Oggetto del Consiglio n. 264 del 27 aprile 1979 - Verbale

OGGETTO N. 264/79 - Problemi concernenti la sperimentazione scolastica. Svolgimento di interpellanze e trattazione di mozioni.

Interpellation

Le Conseiller régional soussigné vous prie de bien vouloir inscrire à l'ordre du jour de la prochaine séance du Conseil régional l'interpellation dont le texte suit:

Ayant appris que le collège des instituteurs de la 2ème circonscription scolaire d'Aoste a proposé un projet d'expérimentation concernant 842 élèves;

Sachant que la Junte régionale a donné avis contraire à cette initiative pour des raisons économiques et pour le fait qu'elle est trop concentrée;

Connaissant également la disponibilité de l'Assesseur à l'Instruction Publique envers des projets d'expérimentation qui soient économiquement réalisables et qui intéressent un nombre d'élèves réduit;

Interpelle

l'Assesseur à l'Instruction Publique pour connaître ses intentions à ce sujet.

Signé: Bruno Salvadori

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Interpellanza

Nel corso del mese di dicembre dell'anno 1978 sono stati presentati due progetti di sperimentazione del circolo didattico II di Aosta, per la scuola elementare, e del Sottogruppo Scuola Media del Gruppo di lavoro regionale per l'inserimento degli handicappati nella scuola materna e dell'obbligo, per la scuola media.

A questi progetti è stata opposta l'impossibilità dei finanziamenti adeguati, da parte dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione, ma non è stato dato un giudizio sul merito delle sperimentazioni proposte.

Il sottoscritto Consigliere regionale pertanto

Interpella

la Giunta regionale onde conoscere:

- se l'Assessore competente approva o meno il contenuto delle sperimentazioni proposte e, nei due casi, quali sono le proposte alternative o le iniziative che lo stesso intende prendere per superare le difficoltà;

- quali scelte economiche e finanziarie vengono ritenute prioritarie a progetti che ipotizzano una scuola dell'obbligo non emarginante e scientificamente inserita nella società in cui opera;

- quali contatti vi sono stati tra Amministrazione regionale e Ministero della Pubblica Istruzione sia in merito al contenuto che al finanziamento dei progetti e quale è stato l'esito degli stessi;

- quale è stato il parere dell'ispettore tecnico competente in materia pedagogico-didattica e se questo parere è stato inviato al Ministero;

- in che misura sono stati investiti gli organi collegiali (Consiglio scolastico regionale e Consiglio di distretto) e quale ne è stato il parere;

- quali iniziative pratiche l'Assessore intende assumere per concretizzare la riforma della scuola, di cui, soprattutto nella fascia dell'obbligo, se ne sente urgentissima la necessità;

- quale attenzione si è posta ai riflessi occupazionali conseguenti ai progetti di sperimentazione.

Cordiali saluti.

Aosta, li 5 aprile 1979

F.to: Giuseppe Nebbia

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Mozione

Nel corso del mese di dicembre dell'anno 1978 sono stati presentati due progetti di sperimentazione da parte del Circolo Didattico II di Aosta, per la scuola elementare e del Sottogruppo Scuola Media del Gruppo di lavoro regionale per l'inserimento degli handicappati nelle scuole materne e dell'obbligo, per la scuola media.

A questi progetti è stata opposta l'impossibilità dei finanziamenti adeguati, da parte dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione.

A seguito di ciò, per favorire la pubblica discussione sul progetto di sperimentazione, il Consiglio regionale

Delibera

di impegnare:

- l'Assessore regionale alla Pubblica Istruzione a portare in discussione entro il prossimo Consiglio i progetti di sperimentazione presentati dal Collegio dei Docenti del II circolo didattico della città di Aosta e dal "sottogruppo scuola media" del gruppo di lavoro regionale "per l'inserimento degli handicappati nella scuola materna e dell'obbligo";

- la Commissione consiliare Pubblica Istruzione a sentire preventivamente il parere dell'Ispettore tecnico competente in materia pedagogica e didattica ed una rappresentanza nominata dal Collegio dei Docenti del II circolo di Aosta e il sottogruppo scuola media;

- la stessa Commissione a sentire il Consiglio di Distretto e il Consiglio regionale scolastico all'uopo convocati d'urgenza.

Aosta, 5 aprile 1979

F.to: Giuseppe Nebbia

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Mozione

Rilevata l'importanza che riveste la sperimentazione per il rinnovamento e la riforma della scuola;

Dovendo, purtroppo, constatare che i pochi tentativi di sperimentazione di una certa dimensione proposti in Valle d'Aosta non hanno potuto sinora essere attuati in pieno, perché o troncati sul nascere o comunque limitati e poi abbandonati, e che questo si è verificato in particolar modo nella scuola elementare, mentre in altre Regioni stanno andando avanti sperimentazioni di notevole interesse;

Osservando che non può essere disattesa la disponibilità di una grossa parte di insegnanti che vogliono impegnarsi realmente per trovare e realizzare nuove forme di insegnamento per un rinnovamento della scuola;

Sottolineando, quindi, l'importanza che riveste il problema e la conseguente necessità che su di esso vengano coinvolte e possano esprimersi le varie forze politiche;

Venuti a conoscenza della presa d'atto della Giunta regionale del 9 febbraio 1979 in cui era espresso avviso contrario al finanziamento del progetto di sperimentazione proposto dal Collegio dei Docenti del II° Circolo didattico di Aosta per gli anni 1979/1980 - 1980/81 -1981/82;

Tenendo presente che i costi del progetto e la sua estensione avrebbero potuto essere discussi, valutati o comunque concordati meglio con il Collegio dei Docenti ed il Consiglio del Circolo;

il Consiglio regionale

Delibera

di impegnare la Giunta regionale a:

1) riprendere in esame il progetto di sperimentazione del II° Circolo didattico di Aosta;

2) ridiscutere tale progetto con i rappresentanti del II° Circolo didattico, trovando un accordo su costi, estensione del progetto e quanto debba ancora meglio essere definito;

3) operare affinché tale progetto possa essere avviato, cercando gli opportuni accordi e intese al fine di ottenere dal Ministero alla Pubblica Istruzione la necessaria approvazione e l'appoggio anche finanziario;

4) fare in modo che la sperimentazione in Valle d'Aosta possa avere più in generale un suo ruolo specifico, attuando ed eventualmente integrando la relativa legislazione nazionale e creando le opportune strutture.

Aosta, 13 aprile 1979

F.ti: E. Cout - Elio Riccarand - Demetrio Mafrica

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Nebbia.

Nebbia (P.S.I.) - Prima di discutere la mozione, gradirei avere risposta alle domande che sono comprese nell'interpellanza: questo perché tali risposte potrebbero permettere nella discussione circa le mozioni presentate una maggior conoscenza di causa. Credo che su questo argomento non ci sia molto da dire se non altro per illustrare l'interpellanza, in quanto i fatti sono abbastanza noti, se ne è discusso anche in Commissione consiliare, ci sono stati degli incontri con gli esponenti del II° Circolo. Io quindi, prima di riprendere eventualmente la parola per la mozione, gradirei conoscere punto per punto, se è possibile, dall'Assessore la risposta alle domande fatte. Grazie.

Dolchi (P.C.I.) - Direi che l'intervento dell'Assessore potrebbe servire come inizio della discussione generale, ma mi sembra che l'illustrazione, perlomeno per quanto concerne i presentatori delle mozioni ed interpellanze, sia indispensabile per inquadrare il problema. Allora, per quanto riguarda l'oggetto iscritto al punto n. 51 dell'ordine del giorno, chi illustra la mozione? La parola al Consigliere Cout.

Cout (P.C.I.) - Sarebbe magari il caso di sapere dall'Assessore se vuole già darci alcune indicazioni o...per me andrebbe bene lo stesso, non è che...

Dolchi (P.C.I.) - Io sono d'accordo...per le mozioni esiste un dibattito nel quale interviene l'Assessore se il Consigliere Cout non intende illustrare la mozione. La parola al Consigliere Cout.

Cout (P.C.I.) - Ancora ieri ho chiesto all'Assessore di poter prendere visione della circolare ed oggi l'ho avuta senza così che sentissi la necessità di andarla a cercare in Assessorato, anche se sembrava che ultimamente ci fossero alcune difficoltà per avere dei dati...comunque ho avuto la circolare che mi ero comunque già procurato diciamo di straforo. Vorrei partire proprio - al di fuori dell'Assessorato... - da questa circolare n. 27 sulla sperimentazione, che è di Ufficio della Programmazione...hanno spedito ai vari Assessorati... In questa circolare si dice che questa sperimentazione con la ricerca di aggiornamento costituisce parte integrante e qualificante della vita della scuola ed è condizione primaria di qualificato impegno informativo, che caratterizza, che sostanzia la funzione docente. Ecco, io direi che da questo si potrebbe partire e da questa...e così dovrebbe essere intesa la sperimentazione, almeno direi che a questo si dovrebbero avvicinare, tendere, anche se molto spesso si incontrano delle difficoltà. Comunque certamente si dovrebbe a questo tendere, senza fare in modo invece che vengano contrastati questi principi e l'azione che si conduce per arrivare a questi fini.

