Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 229 del 16 ottobre 1970 - Resoconto

OGGETTO N. 229/70 - Continuazione dell'esame del nuovo Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio regionale (dall'articolo 21 all'articolo 50).

Articolo 21

Montesano (P.S.D.I.) - Si continua l'esame del Regolamento cominciando dall'art. 21.

C'è qualcuno che vuol fare osservazioni?

Manganoni (P.C.I.) - Scusi, Presidente, io qui mi riferisco all'art. 21 ed anche a quelli seguenti, si riferisce all'art. 27 "Esercizio dell'iniziativa". Forse era meglio intervenire all'art. 27, ma siccome è tutto collegato, no, io voglio porre un problema pratico, ed è questo: un Consigliere regionale intende sottoporre un problema, anche non una legge, alla Commissione. Praticamente come si deve comportare? Cioè, quale via, quale procedura deve seguire?

Perché di questo se ne è già discusso, si ricorda, nel passato Consiglio. Bisogna portare in Consiglio? No, deve essere il Consiglio che dà mandato, insomma.

Ora, con il nuovo regolamento io penso che questo dovrebbe essere chiarito nel senso che il Consigliere sa esattamente la via, la procedura da seguire per portare un problema in discussione alla Commissione.

Ecco, io pregherei di volermi illustrare, in base a tutti questi articoli, questa procedura.

Montesano (P.S.D.I.) - Ecco, una domanda specifica che fa il Consigliere Manganoni, cioè a dire, in sostanza prospetta al Consiglio l'eventualità che il Consigliere, oltre alla scontata iniziativa per le proposte di legge, voglia rappresentare e proporre all'esame di una Commissione un dato problema, è vero Manganoni? Quale via deve seguire?

Io credo che sia corretto, ed anche più producente, che il Consigliere segua la via che solitamente segue per le altre iniziative, cioè l'iniziativa delle interrogazioni, delle interpellanze, delle mozioni, della legge, l'iniziativa legislativa, cioè la invia alla Presidenza del Consiglio.

Se questa iniziativa da parte del Consigliere comportasse degli impegni che devono essere presi dalla Giunta, naturalmente il Presidente del Consiglio, oltre che avviare la proposta alla Commissione competente, dovrà sentire, a mio giudizio, anche la Giunta per il parere che, su alcune questioni, può avere, in sede di Giunta stessa. Però la via da seguire è quella di proporla alla Presidenza del Consiglio.

Siccome il suo collega, e mio collega, il nostro collega Dolchi, questa mattina diceva che deve essere tenuto, come è tenuto, un registro di tutte le proposte che vengono fatte alla Presidenza del Consiglio e che la Presidenza del Consiglio invia alle Commissioni, è bene che ogni proposta, qualunque essa sia, passi dalla Presidenza del Consiglio per poter dare un numero d'ordine alle proposte stesse e una indicazione cronologica anche. Perché ci possono essere delle proposte molto importanti le quali vengono fatte non da un solo Consigliere, come è avvenuto, ma da vari Consiglieri, di cui ogni Consigliere ha il diritto di vantarsene la priorità. Quindi, perciò, bisogna che passino attraverso la Presidenza del Consiglio, dove esiste un protocollo numerico e datario delle proposte che vengono fatte dai Consiglieri.

Non so se sono stato chiaro. Ma è bene che per una organicità di funzionamento delle commissioni, il tutto attraversi la Presidenza del Consiglio per la distribuzione alle Commissioni.

Perché è avvenuto questo: un Consigliere andava in Commissione e proponeva un argomento. Ora, l'argomento deve essere registrato da qualche parte e la registrazione deve avvenire su quel famoso registro che deve tener fede dell'attività anche del Consigliere.

Manganoni (P.C.I.) - Fin qui va bene, per me è soddisfacente la sua risposta. Poi la Presidenza del Consiglio, dopo averla registrata, ecc. la trasmette alla Commissione interessata, no?

Il Presidente di quella Commissione convocherà la Commissione.

Montesano (P.S.D.I.) - La mette all'ordine del giorno.

Manganoni (P.C.I.) - D'accordo.

Montesano (P.S.D.I.) - Ecco, adesso, su questo argomento vuol intervenire il Vice Presidente Fosson al quale è data la parola.

Fosson (U.V.) - Bisogna distinguere anche qui, perché non so io, se una qualunque cosa che non interessa, così, a uno gli salta il ticchio e dice: "la Commissione tale dovrebbe parlare di questo problema", dovrebbe seguire una certa logica perché altrimenti finiamo che le Commissioni consiliari si sostituiscono ad un lavoro che deve essere fatto dalla Giunta.

E qui bisognerà fare attenzione perché qualche volta è già successo che le Commissioni consiliari devono funzionare, secondo il mio punto di vista, per esprimere dei pareri al Consiglio, per facilitare la discussione in Consiglio. Devono discutere specialmente su degli argomenti che vengono posti dall'Amministrazione e che noi... quindi si va in vaglio eventualmente critico di quello che prepara l'esecutivo.

Ora la questione dell'iniziativa c'è sempre, perché il Consiglio ha la facoltà di presentare delle leggi, ha facoltà; bisognerà vedere come fare, per altre questioni. Ma si dovrebbe poi fare attenzione che le Commissioni non vengano degli organi consultivi degli Assessorati, come qualche volta è capitato.

Perché qualche volta è capitato anche questo che certi Assessori hanno detto: "ma, questo è un problema che è scottante" - io parlo molto chiaramente - "questo problema è scottante, perché dobbiamo prendere noi, come esecutivo, la decisione e di portare questo argomento?"- Diciamo un po' alla Commissione che esamini, così cominciamo a sentire quali sono i pareri e poi vedremo.

Questo è una cosa che è a doppio taglio e non mi pare che debbano, le Commissioni consiliari, funzionare in questo senso.

Ora, che ci sia una possibilità anche di iniziativa da parte dei Consiglieri, d'accordo, se il problema è un problema che si deve esaminare.

Quando l'esecutivo vuol portare all'attenzione del Consiglio qualche provvedimento, automaticamente ne vengono investite sia una legge, sia un argomento importante, ne vengono investite anche le Commissioni.

Ma ho voluto solo segnalare questo perché non bisognerebbe poi avere una degenerazione in questo fatto, perché deve essere ben chiaro qual è il limite, qual è lo scopo della Commissione.

Maquignaz (D.P.) - C'è un altro fattore ancora da tener presente circa la procedura da seguire per la presentazione di questi progetti di legge da parte dei Consiglieri.

Siccome sappiamo che ogni legge impegna poi il bilancio, a parere mio il Presidente del Consiglio dovrebbe trasmettere queste bozze, questi progetti di legge anche al Presidente della Giunta. Perché quando c'è l'impegno del bilancio, secondo me la Giunta ne deve essere informata per esaminarlo in sede preventiva.

Quindi, il Consigliere o i Consiglieri, presentano il progetto di legge. Lo trasmettono al Presidente del Consiglio, però il Presidente del Consiglio, oltre che alle Commissioni, lo dovrebbe trasmettere anche al Presidente della Giunta, come organo, io dico, collegiale.

Caveri (U.V.) - La questione sollevata dall'Assessore Maquignaz verrà all'esame del Consiglio quando esamineremo l'art. 22.

Anch'io sono dell'opinione che il progetto di legge debba essere trasmesso dal Presidente del Consiglio alla Commissione o alle Commissioni competenti, però che debba anche essere trasmesso alla Giunta perché ne venga a conoscenza e che prenda anche le decisioni al riguardo.

Andrione (U.V.) - Passiamo all'art. 22.

Manganone (D.C.) - Io sono d'accordo su quanto dice Fosson. Però, di fatto, adesso cosa avviene? Avviene esattamente l'opposto.

Non che l'Assessore... perché lui dice "non deve diventare l'organo consultivo dell'Assessorato". Tutto dipende dal significato che noi diamo all'organo consultivo dell'Assessorato. Però se ogni Commissione nominata, effettivamente, - noi abbiamo nominato una Commissione per ogni Assessorato praticamente, no? Quella all'Agricoltura, al Turismo, ecc. - che naturalmente deve interessarsi, dovrebbe almeno interessarsi dei problemi specifici, in genere, di quell'Assessorato.

Perché è logico che un problema dell'Istruzione pubblica, beh, non lo passeranno a quella dei Lavori pubblici e viceversa.

Però, di fatto, ben poco - io parlo delle Commissioni di cui faccio parte - ebbene, le Commissioni non è che siano diventati gli organi consultivi dell'Assessorato, ma anzi, io vedevo la nostra Commissione, se non vado errato, correggimi Rollandoz, dalla nuova Giunta non si è mai riunita.

Quindi che corresse il rischio di diventare l'organo consultivo dell'Assessorato... beh io penso che, in 3-4 mesi, quant'è che si sarebbe riunita. Ed abbiamo dei problemi noi sul tappeto!

Qui si parla sempre dei progetti di legge. Io sono d'accordo, diceva l'Assessore Maquignaz, che deve passare dal Presidente della Giunta e io sono d'accordo. Ma io non parlo solo dei progetti di legge di cui ormai la procedura sappiamo qual è. Io parlo di altre iniziative. Per esempio: qui c'è un problema da discutere, discusso in Consiglio e demandato alle Commissioni, ma faccio un esempio pratico per spiegare meglio.

Sulla questione di alcune di queste strade interpoderali, ecc. che hanno un carattere turistico rilevante, ecc. - e si è detto in una interpellanza presentata da Savioz - si è detto, bene demandiamo alle Commissioni interessate cioè Lavori Pubblici e Turismo affinché riferiscano in Consiglio. E questo lo si è detto, mi pare, anche nella Giunta precedente, quindi 5-6-7 mesi fa, non so quanto io, ben, la nostra Commissione di questo non ne ha mai parlato. Uno.

Nella Commissione Lavori Pubblici precedente, vi faccio ancora questo esempio, poi non continuo se no finisco stasera, si era detto: il problema, per esempio, delle strade comunali, manutenzione, sgombero neve delle strade comunali grava sul Comune.

Noi sappiamo, si verificava una volta, si verifica anche adesso, che tanti Comuni arrivano alla Regione e dicono noi non ce la facciamo sia per la manutenzione, sia per lo sgombero neve, sappiamo il bilancio dei Comuni, ecc., quindi veniteci in aiuto.

Ora si era discusso, si era accennato in Commissione, senza prendere delle decisioni, la possibilità, sia chiaro, che, visto l'estensione della rete di strade carrozzabili comunali, in base al chilometraggio, che la Regione faceva stabilire un quid annuo che si dava a tutti i Comuni in base ai chilometri di strade comunali, in modo che quelli non abbiano tutti gli anni da venire, il Sindaco, dall'Assessore ai Lavori Pubblici e dire: non ce la faccio, per favore mandami lo sgombero neve, mandami qui, mandami là, e praticamente noi riduciamo i Sindaci un po' a dei mendicanti.

Ma dei mendicanti, sia chiaro, non nel senso negativo, nel senso che per gli interessi del loro Comune devono venire lì dall'Assessore a dire: io non ce la faccio a sgomberare la neve o a fare la manutenzione di questa strada e quindi, per favore intervieni.

Io capisco, in genere gli Assessori sono comprensivi, però è anche un po' umiliante questo. Invece, stabilendo quel criterio, le cifre sono modeste, comunque che aiutino un po' questi Comuni a mantenere queste strade, così risolverebbe il problema.

Anche di questo se ne era accennato, mi pare, molto tempo fa in Consiglio, o comunque la questione è andata in Commissione.

Ora tutti questi problemi sono tutti fermi. Allora, vedi Fosson, io non temo che la Commissione diventi l'organo consultivo, anzi adesso le due Commissioni di cui io faccio parte sono certamente l'opposto perché vengono completamente ignorate e tutti i problemi che sorgono da parte dell'Assessorato, io non voglio mica fare un'accusa agli Assessori, sia chiaro, però è una constatazione dei fatti, le Commissioni, almeno questa qui non è mai stata convocata. Ecco il problema.

Cioè io non ho i timori che hai tu; io ho il timore opposto perché i fatti dimostrano che, almeno adesso, avviene l'opposto.

Fosson (U.V.) - Io non vorrei essere frainteso su quello che ho detto prima. Ora, dagli esempi pratici che ha portato Manganoni, ad esempio il primo esempio pratico, mi sembra per me superato tranquillamente perché se un problema o per una mozione o per una interpellanza è stato portato in Consiglio, il Consiglio ha deciso di mandare alla Commissione lo studio del problema, automaticamente c'è già, la Commissione è già investita di questo esame. Si tratterà forse, formalmente, che il Presidente del Consiglio deve tener presente la volontà espressa dal Consiglio in seduta ed, eventualmente, dire al Presidente della Commissione che, richiamare il Presidente della Commissione, deve esaminare quel dato punto perché è stato investito dal Consiglio.

Su questo punto non c'è niente da dire.

Sulla questione delle leggi sia d'iniziativa dei Consiglieri, dei gruppi, della Giunta, una cosa o l'altra, è chiarissimo come devono fare il loro iter attraverso la Commissione.

Ora, l'ultimo esempio che hai citato non so se è il più calzante o che, però, ad un certo momento, come domani può essere investita la commissione di studiare questo problema se il Consiglio non l'ha investita e se l'organo esecutivo non l'ha investita.

Non può il singolo Consigliere dire, ad un certo momento, io desidero che si parli di questo argomento in Commissione, perché mi sembrerebbe un po' anacronista. Se questo problema interessa e quindi viene presentata una interpellanza, una cosa o l'altra. O l'iniziativa verrà presa dalla Giunta che dovrebbe essere la più logica perché eventualmente se accetta dovrà vedere la questione degli stanziamenti in precedenza e poi portarlo alle commissioni, o altrimenti sarà la Presidenza del Consiglio che investe la Commissione di vedere questo problema e la Commissione lo esaminerà sentendo l'esecutivo per quello che è la parte finanziaria, si capisce.

Ma una certa procedura per poter arrivare a interessare la Commissione di un dato problema bisogna pur che ci sia, perché altrimenti capiterebbe che cosa? Che qualunque Consigliere potrebbe sollevare la questione e dire: io desidero che la Commissione sia riunita per studiare questo problema.

Ecco, era in questo senso che voleva dire.

D'altra parte, proprio su questo, si era fatta una riunione proprio dell'Ufficio di Presidenza e dei Capigruppo per discutere un po' a fondo questo problema, per dare tutte le possibilità, per non togliere nessuna possibilità ai Consiglieri, intendiamoci, ma nello stesso tempo di regolamentare un po' questa parte.

Quindi io ero intervenuto solo, Manganoni, non... ho detto quell'altra cosa perché era successa una volta un affare del genere ed io ho detto chiaramente questo, no, praticamente, noi non possiamo dare dei pareri solo così perché richiesti in separata sede.

Montesano (P.S.D.I.) - Io vorrei soltanto chiudere questa discussione richiamando l'attenzione del Consigliere Manganoni sul seguente art. 26, il quale specifica bene tutto il campo d'iniziativa dei Consiglieri, del Presidente della Giunta e dei Consiglieri quando dice: "proporre un progetto di legge o di regolamento; proporre che le Commissioni consiliari permanenti o una Commissione speciale siano incaricate di condurre studi e ricerche ai fini delle elaborazione di progetti di legge o di regolamento."

Quindi perciò è così ampio questo art. 26 che comprende anche le sue proposte che devono essere fatte a norma di questo articolo 26.

Manganoni (P.C.I.) - Qui dice "proporre". Io mi ero rivolto a lei... (Montesano: ...la procedura) ...ecco, la procedura.

Perché, d'accordo "proporre", adesso lei l'ha specificata, cioè: il Consigliere fa una lettera diretta al Presidente del Consiglio. Adesso lei l'ha chiarito...

Montesano (P.S.D.I.) - Va ben. Io soltanto vorrei proporre al Consiglio in merito all'art. 21, e questa aggiunta, in riguardo a progetti di legge bocciati dal Consiglio per determinare un termine per la riproposta. Questo bisogna che il Consiglio lo esamini, cioè io proporrei che "non possono essere assegnati alle Commissioni progetti di legge che riproducono sostanzialmente il contenuto di progetti precedentemente respinti dal Consiglio, se non siano trascorsi sei mesi dalla data di reiezione". Questa è una dizione della Camera.

