Oggetto del Consiglio n. 323 del 14 dicembre 1970 - Resoconto
OGGETTO N. 323/70 - Concessione di un ulteriore contributo ai sensi della legge regionale 10.1.1961 n. 2, al Club Alpino Accademico Italiano di Torino per lavori di ricostruzione del Rifugio alpino detto "Della Noire" - Rifugio Borelli al Combalet - Gruppo del Monte Bianco.- Approvazione e liquidazione di spesa. (Rinvio)
Milanesio (P.S.I.) - Nel 1967 questo Consiglio regionale aveva già concesso, ai sensi della legge regionale che ho citato prima, un congruo contributo al CAI, cioè al Club Alpino Italiano, per la ricostruzione e l'ampliamento - così si parlava allora nella deliberazione - del Rifugio Alpino "Lorenzo Borelli" al Combalet che si trova nel Gruppo dell'Aiguille Noire de Peuterey, nel Comune di Courmayeur.
Successivamente, nel corso dei lavori, si ritenne di ampliare e di rinnovare l'impostazione originaria che aveva ispirato la ricostruzione di questo rifugio e così ci sono giunte successive richieste documentate e motivate da parte del Club Alpino Accademico Italiano per il finanziamento del nuovo rifugio. In realtà le previsioni di spesa - che erano state, in allora, previste in 25.800.000 e, quindi, con un contributo di 18.000.000 da parte della Regione - sono state, direi, vertiginosamente superate di modo che con gli stati di avanzamento dei lavori successivamente presentati allo stato finale si è arrivati ad una cifra complessiva di 64.396.602.
Ora, questo aumento è dovuto, in parte, a ragioni di carattere economico cioè, per intenderci, al fatto che vi è stata una lievitazione notevole nella prestazione sia della mano d'opera sia dei materiali e soprattutto dei mezzi di trasporto che, in questo caso, era solo ed esclusivamente l'elicottero. Vi sono poi state delle innovazioni di carattere tecnico per cui questo Rifugio si è scoperto, diciamo così, essere non completamente diverso, ma sostanzialmente diverso da quello primitivo.
Ora, la proposta che faccio al Consiglio è quella di poter concedere, sempre sulla spesa globalmente prevista, il 70% del contributo che, dalla legge che ho citato in premessa, viene considerato ammissibile e, si può, quindi, erogare da parte dell'Amministrazione regionale.
La Regione ha chiesto, ovviamente, ha già chiesto in prima istanza, cioè quando erogò il contributo di 18 milioni, che il Rifugio, poiché non è il Rifugio Borelli ma è un rifugio sostanzialmente nuovo, venga denominato Rifugio "Della Noire" e non più Rifugio Borelli perché il Rifugio Borelli era quello vecchio costruito a spese, essenzialmente, del CAI di Torino. Ora, invece questo Rifugio, bene o male, ha avuto già, fin d'oggi, un contributo determinante da parte della Regione e, si è, quindi, chiesto che la denominazione venisse mutata in Rifugio "Della Noire".
Sono a disposizione dei Consiglieri per eventuali chiarimenti.
Savioz (P.C.I.) - Ho qualche osservazione da fare, qualche richiesta di chiarificazione. È ben vero quanto dice l'Assessore che i costi aumentano vertiginosamente, però qui mi sembra che l'aumento vertiginoso abbia raggiunto addirittura il 100%, ed è una cosa su cui, per ragioni di principio, io non sono d'accordo, soprattutto non sono d'accordo con questi metodi. Non è ammissibile che il Club Alpino avanzi una richiesta nel 1967, nel 1968 viene deliberato un contributo su un preventivo di 25 milioni poi, belli belli, si mandano avanti i lavori e nel 1970 si arriva dicendo: "L'opera è costata 64 milioni e chiediamo, pertanto, un contributo alla Regione rapportato a questa cifra". È troppo comodo, signori!... (voce: aumento di prezzi) ...eh va beh un cavolo, prima di tutto l'aumento di prezzo non può essere del 100% in un anno di tempo e, in secondo luogo, ciò dimostra poca serietà da parte del Club Alpino Italiano. Io ho avuto diverse volte a che fare con i medesimi e so molto bene come loro impostano i problemi e in che modo li mandano avanti, siccome qui c'è una specie di macchina da mungere e allora credono che qui il denaro lo si trovi così con una facilità e una faciloneria che proprio non è edificante. Quindi io, francamente, non sono d'accordo con questa deliberazione, sinceramente, non posso accettare il principio che si fa un preventivo di 25 milioni e un anno dopo di presentare dei consuntivi chiedendo il contributo per 64, non è ammissibile, non è serio e, direi di più, ho l'impressione che non sia nemmeno onesto.
Quindi, a me dispiace per l'Assessore, mi dispiace per la Giunta, però io, francamente, voterò contro questa deliberazione.
Fosson (U.V.) - Vorrei aggiungere qualche cosa anch'io a questo proposito.
Savioz (P.C.I.) - Io volevo ancora chiarire un ultimo aspetto. D'accordo per la denominazione di Rifugio "Dell'Aiguille Noire", però noi abbiamo una serie di uomini che ricordiamo nella nostra mente, ne cito uno così, per esempio, Alberto Deffeyes, che è stato un grande alpinista della Regione. Perché noi non intitoliamo i nostri Rifugi ai nostri uomini del passato che sono stati vanto e gloria dell'alpinismo valdostano?
