alla prima adunanza del Consiglio e quindi è logico che si richiede il loro giuramento nella successiva adunanza.
Proprio per motivi di chiarezza in modo che non ci siano diverse interpretazioni, mi sembrerebbe più logico eliminare le parole "nella successiva adunanza del Consiglio" perché in questo modo sarebbe chiaro che se il Consigliere nel caso di sostituzione, non nel caso di prima adunanza fosse presente, è chiaro che potrebbe prestare immediatamente il giuramento. Cosa che avviene già per le sostituzioni nell'ambito del Consiglio comunale. Se uno è presente entra e da quel momento assume le sue funzioni.
Quindi il testo che io propongo che mi sembra che abbia a risolvere eventuali dubbi in proposito, sarebbe questo: "i Consiglieri che non sono presenti" e questo si riferisce alla prima adunanza e "i Consiglieri eletti per sostituzione prestano giuramento allo stesso modo nella prima adunanza alla quale partecipano".
È ovvio che per i Consiglieri che sostituiscono partecipano, se partecipano immediatamente prestano anche immediatamente il giuramento.
Montesano (P.S.D.I.) - Il Consiglio accoglie questo suggerimento che è stato proposto dal Consigliere Dolchi?
Allora cancellare "nella successiva adunanza del Consiglio ovvero", quindi il comma è così formulato "I Consiglieri che non sono presenti e i Consiglieri eletti per sostituzione prestano giuramento allo stesso modo nella prima adunanza a cui partecipano".
Chi approva con l'emendamento proposto dal Consigliere Dolchi alzi la mano. Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Articolo 7
Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola? Il Consigliere Caveri.
Caveri (U.V.) - Domando che al terzo comma, invece di dire "al numero dei Consiglieri presenti" si dica "al numero dei Consiglieri in carica", cioè al posto della parola "presenti" l'espressione "in carica".
Montesano (P.S.D.I.) - Lo stesso appunto che avevo fatto io qui sul mio... c'è una garanzia più larga.
Dolchi (P.C.I.) - ... qui si parla due volte di presenza e una volta di intervento, ora per evitare diverse interpretazioni, e abbiamo avuto in sede di Consiglio comunale una lunga discussione sulla parola "intervento" e "presenza" siccome mi sembra chiaro che come è detto nello stesso secondo comma, si tratti di presenza dei Consiglieri, proporrei che alla seconda riga del secondo comma, la parola "intervento" fosse sostituita dalla parola "presenza", in modo che sia sempre questo riferimento alla presenza e non ci sia in un caso la parola intervento che può essere interpretato come partecipazione alla votazione.
Quindi per la validità dell'elezione è richiesta la presenza di almeno due terzi, ecc. ecc., cosa che è precisato nel prosieguo del comma.
Montesano (P.S.D.I.) - Altre osservazioni? Signora Siggia.
Siggia (P.C.I.) - Solo per il Presidente del Consiglio è prevista per la validità delle elezioni la presenza di una maggioranza qualificata; la cosa non succede per il Presidente della Giunta, perché nel nostro Regolamento per la nomina del Presidente della Giunta si fa riferimento all'art. 33 dello Statuto, per cui qualsiasi presenza può autorizzare alle votazioni e alla nomina di un Presidente della Giunta. Mi pare incongruente, allora, che per un Presidente del Consiglio sia indispensabile la presenza di un determinato numero di Consiglieri, perché direi, allora, che ci vuole anche per il Presidente della Giunta; d'altra parte nello Statuto non lo possiamo modificare, ma direi che per il Presidente del Consiglio potremmo usare lo stesso metro e quindi abolire completamente il secondo comma.
Caveri (U.V.) - La questione non è importantissima, però io sarei di quest'opinione, lascerei le cose come sono in questo articolo 7; perché mi pare che si spieghi la diversità di trattamento che viene fatta tra il Presidente del Consiglio e il Presidente della Giunta; la carica del Presidente del Consiglio e quello che dico adesso si concilia con quello che ho detto nel discorso terribile, che ho detto prima sulla figura del Presidente del Consiglio.
Comunque, per quanto noi vediamo nel Presidente del Consiglio lo speaker del Consiglio, però è certo che è una carica di prestigio e quindi mi pare che questa maggioranza qualificata si spiega in questo modo. Borbotta la Signora Siggia in questo momento, che anche la figura del Presidente della Giunta ha prestigio. Io che sono stato per tanto tempo Presidente della Giunta non condivido l'opinione.
Il Presidente della Giunta è l'espressione di una coalizione di partiti, è il rappresentante di una maggioranza; è un fenomeno politico, diciamo, il Presidente della Giunta, quindi pretendere questa maggioranza qualificata dei presenti, mi sembrerebbe non completamente giustificato, invece mi pare più giusto che ci sia questa maggioranza qualificata per il Presidente del Consiglio, dato appunto questa posizione di prestigio che certamente ha il Presidente del Consiglio, però per me la questione non è molto importante.
Montesano (P.S.D.I.) - Chi altro chiede la parola? Io sono d'accordo su quello che ha detto l'Avvocato Caveri, soprattutto sulla necessità che il Presidente del Consiglio sia eletto in rapporto al numero dei Consiglieri in carica, perché ci si potrebbe trovare di fronte alla presenza di venti Consiglieri e il Presidente del Consiglio è eletto con 11 voti, quindi c'è maggior garanzia. La stessa garanzia è data dal comma secondo che richiede una presenza dei due terzi.
Quindi faccio mie queste osservazioni e chiedo alla vice Presidente Siggia se mantiene la sua richiesta oppure no.
Allora se mai ritorneremo in discussione sulla... (voci) ...in più devo riproporre la proposta del Consigliere Dolchi sul cambio della parola "intervento", con "presenza", al secondo rigo del secondo comma, "Nella validità delle elezioni è prevista la presenza di almeno due terzi dei Consiglieri". Il Consiglio è d'accordo?
Altre osservazioni? Chi è favorevole...
Ramera (D.C.) - Per ragioni di chiarezza non mi piace l'ultima frase del comma quattro "a parità di voti nella seconda votazione o nella votazione di ballottaggio, rispettivamente entra in ballottaggio", cosa vuole dire...
Germano (P.C.I.) - ... due a pari voto e un terzo che ne ha di più, in ballottaggio entra quello che è più vecchio.
Montesano (P.S.D.I.) - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
TITOLO III - ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA E DEGLI ASSESSORI.
Articolo 8
Montesano (P.S.D.I) - Io desidero leggere l'art. 33 perché il Consiglio sia edotto nella modalità "Il Presidente della Giunta regionale eletto dal Consiglio dai suoi componenti subito dopo la nomina del Presidente del Consiglio e dell'Ufficio di Presidenza.
L'elezione ha luogo per scrutinio segreto, a maggioranza assoluta, e dopo il secondo scrutinio a maggioranza relativa.
Gli Assessori preposti ai singoli rami dell'Amministrazione ne sono nominati dal Consiglio su proposta del Presidente della Giunta".
Quindi c'è una diversità nell'elezione del Presidente del Consiglio e del Presidente della Giunta, ma questo è contenuto in un disposto statutario al quale si è fatto riferimento senza ripetere quello che è il contenuto del vecchio regolamento.
Il Consiglio è d'accordo?
Chi è favorevole alzi la mano.
Contrari? Astenuti.
Il Consiglio approva.
TITOLO IV - ORGANI DEL CONSIGLIO E LORO ATTRIBUZIONI
Capo I - DELLA PRESIDENZA DELL'ASSEMBLEA.
Articolo 9
Montesano (P.S.D.I.) - Soltanto che io volevo far presente ai Signori Consiglieri quanto contenuto nell'art. 14, di quello che riguarda i compiti, ne parlo adesso, appunto perché io volevo indicare alcuni punti di quell'art. 14 e precisamente i punti 3, 4, 2, cioè della nomina di tre scrutatori che anche nel vecchio regolamento era demandato al Presidente del Consiglio, se il Consiglio vuole dare questa competenza all'Ufficio di Presidenza, ma più che per questo, - è più piena di garanzia questa decisione dell'Ufficio di Presidenza che non del Presidente - al punto terzo della distribuzione delle copie dei progetti di legge e delle proposte... delle commissioni, ora noi, questo lo facciamo senza riunire l'Ufficio di Presidenza, lo facciamo per automatismo questo - art. 14 - inteso come diritto del Presidente, non come dovere, cioè tutte le volte che arriva un progetto di legge all'Ufficio di Presidenza, il Presidente è obbligato a trasmettere alle Commissioni e ai Consiglieri, gli elaborati, sarebbe necessario invece dover convocare l'Ufficio di Presidenza per la trasmissione di questi atti, di normale trasmissione da parte degli uffici.
Quindi questo è il punto principale, che io propongo di citare come attribuzione al Presidente del Consiglio.
Dunque l'art. 14 che riguarda l'Ufficio di Presidenza.
Andrione (U.V.) - Il punto tre dell'art. 14, il punto tre come numero della distribuzione delle copie dei progetti di legge delle proposte di deliberazione ai Consiglieri delle Commissioni, invece di metterlo fra le attribuzioni dell'Ufficio di Presidenza, metterlo fra le attribuzioni del Presidente del Consiglio.
(Voci in aula)
Montesano (P.S.D.I.) - Io propongo questo per sveltimento, per ragioni di sveltimento del lavoro, perché noi convochiamo sovente l'Ufficio di Presidenza, ma che tutte le volte dobbiamo trasmettere un atto di questo genere, tutti comprendono che intralcia il lavoro.
Allora... aggiungiamo alla Giunta, ma questo lo facciamo regolarmente, nel regolamento la trasmissione, soprattutto al Presidente della Giunta. Allora c'è la Giunta, al Presidente della Giunta ai Consiglieri... sul n. 3 pag. 8 dei compiti attribuiti all'Ufficio di Presidenza e viene trasportato integralmente fra i compiti attribuiti al Presidente.
La stessa cosa vorrei dire per il punto 4 dell'istruttoria, degli atti relativi alle petizioni, esposti, ricorsi e denunce presentate al Presidente del Consiglio, alla Presidenza del Consiglio, è una procedura d'ufficio che viene fatta.
D'accordo.
Gli altri sono d'accordo?
Caveri (U.V.) - ... d'accordo su altri punti dell'art. 14; quindi chiederei che tutto l'art. 14 venga visto dopo.
