Oggetto del Consiglio n. 324 del 14 dicembre 1970 - Resoconto
OGGETTO N. 324/70 - Determinazione in lire 21.500.000 del contributo da concedere all'Unione Sportiva Aosta per la partecipazione della squadra di calcio al campionato di serie D per l'anno 1970/71. Liquidazione di un primo acconto di lire 12.000.000. Delega alla Giunta.
Milanesio (P.S.I.) - Oggi sono di scena gli argomenti discutibili e scabrosi su cui, evidentemente, tutti i Consiglieri hanno delle opinioni personali o politiche o in genere, direi, soprattutto personali su questi argomenti.
Prima abbiamo dibattuto del rifugio "della Noire" e dei contributi, adesso arriviamo al discorso dell'Unione Sportiva Aosta, discorso che tutti gli anni appassiona questo Consiglio e su cui poi, alla fine, con delle proposte mediane il Consiglio finisce per esprimersi magari all'unanimità.
Noi abbiamo avuto una richiesta presentata anche quest'anno dall'Unione Sportiva Aosta per intervenire, per contribuire alle spese di funzionamento della nostra prima squadra di calcio, cioè l'Aosta. È stato presentato un preventivo di spesa per quanto riguarda il bilancio 1970/1971, è stato presentato un consuntivo per quanto riguarda la stagione sportiva 1969/1970 e sono entrambi allegati alla proposta che la Giunta intende formulare.
Ora, non so cosa dirà il Consiglio quest'oggi, non lo so perché su questo argomento c'è sempre stata una certa - come ricordavo prima - divisione che non passa tra i partiti, fra le forze politiche, passa all'interno degli stessi gruppi consiliari, perché c'è chi crede nel calcio, c'è chi è sportivo, chi non è sportivo, morale della favola, è però necessario che, alla fine della seduta, il Consiglio prenda una decisione su questo argomento.
Come potrete leggere dagli allegati, vi è stato nel corso del 1969/1970 un passivo di gestione di 13.324.320 lire, vi è un preventivo per la stagione sportiva 1970/1971 in cui si arriva ad un passivo complessivo di 36.638.773 lire: si chiede, quindi, all'Amministrazione regionale la concessione di un contributo di 30 milioni di lire.
Ora, premesso che in questo bilancio, cioè nel bilancio dell'anno 1970, l'Amministrazione regionale - e del resto poi si riferisce alla stagione 1970/1971 - l'Amministrazione regionale ha già destinato per altre attività, sempre sportive, altri fondi e quindi non può concedere, per quest'anno, che 12 milioni, premesso questo, comunque l'Amministrazione, la Giunta che ha dovuto esaminare questo problema si è trovata molto imbarazzata di fronte alla richiesta di 30 milioni di lire.
Noi abbiamo riconosciuto - sia alla passata gestione e soprattutto alla nuova gestione - abbiamo riconosciuto correttezza, senso di responsabilità e onestà. In poche parole abbiamo anche riconosciuto una impostazione, direi, non esagerata, non faraonica, una impostazione abbastanza realistica. Si tratta però di squadre di semi-professionisti e i totali generali alla fine, quando si fanno tutte le somme, sono quelli che sono, quelli che tutti i Consiglieri possono vedere dall'allegato che è stato presentato e che è più eloquente di qualunque mia illustrazione e di qualunque mio discorso.
Ora io, con molta chiarezza, pongo al Consiglio una domanda e su questo vorrei che il Consiglio rispondesse una volta per tutte perché qui noi oggi dobbiamo decidere non solo se è opportuna la concessione all'Aosta di questo contributo, dello stesso contributo dell'altr'anno, perché la proposta della Giunta - e qui arrivo alla fine del mio intervento - la proposta della Giunta è di confermare in Lire 21.500.000 il contributo dell'Unione Sportiva Aosta, 21.500.000 su 30.000.000 che ne ha richiesti l'Unione Sportiva Aosta e su 36 di passivo di gestione che viene denunciato nella presentazione del bilancio preventivo dell'anno 1970/1971.
Ora, perché 21.500.000? Perché ci sono molte perplessità, sia nell'ambito della Giunta che nell'ambito del Consiglio, sulla concessione di grossi contributi a una squadra di calcio, vi sono molte perplessità e, nello stesso tempo, ci sono anche molte spinte da parte di sportivi senza, direi, etichette, senza colori politici, perché vengono un po' da tutte le parti, che sono ansiosi di sapere come si rivolve questo problema e vorrebbero che la loro squadra, cioè l'Aosta, potesse militare nella serie B e farsi onore in quella serie.
Ora, è chiaro che se la Regione fa uno sforzo considerevole, non è detto, però, che debba arrivare alle cifre indicate dalla Società, se la Regione fa uno sforzo considerevole, direi, che la militanza nella serie D è una cosa possibile. Se, invece, vi sono dei contributi di gran lunga inferiori, probabilmente, questo problema non si porrà più per i prossimi anni, perché, difficilmente, l'Aosta potrà rimanere in quella serie.
Ora, voi direte che questo è un discorso ricattatorio, uno viene qui e dice al Consiglio: o mi dai i soldi per fare questo oppure noi non facciamo la serie D. No, io non credo che sia un discorso ricattatorio, però pongo come obiettività all'esame del Consiglio questo problema: è possibile, anzi, direi, è probabile che, di fronte a uno scarso intervento della Regione, l'Aosta non possa continuare a militare nella serie D. Voi mi direte: ma le altre squadre cosa fanno? Cioè nelle altre Regioni, ad esempio, a Statuto speciale, perché quelle a Statuto ordinario sono di recente costituzione e non hanno neanche una lira, non hanno neanche gli organi che funzionano. Quindi le altre Regioni a Statuto speciale cosa fanno? Beh, io ho mandato alcune lettere sia al Friuli, che al Trentino e alla Sardegna per chiedere notizie. Fino ad oggi, mi ha risposto una sola Regione: la Sardegna, che mi ha detto che, per il Cagliari, come Regione, aveva dato circa 200 milioni, per la serie C mi pare avesse dato 30 milioni, per la serie D 20 milioni, cose di questo genere, e, via via, sempre meno per le altre.