Fosson (U.V) - Ho detto che volevo aggiungere qualche cosa anch'io su questo punto. Certo che il rilievo che è stato fatto dal Consigliere Savioz è un rilievo pertinente e dobbiamo farlo tutti questo rilievo, perché non è ammissibile che si presentino dei preventivi che poi un anno dopo, effettivamente, siano raddoppiati.
Ora, io, a suo tempo, ho fatto molto alpinismo, e conosco bene anche la zona e questo rifugio è assolutamente necessario. Per quanto concerne il nome dirò che, se era stato battezzato "Borelli", è sempre stato chiamato dagli alpinisti il Refuge de la Noire.
Ora, il Club Alpino ha una Commissione Rifugi, ha degli architetti e degli ingegneri anche appassionati, che fanno i vari progetti per i rifugi e il trasporto. Penso che sapessero che in quel posto il trasporto bisognava farlo con l'elicottero, perché farlo con l'elicottero era una cosa economica, se si fosse dovuto farlo in altro modo, costava molto ma molto di più. Quindi, oggi c'è la possibilità di utilizzare l'elicottero e ciò diminuisce la spesa di trasporto.
Mi risulta che per questo Rifugio, avendolo rifatto, si è sfondata un po' la montagna per metterlo al riparo dalle cadute di pietre e di neve che vien dall'alto, che è quello che poi ha portato alla distruzione, in parte, del vecchio rifugio.
Però tutte queste cose, proprio attraverso la conoscenza che hanno i vari progettisti che fanno parte della Commissione Rifugi del CAI, del Club Alpino, non possiamo ammettere che ci sia uno svarione nel preventivo, che si passa da un anno all'altro con un aumento di questo genere perché, allora, non avrei più quella fiducia che ho sempre avuto nei progettisti che fanno parte della Commissione suddetta, che in genere, sono tutti degli esimi professionisti anche specializzati.
Quindi, si capisce che ogni Associazione cerca di tirare il maggior profitto dalle casse della Regione: noi abbiamo una legge che dà il 70% e quindi, ad un certo momento, può essere anche comodo dire: "Noi cerchiamo di addossare tutta la spesa alla Regione aumentando quello che è il costo dell'opera per ottenere tramite pagamento con il 70%, il pagamento totale". Ora, questa cosa è una cosa che noi dobbiamo cercare, assolutamente, di evitare perché questo andazzo, purtroppo, non si verifica solo per il CAI, si verifica un po' in tutti i settori dove noi diamo dei contributi, dove noi abbiamo delle leggi che danno una percentuale e praticamente vi potrei dire con precisione di causa come funzionano molte volte queste cose qui e, forse, anche l'Assessore all'Agricoltura ne sa qualcosa.
Ma, mentre in certi settori su questo si può anche chiudere in parte un occhio, in certi altri settori non dovremmo chiuderli e quindi io raccomanderei proprio alla Giunta di vedere questa questione qui, perché bisogna, ad un certo momento, porre un freno per evitare che si formi una prassi, perché se si accede una volta, si accede la seconda e poi si forma una prassi che fa sì che, di norma e automaticamente, tutti si sentano e poi invochino il precedente e, invocando il precedente, la Giunta si trova in una condizione di maggiore difficoltà.
Quindi, io quello che posso dire, in questo momento, è di - mi dispiace che non ci sia il Presidente della Giunta - ma direi proprio che la Giunta dovrebbe esaminare questa questione prima di passarla, così tout court.
Milanesio (P.S.I.) - Circa il fatto che il Club Alpino Italiano abbia presentato, evidentemente, due documentazioni: quella preventiva con un certo ammontare e quella consuntiva con un altro, faccio presente che, in verità le documentazioni sono state tre perché, nel corso dei lavori, ne ha presentate altre due per fare presente questa situazione. È evidente che queste documentazioni non sono tali, secondo me, da giustificare l'errore iniziale, perché è chiaro che prevedere 25 milioni e spenderne poi 64 come in realtà sono stati spesi, mi pare che la differenza sia consistente.
Mi rendo conto anche dell'aumento che c'è stato nella fornitura di materiali, nella fornitura delle prestazioni e anche nelle stesse modifiche tecniche che sono state fatte a questo rifugio.
È chiaro che il difetto stava nel manico, cioè il difetto stava nel primo preventivo, dove hanno presentato un preventivo abbastanza basso per non spaventare sia il CAI sia la Regione, questa è la mia opinione. Infatti, io sono portato a credere, sia per la probità dei progettisti e delle persone che rappresentano questo Club Alpino Italiano, persone che sono al di sopra di ogni sospetto - non condivido l'opinione di Savioz in questo caso - sia per le persone che rappresentano il Club Alpino, sia per i progettisti che, disinteressatamente, hanno prestato la loro attività per quanto riguarda questo rifugio. Insomma, non sono portato a credere che ci siano delle cose poche oneste o poco pulite, ci sono, piuttosto, delle cose discutibili sotto il profilo, direi, della prassi seguita.
