Oggetto del Consiglio n. 126 del 4 ottobre 1956 - Verbale

OGGETTO N. 126/56 - APPROVAZIONE DI MOZIONE E NOMINA DI UNA COMMISSIONE CONSILIARE PER LO STUDIO DEL PROBLEMA E DELLA SITUAZIONE DEI RIFUGI ALPINI E DI ALTRE OPERE ALPINE.

Il Presidente, PAREYSON, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione del Consigliere regionale Chabod Renato, concernente l'oggetto: "Proposta di nomina di Commissione consiliare per lo studio e la elaborazione di un disegno di legge regionale recante norme per la disciplina della concessione di contributi regionali per la costruzione e ricostruzione dei Rifugi ed altre opere alpine della Regione, nonché per la connessa attività del Corpo di Soccorso Alpino", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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Ivrea, lì 23-8-1956.

Chiar.mo Geom. E. Pareyson

Presidente del Consiglio regionale

AOSTA

Con legge regionale del corrente anno 1956, la Regione Trentino - Alto Adige ha provveduto a disciplinare la concessione di contributi regionali per la costruzione e ricostruzione di rifugi ed altre opere alpine e per l'attività del Corpo di Soccorso Alpino "al fine di promuovere ed incrementare il potenziamento e il miglioramento del patrimonio alpinistico nell'ambito della Regione".

Poiché la necessità di adeguati rifugi e soccorsi alpini è ancora più sentita nella nostra Valle di Aosta (attesa la maggior quota delle nostre cime) che non nella Regione Trentino - Alto Adige o in quelle Siciliana e Sarda (che pure ha previsto, nella sua legge regionale 21 aprile 1955, n. 7, la concessione di contributi anche per i rifugi quali opere di importanza turistica), La prego di voler portare all'ordine del giorno della prossima seduta di Consiglio la seguente mozione:

Il Consiglio regionale,

ritenuta la necessità di disciplinare la concessione di contributi regionali, da imputarsi nella parte ordinaria delle spese per l'Assessorato al Turismo, per la costruzione e ricostruzione dei rifugi ed altre opere alpine della Regione, nonché per la connessa attività del Corpo di Soccorso Alpino,

dà mandato

ad apposita nominanda Commissione consiliare di approntare il relativo disegno di legge.

Con anticipati ringraziamenti, prego gradire devoti ossequi e cordiali saluti.

F.to: Chabod Renato.

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Il Consigliere CHABOD Renato premette che non è il caso di ricordare ai Colleghi Consiglieri che la Valle d'Aosta è la Regione più alpina d'Italia e forse d'Europa, perché in Valle d'Aosta si trovano le vette più alte d'Europa.

Osserva che la quota media delle nostre montagne si aggira sui 3.000 metri, contro i 2.000 metri circa dell'Alto Adige, il che significa maggior costo di costruzione e di manutenzione dei rifugi e minor reddito degli stessi.

Informa che, mentre tutti i rifugi dell'Alto Adige sono accessibili, con mulattiere, anche a donne, bambini e vecchi, non altrettanto può dirsi dei rifugi alpini della Valle d'Aosta, perché bisogna essere alpinisti per accedervi.

Rileva che questo significa che in Valle d'Aosta i rifugi alpini sono finanziariamente tutti passivi, all'infuori del Rifugio Torino e dei pochi rifugi del Monte Rosa che sono molto frequentati.

Rileva che è, quindi necessario che anche la Valle d'Aosta, seguendo l'esempio delle altre Regioni autonome, compresa la Sicilia e la Sardegna, venga in aiuto con contributi regionali per la costruzione e la ricostruzione dei rifugi alpini.

Rammenta, in proposito, che la precedente Amministrazione, essenzialmente per merito del compianto Prof. Alberto Deffeyes, allora Assessore al Turismo, ha contribuito a risolvere il problema del Rifugio Torino, il che costituisce una benemerenza per il Consiglio regionale.

Ritiene, però, che la questione oggetto della mozione debba essere affrontata con una legge regionale, come ha fatto la Regione Trentino-Alto Adige, che, peraltro, non si è limitata a fare la legge, ma ha, altresì, approntato i mezzi finanziari necessari sia per la costruzione e la ricostruzione dei rifugi alpini, sia per l'attività del Corpo di Soccorso Alpino, di cui si parla nel secondo punto della mozione.