Ora, c'è da dire, però, che questi interventi non erano per una squadra sola, ma erano per più squadre, tranne il Cagliari, il cui contributo assommava a 200 milioni. Quindi, certamente, le altre Regioni hanno i cordoni della borsa un po' più tirati della nostra in materia di contributi, almeno delle squadre di calcio, o per lo meno delle squadre di calcio della serie D; largheggiano, evidentemente, molto di più per quelle che possono rappresentare l'isola, come è successo per la Sardegna, per il Cagliari e, probabilmente, essendo quella la prima squadra fanno uno sforzo considerevole, direi eccezionale, per la prima squadra e poi si tengono molto più bassi per le altre squadre. Ora, voglio solo ricordare che l'Aosta - questo sempre per una maggiore valutazione, per una più approfondita discussione del Consiglio - che l'Aosta è la prima squadra della Valle, l'unica squadra che può militare in quel Campionato e altre non ve ne sono. Devo anche dire che il discorso di cercare altri finanziatori, altri sostenitori, è stato da me fatto ai Dirigenti della squadra perché - memore della discussione che c'era stata l'altr'anno in Consiglio quando si era portato il contributo della Unione Sportiva Aosta e memore delle osservazioni che erano state da più parti avanzate - io mi sono sentito in dovere di ripetere tutte queste osservazioni, nessuna esclusa, tutte queste osservazioni ai Dirigenti della squadra. Ho detto, appunto, come il Consiglio ritenesse che ci fosse uno sforzo troppo esiguo da parte dei Dirigenti, come, altrove, non erano solo gli Enti pubblici a intervenire, ma c'erano anche Società, altri enti finanziari: banche, privati, diciamo cosi, magnati dell'industria, ecc. ecc. Mi è stato risposto che molti Dirigenti non sono danarosi essendo, così, il tessuto sociale della città di Aosta e della Valle d'Aosta, così, un tessuto sociale dove sono, in gran parte, lavoratori dipendenti. Va beh, emerge forse anche qualcuno per quanto riguarda il livello di imposizione per la tassa di famiglia al Comune; ma, in genere, si tratta di gente che non ha grandissime entrate, non si tratta certamente di miliardari. Quindi, è difficile con cospicue sottoscrizioni volontarie raggranellare molti quattrini. Le aziende della Valle d'Aosta - la più grossa è la Cogne che è una azienda di Stato, ed è sempre in difficoltà - le altre aziende non ci danno niente o quasi niente, briciole, gli Istituto bancari ci danno poco. Morale della favola: forse sarà perché le cose stanno così, forse sarà perché, magari, è molto più facile chiedere alla Regione, sta di fatto che contributi di altri Enti o di personalità non compaiono se non in misura modesta. C'è da dire, però, che molti Dirigenti - ed è questo il discorso che è stato fatto - prestano la loro attività e il loro tempo, sacrificando molto spesso il lavoro e cose di questo genere e questo viene visto come un contributo volontaristico che, in qualche modo, deve essere apprezzato dal Consiglio, dai Consiglieri.
Io ho portato in termini, direi, abbastanza problematici questo discorso, proprio perché è un discorso su cui vorrei, una volta per tutte, che il Consiglio facesse una discussione, direi serena, cercando di approfondire il pro e il contro e mi consentisse anche di avere una linea di condotta nei confronti della Società calcistica Aosta, perché voi capirete che è solo dal Consiglio che un argomento di questa importanza può essere trattato ed è solo dal Consiglio che può giungere una decisione concreta in merito.
Io sono a disposizione di tutti i Consiglieri che mi chiederanno dei chiarimenti, che vorranno pormi delle domande.
Savioz (P.C.I.) - Beh, oggi, caro Milanesio sono io di turno, quindi abbi pazienza. Vorrei vedere un po', ritornando leggermente indietro di qualche anno, per rivedere un po' tutta la questione dell'Aosta e, se non vado errato, l'ultima volta che abbiamo parlato della nostra squadra di calcio, avevamo detto in modo particolare, mi ero permesso di richiedere che l'Assessorato - riprendendo la documentazione già esistente in archivio, io penso che ci sia ancora - avesse fatto in modo di portare al Consiglio una situazione di carattere generale della Società sportiva Aosta e, nello stesso tempo, avesse portato delle proposte per liquidare effettivamente la questione triste e dolorosa che si trascina da anni della squadra di calcio della Città di Aosta.
Quindi, io ho guardato la documentazione che ci è stata mandata per quanto concerne le spese a cui l'Aosta andrà incontro per il Campionato che è in corso, campionato di quella serie lì, e su questo non c'è niente da dire, tenuto conto delle spese che ci sono su quel bilancio presentato non è possibile fare delle osservazioni. Non si può che essere o d'accordo o contrari, ma per essere contrari, bisogna essere contrari allo sport, contrari alla specifica funzione di questo sport, ecc.
