Oggetto del Consiglio n. 12 del 3 febbraio 1956 - Verbale

OGGETTO N. 12/56 - RESTAURI DELLA CATTEDRALE DI AOSTA. (Interrogazione dei Consiglieri regionali Signori Chabod Renato e Nicco Giulio)

Il Presidente, PAREYSON, dichiara aperta la discussione sulla seguente interrogazione dei Consiglieri regionali Chabod Renato e Nicco Giulio, relativa all'oggetto: "Restauri della Cattedrale di Aosta", interrogazione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri, unitamente all'ordine del giorno della adunanza del 27 gennaio 1956:

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Ivrea, li 16-12-1955.

Chiar.mo Geom. E. Pareyson

Presidente del Consiglio Valle

AOSTA

La preghiamo di voler inserire nell'ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio la seguente interrogazione:

""I sottoscritti Consiglieri interrogano il Signor Assessore al Turismo per sapere se non ravvisi la opportunità di perseverare nella via iniziata dal compianto Prof. Deffeyes con il magistrale restauro della Chiesa parrocchiale di Arnaz e così di interessare la Ecc.ma Curia Diocesana affinché si provveda con altrettanto gusto al restauro della Cattedrale di Aosta"".

Con anticipati ringraziamenti, preghiamo gradire cordiali saluti e auguri.

F.ti: Renato Chabod, Giulio Nicco"

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Il Consigliere CHABOD Renato premette che, secondo quanto gli consta, alcuni Consiglieri hanno trovato molto strana la presentazione di una interrogazione del genere da parte sua e del Consigliere Nicco Giulio. Ritiene che, invece, non vi sia nulla di strano.

Fa presente che la Cattedrale di Aosta ha un valore storico non indifferente e che il problema dei suoi restauri costituisce questione di prestigio, perché è la Cattedrale della Città capoluogo della Regione Valle d'Aosta, per cui ha per i Valdostani la stessa importanza che ha per i Milanesi il Duomo di Milano.

Dichiara, quindi, che, a suo modesto avviso, la Cattedrale di Aosta abbisogna di restauri e accenna, ad esempio, alla facciata, che è ricoperta di rivestitura in gesso e presenta un brutto aspetto.

Rammenta i lavori di restauro felicemente già eseguiti alla facciata della Chiesa romanica di Arnaz e rileva la necessità che alla facciata della Cattedrale di Aosta si tolgano le parti in gesso mettendo a nudo la vecchia struttura muraria, come si è fatto nella Chiesa di Arnaz, lasciando, però, in tatto il portale interno, che ha un pregio e un valore indiscutibili.

Osserva che analoghi lavori di restauro dovrebbero essere eseguiti anche nell'interno del Duomo, anche per quanto riguarda i capitelli, che sono costituiti semplicemente di cornicioni di legno.

Dichiara di essere un amatore anche dei vecchi e bei campanili valdostani - di cui quello di S. Orso può considerarsi l'emblema -, ed osserva che, dei due campanili della Cattedrale, quello che è dotato di campane ha delle bellissime lunette, che dovrebbero pure essere ripristinate togliendo le parti in gesso che le ricoprono e metter do a vista la antica struttura muraria.

Rileva che i lavori di restauro eseguiti di recente alla facciata della Chiesa di Courmayeur hanno notevolmente abbellito la facciata della Chiesa stessa.

Fa presente che, se si fanno spese per il restauro delle mura e delle vestigia romane, che rappresentano i Romani, cioè il popolo conquistatore, è tanto più doveroso spendere per restaurare la Cattedrale di Aosta, che è il simbolo delle Chiese della Valle d'Aosta e che rappresenta il Medio Evo religioso in Valle.

Rileva che l'architettura della Cattedrale è molto bella, per cui il suo restauro farebbe buona impressione, particolarmente nei turisti e amatori di antichità provenienti da fuori Valle.

Ritiene che per l'esecuzione dei restauri sia necessario l'interessamento dell'Amministrazione regionale, oltrechè la collaborazione tecnica e la concessione di un contributo regionale.

Per quanto riguarda le spese, osserva che, a differenza delle spese per il restauro delle mura romane, per il restauro della Cattedrale, anche la popolazione sentirà il dovere e la necessità di contribuire al pagamento di dette spese.

