Oggetto del Consiglio n. 166 del 9 novembre 1955 - Verbale
OGGETTO N. 166/55 - CONCESSIONE DI MUTUI BANCARI A FAVORE DELL'ARTIGIANATO, DELLA MEDIA E PICCOLA INDUSTRIA, DELL'AGRICOLTURA, DELL'EDILIZIA POPOLARE E DELL'ATTIVITÀ ALBERGHIERA - CONCORSO DELLA REGIONE NEL PAGAMENTO DEGLI INTERESSI ANNUI SULLE SOMME MUTUATE.
L'Assessore alle Finanze, BIONAZ, riferisce al Consiglio in merito alla seguente relazione concernente proposte di massima per l'intervento finanziario regionale per il pagamento di una parte degli interessi su mutui bancari a favore di determinate categorie economiche, relazione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine dell'adunanza:
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La Commissione di studio nominata dal Consiglio regionale per l'esame del problema relativo alla concessione di mutui a medio termine alla media e piccola industria, all'artigianato, all'industria alberghiera, all'agricoltura ed all'edilizia popolare, ha portato a termine i propri lavori a carattere orientativo.
La Commissione, in primo luogo, ha preso in esame la opportunità della creazione di un apposito Istituto di Credito regionale avente lo scopo di concedere i mutui di cui si tratta e, dopo attento esame del problema, ha ritenuto di rinviare la costituzione di tale nuovo Istituto di credito, in attesa di poter reperire i fondi necessari per dotare lo Istituto stesso di adeguati capitali per lo svolgimento dei compiti che sarebbero demandati all'Istituto.
Riconosciuta, quindi, la necessità di rinviare, almeno per il momento, la creazione di un apposito Istituto regionale di credito, la Commissione si è orientata, per questo primo anno, verso altre soluzioni di immediata realizzazione e, dopo ampia discussione, ha ritenuto che la soluzione migliore sia quella di stipulare accordi e convenzioni con Istituti di credito bancari che siano disposti a concedere i mutui alle categorie di cui sopra ad un determinato tasso di interesse con l'intervento della Regione, che assumerebbe a proprio carico una parte degli interessi, in modo che i mutui graverebbero a carico dei beneficiari con un tasso di interesse ridotto.
Ad evitare, tuttavia, di impegnare i bilanci regionali per annualità di interessi passivi per più esercizi, la Commissione ha ritenuto che la soluzione migliore sia quella di capitalizzare gli interessi a carico regionale per tutta la durata dei mutui e versarli, in unica soluzione, agli Istituti di credito che potrebbero cosi concedere i mutui ad un minor tasso, tenendo conto del versamento di una quota degli interessi da parte della Regione.
In sostanza, la Regione dovrebbe annualmente stanziare nel proprio bilancio una determinata somma che consenta di pagare anticipatamente agli Istituti di Credito, che concedono mutui, l'ammontare. degli interessi a proprio carico per tutta la durata delle operazioni. I versamenti sarebbero fatti ad avvenuta concessione dei mutui ai beneficiari, secondo norme e modalità stabilite in apposita Convenzione da stipularsi con gli Istituti di credito.
Gli Istituti di Credito dovrebbero impegnarsi a concedere mutui ad un tasso di interesse ridotto, per un certo periodo di anni, tenendo anche conto del versamento anticipato della quota di interessi assunta a carico della Regione ai fini della determinazione dell'ammontare massimo delle somme da mutuare.
Si potrebbero stipulare, per ora, convenzioni aventi durata di un solo anno, a titolo di esperimento.
La Commissione ha preso in esame le varie attività economiche e le categorie di ditte e persone che dovrebbero essere ammesse ad usufruire dell'agevolazione dei mutui a tasso di favore ed ha ritenuto opportuno di escludere da tali mutui le ditte artigiane, per le quali parrebbe più opportuno il solo sistema dei sussidi regionali sino ad ora seguito, trattandosi di sussidi di piccola entità che gravano in misura non rilevante sui bilanci annui della Regione.