Osserva, a questo riguardo, che se il soccorso viene prestato a persone le cui famiglie dispongono di mezzi, è giuridicamente ineccepibile che sono queste persone o le loro famiglie che debbono pagare le spese delle operazioni di soccorso.

Rileva, però, che nella maggior parte dei casi in cui si rende necessario il soccorso alpino, gli interessati non si trovano nella possibilità di pagare le spese e così le guide, che volontariamente hanno posto a repentaglio la loro vita per correre in soccorso dei pericolanti, rimangono senza alcun compenso.

Informa che si è, così, riscontrata la necessità della istituzione di un Corpo di Soccorso Alpino, che è una organizzazione fornita degli attrezzi e degli strumenti tecnici indispensabili, la quale ha organizzato ed assicurato anche il funzionamento pronto ed economico delle squadre di soccorso.

Fa presente che il Corpo di Soccorso Alpino è egregiamente diretto da un medico che se ne è fatto l'animatore.

Riferisce che in Valle d'Aosta, ad eccezione di due sole località che sono tecnicamente e convenientemente attrezzate, cioè Courmayeur e Valtournanche, le altre zone alpine non sono attrezzate.

Ecco, quindi, - egli dice -, la necessità di organizzare questo Corpo di Soccorso Alpino in Valle d'Aosta e di farlo funzionare: anche di questo si è occupata l'Amministrazione regionale.

Precisa che l'elaborazione di una legge regionale per la costruzione e la ricostruzione di rifugi e di altre opere alpine e per l'attività del Corpo di Soccorso Alpino non presenta eccessive difficoltà, perché esiste già, come già detto nella mozione, una legge regionale del Trentino-Alto Adige che ha provveduto a disciplinare tale materia in sede regionale.

Ritiene che tale legge possa essere presa come base dalla nominanda Commissione consiliare, che dovrebbe però adattarla alle nostre esigenze e sottoporre, quindi, un suo disegno di legge all'approvazione del Consiglio.

Monsieur le Conseiller FERREIN déclare qu'à son avis la proposition de Monsieur le Conseiller Chabod René devrait être divisée en deux parties: la première, celle concernant la question des refuges, et la seconde, celle concernant le "Corpo di Soccorso Alpino", qui devrait être traitée à part.

En ce qui concerne les refuges, il remarque de ne voir pas la nécessité que l'on fasse une loi.

Quant à la deuxième question ("Corpo di Soccorso Alpino"), il retient que, s'agissant d'une organisation qui est déjà constituée et qui fonctionne, le Conseil pourrait très bien allouer chaque année une somme en faveur du "Corpo di Soccorso Alpino", sans que, pour cela, l'on doive faire expressément une loi.

A propos des refuges, il informe que, dans le territoire du "Alto Adige", les refuges ont été construits et organisés par le Club Alpin Allemand avec le concours des autorités militaires.

Il regrette que le C.A.I. ne dispose pas de moyens parce que, autrement, la même initiative pourrait être suivie par le Club Alpin Italien.

Il Consigliere BARMASSE osserva che la attività delle guide alpine è di interesse generale e che compete, quindi, al Governo di adottare provvedimenti di ordine generale in favore delle guide (assicurazione contro infortuni e pensioni), come pure in favore del Corpo di Soccorso Alpino.

Fa presente che il Consiglio regionale potrebbe farsi promotore di tali provvedimenti di carattere statale predisponendo disegni di legge da trasmettere ai competenti organi centrali per l'approvazione da parte delle due Camere.

L'Assessore BORDON premette di concordare con il Consigliere Chabod Renato sulla necessità della sistemazione del rifugi alpini esistenti in Valle d'Aosta, affinché detti rifugi siano effettivamente funzionanti.

Precisa poi che, come giustamente osservato dal Consigliere Ferrein, la mozione comprende due problemi distinti e, precisamente, il problema dei rifugi alpini e quello del soccorso alpino.

Rileva che i rifugi della Valle d'Aosta sono gestiti dal CAI e che, mentre alcuni di essi sono finanziariamente attivi, tutti gli altri sono passivi.

Auspica che il C.A.I. si interessi non soltanto dei rifugi la cui gestione è attiva, ma anche di quelli la cui gestione è passiva.

Informa che il problema dei rifugi alpini è già da tempo all'esame dell'Assessorato al Turismo, che si sta, ad esempio, attualmente interessando del rifugio Margherita, situato sul Ruitor, nonché del Rifugio Elena, in Val Ferret.