Se il Consiglio crede di accoglierlo è - diciamo così - una chiarezza che noi diamo al nostro organo perché non si ripeta ad iniziativa di un Consigliere, per esempio la proposta di una legge che è stata bocciata un mese prima.

Il Consiglio è d'accordo su questo?

Allora, l'art. 21 comporta questo ultimo comma che io rileggo "non possono essere assegnati alle Commissioni progetti di legge che riproducono sostanzialmente il contenuto di progetti precedentemente respinti dal Consiglio, se non siano trascorsi sei mesi dalla data di reiezione". Chi approva l'articolo con questo emendamento aggiuntivo, alzi la mano. Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Articolo 22

Montesano (P.S.D.I.) - Nessuno fa osservazioni?

Chi approva alzi la mano, contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 23

Montesano (P.S.D.I.) - Chi approva alzi la mano, contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 24

Montesano (P.S.D.I.) - Chi approva alzi la mano, contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 25

Montesano (P.S.D.I.) - Questa Commissione, come ho detto stamattina, è una Commissione di nuova istituzione. Non è altro che la Commissione che il Consiglio ha nominato per esaminare, per predisporre questa bozza di Regolamento, Commissione che noi intendiamo portare all'approvazione del Consiglio come Commissione permanente per esaminare gli aggiornamenti del regolamento e soprattutto, come dicevo, per dirimere le interpretazioni discordanti sulla applicazione del Regolamento, cioè non determinare questa responsabilità sulle spalle del Presidente del Consiglio. Quando esiste una discrepanza sull'interpretazione del Regolamento, che sia questa Commissione che possa dire la sua parola.

Sinora era il Presidente del Consiglio che era un pochino l'arbitro di questa situazione. Quindi questo è un esempio, Consigliere Caveri, di non fare il dittatore qui.

Allora, articolo 25, chi è d'accordo alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Titolo V - Articolo 26

Montesano (P.S.D.I.) - Osservazioni? - Chi approva alzi la mano, contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 27

Montesano (P.S.D.I.) - A questo punto, all'articolo 27, per una maggiore chiarezza, al secondo comma, primo rigo, "Le proposte di provvedimenti che importino aumento di spese", tra "importino" e "aumento" io proporrei di aggiungere "direttamente o indirettamente".

Sono quei provvedimenti di carattere finanziario che devono essere visti in riguardo al bilancio della Regione. Quindi possono portare sia direttamente che indirettamente un cambiamento sull'impostazione del bilancio.

D'accordo nell'aggiungere queste due parole?

Dolchi (P.C.I.) - D'accordo per aggiungere queste due parole. Proporrei anche che alla fine della frase del primo comma si mettesse "virgola", e che fosse aggiunto, nello spirito dell'intervento che ho fatto stamattina, "che dall'Ufficio di Presidenza sono numerate e iscritte nel registro cronologico".

Così mi sembra che l'iter sia più completo e definitivo.

Montesano (P.S.D.I.) - Mi pare che ci sia già, Pramotton, non esiste già un articolo in cui viene considerato il... (voce)

Dolchi (P.C.I.) - Nel 115 si parla solo dell'esistenza di questo benedetto registro di cui ho già parlato parecchie volte. Ancora non si è trovato, in un articolo, l'opportunità per lo meno di chiarire che al momento in cui questi progetti, questi disegni, sono presentati vengono iscritti sul registro cronologico.

Montesano (P.S.D.I.) - Ma non lo vuoi inserire qui all'ultimo comma?

Dolchi (P.C.I.) - Si può inserire qui. "A norma del precedente articolo, le proposte con relativi memoriali, che dall'Ufficio Presidenza - come eravamo rimasti d'accordo che si inserisse all'art. 14 - sono numerati e iscritti nel registro cronologico". Quindi diventa automatico.

Montesano (P.S.D.I.) - "...che a cura dell'Ufficio Presidenza vengono iscritti e numerati sul registro di cui all'art. 115". Ha preso nota Pramotton? (Pramotton: ma direi che non dall'Ufficio di Presidenza, ma dagli Uffici della Presidenza) ...è meglio: "dagli Uffici della Presidenza".

Allora ci sono questi emendamenti aggiuntivi. Il Consiglio li accoglie?

Benzo (D.P.) - Mi pare che l'aggiunta "direttamente o indirettamente" non significhi nulla in quanto se queste proposte di provvedimento importano una maggiore spesa o una minore entrata è pacifico, è logico che debbano prevedere, indicare dei conseguenti provvedimenti di carattere finanziario.

È sempre direttamente collegato, non potrà mai esserlo indirettamente, perché o c'è un aumento di una maggiore spesa o c'è una diminuzione. E quindi si è obbligati a... quindi è un di più, non è... l'indirettamente non significa... quando dice già: "qualsiasi proposta di provvedimenti che importi un aumento o riduca le entrate" è obbligatorio che ci sia il conseguente provvedimento finanziario.

Montesano (P.S.D.I.) - È più ampio, sa, è più esplicativo.

Benzo (D.P.) - No, non aggiunge niente, non toglie niente, perché l'indiretto non c'è mai, non può mai esserci.

Montesano (P.S.D.I.) - La modifica di prima è "A cura degli Uffici di Presidenza vengono iscritti e numerati sul registro cronologico di cui all'art. 115".

Per me, le parole "direttamente o indirettamente" sono parole che ampliano le possibilità, cioè ampliano l'eventualità... sono più esplicative. Comunque non hanno importanza sostanziale, si può lasciare il provvedimento così com'è e tenerlo, dato che lei è un rappresentante della Giunta, se si accontenta così, perché questo è fatto.

Allora è proposto l'art. 27 con i due emendamenti. Presentato il primo dal Consigliere Dolchi, che io ho letto, ed il secondo dal Presidente del Consiglio, e quindi l'articolo viene messo in votazione con quei due emendamenti.

Chi è d'accordo alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 28

Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola su questo articolo 28?

Tonino (P.S.I.U.P.) - Io propongo che, in luogo, dove si dice "le firme di almeno tremila elettori, autenticate da un notaio o dal Sindaco", anziché "dal Sindaco" si corregga "dai Sindaci", perché qui, in Valle d'Aosta, i Comuni che superano i 300 abitanti sono pochi, quindi se due Comuni si mettono assieme per un progetto di legge, ovviamente bisogna tener conto che ci sono due Sindaci. Quindi "dai Sindaci dei Comuni di residenza" di questa iniziativa popolare.

Montesano (P.S.D.I.) - Qui dice "dal Sindaco del Comune di residenza", ma la residenza è una! Dunque io credo che qui sia chiaro "autenticate da un notaio o dal Sindaco del Comune di residenza". Allora, Tonino?

Tonino (P.S.I.U.P.) - Non vorrei che fosse contestato un domani, insomma.

Da un notaio e dal Sindaco di residenza e si parla di 3000 elettori che possono presentare il progetto di legge, no. E possono presentare il progetto di legge 1500 abitanti di Pont-Saint-Martin o di Donnaz oppure di Courmayeur e di La Salle, ma è ovvio che ci vuole il benestare "dei Sindaci" di questi Comuni che presentano il progetto di legge. Bisognerebbe chiarire questo aspetto qui.

Montesano (P.S.D.I.) - Scusi, Tonino, per favore, non è che ci voglia il benestare dei Sindaci, ci vuole soltanto l'autentica della firma dei richiedenti, dei sottoscrittori, di questa proposta di legge.

Non ci vuol nessun beneplacito del Sindaco. Il Sindaco è chiamato soltanto ad autenticare la firma, cioè a dire che la firma di Montesano è quella lì e basta.

Dolchi (P.C.I.) - Penso che l'obiezione di Tonino sia questa: se è messo solo al singolare rimane il dubbio che l'iniziativa popolare del Comune di Donnaz, che non raccoglie 3000 elettori, non possa essere suffragata o appoggiata da altri cittadini di altri Comuni perché è il solo Sindaco di Donnaz che può autenticare la firma, ma mi sembra però che l'interpretazione sia abbastanza facile nel senso che ogni Sindaco è l'Ufficiale responsabile, è come il Notaio quello che autentica la firma; mentre il Notaio può autenticare le firme di tutti i cittadini, di tutti i Comuni della Valle, il Sindaco può autenticare le firme solo dei cittadini che sono residenti nel suo Comune.

Quindi il Sindaco di Pont-Saint-Martin autenticherà 100 firme di Pont-Saint-Martin. Quello di Donnaz, 50 di Donnaz, quelli di Aosta, 1000 di Aosta, ecc. ecc.

Poi, la somma di tutte queste autenticazioni formano le 3000. Ecco, mi sembra che sia accettabile così, perché il Notaio è chiaro che può autenticare le firme di tutti i cittadini della Valle, indipendentemente dal luogo di residenza, mentre dal Sindaco, al singolare, si richiede l'autentica della firma del cittadino che abita nel proprio Comune, cioè nel Comune il cui Sindaco autentica la firma.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Io vorrei mettermi al posto del Sindaco di un qualsiasi Comune e, conoscendo l'art. 28 che disciplina questo regolamento, non mi sentirei di firmare una iniziativa popolare conoscendo che questa deve comportare 3000 elettori, mentre il mio Comune ha solo 1500 elettori. Io ritengo che qui si dovrebbe precisare un qualche cosa, insomma...

Dujany (D.P.) - Mi pare di aver capito la preoccupazione del Consigliere Tonino che il numero dei sottoscrittori sia subordinata al Sindaco di un determinato Comune. Ora, i sottoscrittori possono essere distribuiti in tutti i Comuni della Valle. La funzione del Sindaco è solo quella di riconoscere che la firma è quella del sottoscrittore.

Quindi l'iniziativa dipende dai cittadini, non dipende dai Sindaci dai singoli Comuni.

Direi che l'azione del Sindaco è puramente un'azione del Notaio. Quindi mi pare che sia indipendente dal problema del numero dei firmatari e del numero dei ricorrenti.

Al 2° comma, vorrei chiedere al Consiglio di voler fare una piccola modifica. Si dice al 2° comma (lo legge)... Prima "delle Commissioni" proporrei "all'esame della Giunta e delle Commissioni o delle Commissioni consiliari competenti", cioè aggiungere "della Giunta". Per evitare, naturalmente, che la Giunta non sia messa a conoscenza di una iniziativa di questo genere.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora rimane fermo il primo comma, dopo le spiegazioni che sono state date al Consigliere Tonino, e si propone il secondo comma con l'aggiunta delle parole "della Giunta", presentate dal Presidente della Giunta, e il testo rimane identico e il tutto viene portato al voto del Consiglio.

Chi è favorevole alzi la mano, contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 29

Montesano (P.S.D.I.) - Chi approva alzi la mano, contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Titolo VI - Articolo 30

Montesano (P.S.D.I.) - A questo articolo io vorrei riferirmi precisamente al 1° comma, alla parola "recapitare", che io proporrei di cambiare in "diramare" o "trasmettere". Perché vi dico questo? Perché il recapito tante volte è stato impossibile, specialmente durante le vacanze. L'ultimo esempio è stato quello del Consigliere Manganoni, che era assente. Un'altra volta è capitato al Consigliere Savioz, mi pare. Perciò la responsabilità del recapito non può essere tale da impedire la convocazione del Consiglio.

Quindi proporrei di cambiare la parola "recapito" in "da trasmettere o da diramare". "Diramare" è usato negli altri regolamenti "o trasmettere".

"Trasmettere"? Benissimo.

Allora l'articolo va modificato con la parola "trasmettere" invece di "recapitare" e va posto ai voti. Chi è d'accordo alzi la mano, contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 31

Dujany (D.P.) - Una piccolissima informazione formale. Le lettere di convocazione debbono precisare: il luogo, il giorno e l'ora dell'adunanza. Forse, anziché "il giorno" è più proprio mettere "la data e l'ora dell'adunanza".

(Voci)

Montesano (P.S.D.I.) - No, il giorno, sarebbe quel giorno della settimana, nevvero.

"La data e l'ora". Va bene, noi metteremo la data e il giorno come si è fatto sempre. L'uno e l'altro.

Chi approva alzi la mano, contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 32

Montesano (P.S.D.I.) - A questo punto, io proporrei, al secondo comma, dove è scritto "È convocato in sessione o in adunanza straordinaria...". Può avvenire, come è avvenuto, che il Presidente del Consiglio ritenga, per necessità che non dipendi dalla sua volontà, di dover convocare d'urgenza il Consiglio. Con questo articolo, il Presidente del Consiglio rimarrebbe amputato di una iniziativa, la quale è così connessa alla sua carica per ragioni di espletamento del suo mandato, cioè la seduta straordinaria può essere convocata anche dal Presidente del Consiglio quando ne ravvisi l'opportunità o ci siano degli avvenimenti.

Quindi, perciò, il secondo comma io lo proporrei modificato in questo modo: "È convocato in adunanza - togliendo "sessione" - straordinaria per iniziativa del Presidente del Consiglio o su richiesta del Presidente della Giunta regionale o di almeno un terzo dei Consiglieri, entro i venti giorni della richiesta".

È d'accordo il Consiglio?

Cioè rimane sempre la richiesta del Presidente della Giunta e del Consigliere sennò il Presidente del Consiglio non potrebbe convocare un'adunanza straordinaria, che può essere determinata da avvenimenti, perché non è contemplato dal Regolamento.

Dujany (D.P.) - Questo emendamento mi lascia un po' perplesso rispetto alla prassi seguita sino ad ora. Mi pare che sino ad ora la prassi era questa: il Consiglio veniva convocato dal Presidente del Consiglio in sessione ordinaria, in sessione straordinaria era convocato dal Presidente del Consiglio su richiesta del Presidente della Giunta e dei Consiglieri.

Naturalmente, con questa nuova norma, si tratta di cambiare quella che è la prassi che abbiamo seguito sino ad oggi. È esatto?

Montesano (P.S.D.I.) - Non è la prassi che viene cambiata, è una aggiunta.

Cioè a dire: io prospetto al Consiglio, se c'è un avvenimento che determina la necessità o l'opportunità di una adunanza straordinaria, cioè può il Presidente del Consiglio diramare gli avvisi di convocazione straordinaria?

Non lo può fare perché non esiste un disposto del Regolamento.

Savioz (P.C.I.) - Mi sembra sia giusto, giusto per il fatto che se eventualmente un qualsiasi avvenimento, di un qualunque genere possa determinare la necessità di convocare il Consiglio, a mio modesto avviso, non è giusto che il Presidente debba aspettare che questo avvenga tramite la richiesta del Presidente della Giunta, o tramite la richiesta di un terzo dei Consiglieri.

Quindi il Presidente - che è la massima carica del nostro Consiglio - deve avere la possibilità di convocare i Consiglieri quando lo ritiene opportuno. Quindi io sono d'accordo.

(voce: non è mica giusto, però...)

Dujany (D.P.) - No, non è niente di eccezionale. Cioè, ad un certo momento, scusatemi il termine, in teoria il Consiglio potrebbe essere chiamato, diciamo, a riunioni a tambur battente in via continuativa senza che la Giunta abbia la possibilità di saperlo preventivamente e senza sapere esattamente quali sono gli oggetti all'ordine del giorno, e senza essere preparata per rispondere. Questo è il pericolo.

Naturalmente i problemi dobbiamo sempre vederli spinti ai loro limiti, non nei casi normali.

Ma, quando si ammette un principio non sappiamo mai dove andiamo a finire.

Montesano (P.S.D.I.) - Ora, se questo non passa, e naturalmente può avvenire l'eventualità, in qualsiasi tempo, presente e futuro, che ci sia necessità di convocare il Consiglio.

Se non c'è l'iniziativa al di fuori del Consiglio, dell'Ufficio di Presidenza, il Consiglio non si può convocare in adunanza straordinaria.