La Giunta, concordando con le conclusioni della Commissione consiliare,
propone al Consiglio
1°) di approvare, in via di massima, la proposta di stipulare con Istituti di Credito bancari convenzioni per la concessione di mutui a medio temine a favore delle piccole e medie industrie, della industria alberghiera e degli agricoltori, ad un tasso di interesse ridotto, assumendo a carico regionale una parte del tasso di interesse mediante versamento anticipato agli Istituti di credito delle somme corrispondenti alla capitalizzazione dell'ammontare annuale degli interessi a carico regionale;
2°) di dare incarico alla Giunta di iniziare trattative con i vari Istituti di Credito bancario e di sottoporre all'esame della Commissione consiliare e del Consiglio concrete proposte per la stipulazione delle convenzioni di cui alle premesse.
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L'Assessore BIONAZ premette che, sino ad oggi, l'Amministrazione regionale è venuta in aiuto alle varie categorie economiche quali, ad esempio, industria alberghiera, turismo, agricoltura, mediante la concessione di contributi e sussidi a fondo perduto che hanno effettivamente servito ad incrementare le varie attività economiche locali sussidiate.
Osserva che sono state, però, mosse critiche a tale sistema di intervento finanziario, sostenendosi che dei sussidi a fondo perduto venivano a beneficiare soltanto coloro che già erano in possesso di mezzi per il finanziamento delle iniziative che intendevano realizzare, in quanto chi non disponeva di mezzi finanziari non era in grado di integrare i possibili sussidi con le somme occorrenti per il finanziamento delle iniziative che intendevano di realizzare.
Informa che, per ovviare a tale evidente ingiustizia, si è da più parti prospettata l'opportunità di venire in aiuto agli albergatori, agli agricoltori e agli artigiani anche mediante l'attuazione di una politica di prestiti bancari a basso tasso di interesse conseguente all'intervento finanziario della Regione nelle spese per il pagamento degli interessi.
Dichiara che in determinati casi il sistema dei sussidi ha posto effettivamente in una situazione critica i beneficiari dei sussidi stessi, in quanto alcuni hanno fatto ricorso a prestiti bancari per somme rilevanti e a forte tasso di interesse, per cui si sono poi trovati in difficoltà per pagare.
Rammenta che, in considerazione di quanto sopra, il Consiglio, nell'adunanza del 6 aprile 1955 (oggetto n. 24) demandava ad apposita Commissione consiliare l'incarico dello studio di provvedimenti atti a favorire il finanziamento della media e piccola industria, dell'agricoltura e dell'artigianato in Valle d'Aosta mediante la concessione di mutui a basso tasso di interesse. Riferisce che ciò ha fatto sorgere il dubbio in alcuni, dubbio che è stato esposto anche in alcuni articoli di giornali, che l'Amministrazione regionale intendesse di non concedere più sussidi e contributi.
Osserva che tale dubbio è privo di fondamento, in quanto, almeno la Giunta, non ha mai lontanamente pensato di abolire il sistema dei sussidi; infatti, lo scopo del sistema della concessione di mutui a basso tasso di interesse è di venire in aiuto ad albergatori, agricoltori ed artigiani nei casi di finanziamento di rilevanti spese per iniziative che non sarebbero in grado di affrontare ottenendo la concessione di sussidi regionali.
Dichiara che si dovrebbe continuare a concedere sussidi e contributi e si dovrebbe altresì favorire la concessione di prestiti bancari a basso tasso di interesse, a seconda dei vari casi e delle varie necessità. Informa che la Commissione consiliare di studio, dopo approfondito esame della questione, ha rilevato che in certi casi l'unico sistema possibile sarebbe quello già menzionato e, cioè, l'assunzione a carico regionale delle spese per il pagamento di una parte degli interessi su prestiti bancari.
Rileva che, per evitare di impegnare i bilanci regionali per più esercizi, la Commissione ha ritenuto che si potrebbe annualmente capitalizzare gli interessi da assumere a carico regionale per tutta la durata dei mutui, versandoli in una unica soluzione agli Istituti di credito, che potrebbero concedere i mutui ad un minore tasso di interesse, tenuto conto del versamento anticipato delle quote di interessi versati dalla Regione.