Osserva che anche la Giunta concorda sulla opportunità che la Regione venga in aiuto con contributi per la sistemazione dei rifugi alpini, ogni qualvolta ne venga segnalata la necessità.

Comunica di essere personalmente contrario alla nomina di una Commissione consiliare per lo studio del problema dei rifugi nel suo complesso, come proposto nella mozione, perché ritiene che l'intervento finanziario regionale possa essere più tempestivo esaminando e provvedendo caso per caso, ogni qualvolta vengano segnalate, dalla "Union des Guides" oppure dal C.A.I., le necessità di determinati rifugi.

Cita il caso del Rifugio Torino, che è stato costruito ex novo grazie alla rilevante garanzia fideiussoria concessa a suo tempo dall'Amministrazione regionale.

Rileva che nella mozione, oltre che di rifugi, si parla anche di "altre opere alpine", termine che è assai vago.

Chiede al Consigliere Chabod Renato a quali opere intenda riferirsi con tale dizione.

Passando, quindi, al secondo punto della mozione, riguardante il soccorso alpino, osserva che anche in Valle d'Aosta è stato già costituito e funziona il Corpo di Soccorso Alpino.

Informa che l'Amministrazione regionale è già venuta in aiuto a tale organismo sin dal 1955, mediante la concessione di un contributo di lire 250.000 per l'acquisto del materiale occorrente per l'arredamento di varie stazioni di soccorso alpino istituite in Valle d'Aosta.

Fa presente che, sempre nel 1955, il Corpo di Soccorso Alpino della Valle d'Aosta ha beneficiato di un generoso premio elargito da una Ditta commerciale consistente nella fornitura gratuita di attrezzature del valore di lire 350.000.

Riferisce che un ulteriore contributo, dell'importo di lire 200.000, è stato concesso nel corrente anno al predetto Corpo dì Soccorso Alpino con provvedimento della Giunta regionale.

Fa presente che quanto esposto dimostra che l'Amministrazione regionale è sempre venuta incontro alle necessità del Corpo di Soccorso Alpino, le cui finalità sono lodevoli, e assicura che così sarà anche per l'avvenire.

Rispondendo, quindi, in merito alle proposte del Consigliere Barmasse, riferisce che, per quanto riguarda l'accenno fatto alla pensione da concedersi alle guide alpine, l'Assessorato al Turismo invierà a giorni una proposta agli Organi competenti.

Precisa che, in attesa di una soluzione del problema in campo nazionale, l'Amministrazione esaminerà la possibilità di risolvere il problema in campo regionale.

Fa presente che, a tale scopo, è stato inserito al n. 25 dell'ordine del giorno della corrente sessione ordinaria il seguente oggetto: "Provvedimenti per l'assistenza previdenziale a favore delle Guide alpine della Valle d'Aosta".

Il Consigliere CHABOD Renato osserva che il suo primo intervento è stato breve, sia perché pensava di non far perdere tempo ai Colleghi e sia perché, dato che la questione dei rifugi e del Corpo di Soccorso Alpino viene discussa dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta, riteneva di sfondare una porta aperta.

Comunica di trovarsi, però, costretto ora a riprendere la parola sull'argomento in seguito alle dichiarazioni fatte dal Consigliere Ferrein e alle risposte avute dall'Assessore Bordon.

Rileva che, secondo il Consigliere Ferrein, i rifugi del Trentino-Alto Adige sarebbero stati organizzati e costruiti tutti dal Club Alpino Tedesco, con l'aiuto dell'Autorità Militare.

Osserva che tale affermazione può essere esatta se riferita al periodo anteriore al 4-11-1918, ma non dopo tale data, perché dal 4-11-1918 l'Alto Adige appartiene all'Italia.

Precisa che, in effetti, più della metà dei rifugi attualmente esistenti nell'Alto Adige sono stati costruiti dal Club Alpino Italiano e non dal Club Alpino Tedesco.

Circa la richiesta dell'Assessore Bordon, intesa a sapere cosa si intenda per "altre opere alpine", precisa che tale dizione comprende le attrezzature dei rifugi, i sentieri di alta montagna, le segnalazioni per escursioni et similia.