Dujany (D.P.) - Questa osservazione: la nostra, fortunatamente, è ancora una gestione abbastanza familiare. Qualora ci sia la necessità di convocare il Consiglio, mi pare che i rapporti tra la Presidenza della Giunta e la Presidenza del Consiglio sono così... per cui diciamo, formalmente, si superano questi problemi.

Non so, se vogliamo immettere questo nuovo criterio, certo che è un nuovo principio rispetto ad una prassi seguita sino adesso.

Caveri (U.V.) - Io propongo che si lascino le cose come prima e cioè che il Consiglio venga convocato su proposta della Giunta oppure di un terzo dei Consiglieri.

Balestri (P.S.I.) - Pensavo che se questa è una assemblea legislativa, ad un certo momento, come Consiglio, anche il Presidente, in determinati casi... ora è logico che se poi ne diventa un abuso su argomenti pertinenti della Giunta questo non è simpatico, ma su altri argomenti possa anche convocare il Consiglio.

Savioz (P.C.I.) - Io penso che la questione di competenza sia determinata dal nostro Regolamento ed è ovvio che il Presidente del Consiglio non potrà convocare l'assemblea regionale portando all'ordine del giorno dei provvedimenti che sono squisitamente di competenza della Giunta e della Giunta stessa, tenuto conto delle varie questioni che sono inerenti all'Amministrazione regionale.

Però, avere un Presidente di un consesso di questo genere qui, che non possa riunire il Consiglio senza essere sollecitato o richiesto da parte dei Consiglieri o dal Presidente della Giunta, mi pare che non sia molto giusto. Io insisto ancora nel dire che, per quelle ragioni particolari per le quali dovesse essere necessario la convocazione del Consiglio, è giusto che il Presidente del consesso possa convocare il suo Consiglio.

Andrione (U.V.) - Di fatto la convocazione del Consiglio ha un significato politico. Lo Statuto ha già stabilito precisamente le cose.

Ma comunque, per rispondere a Savioz e a Balestri, è vero quello che Caveri e Dujany volevano dire e cioè fanno riferimento allo Statuto. Di fatto la convocazione del Consiglio ha un significato politico, ed è giusto sottomettere questa convocazione all'organo politico: la Giunta, o almeno ad un terzo dei Consiglieri, cioè un numero poderoso di Consiglieri nei confronti del Consiglio stesso, perché, se no, si potrebbe fare una convocazione, senza arrivare agli estremi cui arrivava Dujany prima, cioè arrivare agli estremi di fare una convocazione para-politica del Consiglio, cioè su un argomento assolutamente... almeno, che non può essere votato perché manca la maggioranza.

Capisci quello che voglio dire, Savioz?

Quindi, un problema politico come la convocazione del Consiglio deve essere regolato secondo lo Statuto.

Caveri (U.V.) - La proposta fatta urta contro il disposto dell'art. 20 dello Statuto. L'art. 20 dello Statuto distingue le sessioni in ordinarie e straordinarie e stabilisce che in sessione ordinaria il Consiglio è convocato dal suo Presidente in sessione ordinaria nella prima seduta di aprile e di ottobre di ogni anno, e quindi allora convocazione da parte del Presidente del Consiglio, e in sessione straordinaria su richiesta del Presidente della Giunta regionale o di almeno un terzo dei Consiglieri.

Quindi non si può mica cambiare questo sistema. Questo sistema è stabilito dallo Statuto ed un qualsiasi altro sistema sarebbe anticostituzionale perché anti-statutario. È chiaro.

Fosson (U.V.) - Concordo con la questione dell'art. 20 dello Statuto e, a chiarimento anche delle possibilità che ha il Presidente del Consiglio, va detto che nel nuovo Regolamento noi abbiamo esteso, cioè è stata estesa molto la questione della sessione ordinaria, mentre prima si parlava di sessione ordinaria ad aprile e ottobre e poi quasi tutti gli altri consigli erano straordinari, noi, in questo Regolamento che stiamo approvando abbiamo dato un'estensione alla sessione ordinaria che copre la sessione di aprile che si estende sino alla fine di luglio, e la sessione di ottobre che si estende fino alla fine di marzo.

Quindi la vera e propria convocazione straordinaria, come si dovrebbe intendere in base allo Statuto, che resta limitata alla richiesta della Giunta e di un terzo dei Consiglieri, è proprio una questione straordinaria, perché altrimenti il Presidente del Consiglio avrebbe facoltà, nella sessione ordinaria, di convocare il Consiglio.

Montesano (P.S.D.I.) - Va bene. Allora l'art. 32 rimane così come è formulato. Viene messo ai voti. Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Articolo 33

Montesano (P.S.D.I.) - Qui c'è la solita questione di adunanze e sedute. Non voglio tornare su, ormai nella prassi si parla di sedute e quindi lasciamo così le cose come sono.

Chi approva...

Ramera (D.C.) - D'accordo che questo è già stato attuato, praticamente, però ritengo, non so se è possibile, dato che il periodo delle vacanze è più luglio-agosto che agosto-settembre, se non fosse meglio fare la sessione di primavera da aprile a fine giugno, lasciando luglio e agosto liberi e riprendendo a settembre le sessioni.

Che poi rientra normalmente anche quella di ottobre. Mi scusino i Segretari.

Montesano (P.S.D.I.) - E allora io proporrei, anche per gli inconvenienti che si sono avverati nell'estate scorsa, cioè dal 15 luglio al 15 settembre. Almeno tutti i Consiglieri hanno...

Allora: la sessione primaverile si articola in 8 sedute, nei mesi da aprile al 15 luglio. Mettiamo dal 1° aprile al 15 luglio. Dalla prima settimana di aprile al 15 luglio compreso, perché lo Statuto parla della prima settimana.

Siggia (P.C.I.) - Però, allora, sono 7... (voci)

Due a luglio - nel primo gruppo è ..., 13 nel secondo.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora "si articola in 7 sedute dalla prima settimana di aprile al 15 luglio compreso".

La sessione autunnale si articola in 13 sedute dalla prima settimana di ottobre, anzi dal 15 settembre...

Fosson (U.V.) - Un momento. Se vediamo qui, veniamo in contrasto di nuovo con lo Statuto perché sullo Statuto è fissato che le sessioni ordinarie vanno: la prima settimana di aprile e la prima settimana di ottobre. Sul regolamento non possiamo abolire quello che è detto dallo Statuto.

Discussione generale

Fosson (U.V.) - Ad un certo momento, su questo, si potrà vedere all'atto pratico, senza Regolamento qui, perché se il Consiglio sarà d'accordo di fare queste sessioni così, la prima, quella di settembre, la farà come una sessione, una seduta straordinaria.

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, ha ragione il Vice Presidente Fosson, perché qui ci metteremo in un conflitto col disposto statutario e non so come ne potremmo venire fuori.

Allora il Consiglio cosa vuol decidere?

Lasciamo com'era? Va bene. Tutto annullato. Allora non c'è altro che da mettere ai voti. Chi approva alzi la mano, contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 34

Montesano (P.S.D.I.) - Osservazioni? (voce) Su quale articolo? Sul 33?

Allora, annullata la votazione, la rifacciamo.

Dujany (D.P.) - Vi chiedo scusa. Solo un chiarimento.

"La prima seduta di ogni mese è prevalentemente destinata allo svolgimento delle interrogazioni, interpellanze e mozioni".

Che cosa vuol dire questo "prevalentemente"?

Montesano (P.S.D.I.) - Questo era stato già approvato.

Dunque, la prima seduta, nell'approvazione che è stata fatta il 27 novembre 1968, l'ha già approvato il Consiglio, non è un qualche cosa che viene proposto adesso.

(voce) Allora lasciamo com'è?

Chi approva alzi la mano, contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 34

Pedrini (P.L.I.) - Al 2° comma dell'art. 34 "...dei Consiglieri che intervengono all'adunanza dopo l'apertura - fin qua ci siamo - e dei quelli che si allontanano dalla sala delle adunanze". A parte che io sono uno di quelli che si allontanano, ma è bambinesco questo! Voi dovete pensare che ogni volta che uno esce, secondo questo - e penso che loro lo debbano fare - loro debbano mettere, e Pollicini mi conforta, debbano mettere: Germano è uscito dalle 10 ed è entrato alle 10,05.

Montesano (P.S.D.I.) - Per le votazioni.

Pedrini (P.L.I.) - Solo per le votazioni allora, ma qua non è specificato!

Andrione (U.V.) - Consigliere Pedrini io l'ho già scritto come "allontanato permanente".

Montesano (P.S.D.I.) - Non c'è scritto, ma è compito del Segretario, al fine di essere precisi nella stesura...

Pedrini (P.L.I.) - Allora ecco, mi scusi "Prende altresì nota dei nomi dei Consiglieri presenti a ciascuna votazione". Anche come forma italiana io mi richiamo all'Avv. Andrione che in questo è un latinista abbastanza esperto, mi deve dare atto che questa forma italiana non è corretta.

Abbia pazienza, noi ci ripetiamo due volte.

Andrione (U.V.) - Primo, con quell'immeritato titolo di latinista, perché ero l'ultimo della classe in materia, repetita iuvant, ripetere due volta la stessa cosa è profittevole.

Comunque i concetti sono due: quelli che si allontanano dalla sala delle adunanze, si allontanano per un tempo determinato, per esempio, senza voler fare alcuna allusione al Partito Liberale, normalmente, alle 7, questo Gruppo si allontana... (ridendo)

Pedrini (P.L.I.) - ... ridendo

Andrione (U.V.) - Allontanarsi è un concetto differente dalla presenza alle votazioni. Ci sono due aspetti della cosa.

Io per esempio adesso sono andato a telefonare, mi sono allontanato, però sono stato presente alle votazioni perché sono caduto bene e quindi devo computarmi nel computo dei presenti alla votazione.

Pollicini (D.P.) - Io ho notato negli appunti, mi pare anche del Segretario generale, quando uno esce, 10,15 l'ora di uscita; evidentemente viene poi cancellata all'ora di entrata. Non esiste quindi questa registrazione delle uscite.

Comunque, siccome non si sa quando avvengono le votazioni, si rischia sempre, perché non si sa quando avvengono le votazioni.

Andrione (U.V.) - No, no. Se all'interno della discussione di un argomento per esempio esce il Consigliere Caveri e con rapidissima mossa entra da quella porta, non si può dire che è stato assente alla discussione e quindi alla votazione. È una cosa differente allontanarsi, prendere nota dei presenti votanti... (voce) ...Ma, infatti, lei diceva che è la stessa cosa, ed io dico che non è vero, si dicono due cose differenti.

Bordon, no, no, la calma è la nostra virtù principale... (voce) ...In questo caso, di fronte a tanta ostilità seggo e taccio.

Pedrini (P.L.I.) - Si può fare una proposta? Scriviamo "quelli che si allontanano definitivamente". Mettiamo la parola "definitivamente".

Montesano (P.S.D.I.) - E che ne sappiamo noi se si allontanano definitivamente? Si ricordi, Consigliere Pedrini, che un tempo era scritto che per allontanarsi ci doveva essere il permesso del Presidente del Consiglio. Non l'ho fatto io quel Regolamento, ma era effettivamente un regolamento che aveva... era scritto questo; io l'ho fatto abolire.

Ora non è una innovazione questo articolo perché riproduce esattamente quello che era il Regolamento del 1949, art. 21. Abbiamo copiato.

Pedrini (P.L.I.) - ... e quindi di quelli che segnano e non segnano. Posso dire però, e desidero che venga messo a verbale, che per me la cosa non è liberale, è una costrizione di persona. Punto e basta.

Bordon (D.C.) - Pedrini... come è stata interpretata sino adesso è ben andata bene, quindi la si può lasciare forse così.

Adesso è uscito l'Avv. Caveri, non ha chiesto il permesso, cosa dovrebbe succedere?

Allora, se esco anch'io adesso, e chiedo il permesso, non vi dico dove devo andare, ma vi chiedo il permesso.

Montesano (P.S.D.I.) - Sentite, egregi colleghi, Voi, il Regolamento mi sembra che in certe situazioni lo volete applicare così per quello che non è scritto e non applicare per quello che è scritto.

Il vecchio Regolamento diceva questo - avete il codice davanti? - c'è scritto: "i Consiglieri che intervengono all'adunanza dopo l'apertura e di quelli che, con il consenso, del Presidente del Consiglio". C'è scritto questo nel vecchio Regolamento.

Caro Bordon c'è scritto questo, non l'ho fatto io, l'hanno fatto gli altri. L'abbiamo abolito questo, perché? Perché era una stortura.

Allora, chi approva alzi la mano... Il Consiglio approva. Allora un contrario.

Articolo 35

Dolchi (P.C.I.) - Ritengo che il terzo comma dell'articolo 35 sia in contrasto con l'articolo 21 dello Statuto, l'art. 21 dello Statuto dice: "le deliberazioni del Consiglio della Valle non sono valide se non è presente la maggioranza dei suoi componenti", e lo Statuto non prevede altre cause o condizioni, per cui il numero dei suoi componenti, che all'art. 16 è precisato che il Consiglio della Valle è composto di trentacinque Consiglieri, rimane quindi nel numero di 35. Pertanto il terzo comma che stabilisce alcune particolari ragioni o condizioni per modificare questo numero, secondo me è in contrasto con l'articolo 21, per cui proporrei la soppressione del terzo comma completamente, tenuto conto che anche poi in queste particolari considerazioni che potrebbero far diminuire il numero dei componenti, c'è per esempio quella delle dimissioni date e non ancora accettate che non mi sembra possa essere considerato valido in quanto il Consigliere che ha dato le dimissioni, fino al momento dell'accettazione di queste dimissioni può sempre revocarle. Quindi non può ancora, eventualmente, questa dimissione del numero, essere considerato per stabilire la maggioranza.

Ma indipendentemente da queste considerazioni, mi sembra che sia valido il problema di fondo, cioè che lo Statuto prevede la maggioranza dei suoi componenti, l'art. 16 prevede che i componenti sono 35, nello Statuto non esistono altre considerazioni per far diminuire questo numero e quindi il comma 3° sia in contrasto per cui propongo la soppressione.

Caveri (U.V.) - Mi associo a quanto detto dal Consigliere Dolchi, nel senso che questo art. 35 è contrario a quanto dicono l'articolo 16 e l'articolo 21 dello Statuto. Aggiungo, aggiungo che la prima bozza di Regolamento, di questo Regolamento, era stata mandata al Direttore della Segreteria del Senato, Giannuzzi, il quale aveva espresso parere contrario alla formulazione di questo art. 28 e aveva proposto il testo seguente: "le adunanze non sono valide se non è presente la maggioranza dei componenti il Consiglio". Questo in conformità all'art. 21 dello Statuto, "le deliberazioni non sono valide se non sono a maggioranza dei presenti salvo che sia prescritta la maggioranza speciale". Anzi mi accorgo che il testo proposto dal Giannuzzi, Direttore della Segreteria del Senato, non è che la ripetizione dell'art. 21. E il Giannuzzi aveva censurato quella dizione che viene fuori dal 3° comma dell'art. 35 di questa bozza di Regolamento. Quindi io mi associo a quello che ha detto il Consigliere Dolchi e chiedo la soppressione del terzo comma pur dichiarandomi favorevole al primo e al secondo comma.

Montesano (P.S.D.I.) - Ora, a questo punto io vorrei fare un'interrogazione al Consiglio, e sollecito anche una risposta: lo Statuto non parla di validità di sedute ma parla soltanto di validità di deliberazioni, ciò a dire che le deliberazioni non possono essere, l'articolo 21, non possono essere prese se non è presente la maggioranza dei componenti del Consiglio e le stesse deliberazioni non sono valide se esse non sono approvate dalla maggioranza dei presenti. Questa è la dizione dello Statuto. Io intendo domandare al Consiglio se si deve considerare la validità della seduta anche quando il Consiglio non è chiamato a votare, per esempio... (voce) ...si riunisce in una giornata in cui ci sono interrogazioni e interpellanze, al Parlamento, per esempio, ci sono interpellanze e interrogazioni in cui esiste l'interpellante e il Ministro, il Sottosegretario che risponde, c'è un'adunanza di carattere commemorativo, non è necessario che ci sia il numero legale. Questo è il punto, cioè le adunanze possono essere valide ed è giusto che siano valide se c'è la maggioranza dei suoi componenti, ma ci sono delle situazioni in cui per esempio tutto il tempo noi siamo qui, un'ora e mezza, due ore, per dare espletamento alle interrogazioni e alle interpellanze, il Presidente potrebbe benissimo dare andamento ai lavori del Consiglio anche se sono in dieci. Questo è il punto che io vorrei mettere.