Riferisce che, essendo il problema alquanto complesso, la Commissione, prima di procedere oltre nei suoi lavori, ha creduto opportuno che il Consiglio si pronunci sulla proposta di un simile sistema di intervento finanziario della Regione per la concessione di mutui a medio termine e a basso tasso di interesse a favore dell'artigianato, della piccola e media industria, dell'agricoltura e dell'industria alberghiera.
Fa presente che la Commissione consiliare, qualora il Consiglio sia favorevole alla proposta di cui si tratta, chiede che si dia mandato alla Giunta di iniziare a tal fine le necessarie trattative con i vari Istituti di credito bancario e di sottoporre all'esame della Commissione consiliare e del Consiglio concrete proposte per la stipulazione di convenzioni con gli Istituti bancari.
Il Consigliere BARMASSE dichiara di confidare che il ricorso al sistema dei prestiti presso Istituti di credito bancario abbia soltanto carattere provvisorio, in relazione al fatto che l'Amministrazione regionale sia momentaneamente priva dei fondi occorrenti, e si augura che tale sistema, per una serie di eventuali circostanze sfavorevoli, non abbia da sostituire definitivamente la tanto auspicata creazione di un Istituto regionale di credito. Esprime parere che il fondo-capitale di dotazione dell'Istituto regionale di credito potrebbe anche essere eventualmente integrato con capitali di Istituti di credito bancario, per dare maggiore ampiezza al credito.
Esorta il Consiglio e la Giunta a non rinunciare al proponimento di creare un Istituto regionale di credito che possa vivere con fondi propri; tali fondi, aumentati ogni anno dell'ammontare delle spese normalmente devolute dall'Amministrazione in sussidi, potrebbero formare un capitale circolante tale da dare sempre un impulso costante e continuo alle attività economiche della Regione anche nei possibili periodi in cui l'Amministrazione non possa devolvere alcun fondo.
Dichiara che verrà il momento in cui si presenterà la possibilità di dare una buona base finanziaria con un determinato fondo al costituendo Istituto regionale di credito, allorquando l'Amministrazione regionale incasserà gli arretrati dovuti dallo Stato a saldo delle annualità arretrate di ripartizione delle entrate erariali assegnate alla Regione. Aggiunge che la creazione dell'Istituto regionale di credito costituirà uno dei maggiori meriti del Consiglio regionale, in quanto detto Istituto apporterebbe grandi benefici alla Valle d'Aosta.
Per quanto riguarda la concessione dei prestiti, ritiene che, finché non sia costituito un capitale cospicuo che permetta all'Istituto regionale di credito di fare fronte a tutte le richieste, dovrebbero essere esclusi dai prestiti coloro che chiedono mutui soltanto per poter aumentare l'attività dell'azienda, mentre dovrebbero essere favoriti coloro che intendono realizzare qualche nuova iniziativa o nuova opera.
Per quanto concerne il tasso di interesse, che dovrebbe essere stabilito in misura di favore per tutti i mutuatari, esprime parere che il tasso dovrebbe essere fissato in misura maggiore per i mutui che servono per il finanziamento di opere da eseguire in vista di un reddito, quali ad esempio un albergo.
Passa quindi a parlare delle garanzie che normalmente vengono richieste dagli Istituti bancari per la concessione di mutui rilevando che, se l'Istituto bancario imponesse al mutuante il vincolo ipotecario su beni immobili di valore molto superiore all'ammontare del mutuo, praticamente verrebbero esclusi dalla concessione dei mutui tutti coloro che sono nullatenenti o che dispongono di pochi beni e non possono dare le garanzie richieste dagli istituti bancari.
Esprime parere che, per ovviare a tale inconveniente, si dovrebbe stabilire il principio che i vincoli ipotecari debbono essere posti sulla parte dell'opera da eseguire o dei beni da acquistare con il provento dei prestiti, concedendo pure, se necessario, eventuali garanzie fideiussorie della Regione.