Comunica che non ha ritenuto necessario di dilungarsi nell'illustrare l'argomento in discussione, perché la mozione ha fatto esplicito riferimento alla legge regionale, del corrente anno 1956, della Regione Trentino-Alto Adige che, ritiene, l'Assessore al Turismo avrà voluto consultare.

Informa che l'art. 1 di tale legge, che consta complessivamente di 10 articoli, dice:

"ART. 1 - Al fine di promuovere ed incrementare il potenziamento e il miglioramento del patrimonio alpinistico nell'ambito della Regione, la Giunta regionale è autorizzata a stanziare annualmente, in apposito capitolo, da ripartirsi in articoli, della parte ordinaria dello stato dí previsione della spesa - rubrica turismo - un fondo destinato alla concessione di contributi per:

a) la costruzione di rifugi alpini limitatamente alla parte muraria, compresi gli impianti fissi;

b) la ricostruzione, l'ampliamento e l'arredamento dei rifugi alpini esistenti;

c) la costruzione, la manutenzione, il miglioramento e la segnalazione dei sentieri alpini;

d) il potenziamento delle attrezzature dei corpi di soccorso alpino nonché l'esercizio delle loro attività;

e) azioni pubblicitarie intese a valorizzare il patrimonio alpinistico regionale e l'attività dei corpi di soccorso alpino".

Esprime l'avviso che anche la Regione autonoma della Valle d 'Aosta, seguendo l'esempio della Regione Trentino-Alto Adige, dovrebbe elaborare ed approvare und legge per disciplinare la materia della concessione dei contributi regionali per la costruzione e la ricostruzione dei rifugi e di altre opere alpine in Valle d'Aosta, nonché per l'attività del Corpo di Soccorso Alpino.

Fa presente che il Consiglio, in accoglimento della proposta fatta nella mozione, potrebbe demandare ad apposita nominanda Commissione consiliare l'incarico di approntare il relativo disegno di legge, da sottoporre all'approvazione del Consiglio.

Precisa che la Commissione consiliare potrebbe prendere come base di studio la citata legge regionale della Regione Trentino-Alto Adige, adattandola alle esigenze particolari della Valle d'Aosta.

Rileva che l'Assessore Bordon non ritiene sia necessario fare una tal legge perché la Giunta regionale ha già concesso, per il passato, e concederà, anche in avvenire, contributi regionali per il soccorso alpino e perché, per quanto riguarda i rifugi, anziché studiare il problema nel suo insieme, è meglio esaminare e risolvere, caso per caso, i problemi dei singoli rifugi.

Fa presente che una tale dichiarazione indurrebbe a trarre illazioni che potrebbero far pensare che si ritenga inutile di fare anche altre leggi, essendo preferibile rimettersi alle illuminate decisioni della Giunta.

Conclude, insistendo sulla necessità che il Consiglio approvi norme legislative regionali che stabiliscano in modo chiaro le modalità per la concessione di contributi regionali per la costruzione e la ricostruzione di rifugi e di altre opere alpine, nonché per la connessa attività del Corpo di Soccorso Alpino.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, dichiara quanto segue:

"Mi rincresce di non essere d'accordo con il Consigliere Chabod Renato per quanto attiene particolarmente il punto di vista giuridico, perché egli, dalle affermazioni dell'Assessore al Turismo, ha tratto delle conclusioni assolutamente contrarie alla realtà dei fatti ed alla situazione giuridica.

Egli ha ricordato, come lo aveva già fatto nella sua mozione, due leggi regionali: quella del Trentino-Alto Adige e quella della Sardegna.

Siccome egli ha letto uno stralcio della legge del Trentino-Alto Adige, io mi appoggerò a quella della Sardegna, che è perfettamente uguale alla legge del Trentino-Alto-Adige, per dirgli che entrambe queste due leggi non sono altro che leggi-delega, poiché con le stesse si delega alla Giunta di stabilire dei contributi per favorire determinate attività, contributi che vengono erogati con decreto del Presidente della Giunta, su conforme deliberazione della Giunta medesima.

Il Consigliere Chabod Renato ha dimenticato che esiste una sostanziale differenza fra il Trentino-Alto. Adige, la Sardegna e la Valle d'Aosta, sino a questo momento, in quanto i bilanci preventivi del Trentino-Alto Adige e della Sardegna vengono approvati con legge regionale, mentre invece noi, finora, abbiamo approvato i bilanci preventivi della Regione con atti di natura amministrativa (deliberazioni).