Montesano (P.S.D.I.) - Si tratta adesso di traslare i punti tre e quattro, fra i compiti di ufficio...
Caveri (U.V.) - ... però intanto approviamo gli articoli dal 9 al 12 e poi ne riparliamo.
Montesano (P.S.D.I.) - Ma se noi approviamo l'art. 9, non possiamo più inserire questa...
Caveri (U.V.) - Ah no? Va beh!
Dolchi (P.C.I.) - Per una questione di organicità del Regolamento, se trasliamo il comma tre e il comma quattro, data la competenza della nomina degli scrutatori, porrei al Consiglio se non è opportuno traslare anche la nomina degli scrutatori che sono di competenza del Presidente, e vorrei proporre un'aggiunta relativa, proprio per l'organicità del... (Montesano: art. 9...) ...sì sempre dell'art. 9, per quanto riguarda, nell'art. 115, si parla che devono essere conservati nell'Archivio del Consiglio regionale, primo il registro dei verbali originali delle adunanze, secondo il registro cronologico dei progetti di legge e di regolamenti regionali.
Però negli articoli non si dice se è compito del Segretario o della Presidenza o del Presidente la tenuta del registro cronologico dei progetti di legge; ecco io farei la proposta che dell'art. 9 venisse aggiunto cha fra tutte le mansioni, fra tutti i compiti e i doveri, ci sia anche quello della tenuta del registro cronologico, assegnando ad ogni proposta di legge, o disegno di legge, il numero progressivo e la data di presentazione. Visto che all'art. 115 è previsto il registro cronologico, ma non è previsto negli articoli precedenti, a chi compete la tenuta di questo registro cronologico? Vedrei bene che questa competenza fosse data al Presidente del Consiglio come dovere, nella formulazione dell'art. 9.
Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Dolchi, io desidero precisare che questa tenuta dell'Archivio e dei verbali, per esempio, e di tutto il carteggio che interessa l'Ufficio di Presidenza, è una attribuzione specifica del Segretario, quindi io non sarei d'accordo che fosse messo nell'art. 9, ma invece lo vediamo poi verso l'art. 14, o in mezzo all'articolo che riguarda i compiti del Segretario. D'accordo?
Allora le proposte sono di trasferire all'art. 9 i punti 2, 3, 4 della pag. 8 e dell'art. 14, quali compiti del Presidente.
Chi approva con queste modifiche alzi la mano. Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Articolo 10
Montesano (P.S.D.I.) - Il Consiglio approva.
Capo II - DELLA SEGRETERIA DEL CONSIGLIO
Articolo 11
Montesano (P.S.D.I.) - Ecco io volevo dire proprio questo, il Presidente del Consiglio, qui, oltre ad essere il dittatore, qui è il parafulmine delle proteste per la questione dei verbali, mentre il responsabile in questo caso è il Segretario del Consiglio, il quale però non possiede un Ufficio, nell'ambito nostro non possiede alcun ufficio, non possiede una sedia dove sedersi, e allora non so come può attendere alla responsabilità di queste mansioni senza provvedere al riguardo.
Quindi, questo lo dico per ragioni di opportunità, in quanto che anche per l'aiuto che si può dare, l'aggiunta, possiamo una volta per sempre sistemare anche l'ufficio di Segretario del Consiglio, nel quale egli possa attendere a queste mansioni, le quali sono di notevole importanza e alle quali si possono aggiungere anche le mansioni proposte dal Consigliere Dolchi, cioè la tenuta dei registri, trasmissione delle leggi. Lei aveva fatto una proposta, come la formula questa proposta?
Dolchi (P.C.I.) - Signor Presidente, accogliendo la mia richiesta che sia precisato chi deve essere il responsabile a tenere il registro cronologico, previsto dall'art. 115, dice lo prevediamo, fra i compiti del Segretario, della Segreteria del Consiglio.
Io rimango dell'idea che siccome non sarà il Segretario personalmente a tenere questo registro, sia mantenuto ancora nell'art. 14, fra i compiti dell'Ufficio di Presidenza che demanderà poi all'Ufficio incaricato la tenuta di questo registro.
Per quanto riguarda l'art. 11, avrei da suggerire, da proporre, che fra tutte le mansioni del Segretario fosse aggiunto che procede alla distribuzione delle schede. C'è l'art. 90. Però qui è un po' come la questione del giuramento: se noi prevediamo tutte le mansioni del Segretario, sarà una ripetizione, ma è logico che sia prevista anche la mansione che poi un articolo specifico attribuisce al Segretario, se no non si vede perché al Segretario sono attribuite una serie di mansioni e non citata nel complesso delle mansioni una mansione specifica che gli viene attribuita ad un articolo del Regolamento.
Sarà una ripetizione ma mi sembra che sia più chiaro che anche fra le mansioni del Segretario siano precisate le cose che lui deve fare in base a determinati articoli.
Ora, l'art. 90 prevede esplicitamente che il Segretario è tenuto alla distruzione delle schede, fra le attribuzioni del Segretario vedrei anche questa specifica funzione, così solo per una...
Montesano (P.S.D.I.) - La distruzione delle schede. Qui si fa un discorso, siccome... mi sono informato di questa questione, anche chiedendo l'acquisto di una macchina tagliatrice, per distruggere le schede, perché qui non possiamo dare fuoco, vero, è una macchina che costa molto e che sproporzionata all'utilità, comunque, il Segretario può anche strapparle così con le mani, perché non è un gran numero di schede, vero?
Fosson (U.V.) - Io credo che siccome si parla delle elezioni, in quell'art. 90 e quindi delle modalità, ritengo inutile di riportare in questa sede, di nuovo qui fra i compiti del Segretario quello della distruzione, perché altrimenti dovremmo dire anche quali sono le modalità, forse forse dovremmo dire - scusatemi la battuta - che il Segretario dovrebbe ingoiarsele, così e avrebbe anche da digerirle, ma penso che non dobbiamo, scherzi a parte non possiamo mettere, elencare tutti questi particolari, che sono già previsti in altri articoli anche in queste funzioni del Segretario, io ritengo che non sia...
Siggia (P.C.I.) - Non ha nessunissima importanza, ma ripetiamo il discorso di prima, o li elenchiamo tutti o siccome sono contenuti nel prosieguo in altri articoli, non li mettiamo affatto, perché anche "prende nota dei voti in merito alle varie proposte" è specificato come dopo, però qui è elencato nei compiti, o abbiamo voglia e li elenchiamo veramente tutti o se no non ha più senso che ci sia un articolo così con alcuni capi e altri lasciati poi negli articoli che verranno dopo nel regolamento. Direi è lo stesso discorso di prima, è chiaro che anche prima l'abbiamo superato, ma si provvede alla convalida, al giuramento, all'elezione del Presidente, mi dice Ramera, "il giuramento c'è all'articolo successivo", è vero, ma c'è anche l'elezione del Presidente nell'articolo successivo, anche i componenti l'Ufficio di Presidenza ci sono, se vogliamo essere organici, allora dobbiamo dire tutto quello che è, in questo caso era il compito del Consiglio, e nel caso dell'art. 11 i compiti del Segretario.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola?
Germano (P.C.I.) - ... In merito alle varie proposte... provvede alla distruzione delle schede, sovraintende alla formazione delle copie, ecc. (voci in lontananza)
Montesano (P.S.D.I.) - In che punto allora va inserito questo...
Andrione (U.V.) - Prima di "sovraintende", dopo l'ultimo punto e virgola.
(Voci in lontananza)
Montesano (P.S.D.I.) - Il Consiglio accoglie questo emendamento aggiuntivo? Quello di aggiungere al terz'ultimo rigo dopo "prende nota dei voti in merito alle varie proposte" la frase "provvede alla distruzione delle schede".
D'accordo il Consiglio? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Capo III - DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA
Articolo 12
Montesano (P.S.D.I.) - Ci sono osservazioni? Chi approva alzi la mano. Contrari? La votazione è come non avvenuta.
Dujany (D.P.) - Presidente... "cessano dalle cariche della Presidenza del Consiglio", credo che formalmente sarebbe meglio mettere "ricoperte presso l'Ufficio di Presidenza".
Montesano (P.S.D.I.) - "Ricoperte presso l'Ufficio di Presidenza del Consiglio".
Altre osservazioni? Allora l'articolo viene votato con l'aggiunta del Presidente della Giunta.
Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Articolo 13
Caveri (U.V.) - Non sono d'accordo con questo articolo, perché non vedo né la necessità né l'opportunità che il Presidente del Consiglio e tutto l'ufficio di Presidenza rimanga in carica fino alla nomina del nuovo ufficio di Presidenza, perché la continuità dell'Amministrazione quando ormai il Consiglio è sciolto è assicurato dal Presidente della Giunta e dalla Giunta, e il Presidente del Consiglio che cosa può fare una volta che il Consiglio regionale è sciolto? Può mandare solo dei telegrammi al Presidente della Repubblica, è tutto quel che può fare; non vedo né la necessità, né l'opportunità di questa norma.
Quindi chiedo la soppressione di questo articolo.
Montesano (P.S.D.I.) - Questo articolo è stato ripreso dagli altri regolamenti, è tale e quale. Non è che sia una innovazione nostra.
Non è una mia invenzione, anzi è la stessa cosa, la stessa spiegazione che io avevo dato in sede di Commissione e si disse che oltre ad essere un disposto che tutti i regolamenti contengono, è anche previsto dalla legge sulle Regioni a Statuto ordinario, ora se noi vogliamo essere gli unici che non prevedono questa norma, siamo padronissimi di farlo. Io non ho nessuna... esiste negli altri regolamenti, anche nella legge del 1953, quella per gli Statuti, per i Consigli delle Regioni a Statuto ordinario. A me non riguarda una qualche cosa di attuale, è un qualche cosa che deve rendere possibile la continuità, e soprattutto... qui avvocato non si parla del Presidente, si parla dell'Ufficio di Presidenza, l'Ufficio di Presidenza è un organo collegiale.
Fosson (U.V.) - Io posso anche concordare di lasciarlo se c'è negli altri regolamenti a Statuto speciale; assolutamente non vorrei fare un collegamento e basarci sullo Statuto delle Regioni a Statuto ordinario, perché noi dobbiamo essere contrari all'abbinamento, per una questione di principio, quindi se c'è negli altri Statuti delle regioni a statuto speciale, purché non sia solo...