Il Vice Presidente, PASQUALI, comunica che, quale Presidente della Commissione consiliare di studio della questione in discussione, intende aggiungere qualche cosa a quanto detto dall'Assessore Bionaz.
Riferisce quindi che la Commissione consiliare si è essenzialmente preoccupata, anzitutto, di non escludere la possibilità della concessione di sussidi a fondo perduto perché, in moltissimi casi, essi costituiscono la sola soluzione possibile per venire in aiuto di determinate categorie di lavoratori.
Osserva, infatti, che, se in teoria può apparire preferibile la concessione di prestiti a media o a lunga scadenza e ad un tasso di interesse ridotto, il sistema della concessione di sussidi a fondo perduto è l'unico mezzo per venire in aiuto agli artigiani ai quali occorrono somme limitate e non prestiti a lunga scadenza o a media scadenza.
Fa presente che la Commissione si è preoccupata, in secondo luogo, di non fare nulla che potesse chiudere la strada a futuri sviluppi e iniziative e, specialmente, all'auspicata attuazione di un Istituto regionale di credito. Dichiara che col proporre la soluzione prospettata, cioè di capitalizzare gli interessi da assumere a carico regionale per tutta la durata dei mutui e di versarli in unica soluzione, si è tenuto presente la non opportunità di impegnare i bilanci futuri dell'Amministrazione regionale, per non pregiudicare la possibilità di destinare, in avvenire, eventuali somme al costituendo Istituto regionale di credito.
Osserva che la Commissione non è entrata, per ora, nei dettagli della questione e ha ritenuto opportuno di conoscere prima se il Consiglio sia favorevole alla proposta di stipulare con Istituti di credito bancario convenzioni per la concessione di mutui a medio termine, ad un tasso di interesse ridotto, mediante assunzione a carico regionale di una parte del tasso di interesse e con versamento anticipato, in una unica soluzione, della spesa per interessi da assumere a carico regionale.
Aggiunge che, qualora il Consiglio sia favorevole alla proposta, si dovrebbe dare incarico alla Giunta di iniziare trattative in tal senso con vari Istituti bancari e di sottoporre all'esame della Commissione consiliare e del Consiglio proposte concrete per la stipulazione di convenzioni alle condizioni esposte.
L'Assessore BIONAZ, premesso che il Vice Presidente, Pasquali, ha già risposto in parte alle osservazioni formulate dal Consigliere Barmasse, pone in rilievo che non è stata affatto abbandonata l'idea di creare un Istituto di credito regionale, ma fa presente che per la costituzione di detto Istituto di credito sono necessari ingenti fondi di cui attualmente l'Amministrazione regionale non dispone.
In merito alla proposta fatta dal Consigliere Barmasse, di accantonare a tale scopo le somme arretrate che la Regione deve incassare dallo Stato a saldo delle quote regionali delle entrate erariali, rileva che con tali somme l'Amministrazione regionale deve fare fronte agli impegni dei rilevanti residui passivi che ancora non sono stati pagati, parte dei quali saranno stralciati, non avendo l'Amministrazione regionale i fondi necessari per finanziarli. Osserva, quindi, che tali somme non possono essere destinate alla costituzione di un fondo per l'Istituto regionale di credito.
Riferisce sugli Istituti di credito creati nelle altre più grandi Regioni a statuto speciale.
Informa che la Regione Trentino-Alto Adige ha creato un Istituto di credito costituendogli un fondo di 1 miliardo 600 milioni, somma che non è rilevante se si pensa alla vastità del territorio di quella Regione. Comunica che detto fondo è stato costituito come segue: 1 miliardo erogato dallo Stato, 450 milioni versati dalla Regione e 150 milioni versati dalle Casse di Risparmio di Trento e Bolzano e dalle Banche di Trento e Bolzano. Riferisce che in detta Regione è stato, altresì, costituito, per prestiti a favore dell'agricoltura, un fondo di L. 400 milioni con il concorso dello Stato (L. 200 milioni), della Regione (L. 100 milioni), della Cassa di Risparmio di Trento, della Cassa di Risparmio di Bolzano, e delle Banche di Trento e Bolzano (L. 100 milioni).