Ora, c'è un altro discorso da fare: è vero che si dice noi riconosciamo il 70%, diamo il 70% quindi tutti cercano di alzare i prezzi per poi cercare di stare dentro a questo 70% come spesa totale. Questo, purtroppo, succede in tutti i settori della Regione, dove ci sono contributi di questo tipo, in modo particolare - come ho sentito dire - succede così anche all'Assessorato all'Agricoltura e Foreste, per le strade interpoderali o qualcosa del genere, sono sempre cose che si sentono dire. Io, però, voglio fare un altro discorso sui rifugi alpini: non c'è più nessuno che è disposto a costruirli, questo è il problema. Mentre c'è ancora qualcuno disposto a costruire strade interpoderali, non c'è più nessuno che è disposto a costruire dei rifugi alpini. Il Consiglio prenda, quindi, atto di questa situazione; noi non è che largheggiamo nel concedere questi contributi - tra l'altro, ripeto, ad Associazioni di tipo CAI che sono molto serie e molto, direi, ineccepibili, sotto tanti punti di vista - ma sono pochissime le persone o gli organismi che si sentono in dovere di costruire dei rifugi alpini e di mantenerli anche in efficienza e in attività. Quindi la Regione deve cercare di venire incontro, considerevolmente, a queste iniziative, non deve tirarsi indietro. Noi abbiamo uno dei patrimoni di rifugi alpini tra i più interessanti di tutte le Alpi: questo patrimonio è un patrimonio sportivo ed è anche un patrimonio turistico, non dimentichiamolo.
Ora, dobbiamo, quindi, preoccuparci di questo aspetto; ora è chiaro che, di fronte ad una proposta di questo tipo, ci sono delle perplessità. Io, però, ho invitato, nella relazione, ho invitato i Consiglieri che abbiano voglia di approfondire questo argomento e non di soffermarsi semplicemente sull'allegato che viene trasmesso per il Consiglio, così come si diceva nella proposta di deliberazione, i Consiglieri possono prendere visione del progetto, delle successive varianti e delle note che sono state inviate all'Assessorato, possono prenderne visione presso l'Assessorato al Turismo; evidentemente sono documentazioni voluminose ma i progetti sono lì, lo si dice nell'allegato.
Ora, se l'Amministrazione presenta una proposta di questo tipo è perché, sotto il profilo della correttezza del rendiconto non vi sono obiezioni da sollevare, obiezioni che il Consiglio può fare a questo punto, ed è una preoccupazione che avevamo tutti noi, ce l'aveva anche la Giunta, caso mai l'obiezione è sull'entità del contributo; cioè il Consiglio dica: "Non diamo il 70%, ma diamo di meno", ecco questo è il discorso, perché il Consiglio può benissimo dare meno.
Ma io vorrei che, una volta tanto, si facesse un po' fede a quelli che sono anche gli elaborati dei funzionari dell'Amministrazione regionale che non hanno nessun interesse a fare passare una cosa per un'altra. C'è una documentazione allegata, in visione ai Consiglieri. Insomma, io inviterei i Consiglieri che hanno delle preoccupazioni di vedersi questa documentazione, poi - ripeto - il discorso potrà essere quello di dire: diamo meno del 70%.
È un discorso aperto questo, però io sono convinto, perché ho seguito anche da vicino la questione perché era un po' preoccupante quando mi venne presentata in questi termini, e, quindi, cercai di approfondirla. Non è la solita questione di ordinarissima amministrazione, ti chiedono prima 18 milioni su 25, poi ti chiedono il 70% di 64 milioni, è chiaro che la cosa te la vai a vedere un po' a fondo per verificare che cosa è successo. Sono successe, in poche parole, le cose che vi ho detto, cioè, caso mai, il preventivo iniziale era basso per non spaventare sia la Regione che i soci del CAI.
Condivido questa impostazione, però tu lo sai che, molte volte, se non si fa così certe cose non prendono avvio e non si muovono. Ad ogni modo un conto, Consigliere Savioz, è fare delle osservazioni e un conto è poi trovarsi e tutti coloro i quali praticano la montagna vengono sempre a reclamare costantemente e perennemente dicendo: "Per quelli che vanno in montagna non si fa abbastanza, il 70% non è sufficiente perché non c'è nessuna - o se mai in casi eccezionali - non c'è nessun reddito o c'è pochissimo reddito che deriva dal mantenere in efficienza queste attrezzature". Insomma, quindi chiedono maggiori contributi alla Regione.
Io dico solo: il Consiglio esamini, qui non è che la Giunta abbia una posizione preconcetta o precostituita, evidentemente la Giunta presenta all'attenzione del Consiglio questa proposta perché, tutto sommato, la ritiene - sotto il profilo della congruità, tenuto conto di quello che è stato fatto - accettabile. Si possono fare delle osservazioni su come il CAI ha impostato questa pratica e ce l'ha presentata, questo senz'altro, siamo stati i primi noi a farle queste osservazioni e siamo i primi a sostenere che si è trattato di una pratica, così, impostata un po' male fin dall'inizio e si è voluto fare molto di più di quello che era nelle intenzioni originarie.