Montesano (P.S.D.I.) - Ecco, vi leggo quello della Regione siciliana, per esempio: art. 11 - che parla dell'Ufficio di Presidenza quando si riunisce, ecc. ecc. al quarto comma ed è ripetuto anche sugli altri regolamenti delle altre Regioni a Statuto speciale.
Caveri (U.V.) - Io mi rendo conto che c'è negli Statuti delle altre regioni a Statuto speciale, quindi per accelerare questa discussione che rischia di durare una settimana, questo esame del Regolamento, io rinuncio alla mia osservazione.
Chantel (P.S.I.) - È in contrasto con l'art. 11... (voce in lontananza) ...perché controsensi di questo genere non possiamo accertarli.
Montesano (P.S.D.I.) - Io, per rispondere al Consigliere Caveri, leggo quello che è contenuto nel regolamento dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio, nel regolamento della Regione siciliana: "L'Ufficio di Presidenza rimane in carica allo scadere del quadriennio, di cui all'art. 6 dello Statuto, fino alla nomina del nuovo ufficio di Presidenza"... ora per rispondere...
(Voci in lontananza)
Germano (P.C.I.) - Il contrasto è relativo, perché l'Ufficio di Presidenza deve fare delle consegne, va bene che il nostro Statuto prevede che la prima seduta è presieduta dal Consigliere anziano, ma nominato l'Ufficio di Presidenza; secondo me la ragione della prosecutio, che l'Ufficio di Presidenza c'è, nessuno ce lo augura, ma in periodo elettorale, anche le stesse camere, può succedere la necessità di una convocazione, può succedere una calamità naturale, che so io... Non è previsto nel nostro Statuto che determinate cose le fa solo la Giunta e l'esecutivo.
Secondo me, la prosecutio, adesso, indipendentemente da chi è il Presidente, da che sarà... tutto questo, è una cosa che ci vuole...
Montesano (P.S.D.I.) - Io desidero rispondere all'Assessore Chantel, in merito alla sua osservazione; ho letto il disposto contenuto nel Regolamento siciliano, ebbene nel regolamento siciliano avviene quello che avviene da noi, cioè che la prima seduta è presieduta dal Consigliere anziano.
Montesano (P.S.D.I.) - "Nella prima seduta dopo l'elezione, l'assemblea è presieduta provvisoriamente dal deputato presente più anziano di età"; non ha niente a che fare con la proroga dell'Ufficio di Presidenza, il quale Ufficio di Presidenza può essere anche richiamato da quegli eventi eccezionali, a dover agire in conformità... la Sardegna mette la stessa cosa "l'Ufficio di Presidenza rimane in carica fino alla nomina del nuovo Ufficio di Presidenza", e la Sardegna stessa stabilisce che la prima adunanza non è stabilita dal vecchio Presidente, cioè dal Presidente della legislatura precedente, ma dal Consigliere più anziano di età.
Altri che chiedono la parola?
Andrione (U.V.) - A me sembra che non è una questione di importanza vitale.
Montesano (P.S.D.I.) - È un adeguamento agli altri regolamenti.
Caveri (U.V.) - Però mi permetto solo di osservare: io ero anche disposto a rinunciare perché poi non è che siano questioni importantissime di vita e di morte, però mi permetto solo di osservare che il contrasto denunciato dall'Assessore Chantel è reale, perché se veramente il Presidente del Consiglio dovesse durare fino all'elezione dell'Ufficio di Presidenza e allora dovrebbe presiedere nella prima seduta del Consiglio, che invece per Statuto deve essere presieduta dal Consigliere anziano. Questo è un non senso, perché allora che Presidente del Consiglio in carica è quello che non può nemmeno presiedere il Consiglio? Cioè la contraddizione è evidente, la contraddizione è una contraddizione notevole, per conto mio l'osservazione dell'Assessore Chantel, è un'osservazione acuta che ha denunciato un contrasto che noi non avevamo saputo vedere. Ecco.
Montesano (P.S.D.I.) - Prima di tutto volevo precisare che è l'Ufficio di Presidenza che rimane in carica, cioè un organo collegiale e che il contrasto non esiste in quanto viene statuito e stabilito anche per Statuto che una prima adunanza viene presieduta dal Consigliere anziano. Io non ne faccio una questione, in Consiglio stabilisco se adeguarsi ai regolamenti di tutte le altre quattro Regioni a Statuto speciale oppure no. Questo è padronissimo di farlo.
Benzo (D.P.) - Penso che si potrebbe mettere nell'articolo che resta in carica fino al momento in cui alla prima adunanza viene presieduta dal nuovo Consigliere anziano.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora, Assessore Benzo, cosa vuole aggiungere?
Benzo (D.P.) - Mi pare semplice, dunque dove dice: "rimane in carica fino alla prima seduta del nuovo Consiglio"... (Andrione: ...fino alla prima adunanza del nuovo Consiglio).
Chantel (P.S.I.) - ... nessuno di noi è Consigliere a vita e nessuno di noi può avere una garanzia assoluta di rielezione, perciò deve cessare al momento preciso che è nominato il nuovo Consiglio.
(Voci in aula)
Andrione (U.V.) - Allora sarebbe così: "allo scadere di ogni legislatura l'Ufficio di Presidenza rimane in carica fino alla prima adunanza del nuovo Consiglio".
Montesano (P.S.D.I.) - Altre osservazioni? (voci in aula) Fino alla prima adunanza del nuovo Consiglio, Consigliere Caveri? No.
Allora chi approva l'art. 13 formulato in questo modo "allo scadere di ogni legislatura l'Ufficio di Presidenza rimane in carica fino alla prima adunanza del nuovo Consiglio" alzi la mano. Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Articolo 14
Montesano (P.S.D.I.) - Alt. Perché i punti due, tre e quattro sono stati trasferiti all'articolo che riguarda il Presidente del Consiglio.
La parola al Segretario Andrione.
Andrione (U.V.) - No, io chiederei che i verbi "cura", "determina" dei comuni b) e c) siano intesi nel senso che "cura e determina l'inoltro di queste note alla Presidenza della Giunta, in quanto l'Ufficio di Presidenza del Consiglio non essendo responsabile finanziariamente", non si può, - come? - ma ci deve essere la firma dell'amministratore, ci vuole la firma di un Assessore o del Presidente della Giunta perché l'Ufficio di Presidenza del Consiglio di fronte al Consiglio non è responsabile, e cioè il conto consuntivo della Regione deve portare per ogni liquidazione la firma di un amministratore; se domani, per esempio, una trasferta fatta da Ramera viene liquidata dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio, questa trasferta, non è stata liquidata conformemente alla legge. Ci deve essere obbligatoriamente o del Presidente della Giunta o di un assessore.
Benzo (D.P.) - Per rispondere a quanto detto dal Consigliere Andrione basterebbe cambiare il verbo, invece di "effettuandone", se non può effettuarla "proponendone" la relativa liquidazione...
Andrione (U.V.) - Però direi "proponendone al Presidente della Giunta la relativa liquidazione".
Montesano (P.S.D.I.) - Io desideravo fare un'aggiunta sui compiti dell'Ufficio di Presidenza, che sono queste aggiunte: "decide su tutte le altre questioni che adesso siano definite dal Consiglio e dal Presidente del Consiglio, provvede all'ispezione dell'Archivio degli uffici interni del Consiglio", è una maggiore ampiezza di poteri nell'ufficio di Presidenza, "esprime il parere delle sanzioni disciplinari in cui al successivo art. 45, esercita tutte quelle attribuzioni nei confronti del personale della Presidenza del Consiglio che sono ad esse affidate dal regolamento organico del personale della Regione".
Allora io potrei far distribuire, se i Consiglieri lo desiderano, quest'emendamento, sono emendamenti che allargano il potere dell'Ufficio di Presidenza, nello stesso tempo contribuiscono... (Voce di Andrione) ...quale? (Andrione: Se lei dice, provvede all'ispezione dell'archivio... io direi è più preciso così...)
Il Consigliere Andrione mi diceva così - scusate se è stato interrotto questo... - che egli esprime le perplessità sui punti che sono così formulati, ed esprime il parere per le sanzioni disciplinari di cui al successo art. 45, e vorrebbe trasportare la discussione all'art. 45, e poi esercita tutte quelle attribuzioni nei confronti del personale della Presidenza del Consiglio che sono adesso affidate al personale organico del personale della Regione e vorrebbe trasferire anche questa discussione.
Io sarei d'accordo su questo, poi se le cose verranno messe in un modo da poterle trasportare a questo articolo, noi lo facciamo. Ma l'articolo è già stato approvato. È questo che io voglio far presente... (Andrione: sospendiamo...) ....ah questa è una via che potrebbe essere scelta. Allora sospendiamo l'articolo 14 nella messa ai voti per poter dar modo ai Consiglieri di riallacciarsi poi all'articolo 45 e al 119.
D'accordo il Consiglio? Allora si passa all'art. 15.
Capo IV - DI GRUPPI CONSILIARI
Articolo 15
Montesano (P.S.D.I.) - Osservazioni? Consigliere Caveri.
Caveri (U.V.) - Io propongo delle modifiche al primo e secondo comma di questo articolo, perché se il primo e il secondo comma vengono conservati nella dizione attuale si può determinare un contrasto specialmente per quello che riguarda il numero dei giorni, otto giorni il primo comma, sei giorni il secondo, perché vi può essere una identificazione tra la prima seduta dopo le elezioni e l'elezione dell'Ufficio di Presidenza potrebbe anche essere eletto come è sempre avvenuto, proprio nella prima seduta, e allora evidentemente c'è un'antinomia tra il primo e il secondo comma. In altre parole, io propongo di cancellare le parole "entro otto giorni dalla" e di aggiungere invece le parole "dopo la seduta", poi si cancella la frase "dopo le elezioni", e poi dire "dopo la prima seduta, i Consiglieri dichiarano al Presidente del Consiglio a quale gruppo consiliare intendono appartenere". Così pure nel secondo comma propongo di cancellare le parole "entro sei giorni dalla elezione dell'Ufficio di Presidenza," - sembra di... dei coscritti che devono presentarsi all'Ufficio di - non so come si chiama - di maggiorità, di modificare il comma con queste parole "ciascun gruppo", cancellare "deve comunicare" comunica al Presidente del Consiglio o il nominativo, ecc. ecco.
Quindi diventano più sciolti e meno contradditori...
