Oggetto del Consiglio n. 125 del 4 ottobre 1956 - Verbale

OGGETTO N. 125/56 - ATTUAZIONE DELLA ZONA FRANCA. (Mozione dei Consiglieri regionali Signori Barone Luigi, Nicco Anselmo e Nicco Giulio)

Il Presidente, PAREYSON, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione dei Consiglieri regionali Signori Barone Luigi, Nicco Anselmo e Nicco Giulio, concernente l'oggetto: "Attuazione della Zona Franca", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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All'Ill.mo Sig. Presidente

del Consiglio della Valle

AOSTA

Preghiamo la Signoria Vostra di voler portare sull'ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio la seguente mozione:

Lo scorso anno il Consiglio nominava una Commissione per la elaborazione di un progetto di legge concernente l'attuazione della Zona Franca.

Considerato che la Zona Franca è un diritto acquisito della Valle d'Aosta in base all'articolo 14 dello Statuto speciale che sancisce la nostra Autonomia;

tenuto conto dei rilevanti vantaggi che la popolazione della Valle trarrebbe dalla applicazione di questo nostro diritto,

IL CONSIGLIO REGIONALE

invita la detta Commissione a sottoporre sollecitamente al Consiglio il progetto di legge per la realizzazione della Zona Franca.

Aosta, lì 8 settembre 1956.

F.ti: Barone Luigi - Anselmo Nicco - Giulio Nicco.

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Il Consigliere NICCO Anselmo, ad illustrazione della mozione, riferisce quanto segue:

"Due anni or sono, alla vigilia delle elezioni regionali, un'alta personalità, venuta da Roma, prometteva ai Valdostani, sulla piazza di Aosta, che entro un anno sarebbe stata approvata la legge per l'attuazione della Zona Franca.

Due anni sono ormai passati e siamo ancora in attesa della Zona Franca.

Se si continua di questo passo passeranno altri due anni o più e noi aspetteremo ancora: la questione della Zona Franca servirà ancora un'altra volta alle stesse persone per ingannare il popolo valdostano in occasione della propaganda elettorale per le elezioni regionali che avverranno fra due anni, come ogni volta che si fanno le elezioni politiche serve la questione del traforo del Monte Bianco.

Considerato che la Zona Franca è un diritto acquisito dalla Valle d'Aosta in base all'art. 14 dello Statuto speciale che sancisce la nostra autonomia, Statuto che è stato approvato nel mese di febbraio 1948 (e siamo ora nel 1956);

considerato pure che la Zona Franca è uno dei pilastri base dell'autonomia valdostana ed è stata concessa per il miglioramento del tenore di vita della popolazione;

rivolgo viva preghiera ai Colleghi componenti la Commissione consiliare di studio per l'attuazione della Zona Franca di voler presentare sollecitamente al Consiglio il progetto di legge per la realizzazione della Zona Franca, in modo che anche questo problema, che è di enorme importanza per l'economia della Valle d'Aosta, sia una buona volta risolto".

Il Consigliere BARONE dichiara di associarsi pienamente a quanto detto dal Collega Nicco Anselmo, per il fatto che sono ormai otto anni che il popolo valdostano è in attesa dell'attuazione della Zona Franca.

Riconosce che si è fatto bene ad inviare alle varie organizzazioni economiche e sociali della Valle d'Aosta (Associazioni Commercianti, Artigiani, Ingegneri, Geometri, ecc.) il progetto di legge proposto dalla Commissione consiliare, per sentirne il loro parere.

Ritiene, però, che la Commissione abbia agito un po' a rilento, poiché le sono occorsi due anni per la elaborazione e presentazione del predetto disegno di legge; osserva che è logico domandarsi se basteranno altri due anni per far sì che la Zona Franca diventi una cosa concreta.

Fa presente che sarebbe un grandissimo merito per l'attuale Consiglio regionale se, prima della scadenza del suo mandato, potesse dire ai Valdostani che la Zona Franca sarà attuata.

Rivolge preghiera alla Commissione di espletare il suo mandato con maggior sollecitudine e, in proposito, osserva che alle categorie economiche non è stato fissato un termine entro il quale debbono far pervenire all'Amministrazione regionale i loro motivati pareri sul menzionato progetto di legge per l'attuazione della Zona Franca.

Sottolinea anche che non tutte le Associazioni penseranno nello stesso modo, perché vi sono in gioco interessi diversi e potrebbe darsi che alcune rispondano subito, mentre altre tardino ad inviare le loro risposte.

Fa presente che il Consiglio dovrà, a sua volta, esaminare attentamente il progetto di legge, il che richiederà una lunga e laboriosa discussione, per cui è assolutamente necessario, affinché il problema possa giungere in porto, che la Commissione consiliare acceleri i suoi lavori e presenti sollecitamente al Consiglio il progetto di legge.

Il Vice Presidente, PASQUALI, dichiara che, nella sua qualità di Presidente della Commissione consiliare, intende fornire brevi chiarimenti sul lavoro svolto dalla Commissione.

Premette che il primo compito svolto dalla Commissione è stato quello di esaminare ciò che poteva essere realizzato come Zona Franca e come poteva essere formulato il progetto di legge.