Caveri (U.V.) - L'argomentazione del Presidente del Consiglio è una argomentazione capziosa e lo dimostro subito, perché allora sarebbe valida una, si vogliono quasi stabilire due tempi in una adunanza del Consiglio. Allora, fino a quando si fa la commemorazione di Nasser la seduta è valida, fino a quando si fa la commemorazione di Nasser, poi quando si incomincia ad esaminare un determinato problema che richiede una votazione allora l'adunanza non è più valida. Ora, non si può fare una distinzione di questo genere, perché si fanno le adunanze, perché si fanno le sedute del Consiglio regionale per dibattere degli argomenti che poi sfociano fatalmente in una votazione, altrimenti il Consiglio che cos'è, allora il Consiglio regionale diventa un'accademia dove si discute dell'immortalità dell'anima o di argomenti del genere. No, la seduta del Consiglio è una riunione, un'adunanza nella quale si dibattono degli argomenti e poi si arriva ad una votazione. Soltanto così ha senso una seduta del Consiglio regionale. La distinzione del Presidente del Consiglio è una distinzione puramente artificiosa che cerca di far passare dalla finestra quello che non può passare per la porta.

Quindi io insisto perché venga soppresso il 3° comma dell'art. 35.

Germano (P.C.I.) - Finora la prassi ha voluto che in Consiglio perché l'adunanza fosse valida ci fossero diciotto Consiglieri. All'inizio della seduta il Presidente diceva, cerchiamo di essere in diciotto per votare. Lei mi dice, la questione delle interrogazioni, delle interpellanze, potrebbe essere: tanto abbiamo visto finora che non c'è stata nessuna seduta dedicata solo a questo. Direi ancora di più, se domani ci fosse una seduta dedicata a questo non sarebbe uno spettacolo civico, vedere un Assessore che risponde a tre Consiglieri che ascoltano l'interrogazione, lo spettacolo della Camera dei Deputati non è serio in quell'occasione, perché dobbiamo metterci noi a fare queste cose? È normale, la prassi che abbiamo seguito finora è stata valida, seguiamola ancora e non contempliamo quello, soprattutto primo perché non si verifichi, non c'è seduta dove non ci sia votazione, secondo luogo, anche se si verificasse, non sarebbe sul piano della maturità civica un esempio giusto, degno di essere commentato dal pubblico come vengono commentati certi episodi della Camera dal pubblico.

Montesano (P.S.D.I.) - Nessun'altro chiede la parola su questo articolo? Io dico soltanto che il Regolamento è fatto per il prosieguo dei lavori dell'Assemblea, quindi è l'Assemblea sovrana nel volersi creare un Regolamento come meglio intende, soltanto che questi disposti che sono stati elencati qui nell'art. 35 ricalcano quello che è scritto sui Regolamenti delle altre Regioni... lo si vuole abolire? Va bene! Lo si vuole abolire questo terzo comma? Se il Consiglio è d'accordo, niente di straordinario, e poi tra l'altro si crea un Regolamento per l'uso interno e quindi lo può fare con la massima tranquillità. Quindi il Consiglio accoglie gli emendamenti soppressivi del Consigliere Dolchi e del Consigliere Caveri, Consigliere Dolchi e Consigliere Caveri, anche lei ha ribadito questo.

Nessuno chiede la parola, allora l'art. 35 viene ridotto a due commi se ho ben capito, il terzo è proposto come abolito, quindi vengono votati soltanto i due commi precedenti, il primo e il secondo. Chi approva alzi la mano, chi non approva? Astenuto uno, il sottoscritto, io mi astengo, almeno perché non vedo...

Articolo 36

Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola? Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 37

Montesano (P.S.D.I.) - Ecco, io qui vorrei inserire al quinto rigo del 1° comma dopo richiesta di iniziativa, vorrei inserire "dell'Ufficio di Presidenza della Commissione per il Regolamento e di altri Organi consiliari competenti"... (voce: ...come?)

"Il Presidente del Consiglio fissa gli oggetti all'ordine del giorno tenendo in considerazione i voti espressi dal Consiglio nella precedente adunanza e le proposte o richieste di iniziativa", a questo punto c'è l'aggiunta, prima o dopo si può mettere "dell'Ufficio di Presidenza, della Commissione per il Regolamento e di altri Organi consiliari competenti".

Caveri (U.V.) - Cosa vorrebbe dire di altri Organi consiliari competenti, cosa vorrebbe dire?

Montesano (P.S.D.I.) - Anche le Commissioni per esempio.

Caveri (U.V.) - Allora diciamo delle Commissioni, perché dire Organi consiliari competenti è ambiguo, è oscuro.

Andrione (U.V.) - Ma fermiamoci all'Ufficio di Presidenza, forse non è sbagliato... (voce di Andrione e di Dujany)

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, ma d'altra parte Presidente, si vuole all'Ufficio di Presidenza e al Presidente togliere la possibilità di inserire degli argomenti, cioè dire si possono inserire degli argomenti, quelli richiesti dal Presidente della Giunta e quelli richiesti dai Consiglieri, mi sembra che l'Ufficio di Presidenza, che è un Organo del Consiglio, possa avere anche questo diritto di inserire un argomento al Consiglio.

Benzo (D.P.) - Cosa, siccome questa iniziativa è personale perché è chiaro dalla dizione precedente cioè, è del Presidente della Giunta e dei Consiglieri, è investito tutto il Consiglio, chiunque può farlo, cos'è un Ufficio che fa la proposta, sarà il Presidente del Consiglio che è uno dei 35 Consiglieri, sarà il Segretario del Consiglio, che è uno dei 35 Consiglieri.

Andrione (U.V.) - Sono in parte contrario a quello che ha detto l'Assessore Benzo, ad un certo punto, che già i Consiglieri normalmente attraverso i Gruppi lavorano in équipe, normalmente, ci sono delle eccezioni, e il fatto di proporre alla discussione dei punti può essere, o se preferite, potrebbe essere il frutto di una discussione nell'ambito di certe équipes che esistono in questo Consiglio. Presidente della Giunta in quanto come Presidente della Giunta, l'Ufficio di Presidenza del Consiglio in quanto Presidente del Consiglio, potrebbe essere un sistema valido per impedire l'affermazione di un solo sistema di iniziativa di legge che favorisce un certo tipo di partitocrazia al quale personalmente non sono favorevole, e credo che qui parlano tra l'altro di un'iniziativa per l'ordine del giorno non si disturba assolutamente quelle che sono le competenze del Consiglio e si permette una maggiore elasticità della formazione dell'ordine del giorno, il che può essere anche un bene.

Germano (P.C.I.) - Ma a me pare anche qui che si allarga lo Statuto e non si può, non si può perché l'articolo 27 dice "legge" e qui si parla di iniziativa.

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, non c'entra qui.

Germano (P.C.I.) - Sì, ma nell'ordine del giorno cosa mette, mette una proposta o un'iniziativa di legge?

Montesano (P.S.D.I.) - Ma no, Germano, scusa, ci sono tanti altri oggetti, non ci sono mica dei disegni di legge... (Germano - quali?) ...deliberazioni, noi per esempio, Ufficio di Presidenza, abbiamo portato la questione dell'attrezzatura dell'Ufficio Stampa, abbiamo portato noi come Ufficio di Presidenza.

Germano (P.C.I.) - Ma chi è che toglie al Presidente o a un membro dell'Ufficio di Presidenza che è Consigliere questo diritto? Mi pare invece che è una cosa che manchi perché l'art. 27 dice "l'iniziativa della legge regionale spetta alla Giunta regionale, ai membri del Consiglio della Valle e al popolo valdostano", noi abbiamo contemplato prima referendum ecc., però qui nella stipulazione dell'ordine del giorno non diciamo che il Presidente può mettere iniziative proposte da un referendum popolare.

Caveri (U.V.) - Non sono d'accordo con quello che dice Germano perché mi pare, e può darsi invece che mi confonda io, ma mi pare invece che confonda Germano, perché confonde il diritto di iniziativa con l'iniziativa dei Consiglieri regionali per ottenere l'inserzione di un determinato argomento nell'ordine del giorno, che sono due cose ben diverse. Io condivido l'opinione espressa dall'Assessore Benzo perché, beh la tesi dell'Assessore Benzo è una tesi semplificatrice perché cosa dice, dice che in sostanza l'iniziativa per inserire un argomento nell'ordine è affidata tra l'altro ai Consiglieri e quindi tutte le altre categorie di cui si è parlato oggi rientrano sempre nella categoria di Consiglieri regionali, più semplice e chiaro è lasciare le cose nel testo in questo testo e non fare altre aggiunte che sono soltanto delle superinterpretazioni inutili.

Benzo (D.P.) - Farei una semplificazione pratica, è già successo, la Commissione Affari Generali e Finanze ha ritenuto di presentare di propria iniziativa un qualche cosa, ha presentato un ordine del giorno a firma di sette persone. Se l'Ufficio di Presidenza è composto di cinque, firma Lei, il Segretario e i tre Vice Presidenti e siete cinque Consiglieri, l'iniziativa c'è.

Montesano (P.S.D.I.) - Va bene, è perfettamente lo stesso perché c'è anche questo di più, perché il Presidente del Consiglio fissa gli oggetti all'ordine del giorno tenendo presente, quindi non è detto che non possa iscrivere altri oggetti all'ordine del giorno è nel suo diritto e nel suo potere, e siccome è nei suoi poteri non è che debba iscrivere soltanto quello che viene richiesto o dai Consiglieri o dal Presidente della Giunta, iscrive anche quegli oggetti che ritiene opportuno di iscrivere.

Quindi perciò vuole essere eliminato l'Ufficio di Presidenza, si elimini... (voce di Dujany e Andrione)

Siggia (P.C.I.) - Mi pare che qui dobbiamo metterci d'accordo su cosa vogliamo dire in questo articolo, perché una cosa è "quali sono gli argomenti che vanno inseriti nell'ordine del giorno" un'altra cosa è "fissa gli argomenti sentendo i voti, intendendo come possono essere numericamente inseriti", ecco prima vorrei chiarita questa idea, che cosa vuol dire le fissa s'intendano tutti gli argomenti che devono essere inseriti dal Presidente del Consiglio. Ecco perché allora mi sembra che l'osservazione dell'Assessore Benzo non valga, perché il Consigliere non può più presentare ordini del giorno, adesso se è stato fatto a proposito di quella legge non lo so, ma il Consigliere ha facoltà di presentare progetti di legge, interpellanze, interrogazioni, mozioni, punto e basta. Se io arrivo con un ordine del giorno, prima del Consiglio, lo lascio alla Segreteria, non credo che il Presidente me lo inserisca in un ordine del giorno come argomento.

Montesano (P.S.D.I.) - Ma no, no, si tratta di un ordine del giorno inteso numericamente degli oggetti, non si tratta cioè di proposte di voto.

Caveri (U.V.) - Non mi pare di poter condividere l'opinione espressa dalla Signora Siggia perché qui si dice, è tanto semplice, la prima parte dell'articolo 37 dice "il Presidente del Consiglio fissa gli oggetti da iscrivere del giorno, tenendo in considerazione i voti espressi dal Consiglio nella precedente adunanza e le proposte o richieste di iniziativa del Presidente della Giunta regionale e dei Consiglieri regionali". Quindi il Presidente fissa tenendo conto di che cosa, delle proposte dei Consiglieri, oltreché del Presidente della Giunta, oltreché di quanto ha proposto il Consiglio nell'adunanza. Quindi è tutto chiaro, chiarissimo, non c'è niente da aggiungere.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora l'articolo che riguarda l'ordine del giorno viene sottoposto all'approvazione e vorrei soltanto all'ultimo comma chiedere l'attenzione dei Consiglieri sul penultimo e ultimo rigo "dandone comunicazione almeno prima della data dell'adunanza". Cioè il Presidente del Consiglio si deve attenere ai termini per l'iscrizione all'ordine del giorno, però può derogare da questi termini quando c'è un carattere di urgenza e io desidererei che il Consiglio considerasse anche la necessità e la possibilità di iscrizione di oggetti all'ordine del giorno anche se fissa l'anticipo delle 24 ore dalla data della adunanza, perché abbiamo avuto l'esempio e io ricordo a tutti l'inserimento dell'ordine del giorno della questione Cogne che è stata prospettata al mattino stesso dell'adunanza. Con questo limite delle 24 ore non potremmo aggiungere all'ordine del giorno argomenti che possono sopravvivere e che possono essere di notevole peso e di notevole importanza.

Fosson (U.V.) - Io ritengo che sia un po' pericoloso accettare questo principio, perché in un caso di urgenza eventualmente è logico se si vuol discutere con cognizione di causa di avere che i Consiglieri siano almeno avvisati 24 ore prima, vuol dire che in quel caso si stabilisce un'altra riunione del Consiglio nei termini oppure c'è sempre la possibilità e l'unanimità del Consiglio a richiesta del Presidente come è capitato qualche volta... ma derogarlo da questo principio, non lasciando questo termine che potrebbe essere pericoloso.

Caveri (U.V.) - Mi associo a quanto ha detto il Consigliere Fosson per questa ragione che si dice in caso d'urgenza, in caso d'urgenza se ci sono da assumere dei provvedimenti... ed urgenti veramente la competenza è della Giunta, se ci sono dei provvedimenti concreti da assumere di fronte a eventi imprevisti ed improvvisi è la Giunta che deve assumere i provvedimenti e quindi non serve a niente la riunione del Consiglio regionale. E, d'altra parte, io penso che sia bene lasciare il termine di ventiquattro ore perché intanto il ritardo di un giorno e fare il giorno dopo, trattare quel determinato argomento, il Consiglio regionale non porta nessunissimo danno e poi se si toglie il termine delle 24 ore, prima di tutto, come ha detto Fosson, i Consiglieri regionali non hanno il tempo di meditare su quanto devono decidere e poi si incoraggiano le iniziative puramente demagogiche perché si sa che quando si vuole sollevare un can can, che sia puramente demagogico, si incomincia a dire urgente urgente e così si fanno le cose che non sono serie e sono puramente demagogiche. Quindi anche per questa ragione ritengo che sia bene un periodo di decantazione di almeno 24 ore.

Montesano (P.S.D.I.) - Ora io devo ricordare al Consiglio proprio quell'argomento che fu inserito al mattino, cioè quello della questione Cogne, se il Presidente del Consiglio in quel momento non avesse inserito contrariamente a quello che è scritto sul Regolamento, il Presidente sarebbe stata dilapidato. Argomenti di questo genere possono sopravvenire, non vi meravigliate se voi, diciamo così, inquadrate questa necessità, che io sono d'accordo che sia un periodo di 24 ore per mettere al corrente i Consiglieri, però cercate di dare anche una scappatoia per questi problemi che possono sopravvivere, perché altrimenti potete trovare un Presidente del Consiglio il quale dice "no, io non lo posso inserire", se l'articolo è restrittivo non esplicativo.

Ramera (D.C.) - Sono d'accordo con quanto ha detto l'avvocato Caveri prima perché già mi ero richiamato a questo proprio in quella occasione, di quell'ordine del giorno arrivato all'ultimo momento che uno non aveva neanche avuto il tempo di vederlo, molti non l'avevano neppure ricevuto. Però poi, quello che dice Lei Signor Presidente, praticamente è contemplato nell'articolo 51 dove dice" per discutere e deliberare sopra materie di particolare urgenza, che non siano all'ordine del giorno, è necessaria una deliberazione del Consiglio assunta a maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio".