Osserva che la creazione dell'Istituto di Credito regionale nel Trentino-Alto Adige è stata agevolata dal fatto che in quella Regione vi erano già Istituti di credito che perseguivano analoghe finalità. Sottolinea che il concorso dello Stato nella formazione del capitale si ripercuote, però, nella gestione dell'Istituto nel senso che, avendo contribuito in maggior misura alla formazione del fondo, lo Stato ha la maggioranza nel Consiglio di amministrazione dell'Istituto.
Comunica che il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore alle Finanze del Trentino Alto Adige, con i quali ha avuto la possibilità di conferire in merito all'Istituto di cui si tratta, hanno affermato che, indubbiamente, detto Istituto costituisce una buona iniziativa, ma hanno soggiunto, però, che, essendo il fondo assai limitato, non sarà possibile fare molto in rapporto alle necessità del territorio assai vasto della Regione.
Precisa che in Sardegna, invece, la Regione, anziché creare un Istituto di credito regionale si è appoggiata ad Istituti bancari che già perseguivano analoghe finalità e, precisamente, al Banco di Sardegna, il quale si è fuso col Credito Agrario Sardo, formando il nuovo Istituto denominato Credito industriale Sardo. Precisa che la Regione ha dato al suddetto Istituto un apporto finanziario di L. 600 milioni, così suddiviso: L. 100 milioni per i sugherifici, L. 100 milioni per il Credito alberghiero, L. 100 milioni per il credito peschereccio, L. 100 milioni per l'agricoltura (aziende vinicole, casearie) e 200 milioni per la navigazione.
Per quanto riguarda la Sicilia, che conta ben 5 milioni di abitanti, fa presente che la Regione, analogamente a quanto ha fatto lo Stato, ha creato un Istituto di Credito apposito per le varie attività economiche da finanziare (piccola e media industria, artigianato, agricoltura, ecc.). Informa che la Sicilia impegna i suoi bilanci per una durata di 10/15 anni, in quanto, ad esempio, per le opere di bonifica concede dei contributi a fondo perduto, ma rateati in vari anni. Pone in rilievo che, dall'esame comparativo fatto con le altre Regioni a statuto speciale, risulta che gli Istituti di credito creati in queste Regioni hanno un capitale assai limitato in rapporto alla vastità del territorio delle Regioni stesse.
Ritornando alla Valle d'Aosta, dichiara che la Commissione consiliare non ha affatto rinunciato alla possibilità della creazione di un Istituto di credito regionale, ma ha ritenuto che detto Istituto possa essere costituito soltanto in un secondo tempo, dopo aver accantonato gradualmente un fondo rilevante, che dia la possibilità all'Istituto stesso di venire in aiuto alle varie attività economiche locali mediante la concessione di prestiti a tasso di interesse ridotto.
Pone in rilievo che la soluzione prospettata dalla Commissione ha soltanto carattere transitorio e quindi non esclude affatto la possibilità di creare, in avvenire, un Istituto di credito regionale.
Il Consigliere NICCO Giulio riconosce che la proposta fatta dalla Commissione consiliare è logica. Precisa, quindi, che intende esporre alcune sue considerazioni sia sull'auspicato Istituto di credito che sulla proposta della Commissione.
Per quanto riguarda il costituendo Istituto regionale di credito, rileva che, se si ammette che la questione sarà risolta in un secondo tempo, è opportuno sin d'ora predisporre un piano concreto, studiando nelle linee generali la organizzazione del previsto Istituto regionale di credito. In merito all'accenno fatto dall'Assessore Bionaz a quanto si è realizzato nelle altre Regioni a Statuto speciale in materia di Istituti regionali di credito per il finanziamento delle attività economiche, osserva che i problemi variano da Regione a Regione, in relazione alle diverse condizioni e necessità delle popolazioni delle singole Regioni.
Ritiene, però, che il sistema migliore sia quello misto e, cioè, il sistema che comprende la possibilità della concessione di sussidi o contributi a fondo perduto e di mutui ad un tasso di interesse ridotto.