Questa circolare si riallaccia al decreto presidenziale del Presidente della Repubblica n. 419 del 31 maggio del 1974: "Sperimentazione e ricerca educativa, aggiornamento culturale e professionale ed istituzione dei relativi istituti" ed è proprio su questa circolare che vorrei molto brevemente soffermarmi per evidenziare che in tale decreto esiste all'articolo 9, almeno viene contemplata, l'istituzione di istituti regionali di ricerca, sperimentazione e aggiornamento educativi, che avrebbero i fini di: "raccogliere, elaborare e diffondere la documentazione pedagogico-didattica; condurre studi e ricerche in campo educativo - e al punto n. 3 - promuovere l'attuazione di progetti di sperimentazione cui collaborino più istituzioni scolastiche; organizzare ed attuare iniziative di aggiornamento per il personale direttivo e docente della scuola; fornire consulenza tecnica - che darà - sui progetti di sperimentazione...". Almeno nel commento della circolare che ero riuscito ad avere si dice che questi istituti avrebbero dovuto essere attuati in generale nell'anno 1977-1978. È subito da tenere in considerazione che è in base a questo decreto e con questo istituto di ricerca che si sarebbe dovuto dare un buon appoggio a tutti quanti i progetti di sperimentazione che avrebbero dovuto andare avanti ed essere messi in piedi in Valle d'Aosta e successivamente poi dare anche un parere su questo, invece in Valle d'Aosta tale istituto non c'è e non mi sembra che sia stato fatto finora qualcosa - almeno non ne sono a conoscenza - per metterlo in piedi.

Ancora a proposito della sperimentazione: esiste nella legislazione nazionale, nelle norme di attuazione dello Statuto - mi sembra alla fine dell'articolo 33, all'ultimo comma - un punto in cui si dice che ci dovrebbe essere una reciproca intesa tra la Regione e il Governo sui progetti di sperimentazione e le competenze amministrative su questi progetti dovrebbero essere o del Governo, o della Regione a seconda se si tratti di un progetto di sperimentazione a carattere nazionale o a carattere internazionale. Questi sono direi i riferimenti legislativi nazionali; a livello regionale, almeno sinora, ancora non mi sembra che ci sia stata un'integrazione, almeno soprattutto per quanto riguarda l'articolo 9 del decreto n. 419, neanche non c'è un'attuazione di quella che è una legislazione nazionale, per cui c'è una carenza in questo senso.

Per entrare poi in quello che è il merito del progetto del II° Circolo didattico...e non vorrei entrare nei contenuti, anche perché appunto, sempre riferendosi alla circolare n. 27, si dice che l'attenzione dei provveditori, in questo caso della Sovrintendenza, dovrebbe essere rivolta alla necessità di riservare agli organi scolastici, ai vari livelli di competenza, il potere di proposta di valutazione e attuazione dei progetti di sperimentazione, come pure per le iniziative di aggiornamento degli insegnanti, eccetera, nell'osservanza del decreto n. 419, direi che questo progetto del 2° Circolo è stato presentato secondo tutti i...della legalità e secondo l'iter che doveva fare con gli opportuni pareri favorevoli del Collegio dei docenti e del Consiglio di circolo. Mi sembra invece di rilevare da tutta una serie di considerazioni, di cui in parte condivido pienamente il contenuto, da parte del Consiglio di circolo per tutta una serie di esposti che sono stati fatti e dalle considerazioni che sono state fatte nella riunione, nell'Assemblea del Circolo e scaturite anche nella Commissione Pubblica Istruzione che non tutto almeno sia stato fatto da parte della Regione secondo quanto era nei compiti. Farei un primo riferimento al fatto che pare che non si sia sicuri - ecco qui vorrei una prima risposta dell'Assessore - che il progetto sia stato inviato nei termini in cui doveva essere inviato e un disguido del genere era già successo l'anno scorso quando il Circolo non era a conoscenza dei termini entro cui scadeva la possibilità di fare richiesta all'Assessorato per poter mettere in piedi un progetto di sperimentazione. È mancata poi, in base all'ultimo comma dell'articolo 33, una reciproca intesa prima di dare un parere sul progetto che ci doveva essere tra la Regione e il Governo, invece si è cercato, almeno può essere interpretato in questo modo, di sfuggire a questo - invece di dare una valutazione su questo con una delibera di Giunta - con una presa d'atto che non dovrebbe passare appunto alla Commissione di Coordinamento.

La Regione poi fa riferimento al primo comma dell'articolo 5 di un decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 1945 ed assume a proprio carico tutte le spese che sono della sperimentazione, che invece dovrebbero essere viste in base ad un progetto di sperimentazione...in base al decreto n. 419, dove tutto è da verificare se le spese sono a carico del Ministero o della Regione. La Regione, secondo me, non si è premurata di sapere - anche qui sempre che sia dimostrato diversamente - se le spese sono a carico del Governo o della Regione in questi casi e ha invece assunto in proprio tali spese.

Per dare poi delle valutazioni, che a questo punto sarebbero contestabili...delle considerazioni generali si potrebbero quindi fare su questo: sulla presa d'atto e sulla "lettura" appunto della lettera di accompagnamento che il Sovraintendente ha inviato al Ministero sul progetto di sperimentazione. Non si capisce bene appunto se l'Assessorato, la Sovrintendenza può o no dare dei pareri sui contenuti del progetto, visto che sono stati dati...mi pare che l'Assessore in Commissione abbia detto che non è compito della Giunta dare dei pareri sul contenuto del progetto e allora è da vedere se si può dare un parere definitivo, se si possono fare delle osservazioni, se si può dare un giudizio, un parere globale, magari negativo come sembra sia appunto nelle intenzioni della Giunta, intenzioni che, anche se sono nascoste in questo modo, traspaiono in modo evidente. Se non si possono fare osservazioni, come mi sembra di aver capito dalle parole dell'Assessore in Commissione, mi chiedo il perché del parere negativo non solo sul finanziamento, ma anche sui contenuti del progetto. Ecco, nella circolare ci sono poi delle disposizioni per il provveditore che deve poi rivolgere l'attenzione alla necessità del riservare agli organi scolastici e ai vari livelli di competenza il potere di proposta di valutazione di attuazione dei progetti di sperimentazione e queste norme sono anche contenute nel decreto delegato n. 419 e non si capisce - forse appunto per carenza di informazione o per nostre difficoltà di avere più approfondito le informazioni - se la competenza sul contenuto dei progetti può essere della Giunta o del Sovraintendente agli studi.

Naturalmente interesserebbe poi sapere come queste...caso mai queste osservazioni possono essere fatte dal Sovraintendente agli studi se tenendo conto...del parere visto che non c'è l'Istituto di ricerca che avrebbe dovuto invece dare parere su questo. Se il parere che viene dato dal Sovraintendente deve tener conto di eventuali pareri di ispettori, se questi pareri sono stati dati e sono stati riportati su lettera d'accompagnamento...mi sembra strano che un ispettore debba dare un parere tutto negativo sul contenuto di un progetto di sperimentazione. Ecco, in questo caso, proprio perché non c'è il parere dell'Istituto di ricerca, mi sembra che il Sovraintendente agli studi e la Giunta stessa si siano assunti una grossa responsabilità: quella di dare un parere negativo su un progetto di sperimentazione anche nei suoi contenuti; tra l'altro, sembra che al Ministero tutti i progetti di sperimentazione arrivino con pareri solo positivi e siano rarissimi i casi in cui ci sono delle osservazioni contrarie.