Osserva che tutti i Consiglieri sanno qual è il pensiero della Commissione, poiché hanno ricevuto il progetto di legge elaborato dalla Commissione stessa.

Rileva che, esaminato a fondo il problema, appare evidente che la Zona Franca interessa non soltanto un gruppo di abitanti, cioè un gruppo di interessi della Valle d'Aosta, ma interessa tutta la popolazione ed anche il turismo, quindi tutti i consumatori.

Fa presente che interessa anche gli intermediari tra produzione e consumo, cioè le categorie dei commercianti, albergatori, gli addetti al turismo, nonché le industrie.

Osserva che ciò che è a favore di determinati gruppi può essere a sfavore di altri gruppi, il che sta a dimostrare che il problema è molto complesso e che vi sono difficoltà per interessi vari molto contrastanti.

Comunica che, per questa ragione, la Commissione non si è sentita in grado di risolvere il problema da sola, anche perché a conoscenza della recente esperienza fatta nella città di Trieste, ove, dopo una prima Commissione, incaricata dello studio del problema della Zona Franca, fu nominata una seconda Commissione che, dopo aver raccolto i frutti dei lavori della precedente Commissione e dopo aver tenuto un centinaio di sedute (nel corso delle quali sono state interpellate, salvo errore, ben 120 persone, fra esperti, periti, rappresentanti di categorie), ha concluso i suoi lavori rigettando la proposta per l'attuazione della Zona Franca, cioè non è giunta ad una conclusione precisa che non fosse un generico orientamento sulla non convenienza della Zona Franca.

Informa che la Commissione consiliare di studio per l'attuazione della Zona Franca nel territorio della Valle d'Aosta, anziché svolgere una azione così lunga, così onerosa e così dettagliata, ha ritenuto preferibile di sentire i pareri delle singole categorie economiche locali e di cercare, quindi, di armonizzare le loro osservazioni, per poi presentare al Consiglio le conclusioni del suo lavoro.

Dichiara che appare evidente, da quanto è stato fatto, che la Commissione consiliare ha effettivamente l'intenzione di accelerare più che può i suoi lavori e di presentare al Consiglio un qualcosa di concreto, che tenga conto dell'opinione di tutte le Organizzazioni economiche e sociali della Valle di Aosta.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, riferisce quanto segue:

"Per quanto riguarda la posizione della Giunta regionale in questo che è, come tutti sanno, il problema più complesso richiamato all'attenzione dei Signori Consiglieri, ricorderò al Consiglio che, sin dal 4 agosto del corrente anno, la Giunta regionale, - che aveva preso in esame il progetto di Zona Franca predisposto dalla Commissione consiliare -, dopo un'approfondita discussione, aveva proposto:

- di rivolgere invito alla Commissione consiliare perché venisse dato mandato all'Assessore regionale all' Industria e Commercio di sottoporre il disegno di legge in questione all'esame ed al parere delle categorie economiche locali interessate, accompagnando il disegno di legge stesso con una relazione che ne illustrasse le norme;

- di prospettare alla menzionata Commissione consiliare la opportunità di riesaminare il disegno di legge in questione in base ai pareri, alle proposte ed agli elementi e dati pervenuti dalle varie categorie economiche locali, nonché di interpellare ancora, per averne motivati pareri scritti, alcuni esperti particolarmente competenti in materia, incaricati di esaminare e di riferire in merito al disegno di legge stesso.

La Commissione consiliare ha seguito l'invito della Giunta e mi pare che, così facendo, abbia dimostrato non soltanto un senso spiccato di responsabilità in questo problema, ma abbia agito nel modo più democratico che si possa immaginare inviando copia del disegno di legge alle organizzazioni economiche e sociali locali.

In effetti, per risolvere questo problema, era ed è assolutamente indispensabile sentire il parere di tutte le categorie sociali e di tutte le categorie economiche interessate, per avere un'idea esatta e completa del problema, affinché, in sede di Commissione consiliare prima e poi in sede di Consiglio regionale, si abbiano tutti gli elementi per risolvere nel modo migliore il problema.

Non si tratta, evidentemente, del problema di principio, che è già stato risolto dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, con cui è stato approvato lo Statuto speciale per la Valle d'Aosta, che all'articolo 14 ci dà la Zona Franca integrale.

Si tratta di risolvere il problema dell'attuazione della Zona Franca, cioè delle modalità di attuazione, tenendo conto della situazione geografica e politica, nonché della situazione economica e industriale, della situazione giuridica e della situazione generale della Valle d'Aosta.

Quindi, per quanto riguarda la Giunta regionale, dichiaro che essa non può che plaudire ai lavori fatti dalla Commissione ed alle osservazioni che la stessa ha trasmesso a tutti gli organismi sociali ed economici della Valle.

Noi speriamo che, al più presto, questi Organismi economici sociali facciano pervenire alla Commissione consiliare non già letterine nelle quali si dica che tutto va bene, ma dei motivati pareri, dei consigli, dei suggerimenti ed anche, eventualmente, delle critiche in ordine al progetto di legge, di modo che si abbiano tutti gli elementi necessari per poter addivenire alla risoluzione la più completa, la più efficiente ed efficace del problema".