Dichiara di concordare sulla proposta di dare incarico alla Giunta di entrare in trattative con vari Istituti di credito bancari per la stipulazione di convenzioni per la concessione di mutui a tasso di interesse ridotto, mediante assunzione a carico regionale di parte delle spese per interessi sui prestiti bancari. Dichiara di essere, però, dell'avviso che la questione dovrebbe essere presto riportata in Consiglio, per i provvedimenti di sua competenza.
Esprime parere che dovrebbe, poi, essere proposto al Consiglio di decidere in merito ai seguenti tre punti:
1) quali siano le categorie che dovrebbero beneficiare dei sussidi e contributi e quali le categorie che dovrebbero essere ammesse a fruire dei mutui bancari a tasso di interesse ridotto;
2) mantenere per i piccoli proprietari il diritto ad ottenere il sussidio o contributo regionale per il finanziamento di opere entro un determinato limite di spesa;
3) ammettere ad usufruire delle agevolazioni dei mutui bancari a tasso di favore l'edilizia locale e, in particolare, l'edilizia popolare; osserva che gli operai valdostani sono, per la massima parte, agricoltori attualmente occupati presso industrie o Imprese, ma che più tardi diventeranno degli agricoltori, allorquando avranno ereditato dai loro genitori le proprietà agricole. Rileva che i predetti, usufruendo dei mutui, potrebbero costruirsi le loro casette, per le necessità delle loro famiglie.
Il Consigliere BARMASSE dichiara di approvare la proposta, fatta dal Vice Presidente Pasquali, di continuare il sistema dei sussidi e contributi allorquando si tratti di venire in aiuto ad artigiani per il finanziamento di spese di importo non elevato. Per quanto riguarda i contadini, ritiene opportuno lasciare loro la facoltà di scelta fra i sussidi ed i mutui.
Il Consigliere DUJANY dichiara di essere del parere che ai contadini e agli artigiani debba essere lasciata la facoltà di scelta fra i sussidi ed i mutui.
Il Consigliere BARONE osserva che, in sede di Commissione, si è parlato di estendere la concessione di mutui a medio termine anche all'edilizia popolare e rileva che, in effetti, nella prima parte della relazione surriportata si accenna effettivamente anche all'edilizia popolare.
Ritiene, quindi, che sia dovuto semplicemente ad una omissione involontaria il non accenno all'edilizia popolare nella proposta di decisione consiliare.
L'Assessore BIONAZ osserva che, salvo errore, dell'edilizia popolare si era discusso nell'adunanza consiliare del 6 aprile 1955, in cui è stata nominata l'apposita Commissione consiliare per lo studio dei provvedimenti in questione.
Rammenta poi che di edilizia popolare si è pure discusso in sede di Commissione ed osserva che la Giunta non è contraria alla concessione di mutui anche a favore dell'edilizia popolare.
Rileva però che, aumentando il numero delle categorie beneficiarie dei mutui, si viene, conseguentemente, a ridurre l'importo annuo dei mutui che potranno essere concessi a favore delle singole categorie di beneficiari.
Precisa che le conclusioni alle quali è giunta la Commissione consiliare e sulle quali la Giunta concorda concernono la proposta di limitare il campo di studio della Commissione all'indirizzo e alle iniziative cui si accenna nella proposta di deliberazione.
Il Consigliere NICCO Giulio insiste sulla proposta di ammettere a beneficiare delle agevolazioni per mutui a tasso di interesse ridotto quei contadini, in genere figli di contadini, i quali lavorando in stabilimenti industriali o presso imprese cercano di risparmiare la somma loro necessaria per potersi costruire una casetta.
L'Assessore BIONAZ ribadisce che la Giunta non è contraria all'accoglimento della proposta del Consigliere Nicco Giulio, ma rammenta che aumentando il numero delle categorie beneficiarie delle agevolazioni per mutui si viene, ovviamente, a ridurre l'importo annuo dei mutui stessi. Osserva che, comunque, spetterà al Consiglio di stabilire, in sede di esame delle proposte definitive, quali debbano essere le categorie che potranno fruire dei mutui e quali debbano essere le misure e le condizioni per i mutui alle varie categorie economiche.