Vorrei fare ancora un paio di considerazioni sulla spesa, che sembra essere l'unica cosa che interessa veramente la Giunta, almeno così nelle parole, e non l'importanza che invece riveste il progetto in sé stesso e per quello che potrebbe rappresentare per un inizio di attività di sperimentazione in Valle d'Aosta. Qui appunto ci sarebbe da verificare se ci sono delle possibilità di vera disposizione dei fondi ministeriali anche in minima...cosa che non è stata richiesta e la Giunta si è assunta in proprio tutte le spese...con la delibera di Giunta dicendo che non ha i fondi a disposizione, e qui sembra di sì anche...perché i progetti di sperimentazione sono diminuiti in questi ultimi tempi a livello nazionale, comunque va beh... La Giunta ha deciso che questi sono a carico della Regione, però allora, secondo me, deve fare delle scelte in base al bilancio, perché altrimenti è troppo comodo dire: "non abbiamo i soldi". Secondo me, il fatto che, per esempio, noi stiamo andando a rivedere da un po' di tempo addirittura una riduzione per i libri di testo...io mi chiedo a questo punto questi fondi a cosa devono poi servire, si parla di taglio di rami secchi nel bilancio, di andare a ridurre le spese, di fondi spesi male non so...per riviste, per una serie di cose che potrebbero essere eliminate e si parla ultimamente addirittura di... Visto che si sta cercando di fare quei famosi corsi in francese per 250 insegnanti o... - non so quanti saranno gli insegnanti che dovranno farli -, si farà una circolare ed essi potranno scegliere di andare, per esempio, a fare questi corsi di francese all'estero all'Università per una ventina di giorni, io mi chiedo se, invece di mandare in ferie gli insegnanti a farsi gli...o a prendersi un po' di aria per imparare meglio il francese, non sia il caso di destinare questi fondi per delle attività di sperimentazione, per i bambini delle scuole. Questa, secondo me, è una scelta che va fatta, perché non è poi detto che in fondo in fondo tali insegnanti, quando ritorneranno in Italia, sapranno far fruttare completamente almeno per un po' di tempo questi soldi che sono stati spesi.

Direi quindi, per arrivare alla nostra mozione, che il progetto di sperimentazione riveste un carattere molto importante in questi campi di sperimentazione e di avviamento ad una riforma della scuola, però ecco una considerazione: se è vero che in qualche modo questa posizione che ha assunto la Giunta può andare a fare in modo che tale progetto venga bocciato sulle considerazioni che sono state apportate ed allegate al progetto, è necessario che questo progetto venga ridiscusso con il Collegio dei docenti, il Consiglio di circolo, che su questo progetto si possa eventualmente anche rivedere un ridimensionamento soprattutto della spesa e che quindi l'Assessorato faccia in modo che venga inviato al Ministero eventualmente un parere nuovo, anche sulla spesa, richiedendo di potere avere dal Ministero dei fondi almeno preventivamente e poi successivamente fare delle scelte di bilancio, altrimenti...va beh. Ci sarebbero poi altre considerazioni da fare, comunque ci sarebbe da vedere almeno queste, qual è la risposta dell'Assessorato e poi eventualmente vedere di ridiscutere tale questione, non so... Nebbia chiedeva nella sua mozione di discutere il contenuto in Consiglio, io non sarei molto d'accordo, anche perché penso che ci siano gli organi competenti che devono dare un giudizio su questo.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Salvadori.

Salvadori (U.V.) - Je crois qu'ici on parle de quelque chose de concret et donc d'un projet d'expérimentation qui a été...par le IIe Cercle, donc on doit faire un discours qui soit concentré sur ce tipe de discours et non pas sur l'expérimentation en général. Or, il y a deux...précis, le 15 décembre 1978 le Collège des instituteurs du IIe Cercle a approuvé un projet d'expérimentation concernant 834 élèves, presque la totalité des élèves du Cercle même, et le 9 février 1979 la Junte régionale a donné avis contraire à cette initiative pour des raisons économiques et pour le fait que cette expérimentation était trop concentrée. Voici donc les deux faits sur lesquels on doit discuter et qui sont à la base soit de mon interpellation, soit des deux motions présentées et qu'on discute maintenant au Conseil.

Or, je voudrais entrer dans les détails concrets de ce tipe de discours, parce qu'on a risqué jusqu'à présent de parler seulement des anges, ou bien de faire des longues promenades dans le "couloir" des textes législatifs et romains sans parler du projet d'expérimentation, projet de 40 pages, qui a été discuté au cours de quelque assemblée à laquelle les forces politiques n'ont pas participé, sauf la force présente que je représente. Je me permets donc d'entrer dans les effets concrets dont parlent ces projets, pour éviter vraiment de faire des discours tout à fait démagogiques, que toute expérimentation est positive et donc je parlerais des questions très précises auxquelles j'ai répondu au cours de cette Assemblée, des questions qui m'avait était posées et d'une série de points qui mettent un peu en clair les motifs pour lesquels cette expérimentation particulière n'a pas la possibilité de devenir concrète s'il n'y a pas de changements dans son discours.

Le premier point fondamental c'est que le Directeur didactique, celui qui a participé avec le collège a préparer ce texte, ce projet a...déclaré que cette expérimentation, ce type de projet de 40 pages n'aurait absolument pu être exportée...en dehors du IIe Cercle et en donnant sont étroite liaison avec le milieu du IIe Cercle...même or c'est clair qu'une expérimentation...si elle peut être utilisée pour d'autres milieux. Le projet prévoit une documentation de 60% du personnel enseignant.

Pour les cours spécifiques d'ajournement aux pages 14-15 du projet si on a adopté la même méthode pour toutes les classes de la Vallée d'Aoste...prévoit le résultat...

Troisième: le projet engage 834 élèves, donc presque 1a totalité des élèves du Cercle pour une expérimentation qui devrait tenir compte au contraire des différentes caractéristiques sociales de la Communauté valdôtaine: l'école de montagne, celle de la colline, celle de la pleine, pour pouvoir être une expérimentation valide qui pourra être diffusée après à toute la Communauté valdôtaine.

Quatrième: le projet est porté de la...pour une partie seulement des enseignants, mais pas par tous les enseignants et on n'a pas tenu compte de l'avis des parents si non au cours des réunions à la fin des cours scolaires, évidemment...on n'a pas expliqué dans tous les détails et étant donné qu'il s'agit d'une chose assez compliquée, l'ensemble de la question...et également on n'a pas expliqué la possibilité d'avoir des résultats négatifs, chose que le projet même prévoit à la page 16.

Quinzième: ...supplémentaire en dehors des...d'ordinaire administration...dépassent largement les deux cent cinquante millions pour un certain cercle didactique.

Sixième point: il n'y aucun engagement de la part de l'Administration communale d'Aoste de réaliser des structures qu'actuellement, selon ce projet, manquent et qui seraient absolument nécessaires selon le projet même qui à la page 28 parle de ce problème.

Septième point: le bilinguisme. Le bilinguisme est prévu par le Statut, n'existe pas car le nombre du français est parifié au nombre...de la langue italienne, tandis que toutes les autres activités (mathématiques, recherches, celles optionnelles) sont prévues en italien, page 19 du texte et cela est démontré aussi par la bibliographie minime qui est à la page 37 du texte: on parle oui de "tempo pieno e classe operaia" pour faire un exemple, mais il n'y a aucun texte en langue française comme bibliographie minime du travail à faire.

Huitième point: la vérification des résultats de cette expérimentation est réalisée par un comité scientifique, didactique, qui, selon les indications de la page 32 du projet, est composé en large majorité par les souteneurs de la même expérimentation et donc en ligne de principe favorable à sa continuité.

Je n'ai pas voulu entrer dans le discours de la méthode, de la philosophie qui est à la base de ce projet, parce que cela nous porterait encore beaucoup plus loin de ce qu'on ira loin aujourd'hui, même si, à l'avis général, je pense que l'ensemble du projet pourrait être très intéressant du point de vue de la nouvelle didactique une fois que les plusieurs problèmes que j'ai soulevés, et les autres que seront certainement soulevés ici, auront trouvé une solution. C'est donc en ce sens que je demande à l'Assesseur à l'Instruction Publique - aussi à la suite d'un engagement que j'ai pris au cours de cette Assemblée, à laquelle ont participé les parents et les enseignants - si on ne pourrait pas revoir toute la question, en donnant a cette expérimentation intéressante, mais trop concentrée comme lieu dans lequel elle est faite et trop élargie comme nombre d'élèves pour être une véritable expérimentation, des dimensions qui puissent permettre de la faire devenir concrète et sérieuse.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Nebbia.

Nebbia (P.S.I.) - Io speravo di avere precedentemente le informazioni che avevo chiesto, ma penso che comunque il dibattito anche senza quelle informazioni può essere ugualmente valido.

Il motivo per cui è stata presentata, oltre all'interpellanza, anche la mozione è un motivo di ordine un po' più generale: mentre l'interpellanza è relativa specificamente al problema che stiamo discutendo, la mozione, coinvolgendo tutte le forze politiche presenti in Consiglio e sollevando il problema generale delle sperimentazioni, in realtà aveva e ha lo scopo di portare in discussione, poiché c'è scritto: "entro il prossimo Consiglio" e non: "in Consiglio", anche eventualmente negli organismi del Consiglio come le Commissioni consiliari, tutta la politica scolastica della Valle d'Aosta.