Ne consegue che, essendo il bilancio delle predette due Regioni approvato con legge, qualsiasi variazione aggiuntiva o modificativa del bilancio deve essere approvata con legge. Ecco perché bisogna fare queste leggi-delega per stabilire e mettere in bilancio determinate cifre.

Lo scopo del nostro Assessorato al Turismo è, invece, totalmente diverso.

Noi sosteniamo che sia meglio, volta per volta, esaminare i singoli casi e sottoporre, se occorre, la questione in Consiglio, che deciderà con atto deliberativo, anche perché sino ad ora il bilancio l'abbiamo approvato con atto amministrativo e non con legge.

Per accertare la verità di quanto sto dicendo, basta leggere la legge regionale del Trentino-Alto Adige (legge regionale 14-8-1956, n. 9), citata dal Consigliere Chabod Renato, e quella della Sardegna (legge regionale 21-4-1955, n. 7), ove si dice:

"ART. 1 - Allo scopo di incrementare lo sviluppo del turismo nel territorio della Regione, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad elargire contributi e sussidi per: a) turismo scolastico,...; b) turismo sociale,...; c) manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico,....

...Omissis...

ART. 4 - Le domande per ottenere i contributi o sussidi di cui all'art. 1..., devono essere presentate all'Assessorato regionale al Turismo.

I contributi o sussidi vengono concessi, su proposta dell'Assessore regionale al Turismo, con decreto del Presidente, della Giunta, su conforme deliberazione della Giunta medesima".

Nel passato il Consiglio regionale ha concesso una garanzia fideiussoria bancaria per la costruzione del grande rifugio albergo Torino, mediante deposito di titoli dello Stato per l'importo di L. 75 milioni.

Dirò, per inciso, che sebbene il Rifugio Torino sia stato costruito da tempo e sebbene il CAI sia stato invitato a restituire questi titoli, nulla ancora si è potuto ottenere.

Questo dimostra che la Regione è già venuta in aiuto per i rifugi e che si può provvedere caso per caso, senza necessità di fare leggi.

Quanto ho detto prova che le intenzioni della Giunta non sono quelle espresse dall'Avv. Chabod, ma sono, anzi, esattamente opposte: di portare, cioè, di volta in volta in Consiglio le proposte che riguardano le necessità del Corpo di Soccorso Alpino, dei rifugi alpini e di altre opere alpine.

Veda il Consiglio se ritiene più opportuno di nominare una Commissione consiliare che, però, non potrà predisporre altro che uno schema di legge - delega, perché non potrà prevedere quello che vi sarà da fare nel futuro, oppure se ritiene che la Giunta debba promuovere, volta per volta, proposte di carattere amministrativo da sottoporre al Consiglio".

Il Vice Presidente, PASQUALI, comunica che, allorquando lesse la prima volta la mozione, ritenne che il Consigliere Chabod Renato volesse fare qualcosa di più e di più completo delle leggi menzionate del Trentino - Alto Adige e della Sardegna e, cioè fare una legge che non fosse una semplice legge-delega, ma una legge che stabilisse norme chiare e precise per la concessione dei contributi o sussidi regionali per le finalità specificate nella mozione stessa.

Riferisce che, sin d'allora, pensò che fosse impossibile codificare qualcosa di simile in questa materia perché troppi e vari sono i casi che si presentano, per cui conviene che il Consiglio lì esamini e discuta volta per volta.

Osserva che, ad esempio, mentre per un rifugio presumibilmente redditizio si potrebbe dire alla Sezione del C.A.I. interessata che provveda, con spese a suo carico, ad eseguire le opere necessarie a detto rifugio, per un rifugio, invece, avente gestione passiva e situato in zona da valorizzarsi turisticamente, si potrebbe concedere un sussidio o contributo anche di importo elevato.

Fa presente che per opere di altro tipo, come le corde del Cervino, la Regione potrebbe anche, per motivi di sicurezza, farle sostituire completamente a sue spese, mentre, per contro, se si trattasse della sistemazione di un sentiero che porta da un rifugio ad un altro, si potrebbe anche dire al gestore del rifugio di sistemare il sentiero a spese sue.

Dichiara di essere, quindi, contrario ad una legge che entri nei dettagli perché, come già detto, ritiene impossibile prevedere tutti i vari casi che possono presentarsi.