Quindi, io sono senz'altro favorevole a che venga dato quello che è stato proposto dall'Assessore, io sono però contrario al fatto di continuare in questo modo, perché in questo modo noi non risolleveremo la situazione dello sport della Città di Aosta, in modo particolare della Società Sportiva Aosta, perché? Voi calcolate 34 o 36 milioni di debiti, 32 milioni di debito in totale, calcolate gli interessi che annualmente corrono per questo - e io non mi ricordo bene se sia nel 1960 o 1961 o 1962, comunque ad un certo momento avevo esaminato a fondo il problema della squadra di calcio - e avevo fatto delle proposte - c'erano tre proposte, mi ricordo delle tre proposte - per risolvere, una volta per sempre il problema dei debiti della squadra sportiva. Se infatti li lasciamo in questa situazione di debiti che continuano a correre in questo modo, pensate agli interessi che annualmente devono pagare e, indubbiamente, qui si finisce per pagare gli interessi degli interessi e si finisce per andare sempre peggio. Quindi, o noi radicalmente mettiamo a posto questa situazione o se no bisognerà rivedere tutto il problema dell'Aosta e non so se si potrà continuare ad andare avanti partecipando al campionato in determinate categorie. Questo è un interrogativo che onestamente mi pongo perché, tenuto conto del finanziamento che c'è nell'Assessorato del turismo per quanto concerne lo sport e le attrezzature sportive e considerato che non c'è soltanto l'Aosta, ma ci sono tutte le altre Società sportive, altre Società sportive che hanno avuto finalmente la possibilità di partecipare a quella che è l'amministrazione dei quattrini che l'Assessorato dispone tramite quella famosa Commissione costituita sei, setto o otto anni fa, non mi ricordo bene, che si riunisce una volta all'anno per stabilire i contributi che devono essere dati ad ogni singola squadra di calcio della Valle d'Aosta. Però, quando noi pensiamo che abbiamo ancora dei Comuni di una certa importanza che non hanno l'attrezzatura sportiva, abbiamo ancora degli sport invernali che non sono sufficientemente finanziati, e via di questo passo qui, ci troviamo di fronte ad una situazione per cui noi spendiamo tanti milioni all'anno per una sola squadra di calcio. La situazione diventa veramente problematica e bisogna che abbiamo il coraggio, come Consiglio regionale, di definire questa posizione. Io ripeto che non si può continuare a lasciare andare avanti in questo modo, perché qui ogni anno che passa - e qui ci sono dei ragionieri che possono insegnarmi la matematica, il conteggio, no, non si tratta di sfottimenti, si tratta veramente di esaminare a fondo questo problema - io mi rivolgo all'ex Assessore al Turismo Bordon e quando gli dico che ci sono 32 milioni di debiti, calcoli pure poco, calcoli pure solo l'8%, ma non so quale Istituto bancario dia l'8%, non lo so - pensate quanti soldi questo rappresenta ogni anno - come si può pretendere che quella Società sportiva - e qui io rendo atto ai Dirigenti, ai componenti del Comitato, ecc. ecc. che sono veramente encomiabili per quanto fanno, però dei miracoli non li possono fare.
Quindi, io chiedo insistentemente e ribadisco ancora quanto ho avuto occasione di ripetere in quest'aula - e non è la prima volta - che bisogna arrivare a una definizione definitiva di questa situazione, perché se non noi continueremo tutti gli anni a dare dei contributi senza avere nessun risultato pratico per arrivare alla chiusura definitiva. Noi continueremo a sentire gli Amministratori di questa Società che ripeteranno continuamente la situazione sostenendo di aver trovato già la parte deficitaria in quanto che ci sono dei debiti arretrati - io non faccio dei nomi ma conosco un signore di Aosta che ha firmato degli effetti per la Società sportiva - questo signore avrà ancora - io lo spero - tanti anni di vita ma ho paura che un giorno la sua vita finirà e lui avrà ancora delle firme sotto gli effetti. Ora, non è ammissibile, non è neanche umano, non è nemmeno giusto che questa situazione continui, quindi io ripeto - e mi dispiace ma devo fare un piccolo appunto all'Assessore perché quanto è stato richiesto e promesso dall'Assessore stesso in quella seduta del Consiglio, quando io ponevo il problema di fare una determinata richiesta di documentazione aggiuntiva a quella che giace nell'archivio dell'Assessorato, e di portare in Consiglio delle soluzioni definitive, non solo dei contributi - caro Assessore, con i contributi in serie andiamo avanti da vent'anni e da vent'anni questa gente si trova nei pasticci. Bisogna arrivare, ad un certo momento, alla soluzione definitiva, al risanamento definitivo e avere il coraggio, il coraggio civico, io dico, del Consiglio regionale che, ad un certo momento, dice: "No, signori, noi ci sentiamo in grado di darvi il denaro pubblico per partecipare al torneo tal dei tali e, quindi, dovete scegliere per un torneo che costi meno". Questa è la situazione definitiva a cui, onestamente, io chiedo che il Consiglio arrivi e si determini, perché, ripeto, questa situazione porta degli inconvenienti abbastanza gravi. Perché io mi ricordo quando discutevo con gli altri esponenti delle altre Società calcistiche della Valle d'Aosta, a ogni piè sospinto la storia dell'Aosta veniva fuori: all'Aosta voi gli date questo, all'Aosta voi gli date quello, all'Aosta qui, all'Aosta lì, a noi no e a loro sì e perché qui e perché su e perché giù. Altri dicevano: "Voi spendete malamente i soldi con l'Aosta e non ci fate i campi sportivi". Altri dicevano: "Contributi all'ASIVA sono inferiori perché li date all'Aosta?" e l'Aosta è sempre di mezzo.
Ora, vogliamo arrivare ad una soluzione definitiva? E allora facciamolo, se non vogliamo continuare ad andare avanti così col tran tran, a dare i soldi ai banchieri e a fare rimanere a bocca asciutta quelli che fanno veramente dello sport.
Dolchi (P.C.I.) - L'Assessore Milanesio e il collega Savioz hanno già illustrato ampiamente il problema; la mia astensione dalla votazione, in quanto faccio parte del Consiglio direttivo della Società, non mi esime però, ritengo - proprio perché sono uno di quelli che non sono miliardari, ma che contribuiscono direttamente alla vita e all'attività della Società - non mi esima dall'esprimere alcune considerazioni in merito.
Una riguarda lo sport; ecco, molte volte, si dice che lo sport del calcio non è uno sport di massa, ci sono pareri discordi in proposito, comunque è uno sport spettacolare che interessa decine e decine di spettatori, cha appassiona i cosiddetti tifosi che alla domenica gremiscono le gradinate dello stadio Puchoz e che, a loro spese seguono anche la squadra quando questa si reca in trasferta. Ecco, non è uno sport di massa, è uno sport spettacolare - e qui vorrei fare una precisazione - che merita di essere aiutato, là dove è possibilità, perché interessa anche una certa serie di atleti. Quando l'Assessore Milanesio parla di una squadra di calcio, ecco, io vorrei fare una precisazione perché non ci siano malintesi od equivoci! All'Aosta ci sono circa 200 atleti tesserati tra ragazzi, giovani, juniores e atleti semi professionisti.
Non è una squadra sola: superiamo le dieci squadre nei diversi campionati giovanili, regionali e nel campionato di serie D.