Monsieur le Conseiller FERREIN remarque que la question est tellement importante que ce n'est pas étonnant que deux années se soient écoulées sans que le problème de la Zone Franche ait été résolu.

Il affirme que l'on a fait très bien de demander l'avis des catégories économiques locales, mais il retient que ce n'est pas suffisant et qu'il serait bien que le Conseil décide, à un certain moment, de soumettre la question à la population moyennant un referendum.

Il Vice Presidente, PASQUALI, ricorda di aver citato l'esempio di Trieste e rileva, in proposito, che è sintomatico il fatto che la prima Commissione incaricata dello studio del problema della Zona Franca, dopo due anni di lavoro, durante i quali ha sentito tutte le categorie economiche e sociali, abbia concluso in un senso, mentre successivamente la stessa Commissione, integrata con altri elementi, l'anno successivo, dopo aver sentito di nuovo le varie categorie e dopo avere tenuto ben 100 sedute, abbia concluso in modo assai diverso dalle precedenti conclusioni.

Ritiene che la divergenza di conclusioni alle quali sono pervenute le due Commissioni trovi la sua spiegazione nel fatto che molte persone, che prima avevano espresso a voce la loro opinione, hanno mutato successivamente il loro parere conversando con i membri della seconda Commissione.

Precisa che, ad ovviare a tale inconveniente, è necessario, in una questione di così vitale importanza per la Valle d'Aosta, che le opinioni date dalle varie categorie economiche non siano soltanto frutto di colloqui o di scambi verbali di vedute, ma siano veramente pareri studiati, meditati, riflettuti e dati per iscritto.

Il Consigliere BARONE dichiara di concordare con il Vice Presidente, Pasquali, e col Presidente della Giunta, Bondaz, sulla opportunità di interpellare e sentire il parere di tutte le categorie economiche e sociali interessate, anche perché, così facendo, si agisce in modo veramente democratico.

Osserva, però, che la definizione del problema ha carattere d'urgenza e ritiene, quindi, che si debba stabilire un termine alle Organizzazioni interpellate per la presentazione delle loro risposte in merito al progetto di legge per l'attuazione della Zona Franca, ad evitare che le risposte non abbiano a pervenire con eccessivo ritardo.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, rileva che la mozione, nella parte finale, dice:

"Il Consiglio regionale invita la detta Commissione a sottoporre sollecitamente al Consiglio il progetto di legge per la realizzazione della Zona Franca".

Fa presente che la mozione non tiene conto di quello che la Commissione ha già fatto e cioè che, oltre ad aver formulato il progetto di legge in questione, ha provveduto ad inviarne copia a tutte le categorie economiche della Valle d'Aosta, con invito a comunicare con sollecitudine il proprio motivato parere al riguardo e le eventuali proposte che ritengano di suggerire.

Osserva che bisogna, quindi, attendere che le predette categorie economiche facciano conoscere il loro parere.

Dichiara che, personalmente, è contrario a stabilire dei termini in questa questione, quando è dimostrato che è vivo desiderio, sia della Giunta sia della Commissione consiliare, di addivenire al più presto alla realizzazione della Zona Franca.

Ricorda che, - come ha già detto il Vice Presidente, Pasquali, - è necessario che le risposte delle Organizzazioni interpellate siano attentamente studiate, ponderate e motivate, perché lo scopo della Commissione consiliare è appunto quello di obbligare gli elementi responsabili della vita economica e sociale della Valle a studiare ed a meditare il problema, come l'hanno meditato e studiato la Commissione consiliare e la Giunta.

Il Consigliere CHABOD Renato dichiara che intende soltanto fare un piccolo rilievo in merito alla dichiarazione fatta dal Presidente della Giunta, Bondaz, circa la non opportunità di fissare un termine.

Ammette che non si possa stabilire un termine di 10-15 giorni, ma ritiene che occorra fissare un certo termine, ad evitare che la definizione del problema possa andare ancora per le lunghe.

Rileva che è ormai passato un mese dal giorno in cui è stato inviato il progetto di legge alle organizzazioni delle categorie economiche e sociali della Valle, con invito ad esprimere il loro parere in merito.

Raccomanda, quindi, al Presidente della Commissione, Pasquali, di invitare le predette organizzazioni a fare pervenire al più presto possibile, e comunque entro un breve tempo, il loro parere, affinché la Commissione possa, come è auspicato nella mozione, sottoporre sollecitamente all'esame del Consiglio il problema con le sue proposte definitive.

Il Presidente, PAREYSON, chiede ai Consiglieri presentatori della mozione se, in seguito ai chiarimenti loro forniti, intendano ugualmente insistere nella loro mozione, o se siano disposti a ritirare la mozione stessa.

Il Consigliere BARONE dichiara che i presentatori della mozione, preso atto dei chiarimenti e delle esaurienti assicurazioni date dal Presidente della Commissione consiliare, Pasquali, e dal Presidente della Giunta, Bondaz, ritirano la mozione.

Il Consiglio prende atto.

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