Oggetto del Consiglio n. 19 del 3 febbraio 1956 - Verbale

OGGETTO N. 19/56 - STUDIO ED ELABORAZIONE DI UN DISEGNO DI LEGGE RECANTE NORME PER LA PRESTAZIONE DELL'ASSISTENZA SANITARIA E PER LA CONCESSIONE DI PENSIONE PER L'INVALIDITÀ E VECCHIAIA ALLE GUIDE ALPINE. (Interpellanza del Consigliere regionale Signor Barmasse Michele) - PRESENTAZIONE DI MOZIONE DA PARTE DEL CONSIGLIERE REGIONALE SIGNOR CHABOD RENATO.

Il Presidente, PAREYSON, dichiara aperta la discussione sulla seguente interpellanza, concernente l'oggetto: "Studio ed elaborazione di un disegno di legge recante norme per la prestazione dell'assistenza sanitaria e per la concessione di pensione, per l'invalidità e vecchiaia, alle guide alpine", interpellanza trasmessa in copia ai Signori Consiglieri, unitamente all'ordine del giorno della adunanza:

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Illustrissimo Signor PRESIDENTE del Consiglio regionale

AOSTA

Prego V.S. di voler presentare alla Giunta ed includere nell'ordine del giorno della prossima adunanza consiliare la seguente interpellanza.

Con deferente ossequio.

Valtournanche, 28 novembre 1955.

F.to: Michele Barmasse

"Illustrissimo Signor Presidente della Giunta regionale

AOSTA

Fra le categorie benemerite di lavoratori per le quali lo Stato ha adottato provvidenze assistenziali e provveduto ad un trattamento di quiescenza per invalidità e vecchiaia manca quella delle guide alpine, la cui opera è d'interesse e d'importanza nazionale, perchè offrono alla nostra gioventù un sicuro e razionale addestramento alla montagna, valido contributo ad una eventuale necessità di difesa del nostro confine settentrionale e cooperano allo sviluppo di uno sport che più di ogni altro vale a plasmare e temprare le forze fisiche e morali delle nuove generazioni.

Considerato che tale attività, per quanto ardua ed irta di pericoli, oggi che l'alpinismo accademico ha assunto proporzioni pari all'impressionante frequenza delle disgrazie in alta montagna, non offre più alla maggior parte delle guide la possibilità di assicurarsi i mezzi economici per una vecchiaia decorosa e tranquilla, chiede a cotesta spettabile Giunta regionale se non sia opportuno studiare un progetto di legge da far proporre al Governo nazionale per l'assistenza sanitaria e per una pensione di invalidità e vecchiaia a favore delle guide alpine.

Con osservanza.

F.to: Michele Barmasse".

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Il Consigliere BARMASSE dichiara quanto segue:

"Fra le categorie di lavoratori per le quali il Governo ha predisposto provvidenze di ordine assistenziale manca quella delle guide alpine, di cui tutti riconoscono le alte benemerenze.

È la guida alpina che offre agli amanti della montagna il frutto delle sue esperienze, l'appoggio delle sue energie equilibrate e temprate a duri cimenti, la sua perfetta conoscenza della montagna, delle sue esigenze, dei suoi umori e delle sue insidie.

La guida alpina è maestra del grande e nobile sport dell'alpinismo, che è la palestra nella quale le giovani generazioni vanno a temprare le loro energie morali e fisiche per le lotte della vita, per il lavoro e anche per la sicurezza e la tranquillità della nazione.

A cosa servirebbe il baluardo alpino, come protezione della Patria, se gli Italiani ne avessero paura, come anticamente, allorquando si credeva che i monti fossero la dimora di genii malefici, e non osassero scalarne le vette, attraversarne i ghiacciai, e non avessero, insomma, quella familiarità che devono avere con i monti, ciò che è indispensabile perché la montagna sia realmente, con il contributo dell'uomo, una valida difesa della Nazione?

Sono le guide alpine che, con animo generoso, mettono spesso a repentaglio la loro vita per correre in soccorso a chi è in pericolo sulla montagna.

Veramente non mancano alle guide entusiastiche manifestazioni di stima e di benevolenza da parte della popolazione e di encomio da parte delle Autorità.

Con tutto questo, però, oggi che il cosidetto alpinismo accademico ha preso un così grande sviluppo, - accompagnato purtroppo da una altrettanto grande e impressionante frequenza di disgrazie in alta montagna, - è sempre più difficile, per la maggior parte delle guide alpine, conseguire col proprio lavoro una situazione economica che assicuri loro un po' di tranquillità nella vecchiaia.

Ecco perché io ho chiesto alla Giunta, con l'interpellanza che ho presentato, di elaborare un "progetto di legge" da proporre ai Governo nazionale per l'assistenza sanitaria e per una pensione di invalidità e vecchiaia a favore delle guide alpine.

Appena pochi giorni addietro ho appreso dalla stampa che i maestri di sci italiani si sono uniti in una Associazione nazionale, per ottenere dallo Stato il riconoscimento della funzione altamente educativa della categoria e la sua salvaguardia contro gli elementi che esercitano abusivamente la professione di maestri di sci, nonché per ottenere le previdenze sociali, assicurative ed assistenziali che il Governo ha concesso in favore di altre categorie di lavoratori.

Noi auguriamo che il loro tentativo sia coronato da pieno successo, perché i maestri di sci esplicano una funzione che, per lo scopo a cui tende, è affine e complementare a quella delle guide alpine.

Il loro successo costituirebbe un precedente che gioverebbe anche alla nostra iniziativa, se il Consiglio riterrà di interessarsi per la concessione di una pensione di invalidità e vecchiaia a favore delle guide alpine".