Quindi, sono 200 ragazzi che, attraverso gli allenatori acquisiscono una conoscenza sportiva. L'onere è costituito in modo particolare dalle attrezzature, dalle maglie, dai calzoncini, dalle scarpe, per poter praticare lo sport. La squadra iscritta al campionato di serie D, anche se si tratta di una squadra semi professionista è quella che maggiormente interessa l'opinione pubblica e che forse è quella che dà il maggior onere dal bilancio della Società. Ecco, io non difendo il professionismo esagerato, gli eccessi di certi campioni delle squadre di serie A e direi forse che i 200 milioni della Regione Sardegna al Cagliari che ha un Riva, che sul mercato è quotato un miliardo, sono sproporzionati, forse, di fronte ai 21.500.000 che già l'anno scorso il Consiglio regionale ha erogato per il Campionato 1969/1970 all'Aosta. Però ecco, secondo me, bisogna fare anche un po' di calcoli: sono semi professionisti, partecipano a un campionato dove altre squadre hanno contributi e interventi che permettano loro un campionato onorevole. I giocatori sono 33 tra campionato di serie D e campionato così detto riserve, il trofeo Berretta. Le spese previste nel bilancio prevenivo per il campionato 1970/71 sono 25.600.000: se facciamo un po' di calcoli vediamo che ogni giocatore, per gli undici mesi di attività, tra campionato, partite pre-campionato e allenamenti, costa alla Società circa 770.000 circa e cioè per le 40 partite, 32 di campionato più 7 o 8 amichevoli e pre-campionato nel corso dell'anno, sono 18 o 20.000 lire per partita; ecco, se noi consideriamo che sono dei semi professionisti mi sembra che le cifre riportate nell'ordine di due decine di migliaia di lire non sono certamente paragonabili ai milioni di cui si sente parlare delle squadre che vanno per la maggiore.
Una cosa riguarda, ed è già stato detto, io vorrei insistere ancora sulla situazione debitoria; sono ormai 8-9-10 anni che, soprattutto, i 16 milioni di debito del Banco Bérard gravano negativamente sull'andamento della Società, gli interessi passivi sono tra 1.500.000 e 1.800.000 che vengono annualmente sottratti a quel bilancio preventivo o addirittura al contributo che la Regione dà per l'effettuazione del campionato.
Quindi, 21.500.000, come l'anno scorso, sono il minimo indispensabile per partecipare al campionato 1970/1971 e quando dico questo voglio anche precisare che il bilancio preventivo si riferisce solamente al campionato, perché i componenti del Consiglio Direttivo, all'inizio del campionato, sottoscrivono il bilancio preventivo e si impegnano ad intervenire direttamente di tasca loro per le cifre che venissero spese in più nel corso del campionato, in più rispetto al bilancio preventivo. Ma questa è una dimostrazione di correttezza, di serietà e di precisione che dà la Società soprattutto nel corso del campionato 1970/1971; rimane però la palla di piombo al piede - in questo caso non è un pallone - dei debiti. Quindi, concludendo nel riconfermare la mia astensione della votazione, ma il mio parere è favorevole sul provvedimento, che raccomando alla Giunta e particolarmente l'Assessore al turismo, che - oltre al provvedimento così articolato dei 12 milioni sul bilancio di questo anno e del resto sul bilancio del 1961 - venga tenuto conto, proprio per la serietà dell'impostazione data dalla Società e cioè dell'impegno personale sottoscritto dai Dirigenti, che la Regione, una volta tanto, intervenga, perché se fosse intervenuta, come diceva il Consigliere Savioz, dieci anni fa, con 1.600.000 per dieci anni questo debito sarebbe già stato annullato. Il debito, invece, è stato mangiato anno per anno dagli interessi pagati alle banche; d'accordo, quindi per il contributo che è indispensabile per questo tipo di campionato per la stagione 1970/1971, ma altrettanto indispensabile, perché fra sette o otto mesi non si riparli in questo Consiglio dell'Aosta, è che un provvedimento eccezionale, straordinario elimini questa pendenza che si trascina ormai da 10 anni.
Bordon (D.C.) - Vedi Milanesio perché intervengo dopo, perché se non fossi stato fuori forse mi buttavo a pesce su questo argomento, lo abbiamo sempre fatto. Però, non si interviene sempre prima - perché in questo abbiamo fatto bene - perché avrei ripetuto o avrei detto molto meno di quello che hanno detto i Consiglieri Savioz e Dudo, Dolchi, e lo avrei detto peggio. Tutte le volte che io ho trattato questo argomento delle squadre di football dell'Aosta - quello che volete voi - sono stato sfottuto e aggredito. Sono stato sfottuto dall'amico Consigliere Andrione perché, quando mi sono permesso di dire che era un vecchio ballon-boy, si è messo a ridere dicendo che è un vecchio bidone, il che è da provarsi, tanto per cominciare, e sono stato aggredito perché tutte le volte che siamo venuti fuori con questa discussione si diceva: ma non diamo abbastanza alle altre, ecc., per cercare di rendere più rischioso questo problema.
Ora, cosa volete che aggiunga? Io posso solo confermare una cosa: che dal 1955 in poi noi sentiamo sempre la stessa storia Consigliere Savioz, che è arrivato all'Assessorato del Turismo nel 1959, quando io glielo avevo lasciato, e già allora si faceva lo stesso discorso che hai fatto tu prima, che facciamo noi adesso; il football Club Aosta, ad un certo momento, aveva circa 14 milioni, allora, di debiti e siamo venuti avanti e i debiti li hanno sempre pagati con quegli acconti che davamo noi. Però la verità è che sull'acconto che gli diamo, il Consigliere Savioz ha fatto un calcolo se non sbaglio, sugli interessi all'8%, io gli ho detto, ciao Ninetta, perché all'8% oggi non trovi più niente, se te la cavi col 10-12% ne puoi essere veramente felice, una larga fetta di questo contributo viene mangiato dagli interessi.
Naturalmente - e qui si potrebbe anche fare della demagogia politica, non è per questo che sono intervenuto - naturalmente anche noi siamo di questo parere se si potesse, un bel momento esaminare la situazione, sanare il vecchio, pagare tutto questo probabilmente, ne tireremo fuori meno, perché, in fondo in fondo, chi è che oggi ci viene a recepire un utile su questo sono le banche che hanno dato questi crediti, però la verità è questa. Naturalmente sarebbe troppo comodo, fino a ieri ero seduto lì, oggi venire fuori e dire: signori, aumentate e fate. Io vorrei dire, in parole povere, quello che abbiamo sempre detto, tenuto conto delle esigenze del bilancio che è una realtà, signori, diamogliene il più possibile e vediamo, ad un certo momento se attraverso la Commissione del Turismo, si possa studiare questa situazione debitoria che è veramente pesante. Qualche volta si criticano anche questi Dirigenti, ecc. Tanto per cominciare dobbiamo avere tutta la massima tranquillità sulla gestione, perché, addirittura nel Direttivo, abbiamo il Consigliere Dolchi, quindi Dolchi è qui per dirci le cose come sono; non è un complimento che ti faccio, te lo faccio come ragioniere e tu prendila solo per quanto vale.