Dichiara di essere pure contrario a fare per la Valle d'Aosta una legge regionale limitativa sul tipo di quelle delle Regioni del Trentino-Alto Adige e della Sardegna, perché non vi è alcuna ragione di dare delega totale alla Giunta per l'adozione di determinati provvedimenti amministrativi che nel passato sono stati adottati dal Consiglio e che si ritiene possano essere adottati anche per l'avvenire dal Consiglio valutando in un'ampia discussione, volta per volta, i singoli casi.

Il Consigliere CHABOD Renato comunica di aver preso atto della precisazione fatta dal Presidente della Giunta, Bondaz, che le menzionate due leggi regionali, approvate rispettivamente dalla Regione Trentino-Alto Adige e dalla Sardegna, hanno una ragione di ordine tecnico, per il fatto che, essendo i bilanci delle predette due Regioni approvati con legge, le modifiche al bilancio non possono essere apportate che con una legge.

Osserva, però, di non avere chiesto di copiare testualmente la legge regionale del Trentino-Alto Adige, ma di avere semplicemente richiamato, a titolo esemplificativo, tale legge che reca anche norme sostanziali, poiché l'articolo 1 elenca le opere che possono essere sussidiate, l'articolo 2 precisa i beneficiari dei contributi di cui allo articolo 1, l'articolo 3 precisa quali sono le modalità da seguire per la concessione dei contributi, l'articolo 4 concerne l'ammontare del contributo da concedersi e che non può superare il 70% della spesa accertata, ecc.

Circa i beneficiari dei contributi, rammenta che in Valle d'Aosta si fa sempre più grave la questione dei cosiddetti rifugi-alberghi ed esprime parere che tale questione possa essere chiarita precisando, in un apposito articolo, che si considerano rifugi soltanto quelli che sono costruiti in zone non accessibili con automezzi e con altri mezzi di trasporto.

In merito ai rilievi fatti dal Vice Presidente, Pasquali, in ordine alla mozione, dichiara di non avere presentato, e non era tenuto a farlo, un disegno di legge regionale, ma di essersi semplicemente richiamato nella mozione alla citata legge del Trentino-Alto Adige, pensando che detta legge avrebbe potuto essere presa come base, dalla nominanda Commissione consiliare, per elaborare un disegno di legge che tenga conto delle diverse condizioni della Valle d'Aosta in confronto a quelle del Trentino-Alto Adige.

Chiarisce che si tratta, quindi, di elaborare non già una legge-delega, che verrebbe a sottrarre al Consiglio parte delle sue competenze, ma una legge regionale che disciplini, come è detto nella mozione, la concessione di contributi regionali per la costruzione e la ricostruzione dei rifugi e di altre opere alpine, nonché per la connessa attività del Corpo di Soccorso Alpino.

Osserva che, provvedendo a disciplinare con legge regionale la concessione dei contributi di cui si tratta, oltre che dare maggior pubblicità alle provvidenze disposte dal Consiglio regionale a favore del patrimonio alpinistico locale, si eliminerebbe la possibilità di eventuali disparità di criteri e favoritismi, poiché si saprà che per la costruzione, la ricostruzione, l'ampliamento e l'arredamento dei rifugi alpini spettano contributi stabiliti in determinate misure.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, dichiara che nell'Amministrazione regionale, sia nell'attuale che in quella degli anni precedenti, non sono stati fatti favoritismi, perché i contributi ed i sussidi sono sempre stati stabiliti ed elargiti secondo precise norme approvate con atti amministrativi, cioè con deliberazioni.

Cita, ad esempio, i contributi per la costruzione e la ricostruzione di fabbricati rurali, contributi che vengono erogati in base alle norme a suo tempo approvate con deliberazioni del Consiglio regionale.

Rileva che il Consigliere Chabod Renato intende, nel caso in esame, che le norme recanti provvidenze a favore del patrimonio alpinistico locale siano stabilite con una legge, che non può essere che una legge-delega, per i motivi prima esposti, anziché con atti amministrativi.

Osserva che il Consiglio può benissimo, se lo ritiene opportuno, nominare una Commissione consiliare, alla quale si dovrebbe dare l'incarico di esaminare tutto il problema, cioè non soltanto la costruzione e la ricostruzione dei rifugi e di altre opere alpine, perché, a suo avviso, non bisogna stabilire a priori che il Consiglio deve approvare soltanto norme che disciplinano la concessione dei contributi in questione.