Ora, spetta al Consiglio giudicare; io mi rimetto alla volontà e alla decisione del Consiglio, non ho nessuna posizione precostituita in ordine a questo, faccio solo presente, come Assessore competente, che questo settore non è un settore particolarmente fortunato o beneficiato dell'Amministrazione regionale, anche se esiste una legge in materia, anche se la Regione in questo settore ha speso dei soldi e li ha spesi in genere abbastanza bene.
Manganoni (P.C.I.) - Io non voglio qui ripetere quanto ha detto il Consigliere Savioz, però sia molto chiaro: noi, come principio, siamo favorevoli alla costruzione dei rifugi alpini, però non siamo favorevoli a questi, perché io capisco un aumento ragionevole nello spazio di alcuni anni; sappiamo la svalutazione continua della lira, l'aumento dei costi; ma qui non è un aumento ragionevole, qui è quasi moltiplicare per tre, perché da 25 milioni andiamo a 64 milioni. È questo che, non so, lascia perplesso il Consiglio, ma io stesso sono rimasto perplesso; sono questioni di principio, perché se noi cominciamo ad impostare i contributi e le sovvenzioni e anche l'esecuzione dei lavori da parte della Regione con questi principi è assolutamente inutile che facciamo dei bilanci, dove andiamo a finire?
Quindi, l'Assessore Milanesio ha detto: "Prendete visione delle note, ecc". La carta che serve per le note lascia scrivere sopra tutto quello che si vuole, vedete le note! Ma di note ne possono presentare di note! Bisognerebbe andare a vedere sul posto se le note corrispondono a quanto è stato sul posto. Io penso, quindi, che così, come principio, non si può andare avanti, perché se si cominciano ad ammettere questo cose ci avviamo su una strada pericolosissima.
Quaizier (D.C.) - Ho sentito i precedenti oratori e sono, di massima, d'accordo con loro; siccome io, però, sono di Courmayeur non possono votare contro questa posizione. Approvo quello che ha detto il Consigliere Savioz, pur apprezzando il Prof. Deffeyes, siccome questo rifugio è sito a Courmayeur proporrei, invece, che fosse chiamato "Adolfo Rey" che è la vecchia guida che tutti conosciamo, scomparso lo scorso anno.
Chabod (D.C.) - Io non entro in discussione sui prezzi, però vorrei soltanto dire all'Assessore che il CAI, purtroppo, gestisce i rifugi un po' come gli piace, è questo il guaio ed è una cosa molto grave; li chiude quando vuole, li apre quando vuole, li gestisce come vuole e nessuno dice niente.
L'Assessorato del Turismo non fa assolutamente niente; vorrei proprio che l'Assessorato del Turismo intervenisse e facesse dei sopralluoghi come fa negli alberghi e in tutti gli altri posti.
Bordon (D.C.) - Beh non è facile dopo che sono già intervenuti tanti altri Consiglieri aggiungere qualche cosa di nuovo. Io, però, non sono convinto e non sono soddisfatto di alcune cose che ha detto l'Assessore Milanesio che, con una certa tranquillità e faciloneria, secondo il mio modesto parere, viene fuori e dice: "Guardate qui è accaduta una cosa semplicissima: si è parlato di 25 milioni perché si temeva che dicendo la verità probabilmente la pratica non sarebbe andata avanti". Questa è stata l'affermazione fatta, ripetutamente, dall'Assessore Milanesio. Io sono pronto ad essere corretto, però penso che tutti abbiamo sentito questa affermazione.
Quindi, praticamente, noi ci saremmo trovati di fronte ad un bilancio di previsione di 25 milioni, il 70% non so il calcolo che si è fatto, abbiamo ritenuto di dare 18 milioni, benissimo, oggi, come oggi, si viene fuori e ci si dice: signori, hanno parlato di 25 milioni e siamo arrivati a 65, perché, se per caso, avessero già parlato di 65 milioni si temeva che il problema non sarebbe stato portato avanti. Ora, io protesto sull'impostazione che io non concordo, perché dicono bene i Consiglieri Savioz e Manganoni quando dicono: ma noi non siamo contrari ai rifugi, perché non bisogna girare l'impostazione in un altro modo che noi non intendiamo, perché mi si dice noi dobbiamo quasi ringraziare chi fa ancora dei rifugi. Siamo d'accordo, ma, secondo il mio modo di vedere, è una presa in giro quella che ci ha ammannito, così semplicemente, l'Assessore Milanesio quando ripete quella battuta dei 25 milioni contro i 65 del conto consuntivo. Ma io mi domando: bontà sua che il Club Alpino si sia fermato a 64 milioni e se gli fosse venuto lo sghiribizzo di fare qualche cosa di più grande e fosse arrivato a 84 milioni, noi, invece di dare altri 25 milioni in aggiunta ai 18 già dati, avremmo dato probabilmente in proporzione, su per giù questo è il ragionamento che mi si viene a fare qua dentro. Quindi, che cosa ne viene fuori? Ma l'amico Savioz, il Consigliere Savioz dice: "È una macchina da mungere" perché si è impressionato. La chiami pure vacca da mungere la Regione, perché ormai lo sappiamo, non rimaniamo ai mezzi termini, ma la protesta che io sollevo è questa, è su questo punto: io credo che quando hanno portato avanti questo lavoro e hanno visto la solenne cantonata che si erano presi da 25 milioni arrivare a 64, ma saranno pur venuti alla Regione, all'Assessorato del Turismo a dire: "Signori, guardate che non ci bastano, dobbiamo arrivare a 64, ce ne date di più o non ce li date più?". Perché se ci mettono di fronte al fatto compiuto, se noi abbiamo una legge che prevede un contributo del 70%, a me pare che questa sia una impostazione completamente sbagliata, perché la nostra legge dirà: diamo il 70% a condizione che la Regione sia d'accordo. Quindi, io avrei voluto che l'Assessore Milanesio mi dicesse che, ad un certo momento, quando si sono accorti che il bilancio dei 25 milioni era errato ed era opportuno arrivare a 64, fossero venuti qui prima a chiedere e non metterci di fronte al fatto compiuto. Per cui oggi l'Assessore Milancesio arriva qui e ci dice: signori, si sono sbagliati, volutamente o non volutamente, e siamo arrivati a 65 milioni per cui gliene dobbiamo dare altri 25.