La verità, però, è solo questa che, arrivati ad un certo momento, esaminiamo questa situazione e vediamo quello che si può fare, naturalmente sempre in base alle esigenze di bilancio, perché, qualche volta, si parlava di questo argomento e si veniva fuori e si diceva: "Non si dà abbastanza per lo tzan", è vero. Ma noi qui, nella Società Football Club Aosta, non dimentichiamo mai che saranno 1000-1200 quelli che vanno ad assistere alle partite. Ma, quando andavamo a scuola di ginnastica c'era scritto grosso come una parete "mens sana in corpore sano". Ora, queste due ore che si passano, sia pure sbraitando, sfogandosi e scaricandosi, per me è tutta quanta salute pubblica.
Però, che cosa ne viene fuori ancora? Ne viene di più, è anche propaganda, in fondo in fondo, questa Società va sui giornali, se domani questa Società si dovesse comportare bene - abbiamo visto il Cagliari in fondo l'attenzione che ha richiamato - porterebbe tante cose a nostro vantaggio. Per cui noi concludiamo dicendo che siamo favorevoli a questo provvedimento, vorremmo dargliene il più possibile, naturalmente non sarebbe serio, se da parte nostra, si dicesse: "Dategliene", perché il Presidente della Giunta e l'Assessore alle Finanze ci possono dire che c'è una esigenza di bilancio, ma, se questo si può studiare, lo si studi pure.
Noi, quindi, siamo favorevoli al provvedimento.
Fosson (U.V) - Per fatto personale, la parola al Consigliere Andrione.
Andrione (U.V.) - Volevo solo precisare questo: può anche darsi che nel calore di certe polemiche io abbia definito l'amico Consigliere Bordon "bidone" ma, intendiamoci bene, si trattava di politica e non di sport, perché, al contrario, le qualità di arrampicatori - non parlo dei presenti - ma in genere dei democratici cristiani che hanno sempre formato la stupefatta ammirazione mia personale e di quanti, da quest'altra parte dei banchi, sedevano in partiti e movimenti differenti.
Bordon (D.C.) - Faccio solo rilevare che il Segretario del Consiglio Andrione volti tutto in polemica, in politica, anche quando le cose sono semplici, notate questa cattiveria.
Fosson (U.V.) - Allora, ritorniamo sull'argomento. La parola al Consigliere Manganoni.
Manganoni (P.C.I.) - Questo è un problema che, puntualmente, ogni anno si ripresenta.
E io ho l'impressione che versare dei contributi in questo sacco che è l'Unione Sportiva Aosta sia come tentare di riempire un setaccio d'acqua: più ne metti e più ne assorbe, i fatti lo dimostrano.
La Giunta di cui io facevo parte, di fronte a questa situazione, ha chiamato i Dirigenti dell'Aosta e ha fatto loro un ragionamento serio dicendo loro: "Che voi siate in serie A, B, C e D noi non abbiamo nessuna obiezione da fare, però i contributi che noi vi daremo sono questi e non contate su una lira di più". Se non vado errato i contributi erano stati stabiliti allora, 7 o 8 anni fa in 12 milioni all'anno o dodici e mezzo, mi pare - con l'impegno solenne da parte di quei Dirigenti, di non spendere di più e con l'intesa che gli stanziamenti sarebbero tali anche in caso di passaggio.
Si era esaminata la possibilità di sanare i debiti di allora in modo da non farne altri; invece noi cosa vediamo? Che ai 32 milioni - il Consigliere Savioz non c'è - ai 32 milioni qui segnalati se ne devono aggiungere altri 14 che fanno 46 milioni di debiti e non 32. La relazione dice che i debiti alla fine della stagione calcistica 1969/1970 sono 32.900.000; se noi vediamo il bilancio preventivo del 1970/1971 vi è un deficit di 36 milioni: se da questo defalchiamo i 21 milioni che diamo noi ne rimangono altri 14, altri 14 che vanno aggiunti ai 32 che già esistono e che fanno un totale di 46. Allora, alla fine della stagione calcistica 1970/1971, 32.900.000 milioni saranno diventati 46 milioni e rotti di debiti con i relativi interessi cui giustamente accennava il Consigliere Savioz.
Ora, questi 36 milioni, 46 milioni con relativi interessi, ecc. chi li pagherà? Nella stagione seguente con tutti gli interessi passivi dove arriveranno? Ai 50, 60? Ma insomma, io non so se noi possiamo accettare una situazione del genere. L'Assessore Milanesio ha detto che la Sardegna ha dato 200 milioni - a parte il fatto che, se teniamo conto della popolazione, ne dà meno di noi, no - comunque la Sardegna è padronissima di dare 200 milioni per lo sport, anche se, secondo me, se li desse per risolvere la miseria cronica che affligge i cittadini sardi, la cui miseria è la principale ragione del banditismo e di tutti gli altri guai che affliggono la Sardegna.
Milanesio (P.S.I.) - Io ho detto che in fondo la Sardegna ne dava meno di noi.
Manganoni (P.C.I.) - No, no ho capito, ne dà meno di noi la Sardegna, complessivamente, perché il numero degli abitanti è notevolmente superiore, in proporzione agli abitanti dà meno di noi, questo l'ho capito, l'ho ripetuto; comunque, le altre Regioni a Statuto ordinario, dove non c'è mamma Regione da mungere, non danno alcun contributo. Io penso, quindi, che questa situazione non possa assolutamente andare.
Qui si è parlato di sportivi, ora io vorrei dire: cosa intendiamo per sportivi? Quelli che fanno dello sport o quelli che fanno il tifo?