Evidentemente la discussione sulla singola sperimentazione o sulle singole sperimentazioni - perché i progetti erano due: uno relativo alla scuola elementare, l'altro relativo alla scuola media -, la discussione su questi progetti non può essere completa se non prende il via da una visione globale della politica scolastica in Valle d'Aosta. Ritengo che in questo Consiglio, almeno in questo nuovo Consiglio, se così si può ancora chiamare, una discussione ampia ed aggiornata sulla politica scolastica della Valle d'Aosta sia necessaria e lo scopo principale della mozione era quello di giungere a questo. Infatti possiamo partire da alcune considerazioni circa l'Assessorato e anche da alcune valutazioni che lo stesso Assessore nella Commissione aveva fatto, in quanto l'Assessorato, come molte altre strutture regionali, è più che altro un Assessorato di gestione e nel caso specifico è un provveditorato, un Assessorato di gestione che si occupa dei problemi giornalieri della gestione, che non ha possibilità e forse neanche competenza sufficiente per occuparsi di una programmazione o di una promozione della politica scolastica in Valle d'Aosta e quindi manca in questo settore, come in altri settori - non voglio assolutamente indicare questo come l'unico settore carente di programmazione -, una visione generale, un inquadramento che permetta di valutare a fondo ogni singolo fatto che avviene nella scuola, nel caso specifico i progetti di queste due sperimentazioni.

Le domande che erano state fatte nell'interpellanza quindi volevano anche arrivare a permettere di valutare con quale ottica era stata data la risposta o era stata data la valutazione della Giunta e quindi con quale ottica si poteva vedere od individuare la politica generale della scuola. Ora, questo è lo scopo, lo ripeto ancora, della mozione, quindi ritengo che una sua eventuale approvazione comporterà in un prossimo Consiglio, o prima anche nella Commissione consiliare, o nelle Commissioni consiliari una discussione completa ed articolata.

Io vorrei solamente fare alcune brevi valutazioni, perché non credo che questo sia l'organismo, né il momento per valutare globalmente questi progetti di sperimentazione. Volevo solo dire che è opportuno, è indispensabile che comunque delle sperimentazioni in Valle d'Aosta avvengano, in questo, come in altri settori, non sempre la strada che teoricamente si ritiene percorribile è quella valida, è opportuno valutarla sino in fondo applicandone i principi, realizzandone le proposte e quindi poi valutando in concreto, dopo che se ne sono conosciute le conseguenze, quali sono i vantaggi e quali sono gli svantaggi. Non mi risulta quindi che ultimamente altri progetti di sperimentazione siano stati presentati e pertanto, almeno da questo punto di vista, al dì là della validità o meno specifica dei singoli progetti, le sperimentazioni dovevano essere appoggiate, dovevano essere sostenute e, nel caso non fossero state presentate, dovevano essere stimolate: questo sempre facendo un ragionamento di ordine generale.

Altro aspetto che è già stato toccato in parte da Salvadori è quello che la sperimentazione non dovrebbe essere fine a sé stessa, nel senso che non dovrebbe essere limitata così come ambito di applicazione, se non altro in futuro, in prospettiva, ad una sola parte del territorio o ad un solo nucleo di popolazione. La sperimentazione in quanto totale deve essere finalizzata ad una sua applicazione globale sul territorio, deve essere evidentemente singolarmente inquadrata, nell'ambito in cui opera, però deve avere la possibilità e come tipo di azione, e come personale che se ne occupa e come struttura scolastica...divisioni in classi o meno e come struttura edilizia deve essere...deve avere la possibilità di essere ampliata ed applicata su tutto il territorio regionale, diversamente rimane un'operazione culturale forse validissima, un'operazione culturale che però non lascia a livello di massa, a livello di territorio dei segni. Non vorrei, non voglio anzi approfondire oltre il discorso, perché ritengo che un discorso approfondito e non polemico debba essere fatto in altra sede e poi eventualmente riportato in Consiglio per delle valutazioni politiche e globali.

Ripeto ancora che lo scopo della mozione, e pertanto invito ad una votazione favorevole, è di discutere preventivamente i due progetti di sperimentazione e di portare successivamente in Consiglio le conclusioni e aprire di conseguenza una discussione generale sulla politica scolastica.

Dolchi (P.C.I.) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Sui contenuti della mozione e sul problema di questo progetto di sperimentazione del II° Circolo vorrei innanzitutto sottolineare alcuni dati che sono emersi anche negli incontri che si sono avuti fra la Commissione consiliare permanente Pubblica Istruzione e i rappresentanti dei genitori, dei docenti del II° Circolo e anche con il Direttore didattico. Alcuni dati che sono emersi - e che, secondo me, vanno tenuti presenti in tale discussione - sono questi: innanzitutto c'è il fatto che nell'elaborazione di questo progetto di sperimentazione...un impegno degli insegnanti e del Direttore didattico, impegno che ha richiesto un notevole sforzo e che si è concretizzato anche in una ricerca di nuovi strumenti e di nuove metodologie educative, è significativo il fatto che 64 insegnanti abbiano dato la loro adesione ad un progetto che richiederà loro, se verrà attuato, un impegno lavorativo che sicuramente sarà superiore a quello che svolgono attualmente.

Un secondo dato da prendere in considerazione è il fatto che il progetto non nasce dal nulla, cioè non è il frutto di una pensata momentanea e non è quindi soltanto un'affermazione teorica o il frutto di un'elaborazione velleitaria. Leggo nel testo del progetto di sperimentazione che già quest'anno nel II° Circolo ci sono dei tentativi di sperimentazione che riguardano 29 classi, quindi è un processo che sta sviluppandosi e che avrebbe bisogno di fare un salto di qualità, di estendersi e di caratterizzarsi meglio.

Un terzo elemento da tener presente e su questo evidentemente c'è una valutazione diversa da quella che dà il Consigliere Salvadori...bisognerebbe confrontarsi meglio su questo, mi pare che emerga da tutto il testo del progetto di sperimentazione che è stata non solo prevista, ma è stata richiesta una partecipazione dei genitori nella stessa fase di elaborazione al progetto e nell'attuazione della sperimentazione viene attribuito un ruolo importante alla presenza del contributo dei genitori, ci sono delle parti intere dedicate a questo aspetto. Costantemente nella delineazione del progetto si mette in luce il tentativo di impostare in modo nuovo il rapporto fra la scuola e la comunità nella quale la scuola è inserita; questo è, secondo me, un dato molto importante per rompere quella separatezza della scuola, che attualmente è un dato estremamente negativo.

Un altro elemento da sottolineare, a mio avviso in modo positivo, di questo progetto di sperimentazione è l'ampiezza e la concentrazione della sperimentazione...riguardo a questo aspetto, la presa d'atto della Giunta fa balenare almeno, fa sembrare che questo sia un dato negativo, invece il fatto che il progetto riguardi la maggioranza degli allievi e delle classi del II° Circolo è un fatto positivo e non negativo. Soltanto un'estensione di questo genere - e quindi che riguarda non soltanto poche classi, pochi alunni, ma quasi la generalità del 2° Circolo - può dare validità alla sperimentazione, renderla "approvante"; soltanto una simile estensione dà alla sperimentazione una prospettiva di ulteriore estensione e generalizzazione e questo è un dato che è sottolineato anche nei documenti lavorati dalle Commissioni del 2° Circolo. Da questi, da altri dati che si potrebbero elencare, dalla lettura del progetto, dalle discussioni che sono state fatte su questo - mi sembrava che all'interno della Commissione della Pubblica Istruzione il giudizio fosse abbastanza unanime, comunque ci sono dei giudizi e dei pareri contrari, non sono mai emersi... - mi pare che emerga un giudizio di un progetto serio, non velleitario, frutto non appunto di un'invenzione momentanea, ma del lavoro e dell'impegno di numerosi insegnanti e genitori.

È evidente - e questo è anche un elemento che è emerso nella discussione qui oggi che evidentemente era già presente anche nella discussione della Commissione - che questo progetto, come qualsiasi altro progetto di sperimentazione, contiene anche degli aspetti che andrebbero approfonditi, discussi, valutati: il problema dei costi, evidentemente richiede dei costi di un certo peso e che quindi vanno valutati; c'è quindi il problema della possibilità o meno di estendere e di generalizzare anche ad altre zone della Valle d'Aosta, anche ad altri circoli questo progetto, è un problema che andava considerato più attentamente, andava più approfondito. Ecco il problema grave io dico del Consiglio regionale, nei suoi organi: Commissione di Pubblica Istruzione, della Giunta regionale: l'aspetto grave della situazione è che questo sforzo di approfondimento noi tutti insieme...e, in particolare, c'è una responsabilità che riguarda noi, me stesso come membro di una Commissione consiliare e penso ancora in modo più pesante chi ha il potere decisionale, l'Esecutivo della Giunta...questo approfondimento, questa discussione non c'è assolutamente stata. È questo, secondo me, l'aspetto più negativo dell'atteggiamento assunto nei confronti di tale progetto: è mancata, a mio avviso, proprio la volontà di entrare nel merito dei problemi posti da progetto, di fare questo approfondimento di andare oltre il dato finanziario quantitativo.