Montesano (P.S.D.I.) - Allora ricapitolando la proposta dell'Avv. Caveri è questa "dopo la prima seduta i Consiglieri dichiarano per iscritto al Presidente del Consiglio, ecc."; al secondo comma "ciascun gruppo comunica al Presidente del Consiglio il nominativo" ecc.
Ora, a questo proposito io vorrei porre al Consiglio un interrogativo; noi facciamo un uso indiscriminato di due termini "adunanza" e "seduta", e li usiamo così come ci fa comodo, come ci viene in mente in quel momento lì.
Bisognerebbe che una volta per sempre il Consiglio stabilisse cosa intende per adunanza e cosa intende per seduta.
Perché? Perché l'adunanza per me non ha lo stesso significato nel senso pratico della seduta, in quanto, per esempio, i resoconti che ci vengono dal Parlamento delle altre Regioni parlano addirittura di seduta antimeridiana e di seduta pomeridiana.
(voce in lontananza) Ecco, l'adunanza è il complesso delle sedute, e la seduta è l'atto temporale di riunione del Consiglio riferito alla giornata, alla mezza giornata.
Caveri (U.V.) - Voglio dire una cosa semi-seria e semi-scherzosa, cioè la parola "adunanza" viene dall'espressione latina "ad unum", cioè riunire ad unum, invece è brutta l'etimologia della parola seduta, perché seduta viene da sedere, perché come le adunanze si fanno da seduti, e così, io dico di più, d'altra parte nel "Sairà" di Carducci quando arrivano quei due disgraziati e quando chiedono che cosa devono fare di più di quello che hanno fatto, morire rispose l'Assemblea seduta, il che era molto comodo...
Montesano (P.S.D.I.) - Allora volete seduta o adunanza?
(Voce: ...adunanza) ...allora adunanza. Poi io volevo proporre al terzo comma questa modifica in seguito a "ciascun gruppo" della modifica che io suggerisco "comunica allo stesso Presidente del Consiglio dell'eventuale... del capogruppo", invece di essere data comunicazione allo stesso Presidente del Consiglio; ciascun gruppo comunica al Presidente del Consiglio.
Caveri (U.V.) - Io ho dei forti dubbi di natura linguistica sulla opportunità di sostituire alla parola "seduta" la parola "adunanza", perché in lingua italiana, nella prassi, si parla sempre di seduta del Consiglio comunale, guardate il linguaggio dei quotidiani, in fondo c'è anche un linguaggio giornalistico, ora si dice sempre la seduta del Consiglio regionale, non l'adunanza.
Si usa dire seduta. A me non importa niente se volete dire adunanza al posto di seduta, ma mi sembra più corretto, in lingua italiana, io mi appello al Dr. Balestri che è di Pisa e quindi a Pisa sono degli specialisti in lingua italiana, noi valdostani che parliamo sei o sette lingue un po' meno specialisti, ma io penso che il Dr. Balestri che è di Pisa, mi dà ragione.
Montesano (P.S.D.I.) - Beh, non ha importanza fondamentale...
Allora confermiamo seduta. Viene accolto il mio suggerimento al terzo comma: "in seguito - invece di "deve essere data comunicazione" - ciascun gruppo comunica al Presidente del Consiglio".
D'accordo. (Voce: ...la pagina dopo...) ...come dici?
Caveri (U.V.) - Qui sì che usciamo dal seminato, e che dà all'Ufficio di Presidenza dei poteri che l'Ufficio di Presidenza assolutamente non deve avere, perché altrimenti, a un dato momento, l'Ufficio di Presidenza dice: il Consigliere Caveri non deve far parte del gruppo dell'Union Valdôtaine deve far parte del gruppo del MAV, arriviamo a questa conseguenza. Oppure dicono il Consigliere Chamonin deve far parte non del MAV, ma dell'Union Valdôtaine...
Montesano (P.S.D.I.) - Ma qui Avv. Caveri, non è che l'Ufficio di Presidenza dice "far parte di tale gruppo", no, esamina eventuali reclami.
Caveri (U.V.) - No, no, no, mi perdoni, chiedo scusa al Consigliere Ramera, qui si dice. "l'Ufficio di Presidenza provvede a risolvere gli eventuali reclami", non c'è da risolvere, quindi io reclamo, e dico il Consigliere Pedrini non deve far parte del Gruppo Liberale e l'Ufficio di Presidenza allora risolve lui e dice: Pedrini no. Pedrini è comunista. Ma dove si va a finire. È pericoloso.
Montesano (P.S.D.I.) - Non ha importanza. Lo possiamo defalcare.
Caveri (U.V.) - Poi immaginiamoci da demopopolari e democristiani...
Montesano (P.S.D.I.) - Allora il Consiglio è d'accordo di eliminare questo ultimo capoverso?
Ramera (D.C.) - Dunque, lo escludiamo l'ultimo comma, dato che siamo nei gruppi consiliari e più volte ne abbiamo parlato, io avrei desiderato che ci fosse un comma apposito che prevedesse gli uffici come spese dei gruppi, d'accordo che adesso il Segretario del Consiglio non abbia neppure la sedia, siamo d'accordo, ma deve essere pure previsto come tutte le altre Regioni a Statuto speciale che i gruppi abbiamo almeno un ufficio. Ne abbiamo discusso e quindi si è anche codificato che verrà poi fatto, ma comunque, che sia un comma che prevede la costituzione degli uffici anche dei gruppi.
Andrione (U.V.) - Il problema mi sembra che sia più vasto in questo senso; nel Consiglio regionale valdostano ci sono solo 35 Consiglieri e per ovvie ragioni ogni gruppo ha evitato di portare avanti la discussione sul numero sufficiente per costituire un gruppo e l'esistenza di un gruppo... cioè dei non iscritti. Data la politica valdostana, data la situazione in cui siamo, in una discussione che abbiamo avuto nel seno dell'Union, abbiamo puntato piuttosto sul fatto di lasciare i gruppi in questa posizione di aiuto, di facilitazione dei lavori del Consiglio, che è quella di istituzionalizzarli, in maniera rigida, perché allora, istituzionalizzando i gruppi, dovremmo per forza arrivare a stabilire delle regole precise, perché se no, io adesso faccio un esempio che può apparire stupido, ma se no, l'Union Valdôtaine avrebbe interesse a costituirsi i suoi gruppi. E quindi ci vorrebbero 35 uffici almeno.
Eh sì, perché a un certo momento, è un ragionamento per assurdo ma è una spinta alla modificazione... allora o noi seguiamo questo sistema di bonaccioni, come abbiamo sempre seguito, di tenere i capi gruppo e vice capi-gruppo come coadiuvanti dei lavori del Consiglio, oppure se vogliamo istituzionalizzare la cosa dobbiamo farla seriamente.
Montesano (P.S.D.I.) - ... dare la parola prima al Consigliere Pedrini che ha sollevato questa questione. A Germano.
Germano (P.C.I.) - Secondo me il discorso potrebbe essere lungo, però cerchiamo di non farlo troppo lungo per andare avanti. C'è un fatto però che se non si impegna l'esecutivo in una norma di regolamento, noi finiremo la legislatura senza avere la sede dei gruppi, parliamo, discutiamo, che lo sviluppo della democrazia è partecipazione, è prendere parte attiva, e quindi abbiamo dei gruppi che non possono fare questo, io non dico che noi dobbiamo fare 35 sedi di gruppi per 35 Consiglieri, tutti noi abbiamo sufficientemente buon senso per dire alcuni gruppi piccoli possono avere un ufficio in comune, in questo senso si è discusso, ma avere 4 o 5 uffici dove sia possibile fare un lavoro, dove sia possibile dare anche una collaborazione all'Amministrazione, per risolvere determinati problemi, è un'esigenza che non si può più rinviare, e secondo me, non faccio per sfiducia a questo esecutivo, ma tutti gli esecutivi che ci sono stati anche quelli a cui noi partecipavamo, avevano sempre la tendenza a non risolvere questo problema, perché è un fastidio.
Io non dico di mettere in modo categorico, ma direi un emendamento che preveda la possibilità di funzionamento del gruppo, con sede anche, è una cosa che si rende ormai indispensabile.
Pedrini (P.L.I.) - ... soltanto richiamarmi a quello che era stato detto a suo tempo in Commissione, dove abbiamo dibattuto questo problema non una volta sola.
Eravamo arrivati al punto che addirittura si era stabilito dove dovevano essere questi uffici e praticamente tutti i gruppi erano rappresentati in quelle riunioni che abbiamo fatto.
Ora, il fatto di venire qua e di vedere delle signorine che stanno lì con quelle macchine, sia pure in via provvisoria, ma io non ne discuto, però se ci fossero stati quegli uffici si poteva benissimo dire a un gruppo, per esempio Tonino e Pedrini, che ci sono molto poco ad Aosta, noi provvisoriamente mettiamo lì quello,... comunque è una cosa poco simpatica di vedere le signorine che lavorano lì nell'anticamera, noi preferiamo le donne in altre anticamere non in queste del Consiglio regionale; detto questo, addirittura si era stabilito, chiedo la conferma a tutti i capigruppo, che gli uffici dei gruppi avrebbero dovuto essere nello stesso piano della Presidenza del Consiglio, di fronte alla porta degli uffici della Presidenza; da allora mai nessuno ne ha parlato, perché come ha detto e in questo concordo una volta tanto con Germano, è una grana, però a un dato punto, voi vi dovete mettere in testa che noi della periferia, quando veniamo qua, dobbiamo, evidentemente, o parlare con qualcuno, o fare una telefonata, o... noi ad Aosta ci siamo quel poco che possiamo essere indipendentemente dalle nostre esigenze e dal nostro lavoro; mentre voi che state continuamente ad Aosta avete tutte le possibilità di fare questo lavoro e nella sede del vostro partito o in casa propria o in un caffè, cosa che noi evidentemente noi non possiamo fare.
Ora, a un dato punto penso che sia anche dignitoso che quando un Consigliere di qualsiasi, a qualsiasi gruppo appartenga, viene invitato dall'usciere a recarsi fuori perché c'è una persona, non debba mettersi nel corridoio o nell'anticamera a parlare così di qualsiasi problema riguardante la Valle o non, ma abbia un pezzo di ufficio e una sedia per dire: si accomodi, mi dica di cosa ha bisogno. Almeno questo. È una questione di dignità personale, per la carica del Consigliere.