L'Assessore BORDON premette che il Consigliere Barmasse ha inquadrato perfettamente il problema ed ha posto in rilievo l'importanza che hanno le guide in Valle di Aosta, per cui ritiene inutile soffermarsi a ricordare al Consiglio le loro benemerenze.

Dichiara che le guide alpine sono l'espressione migliore dei montanari valdostani e che, quindi, non occorre entrare nei particolari.

Comunica che intende, però, quale Assessore al Turismo, sottolineare l'attività delle guide in campo turistico e, per riflesso, la necessità del riconoscimento della loro funzione; per cui è più che logico che tutti i problemi riguardanti il corpo delle guide alpine valdostane siano stati e siano seguiti con particolare attenzione dalla Giunta, come è dimostrato dall'aiuto dato ultimamente alle guide di Courmayeur mediante concessione dì contributi regionali.

Accenna pure all'interessamento della Giunta per i problemi dibattuti dalla "Union Guides", alla quale spetta la regolamentazione dell'attività delle guide esercenti nella Regione valdostana.

Osserva che è sufficiente leggere i verbali delle assemblee generali della "Union Guides" di questi ultimi anni per rendersi conto che il problema dell'assistenza sanitaria e della previdenza per le guide della Valle d'Aosta è un problema che è stato dibattuto e trattato ripetutamente. Pone in rilievo che, se nel passato la buona volontà dimostrata dalla "Union Guides" non ha dato quei risultati positivi che si auspicavano, è segno che questo problema effettivamente è difficile e complesso. Fa presente che il Consigliere Barmasse dovrebbe, quindi, ammettere che la questione da lui prospettata non è di facile soluzione e non può, quindi, essere risolta dall'oggi al domani neanche dalla Amministrazione regionale, che non dispone di una bacchetta magica, anche se i risultati conseguiti in vari altri campi potrebbero forse indurre alcuni a pensarlo.

Comunica che, al fine di poter dare un ragguaglio preciso, per quanto possibile, all'interpellante ed al Consiglio sul problema in discussione, ha ritenuto opportuno di rivolgersi al Club Alpino Italiano, che è particolarmente competente per lo studio di problemi del genere.

Informa di aver ricevuto dal Direttore generale dei CAI, Onorevole Boffa, - il quale ha vissuto in Valle d'Aosta e che quindi conosce molto bene la nostra Regione - una esauriente relazione, di cui dà lettura del seguente stralcio:

"Come sa, il CAI provvede all'assicurazione delle guide in caso di morte o per la invalidità permanente dovuta a infortunio alpinistico. Si tratta di una assicurazione limitata alle possibilità finanziarie del CAI, in quanto questa assicurazione viene assunta dal CAI stesso sui fondi del suo magro bilancio. Il CAI vorrebbe, inoltre, distribuire alle sue vecchie guide la pensione. (Omissis).

Lo scorso anno sono state iniziate pratiche presso l'Istituto stesso per vedere se vi era la possibilità di ottenere la pensione vecchiaia, come per tutte le altre categorie assicurate presso l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, a favore delle guide alpine.

Ed in tale senso è stato interessato appunto l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale di studiare la possibilità di formulare un progetto di convenzione da stilare sulla falsariga di altre categorie di lavoratori che non hanno dipendenza da un datore di lavoro, ad esempio, come è stato praticato per i venditori ambulanti, rivenditori, ecc. e ciò in considerazione, appunto, che il CAI non è datore di lavoro e per il fatto che i portatori e le guide esercitano un mestiere libero e individuale.

Sulla questione il CAI non ha mancato di richiedere l'intervento di taluni onorevoli perché si adoperassero in sede parlamentare e anche presso l'Istituto della Previdenza Sociale per cercare di risolvere la questione previdenziale per le guide ed i portatori, che a tutti noi sta a cuore.

L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, appunto sollecitato da questi nostri amici Onorevoli, non ha mancato di esaminare la questione, ma allo stato attuale la cosa è ancora allo studio e non sappiamo come potrà essere inquadrata secondo le norme di legge vigenti".

L'Assessore Bordon rileva che, quindi, il problema prospettato dal Consigliere Barmasse è ancora allo studio e dichiara che è intenzione della Giunta di interporre i suoi buoni uffici in sede competente, a Roma, affinché la pratica pervenga al più presto ad una conclusione.

Comunica che, ad avvenuta definizione della suddetta pratica, il Consiglio, presa conoscenza della portata delle nuove previdenze concesse in sede nazionale alle guide alpine, potrà eventualmente studiare la possibilità di integrare dette previdenze per le guide alpine della Valle d'Aosta.

Conclude, pregando il Consigliere Barmasse di voler soprassedere, per ora, alla sua richiesta, in attesa di conoscere i risultati delle proposte attualmente in corso di studio a Roma.

Il Consigliere CHABOD Renato comunica che intende presentare ora una mozione sull'argomento, da discutersi in una prossima adunanza del Consiglio, ai sensi dell'articolo 40 del regolamento interno del Consiglio. Consegna, quindi, al Presidente il testo della mozione proposta.

Il Presidente, PAREYSON, dà lettura al Consiglio della mozione di cui si tratta, che è del seguente tenore:

"Il Consiglio regionale, ritenuta la necessità di provvedere regionalmente all'assistenza delle guide anziane sino a quando il problema non trovi adeguata soluzione in piano nazionale, dà mandato ad apposita nominanda Commissione di approntare con ogni sollecitudine il relativo disegno di legge da sottoporre all'approvazione del Consiglio".

Il Consiglio prende atto.

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