Quindi è chiaro che se un problema è di tale importanza, come quello per esempio della Cogne, i due terzi del Consiglio credo che siano d'accordo di discutere il problema di così tale importanza; mentre invece l'ordine del giorno è giusto che un Consigliere lo conosca 24 ore prima. Mentre per altre celebrazioni ecc. è previsto. Quindi quello...

Montesano (P.S.D.I.) - Io voglio ancora fermarmi su questo punto per richiamare l'attenzione della Giunta, perché è capitato anche questo, lo dico senza ombra di... soltanto per dire dei fatti, è capitato anche che la richiesta fatta 12 ore prima da parte della Giunta, quindi ci pensi bene anche la Giunta ad approvare una cosa del genere, perché è capitato, io mi sono trovato in una situazione di dire "ma io non posso inserire perché..." e l'ho inserito per quale ragione? Perché nel vecchio Regolamento non c'era questo lasso di 24 ore, se ci sono le 24 ore la Giunta si può trovare anche in situazione di disagio per l'inserimento urgente di un argomento oppure deve soggiacere a quella maggioranza di due terzi... (voce di Fosson) ...Però io dico lo voglio far presente specialmente ai componenti della Giunta che poi non vengano dal Presidente del Consiglio a dire io domani voglio portare questo argomento.

Esiste oggi, approvato dal Consiglio, questo tempo di 24 ore per la trasmissione ai Consiglieri, quindi alla Presidenza del Consiglio dovrebbe arrivare prima delle 24 ore. Allora siamo d'accordo tutti nel mettere queste 24 ore? (voci) ...ai voti?

Dolchi (P.C.I.) - Farei due proposte; primo che dopo la parola "fissa" prima riga, sia aggiunto, per lo meno per la chiarezza... (Montesano - quale capo?) ...37, 1° comma, "il Presidente del Consiglio fissa l'ordine degli oggetti" in modo chiaro che s'intende cosa fissa e poi al 2° comma: "per gli oggetti di poca importanza o nei casi di urgenza", qui è ancora scritto e, l'altra volta, scusate è stata fatta una discussione ed è intervenuto il Consigliere Ramera, già in un altro articolo è stato considerato che il problema delle 24 ore riguarda oggetti di poca importanza o casi di urgenza perché poca importanza e urgenza non ha senso, se sono di poca importanza è ovvio che non siano urgenti perché di poca importanza. La riduzione di 24 ore ha un significato se di una certa rilevanza l'argomento perché urgente deve essere sottoposto, è un errore di stampa.

Montesano (P.S.D.I.) - È un errore di stampa perché la commissione ha appunto rilevato questo, cioè a dire che l'argomento di poca importanza non può essere urgente. Quindi è una distinzione e di poca importanza. Quindi è un errore di stampa perché la Commissione si è già pronunciata.

Caveri (U.V.) - Dunque allora per la seconda parte dell'ultimo intervento del Consigliere Dolchi è chiarito che si tratta di un errore di stampa. Non so se ho capito bene la prima parte della proposta del Consigliere Dolchi, ma mi pare che dal punto di vista letterario non si possa dire, e suona molto male dire "il Presidente del Consiglio fissa l'ordine degli oggetti da iscrivere all'ordine del giorno". No, non si può, non è la questione del verbo, è questione di ripetere due volte la parola "ordine", e invece va tanto bene "fissa gli oggetti da iscrivere all'ordine del giorno" ma come vuol dire Lei, "fissa l'ordine degli oggetti da iscrivere all'ordine del giorno", ma sta malissimo!

Montesano (P.S.D.I.) - No, io propongo che rimanga com'è. Allora superate queste osservazioni, chi altro chiede la parola? Allora è pacifico che quella "e" dopo importanza va trasformata in "o" che è un errore di stampa che rimane le ultime due righe, cioè io ritiro l'emendamento che è la prima dizione accolta, sempre che sia d'accordo il Consigliere Dolchi per non ripetere fissa gli oggetti, d'accordo? Allora l'art. 37 va votato con queste osservazioni.

Chi è favorevole alzi la mano, contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 38

Montesano (P.S.D.I.) - Ecco qui io proporrei di aggiungere dopo la parola "Segretario", "dà lettura all'ordine del giorno, di cui copia deve essere affissa alla porta di ingresso della sala delle adunanze". Io proporrei per ragioni anche di prassi, non si è mai letto l'ordine del giorno, cioè l'ordine del giorno viene letto se richiesto, d'accordo?

Andrione (U.V.) - Io direi dopo dà lettura, se richiesto.

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, dopo "dà lettura" "se richiesto".

Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Allora il 38 è approvato, Consigliere Caveri, adesso parliamo dell'articolo 39.

Articolo 39

Caveri (U.V.) - Io sono un nemico delle commemorazioni, anche perché in questo Consiglio si è fatto un uso e abuso delle commemorazioni che diventano una forma di esibizionismo mitomane di commemoratori. Io non ho voluto, non è che io avessi un fatto personale con Nasser, ma io non ho voluto di proposito entrare nella sala fino a quando non fosse finita la commemorazione di Nasser e mi ero messo d'accordo con un usciere e gli ho detto: "senta per piacere, quando è finita la commemorazione di Nasser mi avverta perché io poi rientro nella sala". Perché se noi continuiamo di questo passo, tutte le volte che passa a miglior vita un Capo di Stato noi dobbiamo fare la commemorazione, qualcuno ha proposto di erigere in Piazza Venezia davanti al fatidico balcone un monumento dedicato alla memoria di Nasser con questa lapide "ha fondato un Partito unico, ha fatto la guerra e l'ha persa". Ma adesso non vorrei perché io dico queste malignità che io abbia un fatto veramente particolare con Nasser, ma io dico, allora qualcuno avrebbe potuto alzarsi e dire adesso facciamo la commemorazione di Salazar e di lì ne poteva venir fuori una discussione di natura politica che qualcuno poteva dire, no io sono contrario alla commemorazione di Salazar perché Salazar ha distrutto la libertà e la democrazia in Portogallo.

Io non so, non voglio augurare male neanche al Generale Franco, ma se domani il Generale - Francisco Bahamonde - Franco salisse sulla barca di Caron demonio... e chi si potrebbe opporre a una commemorazione al Generale Franco? E penso che i compagni comunisti e dello PSIUP e forse neanche noi saremmo d'accordo di fare la commemorazione del Generale Franco.

Quindi tutte queste considerazioni dimostrano che si è fatto uso e abuso di queste commemorazioni. Per cui se domani muore il Presidente del Nicaragua o del Costarica? Bisogna fare la commemorazione del Presidente del Nicaragua che nessuno saprebbe neanche magari né come si chiama, né quando è nato e che cosa ha fatto. O se domani morisse il Presidente della Repubblica immaginaria del Bongo Bongo di cui parlava il Corriere dei Piccoli 20 anni fa, e allora dovremmo fare anche quella commemorazione. Quindi a me pare che dovremmo studiare il sistema di ridurre queste commemorazioni e di stabilire che quando, soprattutto, vengono a mancare personaggi ufficiali ci sia soltanto, ecco qui diamo il potere al Presidente del Consiglio, che sia soltanto il Presidente del Consiglio che può fare la commemorazione, perché è ridicolo che i nove Capi gruppo o i rappresentanti dei nove Capi gruppi del Consiglio regionale debbano fare ciascuno, per cui bisogna sentire nove commemorazioni del dittatore Salazar o del dittatore Franco o del democraticissimo Presidente di non so quale Repubblica. Questa è una considerazione di ordine generale che vorrebbe ricondurre un po' di serietà e di dignità di questo stupido, mi permetto di dire, stupido stile fascista delle commemorazioni. Così come io sono contrario a deporre le famose gerbes de fleurs sui monumenti dei caduti, il monumento dei partigiani, questo è tutto stile fascista del peggiore gusto.

Ma venendo a cose pratiche, io propongo che l'art. 39 venga modificato in questo modo, attualmente si dice: "ogni Consigliere dopo averne dato avviso alla Presidenza in apertura di seduta", io propongo che si dica "ogni Consigliere, dopo averne dato avviso alla Presidenza che ne informerà i Capi gruppo almeno 24 ore prima, avrà diritto alla parola ecc. ecc.".

Quindi ripeto, propongo che si dica: "ogni Consigliere dopo averne dato avviso alla Presidenza che ne informerà i Capi gruppo almeno 24 ore prima". E questo anche per evitare certo scherzi di cattivo genere che sono già stati fatti. È successo che a un certo momento c'era, non so se il 24mo o 25mo anniversario di un personaggio politico, nessuno pensava che in quel giorno c'era l'anniversario, qualcuno più furbo, un Consigliere più furbo degli altri, ha detto, oggi c'è l'anniversario dell'On.le tale e poi ha parlato per quaranta minuti perché si è preparato e ha letto il paperotto. Tutti gli altri sono rimasti come dei cretini perché naturalmente non si erano preparati.

Ecco perché ci deve essere un preavviso di 24 ore e poi tutto questo lo si evita se la commemorazione è fatta soltanto dal Presidente de Consiglio trattandosi di personaggi ufficiali, non so, a livello nazionale o internazionale, basta la sola commemorazione del Presidente del Consiglio. Si potrà ingiungere alla commemorazione da parte di altri Consiglieri quando muore un Consigliere o un ex Consigliere regionale. Dipendesse da me, io ho fatto una proposta che non è stata accolta dai miei amici e cioè di stabilire che si facessero le commemorazioni solo degli ex Consiglieri regionali per ricondurre proprio le commemorazioni del Consiglio regionale alla giusta, esatta dimensione, perché fa ridere. Anche commemorare Kennedy, per esempio, va bene, si può avere la massima stima per Kennedy, ma non so perché il Consiglio di Charvensod, di Perloz debbano fare la commemorazione di Kennedy, domani viene a morire Pompidou, facciamo la commemorazione di Pompidou, a parte che il nome è un po' ridicolo il nome, nevvero lo ha già detto il Generale De Gaulle, aveva detto che non avrebbe mai potuto dare delle funzioni molto importanti a un uomo che si chiamava Pompidou e non poteva certamente prevedere che Pompidou sarebbe stato il suo successore al trono di Francia.

Pedrini (P.L.I.) - Vorrei soltanto, Signor Presidente, richiamarmi a quanto Lei gentilmente aveva sentito dal sottoscritto la volta scorsa.

Io a Lei avevo detto praticamente le stesse identiche parole che ha detto l'Avv. Caveri, quindi mi associo in pieno, e proporrei proprio unitamente all'Avv. Caveri che si limitasse alla commemorazione, eventuale, facciamo le corna, dei Consiglieri o ex Consiglieri regionali e che la commemorazione di personaggi di carattere nazionale sia fatto solo e solamente dal Presidente, perché evidentemente è già successo qua dentro che si è approfittato della morte di qualcuno come è successo in quest'aula, va bene, e non faccio nomi per fare un'apologia di partito e non di persona.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Io sono d'accordo in parte su ciò che ha detto l'Avvocato Caveri, non sono però d'accordo su ciò che ha detto l'Avvocato Caveri di demandare al Presidente del Consiglio di accettare o meno proposte di commemorazioni di personaggi. Io riterrei più opportuno invece che un Consigliere che vuol commemorare un personaggio, non so come, lo proponga al Presidente del Consiglio, e il Presidente del Consiglio convochi i Capi gruppo per sentire questo, perché altrimenti qui noi demandiamo e il Presidente del Consiglio non si presta a queste cose, oggi è Montesano domani può essere un altro, e qui anche qui c'è di mezzo una speculazione politica, insomma. Certi personaggi si commemorano e altri non si commemorano. Quindi se la cosa viene demandata ai Capi gruppo e assieme si stabilisce se commemorare o non commemorare... (voci)

Montesano (P.S.D.I.) - Ecco io vorrei dire qualche cosa a proposito, io sono d'accordo in pieno e per tutto con il Consigliere Caveri e con il Consigliere Pedrini, anzi vado oltre, nel senso che pur domandando al Presidente le commemorazioni di alcuni nomi e di carattere nazionale ed internazionale, fermo restando la commemorazione dei Consiglieri, io desidererei che questa commemorazione per l'esperienza fatta nelle mie comunicazioni date ai Capi gruppo a proposito, queste commemorazioni vengono fatte al Presidente del Consiglio dopo l'unanimità espressa dai gruppi.

Io mi voglio spiegare meglio, per quello che riguarda i Consiglieri, è pacifico io credo, a questo aggiungerei anche dei nomi di carattere di valdostani, ecco per quello che riguarda invece le altre commemorazioni se le volete limitare alla commemorazione del Presidente del Consiglio bisognerebbe che i gruppi oltre che informarci che dessero il loro assenso.

Caveri (U.V.) - Vede, Lei dice, propongo che ci debba essere domani solo l'unanimità per fare una commemorazione, in quel caso io sarei molto lieto di fare passare una proposta del genere al Consiglio perché non faremmo più commemorazioni per fortuna, perché se domani morisse Ho Chi Minh, a parte che è già morto, mettiamo che non sia morto, domani muore Ho Chi Minh, si fa la riunione del Consiglio regionale, l'unanimità Lei non ce l'avrebbe di sicuro e non si farebbe già più ed è pensando a Ho Chi Minh che Tonino ha fatto il suo intervento rivendicando la facoltà ai Consiglieri di poter fare la commemorazione.

Andrione (U.V.) - Io concordo con quanto è stato detto sulle commemorazioni, le commemorazioni non hanno senso quando diventano un'inutile logomachia nella quale si parla così tanto per parlare riguardo qualcuno. In questa ultima settimana, cioè qualche giorno di più, quindici giorni, sono morti François Mauriac, Jean Giono e Daladier. Io posso lasciare... e quindi François Mauriac e Jean Giono sarebbero potuto anche non essere commemorati, però Daladier se non fosse altro meditazione, sugli immensi errori che possono essere fatti in politica avrebbe meritato una commemorazione critica da parte... e c'è stato un articolo su "Le Monde" intitolato "Défaites" con una "s" al finale che avrebbe voluto essere letto in tutti i Consigli comunali del mondo non solo nei Parlamenti. Dico questo per dire che le commemorazioni hanno un senso quando sono sentite, per cui io personalmente capisco quello che dice l'Avv. Caveri quando dice che si dovrebbero commemorare i Consiglieri regionali perché ha un senso, perché effettivamente il Consiglio regionale è chiamato a meditare sulla figura di un uomo, ha senso nel mondo attuale, ha senso quello che Tonino ha fatto di commemorare Ho Chi Minh, perché Ho Chi Minh, c'è poco da fare, anche il Consiglio regionale sa che Ho Chi Minh è stato la bandiera di un certo movimento, di una certa battaglia.

Le commemorazioni diventano inutili quando, e non voglio offendere nessuno, quando per nove volte si sente dire mi associo alle parole che prima di me ha detto il Consigliere x, allora il sistema di dare al Presidente del Consiglio l'incarico, l'ufficio di esprimere in certi casi il pensiero del Consiglio di fronte alla scomparsa di un grand'uomo, è l'unico sistema che salva al tempo stesso la dignità del Consiglio e la necessaria considerazione che si deve avere di fronte alla scomparsa di un grand'uomo. Alla fine dei conti Manzoni che era "impercattolico" e aveva paura... ha scritto un inno in onore di Napoleone I° "Ei fu siccome immobile" e certe commemorazioni possono avere anche un significato, ebbene il Presidente del Consiglio richiama all'attenzione dei Consiglieri la scomparsa di un grand'uomo. Punto e basta, ed è una cosa che può dare una certa nobiltà ai lavori del Consiglio, mentre invece il sistema di ripetere, il sistema di lanciarsi la palla e di associarsi diventa ridicolo.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora dobbiamo arrivare, Consigliere Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - D'accordo che la ripetizione dell'associarsi a una commemorazione possa svilire la commemorazione stessa, però non possiamo nasconderci che il Consiglio regionale della Valle d'Aosta non può estraniarsi dalla vita di ogni giorno come non può estraniarsi a lutti ed eventi che colpiscono l'opinione pubblica mondiale, nazionale o regionale. E siccome proprio questa materia aveva luogo a contrasti in sede di Commissione, si è ritenuto di regolamentare anche le commemorazioni proprio perché ogni volta non nascesse il caso si fa, non si fa, in che modo si fa ecc. In questo modo limitando l'intervento a dieci minuti e puntualizzando quelli che dovevano essere gli oggetti su cui dandone comunicazione alla Presidenza ogni Consigliere avrebbe potuto prendere la parola, limitare quelli che potrebbero essere considerati i voli pindarici extra Consiglio regionale e quindi, veramente in apertura di "x" seduta con la regolamentazione effettuare quelle commemorazioni di eventi o di persone con la serietà dovuta al Consiglio regionale.