È evidente e io ho già detto una volta cha cosa penso dei Consiglieri, compreso il sottoscritto, delle mansioni dei Consiglieri alla Regione, dove fuori siamo ancora qualcuno, e in Valle siamo meno di zero.
Questo lo capisco e anche se non lo condivido totalmente lo posso evidentemente constatare e capire, ma almeno quel minimo di possibilità, di dignità umana che penso che tutti quanti abbiano.
Noi andiamo negli uffici in giro, non parlo di Roma, di Torino, di qualsiasi... vediamo che qualsiasi impiegato, non dico di prima ma già di seconda, ha il suo ufficio, ha un minimo per ricevere il personale; qui invece assolutamente niente.
Noi ci dobbiamo accontentare del corridoio o dell'anticamera del Consiglio regionale.
Questa è la realtà di fatto.
Montesano (P.S.D.I.) - Chi altro chiede la parola?
Avvocato Caveri.
Caveri (U.V.) - Io pregherei i Consiglieri regionali di riflettere su una cosa che salvo errore i gruppi sono otto o nove che siano, quindi questo vorrebbe dire otto o nove uffici, vuol dire un piano intero di questo Palazzo regionale, quindi io proporrei di alzare di un piano il palazzo regionale, allora per contentare queste istanze... (voci) ...ma, la dignità dell'individuo dipende da altre cose, e non da una sedia come dice lei.
Io non sono d'accordo. Quindi, per me ci sono delle difficoltà di natura pratica. 8-9 gruppi, 8-9 uffici, vuol dire un piano del palazzo e poi mi sembra un non senso che un regolamento dica che bisogna dare un locale per ogni gruppo consiliare.
Credo che non si sia mai visto nessun regolamento che dica una cosa simile, perché sarebbe una cosa veramente ridicola che un regolamento si occupasse dei locali dei gruppi.
Io non vedo come si possa combinare un articolo in questo senso, va beh, si potrebbe sempre combinare, ma farebbe ridere un articolo di questo genere nel regolamento.
Balestri (P.S.I.) - Potrebbe risolvere con certi accordi preventivi, cercando di ridurre al minimo le esigenze, non so, oggi e domani, non sono battute, si potrebbe un gruppo della Democrazia Cristiana con i D.P., i Socialisti con i Comunisti e con Tonino, e l'Union Valdôtaine con il MAV, io credo che quando ci fossero due o tre stanze a disposizione, non sono i locali che ognuno vuole per... perché ci troviamo molte volte, oggi, ci arriva molta corrispondenza alla Regione, a noi Consiglieri, che ci viene ritrasmessa a casa con molto ritardo, quindi anche se le stanze a disposizione dei gruppi sono una o due, credo che un certo servizio si possa fare ugualmente, senza ingrandire la cosa enormemente.
Germano (P.C.I.) - Io dico: capisco la preoccupazione dei nove uffici, però si potrebbero stabilire due uffici per la maggioranza, due uffici per la minoranza, e gli uni e gli altri si mettono d'accordo come utilizzare questo.
Non è che vogliamo delle cose: la segretaria prosperosa, tutte queste cose, ci interessa il funzionamento. Quindi io direi che non deve essere precisato nel regolamento una cosa proprio, però che sia sentito il principio, di modo che l'esecutivo acceda a questa richiesta.
Penso che nell'esecutivo ci sono molti che sono stati anche all'opposizione e che sanno che è una cosa utile e importante.
Ramera (D.C.) - Io non credo affatto che sia ridicolo il codificare, perché allora... ce ne sono altre che potrebbero essere eliminate; io farei una proposta di emendamento in questo modo: i gruppi consiliari devono essere messi nella condizione di funzionare disponendo di sufficienti strumenti, e poi ci penserà l'esecutivo a fornire magari questi... i modi e i mezzi per poter funzionare. Io sono andato anche in Friuli-Venezia Giulia e dò ragione a Pedrini quando dice che un Consigliere regionale della Valle d'Aosta è stimato di più quando va nelle altre Regioni autonome che nella propria Regione, questo è un fatto.
Io ho visto che a Trieste dal Parlamento della Regione a tutti gli Assessori... si sono messi in quattro, come si suol dire, mettendo a disposizione i funzionari per qualunque spiegazione.
Ad ogni modo c'era un rispetto per la carica che uno riveste e noi non ce l'abbiamo da soli questa. È tutto lì.
Andrione (U.V.) - Chiedo scusa a Balestri, Germano e Ramera, non concordo con quanto hanno detto perché se si sono verificati in questo Consiglio e si verificano tutt'ora delle situazioni per le quali, sia dividere tra maggioranza, sia dividere e mettere insieme i vari gruppi in certi momenti, se veramente questi uffici dovessero servire a qualche cosa, sarebbe un'operazione delicata e in certi casi un'operazione sbagliata, perché non si vede bene per quale motivo, per esempio, in questo momento i socialisti dovrebbero andare nell'ufficio dei comunisti... (voce) ...no, no, un momento, facendo solo un esempio perché nel 1966, per esempio, Pedrini figurava essere in minoranza quando tutti sapevano che era maggioranza, e altre cose di questo genere.
Se questi uffici funzionano, come succede per esempio per gli uffici della Camera, ci vuole una certa privacy, come dicono gli anglosassoni, per degli uffici che svolgono un'azione politica; d'altra parte la logica spingerebbe prima o poi a che ogni gruppo abbia un suo ufficio, e rendetevi conto che in questa maniera sentire l'Avv. Caveri parlare di alzare un piano al Palazzo regionale, Bordon di costruire il Palazzo della Presidenza del Consiglio, no... (voce) ...no, finiamo per delle questioni che sono anche comprensibili, che possono anche essere giuste, ma continuiamo sulla strada per la quale il bilancio regionale e le spese della Regione vengono assorbite da un lato dal personale e dall'altro lato dagli uffici degli Assessori, dei Consiglieri; mentre noi dobbiamo renderci conto che per prima cosa dobbiamo fare dei regolamenti ed altre cose del genere, ma a favore della popolazione, e non mettersi nella condizione di arrivare con il bilancio talmente rigido per il quale la Giunta regionale non ha che da firmare i mandati perché è già tutto stabilito in precedenza.
A quello che ha detto giustamente Caveri, aggiungo un'altra osservazione.
Immaginate che si faccia un altro piano al Palazzo regionale per dare un ufficio a ciascuno dei nove gruppi consiliari. Non basterà, perché dopo ci vorranno i mobili, ma come ci avete date un ufficio non ci sono i mobili, e poi vogliamo la dattilografa perché non siamo mica meno degli altri e d'altra parte diranno a Roma, ogni gruppo ha tutto un personale per ogni gruppo, altro che la Segretaria, e quindi avanti, avanti spese.
Bordon (D.C.) - Ho l'impressione che qui ci lasciamo prendere da una mania di grandezza, per cui era uno scherzo quando io avevo proposto che sarà necessario se andiamo avanti di questo passo di creare un nuovo palazzo del Consiglio regionale, io dicevo addirittura di mettere i due uscieri sulla porta, io scherzavo, però vedo che questo mio scherzo non è... andato avanti è sul serio, io dico che non so se noi ci lasciamo proprio prendere da una mania borbonica, come mi è sfuggito prima, ma qui se andiamo avanti di questo passo, abbiamo sentito prima, forse più o meno giustamente che il Segretario ha bisogno del suo ufficio e fin lì non sto a discutere, ma se andiamo avanti di questo passo, a un certo momento, ogni gruppo, se saremo sette, otto o nove gruppi, qua dentro, e vogliamo avere ognuno come diceva giustamente l'Avv. Caveri un ufficio con le sue dattilografe, ma io non voglio che qui siamo 100 mila e si fa ridere, quando mi si dice che si va fuori, e incominciamo a parlare della Sicilia, la critichiamo sempre per quella mania che ha di spese enormi con 4-5 milioni di abitanti, e con questo critichiamo giustamente e noi qui siamo centomila e ci lasciamo prendere la mano per delle cose di questo tipo. Addirittura dovremmo codificare un regolamento che ci dica che il capogruppo o il gruppo tale avendo sei Consiglieri ha diritto a tre camere, ma io non so se abbiamo voglia di scherzare, quindi io ripeto, noi stiamo scherzando e io dico che non siamo assolutamente d'accordo su queste impostazioni, perché finché ci sarà una sala e in questa sala arriverà... perché allora bisogna combinare le sale in modo tale che come diceva Balestri, la D.C. va con il D.P. e mettiamo una tenda di separazione in mezzo, ma io credo che vogliamo perdere tempo... anche se sollevo delle ire...
Montesano (P.S.D.I.) - Chi altro chiede la parola? Vede questo discorso, che oggi per la prima volta viene qui al Consiglio, è stato ripetutamente affrontato in sede di commissione dei Capigruppo, e io credo che non si conclude con una discussione che si fa oggi in Consiglio, ma merita però di essere ripetuto e di essere esaminato, io non credo opportuno che venga inserito un disposto di questo genere nel regolamento, però avere soltanto posto alla evidenza del Consiglio un problema da parte di alcuni gruppi che ritengono opportuno, più che da alcuni gruppi da alcuni Consiglieri... io credo che sia un concetto giusto che però dovrà essere esaminato e opportunamente non deve essere per il momento messo nel regolamento.
Ecco, se noi lasciamo questo discorso in piedi, e lo esaminiamo noi come capigruppo, come ufficio di Presidenza, vedere di trovare un modo idoneo per poterlo risolvere perché non sono ingiustificate anche le istanze fatte dal Consigliere Pedrini e dal Consigliere Germano e da Ramera.
Germano (P.C.I.) - Non posso fare a meno di dire che il discorso fatto da Bordon è un discorso di un Consigliere regionale che concepisce il Consiglio regionale in questo modo; il Consiglio regionale si deve riunire il meno possibile, e deve, quando si riunisce, alzare la mano e abbassarla e basta; questa è la concezione del Consigliere regionale per Bordon.
Bordon (D.C.) - Per fatto personale ritengo di dire che questi giudizi se li tiene per conto suo, perché se potesse comandare lui qui, certamente non saremmo seduti in quest'aula, e voteremmo proprio con il sistema che dice Germano. Siccome io attacchi personali non cerco mai di farli, perché non è il caso, io ho espresso un giudizio e lo ripeto, io non entro nel fatto che si debba riunire il Consiglio o no, questi sono giudizi personali del federale Gemano, quindi non venirmi a sollecitare facendomi dire quello che non ho detto, perché se tu potessi fare quello che hai nelle tue impostazioni politiche, certamente che non saremmo qui a discutere nessun regolamento.