Si è voluto dare da parte della Giunta e della Sovrintendenza una risposta fondamentalmente di carattere burocratico, già l'anno scorso il progetto era stato presentato ed era stato respinto per decorrenza dei termini, perché era stato presentato troppo tardi, senza dare nessuna indicazione ulteriore, senza dare nessun cenno, diciamo così, di benevolenza, o comunque di accoglienza favorevole, si era stati invitati a respingerlo indietro per decorrenza... Quest'anno è stato ripresentato in tempo ed è stata data una risposta analogamente burocratica, basata sull'aspetto finanziario, si è rifiutato di porre un atteggiamento dialettico, un atteggiamento di approfondimento e capace di recepire quello che c'è, secondo me, di positivo in questo progetto. Ora, dietro tali risposte burocratiche che ci sono state emerge, a mio avviso, una mancanza di volontà di recepire la proposta di rinnovamento e di cambiamento che è presente nel progetto di sperimentazione.

La presa d'atto della Giunta con cui si rifiuta il finanziamento della sperimentazione e ancor di più la lettera del Sovraintendente con cui egli ha accompagnato la trasmissione del progetto al Ministero della Pubblica Istruzione...questi due documenti cercano soltanto di individuare gli aspetti ritenuti negativi o carenti del progetto di sperimentazione, senza fare nessun pur minimo accenno alla presenza degli aspetti positivi. Il Consigliere Cout sottolineava prima che tutti i progetti che vengono trasmessi al Ministero hanno in genere soltanto il parere positivo, cercano di "mettere in atto" soltanto certi aspetti positivi, qui abbiamo la situazione completamente opposta: se voi leggete la presa d'atto della Giunta o la lettera d'accompagnamento del progetto inviata dal Sovraintendente, c'è uno sforzo nella lettera del Sovraintendente, addirittura proprio si arriva ai cavilli, nel cercare tutti gli elementi che possono mettere in cattiva luce il progetto di sperimentazione.

Il parere negativo poi della Giunta sul finanziamento, a mio avviso, è arbitrario e politicamente ampiamente discutibile, anzitutto perché si doveva discutere attentamente, confrontandosi con i promotori della sperimentazione, dell'entità effettiva dei costi, infatti i promotori del progetto di sperimentazione non sono d'accordo sulle cifre presentate nella presa d'atto della Giunta, dicono che si può fare lo stesso...spendendo molto di meno, se non altro bisognava confrontarsi prima su questo e vedere qual era l'entità reale delle spese che si dovevano fare.

In secondo luogo non sono del tutto convinto, anche se si dovessero spendere 200-250 milioni per un progetto di sperimentazione che coinvolge 834 alunni, 69 insegnanti, che vedrebbe la partecipazione di parecchie centinaia di genitori, che questa roba qui sia da scartare solo perché ha un costo. Evidentemente ogni iniziativa qualificante ha dei costi, il problema è semmai di rivedere le impostazioni del bilancio regionale, di qualificare la spesa e vedere come si può potenziare, ad esempio, tutto quanto il settore della pubblica istruzione, che penso sia un settore di estrema importanza. Inoltre la Giunta regionale - questo è un altro elemento importante da tener presente - poteva far presente la sua difficoltà a coprire tutte le spese di una sperimentazione ritenuta...però se la riteneva comunque utile da farsi...e chiedere al Ministero della Pubblica Istruzione un contributo addirittura per la copertura di tutte le spese e ci sono dei fondi previsti per le sperimentazioni. Si poteva comunque far presente una difficoltà propria, dare un giudizio comunque favorevole, positivo o di attenzione nei confronti del progetto e far presente le proprie difficoltà finanziarie ed invece semplicemente il progetto noi non lo finanziamo e siamo...nei confronti del progetto.

La lettera del Sovraintendente poi, che si basa fondamentalmente e fa riferimento alla presa d'atto della Giunta, è ancora peggiore nel suo contenuto, perché innanzitutto il Sovraintendente fa presente, trasmette...ha trasmesso innanzitutto, mi pare, con ritardo...adesso sentiremo le osservazioni dell'Assessore, ma mi pare che comunque questo progetto sia stato trasmesso con ritardo il 13 marzo, quando è stato comunicato al Sovraintendente all'inizio di gennaio. È stato trasmesso con ritardo e soltanto lo si precisa nelle lettere per dovere d'ufficio, cioè proprio già assumendo un atteggiamento di distacco, come dire: "questa qui la mandiamo, è una cosa che noi non centriamo, proprio non ci riguarda". C'è una puntualizzazione di carattere burocratico che evidentemente dietro esprime anche una volontà e poi, come dicevo già prima, in questa lettera del Sovraintendente si cercano proprio tutti gli elementi in modo puntiglioso per criticare il progetto senza fare balenare la minima ombra di simpatia, non diciamo di più, per l'iniziativa.

La sensazione che si ha leggendo la presa d'atto della Giunta e la lettera del Sovraintendente è insomma che dietro ci sia una precisa scelta: la scelta di non far procedere in nessun modo il progetto di sperimentazione e questo non tanto per i motivi che sono indicati nella lettera, ma per due, secondo me, ordini di motivazioni: la prima mi pare che sia quella che ha evidenziato nel suo intervento il Consigliere Salvadori, cioè non si accetta fondamentalmente questo progetto di sperimentazione, non tanto per i costi, non tanto per una serie di problemi di carattere tecnico se vogliamo, non tanto perché, come dice il Sovraintendente, non è quantificata la spesa degli insegnanti in queste cose qui, ma quanto perché non si accettano i meriti, i contenuti di tale progetto. Ecco, allora, se è questa la motivazione, bisognava dire queste cose apertamente e non nascondersi dietro a dei problemi, a delle valutazioni di carattere burocratico, mentre poi, in realtà, dietro c'era una scelta politica nei confronti di tale progetto; questo, secondo me, è uno dei motivi per cui il fatto non ha...non c'è stato un parere negativo di questo genere...

Il secondo atteggiamento che, secondo me, emerge da parte dell'Esecutivo, da parte della Giunta nei confronti di questo progetto è che c'è un modo di ragionare, un modo di valutare le cose...che potere assumere in questo modo... Le sperimentazioni, i rinnovamenti che ci devono essere nella scuola valdostana devono partire dall'alto: devono essere un'iniziativa che è pensata, guidata e diretta a livello di Giunta regionale, a livello di Assessorato, eccetera, mentre invece non c'è uno sforzo sufficiente per recepire quelle che sono le iniziative dal basso, che sono iniziative in grado di cambiare talmente la scuola, perché solo per la disponibilità reale di docenti, di genitori, di personale qualificato della scuola si può riuscire a cambiare qualcosa. È molto difficile invece riuscire a cambiare qualcosa attraverso una cosa che parte dall'alto e che non recepisce quelli che sono gli istinti provenienti dal basso, quindi, secondo me, se si vuole andare in questa direzione di cambiamento, di rinnovamento della scuola, di cercare di ancorare anche maggiormente la scuola alla realtà, quella che è la realtà valdostana, proprio perché bisogna recepire tutti gli sforzi che vengono fatti a livello di base, io propongo - e questo con il "consenso" della mozione che abbiamo presentato insieme ad altri Consiglieri - che la Giunta regionale riprenda in considerazione interamente il problema della sperimentazione del 2° Circolo, riveda le motivazioni che ha dato e rifletta maggiormente, entri nel merito del progetto così come è stato presentato, andando oltre a quella che è stata la risposta burocratica ed educativa che c'è stata fino ad ora.

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, la discussione continua, non ci sono iscritti a parlare. Io penso che un primo intervento dell'Assessore alla Pubblica Istruzione possa favorire la continuazione, poi la conclusione del dibattito. La parola all'Assessore alla Pubblica Istruzione, Maria Ida Viglino.

M. Ida Viglino (U.V.) - Io ritengo che ci sia parecchia confusione sulla questione della sperimentazione e degli organi competenti a valutare questa sperimentazione, quindi mi permetterò, affinché la questione venga chiarita maggiormente, di indicare esattamente, basandomi sugli articoli di leggi, quali sono quelle competenze e qual è prima di tutto la proposta di sperimentazione strutturale. Essa compete al Collegio dei docenti, al Consiglio d'istituto e di circolo ed al Consiglio scolastico distrettuale, nonché evidentemente anche al Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione (primo comma dell'articolo 3 del D.P.R. n. 419).

Secondo: non rientra fra le competenze - questo chiarimento vista l'interpellanza e la mozione del Consigliere Nebbia - del Consiglio scolastico regionale formulare parere su progetti di sperimentazione.

Terzo: né il Consiglio scolastico regionale, né il Consiglio distrettuale hanno funzioni consultive in ordine alle proposte di sperimentazioni avanzate da altri organi scolastici collegiali, tali compiti sono di esclusiva competenza - per ora, nell'attesa della creazione degli istituti di ricerca - dell'apposito Comitato tecnico-scientifico operante presso il Ministero della Pubblica Istruzione, circolare ministeriale n. 27 del 1977.