Naturalmente, questi segni di diniego dell'Assessore Milanesio non ci impressionano granché, perché, con tutta probabilità, ci sentiremo dire un'altra volta, con la ben nota sua cortesia che molti Consiglieri non capiscono niente e noi siamo veramente lieti di essere qui per essere illuminati da lui. Questo, però, è il nostro punto di vista! Noi riteniamo che arrivare con un bilancio, con un conto consuntivo di 64 milioni, mentre c'era un preventivo di 25 sia una cosa esagerata. Noi chiediamo all'Assessore Milanesio se prima, o meglio, prima di arrivare ai 64 milioni, sono venuti a chiedere prima all'Assessorato di poter andare avanti o no? Perché noi non è che siamo obbligati di dargli i 25 milioni, questo è bene chiaro, perché, per disposizione di legge, noi lo sappiamo. Ma, io ripeto che sono tanti questi denari e ringrazio il Club Alpino che, generosamente, si sia fermato a 64 milioni, perché se invece di 64 fosse andato a 84, 94, noi avremmo dovuto darglieli.
Io contesto, quindi, il modo con cui è stata portata avanti questa pratica.
Fosson (U.V.) - Qualcun altro vuol prendere la parola? Altrimenti io farei un riassunto, riassumerei un po' la discussione prima di dare la parola all'Assessore Milanesio.
Mi sembra che il rilievo che è stato fatto sia una cosa unanime e vorrei ricordare che c'è un precedente, e forse il Consigliere Savioz se lo ricorda, già di alcuni anni fa, dopo che era stata varata la legge per un certo rifugio - che non sto a nominare dove e di chi - dove si era seguita un po' questa prassi, cioè forse per fare accettare la spesa dalla Regione il preventivo si era tenuto un po' basso e poi ad un certo momento è venuto in Consiglio l'allargamento di questo rifugio, l'attrezzatura e tutto - era una situazione ancora diversa da questa, in un certo qual modo - però già allora noi abbiamo fatto, ricordo l'ho fatto personalmente - ho fatto un rilievo che è quello che rifaccio oggi e che mi sembra riassuma un po' anche quella che è stata la discussione e le volontà espresse dai vari Consiglieri che hanno preso la parola. Io ho detto allora - e lo ripeto adesso perché è valido anche adesso - che dovremmo fare in modo che questi preventivi siano nella cifra più reale possibile, già al momento in cui si fa la domanda all'Amministrazione regionale. Ora, si sa che, passando gli anni, aumentano i costi, d'accordo, possono esserci degli imprevisti e questi imprevisti possono essere esaminati anche da parte dalla Giunta e, in un secondo tempo, da parte del Consiglio. Un principio pericoloso è quello di dare il 70% automaticamente su quello che è il supero della spesa, perché, quella volta, quando io avevo fatto quel rilievo all'allora Assessore Savioz che era in Giunta con noi, il supero di spesa era di alcuni milioni. Adesso questo supero non è solo di qualche milione ma è di oltre il 100% della cifra iniziale. Quindi, io non so se posso dare una indicazione che ha il valore che ha adesso per la Giunta, perché spetta alla Giunta di decidere, sentita la discussione che è stata fatta in Consiglio e sentita proprio la volontà del Consiglio - mi sembra di interpretare la volontà di tutti i Consiglieri che hanno preso la parola - che è quella di non creare questo automatismo nella percentuale dell'automatismo, di rivedere questo problema senza arrivare adesso ad una votazione. Penso infatti che tutti siano d'accordo di incrementare il patrimonio dei nostri rifugi, specialmente quando sono di alta montagna come quello, perché non è un rifugio-albergo ma è un rifugio che serve, veramente, solo agli alpinisti. O qualcuno va in elicottero fino a quel rifugio, ma, altrimenti uno che non è già un alpinista, a piedi non ci va in quel rifugio, perché non è tanto semplice da raggiungere. È un rifugio di alta montagna, sono quei rifugi che devono essere assistiti particolarmente dall'Amministrazione regionale. Bisognerebbe però evitare questo automatismo in maniera che se la Giunta ritiene opportuno di rivedere questo provvedimento lo potrà portare prestissimo una volta che abbia fatto in modo di non creare questo automatismo e io sono sicuro che il Consiglio approverà, perché questa è stata, praticamente, la volontà già espressa.