Guardate, io voglio leggervi un passaggio di una rivista - non sono parole mie - che dice questo: "Il tifoso della domenica, individuo spesso dotato di scarsissima coscienza politica, tanto mendo dispone di una coscienza sportiva, è un nevrotico che deve scaricare la propria rabbia gridando come un ossesso", vado avanti, "il commento dei telecronisti, patriottardo e banale, riempie il lessico dei tifosi di frasi fatte, pronte e impacchettate che le pagine sportive dei giornali saranno pronte a riprodurre il giorno successivo" - non leggo tutto, leggo alcuni passaggi - "senza questo narcotico, cui vanno uniti il mito dell'utilitaria, del frigorifero, della televisione, oltre a tutta l'attività del loisir: cinema, sesso, canzonette, divismo - sesso, non ho detto fesso - la civiltà dei consumi vistosi si troverebbe immediatamente di fronte a delle masse in grado di pensare ai loro veri problemi; per questo occorre uscire dalla mistificazione"... (voce) ...ecco, io me l'aspettavo, sapete da dove ho ritagliato questa pagina? Dalla rivista "45° parallelo", numero di luglio-agosto del 1969, ora, penso che questa rivista la riceviamo tutti noi Consiglieri e sono certo, almeno di questo, che nessuno potrà tacciare questa rivista di essere comunista.
Ora io me l'aspettavo: già, ecco Mao, i comunisti, no, no, "45° parallelo" è la rivista, mi pare, dei giornalisti piemontesi, di qualcosa del genere. Ora, vi ripeto, io ho letto quanto c'è scritto qui sopra, non faccio dei commenti, ecco perché io dico una cosa è lo sport e una cosa è il tifo.
Ora, per lo sport, il vero sport - cioè per i giovani che vogliono fare dello sport e non del tifo - i contributi vengono lesinati col contagocce. Vi cito alcuni dati: il Consigliere Savioz aveva citato il fatto delle piccole squadre che non riescono a tirare avanti, non ve le elenco, perché penso che conoscete, ma io accenno addirittura ai campi sportivi, perché, se non facciamo dei campi sportivi nei nostri Comuni, non si può giocare, non si possono creare le squadre e, naturalmente non si possono avere dei contributi, poi, anche se avessero dei contributi, andrebbero a giocare dove? Nei prati? Donnaz e Pont St. Martin non hanno il campo sportivo; è un insieme di circa 6.000 abitanti, osservate circa 6.000 abitanti. Lo so Assessore Milanesio, tu mi dici questione dei terreni; quando i terreni c'erano quattro anni fa - quattro anni fa i terreni c'erano - ed il prezzo era anche, forse, molto più ridotto di oggi, la Giunta ha fatto una infinità di questioni, di difficoltà per non acquistarli. Si trattava allora, mi pare, di una quarantina di milioni, però quattro anni ci abbiamo messo no? Ma il problema il Comune lo aveva sollevato e aveva avuto la firma, allora, dei proprietari che lo cedevano ad un prezzo ultra ragionevole. Naturalmente, siccome si è tirato avanti degli anni, poi quei proprietari hanno detto basta, gli impegni valevano per un certo periodo di tempo, ma non possono valere all'infinito ed i proprietari avevano anche ragione a prendere questa posizione.
Un altro esempio: Sarre. Da quattro anni il Comune aveva chiesto un contributo di 16 milioni per l'acquisto dei terreni. Il problema l'ha risolto la Giunta recentemente e la delibera di Giunta è stata ratificata questa mattina, però i giovani di Sarre hanno dovuto aspettare quattro anni perché la Giunta rintracciasse non tutti quei milioni, rintracciasse 16 milioni per l'acquisto dei terreni.
Hône: a Hône vi è un terreno per fare un campo sportivo, però per fare un campo sportivo che non ha le dimensioni prescritte che comunque serve ai giovani per dare dei calci al pallone, per fare le loro partite. Cosa è successo a Hône? L'Amministrazione regionale ha stanziato una cifra per spianare, spesi quei fondi i lavori sono stati sospesi e adesso la metà del campo è fatta, poi viene la scarpata e non si può giocare. Con uno stanziamento di non molti milioni, io penso, mi sbaglierò, ma con uno stanziamento di 2, 3, al massimo 4 milioni si può ultimare questo lavoro perché i giovani di Hône possano fare dello sport, non del tifo. Però anche qui i lavori sono fermi, perché? Perché i soldi sono finiti e la Regione non ne ha stanziati altri.
Ora, di fronte a questi fatti, che se mi smentite io vi ringrazio, vi ho citato tre esempi e ve ne potrei citare tanti altri, cosa succede? Che qui si continua a essere larghi di manica nei confronti della solita squadra dell'Aosta, mentre si lesina, mentre si tira per le lunghe, mentre non si danno contributi ai nostri Comuni dove veramente si vuole fare dello sport e non del tifo.
Comunque, io rimango nel campo del calcio, perché - se esaminiamo gli altri sport allora - voglio rimanere nel campo del calcio citando questi fatti, comunque io non vi affliggo di più, concludo, però, con quanto ha già detto il Consigliere Savioz: qui bisogna risolvere, mettere un termine a questo sistema, perché i 46 milioni di cui ho detto prima, con relativi interessi, chi li pagherà? Se noi non mettiamo, in modo energico, i Dirigenti di fronte alle loro responsabilità e che questi non si illudano che tanto la Regione paga, come sperano, e come poi purtroppo avviene oggi, i fatti lo dimostrano, è naturale che quelli continueranno su questa strada. Quindi, sport sì, sono pienamente d'accordo che si sviluppi lo sport, che si aiuti la squadra dell'Aosta. Se, però, il far parte di una data categoria comporta un ammontare tale per cui il Consiglio non è d'accordo di destinare queste rilevanti cifre, si parli chiaro e si dica: "beh, fate dei campionati che non oltrepassino lo stanziamento che la Regione è disposta a fare".