Questa è la risposta che do a te.
Invece, per quanto riguarda i lavori del Consiglio, io ripeto che noi ci stiamo facendo prendere la mano qui dentro, perché quando si sente parlare che si devono avere dei locali a profusione, in questo modo, certamente ha detto bene il Consigliere Caveri, chiediamo i locali, chiederanno il personale, chiederanno i mobili, ecc. ecc. Io dico che questo non è il compito del Consiglio regionale, pur ammettendolo al massimo questo concetto di autonomia perché io vengo a sindacare quello che dici tu personalmente, quindi io questo lo respingo assolutamente e forse ho fatto fin male a risponderti.
Io ripeto quello che ho detto prima, che domani si può benissimo trovare la soluzione in un Consiglio o in Palazzo regionale per avere una camera o due, senza andare a codificare queste storie per i capigruppo, ecc. ecc.
Nient'altro da aggiungere.
Montesano (P.S.D.I.) - Rimaniamo intesi così, io faccio questa proposta di non inserire nessuna norma all'art. 14, ma che il problema, questo oggetto venga discusso nuovamente, in seno alla riunione dei capigruppo, con la finalità di trovare un accordo e una soluzione.
Allora chi approva l'art. 15 con le modifiche che sono state apportate? Alzi la mano, Chi è contrario? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Capo V - DELLE COMMISSIONI CONSILIARI
Articolo 16
Montesano (P.S.D.I.) - Osservazioni? Allora io propongo al Consiglio un'aggiunta che potrebbe essere l'art. 16bis, ma lo richiamo nella discussione dell'art. 16, per precisare e ampliare anche i compiti delle Commissioni.
Il titolo sarebbe, cioè l'art. 16bis, "Riunione delle commissioni nelle diverse sedi - le Commissioni si riuniscono in sede referente per l'esame di progetti di legge, di provvedimenti amministrativi e di altri affari sui quali deve riferire al Consiglio; in sede consultiva, per esprimere pareri e perplessità... di cui potrebbe essere investito il Consiglio, o di competenza di altre Commissioni, essi si riuniscono inoltre per ascoltare o discutere comunicazioni del Presidente della Giunta, o degli Assessori, per acquisire elementi informativi".
Io l'ho proposto adesso, soprattutto per dire la finalità di questo articolo 16bis, poi lo faccio distribuire, di modo che approviamo l'art. 16, e poi discutiamo su questo articolo 16bis.
Pramotton se vuole far distribuire questo emendamento aggiuntivo...
Io prego i Signori Consiglieri di fare attenzione alle votazioni perché qui siamo... ad una maggioranza assoluta sui componenti del Consiglio, quindi gli articoli devono essere approvati con almeno 18 voti.
Quindi, perciò, semmai nella sostanza dovessimo arrivare a un quorum inferiore, sospendiamo un momento, richiamiamo i Consiglieri per poter avere la certezza che si sia raggiunto il numero sufficiente di voti favorevoli.
Siamo in numero adesso?
Allora chi approva l'art. 16 alzi la mano. Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Allora un attimo di sospensione, qui in aula senza uscire, per dar modo ai Consiglieri di esaminare questo articolo 16bis.
L'esame dell'art. 16 non l'abbiamo votato e allora su questo articolo 16bis sul quale vengono espresse notevoli perplessità, specialmente dai banchi della Giunta e dal suo Presidente, che però ha soltanto la finalità di precisare quali sono le competenze delle Commissioni. Ora non ha una necessità assoluta di essere inserita nel regolamento, se si ravvisa in questo 16bis uno sconfinamento delle Commissioni delle competenze della Giunta, questa non è la finalità dell'art. 16bis, la finalità dell'art. 16bis è quella di precisare meglio cosa significa, quali sono i compiti in sede referente e quali sono i compiti in sede consultiva. È stato preso di sana pianta dalla spiegazione che dà il noto oggetto dei regolamenti della Camera per spiegare questi compiti delle Commissioni.
Quindi non è che la mia proposta sia una proposta pressante, è una proposta che va analizzata, ma sulla quale, come dico, il Presidente della Giunta e gli Assessori mi hanno espresso già in privato le proprie perplessità.
Caveri (U.V.) - Non ho capito da dove venga questo articolo 16bis... È dal Presidente del Consiglio?
Io ho delle perplessità su questo articolo 16bis, perché se noi leggiamo le prime tre righe "le Commissioni si riuniscono in sede referente per l'esame dei progetti di legge", e se poi si dicesse così "per l'esame dei progetti di legge e di altri affari", la parola affari è molto vaga, no? Non so cosa voglia dire la parola affari, sui quali devono riferire al Consiglio, bisognerebbe al posto del sostantivo affare mettere un altro sostantivo, perché che cosa vuol dire affari, affari esteri?
Ma, non so. Ma le mie perplessità aumentano quando vedo che le Commissioni... per l'esame di progetti di legge, di provvedimenti amministrativi, ma chi li fa i provvedimenti amministrativi, li fa lì il Presidente della Giunta e li fa la Giunta e se diamo... non possiamo dare l'esame dei provvedimenti amministrativi del Presidente della Giunta e della Giunta alle Commissioni consiliari, per me questo è un non senso, e che tende alla confusione tra il potere esecutivo e il potere legislativo.
Mi dispiace, ma io non mi sento di aderire a questa parte dell'articolo 16.
In sede consultiva, per esprimere il parere sui sopracitati atti, peggio che andar di notte o affari di cui debba essere investito il Consiglio - ma io non so, ci sono dei provvedimenti amministrativi di cui il Presidente della Giunta e la Giunta non hanno nessun obbligo di riferire al Consiglio, ce ne sono degli altri per i quali invece... ma allora è normale che siano il Presidente della Giunta e i singoli assessori, la Giunta come organo collegiale che riferisce al Consiglio.
Si riuniscono inoltre per ascoltare e discutere comunicazioni del Presidente della Giunta e degli Assessori e per acquisire elementi informativi e per compiere indagini... - questo è normale che la Commissione X o Y dica: ma noi vorremmo sentire che il Presidente della Giunta esponga tale cosa, oppure che vogliamo che l'Assessore all'Agricoltura ci parli del risanamento del bestiame, per modo di dire; questo mi pare che sia la normalità delle cose, non mi sembra normale che le Commissioni consiliari esercitino il controllo sui provvedimenti amministrativi del Presidente della Giunta e della Giunta - questo è un non senso, è contro i principi del diritto amministrativo, almeno del diritto amministrativo che noi conosciamo, se poi c'è una Repubblica non so dove che confonde il potere esecutivo con il potere legislativo, allora è un altro pianeta, ma non è il nostro pianeta.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora, sentito il Presidente della Giunta, il quale me ne ha parlato e io ho espresso la perplessità, sentito l'Avv. Caveri che tra l'altro è il Presidente di una Commissione, io ritiro questa proposta, quindi si passa all'art. 17.
Articolo 17
Montesano (P.S.D.I.) - Osservazioni? Chi approva l'art. 17 alzi la mano.
Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.
Articolo 18
Montesano (P.S.D.I.) - Osservazioni?
Caveri (U.V.) - Io vorrei fare un'osservazione di natura pratica, per semplificare l'esame di questo regolamento dato che in questo regolamento ci sono quei tali articoli diabolici che io non approvo, e fra i quali sono pronto a battermi - non dico valorosamente, perché non sono un valoroso - ma insomma testardamente, ma ci sono degli altri articoli che sono ovvi, non potremmo, noi, non so se propongo un'eresia, abbiamo ormai approvato l'art. 17, io proporrei di dare come letti e approvati tutti gli articoli fino all'art. 28 escluso, si potrebbe non dico sospendere la seduta, ma dare il tempo ai Consiglieri di scorrere per conto loro questi articoli, se qualcuno ha delle osservazioni da fare, ma sono tutti ovvi questi articoli, potremmo guadagnare tempo e arrivare all'art. 28 escluso. È un po' eretica la mia proposta.
(Voci)
Montesano (P.S.D.I.) - Nessuno fa osservazioni? Chi approva alzi la mano?
Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.
Articolo 19
Montesano (P.S.D.I.) - Io per sollecitazioni avute da parecchi consiglieri, proporrei che si aggiungesse un comma che dice questo - ultimo comma, cioè, secondo comma "le convocazioni devono di norma essere fatte almeno 48 ore prima della data della riunione, le lettere di convocazione devono contenere l'ordine del giorno della riunione", questo è conseguente... (voce) ...di norma... ma c'è l'ordine del giorno avv. Caveri.
Allora viene accolto questo secondo comma "le convocazioni devono di norma essere fatte almeno 48 ore prima della data della riunione; le lettere devono contenere l'ordine del giorno..."
Possiamo anche mettere "salvo casi di urgenza".
Allora togliere "di norma" e mettere "salvo casi di urgenza".
Poi altra osservazione, ma per l'art. 20
La formulazione è "le convocazioni devono, salvo casi di urgenza, essere fatte almeno 48 ore prima della data della riunione.
Le lettere di convocazione devono contenere l'ordine del giorno della riunione."
Allora chi approva l'art. 19 con questo emendamento aggiuntivo alzi la mano.
Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Articolo 20
Montesano (P.S.D.I.) - Altra proposta che devo fare in merito a questo punto, "Interventi alle sedute delle Commissioni", è capitato che un componente di Commissione non potesse essere presente alla seduta e chiedeva la sostituzione con un collega del suo partito, del suo gruppo, per la presenza in Commissione dove in quei momenti si discuteva di problemi importanti e allora al primo punto, cioè si può mettere dove si vuole adesso, io propongo questo comma "Un Consigliere che non possa intervenire ad una riunione della propria Commissione può farsi sostituire da un collega dello stesso gruppo previa comunicazione del Consigliere stesso, o del capo gruppo del Presidente della Commissione."
Benzo (D.P.) - Questa proposta contrasta con l'articolo 17, dove sulle elezioni della composizione delle Commissioni consiliari il regolamento prevede proprio la costituzione di certe Commissioni con un determinato numero di Consiglieri, personalmente nominati.