Ritiene che al Consiglio debba essere lasciata ampia libertà di stabilire quando la Amministrazione regionale debba concorrere e quando non debba intervenire per la realizzazione e sistemazione di tali opere, e questo perché vi sono delle situazioni complesse in ordine a opportunità, in ordine a necessità ed in ordine all'obbligo, o meno, di contribuire.

Il Consigliere MANGANONI premette che non intende entrare in discussioni di carattere giuridico-legislativo in quanto non ha, in tale materia, la specifica competenza giuridica-legislativa del Consigliere Chabod Renato e del Presidente della Giunta, Bondaz.

Ritiene, però, che la tesi sostenuta dal Consigliere Chabod Renato, di stabilire delle norme precise per la concessione di contributi regionali, per la costruzione e la ricostruzione di rifugi e di altre opere alpine, nonché per l'attività del Corpo di Soccorso Alpino, sia motivata e fondata.

È vero, - egli dice -, quanto afferma il Presidente della Giunta che, in molti casi, il Consiglio ha approvato norme precise per la concessione di contributi regionali, - come ad esempio per la costruzione e la ricostruzione di fabbricati rurali -, con semplici deliberazioni anziché con leggi.

Fa presente che, mentre in Sicilia si fanno centinaia e centinaia di leggi regionali, e così pure, ritiene, in Sardegna e nel Trentino-Alto Adige, in Valle d'Aosta si ha un certo qual timore di fare delle leggi regionali.

Osserva che tale timore non dovrebbe sussistere, perché gli articoli 2 e 3 dello Statuto regionale danno la possibilità alla Valle d'Aosta di legiferare in un vasto campo e precisamente in tutte le materie elencate nei predetti articoli.

Constata che, da quando lo Statuto regionale è entrato in vigore, la Regione autonoma della Valle d'Aosta avrà emanato circa due dozzine di leggi e non di più, il che è assai poco in confronto alle numerose leggi emanate dalle altre Regioni autonome.

Dichiara che la Regione della Valle di Aosta dovrebbe, sull'esempio delle altre Regioni autonome emanare un maggior numero di leggi, attenendosi naturalmente alla procedura che deve essere seguita nella elaborazione di disegni di legge (preliminare studio del problema da parte di apposite Commissioni consiliari).

Comunica di condividere quindi la tesi del Consigliere Chabod Renato, il quale sostiene la necessità dell'approvazione di norme legislative regionali nella materia in discussione, affinché chiunque possa avervi interesse sappia quali sono le modalità alle quali deve attenersi per l'ottenimento di un contributo regionale per la questione dei rifugi alpini.

Il Consigliere CHABOD Renato dichiara che, come vecchio alpinista, si è forse un pò accalorato nella discussione del problema dei rifugi alpini e ne chiede venia.

Osserva che ciò che gli interessa è la sostanza della mozione e non già la forma, per cui dichiara di accettare la soluzione di compromesso prospettata dal Presidente della Giunta, il quale ha detto che è meglio, nella materia in esame, approvare delle norme e dei provvedimenti concreti con semplici atti amministrativi (deliberazioni) anziché con una legge.

Dichiara, quindi, di modificare come segue l'ultima parte della mozione:

"dà mandato ad apposita nominanda Commissione consiliare di sottoporre sollecitamente al Consiglio le relative opportune proposte (anziché... di approntare il relativo disegno. di legge)".

Osserva che sarà la Commissione che esaminerà se sia eventualmente il caso di fare una legge o se non sia piuttosto il caso di predisporre delle norme da approvarsi con un atto amministrativo (deliberazione).

Ritiene sia necessario di stabilire dei criteri precisi e chiari per quanto riguarda la erogazione dei contributi di cui si tratta e le modalità da seguire per la concessione dei contributi.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, in risposta ai rilievi formulati dal Consigliere Manganoni, concorda che il Consiglio regionale della Vane d'Aosta dovrebbe fare un maggior numero di leggi e, in proposito, rileva che nell'ordine del giorno della adunanza odierna sono iscritti ben tre disegni di legge regionali.

Fa presente, però, che quello che conta è che si facciano delle leggi sostanziali e non già delle semplici leggi-delega che sono una esautorazione del Consiglio proprio a favore della Giunta, organo esecutivo regionale.

Osserva che in forza delle due citate e di altre leggi-delega emanate dalla Sicilia, dalla Sardegna e dal Trentino-Alto Adige, il Presidente della Giunta regionale è autorizzato ad erogare, con suo decreto, determinati contributi regionali, sentita la Giunta.