Il Consigliere MANGANONI concorda su quanto già dichiarato e proposto dal Consigliere Nicco Giulio per la concessione di mutui a medio termine a favore dell'edilizia popolare.
Passando all'esame della soluzione proposta, - stipulazione di convenzioni con Istituti di credito locali per la concessione di mutui a medio termine -, esprime parere che tale soluzione debba avere soltanto carattere di provvisorietà, in quanto si dovrebbe studiare la possibilità della creazione di un apposito Istituto regionale di credito avente lo scopo di concedere mutui a tasso di interesse ridotto a favore delle varie attività e categorie economiche locali.
Rileva che in molti casi, ad esempio per i piccoli artigiani, è preferibile la concessione di sussidi, anziché di mutui a tasso di favore.
Osserva che lo stesso criterio deve valere per i piccoli agricoltori, per cui ritiene opportuno di precisare nella deliberazione che per spese limitate (acquisto di macchine e di attrezzi agricoli, costruzione e sistemazione di concimaie che comportino una spesa limitata, ecc.) i contadini possono usufruire di sussidi regionali.
Il Vice Presidente, PASQUALI, rileva che il mandato alla Commissione è di massima ed orientativo e che la questione sarà dal Consiglio riesaminata, in seguito, nei suoi dettagli e nei suoi particolari ai fini delle decisioni da adottare.
Il Consigliere SAVIOZ concorda su quanto dichiarato e proposto dai Consiglieri Nicco Giulio e Manganoni per quanto concerne l'estensione dei mutui all'edilizia popolare e all'artigianato.
Ritiene necessario addivenire sollecitamente alla creazione di un istituto regionale di credito avente lo scopo di concedere mutui ad un tasso di interesse ridotto alle varie categorie economiche locali.
Il Consigliere BARMASSE osserva che occorrerà esaminare bene il problema relativo alle garanzie da richiedersi dagli Istituti di credito per la concessione dei mutui a basso tasso di interesse.
L'Assessore BIONAZ, premesso che nessun Istituto bancario concede prestiti o mutui senza le debite garanzie, informa che la questione delle garanzie, che è importantissima, formerà oggetto di studio approfondito sia da parte della Commissione consiliare che da parte della Giunta.
Aggiunge che la questione sarà discussa dal Consiglio, in sede di esame delle proposte definitive che saranno formulate dalla Giunta.
Il Consigliere NICCO Giulio propone che la disposizione del capoverso n. 1 della proposta di deliberato sia rettificata e completata come segue "di approvare, in via di massima, la proposta di stipulare con istituti di credito locali convenzioni per la concessione di mutui a medio termine a favore dell'artigianato, delle piccole e medie industrie, dell'industria alberghiera, dell'agricoltura e dell'edilizia popolare, ad un tasso di interesse ridotto...".
Il Presidente, PAREYSON, pone ai voti, per alzata di mano, le proposte formulate dalla Giunta, completate come sopra precisato dal Consigliere Nicco Giulio.
IL CONSIGLIO
preso atto di quanto riferito dall'Assessore alle Finanze, Bionaz;
ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti e votanti numero ventotto);
Delibera
1) di approvare, in via di massima, la proposta di stipulare con Istituti di Credito bancario convenzioni per la concessione di mutati a medio termine a favore dell'artigianato, delle piccole e medie industrie, della industria alberghiera, dell'agricoltura e dell'edilizia popolare ad un tasso di interesse ridotto, mediante assunzione a carico regionale di una parte del tasso di interesse, con versamento anticipato agli Istituti di credito delle somme corrispondenti alla capitalizzazione dell'ammontare annuale degli interessi a carico regionale;
2) di dare incarico alla Giunta di iniziare trattative con i vari Istituti di Credito bancario e di sottoporre all'esame della Commissione consiliare e del Consiglio concrete proposte per la stipulazione delle convenzioni di cui alle premesse e per l'assunzione a carico regionale di parte degli interessi sui prestiti bancari da concedere a favore delle sopramenzionate categorie economiche.
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