Conclude, ribadendo la necessità di un interessamento fattivo da parte della Regione per l'esecuzione di lavori di restauro alla Cattedrale di Aosta, onde renderla degna di Aosta e della Valle d'Aosta.

L'Assessore BORDON comunica che il Presidente della Giunta, BONDAZ, gli affidò l'incarico di studiare il problema di lavori di restauro della Cattedrale di Aosta fin dal 20 agosto 1955 e, precisamente, il giorno in cui venne a visitare la Valle d'Aosta il Presidente della Regione siciliana il quale, in tale occasione, fu accompagnato dal Presidente della Giunta e da alcuni Assessori a visitare la Cattedrale di Aosta.

Osserva, quindi, che le giuste osservazioni e proposte fatte ora dal Consigliere Chabod Renato erano già state fatte in allora dal Presidente della Giunta.

Comunica di avere, a sua volta, incaricato dello studio del problema, importante e complesso, il Prof. Carducci, Sovraintendente alle Antichità e Belle Arti, il quale studiò la questione e gli rassegnò una relazione particolareggiata, in data 4 gennaio 1956.

Osserva che il Prof. Carducci precisa, nella sua relazione, che la Sovraintendenza alle Antichità e Belle Arti si è interessata del problema in questione sin dall'agosto dello scorso anno e si è preoccupata di inserire i lavori fra quelli in programma.

Dà, quindi, lettura del seguente stralcio di detta relazione:

"Come è noto, è difficile stabilire, per la Chiesa della Cattedrale, una data precisa della sua fabbricazione, in quanto numerose sono state le aggiunte e le modificazioni portate in ogni epoca al monumento.

Tuttavia, sembra accertato che la primitiva costruzione della Chiesa romanica risalga al secolo XI, che soltanto nel XIII secolo furono erette le volte della navata centrale, che nel 1460 fu costruito il chiostro e che, nel 1518, fu rifatto uno dei campanili distrutto dal fulmine.

Successivamente, tra il 1522 e il 1526, la facciata della Chiesa fu spostata in avanti di circa 16 metri. Infine è noto che, nel 1848, si procedette ad una nuova sistemazione della facciata in quello stile neo-classico che caratterizza l'attuale aspetto dell'edificio.

Ora, un restauro accorto ed intelligente non dovrebbe dimenticare tutte queste diverse evoluzioni; certamente non si potrebbe parlare di un ripristino delle sole strutture romaniche, tanto meno della solita valorizzazione... ecc....".

Precisa che, dalla lettura della relazione del Prof. Carducci, risulta che il problema non è di facile soluzione e deve essere studiato con molta attenzione, tenendo presente che trattasi della Cattedrale di Aosta, capoluogo della Regione, per cui occorre andare adagio e studiare il problema nei suoi minimi particolari onde avere un monumento degno di Aosta e della Valle d'Aosta.

Sottolinea che le opere da eseguire non concernono soltanto le strutture esterne, ma anche l'interno e i sotterranei, poiché nella relazione si dice che nella zona sotterranea dovrebbero essere condotte ricerche per individuare almeno i resti di quell'edificio che, secondo la tradizione, Gontrano, re di Borgogna, avrebbe fatto costruire nella zona pubblica dell'antica Augusta Praetoria.

Dà ancora lettura del seguente stralcio della predetta relazione:

"Lo studio dell'inserimento della Cattedrale sul criptoportico romano permetterebbe, inoltre, di portare qualche notevole contributo al delicato problema della ricostruzione di questo interessante monumento della romanità. (...Omissis...)

Inoltre, razionali esplorazioni eseguite al centro della navata centrale permetterebbero probabilmente di ritrovare, sotto il pavimento, i resti di quella facciata della chiesa romanica che doveva andare ad appoggiarsi proprio sopra uno dei muri perimetrali del sottostante criptoportico romano.

Infine, si potrebbe procedere alla riapertura degli antichi accessi alla cripta della Chiesa e controllare, così, i rapporti di questa zona con quella del pavimento a mosaico sovrastante. (Omissis)

Quanto alla zona dei sottotetti, la più interessante da un punto di vista storico ed artistico, questa dovrebbe essere oggetto di attenti esami e di numerosi sondaggi per cercare di ricostruire la forma dell'abside centrale, dell'arco trionfale e delle absidiole e, soprattutto, per rimettere in luce, insieme al caratteristico soffitto a capriate dell'edificio romanico, le coeve pitture decorative delle pareti. Ma al restauro nell'interno dovrebbe seguire una ampia liberazione dell'edificio all'esterno".