Fosson (U.V.) - Qualcun altro che chiede la parola? Io vorrei solo chiedere una informazione all'Assessore al Turismo: in base alla discussione che era stata fatta l'anno scorso - in cui avevo raccomandato, in modo particolare, che, appunto, non si verificasse più il caso di avere dei finanziamenti così a spizzico anche per questo problema - avevo detto di vedere tutto all'inizio del campionato in maniera che non si venisse a dire dopo: abbiamo necessità di questo perché, se lo sapevamo prima, non avremmo fatto l'iscrizione e via dicendo. E l'Assessore, l'anno scorso, aveva assicurato che avrebbe tenuto conto di questo e avrebbe anche sentito preventivamente la Commissione del Turismo su questo argomento, sia per la suddivisione del contributo alle varie piccole società, sia per la questione anche dell'Aosta.
Quindi, volevo solo chiedere se questo è stato fatto, perché, eventualmente, avrebbe facilitato anche...
Milanesio (P.S.I.) - Per quanto riguarda i contributi alle società si sente una Commissione istituita anche alcuni anni or sono - una Commissione consultiva, dove vi sono i rappresentanti di tutte le varie categorie di sport, tutte le federazioni, diciamo. Questa Commissione è stata convocata per la prossima settimana, mi pare il 22 dicembre.
Per quanto riguarda la questione dell'Unione Sportiva dell'Aosta, questo argomento, quest'anno, è stato visto preventivamente, non abbiamo fatto in tempo a portarlo in Commissione, del resto, negli altri anni non è mai stato portato in Commissione. Io avevo detto che avrei voluto portarlo, ma non abbiamo fatto in tempo perché, nell'ultima seduta della Commissione, abbiamo invece esaminato i problemi che riguardavano i campi sportivi, abbiamo fatto una specie di piano generale delle attrezzature sportive e ricreative per la Valle d'Aosta che è stato approvato dalla Commissione e verrà, quanto prima, portato all'esame del Consiglio. È solo per questa ragione che non si è arrivati a portare in Commissione anche il finanziamento all'Unione Sportiva Aosta.
Fosson (U.V.) - Io ho voluto chiedere questa cosa all'Assessore Milanesio perché, d'accordo la questione è competenza della Giunta e nessuno vuole trasferire alle Commissioni le competenze che sono della Giunta; però avendo anche sottomano il verbale dell'anno scorso, c'era stato un po' questo impegno da parte dell'Assessore al Turismo, che dichiarava, testualmente, di accogliere personalmente il consiglio che il Consigliere Fosson ha enunciato - e qui riporto il testo stenografico - "la questione è di competenza della Giunta, io sono dell'avviso di sentire la Commissione Turismo per indicare l'ammontare di questi finanziamenti".
Quindi, è per questo che ho chiesto se era stato portato perché, siccome sono argomenti sempre molto dibattuti e molto controversi, forse, anche per comodità della Giunta, se venissero prima un po' approfonditi in Commissione sarebbe una cosa che, sveltirebbe il lavoro del Consiglio, eviterebbe certe discussioni che facciamo qui in Consiglio e darebbe anche preventivamente, delle indicazioni alla Giunta.
Caveri (U.V.) - Vorrei soltanto fare una domanda, non se sia vero quello che qualcuno dice - e, in tutti i casi, il Consigliere Fosson ci può confermare o smentire, perché ha il verbale davanti agli occhi - ma qualcuno in questi giorni scorsi, qualche Consigliere diceva, che l'anno scorso, si era stabilito di dare sui 20 milioni all'Unione Sportiva Aosta con l'intesa però che, quest'anno, si sarebbe scesi a dieci.
Vorrei sapere se questo è vero o no; non lo so se sia vero o meno. Quale era stata l'intesa l'anno scorso?
Fosson (U.V.) - Posso chiarire io o preferisce che lo chiarisca l'Assessore? Sì? Posso chiarirlo sulla base del verbale perché l'ho guardato.
Le cose non sono proprio in quel senso: l'anno scorso noi abbiamo fatto una discussione su questa proposta perché, sulla base di una prima richiesta, in un primo tempo, si erano stanziati per l'Aosta 11.500.000. Poi c'è stata una ulteriore richiesta a fine campionato, praticamente sui 30 milioni e allora il Consiglio ha deliberato un finanziamento aggiuntivo di 10 milioni. In quel momento, abbiamo fatto, appunto, quelle osservazioni cui ho fatto cenno prima, cioè di raccomandare che tutti gli anni si stanziasse preventivamente, senza specificare quale era la spesa, la somma che si doveva stanziare, ma stanziarla preventivamente in modo che l'Union Sportiva Aosta sapesse, fin dall'inizio del campionato, su quale cifra poteva contare da parte dell'Amministrazione regionale, in modo che non venisse poi, ad un certo momento, a dire: "Ma se noi sapevamo che voi non facevate quel dato finanziamento noi non avremmo fatto l'iscrizione alla categoria tale, non avremmo acquistato quei dati giocatori" e via dicendo.
Ora, proprio in quella sede, avevamo detto e demandato, praticamente, alla Giunta e all'Assessore di vedere questo criterio cercando di stare entro una cifra il più restrittiva possibile. Era però naturale che tale cifra fosse stanziata preventivamente.
Caveri (U.V.) - Sentiti i chiarimenti del Vice Presidente Fosson, constatiamo che non era vero quello che era stato detto, se fosse stato vero che l'intesa era quella io non avrei votato a favore della concessione dei 21 milioni. Visto che l'intesa non è stata quella, io parlo qui a titolo personale, perché non c'è una questione politica per i Consiglieri dell'Union Valdôtaine, ciascuno naviga come vuole, ma, a titolo personale, io voterò a favore della richiesta dei 21 milioni, però a una condizione: che ci sia una intesa che, nel modo più assoluto, questa cifra dei 21 milioni non venga in nessun caso superata né nel 1971, né nel 1972 e così via, per tutti gli anni di questo secolo. A questa condizione, io voterò a favore. Vorrei però sapere che cosa ne pensa l'Assessore al Turismo in quanto bisogna che queste Società sportive si tolgano dalla testa che possono spendere a ruota libera perché tanto c'è la mucca Valle d'Aosta che interviene, mucca che si può mungere in qualsiasi momento. Bisogna cioè evitare gli inconvenienti che sono successi in altri campi dello sport - vedi bob e vedi altre attività - dove abbiamo sempre superato quello che si era deciso precedentemente.
Quindi, è bene, anche nell'interesse dell'Unione Sportiva Aosta, che gli Amministratori sappiano che il limite invalicabile è quello e che, quindi, devono fare il fuoco con la legna che il Consiglio regionale dà loro.