Quarto: l'Ispettore tecnico non è investito di funzioni di amministrazione attiva, le sue sono funzioni di assistenza tecnico-didattica e di consulenza tecnica per il Sovraintendente, per l'Assessore (articolo 4 del D.P.R. n. 417).

Quinto: non può essere riconosciuta la qualifica di organo dell'amministrazione scolastica al gruppo di lavoro che è citato in un'interpellanza, istituito in conformità alla circolare ministeriale n. 216 del 1977; tale gruppo di lavoro ha esclusivamente funzioni consultive nei riguardi del Sovraintendente agli studi.

Vorrei quindi dire che, sulla base di queste precisazioni, l'Assessore non ha assolutamente competenza per approvare o meno i contenuti delle proposte di sperimentazione, né tanto meno per avanzare delle proposte alternative o sostitutive di quelle deliberate dai competenti organi scolastici collegiali.

Continuo sempre a rispondere alle domande dell'interpellanza del Consigliere Nebbia: le scelte prioritarie dell'Amministrazione regionale sono già state oggetto di ampio dibattito in Consiglio regionale ed in occasione della discussione sul bilancio di previsione per l'esercizio in corso e questo spiega perché noi non avevamo a disposizione l'importo necessario per dare il via ad una sperimentazione di così ampio respiro, poi se io sia d'accordo o meno su delle sperimentazioni di così ampio respiro questo lo vedremo in un secondo tempo. Il finanziamento delle sperimentazioni, come ogni altra spesa attinente al funzionamento dei servizi scolastici, è a carico del bilancio regionale: ecco il motivo perché è stato citato il primo comma dell'articolo 5 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato n. 365 del 11 novembre 1946 e a questo proposito vorrei ricordare che le competenze di questa legge sono ribadite all'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica n. 861.

Sono comunque a carico della Regione - questo è stato anche segnalato dal Consigliere Salvadori - le spese inerenti al trattamento economico del personale docente (articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica n. 861 del 31 ottobre 1975) e noi sappiamo che in una sperimentazione che coinvolge 64 insegnanti evidentemente queste spese non sono indifferenti, infatti le abbiamo valutate nella presa d'atto della Giunta di circa 225.000.000, in cui è evidentemente inclusa la spesa inerente al personale supplente in sostituzione del personale assente. Facendo questo calcolo, che io mi sono fatta rifare in questo momento per essere ben sicura del fatto mio, noi abbiamo tenuto conto dello stipendio, del primo parametro...non siamo andati a vedere se degli insegnanti che avrebbero preso parte a questa sperimentazione avevano dei parametri maggiori o minori, siamo partiti proprio dal parametro iniziale, anzi il calcolo che mi è stato trasmesso è di 187.000.000 e, se noi mettiamo l'incidenza...che è la media regionale e che dobbiamo integrare per le assenze del 25%, arriviamo a 233.000.000, quindi, valutando in 225, abbiamo addirittura previsto un'incidenza un po' minore rispetto al 25%, anche se è stato fatto presente che l'incidenza delle sostituzioni nel II° Circolo non ha mai oltrepassato il 15% circa, noi dobbiamo pur prevedere quella che è la media regionale. D'altra parte, sempre sulla questione finanziaria, a conferma che la spesa delle sperimentazioni dal Ministero è considerata sulle spalle della Regione nell'unica Convenzione per la sperimentazione che è stata fatta con il Ministero per il biennio unitario è detto all'articolo 5 che sono a carico dell'Amministrazione regionale, oltre naturalmente alle spese per il personale insegnante, "gli oneri finanziari eccedenti le normali prestazioni scolastiche".

Il parere dell'Ispettore tecnico - visto che è richiamata spesso la questione del parere dell'Ispettore tecnico, che è un parere interno di cui l'Amministrazione si avvale, come dei pareri di altri uffici - è stato recepito nella nota di trasmissione del Sovraintendente agli Studi al Ministero della Pubblica Istruzione, infatti l'Ispettore tecnico aveva accennato a qualcosa su cui ritornerò e cioè, diciamo, la difficoltà di controllo e di valutazione, perché questo - ed è stato accertato dal Consigliere Salvadori - praticamente rimane fra le mani di chi realizza la sperimentazione. D'altronde il Ministero ha un suo ufficio per l'esame dei progetti di sperimentazione, esame che avviene indipendentemente dai pareri espressi da qualsiasi ispettore tecnico periferico. Nessuna comunicazione, in quanto non dovuta, è stata fatta al Consiglio scolastico regionale, al Consiglio scolastico distrettuale.

Visto che si parla anche di "riforma della scuola", che riguarda esclusivamente la riforma della scuola secondaria di secondo grado...è un problema di cui è investito il Parlamento italiano, e quando mi si dice che dovrei concretizzarla...io non so come posso concretizzare qualcosa ancora prima che la riforma sia divenuta operante...su quell'argomento tornerò poi.

Per quanto riguarda l'accenno fatto ai riflessi occupazionali, che sono sempre molto meritevoli di attenzione, questi riflessi non possono però condizionare la soluzione di problemi i cui contenuti sono di natura didattico-metodologica e comunque non possono essere disgiunti dalla preliminare formazione professionale di chi viene investito in questo lavoro.

Dunque è stato fatto più volte cenno ad un ritardo nella trasmissione di questo progetto, ora noi avevamo comunicato con telegramma e non soltanto per quanto riguarda la sperimentazione del II° Circolo, ma anche per il progetto di sperimentazione quinquennale della scuola secondaria, che sarebbe stato inviato in un secondo tempo il progetto stesso accompagnato dalla lettera di trasmissione. D'altra parte, vorrei dire al Consigliere Riccarand che la questione di trasmettere per dovere d'ufficio è una frase che viene continuamente usata ogni volta che c'è una trasmissione e non deve essere presa nel senso come lui l'ha presa, cioè che si fa qualcosa perché uno è assolutamente obbligato, perché in questo momento si sta cercando di accusare l'Esecutivo di non aver voluto far niente per questo progetto.

Noi abbiamo fatto quello che era di nostra competenza e quindi non vedo perché dovremmo essere continuamente messi in accusa per non aver fatto questo, per non aver fatto quest'altro: noi abbiamo fatto quanto di nostra competenza! Questo progetto comportava una spesa che il nostro bilancio in questo momento non poteva assolutamente sopportare, l'abbiamo detto, abbiamo fatto una presa d'atto come si fa normalmente in questi casi, presa d'atto d'altra parte che è stata comunicata al Ministero e quindi non vedo per quale motivo avremmo dovuto agire diversamente dato che noi abbiamo adempiuto ai doveri di nostra competenza.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Molto brevemente sulle affermazioni dell'Assessore. Mi sembra che la risposta dell'Assessore rimanga in quell'ottica che avevo detto prima e cioè rimanga una proposta fondamentalmente burocratica.

Ora, io mi rifiuto di credere che l'Assessore regionale alla Pubblica Istruzione, nei confronti di un progetto di questo tipo, non possa prendere una posizione. Io non dico che debba entrare nel merito dei contenuti ed esprimere una valutazione globale sul contenuto, evidentemente però una valutazione politica sul progetto la dà e, secondo me, la Giunta l'ha data facendo questa presa d'atto, così come l'ha data il Sovraintendente cercando di mettere in luce gli aspetti negativi e non gli aspetti che lui avrebbe potuto ritenere positivi. Secondo me, una scelta politica qui dentro è presente, allora tanto vale disquisirla, è meglio dire chiaramente che nel progetto ci sono delle cose che magari non sono condivise, ecco però allora discutiamo di queste cose: sarà il problema dell'ampiezza, sarà il problema di come sono impostati certi... Secondo me, è profondamente sbagliato barricarsi dietro i discorsi e dire: "noi non abbiamo competenza, noi dobbiamo occuparci solo del problema finanziario", quando poi, in realtà, già nel dare questo tipo di risposta dietro c'è una scelta che viene fatta ed è una scelta politica di dire: "noi su questo progetto non ci impegniamo"; ecco, invece, secondo me, se c'è disponibilità nei confronti dei progetti di questo tipo, bisogna dire: "discutiamo insieme, come entriamo nel merito di questi problemi qua, discutiamo insieme che competenze abbiamo come Assessorato e poi discutiamo insieme come farle marciare a livello di Ministro queste cose", ma questa volontà, secondo me, non emergeva dalla presa d'atto, anzi...e non è emersa neanche nella risposta dell'Assessore.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Cout.