A mio parere questa traslazione e allargamento generale potrebbe creare una di quelle... al limite di quelle confusioni delle Commissioni consiliari - chi sono gli appartenenti? Gli stessi consiglieri nominati per l'art. 17 o i sei sostituti, meno l'Assessore che non può essere sostituito.
Montesano (P.S.D.I.) - Dunque, volevo dire questo: è capitato in questi anni in cui le riunioni delle Commissioni si sono fatte, dove, specialmente la riunione della commissione del Regolamento, è capitato che un Consigliere non poteva venire ed è stato chiesto a me la partecipazione di un Consigliere, un altro Consigliere dello stesso gruppo. Io non trovai niente a ridire, perché soprattutto questo dimostra la partecipazione del gruppo, Ing. Benzo, guardi che questo è contenuto nel regolamento della Camera e le Commissioni, che cosa intendono essere? Intendono essere la rappresentanza dei diversi gruppi, se l'Avv. Caveri, come è capitato, non ha potuto intervenire in una riunione e mi ha pregato di farlo sostituire da un altro, siamo andati a Cogne, per esempio a vedere la miniera di Cogne, l'Avv. Caveri faceva parte della Commissione Cogne, e mi ha pregato di farsi sostituire dal Collega Fosson, io non ho trovato niente di strano. Nevvero.
Ecco, la sostanza è questa: di sanare una situazione che si è già creata per il passato.
Caveri (U.V.) - Io sono favorevole a che un Consigliere possa farsi sostituire da un Collega, anche perché mi pare che queste Commissioni, non dobbiamo concepirle come un qualche cosa di eccessivamente rigido, purtroppo le Commissioni consiliari funzionano già troppo come degli apparati rigidi e come tanti compartimenti stagni, io trovo che è molto negativo, che non c'è comunicazione per queste commissioni.
Ma c'è la tendenza dei vari consiglieri che fanno parte delle commissioni consiliari... non dicono niente ai loro colleghi di quello che succede, i disegni di legge vanno avanti, avanti e poi a un bel momento tragedia. Allora chi appartiene ad una Commissione dice "ma noi l'abbiamo approvato", oppure "ma voi avete approvato, ma non ci avete mai detto niente, non ci avete mai informati, noi siamo contrari a questa proposta di legge".
Quindi, tutto ciò che può rendere più sciolto il sistema per me è positivo, e quindi è positivo che un Consigliere si faccia sostituire da un altro. Io non me la sentivo di andare ad avventurarmi nelle miniere di Cogne, data la tarda età e gli acciacchi relativi, ho pregato il Consigliere Fosson che è più giovane di me e più pressante e più sportivo di sostituirmi.
Altrimenti se si ascoltassero le raccomandazioni dell'Assessore Benzo, il nostro gruppo non era rappresentato.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora prima la parola all'Assessore Benzo e poi al Consigliere Pollicini.
Benzo (D.P.) - Io penso che sia opportuno richiamare il Consiglio attentamente proprio all'operatività di queste Commissioni, non per altro, adesso lasciamo stare le Commissioni speciali che vanno a Cogne o a Taranto, stiamo parlando delle Commissioni consiliari permanenti, l'art. 17 prevede la nomina di sei Consiglieri, designati per nome, ora, a un certo momento queste Commissioni consiliari che si trovano a dover esaminare progetti di legge, primo, devono avere una loro composizione, e si sa che non sono valide se non hanno una certa maggioranza di componenti, cioè quattro su sette, non è legale la seduta; secondo, al limite i sei Consiglieri possono ciascuno designare un altro Consigliere, l'unico personaggio presente sarebbe l'Assessore, io mi domando e domando al Consiglio che cosa può avvenire dal punto di vista dell'esame di questi progetti di legge, quando quattro Consiglieri hanno assistito ad una seduta, quando gli altri erano a Champorcher o a Torino, altri tre Consiglieri nella seduta successiva - mi pare che essendo delle Commissioni nominative di sette membri, tutto al più se si vuol far partecipare in quanto ascoltatore, se il Consiglio vuol codificare questo, ritengo che sia fattibile, ma proprio come sostituzione di Consiglieri delle Commissioni permanenti. Io direi che il Consiglio dovrebbe pensarci bene prima di fare, perché vedrete che cosa succede.
Pollicini (D.P.) - ...aboliamo l'elezione nominativa delle Commissioni che non avrebbe più senso e diamo la distribuzione numerica dei gruppi alle varie Commissioni, perché a questo punto si arriva fatalmente a questa conclusione.
Dujany (D.P.) - A me pare che si possa accogliere questa sollecitazione così come affermazione del principio, come necessità improvvisa da parte di un Consigliere di farsi sostituire qualora faccia parte di una Commissione, ma mi pare pericoloso di codificarla in sede di regolamento.
Ed infatti, il famoso articolo che ha citato il Presidente del Consiglio esistente nel regolamento della Camera, si presta poi sul piano pratico a delle speculazioni o a delle utilizzazioni che sono delle più strane. Mi dicono, per esempio, che alla Camera quando si devono votare alcuni provvedimenti in sede di Commissione deliberante e in cui è previsto che i singoli partecipanti possono farsi sostituire da altri colleghi, questi mezzi sono utilizzati molto bene dalla Sardegna, dalla Sicilia, i quali riescono, attraverso una serie di sostituzioni, a far comporre la Commissione di tutti sardi o di tutti siciliani, a seconda dei provvedimenti che devono discutere; e quindi direi sul piano... (voci) ...ma mi pare che potremmo affermare così questo principio, che qualora un Consigliere naturalmente si trova nella impossibilità possa naturalmente farsi sostituire da qualcuno senza doverlo codificare nel modo preciso, proprio per evitare una eventuale utilizzazione di una norma che potrebbe non raggiungere i fini che vogliamo raggiungere in questa sede.
Germano (P.C.I.) - Ma intanto bisogna subito stabilire una differenza. Il compito delle nostre Commissioni e quello della Camera, le nostre sono solo consultive, non sono deliberanti, quindi questo fenomeno non ha ragione d'essere, e poi se andiamo un po' più a fondo, cosa vogliamo dalle Commissioni, vogliamo che si tragga una sintesi dalle diverse forze politiche su un determinato argomento, e la sintesi migliore nell'interesse della Regione e vogliamo che sia conoscitiva, cioè permetta con la presenza dei diversi gruppi di far conoscere ai singoli gruppi tutte le cose, allora abbiamo interesse che ci siano, che siano il più efficienti possibile, l'augurio che ci siano sempre sette nelle Commissioni, perché se si discute un argomento importante, manca il rappresentante del partito comunista, o della D.C., abbiamo un gruppo o l'altro che non è al corrente di queste cose.
Abbiamo interesse che ci siano, se quello è impossibilitato, si è fatto male o è ammalato o è via e manda un altro suo collega è un vantaggio per il Consiglio.
Quindi noi dobbiamo scendere a queste cose senza schematizzare troppo. Ora se la proposta del Presidente delle Giunta vuol dire a quell'articolo, a quell'emendamento per necessità per motivi inderogabili, ammettiamolo pure, ma l'interesse del Consiglio è che alle Commissioni ci siano sempre tutte le forze politiche e sull'efficienza e l'operatività è successo che commissioni non hanno potuto lavorare perché mancava il numero legale, questo è dovuto a questa ristrettezza, perché combinazione erano in ferie, un altro era impegnato; se fosse possibile farsi sostituire in caso di forza maggiore, abbiamo una garanzia di maggiore operatività, non di minore.
Quindi lo ribadirei. La nostra è una commissione consultiva, serve a preparare i lavori del Consiglio, abbiamo interesse che ci siano tutti i gruppi.
Andrione (U.V.) - Ma per evitare certi inconvenienti che sono stati sottolineati da Pollicini, se vogliamo codificare la questione, potremmo mettere che la sostituzione può aver luogo qualora esista nel rispetto della maggioranza consiliare nominativa, se no si rischia un po' la cinematografia (?) delle Commissioni e le Commissioni dovrebbero servire a specializzare i vari Consiglieri e quindi a creare quei dati settori specifici delle competenze particolari. La sostituzione non è assoluta, in un certo senso, non dovrebbe esserlo, perlomeno, e quindi bisognerebbe che il corpo della Commissione, la maggioranza, ci sia e poi in quel caso lì è ammissibile che ci sia la sostituzione, anche per una certa continuità nei lavori delle Commissioni stesse.
Benzo (D.P.) - Al limite, pensate che potrebbe avvenire che tutti i 35 Consiglieri meno otto, ventisette Consiglieri, girino in tutte le Commissioni, perché qualcuno andrà in quella dei Lavori pubblici, del Turismo, della Sanità, è logico, quando uno è impedito e i motivi di impedimento sono numerosi, non è una grossa questione, è una questione piccola, ma pensate un momentino a che cosa potrebbe avvenire. Cioè fermo è stato il principio che possano parteciparvi degli altri membri, questo è pacifico, la rappresentatività, è giustissima la sua tesi, Germano, però siccome noi codifichiamo come Consiglieri regionali che abbiamo delle commissioni specializzate, giustamente il Consigliere Andrione ha fatto anche presente questo, manteniamo fermo quel principio e diciamo che potranno parteciparvi come presenza, tanto è consultiva; l'ha detto lei, ma non come sostituzione dei membri effettivamente...
Balestri (P.S.I.) - Vuol dire... a un certo momento bisogna chiarire anche se sono consultive, ma la commissione deve avere la maggioranza dei membri, cioè quattro.
Montesano (P.S.D.I.) - È chiaro quello, è già scontato.
Balestri (P.S.I.) - Quindi, se ci sono quattro sostitutivi è valida la Commissione? Secondo me no. O si toglie, come diceva Pollicini, la nominatività, se ne mandano certi così, o altrimenti non possono essere sostituiti, anche se ammetto che tutti i principi che ha detto Germano, oggi o domani possa essere sostituito uno per partecipare a determinati lavori perché sia ampliato il dibattito e perché sia portato maggiormente a conoscenza, ma se ci sono già dei nominativi precisi, il fatto della sostituzione non può autorizzarli, perché se non sono almeno quattro non c'è la maggioranza della Commissione.
Montesano (P.S.D.I.) - Anche questa proposta è frutto dell'esperienza. Io ho detto che il regolamento ha anche quell'aspetto, cioè a dire? Cosa ha detto l'esperienza in tutti questi anni. Ebbene in merito al funzionamento delle Commissioni l'esperienza ci ha detto che c'è da sudare sette camicie per poter in certi momenti arrivare alla presenza della maggioranza per far rendere valida la seduta.