La parola all'Assessore Milanesio. Un momento, prima lasciamo la parola al Consigliere Savioz, così dopo lasciamo la replica definitiva all'Assessore.
Savioz (P.C.I.) - Solo un piccolissimo momentino, proprio per dire qualche cosa di preciso; io ringrazio il Consigliere Fosson per aver voluto ricordare la discussione che noi abbiamo avuto in quell'epoca per quel determinato rifugio che è rifugio e che non è rifugio, ecc.. Mi permetto però di ricordare che, quando è stato portato in Giunta, la richiesta dell'interessato per avere un nuovo contributo, è stata portata come discussione aperta e senza pressioni o proposte da parte dell'Assessorato, è stata portata come esame e non abbiamo accettato il principio. Cose di questo genere noi non le abbiamo mai approvate, assolutamente, perché abbiamo sempre chiesto i preventivi prima, abbiamo sempre fatto esaminare i preventivi prima e abbiamo sempre concesso in base ai preventivi, e non siamo ritornati su quelle delibere se non a ragion veduta per dei motivi particolari e ben chiari. Qui, invece, il problema è stato proprio quello di voler fare i furbi, come è già successo altre volte, io sono stato sette anni Assessore al Turismo e quella legge l'ho riveduta attentamente e se la percentuale è stata portata al 70% e su nostra iniziativa dell'allora Giunta e del sottoscritto in modo particolare, proprio perché siamo del parere di incrementare i rifugi alpini e capiamo anche con quante difficoltà ci sia della gente che aiuta a fare i rifugi alpini. Io mi ero permesso, ad un certo momento, di avanzare l'idea che fosse la Regione, addirittura, a costruirli i rifugi alpini; di vedere, nella cerchia delle nostre Alpi, quali erano i rifugi indispensabili e non a carattere speculativo - tipo il Rifugio Torino, tanto per fare un nome, - e di vedere di costruirli noi direttamente.
La cosa non ha avuto seguito perché avevamo degli altri problemi più importanti, più impellenti e più a portata di mano verso la nostra gente, in modo particolare verso i nostri contadini, quindi abbiamo soprasseduto alla questione.
Ma voglio ritornare un momento in argomento: noi, ripeto, non è che facciamo una accusa all'Assessore, intendiamoci bene, e non è che facciamo una accusa al Club Alpino, noi facciamo una accusa al sistema, è il sistema che non va, il sistema bisogna radicalmente avere il coraggio di modificarlo e, per quanto mi concerne, questa è una cosa che non era mai avvenuta fino adesso, almeno non ho notizia in merito.
Quindi, noi facciamo una questione di principio, se l'Assessore vuole rivedere il problema, riportarlo in Giunta, ristudiandolo e riportare in Consiglio delle proposte un po' diverse e allora va beh lo esamineremo, diversamente noi come Gruppo comunista votiamo contro, perché questa non è una cosa che può essere accettata.
Milanesio (P.S.I.) - Il dibattito che si svolge è molto interessante perché, evidentemente, serve anche da riferimento per azioni successive.
Io, però, vorrei ritornare un momento all'oggetto e non voglio assolutamente polemizzare con il Consigliere Bordon, cosa invece che pare oggi piaccia fare a lui, non voglio polemizzare. Non dirò, quindi, che ha fatto un discorso superficiale, cose di questo genere non le dirò certamente, voglio solo dirgli, però, che non ha letto neanche l'allegato, questo come succede quasi sempre, perché il Consigliere Bordon interviene sempre quando sono già intervenuti altri e interviene su quello che dicono gli altri e non sugli allegati che gli si presentano. Allora, se tu avessi letto gli allegati ti saresti accorto che l'Amministrazione regionale ha già concesso un contributo di 18 milioni su presentazione di un progetto e che l'Amministrazione regionale non ha promesso niente altro, mi pare no, e che sono stati presentati successivamente - sempre leggendo dall'allegato - sono stati presentati successivamente degli stati di avanzamento su cui la Regione non si è mai espressa; la Regione ha semplicemente liquidato i 18 milioni sui 25 che erano previsti inizialmente e fa oggi una nuova proposta al Consiglio.
Io ho aggiunto anche qualcosa di più: ho detto che le cifre presentate sono state ritenute congrue, ma ho anche detto che il Consiglio doveva, ad un certo punto, dare delle indicazioni se era necessario arrivare al 70% oppure se non era necessario arrivare al 70%. Non ho posto il discorso del 70% come un limite necessario, ho semplicemente detto che questo tipo di pratica era stata imposta in modo discutibile, mi pare di averlo ammesso fin dall'inizio questo, ho detto che erano stati chiesti 18 milioni su 25, il che era ragionevole; che questo Consiglio aveva deliberato la concessione di 18 milioni su 25, che, successivamente, per ragioni che io ritengo essere - e l'ho spiegato - sia di ordine economico sia di ordine tecnico, quindi modificazione del progetto presentato, si è arrivati ad una spesa sostenuta dal Club Alpino Italiano di 64 milioni e rotti di lire.
Ora, su questo abbiamo ricevuto una nuova domanda di contributo, che chiedeva una richiesta di ulteriore finanziamento poiché le spese erano state superiori a quelle che prevedevano. Ecco, qui allora bisogna entrare nel merito della proposta.