Osserva che il Prof. Carducci, nella sua relazione, accenna anche a persone che hanno già fatto studi sulla questione, fra le quali cita la Signora De Marchi Savioz, l'Architetto Saltarelli e altri.

Dichiara che se l'Amministrazione regionale venisse nella determinazione di provvedere ai lavori di restauro della Cattedrale, compresa la zona sotterranea, - ciò che rientra nei voti della Giunta, del Consiglio e di tutta la popolazione valdostana -, l'opera di restauro sarebbe di interesse e di importanza tali da lasciare una orma incancellabile nel campo culturale.

Rileva che vi sono ancora molte altre opere pubbliche alle quali l'Amministrazione regionale deve dare la precedenza, perché rivestono carattere di maggiore urgenza.

Osserva che l'Amministrazione regionale deve fare studiare e predisporre il progetto dei lavori nel suo complesso e nei dettagli, onde essere a conoscenza dei vari lavori da eseguire e delle spese che essi comportano. Fa presente che i lavori di restauro della Cattedrale, se iniziati, non possono essere eseguiti soltanto parzialmente, ma devono essere eseguiti totalmente.

Osserva che si potrebbe ora prendere, eventualmente, in esame la possibilità di eseguire lavori di restauro alla facciata della Cattedrale, tralasciando per il momento gli altri lavori.

Il Consigliere CHABOD Renato dichiara di essere solo parzialmente soddisfatto della relazione dell'Assessore Bordon, di cui prende atto.

Riconosce che i lavori di restauro della Cattedrale costituiscono un problema assai complesso, ma fa presente che gli interroganti non hanno inteso né intendono che i lavori siano eseguiti dall'oggi al domani.

Chiarisce che essi chiedono, però, che la Amministrazione regionale inizi lo studio e l'allestimento dei progetti dei lavori da eseguire provvedendo, quanto meno, all'esecuzione dei lavori di restauro della facciata della Cattedrale, che consistono, più che altro, nella raschiatura della parte in gesso di cui è ricoperta, onde mettere a nudo la vecchia facciata, che dovrebbe essere del 500, come il portale.

Prega l'Assessore Bordon di dare assicurazione agli interroganti circa l'elaborazione del progetto dei restauri e l'esecuzione dei primi lavori in questione.

Le Conseiller Madame PERRUCHON Veuve CHANOUX, tout en soulignant qu'elle ne devrait pas intervenir dans la discussion, étant donné qu'il s'agit d'une interrogation, communique d'être à connaissance qu'à Pont-Saint-Martin, dans une ancienne petite Chapelle, près du tournant de la route qui porte à Perloz, il y a une reproduction de la Cathédrale d'Aoste originale.

L'Assessore BORDON ribadisce che lo studio del problema sul quale gli interroganti hanno richiamato la sua attenzione, ha già avuto inizio, come risulta dalla lunga relazione rassegnata dal Prof. Carducci.

Sottolinea che, in detta relazione, il Prof. Carducci è entrato nei vari particolari del problema ed osserva che, data la complessità dei lavori necessari per il restauro della Cattedrale, occorre un po' di tempo per lo studio e l'allestimento del progetto esecutivo dei lavori.

Il Consigliere NICCO Giulio, premesso di essere solito, quale tecnico, esaminare le questioni da un punto di vista pratico, dichiara di non ritenere necessario addivenire ad uno studio completo del progetto né eseguire totalmente i lavori di restauro.

Propone di dare inizio ai lavori di restauro della facciata della Cattedrale, in quanto detti lavori non implicano l'esecuzione di restauri all'interno della Cattedrale.

Esprime la fiducia che anche la Curia Vescovile potrà concorrere nella spesa per tali lavori perché, come giustamente ha osservato il Consigliere Chabod Renato, la Regione non è tenuta ad assumere a totale suo carico le spese per il restauro delle chiese.

Il Consiglio prende atto.

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