E tante volte, dall'assenza di alcuni Commissari, i quali hanno chiesto di farsi sostituire, cosa che è stata fatta, però nello stesso tempo al Presidente del Consiglio è arrivata voce da parte dei Commissari, al posto di Montesano ci va Balestri, quando lui non è in Commissione, ecco ci sono delle proposte, ora, o si codifica e viene stabilito che ogni Consigliere soprattutto per la rappresentanza di gruppo possa farsi sostituire quando è necessario naturalmente, oppure non bisogna ammettere la sostituzione, perché la sostituzione fatta senza una norma determina protesta di chi in quel momento ha interesse affinché quel sostituto sia presente. Questo è pacifico.
Ora io non insisto nella mia proposta, la quale deriva anche dall'esperienza.
Qui fra l'altro ha parlato l'Assessore Benzo che è stato Presidente di Commissione, parla Balestri che è Presidente di un'altra Commissione, mi pare, Pollicini, di un'altra; trovate le difficoltà... (Voce: ...mai una volta) ...mai una volta, beh, la Commissione presieduta da Pollicini... ora in questo argomento chi ha una voce la quale - il voto è dello stesso perso, però la voce che può essere maggiormente ascoltata è quella dei Presidenti di Commissione, i Presidenti delle Commissioni che qui sono intervenuti nelle persone di Balestri, Pollicini, Benzo, mi pare anche l'avv. Caveri, Germano, sono nella maggioranza contrari a questa mia proposta. Se Germano la vuole far sua...
Io vi leggo la proposta "Un Consigliere che non possa intervenire alla riunione, per giustificati motivi..."... (Voci in aula) ...ma la mettiamo ai voti, scusate, Signori Consiglieri, la discussione sul regolamento è una cosa noiosa, io lo convengo, è una cosa un pochino pesante, però è il documento che ci deve dare le norme per funzionare e quindi bisogna avere pazienza, quindi bisogna arrivare alla conclusione di ogni proposta. La proposta è "Un Consigliere che per giustificati motivi non possa intervenire ad una riunione della propria Commissione può farsi sostituire da un Collega del suo stesso gruppo, previa comunicazione del Consigliere stesso, o del capogruppo, di appartenenza al Presidente della Commissione".
Poi, a titolo scherzoso, io volevo dire, lo dicevo anche l'altro giorno, che se si cambiano i termini di rappresentanza, si cambiano anche le impostazioni, perché quando uno è Consigliere la vuole in un modo, quando è Assessore la vuole nel modo contrario, quando è Presidente di Commissione... quindi, perciò, trattandosi di un regolamento che investe tutto il Consiglio, bisogna che cerchiamo di arrivare a un punto di incontro sulle diverse esigenze, ora desiderate che io metta ai voti questa proposta?
Ora, chi è favorevole all'emendamento presentato dal Presidente del Consiglio, che poi è stato accolto dal...
Fosson (U.V.) - Ma io penso che nel caso di giustificato motivo, nel caso singolo, questa proposta possa essere accettata, però bisogna mettere effettivamente per garanzia... se si vuole accettare questa variazione, questa aggiunta, bisogna mettere anche la garanzia della parte inversa che a un certo momento per giustificati motivi non venga sovvertita, sostituita completamente la Commissione, perché... (Voce) ...Se si vuole codificare una cosa, ricollegandomi a quello che aveva detto prima il Presidente del Consiglio, che diceva "noi dobbiamo stabilire con precisione quello che dobbiamo fare" o non codifichiamo e allora diciamo, ammettiamo questo principio e siamo tutti d'accordo o mettiamo come raccomandazione, ma se codifichiamo dobbiamo mettere questa possibilità, ma mettere anche la norma che sancisca la tutela della composizione della Commissione, perché nel caso che il Consigliere Germano comunichi che Dolchi è a Londra e che il Presidente della Commissione sappia che è a Londra va bene, ma se a un certo momento cinque Commissari, tutti dicono abbiamo mal di pancia, quindi non possiamo partecipare alla Commissione, questo Presidente potrà mica mandare il medico ad accertarsi se uno è ammalato, quindi almeno almeno bisogna stabilire in questa norma che la sostituzione non passi la maggioranza, quello che è stato detto da qualcuno, mi sembra, in quel caso, mantenendo questo sempre nel caso di forza maggiore, perché effettivamente ci sarebbe un sovvertimento completo.
Germano (P.C.I.) - Io accetto questo, purché le sostituzioni non superino la maggioranza relativa della Commissione.
O se volete invece di comunicarlo al Presidente della Commissione, mettiamo con l'assenso del Presidente della Commissione, il quale è quello che può controllare se i motivi sono giustificati o no, ma non facciamo un problema di stato di questo...
Andrione (U.V.) - Io trovo che Tonino è fregato, perché non può farsi sostituire.
Lustrissy (D.P.) - Io farei quest'altra proposta in alternativa, e dato che sono stato anch'io Presidente di Commissioni, e alle volte effettivamente ci sono delle difficoltà a riunire le commissioni, ma succede parecchie volte, almeno, esperienze personali che i Consiglieri non giustificano mai l'assenza, o la maggior parte, allora bisognerebbe prevedere la norma per la sostituzione per decadenza questo sì, in questo caso vale la norma, ma nel caso inverso il codificare la sostituzione per assenza, anche motivata, ritengo che sia una complicazione eccessiva anche a proposito del funzionamento della Commissione.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora vogliamo concludere in questa seduta... volete...
Adesso sentiamo il Consigliere Pollicini prima che cosa ci dice.
Pollicini (D.P.) - ... eliminiamo l'elezione nominativa del Presidente della Commissione - non si può - difatti si fa così però, e io vi garantisco e non ci vuole molta perspicacia per poterlo prevedere, che se passa questa norma, sarà norma vedere queste Commissioni... nei suoi componenti originali, proprio perché può far comodo così.
Quindi io sono contrario assolutamente.
Montesano (P.S.D.I.) - Va bene, allora formulata con le modifiche proposte avanti e ultimamente dal Consigliere Fosson, quale è la modifica che Lei propone "purché non si superi il numero della maggioranza."?
Fosson (U.V.) - Se si vuol fare come raccomandazione, nel caso specifico, questo può essere... se si codifica invece in questo senso bisogna avere una garanzia nell'altro senso.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora facciamo come raccomandazione.
Avvocato Caveri, Lei era favorevole a questo. Ma adesso il Presidente della Giunta chiede che venga fatta come raccomandazione.
(Voci in aula)
Caveri (U.V.) - Se non si scrive la norma, rimane incerto, che cosa viene fuori, è approvato il principio o no? Si potrà sostenere da una parte o dall'altra che non è ammesso, che è ammesso?
Io personalmente sono favorevole alla sostituzione, che naturalmente non venga poi, come dice Pollicini, che non diventi un'abitudine, io non concordo con l'opinione di Pollicini, salvo quando dice che c'è pericolo che poi questo diventi la norma; ma allora lì abbiamo il freno di Fosson. Se stabiliamo un freno, magari che la norma... che un Consigliere di un gruppo possa essere sostituito per giustificati motivi, mi sembra abbastanza normale.
(Voci)
Montesano (P.S.D.I.) - Io farei un'altra proposta per cercare di avvicinare un pochino le opposte tesi, cioè farei questa proposta: "un consigliere che per giustificati ed eccezionali motivi, da giudicarsi dal Presidente della Commissione..."... (Voce: ...ma non mettiamo niente) ...ma come non mettere niente, qui bisogna arrivare ai voti, io vi faccio delle proposte e poi si vota, non si può mica formulare una norma, così sul sì e sul no.
Caveri (U.V.) - Io mi dichiaro favorevole alla formulazione ultima escogitata dal Presidente del Consiglio, che mi sembra molto semplice e pratica "per giustificati ed eccezionali motivi da giudicarsi del Presidente della Commissione", si può anche togliere il freno Fosson, si può anche togliere.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora io rileggo... (voce) ...no signore, perché l'elezione deve essere fatta, deve essere indicata, non è contraria alla norma. Un attimo, allora Assessore Lustrissy, chiede la parola, esponga il suo punto di vista e così...
Lustrissy (D.P.) - La proposta di Pollicini va meditata attentamente, perché l'espressione del voto del Consiglio, cioè l'elezione dei membri della Commissione, è espressione di voto del Consiglio, noi con questo diamo la potestà a qualcuno che non rappresenta il Consiglio di sostituirsi arbitrariamente al voto espresso dal Consiglio. Allora è il caso di prevedere l'elezione di un membro supplente per ogni consigliere presente che viene chiamato in sostituzione nel caso di assenza dell'altro. Veramente è il caso di porre questo problema, perché altrimenti...
Germano (P.C.I.) - Andiamo a tirar fuori tutte le storie di questo mondo per una cosa molto semplice.
Montesano (P.S.D.I.) - Io, da parte mia, visto e considerato il travaglio che è stato determinato da questa mia proposta, e sempre con le riserve di quello che avviene nelle Commissioni, perché, guardate la prassi, la norma, quella di non essere il numero e di farsi sostituire, io per quello che mi riguarda, ritiro l'emendamento e mi rimetto alle decisioni del Consiglio, su quello che può essere la riproposta dell'emendamento stesso.
Germano (P.C.I.) - Io ritiro l'emendamento e voglio dire alla maggioranza che comportandosi così non agisce bene, perché la maggioranza ha interesse che nella Commissione si faccia il più che si può, nell'interesse di dare una buona sintesi, nell'interesse di informare i gruppi: questo loro atteggiamento, che è un atteggiamento bizantino, danneggia e io ritiro l'emendamento.
Montesano (P.S.D.I.) - Io la ritiro con un'altra osservazione: io ho raccomandato al Consiglio che il Regolamento è la norma di lavoro che non ha niente a che fare con l'attuale costituzione del Consiglio, maggioranza e minoranza.
Quindi, ricordiamoci bene che si possono invertire anche le posizioni, e allora poi si fanno i discorsi diversi.
Metto in votazione l'art. 10.
Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Egregi Colleghi, sono le 12,53. Rimandiamo al pomeriggio?
Allora, la seduta è sciolta, e il Consiglio è riconvocato per le ore 16.
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Si dà atto che la seduta termina alle ore 12,53.