Ora, qui c'è il malloppo: perché io ho chiesto se qualche Consigliere l'aveva chiesto in visione? Mi risulta che nessun Consigliere l'ha chiesto in visione, così significa che quanto scritto nell'allegato presentato al Consiglio era abbastanza chiaro, almeno sotto il profilo delle cifre e di queste cose. Forse non era chiaro, era discutibile, comunque lo è sotto il profilo della concessione del 70%. Ecco, io non ho nessuna difficoltà di aderire alla richiesta di rivedere di riformulare una proposta al Consiglio, però, scusatemi Signori Consiglieri, una proposta che, evidentemente, tenga conto del fatto che si tratta di un rifugio costruito in una zona, come ricordava il Vice Presidente Fosson prima, così molto importante nel gruppo del Monte Bianco, una zona molto frequentata, un rifugio, per cui questi denari sono stati effettivamente spesi.
Ora, il Consiglio è sovrano di indicare delle percentuali inferiori al 70%; io su questo posso anche essere d'accordo, perché si tratta di un lavoro di una mole considerevole per cui non è stata chiesta la preventiva autorizzazione, la preventiva autorizzazione è arrivata sui lavori di 25 milioni e anche lì il carteggio che è qui agli atti conferma quanto vi dico. È una pratica che, come succede quando si cambiano diverse Amministrazioni, evidentemente io ho ereditato, una pratica, però, per la quale, ad esempio, devo dire che il predecessore era stato molto corretto perché, di fronte ad una richiesta di ulteriore contributo avanzata non appena la Regione aveva dato i 18 milioni si risponde dicendo: abbiamo preso atto di quanto comunicato con la vostra emarginata per quanto concerne la concessione di opportuni contributi non ci è possibile ovviamente esprimere un parere se non ad avvenuta presentazione delle relative documentazioni; anticipiamo comunque che in tema di riconoscimenti di spese superiori al preventivo questo Assessorato adotta normalmente criteri alquanto restrittivi, ecc..
Insomma, mi pare che la Regione, sotto questo profilo, si sia comportata bene fin dall'inizio, questo tanto per essere chiari. Quindi, se vi sono delle - diciamo così - iniziative un po' bislacche, io l'ho detto anche questo fin dall'inizio, è nel modo in cui è stato impostato. Ho detto che pensavo, non che sono sicuro, che avessero impostato la pratica in questo modo proprio perché se ci avessero presentato un preventivo di quella entità, probabilmente, - ma questa è una mia supposizione Consigliere Bordon e lo riconfermo - probabilmente la Regione avrebbe detto di no, con il cavolo che ti diamo 35 e più milioni se si sommano i contributi, oltre 40 milioni.
Ora, siamo, quindi, di fronte ad una scelta: il Consiglio ha fatto delle osservazioni su come questa pratica è stata impostata da parte del Club Alpino Italiano, osservazioni che io condivido in gran parte.
Ora, vogliamo proporre un rinvio per un riesame? Io, però, proporrei che questo rinvio venga effettuato, così, in tempi brevissimi e che questa pratica venga esaminata un momentino dalla Commissione Turismo per esprimere un parere e poi riportarlo in questo Consiglio, un po' alla svelta, altrimenti noi abbiamo dei denari che vanno a residuo e, diciamo così, ci sono delle situazioni che finiscono per esplodere. Ora, sulla entità della spesa effettuata io ve lo riconfermo non ci sono dubbi, la spesa effettuata è quella; questo non toglie, però, che noi possiamo dare di meno, lo ripeto. Questa, però, è una scelta che deve fare il Consiglio, proprio perché si tratta di una scelta che va al di là della consuetudine instaurata per questo tipo di pratiche, instaurata per dare contributi a questi rifugi.
Quindi, io non ho difficoltà ad accogliere la proposta di rinvio, proprio perché voglio che tutta la Commissione possa partecipare all'esame di questo problema e così i dubbi che ci sono in alcuni Consiglieri ed ex Assessori, come Savioz, che queste cose le conoscono bene, possano essere fugati.
Ripeto: non vorrei che si cercasse, come aveva cercato il Consigliere Bordon, scusami Bordon, di far credere che la Regione aveva promesso, no la Regione non ha promesso un bel niente, sono questi sodalizi che, evidentemente, vanno all'attacco come vanno all'attacco tutti i sodalizi per ottenere tutto quello che possono ottenere, questo è chiaro. Del resto, a quelle altezze, in quei luoghi io non credo che ci sia la possibilità di fare rendere economicamente un rifugio di questo tipo, è solo per gli appassionati di questo settore, questo rifugio - come ha ricordato il Vice Presidente Fosson prima - non è un rifugio turistico, non è il rifugio in cui tutti ci possono andare con quattro ore, cinque ore di marcia, ci sono dei passaggi molto difficili per cui quelli che non sono alpinisti o ci vanno con l'elicottero oppure non ci vanno per niente. Io che non sono molto alpinista per andare a inaugurare questo rifugio, per andare assieme al Geom. Armand a fare dei sopralluoghi, sono andato in elicottero, proprio perché ci sono dei passaggi molto difficili, per chi non ha una certa consuetudine con la montagna.