Ecco, mi sembra, proprio perché ricordo la discussione che c'è stata in Commissione, che l'art. 39 aveva ed ha proprio lo scopo di regolamentare perché di volta in volta il Consiglio non debba discutere forse più a lungo di quanto non sarebbe la commemorazione stessa, se la commemorazione deve essere fatta o non deve essere fatta. In questo senso mi sembra che possa avere una validità.

Caveri (U.V.) - Si è tanto parlato di proliferazione atomica, qui con questo articolo, anche nella forma, riconosco anche nella forma modificata da me proposta, ci sarà sempre la proliferazione commemorativa. Quindi io non so, propongo che si stabilisca che le commemorazioni, il Presidente del Consiglio terrà le commemorazioni delle personalità scomparse e poi potranno i Consiglieri regionali commemorare gli ex Consiglieri regionali, cioè due frasi di questo genere. Ma bisogna fissare i limiti di questo fiume di eloquenza che in genere è un fiume di eloquenza di pessimo gusto. Tra l'altro commemorare un morto è sempre un po' come arrampicarsi sul morto per farsi belli, no? Infatti qualcuno ha detto che i critici letterari si arrampicano sui morti, i critici letterari e i commemoratori si arrampicano sui morti per fare che cosa, una specie di torneo oratorio, per fare dell'esibizionismo letterario di cattivo gusto. Quindi io chiedo che l'articolo che oggi è insufficiente stabilire questi limiti, stabilisca dei limiti tali per cui rientriamo nella normalità e nella serietà. Perché se queste commemorazioni le continuiamo a fare così sono supremamente ridicole. Ora, le commemorazioni dovrebbero avere un carattere, credo, piuttosto funebre, non ridicolo, non far ridere che poi ridere della morte di qualcuno non so, mi pare un contro senso.

Montesano (P.S.D.I.) - Proporrei di soprassedere all'art. 39 per dar modo... io ho pregato il Segretario Andrione di formulare nuovamente l'articolo 39. Do la parola al Consigliere Balestri prima di passare all'articolo 40.

Balestri (P.S.I.) - Mi ha preceduto il Consigliere Caveri, dice in certi particolari casi, io sono d'accordo. In certi particolari casi, siccome il Presidente del Consiglio informerà i Capi gruppo almeno 24 ore prima, in certi particolari casi i Capi gruppo potranno anche designare uno del Consiglio a fare la commemorazione insieme al Presidente, senza parlare tutti, in modo che ci sia una designazione unanime secondo i casi di pertinenza. Non sono d'accordo con il Consigliere Caveri quando ha dato la battuta che ha detto se muore Franco sono solo i comunisti, lo PSIUP e forse noi, penso che ci sarà anche qualcun altro.

Caveri (U.V.) - Io voglio fare una proposta pratica, voglio fare una proposta pratica, siccome questa sera non finiamo certamente l'esame di questo Regolamento perché sono le 18,33 e siamo arrivati all'articolo 39, io proporrei che l'articolo 39 riveduto e migliorato venga esaminato in proseguo di tempo nella prossima seduta, quando continueremo l'esame di questo Regolamento, così non obblighiamo il Consigliere Segretario a spremersi le meningi di corsa e di dover fare un testo che poi vedo che dover fare un testo per accontentare tutte le istanze qui non è mica facile.

Montesano (P.S.D.I.) - L'esame del Regolamento è una cosa noiosa, quindi il Consiglio deve avere pazienza, adesso non è detto che noi dobbiamo approvare il testo del Regolamento in questa seduta. Ma niente affatto possiamo rimandare e lo approveremo in due, tre sedute, quello che sarà necessario, abbiamo aspettato 21 anni e quindi possiamo rimandare. Allora Consigliere Caveri io proporrei che si arrivasse a discutere il titolo, sospendiamo questo e andiamo avanti. Articolo 40.

Pedrini (P.L.I.) - Signor Presidente, mi scusi, se mi permette io volevo soltanto dire, non riguardo l'art. 39 specificatamente ma siccome c'è la durata dell'intervento non potrei chiedere i dieci minuti e ho visto che anche dopo si ripete questa frase, io desidero soltanto comunicare a Lei, e che sia messo agli atti, che quale rappresentante del Partito Liberale noi siamo contro alla limitazione dei cinque, dei dieci o della mezz'ora, noi siamo per la libertà di parola integrale, nient'altro. Questo vale sia, a parte il 39, per tutto quello che viene di limitazione di tempo.

Articolo 40

Montesano (P.S.D.I.) - Qui io desidero aggiungere per quello che è avvenuto in precedenza, quindi per l'abitudine fatta che sulle comunicazioni della Presidenza sono brevi interventi dei Consiglieri perché in primo momento si discuteva se si poteva intervenire o no sulle comunicazioni del Presidente e poi altra aggiunta, che degli iscritti anonimi o sconvenienti non si dà lettura. È d'accordo il Consiglio?

Chi approva con questi emendamenti aggiuntivi alzi la mano, contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 41

Montesano (P.S.D.I.) - Osservazioni? Chi approva alzi la mano, contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 42

Montesano (P.S.D.I.) - Osservazioni? Chi approva alzi la mano, contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Capo II - Disciplina dell'aula delle tribune

Articolo 43

Montesano (P.S.D.I.) - Chi prende la parola su questo articolo? Questo riproduce il vecchio testo, chi approva alzi la mano, contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 44

Andrione (U.V.) - È una questione, per conto nostro, non solo di come è stato sempre condotto questo Consiglio, ma è anche una questione di libertà, nel senso che i Paesi nei quali il diritto di parola è concesso più largamente sono i Paesi in cui effettivamente esiste la democrazia. Vorrei fare un esempio che ho già fatto, recentemente Wilson, leader dell'opposizione, ai Comuni ha definito il gabinetto conservatore di E. Heath un esempio zoologico e lo stesso l'unico caso che esista in natura di letargo estivo, cioè... dell'animale che dorme durante l'estate. Il Consiglio dei Comuni, ivi compresa una parte dei conservatori, ha applaudito perché ha trovato che la frase era spiritosa. E io credo che la libertà di parola comporti per forma anche una certa... e cioè nell'ambito di una discussione tante, l'animosità che può esistere in questa discussione, il calore che può venire fuori, l'aspetto "cornuto", cornuto sì come Bordon sa benissimo, lui che giocava al calcio, e che si vanta di aver giocato al calcio, sa che ha preso dei cornuti e non si è mai offeso per quello perché fa parte del temperamento... (risate) ...però mi sembra che sia grave nel caso del Consiglio regionale dove il Presidente del Consiglio, per una particolare natura del nostro Consiglio cioè per la ristrettezza del numero dei Consiglieri, fa normalmente parte di una maggioranza che di una minoranza, mi sembra che sia grave concedere dei poteri tali da poter escludere dall'aula un Consigliere, e quindi, a mio avviso, i tre commi, gli ultimi tre commi, cioè il terzo, il quarto, debbono essere stralciati e la frase "a Consigliere richiamato all'ordine", secondo comma, "è concessa la parola per giustificarsi", dopo "giustificarsi" ci va un punto, perché chi deve giustificarsi non è detto che debba aspettare la fine della seduta, punto, cancellate le parole fine della seduta anche... del Presidente, poi rimane la frase: "lo stesso Presidente decide se mantenere il richiamo all'ordine". Quindi si dà un potere al Presidente per la disciplina delle sedute però non un potere che trascenda fino al punto di determinare o di proporre alla maggioranza se un Consigliere debba o non debba essere in aula.

Con il sistema della maggioranza e della minoranza che vige in questo Consiglio si arriverebbe praticamente, non dico a coercire la minoranza ma per lo meno a poter fare un'applicazione di questo articolo arbitraria e trovare giuste le argomentazioni che vengono o gli insulti che vengono da una parte e trovare degni di riprovazione gli insulti... che non dall'altra. Lasciamo le cose come sono state fino ad ora con tutte le discussioni che abbiamo avuto, con tutte le battute che ci sono state, ma lasciamole su un piano direi più libertario, più comune, e permettendo anche ai Consiglieri di tanto in tanto di avere i nervi e di lasciare partire qualche frase esagerata. Se per esempio questa mattina avessimo dovuto applicare alla lettera questo articolo Germano fremeva, Bordon era nervoso e forse avremmo fatto bene, io non lo dico, ma... (risate)...

Caveri (U.V.) - Prima di tutto osservo che l'art. 24 dello Statuto dice: "i Consiglieri regionali non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e i voti dati dell'esercizio delle loro funzioni". E allora come, c'è un articolo che stabilisce una specie, senz'altro un tipo di immunità per i Consiglieri regionali e li vogliamo invece perseguire, disciplinarmente dello stesso Consiglio che invece è la sede, il Consiglio deve essere il tempo della libertà di parola. Se poi si usano ogni tanto delle parole un po' forti questo non è male, perché come ricordava un momento fa Andrione, al Parlamento inglese si usano certi termini, Churchill una volta ha usato, più di una volta ha usato nella camera dei Comuni dei termini che certamente erano poco protocollari. Ma vedete, si dice tanto che l'Inghilterra è il paese della libertà, ma appunto, la dimostrazione è che in Inghilterra c'è una grande libertà di linguaggio e nella Camera dei Comuni e nella Camera dei Lords e fuori delle due Camere a coloro che fanno politica. Quindi c'è una prima considerazione che si appoggia addirittura a un articolo dello Statuto.

Vi è poi una seconda considerazione da fare, e questa considerazione la faceva in una riunione che abbiamo fatto ultimamente in una preconsiliare il Consigliere Bancod.

Cioè il Consigliere Bancod ha detto "ma come, in questo Consiglio dove le maggioranze sono sempre relative, io queste maggioranze del Consiglio regionale le chiamerei ti vedo e non ti vedo" perché quante volte abbiamo visto... il Prof. Federico Chabod è stato eletto con un voto di maggioranza, io quando sono stato eletto la prima volta nell'ottobre del 1946 sono stato eletto con un voto di maggioranza? Se diamo al Presidente del Consiglio, e quando io dico Presidente del Consiglio faccio astrazione dalla persona fisica dell'attuale Presidente, ma al Presidente del Consiglio così in genere diamo il potere di allontanare dalla sala un Consigliere e di allontanarlo mi pare anche per due sedute successive, non ricordo, ebbene allora in quel caso, domani un Presidente di Consiglio fazioso, non faccio allusione all'attuale, potrebbe allontanare un Consigliere e così capovolgere addirittura la maggioranza del Consiglio.

C'è anche quel pericolo, al limite, evidentemente.

E poi noi dobbiamo anche ricordarci di un'altra questione, ed è questa, la questione dello stile del Consigliere o del Parlamentare nell'esprimere le proprie opinioni, noi non possiamo pretendere di regolarlo e di disciplinarlo con una legge o con un regolamento, pensiamo all'importanza del costume, pensiamo che il Consigliere che trascende finisce per essere giudicato male dai suoi colleghi o forse lo stesso Consigliere che in un momento di collera ha trasceso, cinque minuti dopo si pente di aver pronunciato quelle parole e non vorrebbe averle dette.

Quindi lasciamo un po' al costume di regolare queste cose ma a quello che può essere il freno correttivo della riprovazione dell'opinione pubblica e di quello che può essere lo stesso pentimento del Consigliere che ha trasceso. La mania di voler tutto disciplinare legislativamente è una mania perniciosa.

Nella Repubblica italiana ci sono 200 mila leggi oltre i Codici, ci sono 200 mila leggi speciali e non c'è barba di avvocato che possa dire di conoscere o di avere la più pallida idea di queste 200mila leggi, per cui l'interprete chi ha magistrato l'avvocato che cosa deve fare, di andare a prendere un repertorio di legislazione quando trattano un determinato argomento e andare a vedere quali sono le leggi che hanno deliziato prima l'italo regno e poi deliziano la Repubblica.

Quindi anche per questa regione io dico, lasciamo al costume, lasciamo al buon senso, lasciamo alla ragione, alla ragione di ogni singolo Consigliere di correggere se stesso e non creiamo questi fulmini, non facciamo del Presidente del Consiglio una specie di Giove che lancia i fulmini sulla testa dei Consiglieri.

Una norma di questo genere sarebbe una norma di ispirazione puramente autoritaria e contraria al principio della libertà di parola.

Montesano (P.S.D.I.) - Altresì che chiedono la parola? Ora, il Consigliere Caveri si riferiva questa mattina a questo punto Lei quando diceva della dittatura. Bene.

Caveri (U.V.) - Non vorrei essere espulso dall'aula per questo.

Montesano (P.S.D.I.) - No, no, io Le voglio dire due cose, la prima cosa che qui non s'intende in modo assoluto limitare la libertà di parola perché se si è ascoltato bene il dettato dell'articolo dice: "se un Consigliere turba l'ordine o pronuncia parole sconvenienti è richiamato nominativamente all'ordine".

Ecco, poi Le volevo per un fatto increscioso che a me è molto rincresciuto in una delle sedute, delle passate sedute del Consiglio, ci fu una mozione firmata dai Consiglieri regionali Chabod Guido, Bruno Milanesio e Chamonin, la quale fu approvata e io ne leggo solo il testo deliberatorio che dice quanto appresso: "delibera di inserire nel Regolamento dei lavori del Consiglio regionale - quindi in questo Regolamento - in via di modifica una norma analoga a quanto previsto dai Regolamenti del Parlamento e degli altri Consigli regionali che disciplini il comportamento dei singoli Consiglieri in aula e che prevede le relative sanzioni per coloro i quali violeranno i principi di un corretto comportamento verbale nel corso dei lavori consiliari".

Ora c'è questo precedente, quindi c'è una delibera approvata dal Consiglio che imponeva anche al Presidente di inserire nel Regolamento questo disposto. E allora che cosa ha fatto l'Ufficio di Presidenza più che il Presidente, ha preso di peso senza modificare nulla, senza aggiungere né togliere nulla, le disposizioni che esistono all'art. 58 del Regolamento del Consiglio dell'Alto Adige, all'art. 53 del Regolamento del Consiglio regionale della Sardegna, all'art. 47 del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, e poi esiste la medesima dizione della quale probabilmente sono stati rilevati questi disposti regolamentari delle Regioni a Statuto speciale, c'è anche la Sicilia, io non l'ho rilevato, del contenuto del nuovo Regolamento che non è ancora andato in approvazione della Camera dei Deputati, io ho lo schema qui. All'art. 59 parla dell'ordine delle sedute, ripete quello che abbiamo scritto. Al Senato lo stesso, richiamo all'ordine, esclusione dell'aula, ... partecipazioni ai lavori, è sempre il Regolamento che non è approvato ancora e che era contenuto anche nel precedente che va messo in aula a Montecitorio e al Senato prossimamente.

Ora naturalmente il Consiglio regionale della Valle d'Aosta può fare un'eccezione, può richiamarsi a quelle che sono le responsabilità personali, al controllo personale, e può anche non adottare questa disciplina, però allora bisognerà dire qualcosa che distrugge il voto deliberativo dal 2 di febbraio e che affidi la disciplina alle sedute esclusivamente all'autocontrollo dei Consiglieri regionali.

Questo è quello che dovevo dire, non perché io ci tenga a far sentire la mano di Presidente sui lavori e sul comportamento dei singoli Consiglieri, ma soltanto che da qualche parte è stata richiesta anche una certa autorità che sia demandata al Presidente per ovviare da alcuni inconvenienti che possono in ipotesi avvenire in questo Consiglio.

Quello per esempio di un lancio di oggetti da un Consigliere all'atro, quello di parole un po' pesanti.