Rileva che nella nostra Amministrazione regionale, invece, tutte le spese straordinarie di una certa entità, - ad eccezione di quelle che non superano l'importo di lire un milione e mezzo e per le quali è competente la Giunta a decidere -, vengono sottoposte all'esame del Consiglio per l'approvazione.

Ricorda che, per quanto riguarda i bilanci della Regione, la Giunta regionale ha sempre sostenuto il principio che la Regione Valle d'Aosta può approvare i suoi bilanci con atti amministrativi, anziché con leggi.

La Giunta, egli dice, ha sostenuto e sostiene tale principio non già per una ragione di carattere puramente formale, ma anche per una ragione di carattere sostanziale, perché quando un bilancio è approvato con legge, gli eventuali storni di fondi e le modifiche da apportarsi al bilancio devono essere approvati pure con leggi, il che richiede una procedura particolare e, quindi, una maggior perdita di tempo; mentre, invece, se il bilancio è approvato con un atto amministrativo, la procedura e la gestione del bilancio risultano sveltite e questo è appunto uno degli scopi del decentramento amministrativo.

L'Assessore BORDON dichiara che il suo punto di vista collima con quello del Presidente della Giunta, Bondaz, in quanto è di avviso che la preoccupazione di ogni Consigliere dovrebbe essere quella non già di fare molte leggi, ma di fare delle leggi sostanziali.

Dà, quindi, lettura al Consiglio della seguente nuova mozione, sostitutiva della mozione del Consigliere Chabod Renato, chiedendo al Presidente, Pareyson, di porla in votazione.

In merito alla nuova mozione di cui si tratta segue discussione, alla quale prendono parte, oltre all'Assessore BORDON, il Presidente del Consiglio, PAREYSON, il Vice Presidente, PASQUALI, il Consigliere Segretario, PERRUCHON, ed il Consigliere CHABOD Renato.

Il Presidente, PAREYSON, dà lettura della seguente nuova mozione proposta dallo Assessore al Turismo, Bordon, e pone ai voti l'approvazione della mozione stessa.

IL CONSIGLIO REGIONALE

- ritenuta la necessità di predispone uno studio del problema e della situazione dei rifugi alpini e di altre opere alpine,

dà mandato

ad apposita nominanda Commissione consiliare di provvedere allo studio di tale problema, relazionando in seguito al Consiglio.

Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente, PAREYSON, accerta e comunica che il Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti e votanti numero trentatre) ha approvato la nuova mozione proposta dall'Assessore al Turismo, Bordon.

Il Consiglio prende atto.

Il Presidente, PAREYSON, invita, quindi, il Consiglio a procedere alla nomina di sette membri componenti la Commissione consiliare di cui si tratta.

Procedutosi alla votazione, a schede segrete ed allo scrutinio dei voti, con l'assistenza degli scrutatori Signori Diémoz Alberto, Laurent Giuseppe e Nicco Anselmo, il Presidente accerta e comunica i seguenti risultati della votazione: (Consiglieri presenti e votanti numero trentatre)

Assessore BORDON Mauro - voti riportati numero ventiquattro;

Assessore BERTHET Amato - voti riportati numero ventiquattro;

Consigliere BERTHOD L. Felice - voti riportati numero ventiquattro;

Consigliere DUGUET Rinaldo - voti riportati numero ventitre;

Consigliere PETIGAT Augusto - voti riportati numero ventitre;

Consigliere CHABOD Renato - voti riportati numero otto;

Consigliere PERRUCHON M. Celeste Ved. CHANOUX - voti riportati numero otto;

Consigliere LAURENT Giuseppe - voti riportati numero due;

Consigliere FERREIN Giuseppe - voti riportati numero uno;

Assessore VESAN Luigi voti riportati numero uno.

Il Presidente, visto l'esito della votazione, dichiara che il Consiglio ha nominato membri componenti della Commissione consiliare incaricata di uno studio del problema e della situazione dei rifugi alpini e di altre opere alpine i Signori:

Assessori BERTHET Amato e BORDON Mauro; Consiglieri BERTHOD Luigi Felice, CHABOD Renato, DUGUET Rinaldo, PERRUCHON M. Celeste Ved. CHANOUX e PETIGAT Augusto.

Il Consiglio prende atto.

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