Fosson (U.V.) - Prima di dare la parola agli altri Consiglieri che l'hanno chiesta, io ritengo di richiamare l'attenzione del Consiglio, perché, se sono d'accordo sulla proposta che ha fatto attualmente l'Assessore Milanesio, è inutile prolungare in questo momento, la discussione su questo argomento. Mi sembra, infatti, che questa proposta acceda già a tutte le osservazioni che sono state fatte prima e quindi potremmo dire di accettare la proposta fatta dall'Assessore Milanesio di avere anche il conforto della Commissione. Vorrei solo dire all'Assessore che, probabilmente, anche da quello che è venuto fuori dalla discussione, non è che abbiamo messo in dubbio la non corrispondenza delle cifre che sono state presentate, che sono state riviste dall'Assessorato, ma mi sembra che è stato detto, molto chiaramente, di non creare questo automatismo. Quindi, è giustissimo che la Commissione ne tenga conto in maniera che non si possa domani invocare automaticamente questo precedente per altri casi del genere. Con questo, se sono d'accordo i Consiglieri che hanno chiesto la parola, io chiuderei l'argomento e il Consiglio accetterebbe la proposta fatta dall'Assessore.
Il Consigliere Bordon vuol parlare? Un momento, non per non dare la parola, ma se poi parla il Consigliere Bordon vuol poi parlare il Consigliere Savioz, vuol poi parlare il Consigliere Manganoni che hanno già preso la parola e noi prolunghiamo questa discussione che mi sembra, in questo momento, inutile perché l'Assessore Milanesio ha acceduto a tutte le richieste che sono state fatte. Ad ogni modo se il Consigliere Bordon insiste noi gli diamo ancora la parola.
Bordon (D.C.) - Chiedo scusa al Presidente Fosson perché, effettivamente, sta conducendo avanti questo dibattito con una certa souplesse e mi complimento con lui e mi auguro che abbia a fare carriera in materia. Io chiedo, però, questo un po' come fatto personale, perché non è che io voglia fare della polemica in quanto che le polemiche sono sterili e non servono a niente, piuttosto potrei farlo come fatto personale in quanto che io non è che mi preoccupi dei giudizi dell'Assessore Milanesio, se io ho letto gli allegati o se non li ho letti. Sappiamo che l'Assessore Milanesio ha l'abitudine di esprimere dei giudizi verso gli altri colleghi Consiglieri di questo tenore. Però, non ci preoccupano questi giudizi, noi rispondiamo di fronte ai nostri elettori e arriviamo qui, interveniamo nelle discussioni quando riteniamo di intervenire e, fino a prova contraria, non abbiamo ancora da chiedere il momento in cui dobbiamo intervenire all'Assessore Milanesio. Ma il mio intervento è stato fatto per un altro motivo, perché l'Assessore Milanesio ha anche l'abitudine di far dire delle cose che noi non abbiamo mai detto, perché noi non abbiamo mai detto che l'Assessorato del Turismo deve aver promesso qualche cosa, perché se questo fosse il nostro pensiero, certamente, lo avremmo detto in un altro tono; noi abbiamo semplicemente detto - noi perché siamo in diversi ad aver visto questo nello stesso modo - io ho adoperato le parole di "protestare contro il metodo", l'amico Savioz ha protestato contro il principio, ma io ripeto - e intendo solo dire questo - io protesto perché non è assolutamente lecito che, ad un certo momento, per un progetto di 25 milioni, per i quali noi abbiamo già dato 18 milioni, si debba vedere questo preventivo trasformato in consuntivo, arrivare a 65 milioni e che si debba, di punto in bianco, aggiungere altri milioni, per cui noi veniamo a spendere 43 milioni. Io, la prossima volta, se sarò di buon umore, cercherò di studiarmi l'allegato a memoria, per dimostrare che ho letto l'allegato mi presenterò davanti all'Assessore Milanesio e lo reciterò a memoria - non so se lo farò, non lo so ancora - ma probabilmente io non l'ho capito l'allegato, mi perdoni l'Assessore Milanesio perché forse non sono alla sua altezza come intelligenza, ma qui siamo in tanti a non essere alla sua altezza come intelligenza, ma l'allegato l'abbiamo letto.
Quindi, io ripeto, noi protestiamo contro il metodo, preghiamo la Giunta di voler riesaminare questo problema, perché, quando ricevevate gli stati di avanzamento, a me pare, sarebbe stato opportuno di dire: "Signori non andate oltre un certo limite, perché noi non è detto che vi dobbiamo dare il 70% in base alla legge. La percentuale del contributo può anche essere ridotta o possiamo anche darvi tutto o niente.", questo è il discorso che io ho fatto allora e non voglio essere frainteso. Quindi, anche se poi tu mi fraintendi, a verbale rimarrà scritto quello che ho detto.
Fosson (U.V.) - Allora i Consiglieri Savioz e Manganoni rinunciano? Consigliere Chabod.
Chabod (D.C.) - Io volevo solo chiedere se è stata accettata la proposta di Quaizier, del nome... (voce: ne riparleremo) ...
Fosson (U.V.) - Va bene, allora passiamo al punto 20, questo argomento resta sospeso.