Ora però ripeto, il Consiglio regionale della Valle d'Aosta può fare eccezione alla regola di tutti i Consigli regionali che esistono e anche di quelli che verranno e al Regolamento della Camera e del Senato. Quindi il Consiglio è sovrano di decidere e noi accoglieremo le sue decisioni con la massima serenità perché io sono convinto che effettivamente l'autocontrollo dei Consiglieri può essere il mezzo migliore per l'andamento, il buon andamento dei lavori.

Però io richiamo l'attenzione dei Consiglieri sulla deliberazione già approvata dal Consiglio la quale in base a un articolo ben preciso del Regolamento deve essere richiamata come abrogata qualora il Consiglio non dia corso a questo capitolo della disciplina delle sedute.

Andrione (U.V.) - Io vorrei fare due osservazioni su quanto ha detto il Presidente del Consiglio. La prima è che il Regolamento della Camera del Senato è fatto per 630 Deputati e 315 Senatori con un Presidente che per prassi non vota e cioè è chiamato fuori da quella che è la contestazione dei vari gruppi a dirimerla. Qui può avvenire che sia il voto di colui che rimprovera un dato Consigliere che è determinante per... della censura.

In misura minore questo stesso ragionamento è valido per i vari Consigli regionali che hanno copiato queste norme e che hanno 90 Deputati come li chiamano in Sicilia, 60 nel Friuli, 60 nel Trentino-Alto Adige, credo che siano 80 in Sardegna, se non vado errato, 70, comunque sia, si tratta di una situazione che è fondamentalmente distante dalla nostra dove invece il Presidente del Consiglio ha sempre fatto parte del Consiglio, votando, e quindi comportandosi non solo come Presidente del Consiglio che dirime i vari dibattiti, ma anche come Consigliere impegnato nella lotta politica, per cui è per lo meno difficile per lui poter essere sereno nel giudicare le varie posizioni, le varie questioni. Tant'è vero che quella deliberazione, citata dal Presidente del 2 febbraio a firma di Guido Chabod che aveva voluto mantenerla, era stata criticata allora da Fosson e da me, proprio per il fatto che si teneva conto soltanto delle parole dette dall'Avv. Caveri e non si teneva conto di quello che Chabod aveva detto. E la prova del nove della verità di quello che dico in questo momento è il fatto che quella deliberazione con quella maggioranza, con il Consiglio attuale non passerebbe.

Era una mozione politica che ha ricevuto una maggioranza politica in quel momento e che non avrebbe in questo momento la stessa maggioranza, per cui noi andremmo a colpi di maggioranza e mettere domani sulla testa del mio amico Bordon che in questo momento dorme saporitamente perché ha mangiato del riso, "cosa dice infame ha osato dire stupido a un coso", dopo domani è Dolchi, e un altro giorno è Caveri che normalmente è un po' intemperante e che ama le battute pesanti, in questo momento non c'è Pedrini, anche lui ha l'abitudine, e Pedrini piglierebbe tutte le censure perché normalmente è sempre ... Quindi non possiamo in un piccolo Consiglio come il nostro voler fare un Regolamento di questo genere lasciando, a mio avviso, troppo spazio a delle questioni politiche contingenti e non abbastanza al nostro costume, perché alla fine dei conti qui è capitato qualche volta che ci siamo insultati, abbiamo avuto delle polemiche, però normalmente non ci sono stati dei fatti così gravi come quando Giancarlo Paietta scavalcava i bambini del Partito Comunista per andare a picchiare i Missini, eppure alla Camera queste cose sono avvenute e non c'è mai stato, c'è stato una volta un richiamo credo di... a Lusso e Lusso ha detto "guardi sono 25 anni che faccio il parlamentare e non accetto rimproveri da parte sua" e il richiamo è stato tolto.

Quindi io direi, in questi casi, di questo genere, lasciamo più all'iniziativa immediata del Consiglio che alla regolamentazione di questo genere pesante, dura e che si presterebbe domani a delle ingiustizie secondo l'alterna onnipotenza delle umani sorti come diceva Ugo Foscolo.

Bordon (D.C.) - Chiamato in causa due o tre volte, non so dove andrò a finire, vorrei soltanto dire che in linea di massima contrariamente a quello che dice la cattiva lingua d'un mio amico Andrione, non è che sia io uno dei più intemperanti perché ce ne sono altri più intemperanti di me. Però, in linea di massima, io penso che specialmente in compagnia di quel mio interlocutore che non mi lascia vivere, vedete con quanta forza cerca di coartarmi e io mi ribello, io penso che meno sanzioni ci sono e più abbiamo da guadagnare specialmente noi due, in compagnia di altri ancora. Stabilito questo, io penso che sia bene, in linea di massima, togliere via tutte queste sanzioni, tutti questi rimbrotti che potrebbero venir fuori, l'allontanamento dall'aula, perché effettivamente se un momentino ci soffermiamo su quel punto che ha toccato il Consigliere Caveri, veramente è gravissimo. Una maggioranza, dove ci sia una maggioranza striminzita con un Consigliere con un voto solo e io faccio il Presidente della Giunta, vedreste con quale severità partirebbe il Consigliere Caveri da quest'aula, cercherei di espellerlo immediatamente.

Quindi io penso che effettivamente dobbiamo essere molto molto cauti nel prendere queste decisioni.

Io voglio sperare, perché purtroppo qui dalla foga ce ne siamo dette a vicenda, io penso che proprio questo autocontrollo che abbiamo richiamato adesso, su cui abbiamo richiamato l'attenzione dei Consiglieri dovrebbe essere sufficiente.

Perché in fondo in fondo, io sono in questa o nell'altra aula insieme all'amico Manganoni ecc. da tanti anni e molte volte nella foga del discorso ci siamo scambiati le opinioni un po' pesantemente, ma oltre a quella porta, insomma, non abbiamo mai portato niente quindi né rancore né niente.

Si capisce che la mia preoccupazione è una sola, perché qualche volta vengono fuori specialmente degli attacchi alle persone. Ora io penso che sia questo il problema più delicato, l'entrare per esempio ... ma consentitemi è l'argomento che mi porta lì, mi sembrava proprio per quello che vi ho detto e chiamerei a giudice del Consiglio regionale il Dr. Avv. Barbè della Lega Calcio, come dicevo prima con Andrione, perché a un certo momento mi può venir fuori la frase che tutti ripetiamo quella di venduto che può anche non lasciar traccia. Ma insomma io penso che il buon senso dei Consiglieri presenti dovrebbe non entrare in certi argomenti familiari ecc. e quindi questo autocontrollo dovrebbe essere sufficiente.

Io però penso questo, che in linea di massima non vorrei che questo succedesse, ma se a un certo momento qui dentro mi si dà del ladro, io abbia a rispondere che ho da fare con un ladro e mezzo, perché potrei non avere da assistere ad un battibecco come vediamo qualche volta ai crocicchi delle strade che avvengono fra due automobilisti. E quindi io mi auguro che in Consiglio tutto questo non abbia a verificarsi, fino adesso casi gravi gravi non ne abbiamo avuti e quindi io spero che questa nostra maturità abbia non a diminuire ma da aumentare sempre per cui si possa effettivamente lasciare da parte tutte queste gravi... questi provvedimenti che noi dovremmo decidere qui adesso.

Quindi io sono del parere che si possono stralciare, rimanendo però sempre, amico Ramera, che tu dicevi qualche cosa bisognerebbe mettere, ma non so, o metti questo o non metti niente, perché non puoi fare una casistica dove tu elenchi 50 nomi, questi sono permessi e questi no. E quindi o si cancella o si lascia, secondo il mio modesto parere.

Germano (P.C.I.) - Io penso che questo articolo debba essere rivisto, non ho idea adesso proprio dei termini, penso però che debba essere rivisto.

Io sono della stessa opinione del Consigliere Bordon, seriamente... (voce di Bordon) ...dobbiamo riconoscere che il nostro Consiglio è un Consiglio nel quale non si è mai protesa via di fatto, non si sono mai lanciati oggetti, non è che non abbiamo delle battaglie accesissime e forse dei momenti politici anche difficilissimi, se pensiamo che la colonna dei commessi che dovrebbero separare le due, lì rappresentata dal buon Fournier, è chiaro che non si prevede che succeda una cosa del genere. Allora io direi proprio di rivederlo o se qualcuno ha già delle idee, anche sopprimere, perché credo che il Presidente abbia sempre il diritto di richiamare nominativamente chi pronuncia frasi sconvenienti, come abbiamo il diritto di dirlo, penso che si riconosca anche il diritto di rimproverarlo.

Quindi non so se si vuole ridurre o se si vuole anche abrogarlo, noi non abbiamo nulla in contrario.

Ramera (D.C.) - Io proporrei di rivederlo, di rivederlo, però, appunto non posso dimenticare quanto è accaduto perché l'Avv. Caveri, che è polemico per eccellenza, naturalmente oggi ha addolcito la pillola per presentare i vari commi che non vanno.

Effettivamente anch'io non sono per l'allontanamento di nessuno, però mentre può essere ammesso lo scambio di battute, ci vuole anche una certa regolamentazione, perché altrimenti se non sta scritto proprio niente, niente, parla uno lo interrompono in dieci, il Presidente lo richiama. Era anche un po' che aveva turbato, anche qualche momento, i Consiglieri, soprattutto gli attacchi al Presidente del Consiglio. Adesso facendo astrazione dall'attuale, bisognerebbe che, d'accordo che ognuno di noi deve avere un autocontrollo, ma se è vero che il Presidente del Consiglio deve essere lo speaker, il moderatore della discussione, non possiamo neanche permettere che se a un dato momento richiama un Consigliere perché ha derogato a certe cose, quello addirittura passa ad insultare il Presidente dell'Assemblea, questo sia normale, io ritengo che in un'Assemblea non possa essere accettato.

Quindi scritto com'è scritto è esagerato e sono d'accordo, perché allontanare un Consigliere vuol dire mutare magari una maggioranza, però vorrei che fosse codificato un qualche cosa perché altrimenti diventerebbe poi un Consiglio addirittura indisciplinato perché ne abbiamo parlato, forse fino adesso non è mai successo niente, però proprio perché ne abbiamo parlato e stralciamo addirittura tutto l'articolo, incomincia poi a succedere che poi magari Germano... (voce) ...no, macché a quello non ci penso neppure, però una certa turbativa, una certa turbativa può esserci. Soprattutto direi che l'insulto al Presidente dell'Assemblea, chiunque esso sia, e questo proprio chiunque esso sia, non può essere passato così, anche se l'articolo 24 dello Statuto concede l'immunità, ma infatti l'art. 24 dello Statuto concede l'immunità come c'è l'immunità parlamentare, però la Camera prevede certe cose. Noi non arriviamo a pensare di allontanare la gente dall'aula, però bisogna codificare qualche cosa.

Quindi io propongo che questo articolo come quell'altro delle celebrazioni venga rivisto attenuato, tenendo proprio in considerazione che da tutti i settori sono venuti i consigli di moderare, di attenuare la portata di questo articolo e addirittura di sopprimere determinati commi.

Caveri (U.V.) - Al secondo comma io propongo la cancellazione di alcune parole, cioè il secondo comma dovrebbe rimanere in questo modo, cioè formulato...

Montesano (P.S.D.I.) - Scusi Avvocato, Lei accoglie il primo comma...

Caveri (U.V.) - Il primo comma, però propongo una modifica per il secondo e cioè: "al Consigliere richiamato all'ordine è concessa la parola per giustificarsi" e no "alla fine della seduta a giudizio del Presidente", perché qui diamo un potere al Presidente del Consiglio che non va e poi bisogna che il Consigliere che viene richiamato abbia la possibilità di difendersi subito. Così quando c'è la questione del fatto personale dopo l'offesa per fatto personale, bisogna dare all'offeso la possibilità di difendersi subito, non come è successo a me in un momento di particolare tensione che c'era la maggioranza monolitica contro di noi, che qualcuno mi aveva offeso e poi il Presidente voleva che si discutesse della mia risposta alla fine della seduta quando magari non c'era nessuno, eravamo già in seduta privata o nell'eminenza, o dopo la seduta privata.

Quindi bisogna stabilire il principio che chi è o offeso o richiamato all'ordine, quello possa parlare subito, nello stesso contesto.

Quindi per il secondo comma io propongo che si dica: "al Consigliere richiamato all'ordine è concessa la parola per giustificarsi" e venga soppresso quello che viene dopo. E che poi si dica: "lo stesso Presidente decide se mantenere il richiamo all'ordine".

Questo è giustissimo. Poi io chiedo formalmente che venga messa ai voti la soppressione del 3°, 4° e 5° comma.

Chabod (D.C.) - Non vorrei entrare nel merito ma io penso che per risolvere tutto questo basterebbe togliere l'immunità, si risolverebbe tutto almeno così chi esagera paga.

Andrione (U.V.) - Bravo Chabod, anche tu hai esagerato.

Montesano (P.S.D.I.) - Ora, arrivati a questo punto, dopo le mie spiegazioni date in riguardo ai precedenti di questa discussione della Presidenza del Consiglio di portare nel regolamento i disposti che riguardano la disciplina, allo stato attuale, in questa discussione che viene in atmosfera euforica, cosa che non è sempre perché questi disposti regolamentari si riferiscono ad altri momenti, ad altri momenti di atmosfera del Consiglio i quali ci sono stati, non lo dobbiamo dimenticare. Ora se tutto andasse come oggi io credo che non ci sarebbe bisogno di assolutamente niente, ognuno è euforico, ognuno, è un'atmosfera... questo diciamo così siccome non c'è un argomento politico, non c'è un argomento che riguarda la maggioranza e la minoranza, allora questa atmosfera si svolge, e io ne sono contento nei migliori dei modi. Ci sono due proposte, quella... nelle richieste di modifiche dal Consigliere Caveri, il quale con queste richieste di modificare intende portare avanti la votazione dell'articolo, e l'altra richiesta del Consigliere Ramera per un rinvio di tutto il Capo e quello 2°, "disciplina dell'aula e delle tribune" a un riesame, a un riesame di chi... se si accettasse questo rinvio, io chiederei logicamente l'esame da parte della Commissione del Regolamento.

Ora si tratta di scegliere se andare avanti oppure portare questi articoli, i più, diciamo così, importanti, in questa discrepanza di opinioni all'esame della Commissione.

Cosa vogliamo fare?

Fosson (U.V.) - Io penso che rispondendo a quanto ha detto il Presidente in questo momento è inutile che noi rinviamo questi tre o quattro articoli che richiedono una discussione, che vanno esaminati dal Consiglio, non dalla Commissione per il Regolamento, perché anche dopo che la Commissione del Regolamento avesse rivisto gli articoli 44, 45 e 46 bisognerebbe ritornare in aula a fare la discussione perché non potremmo trovare una soluzione con la Commissione del Regolamento. Tanto vale, siamo arrivati a questo punto, tanto vale continuare la discussione, e mi sembra che sull'articolo 44 le opinioni si siano già ben delineate e quindi andare avanti. Sono collegati questi tre articoli, 44-45-46, sono quelli che fanno un po' che molte perplessità, io non vorrei ripetere quello che è già stato ripetuto da altri, in quest'aula ci sono sentite alle volte delle parole forti, ma oltre alle parole non si è mai, non sono mai avvenuti dei fatti, e quando si sono svolti questi dibattiti un po' accesi bisogna anche considerare qual era la situazione politica di quel momento e la situazione politica del momento, e allora pensare un po' da che parte erano le responsabilità, le responsabilità erano un po' da una parte e un po' dall'altra. Noi vediamo oggi, nella discussione del Regolamento, sollevare di nuovo delle vecchie questioni, però quelli che eventualmente a un dato momento hanno insistito per l'inclusione di questi vari comma, nell'art. 44 e certe formulazioni di questi articoli, se fanno un esame approfondito devono anche constatare che non tutte le ragioni erano dalla loro parte e quindi erano anche giustificate certe reazioni più violente in quel momento.