Cout (P.C.I.) - L'Assessore diceva che l'Assessorato, il Sovraintendente non possono dare un parere definitivo sul progetto, però ecco io vorrei proprio, riprendendo alcuni punti della lettera d'accompagnamento del Sovraintendente inviata assieme al progetto, far rilevare, far vedere come poi in definitiva questi pareri possono influire sul giudizio che darà poi il Ministero su queste cose. Nella lettera, oltre alle considerazioni sull'espresso avviso contrario al finanziamento che era stato dato in quell'atto dalla Giunta, si dice che il preventivo di spesa riportato nel progetto parziale incompleto...in particolare figurano: le maggiori spese per la retribuzione del personale docente o corrente in eccedenza all'organico; la spesa per la presenza dell'insegnante alla mensa scolastica, cose che poi sono state contestate, la presenza delle insegnanti era per un giorno alla settimana, non sempre; il maggior concorso a carico della Regione delle spese per la refezione degli alunni - e qui ha fatto appunto la considerazione che la mensa per gli alunni deve essere un servizio che va avanti -; il maggior concorso a...l'installazione di laboratori linguistici, che invece non implicavano spese...la valutazione fatta dall'organo regionale collocata alle spese escluse quelle ricorrenti tra i 270-320 milioni...si è visto che il costo potrebbe aggirarsi invece sui 180-190 milioni e già qui c'è un'espansione della spesa che porterebbe senz'altro il Ministero a dare un giudizio negativo. Oltre a questo, però, la lettera d'accompagnamento del Sovraintendente è entrata nel merito anche sui contenuti quando si dice che non paiono sufficientemente validi il coordinamento e le verifiche delle attività sperimentali: non sono individuati i mezzi di comunicazione coi docenti delle classi non sperimentali, fa difetto ogni indicazione circa la modalità di presentazione all'accoglimento delle domande di iscrizione delle classi sperimentali ai sensi dell'articolo, cosa che può essere benissimo fatta successivamente. Questi punti, che sono poi stati contestati, mi pare siano ad indicare in che luce vuole far mettere tale progetto l'Assessorato, il Sovraintendente agli studi; adesso appunto qui le varie competenze andrebbero meglio chiarite nei confronti del Ministero per il giudizio che deve poi dare in definitiva.

Per quanto riguarda il parere dell'Ispettore tecnico, proprio per quello che è stato preso per compilare questa lettera d'accompagnamento...quello che mi pare strano è che il parere dell'Ispettore tecnico sia solo negativo e vengano riportati questi punti; io mi chiedo a questo punto se è stato allegato il parere tecnico completo dell'Ispettore.

Per quanto riguarda il costo - ed è un po' qui il clou della questione -, se è vero che questo costo non può essere addebitato al Ministero, cosa che, secondo me, è discutibile proprio perché, essendo un progetto sperimentale, fa parte dei capitoli speciali, ci sono degli stanziamenti speciali. Sembra che dal Ministero si dica che anche la Valle d'Aosta, come tutte le altre Regioni, può accedere e di fondi ce ne dovrebbero essere...bisognerebbe verificare questo, penso che non costi molto e senza partire così addebitando tutto alla Regione il costo totale del progetto. Se si deve discutere di costi, comunque andrebbero poi fatte delle scelte, solo che queste scelte vengono sempre fatte nel chiuso, nell'ambito della Giunta e di questo non ne discuteremo mai in Consiglio: sono tutte o ratifiche di delibere di Giunta, o che, come questo parere, vengono dati senza tenere conto di una discussione in Consiglio, che, secondo me, sarebbe più che necessaria. Oltre il fatto poi appunto che questo costo poteva essere discusso...nella nostra mozione noi chiediamo espressamente che si riveda questo, il Collegio dei docenti, il Consiglio di Circolo mi pare che fossero disposti a rivedere anche un ridimensionamento di questa cosa, che invece non è stata fatta e non so se è nelle intenzioni dell'Assessore di fare almeno in futuro... Comunque, io direi che se si va a fare questo...va beh, o, se si farà nel futuro, è un conto, vuol dire che c'è disponibilità da parte dell'Assessore e della Giunta di vedere un'effettiva possibilità di andare a valorizzare tutti questi progetti e quella che può essere l'opera degli insegnanti, altrimenti vengono un po' poco ricompensati per quell'attività che fanno in più, così pure andare a valorizzare quella che deve essere la funzione degli organismi collegiali della scuola, invece di bocciare così tout court questi progetti.

Mi sembra che una considerazione che ha fatto Riccarand possa essere tenuta molto in considerazione: appunto che è con delle decisioni burocratiche, con un modo di fare burocratico che si vanno poi invece in definitiva a bocciare dei progetti i cui contenuti hanno una loro grandissima validità.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Nebbia.

Nebbia (P.S.I.) - Io vorrei ringraziare l'Assessore per tutte le delucidazioni che mi ha fornito, delle quali ho preso buona nota, mi sono solo perso nelle citazioni di norme di legge, di decreti e di competenze varie e questo fatto ha confermato quanto dicevo in precedenza: che purtroppo...e compatisco l'Assessore per questo, perché non credo che sia responsabile di questo fatto, ma purtroppo l'Assessorato della Pubblica Istruzione è quasi diventato un passacarte che applica delle norme di legge in modo burocratico per gestire il personale, per gestire quanto le leggi nazionali prescrivono, ma l'aspetto programmatico e promozionale rimane secondario, anche se l'Assessore dice che in sede di bilancio se ne è discusso, se ne è discusso nei limiti del bilancio.

Direi che le idee, le proposte non sono registrate contabilmente nel documento finanziario, ma che invece possono uscire da discussioni, da analisi e da sperimentazioni quale questa di cui stiamo discutendo, quindi, facendo queste considerazioni che sono negative per l'Assessorato, nel senso che mi pare non risponda alle nostre specifiche esigenze e che sono connesse anche alle competenze regionali in modo globale, credo che una discussione più approfondita sia pur sempre necessaria per chiarire, come mi pare dicesse Cout, quali sono le competenze e che cosa possiamo fare al di fuori di tutto questo marasma burocratico.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Segretario Minuzzo.

Minuzzo (P.S.D.I.) - Molto brevemente per non togliere troppo tempo qui al Consigliere...innanzitutto ritengo che qui si stia facendo un po' di confusione, perché non penso che il Consiglio sia l'istituto più idoneo e più valido per discutere un progetto di sperimentazione che è stato presentato dal II° Circolo didattico, ma ritengo che in aula consiliare si debba al limite discutere sugli indirizzi politici da dare alla scuola nell'ambito della nostra Regione, compresa anche la sperimentazione.

Evidentemente, fatte queste premesse, dico subito che non condivido assolutamente, e voterò contro, la mozione presentata dal Consigliere Nebbia, mentre ritengo di poter così tenere in considerazione il quarto punto della mozione presentata dai Consiglieri Cout, Riccarand e Mafrica, dove si dice: "fare in modo che la sperimentazione in Valle d'Aosta possa avere più in generale un suo ruolo specifico, attuando ed eventualmente integrando la relativa legislazione nazionale e creando le opportune strutture". Evidentemente un grosso merito hanno avuto i docenti del II° Circolo didattico quando - penso con molta abnegazione, molto lavoro - hanno portato a compimento uno studio sulla sperimentazione che si può attuare in Valle d'Aosta, indubbiamente, però chiaramente, quando non c'è un indirizzo politico dell'Esecutivo regionale, va in contrapposizione giustamente, come diceva l'Assessore, alle possibilità finanziarie della Regione, in quanto chiaramente se un progetto di sperimentazione in un solo circolo viene a costare circa 200 milioni, chiaramente se tutti i circoli didattici della nostra Regione presentassero un progetto di sperimentazione di pari validità, indubbiamente dovremmo spendere una cifra non indifferente per poter portare avanti questo discorso. Per la sperimentazione nella scuola, l'Esecutivo regionale potrebbe benissimo presentare al Consiglio regionale uno studio suo su cui il Consiglio si esprime, delibera come è stato fatto per la sperimentazione della Scuola di agricoltura.

Ribadisco che non condivido assolutamente la mozione presentata dal Consigliere Nebbia e ritengo di poter concordare sulla mozione presentata dai Consiglieri Cout, Riccarand e Mafrica se rivedono o se sopprimono i primi tre punti della loro mozione, perché chiaramente si va a discutere sui problemi specifici del progetto di sperimentazione presentato. Ritengo che questo non sia il luogo e la sede più adatta, ma sono disponibile con i compagni del Partito Comunista a votare una mozione in cui si chieda un preciso impegno dell'Esecutivo regionale affinché porti nel più breve tempo possibile un progetto di indirizzo politico per la scuola, la sperimentazione in Valle d'Aosta.

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, non c'è più nessuno che è iscritto a parlare? C'è ancora qualche Consigliere che intende prendere la parola in sede di discussione generale? Allora se più nessuno chiede la parola, io considero chiusa la discussione generale sugli oggetti nn. 43 e 51 dando la parola all'Assessore alla Pubblica Istruzione. Rimarrà poi a ciascuno di voi, Signori Consiglieri, rappresentanti dei vari gruppi, la possibilità di intervenire per dichiarazione di voto.