Chabod (D.C.) - Non vorrei annoiare il Consiglio, sono d'accordo con quello che dice il Consigliere Avv. Caveri, vorrei però dire che una tantum potremmo anche coprire quel debito che l'Aosta ha. No, perché è inutile che noi diamo dei sussidi e dei contribuiti tutti i momenti e loro li spendono per pagare gli interessi; almeno una tantum coprire anche gli interessi e poi dopo si può ricominciare... (voce) ...quello lo vedremo in un secondo tempo, intanto noi dovremmo coprire il primo debito e dopo si vedrà.
Manganoni (P.C.I.) - Quante volte gli abbiamo coperto i debiti?
Chabod (D.C.) - Beh, insomma, continueremo, li abbiamo sempre coperti, la Società è fatta così, purtroppo, Consigliere Manganoni. E vorrei chiedere anche all'Assessore Milanesio, visto che siamo sull'argomento calcio, di dare una specie, direi, di programma, una programmazione - non so come chiamarla - per i campi da gioco, i piccoli campi, perché è inutile che noi facciamo tanti campi in ogni Comune.
È giusto che ci siano, però occorre fare dei mandamenti, cioè delle sezioni: uno a Villeneuve, uno a Morgex, ma delle cose ben fatte, e poi tutti gli altri piccoli campi, sì, sì è bene che ci siano per gli allenamenti, perché è inutile di continuare come facciamo adesso, perché non facciamo niente, non riusciremo a salvare niente. Ecco, è solo questo che vorrei dire; insisterei proprio di dare tutti i soldi all'Unione Sportiva Aosta, se è possibile, perché - non so il bilancio com'è - ad ogni modo, con la sua nuova programmazione io penso che si vedrà un po' tutto e così almeno elimineremo, una volta per sempre, i debiti dell'Aosta. Poi - come dice il Consigliere Manganoni - se ne faranno degli altri questo si vedrà, eh Manganoni? Sì, ma tu lavori alla Cogne, vivi alla giornata è logico, ma gli altri? (voce Consigliere Manganoni) ...ma guarda, io te ne vendo due o tre se li vuoi, ma tu non ti offri mai di comprarli.
Freppaz (U.V.) - Volevo comunicare al Consigliere Chabod che la Commissione Turismo aveva già istituito dei comprensori, aveva studiato dei comprensori per questi campi sportivi, cosa che verrà portata quanto prima in Consiglio.
Milanesio (P.S.I.) - Brevemente, la discussione è stata molto interessante, il Consiglio ha dato delle indicazioni, io sono lieto che abbia accolto la proposta della Giunta, la quale proposta è stata fatta valutando, evidentemente, tutti i pro e i contro. È facile in queste circostanze, come in tutte le altre situazioni analoghe, giocare al rialzo; io penso che la proposta fatta dalla Giunta cercava di contemperare tutti gli aspetti che il problema poneva. Quindi, il contributo che quest'anno noi diamo, che è identico a quello dell'altr'anno, non è una cosa indifferente: si tratta di 21.500.000, è una cosa già molto considerevole. Il contributo, lo diamo, badate bene, a differenza dell'altr'anno e io sono d'accordo con i Consiglieri che hanno detto: "Fissiamo il contributo una volta per tutte e poi, ad un certo punto, l'Unione Sportiva Aosta faccia i suoi conti in base a quello che la Regione gli dà". La Regione poi non dovrà sempre dare a consuntivo, cioè quando i buoi sono scappati dalla stalla; noi quest'anno, per la prima volta, stabiliamo una cifra, anche se gliene liquidiamo la restante parte nel 1971, cioè, invece di dargli dieci milioni e mezzo e poi aspettare di vedere cosa succede e dargliene altri 10, ne premettiamo 21.500.000 e gliene diamo 12 subito e gli altri con l'esercizio 1971.
Il discorso dei debiti è un grosso discorso, è un discorso però, direi, anche pericoloso, perché se noi sommiamo le passività accumulate precedentemente e le passività che si accumuleranno nel corso di questi due esercizi raggiungiamo già delle cifre considerevoli. Ora, per i debiti bancari, so benissimo di che cosa si tratta; so che ci sono delle firme che avallano queste cambiali, sono delle situazioni anche poco piacevoli perché, signori, voi avete anche sentito, così, la volontà dei Consiglieri, complessivamente, che non è certo una volontà tendente a largheggiare, è una volontà che tende a contribuire nelle attività dell'Unione Sportiva Aosta e delle squadre che le fanno capo, ma non a sobbarcarsi completamente quella gestione. Perché, altrimenti, allora potremmo chiamarla Unione Sportiva Valle d'Aosta e allora il Consiglio regionale fungerebbe da Consiglio di Amministrazione di questa Società a questo punto, no? Comunque, cercheremo di tener presenti le necessità che ci sono state indicate dai Consiglieri e vedremo, di comune accordo, di trovare una soluzione in tempi successivi.
Per il momento, deliberiamo questo contributo che è il contributo stabilito dal Consiglio per il funzionamento della squadra per l'anno sportivo 1970/1971.
Fosson (U.V.) - Allora, se nessuno ha obiezioni da fare mettiamo in votazione il provvedimento. Chi è favorevole alzi la mano - Contrari? - Astenuti? - Astenuto il Consigliere Dolchi - Allora il provvedimento è approvato con un astenuto.
Io proporrei ai Signori Consiglieri - siccome dovremo ancora mettere in votazione i due ordini del giorno, uno presentato dal Consigliere Tonino e l'altro preparato dal Consigliere Chamonin in base a quello che avevamo discusso stamattina per la questione dell'ANAS - siccome il Consigliere Tonino, che aveva già consegnato il suo ordine del giorno, mi ha pregato di aspettare ancora un momento perché l'ha fatto correggere per dare un testo definitivo, proporrei al Consiglio di esaminare ancora l'oggetto n. 21, che è un argomento leggerissimo e così spero che, finito questo oggetto, possiamo avere i due ordini del giorno, votarli e poi sospendere la seduta e rimandarla alla seduta di martedì prossimo. Se il Consiglio è d'accordo seguiremo questo ordine dei lavori. Quindi, passiamo all'oggetto 21.