Quindi io ritengo che effettivamente questa parte dell'art. 44 debba essere soppressa, perché non può assolutamente andare avanti in questo senso, ritengo anche che gli articoli 45 e 46 abbiano qualche cosa che debba essere soppresso e proprio, concluderei, che la discussione debba essere fatta in questo momento perché non cambierebbe niente la situazione se noi dovessimo portarla alla Commissione del Regolamento.

Ramera (D.C.) - Chiedendo il rinvio della discussione di questo articolo e magari anche dei due seguenti, non è che sia da riportarlo alla Commissione, dato che oggi non possiamo materialmente finire, ognuno di noi può esaminarlo meglio e portare dei propri emendamenti, perché il 45, poi sanzioni disciplinari per fatti che si svolgono fuori dell'aula, dato che richiama qualche cosa di precedente, bisogna pur modificarlo. Se io domani esco dall'aula e vengo aggredito, perché non è mai capitato non bisogna prevederlo allora. Ma insomma non siamo mica nati questa mattina! Perché non è mai successa una cosa non si fa niente, allora! Allora anche in tutti i settori perché non è mai accaduto, io compro l'ombrello perché non è mai piovuto nella mia città.

Insomma io ritengo che determinati commi sono esagerati e l'ho già detto, però alle sette e un quarto abbiamo detto addirittura per le celebrazioni, per le commemorazioni bisogna rinviare, mi sembra che sia un argomento molto più facile da dirimere quello delle commemorazioni. Addirittura su questo vogliamo discutere subito, stiamo qui due o tre ore; io sono d'accordo nel non allontanare mai nessuno, però sono altresì d'accordo che occorre una certa codificazione di disciplina per mantenere questo autocontrollo.

Oggi si dice da tutte le parti, infatti oggi giornata idilliaca perché è il Regolamento, magari poi fra quindici giorni volano insulti per un provvedimento che non so, o per una mozione qualunque.

Quindi proprio così, discuterli adesso questi tre argomenti così tanto importanti mi sembra che potremmo saltarli senza demandarli alla Commissione, ma riportarli in Consiglio in maniera che ogni Consigliere possa portare gli eventuali suggerimenti.

Montesano (P.S.D.I.) - Con un esame più approfondito da parte dei Consiglieri.

Ramera (D.C.) - Tanto dobbiamo ritrovarci, non lo finiamo questa sera il Regolamento è chiaro.

Montesano (P.S.D.I.) - Tanto siamo in sede di chiudere la seduta è vero.

Ora Consigliere Caveri, quello che ha detto il Consigliere Ramera è questo, di non rinviare e mandarlo alla Commissione ma rinviare questa discussione per dar modo ai Consiglieri di cercare una forma che salvi una cosa e l'altra. Cioè che elimini le sanzioni pesanti, è vero, che il Consiglio almeno nella totalità, nella maggioranza, ha creduto di voler indicare come superflue e nello stesso tempo di mantenere certi dispositivi che garantiscono anche fatti che non sono successi, che speriamo non succedano, ma che potrebbero succedere, come quelli, per i fatti di eccezionale gravità, l'aggressione a un Consigliere per esempio.

Se per esempio in seguito il Presidente può sospendere la seduta, togliere la seduta se è necessario anche per il mantenimento dell'ordine. È vero questo è giusto, se c'è un disordine, il meno che possa fare il Presidente è quello di togliere la seduta.

Ora, io Le chiedevo Avv. Caveri se accede a questa proposta di Ramera di rimandare questo esame per cercare di coordinare con i voti che sono stati espressi da parecchi Consiglieri di mantenere sì una certa disciplina e di togliere le cose più pesanti.

Caveri (U.V.) - Ho sentito benissimo quello che ha detto il Consigliere Ramera e quindi, va beh! Lei ha voluto punteggiare in modo molto prolisso quello che ha detto Ramera, ad ogni modo... come dice Andrione. Ma ho sentito anche che il Consigliere Ramera, ha detto che lui è contrario a che il Presidente del Consiglio abbia la facoltà di allontanare un Consigliere dall'aula, e allora se è contrario cosa può rimanere, rimane nient'altro che il richiamo all'ordine. Non si può mica studiare un quid medium perché o c'è l'espulsione o non c'è, non si vorrà mica introdurre il sistema dell'allontanamento del Consigliere davanti al terrazzo situato davanti alla sala no? Quindi io insisto e chiedo formalmente che il Presidente del Consiglio metta in votazione il primo comma al quale io, a nome del mio gruppo, mi dichiaro favorevole, chiedo che il Presidente del Consiglio metta in votazione il secondo comma sopprimendo l'espressione "alla fine della seduta o anche subito a giudizio del Presidente" e chiedo che venga messo in votazione il nostro emendamento soppressivo dei commi 3, 4 e 5.

Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro chiede la parola? Allora io potrei fare anche una votazione complessiva, cioè di tutto l'articolo, richiamando quello che è stato richiesto dal Consigliere Caveri, cioè integrità del primo comma, eliminazione del secondo comma delle parole "alla fine della seduta e anche subito a giudizio del Presidente", è vero? Eliminazione del 3°, 4° e 5° comma.

Chi è favorevole all'articolo così formulato? Dichiarazione di voto.

Ramera (D.C.) - Noi ci asteniamo perché siamo d'accordo sui due commi anche così corretti, ma dato che l'art. 45 che segue si richiama al 44 e ho fatto una proposta, ritengo proprio, per venire incontro a queste esigenze, perché allora il 45 lo annulliamo sottocorda perché si richiama al 44.

A me non me ne frega mica niente, io non ho paura di essere aggredito, auguro solo che siano aggrediti quelli che credono... (voci) ...insomma a un dato punto questo Regolamento mica lo abbiamo inventato, mica l'ho inventato io! Quindi a un dato momento il 45 si richiama al 44, per fatti di eccezionale gravità. Vogliamo addirittura negare che possa avvenire un fatto di eccezionale gravità.

Andrione (U.V.) - Ricadono sotto la legge penale, lo dico dopo quando parliamo del 45.

Ramera (D.C.) - D'accordo... da uno non c'è nessuno, non succede niente, quindi il nostro Gruppo si astiene pur essendo d'accordo...

Montesano (P.S.D.I.) - Altre dichiarazioni di voto?

Allora io dichiaro quale Presidente del Consiglio che pur avendo la massima fiducia nell'auto controllo e nel senso di responsabilità dei Signori Consiglieri, tenendo conto che le disposizioni contenute nelle proposte del Regolamento sono niente altro che le disposizioni sussistenti nei Regolamenti delle altre Regioni a Statuto speciale e nelle bozze di Regolamento del Parlamento del Senato, dichiaro la mia astensione come dicevo e per tenermi fuori dalla discussione e dalla votazione in un argomento così delicato che prospetta delle situazioni che ci auguriamo che non si verifichino ma che possono benissimo verificarsi.

Allora chi è favorevole all'articolo 44? Per favore un po' di silenzio, Chabod. Chi è favorevole all'art. 44 con gli emendamenti soppressivi proposti dal Consigliere Caveri alzi la mano, chi è contrario? Astenuti? Venti favorevoli, nove astenuti, il Consiglio approva.

Io vorrei un momentino vedere la vecchia deliberazione. Allora io prego, mi fanno rilevare il Vice Presidente ed il Segretario che ci sono stati dei Consiglieri che non hanno votato né il sì, né il no, ma devono dichiarare l'estensione.

Allora si ripete la votazione, prima di tutto io chiederei la dichiarazione di astensione, il sottoscritto, poi chi sono gli altri? Io prego che alzino la mano, i voti favorevoli? Voti contrari? Due contrari, ecco ritorna il conto benissimo.

Allora in conclusione il Consiglio approva, salvo l'intesa che questa approvazione sia anche contenente di una implicita abrogazione, se ne fosse necessario, di questa deliberazione precedente.

Articolo 45

Andrione (U.V.) - Propongo, coerentemente a quanto proposto prima, propongo l'abrogazione dell'articolo e vorrei fare un esempio al Consigliere Ramera che sembrava affezionato a questo articolo. Faccio un'ipotesi che sembrava affezionata a questo articolo... (Ramera: ...no) ...sembrava è un'ipotesi, allora l'ipotesi, allora l'Assessore Maquignaz, l'ho scelto apposta, l'Assessore Maquignaz viene trovato strettamente abbracciato alla propria segretaria e per due sedute è escluso dal Consiglio, ma perché non ci sono solo ipotesi, ci sono anche le altre ipotesi e quando ci sono leggi di vario genere che regolano la vita civile ai cittadini, è inutile che un Consiglio automaticamente ci dia delle regole per non poter...

Montesano (P.S.D.I.) - Non è un reato...

Andrione (U.V.) - Non è un reato, io ho già detto Maquignaz apposta perché lui non è il tipo di commettere atti di questo genere.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola?

Caveri (U.V.) - Logicamente noi chiediamo la soppressione di questo articolo 45, perché prevedere dei fatti commessi da Consiglieri fuori dall'aula, insomma abbiamo ben poca stima dei Consiglieri, non so che cosa possa succedere. In un paese come la Valle d'Aosta questi fatti non succedono, succedono a Reggio Calabria ma qui da noi non succedono.

Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola? Io dichiaro l'astensione. Chi è favorevole alzi la mano alla soppressione dell'articolo, chi è contrario? Milanesio per favore, in sede di votazione i Consiglieri devono stare attenti perché poi dopo tu mi fai ripetere la votazione, è vero? Come di fatto avviene; chi è contrario, per la soppressione? Chi è favorevole l'abbiamo visto, chi è contrario? Chamonin. Astenuti? Dunque Balestri bisogna che voti o sì o no, o astenuto. 21 favorevoli, 1 contrario e sette astenuti.

Articolo 46

Caveri (U.V.) - Chiediamo la soppressione del primo comma e se noi leggiamo il secondo comma che conferisce al Presidente la facoltà di sospensione e di togliere la seduta e di fissarla per il giorno successivo in modo da permettere agli animi di placarsi, noi vediamo che la migliore sanzione esiste già in questo secondo comma. Quindi noi chiediamo che il Signor Presidente del Consiglio voglia mettere ai voti la soppressione del primo comma dell'art. 46.

Montesano (P.S.D.I.) - Essendo passati, approvati i due articoli precedenti, il primo comma effettivamente non può sussistere più perché legato ai primi. Io sono d'accordo che... il secondo comma, quindi per questa ragione, per il mantenimento dell'ordine, il Presidente può sciogliere la seduta, io metto ai voti la proposta.

Germano (P.C.I.) - Nell'uno o nell'altro caso lasciare se la seduta è tolta, perché non ci sono più i due casi.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora togliere al secondo comma, dopo il punto, nel primo periodo, nell'uno o nell'altro caso "se la seduta è tolta", quindi per le conseguenze che vengono dalla votazione dei primi due articoli, io personalmente sono favorevole a questo mantenimento del 2° comma e quindi su questo articolo do il voto a favore. Chi altro chiede la parola per dichiarazioni? Chi approva alzi la mano, contrari? Astenuti? Contrari uno.

Articolo 47

Montesano (P.S.D.I.) - Desideravo aggiungere che mi è stato suggerito qui, dopo il primo comma, dove abbiamo detto che il pubblico non entra in aula "il pubblico è ammesso nell'apposita tribuna", poi dopo il 2° comma della tribuna "apposito personale incaricato dell'osservanza del Regolamento e di fare seguire gli ordini del Presidente", cioè il personale che noi destiniamo alle tribune. Il Consiglio è d'accordo su questi due emendamenti aggiuntivi. Chi approva con questi due emendamenti aggiuntivi, alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 48

Ramera (D.C.) - Ritengo che ci sia una violazione al diritto della Stampa, se non altro perché siamo nel 1970 e credo che i registratori siano un mezzo migliore per un giornalista di raccogliere meglio, forse, che negli appunti che può alle volte sbagliare proprio quanto accade in Consiglio. Proprio per ragioni anche professionali di chi deve esercitare quel compito che sta seduto nella tribuna stampa. Il registratore se non altro almeno poi gli darà a casa il testo completo, esatto che alle volte scrivendo appunti frettolosamente può anche dimenticare parecchie cose. Quindi io la storia dei registratori lo permetterei, le macchine fotografiche, beh! Questo è diverso.

Germano (P.C.I.) - ... che i verbali che non sono validi fino a quando non sono approvati dal Consiglio e sono approvati nelle sedute successive, diventano già validi per i giornalisti.

E poi per la verità, bisogna anche dire che è stato l'uso, l'uso sconsiderato di un giornalista che ha portato a questo, il quale registrava o diceva di registrare e pubblicava come registrato e scriveva tutto quello che voleva lui, io non faccio il nome del giornalista ma tutti sanno chi è, tutti sanno chi è. Almeno che non abbia la scusa, la giustificazione che...

Montesano (P.S.D.I.) - Io devo aggiungere ancora un'altra cosa per quello che riguarda questo argomento. A me risulta che una registrazione della seduta del Consiglio regionale è stata fatta sentire in una osteria esponendo i Consiglieri a una quantità di... e di sarcasmi e quindi determinando anche una certa messa alla berlina di tutti noi, di tutti noi, perché quando si parla, si parla molte volte così anche di argomenti con battute che possono anche essere interpretate diversamente, perché la battuta può essere accompagnata da un gesto, può essere accompagnata da un sorriso, oppure da un viso arcigno e può dare un significato. Invece alcune battute possono determinare altre intenzioni a chi ascolta e quindi creare delle situazioni poco simpatiche. Ma a parte questo, il giornalista, Lei è un giornalista Consigliere Ramera, il giornalista non ha bisogno di registratori per, diciamo così, condensare le notizie sul Consiglio regionale, che poi sul giornale vengono, diciamo così, messe nello loro principali linee e quindi è proprio lì che il giornalista si vede, nel dover dare una forma molto succinta ad argomenti che noi trattiamo per una giornata intera. Invece qui la questione del registratore, registratore che poi non è ammesso neanche, come non è ammesso alla Camera come oggetto contundente che si può lanciare, io non credo che sia un'arma del mestiere del giornalista perché i giornalisti si possono tenere in tasca un block notes per prendere gli appunti che poi sviluppano con la memoria e con il loro senso di osservazione e di intuito.

Quindi, perciò, anche se sono successi degli episodi precedenti, c'è stata una presa di posizione di alcuni Consiglieri a questo riguardo, io intendo come mia proposta che l'articolo 48 venga mantenuto anche perché c'è "salvo autorizzazione del Presidente del Consiglio".

Germano (P.C.I.) - Aggiungo ancora che all'art. 117 è prevista la possibilità dei giornalisti di accedere, prendere visione dei verbali, delle discussioni e tutto quanto, non è che...

Montesano (P.S.D.I.) - Va bene? D'accordo, allora chi approva l'art. 48 alzi la mano. Nessuno la alza quindi sono tutti d'accordo. Contrari nessuno, astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 49

Montesano (P.S.D.I.) - Questo richiama il vecchio Regolamento per quello che riguarda il pubblico. Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

Articolo 50

Montesano (P.S.D.I.) - È inutile leggerlo questo perché richiama l'art. 92bis del Regolamento.

Giunti a questo punto egregi colleghi, giunti a questo punto, e cioè al Titolo VII art. 51, io proporrei al Consiglio di chiudere la seduta e di stabilire già fin d'ora almeno un criterio di massima per una seconda seduta che sia dedicata esclusivamente al Regolamento, cioè tolto le sedute del 30 e 31 che sono dedicate agli oggetti della Giunta e alle mozioni che sono rimaste in sospeso più quelle che sono sopravvenute, dovremmo quindi vedere di stabilire queste date forse più opportunamente nelle sedute dei Capi Gruppi dell'Ufficio di Presidenza del 21. Io provvederò a sentire la Giunta prima del 21. Allora il 50 in votazione. Chi approva alzi la mano... (voci) ...presenza allora... Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

La seduta è sciolta e ricordo l'Ufficio di Presidenza, raccomando l'Ufficio di Presidenza ai Capi Gruppo, la convocazione della riunione per il 21 alle ore 18. Non voi, l'Ufficio di Presidenza ai Capi Gruppo.

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La seduta è tolta alle ore 19,40