La parola all'Assessore alla Pubblica Istruzione, Maria Ida Viglino.

M. Ida Viglino (U.V.) - Dunque, ho sentito più volte ripetere qui, in quest'aula, che l'Assessorato della Pubblica Istruzione, diciamo...agisce soprattutto in un ambito perfettamente burocratico. Riconosco che per noi è abbastanza difficile agire con ampia libertà, ma vorrei anche ricordare al Consiglio che non è che noi siamo rimasti lì a guardare dalla finestra e sistematicamente abbiamo pensato: noi non vogliamo sentire parlare di sperimentazione in Valle d'Aosta, perché in tutti questi anni abbiamo fatto delle sperimentazioni. Non bisogna soltanto credere che la sperimentazione debba essere semplicemente quella prevista dai progetti presentati dai collegi dei docenti, si sono fatti altri tipi di sperimentazione: se pensiamo che da tre anni funzionano le quarte e le quinte classi sperimentali degli Istituti Professionali Regionali...questo è un esempio di sperimentazione e di sperimentazione concreta, perché finalmente ha permesso a quella scuola, che era considerata dei poveri, di avere perfettamente le carte in regola, perché coi diplomi che sono rilasciati alla fine di queste classi sperimentali gli alunni, gli studenti possono iscriversi liberamente a qualunque facoltà delle università nostrane; per esempio, abbiamo cercato di dare almeno non dico una soluzione definitiva, ma abbiamo cercato di avviare...uno dei problemi fondamentali della nostra società civile, che consiste nell'inserimento dei bambini portatori di handicap in tutte le nostre scuole materne ed elementari e adesso stiamo studiando l'inserimento a livello di scuola media, ora, in questo campo noi, pur con tutti i lati negativi che la sperimentazione presenta ancora, siamo all'avanguardia, perché nessuna Regione in Italia ha realizzato questo.

Non sto a parlare, perché è già stato fatto oggetto qualche volta di richieste di chiarimenti, di tutto lo sforzo che la Regione ha fatto nel cercare di dare al corpo insegnante una valida formazione professionale, perché tutti parlano di sperimentazione senza ricordare che nessuna sperimentazione può riuscire se a monte non c'è una preparazione valida del corpo insegnante ed è su questa linea che noi ci siamo mossi per la famosa sperimentazione che pensiamo di portare a buon termine sul quinquennio di una scuola sperimentale di secondo grado. Prima abbiamo delegato ad una commissione di studio, e l'ha fatto con molta serietà, la stesura di un progetto, che in questo momento è stato messo in discussione, e dovrei ricordare al Consigliere Nebbia che noi abbiamo inviato a tutte le forze politiche il progetto di sperimentazione per un quinquennio d'istituto secondario di secondo grado. Ci sarà poi la fase di preparazione del corpo insegnante ad affrontare una sperimentazione di questo genere e, quando avremo la certezza di non ripetere gli errori che purtroppo sono stati fatti quando si è trattato di biennio sperimentale, allora noi avvieremo questa sperimentazione utilissima in vista di una riforma della scuola secondaria, che giace tuttora nei cassetti del Senato.

Vorrei allora chiedere alle forze politiche perché non sono intervenute, affinché anche il Senato approvasse questo progetto: sono sei mesi che il progetto approvato dalla Camera dei Deputati è rimasto nei cassetti del Senato! Perché, vedete, la parola "sperimentazione" è una parola che è di gran moda in questo momento, ma quello che noi dobbiamo evitare, almeno alla Valle d'Aosta, è di avere delle sperimentazioni che un certo momento non danno quello si aspetta da loro e non credo, Consigliere Riccarand, che il fatto che una sperimentazione coinvolga 834 alunni e 64 insegnanti sia un motivo sufficiente per dichiararla del tutto positiva.

Io quindi concludo in questo modo: io e anche la Giunta voteremo contro la mozione presentata dal Consigliere Nebbia per i motivi che sono stati illustrati chiarendo le competenze dei vari organismi. Devo dire che concordiamo con il Consigliere Minuzzo per quanto riguarda il 4° punto della mozione presentata dai Consiglieri Cout, Riccarand e Mafrica; evidentemente non possiamo concordare sui tre punti precedenti, perché coinvolgono un progetto di sperimentazione su cui la Giunta ha già dato il suo parere.

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, siamo arrivati al termine della discussione generale e rimangono quindi da prendere in esame per la votazione le due mozioni: quelle iscritte ai punti n. 43 e n. 51 dell'ordine del giorno. La prima domanda che la Presidenza rivolge ai Consiglieri presentatori è quella...che intendono che le mozioni siano votate non ci sono dubbi...il Consigliere Nebbia, che in ordine di presentazione è quello che dovrebbe vedere per primo votata la sua mozione, chiede che la sua mozione sia... La parola al Consigliere Nebbia.

Nebbia (P.S.I.) - Chiederei solo due minuti di sospensione, eventualmente concordiamo una mozione unica tra le due per evitare, se è possibile, magari di dire cose anche in contrasto l'una con l'altra.

Dolchi (P.C.I.) - Il Consiglio non ha obiezioni? La seduta è sospesa.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 17,34 alle ore 17,47.

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, riprendiamo i lavori concernenti la discussione dei punti abbinati n. 14, n. 15, n. 43 e n. 51 dell'ordine del giorno. Per quanto concerne le votazioni a cui il Consiglio era chiamato per i punti n. 43 e n. 51, la breve interruzione ha permesso ai presentatori delle mozioni e al Consigliere Minuzzo, che aveva fatto proposte di variazioni, di raggiungere l'accordo che io vi sottopongo, o perlomeno di raggiungere un non accordo, ma una convergenza sulla procedura da seguire per le votazioni. La prima questione riguarda il punto n. 43: ci sarebbe da parte del presentatore Consigliere Nebbia la proposta e l'accordo di rinunciare alla votazione della sua mozione e la richiesta di votazione separata della mozione n. 51 nei quattro punti che compongono il deliberato. Questa è la proposta che, in base ai suggerimenti e agli accordi intervenuti fra i vari Consiglieri, la Presidenza fa al Consiglio.

Il Consigliere Nebbia allora conferma il ritiro, la non richiesta di votazione della sua mozione.

I presentatori Cout e Riccarand confermano la richiesta di votazione separata dei quattro punti, però il secondo e il quarto punto subiscono un leggero aggiustamento: al secondo punto c'è, dopo la parola "definito", un emendamento aggiuntivo: "in modo che possa costituire base di discussione anche per gli anni successivi"; il quarto punto viene così modificato dopo le parole "di legislazione nazionale": "creando, al più presto, le opportune strutture che possano dare i necessari indirizzi".

Se le trattative che si sono verificate dovessero realizzarsi nel pronunciamento del Consiglio, la separazione dei quattro punti potrebbe portare a votazioni negative per alcuni punti e positive per altri, o per un altro.

Come Presidenza, non avrei altro da aggiungere. Il Consiglio è d'accordo a seguire questa procedura? Non ci sono obiezioni? Non ci sono osservazioni? Allora procediamo. Non si mette in votazione, in accordo con il Consigliere proponente, il punto n. 43 dell'ordine del giorno; si mette in approvazione, in modo separato, il dispositivo della deliberazione della mozione iscritta al punto n. 51 dell'ordine del giorno.

Primo punto. Il primo punto rimane invariato. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Grazie. Chi non è d'accordo?

Esito della votazione:

Presenti: trentuno

Votanti: trenta

Maggioranza: sedici

Favorevoli: undici

Contrari: diciannove

Astenuti: uno (Minuzzo)

Il Consiglio non approva.

Secondo punto. Metto in votazione il secondo punto con l'aggiunta che vi ho testé letto. Ci sono dichiarazioni di voto? Metto allora in votazione il secondo punto con l'aggiunta che dice: "in modo che possa costituire base di discussione anche per gli anni successivi". Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti: trentuno

Votanti: trenta

Maggioranza: sedici

Favorevoli: undici

Contrari: diciannove

Astenuti: uno (Minuzzo)

Il Consiglio non approva.

Punto n. 3. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Grazie. Chi si astiene? Grazie.

Esito della votazione:

Presenti: trentuno

Votanti: trenta

Maggioranza: sedici

Favorevoli: undici

Contrari: diciannove

Astenuti: uno (Minuzzo)

Il Consiglio non approva.

Punto n. 4 con la frase finale così emendata: "creando, al più presto, le opportune strutture che possano dare i necessari indirizzi". Ci sono dichiarazioni di voto? Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Grazie. Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: trentuno

Maggioranza: sedici

Il Consiglio approva all'unanimità.

Colleghi Consiglieri, è terminata la discussione di questi oggetti abbinati, si passa all'esame del punto n. 44 dell'ordine del giorno.